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      <titleStmt>
        <title type="main" level="a">Le costituzioni nel vissuto. Rimuovere gli ostacoli: dalla Resistenza alla Costituzione</title>
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          <persName n="1">
            <forename>Eva</forename>
            <surname>Creati</surname>
            <placeName type="affiliation">Vocational institute "Sismondi Pacinotti", Italy</placeName>
          </persName>
          <persName n="2" ref="https://orcid.org/0000-0002-3549-267X" type="ORCID">
            <forename>Chiara</forename>
            <surname>Martinelli</surname>
            <placeName type="affiliation">University of Florence, Italy</placeName>
          </persName>
        </author>
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          <resp>This is a section of <title>Raccontare la Resistenza a scuola</title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/978-88-5518-650-6</idno>) by </resp>
          <name>Luca Bravi, Chiara Martinelli, Stefano Oliviero</name>
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        <publisher>Firenze University Press</publisher>
        <pubPlace>Firenze</pubPlace>
        <date when="2022">2022</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/978-88-5518-650-6.24</idno>
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          <p>Available for academic research purposes</p>
          <p>Open Access</p>
          <p>Copyright Author(s)</p>
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            <p>Metadata licence CC0 1.0</p>
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        <p>This is original content, published for academic research purposes</p>
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          <desc>Digital edition XML powered by Booksflow</desc>
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    <profileDesc>
      <abstract xml:lang="en">
        <p>This paper aims at describing the experience carried on by some pupils attending the third years at the vocational institute "Sismondi-Pacinotti" in Pescia, in the scholastic year 2018-19. Thruogh lessons and theatral workshops, students have discussed the first article of the Italian Constitution.</p>
      </abstract>
      <textClass>
        <keywords>
          <list>
            <item>Italian Constitution</item>
            <item>didactic of history</item>
            <item>secondary education</item>
            <item>teatral workshop</item>
            <item>movie</item>
          </list>
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      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/978-88-5518-650-6.24<ref target="https://doi.org/10.36253/978-88-5518-650-6.24" /></p>

<p rend="h1_chapter" >Le costituzioni nel vissuto. Rimuovere gli ostacoli: dalla Resistenza alla Costituzione</p><p rend="h1_author" >Eva Creati, Chiara Martinelli</p><p rend="h2" >1.Insegnare la Costituzione in contesti di problematicità sociale: riflessioni e suggestioni<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1" ><hi xml:id="footnote-000-backlink"><ref target="24.html#footnote-000">1</ref></hi></hi></p><p rend="text" >«L’Italia è una Repubblica italiana fondata sul lavoro» (art. 1 Cost).