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        <title type="main" level="a">L’Università di Firenze al crocevia delle arti: cinema, musica, teatro, danza</title>
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          <resp>This is a section of <title>Firenze e l’Università</title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/979-12-215-0282-4</idno>) by </resp>
          <name>Fulvio Conti, Emanuela Ferretti, Donatella Lippi, Antonella Salvini, Bernardo Sordi, Andrea Zorzi</name>
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        <publisher>Firenze University Press</publisher>
        <pubPlace>Florence</pubPlace>
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        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/979-12-215-0282-4.24</idno>
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        <p>This is original content, published for academic research purposes</p>
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      <abstract xml:lang="en">
        <p>The contribution illustrates the relations maintained by the University of Florence with the world of spectacle by the professors of the History of Cinema, Music, Theater and Dance courses. Particularly highlighted are the fruitful relationships with the most important artistic institutions in the Florentine area, such as the Fondazione Sistema Toscana, the Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, theFondazione Teatro della Toscana, the Centro Nazionale di Produzione della Danza "Virgilio Sieni," and the Fondazione Fabbrica Europa, declined both in terms of educational collaboration and in the creation of cultural events. Also relevant are the activities of the Compagnia Teatrale Universitaria Binario di Scambio, active at the Polo Universitario of Prato.</p>
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      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/979-12-215-0282-4.24<ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0282-4.24" /></p>
      
      
      <p rend="h1_chapter">L’Università di Firenze al crocevia delle arti: cinema, musica, teatro, danza</p><p rend="h1_author ParaOverride-1">Renzo Guardenti, Cristina Jandelli, Mila De Santis, Teresa Megale, Francesca Simoncini, Caterina Pagnini<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-000-backlink"><ref target="_24.html#footnote-000">1</ref></hi></hi></p><p rend="h2 ParaOverride-2">1. Breve premessa</p><p rend="text">È quasi impossibile separare il rapporto tra l’Università di Firenze e il mondo dello spettacolo dalle discipline cinematografiche, musicali e teatrali impartite nell’Ateneo fiorentino. Si tratta di discipline relativamente giovani, stabilizzatesi nella nostra università a partire dagli anni Settanta del Novecento, portatrici di istanze didattiche e scientifiche innovative ed estremamente diversificate, ma capaci proprio per questo di ben rappresentare l’articolazione e la ricchezza di quei contesti produttivi e artistici che per comodità rubrichiamo come mondo dello spettacolo. Con questo mondo l’Ateneo, nel corso del tempo, ha saputo, per il tramite dei docenti che si sono avvicendati nei vari settori disciplinari, tessere rapporti sempre più stretti con protagonisti e istituzioni artistiche, così come viene illustrato nelle varie sezioni di questo contributo dedicate a cinema, musica, teatro e danza. Se nell’ultimo trentennio del Novecento le forme di collaborazione con i contesti di produzione e con gli artisti erano occasionate per lo più da relazioni individuali, il punto di svolta che ha consentito di trasformare singoli e sporadici eventi in forme di collaborazione strutturata può essere individuato nell’avvento della riforma del sistema universitario (leggi 509/1999 e 270/2008), che ha permesso l’istituzione di corsi di studio specifici (DAMS, ProGeAS, Scienze dello spettacolo) e nell’introduzione nei percorsi curriculari di tirocini formativi presso enti, istituzioni, aziende legate alle tematiche di questi corsi di studio. Ciò che prima aveva avuto carattere episodico, spesso legato ad azioni volontaristiche di singoli docenti, a seguito della riforma universitaria assume quindi una rilevanza istituzionale, favorendo la creazione di percorsi condivisi sulla base di una progettualità comune tra docenti, corsi di studio e le varie realtà artistiche, con un reciproco e profittevole scambio di saperi, pratiche e metodi tra l’Università di Firenze e le prestigiose istituzioni che nel nostro territorio rappresentano le arti della musica e dello spettacolo, dando luogo a occasioni estremamente diversificate. </p><p rend="text">Non trascurabile, infine, l’attenzione che l’Ateneo ha rivolto a questi ambiti artistici mediante il conferimento di lauree <hi rend="italic">honoris causa</hi> a illustri personalità dello spettacolo e della musica quali il premio Nobel Harold Pinter (laurea in Lettere, 2001), Roberto Benigni (laurea in Filologia moderna, 2007), Hans Werner Henze (laurea in Musicologia e Beni Musicali, 2013, <hi rend="italic">in memoriam</hi>), Michail Baryshnikov (laurea in Scienze dello spettacolo, 2018), Daniel Barenboin (laurea in Relazioni internazionali e Studi economici, 2020).</p><p rend="h2">2. Il cinema dentro e fuori l’accademia</p><p rend="text">All’Università di Firenze la prima cattedra di Storia del cinema, istituita presso la Facoltà di Magistero a partire dal 1970, è di Pio Baldelli, che in seguito vi insegna anche Teoria e tecnica delle comunicazioni di massa (Baldelli 1972). Firenze era la città dove si era laureato in Lettere nel 1949 con Attilio Momigliano. Alle sue lezioni, punto di riferimento culturale dei movimenti studenteschi cittadini, si potevano incontrare Marco Ferreri, Paolo e Vittorio Taviani, Liliana Cavani, Bernardo Bertolucci, documentaristi come Joris Ivens e registi all’epoca esordienti o emergenti come Nanni Moretti, Salvatore Samperi e Roberto Faenza. In seguito la cattedra viene assegnata a Edoardo Bruno, direttore della storica rivista <hi rend="italic">Filmcritica</hi> fin dalla sua fondazione, nel 1950, e fino all’anno della sua morte: si era formato con il filosofo Galvano Della Volpe, con lo studioso di cinema Umberto Barbaro e con il regista Roberto Rossellini. Teorico della centralità dell’esperienza cinematografica e del film inteso come processo comunicativo e