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        <title type="main" level="a">Da Antero de Quental a Mário Soares: dal pensiero alla politica sociale nella vertigine della democrazia portoghese</title>
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            <forename>António dos Santos</forename>
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          <resp>This is a section of <title>Europa: un progetto in costruzione</title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/979-12-215-0100-1</idno>) by </resp>
          <name>Michela Graziani, Ada Milani</name>
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        <publisher>Firenze University Press</publisher>
        <pubPlace>Firenze</pubPlace>
        <date when="2023">2023</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/979-12-215-0100-1.24</idno>
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        <p>The future has always been the destiny of men of action. We note the roots of the thought and fiction of the Portuguese socialist leader, Mário Soares, in the references of the political thought of Antero de Quental and the pedagogical of António Sérgio for the economic, social, cultural and mental well-being of the Portuguese people that we make coincide with humanity because western humanism movesus.</p>
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            <item>Humanis</item>
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            <item>Pedagogy</item>
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      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/979-12-215-0100-1.24<ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0100-1.24" /></p>

<p rend="h1_chapter" >Da Antero de Quental a Mário Soares: dal pensiero alla politica sociale nella vertigine della democrazia portoghese </p><p rend="h1_author" >António dos Santos Pereira</p><p rend="epigraph_inscription_epigraph_1" >Solo il futuro conta per un uomo che aspira all’azione</p><p rend="epigraph_inscription_epigraph_3" >(Mário Soares, traduzione nostra)</p><p rend="epigraph_inscription_epigraph_2" ><hi >We want to involve citizens to</hi><hi > build the future of Europe</hi></p><p rend="epigraph_inscription_epigraph_2" >(David Sassoli)</p><p rend="h2 ParaOverride-1" >1. Preambolo</p><p rend="text" >La definizione dei contenuti umanistici, nel pensiero e nell’agire politico, permette di intuire che la genialità <hi rend="CharOverride-1">è</hi> atemporale. Così, di getto, vedremo quello che <hi rend="CharOverride-1">è</hi> successo alle figure più grandi della lusitanità, in particolare, Antero de Quental (1842-1891) e Mário Soares (1924-2017), che compaiono nel titolo, e altri, in mezzo, negli ultimi due secoli. Da molto tempo si <hi rend="CharOverride-1">è</hi> compresa la loro modernità; quella del primo, in testi tanto poetici quanto filosofici; quella del secondo nella forma più discorsiva del saggio, dell’intervista e nella negoziazione e decisione politica quotidiana. Entrambi hanno eliminato l’opposizione chiaro/scuro, ereditata da Alexandre Herculano (1810-1977): in un procedimento triadico e hegeliano, Antero de Quental; in una permanente e plurale apertura alla novità esaltante, Mário Soares. La libertà <hi rend="CharOverride-1">è</hi> la virtù umana più complessa e non può essere semplificata in una diade, né in una dialettica imperativa, ma garantita in una eterna negoziazione tra chi esercita il potere e decide, e chi elegge; chi privilegia sia il razionale quanto il buon senso e riconosce la virtù al popolo, anche quando questo non accompagna subito coloro che, per il loro talento, stanno in testa alla Storia. Questa, più che distruttiva, come alcuni credono, <hi rend="CharOverride-1">è</hi> un processo costruttivo anche se a passo lento, secondo noi, ovviamente più lungo se non ci sarà la genialità per cui iniziamo.</p><p rend="h2" >2. Il destino portoghese tra Antero de Quental e Mário Soares</p><p rend="text" >I geni di qualsiasi periodo sono coloro che intravedono il destino collettivo e quello individuale che coincidono in auree di rivelazione o di una nuova creazione. Nella saga portoghese, Luís de Camões (1524-1580) ha completato personalmente il cammino pellegrino lusitano per l’Africa, l’India e la Cina e si <hi rend="CharOverride-1">è</hi> visto povero al ritorno nella casa materna a Lisbona, che altra non aveva, come succederà al Portogallo dopo la colonizzazione. Antero ha vissuto la leadership accademica del suo tempo e quella del mondo operaio, appena emergente in Portogallo e ritornò a Ponta Delgada per finire nella solitudine insulare di quella tragica panchina del Giardino di S. Francesco. Mário Soares si <hi rend="CharOverride-1">è</hi> visto vicino alla fine nella fatidica isola di S. Tomé verso cui, dalla fine del Quattrocento, erano inviati, per morire di malattie tropicali, i malvisti di chi comandava a Lisbona. In questo Portogallo di contrasti, ora dolce e quasi sempre spensierato, ora aspro e violento verso i suoi, lo spirito del leader socialista, di solito positivo, esitò per qualche istante, visto che la sua condanna era senza fine, con <hi rend="italic">residenza fissa, a tempo indeterminato, </hi>come sottolinea nell’originale dattilografato del libro <hi rend="italic">Portugal Amordaçado</hi> che lì iniziò a redigere come possibile testamento (cfr. Soares 1968-1970, 1). Anticipiamo che le menzionate figure ‘maggiori’ dell’identità portoghese coincidono nella virtù e nei servizi della patria e del popolo come norme dell’agire. Ora, in tempi di abbandono, per il fatto che mancano, a livello