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        <title type="main" level="a">Valori modali dell’imperfetto in italiano e in bulgaro. Una rassegna contrastiva</title>
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          <persName n="1" ref="https://orcid.org/0000-0001-7107-5657" type="ORCID">
            <forename>Andrea</forename>
            <surname>Trovesi</surname>
            <placeName type="affiliation">Sapienza University of Rome, Italy</placeName>
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          <resp>This is a section of <title>Studi contrastivi di linguistica slava: grammatica e pragmatica</title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/979-12-215-0216-9</idno>) by </resp>
          <name>Rosanna Benacchio, Lucyna Gebert, Andrea Trovesi</name>
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        <publisher>Firenze University Press</publisher>
        <pubPlace>Florence</pubPlace>
        <date when="2023">2023</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/979-12-215-0216-9.15</idno>
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          <p>Available for academic research purposes</p>
          <p>Open Access</p>
          <p>Copyright Author(s)</p>
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        <p>This is original content, published for academic research purposes</p>
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        <p>Besides its temporal semantics, the imperfect tense can express a wide range of modal meanings, which occur most typically in spoken varieties of language. The paper contrastively explores the modal uses of the imperfect tense in Italian and Bulgarian, a Romance and Slavic language respectively, and shows to what extent they are similar or diverge in the two languages. Although the basic notional configuration of the imperfect tense in Italian and Bulgarian seems to be exactly the same, occurrences of modal meanings are less frequent in Bulgarian than in Italian. Possible explanatory hypotheses suggest that the peculiarities of the tense system (dedicated future-in-the-past form; specific narrative mood), as well as the different syntactic rules governing the sequence of tenses in related sentences, put major constraints on the development of modal meanings of the imperfect tense in Bulgarian.</p>
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            <item>Imperfect; Modality; Bulgarian language; Italian language</item>
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      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/979-12-215-0216-9.15<ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0216-9.15" /></p>
      
      
      
      
      <p rend="h1_chapter">Valori modali dell’imperfetto in italiano e in bulgaro. Una rassegna contrastiva<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-006-backlink"><ref target="_15.html#footnote-006">1</ref></hi></hi></p><p rend="h1_indexAbstract"><hi rend="bold" >Abstract</hi><hi >: Besides its temporal semantics, the imperfect tense can express a wide range of modal meanings, which occur most typically in spoken varieties of language. The paper contrastively explores the modal uses of the imperfect tense in Italian and Bulgarian, a Romance and Slavic language respectively, and shows to what extent they are similar or diverge in the two languages. Although the basic notional configuration of the imperfect tense in Italian and Bulgarian seems to be exactly the same, occurrences of modal meanings are less frequent in Bulgarian than in Italian. Possible explanatory hypotheses suggest that the peculiarities of the tense system (dedicated future-in-the-past form; specific narrative mood), as well as the different syntactic rules governing the sequence of tenses in related sentences, put major constraints on the development of modal meanings of the imperfect tense in Bulgarian.</hi></p><p rend="h1_indexAbstract ParaOverride-1"><hi rend="bold" >Keywords</hi><hi >: Imperfect, Modality, Bulgarian language, Italian language.</hi></p><p rend="h2 ParaOverride-2">1. Introduzione</p><p rend="text">L’imperfetto è un tempo verbale proprio sia dell’italiano, in linea con l’evoluzione complessiva delle lingue romanze, che del bulgaro, come elemento conservativo dal punto di vista storico, ma divergente da quello tipologico-evolutivo all’interno del gruppo slavo. Lo studio contrastivo dell’imperfetto in queste due lingue risulta particolarmente interessante perché l’appartenenza di italiano e di bulgaro a due gruppi linguistici differenti permette di andare oltre l’usuale ambito di studio dell’imperfetto, circoscritto solitamente alle lingue romanze, e favorisce l’individuazione di una più precisa fisionomia categoriale dell’imperfetto.</p><p rend="text">Nello specifico, nel presente studio contrastivo l’attenzione è rivolta a quegli usi dell’imperfetto che, trascendendo la semantica temporale, veicolano significati prettamente modali, come la possibilità, la previsione, etc. Il confronto tra bulgaro e italiano proposto intende primariamente verificare la corrispondenza о meno tra gli usi modali dell’imperfetto nelle due lingue e, in secondo luogo, tentare di avanzare delle ipotesi sulle motivazioni all’origine delle differenze.</p><p rend="text">La ricerca è stata svolta muovendo dagli studi dedicati all’argomento per entrambe le lingue, avvalendosi degli esempi lì citati, delle loro traduzioni in bulgaro о in italiano sottoposte alla valutazione di nativi e, infine, di esempi di usi modali dell’imperfetto ricavati dallo spoglio di due opere letterarie: Paolo Giordano, <hi rend="italic">La solitudine dei numeri primi</hi> (2008) e Alek Popov, <hi rend="italic">Misija London</hi> (2009) e delle loro rispettive traduzioni in bulgaro (Giordano 2010) e in italiano (Popov 2007).