<?xml version="1.0" encoding="utf-8" standalone="yes"?>
<TEI xmlns="http://www.tei-c.org/ns/1.0">
  <teiHeader>
    <fileDesc>
      <titleStmt>
        <title type="main" level="a">Riproduzione, natura, valore</title>
        <author>
          <persName n="1" ref="https://orcid.org/0000-0002-6804-0960" type="ORCID">
            <forename>Federica</forename>
            <surname>Giardini</surname>
            <placeName type="affiliation">Roma Tre University, Italy</placeName>
          </persName>
        </author>
        <respStmt>
          <resp>This is a section of <title>Idee di lavoro e di ozio per la nostra civiltà</title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/979-12-215-0319-7</idno>) by </resp>
          <name>Giovanni Mari, Francesco Ammannati, Brogi Stefano, Tiziana Faitini, Arianna Fermani, Francesco Seghezzi, Annalisa Tonarelli</name>
        </respStmt>
      </titleStmt>
      <publicationStmt>
        <publisher>Firenze University Press</publisher>
        <pubPlace>Florence</pubPlace>
        <date when="2024">2024</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/979-12-215-0319-7.132</idno>
        <availability>
          <p>Available for academic research purposes</p>
          <p>Open Access</p>
          <p>Copyright Author(s)</p>
          <licence source="text" target="https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/legalcode">
            <p>Content licence CC BY 4.0</p>
          </licence>
          <licence source="metadata" target="https://creativecommons.org/publicdomain/zero/1.0/legalcode">
            <p>Metadata licence CC0 1.0</p>
          </licence>
        </availability>
      </publicationStmt>
      <sourceDesc>
        <p>This is original content, published for academic research purposes</p>
      </sourceDesc>
    </fileDesc>
    <encodingDesc>
      <appInfo>
        <application version="2.2" ident="Booksflow">
          <desc>Digital edition XML powered by Booksflow</desc>
        </application>
      </appInfo>
    </encodingDesc>
    <profileDesc>
      <abstract xml:lang="en">
        <p>The issue of reproduction has been introduced by feminist movements since the 1970s as the blind spot in the conceptions of work as production. The resumption and updating of the reproduction category allow to grasp the new dynamics of recognition, enhancement, and exploitation of labor in Northern societies, as well as their extension to ecological topics and issues.</p>
      </abstract>
      <textClass>
        <keywords>
          <list>
            <item>Social Reproduction</item>
            <item>Political Ecology</item>
            <item>Political Philosophy</item>
          </list>
        </keywords>
      </textClass>
    </profileDesc>
  </teiHeader>
  <text>
    <body>
      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/979-12-215-0319-7.132<ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0319-7.132" /></p>
      
      <p rend="h1_chapter">Riproduzione, natura, valore</p><p rend="h1_author ParaOverride-1" ><hi rend="CharOverride-1">Federica Giardini</hi></p><p rend="h2" ><hi>1. Introduzione</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il tema della riproduzione,</hi><hi rend="CharOverride-1"> così com’è stato posto dai movimenti femministi a </hi><hi rend="CharOverride-1">partire dagli anni Sessanta e Settanta, intreccia il piano della </hi><hi rend="CharOverride-1">liberazione con quello dell’elaborazione critica e analitica del ruolo </hi><hi rend="CharOverride-1">della donna nelle società tardo-capitalistiche. Sebbene il nodo </hi><hi rend="CharOverride-1">teorico e politico della naturalizzazione del compito di madre e</hi><hi rend="CharOverride-1"> di riproduttrice biologica sia stato posto nei termini di una</hi><hi rend="CharOverride-1"> critica all’oppressione e alla produzione di un ruolo di</hi><hi rend="CharOverride-1"> genere nella società da parte di numerosi e