fenomeno dell’immaginario (Bruno 1986), Edoardo Bruno ha curato varie retrospettive alla Mostra del Cinema di Venezia (René Clair, Luis Buñuel, Jean Cocteau) e contemporaneamente è stato docente anche a Roma. </p><p rend="text">Rileva il suo testimone, alla Facoltà di Lettere e Filosofia, Sandro Bernardi, studioso di rilievo internazionale di Stanley Kubrick, di Michelangelo Antonioni e di estetica e linguaggio del film che dà forte impulso a nuove ricerche sul legame fra il cinema e il paesaggio (Bernardi 2002; 2006). Durante gli anni Duemila si fanno più intense le relazioni con il territorio, in particolare con la città dove, fin dal 1982, il critico Fernaldo Di Giammatteo crea e dirige per primo la Mediateca Regionale Toscana (Di Giammatteo 1984). L’istituzione pubblica, che ha il fine di promuovere e diffondere la cultura audiovisiva e cinematografica, ha progressivamente assunto un ruolo fondamentale per la valorizzazione dei linguaggi della comunicazione multimediale. La raccolta di testi e materiale audiovisivo della Mediateca di via San Gallo è ancora oggi un imprescindibile punto di riferimento per la comunità studentesca. </p><p rend="text">Le attività congiunte della disciplina accademica e delle istituzioni regionali divengono molteplici, si fanno multiformi e prendono nuovo impulso quando, a partire dal 2000, la Regione Toscana dà vita alla Film Commission, una delle prime in Italia, con sede a Firenze. La prima <hi rend="italic">Toscana Film Commission Production Guide</hi> (2000), realizzata con l’intento di promuovere la regione come location cinematografica e audiovisiva, è stata frutto di una ricerca sui luoghi del cinema in Toscana sviluppata all’interno dell’Università di Firenze dopo una prima pubblicazione di carattere generale (Giannelli 1994). La <hi rend="italic">Production Guide</hi> metteva al centro delle indagini alcune occorrenze nelle varie forme di rappresentazione filmica che indicavano le location d’elezione in Toscana: il Chianti delle produzioni internazionali, specie inglesi, le ville set di opere in costume a largo budget ma anche il paesaggio arcano dei misteri, di riti sacri e profani (<hi rend="italic">Vaghe stelle dell’orsa</hi> di Luchino Visconti, 1965; <hi rend="italic">Nostalghia</hi> di Andrej Tarkovskij, 1983). Le città, prima fra tutte Firenze fin dal periodo muto del cinema (<hi rend="italic">Dante nella vita e nei tempi suoi</hi> di Domenico Gaido, 1922), sono location di innumerevoli opere che dal 2006 la Toscana Film Commission, divenuta un dipartimento dell’ente Fondazione Sistema Toscana, ha la missione istituzionale di sostenere e favorire offrendo assistenza alle produzioni interessate a girare nella regione. Una delle sue prime azioni è stata trasformare la <hi rend="italic">Production Guide</hi> in un database consultabile dal sito web istituzionale. Con il Progetto CAPUT (acronimo di Cinema, Arti, Paesaggio, Università, Territorio), promosso da Sandro Bernardi e finanziato, a partire dal 2008, dal Dipartimento di Storia delle Arti e dello Spettacolo in collaborazione con Fondazione Sistema Toscana, la ricerca ha dato vita a un thesaurus digitale delle location in grado di creare potenziali relazioni fra le esigenze di produzione e luoghi di particolare interesse e rilievo. Un ulteriore sviluppo della ricerca si ha con <hi rend="italic">CAPUT – Filmare le arti</hi>, progetto strategico di Ateneo 2014-2017 coordinato da Cristina Jandelli, oggi titolare della cattedra presso il Dipartimento SAGAS (Jandelli 2017). <hi rend="italic">CAPUT – Filmare le arti</hi> ha realizzato, raccolto e catalogato brevi video digitali della durata di tre-cinque minuti che hanno documentato gli eventi artistici presenti sul territorio toscano nel biennio interessato dall’indagine, contribuendo a ridefinire il paesaggio e la sua rappresentazione in relazione ai media digitali. Per comprendere le modalità con cui le arti (cinema, musica, teatro, letteratura, danza, arti visive) si relazionano con il territorio, la ricerca ha filmato numerosi eventi ideati e realizzati negli spazi pubblici (piazze, cortili, strade, giardini, parchi). La collaborazione al progetto degli insegnamenti tenuti nella sede di Prato dal regista Paolo Benvenuti e in quella di Firenze dal filmaker Luca Ferro hanno consentito di far interagire la didattica laboratoriale del settore scientifico con la ricerca teorica promossa dal progetto strategico. Gli studenti dei corsi di laurea triennali DAMS e ProGeAS sono stati inseriti nel processo dello studio, con l’intento di fornire loro occasioni specifiche per osservare e documentare in prima persona i cambiamenti che caratterizzano il mondo delle arti visive e performative contemporanee. La campagna video e l’ambiente digitale in cui il progetto si è svolto hanno testimoniato i mutamenti del linguaggio audiovisivo i cui prodotti – soprattutto nella dimensione amatoriale – appaiono sempre più connessi a un largo uso sociale dei dispositivi mobili di ripresa e alle tecnologie a basso costo. Nel 2017 una mostra tenutasi a Palazzo Fenzi ha reso pubblici gli esiti della ricerca e due tesi dottorali in Storia delle arti e dello spettacolo si sono sviluppate attorno al cinema amatoriale, ai cineturisti delle città d’arte e alla valorizzazione e diffusione digitale delle pellicole a passo ridotto.</p><p rend="text">La collaborazione con la Fondazione Sistema Toscana si è rinnovata per il progetto di ricerca <hi rend="italic">Filmare l’alterità</hi> promosso dal Dipartimento SAGAS e finanziato dalla SIAE, coordinato da Cristina Jandelli<hi rend="italic"> </hi>in collaborazione con Oxfam Italia. In questa particolare ricerca, condotta sullo sguardo di migranti e stranieri sulle periferie urbane della città di Firenze, si sono create, a partire dalla ricerca scientifica, le condizioni per realizzare un’iniziativa rivolta alla cittadinanza dal 2017 al 2018. Un ciclo di attività seminariali è stato finalizzato a un concorso video a premi riservato ai cittadini non italiani della città di Firenze. L’obiettivo della ricerca, che ha dato vita a una rassegna, a un convegno e a due pubblicazioni (Pavoni 2019; Jandelli e Simonigh 2020), era mettere in discussione la rappresentazione dominante dei migranti nei media tradizionali, stimolando l’accesso personale, da parte delle nuove cittadinanze, alla videoproduzione per raccontare il contesto urbano ospite: le periferie di Firenze sono divenute set di molti brevi racconti che ci interrogano sul rapporto fra noi e l’altro.