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      <titleStmt>
        <title type="main" level="a">L’impatto del progetto TECO-D Pedagogia sul CdS in Scienze dell’Educazione e della Formazione L-19 dell’Università degli studi di Firenze</title>
        <author>
          <persName n="1" ref="https://orcid.org/0000-0003-4212-5648" type="ORCID">
            <forename>Clara Maria</forename>
            <surname>Silva</surname>
            <placeName type="affiliation">University of Florence, Italy</placeName>
          </persName>
        </author>
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          <resp>This is a section of <title>Educazione degli Adulti: politiche, percorsi, prospettive</title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/979-12-215-0006-6</idno>) by </resp>
          <name>Vanna Boffo, Giovanna Del Gobbo, Francesca Torlone</name>
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      <publicationStmt>
        <publisher>Firenze University Press</publisher>
        <pubPlace>Firenze</pubPlace>
        <date when="2022">2022</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/979-12-215-0006-6.17</idno>
        <availability>
          <p>Available for academic research purposes</p>
          <p>Open Access</p>
          <p>Copyright Author(s)</p>
          <licence source="text" target="https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/legalcode">
            <p>Content licence CC BY 4.0</p>
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            <p>Metadata licence CC0 1.0</p>
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        <p>This is original content, published for academic research purposes</p>
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      <abstract xml:lang="en">
        <p>The paper illustrates the application of the national experiment, promoted by ANVUR, and called TECO, to the Bachelor of Science in Education and Training at the University of Florence. The analysis developed in the article emphasizes how this application has effects on the overall architecture of the bachelor course to support the provision of a solid and quality education, based on professional knowledge and skills, but also on individual components of the course and on the learning outcomes.</p>
      </abstract>
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        <keywords>
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            <item>Higher education</item>
            <item>TECO-D Pedagogy</item>
            <item>professionalization</item>
            <item>learning outcomes</item>
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      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/979-12-215-0006-6.17<ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0006-6.17" /></p>


<p rend="h1_chapter" >L’impatto del progetto TECO-D Pedagogia sul CdS in Scienze dell’Educazione e della Formazione L-19 dell’Università degli studi di Firenze</p><p rend="h1_author" >Clara Maria Silva</p><p rend="h1_indexAbstract" ><hi rend="bold">Abstract</hi>:<hi rend="CharOverride-1"> </hi>Il contributo illustra l’applicazione al Corso di Studi in Scienze dell’Educazione e della Formazione dell’Università degli Studi di Firenze<hi rend="CharOverride-1"> </hi>della sperimentazione nazionale promossa da ANVUR e denominata TECO. La disamina sviluppata nell’articolo sottolinea come tale applicazione abbia effetti sull’architettura generale del CdS per sostenere l’offerta di una formazione robusta e di qualità, fondata su conoscenze e competenze professionali, ma anche sulle sue singole componenti del percorso di studi e sugli apprendimenti in uscita.</p><p rend="h1_indexAbstract" ><hi rend="bold">Keywords</hi>:<hi rend="CharOverride-1"> </hi>Alta formazione, TECO-D Pedagogia, professionalizzazione, learning outcomes.