<?xml version="1.0" encoding="utf-8" standalone="yes"?>
<TEI xmlns="http://www.tei-c.org/ns/1.0">
  <teiHeader>
    <fileDesc>
      <titleStmt>
        <title type="main" level="a">Per un’Europa desiderosa di futuro</title>
        <author>
          <persName n="1" ref="https://orcid.org/0000-0001-5033-8569" type="ORCID">
            <forename>Luís Machado de</forename>
            <surname>Abreu</surname>
            <placeName type="affiliation">University of Aveiro, Portugal</placeName>
          </persName>
        </author>
        <respStmt>
          <resp>This is a section of <title>Europa: un progetto in costruzione</title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/979-12-215-0100-1</idno>) by </resp>
          <name>Michela Graziani, Ada Milani</name>
        </respStmt>
      </titleStmt>
      <publicationStmt>
        <publisher>Firenze University Press</publisher>
        <pubPlace>Firenze</pubPlace>
        <date when="2023">2023</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/979-12-215-0100-1.26</idno>
        <availability>
          <p>Available for academic research purposes</p>
          <p>Open Access</p>
          <p>Copyright Author(s)</p>
          <licence source="text" target="https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/legalcode">
            <p>Content licence CC BY 4.0</p>
          </licence>
          <licence source="metadata" target="https://creativecommons.org/publicdomain/zero/1.0/legalcode">
            <p>Metadata licence CC0 1.0</p>
          </licence>
        </availability>
      </publicationStmt>
      <sourceDesc>
        <p>This is original content, published for academic research purposes</p>
      </sourceDesc>
    </fileDesc>
    <encodingDesc>
      <appInfo>
        <application version="2.2" ident="Booksflow">
          <desc>Digital edition XML powered by Booksflow</desc>
        </application>
      </appInfo>
    </encodingDesc>
    <profileDesc>
      <abstract xml:lang="en">
        <p>The Europe of the future, democratic, freedom fighter, promoter of peace and well-being, is a task of all Europeans. The founding fathers of the European project opened up the path that men of good-will like David Sassoli were capable of dynamizing with determination and wisdom. It is important to follow their example and make of the general interest of Europe the common wish of each citizen and each nation.</p>
      </abstract>
      <textClass>
        <keywords>
          <list>
            <item>Europe</item>
            <item>democracy</item>
            <item>will</item>
            <item>future</item>
          </list>
        </keywords>
      </textClass>
    </profileDesc>
  </teiHeader>
  <text>
    <body>
      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/979-12-215-0100-1.26<ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0100-1.26" /></p>


<p rend="h1_chapter" >Per un’Europa desiderosa di futuro</p><p rend="h1_author" >Luís Machado de Abreu</p><p rend="quotations_quotation_b1" >Cultural heritage tells our story, it contributes to making us all feel part of this community, it is a way of combating hatred, nationalism, exclusion, to foster our cohesion, to strengthen our humanity, to give a sense of belonging and to naturally build the future we want to leave to younger generations.</p><p rend="quotations_quotation_b3" >(David Sassoli)</p><p rend="text" >Siamo europei, ma non viviamo nell’Europa che vorremmo vedere. Ci portiamo dietro il peso di un passato, tragico ed epico, che ci rende prigionieri dentro le mura dove abitano il sogno e l’incubo. Come se la naturale ambizione di sognare fosse iniquamente divorata dal terrore di fantasmi tenebrosi potenziati dallo sconforto paralizzante indotto da eroismi perduti.