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        <title type="main" level="a">Parte seconda. Buone pratiche di Public History per la formazione e il territorio</title>
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          <resp>This is a section of <title>La &lt;i&gt;Public History&lt;/i&gt; tra scuola, università e territorio</title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/978-88-5518-616-2</idno>) by </resp>
          <name>Francesca Borruso, Gianfranco Bandini, Marta Brunelli, Paolo Bianchini, Stefano Oliviero</name>
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        <publisher>Firenze University Press</publisher>
        <pubPlace>Firenze</pubPlace>
        <date when="2022">2022</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/978-88-5518-616-2.15</idno>
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          <p>Available for academic research purposes</p>
          <p>Open Access</p>
          <p>Copyright Author(s)</p>
          <licence source="text" target="https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/legalcode">
            <p>Content licence CC BY 4.0</p>
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            <p>Metadata licence CC0 1.0</p>
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        <p>This is original content, published for academic research purposes</p>
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          <desc>Digital edition XML powered by Booksflow</desc>
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      <abstract xml:lang="en">
        <p>In keeping with the ten essays collected in the first part of the volume, this section proposes thirty Best Practices files, selected from the most recent and stimulating ones. These are real models of educational action thanks to which we can offer a first look of some of the many projects based on the relationship between school, university and territory. Models, therefore, in which Public History practices have found, or can find, fertile ground.</p>
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          <list>
            <item>History of education</item>
            <item>Public History of education</item>
            <item>social empowerment</item>
            <item>Digital Public History</item>
            <item>teaching practices</item>
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      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/978-88-5518-616-2.15<ref target="https://doi.org/10.36253/978-88-5518-616-2.15" /></p>
      
      
      
      <p rend="h1_part">Parte seconda</p><p rend="h1_part_title">Buone pratiche di <hi rend="italic">Public History</hi> per la formazione <lb/>e il territorio</p><p rend="h1_chapter">Introduzione</p><p rend="text">In sintonia con i dieci saggi raccolti nella prima parte del volume, questa seconda parte offre trenta schede di Best Practices selezionate tra le più recenti e stimolanti. Si tratta di veri e propri modelli per l’azione formativa grazie ai quali possiamo proporre un primo sguardo su alcuni fra i molteplici progetti fondati sulla relazione tra scuola, università e territorio. Modelli dunque in cui le pratiche di <hi rend="italic">Public History</hi> hanno trovato o, possono trovare, terreno fertile.</p><p rend="editorial_metadata_polices">Referee List (DOI 1<ref target="https://doi.org/10.36253/fup_referee_list">0.36253/fup_referee_list</ref>)</p><p rend="editorial_metadata_polices">FUP Best Practice in Scholarly Publishing (DOI <ref target="https://doi.org/10.36253/fup_best_practice">10.36253/fup_best_practice</ref>)</p><p rend="editorial_metadata_book"><hi rend="italic">Buone pratiche di </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Public History</hi><hi rend="italic"> per la formazione e il territorio</hi>, © Author(s), <ref target="http://creativecommons.org/licenses/by/4.0/legalcode">CC BY 4.0</ref>, DOI <ref target="https://doi.org/10.36253/978-88-5518-616-2.15">10.36253/978-88-5518-616-2.15</ref>, in Gianfranco Bandini, Paolo Bianchini, Francesca Borruso, Marta Brunelli, Stefano Oliviero (edited by), <hi rend="CharOverride-2">La </hi>Public History<hi rend="CharOverride-2"> tra scuola, università e territorio. Una introduzione operativa</hi>, pp. -72, 2022, published by Firenze University Press, ISBN 978-88-5518-616-2, DOI <ref target="https://doi.org/10.36253/978-88-5518-616-2">10.36253/978-88-5518-616-2</ref></p><p rend="h1_chapter">Scheda n. 1: Alternanza scuola-lavoro</p><p rend="h1_author ParaOverride-1">a cura di Francesca Borruso</p><p rend="h2">Titolo del progetto</p><p rend="text">Alternanza scuola-lavoro</p><p rend="h2">Obiettivo principale</p><p rend="text">Avvicinare gli studenti ai temi della storia della scuola, della memoria educativa, della letteratura per l’infanzia, della didattica museale, dell’allestimento di mostre didattico-documentarie.</p><p rend="h2">Durata</p><p rend="text">Il progetto di svolge nei locali del Museo della scuola e dell’educazione Mauro Laeng (Roma) dal 2017. Attualmente <hi >è</hi> ancora in corso con un gruppo di ragazzi del Liceo Visconti di Roma.</p><p rend="h2">Organizzatore</p><p rend="text">Museo della scuola e dell’educazione Mauro Laeng (Roma), Dipartimento di Scienze della formazione dell’università degli studi Roma Tre.</p><p rend="h2">Partners</p><p rend="text">Scuole secondarie di II grado.</p><p rend="h2">Descrizione del progetto</p><p rend="text">Gruppi di studenti (10 al massimo per ogni gruppo) svolgono attività didattico museali nei locali del museo, coordinati dai docenti del Dipartimento, dottori di ricerca, assegnisti, ricercatori.</p><p rend="text">Nel corso di questi anni sono stati realizzati: power point sui temi di storia della scuola; albi illustrati con disegni infantili tratti dall’archivio del Museo e accompagnati da scrittura creativa realizzata dagli stessi studenti; allestimento di mostre nei locali del museo; individuazione e selezione del patrimonio (libri, documenti, oggetti) che apparteneva al primo museo del 1874 (Museo di istruzione e di educazione).</p><p rend="h2">Tipologia delle attività</p><list type="unordered">
				<item>attività didattiche;</item>
				<item>disseminazione, divulgazione;</item>
				<item><hi rend="italic">Public History</hi>;</item>
				<item><hi rend="italic">Digital</hi> <hi rend="italic">Public History</hi>.</item>
			</list><p rend="h2">Attività in presenza</p><list type="unordered">
				<item>I percorsi prevedono un ciclo di 25 ore ciascuno per 20 studenti (max);</item>
				<item>I ragazzi, dopo aver acquisito informazioni sul patrimonio museale, realizzano lavori cooperativi che prevedono un prodotto finale.</item>
			</list><p rend="h2">Attività sul web</p><list type="unordered">
				<item>nessuna</item>
			</list><p rend="h1_chapter">Scheda n. 2: Archeodromo di Poggibonsi</p><p rend="h1_author ParaOverride-1">a cura di Monica Dati</p><p rend="h2">Titolo del progetto</p><p rend="text">Archeodromo di Poggibonsi</p><p rend="h2">Obiettivo principale</p><p rend="text">Archeologia, pratiche sperimentali, <hi rend="italic">Living History</hi> si integrano ad attività didattiche secondo un modello “Touch the past”: vivere in prima persona consuetudini, mestieri, vestire abiti, mangiare, lavorare secondo i modi del passato.</p><p rend="h2">Durata</p><p rend="text">Da ottobre a aprile: domenica 14:00-17:00; da maggio a settembre: domenica 16:00-19:00.</p><p rend="h2">Organizzatore</p><p rend="text">Realizzato dall’Insegnamento di Archeologia Cristiana e Medievale attivo presso il Dipartimento di Scienze storiche e beni culturali dell’Università degli Studi di Siena con Arké Archeologia Sperimentale e Archeotipo srl.</p><p rend="h2">Partners</p><p rend="text">Il progetto dell’Archeodromo di Poggibonsi, finanziato da Arcus Spa, <hi >è</hi> promosso dalla Fondazione Musei Senesi e dal Comune di Poggibonsi.</p><p rend="h2">Descrizione del progetto</p><p rend="text">L’Archeodromo di Poggibonsi nasce per riprodurre in scala 1:1 una delle più importanti scoperte sulla collina di Poggio Imperiale, il villaggio di periodo franco (IX-metà X secolo) nel quale si riconosce la conformazione di una possibile azienda curtense con una residenza padronale costituita da una grande capanna circondata da diverse strutture più piccole destinate ad attività artigianali e all’immagazzinamento di derrate alimentari e prodotti agricoli, nonché da edifici di servizio. Ad animare il parco sono cittadini volontari del comune di Poggibonsi che si prestano come figuranti a disposizione di visitatori e scolaresche. </p><p rend="h2">Tipologia delle attività</p><list type="unordered">
				<item>attività didattiche;</item>
				<item><hi rend="italic">Public History</hi>;</item>
				<item><hi rend="italic">historical re-enactment</hi>, <hi rend="italic">living history</hi>;</item>
				<item>parco archeologico.</item>
			</list><p rend="h2">Attività in presenza</p><list type="unordered">
				<item>Visite al parco ogni domenica per privati ma soprattutto per scuole attraverso il contributo di alcuni cittadini che si prestano come figuranti.</item>
			</list><p rend="h2">Attività sul web</p><list type="unordered">
				<item>&lt;<ref target="http://www.archeodromopoggibonsi.it/">http://www.archeodromopoggibonsi.it/</ref>&gt;;</item>
				<item>sito prettamente informativo dove sono inserite news eventi ed una sezione sui cittadini volontari che si prestano come figuranti.</item>
			</list><p rend="h2">Note</p><p rend="text">Le esperienze, proposte al bambino/ragazzo, forniscono uno strumento attraverso il quale comprendere gli insegnamenti scolastici, contribuiscono cioè ad accorciare la distanza con una disciplina che, se studiata in maniera teorica e secondo sistemi di comunicazione lontani da quelli attuali, non sempre riesce ad appassionare ma che, veicolata attraverso il gioco e la manualità, può diventare un argomento stimolante e coinvolgente.</p><p rend="h1_chapter">Scheda n. 3: Archivio degli Iblei</p><p rend="h1_author ParaOverride-1">a cura di Monica Dati</p><p rend="h2">Titolo del progetto</p><p rend="text">Archivio degli Iblei</p><p rend="h2">Obiettivo principale</p><p rend="text">L’Archivio degli Iblei ha per scopo sia l’emersione di documentazione storica proveniente da archivi pubblici e soprattutto privati e familiari sia la valorizzazione del patrimonio artistico, paesaggistico e culturale dell’area iblea Avviato nel 2012, per iniziativa di Chiara Ottaviano, fondatrice di Cliomedia Officina e pioniera nel campo della <hi rend="italic">Public History</hi> in Italia.</p><p rend="h2">Durata</p><p rend="text">2015-in corso.</p><p rend="h2">Organizzatore</p><p rend="text">Cliomedia Officina, associazione di <hi rend="italic">Public History</hi>.</p><p rend="h2">Partners</p><p rend="text">Consorzio Universitario della Provincia di Ragusa.</p><p rend="h2">Descrizione del progetto</p><p rend="text">Il progetto nasce con l’intento di valorizzare il patrimonio storico, paesaggistico, documentario e iconografico degli Iblei, il territorio a sud est della Sicilia che corrisponde prevalentemente ai paesi che costituiscono attualmente il Consorzio di Ragusa. Attraverso materiale fotografico e la raccolta di testimonianze orali vuole essere un originale esempio di positiva collaborazione fra enti e soggetti diversi: archivi pubblici e privati, collezionisti e famiglie, scuole, studenti e studiosi, giovani e anziani, donne e uomini interessati alla conoscenza e alla riflessione sul passato. Interessante ai fini della storia dell’educazione la sezione “Autobiografie e storie di famiglia” dove le storie dei singoli individui si intrecciano con la storia del territorio offrendo significativi spunti di riflessione su aspetti della vita sociale, economica, politica che interessano l’intera comunità.</p><p rend="h2">Tipologia delle attività</p><list type="unordered">
				<item>attività didattiche;</item>
				<item>disseminazione, divulgazione;</item>
				<item><hi rend="italic">Public History</hi>;</item>
				<item><hi rend="italic">Digital</hi> <hi rend="italic">Public History</hi>.</item>
			</list><p rend="h2">Attività in presenza</p><list type="unordered">
				<item>L’Archivio degli Iblei lancia costantemente inviti alla raccolta di notizie, fonti e fotografie sulle tante ville rurali dislocate nel territorio ibleo. Le informazioni possono riguardare l’architettura, i progetti, le maestranze e le imprese costruttrici ma anche la storia delle famiglie dei proprietari e i successivi passaggi di proprietà.</item>
				<item>In collaborazione con altri enti svolge laboratori di storia destinati anche alla formazione docente.</item>
			</list><p rend="h2">Attività sul web</p><list type="unordered">