</p><p rend="h2 ParaOverride-1" >1. Il progetto TECO-D Pedagogia e la sua ricezione da parte dei CdS L-19 </p><p rend="text" >TECO-D Pedagogia è un progetto sperimentale promosso nel 2017 dall’ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca) nel quadro del progetto TECO (TEst sulle COmpetenze). TECO-D Pedagogia è stato realizzato sotto la guida di Paolo Federighi, che ha coordinato il Gruppo di Lavoro nazionale, composto in parte da presidenti/coordinatori dei Corsi di Studio (CdS) in Scienze dell’educazione e della formazione L-19 e in parte da altri pedagogisti. L’obiettivo di TECO-D è stato quello di costruire indicatori atti a rilevare le competenze disciplinari acquisite dagli studenti a conclusione del percorso di laurea triennale (Torlone 2018). L’attenzione del progetto si è focalizzata sui <hi rend="italic">Learning Outcomes </hi>dei CdS per la formazione dell’educatore socio-pedagogico attivati nelle varie università italiane. La partecipazione al progetto è stata prevista su base volontaria e ha visto l’adesione di un primo gruppo di dieci CdS, cui se ne sono aggiunti successivamente altri, così che nel complesso hanno effettivamente partecipato alla sperimentazione pluriennale ben 24 CdS diffusi in maniera omogenea sul territorio nazionale.</p><p rend="text" >Il Gruppo di Lavoro nazionale si è occupato di: </p><p rend="text_list" >a)	analizzare il contenuto delle Schede Uniche Annuali (SUA) dei CdS coinvolti; </p><p rend="text_list" >b)	interpretare e sintetizzare i risultati di tale analisi ai fini di individuare i contenuti <hi rend="italic">core </hi>del CdS L-19; </p><p rend="text_list" >c)	preparare i test atti a rilevare le competenze degli studenti del CdS. </p><p rend="text ParaOverride-2" >L’attività del Gruppo si è dunque concentrata dapprima sulla definizione dei contenuti <hi rend="italic">core</hi> del CdS per poi proseguire nella preparazione dei pre-test e nella loro validazione e infine dedicarsi all’elaborazione e validazione dei test finali (Torlone 2018). Il preliminare processo di analisi delle Schede SUA ha portato all’individuazione di sei Obiettivi Formativi Finali (OFF) articolati in trenta Obiettivi Formativi Specifici (OFS) corrispondenti ai cinque Descrittori di Dublino. I trenta OFS corrispondono ai risultati di apprendimento attesi al termine del percorso di studi triennale che forma l’educatore socio-pedagogico (Federighi et al. 2019) in correlazione anche con gli sbocchi professionali del CdS (Federighi 2018). Il progetto testimonia </p><p rend="quotation_b" >lo spostamento di attenzione dal contenuto della disciplina già codificata, un corso di Pedagogia, un corso di Sociologia, un corso di Psicologia e così via, al risultato di apprendimento che il corso in oggetto può arrivare a fornire (Biasin, Boffo e Silva 2020, 13).</p><p rend="text" >Accanto ai risultati nazionali e locali ricavati dalla somministrazione del test, il progetto ha innescato ricerche specifiche in alcune sedi universitarie coinvolte, come l’indagine condotta presso l’Università di Padova sulle competenze relazionali e comunicative dell’educatore socio-pedagogico a partire dai contenuti <hi rend="italic">core</hi> identificati dal progetto TECO-D (Biasin e Serbati 2020) o quella condotta presso l’Università di Bari sulla formazione all’abilità progettuale rivolta agli studenti del CdS L-19 e articolata secondo i contenuti <hi rend="italic">core</hi> elaborati dal progetto TECO-D (Perla e Agrati 2020). </p><p rend="text" >TECO-D, attraverso ricerche simili, ha in effetti dato vita un processo di miglioramento nei corsi di studio triennale per la formazione degli educatori e talvolta anche dei corsi magistrali, ampliando l’orizzonte dei risultati attesi dalla stessa sperimentazione. Nel CdS L-19 dell’Università di Firenze, presieduto dalla sottoscritta dal 2017, i processi di miglioramento riguardano anzitutto la qualità del piano dei contenuti disciplinari offerti, in quanto l’attenzione posta sul rilevamento degli apprendimenti in uscita ha messo in evidenza la necessità di migliorare la stessa proposta formativa affinché questa fosse maggiormente coerente con il profilo professionale in uscita dei