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      <titleStmt>
        <title type="main" level="a">L’impossibile futuro dell’Europa o L’ultimo europeo 2284 di Miguel Real</title>
        <author>
          <persName n="1">
            <forename>Maria Cristina</forename>
            <surname>Pais Simon</surname>
            <placeName type="affiliation">Sorbonne Nouvelle University, Brazil</placeName>
          </persName>
        </author>
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          <resp>This is a section of <title>Europa: un progetto in costruzione</title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/979-12-215-0100-1</idno>) by </resp>
          <name>Michela Graziani, Ada Milani</name>
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      <publicationStmt>
        <publisher>Firenze University Press</publisher>
        <pubPlace>Firenze</pubPlace>
        <date when="2023">2023</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/979-12-215-0100-1.25</idno>
        <availability>
          <p>Available for academic research purposes</p>
          <p>Open Access</p>
          <p>Copyright Author(s)</p>
          <licence source="text" target="https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/legalcode">
            <p>Content licence CC BY 4.0</p>
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            <p>Metadata licence CC0 1.0</p>
          </licence>
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        <p>This is original content, published for academic research purposes</p>
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        <application version="2.2" ident="Booksflow">
          <desc>Digital edition XML powered by Booksflow</desc>
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      <abstract xml:lang="en">
        <p>In 2015, Miguel Real publishes O último europeu 2284 (The Last European 2284), where he conducts, through the tale of an ideal and utopian city, an analysis of a European Union crumbling around all sorts of conflicts. In the current context, does Europe have a future? Is the future of a community compatible with human nature? These are the questions we will be reflecting upon in this article, through the study of this work.</p>
      </abstract>
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        <keywords>
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            <item>European Union</item>
            <item>Future of Europe</item>
            <item>David Sassoli</item>
          </list>
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      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/979-12-215-0100-1.25<ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0100-1.25" /></p>

<p rend="h1_chapter" >L’impossibile futuro dell’Europa o <hi rend="italic">L’ultimo europeo 2284</hi> di Miguel Real</p><p rend="h1_author" >Maria Cristina Pais Simon</p><p rend="epigraph_inscription_epigraph_1" >C’erano ma hanno smesso di esserci.</p><p rend="epigraph_inscription_epigraph_2" >Esistevano ma hanno smesso di esistere.</p><p rend="epigraph_inscription_epigraph_3" >(Real 2015, 80)</p><p rend="text" >Ecco che cosa conclude ne<hi rend="italic"> L’ultimo europeo 2284</hi> di Miguel Real il narratore, un vecchio saggio studioso delle democrazie del passato e incaricato dai suoi governanti di lasciare scritta la <hi rend="italic">Cronaca della creazione e dell’estinzione della Nuova Europa</hi>, dalla sua origine (fine del XXI secolo), fino alla sua estinzione nel XXIII secolo.</p><p rend="text" >Le scoperte e il progresso tecnologico dei secoli XXI e XXII, preistoria dell’umanità, hanno portato, nel 2184, alla fondazione della Nuova Europa pensata da filosofi, scienziati, ecologisti, ingegneri biologici e architetti ambientalisti, e istituita contro la demagogia della ‘falsa democrazia’;</p><p rend="quotation_b" >una società ideale nella quale non c’era spazio per la fame, la miseria, la malattia innaturale […] non c’era posto per la disuguaglianza, l’ingiustizia, la guerra, la semplice violenza individuale. Un’organizzazione sociale in cui predominava come regina morale l’armonia tra la tolleranza e la libertà, per quanto soltanto mentale: la società più perfetta finora realizzata (Real 2017, 24).