				<item>Sulla pagina web dell’associazione (<ref target="http://www.archiviodegliiblei.it/">http://www.archiviodegliiblei.it/</ref>) sono consultabili tantissimi materiali che spaziano dalla fotografia a videointerviste. </item>
			</list><p rend="h2">Note</p><p rend="text">L’Archivio degli Iblei costituisce un modello di raccolta di documenti e diffusione della conoscenza storica grazie alla piena partecipazione del ‘pubblico’, ripetibile in altre periferie al fine di valorizzare il recupero e la valorizzazione di storie e saperi per comprendere il passato e la cultura di comunità e territori.</p><p rend="h1_chapter">Scheda n. 4: Archivio della memoria educativa</p><p rend="h1_author ParaOverride-1">a cura di Francesca Borruso</p><p rend="h2">Titolo del progetto</p><p rend="text">Archivio della memoria educativa</p><p rend="h2">Obiettivo principale</p><p rend="text">Recuperare tracce della memoria educativa attraverso interviste orali video-registrate.</p><p rend="h2">Durata</p><p rend="text">Si <hi >è</hi> svolto negli anni 2005, 2006, 2007.</p><p rend="h2">Organizzatore</p><p rend="text">Museo Storico della Didattica Mauro Laeng (Roma), Insegnamento di Storia della Pedagogia dell’università degli studi Roma Tre.</p><p rend="h2">Descrizione del progetto</p><p rend="text">Il Museo possiede un piccolo archivio di video contenenti interviste sulla memoria scolastica condotte con alcune figure di intellettuali di spicco in ambito pedagogico. Vogliamo ricordare le interviste realizzate a: Carlo Felice Casula, Simonetta Ulivieri, Paolino Serreri.</p><p rend="h2">Tipologia delle attività</p><list type="unordered">
				<item>attività didattiche;</item>
				<item>disseminazione, divulgazione;</item>
				<item><hi rend="italic">Public History</hi>;</item>
				<item><hi rend="italic">Digital</hi> <hi rend="italic">Public History</hi>.</item>
			</list><p rend="h2">Attività in presenza</p><list type="unordered">
				<item>Alcune di queste interviste sono state condotte e registrate alla presenza di un pubblico di spettatori (studenti), altre volte, invece, in modo riservato.</item>
			</list><p rend="h2">Attività sul web</p><list type="unordered">
				<item>nessuna</item>
			</list><p rend="h1_chapter">Scheda n. 5: Battaglia di Scannagallo</p><p rend="h1_author ParaOverride-2">a cura di Monica Dati</p><p rend="h2">Titolo del progetto</p><p rend="text">Battaglia di Scannagallo</p><p rend="h2">Obiettivo principale</p><p rend="text">Rievocazione battaglia di Scannagallo tra senesi e fiorentini, 1554.</p><p rend="h2">Durata</p><p rend="text">Primo sabato di ogni settembre.</p><p rend="h2">Organizzatore</p><p rend="text">Associazione Culturale Scannagallo.</p><p rend="h2">Partners</p><p rend="text">Comune di Foiano della Chiana.</p><p rend="h2">Descrizione del progetto</p><p rend="text">L’evento ha l’intento di rievocare lo storico episodio avvenuto a Pozzo della Chiana ed immortalato da Giorgio Vasari in un celebre affresco collocato nella “Sala dei 500” a Firenze. Animatore del progetto <hi >è</hi> un gruppo di cittadini, riuniti nell’Associazione Culturale Scannagallo. L’evento si svolge dal 2001 ogni anno a Pozzo della Chiana l’ultimo fine settimana di maggio o il primo fine settimana di giugno e prevede contestuali e parallele iniziative come l’apertura dell’Archivio di Stato di Siena o percorsi storico-naturalistici, mostre. </p><p rend="h2">Tipologia delle attività</p><list type="unordered">
				<item><hi rend="italic">historical re-enactment</hi>, <hi rend="italic">living history</hi>.</item>
			</list><p rend="h2">Attività in presenza</p><list type="unordered">
				<item>Evento pubblico a Pozzo della Chiana.</item>
			</list><p rend="h2">Attività sul web</p><list type="unordered">
				<item><ref target="https://www.scannagallo.com">https://www.scannagallo.com</ref></item>
			</list><p rend="h1_chapter">Scheda n. 6: Carlo Tancredi di Barolo</p><p rend="h1_author ParaOverride-1">a cura di Paolo Bianchini, Marta Peiretti, Pompeo Vagliani</p><p rend="h2">Titolo del progetto</p><p rend="text">Carlo Tancredi di Barolo: l’educazione del giovane marchese</p><p rend="h2">Obiettivo principale</p><p rend="text">Proporre un approccio allo studio della storia della scuola per le scuole primarie e secondarie di I grado. L’obiettivo <hi >è</hi> mostrare un modello emblematico di educazione impartita nel Settecento ai fanciulli aristocratici, lavorare sugli aspetti storici e pedagogici facendo conoscere un personaggio significativo nella storia della città di Torino e ricostruendone gli impegni scolastici ed extra-scolastici quotidiani, così da stimolare in modo giocoso l’identificazione ma anche il confronto tra passato e presente.</p><p rend="h2">Durata</p><p rend="text">Proposto annualmente tramite l’offerta didattica del museo a partire dal 2017.</p><p rend="h2">Organizzatore</p><p rend="text">Fondazione Tancredi di Barolo, MUSLI Museo della Scuola e del Libro per l’infanzia.</p><p rend="h2">Partners</p><p rend="text">L’iniziativa <hi >è</hi> stata sviluppata in collaborazione con Opera Barolo.</p><p rend="h2">Descrizione del progetto</p><p rend="text">La drammatizzazione <hi >è</hi> condotta da un attore nei panni del precettore del marchesino, l’abate francese Cirillo Michel, che accoglie i partecipanti invitandoli ad assumere a loro volta il ruolo di compagni di studi di Carlo Tancredi, anch’essi nobili, invitati a Palazzo in occasione del suo decimo compleanno, il 26 ottobre 1792. La scelta del giorno di compleanno di Carlo Tancredi Falletti di Barolo ha una motivazione simbolica, ovvero il decimo anno d’età segnava nel passato la fine della puerizia, ed una storica. <hi >É</hi> in quell’anno che sul Registro dei Conti della famiglia, custodito presso l’Archivio dell’Opera Pia Barolo, <hi >è</hi> annotato per la prima volta il salario del precettore, che risulta alle dipendenze della famiglia fino al 1798, e sono indicate spese a favore del Collegio di San Rocco, frequentato dal giovane marchese nel biennio 1792-94 come allievo della classe di rettorica. All’ingresso viene consegnata agli alunni una vecchia cartella da archivio, intestata al Collegio San Rocco, che indica il nome dell’allievo, il titolo nobiliare e la sua classe di appartenenza alla Scuola di latinità e contiene il calendario scolastico e un ‘cartolaro’, ossia un quaderno di appunti delle cose da ricordare circa le principali materie, le arti minori, l’araldica e il galateo. Questo gioco di ruolo permette di risalire alla forma di educazione impartita al giovane marchese, confrontarla con quella propria dei fanciulli aristocratici del Settecento, e di riproporla in modo suggestivo.</p><p rend="h2">Tipologia delle attività</p><list type="unordered">
				<item>attività didattiche;</item>
				<item><hi rend="italic">Public History</hi>;</item>
				<item><hi rend="italic">Digital</hi> <hi rend="italic">Public History</hi>;</item>
				<item><hi rend="italic">historical re-enactment</hi>, <hi rend="italic">living history</hi>.</item>
			</list><p rend="h2">Attività in presenza</p><list type="unordered">
				<item>Attività in presenza dalla durata di circa un’ora. Pubblico coinvolto: scuola primaria e scuola secondaria di I grado.</item>
			</list><p rend="h2">Attività sul web</p><list type="unordered">
				<item>nessuna</item>
			</list><p rend="h2">Note</p><p rend="text">La preziosissima fonte manoscritta del Registro dei Conti della famiglia conservato presso l’Archivio dell’Opera Barolo <hi >è</hi> stato di fondamentale importanza per la ricerca propedeutica alla progettazione dell’attività insieme a fonti biografiche, storiche, letterarie, saggistiche e iconografiche parallelamente consultate presso la biblioteca della Fondazione Tancredi di Barolo. </p><p rend="h1_chapter">Scheda n. 7: Costruttori di libri</p><p rend="h1_author ParaOverride-1">a cura di Francesca Borruso</p><p rend="h2">Titolo del progetto </p><p rend="text">Costruttori di libri: conversazioni in pubblico sulla letteratura per l’infanzia contemporanea</p><p rend="h2">Obiettivo principale</p><p rend="text">Diffondere conoscenza sulla produzione letteraria per ragazzi, non solo per gli studiosi del settore ma anche attraverso forme di divulgazione e coinvolgimento aperte a tutti.</p><p rend="h2">Durata</p><p rend="text">Due incontri per anno tra novembre e aprile.</p><p rend="h2">Organizzatore</p><p rend="text">Museo della scuola e dell’educazione Mauro Laeng (Roma), Dipartimento di Scienze della formazione dell’università degli studi Roma Tre, università degli studi Milano Bicocca.</p><p rend="h2">Descrizione del progetto</p><p rend="text">I seminari, aperti a tutti, sono stati organizzati secondo la seguente formula: interviste pubbliche ad alcuni autori e illustratori di libri per la gioventù.</p><p rend="h2">Tipologia delle attività</p><list type="unordered">
				<item>attività didattiche;</item>
				<item>disseminazione, divulgazione;</item>
				<item><hi rend="italic">Public History</hi>.</item>
			</list><p rend="h2">Attività in presenza</p><list type="unordered">
				<item>Incontri che hanno coinvolto studenti e docenti dei vari gradi scolastici, persone interessate all’argomento;</item>
				<item>una mostra documentaria con le produzioni letterarie degli autori intervistati.</item>
			</list><p rend="h2">Attività sul web</p><list type="unordered">
				<item>nessuna</item>
			</list><p rend="h1_chapter">Scheda n. 8: Da un oggetto racconta la tua scuola</p><p rend="h1_author ParaOverride-1">a cura di Francesca Borruso</p><p rend="h2">Titolo del progetto </p><p rend="text">Hackcultura 2019: da un oggetto racconta la tua scuola</p><p rend="h2">Obiettivo principale</p><p rend="text">Il progetto rientra nell’ambito di #HackCultura2019, iniziativa curata dalla rete Diculther e volta allo sviluppo di progetti digitali da parte degli studenti delle scuole italiane, per favorire nei giovani la conoscenza e la presa in carico del patrimonio culturale nazionale.</p><p rend="h2">Durata</p><p rend="text">In corso.</p><p rend="h2">Organizzatore</p><p rend="text">ICCU, Istituto Centrale per il Catalogo Unico (Referente del progetto: Maria Teresa Natale).</p><p rend="h2">Partners</p><p rend="text">Museo della scuola e dell’educazione Mauro Laeng (Roma), scuole di ogni ordine e grado.</p><p rend="h2">Descrizione del progetto</p><p rend="text">Le scuole coinvolte nel progetto (qualunque scuola del territorio italiano) possono procedere alla catalogazione di un oggetto/libro/documento della storia della scuola italiana. La catalogazione, svolta dagli stessi studenti, sulla base della scelta anche di 1 solo oggetto (presente nella loro scuola oppure presso una struttura museale come quella del MuSEd) viene inserita all’interno di un catalogo unico gestito dall’ ICCU. Questo sistema dovrebbe portare alla creazione di un vero e proprio museo digitale della storia della scuola italiana, offerto alla cittadinanza gratuitamente e costruito dagli stessi studenti. Il MuSEd, attualmente, svolge la funzione di supporto scientifico al progetto e ha dato la propria disponibilità a realizzare visite guidate con gli studenti e a supportare nella catalogazione degli oggetti/libri, eventualmente scelti dagli studenti all’interno del nostro patrimonio museale.</p><p rend="h2">Tipologia delle attività</p><list type="unordered">
				<item>attività didattiche;</item>
				<item>disseminazione, divulgazione;</item>
				<item><hi rend="italic">Public History</hi>;</item>
				<item><hi rend="italic">Digital</hi> <hi rend="italic">Public History</hi>.</item>
			</list><p rend="h2">Attività in presenza</p><list type="unordered">
				<item>Abbiamo realizzato un incontro di formazione in presenza per gli insegnanti di alcune scuole secondarie, presso il MuSEd (26 gennaio 2019). L’incontro è stato gestito da Lorenzo Cantatore e Francesca Borruso.</item>
			</list><p rend="h2">Attività sul web</p><list type="unordered">
				<item>Risorse digitali utilizzate e costruite appositamente all’interno del sito dell’ICCU. Si tratta di una piattaforma dedicata al progetto della costruzione digitale del Museo della storia della scuola italiana.</item>
