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        <title type="main" level="a">Deposizioni</title>
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          <resp>This is a section of <title>Europa: un progetto in costruzione</title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/979-12-215-0100-1</idno>) by </resp>
          <name>Michela Graziani, Ada Milani</name>
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        <publisher>Firenze University Press</publisher>
        <pubPlace>Firenze</pubPlace>
        <date when="2023">2023</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/979-12-215-0100-1.05</idno>
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        <p>The statements here presented represent a tribute to David Sassoli and to the European values defended by Sassoli in his discours on the Future of Europe here included.</p>
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            <item>David Sassoli</item>
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      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/979-12-215-0100-1.05<ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0100-1.05" /></p>

<p rend="h1_part" >Deposizioni</p><p rend="editorial_metadata_author" >David Sassoli, Ex President of the European Parliament, Italy</p><p rend="editorial_metadata_author" >Guilherme d’Oliveira Martins, Calouste Gulbenkian Foundation, Portugal, <ref target="mailto:gom@gulbenkian.pt">gom@gulbenkian.pt</ref></p><p rend="editorial_metadata_author" >Sandra Teixeira de Faria, Complutense University of Madrid, Spain, <ref target="mailto:sandrtei@ucm.es">sandrtei@ucm.es</ref>, <ref target="https://orcid.org/0000-0002-8869-9949">0000-0002-8869-9949</ref></p><p rend="editorial_metadata_author" >María Colom Jiménez, Complutense University of Madrid, Spain, <ref target="mailto:mcolomji@ucm.es">mcolomji@ucm.es</ref>, <ref target="https://orcid.org/0000-0001-6947-6224">0000-0001-6947-6224</ref></p><p rend="editorial_metadata_polices" >Referee List (DOI 1<ref target="https://doi.org/10.36253/fup_referee_list">0.36253/fup_referee_list</ref>)</p><p rend="editorial_metadata_polices" >FUP Best Practice in Scholarly Publishing (DOI <ref target="https://doi.org/10.36253/fup_best_practice">10.36253/fup_best_practice</ref>)</p><p rend="editorial_metadata_book" >David Sassoli, Guilherme d’Oliveira Martins, Sandra Teixeira de Faria, María Colom Jiménez, <hi rend="italic">Deposizioni</hi>, © Author(s), <ref target="http://creativecommons.org/licenses/by/4.0/legalcode">CC BY 4.0</ref>, DOI <ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0100-1.05">10.36253/979-12-215-0100-1.05</ref>, in Michela Graziani, Ada Milani (edited by), <hi rend="CharOverride-1">Europa: un progetto in costruzione. Omaggio a David Sassoli</hi>, pp. -29, 2023, published by Firenze University Press, ISBN 979-12-215-0100-1, DOI <ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0100-1">10.36253/979-12-215-0100-1</ref></p><p rend="h1_chapter" >Conferenza sul Futuro dell’Europa</p><p rend="h1_author" >David Sassoli</p><p rend="quotations_quotation_b1" >Signor Presidente Macron</p><p rend="quotations_quotation_b2" >Signora Presidente von der Leyen</p><p rend="quotations_quotation_b2" >Primo Ministro Costa</p><p rend="quotations_quotation_b2" >Signore e Signori</p><p rend="quotations_quotation_b2" >Ministri degli Affari Esteri</p><p rend="quotations_quotation_b2" >Care colleghe e cari colleghi</p><p rend="quotations_quotation_b3" >Care cittadine e cari cittadini</p><p rend="text" >Vorrei dare il benvenuto a tutti, qui, al Parlamento Europeo per la cerimonia di apertura della Conferenza sul Futuro dell’Europa che si tiene il giorno della Festa dell’Europa. Era importante iniziare questo grande esercizio di democrazia, di partecipazione, proprio qui nell’emiciclo della casa dei cittadini europei a Strasburgo, nella sede della nostra istituzione dalla quale la pandemia purtroppo ci ha tenuti lontani per molti mesi, ma siamo fiduciosi che il Parlamento Europeo potrà tornare molto presto a tenere le sue sessioni, a svolgere il suo lavoro qui, a Strasburgo. Vorrei ringraziare il Presidente Macron per la sua presenza, per il suo coinvolgimento in questo tema molto importante, così come la presidenza congiunta della conferenza, la Presidente