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      <titleStmt>
        <title type="main" level="a">«Amerai il prossimo come te stesso»</title>
        <author>
          <persName n="1" ref="https://orcid.org/0000-0002-0680-9164" type="ORCID">
            <forename>Isabel Ponce de</forename>
            <surname>Leão</surname>
            <placeName type="affiliation">Universidade Fernando Pessoa, Porto, France</placeName>
          </persName>
        </author>
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          <resp>This is a section of <title>Europa: un progetto in costruzione</title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/979-12-215-0100-1</idno>) by </resp>
          <name>Michela Graziani, Ada Milani</name>
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        <publisher>Firenze University Press</publisher>
        <pubPlace>Firenze</pubPlace>
        <date when="2023">2023</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/979-12-215-0100-1.28</idno>
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          <p>Available for academic research purposes</p>
          <p>Open Access</p>
          <p>Copyright Author(s)</p>
          <licence source="text" target="https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/legalcode">
            <p>Content licence CC BY 4.0</p>
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            <p>Metadata licence CC0 1.0</p>
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        <p>This is original content, published for academic research purposes</p>
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          <desc>Digital edition XML powered by Booksflow</desc>
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      <abstract xml:lang="en">
        <p>You will love the next as you love yourself was the motto of life and work of David Sassoli, born communicator, who understanded that thought art we fight for any United and democratic Europe who innovates, protects and enlights. Six plastic artist understood his message and translated into different languages prolonging his plea.</p>
      </abstract>
      <textClass>
        <keywords>
          <list>
            <item>Sassoli</item>
            <item>Europe</item>
            <item>Art</item>
            <item>Communication</item>
          </list>
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      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/979-12-215-0100-1.28<ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0100-1.28" /></p>



<p rend="h1_chapter" >«Amerai il prossimo come te stesso»</p><p rend="h1_author" >Isabel Ponce de Leão</p><p rend="epigraph_inscription_epigraph_1" >You will love the next as you love yourself.</p><p rend="epigraph_inscription_epigraph_3" >(David Sassoli)</p><p rend="text" >Quando lo scrittore anglo-americano Wystan Hugh Auden (1907-1973) ha messo in discussione la libertà dell’arte, contraddicendo il poeta inglese Percy Bysshe Shelley (1792-1822), non lo ha fatto per rompere con le idee romantiche, ma per richiamare l’attenzione sulle questioni del libero arbitrio e dei limiti incontrovertibili del suo esercizio, tramite scelte libere e definite, inseguendo la prospettiva shakespeariana dell’arte come specchio dell’essere umano e della stessa natura. Per questo, ha alluso a tre tipi di scelte: di azione, di giudizio di valore e di autorità, come limiti dell’esercizio della libertà, facendo notare la leggerezza dell’arbitrarietà incontrollata. Discutendo, seppure in modo implicito, su tentativi di definizioni di arte postulati da Clive Bell, Morris Weitz, George Dickie o Nelson Goodman, ha preferito vedere l’arte come un gioco, le cui regole devono essere rispettate; preservando l’indissociabile binomio creazione/creatore, ha perseguito uno dei <hi rend="italic">Dieci Comandamenti o Decalogo</hi> scritti sulle <hi rend="italic">Tavole della Legge</hi> inoltrate a Mosè sul Monte Sinai e in seguito annotati nell’<hi rend="italic">Esodo</hi> (20, 1-17 e 34, 28)<hi rend="italic"> e Deuteronomio </hi>(5, 6-22 e 4, 13; 10, 4)<hi rend="italic"> dell’Antico Testamento</hi>: «amerai il prossimo come te stesso». Questo amore si riveste, prima di tutto, di un profondo rispetto per le moltitudini, per le società e per le comunità, onorando sempre le idiosincrasie di gruppo.