</p><p rend="text">Introducono il confronto degli usi modali dell’imperfetto in italiano e in bulgaro alcune considerazioni preliminari di natura teorica sulle caratteristiche temporali, aspettuali e modali dell’imperfetto.</p><p rend="h2">2. L’imperfetto</p><p rend="text">All’imperfetto è dedicata un’amplissima letteratura, sviluppatasi soprattutto nell’ambito della linguistica romanza, sia in prospettiva contrastiva che sulle singole lingue, che può essere grossomodo suddivisa in due linee di ricerca. La prima tenta di individuare una invariante di questa forma verbale per definirne la configurazione nozionale alla base di tutti gli impieghi, sia temporali che modali (‘résidence identitaire’, Bres 2005, 2); la seconda, invece, classifica dettagliatamente tutti gli usi temporali, aspettuali e modali, dell’imperfetto, spesso col fine di ripercorrere i processi semantici e metaforici che li avrebbero generati. Nei paragrafi al punto 3., nella rassegna contrastiva di usi modali dell’imperfetto, verrà in sostanza applicato questo secondo approccio di natura tassonomica.</p><p rend="h3">2.1 Usi temporali dell’imperfetto</p><p rend="text">L’imperfetto viene in generale considerato un presente nel passato, ossia un tempo che esprime simultaneità rispetto ad un ancoraggio temporale passato (tra i molti cfr. Stankov 1966; Giorgi, Pianesi 2004). Più precisamente, Guentchéva intende l’imperfetto come “indicateur d’état ou de processus non accompli et jamais un indicateur d’événement” (Guentchéva 1988, 402). Da questa sua semantica di base derivano innanzitutto gli usi temporali dell’imperfetto comuni sia all’italiano che al bulgaro. In entrambe le lingue l’imperfetto viene usato per esprimere un’azione nel suo svolgimento (progressivo) ess. (1)<hi rend="notes_number CharOverride-1"><hi xml:id="footnote-005-backlink"><ref target="_15.html#footnote-005">2</ref></hi></hi> e (2), il permanere nel tempo di una condizione (stativo) о di un’azione (continuativo) ess. (3) e (4), oppure un’azione compiuta abitualmente о ripetuta (iterativo) ess. (5) e (6):</p><p rend="quotation_b ParaOverride-3">(1)	Mentre si <hi rend="bold">avvicinava</hi>, sentì Giulia Mirandi dire eccola che arriva. (Giordano 2008, 104)</p><p rend="quotation_b ParaOverride-3">(2)	<hi rend="italic">Докато</hi><hi rend="italic" > </hi><hi rend="italic">шристъпваше</hi><hi rend="italic" >, чу как Джулия </hi><hi rend="italic">Миранди</hi><hi rend="italic" > </hi><hi rend="italic">казва</hi><hi rend="italic" >: “</hi><hi rend="italic">Ето</hi><hi rend="italic" > я, </hi><hi rend="italic">идва</hi><hi rend="italic" >”</hi><hi >. (</hi>Giordano<hi > 2010, 99)</hi></p><p rend="quotation_b ParaOverride-3">(3)	Una lunga cicatrice <hi rend="bold">accompagnava</hi> l’osso sporgente del bacino. Era spessa e in rilievo, più larga di quella di Mattia. (Giordano 2008, 91)</p><p rend="quotation_b ParaOverride-3">(4)	<hi rend="italic">Дълъг</hi><hi rend="italic" > </hi><hi rend="italic">белег</hi><hi rend="italic" > </hi><hi rend="italic">ce</hi><hi rend="italic" > </hi><hi rend="italic">разпростираше около изпъкналата</hi><hi rend="italic" > </hi><hi rend="italic">кост</hi><hi rend="italic" > </hi><hi rend="italic">на таза</hi><hi rend="italic" >. </hi><hi rend="italic">Беше</hi><hi rend="italic" > </hi><hi rend="italic">плътен</hi><hi rend="italic" > и </hi><hi rend="italic">релефен</hi><hi rend="italic" >, </hi><hi rend="italic">по-широк от този на Матия</hi><hi >. (</hi>Giordano<hi > 2010, 86)</hi></p><p rend="quotation_b ParaOverride-3">(5)	<hi rend="italic">Понякога</hi><hi rend="italic" > </hi><hi rend="italic">имаше</hi><hi rend="italic" > </hi><hi rend="italic">чувството</hi><hi rend="italic" >, че </hi><hi rend="italic">тези</hi><hi rend="italic" > </hi><hi rend="italic">неща</hi><hi rend="italic" > </hi><hi rend="italic">са</hi><hi rend="italic" > </hi><hi rend="italic">откраднати от нея</hi><hi rend="italic" > </hi><hi rend="italic">самата</hi><hi rend="italic" >; </hi><hi rend="italic">струваше</hi><hi rend="italic" > й се, че би било справедливо </hi><hi rend="italic">поне да има</hi><hi rend="italic" > </hi><hi rend="italic">правото да </hi><hi rend="italic">ги</hi><hi rend="italic" > </hi><hi rend="italic">докосва</hi><hi >. </hi>(Popov 2007, 61)</p><p rend="quotation_b ParaOverride-4">(6)	A volte le <hi rend="bold">pareva</hi> che queste cose fossero state rubate proprio a lei; le <hi rend="bold">sembrava</hi> giusto avere almeno il diritto di toccarle. (Popov 2009, 49)</p><p rend="h3">2.2 Imperfetto e valori modali</p><p rend="text">Accanto ai significati temporali, l’imperfetto può assumere valori specifici, marcati о stilistici, che possono essere di natura temporale (non passato), aspettuale (non imperfettivo<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-004-backlink"><ref target="_15.html#footnote-004">3</ref></hi></hi>) oppure di natura modale (p.e. epistemica; non indicativa), i quali sono generalmente attivati da fattori contestuali о pragmatici dell’enunciato e solitamente tipici di varietà parlate:</p><p rend="quotation_b"><hi >Под “модална употреба” разбираме използуването на имперфектната форма с цел да се изрязат вторични модални отсенки, излизащи</hi><hi > извън рамките на нормалната изявителна (или преизказна) модалност на формата, в случаите когато имперфектната</hi><hi > форма като че ли изгубва специфичното си темпорално значение и изразява действия, които притежават фактически друга “неимперфектна” темпорална ориентация. (</hi><hi >Stankov 1966, 131)</hi></p><p rend="quotations_quotation_b3">‘Con ‘uso modale’ intendiamo l’impiego della forma dell’imperfetto per esprimere sfumature modali secondarie, che esulano dalla normale modalità indicativa (o riportiva) della forma, nei casi in cui la forma di imperfetto pare perdere il suo significato temporale specifico e esprime azioni che acquisiscono un altro orientamento temporale, non di imperfetto.’