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      <titleStmt>
        <title type="main" level="a">Martha Nussbaum</title>
        <author>
          <persName n="1" ref="https://orcid.org/0000-0002-7715-2526" type="ORCID">
            <forename>Piergiorgio</forename>
            <surname>Donatelli</surname>
            <placeName type="affiliation">Sapienza University of Rome, Italy</placeName>
          </persName>
        </author>
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          <resp>This is a section of <title>Idee di lavoro e di ozio per la nostra civiltà</title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/979-12-215-0319-7</idno>) by </resp>
          <name>Giovanni Mari, Francesco Ammannati, Brogi Stefano, Tiziana Faitini, Arianna Fermani, Francesco Seghezzi, Annalisa Tonarelli</name>
        </respStmt>
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      <publicationStmt>
        <publisher>Firenze University Press</publisher>
        <pubPlace>Florence</pubPlace>
        <date when="2024">2024</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/979-12-215-0319-7.123</idno>
        <availability>
          <p>Available for academic research purposes</p>
          <p>Open Access</p>
          <p>Copyright Author(s)</p>
          <licence source="text" target="https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/legalcode">
            <p>Content licence CC BY 4.0</p>
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            <p>Metadata licence CC0 1.0</p>
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        </availability>
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        <p>This is original content, published for academic research purposes</p>
      </sourceDesc>
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    <encodingDesc>
      <appInfo>
        <application version="2.2" ident="Booksflow">
          <desc>Digital edition XML powered by Booksflow</desc>
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    <profileDesc>
      <abstract xml:lang="en">
        <p>The entry offers a brief examination of Martha Nussbaum’s conception of work. Work is included in the list of human capabilities which describe her view of human development. It is important both in itself and in its connection to other capabilities such as practical reason and affiliation. In her perspective, what is valued is the freedom to exercise one’s personality in the sphere of work, it is not the functioning of work which is however the sort of value that has been treasured in many ethical and social traditions, from Christianity to socialism.</p>
      </abstract>
      <textClass>
        <keywords>
          <list>
            <item>Martha Nussbaum</item>
            <item>Work</item>
            <item>Human Capabilities</item>
            <item>Freedom</item>
          </list>
        </keywords>
      </textClass>
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      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/979-12-215-0319-7.123<ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0319-7.123" /></p>
      
<p rend="h1_chapter">Martha Nussbaum</p><p rend="h1_author ParaOverride-1" ><hi rend="CharOverride-2">Piergiorgio Donatelli</hi></p><p rend="h2" ><hi>1. Cenni biografici: la biografia intellettuale </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-2">Martha Nussbaum ha costruito un percorso intellettuale importante che ha toccato molti temi e coinvolto diverse linee filosofiche. Partendo dagli studi antichistici dedicati ad Aristotele, alla tragedia e alla filosofia ellenistica a cui ha dedicato importanti volumi, è arrivata a trattare i grandi temi sociali, etici, legali e politici del nostro tempo. La giustizia è </hi><hi rend="CharOverride-2">la questione cruciale, ereditata dalla trattazione di John Rawls </hi><hi rend="CharOverride-2">(</hi><hi rend="italic CharOverride-2">Frontiers of Justice: Disability, Nationality, Species Membership</hi><hi rend="CharOverride-2">, 2006) e</hi><hi rend="CharOverride-2"> che ha rivisto in alcuni aspetti significativi, trattando temi </hi><hi rend="CharOverride-2">come lo sviluppo umano e la giustizia internazionale (</hi><hi rend="italic CharOverride-2">Women and</hi><hi rend="italic CharOverride-2"> Human Development</hi><hi rend="CharOverride-2">, 2000; </hi><hi rend="italic CharOverride-2">The Cosmopolitan Tradition: A Noble but</hi><hi rend="italic CharOverride-2"> Flawed Ideal</hi><hi rend="CharOverride-2">, 2019), la