			</list><p rend="h1_chapter">Scheda n. 9: Generazione Balilla</p><p rend="h1_author ParaOverride-1">a cura di Marta Brunelli</p><p rend="h2">Titolo del progetto</p><p rend="text">Generazione Balilla: propaganda di regime nella scuola fascista / Visite guidate con ANPI Marche</p><p rend="text">EppuResiste – ANPI Macerata 9 aprile 2017</p><p rend="h2">Obiettivo principale</p><p rend="text">L’evento intende guidare i visitatori in un’aula di scuola elementare di epoca fascista alla scoperta dei tanti strumenti (libri di testo, materie curricolari, associazionismo giovanile) e linguaggi (testi, immagini, copertine di quaderni e persino vignette e fumetti per bambini) della propaganda che il regime utilizzò per inculcare in forma capillare, anche e soprattutto attraverso la scuola, gli ideali del fascismo nelle generazioni del Ventennio. </p><p rend="h2">Durata</p><p rend="text">Domenica 9 aprile 2017. Evento inserito nell’ambito della rassegna “EppuResiste, festa migrante delle resistenze e dei territori: verso il 72°anniversario della Liberazione dal nazifascismo”. </p><p rend="h2">Organizzatore</p><p rend="text">ANPI di Macerata.</p><p rend="h2">Partners</p><p rend="text">Museo della Scuola “Paolo e Ornella Ricca” dell’Università degli Studi di Macerata.</p><p rend="h2">Descrizione del progetto</p><p rend="text">I partecipanti sono guidati attraverso letture, immagini e oggetti a immedesimarsi in un’intera generazione che nacque e crebbe, per un ventennio, conoscendo solo il fascismo e venendo educata a immaginare un futuro da soldato del fascismo, o da futura madre dei fascisti del domani. In questa prospettiva, ancora più significativa appare la scelta di tanti giovani, uomini, donne, ragazzi e ragazze di quella stessa generazione che scelsero invece di unirsi alla Resistenza diventando Partigiani e combattere per un’Italia libera, che non avevano mai conosciuto in vita loro e potevano solo immaginare.</p><p rend="text">Il punto di partenza per raccontare storie e aneddoti di quegli anni (<hi rend="italic">storytelling</hi>) <hi >è</hi> rappresentata da un oggetto allestito nel museo: la cassetta portamunizioni che, utilizzata dai bambini del secondo dopoguerra come ‘cartella’ di fortuna, in realtà si rivela in grado di raccontare mille storie: di soldati, di partigiani e di bambini. Grazie a questo oggetto, i visitatori più anziani sono stimolati a partecipare in prima persona raccontando – agli altri visitatori più giovani – cosa significasse vivere nell’Italia della guerra e/o del secondo dopoguerra.</p><p rend="h2">Tipologia delle attività</p><list type="unordered">
				<item>disseminazione, divulgazione;</item>
				<item><hi rend="italic">Public History</hi>.</item>
			</list><p rend="h2">Attività in presenza</p><p rend="text_NOindent">Attività:</p><list type="unordered">
				<item>visita guidata gratuita con partenza alle ore 16:30 e alle ore 18:00.</item>
			</list><p rend="text_top">Pubblici coinvolti:</p><list type="unordered">
				<item>adulti;</item>
				<item>anziani;</item>
				<item>studenti universitari.</item>
			</list><p rend="text_top">Tipologia di coinvolgimento:</p><list type="unordered">
				<item>visita dialogata (<hi rend="italic">learning conversation</hi>);</item>
				<item>manipolazione/esplorazione di oggetti da parte dei visitatori (visita <hi rend="italic">hands-on</hi>);</item>
				<item>dimostrazione dei visitatori-testimoni sull’uso/funzione degli oggetti (<hi rend="italic">live demonstration</hi>);</item>
				<item>partecipazione dei più anziani come narratori di memorie personali (<hi rend="italic">storytelling</hi>).</item>
			</list><p><graphic url="14-web-resources/image/fig._1_.jpg" rend="img _idGenObjectAttribute-1" mimeType="image/jpeg"/></p><p rend="caption_figure">Figura 1 – La cassetta porta-munizioni come oggetto-stimolo. Foto: Lucia Paciaroni © 2017. Museo della Scuola “Paolo e Ornella Ricca” di Macerata.</p><p rend="h2">Attività sul web</p><list type="unordered">
				<item>nessuna</item>
			</list><p rend="h1_chapter">Scheda n. 10: Giornata internazionale della Guida Turistica</p><p rend="h1_author ParaOverride-3">a cura di Marta Brunelli</p><p rend="h2">Titolo del progetto </p><p rend="text">Giornata internazionale della Guida Turistica. Evento di <hi rend="italic">living history</hi></p><p rend="h2">Obiettivo principale</p><p rend="text">Aprire il Museo della scuola al pubblico generale presentando un evento di <hi rend="italic">living history</hi> capace di proiettare i visitatori in un’altra dimensione storica, alla scoperta dei personaggi e della giornata-tipo in una scuola rurale a cavallo tra Otto e Novecento.</p><p rend="h2">Durata</p><p rend="text">L’evento <hi >è</hi> stato presentato il 19 aprile 2017 in occasione della “Giornata internazionale della guida turistica”.</p><p rend="h2">Organizzatore</p><p rend="text">Museo della Scuola “Paolo e Ornella Ricca” dell’Università degli Studi di Macerata.</p><p rend="h2">Partners</p><p rend="text">Associazione “Guide delle Marche” che raccoglie le guide abilitate del territorio marchigiano (<ref target="http://www.guidedellemarche.com/"><hi rend="CharOverride-3">http://www.guidedellemarche.com/</hi></ref>); Comune di Macerata (patrocinio).</p><p rend="h2">Descrizione del progetto</p><p rend="text">Il Museo della Scuola ha aperto le sue porte al pubblico maceratese offrendo – in occasione della “Giornata internazionale della guida turistica” – delle visite guidate gratuite ma presentate da personaggi molto ‘speciali’. A guidare il pubblico sono state infatti le <hi rend="italic">Guide Abilitate delle Marche</hi> che, dopo aver concordato con lo staff del museo le informazioni da presentare al pubblico e i ruoli da interpretare, hanno accolto i visitatori vestendo i panni di: una bidella, una bambina, una maestra del passato. Queste guide d’eccezione hanno trasportato i visitatori in una ‘bolla temporale’ nella quale adulti e bambini si sono sentiti protagonisti, interagendo attivamente con i personaggi storici. L’evento di <hi rend="italic">living history</hi> – proposto nella specifica modalità della <hi rend="italic">second-person interpretation</hi> – ha permesso di divulgare fatti e informazioni storici in forma drammatizzata, giocosa e partecipativa.</p><p><graphic url="14-web-resources/image/fig._2.jpg" rend="img _idGenObjectAttribute-1" mimeType="image/jpeg"/></p><p><graphic url="14-web-resources/image/fig._3.jpg" rend="img _idGenObjectAttribute-1" mimeType="image/jpeg"/></p><p rend="caption_figure ParaOverride-4">Figure 2 e 3 – Foto: Lucia Paciaroni © 2017. Museo della Scuola “Paolo e Ornella Ricca” di Macerata.</p><p rend="h2">Tipologia delle attività</p><list type="unordered">
				<item>disseminazione, divulgazione;</item>
				<item><hi rend="italic">historical re-enactment</hi>, <hi rend="italic">living history</hi>.</item>
			</list><p rend="h2">Attività in presenza</p><p rend="text_NOindent">Attività</p><list type="unordered">
				<item>tour guidati all’interno del museo nelle date/orari:</item>
				<item>sabato 18 febbraio con inizio alle ore 15.30-16.15-17.00-17.45;</item>
				<item>domenica 19 febbraio con inizio alle ore 10.30-11.15-12.00 / 15.30–16.15-17.00-17.45.</item>
			</list><p rend="text_top">Pubblici coinvolti:</p><list type="unordered">
				<item>pubblico generale;</item>
				<item>pubblico familiare.</item>
			</list><p rend="text_top">Tipologia di coinvolgimento:</p><list type="unordered">
				<item>durante il percorso i visitatori sono stati accolti dalle guide in costume (<hi rend="italic">costumed interpretation</hi>);</item>
				<item>le guide hanno raccontato ai visitatori la prospettiva di una maestra/bambina/bidella della prima metà del Novecento (<hi rend="italic">first-person interpretation</hi>);</item>
				<item>le guide hanno coinvolto i visitatori come co-protagonisti delle situazioni messe in scena (<hi rend="italic">second-person interpretation</hi>).</item>
			</list><p rend="h2">Attività sul web</p><list type="unordered">
				<item>nessuna</item>
			</list><p rend="h1_chapter">Scheda n. 11: Il diario popolare</p><p rend="h1_author ParaOverride-1">a cura di Monica Dati</p><p rend="h2">Titolo del progetto </p><p rend="text">Diario popolare</p><p rend="h2">Obiettivo principale</p><p rend="text">Come si legge nella home page si tratta di un archivio di memorie collettive costruito da cittadini con l’obiettivo di creare attraverso la condivisione di interviste, ricordi e documenti un museo su tradizioni, usi, costumi, feste popolari di Firenze.</p><p rend="h2">Durata</p><p rend="text">Dal 2020, in corso.</p><p rend="h2">Organizzatore</p><p rend="text">Il progetto <hi >è</hi> curato da un gruppo di giovani ricercatori e professionisti operanti in campi diversi: filosofia, arte, fotografia, architettura, teatro e turismo.</p><p rend="h2">Partners</p><p rend="text">Comune di Firenze, Mad Murate Art District (<ref target="https://www.murateartdistrict.it/en"><hi rend="CharOverride-3">https://www.murateartdistrict.it/en</hi></ref>).</p><p rend="h2">Descrizione del progetto</p><p rend="text">La nascita del Diario Popolare si pone la finalità di raccogliere le testimonianze di piccole e grandi storie, ricordi, aneddoti, per non perdere pezzi importanti della storia popolare della città e tutto ciò che riguarda ogni aspetto della vita sociale: cibo, musica, arte, sport, racconti tramandati oralmente.</p><p rend="h2">Tipologia delle attività</p><list type="unordered">
				<item>disseminazione, divulgazione;</item>
				<item><hi rend="italic">Public History;</hi></item>
				<item><hi rend="italic">Digital Public History.</hi></item>
			</list><p rend="h2">Attività in presenza</p><list type="unordered">
				<item>nessuna</item>
			</list><p rend="h2">Attività sul web</p><list type="unordered">
				<item><ref target="http://www.ildiariopopolare.it/">http://www.ildiariopopolare.it/</ref>;</item>
				<item>il sito raccoglie testimonianze scritte, orali e fotografiche riguardanti molteplici aspetti della storia culturale e sociale di Firenze;</item>
				<item>il portale invita a partecipare attivamente al progetto anche attraverso pagine Facebook ed Instragram.</item>
			</list><p rend="h2">Note</p><p rend="text">Un progetto nato da un gruppo di professionisti operanti fuori dall’accademia che ha saputo coinvolgere enti e cittadinanza in un percorso finalizzato a preservare la memoria e la storia sociale di Firenze. </p><p rend="h1_chapter">Scheda n. 12: Il Laboratorio di letteratura per l’infanzia e i Festival letterari</p><p rend="h1_author ParaOverride-5">a cura di Marta Brunelli</p><p rend="h2">Titolo del progetto</p><p rend="text">Il Laboratorio di letteratura per l’infanzia e i Festival letterari</p><p><graphic url="14-web-resources/image/06_BRUNELLI_Fig._4_-_pag._165.jpg" rend="img _idGenObjectAttribute-1" mimeType="image/jpeg"/></p><p rend="caption_figure">Figura 4 – Le studentesse del Laboratorio di Letteratura per l’infanzia al Festival “Macerata Racconta”. Foto: Lucia Paciaroni © 2018.</p><p><graphic url="14-web-resources/image/fig._5.jpg" rend="img _idGenObjectAttribute-1" mimeType="image/jpeg"/></p><p rend="caption_figure">Figura 5 – Gli studenti e le studentesse del Laboratorio di Letteratura per l’infanzia al Festival “Libriamoci”. Foto: Lucia Paciaroni © 2019.</p><p rend="h2">Obiettivo principale</p><p rend="text">L’obiettivo di questa iniziativa <hi >è</hi> innovare la didattica universitaria della letteratura per l’infanzia attraverso una nuova modalità di studio, interpretazione e riadattamento letterario di testi ottocenteschi. </p><p rend="h2">Durata</p><p rend="text">La collaborazione tra i Festival “Macerata Racconta” e “Libriamoci”, il Museo della Scuola e la Cattedra di Letteratura per l’infanzia dell’Università di Macerata ha preso il via nel 2018 ed <hi >è</hi> tuttora in corso. </p><p rend="h2">Organizzatore</p><p rend="text">Museo della Scuola “Paolo e Ornella Ricca” – Cattedra di Letteratura per l’infanzia, università di Macerata.</p><p rend="h2">Descrizione del progetto</p><p rend="text">Gli studenti universitari (futuri maestri e maestre dei corsi di laurea in Scienze della formazione) hanno infatti operato una riscrittura di alcuni racconti scelti da loro stessi allo scopo di riproporli – in forma attualizzata e drammatizzata – a un pubblico di alunni della scuola primaria i quali, tra le <hi rend="italic">pièce</hi> messe in scena, hanno decretato quella vincitrice. Gli adattamenti hanno toccato temi attuali come il bullismo, la dipendenza dal mondo virtuale e il rispetto per l’altro.</p><p rend="text">L’attività si configura come una didattica per competenze basata sulla realizzazione di un progetto (project work) che ha assegnato, da una parte, agli studenti universitari un ruolo attivo nello studio di una materia di natura storico-educativa: la letteratura per l’infanzia dell’Ottocento. D’altra parte, anche gli alunni della scuola primaria hanno assunto il ruolo di protagonisti come giudici dei lavori loro proposti ma, al contempo, hanno assistito a una drammatizzazione che li ha coinvolti in quanto attualizzata su tematiche a loro molto vicine. </p><p rend="h2">Tipologia delle attività</p><list type="unordered">
				<item>attività didattiche;</item>
				<item>disseminazione, divulgazione;</item>
				<item>presentazione al pubblico della scuola primaria di drammatizzazioni basate sulla letteratura per l’infanzia.</item>
			</list><p rend="h2">Attività in presenza</p><p rend="text_NOindent">Attività e tipologia di coinvolgimento:</p><p rend="text_NOindent">I fase – lavoro di gruppo in aula:</p><list type="unordered">