globale, ma soprattutto portoghese, nuove proposte segnate da genialità creativa, di uscita dalle crisi di ogni tipologia che hanno raggiunto le nuove generazioni, conviene riflettere sugli ideali e sulle geniali leadership del passato affinché da tale stimolo ne appaiano altre in futuro. Lucien Febvre (1878-1956) ci ha mostrato in <hi rend="italic">Un destin: Martin Luther</hi> (1928) come ci siano uomini che sanciscano il senso dell’accadere in una dialettica tra la saga individuale e l’epopea collettiva, apportando alla loro generazione il mito prometeico della sfida del futuro. Noi adduciamo come questo possa essere intravisto di nuovo in alcuni uomini portoghesi della sfera del pensiero e dell’agire politico, in modo paradigmatico, nell’arco di un secolo, in cui Antero de Quental ha guidato la generazione dei ’70 del XIX secolo e Mário Soares ha fatto parte di quella dei ’70 del secolo XX, in prima fila, quando lo spazio pubblico portoghese si <hi rend="CharOverride-1">è</hi> modernizzato nella sfera politica con la decolonizzazione, il voto della Costituzione del 1976 e l’inizio dell’integrazione economica, sociale e culturale nel blocco dei paesi del mondo libero. Tutto questo non <hi rend="CharOverride-1">è</hi> avvenuto senza percepire i mali di un popolo, il suo atavismo secolare e, in alcuni casi, anche senza qualche limitazione di contesto delle figure più prominenti durante un periodo che allarghiamo all’incirca a un secolo e mezzo, qui preso in considerazione per capire meglio la figura omaggiata, David Sassoli, negli ultimi cinquant’anni. Non scendiamo nel talento maggiore della lusitanità, eccetto nell’allusione, visto che l’analisi dei procedimenti richiede la continuità che diventa difficile da seguire in un periodo molto lungo e visto che prima del secolo XIX non c’<hi rend="CharOverride-1">è</hi> uno spazio pubblico sufficientemente informato e attivo mediante la stampa periodica o altri mezzi di comunicazione, ragion d’essere e vincolo di questo. Non abbiamo dubbi di una coscienza pubblica permanente con una sfera intelligente e proattiva, politica e culturale, tra la generazione di Antero de Quental e quella di Mário Soares, nel posizionamento, nei contenuti e nella forma. Entrambi sono stati in prima linea nelle rispettive generazioni, hanno riconosciuto l’importanza della politica e hanno subordinato questa ai valori più grandi a cui la società occidentale <hi rend="CharOverride-1">è</hi> arrivata nel suo tempo attraverso varie vie: del pensiero e senso collettivo nell’agire; della pedagogia e virtù nel procedere; della tolleranza e del rispetto umano per tutti, dunque, del più profondo umanesimo. Mário Soares ha avuto per Antero de Quental la più ampia considerazione, mettendo un mazzo di tulipani rossi vicino alla statua di Antero de Quental nel Giardino da Estrela a Lisbona nel 1991 (cfr. RTP 1991), preannuncio delle rose che Saramago, proclamato ‘Nobel’, lascerà vicino alla tomba di Camilo Castelo Branco, nella replica letteraria. Quell’atto significava che l’ideale del più illustre e precoce socialista portoghese era finalmente arrivato all’apparato di Stato e, da questo, alla società nel suo insieme. Nel mezzo, c’<hi rend="CharOverride-1">è</hi> stata un’altra generazione di figure tra cui nominiamo: nell’ambio scientifico Egas Moniz (1877-1955); nel pensiero politico António Sérgio (1883-1969); e nell’ambito letterario Aquilino Ribeiro (1885-1963) e Ferreira de Castro (1898-1974), che bloccarono, per superiorità morale e intellettuale, il dittatore Salazar che di fatto ha eclissato gran parte dell’intelligenza portoghese allontanandola dallo spazio pubblico. Davanti a una dittatura stabilita nel terrore onnipotente della polizia politica, percepiamo gli ostacoli che hanno limitato le proposte di questi, sempre sottili, ma senza la chiarezza geniale del Vate di Ponta Delgada che ancora oggi ci supera. Una delle intelligenze più grandi, generata nel paese e riconosciuta con il premio Nobel, Egas Moniz, <hi rend="CharOverride-1">è</hi> stata ostracizzata nei corridoi degli ospedali. Su António Sérgio dobbiamo dire che ha influenzato direttamente Mário Soares per il fatto che entrambi hanno fatto parte del gruppo di riflessione <hi rend="italic">Resistenza Repubblicana Socialista</hi>, negli anni ’50 del secolo XX, quando il futuro leader socialista ha completato le sue lauree in Scienze Storico-Filosofiche (1951) e Diritto (1957). Per questa figura, gli anni seguenti sono stati molto impegnativi come, cent’anni prima, quelli venuti dopo il <hi rend="italic">M</hi><hi rend="italic">anifesto dos estudantes</hi><hi rend="italic"> de Coimbra à opinião ilustrada do país </hi>(1862) di Antero de<hi rend="italic"> </hi>Quental. La saga di quest’ultimo <hi rend="CharOverride-1">è</hi> iniziata a Coimbra durante la sua leadership accademica di quella che verrà definita la <hi rend="CharOverride-1">«</hi>Generazione dei ’70<hi rend="CharOverride-1">»</hi> del XIX secolo portoghese composto da una pleiade di personalità che faranno carriera in vari settori della monarchia parlamentare liberale, come <hi rend="CharOverride-1">è</hi> successo con Ramalho Ortigão (1836-1915) e Oliveira Martins (1845-1894), ma anche, in pieno impeto repubblicano, con l’esempio più ovvio del suo conterraneo Teófilo Braga (1843-1924), che ha fatto da collegamento con quelle figure della generazione intermedia che abbiamo citato: il saggista António Sérgio e i letterati Aquilino Ribeiro e Ferreira de Castro, fondatori della Società Portoghese degli Scrittori (1956) che fino alla fine del regime sarà identificata con l’opposizione. Ripetiamo