<?xml version="1.0" encoding="utf-8" standalone="yes"?>
<TEI xmlns="http://www.tei-c.org/ns/1.0">
  <teiHeader>
    <fileDesc>
      <titleStmt>
        <title type="main" level="a">Georg Simmel e la filosofia del lavoro</title>
        <author>
          <persName n="1" ref="https://orcid.org/0000-0003-4146-8390" type="ORCID">
            <forename>Andrea</forename>
            <surname>Borsari</surname>
            <placeName type="affiliation">University of Bologna, Italy</placeName>
          </persName>
        </author>
        <respStmt>
          <resp>This is a section of <title>Idee di lavoro e di ozio per la nostra civiltà</title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/979-12-215-0319-7</idno>) by </resp>
          <name>Giovanni Mari, Francesco Ammannati, Brogi Stefano, Tiziana Faitini, Arianna Fermani, Francesco Seghezzi, Annalisa Tonarelli</name>
        </respStmt>
      </titleStmt>
      <publicationStmt>
        <publisher>Firenze University Press</publisher>
        <pubPlace>Florence</pubPlace>
        <date when="2024">2024</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/979-12-215-0319-7.85</idno>
        <availability>
          <p>Available for academic research purposes</p>
          <p>Open Access</p>
          <p>Copyright Author(s)</p>
          <licence source="text" target="https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/legalcode">
            <p>Content licence CC BY 4.0</p>
          </licence>
          <licence source="metadata" target="https://creativecommons.org/publicdomain/zero/1.0/legalcode">
            <p>Metadata licence CC0 1.0</p>
          </licence>
        </availability>
      </publicationStmt>
      <sourceDesc>
        <p>This is original content, published for academic research purposes</p>
      </sourceDesc>
    </fileDesc>
    <encodingDesc>
      <appInfo>
        <application version="2.2" ident="Booksflow">
          <desc>Digital edition XML powered by Booksflow</desc>
        </application>
      </appInfo>
    </encodingDesc>
    <profileDesc>
      <abstract xml:lang="en">
        <p>With the fading obliteration of the labour theme that the hegemony of neoliberalism had brought with it, attention has also been paid to Simmel's thought on the contribution it can make to the reflection on labour. The text aims to give an account of Simmel's attention to labour as an economic-social fact related to value (§§ 2-3), but also as an element of cultural theory that conditions the entire field of relations between subjective and objective spirit or culture on the basis of the division of labour (§ 4), as well as its relation to creativity and artistic production (§ 5), finally allowing for a synthetic assessment of the relations between Simmel and the philosophy of labour (§ 6).</p>
      </abstract>
      <textClass>
        <keywords>
          <list>
            <item>Georg Simmel</item>
            <item>value-labour theory</item>
            <item>artistic production</item>
            <item>division of labour</item>
            <item>philosophy of labour</item>
          </list>
        </keywords>
      </textClass>
    </profileDesc>
  </teiHeader>
  <text>
    <body>
      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/979-12-215-0319-7.85<ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0319-7.85" /></p>
      
      <p rend="h1_chapter">Georg Simmel e la filosofia del lavoro</p><p rend="h1_author ParaOverride-1" ><hi rend="CharOverride-1">Andrea Borsari</hi></p><p rend="h2" ><hi>1. Cenni </hi><hi>biografici</hi></p><p rend="text" ><hi rend="italic CharOverride-1">Georg Simmel</hi><hi rend="CharOverride-1"> (Berlino 1858-1918), filosofo e sociologo, ebbe una vita</hi><hi rend="CharOverride-1"> accademica complicata da reazioni antisemite, che concluse come professore </hi><hi rend="CharOverride-1">ordinario dal 1914 a Strasburgo. Tra le sue opere principali</hi><hi rend="CharOverride-1"> si annoverano </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Filosofia del denaro</hi><hi rend="CharOverride-1"> (1900), </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Sociologia</hi><hi rend="CharOverride-1"> (1907), </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Intuizione della</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> vita</hi><hi rend="CharOverride-1"> (1918), oltre a numerosi saggi dedicati a Kant (1906),</hi><hi rend="CharOverride-1"> Schopenhauer e Nietzsche (1907), Goethe (19013), Rembrandt (1916) e</hi><hi rend="CharOverride-1"> ai più vari aspetti della società e della cultura moderna</hi><hi rend="CharOverride-1">, come la grande città e l’abitare, la moda</hi><hi rend="CharOverride-1"> e lo stile, il volto e il ritratto, il </hi><hi rend="CharOverride-1">paesaggio, la natura e la storia, o, nell’insieme, </hi><hi rend="CharOverride-1">l’estetizzazione del mondo e della vita quotidiana. Formatosi nel</hi><hi rend="CharOverride-1"> clima positivistico della Berlino degli anni settanta e ottanta dell</hi><hi rend="CharOverride-1">’Ottocento, con Lazarus, Steinthal e la psicologia dei popoli, ha</hi><hi rend="CharOverride-1"> sviluppato poi un approccio originale all’analisi dei fenomeni sociali</hi><hi rend="CharOverride-1"> e culturali basato sulla rilevazione degli aspetti estetico morfologici e</hi><hi rend="CharOverride-1"> sulla costruzione di una paradossale legge individuale che mantiene aperta</hi><hi rend="CharOverride-1"> la tensione e l’azione reciproca tra termini in contrasto</hi><hi rend="CharOverride-1">, come iperestesia e anestesia, individuo e società, eguaglianza </hi><hi rend="CharOverride-1">e libertà, vita e forme.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">È solo di recente che,</hi><hi rend="CharOverride-1"> in sintonia con il venire meno dell’obliterazione del tema</hi><hi rend="CharOverride-1"> del lavoro che l’egemonia del neoliberismo aveva portato con</hi><hi rend="CharOverride-1"> sé, anche per il pensiero di Simmel si è posta</hi><hi rend="CharOverride-1"> attenzione al contributo che esso può fornire alla riflessione sul</hi><hi rend="CharOverride-1"> lavoro (Menger 2017; Reitz 2018; Valagussa 2021). In particolare, si</hi><hi rend="CharOverride-1"> cercherà di seguito di dare conto dell’attenzione simmeliana al</hi><hi rend="CharOverride-1"> lavoro come fatto economico-sociale legato al valore (parr. 2-3</hi><hi rend="CharOverride-1">), ma anche come elemento di teoria della cultura che</hi><hi rend="CharOverride-1"> condiziona l’intero campo dei rapporti tra spirito soggettivo e</hi><hi rend="CharOverride-1"> spirito oggettivo sulla base della divisione del lavoro (par. </hi><hi rend="CharOverride-1">4), nonché come relazione con la creatività e la </hi><hi rend="CharOverride-1">produzione artistica (par. 5), consentendo infine un bilancio sintetico</hi><hi rend="CharOverride-1"> dei rapporti tra Simmel e la filosofia del lavoro</hi><hi rend="CharOverride-1"> (par. 6). </hi></p><p rend="h2" ><hi>2. La teoria del denaro-lavoro: qualità e</hi><hi> quantità, lavoro manuale e lavoro intellettuale</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nella parte terza del </hi><hi rend="CharOverride-1">quinto capitolo della </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Filosofia del denaro</hi><hi rend="CharOverride-1">, dedicato all’‘equivalente </hi><hi rend="CharOverride-1">in denaro dei valori personali’, Simmel discute la teoria </hi><hi rend="CharOverride-1">del denaro-lavoro (</hi><hi rend="italic CharOverride-1">Arbeitsgeld</hi><hi rend="CharOverride-1">) e i punti critici che riguardano </hi><hi rend="CharOverride-1">la sua giustificazione nei termini di riduzione quantitativa delle differenze </hi><hi rend="CharOverride-1">qualitative, la relazione tra lavoro manuale e lavoro intellettuale e </hi><hi rend="CharOverride-1">le diverse utilità del lavoro come argomento che contrasta la </hi><hi rend="CharOverride-1">teoria del valore lavoro (Simmel 1900, 581-606). Il ragionamento simmeliano </hi><hi rend="CharOverride-1">prende le mosse dalla ipotesi che il lavoro sia il </hi><hi rend="CharOverride-1">valore assoluto e che costituisca in concreto il valore di </hi><hi rend="CharOverride-1">tutti gli elementi economici, in parallelo con il modo in </hi><hi rend="CharOverride-1">cui lo stesso aspetto di valore viene espresso in astratto </hi><hi rend="CharOverride-1">tramite il denaro. La possibilità di derivare il valore da </hi><hi rend="CharOverride-1">un’unica fonte ha nell’equivalenza unitaria derivata dal denaro </hi><hi rend="CharOverride-1">la sua origine e garanzia, e rappresenta il presupposto sul </hi><hi rend="CharOverride-1">quale il movimento socialista tedesco ha basato la propria scelta </hi><hi rend="CharOverride-1">di fare del lavoro lo specifico elemento unificatore. Appare così </hi><hi rend="CharOverride-1">chiaro sin dall’inizio della trattazione qual è l’obiettivo </hi><hi rend="CharOverride-1">polemico di Simmel, il marxismo della seconda internazionale.