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      <titleStmt>
        <title type="main" level="a">«Indietro non vogliamo tornare, indietro non sarà possibile tornare»: David Sassoli e António Costa davanti alle sfide europee</title>
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          <persName n="1" ref="https://orcid.org/0000-0001-8762-9685" type="ORCID">
            <forename>Mariagrazia</forename>
            <surname>Russo</surname>
            <placeName type="affiliation">UNINT, University of International Studies of Rome, Portugal</placeName>
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          <resp>This is a section of <title>Europa: un progetto in costruzione</title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/979-12-215-0100-1</idno>) by </resp>
          <name>Michela Graziani, Ada Milani</name>
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        <publisher>Firenze University Press</publisher>
        <pubPlace>Firenze</pubPlace>
        <date when="2023">2023</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/979-12-215-0100-1.16</idno>
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          <p>Available for academic research purposes</p>
          <p>Open Access</p>
          <p>Copyright Author(s)</p>
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            <p>Content licence CC BY 4.0</p>
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        <p>This is original content, published for academic research purposes</p>
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      <abstract xml:lang="en">
        <p>This article looks at the privileged relationship that David Sassoli had with Portugal at a time when the presidency of the European Parliament was shared with the presidency of the Council of Europe entrusted to António Costa. President Sassoli's speeches at the Social Summit held in the city of Porto on 7 and 8 May 2021 represent the synthesis of his socio-cultural and geopolitical vision. The Conference on the Future of Europe, which opened on 17 June 2021, ended when unfortunately Sassoli had already left us.</p>
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            <item>David Sassoli</item>
            <item>Europe</item>
            <item>European Parliament</item>
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      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/979-12-215-0100-1.16<ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0100-1.16" /></p>


<p rend="h1_chapter" >«Indietro non vogliamo tornare, indietro non sarà possibile tornare»: David Sassoli e António Costa davanti alle sfide europee</p><p rend="h1_author" >Mariagrazia Russo</p><p rend="text" >David Sassoli (1956-2022), politico al Parlamento Europeo nel quale è stato inizialmente deputato (nel 2009), poi vicepresidente (dal 2014 al 2019, 8ª legislatura) e infine Presidente (9ª legislatura dal 3 luglio 2019 all’11 gennaio 2022, quando una grave complicazione del sistema immunitario gli ha tolto la vita), ha incoraggiato lo sviluppo di un’Europa unita condividendo con il Portogallo, in diverse occasioni, sfide e programmi.</p><p rend="text" >Entrato al Parlamento Europeo durante la presidenza della Commissione Europea affidata a José Manuel Durão Barroso (2004-2014), Sassoli ha sostenuto una politica europea particolarmente attenta alle problematiche sanitarie emerse con la pandemia da COVID-19, per la quale ha promosso la certificazione digitale; alla questione ambientale con la promulgazione, sotto la sua presidenza, della Legge sul Clima; a guardare al futuro in una prospettiva di resilienza, crescita e maggior sviluppo nella capacità di comprendere, nelle difficoltà superate grazie a una dimensione comunitaria, l’opportunità di cambiamento e trasformazione.</p><p rend="text" >Uno dei progetti più ambiziosi di Sassoli è stata l’organizzazione della Conferenza sul Futuro dell’Europa, che ha aperto nuovi spazi di dialogo tra i giovani, sottolineando le priorità che la società dovrà affrontare in un prossimo futuro, e sollecitando al contempo un coinvolgimento diretto nel processo indirizzato a una democrazia più partecipativa e volta al confronto. Proposta nel 2019, la Conferenza sarebbe dovuta iniziare il 9 maggio 2020, ma, a causa della pandemia, è stata rimandata all’anno seguente come evento inaugurale al Parlamento Europeo di Strasburgo il 9 maggio 2021. </p><p rend="text" >Prima dell’inizio dei lavori della Conferenza, l’incontro tra il Primo Ministro portoghese António Luís Santos da Costa (n. 1961) e David Sassoli, il 2 dicembre 2020, ha aperto la strada per l’agenda del futuro