<?xml version="1.0" encoding="utf-8" standalone="yes"?>
<TEI xmlns="http://www.tei-c.org/ns/1.0">
  <teiHeader>
    <fileDesc>
      <titleStmt>
        <title type="main" level="a">Italo Calvino</title>
        <author>
          <persName n="1">
            <forename>Giovanni</forename>
            <surname>Falaschi</surname>
            <placeName type="affiliation">University of Perugia, Italy</placeName>
          </persName>
        </author>
        <respStmt>
          <resp>This is a section of <title>Idee di lavoro e di ozio per la nostra civiltà</title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/979-12-215-0319-7</idno>) by </resp>
          <name>Giovanni Mari, Francesco Ammannati, Brogi Stefano, Tiziana Faitini, Arianna Fermani, Francesco Seghezzi, Annalisa Tonarelli</name>
        </respStmt>
      </titleStmt>
      <publicationStmt>
        <publisher>Firenze University Press</publisher>
        <pubPlace>Florence</pubPlace>
        <date when="2024">2024</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/979-12-215-0319-7.154</idno>
        <availability>
          <p>Available for academic research purposes</p>
          <p>Open Access</p>
          <p>Copyright Author(s)</p>
          <licence source="text" target="https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/legalcode">
            <p>Content licence CC BY 4.0</p>
          </licence>
          <licence source="metadata" target="https://creativecommons.org/publicdomain/zero/1.0/legalcode">
            <p>Metadata licence CC0 1.0</p>
          </licence>
        </availability>
      </publicationStmt>
      <sourceDesc>
        <p>This is original content, published for academic research purposes</p>
      </sourceDesc>
    </fileDesc>
    <encodingDesc>
      <appInfo>
        <application version="2.2" ident="Booksflow">
          <desc>Digital edition XML powered by Booksflow</desc>
        </application>
      </appInfo>
    </encodingDesc>
    <profileDesc>
      <abstract xml:lang="en">
        <p>This essay considers Calvino’s work as a journalist, editor and writer. It also studies various figures of workers in the writer’s works, first of all the factory worker. And finally the ideological debate on the working class in the age of neo-capitalism.</p>
      </abstract>
      <textClass>
        <keywords>
          <list>
            <item>Calvino's many activities</item>
            <item>the chosen work makes you free</item>
            <item>work in the factory</item>
            <item>work and neo-capitalism</item>
          </list>
        </keywords>
      </textClass>
    </profileDesc>
  </teiHeader>
  <text>
    <body>
      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/979-12-215-0319-7.154<ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0319-7.154" /></p>
      
      <p rend="h1_chapter">Italo Calvino</p><p rend="h1_author ParaOverride-1" ><hi rend="CharOverride-1">Giovanni Falaschi</hi></p><p rend="h2" ><hi>1. Cenni bibliografici</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Per Italo Calvino, nato nel </hi><hi rend="CharOverride-1">1923 per molto tempo irrilevante per lui il luogo: Santiago de Las Vegas, Cuba), da</hi><hi rend="CharOverride-1"> due noti botanici, furono senz’altro importanti, per l</hi><hi rend="CharOverride-1">’evidenza che hanno nei suoi testi, i luoghi di residenza:</hi><hi rend="CharOverride-1"> San Remo, Torino, Parigi, Roma, Pineta di Roccamare (GR),</hi><hi rend="CharOverride-1"> ai quali dovrebbero essere aggiunti i molti che visitò e</hi><hi rend="CharOverride-1"> sui quali scrisse. Morì a Siena nel 1985. Scrittore</hi><hi rend="CharOverride-1"> tradotto ad oggi (2023) in 56 lingue. Per le sue </hi><hi rend="CharOverride-1">varie esperienze letterarie non è possibile citare tre o quattro </hi><hi rend="CharOverride-1">testi come i più importanti; ma per il tema del </hi><hi rend="CharOverride-1">‘lavoro’ si rimanda in particolare ai </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Racconti</hi><hi rend="CharOverride-1"> (da lui </hi><hi rend="CharOverride-1">scelti per l’edizione del 1958), alla scelta di saggi </hi><hi rend="CharOverride-1">in </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Una pietra sopra </hi><hi rend="CharOverride-1">(1982) e ad altri scritti (si </hi><hi rend="CharOverride-1">vedano almeno quelli dei 2 volumi di</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> Saggi</hi><hi rend="CharOverride-1"> della Mondadori)</hi><hi rend="CharOverride-1">. Tutti i suoi lavori saranno citati secondo i criteri </hi><hi rend="CharOverride-1">usati da tutti gli studiosi, come RR e S,</hi><hi rend="CharOverride-1"> seguiti dal numero del volume.