<?xml version="1.0" encoding="utf-8" standalone="yes"?>
<TEI xmlns="http://www.tei-c.org/ns/1.0">
  <teiHeader>
    <fileDesc>
      <titleStmt>
        <title type="main" level="a">Testemunhos</title>
        <author>
          <persName n="1">
            <forename>David</forename>
            <surname>Sassoli</surname>
            <placeName type="affiliation">Ex President of the European Parliament, Italy</placeName>
          </persName>
          <persName n="2">
            <forename>Guilherme d’Oliveira</forename>
            <surname>Martins</surname>
            <placeName type="affiliation">Calouste Gulbenkian Foundation, Portugal</placeName>
          </persName>
          <persName n="3" ref="https://orcid.org/0000-0002-8869-9949" type="ORCID">
            <forename>Sandra Teixeira de</forename>
            <surname>Faria</surname>
            <placeName type="affiliation">Complutense University of Madrid, Spain</placeName>
          </persName>
          <persName n="4" ref="https://orcid.org/0000-0001-6947-6224" type="ORCID">
            <forename>María</forename>
            <surname>Colom Jiménez</surname>
            <placeName type="affiliation">Complutense University of Madrid, Spain</placeName>
          </persName>
        </author>
        <respStmt>
          <resp>This is a section of <title>Europa: um projecto em construção</title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/979-12-215-0010-3</idno>) by </resp>
          <name>Michela Graziani, Annabela Rita</name>
        </respStmt>
      </titleStmt>
      <publicationStmt>
        <publisher>Firenze University Press</publisher>
        <pubPlace>Firenze</pubPlace>
        <date when="2023">2023</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/979-12-215-0010-3.05</idno>
        <availability>
          <p>Available for academic research purposes</p>
          <p>Open Access</p>
          <p>Copyright Author(s)</p>
          <licence source="text" target="https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/legalcode">
            <p>Content licence CC BY 4.0</p>
          </licence>
          <licence source="metadata" target="https://creativecommons.org/publicdomain/zero/1.0/legalcode">
            <p>Metadata licence CC0 1.0</p>
          </licence>
        </availability>
      </publicationStmt>
      <sourceDesc>
        <p>This is original content, published for academic research purposes</p>
      </sourceDesc>
    </fileDesc>
    <encodingDesc>
      <appInfo>
        <application version="2.2" ident="Booksflow">
          <desc>Digital edition XML powered by Booksflow</desc>
        </application>
      </appInfo>
    </encodingDesc>
    <profileDesc>
      <abstract xml:lang="en">
        <p>The statements here presented represent a tribute to David Sassoli and to the European values defended by Sassoli in his discours on the Future of Europe here included.</p>
      </abstract>
      <textClass>
        <keywords>
          <list>
            <item>David Sassoli</item>
            <item>Europe</item>
            <item>statements</item>
            <item>democracy</item>
          </list>
        </keywords>
      </textClass>
    </profileDesc>
  </teiHeader>
  <text>
    <body>
      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/979-12-215-0010-3.05<ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0010-3.05" /></p>


<p rend="h1_part" >Testemunhos</p><p rend="editorial_metadata_author" >David Sassoli, Ex President of the European Parliament, Italy</p><p rend="editorial_metadata_author" >Guilherme d’Oliveira Martins, Calouste Gulbenkian Foundation, Portugal, <ref target="mailto:gom@gulbenkian.pt">gom@gulbenkian.pt</ref></p><p rend="editorial_metadata_author" >Sandra Teixeira de Faria, Complutense University of Madrid, Spain, <ref target="mailto:sandrtei@ucm.es">sandrtei@ucm.es</ref>, <ref target="https://orcid.org/0000-0002-8869-9949">0000-0002-8869-9949</ref></p><p rend="editorial_metadata_author" >María Colom Jiménez, Complutense University of Madrid, Spain, <ref target="mailto:mcolomji@ucm.es">mcolomji@ucm.es</ref>, <ref