che il prestigio morale di queste figure ha fatto vincere loro la battaglia contro Salazar e a loro dobbiamo attribuire la virtù portoghese che <hi rend="CharOverride-1">è</hi> maturata nel periodo, ha minimamente allontanato il dittatore Hitler e annunciato un percorso di pace impegnata con la libera umanità. In ogni caso, queste figure e altre di superiore intelligenza, hanno intrapreso i loro amari percorsi durante il regime imposto dal dittatore: Aquilino Ribeiro <hi rend="CharOverride-1">è</hi> naufragato per circa una decade prima dell’aprile 1974, dopo aver affrontato il tribunale plenario, e Ferreira de Castro, causticato da una censura impietosa nel corso della sua vita, <hi rend="CharOverride-1">è</hi> morto dopo pochi mesi. <hi rend="CharOverride-1">È</hi> chiaro che, nella Scienza come nel Pensiero Sociale, nell’Arte e nella Letteratura, soprattutto nel romanzo e nella poesia, in Portogallo, si sia sentita la frustrazione dell’allontanamento dalla realtà politica, economica e sociale, imprigionate nel tempo, fino alla fine degli anni ’50 del secolo XX, quando arrivò una nuova generazione distruttiva in cui inseriamo Mário Soares, la figura di maggiore successo nell’ultimo quarto del secolo in questione, in cui, oltre all’adozione del modello di democrazia occidentale, si <hi rend="CharOverride-1">è</hi> proceduto alla decolonizzazione e all’integrazione nella CEE, attuale Unione Europea. Tra Antero de Quental e Mário Soares non prendiamo in considerazione Fernando Pessoa (1888-1935), perché ci sembra che non abbia avuto il tempo di vita sufficiente per conferire le aspettative che alcuni dei suoi testi di indole politica hanno suggerito, accusando però le classi colte, tradizionalmente assenti dalla politica, che avrebbero dovuto aderire alla sfera governativa per avere una vera rivoluzione, nel caso, repubblicana (cfr. Pessoa [s.d.]).</p><p rend="text" >L’idea originale di Antero de Quental deriva dalla scoperta di un senso positivo nella Storia proclamata nelle <hi rend="italic">Odes Modernas</hi> che lo ha impegnato nella rivelazione dello stesso fino alla frustrazione individuale che in lui percepiamo ma che non notiamo in Mário Soares che ha reso sublime l’avvenire. Entrambi hanno contribuito a quello che Soares assumeva come lemma personale, le basi del suo umanesimo, laico, repubblicano, socialista e tollerante per avere percepito la rivoluzione liberale, come quello, ma anche l’ideale repubblicano e la democrazia moderna di cui <hi rend="CharOverride-1">è</hi> uno dei fondatori in Portogallo. Tuttavia, notiamo come Antero abbia visto confluire, nel periodo in cui le trasformazioni liberali succedevano in Portogallo, una rivoluzione più ampia di quella politica. In effetti, il Vate di Ponta Delgada ha datato a duecento anni fa la rivoluzione più grande della storia, quella del sapere umano, integrando nell’idea di evoluzione, necessariamente, quella di finalità (cfr. Quental 1894, 24-5), e, considerando la tendenza verso la perdita di fiducia in sistemi assoluti e intransigenti, a favore dell’adozione della critica contro il dogmatismo e l’accettazione dell’opzione eclettica nella comprensione della realtà del suo tempo. La cosiddetta nuova era <hi rend="CharOverride-1">è</hi> datata nell’opera che ha intitolato <hi rend="italic">Tendências Gerais da</hi><hi rend="italic"> Filosofia na Segunda Metade do Século XIX</hi> che abbiamo il piacere di leggere nel manoscritto e che attualizziamo, lasciando in corsivo la parola che lui ha sottolineato:</p><p rend="quotation_b" >Attorno al 1830, che spettacolo meraviglioso! Un nuovo periodo, infatti, si apriva nella storia delle scienze, lo apriva, giustamente, la grande idea filosofico-scientifica del secolo, l’idea di <hi rend="italic">evoluzione</hi>. Essa irrompeva, quasi allo stesso tempo, sul piano di ogni scienza, dall’Astronomia, che, passando dalla meccanica alla fisica celeste e dai movimenti nello spazio alle trasformazioni nel tempo, si ispirava ad essa nella grande ipotesi cosmogonica della condensazione della nebulosa primitiva, fino all’Antropologia, alla Etnografia e alla Linguistica, puntando congiuntamente alla storia degli uomini, delle razze, dei costumi e delle lingue, una serie di sviluppi e un progresso che seppure molto spesso tortuoso, non è per questo, nell’insieme, meno evidente (Quental 1890: fl. 40, traduzione nostra). </p><p rend="text" >Così risplende la scoperta, precoce in Antero de Quental, del lemma di un nuovo ordine da costruire, che oggi diremmo postmoderno, che si rivela al mondo con l’azione decisiva degli uomini di virtù, esige piena azione di questi nello spazio pubblico e sfocia nella generazione dei ’60/70 del XX secolo portoghese. In effetti, un secolo dopo i contributi del Vate insulare, una pesante zavorra di intellettuali portoghesi apparve sulla rivista <hi rend="italic">O Tempo e </hi><hi rend="italic">o Modo</hi>, fondata da Alçada Batista, che ha preceduto la democrazia a cui il Movimento dei Capitani d’Aprile del 1974, a sua volta, ha aperto le porte. Modellati sulle correnti esistenzialiste che arrivavano dall’Europa e coloravano il cristianesimo che trasbordava dal concilio Vaticano II, tali figure erano pienamente attive quando il nostro omaggiato David Sassoli faceva le sue prime letture. In un momento in cui la guerra coloniale angosciava i giovani portoghesi, le controparti del mondo sviluppato puntavano alla pace e all’amore come unici destini accettabili per il progresso. Anche le sfere cattoliche si modernizzavano. I decreti tridentini di quattrocento anni prima erano rivisti nel Vaticano II e la Chiesa cattolica si apriva alla società nelle vesti di un umile Cristo. L’enciclica <hi rend="italic">Pacem in Terris </hi>di papa Giovanni XXIII, del 1963, e la costituzione <hi rend="italic">Gaudium et</hi><hi rend="italic"> Spes</hi> del concilio Vaticano II, nel 1965, esautoravano la guerra nell’allora chiamato Oltremare portoghese.