				<item>lettura, analisi e riadattamento letterario del racconto scelto;</item>
				<item>presentazione drammatizzata degli elaborati e valutazione (autovalutazione e valutazione tra pari).</item>
			</list><p rend="text_top">II fase - attività al Museo / nel Festival:</p><list type="unordered">
				<item>presentazione drammatizzata alle classi della scuola primaria e valutazione da parte dei bambini.</item>
			</list><p rend="text_top">III fase – ritorno in aula e analisi dei risultati, confronto tra gli esiti dell’autovalutazione/valutazione tra pari e della valutazione operata dagli alunni della scuola primaria (metavalutazione).</p><p rend="h2">Attività sul web</p><list type="unordered">
				<item>nessuna</item>
			</list><p rend="h1_chapter">Scheda n. 13: Inganni scolastici</p><p rend="h1_author ParaOverride-1">a cura di Marta Brunelli</p><p rend="h2">Titolo del progetto </p><p rend="text">Inganni scolastici. Storia semiserio della funambolica arte del copiare in classe nel secolo scorso</p><p><graphic url="14-web-resources/image/06_Brunelli_pag._168.jpg" rend="img _idGenObjectAttribute-1" mimeType="image/jpeg"/></p><p rend="h2">Obiettivo principale</p><p rend="text">Utilizzare la vetrina di un importante festival letterario cittadino (“Macerata Racconta”) per divulgare i risultati della ricerca storico-educativa accademica attraverso un evento pubblico, di natura partecipativa e promosso attraverso i social media (Twitter).</p><p rend="h2">Durata</p><p rend="text">Data: 3 maggio 2016. Sede: Museo della Scuola “Paolo e Ornella Ricca” (Macerata).</p><p rend="h2">Organizzatore</p><p rend="text">Museo della Scuola “Paolo e Ornella Ricca”; Associazione conTesto (Festival “Macerata Racconta”).</p><p rend="h2">Partners</p><p rend="text">Associazione studentesca Officina Universitaria; RUM – Radio Università di Macerata; Blog di comunicazione “Scritture brevi”.</p><p rend="h2">Descrizione del progetto</p><p rend="text">Invitato a proporre un evento in linea con la tematica dell’edizione 2016 del festival “Macerata Racconta”, incentrata su “Gli inganni”, il museo ha proposto un seminario dedicato alla storia dell’arte del copiare in classe dall’800 a oggi. Insieme agli studenti universitari dei corsi di storia dell’educazione e grazie al supporto delle associazioni studentesche, il Museo ha erogato una lezione basata su una ricerca condotta sulle fonti documentarie e sulle fonti materiali possedute sia dal museo di Macerata che da altri musei della scuola (es.: il Museo dell’educazione di Padova o lo Schulmuseum di Norimberga). Il seminario <hi >è</hi> stato seguito da un’intervista a esponenti del mondo politico e studentesco che hanno raccontato le proprie memorie scolastiche; in contemporanea l’evento veniva condiviso con una diretta Twitter che ha permesso di raccogliere sia le testimonianze dei partecipanti in sede sia quelle di utenti di tutt’Italia: l’hashtag <hi rend="italic">#inganniscolastici</hi> <hi >è</hi> così diventato in poche ore un trending topic a livello nazionale.</p><p rend="h2">Tipologia delle attività</p><list type="unordered">
				<item>disseminazione, divulgazione;</item>
				<item><hi rend="italic">Public History</hi>;</item>
				<item><hi rend="italic">Digital Public History</hi>.</item>
			</list><p rend="h2">Attività in presenza</p><p rend="text_NOindent">Attività:</p><list type="unordered">
				<item>lavoro in aula con gli studenti universitari;</item>
				<item>incontro con le associazioni studentesche;</item>
				<item>coinvolgimento di esponenti del mondo della politica e della cultura;</item>
				<item>promozione insieme a esperti della comunicazione social.</item>
			</list><p rend="text_top">Pubblici coinvolti:</p><list type="unordered">
				<item>popolazione universitaria;</item>
				<item>cittadinanza.</item>
			</list><p rend="text_top">Tipologia di coinvolgimento:</p><list type="unordered">
				<item>gli studenti universitari hanno partecipato alla ricostruzione delle pratiche;</item>
				<item>il pubblico ha prestato la propria testimonianza.</item>
			</list><p rend="h2">Attività sul web</p><p rend="text">In occasione dell’evento dedicato agli inganni scolastici nell’ambito del Festival Macerata Racconta, l’hashtag lanciato per l’evento (#inganniscolastici) <hi >è</hi> entrato tra le tendenze più popolari e condivisi in quel momento.</p><p><graphic url="14-web-resources/image/fig._7.jpg" rend="img _idGenObjectAttribute-1" mimeType="image/jpeg"/></p><p rend="h1_chapter">Scheda n. 14: Italia Donati, maestra</p><p rend="h1_author ParaOverride-1">a cura di Monica Dati</p><p rend="h2">Titolo del progetto </p><p rend="text">Italia Donati, maestra</p><p rend="h2">Obiettivo principale</p><p rend="text">Lo spettacolo – scritto da Claudio Vittone e ispirato al romanzo “Prima della Quiete” di Elena Gianini Belotti – racconta il dramma di Italia Donati, intende portare al pubblico la sua vicende e soprattutto restituire e dare voce alla protagonista. </p><p rend="h2">Durata</p><p rend="text">Dal 2016, ancora in tour in vari teatri italiani.</p><p rend="h2">Organizzatore</p><p rend="text">Teatro del villaggio indipendente.</p><p rend="h2">Descrizione del progetto</p><p rend="text">Lo spettacolo – scritto da Claudio Vittone e ispirato al romanzo “Prima della Quiete” di Elena Gianini Belotti – racconta il dramma di Italia Donati. Giovane insegnante di origine contadina arrivata come nuova maestra a Porciano in Toscana, Italia diventa vittima delle calunnie e dei pregiudizi<hi rend="italic"> </hi>fino al tragico suicidio. Lo spettacolo restituisce voce a Italia che voce non ne ha mai avuta nella vicenda: </p><p rend="quotation_b">restituisce voce attraverso la narrazione dei personaggi che l’hanno attraversata, quasi un’orazione funebre che precede la sua morte, un riaffiorare alla memoria attraverso il suo desiderio di riportare alla luce. Italia “assiste” i personaggi quasi come uno spettro vagante, nella confessione per restituirla a tutti noi, alla storia (il regista Massimo Giacometti).</p><p rend="h2">Tipologia delle attività</p><list type="unordered">
				<item>disseminazione, divulgazione;</item>
				<item>rappresentazione teatrale.</item>
			</list><p rend="h2">Attività in presenza</p><list type="unordered">
				<item>Rappresentazioni teatrale in vari comuni italiani con il coinvolgimento anche di scolaresche.</item>
			</list><p rend="h2">Attività sul web</p><list type="unordered">
				<item>nessuna</item>
			</list><p rend="h1_chapter">Scheda n. 15: <hi rend="italic">Italian Brick </hi><hi rend="italic">History</hi></p><p rend="h1_author ParaOverride-1">a cura di Monica Dati</p><p rend="h2">Titolo del progetto</p><p rend="text"><hi rend="italic">Italian Brick </hi><hi rend="italic">History</hi></p><p rend="h2">Obiettivo principale</p><p rend="text">Italian BrickHistory <hi >è</hi> un progetto di <hi rend="italic">Public History</hi> a cura di Francesco Cutolo e Stefano Bartolini, che si inserisce all’interno del settore emergente della Lego History. </p><p rend="text">L’obiettivo principale <hi >è</hi> quello di ricreare attraverso i famosi mattoncini ambienti, attori storici e personaggi per coinvolgere studenti, appassionati di storia, costruttori lego, studiosi e docenti. </p><p rend="h2">Durata</p><p rend="text">2021, in corso.</p><p rend="h2">Organizzatore</p><p rend="text">Iniziativa promossa da due storici: Francesco Cutolo e Stefano Bartolini.</p><p rend="h2">Descrizione del progetto</p><p rend="text">Si tratta di un progetto di Lego History come forma di <hi rend="italic">Public History</hi>. Negli ultimi anni si <hi >è</hi> infatti affermato l’uso dei lego per raccontare fatti e personaggi storici come testimoniano altre analoghe iniziative nate sulla scena internazionale: Brick to the past, Historysbricks, Public BRICKstory e MiniFig Battlefileds. Un fermento che rientra nel campo della domanda pubblica di storia, sempre più diffusa come consumo culturale, ed in cui gli storici possono portare il loro contributo. Italian BrickHistory a differenza di alcune iniziative legate principalmente alla storia miliare intende promuovere la storia sociale proprio per sottolineare come la storia sia prima di tutto storia delle società umane e delle persone in società. </p><p rend="h2">Tipologia delle attività</p><list type="unordered">
				<item>attività didattiche;</item>
				<item>disseminazione, divulgazione;</item>
				<item><hi rend="italic">Public History</hi>;</item>
				<item><hi rend="italic">Digital Public History</hi>.</item>
			</list><p rend="h2">Attività in presenza</p><list type="unordered">
				<item>Con i mattoncini è possibile costruire anche laboratori didattici, di studio e di ricostruzione storica, dove si può imparare giocando.</item>
			</list><p rend="h2">Attività sul web</p><list type="unordered">
				<item>Italian BrickHistory – Fare storia con i mattoncini: &lt;<ref target="https://italianbrickhistory.education">https://italianbrickhistory.education</ref>&gt;</item>
				<item>Pagina Instragram: @italian_brickhistory</item>
			</list><p rend="h2">Note</p><p rend="quotation_b">La dimensione ludica da tempo fa parte a pieno titolo della <hi rend="italic">Public History</hi> e della comunicazione storica per coinvolgere pubblici diversi: bambini, adolescenti, adulti. Come si legge nella homepage del progetto: i mattoncini permettono una rappresentazione immediata di fatti storici, tematiche, personaggi, creando al tempo stesso il contesto di una dimensione aggregativa e partecipativa che necessita intrinsecamente di conoscere la storia, di studiare e documentarsi. </p><p rend="h1_chapter">Scheda n. 16: Le scuole elementari popolari</p><p rend="h1_author ParaOverride-1">a cura di Paolo Bianchini, Marta Peiretti, Pompeo Vagliani</p><p rend="h2">Titolo del progetto </p><p rend="text">Le scuole elementari popolari</p><p rend="h2">Obiettivo principale</p><p rend="text">Proporre un approccio allo studio della storia della scuola per le scuole primarie e secondarie di I grado. L’attività coinvolge i partecipanti nella ricostruzione delle primissime tappe di quel vasto moto di rinnovamento pedagogico di cui la città di Torino fu centro propulsore e che si concluse con la legge Casati del 1859, che dichiarava guerra all’analfabetismo e alla scuola per pochi, affermando il principio dell’istruzione elementare gratuita e obbligatoria per tutti.</p><p rend="h2">Durata</p><p rend="text">Proposto annualmente tramite l’offerta didattica del museo a partire dal 2018.</p><p rend="h2">Organizzatore</p><p rend="text">Fondazione Tancredi di Barolo – MUSLI Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia.</p><p rend="h2">Descrizione del progetto</p><p rend="text">Il progetto ricostruisce un preciso momento storico dell’istruzione in Piemonte: quella delicata fase di transizione dalla scuola d’élite alla scuola per tutti che prende avvio nel primo Ottocento, in un’epoca in bilico tra Restaurazione e fermenti liberali e in un Regno di Sardegna dove, l’istruzione era ancora patrimonio riservato alle classi sociali alte e impartito da precettori domestici e collegi, mentre per figli del popolo c’era un ridotto numero di scuole, comunali, di mutuo insegnamento o di carità, dove i maestri erano poco qualificati, gli allievi numerosi e saltuari, le aule precarie, i materiali didattici scarsi e le punizioni corporali abbondanti. La suggestione del racconto e delle immagini, la lettura di vivaci testimonianze e la proposta di autentici esercizi, individuali e a squadre, consentono ai presenti di calarsi progressivamente tra i banchi di scuola dell’epoca, di sperimentare modalità didattiche di oltre due secoli fa e di conoscerne i principali animatori. Tra i protagonisti di questa interessante storia s’incontrano aristocratici, filantropi e preti, i cui progetti sembrano convergere nel comune obiettivo di diffondere attività educative volte a contrastare la povertà e la mendicità, ma anche il disordine sociale e le aspirazioni rivoluzionarie: tra essi spiccano le figure dei marchesi Tancredi e Giulia di Barolo, le cui iniziative costituiscono un capitolo importante nella storia dell’educazione popolare del primo Ottocento.</p><p rend="h2">Tipologia delle attività</p><list type="unordered">
				<item>attività didattiche;</item>
				<item><hi rend="italic">Public History</hi>;</item>
				<item><hi rend="italic">Digital Public History</hi>;</item>
				<item><hi rend="italic">historical re-enactment</hi>, <hi rend="italic">living history</hi>.</item>
			</list><p rend="h2">Attività in presenza</p><list type="unordered">
				<item>Attività in presenza dalla durata di circa un’ora. Pubblico coinvolto scuola primaria (II ciclo) scuola secondaria di I e II grado.</item>
			</list><p rend="h2">Attività sul web</p><list type="unordered">
				<item>Nessuna.</item>
