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        <title type="main" level="a">Il lavoro dignitoso della Organizzazione Internazionale del Lavoro</title>
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            <forename>Maria Paola</forename>
            <surname>Del Rossi</surname>
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          <resp>This is a section of <title>Idee di lavoro e di ozio per la nostra civiltà</title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/979-12-215-0319-7</idno>) by </resp>
          <name>Giovanni Mari, Francesco Ammannati, Brogi Stefano, Tiziana Faitini, Arianna Fermani, Francesco Seghezzi, Annalisa Tonarelli</name>
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        <publisher>Firenze University Press</publisher>
        <pubPlace>Florence</pubPlace>
        <date when="2024">2024</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/979-12-215-0319-7.134</idno>
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          <p>Available for academic research purposes</p>
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          <p>Copyright Author(s)</p>
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        <p>This is original content, published for academic research purposes</p>
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        <p>The author analyzes the concept of 'decent work' in the Ilo from the founding of the Organization in 1919 until the adoption in 1999 of 'decent work' as a fundamental universal principle, passing through some key passages, from the crisis of the 1930s to the caesura of the war and the revival of the organization with the 'Phildelphia Declaration' to the new post-Cold War context. The concept of decent work, relaunched in 2019, represents both a "form of work activities and an essential element [and the] for a new model of person-centered development". Indeed, rights and quality of work are identified as the basis for the creation of a new model of global citizenship and a tool for responding to the challenges posed by globalization and for a new social justice.</p>
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            <item>International Labour Organization</item>
            <item>Trades Union</item>
            <item>Decent Work</item>
            <item>social justice</item>
            <item>Europe</item>
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      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/979-12-215-0319-7.134<ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0319-7.134" /></p>
      
      <p rend="h1_chapter">Il lavoro dignitoso della Organizzazione Internazionale del Lavoro</p><p rend="h1_author ParaOverride-1" ><hi rend="CharOverride-1">Maria Paola</hi><hi rend="CharOverride-1"> Del Rossi</hi></p><p rend="h2" ><hi>1. Introduzione</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (O</hi><hi rend="CharOverride-1">il) sin dal 1946 è l’Agenzia specializzata delle Nazioni</hi><hi rend="CharOverride-1"> Unite sui temi del lavoro e sulla politica sociale. Istituita</hi><hi rend="CharOverride-1"> con il Trattato di Versailles del 1919, che poneva fine</hi><hi rend="CharOverride-1"> al primo conflitto mondiale, il suo obiettivo è «di </hi><hi rend="CharOverride-1">promuovere i diritti al lavoro, incoraggiare le opportunità di lavoro </hi><hi rend="CharOverride-1">decente, promuovere la protezione sociale e rafforzare il dialogo sulle</hi><hi rend="CharOverride-1"> questioni legate al lavoro»</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP08885_int_online_chapter_187_1147-1155.html#footnote-011">1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Organizzazione multilaterale con sede </hi><hi rend="CharOverride-1">a Ginevra, l’Oil ha una peculiare struttura tripartita composta</hi><hi rend="CharOverride-1"> dai rappresentanti dei governi, delle organizzazioni dei lavoratori e dei</hi><hi rend="CharOverride-1"> datori di lavoro dei 187 paesi ad essa aderenti</hi><hi rend="CharOverride-1">. Insignita del Premio Nobel per la Pace nel 1969,</hi><hi rend="CharOverride-1"> il mandato fondativo dell’agenzia prevede il perseguimento della</hi><hi rend="CharOverride-1"> giustizia sociale per assicurare «la pace duratura e il </hi><hi rend="CharOverride-1">lavoro dignitoso», riassumendo in quest’ultima espressione le aspirazioni degli</hi><hi rend="CharOverride-1"> individui alla dignità, uguaglianza, sicurezza e libertà. L’Oil fornisce</hi><hi rend="CharOverride-1"> assistenza tecnica agli stati membri sulla politica sociale, sulla </hi><hi rend="CharOverride-1">formazione della forza lavoro e sui diritti dei migranti, inoltre</hi><hi rend="CharOverride-1">, elabora statistiche e conduce ricerche sulle questioni legate al </hi><hi rend="CharOverride-1">lavoro a partire dall’occupazione, le relazioni industriali e i</hi><hi rend="CharOverride-1"> mutamenti tecnologici. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nel 1998 la Conferenza dell’Oil ha </hi><hi rend="CharOverride-1">adottato la </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Dichiarazione sui principi e i diritti fondamentali nel </hi><hi rend="italic CharOverride-1">lavoro</hi><hi rend="CharOverride-1">, che ha riconosciuto come fondamentali, tra le altre, otto</hi><hi rend="CharOverride-1"> convenzioni Oil concernenti la libertà di associazione, il diritto alla</hi><hi rend="CharOverride-1"> contrattazione collettiva, l’eliminazione del lavoro minorile, del lavoro forzato</hi><hi rend="CharOverride-1"> e delle discriminazioni sul lavoro; nel 2022 è stato </hi><hi rend="CharOverride-1">aggiunto come quinto principio e diritto fondamentale del lavoro un </hi><hi rend="CharOverride-1">ambiente di lavoro sicuro e salubre</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP08885_int_online_chapter_187_1147-1155.html#footnote-010">2</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Come è stato </hi><hi rend="CharOverride-1">sottolineato