turnover portoghese. Nella conferenza stampa, Sassoli sottolinea: </p><p rend="quotation_b" >Sono completamente d’accordo sulla necessità di rafforzare il modello sociale europeo. Questo sarà particolarmente importante nella fase di ripresa post-Covid e nella transizione verso un’Europa più verde e più digitale, nessuno deve essere lasciato indietro. Sono convinto che la quarta presidenza portoghese sarà un grande successo. Le presidenze portoghesi sono state molto importanti nella storia dell’Unione Europea. Hanno sempre garantito all’Europa una maggiore efficienza ed efficacia sia nell’organizzazione dell’Unione, sia nell’approccio alle questioni economiche e sociali che nel modo in cui l’Europa si presenta al mondo esterno. Dobbiamo costruire partenariati con gli altri attori globali e non solo essere in competizione con loro (Sassoli <hi rend="italic">apud</hi> Molinari 2020).</p><p rend="text" >Sassoli riconosce dunque al Portogallo un programma organizzativo, economico e sociale efficiente ed efficace, rivolto più alla collaborazione che alla competizione. </p><p rend="text" >Settantuno anni dopo la Dichiarazione di Parigi di Robert Schuman, realizzata, come è noto, il 9 maggio 1950, embrione di un percorso per l’unione politica ed economica di vari Stati europei, e tredici anni dopo l’ultima revisione dei trattati, avvenuta esattamente a Lisbona (alterazioni profonde al Trattato dell’Unione Europea e al Trattato che ha istituito la Comunità Europea, 2007 con l’entrata in vigore nel 2009), la Conferenza sul Futuro dell’Europa ha perciò voluto lavorare su vari aspetti sociali di una Europa il cui volto è mutato considerevolmente nel corso del tempo: l’agenda sociale e ambientale per l’Europa ha dunque affrontato temi come: istruzione, cultura, gioventù, sport, clima, economia, giustizia sociale, lavoro, sicurezza, transizione digitale e migrazione. Nel frattempo, il 1° gennaio 2021, il Portogallo ha assunto la presidenza rotativa del Consiglio dell’Unione Europea per 6 mesi (fino al 30 giugno 2021), dopo Angela Merkel, in piena crisi sanitaria e socioeconomica, con il portoghese António Costa, il quale ha proposto che la Conferenza fosse condivisa e organizzata dalle tre principali istituzioni europee, ovvero, la Commissione Europea, il Parlamento Europeo e il Consiglio Europeo, oltre che da un Comitato Esecutivo (cfr. Campos 2021): una decisione unitaria in grado di far crescere tutta l’Europa in sinergia, in un processo di crescita comune continua. L’Unione Europea ha perciò accettato di buon grado la proposta di António Costa, la cui politica è stata orientata a promuovere un’Europa resiliente, sociale, verde (rispettando le azioni climatiche della UE già presentate dalla precedente presidenza tedesca per salvaguardare la biodiversità), digitale (come motore di resilienza e ripresa) e globale (senza perdere di vista i rapporti con il Regno Unito), scegliendo come lemma «Tempo di agire: un recupero giusto, verde e digitale» e considerando come priorità il recupero post Covid-19 e le strategie di vaccinazione (cfr. <ref target="http://Portugal.Eu">Portugal.Eu</ref> 2021). Così, dopo la proposta di una firma congiunta delle tre principali istituzioni d’Europa, il giorno 10 marzo 2021, si incontrarono David Sassoli per il Parlamento Europeo, António Costa per il Consiglio d’Europa e Ursula von der Leyen per la Commissione Europea. In quell’occasione, il Presidente Sassoli afferma </p><p rend="quotation_b" >le aspettative dei cittadini della UE sono più forti che mai. È essenziale continuare a dare all’Europa gli strumenti adeguati per rispondere a queste aspettative, a queste esigenze di solidarietà. Questa è un’opportunità per riscoprire l’anima del progetto europeo. Invitiamo tutti i cittadini europei a partecipare alla conferenza e a costruire l’Europa del domani, affinché diventi “la loro Europa” (Sassoli 2021b, traduzione nostra). </p><p rend="text" >Sulla stessa linea il Presidente del Consiglio Europeo António Costa aggiunge: </p><p rend="quotation_b" >Sappiamo che non tutti hanno la stessa visione sul futuro dell’Europa: è proprio per questo che la Conferenza sul Futuro dell’Europa sarà un punto di riferimento decisivo nel tempo affinché possiamo discutere senza tabù, riunendo così le nostre visioni divergenti. Solo così possiamo superare le differenze e rafforzare ciò che ci unisce» (Costa 2021, traduzione nostra). </p><p rend="text" >Con questa visione di un’Europa che sappia rispondere alle necessità degli europei, a Lisbona, il 17 giugno 2021, ha avuto luogo l’evento di apertura dei cittadini europei in forma ibrida alla luce della sessione plenaria