			</list><p rend="h1_chapter">Scheda n. 17: Liceo Visconti: alla (ri)scoperta dei tesori della Biblioteca</p><p rend="h1_author ParaOverride-1">a cura di Monica Dati</p><p rend="h2">Titolo del progetto </p><p rend="text">Dalla biblioteca scolastica a YouTube: alla (ri)scoperta dei tesori del Liceo Visconti di Roma: gli studenti raccontano antiche edizioni</p><p rend="h2">Obiettivo principale</p><p rend="text">L’iniziativa che ha visto la partecipazione attiva degli studenti del Liceo si inserisce nel progetto di riordino dell’inventario e ricatalogazione di tutto il patrimonio librario del Liceo per rivalutare tutte le risorse storico-culturali che il Visconti conserva (Biblioteca, Collezioni scientifiche, Museo Kircheriano). </p><p rend="h2">Durata</p><p rend="text">2014-2019.</p><p rend="h2">Organizzatore</p><p rend="text">Liceo Visconti, Roma.</p><p rend="h2">Descrizione del progetto</p><p rend="text">A partire dalla Primavera del 2014 il liceo Visconti di Roma ha intrapreso un importante lavoro di riordino dell’inventario e ricatalogazione di tutto il patrimonio librario. Nel settembre 2019 <hi >è</hi> stato completato il riordino di tutto il materiale, la nuova catalogazione e inventariazione grazie all’attività di collaboratori esterni e degli studenti. A quest’ultimi <hi >è</hi> stato poi affidato il compito di restituire al pubblico la descrizione delle antiche collezioni possedute dalla Biblioteca mediante una serie di video-presentazioni consultabili su YouTube. </p><p rend="h2">Tipologia delle attività</p><list type="unordered">
				<item>attività didattiche;</item>
				<item><hi rend="italic">Digital Public History</hi>.</item>
			</list><p rend="h2">Attività in presenza</p><list type="unordered">
				<item>nessuna.</item>
			</list><p rend="h2">Attività sul web</p><p rend="text">Filmati prodotti dagli studenti nell’ambito del laboratorio “Alla (ri)scoperta dei tesori della Biblioteca del Liceo Visconti”:</p><p rend="text">1.<hi rend="CharOverride-4"> </hi><hi rend="italic">Faventia Antiquissima Rediviva</hi>: &lt;<ref target="https://youtu.be/3TLBtcCoO9Y"><hi rend="CharOverride-3">https://youtu.be/3TLBtcCoO9Y</hi></ref><hi rend="CharOverride-3">&gt;</hi></p><p rend="text">2. Cicerone, <hi rend="italic">De Officiis</hi>: &lt;<ref target="https://youtu.be/j3_4qgZSvLI"><hi rend="CharOverride-3">https://youtu.be/j3_4qgZSvLI</hi></ref><hi rend="CharOverride-3">&gt;</hi></p><p rend="text">3. Pompei – Album di C. Le Tourneau: &lt;<ref target="https://youtu.be/8BAg0YQtLzU"><hi rend="CharOverride-3">https://youtu.be/8BAg0YQtLzU</hi></ref><hi rend="CharOverride-3">&gt;</hi></p><p rend="text">4. Boccaccio, <hi rend="italic">Decameron</hi>: &lt;<ref target="https://youtu.be/yKHcBwReYjQ"><hi rend="CharOverride-3">https://youtu.be/yKHcBwReYjQ</hi></ref><hi rend="CharOverride-3">&gt;</hi></p><p rend="text">5. Petrarca, <hi rend="italic">Opere latine</hi>: &lt;<ref target="https://youtu.be/r7UOX4dvFZY"><hi rend="CharOverride-3">https://youtu.be/r7UOX4dvFZY</hi></ref><hi rend="CharOverride-3">&gt;</hi></p><p rend="text">6.<hi rend="CharOverride-4"> </hi>Apollonio Rodio, Argonautiche: &lt;<ref target="https://youtu.be/knEfid0nb88"><hi rend="CharOverride-3">https://youtu.be/knEfid0nb88</hi></ref><hi rend="CharOverride-3">&gt;</hi></p><p rend="text"><hi >7. </hi><hi rend="italic" >Aesopi Phrygis</hi><hi > </hi><hi rend="italic" >Fabulae</hi><hi >: &lt;</hi><ref target="https://youtu.be/CeNtmnHqNEc"><hi rend="CharOverride-3" >https://youtu.be/CeNtmnHqNEc</hi></ref><hi rend="CharOverride-3" >&gt;</hi></p><p rend="h2">Note</p><p rend="text">Un originale incontro tra mondo accademico, biblioteche e publich history volto a coinvolgere gli studenti nella valorizzazione del patrimonio culturale. Un esempio di come le biblioteche possano andare oltre il ruolo di contenitori di libri e trasformarsi in laboratori didattici, luoghi di apprendimento e riflessione storica. Studiare e valorizzare il patrimonio bibliotecario può divenire così un modo di educare il pubblico alla storia e alla cittadinanza.</p><p rend="h1_chapter">Scheda n. 18: Milano attraverso</p><p rend="h1_author ParaOverride-1">a cura di Monica Dati</p><p rend="h2">Titolo del progetto </p><p rend="text">Milano attraverso</p><p rend="h2">Obiettivo principale</p><p rend="text">“MilanoAttraverso. Persone e luoghi che trasformano la città” vuole restituire alla collettività la storia di Milano come centro di una rete di solidarietà e inclusione sociale, dall’Unità nazionale a oggi. Il progetto <hi >è</hi> guidato da una ricerca dinamica e valorizzante delle fonti, e coinvolge il pubblico cercando di attivare processi di consapevolezza critica. La rete, composta da enti con forte radicamento territoriale, vuole portare in luce le trame di assistenza e inclusione sociale che attraversano la storia e il volto di Milano. Il progetto emergerà attraverso storie di incontri, di gratitudine, ma anche di trasformazioni e di passaggi. Tutte le esperienze sono raccolte nella piattaforma web, mentre l’attivazione di canali social dedicati mantiene aperto il dialogo con la città.</p><p rend="h2">Durata</p><p rend="text">In corso.</p><p rend="h2">Organizzatore</p><p rend="text">Si tratta di un progetto dell’ASP Golgi-Redaelli (Milano), azienda di servizi alla persona.</p><p rend="h2">Partners</p><p rend="text">Il progetto, sostenuto da Fondazione Cariplo e da Fondazione AEM, è condiviso da numerose istituzioni e associazioni culturali milanesi. </p><p rend="h2">Descrizione del progetto</p><p rend="text">La ricerca segue due linee d’indagine incentrate rispettivamente sui protagonisti delle trasformazioni susseguitesi nel tempo e sui luoghi coinvolti.</p><p rend="text">Le ricerche sui protagonisti toccano aspetti che riguardano le comunità di migranti (prima accoglienza, assistenza a persone in transito verso altre mete, percorsi d’integrazione sociale e culturale, vicende di comunità presenti a Milano) e ripropongono storie significative di cittadini, enti e associazioni che hanno saputo elaborare valide risposte ai bisogni del tempo.</p><p rend="text">Tra i luoghi visitati dall’indagine si alternano quartieri operai, ricoveri per senza tetto, punti di transito per eccellenza come la Stazione Centrale, bagni pubblici e mense, fino a toccare le trasformazioni di intere aree cittadine a seguito di nuovi insediamenti abitativi.</p><p rend="h2">Tipologia delle attività</p><list type="unordered">
				<item>attività didattiche;</item>
				<item>disseminazione, divulgazione;</item>
				<item><hi rend="italic">Public History</hi>.</item>
			</list><p rend="h2">Attività in presenza</p><p rend="text">DIDATTICA. All’interno del laboratorio permanente L’Officina dello storico a partire dall’anno scolastico 2017-18 sono stati proposti alle scuole percorsi specifici dedicati ai temi del progetto MilanoAttraverso, attivati presso gli archivi storici dell’ASP Golgi-Redaelli, della Società Umanitaria e dell’Unione Femminile Nazionale.</p><p rend="text">Sono previsti progetti di alternanza scuola-lavoro, mirati a formare gli studenti perché facciano a loro volta da mediatori culturali.</p><p rend="text">RACCOLTA DI STORIE DI VITA. All’interno del sito si parla di <hi rend="italic">citizen</hi><hi rend="italic"> journalism</hi> a cui viene data una rilevanza centrale: </p><p rend="quotation_b">Le persone oggi possono e devono dare voce alle proprie esperienze e a una critica costruttiva. Le trasformazioni della città vengono raccontate con strumenti diversi e ogni voce contribuisce a rappresentare Milano nel tempo. Un approccio multilaterale contribuisce a una comunicazione autentica e spontanea.</p><p rend="text">FOTOGRAFIA. Il progetto ha previsto un concorso fotografico aperto a tutti, per restituire una visione corale dell’area compresa tra piazza Buonarroti e le vie Rembrandt, Primaticcio, Soderini, e Sardegna, invitando a indagare il rapporto tra abitanti e spazio urbano in tutte le sue forme.</p><p rend="text">Due i temi di indagine: “Confronto con il passato” e “Luoghi e persone”:</p><list type="unordered">
				<item>“Confronto con il passato” ha chiesto di reinterpretare un’immagine storica, tra quelle che MilanoAttraverso sta raccogliendo e che è possibile visualizzare sul sito web del progetto, realizzando una fotografia che evidenzi le trasformazioni avvenute fino ad oggi.</item>
				<item>“Luoghi e persone” intende far emergere diversi punti di vista sui luoghi dell’asse De Angeli – Bande Nere, focalizzando l’attenzione sui cittadini che vivono e lavorano in quest’area.</item>
			</list><p rend="h2">Attività sul web</p><list type="unordered">
				<item>Nessuna</item>
			</list><p rend="h2">Note</p><p rend="text">Un percorso di <hi rend="italic">Public History</hi> realizzato ‘con’ e ‘per’ il pubblico volto a riflettere sulla storia locale dell’inclusione sociale e delle reti di solidarietà attraverso iniziative che spaziano dalla storia orale alla fotografia. </p><p rend="h1_chapter">Scheda n. 19: Nonno raccontami… la tua scuola</p><p rend="h1_author ParaOverride-6">a cura di Marta Brunelli</p><p rend="h2">Titolo del progetto </p><p rend="text">Nonno raccontami… la tua scuola</p><p rend="h2">Obiettivo principale</p><p rend="text">Il laboratorio intende promuovere negli studenti della scuola primaria (principalmente delle classi III, IV e V) competenze interdisciplinari (proprie del curricolo di Italiano, Storia, Scienze e tecnologia) e trasversali (competenze linguistiche, competenze digitali, imparare a imparare e competenze sociali). A tal fine il progetto si avvale di una specifica didattica per competenze, proponendo un lavoro per progetti agli studenti che, in prima persona, sono chiamati a progettare e implementare – sotto la guida degli insegnanti e avvalendosi del know-how storico-metodologico condiviso con loro dallo staff del museo – lo strumento dell’intervista finalizzata alla raccolta della fonte orale. Il risultato atteso può assumere la forma di un elaborato digitale, basato sull’uso di diverse modalità comunicative (testuale, iconografica, audio-video, infine multimediale) e funzionale alla diffusione on line: sul web e sui social.</p><p rend="h2">Durata</p><p rend="text">In corso. Presentato a partire dall’anno scolastico 2012-2013, il laboratorio <hi >è</hi> stato perfezionato negli anni fino a raggiungere la sua struttura attuale di laboratorio storico-giornalistico-digitale. </p><p rend="h2">Organizzatore</p><p rend="text">Museo della Scuola “Paolo e Ornella Ricca” dell’Università degli Studi di Macerata.</p><p rend="h2">Descrizione del progetto</p><p rend="text">In questo laboratorio gli studenti vestono i panni di veri e propri reporter/investigatori della storia impegnati a indagare sulla scuola del passato sotto la guida di un testimone d’eccezione: un nonno e/o una nonna di uno degli alunni oppure un volontario dei ‘testimoni della scuola’ che collaborano con il Museo. Questo laboratorio richiede una lezione in classe precedente la visita a cura dello staff museale per condividere le nozioni fondamentali su come condurre un’intervista, effettuare fotografie e riprese dell’intervistato e, infine, scrivere un articolo di giornale. Gli alunni imparano a realizzare un’intervista (al testimone ma anche ai loro stessi nonni) e un reportage fotografico e a trasformare i materiali raccolti in un prodotto che – redatto in forma collaborativa dal gruppo classe – può essere pubblicato on line: sul sito istituzionale della scuola, sui social del museo, su un giornale on line.</p><p rend="h2 ParaOverride-7">Tipologia delle attività</p><list type="unordered">
				<item>attività didattiche;</item>
				<item>disseminazione, divulgazione;</item>
				<item><hi rend="italic">Public History</hi>;</item>
				<item><hi rend="italic">Digital Public History</hi>.</item>
			</list><p rend="h2 ParaOverride-7">Attività in presenza</p><p rend="text_NOindent">Attività e tipologia di coinvolgimento:</p><list type="unordered">
				<item>attività pre-visita: incontro in classe con il personale del museo. Metodologia: lezione dialogata con un esperto del museo, illustrazione di metodologie/strumenti; illustrazione di prodotti realizzati;</item>
				<item>visita del Museo: incontro con il nonno: esplorazione del museo e delle collezioni; intervista al testimone;</item>
				<item>attività post-visita (rielaborazione dei materiali raccolti con il supporto dell’insegnante e/o dell’esperto del museo).</item>
			</list><p rend="text_top ParaOverride-8">Pubblici coinvolti:</p><list type="unordered">
				<item>studenti della scuola primaria;</item>
				<item>studenti della scuola secondaria di I grado.</item>
			</list><p rend="text_top ParaOverride-8">Tipologia di coinvolgimento:</p><list type="unordered">
				<item>coinvolgimento attivo degli alunni attraverso una didattica delle competenze finalizzata alla realizzazione di un project-work.<p><graphic url="14-web-resources/image/fig._8.jpg" rend="img _idGenObjectAttribute-1" mimeType="image/jpeg"/></p></item>