religione (</hi><hi rend="italic CharOverride-2">Liberty of Conscience: </hi><hi rend="italic CharOverride-2">In Defense of America’s Tradition of Religious Equality</hi><hi rend="CharOverride-2">, 2008;</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="italic CharOverride-2">The New Religious Intolerance: Overcoming the Politics of Fear in</hi><hi rend="italic CharOverride-2"> an Anxious Age</hi><hi rend="CharOverride-2">, 2012), la questione femminile (</hi><hi rend="italic CharOverride-2">Sex </hi><hi rend="italic CharOverride-2">and Social Justice</hi><hi rend="CharOverride-2">, 1998), l’orientamento sessuale (</hi><hi rend="italic CharOverride-2">Hiding From</hi><hi rend="italic CharOverride-2"> Humanity: Disgust, Shame, and the Law</hi><hi rend="CharOverride-2">, 2004; </hi><hi rend="italic CharOverride-2">From Disgust</hi><hi rend="italic CharOverride-2"> to Humanity: Sexual Orientation and Constitutional Law</hi><hi rend="CharOverride-2">, 2010), </hi><hi rend="CharOverride-2">i diritti animali (</hi><hi rend="italic CharOverride-2">Justice for Animals: Our Collective Responsibility</hi><hi rend="CharOverride-2">,</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-2">2023), l’educazione e il valore delle discipline umanistiche (</hi><hi rend="italic CharOverride-2">Cultivating Humanity: A Classical Defense of Reform in Liberal Education</hi><hi rend="CharOverride-2">,</hi><hi rend="CharOverride-2"> 1997; </hi><hi rend="italic CharOverride-2">Not For Profit: Why Democracy Needs the Humanities</hi><hi rend="CharOverride-2">,</hi><hi rend="CharOverride-2"> 2010), il patriottismo (</hi><hi rend="italic CharOverride-2">For Love of Country</hi><hi rend="CharOverride-2">, 1996). </hi><hi rend="CharOverride-2">Ha costruito il proprio metodo dentro la tradizione normativa analitica. Da John Rawls ha tratto il quadro contrattualista che ha rivisto sviluppando una propria versione della teoria delle capacità (</hi><hi rend="italic CharOverride-2">capability</hi><hi rend="CharOverride-2">), dapprima in collaborazione con Amartya Sen e in seguito in modo autonomo prendendone in parte le distanze (</hi><hi rend="italic CharOverride-2">Creating Capabilities: The Human Development Approach</hi><hi rend="CharOverride-2">, 2011). Un tratto caratteristico del suo lavoro è l’elaborazione della teoria normativa assieme a una più corposa teoria del pensiero etico che ha rivolto alle questioni di metodo, all’immaginazione letteraria e artistica e alla teoria delle emozioni. Sulle questioni di metodo, ha sviluppato una concezione del ragionamento morale che situa dentro l’educazione immaginativa ed emozionale. I suoi primi volumi sono dedicati al contributo della letteratura al giudizio etico (</hi><hi rend="italic CharOverride-2">Love’</hi><hi rend="italic CharOverride-2">s Knowledge</hi><hi rend="CharOverride-2">, 1990; </hi><hi rend="italic CharOverride-2">Poetic Justice</hi><hi rend="CharOverride-2">, 1996), che prosegue con l’esame della musica e dell’opera. Ha riservato grande spazio alla teoria delle emozioni, esaminando il modo in cui le emozioni sono cruciali per il pensiero morale e la vita pubblica (</hi><hi rend="italic CharOverride-2">Political Emotions: Why Love Matters for </hi><hi rend="italic CharOverride-2">Justice</hi><hi rend="CharOverride-2">, 2013; </hi><hi rend="italic CharOverride-2">Anger and Forgiveness: Resentment, Generosity, Justice</hi><hi rend="CharOverride-2">, 2016; </hi><hi rend="italic CharOverride-2">The Monarchy of Fear</hi><hi rend="CharOverride-2">, 2018) e offrendo un’analisi cognitivista delle emozioni (</hi><hi rend="italic CharOverride-2">Upheavals of Thought: The Intelligence</hi><hi rend="italic CharOverride-2"> of Emotions</hi><hi rend="CharOverride-2">, 2001).</hi></p><p rend="h2" ><hi>2. Sen e le capacità</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-2">Mi propongo di offrire alcuni ragguagli in merito alla concezione normativa elaborata da Nussbaum entro cui situare la riflessione sul lavoro. Possiamo cominciare brevemente con il quadro presentato da Amartya Sen. Nella teoria che comincia a elaborare negli anni Settanta, Sen ha diversi obiettivi polemici (Sen 1992). È in disaccordo con il proceduralismo di Robert Nozick (l’assetto giusto è quello a cui si perviene applicando le procedure stabilite in modo corretto); con l’utilitarismo della teoria economica (l’assetto giusto è quello che promuove la maggiore utilità degli individui coinvolti in termini di stati mentali positivi o di preferenze