inaugurale del 19 giugno. Le proposte di cambiamento per l’Europa si sono concluse il 9 maggio 2022: David Sassoli non è purtroppo riuscito ad arrivarci. Ma il suo impegno ha contribuito alla realizzazione di questo importante momento comunitario che ha visto l’Italia, il Portogallo e la Germania allo stesso tavolo dirigenziale. </p><p rend="text" >La terra lusitana, il 7 e l’8 maggio 2021, è stata teatro anche del Summit Sociale di Porto con i capi di Stato e di Governo dell’Unione Europea, partner sociali e società civile, riuniti per definire l’agenda sociale europea. È stato David Sassoli a concludere i lavori con questi due discorsi. Il primo, pronunciato il 7 maggio:</p><p rend="quotation_b" >Desidero ringraziare il Primo Ministro Costa e la Presidenza portoghese per la qualità della discussione di oggi e per l’ambizione del testo che abbiamo sottoscritto insieme alle parti sociali. Un testo che è il risultato di un negoziato politico tra istituzioni e parti sociali, un processo che è di per sé un passo importante e del quale il Parlamento europeo ha sempre sostenuto l’importanza. Come abbiamo detto oggi, il costo sociale ed economico di questa crisi è oggi sempre più evidente e colpisce i cittadini europei nella loro vita quotidiana. Le misure senza precedenti che abbiamo adottato in questi mesi hanno permesso di dotare gli Stati Membri del più grande stimolo economico nella storia dell’Unione europea, che permetterà di rimettere l’Unione europea sulla strada della ripresa. Oggi da Porto diciamo insieme che questa forte risposta deve avere al centro la questione sociale, il lavoro di qualità, la lotta alla povertà e alle disuguaglianze sociali, la questione di genere e l’uguaglianza tra uomini e donne. Se questo non sarà il cuore della ripresa, le grandi transizioni che stiamo preparando, la rivoluzione verde, la rivoluzione digitale, lasceranno indietro molti e molte fragilità che non ci possiamo permettere. E se non metteremo al centro i bambini e i giovani, la loro dignità, i loro diritti – tra tutti il diritto a un futuro di benessere – avremo la grande responsabilità di avere deluso e perduto più generazioni, che invece devono essere gambe e mente del progetto europeo. Oggi diciamo che i principi sanciti dal Pilastro dei diritti sociali devono diventare realtà, essere materialmente applicati e non solo proclamati. Per questo io vedo questa conferenza e il vertice di domani non come un punto di arrivo, ma come un punto di partenza verso una ripresa di segno sociale. Credo che da oggi le nostre istituzioni debbano avviare un dialogo serrato su una agenda sociale rinnovata. Sulla base della nostra dichiarazione, delle risoluzioni del Parlamento europeo e del Piano di azione della Commissione, dovremo tutti impegnarci a fissare gli obiettivi concreti e dettagliati perché questi diritti diventino reali ed esigibili. Se sapremo fare questo salto di concretezza, in un momento così drammatico per le nostre società, il vertice di domani sarà l’inizio di una nuova stagione sociale dell’Europa. Domani intervenendo al vertice chiederò ai Capi di Stato e di Governo a nome del Parlamento europeo di tradurre i principi del Pilastro in azioni concrete, accelerarne l’attuazione e assicurare che essi abbiano un impatto reale sulle condizioni di vita delle persone, sulle loro condizioni di lavoro, sulla loro dignità e sull’uguaglianza sostanziale delle loro condizioni. Questo è il tempo straordinario che ci è dato e abbiamo nelle mani una opportunità storica di trarre le lezioni di questa pandemia e ricostruire economie e società più sostenibili, più eguali. Per non tornare indietro e per ridurre le disuguaglianze dovremo anche lavorare sui debiti contratti per proteggere i nostri cittadini in questi tempi di pandemia. Non vogliamo che i nostri cittadini più vulnerabili e fragili, le donne e i giovani, portino domani il peso della crisi.</p><p rend="quotation_b" >Ecco il motivo per cui dobbiamo avviare oggi un grande dibattito sulle regole dopo il Covid e riformare il Patto di Stabilità e Crescita. Anche la nuova politica di stampo europeo, avviata dal Presidente Biden, ci invita a non avere tabù. Indietro non vogliamo tornare, indietro non sarà possibile tornare (Sassoli <hi rend="italic">apud</hi> Cuillo 2021).</p><p rend="text" >Il giorno successivo è di nuovo tornato sull’argomento:</p><p rend="quotation_b" >Signore e signori,</p><p rend="quotation_b" >Sono lieto di potervi parlare e di condividere con voi gli insegnamenti che ho tratto dall’importante conferenza che abbiamo tenuto ieri, organizzata dalla Presidenza portoghese. Vorrei ringraziare il Primo Ministro Costa per la qualità delle discussioni e l’ambizione del testo che abbiamo adottato, che è il risultato dei negoziati tra i partner sociali e tutte le parti coinvolte in questo testo. La loro partecipazione, richiesta dal Parlamento europeo nella sua risoluzione adottata l’anno scorso, è un grande passo avanti di cui dobbiamo rallegrarci.