</p><p rend="text">A partire dal nuovo ordinamento didattico del 1999 i corsi di laurea dell’Università di Firenze che prevedono gli insegnamenti di cinema, televisione, fotografia e nuovi media come discipline caratterizzanti hanno sviluppato una stretta sinergia con le istituzioni che operano sul territorio per consentire agli studenti di formarsi attraverso stage e tirocini mirati ad affiancare al sapere teorico quello pratico. In questo contesto sono state avviate convenzioni specifiche con numerosi festival cinematografici cittadini che, negli anni, hanno ospitato nelle loro strutture gli studenti dei corsi di laurea triennali DAMS e ProGeAS e del corso magistrale in Scienze dello spettacolo. A partire dal 2000 la più illustre rassegna cinematografica di Firenze, il Festival dei Popoli, fondata nel 1959 e dedicata al cinema di documentazione sociale, ha formato numerosi studenti nell’ambito della gestione e organizzazione di eventi cinematografici di rilievo internazionale e vari sono i tirocini realizzati, nell’ultimo periodo, con Lo schermo dell’arte, sua rassegna collaterale permanente. Attualmente è in corso una ricerca dottorale dedicata alla fruizione digitale dei materiali informativi prodotti dal Festival dei Popoli fin dalle sue prime edizioni. La convergenza fra intenti didattici, di ricerca e di terza missione intende alimentare le occasioni di confronto e scambio di saperi fra l’università e le attività di cultura cinematografica cittadine. Sul versante didattico le collaborazioni hanno riguardato principalmente stage formativi e tesi di laurea mentre, nell’ambito della ricerca e della terza missione, l’Università di Firenze ha collaborato a ideare e realizzare eventi specifici ospitati da prestigiose istituzioni come il Festival Internazionale Cinema e Donne, attivo a Firenze dal 1978 nel diffondere la cultura di genere attraverso i film e le registe che li hanno realizzati e volto a evidenziare il ruolo di produttrici, distributrici, sceneggiatrici e attrici del panorama nazionale e internazionale; il River to River Indian Film Festival, fondato nel 2001 e dedicato al cinema indiano, che è membro del comitato d’indirizzo del DAMS; il Florence Korea Film Fest, che programma film e promuove la cultura audiovisiva della Corea del Sud fin dal 2002, rassegna vivacemente partecipata dalla comunità universitaria in virtù dell’interesse maturato verso una cinematografia nazionale in progressiva espansione.</p><p rend="text">Fra il 2013 e il 2015 i corsi di laurea ProGeAS e Scienze dello spettacolo (curriculum ProSMArt, produzione di spettacolo, musica, arte ed arte tessile), attraverso il laboratorio didattico audiovisivo e multimedialità diretto dal regista Paolo Benvenuti, hanno realizzato una seminale esperienza di terza missione in collaborazione con Pin Polo universitario di Prato, Comune di Prato, Camera di commercio, Rete Imprese Italia e Unione Industriale Pratese: il progetto, intitolato <hi rend="italic">L’oro di Prato</hi>, coordinato da Sandro Bernardi e Teresa Megale, ha visto al lavoro gruppi di studenti che hanno realizzato alcuni brevi cortometraggi, protagonisti i lavori artigianali e artistici del territorio pratese. Ciascun video ha documentato la nascita di un manufatto attraverso una sequenza priva di commento verbale: solo musica e suoni del lavoro per una scelta narrativa che consente una fruizione a carattere universale delle immagini. </p><p rend="text">Una particolare collaborazione lega da decenni la cattedra di cinema dell’Università di Firenze all’Institut Français de Florence, sede di una biblioteca e mediateca specializzate nella produzione cinematografica di area francofona e promotore di festival storici come France Cinéma (dal 1985) e l’attuale France Odéon (dal 2009) che presentano retrospettive e una selezione dei migliori film francesi dell’anno. Fra il 2019 e il 2022, presso il teatrino lorenese situato all’interno della sede di piazza Ognissanti, si è tenuta una rassegna, ideata e promossa dalla cattedra di storia del cinema, denominata Cinédams e rivolta sia agli spettatori comuni che agli studenti del corso di laurea. L’intento è stato quello di dare profondità e rilievo al cinema francese attraverso presentazioni e proiezioni di film, realizzati nell’ultimo secolo, curate dagli studenti del corso di storia del cinema in forma di esercitazione volontaria e coordinate da alcuni dottorandi del settore disciplinare. Nonostante l’emergenza pandemica la rassegna è stata ampiamente partecipata e seguita dalla stampa locale. Parallelamente negli ultimi anni seminari e conferenze sul cinema tedesco si sono svolti presso il Deutsches Institut Florenz. </p><p rend="text">Ancor più di recente, mentre il cinema esce dai luoghi deputati e si riconfigurano le abitudini di visione, si è allargata la sfera delle collaborazioni con le più antiche istituzioni culturali cittadine: nel 2022 la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze ha ospitato proiezioni di film muti con accompagnamento dal vivo promossi dal corso triennale DAMS.</p><p rend="h2">3. Legature di valore. Musica tra Università e territorio</p><p rend="text">I rapporti dell’Università di Firenze con il territorio fiorentino e toscano si sono esplicati innanzitutto nel campo dell’indagine storica, e più recentemente etnomusicologica. Restringendo al minimo l’excursus, ricorderemo almeno la ricaduta pubblica delle ampie ricerche di Mario Fabbri, con l’incisione (Archiv Production 1975) della <hi rend="italic">Passione di Christo secondo Giovanni</hi> di Francesco Corteccia, da lui rinvenuta e trascritta, e con la cura della sezione musicale della mostra <hi rend="italic">Il luogo teatrale a Firenze</hi> (1975). Sulla Firenze musicale del Novecento si è soffermata a lungo Fiamma Nicolodi, che diversi studi ha dedicato, in particolare, alla nascita della manifestazione cittadina di maggior prestigio internazionale, il Festival del Maggio Musicale Fiorentino (<hi rend="italic">Su alcuni aspetti dei Festivals tra le due guerre</hi>, 1980; <hi rend="italic">Il Maggio e i Festivals musicali italiani fra le due guerre</hi>, 2004; <hi rend="italic">Guido M. Gatti e il Maggio Musicale Fiorentino</hi>, 2008)<hi rend="italic">. </hi>Frequentatrice assidua delle stagioni liriche e sinfoniche, autrice di saggi su Verdi, Rossini, Mahler, il Novecento italiano accolti nei programmi di sala delle stagioni liriche e sinfoniche<hi rend="italic">, </hi>animatrice di convegni e presentazioni di libri ospitati in teatro, si deve anche al suo operato se nell’ultimo venticinquennio i rapporti dell’università col Maggio Musicale Fiorentino hanno potuto farsi intensi e proficui<hi rend="italic">.