dalla letteratura, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro </hi><hi rend="CharOverride-1">ha dimostrato nella sua lunga storia una grande capacità di </hi><hi rend="CharOverride-1">adattamento ai cambiamenti dello scenario politico, economico e sociale. Definita</hi><hi rend="CharOverride-1"> dai suoi detrattori un «90-pound weakling» o «a ‘toothless </hi><hi rend="CharOverride-1">tiger» (Helfer 2008,194), nella sua prima fase essa ha </hi><hi rend="CharOverride-1">raggiunto traguardi significativi sul piano della regolamentazione del mercato del </hi><hi rend="CharOverride-1">lavoro globale, mentre a partire dagli anni settanta si è </hi><hi rend="CharOverride-1">assistito a un progressivo indebolimento della sua capacità di </hi><hi rend="italic CharOverride-1">governance</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="CharOverride-1">nel nuovo contesto internazionale e alla necessità di una revisione </hi><hi rend="CharOverride-1">dei suoi obiettivi strategici (Van del Linden 2023; Maul 2019</hi><hi rend="CharOverride-1">; Kott e Sandrine 2018; Jakovleski, Jerbi, e Biersteker 2019). Si</hi><hi rend="CharOverride-1"> è, infatti, giunti nel 1999 all’adozione del «lavoro </hi><hi rend="CharOverride-1">dignitoso» quale principio </hi><hi rend="italic CharOverride-1">universale</hi><hi rend="CharOverride-1"> fondamentale, poi rilanciato nel 2019 «sia</hi><hi rend="CharOverride-1"> come forma delle attività lavorative, sia come elemento essenziale e</hi><hi rend="CharOverride-1"> volano per un nuovo modello di sviluppo centrato sulla </hi><hi rend="italic CharOverride-1">persona</hi><hi rend="CharOverride-1">» (Mari 2019, 5-6).</hi></p><p rend="h2" ><hi>2. Dalla nascita al 1989 </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Costituita </hi><hi rend="CharOverride-1">nella Conferenza di Parigi (1919) con il duplice obiettivo di </hi><hi rend="CharOverride-1">garantire la pace sociale e favorire l’apertura economica nel </hi><hi rend="CharOverride-1">nuovo quadro internazionale che emergeva dalla fine del conflitto, inizialmente </hi><hi rend="CharOverride-1">l’Oil si è occupata di legislazione e ricerche per </hi><hi rend="CharOverride-1">la definizione e promozione di </hi><hi rend="italic CharOverride-1">standard</hi><hi rend="CharOverride-1"> nella legislazione del lavoro </hi><hi rend="CharOverride-1">da far adottare agli stati membri (parte XIII dei Trattati</hi><hi rend="CharOverride-1"> di pace)</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP08885_int_online_chapter_187_1147-1155.html#footnote-009">3</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Sostenuta da una parte consistente del movimento</hi><hi rend="CharOverride-1"> sindacale, in particolare il britannico Tuc e la statunitense Afl,</hi><hi rend="CharOverride-1"> e individuata quale strumento per ottenere un compenso in termini</hi><hi rend="CharOverride-1"> di riforme sociali per il tributo offerto dalle masse popolari</hi><hi rend="CharOverride-1"> alla guerra, le norme dell’Oil costituirono un importante stimolo</hi><hi rend="CharOverride-1"> per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro</hi><hi rend="CharOverride-1"> in tutti i paesi del mondo (Mechi 2012, 22). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Se</hi><hi rend="CharOverride-1"> obiettivo dell’organizzazione era dare una risposta alla questione sociale</hi><hi rend="CharOverride-1"> emersa in Europa già dalla fine dell’Ottocento e il</hi><hi rend="CharOverride-1"> raggiungimento di una pace universale e duratura, in linea con</hi><hi rend="CharOverride-1"> l’internazionalismo wilsoniano, sin dal suo atto costitutivo si </hi><hi rend="CharOverride-1">sottolineava che «la mancata adozione di condizioni umane di lavoro </hi><hi rend="CharOverride-1">da parte di qualsiasi nazione è un ostacolo sulla via </hi><hi rend="CharOverride-1">delle altre nazioni che desiderano migliorarne le condizioni nei propri </hi><hi rend="CharOverride-1">paesi» e, dunque, che «una pace universale e duratura può</hi><hi rend="CharOverride-1"> essere raggiunta solo se basata sulla giustizia sociale». Contestualmente,</hi><hi rend="CharOverride-1"> nel contesto internazionale di interdipendenza economica creatosi nel Vecchio </hi><hi rend="CharOverride-1">Continente dalla fine dell’Ottocento, l’Oil tentava di uniformare</hi><hi rend="CharOverride-1"> i diversi meccanismi di tutela nazionali, che incidevano sui costi</hi><hi rend="CharOverride-1"> della produzione e influenzavano la competitività, al fine di eliminare</hi><hi rend="CharOverride-1"> i costi della protezione sociale dal gioco della concorrenza</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP08885_int_online_chapter_187_1147-1155.html#footnote-008">4</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi><hi rend="CharOverride-1"> Obiettivo dell’Oil, infatti, era la stabilizzazione intesa quale </hi><hi rend="CharOverride-1">presupposto indispensabile per una crescita economica solida e costante e, </hi><hi rend="CharOverride-1">da questo punto di vista, rappresentava un riferimento importante per </hi><hi rend="CharOverride-1">il socialismo riformista europeo nella costruzione di un’alternativa alla</hi><hi rend="CharOverride-1"> soluzione rivoluzionaria della Russia bolscevica (Dogliani 1987, 45-68; Schirmann 2008,</hi><hi rend="CharOverride-1"> 119-32; Cox 1977, 387). Si collocava all’interno </hi><hi rend="CharOverride-1">di questa cornice l’adozione nella prima Conferenza dell’Oil </hi><hi rend="CharOverride-1">(1919) della Convenzione sulla giornata di otto ore di lavoro </hi><hi rend="CharOverride-1">e la settimana di 48 ore, tappa fondamentale nell’obiettivo </hi><hi rend="CharOverride-1">del Bit dell’«umanizzazione del lavoro» (Heerma van Voss 1988). </hi><hi rend="CharOverride-1">In questa direzione andavano anche le 33 Convenzioni internazionali e </hi><hi rend="CharOverride-1">le raccomandazioni (41) approvate tra il 1919 e il 1932 </hi><hi