</p><p rend="quotation_b" >I nostri cittadini si aspettano molto dalla ripresa che stiamo preparando. Si aspettano che abbia una forte impronta sociale, che abbia l’obiettivo di colmare le disuguaglianze, di rilanciare il lavoro di qualità, di accompagnare tutti nella transizione grande che ci aspetta. </p><p rend="quotation_b" >La crescita delle disuguaglianze creata dalla crisi da Covid-19 minaccia di lasciare un’eredità di povertà e instabilità sociale ed economica che sarebbe devastante. Il Covid-19 ha messo in evidenza le disuguaglianze pre-pandemiche più vividamente di quanto potessimo immaginare. Ha drammaticamente esposto le disparità nella nostra capacità di affrontare la fragilizzazione dei mezzi di sussistenza, dei sistemi educativi dei nostri figli e dei sistemi sanitari</p><p rend="quotation_b" >Sarebbe ingannevole pensare che le linee di frattura sociale, allargate dalla pandemia, possano rimarginarsi in fretta e che l’economia e la società possano quindi tornare alla normalità pre-pandemica.</p><p rend="quotation_b" >È soprattutto in tempi di crisi che il progetto europeo deve dimostrare di essere un progetto per il bene di tutti, proteggendo le persone, sostenendo le imprese, investendo nell’uguaglianza, nel progresso sociale e nel benessere economico. Soddisfare i bisogni dei cittadini europei di assistenza, lavoro, dignità, sicurezza e prosperità per il loro futuro è il cuore di questo progetto.</p><p rend="quotation_b" >In questo contesto, possiamo tutti essere orgogliosi che l’Europa abbia risposto con forza all’emergenza economica e sociale scatenata dalla pandemia con l’accordo del Consiglio europeo del 21 luglio scorso. Questo accordo prevede il finanziamento di investimenti nella transizione digitale e verde per gli Stati membri, con obiettivi quantificati.</p><p rend="quotation_b" >Ma al di là di questo, grazie soprattutto al lavoro svolto dalla squadra negoziale del Parlamento europeo, il piano europeo di ripresa contiene anche una dimensione sociale indispensabile, poiché permetterà di finanziare misure legate alla coesione sociale e territoriale, nonché misure a favore dei bambini e dei giovani. Questa dimensione mi sembra essenziale: il cambiamento climatico non può essere dissociato dalla giustizia sociale e dalla lotta contro le disuguaglianze. Infatti, le disuguaglianze e la povertà alimentano la crisi ecologica, mentre vediamo che le società più egualitarie hanno una situazione ambientale migliore e una maggiore capacità di diventare più sostenibili.</p><p rend="quotation_b" >Così, con il Piano europeo di ripresa, l’Europa si sta dando i mezzi per affrontare i problemi strutturali e avanzare ulteriormente verso un’Europa sociale. Il dialogo sociale e l’impegno degli attori sociali saranno essenziali per raggiungere questo obiettivo. Più che mai, oltre al Green Deal e alla Strategia digitale, è necessario riaffermare con forza l’esistenza di un terzo pilastro per la ripresa e la trasformazione dell’UE, il Pilastro europeo dei diritti sociali.</p><p rend="quotation_b" >Questi sono i temi che sono stati ripresi oggi e che continuano il programma ambizioso lanciato con l’adozione del Pilastro Sociale al Summit di Göteborg nel 2017, che ha messo in moto uno sforzo comune per avvicinare il Progetto Europeo ai cittadini europei rafforzando l’Europa Sociale, cioè un’UE che dà priorità al benessere dei suoi cittadini, e rafforza la sua coesione sociale.</p><p rend="quotation_b" >Oggi a Porto, e in continuità col processo lanciato a Göteborg nel 2017, il Parlamento europeo sostiene le misure varate dagli Stati membri per ammortizzare gli effetti economici e sociali della pandemia Covid-19, per garantire che nessuno rimanga indietro, evitare l’aumento della povertà e dare futuro a una generazione che rischia di essere perduta.</p><p rend="quotation_b" >In questo contesto, le lezioni apprese dall’attuale pandemia dovrebbero garantire che le riforme adatteranno i nostri sistemi nazionali ad essere più resilienti per poter affrontare adeguatamente le crisi future. Il Pilastro europeo dei diritti sociali deve essere una guida per la dimensione sociale delle riforme e degli investimenti nazionali.</p><p rend="quotation_b" >È a questa condizione che lo strumento per la ripresa e la resilienza ci permetterà di rimettere le nostre economie su un percorso di crescita sostenibile ed equa.