</hi></p><p rend="h2" ><hi>2. I primi anni di </hi><hi>Calvino al lavoro</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Partecipa alla Resistenza, e nell’immediato secondo dopoguerra</hi><hi rend="CharOverride-1"> lascia San Remo e si trasferisce a Torino. Qui collabora</hi><hi rend="CharOverride-1"> alla pagina culturale dell’edizione piemontese de </hi><hi rend="italic CharOverride-1">l’Unità</hi><hi rend="CharOverride-1"> fin</hi><hi rend="CharOverride-1"> dal 1946. Gravita intorno alla casa editrice Einaudi vendendone </hi><hi rend="CharOverride-1">i libri a rate, e intanto scrive racconti che pubblica </hi><hi rend="CharOverride-1">sulla stessa </hi><hi rend="italic CharOverride-1">l’Unità</hi><hi rend="CharOverride-1"> e su </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Il</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Politecnico</hi><hi rend="CharOverride-1">. Nel 1947</hi><hi rend="CharOverride-1"> pubblica </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Il sentiero dei nidi di ragno</hi><hi rend="CharOverride-1"> (1947) da Einaudi,</hi><hi rend="CharOverride-1"> si laurea all’Università di Torino con una tesi su</hi><hi rend="CharOverride-1"> Conrad, lavora all’ufficio stampa e pubblicità della casa editrice,</hi><hi rend="CharOverride-1"> sempre collaborando a </hi><hi rend="italic CharOverride-1">l’Unità</hi><hi rend="CharOverride-1"> finché diventa caporedattore della terza</hi><hi rend="CharOverride-1"> pagina. Quando Einaudi (1949) gli chiederà di lavorare a tempo</hi><hi rend="CharOverride-1"> pieno in casa editrice, lascia il lavoro a </hi><hi rend="italic CharOverride-1">l’Unità</hi><hi rend="CharOverride-1">. Nell’immediato dopoguerra era entrato in contatto con Vittorini, </hi><hi rend="CharOverride-1">ma fino all’agosto 1950 senz’altro il rapporto più </hi><hi rend="CharOverride-1">stretto fu con Pavese, che aveva anch’egli straordinarie capacità </hi><hi rend="CharOverride-1">di lavoro (cfr. Ferretti 2017; 1992).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">E va tenuto sempre presente che la</hi><hi rend="CharOverride-1"> vita di Calvino si svolge per molti decenni nella città</hi><hi rend="CharOverride-1"> più industrializzata d’Italia per la presenza della Fiat. Fino</hi><hi rend="CharOverride-1"> al 1957 è iscritto al PCI, conosce bene ovviamente la</hi><hi rend="CharOverride-1"> vita degli operai e dell’indotto, le attività sindacali e</hi><hi rend="CharOverride-1"> quelle politiche, e necessariamente si pone il problema che in</hi><hi rend="CharOverride-1"> via generale si definiva ‘la questione della classe operaia’</hi><hi rend="CharOverride-1"> nel nostro paese.</hi></p><p rend="h2" ><hi>3. Cos’è il lavoro? </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il lavoro</hi><hi rend="CharOverride-1"> è per Calvino il modo di stare al mondo. E</hi><hi rend="CharOverride-1"> siccome tutti gli uomini sono diversi, in teoria il loro</hi><hi rend="CharOverride-1"> modo di starci dovrebbe essere di necessità diverso. Ne deriva</hi><hi rend="CharOverride-1"> che coloro che sono costretti a fare un lavoro ripetitivo</hi><hi rend="CharOverride-1"> sono amputati di un loro diritto: liberarsi attraverso il lavoro;</hi><hi rend="CharOverride-1"> e dunque gli operai che sul luogo di lavoro fanno</hi><hi rend="CharOverride-1"> gesti ripetitivi ed hanno invariabilmente identiche funzioni non sono liberi.</hi><hi rend="CharOverride-1"> Anche da qui la sua scelta politica.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Un articolo </hi><hi rend="CharOverride-1">del 1947 sullo scrittore Sherwood Anderson sembra scritto apposta per </hi><hi rend="CharOverride-1">noi; esordisce così: «La vita è degli uomini che amano</hi><hi rend="CharOverride-1"> il proprio mestiere, degli uomini che nel proprio mestiere sanno</hi><hi rend="CharOverride-1"> realizzarsi completamente». E ancora: «per uno scrittore, amare </hi><hi rend="CharOverride-1">veramente il proprio mestiere, significa, secondo me, amarlo umilmente, proprio </hi><hi rend="CharOverride-1">come un mestiere, col gusto dell’abilità tecnica, del materiale </hi><hi rend="CharOverride-1">di lavoro». E continua: «Anderson è il poeta dell</hi><hi rend="CharOverride-1">’artigianato: già i personaggi dei suoi romanzi trovavano o cercavano</hi><hi rend="CharOverride-1"> la felicità nella tecnica manuale, nell’abilità d’un mestiere</hi><hi rend="CharOverride-1"> qualsiasi, verniciatore come scrittore» (Calvino 1947, ora in </hi><hi rend="italic CharOverride-1">S</hi><hi rend="CharOverride-1">I, 1283-1285; per le sigle che si usano si </hi><hi rend="CharOverride-1">rimanda alla bibliografia). Non solo, ma fin dall’inizio Calvino </hi><hi rend="CharOverride-1">scrive che alcuni scrittori americani approdano alla letteratura dopo aver </hi><hi rend="CharOverride-1">fatto mille mestieri. Quindi lo scrittore lavora come un artigiano, </hi><hi rend="CharOverride-1">e quest’idea Calvino non l’abbandonò mai. L’artigiano</hi><hi rend="CharOverride-1"> insegue un progetto, e lavorando rifiuta, corregge, mette da </hi><hi rend="CharOverride-1">parte qualcosa per recuperarlo più tardi, se potrà, cambia idea </hi><hi rend="CharOverride-1">nel lavoro e infine realizza l’oggetto: un mobile, un </hi><hi rend="CharOverride-1">paio di scarpe, un romanzo. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">E Calvino lavora di continuo: </hi><hi rend="CharOverride-1">le sue opere sono contenute in 6 volumi dei “Meridiani” </hi><hi rend="CharOverride-1">di Mondadori, ne restano fuori alcuni scritti che potrebbero riempire </hi><hi rend="CharOverride-1">un altro volume; e in più che 600 pagine sta</hi><hi rend="CharOverride-1"> gran parte delle sue interviste rilasciate fra il 1951 e</hi><hi rend="CharOverride-1"> il 1985. Un lavoro dunque straordinario se si considera che</hi><hi rend="CharOverride-1"> Calvino è morto a 62 anni. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Qui va sottolineata l</hi><hi rend="CharOverride-1">’etica del lavoro che introiettò dai genitori e poi dalla</hi><hi rend="CharOverride-1"> lezione degli esempi superattivi in casa Einaudi: prima di tutto</hi><hi rend="CharOverride-1"> Pavese, ma anche la Ginzburg e Vittorini. Non per nulla</hi><hi rend="CharOverride-1"> il ricordo dedicato da Calvino a Pavese nel decennale della</hi><hi rend="CharOverride-1"> morte (1960) si intitola </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Pavese</hi><hi rend="CharOverride-1">: </hi><hi rend="italic CharOverride-1">essere e fare</hi><hi rend="CharOverride-1">, e</hi><hi rend="CharOverride-1"> fra l’altro vi si legge: «Tutta la carica </hi><hi rend="CharOverride-1">di Pavese gravitava sull’opera, su ciò che dell’esperienza </hi><hi rend="CharOverride-1">esistenziale e conoscitiva si fa opera compiuta» (</hi><hi rend="italic CharOverride-1">S</hi><hi rend="CharOverride-1">I, 81).</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Essere e fare</hi><hi rend="CharOverride-1"> che, aggiungiamo noi, per Pavese significava </hi><hi rend="italic CharOverride-1">fare</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> per poter essere, per non morire</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="h2" ><hi>4. E la classe</hi><hi> operaia? </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nel 1951 Calvino scrive </hi><hi rend="italic CharOverride-1">I giovani del Po</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="CharOverride-1">un romanzo breve ambientato a Torino sull’amore fra un </hi><hi rend="CharOverride-1">operaio tornitore e una ragazza borghese; ma lo tenne nel </hi><hi rend="CharOverride-1">cassetto perché evidentemente non ne era soddisfatto. Lo pubblicherà su </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Botteghe</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">oscure</hi><hi rend="CharOverride-1"> soltanto nel 1958. Ne scelgo un passo: </hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">Timbriamo </hi><hi rend="CharOverride-1">la cartolina uno dietro l’altro, noi del turno, e </hi><hi rend="CharOverride-1">diventiamo fabbrica anche noi. La fabbrica ci dà il materiale </hi><hi rend="CharOverride-1">e noi lo lavoriamo con le macchine, un pezzo dietro </hi><hi rend="CharOverride-1">l’altro, senza interruzione, e ci dà materiale da pensare, </hi><hi rend="CharOverride-1">e noi lo pensiamo con le nostre teste, e anche </hi><hi rend="CharOverride-1">questo non finisce mai, un problema dietro l’altro (</hi><hi rend="italic CharOverride-1">RR</hi><hi rend="CharOverride-1">III, 50-1).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Citiamo ora dal racconto </hi><hi rend="italic CharOverride-1">La gallina di reparto</hi><hi rend="CharOverride-1">: </hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">non c’è carcere senza i suoi spiragli. E così </hi><hi rend="CharOverride-1">anche nel sistema che pretende d’utilizzare fin le minime </hi><hi rend="CharOverride-1">frazioni di tempo, si giunge a scoprire che con una </hi><hi rend="CharOverride-1">certa organizzazione di propri gesti c’è il momento in </hi><hi rend="CharOverride-1">cui ci s’apre davanti una meravigliosa vacanza di qualche </hi><hi rend="CharOverride-1">secondo, tanto da fare tre passi per conto proprio avanti </hi><hi rend="CharOverride-1">e indietro, o grattarsi la pancia, o cantarellare: ‘</hi><hi rend="italic CharOverride-1">Pò, pò, </hi><hi rend="italic CharOverride-1">pò…</hi><hi rend="CharOverride-1">’ e, se il capo-officina non è lì a dar </hi><hi rend="CharOverride-1">noia, c’è il tempo, tra un’operazione e l’</hi><hi rend="CharOverride-1">altra, di dire due parole ad un collega (</hi><hi rend="italic CharOverride-1">RR</hi><hi rend="CharOverride-1">II, </hi><hi rend="CharOverride-1">1046). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">È l’azienda vista dall’interno, con tempi di </hi><hi rend="CharOverride-1">lavoro che non dovrebbero lasciare al lavoratore lo spazio neanche </hi><hi rend="CharOverride-1">per pensare. Altro racconto sempre ‘dall’interno’ dell’azienda è </hi><hi rend="italic CharOverride-1">La notte dei numeri</hi><hi rend="CharOverride-1">, dove il lavoro è visto da</hi><hi rend="CharOverride-1"> un ragazzino che aiuta la madre a farvi le pulizie:</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">La giornata di lavoro è alla fine: dai rulli delle</hi><hi rend="CharOverride-1"> macchine da scrivere allineate in fila gli ultimi fogli si</hi><hi rend="CharOverride-1"> srotolano e separano dalla pesta cartacarbone; sulle scrivanie dei capuffici</hi><hi rend="CharOverride-1"> si posano i dossier della corrispondenza per la firma, le</hi><hi rend="CharOverride-1"> dattilografe incappucciano le macchine e s’avviano al guardaroba o</hi><hi rend="CharOverride-1"> già s’accodano al crocchio incappottato attorno all’orologio della</hi><hi rend="CharOverride-1"> timbratura. Tutto è presto deserto; e la scomparsa degli impiegati</hi><hi rend="CharOverride-1"> è sostituita dall’arrivo delle donne delle pulizie (</hi><hi rend="italic CharOverride-1">RR</hi><hi rend="CharOverride-1">II,</hi><hi rend="CharOverride-1"> 1051).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Da </hi><hi rend="italic CharOverride-1">La signora Paulatim</hi><hi rend="CharOverride-1">: </hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">I berretti bianchi sono </hi><hi rend="CharOverride-1">chini sul nastro dove avanzano i tubetti confezionati nell’astuccio, </hi><hi rend="CharOverride-1">i tubetti da confezionare, i tubetti da chiudere, i tubetti </hi><hi rend="CharOverride-1">da ovattare, i tubetti da riempire di dodici compresse, i </hi><hi rend="CharOverride-1">tubetti da incollarci sopra l’etichetta “Paulatim”: (</hi><hi rend="italic CharOverride-1">RR</hi><hi rend="CharOverride-1">II</hi><hi rend="CharOverride-1">, 1065). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Qui la ripetizione della parola «tubetti» vuol </hi><hi rend="CharOverride-1">dare il senso della ripetitività ossessiva dei tempi e delle </hi><hi rend="CharOverride-1">azioni delle operaie al lavoro seriale.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">E poco prima si legge</hi><hi rend="CharOverride-1"> della ripetitività del viaggio in automobile per la strada che</hi><hi rend="CharOverride-1"> porta alla fabbrica, con le luci dei semafori che si</hi><hi rend="CharOverride-1"> muovono a tempo e arrestano le auto, con gli scatti</hi><hi rend="CharOverride-1"> dei numeri degli orologi a cifre scorrevoli, e la ripetizione</hi><hi rend="CharOverride-1"> dei gesti degli automobilisti e degli scatti e arresti con</hi><hi rend="CharOverride-1"> frenata delle automobili.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Ne </hi><hi rend="italic CharOverride-1">La nuvola di smog</hi><hi rend="CharOverride-1"> il protagonista </hi><hi rend="CharOverride-1">fa il redattore del periodico </hi><hi rend="italic CharOverride-1">La</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Purificazione</hi><hi rend="CharOverride-1"> che è prodotto </hi><hi rend="CharOverride-1">dall’Ente per la Purificazione dell’Atmosfera Urbana dei Centri </hi><hi rend="CharOverride-1">Industriali: </hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">Quelle facciate di case annerite, quei vetri opachi, quei </hi><hi rend="CharOverride-1">davanzali a cui non ci si poteva appoggiare, quei visi </hi><hi rend="CharOverride-1">umani quasi cancellati, quella foschia che ora col progredire dell’</hi><hi rend="CharOverride-1">autunno perdeva il suo umido sentore d’intemperie e diventava </hi><hi rend="CharOverride-1">come una qualità degli oggetti, come se ognuno e ogni </hi><hi rend="CharOverride-1">cosa avesse di giorno in giorno meno forma, meno senso </hi><hi rend="CharOverride-1">e valore, tutto quel che per me era sostanza d’</hi><hi rend="CharOverride-1">una miseria generale, per gli uomini come lui doveva essere </hi><hi rend="CharOverride-1">segno di ricchezza supremazia e potenza, e insieme di pericolo </hi><hi rend="CharOverride-1">distruzione e tragedia (</hi><hi rend="italic CharOverride-1">RR</hi><hi rend="CharOverride-1">I, 911).