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il denaro deve</hi><hi rend="CharOverride-1"> essere in questa prospettiva conservato come forma unitaria del valore,</hi><hi rend="CharOverride-1"> anche se il suo carattere momentaneo va invece respinto perché</hi><hi rend="CharOverride-1"> la sua vita propria o caratteristica costitutiva gli impedisce di</hi><hi rend="CharOverride-1"> essere una adeguata espressione della potenza di valore fondamentale. Nella</hi><hi rend="CharOverride-1"> prospettiva socialista, per cui le risorse naturali, che pure sono</hi><hi rend="CharOverride-1"> fonte di valore, la terra innanzitutto, diventano bene comune, a</hi><hi rend="CharOverride-1"> maggiore ragione il lavoro viene visto come l’ultima istanza</hi><hi rend="CharOverride-1"> di ogni determinazione di valore degli oggetti. Simmel evita di</hi><hi rend="CharOverride-1"> pronunciarsi su quale delle varie teorie di unificazione del valore</hi><hi rend="CharOverride-1"> sia la migliore, ma si limita a dichiarare che la</hi><hi rend="CharOverride-1"> teoria del lavoro è per lui la più filosoficamente interessante.</hi><hi rend="CharOverride-1"> Nel lavoro, infatti, si realizza l’unità di corporeità e</hi><hi rend="CharOverride-1"> spiritualità, intelletto e volontà umane, che sarebbe negata ai singoli</hi><hi rend="CharOverride-1"> aspetti se posti uno accanto all’altro, con metafora della</hi><hi rend="CharOverride-1"> liquidità di sorgente (</hi><hi rend="italic CharOverride-1">Quellflüsse</hi><hi rend="CharOverride-1">) e corrente (</hi><hi rend="italic CharOverride-1">Strom</hi><hi rend="CharOverride-1">): «</hi><hi rend="CharOverride-1">il lavoro è la corrente unitaria nella quale si fondono </hi><hi rend="CharOverride-1">le varie sorgenti, annullando la separatezza della loro essenza nella </hi><hi rend="CharOverride-1">non separatezza del prodotto» (Simmel 1900, 582-83).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Solo la forza-lavoro </hi><hi rend="CharOverride-1">(</hi><hi rend="italic CharOverride-1">Arbeitskraft</hi><hi rend="CharOverride-1">) potrebbe però avere valore, non il lavoro come </hi><hi rend="CharOverride-1">sforzo fisiologico, anche se il problema sembra a Simmel tutto </hi><hi rend="CharOverride-1">sommato terminologico. Tale teoria cerca di individuare un concetto di </hi><hi rend="CharOverride-1">lavoro valido tanto per il lavoro intellettuale o spirituale (</hi><hi rend="italic CharOverride-1">geistige</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> Arbeit</hi><hi rend="CharOverride-1">) quanto per il lavoro manuale o muscolare (</hi><hi rend="italic CharOverride-1">Muskelarbeit</hi><hi rend="CharOverride-1">), finendo però per fare del </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Muskelarbeit</hi><hi rend="CharOverride-1"> il valore primario </hi><hi rend="CharOverride-1">o produttore di valore, misura di valore in ultima analisi </hi><hi rend="CharOverride-1">di qualsiasi lavoro. Senza cadere nella fallacia di identificare questo </hi><hi rend="CharOverride-1">con l’espressione di una animosità proletaria e con il </hi><hi rend="CharOverride-1">segno di una degradazione delle prestazioni, vanno secondo Simmel indagate </hi><hi rend="CharOverride-1">le cause più profonde e complesse in azione qui (Simmel </hi><hi rend="CharOverride-1">1900, 584). Seguendo l’esempio classico della fabbricazione di una </hi><hi rend="CharOverride-1">sedia o di un tavolo, occorre considerare che anche se </hi><hi rend="CharOverride-1">l’oggetto è costruito secondo un modello noto da tempo, </hi><hi rend="CharOverride-1">ciò non avviene senza un ‘dispendio di energia psichica’ </hi><hi rend="CharOverride-1">e che la mano viene guidata dalla ‘coscienza’. Sebbene,</hi><hi rend="CharOverride-1"> inoltre, ci sia stato anche l’investimento originario di chi,</hi><hi rend="CharOverride-1"> molte generazioni addietro, ha trovato quel modello di tavolo o</hi><hi rend="CharOverride-1"> sedia, ora il contenuto di questo ulteriore processo intellettuale continua</hi><hi rend="CharOverride-1"> a esistere ‘come tradizione e pensiero oggettivato’, a </hi><hi rend="CharOverride-1">disposizione di tutti, senza ulteriore dispendio energetico. Simmel individua così </hi><hi rend="CharOverride-1">un terzo elemento intellettuale e spirituale, decisivo per la concreta </hi><hi rend="CharOverride-1">realizzazione del prodotto e che tuttavia non viene consumato, riuscendo </hi><hi rend="CharOverride-1">in questo modo a cogliere quello che diverrà poi l’</hi><hi rend="CharOverride-1">assunto centrale per l’economia della conoscenza: </hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">in base all’</hi><hi rend="CharOverride-1">idea di questa sedia possono venir costruiti mille esemplari, essa </hi><hi rend="CharOverride-1">non subisce alcun logoramento, non richiede alcuna integrazione e non </hi><hi rend="CharOverride-1">incrementa i costi della sedia, benché costituisca il contenuto formante, </hi><hi rend="CharOverride-1">materiale e intellettuale di ogni singola sedia (Simmel 1900, 585). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Una volta espresso, un pensiero non può più essere fermato, </hi><hi rend="CharOverride-1">il suo contenuto diventa irrevocabilmente proprietà pubblica «di tutti coloro</hi><hi rend="CharOverride-1"> che spendono la forza psichica per ripensarlo» e sempre </hi><hi rend="CharOverride-1">di nuovo riproducibile come contenuto (Simmel 1900, 585). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il passaggio </hi><hi rend="CharOverride-1">dall’aspetto qualitativo all’aspetto quantitativo, linea portante dello sviluppo </hi><hi rend="CharOverride-1">della scienza moderna, connota l’aspirazione del socialismo a ricondurre </hi><hi rend="CharOverride-1">il valore del lavoro a rapporti misurabili nel valore economico </hi><hi rend="CharOverride-1">e lo induce per questo al livellamento, premessa dell’uguaglianza </hi><hi rend="CharOverride-1">tra gli individui, alla quale invece si sottraggono tutti gli </hi><hi rend="CharOverride-1">altri aspetti «intellettuali, sentimentali, di carattere, estetici, etici» (Simmel </hi><hi rend="CharOverride-1">1900, 586). Da questo contrasto si dispiega una contraddizione interna </hi><hi rend="CharOverride-1">alle posizioni del socialismo, tra spinta comunistica all’uguaglianza e </hi><hi rend="CharOverride-1">riconoscimento delle differenze, dei talenti e delle posizioni, così come </hi><hi rend="CharOverride-1">tra situazione effettiva di differenze di classe, accumulo del capitale </hi><hi rend="CharOverride-1">e differenze dell’agire degli individui, ma anche tra premesse </hi><hi rend="CharOverride-1">teoriche del materialismo storico e riduzione dell’analisi alla prevalenza </hi><hi rend="CharOverride-1">della struttura economica affermatasi nella prassi (Simmel 1900, 586-87). A </hi><hi rend="CharOverride-1">garantire, almeno in via provvisoria, l’unificazione teoretica dei valori </hi><hi rend="CharOverride-1">economici che la teoria del valore-lavoro si prefiggeva, vale perciò </hi><hi rend="CharOverride-1">l’interpretazione secondo la quale </hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">la diversa valutazione delle qualità </hi><hi rend="CharOverride-1">della prestazione, a parità di sforzo soggettivo di lavoro, corrisponde </hi><hi rend="CharOverride-1">alla diversità delle quantità di lavoro che in forma mediata </hi><hi rend="CharOverride-1">sono contenute in questo genere di prestazioni (Simmel 1900, 592). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Interviene qui però una critica di fondo in forza della </hi><hi rend="CharOverride-1">quale a tale impostazione vengono imputate astrazione e artificiosità. Il </hi><hi rend="CharOverride-1">«concetto generale di lavoro» e quindi la teoria che </hi><hi rend="CharOverride-1">ne deriva si basano così su un’«astrazione molto artificiosa</hi><hi rend="CharOverride-1">»: «sarebbe come se l’uomo fosse in primo </hi><hi rend="CharOverride-1">luogo uomo in generale, e solo in seguito […] un </hi><hi rend="CharOverride-1">individuo determinato» (Simmel 1900, 592). Che ogni lavoro sia lavoro</hi><hi rend="CharOverride-1"> e basta significa «qualcosa di inafferrabile e astratto», </hi><hi rend="CharOverride-1">«più un oscuro sentimento che un saldo contenuto», si</hi><hi rend="CharOverride-1"> tratta pertanto di «chiarire più precisamente quale processo reale </hi><hi rend="CharOverride-1">sottende tale concetto» (Simmel 1900, 593).</hi></p><p rend="h2" ><hi>3. Unità e riduzione </hi><hi>del concetto di lavoro: energia psichica e corporeità, differenze di </hi><hi>utilità</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Può essere il </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Muskelarbeit</hi><hi rend="CharOverride-1">, il lavoro manuale, siffatto elemento </hi><hi rend="CharOverride-1">di unità sotteso? Si chiede Simmel (Simmel 1900, 593-97). Come </hi><hi rend="CharOverride-1">nel caso della lingua in cui il significato di una </hi><hi rend="CharOverride-1">parola si trova al di là della sua espressione vocale </hi><hi rend="CharOverride-1">fisiologico-acustica, il contenuto dell’attività psichica o mentale è assolutamente </hi><hi rend="CharOverride-1">al di là di tutti i movimenti fisici, anche se </hi><hi rend="CharOverride-1">l’energia che l’organismo deve utilizzare per pensare questo </hi><hi rend="CharOverride-1">contenuto come processo cerebrale è in teoria altrettanto calcolabile di </hi><hi rend="CharOverride-1">quella necessaria per una prestazione muscolare. Questo ipotetico riduzionismo su </hi><hi rend="CharOverride-1">base energetica, comunque, è definito da Simmel una «utopia scientifica</hi><hi rend="CharOverride-1">», che cerca – invano – di oltrepassare il dualismo</hi><hi rend="CharOverride-1"> di dimensione spirituale, psichica, mentale, culturale (</hi><hi rend="italic CharOverride-1">Geistigkeit</hi><hi rend="CharOverride-1">) e corporeità</hi><hi rend="CharOverride-1"> (</hi><hi rend="italic CharOverride-1">Körperlichkeit</hi><hi rend="CharOverride-1">) (Simmel 1900, 593-94). Il moderno lavoratore intellettuale, l</hi><hi rend="CharOverride-1">’uomo dello spirito, è molto più dipendente dall’ambiente, in</hi><hi rend="CharOverride-1"> quanto lo sviluppo delle sue forme specifiche non è possibile</hi><hi rend="CharOverride-1"> senza il prodursi di condizioni di vita particolarmente favorevoli, individualmente</hi><hi rend="CharOverride-1"> calibrate, in parte per effetto dell’aumentato </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Nervenleben</hi><hi rend="CharOverride-1"> (maggiore eccitabilità</hi><hi rend="CharOverride-1"> e debolezza del sistema nervoso), in parte per l’aumento</hi><hi rend="CharOverride-1"> della richiesta di stimoli individualizzati (Simmel 1900, 596-97). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">C’è</hi><hi rend="CharOverride-1"> tuttavia un limite alla riduzione dei valori spirituali a valori</hi><hi rend="CharOverride-1"> del lavoro muscolare, fa differenza il ‘talento’, l’</hi><hi rend="CharOverride-1">essere o no dotati. Chi ne è privo, «per quanto</hi><hi rend="CharOverride-1"> posto in condizioni di vita egualmente favorevoli e raffinate, non</hi><hi rend="CharOverride-1"> riuscirà mai nella stessa prestazione» (Simmel 1900, 597). A </hi><hi rend="CharOverride-1">loro volta, i talenti umani e le personalità sono fattori </hi><hi rend="CharOverride-1">variabili, sono tra loro del tutto disuguali, e si crea </hi><hi rend="CharOverride-1">così un’inconciliabile disarmonia tra gli ideali dell’uguaglianza e </hi><hi rend="CharOverride-1">della massimizzazione delle prestazioni. Si possono fare comparazioni solo tra </hi><hi rend="CharOverride-1">intere epoche storiche o classi di popolazione. La lingua tedesca </hi><hi rend="CharOverride-1">indica con «Verdienst» il guadagno derivato dalle nostre azioni in </hi><hi rend="CharOverride-1">termini sia economici sia morali: se si lavorasse come il </hi><hi rend="CharOverride-1">fiore fiorisce e l’uccello canta, il lavoro non comporterebbe </hi><hi rend="CharOverride-1">alcun compenso, occorre che si debbano superare degli impulsi contrari. </hi><hi rend="CharOverride-1">D’altronde: </hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">il valore e il significato degli oggetti e </hi><hi rend="CharOverride-1">del loro possesso consiste nei sentimenti che si provano e che possederle, </hi><hi rend="CharOverride-1">come relazione puramente esterna, sarebbe indifferente e privo di </hi><hi rend="CharOverride-1">senso, se non comportasse stati interiori, sentimenti di piacere, di </hi><hi rend="CharOverride-1">elevazione e di estensione dell’io (Simmel 1900, 600, modif.).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">A</hi><hi rend="CharOverride-1"> parte forse il lavoro che si compie in concorrenza con</hi><hi rend="CharOverride-1"> le macchine o con gli animali, si può così affermare</hi><hi rend="CharOverride-1"> – conclude Simmel – che «il lavoro manuale è </hi><hi rend="CharOverride-1">lavoro psichico» e che per il </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Muskelarbeit</hi><hi rend="CharOverride-1"> viene preteso un</hi><hi rend="CharOverride-1"> compenso solo in relazione al lato interno del lavoro, alla</hi><hi rend="CharOverride-1"> penosità e alla fatica (Simmel 1900, 601-2). Lavoro manuale e</hi><hi rend="CharOverride-1"> lavoro intellettuale hanno una base strutturale (</hi><hi rend="italic CharOverride-1">Unterbau</hi><hi rend="CharOverride-1">) comune, ‘</hi><hi rend="CharOverride-1">morale’, che fa risultare anche la ‘materia’ (e </hi><hi rend="CharOverride-1">il materialismo) una rappresentazione e non un’essenza al di </hi><hi rend="CharOverride-1">fuori di noi e opposta all’anima. Sicché la </hi><hi rend="CharOverride-1">ricerca di una spiegazione dei fenomeni spirituali nella riduzione a </hi><hi rend="CharOverride-1">quelli fisici diventa molto meno inaccettabile, mentre la loro differenza </hi><hi rend="CharOverride-1">diventa sempre più relativa (Simmel 1900, 602).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">C’è infine da</hi><hi rend="CharOverride-1"> considerare la variabile dell’utilità del risultato dei diversi lavori</hi><hi rend="CharOverride-1"> come argomento contro la teoria del denaro-lavoro (Simmel 1900, 602-6).</hi><hi rend="CharOverride-1"> Qui appare la profonda connessione del socialismo con la teoria</hi><hi rend="CharOverride-1"> del valore-lavoro. Questi aspira, infatti, a una struttura della società</hi><hi rend="CharOverride-1"> in cui «il valore dell’utilità degli oggetti in </hi><hi rend="CharOverride-1">rapporto al tempo di lavoro utilizzato per produrli costituisca una </hi><hi rend="CharOverride-1">costante» e, se, come sostiene Marx nel terzo libro del</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Capitale</hi><hi rend="CharOverride-1">, il valore d’uso va considerato la condizione </hi><hi rend="CharOverride-1">di ogni valore, ciò presuppone – commenta Simmel – </hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">che </hi><hi rend="CharOverride-1">ci sia un bisogno sociale complessivo qualitativamente unitario […] e </hi><hi rend="CharOverride-1">l’uguaglianza in termini di utilità di tutti i lavori </hi><hi rend="CharOverride-1">viene ottenuta in quanto in ogni sfera della produzione viene prestata </hi><hi rend="CharOverride-1">soltanto la quantità di lavoro necessaria a far sì che </hi><hi rend="CharOverride-1">venga soddisfatta esattamente la parte di bisogno delimitata da quella </hi><hi rend="CharOverride-1">produzione (604). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Affinché il lavoro possa esprimere fedelmente la misura </hi><hi rend="CharOverride-1">del valore dei prodotti, in questa prospettiva, è necessario che </hi><hi rend="CharOverride-1">non ci siano in linea di principio differenze tra valori </hi><hi rend="CharOverride-1">d’uso e che ogni squilibrio momentaneo tra tali valori </hi><hi rend="CharOverride-1">venga compensato da una intensità analoga nella direzione opposta o, </hi><hi rend="CharOverride-1">in termini di rapporto tra domanda e offerta, che sparisca </hi><hi rend="CharOverride-1">del tutto l’«esercito industriale di riserva» (Simmel 1900, </hi><hi rend="CharOverride-1">604).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Se pertanto il denaro è «fungibilità assoluta», «omogeneità</hi><hi rend="CharOverride-1"> interna» che fa sì che ogni elemento possa essere </hi><hi rend="CharOverride-1">sostituito da un altro in base a considerazioni puramente quantitative, </hi><hi rend="CharOverride-1">perché si dia un’analoga modalità di relazione con il </hi><hi rend="CharOverride-1">lavoro, una «moneta-lavoro», occorre che </hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">a esso venga attribuito</hi><hi rend="CharOverride-1"> sempre lo stesso grado di utilità, mediante la riduzione del</hi><hi rend="CharOverride-1"> lavoro, per ogni tipo di produzione, a una misura in</hi><hi rend="CharOverride-1"> cui il bisogno di esso sia uguale a quello di</hi><hi rend="CharOverride-1"> qualsiasi altro tipo (Simmel 1900, 605). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Per quanto riguarda </hi><hi rend="CharOverride-1">la riflessione sul socialismo, risulta a questo punto chiaro che </hi><hi rend="CharOverride-1">la minaccia della moneta-lavoro non è affatto così immediata e </hi><hi rend="CharOverride-1">che semmai il pericolo deriva dalla difficoltà di mantenere l’</hi><hi rend="CharOverride-1">utilità delle cose costantemente in rapporto con il lavoro in </hi><hi rend="CharOverride-1">quanto portatore del loro valore, con il rischio di doversi </hi><hi rend="CharOverride-1">per questo limitarsi «al livello degli oggetti più primitivi, indispensabili</hi><hi rend="CharOverride-1"> e comuni» (Simmel 1900, 605).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">L’elaborazione così descritta perviene</hi><hi rend="CharOverride-1"> a illuminare, ancora una volta, l’essenza del principio del</hi><hi rend="CharOverride-1"> denaro, anche attraverso la moneta-lavoro. Ovvero, il suo essere unità</hi><hi rend="CharOverride-1"> di valore e rivestire la molteplicità dei valori, altrimenti le</hi><hi rend="CharOverride-1"> differenze di quantità di denaro non verrebbero avvertite come equivalenti</hi><hi rend="CharOverride-1"> alle differenze di qualità degli oggetti. Se la forza fondamentale</hi><hi rend="CharOverride-1"> del denaro è la sua posizione intermedia, il suo non</hi><hi rend="CharOverride-1"> sottrarsi per amore di una conseguenza alla conseguenza opposta e</hi><hi rend="CharOverride-1"> viceversa, attestandosi in modo ambivalente, servendo tanto l’oppressione quanto</hi><hi rend="CharOverride-1"> il potenziamento, perfino eccessivo, della differenziazione personale, esso finisce per</hi><hi rend="CharOverride-1"> sbilanciarsi unilateralmente e sottrarsi alla sua posizione al di sopra</hi><hi rend="CharOverride-1"> delle parti. Anche se nella moneta-lavoro si può riconoscere una</hi><hi rend="CharOverride-1"> tendenza a riavvicinare il denaro ai valori personali, si deve</hi><hi rend="CharOverride-1"> constatare infine quanto la «estraneità» (</hi><hi rend="italic CharOverride-1">Fremdheit</hi><hi rend="CharOverride-1">) nei suoi</hi><hi rend="CharOverride-1"> confronti sia strettamente collegata alla sua essenza (</hi><hi rend="italic CharOverride-1">Wesen</hi><hi rend="CharOverride-1">) (Simmel</hi><hi rend="CharOverride-1"> 1900, 606)</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP08885_int_online_chapter_122_747-758.html#footnote-002">1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="h2" ><hi>4. Divisione del lavoro e cultura oggettiva-soggettiva</hi><hi> </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La divisione del lavoro, innanzitutto tra lavoro manuale e lavoro</hi><hi rend="CharOverride-1"> intellettuale ma anche tra le diverse concentrazioni di creatività e</hi><hi rend="CharOverride-1"> accumulo di lavoro pregresso, si trova variamente implicata nella discussione</hi><hi rend="CharOverride-1"> della teoria del valore lavoro. Essa svolge tuttavia un ruolo</hi><hi rend="CharOverride-1"> centrale nell’analisi simmeliana dei rapporti tra spirito e cultura</hi><hi rend="CharOverride-1"> soggettiva o soggettivata e spirito e cultura oggettiva o oggettivata,</hi><hi rend="CharOverride-1"> come già si delinea nella seconda parte del sesto capitolo</hi><hi rend="CharOverride-1"> della </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Filosofia del denaro</hi><hi rend="CharOverride-1">, laddove viene appunto introdotto il </hi><hi rend="CharOverride-1">concetto di cultura (Simmel 1900, 630-63). Nella conferenza dell’anno </hi><hi rend="CharOverride-1">successivo su </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Le metropoli e la vita dello spirito </hi><hi rend="CharOverride-1">(1903),</hi><hi rend="CharOverride-1"> Simmel articolerà poi in forma sintetica l’argomentazione che collega</hi><hi rend="CharOverride-1"> l’accresciuta divisione del lavoro alla prevalenza della cultura oggettiva</hi><hi rend="CharOverride-1"> sulla cultura soggettiva. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Come scriverà nel successivo </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Sull’essenza della</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> cultura </hi><hi rend="CharOverride-1">(1908), in sintonia con l’epocale scoperta della dissonanza,</hi><hi rend="CharOverride-1"> le «dissonanze della vita moderna» scaturiscono in larga parte</hi><hi rend="CharOverride-1"> dall’essere le cose «sempre più coltivate», ovvero </hi><hi rend="CharOverride-1">dal loro incorporare sempre più spirito, cultura, conoscenza, mentre gli </hi><hi rend="CharOverride-1">esseri umani sono sempre meno in grado di acquisire una </hi><hi rend="CharOverride-1">compiuta soggettivazione di tale maggior conoscenza, sono cioè in proporzione</hi><hi rend="CharOverride-1"> assai meno ‘coltivati’ (Simmel 1908, 372-73; Harrison 2014; </hi><hi rend="CharOverride-1">Jedlowski 1995). Processo peculiare del XIX secolo è, </hi><hi rend="CharOverride-1">infatti, il fare appello alla particolarità dei singoli: </hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">quella particolarità </hi><hi rend="CharOverride-1">che deriva dalla divisione del lavoro, che rende il singolo </hi><hi rend="CharOverride-1">imparagonabile a qualunque altro e a volte indispensabile, ma che </hi><hi rend="CharOverride-1">lo vincola anche ad una maggiore complementarità con gli altri </hi><hi rend="CharOverride-1">(Simmel 1903, 35). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Sede precipua di tale sviluppo è</hi><hi rend="CharOverride-1"> la metropoli, le grandi città che, innanzitutto, sono sedi </hi><hi rend="CharOverride-1">della divisione del lavoro più sviluppata e della costante crescita </hi><hi rend="CharOverride-1">della specializzazione a essa collegata: </hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">Mano a mano che si </hi><hi rend="CharOverride-1">espande, la città offre sempre di più le condizioni fondamentali </hi><hi rend="CharOverride-1">della divisione del lavoro: una cerchia che per la sua </hi><hi rend="CharOverride-1">grandezza è capace di accogliere una grande e variegata quantità </hi><hi rend="CharOverride-1">di prestazioni, mentre contemporaneamente la concentrazione degli individui e la </hi><hi rend="CharOverride-1">loro concorrenza per gli acquirenti costringe ciascuno a specializzarsi in </hi><hi rend="CharOverride-1">modo tale da non rischiare di essere sostituito da altri </hi><hi rend="CharOverride-1">(Simmel 1903, 51-2).