</p><p rend="text">Per quanto riguarda le ragioni per cui l’imperfetto può così duttilmente assumere significati modali, esistono varie teorie. Secondo Bertinetto queste accezioni dell’imperfetto sono attivate “da una sorta di traslazione del mondo reale in un altro, frutto di immaginazione (o di supposizione) da parte del locutore” (Bertinetto 1986, 386). Su una linea interpretativa simile si muovono anche Desclés e Guentchéva, i quali affermano che i significati modali dell’imperfetto si generano situando le situazioni nell’inattuale: “un inactuel par rapport à l’acte d’énonciation, qu’il s’agisse d’une valeur de présent translaté, de politesse, forain, ludique, hypocoristique” (Desclés, Guentchéva 2004, 17-8).</p><p rend="text">Diversamente, adottando una prospettiva sintattica funzionale, Bres (Bres 2005; Bres 2009; Bres, Mellet 2009) sostiene che l’imperfetto può facilmente trasformarsi in strumento per l’espressione della distanza epistemica del parlante nei confronti del contenuto proposizionale dell’enunciato poiché è il tempo usato nel discorso riportato: “le procès à l’IMP est sous la dépendance d’une parole ou d’une pensée” (Barceló, Bres 2006, 55). Sviluppando questo punto di vista, Patard (2014) ipotizza che l’imperfetto sia in grado di attivare interpretazioni modali poiché la sua semantica permette una sorta di proiezione all’esterno della proposizione, la quale determina l’annullamento del valore temporale di passato e aspettuale dell’imperfetto (rispettivamente “fake tense” e “fake aspect”, Patard 2014, 76). Questa proiezione consiste nel fatto che il riferimento temporale passato dell’imperfetto può non essere riferito al contenuto proposizionale dell’enunciato, bensì riguardare l’intervallo di validità epistemica che ha inizio nel momento in cui è formulato l’enunciato riportato dal parlante.</p><p rend="h2">3. Valori modali dell’imperfetto in italiano e in bulgaro</p><p rend="text">Sulla base delle ricerche effettuate intorno all’imperfetto italiano da Bazzanella (1994); Berretta (1992); Bertinetto (1986) e (1997); Conte (1984); Nannoni (2004); Serianni (1988) e su quello bulgaro da Desclés, Guentchéva (1990) e (2004); Guentchéva (1988); (1990) e (1994); Lindstedt (1985); Maslov (1954); Nicolova (2008); Pencev (2004); Stambolieva (2004); Stankov (1966) e (1994-1995), al fine di agevolare l’individuazione di differenze anche minime tra le due lingue è stata predisposta una dettagliata catalogazione dei valori modali di questo tempo verbale<hi rend="notes_number CharOverride-1"><hi xml:id="footnote-003-backlink"><ref target="_15.html#footnote-003">4</ref></hi></hi>: 1) imperfetto di cortesia (attenuativo), 2) imperfetto ipocoristico, 3) imperfetto di conato e imperfetto imminenziale, 4) imperfetto epistemico-doxastico e/o imperfetto quotativo, 5) imperfetto potenziale о epistemico, 6) imperfetto ludico, 7) imperfetto fantastico e imperfetto onirico, 8) imperfetto ipotetico о contro- fattuale, 9) imperfetto ottativo, 10) imperfetto di pianificazione.</p><p rend="h3">3.1 Imperfetto di cortesia (attenuativo)</p><p rend="text">Con ‘imperfetto di cortesia’ si intende l’impiego dell’imperfetto volto ad attenuare e smussare la forza illocutoria di un enunciato, in particolar modo quella di domande о richieste:</p><p rend="quotation_b">(7)	<hi rend="bold">Volevo</hi> chiederti un favore. (in Bazzanella 1994, 101)</p><p rend="text">In questo valore attenuativo dell’imperfetto, Serianni (1988, 470) propone di distinguere un ‘imperfetto di intenzione’, usato ‘per disporsi all’ascolto’ come in (8):</p><p rend="quotation_b">(8)	<hi rend="bold">Desiderava</hi>? (in Serianni 1988, 470)</p><p rend="text">In frasi del tipo (9) - (10) si può parlare invece di un valore  ‘giustificativo’, in cui cioè attraverso un enunciato contenente un verbo all’imperfetto viene fornita la motivazione di un possibile disturbo derivante dall’agire del parlante al fine di limitarne il peso e evitare l’eventuale conflitto:</p><p rend="quotation_b">(9)	<hi rend="bold">Guardavo</hi> solo se c’era / c’è posto. (in Bazzanella 1994, 107)</p><p rend="quotation_b">(10)	– Desidera qualcosa?</p><p rend="quotation_b">	– <hi rend="bold">Davo</hi> solo un’occhiata (in Nannoni 2004, 72)</p><p rend="text">In bulgaro, la funzione attenuativa dell’imperfetto che Stankov (1966, 132) definisce come imperfetto per “омаловажаване на действието, за което се съобщава” ‘per minimizzare l’azione di cui si informa’, si manifesta prevalentemente nelle richieste cortesi:</p><p rend="quotation_b">(11)	 <hi rend="italic">Исках да ce</hi><hi rend="italic" > </hi><hi rend="italic">посъветвам с Вас по следния</hi><hi rend="italic" > </hi><hi rend="italic">въпрос</hi><hi >. (</hi>in<hi > </hi>Nicolova<hi > 2008, 285)</hi></p><p rend="quotation_b"><hi rend="bold">	Volevo</hi> consigliarmi con te sulla seguente questione.</p><p rend="text">Relativamente alle due sfumature di significato dell’imperfetto attenuativo – d’intenzione e giustificativo –, non trattate in maniera distinta nelle opere bulgare consultate, positive sono le reazioni dei nativi alle traduzioni degli esempi italiani:</p><p rend="quotation_b"><hi >(8’)	</hi><hi rend="italic">Какво</hi><hi rend="italic" > </hi><hi rend="italic">желаехте</hi><hi >?</hi></p><p rend="quotation_b"><hi >(9’)	</hi><hi rend="italic">Гледах</hi> дали има<hi > </hi>място<hi >.</hi></p><p rend="quotation_b">(10’)	– <hi rend="italic">Желаете ли нещо?</hi></p><p rend="quotation_b">	– <hi rend="italic">Благодаря. Само разглеждах</hi>.</p><p rend="text">Tuttavia, pare che in entrambe le lingue vi siano restrizioni rispetto al tipo di verbi che possono essere impiegati in questa accezione. In bulgaro, tali restrizioni sembrano essere maggiori che in italiano (o in francese, cfr. Stambolieva 2004, 158-59):</p><p rend="quotation_b">(12)	<hi rend="bold">Venivo</hi> per parlarti. (in Serianni 1988, 469)</p><p rend="quotation_b ParaOverride-1"><hi >(12’)	 *</hi><hi rend="italic">Идвах</hi> да разговорям с теб.