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      <titleStmt>
        <title type="main" level="a">Primi appunti sulla tradizione del Filostrato: strategie d’approccio e questioni di metodo</title>
        <author>
          <persName n="1">
            <forename>Raffaele</forename>
            <surname>Vitolo</surname>
            <placeName type="affiliation">University of Pavia, Italy</placeName>
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        </author>
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          <resp>This is a section of <title>Intorno a Boccaccio/Boccaccio e dintorni 2021</title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/978-88-5518-668-1</idno>) by </resp>
          <name>Monica Berté</name>
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      <publicationStmt>
        <publisher>Firenze University Press</publisher>
        <pubPlace>Firenze</pubPlace>
        <date when="2022">2022</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/978-88-5518-668-1.04</idno>
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          <p>Available for academic research purposes</p>
          <p>Open Access</p>
          <p>Copyright Author(s)</p>
          <licence source="text" target="https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/legalcode">
            <p>Content licence CC BY 4.0</p>
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            <p>Metadata licence CC0 1.0</p>
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        <p>This is original content, published for academic research purposes</p>
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          <desc>Digital edition XML powered by Booksflow</desc>
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      <abstract xml:lang="en">
        <p>The study here discussed presents the tradition of the Filostrato and the editorial history of the text. The criteria for the ecdotic analysis of the manuscrupts are also shown in the perspective of a future critical edition. The varia lectio is then exemplified by presenting some loci.</p>
      </abstract>
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          <list>
            <item>Philology</item>
            <item>Boccaccio</item>
            <item>Filostrato</item>
            <item>Critical edition</item>
            <item>Recensio</item>
          </list>
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      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/978-88-5518-668-1.04<ref target="https://doi.org/10.36253/978-88-5518-668-1.04" /></p>




<p rend="h1_chapter" >Primi appunti sulla tradizione del <hi rend="italic">Filostrato</hi>: <lb/>strategie d’approccio e questioni di metodo</p><p rend="h1_author" >Raffaele Vitolo</p><p rend="text" >Tra le opere boccacciane che necessitano di una revisione filologica del testo spicca senza dubbio il caso del <hi rend="italic">Filostrato</hi>: l’edizione critica del poemetto allo stato attuale degli studi, infatti, «deve considerarsi un problema irrisolto»<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-047-backlink"><ref target="06.html#footnote-047">1</ref></hi></hi>. In questo intervento, dunque, intendo illustrare le premesse teoriche e le scelte metodologiche di un lavoro ecdotico che sto portando avanti sulla tradizione, in vista della futura edizione critica.</p><p rend="text" >Prima di addentrarci in questioni filologiche sarà utile fornire al lettore alcuni dati storico-letterari intorno all’opera, visto che verranno richiamati in sede di discussione ecdotica. Il <hi rend="italic">Filostrato</hi> è un poema in 713 ottave, di ispirazione lirico-elegiaca, articolato in 9 parti. I versi sono accompagnati in apertura da un prologo epistolare in prosa e sono scanditi da una serie rubriche, che introducono di volta in volta non solo le stesse parti, ma anche gli episodi di gruppi di ottave; tali paratesti si trovano, inoltre, in alcuni codici, anche alla fine delle parti stesse. Il romanzo racconta l’infelice storia d’amore tra il principe troiano Troiolo e la vedova Criseida, figlia dell’indovino Calcàs.</p><p rend="text" >L’opera, che rielabora dunque la <hi rend="italic">matière de Rome </hi>di ambientazione troiana, pone una serie di interrogativi di natura interpretativa che, allo stato attuale degli studi, non hanno ricevuto risposte univoche e condivise: si è a lungo dibattuto se il <hi rend="italic">Filostrato</hi> sia stato il primo testo letterario a presentare la forma metrica dell’ottava narrativa; non è ben chiara la collocazione dell’opera nel sistema dei generi trecentesco né, quindi, la fisionomia dei rapporti che intesse con il mondo della topica e della filosofia erotica bassomedievale; risulta ancora in costruzione il perimetro delle fonti del poemetto e, infine, non si hanno certezze in merito alla data della sua composizione<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-046-backlink"><ref target="06.html#footnote-046">2</ref></hi></hi>. In questo contesto, la mancanza di un’edizione critica propriamente detta risulta, dunque, un’ipoteca tanto più gravosa per gli studi boccacciani, se si considera che la mancanza di un testo affidabile aumenta rende più difficoltoso affrontare gli snodi ermeneutici e i problemi interpretativi posti dall’opera.</p><p rend="text" >Nel panorama dei testi volgari boccacciani, la tradizione del <hi rend="italic">Filostrato</hi> è tra le più numerose. Il censimento del testimoniale conta, infatti, 80 manoscritti e 6 stampe antiche, tra cui due incunaboli non <hi rend="italic">descripti</hi><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-045-backlink"><ref target="06.html#footnote-045">3</ref></hi></hi><hi rend="italic">.</hi> La tradizione extravagante, come ha evidenziato Silvia Litterio, interessa sia gruppi di ottave che singole stanze e comprende 3 stampe e 5 manoscritti, due dei quali sono testimoni integrali dell’opera<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-044-backlink"><ref target="06.html#footnote-044">4</ref></hi></hi>. I codici irreperibili, invece, sono almento 26<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-043-backlink"><ref target="06.html#footnote-043">5</ref></hi></hi>. Si riporta di seguito un quadro completo della tradizione organica<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-042-backlink"><ref target="06.html#footnote-042">6</ref></hi></hi>:</p><table rend="Nessuno-stile-tabella" xml:id="table001">
				<!--<colgroup>-->
					<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-1">--><!--</col>-->
					<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-2">--><!--</col>-->
					<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-3">--><!--</col>-->
				<!--</colgroup>-->
				
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line CellOverride-1">
							<p rend="table" >A</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line CellOverride-1">
							<p rend="table" >Milano, Biblioteca Ambrosiana</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line CellOverride-1">
							<p rend="table ParaOverride-1" >H.111 inf.</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >A<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Milano, Biblioteca Ambrosiana</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >L.38 suss.</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >A<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">2</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Milano, Biblioteca Ambrosiana</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >D.82 inf.</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Al</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" ><hi >Altona (Hamburg), Lehrerbibliothek des Gymnasiums Christianeum</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >R. 7<hi rend="superscript CharOverride-1">1</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Am</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" ><hi >Hamburg, Staats- und Universitätsbibliothek</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >In scrin. 47<hi rend="superscript CharOverride-1">b</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >B</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Kraków, Biblioteka Jagiellońska</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Berl. ms. It. Quart. 16</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >B<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Staatsbibliothek zu Berlin – Preußischer Kulturbesitz</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >It. Fol. 140</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >B<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">2</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Staatsbibliothek zu Berlin – Preußischer Kulturbesitz</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Hamilton 93</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Bl</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" ><hi >Bloomington, Lilly Library at Indiana University</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Pool. 11</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Bn</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Bologna, Biblioteca Universitaria</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >1852</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Du</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Dublin, Library of Trinity College</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >957</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >E</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Modena, Biblioteca Estense Universitaria</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >It. 1646 (alfa.E.5.24)</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >E<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Modena, Biblioteca Estense Universitaria</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Camp. App. 86</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Ed</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" ><hi >Edinburgh, National Library of Scotland</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Adv. Mss. 19.2.4</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >F</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Firenze, Biblioteca nazionale centrale</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Naz. II. II. 36</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Firenze, Biblioteca nazionale centrale</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Naz. II. II. 37</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">2</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Firenze, Biblioteca nazionale centrale</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Naz. II. II. 38</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">3</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Firenze, Biblioteca nazionale centrale</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Naz. II. II. 64</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">4</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Firenze, Biblioteca nazionale centrale</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Naz. II. II. 90</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">5</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Firenze, Biblioteca nazionale centrale</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Magl. VII. 680</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">6</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Firenze, Biblioteca nazionale centrale</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Nuov. Acc. 336</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">7</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Firenze, Biblioteca nazionale centrale</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Palat. 