diversi approcci</hi><hi rend="CharOverride-1"> femministi, l’analisi dello sfruttamento del lavoro riproduttivo/domestico femminile </hi><hi rend="CharOverride-1">è stata al centro dell’attenzione dei femminismi di ispirazione </hi><hi rend="CharOverride-1">marxista. In Italia è stato il collettivo Lotta Femminista – composto,</hi><hi rend="CharOverride-1"> tra le altre, da Alisa Del Re, Leopoldina Fortunati, Mariarosa</hi><hi rend="CharOverride-1"> e Giovanna Dalla Costa e connesso con l’analogo collettivo</hi><hi rend="CharOverride-1"> statunitense animato da Selma James e Silvia Federici – ad aver</hi><hi rend="CharOverride-1"> messo al centro dell’analisi critica il tema della riproduzione</hi><hi rend="CharOverride-1">, criticandone peraltro la distinzione tra riproduzione biologica e riproduzione </hi><hi rend="CharOverride-1">sociale. </hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">Ne </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Il Capitale</hi><hi rend="CharOverride-1"> Marx non affronta mai in modo </hi><hi rend="CharOverride-1">esplicito il tema della riproduzione della forza lavoro. L’unica </hi><hi rend="CharOverride-1">argomentazione è affidata alle parole di un operaio nel capitolo </hi><hi rend="CharOverride-1">VIII del Libro primo de Il Capitale: «A te, dunque, </hi><hi rend="CharOverride-1">appartiene l’uso della mia forza lavoro quotidiana. Ma, col </hi><hi rend="CharOverride-1">suo prezzo di vendita quotidiano, io debbo, quotidianamente poterla riprodurre, </hi><hi rend="CharOverride-1">per poterla tornare a vendere». Il lavoro quotidiano necessario alla </hi><hi rend="CharOverride-1">riproduzione di quella «merce speciale» che è la forza lavoro </hi><hi rend="CharOverride-1">è dunque ciò che rende possibile il funzionamento del sistema </hi><hi rend="CharOverride-1">produttivo. È un momento cruciale dell’intero processo che rimane </hi><hi rend="CharOverride-1">tuttavia taciuto in Marx. Un silenzio assordante. Questa almeno è </hi><hi rend="CharOverride-1">la valutazione critica del pensiero femminista che si sviluppa a </hi><hi rend="CharOverride-1">partire dagli anni Sessanta e Settanta del Novecento (Del Re </hi><hi rend="CharOverride-1">2008, 109).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Successivamente la stessa Del Re, a fronte dei</hi><hi rend="CharOverride-1"> processi di esternalizzazione delle attività riproduttive dal privato della casa</hi><hi rend="CharOverride-1"> al mercato dei servizi alla persona, articola la definizione </hi><hi rend="CharOverride-1">del lavoro di riproduzione nelle tre forme del lavoro domestico, </hi><hi rend="CharOverride-1">di riproduzione e di cura. Tali attività si prestano infatti </hi><hi rend="CharOverride-1">alla distinzione e interazione tra quel che cade sotto il </hi><hi rend="CharOverride-1">titolo di lavoro semplice, come le attività di pulizia dello</hi><hi rend="CharOverride-1"> spazio abitato, di lavoro necessario, come le attività necessarie </hi><hi rend="CharOverride-1">alla stessa sopravvivenza (mangiare, bere, dormire), e di lavoro </hi><hi rend="CharOverride-1">qualificato, come l’accudimento di bambini e anziani (Del Re</hi><hi rend="CharOverride-1"> 2012).</hi></p><p rend="h2" ><hi>2. Metamorfosi del lavoro </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Agli inizi del XXI secolo </hi><hi rend="CharOverride-1">i tempi sono maturi, in particolare per lo specifico dibattito </hi><hi rend="CharOverride-1">italiano sulla trasformazione cognitiva del lavoro, per convalidare l’espressione</hi><hi rend="CharOverride-1"> di «femminilizzazione del lavoro» (Morini 2010). Viene infatti </hi><hi rend="CharOverride-1">registrato come le nuove forme del lavoro non richiedono soltanto </hi><hi rend="CharOverride-1">un’analisi più articolata di ciò che viene inteso per </hi><hi rend="CharOverride-1">forza-lavoro – non soltanto la capacità lavorativa fisica e </hi><hi