von der Leyen, il Primo Ministro Costa, questa inaugurazione ibrida, e vorrei salutare tutti i cittadini europei che sono collegati oggi con noi dai nostri stati membri. Vorrei ringraziare anche l’Alto Rappresentante dell’Unione per gli Affari Esteri, i leader dei gruppi politici, i ventisette Ministri degli Affari Europei. La maggior parte sono connessi con noi, nonostante il fatto che non possiamo riunirci tutti insieme a causa di questa pandemia che ci ha fatto scoprire in questi quindici mesi il dolore, il dolore del mondo, il dolore dei nostri cittadini, il dolore delle nostre famiglie, dei nostri lavoratori. Dall’inizio della legislatura la Conferenza sul Futuro dell’Europa, lo sapete, è stata una priorità per il Parlamento Europeo: l’abbiamo chiesta e oggi partiamo, certo con un po’ di ritardo, ma sono successe tante cose in questi mesi e anche prima della pandemia noi avevamo capito l’importanza di questo percorso. Oggi, dopo quindici mesi di crisi, abbiamo molto chiaro cosa ha funzionato e cosa non ha funzionato, abbiamo molto più chiaro dove l’Unione Europea è forte e può esserne anche orgogliosa, ma anche dove è debole e dove deve migliorare. La lezione del Covid è una grande lezione per tutti e lo è anche per il funzionamento dell’Unione Europea. Ma perché in questi quindici mesi con le stesse istituzioni, le stesse persone, tante cose non hanno funzionato e altre invece hanno marciato bene? Perché quando l’Europa ha coscienza delle sue competenze risponde con efficacia, con prontezza, con coerenza, ma quando l’Unione Europea si trova magari in una situazione così devastante, a fare opera di supplenza, entra in difficoltà. Vogliamo migliorare il nostro funzionamento e lo vogliamo fare con i nostri valori, con i nostri principi, perché siamo sicuri che la democrazia è più forte dell’autoritarismo e dà risposte più efficienti rispettando le persone, le comunità, gli stati membri. E allora dobbiamo lavorare, da oggi, perché il funzionamento sia più coerente perché l’Europa abbia competenze chiare in tante materie di cui i nostri paesi da soli sarebbero emarginati e si troverebbero solo in grande difficoltà. Dobbiamo pensare a noi stessi, alla democrazia, dobbiamo renderla capace di decisioni rapide, perché i nostri cittadini vogliono che la democrazia risponda ai loro bisogni, ma se la democrazia non decide all’unanimità, se c’è il diritto di veto, come può rispondere con efficienza? Abbiamo bisogno di lavorare su noi stessi, perché vogliamo lasciare alle giovani generazioni non solo il peso della crisi, ma anche l’orgoglio di avere un’unione che possa essere un punto di riferimento, in un mondo in cui la sfida dell’autoritarismo, della non libertà è molto forte e lo vediamo sulla scena internazionale in questo momento. Quest’anno è stato un anno di tante lezioni che non dobbiamo mettere in un cassetto, ma che possono aiutarci a capire dove e come migliorarci. Questa cerimonia è l’avvio di questo processo e abbiamo la necessità, naturalmente, di procedere con un esercizio di democrazia inedito: le istituzioni e i cittadini, le istituzioni e la società civile, le istituzioni europee e le istituzioni nazionali, perché se c’è un’altra lezione della crisi è che abbiamo capito che tutti siamo un pezzo dello stesso ingranaggio: che l’Unione Europea non è solo Bruxelles ma sono anche i parlamenti nazionali, i governi nazionali, addirittura le regioni, così importanti nella vita dei nostri paesi. Tutti devono sentirsi parte di questo processo e noi vogliamo farlo con loro e vogliamo che questa Conferenza tra un anno, senza tabù, discuta di noi stessi e ci dia delle soluzioni concrete, pratiche, pragmatiche, per migliorarci. Il parlamento intende, ovviamente, svolgere il suo ruolo in questa Conferenza come rappresentante dei cittadini, i nostri 705 deputati sentono la responsabilità nel rendere questo esercizio un successo raggiungendo i cittadini, gli elettori che hanno riposto la loro fiducia in questa istituzione, che hanno sconfitto le tentazioni un anno e mezzo fa, alle lezioni, di disgregare l’Unione Europea e di vincere sapendo che una politica comune, una politica europea, uno spirito di solidarietà tra noi può consentirci di superare tante difficoltà. Per il Parlamento la conferenza deve arrivare alla fine di questo esercizio, come