</p><p rend="text" >Tra le maggiori sfide che sono emerse nelle esperienze di Cittadinanza e Costituzione prima, e di Educazione Civica successivamente, figura indubbiamente quella di ‘calare’ i principi che regolano la convivenza giuridica e sociale nel vissuto degli alunni e degli studenti. Nelle scuole di ogni ordine e grado: ma soprattutto in quelle che si rivolgono a un’utenza socialmente fragile, che vive in contesti dove l’applicazione dei dettami costituzionali può sembrare episodica, traballante o lontana. Un esempio sono gli istituti professionali, frequentati da una platea economicamente e socialmente più problematica rispetto a quella che solitamente accede a licei e istituti tecnici (Tieghi, e Ognisanti 2009, 177). Una constatazione che spesso si riduce a mero luogo comune, ma che è bene giustificare tramite il ricorso a fonti e dati. A questo proposito, l’<hi rend="italic" >Osservatorio della Regione Toscana</hi>, che raccoglie i dati relativi all’a.s. 2019/2020,<hi rend="italic" > </hi>è chiarissimo: mentre degli iscritti a un liceo solo l’11% delle ragazze e il 14% dei ragazzi hanno ripetuto uno o più anni scolastici, le percentuali salgono al 40% e al 52% negli istituti professionali (<hi rend="italic" >Alunni in ritardo negli studi </hi>2020). Degli studenti che nell’a.s. 2014/2015 hanno cominciato a frequentare una scuola secondaria di secondo grado, si sono diplomati, cinque anni dopo, il 73,73% degli iscritti a un liceo, il 51,21% degli iscritti a un istituto tecnico e solo il 35,52% degli iscritti in un istituto professionale (<hi rend="italic" >Ottenere il diploma </hi>2020). Non sono disponibili disaggregazioni sulla base del mestiere dei genitori, benché i questionari Invalsi prevedano, nella loro compilazione, che i partecipanti indichino le occupazioni paterne e materne; l’<hi rend="italic" >Osservatorio </hi>tuttavia fornisce per l’a.s. 2018/19 i dati degli iscritti ai tre diversi indirizzi sulla base del voto di licenza media, che certo può fornisci qualche ragguaglio indiretto sulle loro condizioni culturali e sociali. Gli istituti professionali, da questo punto di vista, sono scelti dalla maggioranza relativa (il 39,7%) degli studenti licenziati con sei. La percentuale crolla per gli studenti con voti di licenza dal sette al dieci, inclini a optare per istituti tecnici e, quindi, licei. A scegliere gli istituti professionali sono, rispettivamente, il 17,5%, il 5,9%, l’1,9% e lo 0,5% degli studenti che hanno concluso il loro percorso con la votazione di sette, otto, nove e dieci (<hi rend="italic" >Orientamento </hi>2020). Quindi, presumibilmente, gli studenti degli istituti professionali sono quelli meno provvisti del capitale culturale, sociale, forse familiare per affrontare gli impegni di studio, di concettualizzazione, le modalità relazionali e comportamentali che l’istituzione scolastica richiede e si aspetta. </p><p rend="text" >Articolare un ragionamento sulla Costituzione fondato sulle concrete esperienze di questi studenti può quindi, dimostrarsi una questione particolarmente sfidante. La storia dell’Italia repubblicana è, anche, una storia di discrasie tra il contenuto della Carta Costituzionale e la mancata o parziale applicazione di molte sue disposizioni: basti pensare al caso eclatante delle Regioni, istituite solo nel 1970, ma anche all’obbligo d’istruzione di otto anni, largamente disatteso dai ceti popolari fino ai primi anni Sessanta (Crainz 2002, 419-20; Borghi 1958, 32). Riflettere sulla permanenza di queste differenze, e cercare di capire cosa e in che modo debba esser sanato, può indurre a sviluppare una coscienza critica della direzione che l’ordinamento costituzionale può dare alle nostre azioni, e quale filosofia possa esser perseguita per raggiungere un tale obiettivo. A questo proposito, interessanti si rivelano le osservazioni di Balzano (2020, 38) sulla cittadinanza come sviluppo di rapporti di mutua responsabilità sociale: un atteggiamento che potremmo espandere dalla dimensione comunitaria ad ambiti più ampi e che mostrino come solo una forte corresponsabilità sociale possa consentire, tanto sul piano quanto su quello individuale, di riformare profondamente gli squilibri e le