354</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">8</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Firenze, Biblioteca nazionale centrale</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Palat. 355</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">9</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Firenze, Biblioteca nazionale centrale</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Palat. 356</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">10</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Firenze, Biblioteca nazionale centrale</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Palat. 357</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">11</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Firenze, Biblioteca nazionale centrale</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Palat. 358</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">12</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Firenze, Biblioteca nazionale centrale</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Panc. 16</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">13</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Firenze, Biblioteca nazionale centrale</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Panc. 17</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >FA</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Firenze, Archivio di Stato</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Gian. 53</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >FM</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Firenze, Biblioteca Marucelliana</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >C. 155</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Fo</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Foligno, Biblioteca Ludovico Jacobilli</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >25</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >FR</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Firenze, Biblioteca Riccardiana</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >1026</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >FR<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Firenze, Biblioteca Riccardiana</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >1063</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >FR<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">2</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Firenze, Biblioteca Riccardiana</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >1064</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >FR<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">3</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Firenze, Biblioteca Riccardiana</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >1067</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >FR<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">4</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Firenze, Biblioteca Riccardiana</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >1086</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >FR<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">5</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Firenze, Biblioteca Riccardiana</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >1111</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >FR<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">6</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Firenze, Biblioteca Riccardiana</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >1152</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >FR<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">7</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Firenze, Biblioteca Riccardiana</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >2998</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >FR<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">8</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Firenze, Biblioteca Riccardiana</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >2763</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >FR<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">9</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Firenze, Biblioteca Riccardiana</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >2997</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >L</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Plut. 41. 27</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Plut. 41. 28</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">2</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Plut. 41. 29</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">3</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Plut. 42. 28</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">4</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Plut. 89 inf. 44</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">5</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Plut. 90 sup. 95</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">6</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Plut. 90 sup. 96</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">7</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Ashb. 1524</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">8</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Med. Palat. 104</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">9</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Med. Palat. 105</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Lo</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >London, British Library</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Add. 21246</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Lu</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Lucca, Biblioteca Statale</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >1295</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Ma</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Madrid, Biblioteca Nacional de España</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Vitr. 16.3</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Ma<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Madrid, Biblioteca Nacional de España</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >10080</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Mr</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Monreale, Biblioteca comunale Santa Maria La Nuova</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >XXV. F. 9</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >N</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >XIII. D. 28</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >N<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Napoli, Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >XIV. E. 6</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-5">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Nh</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" ><hi >New Haven (Yale), Beinecke Rare Book and Manuscript Library at Yale University</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" ><hi >222</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-5">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Nh<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" ><hi >New Haven (Yale), Beinecke Rare Book and Manuscript Library at Yale University</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" ><hi >1137</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Ny</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" ><hi >New York, Pierpont Morgan Library &amp; Museum</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >M. 371</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >O</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Oxford, Bodleian Library</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Can. It. 39</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >O<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Oxford, Bodleian Library</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Holk. c. 2</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >P</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Parigi, Bibliothèque nationale de France</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >It. 485</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >P<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Parigi, Bibliothèque nationale de France</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >It. 486</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >P<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">2</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Parigi, Bibliothèque nationale de France</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >It. 492</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Pe</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Perugia, Biblioteca comunale Augusta</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >C. 43</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Pm</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Parma, Biblioteca Palatina</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Pal. 55</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >RN</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Roma, Biblioteca nazionale centrale</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Vittorio Emanuele 63</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Si</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Siena, Biblioteca comunale degli Intronati</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >I. VII. 15</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Vb</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Barb. Lat. 4013</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Vbo</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Borg. Lat. 384</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Vc<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">(1-2)</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Cappon. 135</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Vch</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Chig. L. VI. 225</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Vi</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Vicenza, Biblioteca civica Bertoliniana</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >117</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Vl</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Vat. Lat. 10656</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Vo</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >Ott. Lat. 2874</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Vz</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Venezia, Biblioteca nazionale Marciana</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >It. Z. 71</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >VzF</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >Venezia, Biblioteca della Fondazione Giorgio Cini</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" >F. G. C. BR 2</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella down_line">