</p><p rend="text" >Auden, posticipando ma non scartando lo spirito piacevole dell’arte, reclama la sua funzione di specchio dove la società si riflette, coinvolgendola così nel mondo reale. Realtà e libertà sono, dunque, epiteti che spettano all’opera d’arte che «dà piacere, il piacere della curiosità libera da preoccupazioni […] [e] amplia il campo della libertà» (Auden 2019, traduzione nostra), aprendo gli spiriti verso nuove e rinnovate esperienze e dilatando il dono creativo, senza mai dimenticare i diritti e i doveri che le sono inerenti in modo intransigente.</p><p rend="text" >Per questo l’arte ha, in termini estetici e cognitivi, la capacità di promuovere dialoghi e influenzare la visione del mondo sensoriale e intellettuale dell’essere umano, aiutandolo a percepire e sentire, con senso critico, il mondo in cui vive, e investendolo di una cittadinanza attiva e consapevole, lontana da dogmi e stereotipi, ma sempre «amando l’altro come se stesso».</p><p rend="text" >Sarà dunque questo il grande ruolo dell’arte nella incrollabile materializzazione del sogno europeo alimentato da David Maria Sassoli (<hi rend="CharOverride-1">1956</hi>-<hi rend="CharOverride-1">2022</hi>) che, nella sua veste di professionista della comunicazione, ha allertato sul fatto che, solo attraverso di essa, si raggiungerebbe la libertà agglutinante dei popoli. Nel periodo in cui si è adoperato nel Parlamento Europeo (2019-2022) ha rivelato le sue convinzioni europeiste senza mai trascurare la libertà individuale dei cittadini. Sono sue le seguenti parole proferite al Consiglio Europeo a dicembre 2021: «Quello di cui l’Europa ha bisogno, e ne ha bisogno più di ogni altra cosa, è un progetto di speranza. Penso che possiamo costruire questo progetto sulla base di un approccio robusto, su tre versanti: un’Europa che rinnovi; un’Europa che protegga; un’Europa che illumini» (Sassoli 2021, traduzione nostra).</p><p rend="text" >Ora, i tre versanti così definiti, si palesano in opere d’arte che agevolano il legame reciproco tra economia, mente, scienza e cultura come pre-requisiti della libertà individuale e della democrazia europea. Per essi e con essi omaggiamo David Sassoli, maestro di una comunicazione aggregante. Evoco una difendibile linea baudelairiana e aggiungo la sensazione di estasi davanti a oggetti estetici di Afonso Pinhão Ferreira, Do Carmo Vieira, Fernando Hilário, Hélder Bandarra, Hélder Carvalho e José Rosinhas. Le opere qui presentate, usando le parole di Clive Bell, sono lontane dalle «oscure valli della mera imitazione» (Bell 2009, 8, traduzione nostra), anzi veicolano buoni stati mentali, sempre in stretta complicità con la vita e alla ricerca della conoscenza, sulla via della libertà inerente al progetto europeista in costruzione, sostenuto dalla triade prima accennata: rinnovare, proteggere e illuminare.</p><p rend="text" >Afonso Pinhão Ferreira crede nell’Europa come processo in costruzione e metonimicamente dà conto della costruzione della sua opera. Interiorizza e riflette sul suo progetto configurandolo su alcuni schizzi orientatori che non sono altro che gli studi che danno forma all’immaginato. In seguito, il carboncino delinea la bozza di base sulla tela scelta, e in modo sibillino, spunta il disegno definitivo. Le scelte cromatiche suggeriscono le tre dimensioni in modo vivo e armonico, in linea con il profilo del ritrattato. Il silenzio è rotto. Le linee complementari incarnano e uniformano l’opera come un tutto (Figg. 1, 2, 3).