</p><p rend="h3">3.2 Imperfetto ipocoristico</p><p rend="text">L’‘imperfetto ipocoristico’, cioè quello usato dagli adulti verso i bambini in situazioni di tenerezza del tipo (13), raro anche in italiano, è sconosciuto in bulgaro:</p><p rend="quotations_quotation_b1">(13)	<hi rend="bold">Aveva</hi> fame la mia bambina? (in Bazzanella 1994, 101)</p><p rend="quotations_quotation_b2"><hi >(13’)	*</hi><hi rend="italic">Беше</hi> ли гладна<hi >, </hi>моето<hi > </hi>момиче<hi >?</hi></p><p rend="h3">3.3 Imperfetto di conato e imminenziale</p><p rend="text">Si tratta di un valore dell’imperfetto utilizzato per “enunciare fatti rimasti a livello di progettazione, di desiderio, di rischio di accadimento” (cit. in Serianni 1988, 469). Può essere suddiviso in ‘imperfetto di conato’ vero e proprio, che si usa con verbi risultativi ed esprime l’intenzionalità ad attuare un processo e il tentativo mancato (14), e in ‘imperfetto imminenziale’ (15) che si ha invece con verbi trasformativi e indica un fatto alla cui realizzazione manca poco о non ancora compiuto nel momento considerato:</p><p rend="quotation_b">(14)	Ieri Luigi <hi rend="bold">faceva</hi> l’esame di linguistica. (in Wiberg 2010, 634)</p><p rend="quotation_b">(15)	Quasi <hi rend="bold">cadevo</hi>. (in Nannoni 2004, 27)</p><p rend="text">Per l’italiano va rilevato che l’accezione di conato è più rara e non largamente accettata da tutti i nativi, che spesso tendono a preferire la forma perifrastica progressiva ‘<hi rend="italic">stare</hi> + gerundio’. Quest’ultima, tuttavia, secondo Bertinetto (1986, 371), per le sue implicazioni di fattualità, non consentirebbe di ottenere lo stesso effetto dell’imperfetto, che segnala la pura intenzionalità. Più comune invece l’imperfetto imminenziale, frequente nel parlato colloquiale. Per il bulgaro, Maslov (2004, 185) riporta il seguente esempio di imperfetto di conato:</p><p rend="quotations_quotation_b1 ParaOverride-3">(16)	Плати му<hi > </hi>човекът<hi > - </hi>потвърди<hi > </hi>Петър Чопа - […<hi >] с </hi>очите си видях<hi >. </hi>И сто лева бакшиш му<hi > </hi><hi rend="italic">даваше</hi><hi >.</hi></p><p rend="quotations_quotation_b2">	– Взех ли ги<hi >? – </hi>кресна Казака<hi >.</hi></p><p rend="quotations_quotation_b2">	– Не, не ги<hi > </hi>взе<hi >, </hi>ама<hi > </hi><hi rend="italic">даваше</hi><hi > </hi>ги<hi > </hi>човекът<hi >.</hi></p><p rend="quotations_quotation_b2 ParaOverride-3">	‘– Lo pagò – confermò Petăr Čора […] – lo vidi con i miei occhi. E gli <hi rend="bold">dava</hi> [voleva dare / stava dando] cento lev di mancia.</p><p rend="quotations_quotation_b2">	– E li prese? - strillò il Kazako.</p><p rend="quotations_quotation_b2">	– Non, non li prese, ma lui glieli <hi rend="bold">dava</hi> [voleva dare / stava dando].’</p><p rend="text">Di questo impiego modale dell’imperfetto non si trova riscontro altrove e ciò farebbe pensare che non si tratti di una sfumatura facilmente attivabile in bulgaro. Una conferma in tal senso, ancorché provvisoria, viene dalla traduzione in bulgaro degli esempi italiani, nella quale i nativi prediligono nettamente un’interpretazione progressiva. Per rendere grammaticale l’esempio (14’) viene suggerito di aggiungere un riferimento temporale (14”):</p><p rend="quotation_b"><hi >(14’) 	*Вчера Иван </hi><hi rend="italic">вземаше</hi> текст по езикознание<hi >.</hi></p><p rend="quotation_b"><hi >(1</hi><hi >4”)</hi> 	Вчера Иван <hi rend="italic">вземаше</hi> текст по езикознание по това<hi > </hi>време<hi > / в 6 часа.</hi></p><p rend="quotation_b">	‘Ieri Ivan a quest’ora / alle 6 <hi rend="bold">faceva</hi> il test di linguistica.’</p><p rend="text">Con valore imminenziale, l’imperfetto in bulgaro sembra essere poco comune e ad esso viene preferito il futuro nel passato. A questo proposito, Stambolieva (2004, 157) considera il futuro nel passato la strategia primaria per la traduzione dell’imperfetto imminenziale del francese:</p><p rend="quotations_quotation_b1">(17)	Насмалко<hi > </hi><hi rend="italic">щях</hi><hi rend="italic"> да падна</hi><hi >. (</hi>in<hi > </hi>Nicolova<hi > 2004, 312)</hi></p><p rend="quotations_quotation_b2">	‘Per poco <hi rend="bold">sarei</hi> caduto’.</p><p rend="h3">3.4 Imperfetto epistemico-doxastico e imperfetto quotativo/riportivo</p><p rend="text">L’uso dell’imperfetto in frasi interrogative per l’espressione di “stati epistemici e/o doxastici dell’interlocutore”(Conte 1984, 202), per fare riferimento cioè a conoscenze о informazioni pregresse, è un impiego assai comune dell’italiano parlato:</p><p rend="quotation_b">(18)	Che cosa c’<hi rend="bold">era</hi> al cinema domani? (in Conte 1984, 202)</p><p rend="quotation_b">(19)	Qual <hi rend="bold">era</hi> il nome? (in Nannoni 2004, 85)</p><p rend="text">Richiamandosi agli studi di alcuni linguisti francesi, Nannoni (2004, 84) ricorda che questo uso dell’imperfetto è classificabile come una sorta di anafora concettuale, quando cioè quanto riportato non è riconducibile a “citazione о parafrasi di un discorso anteriore, ma si richiama più globalmente ad una situazione già data” (Nannoni 2004, 85), e che viene per ciò adoperato per mitigare l’offesa che potrebbe nascere dalla dimenticanza. Tale impiego dell’imperfetto, che per l’italiano è stato descritto ed etichettato relativamente di recente da Maria-Elisabeth Conte (1984), è da tempo noto alla linguistica del bulgaro come imperfetto <hi rend="italic">na doseštane</hi> (‘di rammento’) (Stankov 1966, 136). I numerosi esempi riportati nelle grammatiche di bulgaro sono pressoché identici a quelli dell’italiano:</p><p rend="quotation_b">(20)	Как <hi rend="italic">беше</hi><hi > </hi>ти<hi > </hi>името<hi >, </hi>момче<hi >? </hi>(in Nicolova 2008, 285)</p><p rend="quotation_b">	‘Come <hi rend="bold">era</hi> il tuo nome, ragazzo?’</p><p rend="quotation_b">(21)	Та в колко часа <hi rend="italic">беше</hi><hi > </hi>събранието утре? (in Stankov 1966, 137)</p><p rend="quotation_b">	‘A che ora <hi rend="bold">era</hi> la riunione domani?’