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il lavoro in fabbrica e</hi><hi rend="CharOverride-1"> il consumismo hanno delle conseguenze catastrofiche. La prima è quella</hi><hi rend="CharOverride-1"> di condizionare la vita umana anche fuori del lavoro, intervenendo</hi><hi rend="CharOverride-1"> sui ritmi della vita. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">L’avventura di due sposi</hi><hi rend="CharOverride-1"> è</hi><hi rend="CharOverride-1"> un bel racconto in cui in una coppia di operai</hi><hi rend="CharOverride-1"> si fanno due turni diversi: lui lavora la notte e</hi><hi rend="CharOverride-1"> lei di giorno; s’incontrano alla fine dei turni, quando</hi><hi rend="CharOverride-1"> lui rientra e lei deve partire. La sera mentre «</hi><hi rend="CharOverride-1">lui correva le strade buie, tra i radi fanali», </hi><hi rend="CharOverride-1">lei si coricava: </hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">strisciava un piede verso il posto di</hi><hi rend="CharOverride-1"> suo marito, per cercare il calore di lui, ma ogni</hi><hi rend="CharOverride-1"> volta s’accorgeva che dove dormiva lei era più caldo,</hi><hi rend="CharOverride-1"> segno che anche Artuto aveva dormito lì, e ne provava</hi><hi rend="CharOverride-1"> una grande tenerezza (</hi><hi rend="italic CharOverride-1">RR</hi><hi rend="CharOverride-1">II, 1164-165). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Chi meglio di Calvino,</hi><hi rend="CharOverride-1"> maestro di racconti e romanzi basati anche sul tema del</hi><hi rend="CharOverride-1"> dimidiamento, poteva inventare una situazione come questa?</hi></p><p rend="h2" ><hi>5. Il rischio</hi><hi> della distruzione ambientale</hi></p><p rend="text" ><hi rend="italic CharOverride-1">I giovani del Po </hi><hi rend="CharOverride-1">abbiamo detto essere </hi><hi rend="CharOverride-1">del 1951, mentre</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> La gallina di reparto</hi><hi rend="CharOverride-1"> è del 1954, </hi><hi rend="italic CharOverride-1">La notte dei numeri</hi><hi rend="CharOverride-1"> e </hi><hi rend="italic CharOverride-1">La speculazione edilizia</hi><hi rend="CharOverride-1"> del 1957, </hi><hi rend="italic CharOverride-1">La signora Paulatim</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic CharOverride-1">L’avventura di due sposi</hi><hi rend="CharOverride-1"> e </hi><hi rend="italic CharOverride-1">La</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> nuvola di smog</hi><hi rend="CharOverride-1"> del 1958. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">La speculazione edilizia</hi><hi rend="CharOverride-1"> riguarda il</hi><hi rend="CharOverride-1"> nuovo fenomeno della distruzione del territorio. Non è un tema</hi><hi rend="CharOverride-1"> azzeccato causalmente, perché nel 1958, rispondendo alla richiesta di Zavattini</hi><hi rend="CharOverride-1"> di compilare la voce “Natura” per un dizionario da</hi><hi rend="CharOverride-1"> pubblicare sull’“Almanacco Bompiani” dell’anno successivo, Calvino accetta e</hi><hi rend="CharOverride-1"> gliela manda. Vi si legge fra l’altro: </hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">Ho </hi><hi rend="CharOverride-1">capito questo: che la natura è mortale; non è quell’</hi><hi rend="CharOverride-1">eterno termine antitetico all’uomo, l’altro da sé cui </hi><hi rend="CharOverride-1">continuamente contrapporci; è un fragile bene, perituro, un’irripetibile giovinezza </hi><hi rend="CharOverride-1">del mondo. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">E più sotto, nuotando in una vasca ovviamente </hi><hi rend="CharOverride-1">artificiale, mentre vicino le onde battono sugli scogli, il personaggio </hi><hi rend="CharOverride-1">che dice</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> io</hi><hi rend="CharOverride-1"> pensa: </hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">E io nuoto in una tiepida </hi><hi rend="CharOverride-1">natura artificiale. Tutto il mondo diventerà così. Vecchia, sei morta. </hi><hi rend="CharOverride-1">Forse non ti ho mai amato davvero, erano storie. L’</hi><hi rend="CharOverride-1">uomo è fatto per vivere in scatola e per inscatolare </hi><hi rend="CharOverride-1">l’universo (</hi><hi rend="italic CharOverride-1">S</hi><hi rend="CharOverride-1">II, 2684-685). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Le date che abbiamo ricordato</hi><hi rend="CharOverride-1"> dimostrano quanto Calvino fosse molto più avanti rispetto ad altri</hi><hi rend="CharOverride-1"> scrittori e/o intellettuali nel prevedere il rischio della catastrofe ambientale.