</p><p rend="text" >Ho chiesto all’artista – medico di professione, della cui pratica la sua arte vive – a proposito del percorso del suo progetto in costruzione, ora concluso. Così mi ha risposto Afonso Pinhão Ferreira:</p><p rend="quotation_b" >L’omaggiato, l’Unione Europea, la fusione dell’uomo con il progetto, rappresentata in questo tatuaggio facciale. Infine, la lacrima dall’occhio destro che non è altro che il paese egoista che ha oscurato la cultura integrazionista. Come sarebbe più armoniosa e simmetrica la pittura se la pelle sotto all’occhio destro fosse arancione! Questo non lo sapevano gli inglesi quando hanno votato, in caso contrario, il risultato sarebbe potuto essere diverso! Non avrebbero certamente voluto rovinare la mia pittura. La Norvegia si situa nella zona cerebrale, costituendosi sempre su di una ipotesi integrazionista futura. I paesi dell’est europeo sono ancora lontani dall’abitare il derma facciale integratore del Giornalista e Presidente del Parlamento Europeo. Lo sguardo calcolatore, emotivamente insicuro, da cui si nota una certa amarezza chiamata <hi rend="italic">brexit</hi> e, al contempo, una certa scommessa su di un futuro più coeso. Un uomo che dimostra che è importante la convinzione nei progetti umani. Un esempio, da qui l’omaggio.</p><p rend="text" ><hi rend="italic">David Sassoli ha creduto. E </hi><hi rend="italic">anche noi</hi> crediamo (Fig. 4).</p><p rend="text" >Esimia ritrattista, Do Carmo Vieira afferma di essersi ispirata a dichiarazioni della stampa per elaborare il ritratto di Sassoli. Frasi come: «una personalità calorosa, autentica, sorridente»; «un uomo di rara bontà, il cui sorriso, la visione e le idee erano sufficientemente ampie per un continente»; «amicizia e un comportamento esemplare» (Letta 2021, traduzione nostra) hanno fatto parte della genesi creativa di questo <hi rend="italic">Tributo a David Sassoli</hi>. Il genere ritrattistico è, forse, quello che più ha la capacità di tradurre i valori sociali, individuali e culturali; dando la possibilità di recuperare la storia, concilia la dinamica tra l’artista, il mecenate e l’opera d’arte che hanno determinato il suo significato creando il «triangolo di coinvolgimento» a cui allude Michael Baxandall. L’espressione visiva dell’autopercezione di qualcuno, dei suoi valori e delle sue ambizioni, anche se sfaldata dalla soggettività dell’artista, dà la nozione della sua notorietà. L’enigma sta nell’interpretare i vari elementi che lo compongono. Qui e adesso l’ampiezza del sorriso, lo sguardo brillante e accondiscendente, la naturalezza dei capelli, sembrano dare l’esatta misura dell’uomo che è stato al timone dell’Europa. A Do Carmo Vieira interessa di più il carattere che la fisionomia, ma questa è lo specchio di quello. La formalità del tratto inserisce il ritrattato nel contesto politico-sociale in cui si muoveva. Andando oltre il ritratto fisico – sicuramente bello – ci interessa qui il ritratto morale, un misto di speranza e ottimismo, dolcezza e determinazione, lealtà e bontà, espressione etica ed estetica della libertà per l’arte come fattore di comunicazione di uno dei grandi gestori del sogno europeo. Per la mano di Do Carmo Vieira siamo più vicini a David Sassoli (Fig. 5).</p><p rend="text" >Evoco Leibniz per raccontare della forza, dell’energia e del vigore di <hi rend="italic">MENS AGITAT MOLEM</hi> di Fernando Hilário, non in un senso assolutamente materiale, ma in quello in cui le forze centripete convocano l’unità di un’azione per la rappresentazione. Attraverso di essa vedo lo sforzo della richiesta di una coscienza che tasti l’infinito e la perfezione, sottraendosi alla confusione e all’oscurità per, lentamente e in un tira e molla, configurare quello che lo stesso Leibniz definisce appercezione. È così che il suo punto di vista individuale trasmette i diversi e perenni cambiamenti del mondo o la coscienza che di esse si ottiene. Distribuisce i diversi piani sulla tela, senza parsimonia e si precipita in una parafernalia simbolica, una liturgia scenografica che porta a nuove ricerche valorizzanti di immagini metaforico-simboliche. Il ponte tra il confidenzialismo lirico e l’emanazione di nuove figure, insinua l’Europa, questo progetto in costruzione, perché propone uno sguardo incerto e plurale, cercando di riorganizzare la Babele attraverso delle strutture labirintiche. Valorizzando l’intelligenza sulla materia, l’artista evoca un verso di Virgilio che esorta allo stoicismo. La luminosità oscilla tra le tonalità delicate e fiabesche, ad altre audaci e vulcaniche, che presagiscono deambulazioni lirico-drammatiche. I punti, elementi originali della pittura, e le linee, oriunde dei suoi movimenti, entrano nei piani alla ricerca della loro forma schematica e originale, giocando in vibrazioni in modo da «trovare la vita, rendere sensibile la sua pulsazione e verificare l’ordine di tutto ciò che vive», evidenziando «che è un lavoro di sintesi che porta alle rivelazioni esteriori» (Kandinsky 2006, 27, traduzione nostra). Sintesi richiesta da Sassoli per la costruzione della sua Europa (Fig. 6).