							<p rend="table" >We</p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella down_line">
							<p rend="table" ><hi >Wellesley, Margaret Clapp Library at Wellesley College</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella down_line">
							<p rend="table ParaOverride-1" ><hi >Plim. 101</hi></p>
						</cell>
					</row>
				
			</table><p rend="text" >Ai manoscritti vanno aggiunte poi le due stampe non <hi rend="italic">descriptae</hi>, cioè la <hi rend="italic">princeps</hi> veneziana del 1481 ca. per Luca di Domenico<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-041-backlink"><ref target="06.html#footnote-041">7</ref></hi></hi> e la stampa bolognese del 1498 per i torchi di Caligola Bazalieri<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-040-backlink"><ref target="06.html#footnote-040">8</ref></hi></hi>, che siglo rispettivamente S<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi> e S<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">2</hi>.</p><p rend="text" >Veniamo ora alla situazione editoriale<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-039-backlink"><ref target="06.html#footnote-039">9</ref></hi></hi>. I primi tentativi di edizione moderna del testo, ad opera di Luigi Baroni, Ignazio Moutier e Paolo Savj-Lopez<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-038-backlink"><ref target="06.html#footnote-038">10</ref></hi></hi>, furono superati dall’edizione di Vincenzo Pernicone, che pubblicava un testo critico senza apparato: la <hi rend="italic">Nota</hi> filologica veniva completata da un articolo in rivista, che ampliava la documentazione sul piano codicologico ed ecdotico<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-037-backlink"><ref target="06.html#footnote-037">11</ref></hi></hi>. Nel complesso il filologo esaminò 7 stampe e 49 dei manoscritti sui 53 da lui stesso censiti<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-036-backlink"><ref target="06.html#footnote-036">12</ref></hi></hi>.</p><p rend="text" >Pernicone non operava una distinzione tra errori e varianti e, a seguito di quelle che appaiono come collazioni non integrali<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-035-backlink"><ref target="06.html#footnote-035">13</ref></hi></hi>, tracciava uno stemma senza archetipo, articolato in tre «aggruppamenti» (α, β e γ) e diversi gruppi (<hi rend="italic">m</hi>, <hi rend="italic">x</hi>, <hi rend="italic">b</hi> e <hi rend="italic">a</hi>)<hi rend="italic"> </hi>e sottogruppi (<hi rend="italic">r</hi> e <hi rend="italic">k</hi>), in cui non identificava alcun <hi rend="italic">descriptus</hi> e da cui staccava i testimoni che mostravano tracce di contaminazione. Il testo critico, nonostante la dichiarazione del rispetto del criterio della maggioranza, non era conseguenza diretta dell’utilizzo dello stemma, ma si basava sostanzialmente su F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">4</hi>, con il controllo su FR<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">2</hi>, specie per le rubriche, e risultava talvolta contaminato con altri testimoni anche per opzioni minoritarie dal punto di vista stemmatico<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-034-backlink"><ref target="06.html#footnote-034">14</ref></hi></hi>. C’è da dire che solo nella tavola delle varianti di γ sono censiti errori veri e propri; l’editore definiva β, infatti, attraverso innovazioni che non permetterebbero di stabilire connessioni sicure tra i codici: la resa costante dei nomi dei protagonisti con le forme <hi rend="italic">Troilo</hi> e <hi rend="italic">Griseida</hi> (α e γ leggono <hi rend="italic">Troiolo </hi>e <hi rend="italic">Criseida</hi>); la presenza di due varianti che, pur inquadrate come lezioni corrette e quindi promosse a testo, vengono impiegare per giustificare l’esistenza dell’«aggruppamento» β (VII 22, 4 «e per quai <hi rend="italic">ree</hi> novelle»<hi rend="italic"> </hi>di β contro «e per quai novelle» di α e γ; VII 85, 6 «con sospir <hi rend="italic">ciò discopria</hi>» contro «con sospir <hi rend="italic">non si scopria</hi>» di α e «con sospir <hi rend="italic">si discopria</hi>» di γ); e la presenza di rubriche più lunghe e complesse in β, attestate però anche in γ<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-033-backlink"><ref target="06.html#footnote-033">15</ref></hi></hi>. Una <hi rend="italic">crux</hi> dell’edizione stava nella mancanza di argomentazioni alla base di α, supposto <hi rend="italic">e contrario</hi>: i testimoni venivano qui raggruppati meramente in quanto non-β e non-γ<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-032-backlink"><ref target="06.html#footnote-032">16</ref></hi></hi>. La ricostruzione perniconiana, quindi, si caratterizzava per un’applicazione non sempre ortodossa del metodo degli errori comuni; l’editore, in particolare, definiva i gruppi anche sulla base di varianti ammissibili, talvolta accolte a testo, e tendeva a non distinguere tra errori e varianti e, ancora, tra monogenesi e poligenesi.</p><p rend="text" >L’edizione, quindi, suscitò le critiche di Gianfranco Contini, che esprimeva forti dubbi sulla ricostruzione perniconiana definendo lo stemma un «semplice grafico del lavoro»<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-031-backlink"><ref target="06.html#footnote-031">17</ref></hi></hi>. Il testo del <hi rend="italic">Filostrato </hi>venne prima recensito<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-030-backlink"><ref target="06.html#footnote-030">18</ref></hi></hi> e poi aggiornato da Vittore Branca per l’edizione mondadoriana: a seguito della collazione di altri 9 codici, operata da Maria Gozzi, il filologo avanzò 56 proposte minime di emendamento al testo<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-029-backlink"><ref target="06.html#footnote-029">19</ref></hi></hi>. Nell’ultimo ventennio, infine, sono apparsi ulteriori contributi filologici che hanno indagato, con collazioni anche complete, sezioni tuttavia minime o, comunque, ridotte della tradizione: la stessa Gozzi ha operato ulteriori collazioni per <hi rend="italic">loci</hi> su un totale 26 testimoni<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-028-backlink"><ref target="06.html#footnote-028">20</ref></hi></hi>. Da ultimo, oltre ad un recente studio di Alice Ducati sui 3 manoscritti che trasmettono il <hi rend="italic">Filostrato</hi> insieme a un volgarizzamento di materia troiana<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-027-backlink"><ref target="06.html#footnote-027">21</ref></hi></hi>, Francesco Colussi ha collazionato integralmente 13 testimoni, 11 dei quali risalenti al sec. XIV, tracciando anche uno stemma parziale della tradizione<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-026-backlink"><ref target="06.html#footnote-026">22</ref></hi></hi>.</p><p rend="text" >Poiché dunque allo stato attuale si dispone di un testo critico senza apparato e di uno stemma certamente da rivedere, si propone di aprire nuove prospettive filologiche sulla tradizione del <hi rend="italic">Filostrato</hi> che conducano al superamento della ancora fondamentale edizione perniconiana, servendosi di strategie ecdotiche applicabili sul piano operativo. Tenuto conto che «nelle tradizioni sovrabbondanti diventa probabilistica anche la <hi rend="italic">recensio</hi>»<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-025-backlink"><ref target="06.html#footnote-025">23</ref></hi></hi>, allora, si propone di realizzare la campionatura dell’intero testimoniale del <hi rend="italic">Filostrato</hi> per un numero consistente di <hi rend="italic">loci selecti </hi>(circa 1500 versi, pari al 26% del totale), ponendo particolare attenzione ai concetti di innovazione stemmaticamente significativa, poligenesi, adiaforia ed eziologia dell’errore per la tradizione in esame<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-024-backlink"><ref target="06.html#footnote-024">24</ref></hi></hi>. I <lb/>luoghi di variazione, quindi, sono stati in primo luogo estratti dagli errori più significativi già individuati e discussi negli studi pregressi, di cui si considerano però i contesti allargati<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-023-backlink"><ref target="06.html#footnote-023">25</ref></hi></hi>. Poiché si è visto necessario attraversare tutti i testimoni per tutta la lunghezza del testo, in modo da schedare <hi rend="italic">in toto</hi> tutte le frequenti omissioni di ottave, che possono coprire la maggioranza della casistica degli errori separativi, in secondo luogo, si è scelto di collazionare almeno un verso per ogni ottava, focalizzandosi, in particolare e quando possibile, su quei segmenti testuali che per difficoltà linguistiche o stilistiche si considerano più esposti al travisamento dei copisti, per la presenza, ad esempio, di parole rare o costruzioni sintattiche articolate. Seguendo questo schema, allora, si eviterà altresì di essere direttamente dipendenti dalle collazioni pregresse e si potranno vagliare le conclusioni degli studi, applicando un metodo diverso. Il testo base non potrà che essere quello di Pernicone, aggiornato da Branca, così come viene riprodotto nella più documentata edizione attualmente disponibile, curata da Surdich<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-022-backlink"><ref target="06.html#footnote-022">26</ref></hi></hi>.</p><p rend="text" >La premessa teorica di tale <hi rend="italic">modus operandi</hi>, com’è noto, si trova <hi rend="italic">in nuce</hi> già nel capitolo 28 della <hi rend="italic">Textkritik </hi>di Paul Maas. Qui la deroga al principio generale che prevede che «nessun testimonio venga eliminato, prima che si sia bene stabilito che esso dipenda esclusivamente da esemplari conservati o ricostruibili senza di esso» è accettata limitatamente a «testi molto estesi, con ricca tradizione» e viene operata «sul fondamento di saggi scelti qua e là (errori particolari che sieno comuni con altri testimoni conservati o ricostruibili)»<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-021-backlink"><ref target="06.html#footnote-021">27</ref></hi></hi>. Per Maas, dunque, in casi estremi è applicabile un metodo, manchevole della «necessaria completezza», che preveda la focalizzazione di un nugolo di <hi rend="italic">loci</hi> in funzione di quella che Sebastiano Timpanaro avrebbe poi definito l’<hi rend="italic">eliminatio codicum inutilium</hi>. Timpanaro, infatti, proponeva di considerare <hi rend="italic">eliminandi</hi>, in quanto intrinsecamente <hi rend="italic">deteriores</hi>, tutti quei testimoni in cui non fossero presenti lezioni significative e di cui però non fosse immediatamente dimostrabile la condizione di <hi rend="italic">descriptus</hi>. Si trattava, dunque, di una posizione che si poneva certo in contrasto con l’antifona pasqualiana di <hi rend="italic">recentiores non deteriores</hi><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-020-backlink"><ref target="06.html#footnote-020">28</ref></hi></hi>, ma che si basava comunque su un dato empirico: all’aumentare della distanza cronologica dall’originale possono aumentare i passaggi di copia. Da tale assunto discende la ben solidificata pratica del taglio delle tradizioni sovrabbondanti ai soli codici più antichi o, per dirla con Contini, del «mettere tra parentesi» i <lb/>codici più recenti<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-019-backlink"><ref target="06.html#footnote-019">29</ref></hi></hi>. Anche Elio Montanari, commentando il passaggio di Maas su citato, ritiene che la «delimitazione su base cronologica del numero dei testimoni da utilizzare, privilegiando ovviamente i più antichi» sia «un compromesso […] preferibile» alla proposta maasiana, anche perché l’analisi degli <hi rend="italic">antiquiores</hi> si presterebbe «ad eventuali successivi ampliamenti del panorama dei testimoni utilizzati»<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-018-backlink"><ref target="06.html#footnote-018">30</ref></hi></hi>.