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        <title type="main" level="a">Freud: Il ‘lavoro’ dell’inconscio e i suoi riverberi psicosociali</title>
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          <persName n="1" ref="https://orcid.org/0000-0002-5042-0965" type="ORCID">
            <forename>Mauro</forename>
            <surname>Fornaro</surname>
            <placeName type="affiliation">University of Chieti-Pescara G. D'Annunzio, Italy</placeName>
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          <resp>This is a section of <title>Idee di lavoro e di ozio per la nostra civiltà</title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/979-12-215-0319-7</idno>) by </resp>
          <name>Giovanni Mari, Francesco Ammannati, Brogi Stefano, Tiziana Faitini, Arianna Fermani, Francesco Seghezzi, Annalisa Tonarelli</name>
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        <publisher>Firenze University Press</publisher>
        <pubPlace>Florence</pubPlace>
        <date when="2024">2024</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/979-12-215-0319-7.88</idno>
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          <p>Available for academic research purposes</p>
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          <p>Copyright Author(s)</p>
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        <p>This is original content, published for academic research purposes</p>
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        <p>The author points out how meaningful the notion of psychic working is in Freud's writings, especially for the debt to a mechanical-energetic model of mind. At the end, the few hints that appear on the psychological and social meaning of work, are retraced.</p>
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            <item>Freud</item>
            <item>psychic working</item>
            <item>unconscious</item>
            <item>drives</item>
            <item>discontent of working</item>
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      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/979-12-215-0319-7.88<ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0319-7.88" /></p>
      
      <p rend="h1_chapter">Freud: Il ‘lavoro’ dell’inconscio e <lb/>i suoi riverberi psicosociali</p><p rend="h1_author ParaOverride-1" ><hi rend="CharOverride-1">Mauro Fornaro</hi></p><p rend="h2" ><hi>1. Cenni biografici</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Sigmund Freud, nato nel 1856 a</hi><hi rend="CharOverride-1"> Freiberg, città dell’impero austriaco (oggi Pribor, Repubblica Ceca)</hi><hi rend="CharOverride-1">, è il padre indiscusso della psicoanalisi. Occupandosi come neuropatologo</hi><hi rend="CharOverride-1"> dei malati di isteria, maturò la convinzione che fossero colpiti</hi><hi rend="CharOverride-1"> da disturbi puramente psicologici e ne inventò la cura consistente</hi><hi rend="CharOverride-1"> nella rielaborazione verbale dei ricordi traumatici censurati. A </hi><hi rend="CharOverride-1">seguito altresì degli studi sui sogni e sulla sessualità infantile </hi><hi rend="CharOverride-1">formulò le teorie cliniche essenziali della nuova disciplina, </hi><hi rend="CharOverride-1">che trovarono un primo coronamento teoretico negli scritti di ‘</hi><hi rend="CharOverride-1">metapsicologia’ del 1915. Dopo il 1920 inaugurò una seconda teoria</hi><hi rend="CharOverride-1"> del funzionamento mentale imperniata sul discusso dualismo di Eros e</hi><hi rend="CharOverride-1"> pulsione di morte, per indagare infine i fenomeni culturali, sociali</hi><hi rend="CharOverride-1"> e religiosi, tramite le categorie psicoanalitiche. Morì nel 1939 </hi><hi rend="CharOverride-1">a Londra, esule per ragioni razziali. Le </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Opere di Sigmund </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Freud</hi><hi rend="CharOverride-1">, edite da Boringhieri in 11 volumi, raccolgono la versione</hi><hi rend="CharOverride-1"> italiana dei suoi scritti. </hi></p><p rend="h2" ><hi>2. Introduzione </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La rivisitazione del pensiero</hi><hi rend="CharOverride-1"> di Sigmund Freud (1856-1939) è sollecitata, oltre che dall’</hi><hi rend="CharOverride-1">indiscussa rilevanza storica e culturale che gli compete, dalla constatazione</hi><hi rend="CharOverride-1"> che la psicoanalisi al giorno d’oggi non è affatto</hi><hi rend="CharOverride-1"> una disciplina unitaria, bensì si dirama in una molteplicità di</hi><hi rend="CharOverride-1"> scuole e orientamenti anche contraddittori (Fornaro 1988). È pertanto inevitabile</hi><hi rend="CharOverride-1"> ricorrere alle radici di questa disciplina, vale a dire </hi><hi rend="CharOverride-1">al fondatore.