disuguaglianze che segnano a tutt’oggi la nostra società. Una posizione, quest’ultima, tanto più cogente in questo periodo pandemico, in cui stiamo sperimentando sulla nostra pelle gli effetti dell’interrelazione collettiva. Raccontarsi le esperienze personali maturate nei campi più vicini ai diritti costituzionali (il lavoro, la salute, la scuola, ad esempio), confrontarle con quelle altrui, riviverle con la drammatizzazione e il <hi rend="italic" >role-play</hi> può contribuire a sublimarne senso e significato, collocandole entro un più ampio contesto dotato di radici e di sviluppo.</p><p rend="text" >All’interno di questa finalità il coinvolgimento del territorio può, oltre che fornire competenze e abilità non rintracciabili nell’istituzione scolastica, concretizzare agli occhi degli studenti la rete sociale e comunitaria di cui è composta la società. Per riscuotere successo non deve essere tuttavia un coinvolgimento dettato su basi mercificatrici e utilitaristiche, in cui il Terzo Settore entra come succedaneo precario ed economicamente appetibile rispetto all’omologo statale – una politica che abbiamo già visto attuata con il “Piano estate 2021”, che ha visto l’ingresso nelle scuole dei precari delle cooperative (Martinelli, e Oliviero 2021, 81). Deve configurarsi piuttosto come un rapporto in cui ogni ente riesce a contribuire alla progettualità complessiva attingendo alle proprie specifiche competenze e mirando alla crescita individuale e sociale degli studenti coinvolti, così come si è verificato in alcune delle più luminose sperimentazioni degli anni Settanta. Un esempio è sicuramente quello di Bagno a Ripoli nel decennio successivo alla contestazione, dove la sinergia tra il direttore didattico Marcello Trentanove, l’Ente locale e l’allora USL promosse un nuovo tipo di istituzione partecipata finalizzata a garantire il successo scolastico a tutti i bambini attraverso una mobilitazione capillare del tessuto sociale e genitoriale (Bandini, e Benelli 2011). Il progresso degli alunni coinvolti si profila dunque come individuale e, contemporaneamente, sociale: come sosteneva già il pensiero pedagogico degli anni Cinquanta e Sessanta, non può darsi una compiuta educazione all’individualità senza un’ altrettanto ben definita educazione alla corresponsabilità e alla convivenza sociale, perché solo conoscendo i bisogni e le esigenze di chi vive attorno a noi sapremo, per converso, comprendere, fondare cognitivamente e perseguire i nostri diritti e i nostri doveri (de Giorgi 2016, 397-407; Borghi 1953, 7). Piccoli passi, destinati a un’influenza circoscritta e locale. Azioni che, non per questo, non devono essere perseguite, sia per il loro significato sociale che per la loro pregnanza etica, in quanto, come ricordava già de Bartolomeis, </p><p rend="quotation_b" >Una riforma per essere legittima non deve attestare un capovolgimento; le basta attestare una certa misura di progresso a favore di soluzioni di interesse pubblico. […]</p><p rend="quotation_b" >L’interesse per le riforme si distingue dal riformismo se la strategia delle riforme viene accettata non come antitesi alla rivoluzione ma come l’unica possibile in certe condizioni […]. </p><p rend="quotation_b" >Se anche in seguito a certe riforme ci accorgiamo che Agnelli non è alle presse e Pirelli non è confezionatore di pneumatici, che il sistema non è stato rovesciato, che la comunità non si “autogestisce”, che i più sono “emarginati” non vuol dire che non valeva la pena di impegnarsi. Si tratta invece di accertare se qualche mutamento positivo c’è stato (de Bartolomeis 1972, 42).