</p><p rend="text" >In questa sede, allora, avendo alle spalle la promettente ma non definitiva analisi ecdotica degli <hi rend="italic">antiquiores</hi> del <hi rend="italic">Filostrato</hi>, pari al 16% del testimoniale, avremmo davanti potenzialmente due strade: da un lato la collazione completa di un gruppo di codici scelti arbitrariamente, dall’altro uno studio integrale della tradizione operato per <hi rend="italic">loci</hi> selezionati con criterio. Si propende per questa seconda opzione per due motivi: da un lato perché nella tradizione in esame lo iato cronologico tra gli 11 testimoni tardo-trecenteschi e i quattrocenteschi è di pochi decenni<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-017-backlink"><ref target="06.html#footnote-017">31</ref></hi></hi>, dall’altro perché appare fondamentale superare il carattere rapsodico degli studi, provando a fornire una visione d’insieme della tradizione, ben consci che «la vera <hi rend="italic">recensio</hi>, intesa storicamente, comprende di necessità tutta la tradizione, nel suo momento caratterizzante e nel suo momento caratterizzato, perché è tradizione unica»<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-016-backlink"><ref target="06.html#footnote-016">32</ref></hi></hi>. Se sul piano più propriamente ecdotico un obiettivo sarebbe quindi quello di verificare l’eventuale presenza di <hi rend="italic">recentiores</hi> portatori di tradizione, il risvolto più interessante di tale approccio, a fronte di un testo perfettibile ma già leggibile, sarebbe quello di inquadrare e ricostruire nell’insieme la storia della tradizione del poema, provando anche a perimetrare, ad esempio, la presenza di varianti d’autore<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-015-backlink"><ref target="06.html#footnote-015">33</ref></hi></hi> e l’incidenza della contaminazione<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-014-backlink"><ref target="06.html#footnote-014">34</ref></hi></hi>. L’obiettivo principale sarebbe quindi riaprire il cantiere dell’edizione critica del <hi rend="italic">Filostrato</hi>, provando a ricostruire il testo con il metodo degli errori comuni e fornendo in apparato tutta la documentazione necessaria.</p><p rend="text" >Le considerazioni che si faranno di seguito sono il frutto dell’esperienza del primo lavoro di collazione su un gruppo di 27 codici, pari cioè ad un terzo della tradizione manoscritta<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-013-backlink"><ref target="06.html#footnote-013">35</ref></hi></hi>. Trattandosi di uno spoglio parziale, mi limiterò a presentare riflessioni su una piccola scelta di <hi rend="italic">loci</hi> per esemplificare le modalità di <lb/>articolazione della <hi rend="italic">varia lectio</hi> e i problemi ecdotici ad essa collegati, senza entrare in questioni di natura stemmatica: quanto ora prospetterei, infatti, rischierebbe di dover essere sottoposto a revisione con l’avanzare del lavoro, una volta avuti a disposizione dati di collazione più corposi.</p><p rend="text" >In primo luogo, per evitare quanto più possibile il ‘rumore di fondo’ della poligenesi, si sono identificate delle categorie di errore che si ritiene possano avere una maggiore probabilità di essere monogenetiche e quindi congiuntive, nell’ordine: infrazioni alla logica, al senso, alla lingua e alla metrica; aberrazioni lessicali; omissioni o aggiunte di parole; errori di ripetizione o anticipazione. Non sono da trascurare poi le omissioni e le interpolazioni di ottave, versi o gruppi di versi<hi rend="notes_number CharOverride-1"><hi xml:id="footnote-012-backlink"><ref target="06.html#footnote-012">36</ref></hi></hi>.</p><p rend="text" >Tra gli esempi di possibili errori rintracciati nella tradizione e proposti di seguito, VIII 6, VII 63, e VIII 24 venivano già analizzati da altri studiosi, mentre V 32, IV 162, e V 48 vengono individuati qui per la prima volta. Un primo caso interessante di errore si trova nell’ottava che descrive la presa di coscienza del tradimento di Criseida da parte di Troiolo (VIII 6):</p><p rend="quotation_b" >E ben conobbe che novello amore</p><p rend="quotation_b" >era cagion di tante e tai bugie,</p><p rend="quotation_b" >seco affermando che giammai <hi rend="italic">nel core</hi></p><p rend="quotation_b" >né paterne lusinghe mai, né pie</p><p rend="quotation_b" >carezze <hi rend="italic">avuto avrien tanto valore</hi>;</p><p rend="quotation_b" >né gli era luogo a veder per quai vie</p><p rend="quotation_b" >più s’accertasse di ciò che mostrato</p><p rend="quotation_b" >già gli avea il suo sogno sventurato<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-011-backlink"><ref target="06.html#footnote-011">37</ref></hi></hi>.</p><p rend="text" >Al v. 3 i testimoni Am, B e L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">3</hi>, leggendo <hi rend="italic">dolore</hi> invece che <hi rend="italic">nel core</hi>, introducono un errore linguistico, che causa una irricevibile duplicazione dell’oggetto diretto, retto da <hi rend="italic">avuto avrien</hi> (<hi rend="italic">tanto valore</hi> al v. 5): la lezione <hi rend="italic">dolore</hi> resta così sciolta da qualunque legame sul piano sintattico. È probabile che l’errore abbia una base paleografica e che derivi da una cattiva lettura della lezione <hi rend="italic">nel core</hi>, che i testimoni Al, F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">2</hi>, Fo, L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi>, L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">2</hi>, L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">4</hi>, Nh, Nh<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi>, P e P<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">2</hi> rendono come <hi rend="italic">del core</hi> (Vch, invece, ha <hi rend="italic">dal cuore</hi>), secondo la trafila variantistica <hi rend="italic">nel core</hi> &gt; <hi rend="italic">del core</hi> &gt; <hi rend="italic">dolore</hi>. Per Colussi la lezione <hi rend="italic">nel core</hi> è preferibile a <hi rend="italic">del core</hi> per ragioni stilistiche<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-010-backlink"><ref target="06.html#footnote-010">38</ref></hi></hi>.</p><p rend="text" >A VII 63, in una delle lettere che Troiolo invia a Criseida, il giovane troiano scrive:</p><p rend="quotation_b" >Li fior <hi rend="italic">dipinti</hi> e la novella erbetta,</p><p rend="quotation_b" >che’ <hi rend="italic">prati</hi> fan di ben mille colori,</p><p rend="quotation_b" >non posson trarre a sé l’ama ristretta,</p><p rend="quotation_b" >donna, per te, negli amorosi ardori;</p><p rend="quotation_b" >sol quella parte del ciel mi diletta,</p><p rend="quotation_b" >sotto la qual or credo che dimori,</p><p rend="quotation_b" >quella riguardo, e dico: «Quella vede</p><p rend="quotation_b" >ora colei da cui spero mercede».</p><p rend="text" >Al v. 1 i testimoni Am, B<hi rend="superscript CharOverride-1">2</hi>, Fo, L<hi rend="superscript CharOverride-1">2</hi>, L<hi rend="superscript CharOverride-1">3</hi>, L<hi rend="superscript CharOverride-1">4</hi>, Ma, Nh, Nh<hi rend="superscript CharOverride-1">1</hi>, P<hi rend="superscript CharOverride-1">2</hi> e Vc<hi rend="superscript CharOverride-1">2</hi> sono accomunati da un errore: attestano infatti la lezione <hi rend="italic">de’ prati</hi> (<hi rend="italic">e’ prati</hi> in Nh e Nh<hi rend="superscript CharOverride-1">1</hi>), che è spiegabile come anticipo del vocabolo <hi rend="italic">prati</hi> al verso successivo, come documenta la maggioranza dei codici. Am e P<hi rend="superscript CharOverride-1">2</hi>, plausibilmente per evitare la ridondanza, presentano l’innovazione sinonimica <hi rend="italic">che’ prati</hi> &gt; <hi rend="italic">che’ campi</hi>; mentre Fo reca la singolare <hi rend="italic">alla quale e’</hi>. Per Pernicone, Contini e Colussi <hi rend="italic">de’ prati</hi> è un errore certo<hi rend="notes_number CharOverride-1"><hi xml:id="footnote-009-backlink"><ref target="06.html#footnote-009">39</ref></hi></hi>.</p><p rend="text" >Cercando di confortare Troiolo in merito ad un nefasto sogno premonitore, a V 32, 5-8 Pandaro dice:</p><p rend="quotation_b" >solo Iddio sa il ver di quel che fia,</p><p rend="quotation_b" ><hi rend="italic">ed i sogni e gli auguri</hi> a che le genti</p><p rend="quotation_b" >stolte riguardan, non montano un moco,</p><p rend="quotation_b" >né al futuro fanno assai o poco.</p><p rend="text" >Il sintagma al v. 6 <hi rend="italic">ed i sogni e gli auguri</hi> è caratterizzato da una serie di innovazioni. Oltre a varianti isolate di tipo fono-morfologico (Fo ha <hi rend="italic">ai sogni alli auguri</hi>) e lessicale (Vc<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">2</hi> ha <hi rend="italic">e l’insoni e gli auguri</hi>;<hi rend="italic"> </hi>Vl ha <hi rend="italic">i sogni e le paure</hi>), si registra l’attestazione della lezione <hi rend="italic">altri</hi> in luogo di <hi rend="italic">auguri</hi> (‘auspici’) in Ma<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi>, Nh, Nh<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi> e P<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">2</hi>, la quale elimina l’endiadi e non restituisce senso; in particolare, Ma<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi> reca la lezione ipermetra <hi rend="italic">ancora li sogni cogli altri</hi>; Nh e P<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">2</hi> hanno <hi rend="italic">ancora e sogni e li altri</hi> e Nh<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi> legge <hi rend="italic">gli sogni e l’altri</hi>. Le lezioni dei testimoni L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">2 </hi>(<hi rend="italic">i songni e gli altri aguri</hi>) e L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">4</hi> (<hi rend="italic">gli sogni e·ll</hi><hi rend="italic">’altre chose</hi>), invece, presentando l’occorrenza della forma aggettivale <hi rend="italic">altri</hi> insieme con un sostantivo, sono accettabili.</p><p rend="text" >All’atto della separazione Troiolo e Criseida si scambiano accorate promesse d’amore, in particolare, a IV 162, 5-8 la donna conclude:</p><p rend="quotation_b" >[…] io m’ucciderei sì come insana,</p><p rend="quotation_b" >dolendomi di te ch’oltre al dovere</p><p rend="quotation_b" >mi lasceresti per altra, che sai</p><p rend="quotation_b" >che t’amo <hi rend="italic">più ch’uom donna amasse mai</hi>.</p><p rend="text" >Al v. 8 i testimoni L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">2</hi>, Nh e P omettono il verbo <hi rend="italic">amasse</hi>; L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">2</hi> e Nh leggono <hi rend="italic">più ch’uom donna già mai</hi>, mentre P ha <hi rend="italic">piò che huom da donna mai</hi>: in questa forma però nei tre codici la misura prosodica dell’endecasillabo può essere ristabilita solo ammettendo delle dieresi eccezionali su <hi rend="italic">più</hi> e <hi rend="italic">mai</hi>, o su <hi rend="italic">già</hi> nel caso di L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">2</hi> e Nh.