</hi></p><p rend="h2" ><hi>3. La dinamica psichica</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Colpisce il fatto che Freud, </hi><hi rend="CharOverride-1">teorizzando il funzionamento della mente, usi ampiamente l’espressione lavoro </hi><hi rend="CharOverride-1">(</hi><hi rend="italic CharOverride-1">Arbeit</hi><hi rend="CharOverride-1">) e i tanti derivati consentiti dalla plasticità della </hi><hi rend="CharOverride-1">lingua tedesca (</hi><hi rend="italic CharOverride-1">Bearbeitung</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Durcharbeitung</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Verarbeitung</hi><hi rend="CharOverride-1">). Ma come può </hi><hi rend="CharOverride-1">legittimarsi questa ampia metaforizzazione di</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> Arbeit</hi><hi rend="CharOverride-1">, fino a connotare il</hi><hi rend="CharOverride-1"> lavoro di ‘psichico’, ovvero di ‘mentale’? Al pari</hi><hi rend="CharOverride-1"> del lavoro inteso in senso comune – come un’attività</hi><hi rend="CharOverride-1"> umana volta intenzionalmente a produrre un bene di utilità individuale</hi><hi rend="CharOverride-1"> o sociale (vedi vocabolario Treccani) – il lavoro psichico è</hi><hi rend="CharOverride-1"> un’attività comportante un dispendio di energia, vale a dire</hi><hi rend="CharOverride-1"> uno sforzo per il conseguimento di un obiettivo. Pertanto impone</hi><hi rend="CharOverride-1"> il superamento degli ostacoli che a ciò si oppongono e</hi><hi rend="CharOverride-1"> dunque, spesso, una certa fatica. In ambo i casi, inoltre,</hi><hi rend="CharOverride-1"> il lavoro implica un processo di trasformazione dell’oggetto (mentale</hi><hi rend="CharOverride-1"> nella fattispecie) su cui si esercita il lavoro stesso. Specie</hi><hi rend="CharOverride-1"> a quest’ultimo proposito è lecito parlare di una ‘elaborazione</hi><hi rend="CharOverride-1"> mentale’ (</hi><hi rend="italic CharOverride-1">psychische Verarbeitung</hi><hi rend="CharOverride-1">), che necessariamente si correla allo psichismo</hi><hi rend="CharOverride-1"> umano: la psiche non può che lavorare, lavora sempre nelle</hi><hi rend="CharOverride-1"> sue manifestazioni sia normali sia patologiche, segnatamente poi nel corso</hi><hi rend="CharOverride-1"> della cura analitica. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Questa attività di elaborazione si manifesta già</hi><hi rend="CharOverride-1"> con la basilare nozione di pulsione: è compito proprio della</hi><hi rend="CharOverride-1"> psiche recepire, interpretare, contenere e finalizzare positivamente (cioè in maniera</hi><hi rend="CharOverride-1"> utile al soggetto e socialmente compatibile) quei vitali stimoli che</hi><hi rend="CharOverride-1"> sono le pulsioni. Come stimoli in continuo flusso, che stanno</hi><hi rend="CharOverride-1"> «al limite tra lo psichico e il corporeo» (Freud 1905,</hi><hi rend="CharOverride-1"> it. 479), le pulsioni sono, letteralmente, delle «misure della </hi><hi rend="CharOverride-1">richiesta di lavoro» rivolta alla psiche (Freud 1905, it. 479</hi><hi rend="CharOverride-1">). Si differenziano poi rispettivamente per le fonti somatiche da </hi><hi rend="CharOverride-1">cui provengono e per le diverse mete, orientando così l’</hi><hi rend="CharOverride-1">attività mentale del soggetto.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">L’elaborazione deve passare per la rappresentazione</hi><hi rend="CharOverride-1"> mentale (</hi><hi rend="italic CharOverride-1">Vorstellung</hi><hi rend="CharOverride-1">) dello stimolo somatico – un processo oggi</hi><hi rend="CharOverride-1"> detto di mentalizzazione – coniugando quest’ultimo con l’immagine</hi><hi rend="CharOverride-1"> dell’oggetto da conseguire. Lo scopo finale, nella peculiare prospettiva</hi><hi rend="CharOverride-1"> freudiana, è quello di guadagnare un equilibrio omeostatico, il quale</hi><hi rend="CharOverride-1"> permetta di eliminare la tensione esercitata sulla psiche dagli stimoli</hi><hi rend="CharOverride-1"> pulsionali. Inadeguati sviluppi, a seguito di meccanismi di difesa leggibili</hi><hi rend="CharOverride-1"> come fenomeni di errata elaborazione delle pulsioni, sono forieri di</hi><hi rend="CharOverride-1"> patologie. Pur entro una diversa concezione di inconscio che mette</hi><hi rend="CharOverride-1"> in secondo piano la nozione di pulsione, Wilfred Bion (1897-1979)</hi><hi rend="CharOverride-1"> bene evidenzierà questo processo elaborativo, declinandolo espressamente nella nozione di</hi><hi rend="CharOverride-1"> trasformazione (Bion 1965), là dove rileva un passaggio maturativo </hi><hi rend="CharOverride-1">dagli incomposti ‘elementi beta’ (definiti </hi><hi rend="italic CharOverride-1">emotions and sense impressions</hi><hi rend="CharOverride-1">) agli</hi><hi rend="CharOverride-1"> ‘elementi alfa’, cioè i primi contenuti rappresentativi mentali. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Ma</hi><hi rend="CharOverride-1"> è pur vero che, con l’affermarsi entro la tradizione</hi><hi rend="CharOverride-1"> psicoanalitica di modelli di mente alternativi a quello prevalente in</hi><hi rend="CharOverride-1"> Freud, l’uso specifico della nozione di lavoro decade: non</hi><hi rend="CharOverride-1"> solo Bion, ma in qualche misura Melanie Klein (1882-1960), poi</hi><hi rend="CharOverride-1"> Jaques Lacan (1901-1981), Donald Winnicott (1896-1971), Heinz Kohut (1913-1981) e</hi><hi rend="CharOverride-1"> tanti altri. E decade correlativamente alla messa in secondo piano,</hi><hi rend="CharOverride-1"> quando non all’abbandono, proprio della nozione di pulsione, in</hi><hi rend="CharOverride-1"> quanto erede di un discusso modello meccanico-energetico di mente, a</hi><hi rend="CharOverride-1"> favore di modelli imperniati di volta in volta sulle nozion</hi><hi rend="CharOverride-1">i di oggetto, di relazione, di significante, di Sé ecc.</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">In effetti, se il concetto di lavoro in Freud è</hi><hi rend="CharOverride-1"> usato in un significato piuttosto pregnante, è per il peso</hi><hi rend="CharOverride-1"> che il modello meccanico-energetico ha nel suo pensiero. Naturalmente non</hi><hi rend="CharOverride-1"> è il solo, data l’eterogenea modellistica rilevabile nell’</hi><hi rend="CharOverride-1">opera freudiana, ma non v’è dubbio che esso sia </hi><hi rend="CharOverride-1">dominante nella metapsicologia, la parte più teoretica della psicoanalisi, che </hi><hi rend="CharOverride-1">intende descrivere struttura e funzionamento dell’’apparato psichico’. Ebbene, </hi><hi rend="CharOverride-1">proprio in virtù di questa </hi><hi rend="italic CharOverride-1">arrière pensée </hi><hi rend="CharOverride-1">meccanico-energetica che viene </hi><hi rend="CharOverride-1">a Freud dall’originaria formazione fisiologica sulla linea della scuola </hi><hi rend="CharOverride-1">di Hermann Helmholtz (1821-1894), la pulsione è intesa al pari </hi><hi rend="CharOverride-1">di una forza, dotata di una energia atta a produrre </hi><hi rend="CharOverride-1">appunto un lavoro (espressione ben nota in fisica) e vettorialmente </hi><hi rend="CharOverride-1">direzionata a un ‘oggetto’, quello che soddisferà la pulsione. </hi><hi rend="CharOverride-1">Non solo: in analogia con la legge di conservazione dell’</hi><hi rend="CharOverride-1">energia in fisica (energia che resta costante in un sistema </hi><hi rend="CharOverride-1">chiuso, al di là delle sue trasformazioni), l’energia di </hi><hi rend="CharOverride-1">cui è dotata la pulsione non può scomparire o decadere. </hi><hi rend="CharOverride-1">In effetti, se il deflusso della pulsione viene limitato o </hi><hi rend="CharOverride-1">impedito a causa di ostacoli, quali le rimozioni e le </hi><hi rend="CharOverride-1">difese, la pulsione riappare sotto qualche altra forma – un’</hi><hi rend="CharOverride-1">altra immagine mentale, un diverso atto – connessa in qualche </hi><hi rend="CharOverride-1">modo alla forma originaria (come accade nei sogni, nei sintomi</hi><hi rend="CharOverride-1"> nevrotici, negli atti mancati ecc.). E questo riapparire sotto altra</hi><hi rend="CharOverride-1"> forma è appunto il lavoro della e sulla pulsione. </hi></p><p rend="h2" ><hi>4.</hi><hi> I luoghi tipici </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Quali sono, poi, i concreti luoghi</hi><hi rend="CharOverride-1"> clinici in cui fiorisce la nozione di lavoro? Noto è</hi><hi rend="CharOverride-1"> il lavoro del sogno (</hi><hi rend="italic CharOverride-1">Traumarbeit</hi><hi rend="CharOverride-1">), ma ancor più significativo</hi><hi rend="CharOverride-1"> è il lavoro del lutto (</hi><hi rend="italic CharOverride-1">Trauerarbeit</hi><hi rend="CharOverride-1">) (Freud 1915b). Il</hi><hi rend="CharOverride-1"> lutto – che non è un mero stato psichico, bensì</hi><hi rend="CharOverride-1"> comporta un processo che normalmente termina nel suo superamento, salvo</hi><hi rend="CharOverride-1"> quando degenera in forme patologiche, segnatamente la melanconia –</hi><hi rend="CharOverride-1"> consiste nel cammino di progressiva attenuazione del dolore conseguente alla</hi><hi rend="CharOverride-1"> perdita di un oggetto d’amore. Alla luce dell’osservazione</hi><hi rend="CharOverride-1"> clinica Freud mostra un itinerario affatto conflittuale: il soggetto deve</hi><hi rend="CharOverride-1"> anzitutto forzarsi di abbandonare il sovrainvestimento affettivo dell’oggetto perduto</hi><hi rend="CharOverride-1"> – sovrainvestito proprio perché perduto –, deve forzarsi dunque di</hi><hi rend="CharOverride-1"> superare il ripiegamento su di sé e sui ricordi, per</hi><hi rend="CharOverride-1"> indirizzare altrove l’’investimento libidico’ e tornare a interessarsi del</hi><hi rend="CharOverride-1"> mondo circostante. Inoltre, questo faticoso lavorio mentale implica spesso il</hi><hi rend="CharOverride-1"> passaggio per momenti decisamente conflittuali, qual è l’emergere di</hi><hi rend="CharOverride-1"> sensi di colpa a causa della nota ambivalenza emotiva, per</hi><hi rend="CharOverride-1"> la quale il soggetto ha provato anche inconfessabili sentimenti di</hi><hi rend="CharOverride-1"> ostilità verso il caro defunto quand’era in vita e</hi><hi rend="CharOverride-1"> che ora gli si ritorcono contro. Possono inoltre apparire sentimenti</hi><hi rend="CharOverride-1"> manifesti o latenti di rabbia verso l’oggetto perduto nella</hi><hi rend="CharOverride-1"> misura in cui ci si sente in certo modo abbandonati.