</p><p rend="text" >Eretta in uno spazio compreso tra l’antico Portogallo e l’antica Polonia, durante l’Esodo, è stata «costituita da un piccolo comitato di governanti di tutti gli antichi Paesi dell’allora Unione Europea» che, «dopo un secolo di sforzi titanici per unificarsi, fra il 1950 e 2050» (Real 2017, 33, 35), ha finito per disintegrarsi.</p><p rend="text" >Seppure salvaguardata dalla Bolla Iperatomica di Protezione e Sicurezza, la Nuova Europa, a partire dall’anno 2260, viene minacciata di invasione dall’«assolutismo orientale [dei] Mandarini di Tokyo, Pechino, Shanghai, Nuova Delhi» (Real 2017, 16, 20), i quali, già signori dell’Africa, intendono liberarsi dei suoi eccedenti 500 milioni di abitanti, sterminare o mettere in schiavitù i neo-europei e disporre delle loro incomparabili conoscenze scientifiche. Per quanto riguarda il rispetto dei principi etici e pacifisti su cui si fonda la Nuova Europa, il Consiglio dei Pantocrati rifiuta qualsiasi contrattacco atomico suscettibile di contaminare il territorio europeo per tremila anni.</p><p rend="text" >In concomitanza, popoli barbari, residui della Vecchia Europa che abitano nelle Terre di Nessuno, «improntati a primitive filosofie individualiste, […] aspettano ugualmente la fine» (Real 2017, 17), per cui, superando il Cordone Verde di Sicurezza, frontiera elettronica che li separa dalla Nuova Europa, invadono, saccheggiano e commettono i massacri più atroci nei Conglomerati, per essere, infine, sterminati dalla Grande Asia.</p><p rend="text" >Considerando la perpetuazione della Nuova Europa come un dovere etico e «con la speranza di un futuro uguale al passato» (Real 2017, 26), sessanta neo-europei si riuniscono a Dunkerque da cui, guidati dal vecchio saggio, il Rettore, partono nella più assoluta segretezza delle potenze mondiali – Impero Americano, Grande Asia, Russia – per l’Isola di Pico, nel devastato arcipelago delle Azzorre, con la speranza di edificare la Nuovissima Europa.</p><p rend="text" >Questo magnifico romanzo di Miguel Real, pubblicato precisamente cinquecento anni dopo <hi rend="italic">Utopia</hi> di Tommaso Moro (1516), omaggiato nella dedica e nel citato capitolo III (oltre ad essere stato elevato a santo patrono degli uomini politici da papa Giovanni Paolo II, nel 2000), riprende ovviamente, in numerosi aspetti, l’opera dello scrittore e politico inglese. Ma si ispira anche alle leggende dei paradisi sognati e cercati dai navigatori ed esploratori del passato, come pure ai sistemi filosofici costitutivi del pensiero occidentale: <hi rend="italic">La Repubblica</hi>, <hi rend="italic">Il </hi><hi rend="italic">Politico</hi> e <hi rend="italic">Le Leggi</hi> di Platone; l’umanesimo rinascimentale e il suo ideale di uomo universale; la filosofia razionalista di Hobbes e soprattutto il <hi rend="italic">Leviatano</hi>; il <hi rend="italic">Discorso sull’origine e</hi><hi rend="italic"> sui fondamenti della disuguaglianza tra gli uomini</hi>, l’<hi rend="italic">Emilio</hi> e il <hi rend="italic">Contratto sociale</hi> di Rousseau, principalmente nei capitoli dedicati alla Nuovissima Europa.