</p><p rend="text" >In subordine, solo in assenza di dati più probanti o per corroborare la classificazione, verranno prese in considerazione costellazioni di varianti adiafore, secondarie e ammissibili, che risultino però caratterizzare i raggruppamenti. Se è vero che «ogni opera implica un diverso e tipico problema»<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-008-backlink"><ref target="06.html#footnote-008">40</ref></hi></hi>, per quanto concerne le opere in ottave di Boccaccio, marcate da un indiscutibile tasso di autorialità, emerge infatti uno schema ricorrente: l’intelaiatura metrica della strofa imbriglia la proliferazione degli errori, specie per i piani più alti degli alberi genealogici. Per il <hi rend="italic">Teseida</hi>, ad esempio, Salvatore Battaglia basava la bipartizione dello stemma in due subarchetipi anche sulla base di «varianti tipiche»; mentre per il <hi rend="italic">Ninfale fiesolano</hi> Armando Balduino identificava un centinaio di lezioni adiafore, ripartite uniformemente lungo lo sviluppo dell’opera, che talvolta potevano far «assumere al testo una diversa coloritura stilistica» e che venivano assunte come errori separativi<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-007-backlink"><ref target="06.html#footnote-007">41</ref></hi></hi>. Questa tipologia di lezioni però non può essere registrata in maniera inerziale e nella sua interezza, ma solo se si ritiene che almeno un elemento della catena variantistica possa essere scartato in ragione di un chiaro esito banalizzante o in funzione dell’<hi rend="italic">usus </hi>boccacciano o attraverso l’individuazione di un suo modello (<hi rend="italic">loci paralleli</hi>), cioè se si possa escludere di trovarsi di fronte a tracce di rielaborazioni autoriali: in caso contrario, le lezioni vanno tutte ritenute varianti stemmaticamente equipollenti e non possono essere impiegate per costruire lo stemma. A differenza di quanto operato da Balduino, tuttavia, l’innovazione postulata incompatibile con Boccaccio può avere, a rigore, la sola conformazione di errore congiuntivo ma non separativo, dal momento che va assunto, altresì, che la lezione considerata d’autore sia un’eredità dell’originale.</p><p rend="text" >Un esempio si trova nell’ottava V 48, allorché si racconta dell’allontanamento di Troiolo e Pandaro dalla casa di Sarpidone:</p><p rend="quotation_b" >Come che Troiol contra voglia stesse,</p><p rend="quotation_b" >pur si rimase ne’ pensieri usati,</p><p rend="quotation_b" >né valea perché Pandar gliel dicesse,</p><p rend="quotation_b" >ma dopo <hi rend="italic">il quinto dì</hi> accomiatati,</p><p rend="quotation_b" >quantunque a Sarpidon ciò non piacesse,</p><p rend="quotation_b" >ver le lor case si son ritornati,</p><p rend="quotation_b" >dicendo Troiol nel cammino: «Oh Dio,</p><p rend="quotation_b" >troverò io tornato l’amor mio?».</p><p rend="text" >Al v. 4, al netto di varianti fonomorfologiche (Ny, Vbo e Vch hanno<hi rend="italic"> al quinto dì</hi>) e di una ipermetria su base sinonimica (Vc<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">2</hi> ha <hi rend="italic">el quinto giorno</hi>), si regista in B l’errore <hi rend="italic">‘l quarto giorno</hi> e la variante <hi rend="italic">alquanti dì</hi> in B<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">2</hi>, L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">2</hi>, L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">3</hi>, L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">4</hi>, Ma<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi> e P<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi>; se da un lato la lezione <hi rend="italic">quarto</hi> risulta errata perché contraddice l’informazione contenuta nella rubrica dell’episodio corrispondente, che è tuttavia assente in B («Troiolo e Pandaro insieme vanno a Sarpidone, dove appena poté sofferire Troiolo di stare cinque dì»), dall’altro si può ritenere un fraintendimento di lettura la lezione <hi rend="italic">alquanti</hi>, dal momento che le notazioni cronologiche di questo episodio, dovendo marcare strutturalmente l’avanzare della sofferenza amorosa di Troiolo, sono sempre precise: a V 45, 1 si legge «tre dì»; a V 47, 2 «decimo giorno»; a V 47, 7 «due dì»; a 49, 7 «il decimo giorno». Si profila, altresì, la catena variantistica <hi rend="italic">il quinto</hi> &gt; <hi rend="italic">al quinto</hi> &gt; <hi rend="italic">alquanti</hi>.</p><p rend="text" >Maggiori problemi pone invece la <hi rend="italic">varia lectio</hi> al v. 6 dell’ottava VIII 24, che riporto integralmente:</p><p rend="quotation_b" >E s’io ti piacqui, assai m’è grazioso;</p><p rend="quotation_b" >di quel ch’or fassi altro non posso fare</p><p rend="quotation_b" >e come tu così ne son cruccioso,</p><p rend="quotation_b" >e s’io vedessi il modo d’ammendare,</p><p rend="quotation_b" >abbi per certo, io ne sarei studioso:</p><p rend="quotation_b" >faccialo Dio che può <hi rend="italic">ciò che gli pare</hi>,</p><p rend="quotation_b" >priegol io quanto posso ch’El punisca</p><p rend="quotation_b" >lei sì che più ‘n tal guisa non fallisca.</p><p rend="text" >A parlare è Pandaro che, rammaricandosi con Troiolo per il tradimento di Criseida, invoca una punizione divina per la donna. Al v. 6, al netto delle varianti puramente formali <hi rend="italic">che ne li pare</hi> (Nh) e <hi rend="italic">quel che·lli pare</hi> (P<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">2</hi>), e dell’aggiunta dell’avverbio <hi rend="italic">omai</hi> in <hi rend="italic">omai qual che gli pare</hi> (Ma<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi>), una consistente sezione della tradizione (Am, B<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">2</hi>, L, L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">2</hi>, L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">4</hi>, L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">5</hi>, L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">6</hi>, Nh<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi>, P, Vbo e Vch) attesta la lezione <hi rend="italic">tutto voltare</hi>. Nessuna delle due varianti, in ogni caso, si autodenuncia immediatamente come erronea e l’opposizione pare essere adiafora. C’è da dire, però, che la lezione <hi rend="italic">tutto voltare</hi>, oltre ad apparire <hi rend="italic">difficilior</hi>, si armonizza meglio al senso generale del passo: Pandaro sta qui dicendo che non può fare nulla per sollevare Troiolo dal dolore, come tale sarebbe più coerente nel contesto la menzione della capacità di Dio di mutare ogni cosa, in opposizione all’impotenza di Pandaro, piuttosto che la possibilità di fare ciò che più gli aggrada (per qual motivo, poi, Dio dovrebbe volere la rovina di Criseida?). Inoltre, la forma <hi rend="italic">voltare</hi> risulterebbe coerente con l’<hi rend="italic">usus</hi> boccacciano, dal momento che viene impiegata nel senso di ‘mutare’ nel quarto libro del <hi rend="italic">Filocolo</hi> (a 70, 2): «la letizia si può in subita tristizia voltare»<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-006-backlink"><ref target="06.html#footnote-006">42</ref></hi></hi>. Il costrutto, d’altronde, è in linea con espressioni analoghe rintracciabili in altri testi medievali, quali l’<hi rend="italic">Avventurale fiorentino 1304</hi> di Giordano da Pisa (XXXI 34): «Dio che può mutare e volgere e fare a sua volontà de le criature in ogne modo»; il <hi rend="italic">Commento alla ‘Commedia’ di Dante Alighieri (Paradiso) secondo il codice Trivulziano 2263</hi> di Iacomo della Lana (XX 10): «Dio che può muovere lo intelletto»; Fazio degli Uberti, il <hi rend="italic">Dittamondo</hi> di Fazio degli Uberti (VI 9, 62): «Dio che puote il tutto»<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-005-backlink"><ref target="06.html#footnote-005">43</ref></hi></hi>. Nei primi due casi, infatti, si verifica la cooccorrenza del costrutto <hi rend="italic">Dio che può</hi> e di un verbo di movimento (<hi rend="italic">volgere</hi>, <hi rend="italic">muovere</hi>); nell’ultimo caso, invece, la cooccorrenza riguarda l’espressione <hi rend="italic">Dio che può</hi> e la forma <hi rend="italic">tutto</hi>. Se, infine, per Colussi <hi rend="italic">tutto voltare</hi> era una variante potenzialmente deteriore, per Pernicone e Contini ne poteva essere discussa la genuinità<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-004-backlink"><ref target="06.html#footnote-004">44</ref></hi></hi>. Resta poco significativo, d’altronde, il riferimento a <hi rend="italic">Inf. </hi>III, 95-96 («vuolsi così colà dove si puote / ciò che si vuole, e più non dimandare»), riportato per questo passo da Luigi Surdich, come commento a supporto della lezione a testo <hi rend="italic">ciò che gli pare</hi><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-003-backlink"><ref target="06.html#footnote-003">45</ref></hi></hi>.</p><p rend="text" >La sezione introduttiva in prosa, nei codici che la riportano, invece, verrà collazionata integralmente. Poiché esistono testimoni non acefali in cui tale segmento manca, non va escluso che possa trattarsi di una zona liminare fortemente soggetta alla contaminazione: potrebbe cioè essere accaduto che alcuni copisti, avendo reperito un modello privo della parte in prosa, ne abbiano posposto la trascrizione, traendone il testo da un secondo esemplare. Come tale, andrà valutato se alcuni di questi testimoni presentino una contaminazione di esemplari<hi rend="notes_number CharOverride-1"><hi xml:id="footnote-002-backlink"><ref target="06.html#footnote-002">46</ref></hi></hi>.</p><p rend="text" >L’assenza o la presenza irregolare delle rubriche, con i loro differenti assetti testuali, nonché le diverse partizioni del testo in parti<hi rend="italic"> </hi>ed episodi, infine, verranno considerate <hi rend="italic">a latere</hi> come informazioni rilevanti, di supporto, ma non dirimenti da sole per la classificazione, dal momento che si tratta delle sezioni maggiormente soggette al comportamento attivo dei copisti: anche in questo caso ci si discosta dal metodo di edizione adoperato per il <hi rend="italic">Ninfale</hi> da Balduino, il quale disegna l’archetipo e due <hi rend="italic">interpositi</hi> principalmente sulla base delle rubriche al testo<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-001-backlink"><ref target="06.html#footnote-001">47</ref></hi></hi>.</p><p rend="text" >Si terrà poi presente che questo approccio di testualità virtuale, di natura maasiana, potrà essere accompagnato da considerazioni di natura più propriamente materiale e caratterizzante: il riconoscimento in più manoscritti delle stesse mani, delle medesime caratteristiche strutturali, degli stessi elementi para ed extratestuali o, nel caso di miscellanei, dell’accoppiamento delle medesime opere, ad esempio, possono affiancare i riscontri testuali offrendo ulteriori elementi utili per individuare possibili collegamenti e parentele tra i codici<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-000-backlink"><ref target="06.html#footnote-000">48</ref></hi></hi>.</p><p rend="h2" >Bibliografia</p><p rend="bib_indx_bib" >Alighieri Dante, <hi rend="italic">Commedia</hi>, G. Inglese (a cura di), Le Lettere, Firenze 2021.</p><p rend="bib_indx_bib" >Balduino A. <hi rend="italic">Per il testo del ‘Ninfale Fiesolano’</hi>, «Studi sul Boccaccio», 3, 1965, pp. 103-184 e 4, 1967, pp. 35-201.