</p><p rend="h2" >2. Dalla teoria alla pratica: il coinvolgimento dell’Istituto Sismondi-Pacinotti nel progetto “Rimuovere gli ostacoli”</p><p rend="text" >Questo contributo descrive l’esperienza vissuta da alcuni alunni della Scuola secondaria di secondo grado dell’Istituto “Sismondi-Pacinotti” di Pescia (Pistoia), che hanno partecipato ad un progetto sui principi fondamentali della Costituzione italiana, con uno sguardo e un confronto con le costituzioni europee, organizzato dall’Istituto “Sangalli per la storia e le culture religiose” di Firenze.</p><p rend="text" >L’Istituto “Sismondi Pacinotti” ha partecipato negli anni scolastici 2018/2019 e 2019/2020 al progetto “Rimuovere gli Ostacoli. I diritti fondamentali e la loro tutela nella Costituzione italiana e nelle altre costituzioni europee”.</p><p rend="text" >La nostra scuola si articola in quattro istituti distinti per un totale di circa 1050 alunni: il Liceo artistico “B. Berlinghieri”, l’Istituto Tecnico “E. Ferrari”, l’Istituto “G. Sismondi” e, infine, l’Istituto “A. Pacinotti”.</p><p rend="text" >La scuola accoglie alunni di tutta la Valdinievole, una zona di ampia territorialità che abbraccia diverse province: Pistoia, Pisa, Firenze e Lucca. Nonostante una realtà socio-economica piuttosto fragile, gran parte degli studenti dimostra particolare interesse per le attività manuali e pratiche e ottiene risultati positivi nei tirocini e nelle attività di alternanza scuola/lavoro. L’allievo-tipo del nostro istituto, con alcune differenze legate alla tipologia di indirizzo prescelto, proviene molto spesso da un contesto familiare talvolta poco solido, che spesso sconfina in condizioni di deprivazione socio-culturale. Tra gli studenti la percentuale di allievi stranieri supera il 22%. Molto alta è la percentuale relativa alla dispersione scolastica, soprattutto per alcuni percorsi come quelli di Istruzione e Formazione Professionale (Istituto Sismondi-Pacinotti, 2020).</p><p rend="text" >I dieci alunni che hanno aderito al progetto erano iscritti all’Istituto “A. Pacinotti”, nello specifico alle classi 3° A, 3° B e 3° C dell’indirizzo “Manutenzione e assistenza tecnica”, che al suo interno prevede tre curvature: “Apparati, impianti e servizi tecnici, industriali e civili”, “Manutenzione e mezzi di trasporto” e “Veicoli a motore”. L’idea dei promotori del progetto è stata quella di coinvolgere alunni di classe terza, in modo da poterli accompagnare ai valori costituzionali e prepararli al meglio al biennio finale e all’Esame di Stato conclusivo. Gli alunni hanno affrontato con grande dedizione e motivazione tutto il percorso, che li ha visti impegnati in diverse giornate di formazione tra Firenze e Prato. L’aspetto che più incuriosiva i ragazzi era la possibilità di vivere questa esperienza anche con altre realtà oltre quella italiana, misurandosi e confrontandosi con alunni di provenienza europea; nello specifico hanno incontrato compagni di scuole provenienti dalla Danimarca, dalla Germania, dall’Olanda e dalla Francia.</p><p rend="text" >Il progetto, dal titolo “Rimuovere gli ostacoli. I diritti fondamentali e la loro tutela nella Costituzione italiana e nelle altre costituzioni europee”, è stato ideato dall’Istituto “Sangalli per la storia e le culture religiose” di Firenze e finanziato dalla Fondazione Marchi, con la collaborazione della Fondazione Intercultura di Colle Val d’Elsa e il patrocinio della Società italiana per lo studio della storia contemporanea (Sissco) La quarantina di studenti del territorio toscano che vi hanno partecipato ha potuto compiere un viaggio tra i diritti fondamentali e la loro tutela nella Costituzione italiana e nelle altre costituzioni europee: nello specifico, le scuole che hanno partecipato al progetto sono state quattro: l’Istituto alberghiero “A. Saffi” di Firenze, l’Istituto tecnico e statale “P. Dagomari” di Prato, il Liceo classico “F. Cicognini” di Prato e il nostro Istituto Professionale “Sismondi-Pacinotti” di Pescia.