			</list><p rend="caption_figure">Figura 8 – I bambini intervistano il Nonno-testimone. Foto: Lucia Paciaroni. © 2019. Museo della Scuola “Paolo e Ornella Ricca” di Macerata.</p><p rend="h2">Attività sul web</p><p rend="text">Pubblicazione on line del testo prodotto dalle scolaresche.</p><p rend="text">L’elaborato realizzato dalla scolaresca può essere pubblicato sui social del museo (es.: articolo del Giornalino della classe terza della Scuola Mameli di Macerata, inviato al Museo della scuola: <ref target="http://museodellascuola.unimc.it/files/2018/06/Articolo-Classe-Terza-Mameli.pdf"><hi rend="CharOverride-3">http://museodellascuola.unimc.it/files/2018/06/Articolo-Classe-Terza-Mameli.pdf</hi></ref>), oppure sul sito istituzionale della scuola (classe IV della Scuola Mestica di Macerata: <ref target="http://scuolamesticamc.altervista.org/tuffo-nel-passato/"><hi rend="CharOverride-3">http://scuolamesticamc.altervista.org/tuffo-nel-passato/</hi></ref>), infine sul sito web di un giornale del territorio (es.: articolo della classe II dell’IC Ugo Betti di Camerino: <ref target="https://www.cronachemaceratesi.it/junior/2019/05/03/il-nostro-primo-viaggio-nel-tempo-con-il-treno/39035/"><hi rend="CharOverride-3">https://www.cronachemaceratesi.it/junior/2019/05/03/il-nostro-primo-viaggio-nel-tempo-con-il-treno/39035/</hi></ref> e <ref target="https://www.viverecamerino.it/2019/05/03/viaggio-nel-tempo-per-gli-alunni-della-primaria-di-camerino/728337/#"><hi rend="CharOverride-3">https://www.viverecamerino.it/2019/05/03/viaggio-nel-tempo-per-gli-alunni-della-primaria-di-camerino/728337/#</hi></ref>). </p><p rend="h1_chapter">Scheda n. 20: Parco Nazionale Museo delle Miniere dell’Amiata</p><p rend="h1_author ParaOverride-9">a cura di Monica Dati</p><p rend="h2">Titolo del progetto </p><p rend="text">Parco Nazionale Museo delle Miniere dell’Amiata. Interviste video ai minatori del Monte Amiata</p><p rend="h2">Obiettivo principale</p><p rend="text">Le interviste sono il risultato di una ricerca di storia orale condotta dal Parco Museo dell’Amiata, dal Comune di Castell’Azzara e dalla Soprintendenza Archivistica della Toscana. Ognuna delle 45 interviste – a minatori, operai, tecnici che hanno lavorato negli ultimi decenni di vita delle miniere di mercurio del Morone e del Siele.</p><p rend="h2">Durata</p><p rend="text">2008.</p><p rend="h2">Organizzatore</p><p rend="text">Parco Museo dell’Amiata, dal Comune di Castell’Azzara e dalla Soprintendenza Archivistica della Toscana.</p><p rend="h2">Partners</p><p rend="text">In collaborazione con il Prof. Giovanni Contini, Università la Sapienza di Roma, riprese e Montaggio video a cura di Bruno Ruffaldi Santori, Video Grafica 01, Grosseto.</p><p rend="h2">Descrizione del progetto</p><p rend="text">Le interviste video ai minatori del Monte Amiata sono il risultato di una ricerca di storia orale condotta dal Parco Museo dell’Amiata, dal Comune di Castell’Azzara e dalla Soprintendenza Archivistica della Toscana. Ognuna delle 45 interviste – a minatori, operai, tecnici che hanno lavorato negli ultimi decenni di vita delle miniere di mercurio del Morone e del Siele – <hi >è</hi> stata suddivisa in capitoli facilmente navigabili ai quali sono stati dati dei titoli riassuntivi che subito informano del contenuto del segmento. Questa suddivisione permette all’utente di ricercare rapidamente le informazioni che soddisfano i suoi interessi all’interno di lunghe interviste che sforano spesso i sessanti minuti. Sotto al file video vengono poi indicati i metadati del documento – data dell’intervista e nome del/degli intervistatore/i – essenziali per coloro che hanno intenzione di servirsene come fonte di ricerca.</p><p rend="h2">Tipologia delle attività</p><list type="unordered">
				<item><hi rend="italic">Digital Public History</hi>.</item>
			</list><p rend="h2">Attività in presenza</p><list type="unordered">
				<item>nessuna.</item>
			</list><p rend="h2">Attività sul web</p><list type="unordered">
				<item><ref target="https://www.parcoamiata.com/sezione/interviste-ai-minatori-del-monte-amiata">https://www.parcoamiata.com/sezione/interviste-ai-minatori-del-monte-amiata</ref></item>
				<item><ref target="http://www.archiviovideodistoriaorale.it/parcoamiata/">http://www.archiviovideodistoriaorale.it/parcoamiata/</ref></item>
				<item><ref target="https://www.youtube.com/channel/UCGw8Qbf1EApQc4bmnbcMN9g/videos">https://www.youtube.com/channel/UCGw8Qbf1EApQc4bmnbcMN9g/videos</ref></item>
			</list><p rend="h2">Note</p><p rend="text">Produttivo incontro tra storia digitale, orale, <hi rend="italic">Public History</hi> e storia locale.</p><p rend="h1_chapter">Scheda n. 21: Portale degli Italiani Mobili</p><p rend="h1_author ParaOverride-1">a cura di Monica Dati</p><p rend="h2">Titolo del progetto </p><p rend="text">PIM, portale italiani mobili</p><p rend="h2">Obiettivo principale</p><p rend="text">Il Portale degli Italiani Mobili (PIM) è una pagina Instagram curata dal Laboratorio di Storia delle Migrazioni Unimore con due principali finalità<hi rend="CharOverride-4" >:</hi> diffondere contenuti sulla storia contemporanea delle migrazioni; raccontare geostorie di italiani mobili che partecipano alle ricerche del Laboratorio.</p><p rend="h2">Durata</p><p rend="text">2020, in corso.</p><p rend="h2">Organizzatore</p><p rend="text">Laboratorio di Storia delle Migrazioni, Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, in collaborazione con l’Università degli Studi di Parma.</p><p rend="h2">Descrizione del progetto</p><p rend="text">Uno strumento public che ambisce alla co-autorialità e alla divulgazione, inserendosi in un social largamente usato dagli expat e sempre più percorso da istituti di ricerca ed enti culturali. PIM vuole essere al contempo un osservatorio, un luogo di produzione e uno spazio di rilancio di fonti per le migrazioni contemporanee.</p><p rend="h2">Tipologia delle attività</p><list type="unordered">
				<item>disseminazione, divulgazione;</item>
				<item><hi rend="italic">Public History</hi>;</item>
				<item><hi rend="italic">Digital Public History</hi>.</item>
			</list><p rend="h2">Attività in presenza</p><list type="unordered">
				<item>nessuna.</item>
			</list><p rend="h2">Attività sul web</p><list type="unordered">
				<item><ref target="https://www.instagram.com/pim_italianimobili">https://www.instagram.com/pim_italianimobili</ref></item>
			</list><p rend="h2">Note</p><p rend="text">Un primo significativo tentativo di fare <hi rend="italic">Public History</hi> utilizzando un social network, un modello applicabile anche ad altri ambiti, compresa la storia dell’educazione. </p><p rend="h1_chapter">Scheda n. 22: Portale dei Ragazzi</p><p rend="h1_author ParaOverride-1">a cura di Monica Dati</p><p rend="h2">Titolo del progetto </p><p rend="text">Portale dei Ragazzi, Cittadini nella Storia</p><p rend="h2">Obiettivo principale</p><p rend="text">Cosa ha significato ieri e cosa significa oggi essere cittadini, e in particolare cittadini di Firenze? Per i rapidi cambiamenti che interessano la città la domanda si pone con urgenza, ed <hi >è</hi> all’origine del progetto didattico sulla storia della cittadinanza a Firenze promosso dall’Ente Cassa di Risparmio in collaborazione con l’Università e il Comune di Firenze.</p><p rend="h2">Durata</p><p rend="text">Dal 2007; si ripete annualmente con percorsi e laboratori diversi.</p><p rend="h2">Organizzatore</p><p rend="text">Ente Cassa di Risparmio di Firenze.</p><p rend="h2">Partners</p><p rend="text">In collaborazione con l’Università e il Comune di Firenze.</p><p rend="h2">Descrizione del progetto</p><p rend="text">Il progetto offre tre percorsi di approfondimento su ognuno dei quali il Portale Ragazzi ospita documenti, bibliografie e percorsi tematici on line realizzati dagli storici del Portale Storia di Firenze.</p><p rend="text">Il progetto prevede incontri con gli insegnanti, le visite delle classi a luoghi significativi della città, quindi il loro lavoro sui temi affrontati.</p><p rend="text">Laboratorio 1 – La condizione femminile e le minoranze in città;</p><p rend="text">Laboratorio 2 – I luoghi e le forme dell’assistenza e dell’associazionismo;</p><p rend="text">Laboratorio 3 – Botteghe, commercio, economia.</p><p rend="h2">Tipologia delle attività</p><list type="unordered">
				<item>attività didattiche;</item>
				<item>disseminazione, divulgazione.</item>
			</list><p rend="h2">Attività in presenza</p><p rend="text">Laboratorio 1 – La condizione femminile e le minoranze in città;</p><p rend="text">Laboratorio 2 – I luoghi e le forme dell’assistenza e dell’associazionismo;</p><p rend="text">Laboratorio 3 – Botteghe, commercio, economia.</p><p rend="text">Sono stati realizzati anche i progetti: <hi rend="italic">Topos in Fabula</hi>, un percorso didattico per comprendere la storia della città attraverso la toponomastica; <hi rend="italic">Sui passi del pellegrino, </hi>un percorso di valorizzazione del cammino a piedi e della rete viaria dei pellegrini romei, attraverso strade dimenticate e non più percorse a causa della forte conurbazione, che sono state tracciate a seguito delle indagini degli studiosi su varie fonti documentarie.</p><p rend="text">Pubblico: insegnanti ed alunni.</p><p rend="h2">Attività sul web</p><list type="unordered">
				<item>&lt;<ref target="https://www.portaleragazzi.it/cittadini-nella-storia/">https://www.portaleragazzi.it/cittadini-nella-storia/</ref>&gt;;</item>
				<item><ref target="http://www.storiadiFirenze.org">www.storiadiFirenze.org</ref> (Progetto di <hi rend="italic">Digital History</hi> a cura del dipartimento Sagas).</item>
			</list><p rend="h1_chapter">Scheda n. 23: Premio letterario Malerba</p><p rend="h1_author ParaOverride-1">a cura di Francesca Borruso</p><p rend="h2">Titolo del progetto </p><p rend="text">Premio letterario Malerba</p><p rend="h2">Obiettivo principale</p><p rend="text">Diffondere la cultura e la conoscenza dell’albo illustrato premiando esemplari di grande valore pedagogico-educativo ed artistico, non necessariamente noti al grande pubblico.</p><p rend="h2">Durata</p><p rend="text">Istituito dal 2018 dal Museo della Scuola e dell’Educazione Mauro Laeng di Roma. Si svolge in primavera.</p><p rend="h2">Organizzatore</p><p rend="text">Museo della Scuola e dell’Educazione Mauro Laeng di Roma.</p><p rend="h2">Descrizione del progetto</p><p rend="text">Il premio Malerba premia ogni anno un albo illustrato con una motivazione elaborata da una giuria di esperti. Membro di diritto della commissione <hi >è</hi> la vedova dello scrittore Malerba. La giuria <hi >è</hi> nominata dal Museo della Scuola e dell’Educazione Mauro Laeng. La cerimonia di assegnazione del premio si svolge presso la Bologna Children’s Book Fair. </p><p rend="h2">Tipologia delle attività</p><list type="unordered">
				<item>disseminazione, divulgazione.</item>
			</list><p rend="h2">Attività in presenza</p><list type="unordered">
				<item>evento di premiazione.</item>
			</list><p rend="h2">Attività sul web</p><list type="unordered">
				<item>nessuna.</item>
			</list><p rend="h1_chapter">Scheda n. 24: <hi rend="italic">Quando la </hi><hi rend="italic">scuola montessoriana era all’aperto</hi></p><p rend="h1_author ParaOverride-11">a cura di Marta Brunelli</p><p rend="h2">Titolo del progetto </p><p rend="text">Quando la scuola montessoriana era all’aperto</p><p rend="h2">Obiettivo principale</p><p rend="text">Coinvolgere i cittadini, gli studenti e le famiglie del territorio a raccogliere e condividere sui social network le proprie memorie come anche foto e altri documenti d’epoca (<hi rend="italic">crowdsourcing</hi>), contribuendo a ricostruire in forma collettiva e partecipativa un frammento dimenticato della storia cittadina rappresentato dalla storia della prima <hi rend="italic">open</hi><hi rend="italic"> air school</hi> di Macerata.</p><p rend="h2">Durata</p><p rend="text">L’iniziativa ha preso origine l’8 aprile del 2016 dopo la pubblicazione, apparsa all’interno del gruppo Facebook <hi rend="italic">Sei di Macerata se…</hi> (&lt;<ref target="https://www.facebook.com/groups/1464824037062451/">https://www.facebook.com/groups/1464824037062451/</ref>&gt;), di una foto di una scuola all’aperto semisconosciuta. L’analisi delle interazioni sul web ha avuto termine nel mese di gennaio 2019. </p><p rend="h2">Organizzatore</p><p rend="text">Museo della Scuola “Paolo e Ornella Ricca” dell’Università degli Studi di Macerata.</p><p rend="h2">Partners</p><p rend="text">Blog locali (<ref target="http://www.mammemarchigiane.it"><hi rend="CharOverride-3">www.mammemarchigiane.it</hi></ref>); scuole cittadine.</p><p rend="h2">Descrizione del progetto</p><p rend="text">Avviata in forma sperimentale a partire dai primi mesi del 2016, l’iniziativa di <hi rend="italic">crowdsourcing</hi> ha avuto un’ampia eco nei social media come nelle aule universitarie. Il Museo della Scuola si <hi >è</hi> avvalso dei social media come del supporto offerto dai blog cittadini, infine dello spazio delle aule universitarie per lanciare diversi appelli ai cittadini maceratesi affinché condividessero dati, foto, informazioni e memorie personali relativi a quest’antica scuola. Il Museo ha non solo raccolto diversi documenti, fotografie e testimonianze pervenuti via email e attraverso interviste ma ha proposto il tema di ricerca all’insegnante di storia di due classi di un liceo cittadino, le quali hanno infine prodotto una monografia digitale dal titolo <hi rend="italic">C’era una volta una scuola di legno</hi> (a cura di Massimo Bracci. Lavoro realizzato dalle classi III B e III C, Macerata, Liceo Classico G. Leopardi, a.s. 2018-2019, &lt;<ref target="http://classicomacerata.gov.it/"><hi rend="CharOverride-3">http://classicomacerata.gov.it/</hi></ref><hi rend="CharOverride-3">&gt;</hi>, ultimo accesso: 28 aprile 2019)<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-000-backlink"><ref target="14.html#footnote-000">1</ref></hi></hi>.</p><p rend="h2">Tipologia delle attività</p><list type="unordered">