</p><p rend="bib_indx_bib" >Banella L., <hi rend="italic">Su alcuni manoscritti illustrati del ‘Filostrato’</hi>, «Studi sul Boccaccio», 39, 2011, pp. 315-366.</p><p rend="bib_indx_bib" >Banella L., <hi rend="italic">«In persona d’alcuno passionato»: il “ritratto d’autore” nei manoscritti del ‘Filostrato’</hi>, «Studi sul Boccaccio», 41, 2013, pp. 129-154.</p><p rend="bib_indx_bib" >Bartoli A., D’Ancona A. e Del Lungo I., <hi rend="italic">Per l’</hi><hi rend="italic">edizione critica della ‘Divina Commedia’</hi>, «Bullettino della Società Dantesca Italiana», 5-6, 1891, pp. 25-38.</p><p rend="bib_indx_bib" >Billanovich G., <hi rend="italic">La tradizione del testo di Livio e le origini dell’umanesimo. 1. Tradizione e fortuna di Livio tra Medioevo e Umanesimo,</hi> Antenore, Padova 1981.</p><p rend="bib_indx_bib" >Boccaccio Giovanni, <hi rend="italic">Il ‘Filostrato</hi><hi rend="italic">’, poema di Gio. Boccaccio, ora per la prima volta dato in luce</hi>, L. Baroni (a cura di), François Ambroise Didot il Maggiore, Firenze 1789.</p><p rend="bib_indx_bib" >Boccaccio Giovanni, <hi rend="italic">Il ‘Filostrato’ di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto su i testi a penna</hi>, in I. Moutier (a cura di)<hi rend="italic">, Opere volgari di Giovanni Boccaccio corrette su i testi a penna.</hi> Edizione prima, Stamperia Magheri, Firenze 1831, XIII.</p><p rend="bib_indx_bib" >Boccaccio Giovanni, <hi rend="italic">Opere del Boccaccio. Il ‘Filostrato’</hi>, P. Savj-Lopez (a cura di), Heitz, Strasbourg 1911.</p><p rend="bib_indx_bib" >Boccaccio Giovanni, <hi rend="italic">Il </hi><hi rend="italic">‘Filostrato’ e il ‘Ninfale fiesolano’</hi>, V. Pernicone (a cura di), Laterza, Bari 1937.</p><p rend="bib_indx_bib" >Boccaccio Giovanni, <hi rend="italic">Filostrato. Teseida delle Nozze di Emilia. Commedia delle Ninfe fiorentine</hi>, V. Branca, A. Limentani e A.E. Quaglio (a cura di), in Branca V. (a cura di), <hi rend="italic">Tutte le opere di Giovanni Boccaccio</hi>, Mondadori, Milano, 1964, II.</p><p rend="bib_indx_bib" >Boccaccio Giovanni, <hi rend="italic">Filostrato.</hi> Edizione commentata, L. Surdich (a cura di) con la collaborazione di E. D’Anzieri e F. Ferro, Mursia, Milano 1990.</p><p rend="bib_indx_bib" >Boccaccio Giovanni, <hi rend="italic">Caccia di Diana. Filostrato</hi>, V. Branca (a cura di), Mondadori, Milano 1990.</p><p rend="bib_indx_bib" >Boccaccio Giovanni, <hi rend="italic">Caccia di Diana. Filocolo</hi>, V. Branca e A.E. Quaglio (a cura di), in Branca V. (a cura di), <hi rend="italic">Tutte le opere di Giovanni Boccaccio</hi>, Mondadori, Milano, 1967, I.</p><p rend="bib_indx_bib" >Boccaccio Giovanni, <hi rend="italic">Teseida. Edizione critica</hi>, S. Battaglia (a cura di), Sansoni, Firenze 1938.</p><p rend="bib_indx_bib" >Boccaccio Giovanni, <hi rend="italic">Ninfale Fiesolano</hi>, A. Balduino (a cura di), in Branca V. (a cura di), <hi rend="italic">Tutte le opere di Giovanni Boccaccio</hi>, Mondadori, Milano, 1974, III.</p><p rend="bib_indx_bib" >Bosco U., recensione a <hi rend="italic">G. Boccaccio, Il ‘Filostrato’ e il ‘Ninfale fiesolano’</hi>, V. Pernicone (a cura di), Laterza, Bari 1937, «Nuova Antologia», 407, 1940, pp. 196-202.</p><p rend="bib_indx_bib" >Branca V., recensione a <hi rend="italic">G. Boccaccio, Il ‘Filostrato’ e il ‘Ninfale fiesolano’</hi>, V. Pernicone (a cura di), Laterza, Bari 1937, «La Rassegna», s. IV, 46, 1938, pp. 24-25.</p><p rend="bib_indx_bib" >Branca V., <hi rend="italic">Per il testo del ‘</hi><hi rend="italic">Decameron’. I. La prima diffusione del Decameron</hi>, «Studi di Filologia Italiana», 8, 1950, pp. 29-143.</p><p rend="bib_indx_bib" >Branca V., <hi rend="italic">Tradizione delle opere di Giovanni Boccaccio. I. Un primo elenco dei codici e tre studi</hi>, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 1958.</p><p rend="bib_indx_bib" >Branca V. (a cura di), <hi rend="italic">Tutte le opere di Giovanni Boccaccio</hi>, Mondadori, Milano 1964-1998, 10 voll.</p><p rend="bib_indx_bib" >Branca V., <hi rend="italic">Il tipo boccacciano di rubriche sommari e il suo riflettersi nella tradizione del ‘Filostrato’</hi>, in A.L. Lepschy, J. Tool e D.E. Rhodes (a cura di), <hi rend="italic">Book Production and Letters in the Western European Renaissance. </hi><hi rend="italic" >Essays in Honour of Conor Fahy</hi><hi >, Modern Humanities Research Association, London 1986, pp. 17-31.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" >Branca V., <hi rend="italic">Tradizione delle opere di Giovanni Boccaccio. II. Un secondo elenco di manoscritti e studi sul testo del ‘Decameron’ con due appendici</hi>, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 1991.</p><p rend="bib_indx_bib" >Brandoli C., <hi rend="italic">Due canoni a confronto: i luoghi di Barbi e lo scrutinio di Petrocchi</hi>, in P. Trovato (a cura di), <hi rend="italic">Nuove prospettive sulla tradizione della ‘Commedia’. Una guida filologico linguistica al poema al poema dantesco</hi>, Franco Cesati Editore, Firenze 2007, pp. 99-214.</p><p rend="bib_indx_bib" >Chiesa P., <hi rend="italic">Le tradizioni sovrabbondanti. Strategie d’approccio</hi>, in E. Malato e A. Mazzucchi, <hi rend="italic">La critica del testo. Problemi di metodo ed esperienze di lavoro. Trent’anni dopo, in vista del Settecentenario della morte di Dante.</hi> Atti del Convegno internazionale di Roma (23-26 ottobre 2017), Salerno Editrice, Roma 2019, pp. 201-221.</p><p rend="bib_indx_bib" >Colussi F., <hi rend="italic">Indagini codicologiche e testuali sui manoscritti trecenteschi del ‘Filostrato’ di Giovanni Boccaccio</hi>, Tesi di dottorato, Università Ca’ Foscari, Venezia 2003.</p><p rend="bib_indx_bib" >Contini G., <hi rend="italic">Rassegna bibliografica</hi>, «Giornale Storico della Letteratura Italiana», 112, 1938, pp. 96-101, ora in Id. <hi rend="italic">Frammenti di filologia romanza. Scritti di ecdotica e linguistica</hi>, G. 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Frosini (a cura di), <hi rend="italic">Intorno a Boccaccio / Boccaccio e dintorni 2019.</hi> Atti del Seminario internazionale di studi (Certaldo Alta, Casa di Giovanni Boccaccio, 12-13 settembre 2019), Firenze University Press, Firenze 2020, pp. 207-229.</p><p rend="bib_indx_bib" >Maas P., <hi rend="italic">Critica del testo</hi>, trad. it. N. Martinelli, presentazione di G. Pasquali, nota di L. Canfora, Le Monnier, Firenze 1976 (ed. orig. 1927).</p><p rend="bib_indx_bib" >Mantovani D., <hi rend="italic">Manoscritti e lettori: un sondaggio sulla ricezione di ‘Filostrato’ e ‘</hi><hi rend="italic">Teseida’</hi>, in Atti del XXVIII Congresso internazionale di Linguistica e Filologia Romanza (Roma, 18-23 luglio 2016), i.c.s., &lt;<ref target="http://www.efmr.it/sites/default/files/28CongrFIlRom_2016.pdf">http://www.efmr.it/sites/default/files/28CongrFIlRom_2016.pdf</ref>&gt; (04/2022).</p><p rend="bib_indx_bib" >Marrani G., <hi rend="italic">Filostrato</hi>, in T. De Robertis, C.M. Monti, M. Petoletti, G. Tanturli e S. Zamponi (a cura di), <hi rend="italic">Boccaccio autore e copista.</hi> Catalogo della mostra di Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana 11 ottobre 2013-11 gennaio 2014, Mandragora, Firenze 2013, pp. 75-83.</p><p rend="bib_indx_bib" >Marti M., <hi rend="italic">Proposte minime per il testo delle opere minori in volgare di Giovanni Boccaccio</hi>, in W. Binni <hi rend="italic">et al</hi>. (a cura di), <hi rend="italic">Letteratura e critica. 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Iocca (a cura di), <hi rend="italic">Boccaccio</hi>, Carocci, Roma 2021, pp. 47-74.</p><p rend="bib_indx_bib" >Timpanaro S., <hi rend="italic">Recentiores e deteriores, codices descripti e codices inutiles</hi>, «Filologia e critica», 10, 1985, pp. 164-192.</p><p rend="bib_indx_bib" >Uberti, Fazio degli, <hi rend="italic">Dittamondo e le Rime</hi>, G. Corsi (a cura di), Laterza, Bari 1952.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-047-backlink">1</ref></hi>	G. Marrani, <hi rend="italic">Filostrato</hi>, in T. De Robertis, C.M. Monti, M. Petoletti, G. Tanturli e S. Zamponi (a cura di), <hi rend="italic">Boccaccio autore e copista</hi>, Mandragora, Firenze 2013, p. 75.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-046-backlink">2</ref></hi>	Per un quadro storico-critico e per i principali problemi interpretativi posti dal poemetto si veda da ultimo D. Piccini, <hi rend="italic">I poemi in ottava: il ‘Filostrato’, il ‘Teseida’ e il ‘</hi><hi rend="italic">Ninfale fiesolano’</hi>, in M. Fiorilla e I. Iocca (a cura di),<hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="italic">Boccaccio</hi>, Carocci, Roma 2021, pp. 47-74 (con bibliografia pregressa).</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-045-backlink">3</ref></hi>	V. Branca, <hi rend="italic">Tradizione delle opere di Giovanni Boccaccio. I. Un primo elenco dei codici e tre studi</hi>, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 1958, pp. 41-46; Id., <hi rend="italic">Nota al testo</hi>, in Giovanni Boccaccio, <hi rend="italic">Filostrato. Teseida delle Nozze di Emilia. Commedia delle Ninfe fiorentine</hi>, V. Branca, A. Limentani e A.E. Quaglio (a cura di), in V. Branca (a cura di), <hi rend="italic">Tutte le opere di Giovanni Boccaccio</hi>, Mondadori, Milano 1964, II, pp. 839-842; V. Branca, <hi rend="italic">Tradizione delle opere di Giovanni Boccaccio. II. Un secondo elenco di manoscritti e studi sul testo del «Decameron» con due appendici</hi>, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 1991, pp. 33-35; A. Ducati, <hi rend="italic">Osservazioni su alcuni manoscritti del ‘Filostrato’ contenenti un volgarizzamento di materia troiana</hi>, in S. Zamponi (a cura di), <hi rend="italic">Intorno a Boccaccio / Boccaccio e dintorni 2016</hi>. Atti del Seminario internazionale di studi (Certaldo Alta, Casa di Giovanni Boccaccio, 9 settembre 2016), Firenze University Press, Firenze 2017, pp. 41-51.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-044-backlink">4</ref></hi>	S. Litterio, <hi rend="italic">Dal ‘Filostrato’ ai rispetti di ambiente laurenziano: la ricezione quattrocentesca della prima lettera di Troiolo a Criseida</hi>, in G. Frosini (a cura di), <hi rend="italic">Intorno a Boccaccio / Boccaccio e dintorni 2019</hi>. Atti del Seminario internazionale di studi (Certaldo Alta, Casa di Giovanni Boccaccio, 12-13 settembre 2019), Firenze University Press, Firenze 2020, pp. 207-229. Appartengono alla tradizione organica del <hi rend="italic">Filostrato</hi> i testimoni siglati FM e Mg, il quale corrisponde al nostro F<hi rend="superscript CharOverride-1">5</hi>.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-043-backlink">5</ref></hi>	V. Pernicone, <hi rend="italic">Nota</hi>, in Giovanni Boccaccio, <hi rend="italic">Il ‘Filostrato’ e il ‘Ninfale fiesolano’</hi>, V. Pernicone (a cura di), Laterza, Bari 1937,<hi rend="italic"> </hi>p. 371; Id., <hi rend="italic">I manoscritti del ‘Filostrato’ di Giovanni Boccaccio</hi>, «Studi di Filologia italiana», 5, 1938, p. 62; Branca, <hi rend="italic">Tradizione</hi> <hi rend="italic">I</hi>, cit., pp. XXXV e 44-46; Id., <hi rend="italic">Tradizione II</hi>, cit.,<hi rend="italic"> </hi>pp. 34-35. Temo che debba considerarsi irreperibile anche il codice 52 della collezione privata Venturi Lisci, siglato FV (ivi, p. 33).</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-042-backlink">6</ref></hi>	Per quanto riguarda le sigle, Al è segnalato come «Alt» in Branca, <hi rend="italic">Tradizione II</hi>, cit., p. 33. Rispetto a Branca si è invertita la sigla dei codd. Ital. Quart. 