laureati. TECO-D Pedagogia ha poi messo maggiormente in luce l’importanza che i programmi dei singoli insegnamenti (<hi rend="italic">Syllabus</hi>) vengano strutturati in accordo non solo con i Descrittori di Dublino, ma anche con gli obiettivi formativi finali previsti dal Regolamento Didattico e richiamati puntualmente nella Scheda SUA. Un altro elemento di interesse riguarda il confronto tra i presidenti/coordinatori di CdS e tra i membri del Gruppo di Lavoro durante i vari convegni e seminari realizzati nel quadro della sperimentazione. Un confronto che ha fatto innescare processi di miglioramento a partire da elementi e criteri condivisi a livello nazionale in accordo con il quadro di riferimento europeo, nell’ottica della costruzione di un sistema di Alta Formazione di qualità basato sulla comparabilità degli apprendimenti e sulla possibilità della trasferibilità dei titoli di studio universitario (Biasin, Boffo, e Silva 2020, 14). Un ulteriore effetto positivo del progetto riguarda infine la possibilità di migliorare gli apprendimenti in uscita in termini di filiere tra triennali e magistrali: rafforzando le competenze in uscita dalla triennale sono rafforzati di conseguenza anche i corsi magistrali posti in continuità con questa.</p><p rend="text" >I CdS in Scienze dell’educazione e della Formazione, a parte il titolo comune, sono ancora oggi molto diversificati tra loro, in quanto possiedono delle specificità in relazione ai singoli contesti territoriali e hanno modelli organizzativi peculiari anche in relazione al numero di studenti accolti. La L-19 dell’Università di Firenze è certamente tra quelle maggiormente complesse, non solo per l’elevato numero di studenti che accoglie ogni anno (mediamente 500), ma anche per la sua articolazione in tre <hi rend="italic">curricula</hi>, come si vedrà analiticamente più avanti. Quest’ultimo aspetto impone un imponente lavoro di gestione dei processi, che chiama in causa aspetti quali l’orientamento iniziale e <hi rend="italic">in itinere</hi> degli studenti, l’accompagnamento all’attività di tirocinio, la gestione da parte delle segreterie delle carriere degli studenti ecc. In tale quadro, il lavoro di TECO-D che, come è stato detto, ha puntato sul miglioramento delle competenze in uscita dei laureati, si interfaccia con le molteplici azioni volte a gestire e perfezionare le attività gestionali appena citate. </p><p rend="h2" >2. L’organizzazione del CdS in Scienze dell’educazione e della formazione dell’Università degli studi di Firenze</p><p rend="text" >Il CdS (Corso di Studio) in Scienze dell’educazione e della formazione dell’Università di Firenze ha preso avvio nell’anno accademico 2015-2016, proponendo un’offerta formativa atta a rispondere a una domanda proveniente dall’universo delle professionalità educative, di cura e della formazione. I corsi di laurea dell’area pedagogica, infatti, sono da tempo impegnati a garantire una formazione iniziale organizzata intorno alle esigenze espresse dal mondo del lavoro educativo. Per quanto concerne la L-19, accanto alle discipline finalizzate a fornire conoscenze di base e specialistiche e a quelle relative alle metodologie e alle prassi operative, l’offerta formativa dell’ateneo fiorentino ne ha previste altre riguardanti la dimensione relazionale, comunicativa e di cura. Queste, nel loro insieme, sono arricchite dalle esperienze pratiche acquisite attraverso il tirocinio e consentono ai laureati di appropriarsi di conoscenze e competenze fondamentali per organizzare e gestire l’esercizio della propria professionalità. Il CdS in Scienze dell’Educazione e della Formazione ha accolto le esperienze pluriennali dei corsi di studio per la formazione degli educatori, attivati nell’Università di Firenze fin dagli anni Novanta, aprendole su nuove aree disciplinari, come quelle organizzative e progettuali, così da tenere conto dell’ampliamento delle famiglie delle professionalità educative. Ciò al fine di formare professionisti in grado di coniugare sempre di più le conoscenze educativo-pedagogiche con la sfera organizzativo-economico-gestionale e operativa dei servizi, nella convinzione che la formazione universitaria oggi deve sapersi innovare costantemente, per offrire ai futuri educatori conoscenze e competenze utili e adeguate a un loro inserimento proattivo in un sistema di servizi alla persona che sta differenziando la propria offerta in una pluralità di settori.