target="https://orcid.org/0000-0001-6947-6224">0000-0001-6947-6224</ref></p><p rend="editorial_metadata_polices" >Referee List (DOI 1<ref target="https://doi.org/10.36253/fup_referee_list">0.36253/fup_referee_list</ref>)</p><p rend="editorial_metadata_polices" >FUP Best Practice in Scholarly Publishing (DOI <ref target="https://doi.org/10.36253/fup_best_practice">10.36253/fup_best_practice</ref>)</p><p rend="editorial_metadata_book" >David Sassoli, Guilherme d’Oliveira Martins, Sandra Teixeira de Faria, María Colom Jiménez, <hi rend="italic">Testemunhos</hi>, © Author(s), <ref target="http://creativecommons.org/licenses/by/4.0/legalcode">CC BY 4.0</ref>, DOI <ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0010-3.05">10.36253/979-12-215-0010-3.05</ref>, in Michela Graziani, Annabela Rita (edited by), <hi rend="CharOverride-1">Europa: um projecto em construção. Homenagem a David Sassoli</hi>, pp. -9, 2023, published by Firenze University Press, ISBN 979-12-215-0010-3, DOI <ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0010-3">10.36253/979-12-215-0010-3</ref></p><p rend="h1_chapter" >Conferenza sul Futuro dell’Europa</p><p rend="h1_author" ><hi >David Sassoli</hi></p><p rend="quotations_quotation_b1" ><hi >Signor Presidente Macron,</hi></p><p rend="quotations_quotation_b2" ><hi >Signora Presidente von der Leyen</hi></p><p rend="quotations_quotation_b2" ><hi >Primo Ministro Costa</hi></p><p rend="quotations_quotation_b2" ><hi >Signore e Signori</hi></p><p rend="quotations_quotation_b2" ><hi >Ministri degli Affari Esteri</hi></p><p rend="quotations_quotation_b2" ><hi >Care colleghe e cari </hi><hi >colleghi</hi></p><p rend="quotations_quotation_b3" ><hi >Care cittadine e cari cittadini</hi></p><p rend="text" ><hi >Vorrei dare il benvenuto a </hi><hi >tutti, qui, al Parlamento Europeo per la cerimonia di apertura </hi><hi >della Conferenza sul Futuro dell’Europa che si tiene il </hi><hi >giorno della Festa dell’Europa. Era importante iniziare questo grande </hi><hi >esercizio di democrazia, di partecipazione, proprio qui nell’emiciclo della </hi><hi >casa dei cittadini europei a Strasburgo, nella sede della nostra </hi><hi >istituzione dalla quale la pandemia purtroppo ci ha tenuti lontani </hi><hi >per molti mesi, ma siamo fiduciosi che il Parlamento Europeo </hi><hi >potrà tornare molto presto a tenere le sue sessioni, a </hi><hi >svolgere il suo lavoro qui, a Strasburgo. Vorrei ringraziare il </hi><hi >Presidente Macron per la sua presenza, per il suo coinvolgimento </hi><hi >in questo tema molto importante, così come la presidenza congiunta</hi><hi > della conferenza, la Presidente von der Leyen, il Primo Ministro</hi><hi > Costa, questa inaugurazione ibrida, e vorrei salutare tutti i cittadini</hi><hi > europei che sono collegati oggi con noi dai nostri stati</hi><hi > membri. Vorrei ringraziare anche l’Alto Rappresentante dell’Unione </hi><hi >per gli Affari Esteri, i leader dei gruppi politici, i </hi><hi >ventisette Ministri degli Affari Europei. La maggior parte sono connessi </hi><hi >con noi, nonostante il fatto che non possiamo riunirci tutti </hi><hi >insieme a causa di questa pandemia che ci ha fatto </hi><hi >scoprire in questi quindici mesi il dolore, il dolore del </hi><hi >mondo, il dolore dei nostri cittadini, il dolore delle nostre </hi><hi >famiglie, dei nostri lavoratori. Dall’inizio della legislatura la Conferenza </hi><hi >sul Futuro dell’Europa, lo sapete, è stata una priorità </hi><hi >per il Parlamento Europeo: l’abbiamo chiesta e oggi partiamo, </hi><hi >certo con un po’ di ritardo, ma sono successe tante </hi><hi >cose in questi mesi e anche prima della pandemia noi </hi><hi >avevamo capito l’importanza di questo percorso. Oggi, dopo quindici </hi><hi >mesi di crisi, abbiamo molto chiaro cosa ha funzionato e </hi><hi >cosa non ha funzionato, abbiamo molto più chiaro dove l’</hi><hi >Unione Europea è forte e può esserne anche orgogliosa, ma </hi><hi >anche dove è debole e dove deve migliorare. La lezione </hi><hi >del Covid è una grande lezione per tutti e lo </hi><hi >è anche per il funzionamento dell’Unione Europea. Ma perché </hi><hi >in questi quindici mesi con le stesse