</p><p rend="text" >È contro questi muri che un’Europa di uomini di buona volontà si deve sollevare oggi e far progredire l’audacia generosa dei padri fondatori del progetto europeo. La dichiarazione di Robert Schuman il 9 maggio del 1950 ha tracciato le linee di forza dell’Europa nel mondo e verso il mondo: un’Europa di pace, viva, organizzata, unita, consapevole di quanto possa contribuire alla civiltà mondiale. Ma ciò che vediamo lì formulato, come apparentemente ideale, astratto e generico, è destinato a passare alla pratica in una storia di cui i cittadini e gli Stati-nazione dovranno essere i costruttori. Di nuovo Schuman: «l’Europa non si costruirà tutta in una volta, nemmeno sulla base di un unico piano. Si costruirà attraverso realizzazioni concrete che creeranno, prima di tutto, una solidarietà di fatto» (Schuman 1950, traduzione nostra). Restava così aperto il cammino che, con audacia, determinazione e perseveranza, gli europei hanno percorso fino ad oggi.</p><p rend="text" >Vincendo difficoltà e resistenze, si è compiuto l’ideale di solidarietà tra nazioni che ha rafforzato i rapporti di vicinanza, ha creato condizioni di benessere economico e sociale, ha approfondito il sentimento di coesione e comunità tra i membri dell’Unione Europea. Si è così diffusa una cultura condivisa di pace, libertà, democrazia, sicurezza e rispetto della differenza. A coloro che beneficiano di questo ambiente di bella vita e confidano in esso, molto resta ancora da conquistare, è vero, ma ripudiano con vigore l’idea di retrocessione. Proprio per questo l’Unione Europea è vista in modo paradossale da coloro che non le appartengono. È attrazione e minaccia. I popoli schiavizzati dalla povertà cronica e dalla corruzione politica di governanti senza etica anelano l’opportunità di entrarvi. Al contrario, i poteri antidemocratici, autoritari e autocratici trovano nei valori di libertà e democrazia la più pericolosa minaccia ai loro interessi e alle loro reti di coazione e dominio. Per questo cercano di minare la coesione e distruggere l’unione tra gli Stati-nazione europei.</p><p rend="text" > Di fronte al paradosso di attrazione e minaccia, sperimentato nel mondo non europeo, abbiamo il dovere di desiderare e aspettare la risposta responsabile di un’Europa fedele alla rotta tracciata dai padri fondatori, facendo attenzione al futuro senza mascherare le urgenze del presente. Oggi le gigantesche urgenze si chiamano guerra ed emigrazione. Quanto alla guerra e alla sua <hi rend="italic">escalation</hi>, sappiamo che contraddicono le fondamenta di pace su cui poggia l’edificio europeo, sono intollerabili e stanno imponendo pesantissimi sacrifici all’Europa e al mondo intero. È il prezzo della pace e della libertà da cui non abdichiamo. La sicurezza e il benessere favoriti dalla pace meritano che si accetti lo sconforto di restrizioni e privazioni che dobbiamo sopportare con fermezza, senza intransigenze. La questione dell’emigrazione, soprattutto l’emigrazione che cerca di attraversare il Mediterraneo, riporta di nuovo alla dichiarazione di Schuman. Approfittando allora del contesto di pace e dell’atteso progresso, sfidava l’Europa alla «realizzazione di uno dei suoi compiti fondamentali: lo sviluppo africano» (Schuman 1950, traduzione nostra). Ora, dobbiamo concordare che non solo questo compito è ancora lontano dall’essere raggiunto, ma che a questa inadempienza si devono anche, in parte considerevole, le carenze economiche, sociali e politiche, origine della dispersione di africani affamati e oppressi che battono alle porte dell’Europa, quando il Mediterraneo non diventa per loro un cimitero.</p><p rend="text" >Viviamo in tempi di incertezza, instabili, dall’orizzonte fosco e inquietante, in cui la soluzione più comoda sarebbe quella di cercare fuori da noi la ragione di ciò che sembra mancare alla tranquillità della famiglia europea. Sarebbe da irresponsabili sbarazzarci della nostra quota-parte nel futuro che è di tutti, nel bene e nel male. Se è vero che l’inquietudine della guerra ci è stata imposta dall’ambizione imperialista di coloro che odiano i valori europei, si devono anche leggere con molta attenzione i segnali preoccupanti che vengono dall’interno della stessa Europa democratica. Sarebbe tragico che la visione politica fondata sul principio della democrazia e sulla sua pratica, che ha costruito le istituzioni europee, fosse messa in causa da alcuni Stati che vogliono ignorare i compromessi assunti con l’adesione. Le ferite così aperte nella solidità del blocco europeo, oltre a rendere difficile l’avanzata della decisione politica, possono indebolire la voce e l’azione dell’Europa che si vuole unanime, in tempo di tenebre e di assalto alla pace e alla libertà dei popoli.