</p><p><graphic url="28-web-resources/image/Fig_6_Isabel_Ponce_de_Leão.jpg" rend="img _idGenObjectAttribute-1" mimeType="image/jpeg"/></p><p rend="caption_figure" >Figura 6 – Fernando Hilário, <hi rend="italic">MENS AGITAT MOLEM</hi>, 2022, olio su tela, 70x100cm. © 2022, Fernando Hilário.</p><p rend="text" >Hélder Bandarra, in <hi rend="italic">A terra é um só país</hi>, incrociando estetiche del modernismo e delle avanguardie, assimila la grande rivoluzione sofferta dalle arti visive, le quali guardando la quotidianità, traducono, senza tabù, la più intima percezione della realtà libera da regole e convenzioni. L’espressionismo alla Munch, il fauvismo alla Vlamink, il cubismo alla Picasso, il dadaismo alla Duchamp, il simultaneismo e l’intersezionismo alla Delaunay e anche il surrealismo alla Dalí, si fondono e confondono in una nuova concezione di luce e colori e in una serie di movimenti frammentati in rottura con i canoni precedenti. Angeli e demoni, morti e vivi, eroi e despoti, vittime e aggressori sono convocati per un doloroso inno alla libertà. <hi rend="italic">A </hi><hi rend="italic">terra é um só país </hi>è, prima di tutto, uno stato di spirito e il progetto di un percorso autonomo, scatenato da un’emozione che, istintivamente e intuitivamente, preserva l’etica e l’estetica; in essa si incrociano 4 vettori: il disegno – suprema espressione della magnificenza artistica; l’intersezione delle estetiche – manifestazione della vasta enciclopedia culturale; la collusione con il reale – coscienza dell’interazione arte/vita; la fuga spirituale – elemento salvifico dell’essere umano. Qui si disegna un ascetico dramma umano irriducibile a valori sociali. È evidente una postura coercitiva radicata alla teoria del tumulto e riunita nella pratica psicologica, fisiologica e psicanalitica. Influenzato dal meccanismo delle avanguardie europee che hanno preceduto la Seconda guerra mondiale, Hélder Bandarra esita tra la rivendicazione del mostruoso e del grottesco, e questioni del suo universo intimo o della storia contemporanea in modo contenuto, ma per questo, non meno perturbante. Senza inseguimenti ossessivi, l’artista si appella, in modo speranzoso, all’unione e alla fraternità in un mondo reso fragile dalla guerra. <hi >Come Sassoli, ovviamente (Fig. 7).</hi></p><p><graphic url="28-web-resources/image/Fig_7_Isabel_Ponce_de_Leão.jpg" rend="img _idGenObjectAttribute-1" mimeType="image/jpeg"/></p><p rend="caption_table" >Figura 7 – Hélder Bandarra, <hi rend="italic">La terra è un unico paese</hi>, 2022, acrilico su carta in griglia di legno; 6x2 m. © 2022, Hélder Bandarra.</p><p rend="text" ><hi rend="italic" >Sassoli / Civilidade</hi> è il titolo della magnifica tela di Hélder Carvalho dove la coscienza dell’Altro è evidenziata dal doppio ritratto esibito, riflesso dell’indissociabile antinomia sogno/realtà. C’è quasi come uno spostamento dall’eurocentrismo, che la bandiera tutela, verso la conoscenza degli Altri che «sono lo specchio nel quale ci vediamo riflessi. Per capire meglio se stessi bisogna comprendere meglio gli altri, confrontarsi e misurarsi con essi» (Kapuscinski 2007, 14). Questo confronto non è esente da angosce e avversità, palesi anche nell’opzione del colore porpora della cravatta, ma sorge assertivo e impavido. Soprattutto non nega la credenza del divenire lottando contro la stagnazione, consapevole che «sul nostro pianeta stanno acquistando peso, dinamismo e vita varie civiltà extraeuropee che con sempre maggior determinazione aspirano a sedersi alla tavola rotonda del mondo» (Kapuscinski 2007, 33). L’artista ha capito la lotta di Sassoli per la vera sfida del