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Frutto della divisione del lavoro è perciò</hi><hi rend="CharOverride-1"> anche l’incremento esponenziale di sapere incorporato in entità esterne</hi><hi rend="CharOverride-1"> agli esseri umani: «l’immensa quantità di cultura che </hi><hi rend="CharOverride-1">si è incorporata negli ultimi cent’anni in cose e </hi><hi rend="CharOverride-1">conoscenze, in istituzioni e in comodità» (</hi><hi rend="italic CharOverride-1">in</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Dingen und Erkenntnissen</hi><hi rend="CharOverride-1">,</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">in</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Institutionen und Komforts verkörpert</hi><hi rend="CharOverride-1">). Se paragoniamo questa crescita</hi><hi rend="CharOverride-1"> al «progresso culturale degli individui nel medesimo lasso di </hi><hi rend="CharOverride-1">tempo – anche solo nei ceti più elevati –», </hi><hi rend="CharOverride-1">ci rendiamo conto che: «fra i due processi si mostra</hi><hi rend="CharOverride-1"> una terrificante differenza di crescita, e addirittura, per certi versi,</hi><hi rend="CharOverride-1"> un regresso della cultura degli individui in termini di spiritualità,</hi><hi rend="CharOverride-1"> delicatezza, idealismo» (Simmel 1903, 54). Questa sproporzione (</hi><hi rend="italic CharOverride-1">Diskrepanz</hi><hi rend="CharOverride-1">) è essenzialmente effetto della crescente divisione del lavoro che</hi><hi rend="CharOverride-1"> richiede al singolo una «prestazione sempre più unilaterale», </hi><hi rend="CharOverride-1">la cui più elevata ‘intensificazione’ provoca spesso l’inaridirsi </hi><hi rend="CharOverride-1">della sua personalità intesa come un tutto (Simmel 1903, 54</hi><hi rend="CharOverride-1">).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">A fronte della crescita eccessiva o sovra-proliferazione della cultura</hi><hi rend="CharOverride-1"> oggettivata l’individuo si troverà a essere sempre meno adeguato.</hi><hi rend="CharOverride-1"> Si realizza cioè un progressivo trasferimento di ogni ‘spiritualità’</hi><hi rend="CharOverride-1">, ovvero dimensione culturale e di conoscenza, di ogni avanzamento </hi><hi rend="CharOverride-1">e di ogni valore dal lato soggettivo verso il lato </hi><hi rend="CharOverride-1">della vita puramente oggettiva, in forza di «un’immensa organizzazione</hi><hi rend="CharOverride-1"> di cose e di poteri». Si tratta di un</hi><hi rend="CharOverride-1"> processo sovrabbondante di cristallizzazione della cultura che travalica le persone</hi><hi rend="CharOverride-1"> e che si realizza nel «patrimonio di costruzioni», </hi><hi rend="CharOverride-1">nelle «istituzioni formative», nelle meraviglie e nei comfort della</hi><hi rend="CharOverride-1"> tecnica «che annulla le distanze», nelle «configurazioni della</hi><hi rend="CharOverride-1"> vita comunitaria» e nelle «istituzioni visibili dello Stato».</hi><hi rend="CharOverride-1"> Rispetto a esso, gli individui si percepiscono come granelli </hi><hi rend="CharOverride-1">di sabbia e la loro capacità si assimilazione ed elaborazione </hi><hi rend="CharOverride-1">personale appare del tutto inconsistente. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Secondo la dinamica di oscillazione,</hi><hi rend="CharOverride-1"> azione e rovesciamento reciproco, tipica dell’analisi simmeliana dei fenomeni</hi><hi rend="CharOverride-1"> della città e della società moderna, tra un eccesso e</hi><hi rend="CharOverride-1"> una sottrazione, un’iperestesia e un’anestesia, dalla </hi><hi rend="CharOverride-1">«ipertrofia della cultura oggettiva» discende perciò l’«atrofia della</hi><hi rend="CharOverride-1"> cultura individuale». E, per quanto la vita ne risult</hi><hi rend="CharOverride-1">i agevolata, «poiché le si offrono da ogni parte stimoli,</hi><hi rend="CharOverride-1"> interessi, modi di riempire il tempo e la coscienza»,</hi><hi rend="CharOverride-1"> in quanto sottoposta allo sgravio ottenuto tramite «contenuti e </hi><hi rend="CharOverride-1">rappresentazioni impersonali», che portano a «rimuovere le colorazioni e</hi><hi rend="CharOverride-1"> le idiosincrasie più intimamente singolari», essa è costituita sempre</hi><hi rend="CharOverride-1"> di più da tali contenuti e rappresentazioni impersonali, che </hi><hi rend="CharOverride-1">la regolano in base ad automatismi senza più intervento della </hi><hi rend="CharOverride-1">volontà consapevole o che, come sola alternativa, spingono all’inseguimento</hi><hi rend="CharOverride-1"> asintotico di forme sempre più appariscenti ed esagerate di </hi><hi rend="CharOverride-1">distinzione (Simmel 1903, 54-5).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Tra le conseguenze della divisione del</hi><hi rend="CharOverride-1"> lavoro impostasi nel XIX secolo andrà così annoverata la tendenza</hi><hi rend="CharOverride-1"> a bilanciare la spinta del riconoscimento di uguaglianza tra tutti</hi><hi rend="CharOverride-1"> gli esseri umani con la spinta al riconoscimento dell’unicità</hi><hi rend="CharOverride-1"> e distinzione tra gli individui. Per la quale la grande</hi><hi rend="CharOverride-1"> città moderna mette a disposizione, in chiave funzionale-normativa, «il </hi><hi rend="CharOverride-1">luogo del conflitto e dei tentativi di unificazione di entrambe </hi><hi rend="CharOverride-1">le parti», giacché le loro condizioni peculiari sono «occasione</hi><hi rend="CharOverride-1"> e stimolo per lo sviluppo di entrambe» (Simmel 1903, </hi><hi rend="CharOverride-1">56).</hi></p><p rend="h2" ><hi>5. Arte, lavoro, creatività</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Come traspare già dalla trattazione della</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Filosofia del denaro</hi><hi rend="CharOverride-1">, anche la forma di attività produttiva </hi><hi rend="CharOverride-1">per Simmel più preziosa, la creazione artistica, pur rappresentando una </hi><hi rend="CharOverride-1">modalità di lavoro ad alta concentrazione di valore, si trova </hi><hi rend="CharOverride-1">sotto la minaccia delle forze del moderno mondo del lavoro</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP08885_int_online_chapter_122_747-758.html#footnote-001">2</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Appunto la divisione del lavoro è con essa incompatibile, </hi><hi rend="CharOverride-1">in quanto l’opera d’arte si trova al polo </hi><hi rend="CharOverride-1">opposto della forma di produzione e di esistenza del lavoratore </hi><hi rend="CharOverride-1">rispetto al suo prodotto. Questi, infatti, non produce un</hi><hi rend="CharOverride-1"> tutto, in cui possa dispiegarsi nella sua unità. Il</hi><hi rend="CharOverride-1"> senso del prodotto non viene «dall’anima del produttore»</hi><hi rend="CharOverride-1"> ma dalla sua «connessione con altri prodotti che hanno </hi><hi rend="CharOverride-1">altra origine», e può trovare il suo significato «esclusivamente</hi><hi rend="CharOverride-1"> come produzione oggettiva che si allontana dal soggetto», mentre,</hi><hi rend="CharOverride-1"> agli antipodi di questo, l’opera d’arte è,</hi><hi rend="CharOverride-1"> tra le opere umane, Stato compreso, l’«unità più </hi><hi rend="CharOverride-1">chiusa, la totalità più autosufficiente» (Simmel 1900, 641). La chiusura</hi><hi rend="CharOverride-1"> dell’opera d’arte significa che in essa si esprime</hi><hi rend="CharOverride-1"> un’«unità spirituale soggettiva» e il rifiuto totale della</hi><hi rend="CharOverride-1"> divisione del lavoro è causa e insieme sintomo della connessione</hi><hi rend="CharOverride-1"> d’insieme che sorge tra «totalità dell’opera in </hi><hi rend="CharOverride-1">sé compiuta» e l’«unità dell’anima» (Simmel </hi><hi rend="CharOverride-1">1900, 642). Con il dominio della divisione del lavoro si </hi><hi rend="CharOverride-1">genera così l’«incommensurabilità» tra la prestazione e chi </hi><hi rend="CharOverride-1">la compie, che non si riconosce più nel proprio agire.