</p><p rend="text" >L’offerta formativa del CdS fiorentino è stata successivamente ampliata con l’introduzione di una rosa di discipline dell’area medica, a seguito dell’emanazione del Decreto Legislativo 65/2017 sulla base delle indicazioni contenute nella Legge 107/2015, che ha istituito il sistema integrato 0-6 anni e introdotto l’obbligo della Laurea in Scienze dell’educazione e della formazione con indirizzo Infanzia per svolgere la funzione di educatrice/educatore nei servizi educativi per la prima infanzia. Il CdS ha recepito poi una serie di sviluppi normativi miranti a precisare il profilo professionale dell’educatore socio-pedagogico e la sua formazione universitaria, in particolare l’Art. 1, Commi 594-601 della Legge 205/2017 (commi noti anche come “Legge Iori”), entrata in vigore il 1° gennaio 2018, e la successiva integrazione all’Articolo 1, Comma 594, della stessa Legge 205/2017, emanata in seno alla Legge 145/2018. Quest’ultima chiarisce e stabilisce che il laureato nella Classe di Laurea L-19 potrà svolgere funzione di educatore socio-educativo anche nei presidi socio-sanitari, limitatamente agli aspetti educativi. </p><p rend="text" >Il CdS in Scienze dell’educazione e della formazione dell’ateneo fiorentino risulta pertanto oggi strutturato intorno a un ventaglio di insegnamenti pedagogici, articolati nelle loro varie dimensioni: teoretica, socio-educativa, didattica e sperimentale. Tali insegnamenti, insieme ad altri appartenenti all’universo delle scienze umane – di area psicologica, sociologica, antropologica, filosofica, economica –, forniscono ai laureati i quadri concettuali ed epistemologici, i costrutti teorico-metodologici, le prospettive di ricerca di base e applicata necessari per l’esercizio della figura professionale di educatore socio-pedagogico.</p><p rend="text" >Nel raccordo pedagogico tra le diverse aree disciplinari sopra richiamate si apre la possibilità per gli studenti di acquisire una comprensione puntuale dei fenomeni sociali, e in particolare dei bisogni educativi e formativi espressi dall’attuale società complessa, condizione necessaria per connettere conoscenza teorica e competenze operative. Le professioni educative richiedono, infatti, la padronanza di un sapere interdisciplinare, fluido e <hi rend="italic">in fieri</hi>, che dia linfa tanto a conoscenze di alto livello, sul piano culturale oltre che disciplinare, quanto a competenze flessibili in rapporto ai diversi interlocutori e ai plurimi contesti in cui dovranno essere esercitate tali professionalità.</p><p rend="text" >L’offerta formativa del CdS si sviluppa inoltre in accordo con il quadro complessivo della scienza pedagogica, corrispondente al livello 6 del Quadro europeo delle qualifiche per l’apprendimento permanente di cui alla Raccomandazione 2017/C 189/03 del Consiglio Europeo, del 22 maggio 2017. Di qui la sua organizzazione, volta a offrire una preparazione di base, interdisciplinare e globale e allo stesso tempo tesa allo sviluppo di capacità critico-riflessive così da consentire ai futuri educatori e alle future educatrici la costruzione di un sapere professionale capace di rispondere efficacemente ai bisogni educativi che emergono nei molteplici contesti sociali d’intervento. A tal fine il CdS offre conoscenze ma anche strumenti tecnico-operativi necessari per identificare e rilevare la presenza di bisogni educativi/formativi, per progettare e realizzare interventi coerenti con le esigenze riscontrate. Un aspetto molto importante riguarda altresì le competenze relative alla capacità di verifica e di valutazione degli esiti, di stabilire