</p><p rend="text">Non sempre, però, tutti gli esempi italiani sono traducibili in bulgaro. Questa differenza riguarda in particolare gli esempi in cui è usato un verbo diverso da “essere” e l’imperfetto impiegato nell’accezione epistemico-doxastica fa riferimento ad un tempo di realizzazione dell’azione nel futuro. In questi casi, in bulgaro viene preferita la forma dedicata di futuro nel passato (cfr. Trovesi 2016):</p><p rend="quotation_b">(22)	В колко часа <hi rend="italic">щяхме да се срещаме</hi><hi > </hi>довечера<hi >?</hi></p><p rend="quotation_b">	‘A che ora ci <hi rend="bold">incontravamo</hi> stasera?’</p><p rend="text">Come caso specifico dell’imperfetto epistemico-doxastico può essere distinto l’‘imperfetto quotativo’ о ‘riportivo’, usato quando il contenuto della proposizione è per sentito dire:</p><p rend="quotation_b">(23)	Teresa <hi rend="bold">veniva</hi> domani, tu ne sai qualcosa? (in Bertinetto 1986, 365)</p><p rend="text">Qui l’imperfetto ha valore di discorso trasposto che esprime un atteggiamento di distanza rispetto al contenuto dell’enunciato, lasciando intendere che “il parlante si esprime non per esperienza diretta, bensì per ‘sentito dire’, testimonianza altrui e simili” (Berretta 1992, 141).</p><p rend="text">In bulgaro non è escluso l’imperfetto, ma per segnalare che si tratta di una informazione riportata i nativi preferiscono nettamente la forma dedicata del non testimoniale:</p><p rend="quotations_quotation_b1">(24)	<hi rend="italic">Нямало</hi><hi rend="italic" > </hi>ли<hi rend="italic"> да пристигне</hi> Мария утре?</p><p rend="quotations_quotation_b2">	‘Maria non arrivava domani?’</p><p rend="h3">3.5 Imperfetto potenziale о epistemico</p><p rend="text">Per ‘potenziale’ о ‘epistemico’ si intende l’uso dell’imperfetto, in genere con verbi modali, per esprimere una congettura о una supposizione:</p><p rend="quotation_b ParaOverride-3">(25)	Vincenzo <hi rend="bold">doveva</hi> essere qui, non capisco cosa gli sia successo. (in Bertinetto 1986, 374)</p><p rend="quotation_b ParaOverride-3">(26)	Il compleanno di Andrea <hi rend="bold">era</hi> oggi. (in Bertinetto 1986, 377)</p><p rend="text">Circa la possibile concorrenza tra imperfetto e condizionale composto in questi casi, Bertinetto (1986, 377) nota giustamente che le due forme verbali non sono completamente equivalenti e che, rispetto alla semantica ambigua dell’imperfetto (27), il condizionale (28) esprime in maniera più esplicita che il fatto può non aver avuto luogo.</p><p rend="quotation_b ParaOverride-3">(27)	Filippo <hi rend="bold">arrivava</hi> ieri. (in Bertinetto 1986, 377)</p><p rend="quotation_b ParaOverride-3">(28)	Filippo <hi rend="bold">sarebbe arrivato</hi> ieri. (in Bertinetto 1986, 377)</p><p rend="text">In bulgaro, l’imperfetto potenziale si registra regolarmente con i verbi modali, soprattutto “dovere”, mentre con altri tipi di verbi non sembra essere un significato facilmente attivabile.</p><p rend="quotation_b"><hi >(25’) 	Иван </hi><hi rend="italic">трябваше</hi> да бъде ту, не разбирам<hi > </hi>какво ли му се е случило.</p><p rend="text">Nelle traduzioni dell’esempio (27), invece, gli informanti suggeriscono il futuro nel passato (27’) о la modalità del non-testimoniale (27”):</p><p rend="quotation_b"><hi >(27’) 	Филип </hi><hi rend="italic">щеше</hi><hi > </hi><hi rend="italic">да пристгна</hi> вчера.</p><p rend="quotation_b">(27”) 	Филип <hi rend="italic">пристгнал</hi> вчера.</p><p rend="text">Sulla concorrenza in bulgaro tra imperfetto e futuro nel passato ci si soffermerà nella parte conclusiva.</p><p rend="h3">3.6 Imperfetto ludico</p><p rend="text">L’‘imperfetto ludico’, detto anche stipulativo о ascrittivo, è un imperfetto di finzione usato dai bambini per stabilire i ruoli nei loro giochi:</p><p rend="quotation_b ParaOverride-3">(29)	(Facciamo che) io <hi rend="bold">ero</hi> il re e tu la principessa (in Bertinetto 1991, 81)</p><p rend="quotation_b ParaOverride-5">(30)	Adesso <hi rend="bold">volavo</hi> e <hi rend="bold">cadevo</hi>. Tu mi <hi rend="bold">aiutavi</hi> e mi <hi rend="bold">soccorrevi</hi>. (in Bertinetto 1991, 81)</p><p rend="text">Nei testi consultati per il bulgaro quest’uso dell’imperfetto non è registrato, tuttavia le risposte dei nativi alle traduzioni degli esempi italiani mostrano piena accettabilità.</p><p rend="quotations_quotation_b1 ParaOverride-3"><hi >(29’)	(</hi>Да си представим<hi >), че аз </hi><hi rend="italic">бях</hi> крал а ти<hi > </hi><hi rend="italic">беше</hi><hi > </hi>кралица<hi >.</hi></p><p rend="quotations_quotation_b2 ParaOverride-3"><hi >(30’)	(Да си представим </hi>ceгa<hi >, как) аз </hi><hi rend="italic">летях</hi><hi > и </hi><hi rend="italic">падах</hi><hi >, а </hi>ти ми <hi rend="italic">помагаше</hi><hi >.</hi></p><p rend="h3">3.7 Imperfetto fantastico e onirico</p><p rend="text">Prossimi al ludico, perché impiegati per le narrazioni di eventi al di fuori della realtà fattuale, ma da questo differenti per via del loro riferimento temporale al passato, sono gli imperfetti detti fantastico e onirico.