</p><p rend="quotation_b" >Dobbiamo continuare a dare vita, dopo questo vertice, alla necessaria ambizione sociale che deve essere al centro della strategia europea di ripresa. Per questo motivo, a nome del Parlamento europeo, vorrei invitare il Consiglio dell’Unione europea e la Commissione europea a rinnovare e rafforzare il nostro impegno comune verso un’Unione europea sostenibile, equa e inclusiva in particolare per dare attuazione concreta ai principi e ai diritti contenuti nel Pilastro europeo dei diritti sociali. Per questo, e come sottolineato nella nostra risoluzione su un’Europa sociale forte per transizioni giuste, dovremo da subito definire un’agenda politica forte con obiettivi chiari, ambiziosi e raggiungibili e con chiari indicatori di sostenibilità sociale. Questo importante vertice deve essere non un punto di arrivo, ma un punto di partenza per aprire questo processo che porti a dare attuazione all’agenda sociale rinnovata che insieme qui stiamo concordando. Questo processo è essenziale per garantire ai cittadini sicurezza, protezione sociale e prosperità nell’Unione e affrontare le sfide emergenti che l’Europa sta incontrando: crescenti disuguaglianze tra generazioni, lavoratori, regioni e Stati membri; disparità territoriali e accesso ineguale a servizi sociali e sanitari fondamentali, posti di lavoro e opportunità commerciali e infrastrutture sociali.</p><p rend="quotation_b" >È giunto il momento di fare il punto sulle lezioni apprese dalla pandemia e di costruire società resilienti e prospere nel futuro. Il Parlamento ritiene che abbiamo la legislazione, abbiamo i mezzi finanziari, abbiamo ora bisogno di una reale volontà politica e dell’impegno di tutte le autorità responsabili per trasformare i diritti sociali in una realtà per tutte le persone nell’UE.</p><p rend="quotation_b" >Sulla base degli input raccolti a Porto, crediamo che i legislatori e la Commissione dovranno impegnarsi per gli obiettivi e l’attuazione del piano d’azione nei prossimi mesi. La proclamazione sociale del Pilastro europeo dei diritti sociali a Göteborg nel 2017 è stato un evento senza precedenti; lo stesso vale per il Social Summit di Porto. È il momento di fare un passo avanti insieme in termini di concretezza, ambizione, obiettivi e diritti sociali.</p><p rend="quotation_b" >Se lo faremo, il Social Summit di Porto sarà una pietra miliare verso l’attuazione del principio del Pilastro europeo dei diritti sociali e verso un’Europa più sociale.</p><p rend="quotation_b" >In quest’ottica, posso assicurarvi il mio forte impegno personale affinché il Parlamento europeo possa lanciare un messaggio ambizioso sulla scia del Social Summit di Porto, in grado di rispondere al disagio sociale di troppi cittadini europei (Sassoli <hi rend="italic">apud</hi> La Redazione di Welforum 2022).</p><p rend="text" >I discorsi di Sassoli si organizzano mediante enunciati che implicano uno sguardo dinamico sugli elementi comunicativi. Così, dopo un atto illocutorio espressivo, formalmente obbligatorio ma armonioso nel suo contesto globale, che intende esprimere i sentimenti e le emozioni di fronte agli interlocutori («Desidero ringraziare il Primo Ministro Costa e la Presidenza portoghese per la qualità della discussione di oggi e per l’ambizione del testo che abbiamo sottoscritto insieme alle parti sociali»), si sviluppa l’atto illocutorio principale del discorso sassoliano: quello assertivo. Mettendo nelle espressioni verbali al tempo indicativo la forza di un enunciato che determina il tono di una certezza, il Presidente Sassoli, nel suo discorso, non vacilla né esita: «Un testo che è il risultato di un negoziato politico tra istituzioni e parti sociali, un processo che è di per sé un passo importante e del quale il Parlamento europeo ha sempre sostenuto l’importanza»; «il costo sociale ed economico di questa crisi è oggi sempre più evidente e colpisce i cittadini europei nella loro vita quotidiana»; «Le misure senza precedenti […] hanno permesso di dotare gli Stati Membri del più grande stimolo economico nella storia dell’Unione europea»; «Per questo io vedo questa conferenza e il vertice di domani non come un punto di arrivo, ma come un punto di partenza verso una ripresa di segno sociale»; «Questo è il tempo straordinario che ci è dato e abbiamo nelle mani una opportunità storica di trarre le lezioni di questa pandemia e ricostruire economie e società più sostenibili, più eguali».