16 e Ital. Fol. 140, poiché oggetto di un errore: nel primo censimento si segnalava che l’Ital. Quart. 16 fosse conservato a Berlino (Id., <hi rend="italic">Tradizione I</hi>, cit.,<hi rend="italic"> </hi>p. 41). Si rettificava nel successivo elenco (Id., <hi rend="italic">Tradizione II</hi>, cit., p. 12). Si segnala inoltre la doppia sigla del Vaticano Capponiano Latino 135, che è stato trascritto da due mani: la prima trascrive le cc. 1<hi rend="italic">r</hi>-53<hi rend="italic">v</hi>, fino al IV 107, 2 (Vc<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi>); la seconda copia le cc. 53<hi rend="italic">v</hi>-92<hi rend="italic">r</hi> (Vc<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">2</hi>).</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-041-backlink">7</ref></hi>	Manca il frontespizio, l’edizione è senza indicazione di luogo e data di stampa. L’identità del tipografo si ricava dalla menzione di un «maestro Luca» nel sonetto <hi rend="italic">Molti si trovano ogi dì nel mondo</hi> posto alla fine del testo.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-040-backlink">8</ref></hi>	<hi rend="italic">El Fylostrato che·ttracta de lo Innamorato Troylo e de Gryseida: Et de molte altre infinite bataglie</hi>; alla fine del poema, si legge: <hi rend="italic">Impresso ne l’alma e inclita Cità di Bologna.</hi> <hi rend="italic">Ne li anni MCCCCLXXXXVIII</hi>.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-039-backlink">9</ref></hi>	Un breve riassunto dello <hi rend="italic">status quaestionis</hi> è in E. Lippi, <hi rend="italic">Giovanni Boccaccio</hi>, in E. Malato e C. Ciociola (a cura di), <hi rend="italic">Storia della Letteratura Italiana, </hi>Salerno Editrice, Roma 2001, X, pp. 335-336.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-038-backlink">10</ref></hi>	Giovanni Boccaccio, <hi rend="italic">Il ‘Filostrato’, poema di Gio. Boccaccio, ora per la prima volta dato in luce</hi>, L. Baroni (a cura di), François Ambroise Didot il Maggiore, Firenze 1789; Id., <hi rend="italic">Il ‘Filostrato’ di Giovanni Boccaccio nuovamente corretto su i testi a penna</hi>, in I. Moutier (a cura di)<hi rend="italic">, Opere volgari di Giovanni Boccaccio corrette su i testi a penna</hi>. Edizione prima, Stamperia Magheri, Firenze 1831, XIII; Id., <hi rend="italic">Opere del Boccaccio. Il ‘Filostrato’</hi>, P. Savj-Lopez (a cura di), Heitz, Strasbourg 1911. Per un approfondimento su queste tre edizioni cfr. Pernicone, <hi rend="italic">Nota</hi>, cit. pp. 370-372 e Id., <hi rend="italic">I manoscritti</hi>, cit., p. 62.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-037-backlink">11</ref></hi>	Id., <hi rend="italic">Nota</hi>, cit., pp. 353-373 e Id., <hi rend="italic">I manoscritti</hi>, cit., pp. 41-83.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-036-backlink">12</ref></hi>	I codici esaminati da Pernicone furono A, A<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi>, Bn, E<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi>, F, F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi>, F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">2</hi>, F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">3</hi>, F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">4</hi>, F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">5</hi>, F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">6</hi>, F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">7</hi>, F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">8</hi>, F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">9</hi>, F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">10</hi>, F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">11</hi>, F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">12</hi>, F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">13</hi>, FM, FR, FR<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi>, FR<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">2</hi>, FR<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">3</hi>, FR<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">4</hi>, FR<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">5</hi>, FR<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">6</hi>, L, L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi>, L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">2</hi>, L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">3</hi>, L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">4</hi>, L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">5</hi>, L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">6</hi>, L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">7</hi>, L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">8</hi>, L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">9</hi>, Lu, N, N<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi>, P, Pe, Pm, Vb, Vbo, Vc<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">(1-2)</hi>, Vch, Vl, Vo e Vz.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-035-backlink">13</ref></hi>	Da alcune tavole di collazione emerge che i luoghi di variazione indagati si condensano in certe parti del poema; si vedano, ad esempio, le tavole dei sottogruppi <hi rend="italic">b</hi><hi rend="italic CharOverride-3">1</hi> (ivi, p. 67) e <hi rend="italic">b</hi><hi rend="italic CharOverride-3">2</hi> (ivi, p. 68) che considerano rispettivamente solo le parti V, VI, VII e IV, VIII; inoltre, non sono censite varianti nella parte<hi rend="CharOverride-2"> </hi>IX.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-034-backlink">14</ref></hi>	Per un’analisi dei criteri di scelta di Pernicone davanti alle varianti stemmaticamente equipollenti e le contaminazioni di F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">4</hi> con F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">2</hi>, F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">7</hi>, FR<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">2</hi>, FR<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">5</hi>, F, F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi>, L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi> e Vc<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">2</hi> sono debitore di F. Colussi, <hi rend="italic">Indagini codicologiche e testuali sui manoscritti trecenteschi del ‘Filostrato’ di Giovanni Boccaccio</hi>, Tesi di dottorato, Università Ca’ Foscari, Venezia 2003, pp. 42-55.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-033-backlink">15</ref></hi>	Pernicone, <hi rend="italic">I manoscritti</hi>, cit., p. 70; critici sul valore probatorio dell’alternanza delle forme degli antroponimi già G. Contini, <hi rend="italic">Rassegna bibliografica</hi>, «Giornale Storico della Letteratura Italiana», 112, 1938, p. 100, e M. Gozzi, ‘<hi rend="italic">Filostrato’ e ‘Roman de Troyle’</hi>, «Studi sul Boccaccio», 29, 2001, p. 152.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-032-backlink">16</ref></hi>	Ivi, pp. 63-83, cfr. partic. le tabelle delle varianti alle pp. 63-64 e 70-71, rispettivamente per γ e β; errori certi di γ, secondo me, sono quelli a I 23, 8; I 29, 4; II 19, 6; II 44, 6; II 104, 1.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-031-backlink">17</ref></hi>	Contini, <hi rend="italic">Rassegna</hi>, cit., pp. 98-99.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-030-backlink">18</ref></hi>	V. Branca, Recensione a Giovanni Boccaccio, <hi rend="italic">Il ‘Filostrato’ e il ‘Ninfale fiesolano’</hi>, V. Pernicone (a cura di), Laterza, Bari 1937, «La Rassegna», s. IV, 46, 1938, pp. 24-25. L’edizione fu recensita successivamente da Umberto Bosco in una rassegna dedicata agli studi coevi della scuola italiana di filologia, apparsa nel vol. 407 della «Nuova Antologia» del gennaio-febbraio 1940 (pp. 196-202): per lo studioso l’impianto probatorio degli studi di Pernicone non era «pienamente persuasiv<hi rend="italic">o</hi>» (cfr. ivi, p. 201).</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-029-backlink">19</ref></hi>	M. Gozzi, <hi rend="italic">Il ‘Filostrato’ di Giovanni Boccaccio. Studi sulla tradizione letteraria</hi>, Tesi di laurea, Università degli Studi di Padova, Padova 1962; Id., <hi rend="italic">Nota al testo</hi>, cit., pp. 842-844. Le collazioni riguardano i codici Am, Du, Ed, Lo, Mr, Nh, Ny, O, RN e VzF: di Lo si era data notizia in Id., <hi rend="italic">Per il testo del ‘Decameron’. I. La prima diffusione del Decameron</hi>, «Studi di Filologia Italiana», 8, 1950, pp. 133-134 nota 24. Da segnalare, infine, lo studio dei paratesti in versi: Id., <hi rend="italic">Il tipo boccacciano di rubriche sommari e il suo riflettersi nella tradizione del ‘Filostrato’</hi>, in A.L. Lepschy, J. Tool e D.E. Rhodes (edited by), <hi rend="italic">Book Production and Letters in the Western European Renaissance. </hi><hi rend="italic" >Essays in Honour of Conor Fahy</hi><hi >, Modern Humanities Research Association, London 1986, pp. 17-31.</hi></p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-028-backlink">20</ref></hi>	Gozzi, ‘<hi rend="italic">Filostrato’ e ‘Roman de Troyle’</hi>, cit., pp. 165-185. Qui i testimoni collazionati sono Am, Du, Ed, F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">2</hi>, F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">4</hi>, F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">6</hi>, F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">7</hi>, FA, FR, FR<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi>, FR<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">2</hi>, FR<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">3</hi>, FR<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">4</hi>, FR<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">5</hi>, FR<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">7</hi>, L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi>, Lo, Mr, Nh, Ny, P<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi>, P<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">2</hi>, RN, Vi, Vz e VzF.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-027-backlink">21</ref></hi>	Ducati, <hi rend="italic">Osservazioni</hi>, cit., pp. 41-51. Ducati analizza F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">13</hi>, L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">4</hi> e Nh<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi>.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-026-backlink">22</ref></hi>	Colussi, <hi rend="italic">Indagini</hi>, cit., pp. 57-106. I codici presi in considerazione da Colussi sono Al, F, F<hi rend="superscript CharOverride-1">1</hi>, F<hi rend="superscript CharOverride-1">2</hi>, F<hi rend="superscript CharOverride-1">4</hi>, F<hi rend="superscript CharOverride-1">7</hi>, F<hi rend="superscript CharOverride-1">13</hi>, FR<hi rend="superscript CharOverride-1">5</hi>, L<hi rend="superscript CharOverride-1">1</hi>, Lo, Mr, RN e Vc<hi rend="superscript CharOverride-1">(1-2)</hi>. Tutti i testimoni deriverebbero da un potenziale archetipo ω; resta confermata l’esistenza del subarchetipo γ (rinominato β) e l’altezza stemmatica e l’indipendenza di F<hi rend="superscript CharOverride-1">4</hi>, Lo e Mr, mentre si configura un subarchetipo α, sotto cui si collocano Al, L<hi rend="superscript CharOverride-1">1</hi> e Vc<hi rend="superscript CharOverride-1">(1-2)</hi>.