</p><p rend="text" >Prima di affrontare il percorso, i docenti di storia hanno preparato i ragazzi con lezioni propedeutiche che richiamassero le questioni dei diritti fondamentali della nostra Costituzione, come i loro protagonisti e diverse tematiche relative al costituzionalismo contemporaneo.</p><p rend="text" >Il progetto è partito a maggio 2019 con intense giornate di studio tra il Liceo classico “F. Cicognini” di Prato e l’Istituto “A. Saffi” di Firenze. In questa sede i ragazzi si sono confrontati dopo aver assistito a lezioni di studiosi e accademici sulle questioni dei diritti fondamentali della nostra Costituzione, partendo dalla genesi e lo studio dei primi articoli della nostra Costituzione, parlando dei protagonisti della Costituente, arrivando a toccare temi come la nascita della Carta ONU e della Dichiarazione dei diritti dell’uomo. </p><p rend="text" >L’attività è ripresa con l’inizio dell’anno scolastico 2019/2020. Tra fine settembre e ottobre gli studenti, ormai in quarta, hanno partecipato a pomeriggi laboratoriali incentrati sugli articoli della Costituzione italiana. Nello specifico, a ogni gruppo è stato assegnato un articolo su cui riflettere, sulla base delle esperienze dei ragazzi: i nostri studenti hanno svolto le loro attività sull’articolo 1 («L’Italia è un Repubblica fondata sul lavoro»). Continui sono stati i confronti e i riferimenti al reale e soprattutto riferiti sempre al loro vissuto e alla loro quotidianità, per toccare nella realtà il vero valore del dettato costituzionale. Il lavoro di scavo e riflessione è stato a tratti doloroso: hanno sofferto emotivamente quei ragazzi che hanno evidenziato la loro crisi rispetto a vicende personali e familiari come quelle in cui alcuni genitori avevano perso il lavoro in questi anni. Hanno narrato soffrendo e al tempo stesso esorcizzando le loro storie, attraverso il video ricco di immagini e sovrapposizioni delle loro voci che hanno realizzato e poi presentato come confronto conclusivo presso il Teatro del Convitto Nazionale del “F. Cicognini” di Prato. Le attività, coordinate da Rodolfo Sacchettini dell’Istituto Sangalli e dall’attrice e artista Francesca Sarteanesi, erano finalizzare alla costruzione di un cortometraggio da proiettare nel corso delle giornate di riflessione finali. </p><p rend="text" >Al secondo appuntamento, che si è tenuto a novembre 2019 presso il Convitto Nazionale “F. Cicognini” di Prato, i relatori hanno rivolto uno sguardo ai paesi europei che hanno partecipato al progetto: quindi alla Francia, la Danimarca, la Germania e l’Olanda. Da questi stati, infatti, provenivano gli studenti iscritti al “Lycèe Clos Maire” di Beaune in Francia, al “Copenaghen Open High School”, alla “Irena Sendler Schule” di Amburgo e al “Porta Mosana College” di Maastricht. Le nazioni sono state scelte tutte con una ratio: similmente a quanto è accaduto in Italia, le loro costituzioni sono state promulgate negli anni immediatamente successivi al secondo conflitto mondiale. Dentro di loro, quindi, portano riflessioni sui diritti e sulle organizzazioni internazionali, così come queste ultime sono presenti nella carta italiana. Lo studio è stato rivolto in particolar modo alle Costituzioni francesi della Quarta e della Quinta repubblica (1946/1958), della Repubblica federale tedesca (1949), del Regno di Danimarca (1953) e del Regno dei Paesi Bassi (1954). Ogni scuola ha inoltre presentato e commentato il proprio video sugli articoli della Costituzione, narrando con competenza e con maggior consapevolezza gli argomenti trattati del lungo e faticoso lavoro nella stesura della Costituzione e dell’importanza di tutti i diritti umani e civili.