istituzioni, le stesse </hi><hi >persone, tante cose non hanno funzionato e altre invece hanno </hi><hi >marciato bene? Perché quando l’Europa ha coscienza delle sue </hi><hi >competenze risponde con efficacia, con prontezza, con coerenza, ma quando </hi><hi >l’Unione Europea si trova magari in una situazione così </hi><hi >devastante, a fare opera di supplenza, entra in difficoltà. Vogliamo </hi><hi >migliorare il nostro funzionamento e lo vogliamo fare con i </hi><hi >nostri valori, con i nostri principi, perché siamo sicuri che </hi><hi >la democrazia è più forte dell’autoritarismo e dà risposte </hi><hi >più efficienti rispettando le persone, le comunità, gli stati membri. </hi><hi >E allora dobbiamo lavorare, da oggi, perché il funzionamento sia </hi><hi >più coerente perché l’Europa abbia competenze chiare in tante </hi><hi >materie di cui i nostri paesi da soli sarebbero emarginati </hi><hi >e si troverebbero solo in grande difficoltà. Dobbiamo pensare a </hi><hi >noi stessi, alla democrazia, dobbiamo renderla capace di decisioni rapide, </hi><hi >perché i nostri cittadini vogliono che la democrazia risponda ai </hi><hi >loro bisogni, ma se la democrazia non decide all’unanimità, </hi><hi >se c’è il diritto di veto, come può rispondere </hi><hi >con efficienza? Abbiamo bisogno di lavorare su noi stessi, perché </hi><hi >vogliamo lasciare alle giovani generazioni non solo il peso della </hi><hi >crisi, ma anche l’orgoglio di avere un’unione che </hi><hi >possa essere un punto di riferimento, in un mondo in </hi><hi >cui la sfida dell’autoritarismo, della non libertà è molto </hi><hi >forte e lo vediamo sulla scena internazionale in questo momento. </hi><hi >Quest’anno è stato un anno di tante lezioni che </hi><hi >non dobbiamo mettere in un cassetto, ma che possono aiutarci </hi><hi >a capire dove e come migliorarci. Questa cerimonia è l</hi><hi >’avvio di questo processo e abbiamo la necessità, naturalmente, di</hi><hi > procedere con un esercizio di democrazia inedito: le istituzioni e</hi><hi > i cittadini, le istituzioni e la società civile, le istituzioni</hi><hi > europee e le istituzioni nazionali, perché se c’è un</hi><hi >’altra lezione della crisi è che abbiamo capito che tutti</hi><hi > siamo un pezzo dello stesso ingranaggio: che l’Unione Europea</hi><hi > non è solo Bruxelles ma sono anche i parlamenti nazionali,</hi><hi > i governi nazionali, addirittura le regioni, così importanti nella vita</hi><hi > dei nostri paesi. Tutti devono sentirsi parte di questo processo</hi><hi > e noi vogliamo farlo con loro e vogliamo che questa</hi><hi > Conferenza tra un anno, senza tabù, discuta di noi stessi</hi><hi > e ci dia delle soluzioni concrete, pratiche, pragmatiche, per migliorarci.</hi><hi > Il parlamento intende, ovviamente, svolgere il suo ruolo in questa</hi><hi > Conferenza come rappresentante dei cittadini, i nostri 705 deputati sentono</hi><hi > la responsabilità nel rendere questo esercizio un successo raggiungendo i</hi><hi > cittadini, gli elettori che hanno riposto la loro fiducia in</hi><hi > questa istituzione, che hanno sconfitto le tentazioni un anno e</hi><hi > mezzo fa, alle lezioni, di disgregare l’Unione Europea e</hi><hi > di vincere sapendo che una politica comune, una politica europea,</hi><hi > uno spirito di solidarietà tra noi può consentirci di superare</hi><hi > tante difficoltà. Per il Parlamento la conferenza deve arrivare alla</hi><hi > fine di questo esercizio, come dicevo, con proposte concrete, basate</hi><hi > sulle raccomandazioni dei cittadini, sui dibattiti dell’assemblea plenaria e</hi><hi > soprattutto che siano seguite da azioni. Questa visione del nostro</hi><hi > processo europeo sarà la bussola che deve guidare il nostro</hi><hi > lavoro nel decennio a venire e firmando la dichiarazione congiunta</hi><hi > le nostre istituzioni si sono impegnate in questo processo. Senza</hi><hi > pregiudicare i risultati, la Conferenza sarà un luogo di discussione</hi><hi > in cui dovremo inevitabilmente affrontare la questione della salute, ha</hi><hi > detto bene il Presidente Macron, come il Parlamento ha già</hi><hi > indicato. Potremo uscire