nostro tempo: «l’incontro con il nuovo altro, altro per razza e per cultura» (Kapuscinski 2007, 75), gestito dal vero incontro con ognuno di noi. L’armonia e serenità delle linee ritratte, evocano gli insegnamenti di Erasmo da Rotterdam in termini educativi ed etici, e suggeriscono gli urgenti e necessari codici morali sui quali si deve reggere la comunità; su questo si sono rivelati sensibili anche Baldassare Castiglione, il nostro Rodrigues Lobo, Machiavelli e Robert Granjon, pionieri della fissazione del termine civiltà che Sassoli ha rispettato, promuovendo l’accettazione e valorizzazione della dignità, diversità e tolleranza, perché rinnovano, proteggono e illuminano. In un totale conferimento, l’artista rincorre il comandamento: <hi rend="italic">Amerai il prossimo come te </hi><hi rend="italic">stesso </hi>(Fig. 8)<hi rend="italic">.</hi></p><p rend="text" >Inserito nell’ampio progetto <hi rend="italic">Landscape without you</hi>, in <hi rend="italic">Árvore</hi><hi rend="italic"> em construção</hi> José Rosinhas usa la tecnica <hi rend="italic">ArtGraft Tailo Shape</hi> ispirata al lapis tradizionale. Si tratta di un blocco di pigmento pressato che abbraccia una vasta gamma di colori di diverse tonalità che qui si spandono sul foglio. La pluralità postmoderna ha agevolato il revivalismo della pittura che viene creata con nuove e innovatrici forme. Sono finiti le regole e i limiti dei materiali utilizzati – Chris Ofili ha utilizzato escrementi di elefante in alcune opere. José Rosinhas aderisce alla <hi rend="italic">ArtGraft Tailo Shape </hi>e sovrappone il concetto all’estetica, dando priorità all’idea, a discapito dell’oggetto; così propone l’autonomia dell’opera d’arte e rompe con i formalismi per una chiara adesione alla teoria istituzionale dell’arte di George Dickie. Foucault, Barthes, Lyotard e/o Braudillard hanno delineato un’inquadratura che rinvigorisce la pluralità e l’autopercezione libere da qualsiasi sistema universale di valori. Contrariando il minimalismo artistico, l’opera stimola la partecipazione del pubblico metaforizzando l’Europa in questo <hi rend="italic">Albero in costruzione</hi>, dove i toni scuri e sanguinei suggeriscono dolori di crescita, ma anche coraggio, forza e persistenza. C’è anche qualcosa di stoico in questa caparbietà di crescita che squarcia i cieli senza abbandonare la terra. Proprio come in Europa, il progetto si insinua incompiuto ma dal forte legame a una terra matriarcale, robusta e sicura, la cui maternità la rende capace della gestione di affetti, umanesimo e solidarietà, cause per le quali Sassoli ha combattuto (Fig. 9).</p><p rend="text" >Dei sei artisti invitati al volume <hi rend="italic">Europa: un progetto in costruzione</hi>, pianificato e condotto con un tempismo perfetto dall’Università degli Studi di Firenze, Afonso Pinhão Ferreira, Do Carmo Vieira e Hélder Carvalho hanno sfoderato la loro già consacrata vena ritrattistica; le loro opere sono il riflesso del mondo interiore e del sogno europeo di Sassoli, senza che con questo tradiscano la sua espressione fisica. Fernando Hilário, Hélder Bandarra e José Rosinhas hanno optato per la metafora visiva, e metonimicamente, hanno interpretato non solo uno ma vari sogni europei.</p><p rend="text" >Shakespeare – tramite il personaggio di Macbeth – e Stephen Dedalus hanno svalorizzato e insultato la storia considerandola un incubo. A volte è necessario non essere d’accordo con i consacrati; qui e ora l’arte sorge come mimesi della storia senza eludere la garanzia dell’identità.</p><p rend="text" >Gli artisti plastici sopra citati interpretano esemplarmente gli insegnamenti di Sassoli e, preservando il comandamento <hi rend="italic">amerai il prossimo </hi><hi rend="italic">come te stesso</hi>, esortano alla libertà e all’umanesimo in un’Europa unita, innovatrice, protettrice e illuminata, capace di obbedire al 1º comandamento delle Tavole di Mosè: <hi rend="italic">amerai il prossimo</hi><hi rend="italic"> come te stesso</hi>. </p><p rend="h2" >Riferimenti bibliografici</p><p rend="bib_indx_bib" >Auden, W. H. 2019. <hi >“Reflexões</hi><hi > sobre a liberdade e a arte.” </hi><hi rend="italic">O Correio da UNESCO</hi>. &lt;<ref target="https://pt.unesco.org/courier/2019-1/reflexoes-liberdade-e-arte">https://pt.unesco.org/courier/2019-1/reflexoes-liberdade-e-arte</ref>&gt; (08/22)<hi >.