</p><p rend="text" >Prima abbiamo invocato lo spirito molto positivo di Mário Soares. In effetti, il leader socialista, dopo essere sceso nell’inferno delle prigioni una decina di volte, dalla deportazione all’esilio, ha svolto una vita positiva, senza avere passato, come noi negli ultimi anni, la crisi dai contorni medievali della guerra, peste, fame e peggio ancora, della morte precoce che ha portato via Sassoli. C’è ancora un senso di abbandono da una generazione di pensiero e progresso. La sfera letteraria, filosofica e politica di quell’ultima generazione, che in Portogallo ha costruito il futuro nelle ultime due decadi del XX secolo, è rimasta per strada. Vi è stata molta difficoltà a designare nuovi pensatori di rilievo planetario come quelli che hanno letto Karl Jaspers, Martin Heidegger, Gilles Deuleuze, Jacques Derrida e Michel Foucault, hanno aperto nuove vie della democrazia o interpretato un Dio amorevole nella Teologia del Vaticano II, fino al momento tragico che stiamo vivendo, in cui l’umanità perde fiducia in se stessa e lascia il mondo esposto a nuovi tiranni. In effetti, c’è una contraddizione essenziale alle aspettative più progressiste degli intellettuali della parte socialista degli ultimi centocinquant’anni. Il mondo generato non ha portato la pace inerente al mondo del lavoro, in cui hanno sperato Antero de Quental e anche Mário Soares. La frustrazione da ciò derivante, negli intellettuali in mezzo a queste due figure portoghesi è stata evidente fino alla divinizzazione dei dittatori e adesso ritorna ad annunciare nuove apocalissi. Quando è scoppiata la Prima guerra mondiale, Aquilino Ribeiro era in Francia e Ferreira de Castro, in Brasile. Nell’arco di tempo tra le due guerre, l’uno e l’altro hanno ripreso l’ideale, se non di pace universale, almeno di quella portoghese e non dobbiamo attribuire a Salazar meriti che non ha, visto che ha lasciato cadere il Portogallo nella lunga guerra di decolonizzazione senza fare niente per evitarla. In effetti, le élites portoghesi dopo la Rivoluzione Liberale, da Herculano e Garrett, ben prima di Antero, avevano percepito la virtù della libertà che nessun dittatore in seguito ha potuto distruggere dai vari apparati di Stato al suo servizio, confermandosi il lemma di António Sérgio: «nessuno è vivo se non sarà libero», ovvero capace di assumersi il proprio destino (Sérgio 1923, 2, traduzione nostra). È stato questo lemma che ha sostenuto Mário Soares e gli ha fatto vincere la crisi esistenziale che già dopo la morte si è voluta impossessare di lui sull’isola di S. Tomé.</p><p rend="text" >Abbiamo intuito che nessuno si salva da solo. Quando si resta soli, come è successo ad Antero de Quental, il rischio della follia riempie il vuoto in tracce d’abisso. Da sempre vediamo un Soares che prende parte a movimenti con una vitalità indiscutibile. Le sue proposte ci appaiono discrete nel testo che ha elaborato per <hi rend="italic">O Tempo e o Modo</hi> (1963) nella migliore performance di storico. Come noi qui, egli interpella il suo tempo, protetto nel passato di Oliveira Martins, con le questioni superiori del regime o della forma di esercizio di potere in discussione. Il futuro deputato costituzionalista, governatore, Primo Ministro e Presidente della Repubblica, si nasconde dalla censura nella forma storica del fare proposte, nel genere profetico biblico o apocalittico, per fuggire alla persecuzione di chi comanda. Paradossalmente, Soares si era reso conto che il discorso aveva portato direttamente all’esilio il vescovo di Oporto, António Ferreira Gomes (1906-1989). Così, riesce a presentare alla sua generazione i temi più prementi, quali il «destino nazionale», il «modo di essere portoghese», l’«indipendenza economica», il «modo per innalzare il livello di vita e di cultura del Popolo» e la somma questione «coloniale» (cfr. Soares 1963, 26). A sua discolpa, tornava a proteggersi dietro António Sérgio per evidenziare il destino portoghese e soprattutto illustrare come la mancanza di rigore nell’assunzione di ideali conduca i migliori all’opportunismo politico che ha oscurato la figura brillante di Oliveira Martins. Si capisce inoltre il messaggio che Soares inviava ai suoi contemporanei che si lasciavano corrompere dall’opportunità di brillare accanto a Salazar, difendendo la possibilità di sviluppo economico, sociale e culturale dentro al regime: per quanto brillanti e competenti si sarebbero macchiati. Non si poteva tergiversare, anche se l’argomento era quello della possibilità di modernizzazione economica, per lui impossibile nel regime. Focalizzando l’analisi sul passaggio dal regime monarchico a quello repubblicano, Soares indicava come unica via d’uscita il passaggio dal salazarismo alla democrazia e in questo non è andato molto oltre le menti portoghesi più brillanti del XIX secolo, Alexandre Herculano e Antero de Quental, i quali avevano compreso che la sola rivoluzione del loro secolo era stata quella che aveva permesso l’instaurazione delle istituzioni liberali nel 1820-1834, tuttavia era necessaria la virtù individuale nell’amministrazione della cosa pubblica e per questo si giustificava la rivoluzione repubblicana del 5 ottobre 1910. Da parte sua, la generazione che acclamava, nel 1963, nella rivista <hi rend="italic">O Tempo e o