</p><p rend="text" >L’utopia si costituisce sulla base di una realtà che illustra in modo implicito e che soppianta, per cui, «l’ordine sociale più perfetto creato dall’umanità» (Real 2017, 152), ha nell’economia di questo romanzo, edito un anno dopo l’inizio delle ostilità tra Russia e Ucraina, il compito di offrire una riflessione sulla Vecchia Europa dei «popoli decadenti dai quali non ci si può aspettare nulla di buono» (Real 2017, 79); un’Europa estranea ai patti sociali che l’hanno fondata in cui l’uomo è un lupo per l’uomo, riprendendo la celebre locuzione di Plauto, nella quale si riconosce l’attuale Unione Europea. A questa riflessione contribuiscono nel testo indizi di leggibilità che rinviano a momenti cruciali della storia d’Europa e del mondo e verso i quali mezza parola basta: «Dunkerque», «Esodo», «Soluzione Finale», «Cordone Verde di Sicurezza» – fittizio Muro di Berlino? –, bandiere che esibiscono simboliche aquile, «l’America agli americani»…</p><p rend="text" >Nei passi consacrati ne <hi rend="italic">L’ultimo europeo</hi> alla Vecchia Europa, «barbara e crudele» (Real 2017, 15), si trovano anche, soggiacenti e violati, tutti i principi dei testi fondatori dell’Unione Europea riuniti nella <hi rend="italic">Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea </hi>(2007), e riaffermati nella recente Conferenza sul Futuro dell’Europa del 2021-2022: dignità, libertà, solidarietà, giustizia, al fine di «condividere un futuro di pace, basato su dei valori comuni» (European Union Agency for Fundamental Rights 2007-2022, traduzione nostra). Allo stesso modo, «il rispetto universale dei diritti e delle libertà fondamentali dell’essere umano» come «ideale comune da essere conseguito da ogni popolo e da ogni nazione» (cfr. UNICEF Brasil [s.d.], traduzione nostra), stipulati nel Preambolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, nuovo patto sociale che nel 1948, durante la guerra del 1939-1945, ha avuto come obiettivo quello di «promuovere il progresso sociale e migliori condizioni di vita e lo sviluppo dei rapporti amichevoli tra le nazioni» (cfr. UNICEF Brasil [s.d.], traduzione nostra), hanno smesso di avere senso.</p><p rend="text" >L’opportunismo e l’incapacità dei dirigenti, la speculazione finanziaria e i monopoli capitalistici fondati su alleanze dubbiose, l’inflazione, lo sfruttamento dell’uomo da parte dell’uomo, il consumismo sfrenato, la carenza del minimo vitale, di assistenza e di ospedali pubblici, le pandemie, il lavoro intensivo, ecco quello che domina la Vecchia Europa dove «avere di più significava essere più ricco ed essere più ricco voleva dire essere più potente» (Real 2017, 69), il che rende impossibile qualsiasi velleità di unione. Ridotta in frantumi dalle rivalità tra clan e dalla rinascita di ideologie nazionaliste – come in realtà succede in vari paesi dell’Unione e come si è verificato nuovamente questo 25 settembre quando <hi rend="italic">Fratelli d’Italia</hi> ha vinto alle elezioni italiane –, esaurita nelle sue risorse energetiche, la Vecchia Europa deperisce nel 2084 in seguito alla ‘Grande Fame’.</p><p rend="text" >«Per l’Europa ormai non c’era rimedio» (Real 2017, 79), si lamenta il Rettore riferendosi all’Unione la cui estinzione corrisponde alla fine della preistoria dell’umanità, nell’anno 2170. La nuova Europa, erede dell’Europa umanistica «creatrice della grande filosofia, della grande scienza e della grande arte» (Real 2017, 90), obbedisce a «una nuova concezione della storia, una storia umana fondata sulla realizzazione di una società totalmente comunitaria cioè egualitaria e giusta, nella quale ogni membro contribuisce a favore della collettività con il massimo delle sue potenzialità, ricevendo in cambio la soddisfazione integrale dei propri bisogni» (Real 2017, 36).</p><p rend="text" >Nell’opera di Miguel Real, l’impossibile futuro dell’Europa si esprime precisamente con l’avvento di una società sorretta solo dall’utopia o dalla finzione scientifica: uno spazio obbligatoriamente isolato dal resto dell’umanità, dove l’armonia è incondizionatamente sottomessa a manipolazioni informatiche del cervello umano che trasformano l’uomo, in questo modo, dalla condizione di <hi rend="italic">homo</hi> dal «cervello dei rettili e dei mammiferi» (Real 2017, 17), a quella di <hi rend="italic">homo humanus</hi>, «puro cervello razionale […] puro essere pensante, senza credenze metafisiche, religiose o scientifiche» (Real 2017, 45), estraneo a qualsiasi sentimento o emozione, le cui conseguenze non possono che essere funeste, un