soddisfatte); e anche con la teoria dei beni primari di Rawls (l’assetto giusto è quello che distribuisce equamente i beni primari, tra cui figurano in primo luogo reddito e ricchezza). Contro il proceduralismo sostiene che bisogna valutare gli stati finali; contro l’utilitarismo sostiene che tali stati finali non possono essere valutati nei termini delle preferenze, perché queste non sono buoni indicatori del benessere effettivo. Rawls parte da queste insoddisfazioni per sviluppare la sua teoria della giustizia, tuttavia Sen sostiene che neppure la lista dei beni primari offre un indicatore adeguato. Tra i beni primari Rawls elenca i diritti, le libertà, le opportunità, il reddito e la ricchezza, le basi sociali del rispetto di sé. Sen sostiene che ad avere valore è la capacità di funzionare come individui umani, che cambia a seconda delle condizioni fisiche, personali, sociali e ambientali. La conversione di beni come il reddito e la ricchezza in funzionamenti è pertanto variabile. La capacità di esercitare il funzionamento della mobilità dipende, ad esempio, dall’età e dalle condizioni fisiche: una persona su una sedia a rotelle avrà bisogno di più reddito e di un’adeguata organizzazione sociale per esercitare il funzionamento della mobilità a un livello simile a quello di qualcuno che possa disporre liberamente delle proprie gambe. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-2">I funzionamenti riguardano le attività che danno valore alla vita, dall’essere ben nutriti e vivere in salute sino al poter formulare e realizzare propri scopi e partecipare alla vita della comunità. Sen non ha mai voluto però stendere una lista dei funzionamenti, né ha considerato l’approccio delle capacità come una teoria propriamente normativa bensì come una teoria informativa in merito ai vantaggi individuali: essa intende offrire un focus informativo e non dei criteri di azione politica (Sen 2010).</hi></p><p rend="h2" ><hi>3. La</hi><hi> concezione normativa di Nussbaum </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-2">Nussbaum riprende questo quadro e colloca l’idea dei funzionamenti dentro una concezione aristotelica della natura umana. L’idea è quella di individuare le aree dell’esperienza che sono importanti e cruciali per riuscire a pensarci come individui umani, aree dell’essere e del fare come si esprime Sen. Si tratta della concezione aristotelica che esamina le caratteristiche che ci rendono propriamente umani (Nussbaum 1993). L’argomento di Aristotele è finalistico: siamo umani in quanto abbiamo degli scopi da realizzare e la lista degli scopi individua le caratteristiche che ci rendono propriamente umani. La tesi di Aristotele è che siamo umani solo se siamo in grado di svilupparci in queste aree e siamo virtuosi se ci realizziamo in modo eccellente in esse. Più avanti nel suo percorso Nussbaum introduce Kant: afferma che la sua lista indica aree che definiscono la dignità umana, un’idea intuitiva ma non autoevidente che aiuta a stilare la lista e a riflettere su di essa. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-2">Il punto chiave per Nussbaum è la distinzione tra capacità e funzionamento. Le aree individuano funzionamenti come la nutrizione, la sessualità, l’uso dell’immaginazione e della ragione pratica, il controllo dell’ambiente sociale e politico e così via. Aristotele aveva sostenuto che siamo individui propriamente umani solo se esercitiamo questi funzionamenti in un certo modo, vale a dire nel modo che tiene presente lo scopo a cui sono diretti per come è fatta la natura umana (l’uso propriamente umano dell’intelligenza, delle emozioni, della nutrizione e così via). Nussbaum sostiene invece che ciò che ha valore non è la lista dei funzionamenti ma la libertà di esercitarli. La capacità è l’essere in grado e l’avere l’opportunità (libertà) di esercitare un certo funzionamento, intesa come condizione interna ed esterna. Ad esempio, siamo umani se siamo liberi di nutrirci e siamo in grado di farlo, e potremmo anche decidere di lasciarci morire di fame, ad esempio per uno sciopero della fame politico, e ciò va annoverato come un esercizio libero del funzionamento della nutrizione. Analogamente con la sessualità: ciò che ha valore è la capacità di esercitare la sessualità secondo il proprio intendimento e non un determinato esercizio del funzionamento, che è invece ciò che è stato propugnato dalla tradizione della legge naturale medievale. In questo modo Nussbaum mette insieme il quadro Aristotelico (parte dalla lista dei funzionamenti) e quello liberale: difende le libertà (opportunità a fare) e non i funzionamenti. Pertanto, le istituzioni politiche non devono imporre un certo esercizio dei funzionamenti ma devono mettere in grado di esercitarli in modo libero, occupandosi dei mezzi che consentono alle persone di esercitarli secondo i propri scopi.