Modo</hi>, si proponeva come degna erede di quella, presentandosi come un insieme di uomini virtuosi che Salazar non avrebbe mai potuto contrariare nel percorso verso la Democrazia. Soares non aveva tempo da perdere, nel vedere che una moderna democrazia portoghese aveva bisogno di strutture partitarie per concretizzarsi, fondando per questo, nel 1964, con Manuel Tito de Morais e Francisco Ramos da Costa, l’Azione Socialista che il 19 aprile 1973 ha dato luogo al Partito Socialista a Bad-Munstereifel, in Germania. Nel frattempo, ne 1967, l’allora avvocato Mário Soares, con il suo studio in via do Ouro, a Lisbona, guadagnava lo statuto di «più importante portavoce dell’opposizione democratica portoghese sancito dallo <hi rend="italic">Herald Tribune</hi>» (Barroso <hi rend="italic">apud</hi> Soares 2017, vol. 1, 13, traduzione nostra) e faceva alleanze significative tra le leadership politiche democratiche occidentali che gli sono state molto utili per fondare la democrazia portoghese dopo l’aprile del 1974.</p><p rend="text" >Con uno sguardo rapido e indicativo alla bibliografia di Mário Soares, sin dalle prime opere notiamo la sua adesione all’essenziale del repubblicanesimo, il cosiddetto riconoscimento della necessità di virtù nella gestione della materia pubblica, la liberazione dalle società imbavagliate dal dominio o dal colonialismo, l’adesione al socialismo come forma di risposta ai bisogni dei più umili, l’apertura portoghese all’Europa e un nuovo modo di affrontare il mondo, l’elogio della politica e soprattutto l’opzione della democrazia. Tra le figure portoghesi qui menzionate, spetta a loro la maggiore ampiezza d’azione. Ha associato la capacità di pubblicista, presente anche negli altri, alla dedizione all’insegnamento di idee e istituzioni politiche, all’avvocatura, alla lotta contro il regime salazarista e allo sforzo impari dell’organizzazione politica. Essendo stato imprigionato una decina di volte, deportato nell’isola di S. Tomé nel 1968, ed esiliato, nel 1970, in Francia e Italia, nessuno meglio di lui ha guadagnato la credibilità o la capacità di testimone dei contenuti sopra menzionati negli anni successivi, quando ha pubblicato la sua opera <hi rend="italic">Portugal Amordaçado</hi>. La formazione politica di Mário Soares, soprattutto presso la Facoltà di Diritto di Lisbona, non ha seguito linee diverse da quelle che Antero de Quental aveva imboccato cento anni prima all’Università di Coimbra, coincidendo con l’apertura al pensiero più moderno che leggeva nei libri che gli arrivavano da fuori. Soares ci mostra le basi accademiche su cui si è fondato, tra di loro, anche il suo professore Luís Cabral de Moncada (1888-1974), docente di Storia del Diritto, materia alla quale era particolarmente attento, in virtù della sua formazione nelle discipline di Clio presso la facoltà di Lettere. È stato grazie a lui che ha incamerato le prospettive di altri autori sul liberalismo e il repubblicanesimo, anche se notiamo proposte di intenzione per approfondire alcune materie filosofiche in varie figure che si era proposto di studiare, come il caso del precoce Silvestre Pinheiro Ferreira (1769-1846). Mário Soares aveva capito l’importanza di elaborare quadri sincronici che mostrassero l’evoluzione del pensiero e dell’azione politica in Portogallo, Spagna e Brasile. Il contesto è quello degli ultimi due secoli e i <hi rend="italic">corpora</hi> di lavoro, la Rivoluzione Liberale, la Rivoluzione Repubblicana e le sue costituzioni. Gli è toccato aggiustare il percorso aperto da Antero de Quental che confidava nel procedimento ottimista secondo cui le classi sociali darebbero un luogo inappellabile al popolo lavoratore (cfr. Quental 1872, 1). Se c’era qualche sfiducia in rapporto alla capacità di riconciliazione con questo, sia da parte dei promotori della Rivoluzione Liberale, che dagli autori della Rivoluzione Repubblicana, Mário Soares le ha soffiato tutto il suo spirito positivo. La Rivoluzione del 25 aprile è stata l’opportunità per la concretizzazione dell’idea anteriana. Soares ha capito così il fatto e finalmente il «popolo lavoratore» portoghese ha ottenuto il suo vero luogo nella Storia senza la sfiducia delle élites. In un certo modo, l’utopia che Antero aveva incamerato nei successivi congressi dell’Associazione Internazionale dei Lavoratori (1864), a Ginevra (1866), Losanna (1867), Bruxelles (1868) e Basilea (1869), poco più di cento anni dopo, si era riversata in Portogallo. I contatti tra i leader dell’Associazione e Antero de Quental sono ben documentati e il Vate si è incaricato di spiegare ai suoi concittadini quello che era in un testo che è una preziosa sintesi del lemma principale delle rivoluzioni portoghesi del futuro, la «Giustizia» che i repubblicani hanno assunto, tuttavia senza la dimensione più perfetta dal lato sociale, riconosciuta solo nella nostra generazione (cfr. Quental 1871). La precocità dell’ideale assunto da Antero è stato il principio della sua frustrazione, come Eça de Queirós (1845-1900) intuì, ancora di più, senza aver mai transitato dalla sfera del movimento operaio verso quello della politica effettiva. Tuttavia, un secolo dopo, Mário Soares diventava il volto positivo che mancò al metafisico Antero de Quental. Con le elezioni universali e libere, per le quali si impegnò, il popolo diventava il vero motore della Storia, capace di eleggere, dimettere governi e accelerarla nel senso della Giustizia Sociale, della Libertà e della Pace. Ripetiamo che inseriamo l’impegno di Antero de Quental nell’Associazione Internazionale dei Lavoratori alla fine degli anni ’60 del XIX secolo, parallelamente alla partecipazione di Mário Soares nel XI Congresso dell’Internazionale Socialista tra il 16 e 20 giugno 1969, come invitato d’onore (cfr. Barroso <hi rend="italic">apud</hi> Soares 2017, vol. 1, 15).