rend="CharOverride-1">le relative competenze tecniche, ma soprattutto capacità relazionali, comunicative e </hi><hi rend="CharOverride-1">affettive; il termine femminilizzazione intende infatti evidenziare soprattutto la trasformazione</hi><hi rend="CharOverride-1"> delle caratteristiche della produzione, che assimila sempre più quelle delle</hi><hi rend="CharOverride-1"> attività riproduttive, un tempo relegate nel domestico e di competenza</hi><hi rend="CharOverride-1"> delle donne. Per quanto svolti a prescindere dal genere di</hi><hi rend="CharOverride-1"> appartenenza, i lavori cognitivi o immateriali (Marazzi 1999) –</hi><hi rend="CharOverride-1"> che siano nell’ambito editoriale, della comunicazione, dell’informazione o</hi><hi rend="CharOverride-1"> nell’ambito dell’assistenza – hanno assunto le caratteristiche tradizional</hi><hi rend="CharOverride-1">mente ascritte alle attività femminili. Nella prospettiva di Morini, che</hi><hi rend="CharOverride-1"> assume il carattere antropogenico, sia sociale sia individuale, delle </hi><hi rend="CharOverride-1">nuove forme di produzione, la cura diventa allora il nuovo </hi><hi rend="CharOverride-1">modello che permette di cogliere le attività cognitive, immateriali, affettive </hi><hi rend="CharOverride-1">e relazionali previste dal mercato del lavoro.</hi></p><p rend="quotations_quotation_b1" ><hi rend="CharOverride-1">In senso generale, il</hi><hi rend="CharOverride-1"> processo di femminilizzazione del lavoro cui si fa riferimento segnala,</hi><hi rend="CharOverride-1"> da un lato, un’implementazione esponenziale del lavoro a basso</hi><hi rend="CharOverride-1"> costo sui mercati globali, dall’altro, in Occidente, una tendenza</hi><hi rend="CharOverride-1"> verso il progressivo inserimento delle donne nel mercato del lavoro</hi><hi rend="CharOverride-1"> laddove la produzione terziaria (l’economia dei servizi) assume un</hi><hi rend="CharOverride-1"> peso tendenzialmente sempre più rilevante e si sviluppano forme di</hi><hi rend="CharOverride-1"> contrattazione sempre più individuali […] diventa difficile separare il gesto</hi><hi rend="CharOverride-1"> materiale del lavoro dalla questione affettiva, anche per chi lavora</hi><hi rend="CharOverride-1"> in un call center o sta alla cassa di un</hi><hi rend="CharOverride-1"> supermercato. Ed è questo che rende indispensabile analizzare l’inserzione</hi><hi rend="CharOverride-1"> dell’affetto nel lavoro. […] Dove è necessario ripartire da</hi><hi rend="CharOverride-1"> capo per ridefinire il concetto lavoro e di attività. </hi><hi rend="CharOverride-1">L’affermarsi devastante della logica sovrana del valore di scambio, </hi><hi rend="CharOverride-1">di cui dicevamo nel capitolo precedente, che pretende di introdurre </hi><hi rend="CharOverride-1">l’etica nell’ambito produttivo, fa leva proprio sul concetto </hi><hi rend="CharOverride-1">di “cura”. Il modello della cura diventa allora una strategia </hi><hi rend="CharOverride-1">di governo della complessità e insieme di depotenziamento delle conflittualità </hi><hi rend="CharOverride-1">(Morini 2010, 49). </hi></p><p rend="h2" ><hi>3. Naturalizzazione, natura e valore</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">L’uso</hi><hi rend="CharOverride-1"> aggiornato del «paradigma riproduttivo» (Giardini e Simone 2017) permette </hi><hi rend="CharOverride-1">inoltre di cogliere la dislocazione delle partizioni tra società e </hi><hi rend="CharOverride-1">natura così come contemplate dalla tassonomia centrata sul lavoro in </hi><hi rend="CharOverride-1">quanto produzione. Attraverso un aggiornamento delle diagnosi femministe sulle </hi><hi rend="CharOverride-1">attività riproduttive, la naturalizzazione delle attività femminili appare sia come </hi><hi rend="CharOverride-1">una tecnica di dominio (Guillaumin 1992), sia come funzionale </hi><hi rend="CharOverride-1">all’estrazione di plusvalore dalla mole di lavoro non pagato </hi><hi rend="CharOverride-1">(Picchio 2006), sia infine come un ambito che organizza</hi><hi rend="CharOverride-1"> i diversi piani delle attività umane e non umane (</hi><hi rend="CharOverride-1">Federici 2012; Barca 2020). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Processi come l’invecchiamento della popolazione</hi><hi rend="CharOverride-1"> nelle società del Nord del mondo – e, più drammaticamente,</hi><hi rend="CharOverride-1"> come la pandemia – hanno portato a individuare come necessarie attività</hi><hi rend="CharOverride-1"> precedentemente assegnate alla sfera etico-familiare. Tali attività, pur promosse</hi><hi rend="CharOverride-1"> a lavoro necessario, si presentano però in modo ibrido,</hi><hi rend="CharOverride-1"> incluse infatti nella sfera delle attività codificate e quantificate, rimangono</hi><hi rend="CharOverride-1"> marcate dalla naturalità e dunque chiamano a un riconoscimento limitato</hi><hi rend="CharOverride-1"> in termini giuridici ed economici. Tale caratterizzazione porta a </hi><hi rend="CharOverride-1">un duplice movimento: viene ridefinito quel che si intende per </hi><hi rend="CharOverride-1">lavoro semplice – attraverso l’espulsione dal mercato delle attività </hi><hi rend="CharOverride-1">non più considerate necessarie e dunque passibili di riconoscimento giuridico</hi><hi rend="CharOverride-1"> ed economico (in questo senso è significativa la </hi><hi rend="CharOverride-1">comparsa dell’espressione «welfare familiare») – e viene ridefinito l’</hi><hi rend="CharOverride-1">ambito del lavoro necessario, che ha per esito l’individuazione </hi><hi rend="CharOverride-1">della popolazione necessaria e la correlata espulsione della popolazione soprannumeraria </hi><hi rend="CharOverride-1">(migrante e soprannumerario possono diventare sinonimi). Natura e società si</hi><hi rend="CharOverride-1"> riarticolano così sia in termini biopolitici, nei termini cioè di</hi><hi rend="CharOverride-1"> un trattamento selettivo, di legittimazione e delegittimazione, di determinate popolazioni</hi><hi rend="CharOverride-1"> e delle attività necessarie alla loro riproduzione; sia nei termini</hi><hi rend="CharOverride-1"> più specifici della naturalizzazione, quale tecnica di dominio, di inclusione</hi><hi rend="CharOverride-1"> ed esclusione di ciò che una società riconosce come necessario</hi><hi rend="CharOverride-1"> per sé stessa; sia, infine, come istituzione di un ambito</hi><hi rend="CharOverride-1"> che, proprio perché non codificato o quantificato, si presta a</hi><hi rend="CharOverride-1"> uno sfruttamento incondizionato e illimitato. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">In una diversa eppure correlata</hi><hi rend="CharOverride-1"> prospettiva, si assiste a una estesa e generalizzata rinaturalizzazione</hi><hi rend="CharOverride-1"> delle capacità umane, che modifica la nozione di forza-lavoro </hi><hi rend="CharOverride-1">includendo quel che viene ora descritto come attribuito generico alla </hi><hi rend="CharOverride-1">specie umana, in una successione storico-sociale che passa dalle attività </hi><hi rend="CharOverride-1">riproduttive di competenza femminile alle attività cognitive e relazionali. Tali</hi><hi rend="CharOverride-1"> attività ricadono così in ciò che viene designato come lavoro</hi><hi rend="CharOverride-1"> semplice e vengono assegnate all’ambito del non salariabile e</hi><hi rend="CharOverride-1"> dunque disponibile all’«estrazione» (Gago e Mezzadra 2015). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La</hi><hi rend="CharOverride-1"> nozione di estrattivismo (Zibechi 2011) si rivela, infatti, particolarmente efficace</hi><hi rend="CharOverride-1"> nel mostrare i diversi piani di intersezione tra ciò che</hi><hi rend="CharOverride-1"> precedentemente veniva ascritto ai distinti versanti della natura e della</hi><hi rend="CharOverride-1"> produzione. Rivedendo le tesi marxiane sul rapporto tra valore e</hi><hi rend="CharOverride-1"> natura che sottolineano la dipendenza di quest’ultima dalle capacità</hi><hi rend="CharOverride-1"> produttive umane – anche alla luce dei </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Manoscritti economico-filosofici</hi><hi rend="CharOverride-1">, là </hi><hi rend="CharOverride-1">dove la ‘natura’ si presenta non come dimensione separata </hi><hi rend="CharOverride-1">ma anzi come un termine che rimanda anche alla concezione </hi><hi rend="CharOverride-1">dell’umano in quanto specie, dotata di disposizioni e bisogni – </hi><hi rend="CharOverride-1">la naturalizzazione delle attività e capacità umane individua processi simbolici </hi><hi rend="CharOverride-1">di decodificazione ed espulsione dall’ambito della misurabilità di enti, </hi><hi rend="CharOverride-1">relazioni e attività, che ne determinano la disponibilità a uno </hi><hi rend="CharOverride-1">sfruttamento intensivo, come anche l’istituzione di nuovi strumenti per </hi><hi rend="CharOverride-1">riaprirne la codificazione e quantificazione. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">In questa prospettiva l’elusione </hi><hi rend="CharOverride-1">della mediazione delle attività produttive assume un nuovo e diverso</hi><hi rend="CharOverride-1"> significato: l’umano viene ascritto rispettivamente all’ambito della specie,</hi><hi rend="CharOverride-1"> quando le sue capacità produttive e generatrici di valore si</hi><hi rend="CharOverride-1"> estendono fino a includere le stesse funzioni vitali, a cominciare</hi><hi rend="CharOverride-1"> dalla capacità comunicativa fino a quelle della riproduzione fisiologica, come</hi><hi rend="CharOverride-1"> anche all’ambito delle risorse naturali, quelle cioè che ricevono</hi><hi rend="CharOverride-1"> valore solo in virtù del trattamento cui sono sottoposte, secondo</hi><hi rend="CharOverride-1"> la nuova analogia tra le attività estrattive di materie prime</hi><hi rend="CharOverride-1"> e il </hi><hi rend="italic CharOverride-1">data mining</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Come già per le analisi sulle</hi><hi rend="CharOverride-1"> attività riproduttive, in una prospettiva invertita e complementare all’</hi><hi rend="CharOverride-1">estensione incondizionata della messa a valore, si affianca l’apertura </hi><hi rend="CharOverride-1">di nuovi processi di astrazione e dunque di criteri di </hi><hi rend="CharOverride-1">misurabilità. Sotto i diversi titoli della </hi><hi rend="italic CharOverride-1">green economy</hi><hi rend="CharOverride-1">, dei </hi><hi rend="CharOverride-1">nuovi indicatori che mirano non più il PIL ma il </hi><hi rend="CharOverride-1">BIL (benessere interno lordo), della valutazione e monetizzazione dei patrimoni </hi><hi rend="CharOverride-1">(</hi><hi rend="italic CharOverride-1">assets</hi><hi rend="CharOverride-1">) culturali e naturali – e più di recente degli </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Ecosystem accounting</hi><hi rend="CharOverride-1"> adottati dalla Commissione statistica delle Nazioni unite – </hi><hi rend="CharOverride-1">viene esercitata l’estensione extraumana dell’astrazione, che riconfigura il </hi><hi rend="CharOverride-1">concetto di natura come «natura sociale astratta» (Moore 2015), </hi><hi rend="CharOverride-1">predisponendola dunque all’entrata nel circuito di valorizzazione e di </hi><hi rend="CharOverride-1">sfruttamento. Un esempio cogente è rappresentato dalle </hi><hi rend="italic CharOverride-1">policies</hi><hi rend="CharOverride-1"> transnazionali che </hi><hi rend="CharOverride-1">affrontano la crisi climatica attraverso gli strumenti di finanziarizzazione dell’</hi><hi rend="CharOverride-1">inquinamento, la possibilità cioè di monetizzare, di immettere nel circuito </hi><hi rend="CharOverride-1">del valore di scambio, i tassi di emissione di CO2. </hi><hi rend="CharOverride-1">Economia e diritto procedono nella stessa impresa di istituzione di</hi><hi rend="CharOverride-1"> nuovi equivalenti generali – nuove misure giuridiche in materia ambientale</hi><hi rend="CharOverride-1"> istituiscono il </hi><hi rend="italic CharOverride-1">carbon credit</hi><hi rend="CharOverride-1"> quale criterio di misurazione delle emissioni,</hi><hi rend="CharOverride-1"> predisponendone la quantificazione, il valore di scambio e il valore</hi><hi rend="CharOverride-1"> finanziario (Felli 2014).