</hi><hi rend="CharOverride-1"> Un agire che è del tutto estraneo a «ciò </hi><hi rend="CharOverride-1">che ha un carattere personale e spirituale» e rappresenta un</hi><hi rend="CharOverride-1"> «momento soltanto parziale della nostra essenza», «unilaterale e</hi><hi rend="CharOverride-1"> indifferente alla totalità unitaria di essa»: «La prestazione </hi><hi rend="CharOverride-1">compiuta nel quadro di un’accentuata divisione del lavoro e </hi><hi rend="CharOverride-1">con la consapevolezza di questo carattere, spinge già di per </hi><hi rend="CharOverride-1">sé verso la categoria dell’oggettività» (Simmel 1900, 642).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Andrà </hi><hi rend="CharOverride-1">notato inoltre che nell’ambito della discussione della teoria del </hi><hi rend="CharOverride-1">valore-lavoro, gli esempi di lavoro dal più elevato contenuto valoriale </hi><hi rend="CharOverride-1">provengano dall’esercizio di professioni artistiche, il virtuoso musicale, il </hi><hi rend="CharOverride-1">violinista e il pianista (Simmel 1900, 588-89, 591, 603). Inoltre,</hi><hi rend="CharOverride-1"> sempre nei termini di una affermazione performativa di altre modalità</hi><hi rend="CharOverride-1"> di lavoro legate all’espressione artistica, Simmel si è anche</hi><hi rend="CharOverride-1"> occupato della raffigurazione estetica del lavoro, per esempio nel </hi><hi rend="CharOverride-1">caso dello scultore Constantin Meunier. Il quale, senza peraltro superare</hi><hi rend="CharOverride-1"> lo stile classicistico, è pure stato in grado di ampliare</hi><hi rend="CharOverride-1"> il novero dei soggetti della scultura, includendo una «nuova </hi><hi rend="CharOverride-1">provincia», con «nuovi contenuti»: </hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">ha scoperto il valore</hi><hi rend="CharOverride-1"> formale del lavoro, messo alla prova la stilizzabilità [</hi><hi rend="italic CharOverride-1">Stilisierbarkeit</hi><hi rend="CharOverride-1">]</hi><hi rend="CharOverride-1"> dell’uomo che lavora, mentre fino ad allora si era</hi><hi rend="CharOverride-1"> creduto solo all’inquieto o al passionale, al giocoso o</hi><hi rend="CharOverride-1"> al tragicamente eccitato (Simmel 1902, 92). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La formulazione più </hi><hi rend="CharOverride-1">chiara di questo approccio si trova, tuttavia, nella monografia simmeliana </hi><hi rend="CharOverride-1">su Goethe, laddove viene fatto notare come «il lavoro </hi><hi rend="CharOverride-1">faticoso e ininterrotto» di Goethe fosse «un gioco» (</hi><hi rend="italic CharOverride-1">Spiel</hi><hi rend="CharOverride-1">). Nel senso che a contare non era tanto ciò</hi><hi rend="CharOverride-1"> che lasciava dietro di sé, il risultato, quanto il processo</hi><hi rend="CharOverride-1"> vitale: «nella misura in cui lavora e gode e</hi><hi rend="CharOverride-1"> ispira altri a lavorare e godere […] acquista un significato» (Simmel 2018, 65).</hi><hi rend="CharOverride-1"> Nei termini di Schiller, a caratterizzare pienamente l’essere umano</hi><hi rend="CharOverride-1"> come tale, è il gioco:</hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">nel gioco, come principio formale, </hi><hi rend="CharOverride-1">l’uomo ha scartato tutte le determinazioni provenienti dalla cosa </hi><hi rend="CharOverride-1">in quanto tale, solo le energie del suo essere vogliono </hi><hi rend="CharOverride-1">avere un effetto, non è più pressato dalla pesante estraneità </hi><hi rend="CharOverride-1">degli ordinamenti cosali, ma dove egli giunga viene determinato </hi><hi rend="CharOverride-1">attraverso il volere e il potere esclusivamente suoi propri (Simmel 1918, 65). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Senza </hi><hi rend="CharOverride-1">escludere il massimo sforzo e pericolo, per Goethe tutto è </hi><hi rend="CharOverride-1">insito nel suo «processo vitale», «spinto in avanti </hi><hi rend="CharOverride-1">da sé stesso e dalle forze che ne stanno alla </hi><hi rend="CharOverride-1">radice»: «la serietà profonda della sua attività, la devozione</hi><hi rend="CharOverride-1"> all’oggetto, il superamento di continue difficoltà» (Simmel 1918, </hi><hi rend="CharOverride-1">65).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Un concetto di lavoro simile, che – potremmo riformulare –</hi><hi rend="CharOverride-1"> si risolve nella prassi superando di continuo ogni oggettivazione poietica,</hi><hi rend="CharOverride-1"> viene infine reperito da Simmel nel proto-socialismo di Fourier. A</hi><hi rend="CharOverride-1"> proposito del rapporto del socialismo con il pessimismo, egli evoca</hi><hi rend="CharOverride-1"> infatti una forma di «piacere nel lavoro» (</hi><hi rend="italic CharOverride-1">Lust </hi><hi rend="italic CharOverride-1">an der Arbeit</hi><hi rend="CharOverride-1">) il cui quadro ottimistico esprime l’esigenza</hi><hi rend="CharOverride-1"> di un assetto sociale che escluda di pagare ai bisogni</hi><hi rend="CharOverride-1"> sociali un tributo di egoismo e carenza e sia invece</hi><hi rend="CharOverride-1"> rivolto al servizio volontario, al darsi da fare e adattarsi</hi><hi rend="CharOverride-1"> «solo per l’imperativo morale e per l’amore </hi><hi rend="CharOverride-1">della causa e dei propri simili» (Simmel 1900a, </hi><hi rend="CharOverride-1">557).</hi></p><p rend="h2" ><hi>6. Simmel e la filosofia del lavoro: stimoli e </hi><hi>tensioni</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">In conclusione, attraversando l’opera di Simmel ci troviamo di</hi><hi rend="CharOverride-1"> fronte a una serie di osservazioni e analisi specifiche più</hi><hi rend="CharOverride-1"> o meno legate al contesto storico in cui furono formulate</hi><hi rend="CharOverride-1"> che – concordano gli interpreti pur con diverse sfumature –</hi><hi rend="CharOverride-1"> non configurano però una trattazione sistematica del lavoro e dei</hi><hi rend="CharOverride-1"> suoi problemi, una vera e propria filosofia del lavoro, ma</hi><hi rend="CharOverride-1"> forniscono semmai spunti di interesse e scorci utili alla riflessione</hi><hi rend="CharOverride-1"> del nostro presente. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La struttura argomentativa della confutazione della teoria</hi><hi rend="CharOverride-1"> del valore lavoro si dispiega, infatti, secondo un </hi><hi rend="CharOverride-1">movimento descritto da Pierre-Michel Menger come segue. Simmel avanza </hi><hi rend="CharOverride-1">un’argomentazione, le oppone un’obiezione e, subito, una contro-obiezione </hi><hi rend="CharOverride-1">viene a essa contrapposta, una conclusione sgombra poi il campo </hi><hi rend="CharOverride-1">per condurre l’analisi al piano successivo della discussione. Grazie </hi><hi rend="CharOverride-1">a questo modo di procedere il filosofo mette in evidenza </hi><hi rend="CharOverride-1">una serie di vicoli ciechi e passaggi intransitabili: non è </hi><hi rend="CharOverride-1">possibile ridurre il lavoro complesso al lavoro semplice, né ridurre </hi><hi rend="CharOverride-1">il lavoro intellettuale a una variante o a un multiplo </hi><hi rend="CharOverride-1">del lavoro manuale e neppure ridurre la diversità e la </hi><hi rend="CharOverride-1">gerarchia delle professioni all’unità di una misura quantitativa comune </hi><hi rend="CharOverride-1">di energia impiegata e di utilità commensurabile (Menger 2017, 193). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Con diversa ambizione teoretica, altri ha parlato, sempre a proposito</hi><hi rend="CharOverride-1"> della discussione sulla teoria del valore-lavoro, di una intenzione simmeliana</hi><hi rend="CharOverride-1"> volta a decostruire la pretesa del socialismo a lui contemporaneo</hi><hi rend="CharOverride-1"> di parificare proprietà e consumi, attraverso tre passaggi. Il primo</hi><hi rend="CharOverride-1"> è mostrare come essa non fosse adeguata al materialismo </hi><hi rend="CharOverride-1">storico ma derivasse invece da un materialismo dogmatico, il secondo </hi><hi rend="CharOverride-1">è dato dall’irriducibilità del lavoro intellettuale al lavoro manuale, </hi><hi rend="CharOverride-1">e il terzo passaggio consiste nel rivendicare l’impossibilità di </hi><hi rend="CharOverride-1">ottenere per il lavoro un’unità di misura quantitativa basata </hi><hi rend="CharOverride-1">su una proporzione tra energia fisica impiegata e quantità di </hi><hi rend="CharOverride-1">valore prodotto. Nell’insieme, Simmel avrebbe delineato una analitica della </hi><hi rend="CharOverride-1">valorizzazione al posto di un’ontologia del valore-lavoro, dalla quale </hi><hi rend="CharOverride-1">discendono per il socialismo due alternative, la semplificazione dei bisogni </hi><hi rend="CharOverride-1">che li limiti al solo indispensabile o l’innalzamento della </hi><hi rend="CharOverride-1">cultura che permetta alla volontà di giustizia di sovrastare la </hi><hi rend="CharOverride-1">valutazione sull’utilità del lavoro. Al cospetto di entrambe –</hi><hi rend="CharOverride-1"> conclude di suo l’interprete – andrà fatta valere la</hi><hi rend="CharOverride-1"> consapevolezza della disarmonia inconciliabile tra gli ideali di eguaglianza e</hi><hi rend="CharOverride-1"> giustizia e la massimizzazione delle prestazioni (Valagussa 2021). Il che,</hi><hi rend="CharOverride-1"> anche se non è questa la sede per approfondire il</hi><hi rend="CharOverride-1"> punto, rischia di condurre al truismo di considerare tali </hi><hi rend="CharOverride-1">ideali inconciliabili con la massimizzazione del profitto e dello sfruttamento. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Con maggiore articolazione, ancora Menger stabilisce, a compendio della sua</hi><hi rend="CharOverride-1"> disamina, che il capitolo simmeliano si colloca al di qua</hi><hi rend="CharOverride-1"> dell’argomento ultimo del superamento comunistico di tutti i fattori</hi><hi rend="CharOverride-1"> responsabili della divisione del lavoro, della concorrenza interindividuale e della</hi><hi rend="CharOverride-1"> mancata coincidenza tra i bisogni, i diritti e le preferenze.</hi><hi rend="CharOverride-1"> Il suo bersaglio è invece l’apparato teorico del programma</hi><hi rend="CharOverride-1"> socialista di ripartizione dei proventi del lavoro e dell’eguaglianza</hi><hi rend="CharOverride-1"> delle condizioni individuali. L’argomentazione principale è – come </hi><hi rend="CharOverride-1">si è visto – l’assunzione dell’eterogeneità del lavoro, </hi><hi rend="CharOverride-1">facendone emergere tutte le dimensioni e tutti i fondamenti. Questa </hi><hi rend="CharOverride-1">posta in gioco corrisponde alla concezione simmeliana della trasformazione della </hi><hi rend="CharOverride-1">società sotto la pressione dell’individualizzazione: </hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">per come è agita </hi><hi rend="CharOverride-1">dalle forze spirituali, sociali e tecniche delle attività umane e </hi><hi rend="CharOverride-1">sotto la pressione dell’organizzazione economica dei rapporti di scambio, </hi><hi rend="CharOverride-1">che costituiscono il vettore per eccellenza delle interazioni individuali, essendo </hi><hi rend="CharOverride-1">fondate sulla commensurabilità generalizzata introdotta dal denaro. In questo senso, </hi><hi rend="CharOverride-1">Simmel porta al massimo la tensione tra eterogeneità e omogeneità, </hi><hi rend="CharOverride-1">per restituire le due dimensioni essenziali dello scambio: la sua </hi><hi rend="CharOverride-1">efficacia fondata sull’omogeneità della grandezza monetaria, e la sua </hi><hi rend="CharOverride-1">produttività fondata sulla differenza tra le parti e l’interazione </hi><hi rend="CharOverride-1">nelle relazioni di scambio (Menger 2017, 223)</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP08885_int_online_chapter_122_747-758.html#footnote-000">-1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Più proficue, per</hi><hi rend="CharOverride-1"> esempio a beneficio dell’elaborazione di una odierna concezione della</hi><hi rend="CharOverride-1"> libertà nel lavoro, sembrano le osservazioni simmeliane di ispirazione schilleriano-goethiana</hi><hi rend="CharOverride-1"> su lavoro come gioco serio. Inoltre, allo scopo di analizzare</hi><hi rend="CharOverride-1"> il carattere performativo degli oggetti tecnologici nell’era del digitale,</hi><hi rend="CharOverride-1"> sembra molto utile la distinzione e la discrepanza tra sapere</hi><hi rend="CharOverride-1"> incorporato nei dispositivi e capacità di soggettivazione e di elaborazione</hi><hi rend="CharOverride-1"> degli individui, con la netta prevalenza del primo e intreccio</hi><hi rend="CharOverride-1"> della seconda con i processi di assoggettamento. Nel complesso,</hi><hi rend="CharOverride-1"> come anche suggerisce Tilman Reitz, la maggiore produttività delle argomentazioni</hi><hi rend="CharOverride-1"> simmeliane sta nel valorizzarne il dispiegamento di tensioni, l’apertura,</hi><hi rend="CharOverride-1"> anche rapsodica, a diversi sfondi possibili per il lavoro, </hi><hi rend="CharOverride-1">mentre, in senso più tecnico, le tensioni tra il declassamento </hi><hi rend="CharOverride-1">e l’esaltazione del lavoro, e tra astrazione reale economica </hi><hi rend="CharOverride-1">e politica, che rendono interessante l’approccio di Simmel al </hi><hi rend="CharOverride-1">tema, ancora attendono di essere elaborate in maniera adeguata (Reitz </hi><hi rend="CharOverride-1">2018, 220).</hi></p><p rend="h2" ><hi>Riferimenti bibliografici</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Harrison, Thomas. 2014 (1996). </hi><hi rend="italic CharOverride-1">1910. L’emancipazione della dissonanza</hi><hi rend="CharOverride-1">. Roma: </hi><hi rend="CharOverride-1">Castelvecchi.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Jedlowski, Paolo. 1995. Introduzione a Georg Simmel, </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Le metropoli e la vita dello spirito</hi><hi rend="CharOverride-1">, 7-32. Roma: </hi><hi rend="CharOverride-1">Armando.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Menger, Pierre-Michel. 2017. “La théorie simmelienne de la valeur </hi><hi rend="CharOverride-1">du travail et de la hiérarchie de catégories de travail.</hi><hi rend="CharOverride-1">” In </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Simmel, le parti-pris du tiers</hi><hi rend="CharOverride-1">, édité par Denis Thouard, et Béatrice Zimmermann, 189-223. Paris: Cnrs,</hi><hi rend="CharOverride-1"> éditions.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Pott, Hans Georg. 2018. “Arbeit und Spiel. Georg Simmels </hi><hi rend="CharOverride-1" >Goethe.” In </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Goethe und die Arbeit</hi><hi rend="CharOverride-1" >, hrsg. von Miriam Albrecht, Iuditha Balint, und Frank Weiher, 147-68</hi><hi rend="CharOverride-1" >. Paderborn: Fink.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Reitz, Tilman. 2018. “Arbeit.” In </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Simmel-Handbuch. Begriffe, Hauptwerke, Aktualität</hi><hi rend="CharOverride-1" >, hrsg. von Hans-Peter</hi><hi rend="CharOverride-1" > Müller, und Tilman Reisz, 115-20. Frankfurt am Main: Suhrkamp.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Simmel, Georg. 1900. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Philosophie des Geldes</hi><hi rend="CharOverride-1">. Berlin</hi><hi rend="CharOverride-1">: Duncker &amp; Humblot (trad. it. a cura di Alessandro Cavalli</hi><hi rend="CharOverride-1"> e Lucio Perucchi, </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Filosofia del denaro</hi><hi rend="CharOverride-1">. Torino: UTET, 1984).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Simmel, Georg. 1900a (1992). </hi><hi rend="CharOverride-1" >“Socialismus und Pessimismus.” In </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Georg Simmel Gesamtausgabe</hi><hi rend="CharOverride-1" >, vol. V, </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Aufsätze und Abhandlungen 1894-1900</hi><hi rend="CharOverride-1" >, 552-59. Frankfurt</hi><hi rend="CharOverride-1" > am Main: Suhrkamp.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Simmel, Georg. 