</p><p rend="h2" >3. Tra la diade, chiaro/scuro, e la fatalità della triade, il complesso discorso di Mário Soares</p><p rend="text" >Dato che la forma è importante, dobbiamo anche precisare che, proprio come Antero è evoluto dalla generazione che lo ha preceduto avendo apportato le sue formule triadiche alle antitesi di Alexandre Herculano, chiaro/scuro, liberalismo/assolutismo, municipalismo/centralismo, Chiesa/Stato, che elenchiamo in <hi rend="italic">Portugal Descoberto </hi>(cfr. Pereira 2008, vol. 2, 116) e qui riproduciamo, Mário Soares deve aderire a formule più complesse che non si dimenticano e che sono l’espressione della libertà. In effetti, alla dialettica anteriana, incamerata da Hegel, da tesi, antitesi e sintesi, inappellabili e fatali, Soares aggiunge l’alternativa delle molteplici facce che la libertà, nella sua pienezza, consente in modo dettagliato per non compromettere il futuro.</p><p rend="caption_table" ><hi >Tabella 1 </hi>–<hi > Formule triadiche anteriane</hi></p><table rend="Nessuno-stile-tabella" xml:id="table001">
				<!--<colgroup>-->
					<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-1">--><!--</col>-->
					<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-2">--><!--</col>-->
					<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-3">--><!--</col>-->
				<!--</colgroup>-->
				
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella top CellOverride-1">
							<p rend="table" ><hi >Formule</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella top">
							<p rend="table" ><hi >Espressioni</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella top">
							<p rend="table" ><hi >Fonti</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line CellOverride-1 _idGenCellOverride-1" >
							<p rend="table" ><hi >Sostantivate</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line _idGenCellOverride-1">
							<p rend="table" >«Da<hi > Liberdade, da Igualdade, da Justiça»</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line _idGenCellOverride-1">
							<p rend="table" ><hi rend="italic" >O Pensamento Social</hi><hi >, </hi><hi >n. 43.</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >«Da<hi > Justiça, da Razão, e da Verdade»</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" ><hi rend="italic" >Prosas</hi><hi rend="italic" > Políticas</hi><hi >, p. 202</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >«O<hi > capital, a propriedade e a</hi><hi > autoridade»</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" ><hi rend="italic" >O Pensamento Social</hi><hi >, n. 25</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >«Da<hi > propriedade, da</hi><hi > indústria e do governo»</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" ><hi rend="italic" >O Pensamento Social</hi><hi >, n. 4</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >«À<hi > propriedade, ao crédito, </hi>à<hi > ciência»</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" ><hi rend="italic" >O Pensamento Social</hi><hi >, </hi><hi >n. 4</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >«Ao<hi > parasitismo, ao privilégio, </hi>à<hi > ciência»</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" ><hi rend="italic" >O Pensamento</hi><hi rend="italic" > Social</hi><hi >, n. 4</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >«À<hi > miséria, </hi>à<hi > impotência e </hi>à<hi > ignorância»</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" ><hi rend="italic" >O Pensamento Social</hi><hi >, n. 4</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >«De<hi > paz, de</hi><hi > esperança e de verdade»</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" ><hi rend="italic" >Prosas Sócio-Políticas</hi><hi >, p. 146</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >«Inércias,<hi > (…) inimizades, (…) facções»</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" ><hi rend="italic" >Prosas Sócio-Políticas</hi><hi >, p. 156</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >«Progresso,<hi > (…) leis, (…) melhoramentos»</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" ><hi rend="italic" >Prosas Sócio-Políticas</hi><hi >, p. 161</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >«Leis,<hi > foros e nacionalidade»</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" ><hi rend="italic" >Prosas Sócio-Políticas</hi><hi >, p. 161</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >«À<hi > tirania,</hi><hi > </hi>às<hi > extorsões, </hi>à<hi > desgraça»</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" ><hi rend="italic" >Prosas Sócio-Políticas</hi><hi >, p. 161</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >«O<hi > seu amigo, o seu mestre, o seu pai»</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" ><hi rend="italic" >Prosas Sócio-Políticas</hi><hi >, p. 161</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >«Religião,<hi > tolerância e liberdade»</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" ><hi rend="italic" >Prosas Sócio-Políticas</hi><hi >, </hi><hi >p. 167</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >«Ideia,<hi > ciência, saber humano»</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" ><hi rend="italic" >Prosas Sócio-Políticas</hi><hi >, p. </hi><hi >172</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >«Instrução,<hi > prosperidade, moralidade»</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" ><hi rend="italic" >Prosas Sócio-Políticas</hi><hi >, p. 243</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line CellOverride-1" >