</p><p rend="text" >È emersa la vera natura del progetto, un dialogo ricco e costruttivo sui diritti in Europa di ieri e di oggi, le difficoltà che viviamo nel campo del lavoro e le reali possibilità che abbiamo.</p><p rend="text" >Tutti insieme hanno potuto scambiare idee, emozioni e partecipare ad un confronto reale tra scuola italiana, olandese, francese, danese e tedesca, per poi verificare come le storie si incontrano e determinano, pur nelle diversità di approcci e/o modi, la reciprocità dei nostri vissuti.</p><p rend="text" >Nel dicembre 2019 ha avuto luogo la restituzione finale presso il nostro Istituto, con la presentazione e il dibattito in Aula Magna del video realizzato. L’incontro, a cui hanno partecipato le classi quarte della nostra scuola, si è qualificato come un momento di confronto e di scambio vero. Occasione preziosa, durante la quale agli studenti che hanno partecipato è stato consegnato l’attestato di frequenza al progetto. Ciascun alunno ha espresso in pochi minuti una riflessione sulle attività svolte presentando il quadro generale di tutto il percorso formativo, volto alla riflessione sui nuclei fondamentali della Costituzione italiana in relazione alle costituzioni degli altri paesi europei, sottolineando come valore fondamentale lo scambio ricco e produttivo che hanno avuto con gli studenti olandesi, svedesi, francesi e tedeschi.</p><p rend="text" >Alcuni dei partecipanti sono intervenuti, a maggio 2020, al webinar “Raccontare la Resistenza a scuola”, ripercorrendo l’esperienza vissuta. A due anni dal progetto, Hassan Bouhalla ed Endriu Gjepali hanno dichiarato come sia stata per loro un’esperienza positiva e arricchente, come l’incontro con le Costituzioni degli altri paesi e l’opportunità di conoscere alunni di altre scuole europee li abbiano aperti a condividere idee, emozioni e passioni.</p><p rend="text" >Hanno ricordato anche momenti particolari, come la paura nelle parole di una loro compagna, iscritta nel corso di riparatore di veicoli a motore, che, pur desiderando di poter lavorare in un’officina, temeva, com’era già accaduto durante il suo stage, il permanere di etichette di genere. In Italia è ancora difficile essere una donna meccanico: timori del tutto sconosciuti nelle parole delle coetanee aderenti al progetto, dove gli steccati lavorativi di genere non sono così influenti.</p><p rend="text" >Hassan ed Endriu sono riusciti a parlare di Diritti in maniera semplice, confrontandosi e dialogando, hanno creato e coniato anche un nuovo diritto umano: il diritto alla bellezza.</p><p rend="text" >Bisognerebbe per loro, partire da questo nuovo diritto, il Bello, attraverso le cose semplici, una periferia, una scuola, perché dalla bellezza non può che nascere altra bellezza.</p><p rend="text" >In conclusione, i due studenti ritengono necessari progetti di questo tipo, che affrontano tematiche così importanti in un tavolo di comunità europea, vero confronto interculturale, ponte necessario per costruire una reale convivenza pacifica. Per loro, infatti, il progetto è altamente formativo e da replicare, perché ha avuto un senso un ‘fare storia’ dove, immersi nel passato, è possibile costruire percorsi di storia futuri.</p><p rend="h2" >Riferimenti bibliografici</p><p rend="bib_indx_bib" >Balzano, Vittorio. 2020. “Nuove prospettive pedagogiche per un educare alla cittadinanza democratica e sociale.” <hi rend="italic" >Attualità pedagogiche </hi>1: 36-47.</p><p rend="bib_indx_bib" >Bandini, Gianfranco e Caterina Benelli, a cura di. 2011. <hi rend="italic" >Maestri nell’ombra. Competenza e passione per una scuola migliore</hi>. Palazzolo sul Brenta: Amon.<hi rend="italic" > </hi></p><p rend="bib_indx_bib" >Borghi, Lamberto. 