relazioni con i soggetti di riferimento, di creare sinergie tra i diversi contesti e le diverse professionalità coinvolte. In questo quadro, attraverso incontri periodici con gli <hi rend="italic">stakeholders</hi> privilegiati, realizzati dal Comitato d’indirizzo, un’attenzione particolare è riservata alla creazione di un solido ponte tra saperi disciplinari e pratiche agite sul territorio. </p><p rend="h2" >3. L’articolazione del CdS fiorentino in <hi rend="italic">curricula</hi> e gli sbocchi professionali</p><p rend="text" >Tenendo conto che l’ambito dei Servizi alla persona investe l’intero ciclo di vita, il CdS L-19 dell’Università di Firenze s’impegna a formare una figura professionale capace di rispondere a richieste diversificate dei contesti educativi, preparando professionalità educative in grado di confrontarsi con realtà e bisogni diversi: dalla prima infanzia, ai bisogni speciali, al disagio e alla marginalità, alle nuove forme di devianza sociale, alle diversificate forme di disagio, ai problemi della terza/quarta età, così come ai nuovi bisogni di educazione in età adulta. Il CdS mira, dunque, a formare una figura di educatore socio-pedagogico completa, che sappia rispondere alla molteplicità dei bisogni educativi dei contesti territoriali, e allo stesso tempo, attraverso un’offerta formativa variegata, una serie di profili specifici. Di qui la sua articolazione in tre <hi rend="italic">curricula </hi>che comprendono un primo anno comune:</p><p rend="text_list" >a) 	educatore per la prima infanzia (E-34); </p><p rend="text_list" >b) 	educatore per l’età adulta e la terza età (E-35); </p><p rend="text_list" >c) 	educatore per l’inclusione della disabilità e del disagio giovanile (E-36). </p><p rend="text" >La base comune, costituita dagli insegnamenti del primo anno, viene integrata nel secondo e nel terzo anno dagli insegnamenti e tirocini specifici per ciascun <hi rend="italic">curriculum </hi>(per almeno 24 CFU), ma anche da materie comuni ai singoli indirizzi. L’organizzazione dell’offerta formativa e dei processi gestionali del CdS è elaborata sulla base dei Descrittori di Dublino, così che la proposta didattica delle singole discipline è predisposta tenendo conto delle competenze da acquisire in rapporto alle specifiche aree di conoscenza e di comprensione. L’offerta formativa è progettata considerando l’importanza per lo studente di saper padroneggiare un quadro organico e interdisciplinare di conoscenze fondamentali relative alla natura dei processi di educazione e di formazione, in rapporto alle diverse età della vita, ai diversi livelli di intervento, ai diversi contesti d’azione, e alle diverse problematiche socio-educative emergenti. In uscita, il laureato è posto in condizione di saper interpretare i contesti, rilevando i fenomeni di mutamento in atto a livello sociale, tanto locale che globale, così da saperne leggere le ricadute in termini di bisogni educativi e formativi per i soggetti coinvolti nelle azioni progettate. La conoscenza delle fasi del ciclo vitale e la capacità di leggere i bisogni inerenti alle diverse età della vita, gli consentirà di progettare interventi di carattere educativo e formativo all’interno della società in evoluzione, nella varietà dei contesti. Le capacità meta-riflessive acquisite durante la formazione, gli permetteranno inoltre di leggere criticamente le esperienze pregresse e quelle <hi rend="italic">in itinere</hi>, così da poter adottare un approccio flessibile e aperto al cambiamento. Le competenze comunicative e relazionali sono funzionali alla gestione positiva delle dinamiche relazionali, della comunicazione interpersonale, grazie anche alla capacità sviluppata di valorizzare le specificità individuali e culturali degli attori coinvolti. Il laureato sarà quindi messo in grado di porre il proprio agire professionale in dialogo con i repertori di conoscenza disponibili, i saperi della tradizione, fino a poter prendere parte ai dibattiti interni alla sfera della propria professionalità.