</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi></p><p rend="h2" ><hi>6. Il contesto letterario di frequenti articoli teorici</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Poiché lo</hi><hi rend="CharOverride-1"> spazio è tiranno, cito solo i nomi degli autori di</hi><hi rend="CharOverride-1"> testi importanti sul tema del lavoro (altrui, o sul </hi><hi rend="CharOverride-1">proprio lavoro come condanna) usciti fra il 1957 e </hi><hi rend="CharOverride-1">il 1962: Mastronardi, Arpino, Bianciardi, Volponi e Ottieri. Questi</hi><hi rend="CharOverride-1"> ultimi due erano ‘olivettiani’. Calvino ospitò </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Il calzolaio di</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> Vigevano</hi><hi rend="CharOverride-1"> di Mastronardi e il </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Taccuino industriale</hi><hi rend="CharOverride-1"> di Ottieri (Bonsi</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> </hi><hi rend="CharOverride-1">2013, 37-57) su </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Il Menabò</hi><hi rend="CharOverride-1">, che dirigeva con Vittorini. Ne </hi><hi rend="CharOverride-1">uscirono 10 numeri e aveva in programma di raccogliere i </hi><hi rend="CharOverride-1">testi letterari e le ricerche teoriche più nuove. Era il </hi><hi rend="CharOverride-1">periodo in cui dominava il ‘neo-capitalismo’, che sembrava accontentare </hi><hi rend="CharOverride-1">un po’ tutti (Calvino la chiamò </hi><hi rend="italic CharOverride-1">La belle époque inaspettata</hi><hi rend="CharOverride-1">,</hi><hi rend="CharOverride-1"> in </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Tempi moderni</hi><hi rend="CharOverride-1">, 6, 1961; </hi><hi rend="italic CharOverride-1">S</hi><hi rend="CharOverride-1">I, 90-5) ma spiazzò</hi><hi rend="CharOverride-1"> sindacati, partiti e intellettuali. Calvino notò subito che nella sinistra</hi><hi rend="CharOverride-1"> si stavano manifestando degli estremismi rivoluzionari frutto di ascetismo come</hi><hi rend="CharOverride-1"> rifiuto della prosperità presente. È noto che alcuni teorici ‘puri</hi><hi rend="CharOverride-1">’ furono sorpresi dal comportamento operaio che sembrò loro un cedimento</hi><hi rend="CharOverride-1"> al consumismo: per alcuni l’acquisto del frigorifero o dell</hi><hi rend="CharOverride-1">’utilitaria (la famosa Fiat Seicento) non potevano interessare la classe</hi><hi rend="CharOverride-1"> operaia, cosa che invece ovviamente accadde. Calvino collabora a </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Il</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Menabò</hi><hi rend="CharOverride-1"> con scritti teorici rivolti in due direzioni: 1) </hi><hi rend="CharOverride-1">fare una diagnosi delle attese e del ruolo della classe </hi><hi rend="CharOverride-1">operaia in questa nuova realtà, e 2) contemporaneamente cercare quale </hi><hi rend="CharOverride-1">poteva essere la direzione della ricerca letteraria creativa; quindi anche </hi><hi rend="CharOverride-1">della propria. Ne “La sfida al labirinto” (Calvino 1962) sintetizza</hi><hi rend="CharOverride-1"> cos’era accaduto con la rivoluzione industriale: «non più </hi><hi rend="CharOverride-1">cose ma merci, prodotti in serie, le macchine prendono il </hi><hi rend="CharOverride-1">posto degli animali, la città è un dormitorio annesso all’</hi><hi rend="CharOverride-1">officina, il tempo è orario, l’uomo è un ingranaggio»</hi><hi rend="CharOverride-1">. Ora si è avuto uno sviluppo ulteriore perché «siamo</hi><hi rend="CharOverride-1"> entrati nella fase dell’industrializzazione totale e dell’automazione»,</hi><hi rend="CharOverride-1"> nella quale </hi></p><p rend="quotations_quotation_b1" ><hi rend="CharOverride-1">le macchine sono più avanti degli uomini; le</hi><hi rend="CharOverride-1"> cose comandano le coscienze […] lo sviluppo della tecnica e</hi><hi rend="CharOverride-1"> della produzione spingono come forze biologico-sismiche; il risveglio delle società</hi><hi rend="CharOverride-1"> coloniali ed ex-coloniali spinge dall’altra parte; la classe operaia</hi><hi rend="CharOverride-1"> dell’Ovest non è più sicura d’essere l’antitesi</hi><hi rend="CharOverride-1"> fondamentale del capitalismo […] il capitalismo sente finalmente d’essere</hi><hi rend="CharOverride-1"> vecchio e cerca, sotto il </hi><hi rend="italic CharOverride-1">pre</hi><hi rend="CharOverride-1">fisso ‘neo’, di convincersi </hi><hi rend="CharOverride-1">che altro non è che un paterno organismo di servizi </hi><hi rend="CharOverride-1">produttivo-distributivi (</hi><hi rend="italic CharOverride-1">S</hi><hi rend="CharOverride-1">I, 105-6).</hi></p><p rend="h2" ><hi>7. Come uscire dalla prigione?