rend="CharOverride-1">sui temi del lavoro femminile e infantile, i problemi della </hi><hi rend="CharOverride-1">sicurezza, gli orari e i diritti di associazione sindacale</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP08885_int_online_chapter_187_1147-1155.html#footnote-007">5</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Tuttavia, in questa prima fase in cui prevalse l’influenza </hi><hi rend="CharOverride-1">dei paesi europei, nell’organizzazione la scelta del taylorismo sul </hi><hi rend="CharOverride-1">versante della produzione, seppure in una versione ‘umanizzata attenta </hi><hi rend="CharOverride-1">all’arricchimento sociale e culturale del lavoratore’ (Alock 1971), </hi><hi rend="CharOverride-1">e quella dell’integrazione delle economie europee si rivelarono centrali, </hi><hi rend="CharOverride-1">mentre rimaneva inalterata la divisione internazionale del lavoro esistente stante</hi><hi rend="CharOverride-1"> la compresenza di due distinte linee d’azione, ovvero</hi><hi rend="CharOverride-1"> l’allineamento degli </hi><hi rend="italic CharOverride-1">standard</hi><hi rend="CharOverride-1"> lavorativi nei paesi industrializzati e il</hi><hi rend="CharOverride-1"> miglioramento delle condizioni di lavoro dei paesi ‘più arretrati’</hi><hi rend="CharOverride-1">, comprese le colonie. Ancora all’indomani della crisi del</hi><hi rend="CharOverride-1"> 1929, con il prevalere nell’Oil del filone informativo </hi><hi rend="CharOverride-1">rispetto a quello normativo</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP08885_int_online_chapter_187_1147-1155.html#footnote-006">6</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, contestualmente a una maggiore specializzazione </hi><hi rend="CharOverride-1">dei progetti (Haas 2008, 147), gli </hi><hi rend="italic CharOverride-1">standard</hi><hi rend="CharOverride-1"> internazionali i</hi><hi rend="CharOverride-1">n materia sociale definiti dall’organizzazione furono funzionali al processo </hi><hi rend="CharOverride-1">di armonizzazione interno perseguito dal </hi><hi rend="italic CharOverride-1">New Deal</hi><hi rend="CharOverride-1"> di Roosevelt con</hi><hi rend="CharOverride-1"> il </hi><hi rend="italic CharOverride-1">National Industrial Recovery Act</hi><hi rend="CharOverride-1"> (NIRA). Tuttavia, dopo </hi><hi rend="CharOverride-1">l’adesione degli Usa nel giugno 1934 e con il </hi><hi rend="CharOverride-1">prevalere di governi autoritari nei paesi europei, si assistette </hi><hi rend="CharOverride-1">a una forte influenza newdealista nell’organizzazione come emerge dalle </hi><hi rend="CharOverride-1">raccomandazioni adottate dalla Cil nel 1937 in materia di lavori </hi><hi rend="CharOverride-1">pubblici, la R50 e la R51 («Public Works (International </hi><hi rend="CharOverride-1">Co-operation)» e «Public Works (National Planning)»), poi rafforzata dallo scoppio</hi><hi rend="CharOverride-1"> della guerra (Jensen 2013). Tra l’altro, nel 1940 </hi><hi rend="CharOverride-1">la sede dell’Oil venne spostata a Montreal e questo</hi><hi rend="CharOverride-1"> gli permise non solo di continuare le sue attività, </hi><hi rend="CharOverride-1">ma di porre le basi per la sua partecipazione alla definizione dell’assetto </hi><hi rend="CharOverride-1">del dopoguerra in materia di collaborazione economica e sociale internazionale, </hi><hi rend="CharOverride-1">grazie all’impegno per ottenere il sostegno dalle parti </hi><hi rend="CharOverride-1">sociali dei paesi belligeranti allo sforzo economico richiesto dalla guerra </hi><hi rend="CharOverride-1">(Phelan 2013). Nella Conferenza internazionale del lavoro di New</hi><hi rend="CharOverride-1"> York del 1941, nel dichiarare il proprio sostegno agli</hi><hi rend="CharOverride-1"> Alleati, «contro l’aggressione totalitaria» e a favore dei </hi><hi rend="CharOverride-1">«popoli liberi», se Roosevelt sottolineava il ruolo insostituibile dell’</hi><hi rend="CharOverride-1">Oil «nella costruzione di un sistema internazionale stabile di giustizia</hi><hi rend="CharOverride-1"> sociale» (ILC 1941, ora in Mechi 2012, 46-7), la</hi><hi rend="CharOverride-1"> risoluzione finale accoglieva ufficialmente tra i propri compiti la </hi><hi rend="CharOverride-1">libertà dal bisogno, il perseguimento della piena occupazione e l</hi><hi rend="CharOverride-1">’obiettivo del miglioramento delle condizioni di vita in generale, </hi><hi rend="CharOverride-1">poi inseriti nell’atto costitutivo dell’organizzazione in occasione della</hi><hi rend="CharOverride-1"> 26° Conferenza che si svolse a Philadelphia nella primavera</hi><hi rend="CharOverride-1"> 1944. In particolare, nella </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Declaration concerning the aims and</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> purposes of the International Labour Organization</hi><hi rend="CharOverride-1"> – oltre a ribadire </hi><hi rend="CharOverride-1">i principi guida dell’organizzazione, dal tripartitismo alla giustizia sociale </hi><hi rend="CharOverride-1">alla libertà di associazione –, si definivano quali obiettivi fondamentali</hi><hi rend="CharOverride-1"> dell’Oil la piena occupazione, il miglioramento delle condizioni </hi><hi rend="CharOverride-1">di lavoro, la sicurezza sociale e condizioni di vita dignitose </hi><hi rend="CharOverride-1">intese quali parti essenziali di un diritto universale degli</hi><hi rend="CharOverride-1"> esseri umani a ricercare il proprio benessere materiale e spirituale</hi><hi rend="CharOverride-1"> «in condizioni di libertà e dignità, di sicurezza economica </hi><hi rend="CharOverride-1">ed eque opportunità» (ILO 1944, 1-3)</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP08885_int_online_chapter_187_1147-1155.html#footnote-005">7</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. E se scopo</hi><hi rend="CharOverride-1"> dell’Oil nell’assetto post-bellico doveva essere «prevenire la </hi><hi rend="CharOverride-1">disoccupazione senza