</hi><hi rend="CharOverride-1"> Dunque, per riuscire a superare un lutto grave, occorre un</hi><hi rend="CharOverride-1"> penoso lavorio mentale, irto di non poche resistenze.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Per </hi><hi rend="CharOverride-1">quanto riguarda il sogno, il lavoro onirico è del tutto </hi><hi rend="CharOverride-1">automatico: non presenta la pena propria del lavoro del lutto, </hi><hi rend="CharOverride-1">dice comunque di un travaglio dello psichismo umano, per cui </hi><hi rend="CharOverride-1">il desiderio – anima profonda del sogno – spinge per </hi><hi rend="CharOverride-1">venire alla luce. I caratteri del lavoro onirico, che sono </hi><hi rend="CharOverride-1">poi le regole stesse della formazione del sogno, sono dettagliatamente </hi><hi rend="CharOverride-1">delineati (Freud 1899): nel loro insieme indicano come il pensiero </hi><hi rend="CharOverride-1">censurato, che esprime un desiderio inaccettabile, non può non comparire, seppur</hi><hi rend="CharOverride-1"> deformato e mascherato, nella scena manifesta </hi><hi rend="CharOverride-1">del sogno. Le immagini oniriche che il soggetto ricorda sarebbero </hi><hi rend="CharOverride-1">dunque il risultato di un complesso lavoro di deformazione o </hi><hi rend="CharOverride-1">più esattamente di distorsione (</hi><hi rend="italic CharOverride-1">Entstellung,</hi><hi rend="CharOverride-1"> alla lettera ‘dis-locazione’) del</hi><hi rend="CharOverride-1"> desiderio – essendo la nozione di desiderio (Freud 1899) prodromo,</hi><hi rend="CharOverride-1"> sotto il profilo dinamico, della successiva nozione di pulsione (Freud</hi><hi rend="CharOverride-1"> 1905; 1915a). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La scena manifesta, fatti salvi i pochi sogni</hi><hi rend="CharOverride-1"> in cui un desiderio appare con diretta evidenza, deriva sostanzialmente</hi><hi rend="CharOverride-1"> da quattro tipi di processi distorsivi: la trasformazione del pensiero</hi><hi rend="CharOverride-1"> astratto in una immagine concreta, per lo più visiva (si</hi><hi rend="CharOverride-1"> tratta del riguardo alla raffigurabilità, </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Rucksicht auf Darstellbarkeit</hi><hi rend="CharOverride-1">); la </hi><hi rend="CharOverride-1">condensazione (</hi><hi rend="italic CharOverride-1">Verdichtung</hi><hi rend="CharOverride-1">), per cui una sola immagine rappresenta un </hi><hi rend="CharOverride-1">insieme di immagini ovvero una catena associativa, sovradeterminandone così il </hi><hi rend="CharOverride-1">significato; lo spostamento</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> </hi><hi rend="CharOverride-1">(</hi><hi rend="italic CharOverride-1">Verschiebung</hi><hi rend="CharOverride-1">), per cui in luogo del </hi><hi rend="CharOverride-1">pensiero originario appare un’immagine che in qualche modo vi </hi><hi rend="CharOverride-1">si associa (per contiguità o per opposizione, la causa in </hi><hi rend="CharOverride-1">luogo dell’effetto, la parte per il tutto ecc.). È </hi><hi rend="CharOverride-1">così dato vedere una sorta di retorica dell’inconscio freudiano, </hi><hi rend="CharOverride-1">là dove si equipari la condensazione alla figura della metafora, </hi><hi rend="CharOverride-1">lo spostamento alla metonimia, come evidenziato per primo dal linguista </hi><hi rend="CharOverride-1">Roman Jakobson (1896-1982) ed enfatizzato poi da Lacan; mentre Freud, </hi><hi rend="CharOverride-1">dal canto suo, si tiene in un difficile equilibrio tra </hi><hi rend="CharOverride-1">approccio linguistico-retorico (interpretazione come decifrazione, di fatto, di metafore e </hi><hi rend="CharOverride-1">metonimie) e approccio energetistico (attestato quanto meno dalla nozione stessa </hi><hi rend="CharOverride-1">di desiderio, letto come «forza motrice», </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Triebkraft</hi><hi rend="CharOverride-1">, del sogno [Freud</hi><hi rend="CharOverride-1"> 1899, it. 511]). Il quarto e ultimo tipo di </hi><hi rend="CharOverride-1">lavoro onirico è l’elaborazione secondaria (</hi><hi rend="italic CharOverride-1">sekundäre Bearbeitung</hi><hi rend="CharOverride-1">): in</hi><hi rend="CharOverride-1"> sede di rimemorazione e di narrazione del sogno si tende</hi><hi rend="CharOverride-1"> spontaneamente a rendere coerenti e comprensibili passaggi che risultano oscuri</hi><hi rend="CharOverride-1"> nella trama della scena onirica. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="italic CharOverride-1">Last but not least</hi><hi rend="CharOverride-1">,</hi><hi rend="CharOverride-1"> il lavoro psichico ha importanza decisiva nel corso della terapia</hi><hi rend="CharOverride-1"> analitica. Più specificamente la </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Durcharbeitung</hi><hi rend="CharOverride-1"> – traducibile approssimativamente con ‘elaborazione</hi><hi rend="CharOverride-1"> terapeutica’, </hi><hi rend="italic CharOverride-1">working-through</hi><hi rend="CharOverride-1"> nell’inglese della </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Standard edition </hi><hi rend="CharOverride-1">dell’opera</hi><hi rend="CharOverride-1"> freudiana – è il faticoso lavoro che il paziente ha</hi><hi rend="CharOverride-1"> da compiere su di sé con l’ausilio del terapeuta,</hi><hi rend="CharOverride-1"> per superare le resistenze (Freud 1914). Resistenze che in senso</hi><hi rend="CharOverride-1"> tecnico, ricordo, sono tutte quelle difese – opposizioni coscienti </hi><hi rend="CharOverride-1">come le ‘razionalizzazioni’, inconsapevoli come la mortifera ‘coazione a </hi><hi rend="CharOverride-1">ripetere’ situazioni spiacevoli, e varie altre – che si oppongono </hi><hi rend="CharOverride-1">alla cura analitica e all’interiorizzazione delle interpretazioni fornite dall’</hi><hi rend="CharOverride-1">analista.</hi></p><p rend="h2" ><hi>5. Sul significato psico-sociale del lavoro</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Del lavoro inteso</hi><hi rend="CharOverride-1"> come attività economica Freud non si è occupato che marginalmente.</hi><hi rend="CharOverride-1"> Sotto il profilo psicologico lo vede in sostanza come espressione</hi><hi rend="CharOverride-1"> del ‘principio di realtà’: la dura </hi><hi rend="italic CharOverride-1">ananke</hi><hi rend="CharOverride-1">, cui </hi><hi rend="CharOverride-1">l’essere umano ha da piegarsi per poter vivere, comporta </hi><hi rend="CharOverride-1">una limitazione importante delle soddisfazioni pulsionali (Freud 1927). In effetti</hi><hi rend="CharOverride-1"> l’essere umano, seguendo le tendenze pulsionali, cerca </hi><hi rend="italic CharOverride-1">in primis</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> </hi><hi rend="CharOverride-1">piacere e felicità, e pertanto – facile dedurre – mira</hi><hi rend="CharOverride-1"> a liberarsi dal lavoro più che non a liberare il</hi><hi rend="CharOverride-1"> lavoro. Volendo considerare il lavoro alla luce della duplice, </hi><hi rend="CharOverride-1">classica valenza biblica – come sudore e condanna, o invece </hi><hi rend="CharOverride-1">come continuazione dell’opera creatrice di Dio – Freud, o </hi><hi rend="CharOverride-1">meglio l’inconscio freudiano, abbraccia dunque la prima valenza. E </hi><hi rend="CharOverride-1">volendo usare il linguaggio marxiano, l’alienazione del lavoro per </hi><hi rend="CharOverride-1">Freud proviene dalla natura umana prima che dalla società, o </hi><hi rend="CharOverride-1">più esattamente dallo scontro tra lo psichismo ‘profondo’ e le </hi><hi rend="CharOverride-1">esigenze sociali. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Invero le tesi socio-antropologiche freudiane si colorano di </hi><hi rend="CharOverride-1">una filosofia pessimistica e edonistica sull’essere umano, più </hi><hi rend="CharOverride-1">di quanto non derivino strettamente dalle rilevazioni cliniche sullo psichismo </hi><hi rend="CharOverride-1">inconscio (che è poi il contributo specifico della psicoanalisi alla </hi><hi rend="CharOverride-1">psicologia). Resta comunque fermo che è compito elettivo della clinica </hi><hi rend="CharOverride-1">analitica liberare il soggetto dal surplus di sofferenze nevrotiche imputabili </hi><hi rend="CharOverride-1">alla sua personalità: proprio a causa di esse l’essere </hi><hi rend="CharOverride-1">umano patisce particolarmente per il lavoro e le relazioni di </hi><hi rend="CharOverride-1">lavoro, più di quanto non dipenda dalla natura propria </hi><hi rend="CharOverride-1">del lavoro. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Tutto ciò non toglie che il lavoro, </hi><hi rend="CharOverride-1">per quanto fonte di sofferenza, costituisca un fattore tanto imprescindibile </hi><hi rend="CharOverride-1">quanto necessario dello sviluppo della civiltà umana (</hi><hi rend="italic CharOverride-1">Il disagio della</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> civiltà</hi><hi rend="CharOverride-1">, Freud 1929) e comunque serve al fine individuale</hi><hi rend="CharOverride-1"> di un pieno inserimento nella realtà sociale. Inoltre, mitigando il</hi><hi rend="CharOverride-1"> conflitto col ‘principio di piacere’, consente talune soddisfa</hi><hi rend="CharOverride-1">zioni seppur per vie traverse (1929, it. 572;</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> passim</hi><hi rend="CharOverride-1">). </hi><hi rend="CharOverride-1">Le attività lavorative possono infatti risultare piacevoli nella misura in </hi><hi rend="CharOverride-1">cui ‘sublimano’ taluni moti pulsionali: la sublimazione comporta un cambiamento</hi><hi rend="CharOverride-1"> in senso adattivo dell’originaria meta della pulsione, erotica o</hi><hi rend="CharOverride-1"> aggressiva che sia (come nel caso del chirurgo che sublimi</hi><hi rend="CharOverride-1"> nel suo lavoro pulsioni sadiche, o del fotografo pulsioni scopofile</hi><hi rend="CharOverride-1">, o dell’educatore pulsioni pedofile ecc.). La sublimazione pertanto </hi><hi rend="CharOverride-1">si rivela come un ulteriore tipo di lavoro psichico, </hi><hi