superuomo, insomma, come ritiene il Rettore che evoca nei seguenti termini la società perfetta:</p><p rend="quotation_b" >Da 150 anni proiettiamo e registriamo il nostro pensiero nel Grande Cervello Elettronico, la cui funzione è dare un ordine sintattico e logico agli imperfetti ragionamenti umani, affinandoli secondo i precetti del Grande Ordinamento. […] Viene considerata capricciosa, futile ed eretica, una decisione individuale che non tenga conto dei dettami del Grande Cervello Elettronico cioè dei suoi “consigli”, i quali, in quanto logici e sottoposti alle esigenze della società, sono ritenuti senza alcun dubbio sensati. L’attuale filosofia dell’Europa è profondamente umanista. Siamo liberi di pensare, di proporre, di creare alternative di vita, di volere e desiderare, ma dobbiamo attenerci ai lucidi suggerimenti del Grande Cervello Elettronico, che riunisce l’esperienza di circa 150 anni di conoscenze sociali non permettendo che, a causa delle aspirazioni individualiste e narcisiste di ogni Cittadino Dorato, l’organizzazione scientifica dei Conglomerati sia alterata, indebolendosi, retrocedendo alle antiche epoche della disuguaglianza e dell’ingiustizia sociale, del raccapricciante dominio del lavoro obbligatorio sul piacere personale e del sovvertimento delle leggi armoniche della natura (Real 2017, 14, 15).</p><p rend="text" >Privando l’uomo della facoltà di pensare da sé, in piena libertà, la società ideale si rivela, seppure in modo diverso dalle altre società decadenti e ingiuste evocate nel romanzo, uno stato totalitario in cui il Grande Cervello Elettronico, come il Leviatano di Hobbes o il Big Brother di George Orwell in <hi rend="italic">1984</hi>, si appropria delle menti affinché siano scrupolosamente e infallibilmente soddisfatti i comandamenti del Grande Ordine, incisi, peraltro, nell’ipercorteccia che si è sostituita alla corteccia umana. In questo modo, ogni eventualità di comunità umana non è altro che, come la Nuova Europa, «un sogno, un’utopia […] realizzata da uomini saggi, scienziati geniali, però romantici sognatori» (Real 2017, 217).</p><p rend="text" >In seguito agli attacchi della Grande Asia e al taglio dell’unica rete di rifornimento energetico da cui dipende totalmente la Nuova Europa, i neo-europei, sconnessi dal Grande Cervello Elettronico, senza individuare soluzioni nel loro «ipercervello nazionale [da] 2000 cm<hi rend="superscript _idGenCharOverride-1">3</hi>» (Real 2017, 45) regrediscono, cedendo alle emozioni, alle pulsioni animali aizzate dalla situazione della guerra, a «scene di confusione e di scompiglio così profondi, propri dei popoli barbari» (Real 2017, 23). La caduta finale avviene, tuttavia, nell’Isola di Pico, dove, non riuscendo ad applicare i principi del Grande Ordine alla nuova società, e dotati solamente della corteccia, i nuovissimi neo-europei entrano progressivamente in un processo di decadimento fisico e morale risultante dai vincoli stessi dello stato naturale a cui ritornano. «Abitanti imperfetti di una società imperfetta, si dilettano con l’imperfezione, i loro cervelli limitati non ammettono l’esistenza di una società perfetta» (Real 2017, 203), commenta il Rettore, l’ultimo europeo che fa il bilancio di un «presente […] tanto gravato dal passato e tanto gravido del futuro» (Real 2017, 151). Nel 2299, quindici anni dopo il loro stanziamento nell’Isola di Pico dove l’Impero Americano, in recessione economica e vittima di attacchi terroristici, finisce per scoprire le maggiori fonti energetiche del mondo, i nuovissimi neo-europei sono catturati e portati verso il «Mondo Disney»; più di mezzo milione di bambini saranno venduti a famiglie americane; il resto della popolazione, suscettibile di rivendicare, per formazione ed esperienza sociale, diritti umani incompatibili con la «dittatura democratica» o «Tecnocrazia Democratica» in vigore nella patria di Monroe, sarà sterminata nel decorso della «Soluzione Finale».