sacrificare la democrazia» (ILO 1944, 1-3), nella </hi><hi rend="CharOverride-1">risoluzione conclusiva, approvata all’unanimità, si estendeva la sua </hi><hi rend="CharOverride-1">sfera d’interesse alla politica economica e finanziaria (ILO 1944, </hi><hi rend="CharOverride-1">83)</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP08885_int_online_chapter_187_1147-1155.html#footnote-004">8</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">In questo quadro si collocavano il potenziamento</hi><hi rend="CharOverride-1"> dei meccanismi di formazione e di collocamento ereditati dalla guerra,</hi><hi rend="CharOverride-1"> mentre una risoluzione </hi><hi rend="italic CharOverride-1">ad hoc</hi><hi rend="CharOverride-1"> impegnava l’Oil e i</hi><hi rend="CharOverride-1"> suoi stati membri alla collaborazione nella ricostruzione economica e</hi><hi rend="CharOverride-1"> sociale del Vecchio Continente. Tuttavia, negli anni più duri</hi><hi rend="CharOverride-1"> della Guerra fredda e a fronte della mancata adesione dell</hi><hi rend="CharOverride-1">’Urss, che entrerà nell’organizzazione solo nel 1954, vennero meno </hi><hi rend="CharOverride-1">le grandi ambizioni proclamate a Philadelphia e il sostegno dell</hi><hi rend="CharOverride-1">’Oil agli organismi di cooperazione sorti in Europa occidentale </hi><hi rend="CharOverride-1">si ebbe solo a livello regionale. A riguardo l’Organizzazione</hi><hi rend="CharOverride-1"> giocò un ruolo importante nella gestione del Piano Marshall e</hi><hi rend="CharOverride-1"> nella ricostruzione post-bellica, che si ispirava agli orientamenti produttivistici </hi><hi rend="CharOverride-1">ormai radicati nell’organizzazione, anche grazie alla formalizzazione del </hi><hi rend="CharOverride-1">suo legame con l’Onu quale prima agenzia specializzata nel </hi><hi rend="CharOverride-1">1946 (</hi><hi rend="italic CharOverride-1">Agreement between the United Nations and the International</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> Labour Organization</hi><hi rend="CharOverride-1">,</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> </hi><hi rend="CharOverride-1">in ILO 1946). Ciò le permise</hi><hi rend="CharOverride-1"> di ampliare la sua attività in America Latina ed</hi><hi rend="CharOverride-1"> Asia dopo il lancio dell’«Extended Program of Technical Assistance»</hi><hi rend="CharOverride-1"> (EPTA) da parte delle Nazioni Unite all’indomani del </hi><hi rend="CharOverride-1">discorso di Truman del 1949 sulla lotta al comunismo e </hi><hi rend="CharOverride-1">al sottosviluppo e avviare la costruzione di un’ampia rete extraeuropea con l</hi><hi rend="CharOverride-1">’istituzione di oltre 30 filiali tra gli anni Sessanta e</hi><hi rend="CharOverride-1"> Settanta. Immediati furono i riflessi anche sull’impostazione della </hi><hi rend="CharOverride-1">sua linea d’azione in cui prioritaria divenne la ricerca</hi><hi rend="CharOverride-1"> sui temi della liberalizzazione, del commercio internazionale, il lavoro minorile</hi><hi rend="CharOverride-1"> e più in generale sulle questioni della sicurezza e dell</hi><hi rend="CharOverride-1">’ambiente, oltre che l’assistenza tecnica sui temi della </hi><hi rend="CharOverride-1">formazione e istruzione professionale, sviluppo di cooperative, sicurezza sociale ecc. </hi><hi rend="CharOverride-1">(Seidman 1975, 38). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Un cambio di paradigma si ebbe, </hi><hi rend="CharOverride-1">invece, con la fine del ‘compromesso fordista’ negli </hi><hi rend="CharOverride-1">anni Settanta; nel mondo industrializzato, infatti, venne meno </hi><hi rend="CharOverride-1">la centralità del lavoro operaio e si assisteva alla contestuale crescita della precarietà e</hi><hi rend="CharOverride-1"> del ‘settore informale’, mentre nei paesi in via di</hi><hi rend="CharOverride-1"> sviluppo impellente diveniva il tema della riforma agraria, della </hi><hi rend="CharOverride-1">dequalificazione del lavoro e di un basso tasso di sindacalizzazione </hi><hi rend="CharOverride-1">in molti settori. La risposta dell’Oil a queste nuove</hi><hi rend="CharOverride-1"> sfide fu il lancio del </hi><hi rend="italic CharOverride-1">World Employment Programme </hi><hi rend="CharOverride-1">(WEP) </hi><hi rend="CharOverride-1">che ne spostava l’asse d’azione sui temi dello </hi><hi rend="CharOverride-1">sviluppo</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP08885_int_online_chapter_187_1147-1155.html#footnote-003">9</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Obiettivo del WEP era porre il lavoro, inteso </hi><hi rend="CharOverride-1">quale fattore fondamentale di realizzazione dell’individuo e di affermazione </hi><hi rend="CharOverride-1">della dignità umana, al centro dello sviluppo assistendo i governi </hi><hi rend="CharOverride-1">e gli altri organismi internazionali nella promozione di politiche mirate </hi><hi rend="CharOverride-1">a dotare ogni essere umano di un impiego produttivo (De</hi><hi rend="CharOverride-1"> Mozzi, Mechi, e Sitzia 2019, 6; Emmerij, Jolly, e Weiss </hi><hi rend="CharOverride-1">2001). Il programma, dall’orientamento keynesiano, nel corso degli </hi><hi rend="CharOverride-1">anni Ottanta si confrontò con le politiche neoliberiste e la </hi><hi rend="italic CharOverride-1">deregulation</hi><hi rend="CharOverride-1"> del mercato del lavoro, portate avanti dall’America di Reagan</hi><hi rend="CharOverride-1"> e dalla Gran Bretagna della Thatcher, che ridimensionavano il ruolo</hi><hi rend="CharOverride-1"> dell’Oil e del dialogo sociale, mentre nel nuovo scenario</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">post</hi><hi rend="CharOverride-1"> Guerra fredda acquisivano una nuova centralità organismi come la</hi><hi rend="CharOverride-1"> Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale.</hi></p><p rend="h2" ><hi>3. Verso </hi><hi>il nuovo millennio: il lavoro dignitoso</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Gli anni Novanta rappresentarono una</hi><hi rend="CharOverride-1"> fase complessa e di ridefinizione per l’Oil nel nuovo</hi><hi rend="CharOverride-1"> spazio della globalizzazione. Nel 1998 veniva presentata l’</hi><hi rend="CharOverride-1">“Ilo Declaration on Fundamental Principles and Rights at Work” </hi><hi rend="CharOverride-1">in cui si sottolineava che </hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">tutti i membri, anche se non</hi><hi rend="CharOverride-1"> hanno ratificato le convenzioni in questione, hanno l’obbligo, derivante</hi><hi rend="CharOverride-1"> dal fatto stesso di far parte dell’Organizzazione, di rispettare,</hi><hi rend="CharOverride-1"> promuovere e realizzare, in buona fede e in conformità alla</hi><hi rend="CharOverride-1"> Costituzione, i principi relativi ai diritti fondamentali che sono oggetto</hi><hi rend="CharOverride-1"> di tali convenzioni, vale a dire: (a) la libertà di</hi><hi rend="CharOverride-1"> associazione e l’effettivo riconoscimento del diritto alla contrattazione collettiva;</hi><hi rend="CharOverride-1"> (b) l’eliminazione di tutte le forme di lavoro forzato</hi><hi rend="CharOverride-1"> o obbligatorio; (c) l’effettiva abolizione del lavoro minorile; e</hi><hi rend="CharOverride-1"> (d) l’eliminazione della discriminazione in materia di impiego e</hi><hi rend="CharOverride-1"> occupazione (ILO, </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Declaration on Fundamental Principles and Rights at Work</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><ref target="0"><hi rend="CharOverride-1">http://www.ilo.org/declaration/</hi></ref><hi rend="CharOverride-1"> info/publications/WCMS_467653/lang--en/index.htm)</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La Dichiarazione, inoltre, venne integrata da un nuovo quadro organizzativo per le attività dell’Oil e dall’introduzione del concetto di ‘lavoro dignitoso’ dal Direttore generale cileno, Juan Somavía nel 1999. Nella </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Decent Work Agenda</hi><hi rend="CharOverride-1">, l’Ilo assumeva come fondamentale obiettivo l’«opportunità per donne e uomini di ottenere un lavoro dignitoso e produttivo in condizioni di libertà, equità, sicurezza e dignità umana» (</hi><hi rend="italic CharOverride-1">ILO and today’s</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> global challenges</hi><hi rend="CharOverride-1">. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">The Decent Work </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Agenda</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><ref target="0"><hi rend="CharOverride-1">https://www.ilo.org/legacy/english/lib/century/index6.htm</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">) e dunque, </hi><hi rend="CharOverride-1">riconosceva la necessità di migliorare «le condizioni di tutte le persone, salariate e non, che lavorano nell’economia formale o informale» (Vosko 2002, 26). Una scelta che, come è stato sottolineato, si poneva in controtendenza rispetto alle tesi della </hi><hi rend="italic CharOverride-1">fine</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> del lavoro</hi><hi rend="CharOverride-1">, della </hi><hi rend="italic CharOverride-1">jobless society</hi><hi rend="CharOverride-1"> e della disoccupazione tecnologica (Mari 2019) e che si ricollegava alle riflessioni di Amartya Sen sul lavoro inteso quale ‘spazio’ fondamentale nel quale l’ineguaglianza si manifesta sia come disoccupazione sia attraverso le caratteristiche stesse del lavoro. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Infatti, nel documento elaborato dalla Commissione mondiale sul futuro del lavoro</hi><hi rend="CharOverride-1"> dell’ILO, </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Lavorare per un futuro migliore</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP08885_int_online_chapter_187_1147-1155.html#footnote-002">10</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, si rilanciava l’idea del ‘lavoro decente’ inteso sia come attività lavorativa che come volano per un nuovo modello di sviluppo </hi><hi rend="italic CharOverride-1">centrato sulla persona</hi><hi rend="CharOverride-1">, che rompeva sia con il fordismo che con la cultura neoliberista e quella tradunionista, più in generale (Mari 2019, 5-6). Dunque, la sfida è pervenire a un futuro e a una società migliore lavorando per e con un lavoro migliore, ‘dignitoso’. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Come sottolineato da Sen in un discorso tenuto all</hi><hi rend="CharOverride-1">’International Labour Conference a Genova, nel giugno 1999, l’importanza del concetto di ‘decent work’, coniato dal direttore generale dell’Ilo, stava nel considerare ogni aspetto dell’impiego (condizioni di lavoro, diritti, contrattazione sociale, gli obiettivi personali e l’autorealizzazione, oltre al reddito) e inserirlo all’interno di un progetto più articolato in cui il lavoro attraverso il governo delle trasformazioni demografiche, ambientali, tecnologiche e amministrative a cui è sottoposto può affermare la sua qualità insieme a quella dello sviluppo economico e sociale</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP08885_int_online_chapter_187_1147-1155.html#footnote-001">11</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il progetto sotteso al documento era composto da tre pilastri su cui investire: «la capacità delle persone», «istituzioni del lavoro» e «nel lavoro dignitoso e sostenibile». Alla base vi era, infatti, «l’idea di crescita economica e sociale prodotta dal lavoro di </hi><hi rend="italic CharOverride-1">qualità</hi><hi rend="CharOverride-1">, a sua volta risultato dell’azione (personale, sindacale e politica) che interviene nelle trasformazioni in cui il lavoro è attualmente sottoposto, che così divengono l’</hi><hi rend="italic CharOverride-1">occasione</hi><hi rend="CharOverride-1"> e la </hi><hi rend="italic CharOverride-1">sfida</hi><hi rend="CharOverride-1"> per