</p><p rend="text" >Sia la crisi pandemica che ancora non è scomparsa del tutto, sia la guerra ad est, portano difficoltà e privazioni che non conoscevamo dalla Seconda guerra mondiale. Con il tenore di vita così considerevolmente indebolito diventa ben poco prevedibile la reazione degli europei alla crisi ora aggravata. Per quanto tempo saranno ancora disposti a sopportare i sacrifici che da lì provengono?</p><p rend="text" >L’Europa rischia di vivere con passività e accondiscendenza il naufragio della democrazia, se non avrà animo per eliminare tutte le conseguenze da un sussulto creativo di libertà. Sarà la guerra nell’est Europa una condizione sufficiente per tale sussulto? Come conciliare le volontà impegnate nella costruzione di un percorso che riscatti l’Europa sia da tentazioni e vizi della globalizzazione selvaggia alimentata da ultraliberalismi, sia da un pericoloso ritorno a identità assassine? Se vogliamo far crescere con determinazione l’Europa dei valori, l’educazione dei cittadini deve essere perennemente orientata a formare nel presente gli europei del futuro, dotati di senso etico, responsabilità personale e collettiva, determinati a servire e promuovere il bene comune.</p><p rend="text" >Dare più spazio al futuro nella vita attuale dell’Europa, deve essere la chiave per l’impegno e la partecipazione degli europei ad una costruzione che è compito di tutti. Con questo vogliamo dire che non ci sarà il rilancio di una coscienza collettiva senza progetti consistenti, di facile lettura, generatori di armonia sociale e bella vita. Alle spalle, verranno lasciate <hi rend="italic">querelle</hi> di circostanza dettate da egoismi di gruppo o da peripezie di quotidiani irrilevanti. Ciò che davvero importa è fare dell’interesse generale d’Europa, la volontà comune di ogni cittadino e di ogni nazione. </p><p rend="h2" >Riferimenti bibliografici</p><p rend="bib_indx_bib" >Sassoli, D. 2021. “Discours President Sassoli. <hi >EUROPEAN HERITAGE POLICY AGORA: From the </hi><hi >New European Bauhaus to the New European Renaissance.” </hi><hi rend="italic">Venice, </hi><hi rend="italic">Giorgio Cini Foundation</hi>. &lt;<ref target="https://www.europanostra.org/wp-content/uploads/2021/10/20210924-Agora-David-Sassoli-speech.pdf">https://www.europanostra.org/wp-content/uploads/2021/10/20210924-Agora-David-Sassoli-speech.pdf</ref>&gt; (10/22).</p><p rend="bib_indx_bib" ><hi >Schuman, R. 1950. “Declaração </hi><hi >Schuman, maio de 1950.” </hi><hi rend="italic" >União Europeia</hi><hi >. &lt;</hi><ref target="https://european-union.europa.eu/principles-countries-history/history-eu/1945-59/schuman-declaration-may-1950_pt"><hi >https://european-union.europa.eu/principles-countries-history/history-eu/1945-59/schuman-declaration-may-1950_pt</hi></ref><hi >&gt; (10/22).</hi></p>


      <div>
        <listBibl>
          <head>References</head>
          <bibl n="114764">Sassoli, D. 2021. “Discours President Sassoli. EUROPEAN HERITAGE POLICY AGORA: From the New European Bauhaus to the New European Renaissance”. Venice, Giorgio Cini Foundation. https://www.europanostra.org/wp-content/uploads/2021/10/20210924-Agora- David-Sassoli-speech.pdf (10/22).</bibl>
          <bibl n="114842">Schuman, R. 1950. “Declara&amp;#231;&amp;#227;o Schuman, maio de 1950”. Uni&amp;#227;o Europeia. https://europeanunion. europa.eu/principles-countries-history/history-eu/1945-59/schuman-declaration-may- 1950_pt (10/22).</bibl>
        </listBibl>
      </div>
    </body>
  </text>
</TEI>