</p><p rend="text">L’‘imperfetto fantastico’ serve alla “costruzione di trame di irrealtà intessute a partire dall’immagine del locutore” (Nannoni 2004, 22):</p><p rend="quotation_b ParaOverride-3">(31)	Mattia attese che anche l’ultimo residuo di luce esterna si spegnesse, mentre con la mente <hi rend="bold">camminava</hi> già in quei corridoi, che ancora non aveva visto, di tanto in tanto imbattendosi in Alice, che lo <hi rend="bold">guardava</hi> senza parlare e non gli <hi rend="bold">sorrideva</hi>. (Giordano 2008, 160)</p><p rend="text">Dai dati raccolti e dalle prove effettuate si evince che anche il bulgaro ammette l’uso dell’imperfetto in tali contesti:</p><p rend="quotation_b ParaOverride-3"><hi >(31’) 	</hi>Матия<hi > </hi>изчака да изчезне<hi > и </hi>последната светлина отвън<hi >, </hi>докато<hi > </hi>мислено вече <hi rend="italic">се разхождаше</hi> по коридорите<hi >, </hi>които<hi > </hi>още<hi > </hi>не бе<hi > </hi>виждал<hi >. От </hi>време на време<hi > </hi><hi rend="italic">се натъкваше</hi> на Аличе<hi >, </hi>която го <hi rend="italic">гледаше</hi><hi >, без да говори, и не </hi>му<hi > </hi><hi rend="italic">се</hi><hi > </hi><hi rend="italic">усмихваше</hi><hi >. </hi>(Giordano 2010, 152)</p><p rend="text">L’‘imperfetto onirico’, invece, viene usato per riportare sogni:</p><p rend="quotation_b ParaOverride-3">(32)	Ho sognato che io <hi rend="bold">avevo fame</hi> e tu ti <hi rend="bold">mangiavi</hi> tutta la torta. (in Bazzanella 1994, 98)</p><p rend="text">In questa accezione, seppur non segnalato, l’uso dell’imperfetto non genera problemi di accettabilità neanche in bulgaro:</p><p rend="quotations_quotation_b1 ParaOverride-3"><hi >(32’)	</hi>Сънувах<hi >, че аз </hi><hi rend="italic">бях</hi><hi > </hi>гладен<hi > и че </hi>ти<hi > </hi><hi rend="italic">изяждаше</hi><hi > </hi>цялата торта.</p><p rend="h3 ParaOverride-6">3.8 Imperfetto ipotetico e contrafattuale</p><p rend="text">Con l’etichetta ‘imperfetto ipotetico’ si fa riferimento al doppio uso dell’imperfetto in italiano nel periodo ipotetico, molto frequente nella lingua parlata, per l’espressione della controfattualità in sostituzione del congiuntivo e condizionale normativi (34):</p><p rend="quotation_b">(33)	Se <hi rend="bold">avevo</hi> i soldi, ci <hi rend="bold">andavo</hi>.</p><p rend="quotation_b ParaOverride-7">(34)	Se <hi rend="bold">avessi avuto</hi> i soldi, ci <hi rend="bold">sarei andato</hi>.</p><p rend="text">Con questo valore, l’imperfetto indicativo risulta estremamente duttile dal punto di vista sia sintattico che funzionale e può comparire anche solo in una delle due parti del periodo ipotetico (con valore contrafattuale):</p><p rend="quotation_b">(35)	Se <hi rend="bold">avevo</hi> i soldi, ci sarei <hi rend="bold">andato</hi>.</p><p rend="quotation_b ParaOverride-7">(36)	Se <hi rend="bold">avessi avuto</hi> i soldi, ci <hi rend="bold">andavo</hi>.</p><p rend="text">Infine, l’imperfetto ipotetico può essere impiegato anche quando la protasi rimane implicita:</p><p rend="quotation_b ParaOverride-7">(37)	Perché non me l’hai detto? <hi rend="bold">Venivo</hi> di sicuro. (in Bertinetto 1986, 378)</p><p rend="text">Nel periodo ipotetico in bulgaro, l’imperfetto, di solito di aspetto perfettivo, viene usato solo nella protasi, mentre nell’apodosi è impiegato il condizionale (38) о il futuro nel passato (39), forme verbali che conferiscono al periodo ipotetico rispettivamente un valore di eventualità о di irrealtà:</p><p rend="quotations_quotation_b1">(38)	Ако<hi > </hi><hi rend="italic">ямах</hi> свободно време<hi >, </hi><hi rend="italic">бих се съгпасил</hi> да дойда с вас.</p><p rend="quotations_quotation_b2">	‘Se <hi rend="italic">avevo</hi> tempo libero, <hi rend="italic">accetterei</hi> di venire con voi.’</p><p rend="quotations_quotation_b2">(39)	Ако вчера времето<hi > </hi><hi rend="italic">беше</hi><hi > </hi>хубаво<hi >, </hi><hi rend="italic">щяхме</hi><hi > </hi><hi rend="italic">да излезем</hi> на разходка из парка.</p><p rend="quotations_quotation_b3">	‘Se ieri il tempo <hi rend="bold">era</hi> bello, <hi rend="bold">saremmo andati</hi> a fare una passeggiata per il parco.’</p><p rend="text">L’imperfetto nell’apodosi è accettabile solo con certi verbi modali<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-002-backlink"><ref target="_15.html#footnote-002">5</ref></hi></hi>:</p><p rend="quotations_quotation_b1">(40)	Ако<hi > </hi><hi rend="italic">беше</hi> жив дели Пеню [<hi >…], </hi><hi rend="italic">можеше</hi> да го попиташ<hi >. (</hi>in<hi > </hi>Feuillet<hi > 1996)</hi></p><p rend="quotations_quotation_b3">	‘Se <hi rend="bold">era</hi> vivo Penjo il pazzo […], <hi rend="bold">potevi</hi> chiedere a lui.’</p><p rend="text">Oltre che nel periodo ipotetico, l’imperfetto con valore contrafattuale in italiano si trova anche in altre condizioni, per esempio, con valore di azione futura prevista nel passato e non realizzatasi:</p><p rend="quotation_b ParaOverride-3">(41)	Tommaso mi ha detto che <hi rend="bold">veniva</hi>, ma poi ha telefonato dicendo che aveva altri impegni. (in Wiberg 2010, 634)</p><p rend="text">In bulgaro per esprimere questo significato è usato il futuro nel passato (41’) oppure, se richiesto dalla <hi rend="italic">consecutio temporum</hi> (41”), il futuro:</p><p rend="quotation_b ParaOverride-3"><hi >(41’) 	Иван </hi><hi rend="italic">щеше</hi><hi > </hi><hi rend="italic">да дойде</hi><hi >, но </hi>по-късно се обади<hi >, че </hi>има<hi > и </hi>други<hi > </hi>задължения<hi >. </hi></p><p rend="quotation_b ParaOverride-3">	‘Ivan <hi rend="bold">veniva</hi> (lett. <hi rend="bold">sarebbe venuto</hi>), ma più tardi ha fatto sapere che ha altri impegni.’</p><p rend="quotation_b"><hi >(41”)	 Иван </hi>каза<hi >, че </hi><hi rend="italic">ще</hi><hi rend="italic" > </hi><hi rend="italic">дойде</hi><hi >, но </hi>по-късно се обади<hi >, че </hi>има<hi > </hi>други<hi > </hi>задължения<hi >. </hi></p><p rend="quotation_b ParaOverride-3">	‘Ivan ha detto che <hi rend="bold">sarebbe venuto</hi> (lett. <hi rend="bold">verrà</hi>), ma più tardi ha fatto sapere che ha altri impegni.’</p><p rend="h3">3.9 Imperfetto ottativo</p><p rend="text">In bulgaro si registra un uso modale dell’imperfetto all’interno di frasi ottative, sconosciuto all’imperfetto indicativo dell’italiano. Nella traduzione in italiano degli esempi bulgari, al posto dell’imperfetto indicativo viene usato l’imperfetto congiuntivo:</p><p rend="quotations_quotation_b1">(42)	Да <hi rend="italic">можех</hi> да му<hi > </hi>помогна<hi >! </hi>(in Stankov 1994-1995, 199)</p><p rend="quotations_quotation_b2">	‘(Se) <hi rend="bold">potessi</hi> aiutarlo!’