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-025-backlink">23</ref></hi>	P. Chiesa, <hi rend="italic">Le tradizioni sovrabbondanti. Strategie d’</hi><hi rend="italic">approccio</hi>, in E. Malato e A. Mazzucchi (a cura di), <hi rend="italic">La critica del testo. Problemi di metodo ed esperienze di lavoro. Trent’anni dopo, in vista del Settecentenario della morte di Dante</hi>. Atti del Convegno internazionale di Roma (23-26 ottobre 2017), Salerno Editrice, Roma 2019, p. 221.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-024-backlink">24</ref></hi>	Fornirò in altra sede il prospetto completo dei <hi rend="italic">loci</hi> segnalando per esteso i versi oggetto di collazione sul modello del cosiddetto canone barbiano, per cui cfr. A. Bartoli, A. D’Ancona e I. Del Lungo, <hi rend="italic">Per l</hi><hi rend="italic">’edizione critica della ‘Divina Commedia’</hi>, «Bullettino della Società Dantesca Italiana», 5-6, 1891, pp. 25-38.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-023-backlink">25</ref></hi>	Oltre agli studi già citati di Pernicone, Branca, Gozzi, Colussi e Ducati va menzionato anche M. Marti, <hi rend="italic">Proposte minime per il testo delle opere minori in volgare di Giovanni Boccaccio</hi>, in W. Binni <hi rend="italic">et al.</hi> (a cura di), <hi rend="italic">Letteratura e critica. Studi in onore di Natalino Sapegn</hi>o, Bulzoni, Roma 1974, I, pp. 307-322.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-022-backlink">26</ref></hi>	Anche il testo del <hi rend="italic">Ninfale fiesolano</hi> dell’edizione Pernicone veniva assunto come punto di partenza da Balduino nella sua edizione dell’opera.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-021-backlink">27</ref></hi>	P. Maas, <hi rend="italic">Critica del testo</hi>, tr. it. N. Martinelli, presentazione di G. Pasquali, nota di L. Canfora, Le Monnier, Firenze 1976, pp. 36-37.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-020-backlink">28</ref></hi>	G. Pasquali, <hi rend="italic">Recentiores non deteriores</hi>, in Id., <hi rend="italic">Storia della tradizione e critica del testo</hi>, Le Lettere, Firenze 1988, pp. 43-108; S. Timpanaro, <hi rend="italic">Recentiores e deteriores, codices descripti e codices inutiles</hi>, «Filologia e critica», 10, 1985, pp. 164-192.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-019-backlink">29</ref></hi>	G. Contini, <hi rend="italic">Breviario di ecdotica</hi>, Ricciardi, Napoli 1986, p. 26.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-018-backlink">30</ref></hi>	E. Montanari, <hi rend="italic">La critica del testo secondo Paul Maas. Testo e commento</hi>, SISMEL-Edizioni del Galluzzo, Firenze 2003, pp. 273-275.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-017-backlink">31</ref></hi>	Tale distribuzione cronologica dei testimoni caratterizza, altresì, anche il <hi rend="italic">Filocolo</hi>, per cui cfr. M. Cursi, <hi rend="italic">Boccaccio a Yale: i codici conservati presso la Beinecke Rare Book and Manuscript Library (con alcune considerazioni sulla tradizione manoscritta del ‘Filocolo’</hi>), «Studi sul Boccaccio», 35, 2007, pp. 25-67.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-016-backlink">32</ref></hi>	Branca, <hi rend="italic">Tradizione I</hi>, cit., p. XIX.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-015-backlink">33</ref></hi>	M. Gozzi, <hi rend="italic">Briseide-Briseida-Criseida. Nota su un passo del ‘Filostrato’</hi>, «Studi sul Boccaccio», 43, 2015, pp. 123-131.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-014-backlink">34</ref></hi>	Seguendo l’esempio del <hi rend="italic">Ninfale fiesolano </hi>di Balduino la contaminazione va mappata con cura; cfr. A. Balduino, <hi rend="italic">Per il testo del ‘Ninfale Fiesolano’</hi>, «Studi sul Boccaccio», 4, 1967, pp. 35-40.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-013-backlink">35</ref></hi>	I codici sono Al, Am, B, B<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">2</hi>, F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">2</hi>, Fo, FR, L, L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi>, L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">2</hi>, L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">3</hi>, L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">4</hi>, L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">5</hi>, L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">6</hi>, Ma, Ma<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi>, Nh, Nh<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi>, Ny, P, P<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi>, P<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">2</hi>, Si, Vbo, Vc<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">(1-2)</hi>, Vch, Vl.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-012-backlink">36</ref></hi>	G. Inglese, <hi rend="italic">Come si legge un</hi><hi rend="italic">’edizione critica. Elementi di filologia italiana</hi>, Carocci, Roma 1999, pp.<hi rend="italic"> </hi>67-89 e 132-137; C. Brandoli, <hi rend="italic">Due canoni a confronto: i luoghi di Barbi e lo scrutinio di Petrocchi</hi>, in P. Trovato (a cura di), <hi rend="italic">Nuove prospettive sulla tradizione della ‘Commedia’. Una guida filologico linguistica al poema al poema dantesco</hi>, Franco Cesati, Firenze 2007, pp. 99-214. Si escludono quindi le più banali innovazioni di natura solo paleografia, le omissioni o le inserzioni di parole vuote, le modifiche nell’ordine delle parole, i meri sinonimi e le varianti di natura fonomorfologica.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-011-backlink">37</ref></hi>	Cito il testo da Giovanni Boccaccio, <hi rend="italic">Filostrato</hi>. Edizione commentata, L. Surdich (a cura di) con la collaborazione di E. D’Anzieri e F. Ferro, Mursia, Milano 1990.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-010-backlink">38</ref></hi>	Colussi, <hi rend="italic">Indagini</hi>, cit., p. 47.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-009-backlink">39</ref></hi>	Pernicone, <hi rend="italic">I manoscritti</hi>, cit., p. 71; Contini, <hi rend="italic">Rassegna</hi>, cit., p. 97; Colussi, <hi rend="italic">Indagini</hi>, cit., p. 36.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-008-backlink">40</ref></hi>	Branca, <hi rend="italic">Tradizione I</hi>, cit., p. XIX.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-007-backlink">41</ref></hi>	Giovanni Boccaccio, <hi rend="italic">Teseida. </hi>Edizione critica, S. Battaglia (a cura di), Sansoni, Firenze 1938, p. XLVII; Balduino, <hi rend="italic">Per il testo</hi>, cit., p. 161.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-006-backlink">42</ref></hi>	Giovanni Boccaccio, <hi rend="italic">Caccia di Diana</hi>. <hi rend="italic">Filocolo</hi>, V. Branca e A.E. Quaglio (a cura di), in <hi rend="italic">Tutte le opere</hi>, cit., I.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-005-backlink">43</ref></hi>	Giordano da Pisa, <hi rend="italic">Avventurale fiorentino 1304.</hi> Edizione critica, S. Serventi (a cura di), il Mulino, Bologna 2006; Iacomo della Lana, <hi rend="italic">Commento alla ‘Commedia’</hi>, M. Volpi (a cura di), con la collaborazione di A. Terzi, Salerno Editrice, Roma 2009; Fazio degli Uberti, <hi rend="italic">Dittamondo e le Rime</hi>, G. Corsi (a cura di), Laterza, Bari 1952.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-004-backlink">44</ref></hi>	Colussi, <hi rend="italic">Indagini</hi>, cit., p. 29;<hi rend="italic"> </hi>Pernicone, <hi rend="italic">I manoscritti</hi>, cit., p. 70; Contini, <hi rend="italic">Rassegna</hi>, cit., p. 97.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-003-backlink">45</ref></hi>	<hi rend="italic">Filostrato </hi>(Surdich), cit., p. 415. Cito la <hi rend="italic">Commedia</hi> da Dante Alighieri, <hi rend="italic">Commedia</hi>, G. Inglese (a cura di), Le Lettere, Firenze 2021.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-002-backlink">46</ref></hi>	I testimoni non acefali in cui ho potuto verificare l’assenza del prologo epistolare sono B, B<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">2</hi>, Bl, Bn, F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">5</hi>, F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">8</hi>, F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">10</hi>, Fo, L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">4</hi>, L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">6</hi>, L<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">7</hi>, Ma<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi>, N, Nh<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi>, Pe, Pm, S<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">1</hi>, S<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">2</hi>, Vl, Vz e VzF.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-001-backlink">47</ref></hi>	Balduino, <hi rend="italic">Per il testo</hi>, cit., 1965 pp. 173-180 e<hi rend="italic"> </hi>1967, pp. 124-139. Per l’approccio qui seguito nel trattamento dei paratesti cfr. Chiesa, <hi rend="italic">Le tradizioni sovrabbondanti</hi>, cit., pp. 221.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="06.html#footnote-000-backlink">48</ref></hi>	Ivi, pp. 213-214. In questo senso inclinano già le indagini sulla storia della tradizione condotte da Ducati e Litterio, a cui potrebbe essere aggiunto un contributo, purtroppo inedito, di Dario Mantovani dal titolo <hi rend="italic">Manoscritti e lettori: un sondaggio sulla ricezione di ‘Filostrato’</hi><hi rend="italic"> e ‘Teseida’</hi>, presentato al XXVIII Congresso internazionale di Linguistica e Filologia Romanza (Roma, 18-23 luglio 2016), di cui però è disponibile un abstract in rete, &lt;<ref target="http://www.efmr.it/sites/default/files/28CongrFIlRom_2016.pdf">http://www.efmr.it/sites/default/files/28CongrFIlRom_2016.pdf</ref> &gt; (01/22). In questi anni, inoltre, sono apparsi studi puntuali dedicati, in tutto o in parte, all’indagine delle caratteristiche materiali dei manoscritti appartenenti alla tradizione del <hi rend="italic">Filostrato</hi>: particolarmente significativi i lavori di L. Banella, <hi rend="italic">Su alcuni manoscritti illustrati del ‘Filostrato’</hi>, «Studi sul Boccaccio», 39, 2011, pp. 315-366; Ead., <hi rend="italic">«In persona d’alcuno passionato»: il “ritratto d’</hi><hi rend="italic">autore” nei manoscritti del ‘Filostrato’,</hi> ivi, 41, 2013, pp. 129-154; T. D’Urso, <hi rend="italic">Il ‘Filostrato Morgan 371’ e la miniatura tra il regno di Napoli e lo Stato della Chiesa agli inizi del Quattrocento</hi>, «Rivista di storia della miniatura», 19, 2015, pp. 73-90; F. Di Giampaolo, <hi rend="italic">La biblioteca domestica di un copista “appassionato”: Arrigo di Alessandro Rondinelli</hi>, «Filologia e Critica», 45, 1, 2020, pp. 108-126. Si vedano inoltre le schede di descrizione presenti nel volume <hi rend="italic">Boccaccio autore e copista, </hi>cit., a cura di Sandro Bertelli ed Elisabetta Tonello, pp. 78-79, Sonia Chiodo, pp. 79-82, ed Eugenia Antonucci, pp. 82-83. Banella, in particolare, rileva una certa compattezza nei cicli figurativi dei testimoni A, Al, Am, F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">2</hi> e F<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">4</hi>, ma esclude che a monte «ci sia un’edizione d’autore illustrata» sul modello dell’autografo del <hi rend="italic">Teseida</hi> (Banella, <hi rend="italic">Su alcuni manoscritti</hi>, cit., p. 347).</p>



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