</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il </hi><hi rend="CharOverride-1">saggio più importante di questo periodo è, teoricamente parlando, “L</hi><hi rend="CharOverride-1">’antitesi operaia” (Calvino 1964), che tentava direttamente un discorso </hi><hi rend="CharOverride-1">sul ruolo storico, e dunque anche nel momento presente, della </hi><hi rend="CharOverride-1">classe operaia. Il saggio fu mal considerato dalla ‘nuova sinistra’ </hi><hi rend="CharOverride-1">che faceva capo ai “Quaderni rossi” di Raniero Panzieri. Intanto </hi><hi rend="CharOverride-1">Calvino non crede che il capitalismo possa produrre ordine nella </hi><hi rend="CharOverride-1">società; al contrario esso è ‘disordine’. Da qui la</hi><hi rend="CharOverride-1"> sua polemica contro i teorici dell’inglobamento della classe operaia</hi><hi rend="CharOverride-1"> nel sistema che si configura come produzione e ‘necessità’</hi><hi rend="CharOverride-1"> (indotta) di consumare. Chi pensa così non crede più alla</hi><hi rend="CharOverride-1"> positività della classe operaia ma piuttosto alla forza rivoluzionaria dei</hi><hi rend="CharOverride-1"> reietti e degli esclusi e pensa quindi ai paesi ex-coloniali,</hi><hi rend="CharOverride-1"> o magari ai meridionali emigrati al Nord. Quanto all’Italia,</hi><hi rend="CharOverride-1"> le posizioni che emergono come soluzioni possibili sono: 1) la</hi><hi rend="CharOverride-1"> classe operaia come soggetto di «razionalizzazione assoluta del sistema </hi><hi rend="CharOverride-1">industriale», per cui ci potrebbe essere un’alleanza – diciamo </hi><hi rend="CharOverride-1">così – fra scienza e tecnica da una parte e classe </hi><hi rend="CharOverride-1">operaia dall’altra, la quale spingerebbe verso una razionalizzazione dello </hi><hi rend="CharOverride-1">sviluppo economico in modo da soddisfare le vere esigenze dell’</hi><hi rend="CharOverride-1">uomo. 2) oppure la classe operaia è concepita in totale </hi><hi rend="CharOverride-1">antitesi al sistema per produrre esiti rivoluzionari. Per chi sostiene </hi><hi rend="CharOverride-1">questa posizione il principale nemico è la razionalizzazione del sistema. </hi><hi rend="CharOverride-1">Ma a Calvino è da attribuire l’opinione che il </hi><hi rend="CharOverride-1">‘sistema’ (con la minuscola) procederebbe verso la catastrofe se</hi><hi rend="CharOverride-1"> non fosse corretto dalla spinta razionalizzatrice della classe operaia. </hi><hi rend="CharOverride-1">E quale potrà essere il lavoro di uno scrittore date</hi><hi rend="CharOverride-1"> queste premesse? Dalla metà degli anni Sessanta Calvino sembra ipotizzare</hi><hi rend="CharOverride-1"> due possibili direzioni di ricerca: 1) affrontare la complessità del</hi><hi rend="CharOverride-1"> reale facendo una precisa mappa del labirinto che è la</hi><hi rend="CharOverride-1"> nuova immagine del mondo, o 2) accettare la condizione umana</hi><hi rend="CharOverride-1"> come assenza di via d’uscita e perdersi dunque nel</hi><hi rend="CharOverride-1"> labirinto. Ovvio che per lui l’unica soluzione è la</hi><hi rend="CharOverride-1"> prima: cercare la via d’uscita; e questa, della ricerca</hi><hi rend="CharOverride-1"> e dell’uscita, sarà perfettamente rappresentata in uno dei suoi</hi><hi rend="CharOverride-1"> capolavori: </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Il conte di Montecristo</hi><hi rend="CharOverride-1">, ultimo racconto di </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Ti </hi><hi rend="italic CharOverride-1">con zero</hi><hi rend="CharOverride-1"> (1967). Non esiste un sistema così organizzato da </hi><hi rend="CharOverride-1">cui non si possa uscire: il Conte e l’</hi><hi rend="CharOverride-1">abate Faria chiusi nella fortezza-prigione d’If cercano una via</hi><hi rend="CharOverride-1"> di scampo: il secondo procede empiricamente ma si trova sempre</hi><hi rend="CharOverride-1"> più addentro alla prigione; il Conte si basa sui suoi</hi><hi rend="CharOverride-1"> errori e immagina una fortezza che si complica sempre di</hi><hi rend="CharOverride-1"> più: facendo l’ipotesi di una mappa sempre più inestricabile</hi><hi rend="CharOverride-1"> il Conte troverà finalmente la soluzione per evadere. Negli anni</hi><hi rend="CharOverride-1"> successivi direi che Calvino procede sempre in questa direzione: studiare</hi><hi rend="CharOverride-1"> bene l’inferno in cui si vive intravedendo ciò che</hi><hi rend="CharOverride-1"> inferno non è, e dargli spazio (come si legge nella</hi><hi rend="CharOverride-1"> conclusione de </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Le città invisibili</hi><hi rend="CharOverride-1"> del 1972, che riprende quella</hi><hi rend="CharOverride-1"> de </hi><hi rend="italic CharOverride-1">La giornata d’uno scrutatore</hi><hi rend="CharOverride-1">, 1963). La politica</hi><hi rend="CharOverride-1"> lo interessa sempre di meno perché non la considera all</hi><hi rend="CharOverride-1">’altezza dei tempi. La sua ricerca letteraria è sempre più</hi><hi rend="CharOverride-1"> prodotto di calcolo e insieme di immaginazione. Chi lo </hi><hi rend="CharOverride-1">ha accusato ‘da sinistra’ di pura evasività, come accadde allora </hi><hi rend="CharOverride-1">e poi successivamente negli anni, non ha capito proprio niente.