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nella prospettiva aperta dalle analisi femministe, che </hi><hi rend="CharOverride-1">hanno portato all’attenzione quelle attività che, per quanto costitutive, </hi><hi rend="CharOverride-1">non arrivano nemmeno a essere incluse nell’ambito del lavoro </hi><hi rend="CharOverride-1">produttivo e si prestano dunque a uno sfruttamento intensificato, negli</hi><hi rend="CharOverride-1"> ultimi anni si assiste a una ripresa dell’approccio marxista</hi><hi rend="CharOverride-1"> che estende l’analisi dei processi di valorizzazione all’</hi><hi rend="CharOverride-1">ambito ecologico. Troviamo così una reinterpretazione ed estensione del </hi><hi rend="CharOverride-1">nesso marxiano tra valore e natura (Moore 2015; Leonardi </hi><hi rend="CharOverride-1">2019), la formulazione di quella che potremmo definire una </hi><hi rend="CharOverride-1">critica dell’economia politica della natura, attraverso la nozione </hi><hi rend="CharOverride-1">di «valore metabolico» (Foster 1999; Salleh 2010), fino alle</hi><hi rend="CharOverride-1"> analisi che si collocano all’intersezione tra processi di messa</hi><hi rend="CharOverride-1"> a valore delle attività riproduttive e delle risorse ambientali (Mellor</hi><hi rend="CharOverride-1"> 2017).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">A fronte delle metamorfosi delle attività produttive, il contributo</hi><hi rend="CharOverride-1"> femminista, che si centra sullo statuto complesso delle attività riproduttive,</hi><hi rend="CharOverride-1"> permette di cogliere quelle attività che vengono introdotte nel circuito</hi><hi rend="CharOverride-1"> della valorizzazione, anche quando non arrivano a essere formulate in</hi><hi rend="CharOverride-1"> termini di forza lavoro. La questione del valore si </hi><hi rend="CharOverride-1">riformula secondo una nuova attenzione rivolta alle condizioni della formazione </hi><hi rend="CharOverride-1">del valore, che appare come dipendente da dimensioni, attività, interazioni, </hi><hi rend="CharOverride-1">preliminari e non riducibili alla produzione; si tratta di quelle </hi><hi rend="CharOverride-1">dimensioni – sociali, antropologiche ed extra-antropologiche – che rendono possibile </hi><hi rend="CharOverride-1">la costituzione stessa di una questione del valore.</hi></p><p rend="h2" ><hi>Riferimenti bibliografici</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Barca, </hi><hi rend="CharOverride-1">Stefania. 2020. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Forces of Reproduction: Notes for a Counter-Hegemonic Anthropocene</hi><hi rend="CharOverride-1">. Cambridge: Cambridge University Press.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Del Re, Alisa, Chisté, Lucia, e Edvige </hi><hi rend="CharOverride-1">Forti. 1979. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Oltre il lavoro domestico. Il lavoro delle donne tra produzione e riproduzione</hi><hi rend="CharOverride-1">. Milano: Feltrinelli.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Del Re, Alisa. 2012. “Questioni</hi><hi rend="CharOverride-1"> di genere. Alcune riflessioni sul rapporto produzione/riproduzione nella definizione del</hi><hi rend="CharOverride-1"> comune.” </hi><hi rend="italic CharOverride-1">About Gender</hi><hi rend="CharOverride-1"> 1: 151-70</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Federici, Silvia. 2012. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Il punto zero della rivoluzione. Lavoro domestico, riproduzione e lotta femminista</hi><hi rend="CharOverride-1">. Verona:</hi><hi rend="CharOverride-1"> Ombre corte.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Felli, Romain. 2014. “On Climate Rent.” </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Historical Materialism</hi><hi rend="CharOverride-1"> 22, 3-4: 251-80. </hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Fortunati, L. 1985. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">L’arcano della riproduzione</hi><hi rend="CharOverride-1">. Padova: Marsilio.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Foster,</hi><hi rend="CharOverride-1"> John B. 1999. “Marx’s Theory of Metabolic Rift: Classical</hi><hi rend="CharOverride-1"> Foundations for Environmental Sociology.” </hi><hi rend="italic CharOverride-1">American Journal of Sociology</hi><hi rend="CharOverride-1"> 105, 2: 366-405. </hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Gago</hi><hi rend="CharOverride-1">, Veronica, e Sandro Mezzadra. 2015. “Para una crítica de las operaciones</hi><hi rend="CharOverride-1"> extractivas del capital.” </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Nueva Sociedad</hi><hi rend="CharOverride-1"> 255: 38-52.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Giardini, Federica, Simone, Anna. 2017. “Reproduction as Paradigm. Elements </hi><hi rend="CharOverride-1">Toward a Feminist Political Economy.” In </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Former West. Art and the Contemporary after 1989</hi><hi rend="CharOverride-1">, edited by Maria</hi><hi rend="CharOverride-1"> Hlavajova, and Simon Sheikh, 659-64. Cambridge (Mass.): The M.I.T. Press.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Guillaumin,</hi><hi rend="CharOverride-1"> Colette. 1992. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Sexe, race et pratique du pouvoir: L’idée de nature</hi><hi rend="CharOverride-1">. Paris: Editions Indigo &amp; Côté-femmes.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Leonardi, Emanuele</hi><hi rend="CharOverride-1">. 2019. “Bringing class analysis back in: assessing the transformation of</hi><hi rend="CharOverride-1"> the value nature nexus to strengthen the connection between degrowth</hi><hi rend="CharOverride-1"> and environmental justice.” </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Ecological economics</hi><hi rend="CharOverride-1"> 156: 83-90.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Marazzi, Christian. 1999. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Il posto dei calzini. Sulla svolta linguistica dell’economia e i suoi effetti sulla politica</hi><hi rend="CharOverride-1">. Torino: Bollati Boringhieri.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Mellor, Mary. 2017. “Ecofeminist political economy.</hi><hi rend="CharOverride-1">” </hi><hi rend="italic CharOverride-1">International Journal of Green Economics</hi><hi rend="CharOverride-1"> 1, 1: 139-50.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Moore, Jason. 2015. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Ecologia-mondo e crisi del capitalismo. La fine della natura a buon mercato</hi><hi rend="CharOverride-1">. Verona: Ombre corte.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Morini,</hi><hi rend="CharOverride-1"> Cristina. 2010. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Per amore o per forza. Femminilizzazione del lavoro e biopolitiche del corpo</hi><hi rend="CharOverride-1">. Verona: Ombre Corte.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Picchio, Antonella. 2006. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Unpaid Work and the Economy</hi><hi rend="CharOverride-1">. London: Routledge. </hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Salleh, Ariel. 2010. “From Metabolic Rift to ‘</hi><hi rend="CharOverride-1">Metabolic Value’: reflections on Environmental Sociology and the Alternative </hi><hi rend="CharOverride-1">Globalization Movement.” </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Organization &amp; Environment</hi><hi rend="CharOverride-1"> 23, 2: 205-19.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Zibechi, Raoúl. 2011. “La</hi><hi rend="CharOverride-1"> impostergable lucha contra el extractivismo.” </hi><hi rend="italic CharOverride-1">La dimensión represiva y militar del modelo de desarrollo</hi><hi rend="CharOverride-1">, comp. María Palau Asunción, 87-93. Serpaj-PY: BASE, Diakonía.</hi></p>  
      