1902 (1995). “Rodins Plastik und die Geistesrichtung der Gegenwart.” In </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Georg Simmel Gesamtausgabe</hi><hi rend="CharOverride-1" >, vol. VII, </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Aufsätze und Abhandlungen 1901-1908</hi><hi rend="CharOverride-1" >, I, 92-100. Frankfurt am Main: Suhrkamp.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Simmel, Georg. 1903. “Die Großstädte und das Geistesleben.” In </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Georg Simmel Gesamtausgabe</hi><hi rend="CharOverride-1" >, vol. VII, </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Aufsätze und Abhandlungen 1901-1908</hi><hi rend="CharOverride-1" >, I, 116-31. Frankfurt am Main: Suhrkamp, (trad. it. a cura di Paolo Jedlowski, </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Le metropoli e la vita dello spirito</hi><hi rend="CharOverride-1" >. Roma: Armando, 1995).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Simmel, Georg. 1908 (</hi><hi rend="CharOverride-1" >1993). “Vom Wesen der Kultur.” In </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Georg Simmel Gesamtausgabe</hi><hi rend="CharOverride-1" >, vol. VIII, </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Aufsätze und Abhandlungen 1901-1908</hi><hi rend="CharOverride-1" >, II, 363-73. Frankfurt am Main: Suhrkamp.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Simmel, Georg.</hi><hi rend="CharOverride-1" > 1918 (2003). “Goethe.” In </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Georg Simmel Gesamtausgabe</hi><hi rend="CharOverride-1" >, vol. 1XV, 7-270. Frankfurt am Main: Suhrkamp (trad. it. e cura di Michele Gardini, </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Goethe</hi><hi rend="CharOverride-1" >. Macerata: Quodlibet, 2012).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Simmel, Georg. 1992 (1899). “Zur Philosophie der Arbeit.</hi><hi rend="CharOverride-1" >” In </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Georg Simmel Gesamtausgabe</hi><hi rend="CharOverride-1" >, vol. V, </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Aufsätze und Abhandlungen 1894-1900</hi><hi rend="CharOverride-1" >, 420-44. Frankfurt am </hi><hi rend="CharOverride-1" >Main: Suhrkamp (trad. it. a cura di Francesco Valagussa, </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Filosofia del lavoro</hi><hi rend="CharOverride-1" >. </hi><hi rend="CharOverride-1" >Milano-Udine: Mimesis, 2021).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Valagussa, Francesco. 2021. “Non esiste Monsieur il</hi><hi rend="CharOverride-1"> lavoro. Simmel e la critica della moneta-lavoro.” In Georg</hi><hi rend="CharOverride-1"> Simmel, </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Filosofia del lavoro</hi><hi rend="CharOverride-1">, a cura di Francesco Valagussa, 7-59. Milano-Udine: </hi><hi rend="CharOverride-1">Mimesis. </hi></p><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08885_int_online_chapter_122_747-758.html#footnote-002-backlink">1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Un anno prima della pubblicazione della </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Filosofia del denaro</hi><hi rend="CharOverride-1"> (1900), </hi><hi rend="CharOverride-1">Georg Simmel aveva fatto uscire sulla rivista dell’editore Fischer, </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Neue Deutsche Rundschau</hi><hi rend="CharOverride-1">, il suo abbozzo di filosofia del lavoro, </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Zur Philosophie der Arbeit</hi><hi rend="CharOverride-1"> (Simmel</hi><hi rend="CharOverride-1"> 1899), che avrebbe poi integrato nel capitolo che abbiamo appena</hi><hi rend="CharOverride-1"> esaminato, con alcune differenze che non ne inficiano la sostanziale</hi><hi rend="CharOverride-1"> continuità. Si veda per questo Valagussa, 2021, con le annotazioni</hi><hi rend="CharOverride-1"> puntuali in corpo di testo sulle differenze tra le due</hi><hi rend="CharOverride-1"> versioni.</hi></p></item>
				</list><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08885_int_online_chapter_122_747-758.html#footnote-001-backlink">2</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Per la ricostruzione dei rapporti tra lavoro e </hi><hi rend="CharOverride-1">arte in Simmel, si seguono in questo capitoletto le indicazioni </hi><hi rend="CharOverride-1">contenute in Reitz 2018, 119-20. Si veda anche Pott 2018.</hi></p></item>
				</list><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08885_int_online_chapter_122_747-758.html#footnote-000-backlink">-1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">La discussione di Menger mette opportunamente a fuoco la dimensione</hi><hi rend="CharOverride-1"> ambientale, di ‘ecologia’, del lavoro e la sua </hi><hi rend="CharOverride-1">capacità di condensazione, nonché la relazione con Marx e le</hi><hi rend="CharOverride-1"> critiche alla sua impostazione sulla scia di Böhm-Bawerk (Menger 2017, </hi><hi rend="italic CharOverride-1">passim</hi><hi rend="CharOverride-1">).</hi></p></item>
				</list>  
      
      
      <div>
        <listBibl>
          <head>References</head>
          <bibl n="146782">Harrison, Thomas. 2014 (1996). 1910. L’emancipazione della dissonanza. Roma: Castelvecchi.</bibl>
          <bibl n="146075">Jedlowski, Paolo. 1995. Introduzione a Georg Simmel, Le metropoli e la vita dello spirito, 7-32. Roma: Armando.</bibl>
          <bibl n="144183">Menger, Pierre-Michel. 2017. “La th&amp;#233;orie simmelienne de la valeur du travail et de la hi&amp;#233;rarchie de cat&amp;#233;gories de travail.” In Simmel, le parti-pris du tiers, &amp;#233;dit&amp;#233; par Denis Thouard, et B&amp;#233;atrice Zimmermann, 189-223. Paris: Cnrs, &amp;#233;ditions.</bibl>
          <bibl n="144626">Pott, Hans Georg. 2018. “Arbeit und Spiel. Georg Simmels Goethe.” In Goethe und die Arbeit, hrsg. von Miriam Albrecht, Iuditha Balint, und Frank Weiher, 147-68. Paderborn: Fink.</bibl>
          <bibl n="144747">Reitz, Tilman. 2018. “Arbeit.” In Simmel-Handbuch. Begriffe, Hauptwerke, Aktualit&amp;#228;t, hrsg. von Hans-Peter M&amp;#252;ller, und Tilman Reisz, 115-20. Frankfurt am Main: Suhrkamp.</bibl>
          <bibl n="144703">Simmel, Georg. 1900. Philosophie des Geldes. Berlin: Duncker &amp;amp; Humblot (trad. it. a cura di Alessandro Cavalli e Lucio Perucchi, Filosofia del denaro. Torino: UTET, 1984).</bibl>
          <bibl n="144692">Simmel, Georg. 1900a (1992). “Socialismus und Pessimismus.” In Georg Simmel Gesamtausgabe, vol. V, Aufs&amp;#228;tze und Abhandlungen 1894-1900, 552-59. Frankfurt am Main: Suhrkamp.</bibl>
          <bibl n="144419">Simmel, Georg. 1902 (1995). “Rodins Plastik und die Geistesrichtung der Gegenwart.” In Georg Simmel Gesamtausgabe, vol. VII, Aufs&amp;#228;tze und Abhandlungen 1901-1908, I, 92-100. Frankfurt am Main: Suhrkamp.</bibl>
          <bibl n="144056">Simmel, Georg. 1903. “Die Gro&amp;#223;st&amp;#228;dte und das Geistesleben.” In Georg Simmel Gesamtausgabe, vol. VII, Aufs&amp;#228;tze und Abhandlungen 1901-1908, I, 116-31. Frankfurt am Main: Suhrkamp, (trad. it. a cura di Paolo Jedlowski, Le metropoli e la vita dello spirito. Roma: Armando, 1995).</bibl>
          <bibl n="144704">Simmel, Georg. 1908 (1993). “Vom Wesen der Kultur.” In Georg Simmel Gesamtausgabe, vol. VIII, Aufs&amp;#228;tze und Abhandlungen 1901-1908, II, 363-73. Frankfurt am Main: Suhrkamp.</bibl>
          <bibl n="144527">Simmel, Georg. 1918 (2003). “Goethe.” In Georg Simmel Gesamtausgabe, vol. 1XV, 7-270. Frankfurt am Main: Suhrkamp (trad. it. e cura di Michele Gardini, Goethe. Macerata: Quodlibet, 2012).</bibl>
          <bibl n="144089">Simmel, Georg. 1992 (1899). “Zur Philosophie der Arbeit.” In Georg Simmel Gesamtausgabe, vol. V, Aufs&amp;#228;tze und Abhandlungen 1894-1900, 420-44. Frankfurt am Main: Suhrkamp (trad. it. a cura di Francesco Valagussa, Filosofia del lavoro. Milano-Udine: Mimesis, 2021).</bibl>
          <bibl n="144425">Valagussa, Francesco. 2021. “Non esiste Monsieur il lavoro. Simmel e la critica della moneta-lavoro.” In Georg Simmel, Filosofia del lavoro, a cura di Francesco Valagussa, 7-59. Milano-Udine: Mimesis.</bibl>
        </listBibl>
      </div>
    </body>
  </text>
</TEI>