dalla pandemia senza una politica europea sulla</hi><hi > salute umana? Sarebbe una sconfitta e sarebbe esporci ad altre</hi><hi > crisi e nuove difficoltà. Siamo all’indomani del vertice di</hi><hi > Porto e credo che anche la dimensione sociale sarà al</hi><hi > centro dei dibattiti della conferenza. Alla fine di questa pandemia,</hi><hi > la solidarietà europea sarà più che mai necessaria per affrontare</hi><hi > insieme le conseguenze sociali, economiche, della crisi. Non commettiamo, cari</hi><hi > amici, gli errori del passato. Senza coesione sociale rafforzata, l</hi><hi >’identità delle nostre società e l’essenza delle nostre democrazie</hi><hi > sarebbero minacciate. Sono convinto anche che sia giunto il momento</hi><hi > di riflettere sulla funzione, sull’identità dell’istituzione parlamentare. Come</hi><hi > ho detto prima, i nostri sistemi democratici devono costantemente adattarsi</hi><hi > alle situazioni, al contesto in cui noi viviamo, perché la</hi><hi > democrazia si costruisce ogni giorno, però sappiamo anche che la</hi><hi > democrazia è un sistema fragile. E ricordo a tutti quel</hi><hi > momento all’inizio di questo anno in cui tutti noi</hi><hi > eravamo rivolti a Washington, dove si cercava di colpire l</hi><hi >’istituzione democratica del congresso americano, il Parlamento come garante dei</hi><hi > valori democratici nel processo decisionale europeo. Merita particolare attenzione questa</hi><hi > riflessione. La nostra istituzione gode di una legittimazione democratica diretta</hi><hi > con i suoi 705 deputati che rappresentano il pluralismo che</hi><hi > esiste nelle nostre democrazie, nella nostra vita democratica europea. Credo</hi><hi > quindi che dovremo riflettere su come rafforzare la capacità, la</hi><hi > centralità del Parlamento, in particolare per quanto riguarda il suo</hi><hi > potere di iniziativa. Come ogni parlamento nazionale, il diritto di</hi><hi > iniziativa dovrebbe essere effettivamente conferito al Parlamento Europeo affinché la</hi><hi > nostra istituzione possa fare proposte alla Commissione, al Consiglio, e</hi><hi > non solo essere i destinatari delle proposte. Questo contribuirebbe a</hi><hi > dare maggiore capacità alla nostra democrazia. Dovremo anche aumentare la</hi><hi > trasparenza delle elezioni e permettere ai cittadini di indicare le</hi><hi > loro preferenze per la presidenza della Commissione. Spero che la</hi><hi > Conferenza affronti anche la questione dello </hi><hi rend="italic" >Spitzenkandidat</hi><hi >, del candidato </hi><hi >leader, perché sono convinto che questo contribuirà alla necessità dei </hi><hi >cittadini di essere più coinvolti. Allo stesso modo le questioni</hi><hi > dell’unanimità, come dicevo prima, nel Consiglio dovrà essere assolutamente</hi><hi > affrontato. Vediamo che nel mondo vi sono attori geo-politici che</hi><hi > ci attaccano, che approfittano delle nostre divisioni, che vogliono indebolirci.</hi><hi > Questo contribuisce a un grado di sfiducia che dobbiamo combattere,</hi><hi > perché la democrazia che non risponde con rapidità, è una</hi><hi > democrazia che si presta ad essere colpita facilmente. Tante riflessioni,</hi><hi > tante proposte, ogni istituzione metta al centro le proprie priorità.</hi><hi > I cittadini ci aiutino a capire lo spirito di questo</hi><hi > tempo che chiede più Europa. Se tutte queste riflessioni e</hi><hi > quelle con le cittadine, i cittadini, i nostri giovani, dovranno</hi><hi > implicare anche un aggiornamento dei nostri trattati, chiedo a tutti</hi><hi > di essere generosi, coraggiosi. Non dobbiamo avere paura, non dobbiamo</hi><hi > avere tabù e in questo processo continuiamo a discutere per</hi><hi > favorire le risposte che le nostre società attendono da noi.</hi><hi > Sono personalmente convinto che la consapevolezza della nostra unità e</hi><hi > di un destino comune sia condivisa dalla maggioranza dei cittadini,</hi><hi > oggi più di ieri, perché tanti si sono resi conto</hi><hi > che senza l’iniziativa dell’Europa, senza una politica europea,</hi><hi > tutti i nostri paesi e le nostre comunità e i</hi><hi > nostri cittadini sarebbero più fragili. Facciamo insieme un’Europa più</hi><hi > forte, più resistente, più democratica, più unita</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2" ><hi xml:id="footnote-000-backlink"><ref target="_05.html#footnote-000">1</ref></hi></hi><hi >.