</p><p rend="h3">3.10 Imperfetto di pianificazione</p><p rend="text">Con la dicitura ‘imperfetto di pianificazione’ si intende un uso dell’imperfetto con cui ci “si riferisce ad un evento pianificato nel futuro, ma in qualche modo negoziabile”, dove l’imperfetto, alla stessa maniera del condizionale, segnala “la disponibilità a cambiare il piano”, ma al tempo stesso asserisce in maniera esplicita “la decisione/volontà del parlante […] come dato già acquisito” (Bazzanella 1991, 102). In quest’uso l’imperfetto può accompagnarsi ad avverbi di tempo di valore futurale:</p><p rend="quotations_quotation_b1">(43)	- Non puoi farlo domani?</p><p rend="quotations_quotation_b3">	- Domani <hi rend="bold">andavo</hi> in biblioteca. (in Bazzanella 1994, 102)</p><p rend="text">Un uso simile dell’imperfetto non è invece registrato per il bulgaro e anche la verifica attraverso la traduzione degli esempi italiani conferma che si tratta di un’accezione non facilmente accettabile. I nativi ammettono l’imperfetto solo se il valore di pianificazione viene parafrasato con il verbo modale ‘volere’ (43’). Diversamente selezionano il futuro nel passato (43”):</p><p rend="quotations_quotation_b1">(43’) 	- Утре <hi rend="italic">исках да отида</hi> в библиотеката.</p><p rend="quotations_quotation_b2"><hi >(43”)	- Утре </hi><hi rend="italic">щеше ми се да отида</hi><hi > в </hi>библиотеката<hi >.</hi></p><p rend="h2">4. Considerazioni conclusive</p><p rend="text">La rassegna contrastiva degli usi modali dell’imperfetto in italiano e in bulgaro sopra esposta mostra che, malgrado le evidenti somiglianze, in bulgaro tali usi hanno un’estensione minore rispetto all’italiano. In attesa di analisi più approfondite, i dati osservati permettono comunque già di formulare alcune ipotesi circa le possibili ragioni alla base di queste restrizioni, che paiono risiedere essenzialmente nelle caratteristiche del sistema modale e temporale del verbo bulgaro, così come in alcuni comportamenti sintattici a livello di concordanza dei tempi.</p><p rend="text">Per quanto riguarda le motivazioni legate al diverso sistema dei tempi verbali, si è notato che, in conseguenza della mancanza in bulgaro di una forma specializzata per l’espressione della progressività, la quale in italiano invece è trasmessa dalla perifrasi progressiva, l’uso dell’imperfetto attiva con maggior facilità un’interpretazione progressiva che esclude accezioni modali, come nel caso, ad esempio, dell’imperfetto di conato.</p><p rend="text">Decisivo per la limitazione degli usi modali in bulgaro è poi l’esistenza in questa lingua slava meridionale di una forma dedicata di futuro nel passato. Comprensibilmente, è dunque questo tempo verbale ad essere preferito all’imperfetto con valore di pianificazione, imminenziale, contrafattuale etc. Nonostante ciò, anche in bulgaro non mancano casi di concorrenza tra imperfetto e futuro nel passato, che sono registrati e commentati da Stankov (1966, 60-1) in maniera assai simile alle osservazioni di Bertinetto (1986, 377) relativamente alla neutralizzazione tra imperfetto e condizionale passato in italiano. Anche per Stankov, l’imperfetto avrebbe valore di maggiore certezza circa la probabilità della realizzazione dell’azione futura vista dal passato:</p><p rend="quotation_b ParaOverride-3">(44)	Един от тях<hi > </hi>съобщаваше на експерта<hi >, че два </hi>военни<hi > </hi>камиона<hi > </hi>заминават след половин час. Друг ешелон от моторни коли <hi rend="italic">тръгваше</hi> в шест часа сутринта<hi >. </hi>(in Stankov 1966, 76)</p><p rend="quotation_b ParaOverride-8">‘Uno di loro comunicava all’esperto che due camion militari partivano (lett. partono) tra mezzora. Il secondo convoglio di veicoli a motore <hi rend="bold">partiva</hi> alle sei della mattina.’</p><p rend="text">A questo riguardo, Stojanov (1983, 332) classifica come valore modale dell’imperfetto bulgaro appunto il suo impiego per veicolare una “отсянка на по-голяма сигурност и категоричност в извършването на действията”, ‘una sfumatura di maggiore sicurezza e categoricità nella realizzazione dell’azione’ rispetto al futuro nel passato<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-001-backlink"><ref target="_15.html#footnote-001">6</ref></hi></hi>. Ciò si riflette naturalmente anche sugli altri usi modali dell’imperfetto, che, come già rimarcato, sono tra di loro strettamente interconnessi. Così, ad esempio, rispetto all’esteso impiego dell’imperfetto in italiano, nell’accezione epistemico-doxastica l’imperfetto in bulgaro viene adoperato quando l’informazione ripristinata è data per pressoché certa e sicura (cfr. Trovesi 2016).</p><p rend="text">Infine la modalità del non testimoniale che in bulgaro è pienamente funzionante, è la modalità preferita all’imperfetto quotativo. La potenzialità semantica del non testimoniale bulgaro ben risulta in (45): rispetto all’italiano (46), qui l’imperfetto non-testimoniale esplicita in modo inequivocabile che si tratta di un enunciato riportato e della cui veridicità il parlante non si fa garante.</p><p rend="quotation_b ParaOverride-3">(45)	Таня Вандова<hi > </hi>ce<hi > </hi>върна<hi > и </hi>ги<hi > </hi>информира<hi >, че Ки</hi>шев изобщо не е идвал<hi > </hi>на работа<hi >. </hi><hi rend="italic">Говорила</hi><hi > </hi>със<hi > </hi>съпругата<hi > </hi>му<hi >: </hi><hi rend="italic">имал</hi><hi > </hi>проблеми<hi > </hi>със<hi > </hi>сърцето<hi > и го </hi><hi rend="italic">приели</hi> за изледване<hi > в </hi>болницата<hi >. </hi>(Popov 2009, 36)</p><p rend="quotation_b ParaOverride-3">(46)	Tanja Vandova tornò e li informò che Kishev non si era presentato in Ambasciata. <hi rend="bold">Aveva</hi> parlato con la moglie: <hi rend="bold">aveva</hi> problemi cardiaci e l’<hi rend="bold">avevano ricoverato </hi>in ospedale per accertamenti.’ (Popov 2007, 28)</p><p rend="text">Per spiegare la minor estensione degli usi modali dell’imperfetto bulgaro rispetto a quello italiano, alle motivazioni derivanti dal diverso sistema temporale e modale delle due lingue possono essere aggiunte considerazioni circa le divergenti regole sintattiche relative alla concordanza dei tempi. In bulgaro, ad esempio, l’uso dell’imperfetto nelle secondarie completive è limitato, poiché secondo le regole del bulgaro il tempo verbale solitamente usato in una frase secondaria per indicare un’azione che avrà luogo in un momento successivo rispetto a quello indicato dal verbo della principale è il futuro<hi rend="notes_number CharOverride-1"><hi xml:id="footnote-000-backlink"><ref target="_15.html#footnote-000">7</ref></hi></hi>. Questa diversità del bulgaro rispetto all’italiano sembra particolarmente rilevante, perché proprio dalla possibilità di usare l’imperfetto con valore di futuro nel passato avrebbero origine molti significati modali.</p><p rend="text">Le peculiarità sintattiche del bulgaro e del suo sistema verbale rispetto all’italiano sono dunque fattori che paiono influenzare l’attivazione dei diversi valori modali dell’imperfetto. Nello stesso tempo, però, sembra lecito ritenere anche che, data la medesima configurazione nozionale di base dell’imperfetto nelle due lingue, gli usi modali sopra elencati siano in realtà potenzialmente dispiegabili sia in italiano che in bulgaro nella stessa maniera e che le differenze siano da intendere come opzioni attivabili о meno e non come restrizioni assolute. Ciò sarebbe suggerito oltre che dalle oscillazioni nell’uso incontrate, in cui l’imperfetto in bulgaro risulta talvolta essere semplicemente dispreferito, anche dagli studi sull’uso dell’imperfetto con valore modale all’interno del dominio romanzo, dove si osservano oscillazioni del tutto simili: ad esempio, il maggior impiego in francese rispetto all’italiano dell’imperfetto nel periodo ipotetico о con valore ipocoristico (cfr. Nannoni 2004) oppure le discrepanze a livello diatopico nell’italiano regionale (cfr. Kreisberg 2003, relativamente all’imperfetto di cortesia nell’italiano regionale abruzzese).</p><p rend="h2">Riferimenti bibliografici</p><p rend="bib_indx_bib"><hi >Barceló, G. J., et J. Bres. 2006. </hi><hi rend="italic" >Les temps de l’indicatif en français</hi><hi >. </hi>Paris: Ophrys.</p><p rend="bib_indx_bib">Bazzanella, C. 1994. <hi rend="italic">Le facce del parlare. Un approccio pragmatico all’italiano parlato</hi>. Firenze: La Nuova Italia.</p><p rend="bib_indx_bib">Berretta, M. 1992. “Sul sistema di tempo, aspetto, e modo nell’italiano contemporaneo”. In <hi rend="italic">Linee dì tendenza dell’italiano contemporaneo. </hi>Atti del XXV congresso internazionale della Società di Linguistica Italiana, a cura di B. Moretti, D. Petrini, e S. Bianconi, 135-53. Roma: Bulzoni.</p><p rend="bib_indx_bib">Bertinetto, P. M. 1986. <hi rend="italic">Tempo, aspetto e azione nel verbo italiano. Il sistema dell’indicativo</hi>. 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Roma: Enciclopedia Italiana.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number CharOverride-1"><ref target="_15.html#footnote-006-backlink">1</ref></hi>	Originariamente pubblicato in F. Bermejo Calleja, e P. Katelhön, a cura di. 2018. Lingua<hi rend="italic"> parlata. Un confronto tra l’italiano e alcune lingue europee</hi>, 247-65. Berlin: Peter Lang.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="_15.html#footnote-005-backlink">2</ref></hi>	Seguono la numerazione progressiva anche gli esempi presi dalle due opere letterarie considerate, sia che si tratti dell’originale che della versione tradotta. Nel caso, invece, di traduzioni di esempi italiani in bulgaro о bulgari in italiano viene usato il numero dell’esempio originale seguito da (’).</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="_15.html#footnote-004-backlink">3</ref></hi>	L’imperfetto viene di solito considerato un tempo passato imperfettivo. Tuttavia, benché sia prevalentemente utilizzato di aspetto imperfettivo, in bulgaro esiste anche l’imperfetto perfettivo, meno frequente tuttavia non raro (si veda Guentchéva 1988, 1990, 1994).</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="_15.html#footnote-003-backlink">4</ref></hi>	Nonostante ciò, va comunque ricordato che, trattandosi usualmente di possibilità interpretative più о meno corroborate dal contesto, i valori modali sono spesso sovrapponibili e non sempre nettamente distinguibili gli uni dagli altri.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number CharOverride-1"><ref target="_15.html#footnote-002-backlink">5</ref></hi>	Sia in italiano che in bulgaro l’imperfetto supplisce ad alcune lacune della coniugazione. In italiano, mancando il participio passato di “bisogna”, l’imperfetto “bisognava” sostituisce il condizionale passato; similmente, in bulgaro viene usato l’imperfetto <hi rend="italic">трябваше</hi> con valore di futuro nel passato, poiché la forma dedicata di <hi rend="italic">трябва</hi> “dovere” non esiste.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="_15.html#footnote-001-backlink">6</ref></hi>	Nella sua analisi dell’organizzazione dei tempi a livello del testo e della narrazione, anche Guentchéva (1988, 401) rintraccia una differenza tra imperfetto e futuro nel passato in questi contesti.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="_15.html#footnote-000-backlink">7</ref></hi>	L’uso dell’imperfetto è ammesso, accanto al presente, in frase secondarie dipendenti da principali contenenti <hi rend="italic">verba dicendi</hi>,<hi rend="italic"> sentiendi</hi>,<hi rend="italic"> cogitandi</hi> per esprimere contemporaneità tra tempo della principale e tempo della subordinata: Видях, че седеше / седи в колата. ‘Но visto che sedeva / siede in macchina’; Видях, че щеше да слиза / ще да слиза. ‘Но visto che sarebbe sceso / scenderà’ (Penčev 2004, 65).</p>
      
      
      
      
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