</hi></p><p rend="text">L’Ateneo fiorentino figura tra i soci fondatori della Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino (1999), di cui ha fatto parte fino al 2012 per poi rientrarvi come socio privato nel 2016. Era allora Rettore Luigi Dei, che nel 2016, in coincidenza con la Notte dei Ricercatori, portava la sua<hi rend="italic"> Notte del Bolero. La scienza svela Ravel</hi>, per voce recitante e orchestra, al Teatro dell’Opera.</p><p rend="text">Numerose, da allora, le occasioni di mutua ospitalità. L’Aula Magna dell’università ha visto svolgersi le cerimonie inaugurali di numerose edizioni del Festival del Maggio, con memorabili lezioni magistrali quali quelle di Alberto Arbasino e Miguel Rojas Mix (rispettivamente su <hi rend="italic">Der Rosenkavalier</hi> e <hi rend="italic">América Imaginaria: la representación de América de Vespucci a Milo Manara</hi>, 2012); del cardinale arcivescovo di Firenze don Giuseppe Betori (<hi rend="italic">Oltre Macbeth: dalla violenza alla speranza</hi>, 2013); di Bernardo Valli (<hi rend="italic">Tragedie e progressi del Novecento</hi>, 2018) e di Claudio Magris (<hi rend="italic">Potere e virtù</hi>, 2019). Nel 2015 inoltre, all’indomani del debutto del suo primo lavoro di teatro musicale <hi rend="italic">Vita nuova</hi>, il premio Oscar Nicola Piovani ha tenuto la conferenza <hi rend="italic">L’opera è bella </hi>nell’Aula Magna di Palazzo Fenzi-Marucelli, sede del Dipartimento SAGAS.</p><p rend="text">Il Teatro dell’Opera, per contro, oltre ad altre edizioni della Notte dei ricercatori, è stato ripetutamente sede della cerimonia di conferimento del titolo di dottore di ricerca agli studenti dell’Università di Firenze. </p><p rend="text">Tra gli scopi dei contatti stabiliti con la Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino andranno annoverati la profilatura di professionalità operanti nel campo dell’organizzazione di spettacoli, il supporto alla formazione, la messa a disposizione della ricerca di un ingente patrimonio archivistico, la cooperazione ai fini di una sempre più necessaria incentivazione alla partecipazione allo spettacolo dal vivo e della fidelizzazione del pubblico. Le convenzioni stipulate hanno aperto la possibilità di tirocinii, perlopiù in attività di guida all’ascolto o presso l’ufficio stampa, così come di svolgere percorsi di dottorato di ricerca a tematica vincolata, tesi a valorizzare digitalmente le risorse del Teatro. A quest’ultimo proposito andranno menzionati il progetto <hi rend="italic">Listen To The Theatre</hi> (interno alla tesi di Dottorato di Andrea Gozzi, <hi rend="italic">Luoghi della spettacolarità a Firenze tra passato e futuro. Spazi da comporre spazi per comporre</hi>), che consente il virtual tour acustico delle due sale del teatro (<ref target="https://www.maggiofiorentino.com/virtual-tour/"><hi rend="CharOverride-1">https://www.maggiofiorentino.com/virtual-tour/</hi></ref>), nonché, attualmente in corso, la tesi di Teresa Poggiali, <hi rend="italic">Per una storia della divulgazione musicale. Analisi e valorizzazione digitale dei programmi di sala del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino 1928-1957</hi>, che prevede tra l’altro la messa in rete, sul sito del Maggio Musicale Fiorentino, delle scansioni dei programmi di sala conservati negli archivi. </p><p rend="text">Un ulteriore capitolo nel panorama dei rapporti tra le due istituzioni è costituito dalla partecipazione dei docenti a manifestazioni promosse dal Teatro (Mila De Santis, ad esempio, ha partecipato ai cicli di conferenze <hi rend="italic">Conoscere Brahms</hi>, 2016-17, e <hi rend="italic">Conoscere Šostakovic</hi>, 2017-18, ideate da Giovanni Vitali) o, viceversa, di rappresentanti dell’istituzione (in particolare, dell’allora sovrintendente Cristiano Chiarot) oppure di artisti impegnati col Teatro a iniziative organizzate da docenti SAGAS.</p><p rend="text">Anche le collaborazioni con numerosi altri enti di produzione musicale che agiscono sul territorio fiorentino e toscano sono andate intensificandosi negli ultimi anni. Quella con l’Orchestra Regionale Toscana (ORT) si è concretizzata nel progetto <hi rend="italic">Invito alla musica</hi>, un percorso strutturato di didattica dell’ascolto per gli studenti delle scuole superiori che mira a integrare le discipline scolastiche con la cultura storico-musicale, notoriamente assente dai programmi della scuola secondaria superiore. Fin dal suo avvio, nel 1997, il progetto è stato curato da Marco Mangani (dal 2019-20 docente del SAGAS); nell’anno accademico 2014-15 sono stati coinvolti due tirocinanti del corso di laurea magistrale in Scienze dello Spettacolo: Marco Gallenga, attualmente dottorando presso questo stesso Dipartimento, e Giulia Sarno, ora docente di Forme e pratiche della Popular Music nell’ambito del ricordato corso di laurea magistrale. Al momento attuale il progetto è condotto congiuntamente da Mangani e Gallenga, che hanno proseguito la loro attività, in forma telematica, anche durante la pandemia.