</hi></p><p rend="text ParaOverride-1" ><hi >Strasburgo, 9 </hi><hi >maggio 2021</hi></p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="_05.html#footnote-000-backlink">1</ref></hi>	<hi >Transcrição do vídeo</hi><hi > em língua italiana disponível online: &lt;</hi><ref target="https://multimedia.europarl.europa.eu/pt/video/conference-on-the-future-of-europe-inaugural-event-statement-by-david-sassoli-ep-president_I205247"><hi >https://multimedia.europarl.europa.eu/pt/video/conference-on-the-future-of-europe-inaugural-event-statement-by-david-sassoli-ep-president_I205247</hi></ref><hi >&gt; (08/22).</hi></p><p rend="h1_chapter" ><hi >Um símbolo bem presente</hi></p><p rend="h1_author" >Guilherme d’Oliveira Martins</p><p rend="text" >David Sassoli tornou-se, com inteira justiça, símbolo de uma União Europeia mais ativa e mobilizadora. Valores, culturas e memórias constituem a base de uma Europa que deve caracterizar-se pela “Unidade na Diversidade”, resistindo à fragmentação dos egoísmos e da intolerância. Com uma história plena de acontecimentos, contradições, mas com raízes comuns a Europa continua em construção. Fora da lógica das identidades fechadas, devemos construir realidades abertas, diversas e complexas, que não excluam ninguém. O património cultural europeu liga gerações, suscita complementaridades, cruza influências e assenta na evolução histórica de encontros e desencontros – abrindo caminhos de diálogo e de cooperação entre comunidades, mas também com outras culturas do mundo. Trata-se de pontes entre o passado e o futuro, num processo contínuo de criatividade e inovação, que assenta as suas raízes na evolução histórica e suplanta-a em nome de uma cidadania ativa e responsável, do desenvolvimento sustentável e de uma sólida coesão social.</p><p rend="text" >Nos 74 anos da Declaração Universal dos Direitos Humanos, importa reconhecer o Património Cultural como uma prioridade, suscetível de criar elos duráveis entre as dimensões local, regional, nacional e europeia; de preservar e transmitir o que é insubstituível; de investir na regeneração do Património material e imaterial com qualidade; de promover o melhor conhecimento, a compreensão aprofundada e de aproveitar a oportunidade que o momento atual nos reserva. A sociedade no seu todo e o desenvolvimento humano estão em causa. Só um ambicioso método de ação pode ter resultados efetivos. Ligue-se o investimento na cultura, educação e ciência com os objetivos de coesão social e de desenvolvimento regional, envolvendo cidades, campos, litoral, meio ambiente, turismo, sustentabilidade, mudança climática, investigação e inovação, política digital. Estamos a referir a obrigação de maior responsabilidade da Europa e de coerência com a Convenção de Faro do Conselho da Europa sobre o valor do Património Cultural e com a Agenda das Nações Unidas para o Desenvolvimento Sustentável. No âmbito do patriotismo constitucional europeu de uma democracia supranacional, as instituições europeias deverão reconhecer a aprendizagem, a ciência e o património cultural como prioridades estratégicas, que contribuirão para o urgente investimento no capital humano e cultural e na promoção dos valores universais europeus.</p><p rend="text" >A homenagem a David Sassoli, cidadão europeu de referência, leva-nos a reconhecer a Europa como um fator crucial de desenvolvimento humano, sobretudo num tempo em que a guerra e a crise económica nos obrigam a cultivar a cultura de paz e a garantir que a subsidiariedade se realize através do primado da pessoa humana e da sua dignidade.</p><p rend="h1_chapter" >David Sassoli: extratos de uma vida</p><p rend="h1_author" >Sandra Teixeira de Faria, María Colom Jiménez</p><p><graphic url="_05-web-resources/image/DAVID_SASSOLI_Sandra_Teixeira_de_Faria_e_María_Colom_Jiménez.jpg" rend="img _idGenObjectAttribute-1" mimeType="image/jpeg"/></p>


    </body>
  </text>
</TEI>