</p><p rend="text" >Per quanto riguarda gli sbocchi occupazionali e professionali, tutti i laureati acquisiscono il titolo di studio per svolgere la funzione di educatore socio-pedagogico e potranno lavorare in regime di lavoro dipendente, autonomo/libero professionale o parasubordinato in ambito educativo, formativo e pedagogico, con utenti di ogni età, in una prospettiva di crescita personale e sociale. L’educatore socio-pedagogico opera nei servizi e nei presidi socio-educativi e pure in quelli socio-assistenziali e socio-sanitari, questi ultimi solo per quanto attiene gli aspetti socio-educativi. Ogni singolo <hi rend="italic">curriculum</hi> fornisce inoltre competenze specifiche nei seguenti ambiti: </p><p rend="text_list" >a)	Per gli studenti che scelgono il curriculum E-34: servizi educativi per l’infanzia gestiti da enti locali o da soggetti privati (nidi, micro-nidi, nidi aziendali, spazi-gioco, centri per bambini e famiglie, servizi educativi in contesto domiciliare, ludoteche, servizi integrativi relativi alla fascia d’età 0-3, servizi integrati di assistenza alla genitorialità e all’infanzia, poli per l’infanzia in riferimento alla fascia d’età 0-3).</p><p rend="text_list" >b)	Per gli studenti che scelgono il curriculum E-35: servizi educativi nell’ambito familiare e di educazione alla genitorialità; servizi di educazione formale e non formale e di formazione professionale e orientamento per gli adulti; servizi di educazione non formale per l’invecchiamento attivo; servizi per anziani e servizi geriatrici; servizi educativi di promozione del benessere e della salute in età adulta.</p><p rend="text_list" >c)	Infine per gli studenti che optano per il curriculum E-36: servizi educativi scolastici ed extrascolastici per l’inclusione e la prevenzione del disagio e per la promozione del benessere per gli adolescenti; servizi educativi rivolti alla tutela, prevenzione del disagio e inclusione sociale per gruppi svantaggiati; servizi educativi rivolti ai minori immigrati non accompagnati; servizi educativi rivolti all’inclusione sociale per persone diversamente abili; servizi educativi nel sistema penitenziario e di risocializzazione dei detenuti; servizi di rieducazione e di risocializzazione volti al recupero e al reinserimento nella vita sociale dei soggetti con disagio sociale, fisico e psichico o vittime di violenza. </p><p rend="h2" >4. L’impatto di TECO-D Pedagogia oltre i dati empirici raccolti</p><p rend="text" >Oggi, il presidente o coordinatore di CdS non può limitarsi solo a rispondere alle istanze generate dal processo di gestione delle azioni previste dalle normative ministeriali, ma, al fine di attuare un’offerta formativa in grado di rispondere agli obiettivi del CdS, deve porsi in un’ottica di ricerca e di sperimentazione. Solo così, l’elaborazione e l’implementazione dell’offerta formativa, l’orientamento degli studenti iniziale e <hi rend="italic">in itinere</hi>, la redazione della SUA e della SMA e il coordinamento delle varie Commissioni (didattica, paritetica ecc.) producono un effettivo miglioramento complessivo del CdS stesso.</p><p rend="text" >Il lavoro di presidenza o coordinamento implica interventi su più fronti, dall’orientamento in ingresso e <hi rend="italic">in itinere</hi>, alla predisposizione della stessa offerta formativa, all’aggiornamento del regolamento, alla predisposizione dell’offerta formativa, a quella del calendario didattico, all’accompagnamento delle attività di tirocinio ecc. La sfida risiede nel riuscire a fare in modo che un intervento mirato a una determinata area abbia ricadute positive sulle altre, concepite come parti interconnesse del medesimo sistema (CdS), che ha obiettivi molteplici e integrati. Garantire ai laureati una formazione robusta fondata su conoscenze e competenze professionali rispondenti alle esigenze del mercato del lavoro è certamente l’obiettivo principale di un corso di studio. Un obiettivo che ha una ricaduta importante sulla comunità, nel senso che più i laureati saranno capaci di leggere e interpretare i bisogni educativi presenti nella realtà sociale e darvi risposte soddisfacenti, più saranno garantite pari opportunità di successo educativo e formativo a tutti i cittadini. La catena dei vantaggi è consistente, grazie a interventi mirati e portati avanti in modo sinergico.