</p><p rend="text">Un analogo progetto di cooperazione, volto sia al rafforzamento della preparazione universitaria, sia alla formazione di un pubblico per la musica da camera, è stato avviato con la più antica istituzione concertistica cittadina, l’Associazione Amici della musica. Nell’ambito di una più generale strategia promozionale intesa a coinvolgere il pubblico giovanile, agli studenti dei corsi di laurea triennali DAMS e ProGeAS e della magistrale in Scienze dello spettacolo è offerta la possibilità di fruire di un percorso mirato: una selezione di concerti, collegati ai programmi di studio dei corsi storico-musicali, preceduta da una guida all’ascolto aperta al pubblico e curata dai docenti stessi, oppure da dottorandi in Storia delle arti e dello spettacolo con specializzazione musicologica. Interrotta a causa della pandemia, l’iniziativa è stata ripresa nel corrente anno accademico 2023-24. In settembre il Direttore artistico, Andrea Lucchesini, è stato ospite del DAMS per uno stimolante incontro con gli studenti. </p><p rend="text">Ormai consolidato è il rapporto tra l’università e il Centro di ricerca, produzione e didattica musicale Tempo Reale, fondato a Firenze da Luciano Berio, anche attraverso convenzioni per le borse del dottorato di ricerca Pegaso – Regione Toscana, ospitalità di tirocini formativi e collaborazione alla didattica universitaria (con i laboratori Lezioni di rock e Sound Design per il DAMS). A partire dal gennaio 2020, Tempo Reale ha sostenuto il programma di ricerca <hi rend="italic">Come suona la Toscana</hi>, progetto di rilevante interesse nazionale (PRIN 2017) coordinato da Maurizio Agamennone, finalizzato alla documentazione, allo studio e alla valorizzazione dei patrimoni sonori regionali. La collaborazione si è strutturata su molteplici livelli: da un confronto scientifico sui temi del paesaggio sonoro alla co-gestione del convegno <hi rend="italic">Sounds of the Pandemic</hi> (2020), fino alla fornitura, da parte degli specialisti del Centro, di servizi tecnici di supporto alla documentazione di manifestazioni etnomusicologiche in area toscana (<hi rend="italic">field recording</hi>). Tempo Reale è inoltre il soggetto di una monografia (Sarno 2023), frutto di una ricerca dottorale.</p><p rend="text">Data al settembre 2020 la collaborazione stabilita da Agamennone con Fabbrica Europa attorno alle rassegne <hi rend="italic">Dei suoni i passi </hi>e <hi rend="italic">Mixité</hi>, che ha come principali obiettivi la presentazione di concerti, il dialogo con i musicisti e performer ospiti dei concerti, la partecipazione all’ideazione di progetti di spettacolo dal vivo, nel quadro delle attività promosse da Toscana Produzione Musica.</p><p rend="text">Pure rilevante è stata l’esperienza del <hi rend="italic">Seminario permanente di intercultura</hi> (2003-2010), ideato e condotto da Pietro Clemente, Maria Elena Giusti e Agamennone in sedi diverse di Firenze e Prato. Al seminario<hi rend="italic"> </hi>hanno partecipato musicologi e musicisti, tra i quali Mauro Pagani (2005), a proposito del sentimento «pan-mediterraneo» nel disco <hi rend="italic">Crêuza de mä </hi>di Fabrizio De André, e del celebre jazzista americano Tony Scott (2005), pioniere del confronto interculturale a partire dal suo album <hi rend="italic">Music for Zen Meditations</hi> (1964).</p><p rend="text">Particolarmente intensa è da anni la collaborazione con Rete Toscana Classica, emittente radiofonica con sede a Prato dedita alla musica di tradizione eurocolta: consiste nella curatela di (o nella partecipazione a) cicli monografici di trasmissioni da parte di docenti dell’università. Antonella D’Ovidio ha curato, ad esempio, alcune puntate dei cicli <hi rend="italic">Tutto Verdi</hi> (2013), <hi rend="italic">Monteverdi, il creatore della musica moderna</hi> (2017) e <hi rend="italic">Rossini 150</hi> (2017-18), per la ricorrenza dei 150 anni dalla morte del musicista. Sua anche l’ideazione del ciclo di trasmissioni <hi rend="italic">Virtuosissime. Compositrici, cantanti e strumentiste nel Seicento</hi> e la realizzazione delle registrazioni dedicate a Francesca Caccini e Lucia Coppa (2023), <hi rend="italic">spin off</hi> del PRIN 2020 <hi rend="italic">VidiMus. Virtuose di musica nell’Italia del Seicento: formazione, carriere, reti di relazioni, repertorio</hi>, di cui la studiosa è responsabile per la sede di Firenze. Mangani, collaboratore di Rete Toscana Classica fin dalla sua nascita, ha curato, tra i molti, il ciclo dedicato ai quartetti per archi di Beethoven (2020), nell’ambito delle celebrazioni per il 250° anniversario della nascita del compositore (con la collaborazione di Maddalena Bonechi). È in fase di avvio il progetto <hi rend="italic">Il suono dei secoli</hi>, finanziato dalla Regione Toscana: un ampio ciclo di trasmissioni, coordinato ancora da Mangani e dal direttore dell’emittente Alberto Batisti, dedicato al panorama sonoro europeo in prospettiva diacronica, dal Medioevo ai giorni nostri.</p><p rend="text">Interesse musicale hanno avuto anche taluni rapporti con le realtà museali. Grazie a un iniziale cofinanziamento della Soprintendenza delle Belle Arti, a partire dal 2007 e fino al 2014 il DAMS si è avvalso di un insegnamento di Storia degli strumenti musicali, tenuto da Gabriele Rossi Rognoni, allora curatore del Museo degli Strumenti Musicali della Galleria dell’Accademia di Firenze. Da ricordare sono l’organizzazione a sua parziale cura della mostra <hi rend="italic">Meraviglie sonore: strumenti musicali del Barocco italiano</hi>, che ebbe quasi un milione di visitatori e di cui resta memoria nel ricco catalogo a stampa (2007), nonché, tra i molti, il concerto tenuto dall’ensemble Il Giardino Armonico in occasione dell’inaugurazione della mostra stessa e, nel 2009, quello dell’Ensemble Zefiro per il convegno annuale dell’International Council of Museums, Committee for Music Museums, anch’esso in collaborazione tra l’Università e la Galleria dell’Accademia.</p><p rend="text">La Galleria d’Arte Moderna, allora diretta da Carlo Sisi, ha ospitato nel novembre-dicembre 2005 la mostra documentaria <hi rend="italic">Ricercare. Parole, musica e immagini dalla vita e dall’opera di Luigi Dallapiccola</hi>, curata da De Santis in collaborazione con l’Archivio Contemporaneo Alessandro Bonsanti del Gabinetto G.P. Vieusseux e con la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della nascita e il quarantennale della morte del compositore istriano (Firenze, Polistampa, 2005). </p><p rend="text">Episodi di collaborazione più saltuari ma comunque incisivi si sono avuti tra i musicologi dell’Università di Firenze e il Conservatorio di musica Luigi Cherubini, la Scuola di Musica di Fiesole (al fondatore, Piero Farulli, e al suo impegno nella didattica musicale professionale Agamennone ha dedicato un volume nel 2022), il Lyceum Club di Firenze, la rassegna concertistica <hi rend="italic">La voce delle donne</hi>; incipienti quelli con il GAMO (Gruppo Aperto Musica d’Oggi) e la rassegna <hi rend="italic">Suoni riflessi</hi>.