      <div>
        <listBibl>
          <head>References</head>
          <bibl n="145552">Barca, Stefania. 2020. Forces of Reproduction: Notes for a Counter-Hegemonic Anthropocene. Cambridge: Cambridge University Press.</bibl>
          <bibl n="145040">Del Re, Alisa, Chist&amp;#233;, Lucia, e Edvige Forti. 1979. Oltre il lavoro domestico. Il lavoro delle donne tra produzione e riproduzione. Milano: Feltrinelli.</bibl>
          <bibl n="145041">Del Re, Alisa. 2012. “Questioni di genere. Alcune riflessioni sul rapporto produzione/riproduzione nella definizione del comune.” About Gender 1: 151-70</bibl>
          <bibl n="145585">Federici, Silvia. 2012. Il punto zero della rivoluzione. Lavoro domestico, riproduzione e lotta femminista. Verona: Ombre corte.</bibl>
          <bibl n="147112">Felli, Romain. 2014. “On Climate Rent.” Historical Materialism 22, 3-4: 251-80.</bibl>
          <bibl n="147442">Fortunati, L. 1985. L’arcano della riproduzione. Padova: Marsilio.</bibl>
          <bibl n="145002">Foster, John B. 1999. “Marx’s Theory of Metabolic Rift: Classical Foundations for Environmental Sociology.” American Journal of Sociology 105, 2: 366-405.</bibl>
          <bibl n="145522">Gago, Veronica, e Sandro Mezzadra. 2015. “Para una cr&amp;#237;tica de las operaciones extractivas del capital.” Nueva Sociedad 255: 38-52.</bibl>
          <bibl n="144110">Giardini, Federica, Simone, Anna. 2017. “Reproduction as Paradigm. Elements Toward a Feminist Political Economy.” In Former West. Art and the Contemporary after 1989, edited by Maria Hlavajova, and Simon Sheikh, 659-64. Cambridge (Mass.): The M.I.T. Press.</bibl>
          <bibl n="145892">Guillaumin, Colette. 1992. Sexe, race et pratique du pouvoir: L’id&amp;#233;e de nature. Paris: Editions Indigo &amp;amp; C&amp;#244;t&amp;#233;-femmes.</bibl>
          <bibl n="144279">Leonardi, Emanuele. 2019. “Bringing class analysis back in: assessing the transformation of the value nature nexus to strengthen the connection between degrowth and environmental justice.” Ecological economics 156: 83-90.</bibl>
          <bibl n="145113">Marazzi, Christian. 1999. Il posto dei calzini. Sulla svolta linguistica dell’economia e i suoi effetti sulla politica. Torino: Bollati Boringhieri.</bibl>
          <bibl n="146225">Mellor, Mary. 2017. “Ecofeminist political economy.” International Journal of Green Economics 1, 1: 139-50.</bibl>
          <bibl n="145893">Moore, Jason. 2015. Ecologia-mondo e crisi del capitalismo. La fine della natura a buon mercato. Verona: Ombre corte.</bibl>
          <bibl n="145749">Morini, Cristina. 2010. Per amore o per forza. Femminilizzazione del lavoro e biopolitiche del corpo. Verona: Ombre Corte.</bibl>
          <bibl n="147273">Picchio, Antonella. 2006. Unpaid Work and the Economy. London: Routledge.</bibl>
          <bibl n="144509">Salleh, Ariel. 2010. “From Metabolic Rift to ‘Metabolic Value’: reflections on Environmental Sociology and the Alternative Globalization Movement.” Organization &amp;amp; Environment 23, 2: 205-19.</bibl>
          <bibl n="144482">Zibechi, Rao&amp;#250;l. 2011. “La impostergable lucha contra el extractivismo.” La dimensi&amp;#243;n represiva y militar del modelo de desarrollo, comp. Mar&amp;#237;a Palau Asunci&amp;#243;n, 87-93. Serpaj-PY: BASE, Diakon&amp;#237;a.</bibl>
        </listBibl>
      </div>
    </body>
  </text>
</TEI>