dicevo, con proposte concrete, basate sulle raccomandazioni dei cittadini, sui dibattiti dell’assemblea plenaria e soprattutto che siano seguite da azioni. Questa visione del nostro processo europeo sarà la bussola che deve guidare il nostro lavoro nel decennio a venire e firmando la dichiarazione congiunta le nostre istituzioni si sono impegnate in questo processo. Senza pregiudicare i risultati, la Conferenza sarà un luogo di discussione in cui dovremo inevitabilmente affrontare la questione della salute, ha detto bene il Presidente Macron, come il Parlamento ha già indicato. Potremo uscire dalla pandemia senza una politica europea sulla salute umana? Sarebbe una sconfitta e sarebbe esporci ad altre crisi e nuove difficoltà. Siamo all’indomani del vertice di Porto e credo che anche la dimensione sociale sarà al centro dei dibattiti della conferenza. Alla fine di questa pandemia, la solidarietà europea sarà più che mai necessaria per affrontare insieme le conseguenze sociali, economiche, della crisi. Non commettiamo, cari amici, gli errori del passato. Senza coesione sociale rafforzata, l’identità delle nostre società e l’essenza delle nostre democrazie sarebbero minacciate. Sono convinto anche che sia giunto il momento di riflettere sulla funzione, sull’identità dell’istituzione parlamentare. Come ho detto prima, i nostri sistemi democratici devono costantemente adattarsi alle situazioni, al contesto in cui noi viviamo, perché la democrazia si costruisce ogni giorno, però sappiamo anche che la democrazia è un sistema fragile. E ricordo a tutti quel momento all’inizio di questo anno in cui tutti noi eravamo rivolti a Washington, dove si cercava di colpire l’istituzione democratica del congresso americano, il Parlamento come garante dei valori democratici nel processo decisionale europeo. Merita particolare attenzione questa riflessione. La nostra istituzione gode di una legittimazione democratica diretta con i suoi 705 deputati che rappresentano il pluralismo che esiste nelle nostre democrazie, nella nostra vita democratica europea. Credo quindi che dovremo riflettere su come rafforzare la capacità, la centralità del Parlamento, in particolare per quanto riguarda il suo potere di iniziativa. Come ogni parlamento nazionale, il diritto di iniziativa dovrebbe essere effettivamente conferito al Parlamento Europeo affinché la nostra istituzione possa fare proposte alla Commissione, al Consiglio, e non solo essere i destinatari delle proposte. Questo contribuirebbe a dare maggiore capacità alla nostra democrazia. Dovremo anche aumentare la trasparenza delle elezioni e permettere ai cittadini di indicare le loro preferenze per la presidenza della Commissione. Spero che la Conferenza affronti anche la questione dello <hi rend="italic">Spitzenkandidat</hi>, del candidato leader, perché sono convinto che questo contribuirà alla necessità dei cittadini di essere più coinvolti. Allo stesso modo le questioni dell’unanimità, come dicevo prima, nel Consiglio dovrà essere assolutamente affrontato. Vediamo che nel mondo vi sono attori geo-politici che ci attaccano, che approfittano delle nostre divisioni, che vogliono indebolirci. Questo contribuisce a un grado di sfiducia che dobbiamo combattere, perché la democrazia che non risponde con rapidità, è una democrazia che si presta ad essere colpita facilmente. Tante riflessioni, tante proposte, ogni istituzione metta al centro le proprie priorità. I cittadini ci aiutino a capire lo spirito di questo tempo che chiede più Europa. Se tutte queste riflessioni e quelle con le cittadine, i cittadini, i nostri giovani, dovranno implicare anche un aggiornamento dei nostri trattati, chiedo a tutti di essere generosi, coraggiosi. Non dobbiamo avere paura, non dobbiamo avere tabù e in questo processo continuiamo a discutere per favorire le risposte che le nostre società attendono da noi. Sono personalmente convinto che la consapevolezza della nostra unità e di un destino comune sia condivisa dalla maggioranza dei cittadini, oggi più di ieri, perché tanti si sono resi conto che senza l’iniziativa dell’Europa, senza una politica europea, tutti i nostri paesi e le nostre comunità e i nostri cittadini sarebbero più fragili. Facciamo insieme un’Europa più forte, più resistente, più democratica, più unita<hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi xml:id="footnote-000-backlink"><ref target="05.html#footnote-000">1</ref></hi></hi>.