</p><p rend="text">Tra le molte ‘legature di valore’ che uniscono università e territorio non potranno dimenticarsi infine le attività dell’orchestra e del coro dell’Università di Firenze, costituitisi nel 1996. Inizialmente diretta da Nicola Paszkowski, l’orchestra è passata sotto la guida di Marco Papeschi ed è stata rifondata nel 2016 dall’attuale direttore Gabriele Centorbi. Dopo Valerio Del Piccolo, la direzione del Coro è andata a Valentina Peleggi e, dal 2015, a Patrizio Paoli. Coro e orchestra non solo solennizzano le cerimonie che scandiscono i momenti salienti dell’anno accademico ma, separatamente e talora congiuntamente, offrono alla cittadinanza programmi in cui brani inediti o appartenenti a tradizioni popolari si affiancano al prevalente repertorio classico. Partecipano inoltre con regolarità a festival e rassegne nazionali e internazionali. Nel 2014, in occasione del gemellaggio con il coro e l’orchestra dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, l’aula magna dell’Università ha aperto le porte all’incontro pubblico con Federico Maria Sardelli, in dialogo con le docenti Megale e De Santis, sul tema<hi rend="italic"> Vivaldi e Venezia</hi>.</p><p rend="h2">4. Teatro e università nell’area fiorentina</p><p rend="text">Ancor prima della nascita dei corsi di laurea triennale DAMS e ProGeAS e del corso di laurea magistrale in Scienze dello spettacolo il legame tra l’Università e il teatro di prosa ha iniziato a consolidarsi già dagli anni Settanta grazie all’opera di coloro che possono essere considerati come i padri fondatori della moderna storia dello spettacolo, Ludovico Zorzi e Cesare Molinari. Esemplari, a questo proposito, le grandi mostre curate da Zorzi e dedicate alla spettacolarità medicea, <hi rend="italic">Il luogo teatrale a Firenze. Brunelleschi, Vasari, Buontalenti, Parigi</hi> (1975) e <hi rend="italic">Il potere e lo spazio</hi>. <hi rend="italic">La scena del principe </hi>(1980)<hi rend="italic"> </hi>quali significativi<hi rend="italic"> </hi>momenti, ancora insuperati, di diffusione su larga scala della cultura teatrale. Ma gli anni Settanta e Ottanta del Novecento sono anche quelli in cui ha operato il Teatro Regionale Toscano, organismo che per oltre un decennio ha contribuito allo sviluppo delle arti dello spettacolo mediante stagioni teatrali, quali quelle del Teatro del Rondò di Bacco, spesso vocate a far emergere le istanze più rilevanti della sperimentazione teatrale anche internazionale. Ed è in questo contesto che in quegli stessi anni, dal 1978, viene pubblicata la rivista <hi rend="italic">Quaderni di Teatro</hi>. Rivista e Teatro Regionale Toscano sono i due poli attraverso i quali si manifesta il legame con l’Ateneo fiorentino, da un lato con la presenza nel Comitato Direttivo del Teatro di docenti quali Siro Ferrone e, poi, Sara Mamone, dall’altro, di Zorzi e Molinari nel comitato scientifico dei <hi rend="italic">Quaderni</hi>, diretta emanazione del Teatro Regionale Toscano e luogo deputato in cui si coniugavano perfettamente ricerca storica e dibattito sul ruolo del teatro nella contemporaneità. Al di là di questa esperienza, fino alla nascita dei corsi di laurea dedicati alle discipline dello spettacolo, il rapporto dell’Università di Firenze con le singole realtà teatrali è sempre stato caratterizzato da una sostanziale episodicità legata a singole iniziative nel quadro delle attività didattiche dei singoli docenti, tra le quali spiccano gli incontri con alcuni dei maggiori protagonisti della scena contemporanea, quali quelli con Massimo Castri e Bob Wilson curati da Cesare Molinari e quelli con Giorgio Strehler e Luca Ronconi a cura di Siro Ferrone. Ma è con l’avvento dei corsi di laurea DAMS, ProGeAS e Scienze dello Spettacolo che il rapporto con le istituzioni teatrali del territorio si stringe in maniera formalizzata, grazie anche alla necessità di inserire tirocini nel percorso formativo dei corsi di laurea. Prioritario è il rapporto tra il Teatro della Pergola, poi teatro capofila della Fondazione Teatro della Toscana – Teatro Nazionale, definito nel corso del tempo sulla base di convenzioni quadro di Ateneo e convenzioni stipulate tra il Teatro e il Dipartimento SAGAS. Negli ultimi venti anni, la collaborazione con la Pergola appare declinata attraverso diversificate modalità di intervento, sulla base anche di reciproci e fruttuosi scambi di competenze, come nel caso del convegno internazionale <hi rend="italic">Il teatro e la città </hi>(2008), significativa occasione di ripensamento del rapporto tra teatri e territorio, al quale l’Università di Firenze ha contribuito con l’apporto di eminenti studiosi quali Sergio Givone, Ezio Godoli e Cesare Molinari. Da un lato la collaborazione si è poi sostanziata nella creazione di una serie di eventi che hanno contributo alla promozione della cultura teatrale, quali le sette edizioni presso il Teatro della Pergola della rassegna <hi rend="italic">Libri a teatro</hi> curata da Siro Ferrone e Renzo Guardenti con una significativa apertura anche al pubblico cittadino, o ancora, sempre a cura di chi scrive, il convegno internazionale <hi rend="italic">Per Edward Gordon Craig nel cinquantenario della morte (1966-2016)</hi>, il ciclo di convegni internazionali <hi rend="italic">“Ah, les Italiens!”. Forme e artisti dello spettacolo tra Italia e Francia </hi>(con Sara Mamone); ma dall’altro la relazione tra Università e Teatro si è fondata sul diretto intervento dei saperi performativi nella formazione degli studenti con le attività del Laboratorio di discipline teatrali del DAMS fiorentino tenuto da Marco Giorgetti, Direttore generale del Teatro della Toscana, nonché sui constanti rapporti del corso di Istituzioni di regia tenuto da Renzo Guardenti con produzioni del Teatro realizzate da registi quali Maurizio Scaparro e Gabriele Lavia consentendo così agli studenti di entrare nel vivo dei processi creativi dello spettacolo. Sempre in quest’ambito non si possono dimenticare le collaborazioni con altre importanti realtà teatrali dell’area fiorentina, quali il Teatro di Rifredi diretto da Angelo Savelli, oppure il Teatro Studio di Scandicci sotto la direzione di Giancarlo Cauteruccio, dove nel 2012 è stato messo in scena lo spettacolo di Fabrizio Crisafulli <hi rend="italic">Quel che ho visto e udito. Omaggio a Ingeborg Bachmann</hi>, con drammaturgia di Renzo Guardenti, nel quadro delle attività didattiche del corso di Istituzioni di regia. Si ricordano infine forme di collaborazione di carattere più marcatamente scientifico ora attuate mediante convenzioni con importanti istituzioni deputate alla conservazione della documentazione sullo spettacolo, quali la Fondazione Giuliano Scabia e la Fondazione Franco Zeffirelli, il cui archivio sarà oggetto di ricerche nell’ambito del Dottorato di ricerca interuniversitario Pegaso in Storia delle Arti e dello Spettacolo, ora attraverso la realizzazione di progetti come il <hi rend="italic">Monitoraggio e valutazione della qualità dei teatri afferenti alla Fondazione Teatro della Toscana</hi> (direzione scientifica di Guardenti, 2020).