				<item>disseminazione, divulgazione;</item>
				<item><hi rend="italic">Public History</hi>;</item>
				<item><hi rend="italic">Digital Public History</hi>.</item>
			</list><p rend="h2">Attività in presenza</p><p rend="text">Attività in presenza:</p><list type="unordered">
				<item><hi rend="italic">call for memories</hi> del museo durante le lezioni universitarie di storia dell’educazione;</item>
				<item>incontro con il docente di storia della scuola locale.</item>
			</list><p rend="text_top">Pubblici coinvolti:</p><list type="unordered">
				<item>cittadini iscritti ai gruppi Facebook di storia locale; studenti universitari maceratesi e relative famiglie; studenti della scuola secondaria di II grado di Macerata; ex studenti della scuola ‘scomparsa’.</item>
			</list><p rend="text_top">Tipologia di coinvolgimento:</p><list type="unordered">
				<item>interazione via social media; coinvolgimento degli studenti universitari nella ricerca/raccolta di memorie; video interviste individuali; condivisione delle metodologie di ricerca con l’insegnante di storia.</item>
			</list><p rend="h2">Attività sul web</p><p rend="text">Pubblicazione di diverse <hi rend="italic">call for memories</hi> (tra il 2016 e il 2017) sulla pagina FB del Museo, nei blog locali e nei gruppi FB locali; pubblicazione on line del testo prodotto dalle scolaresche e diffuso dalla scuola anche attraverso i social network (<ref target="https://www.facebook.com/groups/222439501824152/permalink/414443142623786/"><hi rend="CharOverride-3">https://www.facebook.com/groups/222439501824152/permalink/414443142623786/</hi></ref>). </p><p><graphic url="14-web-resources/image/fig._9.jpg" rend="img _idGenObjectAttribute-1" mimeType="image/jpeg"/></p><p rend="h1_chapter">Scheda n. 25: Qui abito</p><p rend="h1_author ParaOverride-1">a cura di Monica Dati</p><p rend="h2">Titolo del progetto </p><p rend="text">Qui abito</p><p rend="h2">Obiettivo principale</p><p rend="text"><hi rend="italic">Qui abito</hi> <hi >è</hi> finalizzato sia alla scoperta e conoscenza del passato del territorio sia all’immaginazione di nuovi disegni del quartiere, prefigurando nuove relazioni nella città.</p><p rend="h2">Durata</p><p rend="text">Dal 2018, in fase di chiusura.</p><p rend="h2">Organizzatore</p><p rend="text"><hi >È</hi> realizzato da Cliomedia <hi rend="italic">Public History</hi>, associazione capofila.</p><p rend="h2">Partners</p><p rend="text">Politecnico di Torino, <hi rend="CharOverride-3">Centro di Documentazione Storica </hi><hi rend="CharOverride-3">ed Ecomuseo della Circoscrizione 5</hi>, <hi rend="CharOverride-3">Casa di Quartiere Vallette</hi>, <hi rend="CharOverride-3">Associazione Manal insieme per l’integrazione</hi>, Istituto Comprensivo Turoldo.</p><p rend="h2">Descrizione del progetto</p><p rend="text">Un percorso di <hi rend="italic">Public History</hi> con le scuole e la comunità di Vallette: gli insegnanti e gli studenti dell’Istituto Comprensivo D.M. Turoldo, insieme agli abitanti del quartiere, sono i destinatari del progetto <hi rend="italic">Qui abito</hi>, finalizzato sia alla scoperta e conoscenza del passato del territorio sia all’immaginazione di nuovi disegni del quartiere prefigurando nuove relazioni nella città. La conoscenza della storia, praticata secondo metodologie scientifiche e attraverso il coinvolgimento delle comunità, può essere uno strumento fondamentale per una più consapevole cittadinanza e per una positiva progettualità rivolta al futuro.</p><p rend="h2">Tipologia delle attività</p><list type="unordered">
				<item>attività didattiche;</item>
				<item>disseminazione, divulgazione;</item>
				<item><hi rend="italic">Public History</hi>.</item>
			</list><p rend="h2">Attività in presenza</p><p rend="text">Fra le attività previste: formazione per insegnanti, laboratori con studenti (in classe e nel quartiere con visite guidate); formazione di giovani per il supporto alle attività; sito internet; percorso espositivo; scambi con scuole della città; ebook; incontri conviviali con cibo e musica; un evento finale con protagonisti i ragazzi e le famiglie.</p><p rend="h2">Attività sul web</p><list type="unordered">
				<item><ref target="http://www.cliomediapubblichistory.it">www.cliomediapubblichistory.it</ref></item>
				<item><ref target="https://www.quiabito.it/">https://www.quiabito.it/</ref></item>
			</list><p rend="text">Il sito si propone di documentare passo per passo tutti i passaggi salienti e gli eventi creati dal progetto anche con ricchi contributi fotografici e video e di offrire, sia tramite il progetto stesso, sia attraverso approfondimenti, una vetrina per far conoscere la <hi rend="italic">Public History</hi>.</p><p rend="text">Sono consultabili sul sito oltre ad una dettagliata documentazione relativa al progetto stesso e ad ognuno dei singoli partner, articoli, documenti e fotografie di quanto già avvenuto dalla conferenza stampa di lancio avvenuta nel dicembre 2018, ai corsi di formazione realizzati presso la scuola Turoldo, ai laboratori in corso, la rassegna stampa e molto altro. A breve verrà arricchita anche la mediateca con album fotografici e materiale video realizzato quotidianamente dai protagonisti del progetto.</p><p rend="h2">Note</p><p rend="text">Incontro tra mondo accademico e scuole, <hi rend="italic">empowerment</hi> di un territorio attraverso un percorso di PH.</p><p rend="h1_chapter">Scheda n. 26: Soundoc</p><p rend="h1_author ParaOverride-1">a cura di Monica Dati</p><p rend="h2">Titolo del progetto </p><p rend="text">Soundoc</p><p rend="h2">Obiettivo principale</p><p rend="text">Si tratta di un progetto pilota nel campo della valorizzazione del patrimonio immateriale tramite la tecnologia digitale e la partecipazione attiva della cittadinanza lucchese. </p><p rend="h2">Durata</p><p rend="text">2017, in corso.</p><p rend="h2">Organizzatore</p><p rend="text">S.O.F.A. Shared Office For the Arts, associazione di promozione sociale che opera nel campo della cultura e delle arti.</p><p rend="h2">Partners</p><p rend="text">Comune di Lucca, Cassa di risparmio di Lucca.</p><p rend="h2">Descrizione del progetto</p><p rend="text">Soundoc <hi >è</hi> un progetto di turismo esperienziale che vuole raccogliere e riattivare la memoria di coloro che hanno vissuto o sentito parlare di un centro storico di Lucca che non <hi >è</hi> più visibile. Un percorso che privilegia le esperienze fatte in un determinato luogo alla semplice visita dei monumenti principali. Nel caso di Lucca, il turista, ma anche lo stesso cittadino, può venire a conoscenza di storie private o invisibili, di attività scomparse di cui restano rovine o modificate a fini commerciali. </p><p rend="h2">Tipologia delle attività</p><list type="unordered">
				<item>attività didattiche;</item>
				<item>disseminazione, divulgazione;</item>
				<item><hi rend="italic">Public History</hi>;</item>
				<item><hi rend="italic">Digital Public History</hi>.</item>
			</list><p rend="h2">Attività in presenza</p><p rend="text">Laboratori di documentazione sonora presso la biblioteca civica volti a fornire nozioni tecniche di registrazione, montaggio ed esportazione del suono; approfondire concetti quali: il patrimonio immateriale, la storia orale, la microstoria; costruire insieme i soggetti degli audio da creare.</p><p rend="text">Laboratori dove i soggetti sono impegnati nel riportare in vita antiche memorie legate al centro storico di Lucca tramite interviste, letture o composizioni musicali. Un momento formativo, ma anche un processo di inclusione dei cittadini all’interno del progetto Soundoc Lucca.</p><p rend="h2">Attività sul web</p><list type="unordered">
				<item><ref target="https://soundoc.it">https://soundoc.it</ref></item>
			</list><p rend="text">All’interno del sito <hi >è</hi> possibile ascoltare direttamente la voce dei cittadini tramite file audio relativi ad esperienze, monumenti, attività che appartengono alla storia di Lucca. </p><p rend="h2">Note</p><p rend="text">Cultura orale e cultura digitale s’incontrano all’interno di uno spazio web che restituisce al pubblico testimonianze costruite grazie alla partecipazione attiva della cittadinanza.</p><p rend="h1_chapter">Scheda n. 27: Torino ai tempi di <hi rend="italic">Cuore</hi></p><p rend="h1_author ParaOverride-1">a cura di Paolo Bianchini, Marta Peiretti, Pompeo Vagliani</p><p rend="h2">Titolo del progetto </p><p rend="text">Torino ai tempi di <hi rend="italic">Cuore</hi></p><p rend="h2">Obiettivo principale</p><p rend="text">L’attività si propone un triplice obiettivo: far conoscere agli allievi di oggi la vita della scuola di ieri rivivendone in prima persona la ritualità, favorire un confronto tra le due realtà e approfondire, attraverso la storia della scuola, la conoscenza della propria città.</p><p rend="h2">Durata</p><p rend="text">Proposto annualmente tramite l’offerta didattica del museo a partire dal 2008.</p><p rend="h2">Organizzatore</p><p rend="text">Fondazione Tancredi di Barolo – MUSLI Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia.</p><p rend="h2">Partners</p><p rend="text">Città di Torino ITER (Istituzione Torinese per una Educazione Responsabile).</p><p rend="h2">Descrizione del progetto</p><p rend="text">La simulazione inscena il primo giorno di scuola nella “Sezione Baretti” ed <hi >è</hi> condotta da un attore nei panni dell’insegnante che coinvolge direttamente i partecipanti per far conoscere la vita quotidiana nella scuola torinese di fine Ottocento e stimolare il confronto con la scuola di oggi. All’ingresso i bambini abbandonano i loro zaini e ad ognuno viene affidata una nuova cartella ed una nuova ‘identità’: la tracolla di legno, insieme al portapenne con cannuccia e pennino, contiene infatti una cartellina intestata “Sezione Baretti – classe terza – a.s.1881/82” che porta il nominativo di uno scolaro del libro <hi rend="italic">Cuore</hi>, all’interno si trovano i materiali per partecipare ‘con profitto’ allo svolgimento della lezione (orario del giorno, esercizi per la lettura sillabata e la recitazione, attestato di diligenza, medaglia con biglietto gratuito per lo spettacolo del giovedì al teatro Gianduia ed altro ancora). Nell’ambito delle attività nate dal confronto fra scuola di ieri e di oggi, la Fondazione ha organizzato alcuni incontri con lo scrittore Angelo Petrosino sul tema dell’attualizzazione del libro <hi rend="italic">Cuore</hi> di De Amicis, a partire dal romanzo <hi rend="italic">Il libro Cuore di Valentina</hi> edito nel 2018 e in parte ambientato al MUSLI.</p><p rend="h2">Tipologia delle attività</p><list type="unordered">
				<item>attività didattiche;</item>
				<item><hi rend="italic">Public History</hi>;</item>
				<item><hi rend="italic">historical re-enactment</hi>, <hi rend="italic">living history</hi>.</item>
			</list><p rend="h2">Attività in presenza</p><list type="unordered">
				<item>Attività in presenza dalla durata di circa un’ora. Pubblico coinvolto scuola primaria (I e II ciclo).</item>
			</list><p rend="h2">Attività sul web</p><list type="unordered">
				<item>Nessuna.</item>