</p><p rend="text" >L’uso abbondante dei verbi «essere», «avere» e «vedere», coniugati al presente indicativo, esprime il valore di qualcosa di esistente e inconfutabile; così come la presenza dei due preteriti composti, che indicano due passi fondamentali compiuti dal Parlamento europeo, rafforza l’idea di un passato in costruzione, intensificato dall’avverbio «sempre». </p><p rend="text" >Le asserzioni costituiscono la base per conferire più dinamismo agli atti illocutori direttivi così da incitare il destinatario del discorso a compiere le azioni capaci di raggiungere l’obiettivo comune: «Oggi da Porto diciamo insieme che questa forte risposta deve avere al centro la questione sociale, il lavoro di qualità, la lotta alla povertà e alle disuguaglianze sociali, la questione di genere e l’uguaglianza tra uomini e donne»; «Oggi diciamo che i principi sanciti dal Pilastro dei diritti sociali devono diventare realtà, essere materialmente applicati e non solo proclamati»; «Credo che da oggi le nostre istituzioni debbano avviare un dialogo serrato su una agenda sociale rinnovata»; «Sulla base della nostra dichiarazione, delle risoluzioni del Parlamento europeo e del Piano di azione della Commissione, dovremo tutti impegnarci a fissare gli obiettivi concreti e dettagliati perché questi diritti diventino reali ed esigibili»; «devono essere gambe e mente del progetto europeo»; «Per non tornare indietro e per ridurre le disuguaglianze dovremo anche lavorare sui debiti contratti per proteggere i nostri cittadini in questi tempi di pandemia»; «Ecco il motivo per cui dobbiamo avviare oggi un grande dibattito sulle regole dopo il Covid e riformare il Patto di Stabilità e Crescita».</p><p rend="text" >L’uso anaforicamente ripetuto del verbo dovere, nelle forme dell’indicativo presente, del congiuntivo presente e dell’indicativo futuro, costringe l’allocutario a un atteggiamento di obbedienza, sollecita una realizzazione dell’attività considerata: il cittadino, attraverso questi verbi, che semanticamente oscillano tra l’imperativo e l’esortativo, si sente immediatamente sollecitato a un’azione produttiva. </p><p rend="text" >Gli atti linguistici non avrebbero conseguenza se non esistesse una fase compromissiva diretta del locutore con l’interlocutore. Per questo motivo le costruzioni frasali con un <hi rend="italic">Se</hi> ipotetico iniziale, la presenza abbondante della negazione <hi rend="italic">non</hi> e un futuro indicativo impiegato come previsione profetica, posti come condizioni per l’ottenimento degli obiettivi, organizzano la maggior parte degli atti illocutori compromissivi: «Se questo non sarà il cuore della ripresa, le grandi transizioni che stiamo preparando, la rivoluzione verde, la rivoluzione digitale, lasceranno indietro molti e molte fragilità che non ci possiamo permettere»; «se non metteremo al centro i bambini e i giovani, la loro dignità, i loro diritti – tra tutti il diritto a un futuro di benessere – avremo la grande responsabilità di avere deluso e perduto più generazioni»; «Se sapremo fare questo salto di concretezza, in un momento così drammatico per le nostre società, il vertice di domani sarà l’inizio di una nuova stagione sociale dell’Europa». In questo modo Sassoli arriva all’impegno principale, quello di parlare il giorno seguente di importanti passaggi per una presa di posizione socio-culturale: «Domani […] chiederò […] di tradurre i principi del Pilastro in azioni concrete, accelerarne l’attuazione».</p><p rend="text" >La conclusione del discorso, per conferire circolarità al piano comunicativo, torna agli ultimi atti illocutori direttivi per riprendere il valore della espressività, arricchita di forme retoriche di facile emozione, ma non per questo meno coinvolgenti: «Non vogliamo che i nostri cittadini più vulnerabili e fragili, le donne e i giovani, portino domani il peso della crisi. Anche la nuova politica di stampo europeo, avviata dal Presidente Biden, ci invita a non avere tabù. Indietro non vogliamo tornare, indietro non sarà possibile tornare».  Al verbo dovere, che richiamava l’attenzione sulle necessità, segue ora il verbo volere per indicare che il percorso finisce con un’azione propria, un’azione in cui l’interlocutore da semplice ascoltatore si trasforma in agente, in protagonista delle proprie scelte.