							<p rend="table" ><hi >Aggettivali</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >«Cidadãos<hi > independentes, dignos e firmes»</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" ><hi rend="italic" >O Pensamento Social</hi><hi >, n. </hi><hi >3</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >«Plebe<hi > inconsistente, servil, cruel»</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" ><hi rend="italic" >O Pensamento Social</hi><hi >, n. </hi><hi >3</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >«Aristocracia<hi > proprietária, financeira, governamental»</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" ><hi rend="italic" >O Pensamento Social</hi><hi >, n. </hi><hi >4</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line CellOverride-1 _idGenCellOverride-2" >
							<p rend="table" ><hi >Verbali</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" >«Tumultua,<hi > freme e se agita»</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table" ><hi rend="italic" >Prosas Sócio-Políticas</hi><hi >, p.</hi><hi > 172.</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line CellOverride-2">
							<p rend="table" >«Não<hi > discute, não prova, não argumenta»</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line CellOverride-2">
							<p rend="table" ><hi rend="italic" >Prosas Sócio-Políticas</hi><hi >, p. 172.</hi></p>
						</cell>
					</row>
				
			</table><p rend="text" >Così crediamo che Mário Soares sia andato oltre l’uscita imperativa in una terza via e la sua capacità di conciliazione ha portato la possibilità di altre opzioni che sono la sua formula democratica di vedere il mondo, anche se nello specifico nelle quattro fondamenta su cui si è fondato il suo edificio di uomo politico, ripetiamo: laico, repubblicano, democratico e socialista. Eppure si percepisce un maggiore squarcio filosofico/letterario in Antero che si conferma in un lato politico più positivo in Soares che è risultato anche dal fatto storico di non lasciarsi mai esaurire fisicamente e psicologicamente per forza degli appoggi familiari, sostenitori, popolari e alte figure del contesto internazionale che quello non ha avuto. Lo stile di Soares è elaborato ma senza l’arte dell’altro, in frasi che vanno sempre oltre la triade in lunghi paragrafi di testo sul modello accademico, ora assertivo, ora esplicativo e comprovativo. La sua preferenza per l’accoppiamento quaternario è evidente, anche in un raro paragrafo relativamente breve in cui intende la politica come proponente: (1) di devozione per la cosa pubblica; (2) di spirito critico; (3) di indipendenza morale; (4) e di eroismo civico (cfr. Soares 2017, vol. 2, 34). Lo stesso ritmo quaternario appare nella descrizione del suo primo contatto con la polizia: (1) confusione di grida, (2) urti, (3) insulti e (4) scorrerie (cfr. Soares 2017, vol. 2, 39) e ancora di più nella caratterizzazione della massa ignara e calcistica che termina in reticenze e non occorre riportare qui (cfr. Soares 2017, vol. 2, 39).</p><p rend="text" >Non ci sono due esperienze di vita identiche ma quella universitaria di Mário Soares è simile a quella di Antero de Quental. Nell’accademia adduce a mediocrità che i docenti fanno trasparire, meditabondi, davanti all’immagine positiva dello scambio tra colleghi e studenti e all’apprendistato febbrile che questi svolgevano nei libri che arrivavano loro dall’estero (cfr. Soares 2017, vol. 1, 52). Fuori dalla scuola, Mário Soares ereditava la struttura del pensiero e dell’agire politico di António Sérgio nei suoi più abituali quattro punti in cui si ripete: (1) «piacere della cultura come un’avventura libera dello spirito»; (2) «abitudine di pensare in modo critico le cose portoghesi in una prospettiva europea moderna»; (3) «senso della libertà intellettuale»; (4) «devozione civica». La formazione di Soares non si perde in letture davanti ad Antero. Conosciamo la biblioteca di quello e quella di questo ci dice che non ha ignorato le migliori proposte della storiografia e della giurisprudenza contemporanea che ha acquisito per avere una vita lunga. Entrambi coincidono nel riconoscere che è il pilastro del buon senso del popolo/nazione a dover regolare il procedere politico ed è lì che risiede la norma degli atti di coloro che gli appartengono.</p><p rend="text" >Di nuovo, sia per quanto riguarda Antero che Herculano, nell’opzione della forma meno artistica e più complessa di costruzione del raziocinio, Mário Soares è evoluto dai primordi degli anni ’70 verso l’opzione di fiducia nell’espressione elettiva del popolo che è rimasta consacrata nella Costituzione Portoghese del 1976, intuendo che per aver agito nella campagna delle élites preesistenti, questo smetteva di essere il campo della voragine dei dittatori, massa ignara, egoista e taccagna, su cui aveva coinciso con Alexandre Herculano, ma prima della realizzazione democratica, intravista da Antero de Quental, di «cittadini indipendenti, degni e fermi» in cui, alla fine, anche il Vate liberale ha creduto, come tutti gli uomini di buona volontà, fino a noi e al nostro omaggiato David Sassoli.