rend="CharOverride-1">tale da consentire all’essere umano un certo adeguamento alle</hi><hi rend="CharOverride-1"> esigenze sociali nonché alla dura realtà esistenziale. Ma la capacità</hi><hi rend="CharOverride-1"> di sublimazione non è di tutti, né per tutti i</hi><hi rend="CharOverride-1"> tipi di lavoro</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP08885_int_online_chapter_126_777-783.html#footnote-000">1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Se Freud (1929, it. 571) non</hi><hi rend="CharOverride-1"> esclude dimensioni creative in lavori quale quello artistico e intellettuale</hi><hi rend="CharOverride-1">, tuttavia per trovarne più convincenti condizioni di possibilità </hi><hi rend="CharOverride-1">stando entro la tradizione psicoanalitica, occorre rivolgersi a modelli di</hi><hi rend="CharOverride-1"> mente diversi da quello meccanico-energetico. Si tratta di modelli</hi><hi rend="CharOverride-1"> che valorizzano le dimensioni ‘poietiche’, in senso lato </hi><hi rend="CharOverride-1">creative, proprie dei processi inconsci, nonché le funzioni di ‘simbolizzazione</hi><hi rend="CharOverride-1">’ che ne derivano, quali sono avanzate da autori come </hi><hi rend="CharOverride-1">i menzionati Klein, Winnicott, Bion e pure Franco Fornari (1921-1985)</hi><hi rend="CharOverride-1"> – dei quali nel contributo successivo.</hi></p><p rend="h2" ><hi>Riferimenti bibliografici</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Bion, Wilfred. 1965.</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Transformations. Change from Learning to Growth</hi><hi rend="CharOverride-1">. London: Heinemann (trad. it. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Trasformazioni. Il passaggio dall’apprendimento alla crescita</hi><hi rend="CharOverride-1" >.</hi><hi rend="CharOverride-1"> Roma: Armando,1983)</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Fornaro, Mauro. 1988. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Scuole di psicoanalisi</hi><hi rend="CharOverride-1">. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Ricerca storico-epistemologica sul pensiero di Hartmann, Klein e Lacan</hi><hi rend="CharOverride-1" >. Milano: Vita e Pensiero.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Freud, Sigmund. 1899 (</hi><hi rend="CharOverride-1">1942)</hi><hi rend="CharOverride-1" >. “Die Traumdeutung.” In </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Gesammelte Werke</hi><hi rend="CharOverride-1" >, voll.</hi><hi rend="CharOverride-1" > </hi><hi rend="CharOverride-1">II-III, London-Frankfurt a.M: Imago-Fischer (trad. it. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">L’interpretazione dei sogni</hi><hi rend="CharOverride-1">. In </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Opere di Sigmund Freud</hi><hi rend="CharOverride-1">, vol. III. Torino: </hi><hi rend="CharOverride-1">Boringhieri, 1966).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Freud, Sigmund. </hi><hi rend="CharOverride-1" >1905 (</hi><hi rend="CharOverride-1">1942</hi><hi rend="CharOverride-1" >). “Drei Abhandlungen zur Sexualtheorie.</hi><hi rend="CharOverride-1" >” In </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Gesammelte Werke</hi><hi rend="CharOverride-1" >, vol. V: 29-145. </hi><hi rend="CharOverride-1">London-Frankfurt a. M: Imago-Fischer (trad. it. “Tre saggi sulla </hi><hi rend="CharOverride-1">teoria sessuale”. In</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> Opere di Sigmund Freud</hi><hi rend="CharOverride-1">, vol. IV: 443-546. Torino: Boringhieri, 1970).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Freud, Sigmund. </hi><hi rend="CharOverride-1" >1914 (</hi><hi rend="CharOverride-1">1946</hi><hi rend="CharOverride-1" >)</hi><hi rend="CharOverride-1" >. “Erinnern, Wiederholen und Durcharbeiten.” In </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Gesammelte Werke</hi><hi rend="CharOverride-1" >, vol. 10:</hi><hi rend="CharOverride-1" > 126-35. </hi><hi rend="CharOverride-1">London-Frankfurt a. M: Imago-Fischer (trad. it. “Ricordare, ripetere</hi><hi rend="CharOverride-1"> e rielaborare”. In </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Opere di Sigmund Freud</hi><hi rend="CharOverride-1">, vol. VII: 353-61. Torino: Boringhieri, </hi><hi rend="CharOverride-1">1975).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Freud, Sigmund. </hi><hi rend="CharOverride-1" >1915a (</hi><hi rend="CharOverride-1">1946).</hi><hi rend="CharOverride-1" > “Triebe und Triebschicksale.” In</hi><hi rend="CharOverride-1" > </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Gesammelte Werke</hi><hi rend="CharOverride-1" >, vol. X: 210-33. </hi><hi rend="CharOverride-1">London-Frankfurt a. M: Imago-Fischer (trad. </hi><hi rend="CharOverride-1">it. “Pulsioni e loro destini”. In </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Opere di Sigmund Freud</hi><hi rend="CharOverride-1">, vol. VIII: 13-35.</hi><hi rend="CharOverride-1"> Torino: Boringhieri, 1976).