</p><p rend="h2">5. Teatro dal vivo, da Prato verso la Toscana e oltre</p><p rend="text">Sin dalla fondazione, i corsi di laurea in ProGeAS e ProSMArT, nati su impulso innanzitutto di Siro Ferrone e di Pamela Villoresi nel Polo di Prato, hanno incentivato la possibilità di sviluppare processi formativi, produttivi e artistici capaci di coniugare teoria e prassi, di coinvolgere studenti, docenti, istituzioni ed enti culturali, nonché artisti di alto profilo. Ne sono scaturiti numerosi progetti di rilievo, aperti al dialogo fra l’università, la città e l’area metropolitana fiorentina e pratese. Nel 2004, in occasione dell’80° anniversario dalla fondazione dell’Ateneo di Firenze, il corso di laurea in ProGeAS, con la collaborazione del corso di laurea in Progettazione della moda, dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, del Comune, dell’Amministrazione Provinciale e della Camera di Commercio di Prato e con il sostegno del Centro Studi A. Palazzeschi, del Politeama pratese, del Teatro della Pergola di Firenze, del Teatro del Maggio Musicale fiorentino, della Scuola di Musica di Fiesole, produce l’opera <hi rend="italic">Il</hi> <hi rend="italic">re bello</hi>. Tratta da Siro Ferrone dall’omonimo racconto di Palazzeschi, si avvale delle musiche originali e della regia di Roberto De Simone, delle scene di Gennaro Vallifuoco, della consulenza della costumista Odette Nicoletti, della partecipazione del coro e dell’orchestra dell’Ateneo fiorentino, diretti rispettivamente da Valerio Del Piccolo e Nicola Paszkowski. Sostenuta dal Rettore Augusto Martinelli e finanziata dalla Fondazione Ente Cassa di Risparmio, l’opera debutta al Politeama di Prato e viene riallestita alla Pergola di Firenze. Sulla scia di tale esperienza, modello di un metodo di lavoro applicato alla formazione superiore delle discipline dello spettacolo, nell’anno accademico 2006-2007 nasce la Compagnia Teatrale Universitaria. Fondata e diretta da Teresa Megale, è un laboratorio di interazione artistica e di sperimentazione, che nell’arco di sedici anni ha disseminato la cultura teatrale fra i giovani, ha provocato incontri professionalmente significativi, ha valorizzato talenti, ha promosso continue relazioni con enti, istituzioni, fondazioni, realtà attive sul territorio toscano e nazionale, intercettando bisogni, sviluppando pratiche inclusive e legami con le arti sceniche e il sociale, creando plurime occasioni di lavoro nel mondo dello spettacolo dal vivo. Definita Binario di scambio, in omaggio al primo progetto realizzato con la regista Cristina Pezzoli, nel 2014 è stata riconosciuta Compagnia Teatrale dell’Ateneo di Firenze per iniziativa del Rettore Alberto Tesi. Rilevanti i progetti realizzati in un’attività che dalla fondazione non ha conosciuto sosta alcuna: dal format <hi rend="italic">Incursioni teatrali</hi>, concepito per <hi rend="italic">Firenze cum laude</hi>, cerimonia di accoglienza delle matricole in Palazzo Vecchio al ciclo <hi rend="italic">La storia e il teatro</hi> allestito per la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana; dal progetto <hi rend="italic">Ri_Nascite</hi>, vincitore del bando del Ministero della gioventù, svolto a Officina Giovani con workshop, laboratori, incontri con artisti, <hi rend="italic">mise en espace</hi> e uno spettacolo su drammaturgia originale (progetto vincitore del Premio nazionale Federculture 2014), agli allestimenti per il Comitato per le pari opportunità dell’Ateneo nel Teatro della Pergola, ai ripetuti progetti <hi rend="italic">site-specific</hi>, prodotti per gli Uffizi come per il Museo di Storia Naturale. Di impatto le <hi rend="italic">Residenze d’artista</hi>, ideate e dirette da Teresa Megale e in atto dal 2017, realizzate con l’Assessorato alla Cultura in massime istituzioni della città di Prato (dal Teatro Magnolfi al Museo di Palazzo Pretorio), con artisti di spicco del panorama nazionale e internazionale, fra i quali Ruggero Cappuccio, Lucia Calamaro, Federico Tiezzi. Nello sviluppare sinergie con l’esterno, Binario di Scambio sostiene e realizza molti progetti, rispecchiati da ArTU_Archivio del Teatro Universitario, censito dalla Regione Toscana.<hi rend="italic"> </hi>Due volumi documentano alcuni processi artistici, editi da FUP e curati da Megale: <hi rend="italic">Occasioni malapartiane</hi> (2009); <hi rend="italic">Contesti teatrali universitari. Il progetto di residenza artistica Ri_Nascite a Officina giovani</hi> (2014). Link: <ref target="https://www.unifi.it/vp-10014-compagnia-teatrale.html">https://www.unifi.it/vp-10014-compagnia-teatrale.html</ref>.</p><p rend="h2">6. Università, danza e ricerca sul gesto</p><p rend="text">Per quanto riguarda la danza, un ruolo chiave nel processo formativo degli studenti e nell’approfondimento scientifico sulla disciplina viene ricoperto dalle principali realtà artistiche professionali presenti sul territorio fiorentino, che da anni collaborano attivamente con il DAMS: il Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni, Fondazione Fabbrica Europa, Versiliadanza. </p><p rend="text">Di rilevante importanza la collaborazione ormai decennale con il Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni, una delle realtà coreutiche più importanti a livello nazionale e internazionale, che sviluppa esperienze basate sui linguaggi del corpo e della danza in relazione al paesaggio e alle scienze cognitive, favorendo ricerche e contesti produttivi basati sull’ospitalità, la formazione, le residenze, la geografia dei territori. Riflessioni e attività che vengono proposte agli studenti attraverso una serie di incontri e di laboratori ormai consolidati, grazie ai quali hanno la possibilità di entrare in contatto con coreografi