</p><p rend="text" >I discorsi di Sassoli denotano una costruzione frastica emotiva e allo stesso tempo estremamente concreta e produttiva: la sua retorica non si allontana mai dalla ricchezza dei contenuti. Questi discorsi pronunciati in Portogallo lasciano un segno profondo nel cuore lusitano. Del resto, la forte simpatia di Sassoli per il Portogallo è stata marcata ed espressamente dichiarata nella <hi rend="italic">Prefazione</hi> a un catalogo di una esposizione inaugurata, alla presenza del Primo Ministro António Costa e dello stesso Sassoli, il 20 gennaio 2021 a Bruxelles organizzata nell’ambito della Presidenza Portoghese del Consiglio dell’Unione Europea “A liberdade e a Europa: Uma construção de todos”:</p><p rend="quotation_b" >Nel primo semestre del 2021 il Portogallo assumerà la Presidenza rotativa del Consiglio dell’Unione Europea. L’ultima volta che il Portogallo ha esercitato la Presidenza è stato nel 2007, anno in cui venne firmato il Trattato di Lisbona. Quello fu un momento storico per l’Unione Europea: gli Stati Membri riconobbero che era necessaria una maggiore integrazione per garantire all’Unione di funzionare efficacemente ed assumere il suo ruolo nel mondo. […] Questa Presidenza portoghese ha nuovamente inizio in un momento decisivo per la nostra Unione (Sassoli 2021a, traduzione nostra).</p><p rend="text" >Sassoli si riferisce al Portogallo quasi come a un paese cerniera dentro l’Unione Europea, riconoscendo la sua importanza strategica, sottolineando con forza il valore della ‘integrazione’ della pluriculturalità e lasciando intendere la necessità da parte dell’Europa di non restare ferma di fronte alle difficoltà emergenti. Nella stessa prefazione Sassoli continua: </p><p rend="quotation_b" >La forza maggiore dell’Europa risiede nella sua diversità. Il Parlamento Europeo saluta e celebra la singolarità culturale di ogni Stato Membro. Il Portogallo ha una storia particolarmente ricca e variegata che riflette il flusso costante di civiltà diverse che hanno attraversato il Mediterraneo o che hanno viaggiato per tutta l’Europa negli ultimi tre millenni. Queste radici multiculturali hanno creato nel paese una cultura affascinante e profonda, che si basa su di una molteplicità di influenze provenienti da Europa, Africa e America (Sassoli 2021a, traduzione nostra).</p><p rend="text" >E più avanti evidenzia:</p><p rend="quotation_b" >Davanti a questa enorme sfida [Covid-19], l’Europa si è mantenuta ferma. Le istituzioni europee e gli Stati Membri hanno convenuto che l’unico modo per affrontare la grandezza dell’attuale crisi e delle sue conseguenze economiche devastanti, era quello di lavorare insieme. Adesso dobbiamo mostrare che abbiamo il coraggio politico di ricostruire l’Unione Europea per renderla più forte di prima, e allo stesso tempo, mettere l’economia sulla via del recupero e della crescita. Come nel 2007, la Presidenza portoghese sarà fondamentale affinché questo avvenga. La dimensione sociale sarà messa al centro del recupero europeo (Sassoli 2021a, traduzione nostra). </p><p rend="text" >Sassoli dimostra dunque di conoscere bene la ricchezza della varietà culturale portoghese e identifica la capacità inclusiva del Portogallo come un modello per tutta l’Europa perché questa impari a costruire nuovi spazi geoculturali dentro le sue frontiere.</p><p rend="h2" >Riferimenti bibliografici</p><p rend="bib_indx_bib" >Campos, A. C. 2021. <hi >“EU27 accept Portuguese idea on Conference on the Future of Europe.” </hi>Euractiv. &lt;<ref target="https://www.euractiv.com/section/eu-council-presidency/news/eu27-accept-portuguese-idea-on-conference-on-the-future-of-europe/">https://www.euractiv.com/section/eu-council-presidency/news/eu27-accept-portuguese-idea-on-conference-on-the-future-of-europe/</ref>&gt; (10/22).</p><p rend="bib_indx_bib" ><hi >Costa, A. 2021. “A UE abre caminho à Conferência sobre o Futuro da Europa.” </hi><hi rend="italic" >Atualidade Parlamento Europeu</hi><hi >. &lt;</hi><ref target="https://www.europarl.europa.eu/news/pt/headlines/eu-affairs/20210304STO99236/a-ue-abre-caminho-a-conferencia-sobre-o-futuro-da-europa"><hi >https://www.europarl.europa.eu/news/pt/headlines/eu-</hi><hi >affairs/20210304STO99236/a-ue-abre-caminho-a-conferencia-sobre-o-futuro-da-europa</hi></ref><hi >&gt; (10/22).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" >Cuillo, R. 2021. “Sassoli: In Europa basta con i tabù.” <hi rend="italic">Il Presidente. Parlamento Europeo</hi>. &lt;<ref target="https://www.europarl.europa.eu/former_ep_presidents/president-sassoli/it/newsroom/sassoli-in-europa-basta-con-i-tabu.html">https://www.europarl.europa.eu/former_ep_presidents/president-sassoli/it/newsroom/sassoli-in-europa-basta-con-i-tabu.html</ref>&gt; (10/22).</p><p rend="bib_indx_bib" >La Redazione di Welforum. 2022. “Ora basta con le disuguaglianze”, in ricordo di David Sassoli.” <ref target="http://Welforum.it"><hi rend="italic" >Welforum.it</hi></ref><hi >. &lt;</hi><ref target="https://welforum.it/ora-basta-con-le-disuguaglianze-in-ricordo-di-david-sassoli/"><hi >https://welforum.it/ora-basta-con-le-disuguaglianze-in-ricordo-di-david-sassoli/</hi></ref><hi >&gt;</hi><hi > (10/22).