affermare un lavoro di qualità» (Mari 2019, 8). Inoltre in esso veniva presentato un itinerario dal lavoro allo sviluppo collegato alle tre diverse tipologie di investimenti. Se per gli investimenti nelle ‘capacità delle persone’ si sosteneva l’importanza dell’apprendimento permanente per tutti, di sostenere le persone nelle transizioni, di agende trasformative per la parità di genere, per gli investimenti nelle istituzioni del lavoro il riferimento era a: «stabilire una garanzia universale per i lavoratori», «migliorare la gestione dei tempi di lavoro», «rivitalizzare la rappresentanza dei lavoratori», «porre la tecnologia al servizio del lavoro dignitoso». Invece, per gli investimenti «nel lavoro dignitoso e sostenibile» si proponeva di «trasformare le economie per promuovere il lavoro dignitoso e sostenibile» e di «orientare gli incentivi per le imprese e economie a supporto di un’agenda incentrata sulla persona». </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il documento dell’Ilo venne integrato negli anni Duemila attraverso l’adozione di una serie di dichiarazioni che ridefinivano gli obiettivi strategici dell’organizzazione a partire dalla </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Ilo Declaration</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> on Social Justice for a Fair Globalization</hi><hi rend="CharOverride-1"> (2008)</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP08885_int_online_chapter_187_1147-1155.html#footnote-000">12</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1"> alla Convenzione n. 189 del 2011 sul lavoro dignitoso per i lavoratori domestici. Veniva così</hi><hi rend="CharOverride-1"> colmato il </hi><hi rend="italic CharOverride-1">gap</hi><hi rend="CharOverride-1"> che a lungo aveva caratterizzato l’</hi><hi rend="CharOverride-1">organizzazione rispetto al lavoro informale e non retribuito e al</hi><hi rend="CharOverride-1"> lavoro femminile. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">In occasione del suo centenario nel 2019, </hi><hi rend="CharOverride-1">invece, l’Oil adottava nella 108° Conferenza Internazionale del </hi><hi rend="CharOverride-1">Lavoro la</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> Dichiarazione del Centenario dell’Oil per il Futuro </hi><hi rend="italic CharOverride-1">del Lavoro</hi><hi rend="CharOverride-1">, definita punto di partenza per una ripresa sostenibile</hi><hi rend="CharOverride-1"> dalla pandemia. Inoltre, un importante momento di confronto sugli </hi><hi rend="CharOverride-1">esiti negativi del Covid-19 sul mondo del lavoro e sulle </hi><hi rend="CharOverride-1">possibili strategie per contrastarli si ebbe in occasione del vertice </hi><hi rend="CharOverride-1">mondiale organizzato nello stesso anno attraverso sistemi di comunicazione virtuale. </hi></p><p rend="h2" ><hi>4. Conclusioni</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il </hi><hi rend="italic CharOverride-1">lavoro</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> dignitoso</hi><hi rend="CharOverride-1"> è un concetto globale e universale. Il documento dell’Oil aspira infatti ad avanzare una proposta globale anche a fronte delle profonde differenze regionali presenti sul piano dello sviluppo economico, scientifico e sociale, oltre che politico. Esso, come è stato sottolineato, ha una sua plausibilità e legittimità ed i diritti in esso evocati hanno un carattere universale e sono realizzabili diversamente in condizioni sociali, politiche ed economiche profondamente differenti. Tuttavia, anche se rispetto al tema del ‘lavoro dignitoso’ e all’elaborazione che ne fa l’Ilo è possibile scorgere delle contraddizioni, a partire dalla mancanza di un metodo per misurare la qualità del ‘lavoro dignitoso’, è importante sottolineare l’importanza ‘eversiva’ del documento. Il documento fa infatti emergere la tesi della priorità della qualità del lavoro. E, se nei paesi sviluppati e nelle economie della conoscenza postfordiste la centralità del lavoro dignitoso e della persona corrispondono a un significato rilevante e specifico, ovvero alta produttività, «che interessa la valorizzazione del capitale, ma anche potenzialmente la costruzione di “migliore futuro”, cioè di una ricchezza finalizzata alla “persona”», diverso è il discorso per i paesi in via di sviluppo o dove prevale il lavoro manuale e artigianale. In questi casi, così come per le fasce più sfruttate, è infatti difficile ottenere un’alta qualità del lavoro. All’interno dei paesi dell’economia della conoscenza e della rivoluzione digitale il tema del ‘lavoro dignitoso’ interseca quella della polarizzazione del lavoro e della diversa natura dei lavori e dunque il concetto di lavoro dignitoso assume un significato specifico, che come è stato sottolineato, rinvia «a differenti contenuti e forme di autorealizzazione nel lavoro. In ultima analisi, differenze in termini di contenuti di conoscenza, che richiedono nuove forme di solidarietà tra differenti lavori», ad esempio tra il creativo della </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Smart Factory</hi><hi rend="CharOverride-1"> e il </hi><hi rend="italic CharOverride-1">ryders</hi><hi rend="CharOverride-1">. In questo senso il documento dell’Oil è importante perché individua i diritti e la qualità delle attività lavorative come base universale per la costruzione di una «dimensione globale della cittadinanza» (Mari 2019, 14) e di tornare per questa via, come sottolineato da Alain Supiot,</hi><hi rend="CharOverride-1"> a </hi><hi rend="italic CharOverride-1">L’Eprit de Philadelphia</hi><hi rend="CharOverride-1"> per dissipare il miraggio del</hi><hi rend="CharOverride-1"> mercato totale e tracciare la via di una nuova giustizia</hi><hi rend="CharOverride-1"> sociale (Supiot 2012).</hi></p><p rend="h2" ><hi>Riferimenti bibliografici</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Alock, Anthony. 1971. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">History of International Labour Organization</hi><hi rend="CharOverride-1">. Macmillan: London.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">BIT. 1956. “Social aspects of European economic co-operation, Report by a Group of Experts.</hi><hi rend="CharOverride-1">” </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Studies</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">and</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Reports</hi><hi rend="CharOverride-1"> 46: 11.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Cox, Robert W.1977. “Labour and Hegemony.” </hi><hi rend="italic CharOverride-1">International</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Organization</hi><hi rend="CharOverride-1"> 31, 3: 385-424.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Dogliani,</hi><hi rend="CharOverride-1"> Patrizia. 1987. “Progetto per un’internazionale a-classista: i socialisti dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro negli anni Venti.” In </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Esperienze e problemi del movimento socialista fra le due guerre mondiali</hi><hi rend="CharOverride-1">, 45-68. 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Colchester 147: ECPR Press.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Helfer, Laurence R. 2008. “Monitoring Compliance with Unratified Treaties: The ILO Experience</hi><hi rend="CharOverride-1">.” </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Law</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">and</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Contemporary</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Problems</hi><hi rend="CharOverride-1"> 71: 193-218.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">ILO. 1944. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Official Bullettin</hi><hi rend="CharOverride-1"> 26, June 1, 1944.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">ILO. 1946. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Official Bullettin</hi><hi rend="CharOverride-1"> 29, 4, November15, 1946.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">ILO. </hi><hi rend="CharOverride-1">1969. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">The World Employment Programme. 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Geneva.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">ILO. 1999. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">ILO and today’s global challenges (Part 2: 1999-), inception of the Decent Work Agenda</hi><hi rend="CharOverride-1">. &lt;</hi><ref target="0"><hi rend="CharOverride-1">https://www.ilo.org/legacy/english/lib/century/index6.htm</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt;</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">ILO. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Declaration on Fundamental Principles and Rights at Work</hi><hi rend="CharOverride-1">. &lt;</hi><ref target="0"><hi rend="CharOverride-1">http://www.ilo.org/declaration/</hi></ref><hi rend="CharOverride-1"> info/publications/WCMS_467653/lang--en/index.htm&gt; (2023-10-20).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">ILO</hi><hi rend="CharOverride-1">. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Work for a brighter future</hi><hi rend="CharOverride-1">. &lt;</hi><ref target="0"><hi rend="CharOverride-1">https://ilo.org/rome/pubblicazioni/WCMS_703633/lang--it/index.htm</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt; (2023-10-20).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Jakovleski, </hi><hi rend="CharOverride-1">Velibor, Jerbi, Scott, and Thomas Biersteker. 2019. “The ILO’s Role in Global Governance: Limits and Potential.” </hi><hi rend="italic CharOverride-1">International</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Development</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Policy/Revue</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">internationale</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">de</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">politique</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">de</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">développement</hi><hi rend="CharOverride-1"> 11</hi><hi rend="CharOverride-1">. &lt;</hi><ref target="0"><hi rend="CharOverride-1">http://journals.openedition.org/poldev/3026</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt; (2023-10-20).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Jensen, Jill M. 2013. “US New Deal Social Policy Experts and the ILO, 1948-1954.” In </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Globalizing</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Social</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Rights</hi><hi rend="CharOverride-1">, edited by Daniel Maul, and Droux Kott, 172-189. 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					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08885_int_online_chapter_187_1147-1155.html#footnote-011-backlink">1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Si veda: &lt;</hi><ref target="0"><hi rend="CharOverride-1">https://www.ilo.org/global/about-the-ilo/lang--en/index.htm</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt; (2023-10-20).</hi></p></item>
				</list><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08885_int_online_chapter_187_1147-1155.html#footnote-010-backlink">2</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="italic CharOverride-1">Dichiarazione dell’</hi><hi rend="italic CharOverride-1">Organizzazione internazionale del lavoro sui principi e i diritti fondamentali </hi><hi rend="italic CharOverride-1">del lavoro e i suoi seguiti, 1998</hi><hi rend="CharOverride-1">, adottata alla 86ª</hi><hi rend="CharOverride-1"> sessione della Conferenza internazionale del lavoro (1998) e modificata alla</hi><hi rend="CharOverride-1"> 110ª sessione (2022): &lt;</hi><ref target="0"><hi rend="CharOverride-1">https://www.ilo.org/wcmsp5/groups/public/---europe/---ro-geneva/---ilorome/documents/publication/wcms_151918.pdf</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt; 2023-10-20).</hi></p></item>