</p><p rend="h2" >4. Concludendo</p><p rend="text" >La politica non è solo uno spazio di intervento delle élites, anzi deve includere necessariamente il popolo, come pendolo della democrazia. Noi crediamo nella progressiva azione della pedagogia sulle masse ignare di cui dubitava Alexandre Herculano e degli egoisti che Antero de Quental vituperava. Confermando la virtù delle quattro fondamenta o delle stabilità dell’impegno di Mário Soares, la laicità, il repubblicanesimo, la democrazia e la tolleranza, finalmente riconosciamo l’incompiutezza dei semplici discorsi precedenti la lettura della realtà economica, sociale e culturale in chiaro/scuro, o disfatta inevitabile, e confermiamo la necessità permanente del dialogo pedagogico con il popolo per un suo futuro migliore. Tra Antero e Soares abbiamo portato alla ribalta António Sérgio che ha costruito il legame più positivo tra le due generazioni, facendo credere democratici e socialisti nell’importanza della Pedagogia.</p><p rend="h2" >Riferimenti bibliografici</p><p rend="bib_indx_bib" >Pessoa, F. [s.d.]. <hi >“Como </hi><hi rend="CharOverride-1">é</hi><hi > que a República Nova pode </hi><hi rend="italic" >continuar</hi><hi > a República?” </hi><hi rend="italic" >Arquivo Pessoa.</hi><hi > &lt;</hi><ref target="http://arquivopessoa.net/textos/2129"><hi >http://arquivopessoa.net/textos/2129</hi></ref><hi >&gt; (09/22).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi >Quental, A. de. 1871. </hi><hi rend="italic" >O que </hi><hi rend="italic">é</hi><hi rend="italic" > a Internacional</hi><hi >. Lisboa: Ulmeiro.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi >Quental, A. de. 1872. “O pensamento</hi><hi > social.” </hi><hi rend="italic" >O Pensamento Social </hi><hi >1, fevereiro: 1.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi >Quental, A. </hi><hi >de. 1890. </hi><hi rend="italic" >Tendencias geraes da Philosophia na segunda metade do </hi><hi rend="italic" >seculo XIX. </hi><hi >Ms.</hi><hi rend="italic" > </hi><hi >&lt;</hi><ref target="https://purl.pt/14325/2/bn-acpc-e-espa-1121_PDF/bn-acpc-e-espa-1121_PDF_24-C-R0150/bn-acpc-e-espa-1121_0000_capa-capa_t24-C-R0150.pdf">https://purl.pt/14325/2/bn-acpc-e-espa-1121_PDF/bn-acpc-e-espa-1121_PDF_24-C-R0150/bn-acpc-e-espa-1121_0000_capa-capa_t24-C-R0150.pdf</ref>&gt; (09/22).</p><p rend="bib_indx_bib" ><hi >Quental, A. de. 1894. </hi><hi rend="italic" >A</hi><hi rend="italic" > philosophia da natureza dos naturalistas</hi><hi >.</hi><hi rend="italic" > </hi><hi >Ponta Delgada: Typ. Editora </hi><hi >do Campeão Popular.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi >Pereira, A. dos S. 2008. </hi><hi rend="italic" >Portugal Descoberto vol.</hi><hi rend="italic" > II. Cultura Contemporânea e Pós-Moderna</hi><hi >. Covilhã: UBI.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi >RTP. 1991. “Homenagem</hi><hi > a Antero de Quental.” </hi><hi rend="italic" >Arquivos RTP.</hi><hi > &lt;</hi><ref target="https://arquivos.rtp.pt/conteudos/homenagem-a-antero-de-quental/"><hi >https://arquivos.rtp.pt/conteudos/homenagem-a-antero-de-quental/</hi></ref><hi >&gt; (09/22).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi >Sassoli, D. [2021]. “We want to involve citizens to build </hi><hi >the future of Europe.” </hi><hi rend="italic" >Groupe d’</hi><hi rend="italic">études</hi><hi rend="italic" > géopolitiques.</hi><hi > &lt;</hi><ref target="https://geopolitique.eu/en/2021/05/17/we-want-to-involve-citizens-to-build-the-future-of-europe-a-conversation-with-david-sassoli/"><hi >https://geopolitique.eu/en/2021/05/17/we-want-to-involve-citizens-to-build-the-future-of-europe-a-conversation-with-david-sassoli/</hi></ref><hi >&gt; (09/22).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi >Sérgio, A. 1923. “Os vivos e os mortos.”</hi><hi > </hi><hi rend="italic" >Homens Livres </hi><hi >1: 1-2. </hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi >Soares, M. 1963. “Oliveira Martins e</hi><hi > a questão do regime.” </hi><hi rend="italic" >O Tempo e o Modo</hi><hi rend="italic" > </hi><hi >1: 26.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi >Soares, M. [1968-1970]. “Escritos Políticos/Portugal Amordaçado.” </hi><hi rend="italic" >Fundação </hi><hi rend="italic" >Mário Soares / AMS - Arquivo Mário Soares</hi><hi >. &lt;</hi><ref target="http://www.casacomum.org/cc/visualizador?pasta=02546.002"><hi >http://www.casacomum.org/</hi><hi >cc/visualizador?pasta=02546.002</hi></ref><hi >&gt; (06/22).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi >Soares, M. 2017. </hi><hi rend="italic" >Portugal Amordaçado</hi><hi >, voll</hi><hi >. 2, obra apresentada por A. Barroso. </hi>Lisboa: Expresso.</p>


      <div>
        <listBibl>
          <head>References</head>
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          <bibl n="115077">Quental, A. de. 1871. O que &amp;#233; a Internacional. Lisboa: Ulmeiro.</bibl>
          <bibl n="115033">Quental, A. de. 1872. “O pensamento social”. O Pensamento Social 1, fevereiro: 1.</bibl>
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          <bibl n="114956">Quental, A. de. 1894. A philosophia da natureza dos naturalistas. Ponta Delgada: Typ. Editora do Campe&amp;#227;o Popular.</bibl>
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          <bibl n="114787">Sassoli, D. [2021]. “We want to involve citizens to build the future of Europe”. Groupe d’&amp;#233;tudes g&amp;#233;opolitiques, https://geopolitique.eu/en/2021/05/17/we-want-to-involve-citizens-tobuild- the-future-of-europe-a-conversation-with-david-sassoli/ (09/22).</bibl>
          <bibl n="115080">S&amp;#233;rgio, A. 1923. “Os vivos e os mortos”. Homens Livres 1: 1-2.</bibl>
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          <bibl n="114988">Soares, M. 2017. Portugal Amorda&amp;#231;ado, vol. I, obra apresentada por A. Barroso. Lisboa: Expresso.</bibl>
        </listBibl>
      </div>
    </body>
  </text>
</TEI>