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Freud, Sigmund. </hi><hi rend="CharOverride-1" >1915b (</hi><hi rend="CharOverride-1">1946)</hi><hi rend="CharOverride-1" >. “Trauer und</hi><hi rend="CharOverride-1" > Melancholie.” In </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Gesammelte Werke</hi><hi rend="CharOverride-1" >, vol. X: 428-46. </hi><hi rend="CharOverride-1">London-Frankfurt a.</hi><hi rend="CharOverride-1"> M: Imago-Fischer (trad. it. “Lutto e melanconia.” In</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Opere di Sigmund Freud</hi><hi rend="CharOverride-1">, vol. VIII: 102-22. </hi><hi rend="CharOverride-1" >Torino: Boringhieri, 1976).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Freud, Sigmund.</hi><hi rend="CharOverride-1" > 1927 (</hi><hi rend="CharOverride-1">1948</hi><hi rend="CharOverride-1" >). “Die Zukunft einer Illusion.” In </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Gesammelte Werke</hi><hi rend="CharOverride-1" >,</hi><hi rend="CharOverride-1" > vol. XIV: 325-80. </hi><hi rend="CharOverride-1">London-Frankfurt a. M: Imago-Fischer (trad. it. “L’avvenire di un</hi><hi rend="CharOverride-1">’illusione.” In </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Opere di Sigmund Freud</hi><hi rend="CharOverride-1">, vol. X: 430-85. </hi><hi rend="CharOverride-1" >Torino: Boringhieri, 1978)</hi><hi rend="CharOverride-1" >.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Freud, Sigmund. 1929 (</hi><hi rend="CharOverride-1">1948</hi><hi rend="CharOverride-1" >). “Das Unbehagen in der Kultur</hi><hi rend="CharOverride-1" >.” In </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Gesammelte Werke</hi><hi rend="CharOverride-1" >, vol. XIV: 421-506. </hi><hi rend="CharOverride-1">London-Frankfurt a. M: Imago-Fischer (trad. it. “Il </hi><hi rend="CharOverride-1">disagio della civiltà.” In</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> Opere di Sigmund Freud</hi><hi rend="CharOverride-1">, vol. X: 557-630. Torino: Boringhieri, </hi><hi rend="CharOverride-1">1978).</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi></p><p rend="bib_indx_bib_tit" ><hi>Altri riferimenti bibliografici</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Eagle, Morris N. 2017.</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> Core Concepts in Classical Psychoanalysis: Clinical, Research Evidence and Conceptual Critiques. </hi><hi rend="CharOverride-1">New York: Routledge.</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Ellenberger, Henry F. 1970.</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> The Discovery of the Unconscious</hi><hi rend="CharOverride-1">. New York: Basic Books (t</hi><hi rend="CharOverride-1">rad. it. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">La scoperta dell’inconscio. </hi><hi rend="CharOverride-1">Torino: Boringhieri, 1972). </hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Jones, Ernest. 1953-57 (</hi><hi rend="CharOverride-1">1953). </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Sigmund Freud: Life and Work</hi><hi rend="CharOverride-1">. Vol. I:</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> The Young Freud 1856-1900</hi><hi rend="CharOverride-1">. London: Hogarth Press (trad it. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Vita e opere di Freud</hi><hi rend="CharOverride-1">. Vol. I: </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Gli anni della formazione e le grandi scoperte 1856-1900. </hi><hi rend="CharOverride-1">Milano: Il Saggiatore, 1962).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Laplanche, Jean, e Jean-Bertrand Pontalis. 1967. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Vocabulaire de la psychanalyse</hi><hi rend="CharOverride-1">. Paris: PUF (trad. it.</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> Enciclopedia della psicoanalisi</hi><hi rend="CharOverride-1">. Bari: Laterza, 1974).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Marcuse, Herbert. 1955 (</hi><hi rend="CharOverride-1">1966</hi><hi rend="superscript CharOverride-2">2</hi><hi rend="CharOverride-1">). </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Eros and Civilization: A Philosophical Inquiry into Freud</hi><hi rend="CharOverride-1">. Boston: Beacon Press (trad. it. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Eros e civiltà. Contributo a Freud</hi><hi rend="CharOverride-1">. Torino: Einaudi, 1964).