</p><p rend="text ParaOverride-1" >Strasburgo, 9 maggio 2021</p><p rend="h1_chapter" >Un simbolo ben presente</p><p rend="h1_author" >Guilherme d’Oliveira Martins</p><p rend="text" >David Sassoli è diventato, a pieno titolo, simbolo di una Unione Europea più attiva e dinamica. Valori, culture e memorie costituiscono la base di un’Europa che si deve caratterizzare per l’«Unità nella Diversità», resistendo alla frammentazione degli egoismi e dell’intolleranza. Con una storia ricca di eventi, contraddizioni, ma con radici comuni, l’Europa continua ad essere in costruzione. Estranei alla logica delle identità chiuse, dobbiamo costruire realtà aperte, diverse e complesse che non escludano nessuno. Il patrimonio culturale europeo unisce generazioni, suscita complementarità, incrocia influenze e si basa sull’evoluzione storica di incontri e disincontri, aprendo percorsi di dialogo e di cooperazione tra comunità, ma anche con altre culture del mondo. Si tratta di ponti tra il passato e il futuro in un processo continuo di creatività e innovazione che affonda le sue radici nell’evoluzione storica, superandola in nome di una cittadinanza attiva e responsabile, dello sviluppo sostenibile e di una solida coesione sociale.</p><p rend="text" >Nel 74° anno della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani dobbiamo riconoscere il Patrimonio Culturale come una priorità, suscettibile di creare legami duraturi tra la realtà locale, regionale, nazionale ed europea; di preservare e trasmettere ciò che è insostituibile; di investire con qualità nella rigenerazione del Patrimonio materiale e immateriale; di promuovere la conoscenza migliore, la comprensione approfondita e di cogliere l’opportunità che il momento attuale ci riserva. La società, nel suo insieme, e lo sviluppo umano sono in causa. Solo un ambizioso metodo d’azione può avere risultati effettivi. Si unisca l’investimento nella cultura, istruzione e scienza con gli obiettivi di coesione sociale e dello sviluppo regionale, coinvolgendo città, campagne, litorali, ambiente, turismo, sostenibilità, cambiamento climatico, ricerca e innovazione, politica digitale. Stiamo riferendo l’obbligo di una maggiore responsabilità dell’Europa e di coerenza con la Convenzione di Faro del Consiglio d’Europa per lo Sviluppo Sostenibile. Nell’ambito del patriottismo costituzionale europeo di una democrazia sovranazionale, le istituzioni europee dovranno riconoscere l’apprendimento, la scienza e il patrimonio culturale come priorità strategiche che contribuiranno all’urgente investimento nel capitale umano e culturale e nella promozione dei valori universali europei. </p><p rend="text" >L’omaggio a David Sassoli, cittadino europeo di riferimento, ci porta a vedere nell’Europa un fattore cruciale di sviluppo umano, soprattutto in un periodo in cui la guerra e la crisi economica ci obbligano a coltivare la cultura della pace e a far sì che la sussidiarietà si realizzi attraverso il primato della persona umana e della sua dignità.</p><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="05.html#footnote-000-backlink">1</ref></hi>	Trascrizione del video in lingua italiana disponibile online: &lt;<ref target="https://multimedia.europarl.europa.eu/pt/video/conference-on-the-future-of-europe-inaugural-event-statement-by-david-sassoli-ep-president_I205247">https://multimedia.europarl.europa.eu/pt/video/conference-on-the-future-of-europe-inaugural-event-statement-by-david-sassoli-ep-president_I205247</ref>&gt; (08/22).</p><p rend="h1_chapter" >David Sassoli: estratti di una vita</p><p rend="h1_author" >Sandra Teixeira de Faria, María Colom Jiménez</p><p><graphic url="05-web-resources/image/DAVID_SASSOLI_Sandra_Teixeira_de_Faria_e_María_Colom_Jiménez.jpg" rend="img _idGenObjectAttribute-1" mimeType="image/jpeg"/></p><p rend="text_NOindent" >Traduzione del discorso di Sassoli riportato sul manifesto: «La Democrazia si rafforza se guarda alle persone, ad ogni persona, agli interessi e alle esigenze di ognuna di loro. Abbiamo bisogno di alimentare e rialimentare la speranza e lo possiamo fare solo se stiamo vicino al popolo». David Sassoli (1956-2022).</p>


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