e danzatori fra i più importanti del panorama coreutico internazionale. Oltre a questo, la fondamentale attività formativa proposta con stage e tirocini che mettono in relazione lo studente con il versante materiale e produttivo dello spettacolo, all’interno delle principali rassegne quali <hi rend="italic">La democrazia del corpo</hi> e <hi rend="italic">Cantieri culturali Isolotto</hi>. Di non minore importanza la possibilità di beneficiare di un contatto esclusivo con Virgilio Sieni, sia nelle sedi accademiche che negli spazi di CANGO – Cantieri Culturali Goldonetta, sede fiorentina del Centro e della Compagnia. A questo proposito si ricordano i principali eventi istituzionali organizzati presso il Dipartimento SAGAS: <hi rend="italic">Virgilio Sieni incontra gli studenti del DAMS </hi>(2017-2023), <hi rend="italic">Lo spazio tattile del corpo: abitare il mondo. Incontro con Virgilio Sieni </hi>(2019); <hi rend="italic">Dante e il corpo danzante. Conversazione con Virgilio Sieni </hi>(2020). La collaborazione col Centro contribuisce all’approfondimento scientifico e artistico sulla danza, favorendo la condivisione di riflessioni e di progetti che si stanno rivelando sempre più fecondi. Esemplare la realizzazione della performance <hi rend="italic">Ode Barbara. Territori del gesto</hi>, messa in scena dalla Compagnia per il progetto europeo Cost Action <hi rend="italic">PiMO. </hi><hi rend="italic" >People in Motion: Entangled histories of displacement across the Mediterranean 1492-1923 </hi><hi >(video disponibile sul Canale Youtube Sagas: </hi><ref target="https://www.youtube.com/watch?v=8oF-5TwXRSo&amp;t=23s"><hi rend="CharOverride-1" >https://www.youtube.com/watch?v=8oF-5TwXRSo&amp;t=23s</hi></ref><hi >). </hi></p><p rend="text">Fondazione Fabbrica Europa, con sede presso il PARC Performing Arts Research Centre di Firenze, rappresenta un polo centrale nella produzione e nella promozione dello spettacolo delle arti performative a livello nazionale e internazionale. Configurandosi come officina per i vari linguaggi delle arti contemporanee, laboratorio di ricerca e sperimentazione, questa istituzione da tempo si inquadra come uno dei più importanti interlocutori professionistici per gli obiettivi formativi del DAMS. Un rapporto fecondo che si concretizza con l’offerta di stage e tirocini di alta qualificazione per gli studenti, realizzati all’interno delle varie residenze di artisti e delle principali rassegne prodotte (Festival Fabbrica Europa, Festival au Désert), i costanti interventi formativi per il corso di studi, fra i quali si ricorda <hi rend="italic">L’Università e l’interazione con le realtà coreutiche del territorio</hi>,<hi rend="italic"> </hi>evento<hi rend="italic"> </hi>proposto all’interno della Settimana della Terza Missione del Dipartimento SAGAS (2022), l’informazione puntuale sulla programmazione artistica, con la possibilità per gli studenti di assistere agli spettacoli e ai laboratori in cartellone, con pacchetti agevolati e approfondimenti a cura degli artisti e dell’entourage della Fondazione. </p><p rend="text">Di simile natura la convenzione con Versiliadanza, una delle principali associazioni culturali del territorio, che riunisce personalità artistiche di diversa tradizione e collocazione geografica per la diffusione della danza attraverso la produzione di spettacoli e la ricerca coreografica. Di particolare interesse per le politiche di inclusione fortemente perseguite dall’Ateneo fiorentino, il progetto che Versiliadanza sta portando avanti negli anni più recenti sull’allargamento della fruizione dello spettacolo alle categorie sensibili, con la proposta di eventi inclusivi da parte di artisti normodotati e non normodotati che lavorano insieme all’interno del processo creativo. Perno centrale della collaborazione con il DAMS è l’attività di formazione degli studenti, perseguita su vari livelli: l’offerta di esperienze in campo lavorativo; la proposta di eventi speciali per approfondire la conoscenza del rapporto tra parola, poesia, letteratura e danza con artisti e compagnie di livello nazionale e internazionale; la riflessione scientifica sui percorsi storici della danza, che da alcuni anni si concretizza con i cicli di eventi organizzati presso il Teatro Cantiere Florida, in collaborazione con i docenti di varie università italiane e la presenza di importanti danzatori e coreografi. Di questo percorso fa parte la rassegna <hi rend="italic">Eye Flow. Sguardi sulla danza</hi>, con le due edizioni dedicate alla danza di antico regime (<hi rend="italic">Neoplatonismo coreutico</hi>) e alla danza contemporanea (<hi rend="italic">Effetto Novecento: tradizione e sperimentazione</hi>).</p><p rend="h2">Riferimenti bibliografici</p><p rend="bib_indx_bib">Baldelli, Pio. 1972. <hi rend="italic">Informazione e controinformazione</hi>. Milano: Mazzotta.</p><p rend="bib_indx_bib">Bernardi, Sandro. 2002. <hi rend="italic">Il paesaggio nel cinema italiano</hi>. Venezia: Marsilio.</p><p rend="bib_indx_bib">Bernardi, Sandro. 2006. <hi rend="italic">Antonioni: Personnage paysage</hi>. Vincennes: Presses Universitaires Vincennes.</p><p rend="bib_indx_bib">Bruno, Edoardo. 1986. <hi rend="italic">Film come esperienza</hi>. Roma: Bulzoni.</p><p rend="bib_indx_bib">De Santis, Mila, a cura di. 2005. <hi rend="italic">Ricercare. Parole, musica e immagini dalla vita e dall’opera di Luigi Dallapiccola</hi>. 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Filmare il paesaggio urbano come esperienza multi-culturale e multi-identitaria</hi>. Firenze: Firenze University Press.</p><p rend="bib_indx_bib"><hi rend="italic">Il potere e lo spazio. La scena del principe</hi>. 1980. Milano: Electa.</p><p rend="bib_indx_bib">Sarno, Giulia. 2023. <hi rend="italic">Per una storia di Tempo Reale. Carte e memorie intorno a un’esperienza fiorentina di ricerca musicale (1987-2022)</hi>. Roma: Squilibri.</p><p rend="bib_indx_bib"><hi rend="italic">Toscana Film Commission Production Guide</hi>. 2000. Firenze: Edifir.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="_24.html#footnote-000-backlink">1</ref></hi>	Renzo Guardenti ha scritto i parr. 1 e 4, Cristina Jandelli il par. 2, Mila De Santis il par. 3, Teresa Megale e Francesca Simoncini il par. 5, Caterina Pagnini il par. 6.</p>
      
      
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