1953. <hi rend="italic" >L’educazione e i suoi problemi</hi>. Firenze: La Nuova Italia.</p><p rend="bib_indx_bib" >Borghi, Lamberto. 1958. <hi rend="italic" >Educazione e scuola nell’Italia d’oggi</hi>. Firenze: La Nuova Italia.</p><p rend="bib_indx_bib" >Crainz, Guido. 2002. <hi rend="italic" >Il paese mancato. Dal miracolo economico agli anni Ottanta</hi>. Milano: Donzelli.</p><p rend="bib_indx_bib" >De Bartolomeis, Francesco. 1972. <hi rend="italic" >Scuola a tempo pieno. </hi>Torino: Feltrinelli.</p><p rend="bib_indx_bib" >de Giorgi, Fulvio. 2016. <hi rend="italic" >La Repubblica grigia. Cattolici, cittadinanza, educazione alla democrazia</hi>. Brescia: Morcelliana.</p><p rend="bib_indx_bib" >Istituto Sismondi-Pacinotti. 2020. “Piano triennale dell’offerta formativa. Triennio 2019/20-2021/22.” <ref target="https://cspace.spaggiari.eu/auth.php?token===QP9EEexs2bYdnNxA3SChWTSRWSupUSwxGOER0MyRlTl5EUx8WSJ9yM2cUbz4WeTdWV2MHbyJ0c3YVTZRTarh0QmtCbwpFWClzN6JEdjR2b2UTSMhFO0hmQ">https://cspace.spaggiari.eu/auth.php?token===QP9EEexs2bYdnNxA3SChWTSRWSupUSwxGOER0MyRlTl5EUx8WSJ9yM2cUbz4WeTdWV2MHbyJ0c3YVTZRTarh0QmtCbwpFWClzN6JEdjR2b2UTSMhFO0hmQ</ref> (22-12-2021).</p><p rend="bib_indx_bib" >Martinelli, Chiara e Stefano Oliviero. 2021. “L’educazione civica e l’approccio storico-educativo: tra Public History e didattica” <hi rend="italic" >Scholè</hi> 58, 1: 79-90.</p><p rend="bib_indx_bib" >Moca, Matteo. 2020. “Provare a “Rimuovere gli ostacoli”. Un progetto sui significati dei Principi fondamentali della Costituzione italiana.” <hi rend="italic" >Farestoria</hi> 2, 1: 99-103.</p><p rend="bib_indx_bib" >Tieghi, Laura, e Mirca Ognisanti. 2009. <hi rend="italic" >Seconde generazioni e riuscita scolastica. Il progetto Seipiù. </hi>Milano: FrancoAngeli.</p><p rend="bib_indx_bib" >Toscana, Regione. “Osservatorio scolastico Regione Toscana.” <ref target="https://www.osservatorioscolastico.regione.toscana.it/dp-client/dashboard/how_are_things_at_school?year=201920">https://www.osservatorioscolastico.regione.toscana.it/dp-client/dashboard/how_are_things_at_school?year=201920</ref> (22-12-2021).</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1" ><ref target="24.html#footnote-000-backlink">1</ref></hi>	Il par. 1 è da attribuirsi a Chiara Martinelli, il par. 2 a Eva Creati.</p>

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          <head>References</head>
          <bibl n="92489">Balzano, Vittorio. 2020. “Nuove prospettive pedagogiche per un educare alla cittadinanza democratica e sociale”, Attualit&amp;#224; pedagogiche, 1:36-47.</bibl>
          <bibl n="92490">Bandini, Gianfranco e Caterina Benelli, a cura di. 2011. Maestri nell’ombra. Competenza e passione per una scuola migliore. Palazzolo sul Brenta: Amon.</bibl>
          <bibl n="92491">Borghi, Lamberto. 1958. Educazione e scuola nell’Italia d’oggi. Firenze: La Nuova Italia.</bibl>
          <bibl n="92492">Borghi, Lamberto. 1953. L’educazione e i suoi problemi. Firenze: La Nuova Italia.</bibl>
          <bibl n="92493">Crainz, Guido. 2002. Il paese mancato. Dal miracolo economico agli anni Ottanta. Milano: Donzelli.</bibl>
          <bibl n="92494">De Bartolomeis, Francesco. 1972. Scuola a tempo pieno. Torino: Feltrinelli.</bibl>
          <bibl n="92495">de Giorgi, Fulvio. 2016. La Repubblica grigia. Cattolici, cittadinanza, educazione alla democrazia. Brescia: Morcelliana.</bibl>
          <bibl n="92496">Istituto Sismondi-Pacinotti. 2020. Piano triennale dell’offerta formativa. Triennio 2019/20-2021/22, https://cspace.spaggiari.eu/auth.php?token===QP9EEexs2bYdnNxA3SChWTSRWSupUSwxGOER0MyRlTl5EUx8WSJ9yM2cUbz4WeTdWV2MHbyJ0c3YVTZRTarh0QmtCbwpFWClzN6JEdjR2b2UTSMhFO0hmQ [22-12-2021]</bibl>
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