</p><p rend="text" >«Futuro», «speranza», «ricostruire», «uguaglianza», «libertà», «giustizia», «democrazia», «protezione», «dignità», «diritti umani»… sono termini ricorrenti ne <hi rend="italic">L’ultimo europeo 2284</hi>; sono anche quelli che regolano i discorsi di David Sassoli, il quale, il 16 dicembre 2021, in uno dei suoi ultimi interventi e nel momento preciso in cui si svolgeva la Conferenza sul Futuro dell’Europa, riconosceva, come il vecchio Rettore, davanti al Consiglio d’Europa, che «la nostra Unione è imperfetta». Fiducioso, tuttavia, del futuro di un’Europa «più forte, più democratica, con maggiore giustizia sociale», superando le differenze tra le sue nazioni, e «guidando e illuminando come un faro», affermava che «la nostra sfida consiste nella costruzione di un nuovo mondo che rispetti l’Uomo e la Natura, con un’economia al servizio del benessere di tutti e non solo al servizio degli interessi di alcuni» (Sassoli <hi rend="italic">apud </hi>Boulasha 2022, traduzione nostra). In questo discorso, in cui ha difeso un «progetto europeo di speranza», «progetti ambiziosi per la nostra Europa», il Presidente del Parlamento Europeo non solo ammetteva la necessità di un rimodellamento del progetto di sviluppo europeo, ma rispondeva anche a quello che il 25 aprile 2020, giorno commemorativo, in Italia, della liberazione dal fascismo e dal nazismo, aveva ribadito in un’intervista ai media del Vaticano: «dobbiamo far vedere che nella libertà, nella democrazia, nel rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo e nel valore della vita, possiamo vivere meglio e migliorare il nostro livello di vita. Se l’Europa si sgretolasse, chi nel mondo di oggi giorno potrebbe sventolare la bandiera dei diritti umani?» (Sassoli 2020, traduzione nostra).</p><p rend="text" >«L’Europa ha perso un leader, la democrazia ha perso un difensore» (Metsola 2022, traduzione nostra), ha affermato la Presidente ad interim del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, durante l’omaggio a David Sassoli a Strasburgo, il 17 gennaio 2022, dove anche Enrico Letta, ex Primo Ministro italiano, ha confermato che «la lotta di David per la democrazia, la libertà e lo Stato di diritto è stata un’ispirazione per tutti noi» (Letta 2022, traduzione nostra); «Continueremo il tuo lavoro. Le tue lotte continueranno ad essere le nostre lotte» (Letta 2022, traduzione nostra), ha asserito. Facciamo nostre queste parole affinché non siamo gli ultimi europei.</p><p rend="h2" >Riferimenti bibliografici</p><p rend="bib_indx_bib" >Boulasha, D. 2022. “Hommage à David Sassoli, passionné par l’Europe et ‘uomo perbene’.” <ref target="http://Altriitaliani.net"><hi rend="italic">Altriitaliani.net</hi></ref>. &lt;<ref target="https://altritaliani.net/hommage-a-david-sassoli-passionne-par-leurope-et-uomo-perbene/">https://altritaliani.net/hommage-a-david-sassoli-passionne-par-leurope-et-uomo-perbene/</ref>&gt; (10/22).</p><p rend="bib_indx_bib" ><hi >European Union Agency for Fundamental Rights. </hi>2007-2022. <hi >“A Carta dos Direitos Fundamentais da União Euopeia. </hi><hi >Preâmbulo.” </hi><hi rend="italic" >European Union Agency for Fundamental Rights</hi><hi >. &lt;</hi><ref target="https://fra.europa.eu/pt/charter-title/preambulo"><hi >https://fra.europa.eu/pt/charter-title/preambulo</hi></ref><hi >&gt; (10/22). </hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi >Letta,</hi><hi > E. 2022. “Cerimónia de homenagem ao presidente David Sassoli: A</hi><hi > tua luta pela democracia continuará.” </hi><hi rend="italic" >Parlamento Europeu</hi><hi >. &lt;</hi><ref target="https://www.europarl.europa.eu/news/pt/press-room/20220114IPR21010/cerimonia-de-homenagem-a-david-sassoli-a-tua-luta-pela-democracia-continuara"><hi >https://www.europarl.europa.eu/news/pt/press-room/20220114IPR21010/cerimonia-de-homenagem-a-david-sassoli-a-tua-luta-pela-democracia-continuara</hi></ref><hi >&gt; (10/22).