			</list><p rend="h2">Note</p><p rend="text">Pompeo Vagliani (a cura di), <hi rend="italic">Le scuole di “Cuore”. Un viaggio multimediale nella </hi><hi rend="italic">Torino del secondo Ottocento, </hi>CD realizzato dalla Fondazione Tancredi di Barolo, in collaborazione<hi rend="italic"> </hi>con Maria Grazia Imarisio e Diego Surace, febbraio 2005.</p><p rend="text">La figura di Edmondo De Amicis <hi >è</hi> stata oggetto di studio fin dai primi anni di vita della Fondazione che ha promosso e organizzato un convegno di cui sono stati in seguito pubblicati gli atti: Clara Allasia (a cura di), <hi rend="italic">De Amicis nel cuore di Torino. Atti del </hi><hi rend="italic">Convegno internazionale</hi> (Torino, 9-10 dicembre 2008), Alessandria, Edizioni dell’orso, 2011.</p><p rend="h1_chapter">Scheda n. 28: TraMonti in Val di Vara</p><p rend="h1_author ParaOverride-1">a cura di Monica Dati</p><p rend="h2">Titolo del progetto </p><p rend="text">TraMonti in Val di Vara</p><p rend="h2">Obiettivo principale</p><p rend="text">Il progetto ha lo scopo di preservare e promuovere il patrimonio storico-archeologico e la memoria orale della Val di Vara (La Spezia).</p><p rend="h2">Durata</p><p rend="text">2012.</p><p rend="h2">Organizzatore</p><p rend="text">Il progetto, coordinato da Enrica Salvatori (Università di Pisa), <hi >è</hi> stato realizzato da un’<hi >équipe</hi> autenticamente interdisciplinare.</p><p rend="h2">Partners</p><p rend="text">Comuni della Val di Vara, Università di Pisa (Facoltà di storia, informatica umanistica).</p><p rend="h2">Descrizione del progetto</p><p rend="text">Il progetto si <hi >è</hi> articolato in più fasi operative:</p><list type="unordered">
				<item><hi rend="italic">Studio</hi><hi rend="italic"> del territorio. </hi>Censimento delle emergenze storico archeologiche presenti sul territorio della bassa e media Val di Vara attraverso ricognizioni archeologiche fatte sul territorio e il censimento di documenti storici. I risultati sono stati inseriti in un WebGis, la “Mappa Interattiva dei beni culturali della Val di Vara”, accessibile alla pagina. </item>
				<item><hi rend="italic">Memoria orale. </hi>Realizzazione di video interviste ad anziani della Val di Vara fatte da un gruppo di giovani abitanti della valle. Lo scopo di questa fase del progetto <hi >è</hi> recuperare, preservare e trasmettere i racconti degli anziani ai fini di creare un ponte generazionale che sia un canale di trasmissione di ricordi e un archivio di memoria orale. </item>
				<item><hi rend="italic">Alluvione vissuta e ricordata. </hi>L’alluvione del 25 ottobre 2011 che ha colpito la Val di Vara <hi >è</hi> avvenuta nella fase di maggior operatività del progetto Tra Monti. Dal punto di vista della realizzazione di un progetto per il recupero e la valorizzazione della memoria della valle, un avvenimento simile non può essere trascurato. <hi >È</hi> stata quindi prevista una sezione apposita del sito che raccoglie le testimonianze sull’alluvione. </item>
				<item><hi rend="italic">Sito</hi><hi rend="italic"> web 2.0. </hi>Il sito web, costruito in modalità web 2.0, prevede il coinvolgimento e la partecipazione del pubblico. Nella sezione Testimonianze e Alluvione <hi >è</hi> possibile per tutti: il commento dei contenuti, la loro condivisione con altri utenti, la costruzione di percorsi di visione personalizzati, il caricamento di propri contributi (<ref target="http://www.tramontivaldivara.it/il-progetto/pubblicazioni">http://www.tramontivaldivara.it/il-progetto/pubblicazioni</ref>).</item>
			</list><p rend="h2">Tipologia delle attività</p><list type="unordered">
				<item>attività didattiche;</item>
				<item><hi rend="italic">Public History</hi>;</item>
				<item><hi rend="italic">Digital Public History</hi>.</item>
			</list><p rend="h2">Attività in presenza</p><p rend="text">Censimento delle emergenze storico archeologiche presenti sul territorio della bassa e media Val di Vara, Realizzazione di video interviste ad anziani della Val di Vara fatte da un gruppo di giovani abitanti della valle. Costruzione di un sito web che prevede il coinvolgimento e la partecipazione del pubblico: abitanti dei comuni, cittadini, studenti universitari, giovani del posto, anziani. </p><p rend="h2">Attività sul web</p><list type="unordered">
				<item><ref target="http://www.tramontivaldivara.it">http://www.tramontivaldivara.it</ref></item>
			</list><p rend="h2">Note</p><p rend="text">Emblematico esempio di incrocio tra storia locale, orale, pubblica e digitale con ampio coinvolgimento di pubblici accademici e non. </p><p rend="h1_chapter">Scheda n. 29: Via Francigena Entry point Lucca </p><p rend="h1_author ParaOverride-1">a cura di Monica Dati</p><p rend="h2">Titolo del progetto </p><p rend="text">Via Francigena Entry point Lucca</p><p rend="h2">Obiettivo principale</p><p rend="text">Inaugurato nell’ottobre 2016 dopo il restauro dell’Ex Casa del Boia e del complesso monumentale del Baluardo San Salvatore, il <hi rend="italic">Via Francigena Entry Point </hi>offre a studenti, turisti, pellegrini una serie di servizi culturali e turistici per far scoprire loro la città di Lucca e il percorso francigeno che la attraversa.</p><p rend="text">In particolare il “Museum”, situato negli spazi recentemente restaurati dell’Ex Casa del Boia, offre un una serie di percorsi multimediali didattici interattivi sulla storia di Lucca e sul cammino, attività laboratoriali e di rievocazione storica. </p><p rend="h2">Durata</p><p rend="text">2016, in corso.</p><p rend="h2">Organizzatore</p><p rend="text">Comune di Lucca, Terzo Millennio Aps.</p><p rend="h2">Partners</p><p rend="text">SPACE <hi >è</hi> una società di Information Technology dedicata ai servizi per l’innovazione culturale che si <hi >è</hi> occupata di allestire nei locali della ex Casa del Boia, sulle mura cinquecentesche di Lucca, il Museum che offre un percorso di visita didattico di nuovissima concezione incentrato sulla via Francigena. Grazie alle postazioni multimediali il visitatore ha la possibilità di scoprire ciò che il pellegrinaggio rappresentava sia per il pellegrino del passato che per il viaggiatore moderno.</p><p rend="text">Il progetto <hi >è</hi> stato realizzato in collaborazione con ETT S.p.A., Società Cooperativa Sistema Museo, Idea Società Cooperativa ed Il Turista.</p><p rend="h2">Descrizione del progetto</p><p rend="text">Via Francigena Entry Point Museum propone un’ampia scelta di attività didattiche riservate alle scuole dalla primaria alla scuola secondaria di II grado. </p><p rend="text">I percorsi, guidati da operatori esperti, approfondiscono i principali aspetti storico-culturali legati sia alla Via Francigena sia alla storia di Lucca. </p><p rend="text">Per le scolaresche della scuola primaria e secondaria di I grado possono essere prenotati percorsi didattici con attività manuale e laboratoriale, utile a trasmettere anche attraverso il gioco, la creatività le tematiche del percorso scelto.</p><p rend="text">Per le classi V della scuola primaria e le scuole secondaria di I e II grado alcuni percorsi portano gli studenti tra le strade di Lucca, dove insieme a un operatore possono toccare con mano gli edifici e le architetture della città, approfondendo sul campo gli aspetti legati alla storia della Via Francigena.</p><p rend="h2">Tipologia delle attività</p><list type="unordered">
				<item>attività didattiche;</item>
				<item>disseminazione, divulgazione;</item>
				<item><hi rend="italic">Public History</hi>;</item>
				<item><hi rend="italic">historical re-enactment</hi>, <hi rend="italic">living history</hi>;</item>
				<item><hi rend="italic">edutainment</hi>.</item>
			</list><p rend="h2">Attività in presenza</p><p rend="text_NOindent">Visite e laboratorio:</p><list type="unordered">
				<item>Racconti da favola;</item>
				<item>La Bisaccia del pellegrino;</item>
				<item>L’avventura del pellegrino;</item>
				<item>Storia e segreti delle mura di Lucca;</item>
				<item>A tavola nel Medioevo;</item>
				<item>Il gioco dell’oca… lungo la Via Francigena;</item>
				<item>Mappe di Viaggio;</item>
				<item>Dal simbolo al loro.</item>
			</list><p rend="text_top">Visite itineranti:</p><list type="unordered">
				<item>L’espansione di Lucca attraverso le sue cinte murarie;</item>
				<item>Abitare nel Medioevo: dalla casatorre al palazzo del Mercante.</item>
			</list><p rend="h2">Attività sul web</p><list type="unordered">
				<item><ref target="https://www.facebook.com/ViaFrancigenaEntryPoint">https://www.facebook.com/ViaFrancigenaEntryPoint</ref></item>
				<item><ref target="http://www.spacespa.it/esperienze/via-francigena-entry-point/">http://www.spacespa.it/esperienze/via-francigena-entry-point/</ref></item>
				<item><ref target="https://www.youtube.com/watch?v=7TJDrm4Ql-I">https://www.youtube.com/watch?v=7TJDrm4Ql-I</ref></item>
				<item><ref target="http://www.terzomillennio-didattica.org/">http://www.terzomillennio-didattica.org/</ref></item>
			</list><p rend="h2">Note</p><p rend="text">Il progetto si pone come punto di incontro tra <hi rend="italic">Public History</hi> e <hi rend="italic">edutainment</hi> come nuove frontiere dell’educazione. Ciò avviene attraverso:</p><p rend="text">1) una particolare attenzione alla dimensione museale, puntando su metodi comunicativi multimediali in grado di coniugare esigenze di apprendimento e intrattenimento ma anche di favorire il contatto tra pubblico, storia e patrimonio culturale. </p><p rend="text">2) La progettazione di percorsi didattici basati di tipo esperienziale costituiti da laboratori, ‘passeggiate storiche’ e piccole rievocazioni storiche in grado di mettere gli alunni a stretto contatto con il passato e la storia locale.</p><p rend="h1_chapter">Scheda n. 30: RaccontAVO</p><p rend="h1_author ParaOverride-1">a cura di Monica Dati</p><p rend="h2">Titolo del progetto </p><p rend="text">RaccontAVO</p><p rend="h2">Obiettivo principale</p><p rend="text">Coinvolgere nella raccolta di fonti i discendenti dei caduti monzesi durante il Secondo Conflitto Mondiale: un archivio digitale partecipativo per la città di Monza dove fonti pubbliche e private si incontrano. </p><p rend="h2">Durata</p><p rend="text">2019, in corso.</p><p rend="h2">Organizzatore</p><p rend="text">Il progetto RaccontAVO <hi >è</hi> stato realizzato dal Dott. Andrea Oldani, socio dell’Associazione Pop History, nel contesto del Master di II Livello in <hi rend="italic">Public History</hi> dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.</p><p rend="h2">Partners</p><p rend="text">In collaborazione con l’Archivio Civico Storico e il Comune di Monza.</p><p rend="h2">Descrizione del progetto</p><p rend="text">RaccontAVO attualmente si compone di una mappa digitale, sviluppata tramite il software Esri StoryMaps, che contiene i dati di quasi 600 cittadini e cittadine monzesi morti durante la Seconda Guerra Mondiale e georeferenziati sulla base del domicilio dell’epoca. </p><p rend="text">Sono stati realizzati tredici percorsi tematici (Caduti in Russia, Caduti in Grecia, Caduti in Nord Africa, AOI e India, Vittime Civili, Morti e Dispersi in mare, Deportati Politici e Partigiani, Fascisti e RSI, Internati Militari Italiani, Lavoratori Italiani, Caduti sul Territorio Nazionale, Caduti nei Balcani, Caduti in Francia e Caduti con Informazioni Parziali) con l’ambizione di utilizzare le fonti conservate presso l’Archivio Storico del Comune di Monza con le fonti in possesso di eredi e discendenti che saranno a loro volta digitalizzate ed archiviate. </p><p rend="h2">Tipologia delle attività</p><list type="unordered">
				<item><hi rend="italic">Public History</hi>;</item>
				<item><hi rend="italic">Digital Public History</hi>.</item>
			</list><p rend="h2">Attività in presenza</p><list type="unordered">
				<item>nessuna.</item>
			</list><p rend="h2">Attività sul web</p><p rend="text">La Mappa digitale <hi >è</hi> consultabile ai seguenti link:</p><list type="unordered">
				<item><ref target="https://storymaps.arcgis.com/stories/ce62672881e84e7c9e9377b81bda173f">https://storymaps.arcgis.com/stories/ce62672881e84e7c9e9377b81bda173f</ref></item>
				<item><ref target="https://comunemonza.maps.arcgis.com/apps/MapSeries/index.html?appid=c0da5dc32a444f8e823d96dae48bfeb8">https://comunemonza.maps.arcgis.com/apps/MapSeries/index.html?appid=c0da5dc32a444f8e823d96dae48bfeb8</ref>.</item>
			</list><p rend="h2">Note</p><p rend="text">Un progetto di <hi rend="italic">Public History</hi> che sfrutta le potenzialità del digitale per favorire l’incontro tra fonti pubbliche e private. Un modo per dimostrare come sia possibile trasformare un archivio in un bene non solo culturale ma anche sociale a cui tutti possono partecipare e dare il loro contributo.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-000-backlink">1</ref></hi>	Il progetto descritto <hi >è</hi> parte della ricerca di dottorato condotta da Eleonora Rampichini, “Tra memoria della scuola e valorizzazione del patrimonio. Il caso del Museo della Scuola <hi >«Paolo</hi> and Ornella Ricca» dell’Università di Macerata”. Le metodologie sviluppate e la valutazione dei risultati relativi a questo particolare progetto saranno illustrati nell’elaborato finale di tesi. </p>
      
      
    </body>
  </text>
</TEI>