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" >Molinari, M. 2020. “UE. Sassoli incontra il portoghese Costa, il rafforzamento del nostro modello sociale è la chiave della ripresa europea.” <hi rend="italic">Notizie geopolitiche. Quotidiano indipendente online di geopolitica e politica estera</hi>. &lt;<ref target="https://www.notiziegeopolitiche.net/ue-sassoli-incontra-il-portoghese-costa-il-rafforzamento-del-nostro-modello-sociale-e-la-chiave-della-ripresa-europea/">https://www.notiziegeopolitiche.net/ue-sassoli-incontra-il-portoghese-costa-il-rafforzamento-del-nostro-modello-sociale-e-la-chiave-della-ripresa-europea/</ref>&gt; (10/22).</p><p rend="bib_indx_bib" ><ref target="http://Portugal.Eu">Portugal.Eu</ref>. 2021. “Presidenza portoghese del Consiglio dell’UE: le aspettative del Parlamento europeo.” <hi rend="italic">Attualità Parlamento Europeo</hi>. &lt;<ref target="https://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/eu-affairs/20201208STO93328/presidenza-portoghese-le-aspettative-del-parlamento-europeo">https://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/eu-affairs/20201208STO93328/presidenza-portoghese-le-aspettative-del-parlamento-europeo</ref>&gt; (10/22).</p><p rend="bib_indx_bib" ><hi >Sassoli, D. 2021a. Prefácio a «</hi><hi rend="italic" >A Liberdade e a Europa: uma construção de todos» / “Freedom and Europe: a construction of all”</hi><hi >. Art at EP. Obras de arte de Portugal. &lt;https://www.2021</hi><ref target="http://portugal.eu/media/530j4mnc/art-at-ep-portugal_pt_v08-print.pdf"><hi >portugal.eu/media/530j4mnc/art-at-ep-portugal_pt_v08-print.pdf</hi></ref><hi >&gt; (10/22).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi >Sassoli, D. 2021b. “A UE abre caminho à Conferência sobre o Futuro da Europa.” </hi><hi rend="italic" >Atualidade Parlamento Europeu</hi><hi >. &lt;</hi><ref target="https://www.europarl.europa.eu/news/pt/headlines/eu-affairs/20210304STO99236/a-ue-abre-caminho-a-conferencia-sobre-o-futuro-da-europa"><hi >https://www.europarl.europa.eu/news/pt/headlines/eu-affairs/20210304STO99236/a-ue-abre-caminho-a-conferencia-sobre-o-futuro-da-europa</hi></ref><hi >&gt; (10/22).</hi></p>


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        <listBibl>
          <head>References</head>
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          <bibl n="114791">Costa, A. 2021. “A UE abre caminho &amp;#224; Confer&amp;#234;ncia sobre o Futuro da Europa”. Atualidade Parlamento Europeu. https://www.europarl.europa.eu/news/pt/headlines/eu-affairs/20210304STO99236/a-ue-abrecaminho- a-conferencia-sobre-o-futuro-da-europa (10/22).</bibl>
          <bibl n="114813">Cuillo, R. 2021. “Sassoli: In Europa basta con i tab&amp;#249;”. Il Presidente. Parlamento Europeo. https://www.europarl.europa.eu/former_ep_presidents/president-sassoli/it/newsroom/sassoliin- europa-basta-con-i-tabu.html (10/22)</bibl>
          <bibl n="114835">La Redazione di Welforum. 2022. “Ora basta con le disuguaglianze”, in ricordo di David Sassoli”. Welforum.it. https://welforum.it/ora-basta-con-le-disuguaglianze-in-ricordo-didavid- sassoli/ (10/22).</bibl>
          <bibl n="114741">Molinari, M. 2020. “UE. Sassoli incontra il portoghese Costa, il rafforzamento del nostro modello sociale &amp;#232; la chiave della ripresa europea”. Notizie geopolitiche. Quotidiano indipendente online di geopolitica e politica estera. https://www.notiziegeopolitiche.net/uesassoli- incontra-il-portoghese-costa-il-rafforzamento-del-nostro-modello-sociale-e-lachiave- della-ripresa-europea/ (10/22)</bibl>
          <bibl n="114765">Portugal.Eu. 2021. “Presidenza portoghese del Consiglio dell&amp;#39;UE: le aspettative del Parlamento europeo”. Attualit&amp;#224; Parlamento Europeo. https://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/ eu-affairs/20201208STO93328/presidenza-portoghese-le-aspettative-del-parlamentoeuropeo (10/22).</bibl>
          <bibl n="114781">Sassoli, D. 2021a. “Pref&amp;#225;cio”. In &amp;#171;A Liberdade e a Europa: uma constru&amp;#231;&amp;#227;o de todos&amp;#187; / “Freedom and Europe: a construction of all”. Art at EP. Obras de arte de Portugal. &amp;lt;https:// www.2021portugal.eu/media/530j4mnc/art-at-ep-portugal_pt_v08-print.pdf&amp;gt; (10/22).</bibl>
          <bibl n="114789">Sassoli, D. 2021b. “A UE abre caminho &amp;#224; Confer&amp;#234;ncia sobre o Futuro da Europa”. Atualidade Parlamento Europeu. https://www.europarl.europa.eu/news/pt/headlines/eu-affairs/20210304STO99236/a-ue-abrecaminho- a-conferencia-sobre-o-futuro-da-europa (10/22</bibl>
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