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi >Metsola, R. 2022. “Cerimónia de homenagem ao presidente David</hi><hi > Sassoli: A tua luta pela democracia continuará.” </hi><hi rend="italic" >Parlamento Europeu</hi><hi >. &lt;</hi><ref target="https://www.europarl.europa.eu/news/pt/press-room/20220114IPR21010/cerimonia-de-homenagem-a-david-sassoli-a-tua-luta-pela-democracia-continuara"><hi >https://www.europarl.europa.eu/news/pt/press-room/20220114IPR21010/cerimonia-de-homenagem-a-david-sassoli-a-tua-luta-pela-democracia-continuara</hi></ref><hi >&gt; (10/22).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" >Real, M. 2017. <hi rend="italic">L’ultimo europeo 2284</hi>, trad. F. Ambrosini, e M. da S. Valente. Milano: Mimesis (<hi rend="italic" >O </hi><hi rend="italic">último</hi><hi rend="italic" > europeu 2284</hi><hi >. Alfragide: Publicações D. Quixote, </hi>2015<hi >).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi >Sassoli, D. 2020. “L’Europe symbolise l’attention </hi><hi >concrète aux personnes.” Entretien réalisé par Andrea Monda – </hi><hi >Cité du Vatican. </hi><hi rend="italic" >Vatican News</hi><hi >. &lt;</hi><ref target="https://www-vn.azureedge.net/fr/monde/news/2020-04/david-sassoli-l-europe-symbolise-l-attention-concrete-aux-pers.html"><hi >https://www-vn.azureedge.net/fr/monde/news/2020-04/david-sassoli-l-europe-symbolise-l-attention-concrete-aux-pers.html</hi></ref><hi >&gt; (10/22).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi >UNICEF Brasil. </hi><hi >[s.d.]. “Declaração Universal dos Direitos Humanos Adotada e proclamada pela </hi><hi >Assembleia Geral das Nações Unidas (resolução 217 A III) em </hi><hi >10 de dezembro 1948. Preâmbulo.” </hi><hi rend="italic" >UNICEF Brasil</hi><hi >. &lt;</hi><ref target="https://www.unicef.org/brazil/declaracao-universal-dos-direitos-humanos"><hi >https://www.unicef.org/brazil/declaracao-universal-dos-direitos-humanos</hi></ref><hi >&gt; (10/22).</hi></p>


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          <head>References</head>
          <bibl n="114832">Boulasha, D. 2022. &amp;quot;Hommage &amp;#224; David Sassoli, passionn&amp;#233; par l’Europe et ‘uomo perbene’ ”. Altriitaliani.net, https://altritaliani.net/hommage-a-david-sassoli-passionne-par-leurope-etuomo- perbene/ (10/22).</bibl>
          <bibl n="114810">European Union Agency for Fundamental Rights 2007-2022. “A Carta dos Direitos Fundamentais da Uni&amp;#227;o Euopeia. Pre&amp;#226;mbulo”. European Union Agency for Fundamental Rights, https://fra.europa.eu/pt/charter-title/preambulo (10/22)</bibl>
          <bibl n="114763">Letta, E. 2022. “Cerim&amp;#243;nia de homenagem ao presidente David Sassoli: A tua luta pela democracia continuar&amp;#225;”. Parlamento Europeu, https://www.europarl.europa.eu/news/pt/press-room/20220114IPR21010/cerimonia-dehomenagem- a-david-sassoli-a-tua-luta-pela-democracia-continuara (10/22).</bibl>
          <bibl n="114758">Metsola, R. 2022. “Cerim&amp;#243;nia de homenagem ao presidente David Sassoli: A tua luta pela democracia continuar&amp;#225;”. Parlamento Europeu, https://www.europarl.europa.eu/news/pt/press-room/20220114IPR21010/cerimonia-dehomenagem- a-david-sassoli-a-tua-luta-pela-democracia-continuara (10/22).</bibl>
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          <bibl n="114773">Sassoli, D. 2020. “L’Europe symbolise l’attention concr&amp;#232;te aux personnes”. Entretien r&amp;#233;alis&amp;#233; par Andrea Monda – Cit&amp;#233; du Vatican. Vatican News, https://www-vn.azureedge.net/fr/monde/news/2020-04/david-sassoli-l-europe-symbolise-lattention- concrete-aux-pers.html (10/22).</bibl>
          <bibl n="114766">UNICEF Brasil. [s.d.]. “Declara&amp;#231;&amp;#227;o Universal dos Direitos Humanos Adotada e proclamada pela Assembleia Geral das Na&amp;#231;&amp;#245;es Unidas (resolu&amp;#231;&amp;#227;o 217 A III) em 10 de dezembro 1948. Pre&amp;#226;mbulo”. UNICEF Brasil, https://www.unicef.org/brazil/declaracao-universal-dosdireitos- humanos (10/22).</bibl>
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