				</list><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08885_int_online_chapter_187_1147-1155.html#footnote-009-backlink">3</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="italic CharOverride-1">The Labour Provisions of the Treaties</hi><hi rend="CharOverride-1">:</hi><hi rend="CharOverride-1"> &lt;</hi><ref target="0"><hi rend="CharOverride-1">https://www.ilo.org/public/libdoc/ilo/1920/20B09_18_engl.pdf</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt; (2023-10-20).</hi></p></item>
				</list><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08885_int_online_chapter_187_1147-1155.html#footnote-008-backlink">4</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Per Karl </hi><hi rend="CharOverride-1">Polányi (1944, 27-8): «The League of Nations itself had been</hi><hi rend="CharOverride-1"> supplemented by the International Labour Office partly in order to</hi><hi rend="CharOverride-1"> equalize conditions of competition among the nations so that trade</hi><hi rend="CharOverride-1"> might be liberated without danger to standards of living».</hi></p></item>
				</list><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08885_int_online_chapter_187_1147-1155.html#footnote-007-backlink">5</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">L’elenco delle convezioni e raccomandazioni è disponibile sul sito </hi><hi rend="CharOverride-1">ufficiale dell’Oil nella sezione NormaLex: &lt;</hi><ref target="0"><hi rend="CharOverride-3">https://www.ilo.org/dyn/normlex/en/f?p=NORMLEXPUB</hi></ref><hi rend="CharOverride-3">:1:0::NO</hi><hi rend="CharOverride-1">:::&gt; (2023-10-20</hi><hi rend="CharOverride-1">).</hi></p></item>
				</list><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08885_int_online_chapter_187_1147-1155.html#footnote-006-backlink">6</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	I Reports sulle conferenze statistiche sono disponibili sul sito dell’Oil: </hi><ref target="0"><hi rend="CharOverride-1">http://www.ilo.org/global/statistics-and-databases/meetings-and-events/international-conference-of-labour-statisticians/lang--en/index.htm</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">. </hi></p></item>
				</list><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08885_int_online_chapter_187_1147-1155.html#footnote-005-backlink">7</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="italic CharOverride-1">Declaration concerning the aims and purposes of the International Labour Organisation</hi><hi rend="CharOverride-1">: &lt;</hi><ref target="0"><hi rend="CharOverride-1">https://tinyurl.com/2ruc65h3</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt; (2023-10-20).</hi></p></item>
				</list><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08885_int_online_chapter_187_1147-1155.html#footnote-004-backlink">8</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Significative a riguardo sono le risoluzione su </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Social provisions </hi><hi rend="italic CharOverride-1">in the peace settlement</hi><hi rend="CharOverride-1"> ed </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Economic policies for the attainment</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> of social objectives</hi><hi rend="CharOverride-1">. Inoltre alla transizione da un’economia </hi><hi rend="CharOverride-1">di guerra a una di pace era dedicata la raccomandazione </hi><hi rend="CharOverride-1">71, </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Employment in the transition from war to peace</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p></item>
				</list><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08885_int_online_chapter_187_1147-1155.html#footnote-003-backlink">9</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="italic CharOverride-1">The World Employment Programme</hi><hi rend="CharOverride-1">, report of the director-general to the</hi><hi rend="CharOverride-1"> fifty-third session of the International Labour Conference, Geneva, 1969.</hi></p></item>
				</list><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08885_int_online_chapter_187_1147-1155.html#footnote-002-backlink">10</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="italic CharOverride-1">Work for a brighter future</hi><hi rend="CharOverride-1"> è disponibile in una traduzione </hi><hi rend="CharOverride-1">italiana ufficiale nel sito dello Ilo di Roma: &lt;</hi><ref target="0"><hi rend="CharOverride-1">https://ilo.org/rome/pubblicazioni/WCMS_703633/lang--it/index.htm</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt; </hi><hi rend="CharOverride-1">(2023-10-20).</hi></p></item>
				</list><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08885_int_online_chapter_187_1147-1155.html#footnote-001-backlink">11</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Sen 1999. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Address by Mr. Amartya Sen to the International Labour Conference, Geneva, 1-17th June 1999</hi><hi rend="CharOverride-1">: &lt;</hi><ref target="0"><hi rend="CharOverride-1">www.ilo.org/public/english/10ilc/ilc87//a-sen.htm</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt; (2023-10-20).</hi></p></item>
				</list><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08885_int_online_chapter_187_1147-1155.html#footnote-000-backlink">12</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Si veda: &lt;</hi><ref target="0"><hi rend="CharOverride-3">http://www.ilo.org/global/about-the-ilo/mission-and-objectives/WCMS_371208/lang--en/index.htm</hi></ref><hi rend="CharOverride-3">&gt; (</hi><hi rend="CharOverride-1">2023-10-20</hi><hi rend="CharOverride-3">).</hi></p></item>
				</list>  
      
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