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-2">Inoltre, anche la giustificazione della teoria normativa allontana l’approccio delle capacità dal quadro illiberale della legge di natura. Aristotele e Tommaso sostengono che la lista dei funzionamenti corrisponde alla descrizione metafisica della natura umana. Ciò non è vero per Nussbaum in quanto la riflessione che ci porta a stilare tale lista non è fondata su una descrizione metafisica (teleologica) bensì è valutativa sin dall’inizio e corrisponde alla riflessione pubblica aperta caratteristica delle società democratiche. Tale riflessione distingue tra ciò che le istituzioni politiche possono imporre e ciò che è lasciato alla discrezione individuale: in questo senso la giustificazione della teoria è data dal consenso per intersezione delle dottrine politiche e non etiche né metafisiche, che è la tesi del liberalismo politico avanzata da Rawls che Nussbaum eredita e ribadisce.</hi></p><p rend="h2" ><hi>4. La lista delle capacità</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-2">Nella prospettiva di Nussbaum è fondamentale stilare una lista completa, ancorché rivedibile, delle capacità, poiché esse articolano le nostre intuizioni su ciò che rende dignitosa la vita umana e indicano la lista dei diritti che una società decente deve proteggere. Una società decente deve garantire e tutelare tutte queste capacità che, sebbene siano collegate tra di loro, si presentano comunque come eterogenee e irriducibili a un metro di misurazione unitario e a un unico criterio normativo. Il rispetto della dignità umana richiede che i cittadini possano esercitare ciascuna capacità a un alto livello; la giustizia richiede che sia garantito loro di esercitarle perlomeno sopra una certa soglia. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-2">Le dieci capacità a cui Nussbaum è giunta nelle formulazioni più recenti sono le seguenti (Nussbaum 2012, 1) Vita: vivere una vita di una durata normale senza morire prematuramente; 2) salute: vivere in salute, compresa la salute riproduttiva, ben nutriti e con un domicilio adeguato; 3) integrità fisica: potersi spostare liberamente da un luogo all’altro, essere sicuri della propria integrità fisica contro la violenza, inclusa quella sessuale e domestica; essere liberi nella ricerca del proprio appagamento sessuale e nelle questioni riproduttive; 4) sensi, immaginazione e pensiero: essere in grado di usare i propri sensi, l’immaginazione, il pensiero, la ragione, ed essere in grado di usare queste facoltà nel modo che è tipicamente umano, con la capacità di coltivarsi e di accedere all’educazione minima, in campo scientifico; essere in grado di esprimere i propri talenti creativi (letterari, religiosi, musicali ecc.); essere in grado di esprimere liberamente la propria parola; essere in grado di avere esperienze piacevoli e di evitare il dolore; 5) sentimenti: avere legami e passioni verso oggetti e persone al di fuori di sé; poter amare ed esprimere l’intero arco delle emozioni che riguardano le persone amate; 6) ragion pratica: avere capacità di ragionamento pratico per quanto concerne il bene e ciò che conta nella propria vita; 7) appartenenza: essere in grado di vivere in relazione con gli altri, capaci di un senso di giustizia e di amicizia verso gli altri; avere le basi sociali del rispetto di sé ed essere trattati come creature degne il cui valore è uguale a quello degli altri; 8) altre specie: vivere in contatto e relazione con le altre specie, gli animali, le piante e il mondo della natura; 9) gioco: riuscire a giocare, ridere e trovare appagamento nelle attività ricreative; 10) controllo dell’ambiente: avere il controllo sull’ambiente circostante: sia politico, attraverso la partecipazione nelle scelte politiche che governano la propria vita, sia materiale, attraverso il possesso (della terra e dei beni mobili) e attraverso il lavoro, con il diritto a cercare un impiego su una base di equità con le altre persone; lavorare come un essere umano, esercitando le capacità deliberative e instaurando relazioni significative di mutuo riconoscimento con gli altri lavoratori.