</hi></p><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08885_int_online_chapter_126_777-783.html#footnote-000-backlink">1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Vale la pena riportare</hi><hi rend="CharOverride-1"> la lunga nota che appare a piè pagina nel </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Disagio della civiltà</hi><hi rend="CharOverride-1"> (1929, it. 572) dove sono </hi><hi rend="CharOverride-1">sintetizzati sia il significato psico-sociale del</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> </hi><hi rend="CharOverride-1">lavoro, sia i </hi><hi rend="CharOverride-1">limiti: «Nessun’altra tecnica di condotta della vita lega il </hi><hi rend="CharOverride-1">singolo così strettamente alla realtà come il concentrarsi sul lavoro, </hi><hi rend="CharOverride-1">perché comunque questo lo inserisce sicuramente almeno in una parte </hi><hi rend="CharOverride-1">della realtà, nella comunità umana. La possibilità di spostare una </hi><hi rend="CharOverride-1">forte quantità di componenti libidiche, narcisistiche, aggressive e perfino erotiche </hi><hi rend="CharOverride-1">sul lavoro professionale e sulle relazioni umane che ne conseguono, </hi><hi rend="CharOverride-1">conferisce al lavoro un valore per nulla inferiore alla sua </hi><hi rend="CharOverride-1">indispensabilità per il mantenimento e la giustificazione dell’esistenza nella </hi><hi rend="CharOverride-1">società. L’attività professionale procura una soddisfazione particolare se è </hi><hi rend="CharOverride-1">un’attività liberamente scelta, cioè tale da rendere utilizzabili per </hi><hi rend="CharOverride-1">mezzo della sublimazione, inclinazioni preesistenti, moti pulsionali non intermittenti o </hi><hi rend="CharOverride-1">invigoriti costituzionalmente. Eppure il lavoro come cammino verso la felicità </hi><hi rend="CharOverride-1">è stimato poco dagli uomini […]. La grande maggioranza degli </hi><hi rend="CharOverride-1">uomini lavora solo se spinta dalla necessità, e da questa </hi><hi rend="CharOverride-1">naturale avversione degli uomini al lavoro scaturiscono i più difficili problemi sociali».</hi></p></item>
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      <div>
        <listBibl>
          <head>References</head>
          <bibl n="144579">Bion, Wilfred. 1965. Transformations. Change from Learning to Growth. London: Heinemann (trad. it. Trasformazioni. Il passaggio dall’apprendimento alla crescita. Roma: Armando,1983).</bibl>
          <bibl n="145236">Fornaro, Mauro. 1988. Scuole di psicoanalisi. Ricerca storico-epistemologica sul pensiero di Hartmann, Klein e Lacan. Milano: Vita e Pensiero.</bibl>
          <bibl n="144253">Freud, Sigmund. 1899 (1942). “Die Traumdeutung.” In Gesammelte Werke, voll. II-III, London-Frankfurt a.M: Imago-Fischer (trad. it. L’interpretazione dei sogni. In Opere di Sigmund Freud, vol. III. Torino: Boringhieri, 1966).</bibl>
          <bibl n="144096">Freud, Sigmund. 1905 (1942). “Drei Abhandlungen zur Sexualtheorie.” In Gesammelte Werke, vol. V: 29-145. London-Frankfurt a. M: Imago-Fischer (trad. it. “Tre saggi sulla teoria sessuale”. In Opere di Sigmund Freud, vol. IV: 443-546. Torino: Boringhieri, 1970).</bibl>
          <bibl n="144078">Freud, Sigmund. 1914 (1946). “Erinnern, Wiederholen und Durcharbeiten.” In Gesammelte Werke, vol. 10: 126-35. London-Frankfurt a. M: Imago-Fischer (trad. it. “Ricordare, ripetere e rielaborare”. In Opere di Sigmund Freud, vol. VII: 353-61. Torino: Boringhieri, 1975).</bibl>
          <bibl n="144160">Freud, Sigmund. 1915a (1946). “Triebe und Triebschicksale.” In Gesammelte Werke, vol. X: 210-33. London-Frankfurt a. M: Imago-Fischer (trad. it. “Pulsioni e loro destini”. In Opere di Sigmund Freud, vol. VIII: 13-35. Torino: Boringhieri, 1976).</bibl>
          <bibl n="144196">Freud, Sigmund. 1915b (1946). “Trauer und Melancholie.” In Gesammelte Werke, vol. X: 428-46. London-Frankfurt a. M: Imago-Fischer (trad. it. “Lutto e melanconia.” In Opere di Sigmund Freud, vol. VIII: 102-22. Torino: Boringhieri, 1976).</bibl>
          <bibl n="144149">Freud, Sigmund. 1927 (1948). “Die Zukunft einer Illusion.” In Gesammelte Werke, vol. XIV: 325-80. London-Frankfurt a. M: Imago-Fischer (trad. it. “L’avvenire di un’illusione.” In Opere di Sigmund Freud, vol. X: 430-85. Torino: Boringhieri, 1978).</bibl>
          <bibl n="144141">Freud, Sigmund. 1929 (1948). “Das Unbehagen in der Kultur.” In Gesammelte Werke, vol. XIV: 421-506. London-Frankfurt a. M: Imago-Fischer (trad. it. “Il disagio della civilt&amp;#224;.” In Opere di Sigmund Freud, vol. X: 557-630. Torino: Boringhieri, 1978).</bibl>
          <bibl n="145271">Eagle, Morris N. 2017. Core Concepts in Classical Psychoanalysis: Clinical, Research Evidence and Conceptual Critiques. New York: Routledge.</bibl>
          <bibl n="145075">Ellenberger, Henry F. 1970. The Discovery of the Unconscious. New York: Basic Books (trad. it. La scoperta dell’inconscio. Torino: Boringhieri, 1972).</bibl>
          <bibl n="144150">Jones, Ernest. 1953-57 (1953). Sigmund Freud: Life and Work. Vol. I: The Young Freud 1856-1900. London: Hogarth Press (trad it. Vita e opere di Freud. Vol. I: Gli anni della formazione e le grandi scoperte 1856-1900. Milano: Il Saggiatore, 1962).</bibl>
          <bibl n="144928">Laplanche, Jean, e Jean-Bertrand Pontalis. 1967. Vocabulaire de la psychanalyse. Paris: PUF (trad. it. Enciclopedia della psicoanalisi. Bari: Laterza, 1974).</bibl>
          <bibl n="144580">Marcuse, Herbert. 1955 (19662). Eros and Civilization: A Philosophical Inquiry into Freud. Boston: Beacon Press (trad. it. Eros e civilt&amp;#224;. Contributo a Freud. Torino: Einaudi, 1964).</bibl>
        </listBibl>
      </div>
    </body>
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</TEI>