</p><p rend="text" >Visto in quest’ottica, TECO-D ha fornito un’indicazione metodologica interessante, nella misura in cui invita a mantenere un doppio sguardo sul CdS, da un lato sulla sua architettura generale in rapporto anche agli sbocchi professionali e dall’altro sulle sue singole componenti, cioè sugli apprendimenti in uscita. Su questo secondo versante è da valorizzare il processo di individuazione dei <hi rend="italic">core contents</hi> non attraverso un processo induttivo calato dall’alto ma grazie a un percorso di ricerca quantitativa e qualitativa. Ciò riflette un’idea di gestione del CdS fondata sulla ricerca come motore di cambiamento e innovazione. I dati emersi dai test di valutazione consentono infatti al Collegio dei docenti di intraprendere processi di miglioramento attraverso l’elaborazione di un Syllabus capace di incidere sulla <hi rend="italic">performance</hi> didattica.</p><p rend="h2" >Riferimenti bibliografici</p><p rend="bib_indx_bib" >Biasin, C., Boffo, V., e C. Silva. 2020. “Le dinamiche relazionali e comunicative nella formazione delle professionalità educative.” <hi rend="italic">Rivista Italiana di Educazione Familiare</hi> 17 (2): 7-25. </p><p rend="bib_indx_bib" >Biasin, C., e A. Serbati. 2020. “La formazione universitaria alla competenza relazionale e comunicativa dell’educatore socio-pedagogico. Evidenze e riflessioni da un’analisi documentale nel Corso di Laurea in Scienze dell’educazione e della formazione dell’Università di Padova.” <hi rend="italic">Rivista Italiana di Educazione Familiare</hi> 17 (2): 197-219.</p><p rend="bib_indx_bib" >Decreto Legislativo n. 65/2017. “Istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita sino a sei anni, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera e), della legge 13 luglio 2015, n. 107.” &lt;<ref target="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/05/16/17G00073/sg">https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/05/16/17G00073/sg</ref>&gt; (10/2022).</p><p rend="bib_indx_bib" >Federighi, P. 2018. “I contenuti core per la formazione universitaria dei professionisti dell’educazione e della formazione.” <hi rend="italic">Form@re - Open Journal per la formazione in rete</hi> 18 (3): 19-36.</p><p rend="bib_indx_bib" >Federighi, P., Bracci, F., Del Gobbo, G., Torlone, F., e E. Torre. 2019. <hi rend="italic">Framework. TECO-D Pedagogia (Scienze dell’Educazione e della Formazione L-19)</hi>. &lt;<ref target="https://www.anvur.it/wp-content/uploads/2019/08/TECOD-Pedagogia.pdf">https://www.anvur.it/wp-content/uploads/2019/08/TECOD-Pedagogia.pdf</ref>&gt; (10/2022).</p><p rend="bib_indx_bib" >Legge n. 107/2015. “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti.” &lt;<ref target="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/07/15/15G00122/sg">https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/07/15/15G00122/sg</ref>&gt; (10/2022).</p><p rend="bib_indx_bib" >Legge n. 205/2017. “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020.” art.1 commi 594-601. &lt;<ref target="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/12/29/17G00222/sg">https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/12/29/17G00222/sg</ref>&gt; (10/2022).</p><p rend="bib_indx_bib" >Legge n.145/2018. “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021.” art.1, comma 517. &lt;<ref target="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2018/12/31/18G00172/sg">https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2018/12/31/18G00172/sg</ref>&gt; (10/2022).</p><p rend="bib_indx_bib" >Perla, L., e L. S. Agrati. <hi >2020. “Training the design skills based on the Agire educativo paradigm. 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