</hi></p><p rend="h2 ParaOverride-2" ><hi>5. Il lavoro</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-2">Il lavoro fa parte della lista delle capacità. Pertanto esso è trattato come un funzionamento che dobbiamo essere messi in grado di esercitare liberamente, in collaborazione con gli altri funzionamenti. Osserviamo che le capacità si esercitano a grappolo o idealmente tutte insieme, e tuttavia due capacità sono dominanti: l’appartenenza e la ragione pratica. Come scrive Nussbaum:</hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-2">Due tra le capacità emergono per la loro speciale importanza, la </hi><hi rend="italic CharOverride-2">ragione pratica</hi><hi rend="CharOverride-2"> e l’</hi><hi rend="italic CharOverride-2">appartenenza</hi><hi rend="CharOverride-2">, poiché entrambe organizzano e pervadono tutte le altre, rendendo veramente umana la loro ricerca. Usare i propri sensi in un modo non indotto dall’uso tipicamente umano del pensiero e della pianificazione significa usarli in un modo umanamente incompleto. Progettare la propria vita senza poter usare forme complesse di discorso, di attenzione e di reciprocità con altri esseri umani significa, ancora una volta, comportarsi in modo umanamente incompleto. Per fare solo un esempio il lavoro, per essere un modo veramente umano di funzionare, deve implicare la disponibilità sia della ragion pratica sia dell’appartenenza; deve comprendere l’essere in grado di comportarsi come un essere pensante e non come l’ingranaggio di una macchina; deve poter essere compiuto con gli altri e per gli altri in modo tale che implichi reciproco riconoscimento di umanità (Nussbaum 2001, 101).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-2">Il lavoro non è solo un mezzo per ricavare reddito e ricchezza da impiegare per l’esercizio degli altri funzionamenti. Esso coinvolge la libertà e a sua volta la libertà comporta l’uso degli altri funzionamenti, la ragione pratica e l’appartenenza innanzitutto. In questo senso, le discriminazioni che in molte nazioni sfavoriscono o vietano del tutto l’ampio spettro delle occupazioni lavorative alle donne, e le costringono al lavoro domestico, le privano non solo dell’occasione di assicurarsi i mezzi di sostentamento che le rende autonome rispetto ai maschi e ai mariti ma sottraggono loro ampie opportunità di sviluppo personale. D’altro canto, il lavoro domestico assieme al più ampio ambito del lavoro di cura ha bisogno di essere rimesso al centro come un’attività importante e desiderabile: </hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-2">sarebbe opportuno che l’istruzione pubblica enfatizzasse l’importanza del lavoro di cura e assistenza come parte integrante della vita degli uomini e delle donne, tentando di superare il riluttante sentimento che prova l’uomo nello svolgerlo. Questa riluttanza non è ovviamente innata ma è trasmessa dall’idea sociale di virilità e di successo che può essere interpretata diversamente: se adottiamo l’approccio delle capacità, la concezione politica della persona che tale approccio sostiene, in cui il bisogno di cura diviene un aspetto saliente, può e dovrebbe essere insegnata ai bambini di tutte le età (Nussbaum 2007, 233).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-2">Il lavoro è però una capacità, vale a dire la libertà che concerne se e come esercitare il funzionamento corrispondente. Pertanto, politicamente, non possiamo imporre un modello di esercizio del funzionamento né il valore di esercitarlo in quanto tale. Questa è una tesi che si contrappone quindi all’etica che assegna valore direttamente al funzionamento del lavoro, di cui conosciamo la lunga genealogia, dall’etica cristiana all’etica delle società commerciali descritta da Adam Smith, sino all’etica del pensiero socialista che trova espressione nella Costituzione della Repubblica italiana a partire dal primo articolo. Nussbaum attribuisce certamente un grande ruolo al lavoro e in un recente saggio a quattro mani sull’invecchiare difende la legge statunitense che consente ai professori universitari di lavorare fino a quando lo desiderino, senza essere obbligati ad andare in pensione a una certa età come succede ai loro colleghi europei (Nussbaum and Levmore 2019, 77-88). Tuttavia, nella sua prospettiva il valore è assegnato all’opportunità di costruire la propria personalità attraverso lavoro. Il lavoro non ha un valore come funzionamento bensì in quanto rientra nell’esercizio della propria libertà che riguarda questa attività cruciale e le altre libertà che il lavoro ci consente di esercitare in relazione al proprio ambiente sociale e naturale, alla conoscenza e all’immaginazione, alle relazioni e all’appartenenza a una comunità. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-2">Inoltre, ricordiamo che nella lista stilata da Nussbaum una specifica capacità è dedicata al gioco, descritto come l’appagamento che dobbiamo essere in grado trarre dalle attività ricreative. Di nuovo, da parte della comunità politica si tratta di creare le opportunità di passare il tempo in attività ricreative qualora così scelga e non di promuovere le attività ricreative in se stesse: tuttavia si tratta certamente di una capacità che crea tensioni importanti con la concezione che vede nel lavoro l’attività fondamentale che consente la fioritura dell’essere umano.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-2">In conclusione, il lavoro figura nella prospettiva di Nussbaum come una capacità fondamentale, vale a dire come una specifica libertà che le istituzioni politiche sono tenute a garantire e a promuovere sopra una certa soglia. Il lavoro perciò non è difeso come funzionamento, nel lessico di Nussbaum, vale a dire come un’attività dotata di valore intrinseco, bensì come la libertà che concerne l’opportunità di esercitare l’attività lavorativa, nel modo scelto e se esercitarla affatto. Tale capacità convive, inoltre, con la libertà di trarre appagamento dalle attività ricreative. La libertà di lavorare è concepita peraltro come una libertà che chiama in causa le altre libertà fondamentali, quali la capacità di fare progetti nella vita, di legarsi agli altri e di partecipare alla vita sociale. In questo senso, la libertà coinvolta nel lavoro non è solo un mezzo per acquisire reddito e ricchezza ma è una forma di realizzazione delle proprie disposizioni e scopi nella vita. </hi></p><p rend="h2" ><hi>Riferimenti bibliografici</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-2">Nussbaum, Martha. 1993. “Non-Relative Virtues: An Aristotelian Approach.” In </hi><hi rend="italic CharOverride-2">The </hi><hi rend="italic CharOverride-2">Quality of Life</hi><hi rend="CharOverride-2">, edited by Martha C. Nussbaum, and Amartya</hi><hi rend="CharOverride-2"> Sen, 242-69. Oxford: Clarendon.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-2">Nussbaum, Martha. 2001. </hi><hi rend="italic CharOverride-2">Diventare persone. Donne e universalità dei diritti</hi><hi rend="CharOverride-2">. Bologna: il Mulino.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-2">Nussbaum, Martha. 2007. </hi><hi rend="italic CharOverride-2">Le nuove frontiere della giustizia</hi><hi rend="CharOverride-2">. Bologna: il Mulino.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-2">Nussbaum, Martha. 2012. </hi><hi rend="italic CharOverride-2">Creare capacità. Liberarsi dalla dittature </hi><hi rend="italic CharOverride-2">del Pil</hi><hi rend="CharOverride-2">. Bologna: il Mulino.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-2">Nussbaum, Martha, e Saul Levmore. 2019. </hi><hi rend="italic CharOverride-2">Invecchiare con saggezza. Dialoghi sulla vita, l’amore </hi><hi rend="italic CharOverride-2">e i rimpianti</hi><hi rend="CharOverride-2">. Bologna: il Mulino.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-2">Sen, Amartya. 1992. </hi><hi rend="italic CharOverride-2">Risorse, valori e sviluppo</hi><hi rend="CharOverride-2">. Torino: Bollati Boringhieri.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-2">Sen, Amartya. 2010. </hi><hi rend="italic CharOverride-2">L’idea di giustizia</hi><hi rend="CharOverride-2">. Milano: Mondadori.</hi></p>
      
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          <head>References</head>
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          <bibl n="146593">Nussbaum, Martha. 2001. Diventare persone. Donne e universalit&amp;#224; dei diritti. Bologna: il Mulino.</bibl>
          <bibl n="147111">Nussbaum, Martha. 2007. Le nuove frontiere della giustizia. Bologna: il Mulino.</bibl>
          <bibl n="146633">Nussbaum, Martha. 2012. Creare capacit&amp;#224;. Liberarsi dalla dittature del Pil. Bologna: il Mulino.</bibl>
          <bibl n="145551">Nussbaum, Martha, e Saul Levmore. 2019. Invecchiare con saggezza. Dialoghi sulla vita, l’amore e i rimpianti. Bologna: il Mulino.</bibl>
          <bibl n="147193">Sen, Amartya. 1992. Risorse, valori e sviluppo. Torino: Bollati Boringhieri.</bibl>
          <bibl n="147592">Sen, Amartya. 2010. L’idea di giustizia. Milano: Mondadori.</bibl>
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