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi >Bell, C. 2009. </hi><hi rend="italic" >Arte</hi><hi >. Lisboa: Edições Texto e Grafia.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="italic" >Biblia – Antigo Testamento. </hi><hi >2017. vol. 3, trad. F. Lourenço. Lisboa: Quetzal Editores.</hi><hi rend="italic" > </hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi >Kandinsky, </hi><hi >W. 2006. </hi><hi rend="italic" >Ponto, Linha, Plano</hi><hi >.</hi><hi rend="italic" > </hi><hi >Lisboa: Edições 70.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi >Kapuscinski, R. 2007. </hi><hi rend="italic" >L’altro</hi><hi >,</hi><hi > trad. V. Verdiani. Milano: Feltrinelli (</hi><hi rend="italic" >O Outro</hi><hi >. Porto: Campo das </hi><hi >Letras, 2009).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi >Letta, E. 2021. “Cerimónia de homenagem ao presidente</hi><hi > David Sassoli: A tua luta pela democracia continuará.” </hi><hi rend="italic" >Parlamento Europeu</hi><hi >. &lt;</hi><ref target="https://www.europarl.europa.eu/news/pt/press-room/20220114IPR21010/cerimonia-de-homenagem-a-david-sassoli-a-tua-luta-pela-democracia-continuara">https://www.europarl.europa.eu/news/pt/press-room/20220114IPR21010/cerimonia-de-homenagem-a-david-sassoli-a-tua-luta-pela-democracia-continuara</ref>&gt;<hi > (08/22).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi >Newall, D. 2008. </hi><hi rend="italic" >Compreender a arte</hi><hi >. Lisboa: Editorial Estampa.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi >Ponce</hi><hi > de Leão, I. 2019. </hi><hi rend="italic" >Pro Litteris</hi><hi >. Porto: Fundação Eng. António </hi><hi >Almeida.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi >Sassoli, D. 2021. “A Europa precisa de um novo projeto de esperança.” </hi><hi rend="italic" >Parlamento Europeu.</hi><hi > &lt;</hi><ref target="https://www.europarl.europa.eu/news/pt/headlines/eu-affairs/20211209STO19128/sassoli-a-europa-precisa-de-um-novo-projeto-de-esperanca">https://www.europarl.europa.eu/news/pt/headlines/eu-affairs/20211209STO19128/sassoli-a-europa-precisa-de-um-novo-projeto-de-esperanca</ref>&gt;<hi > (08/22).</hi></p>


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          <head>References</head>
          <bibl n="114871">Auden, W.H. 2019. “Reflex&amp;#245;es sobre a liberdade e a arte”. O Correio da UNESCO, https://pt.unesco.org/courier/2019-1/reflexoes-liberdade-e-arte (consultado em 05.08.2022).</bibl>
          <bibl n="115095">Bell, C. 2009. Arte. Lisboa: Edi&amp;#231;&amp;#245;es Texto e Grafia.</bibl>
          <bibl n="114991">Biblia – Antigo Testamento. 2017, vol. III, trad. Frederico Louren&amp;#231;o, Lisboa: Quetzal Editores.</bibl>
          <bibl n="115084">Kandinsky, W. 2006. Ponto, Linha, Plano. Lisboa: Edi&amp;#231;&amp;#245;es 70.</bibl>
          <bibl n="114958">Kapuscinski, R. 2007. L’altro, trad. V. Verdiani. Milano: Feltrinelli [2009. O Outro. Porto: Campo das Letras].</bibl>
          <bibl n="114756">Letta, E. 2021. “Cerim&amp;#243;nia de homenagem ao presidente David Sassoli: A tua luta pela democracia continuar&amp;#225;”. Parlamento Europeu, https://www.europarl.europa.eu/news/pt/press-room/20220114IPR21010/cerimonia-dehomenagem- a-david-sassoli-a-tua-luta-pela-democracia-continuara (consultado em 20.08.2022).</bibl>
          <bibl n="115078">Newall, D. 2008. Compreender a arte. Lisboa: Editorial Estampa.</bibl>
          <bibl n="115049">Ponce de Le&amp;#227;o, I. 2019. Pro Litteris. Porto: Funda&amp;#231;&amp;#227;o Eng. Ant&amp;#243;nio Almeida.</bibl>
          <bibl n="114788">Sassoli, D. 2021. “A Europa precisa de um novo projeto de esperan&amp;#231;a”. Parlamento Europeu, https://www.europarl.europa.eu/news/pt/headlines/eu-affairs/20211209STO19128/sassoli-aeuropa- precisa-de-um-novo-projeto-de-esperanca (consultado em 05.08.2022).</bibl>
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