</hi></p><p rend="h2" ><hi>Riferimenti</hi><hi> bibliografici</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Baranelli, Luca, a cura di. 2007.</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> Bibliografia degli scritti di Italo Calvino</hi><hi rend="CharOverride-1">. Pisa:</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> </hi><hi rend="CharOverride-1">Scuola </hi><hi rend="CharOverride-1">Normale Superiore.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Barenghi, Mario.</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> </hi><hi rend="CharOverride-1">2007.</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> Italo Calvino, le linee e i margini</hi><hi rend="CharOverride-1">. Bologna: il Mulino.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Barenghi, Mario, a cura di. 2023. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Favoloso Calvino. Il mondo come opera d’arte: Carpaccio, De Chirico, Gnoli, Melotti e gli altri</hi><hi rend="CharOverride-1">. Roma, Scuderie del Quirinale, 13 ottobre 2023-14 febbraio 2024. Milano: Hoepli.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Belpoliti, Marco.</hi><hi rend="CharOverride-1"> 2006.</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> L’occhio di Calvino. Nuova edizione ampliata</hi><hi rend="CharOverride-1">. Torino: Einaudi.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Bertone, Giorgio. 1994. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Italo Calvino. Il castello della scrittura</hi><hi rend="CharOverride-1">. </hi><hi rend="CharOverride-1">Torino: Einaudi. </hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Bonsi, Claudia. 2013.</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> </hi><hi rend="CharOverride-1">“Dal “Taccuino industriale” a “La linea gotica” di Ottiero Ottieri: un viaggio testuale.” </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Autografo</hi><hi rend="CharOverride-1"> 9:</hi><hi rend="CharOverride-1"> 37-57.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Bucciantini, Massimo. 2023. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Pensare l’universo. Italo Calvino e la scienza</hi><hi rend="CharOverride-1">. Roma: Donzelli.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Calvino, Italo. 1947. “Sherwood Anderson scrittore artigiano.</hi><hi rend="CharOverride-1">” </hi><hi rend="italic CharOverride-1">l’Unità</hi><hi rend="CharOverride-1">, 4 novembre 1947.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Calvino, Italo. 1962. “La sfida al labirinto.” </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Il</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Menabò</hi><hi rend="CharOverride-1"> 5.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Calvino, Italo. 1964. “L’antitesi operaia</hi><hi rend="CharOverride-1">.” </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Il</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Menabò</hi><hi rend="CharOverride-1"> 7.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Calvino, Italo. 1991-1995. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Romanzi e Racconti</hi><hi rend="CharOverride-1">, 3 voll. (</hi><hi rend="italic CharOverride-1">RR</hi><hi rend="CharOverride-1">I,</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">RR</hi><hi rend="CharOverride-1">II e </hi><hi rend="italic CharOverride-1">RR</hi><hi rend="CharOverride-1">III), edizione diretta da Claudio Milanini; a </hi><hi rend="CharOverride-1">cura di Mario Barenghi, e Bruno Falcetto. Milano: Mondadori.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Calvino, Italo. </hi><hi rend="CharOverride-1">1995. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Album Calvino</hi><hi rend="CharOverride-1">, a cura di Luca Baranelli, e Ernesto Ferrero</hi><hi rend="CharOverride-1">. Milano: Mondadori. </hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Calvino, Italo. 1995. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Saggi 1945-1985</hi><hi rend="CharOverride-1">, 2. voll. (</hi><hi rend="italic CharOverride-1">S</hi><hi rend="CharOverride-1">I e</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">S</hi><hi rend="CharOverride-1">II), a cura di Mario Barenghi. Milano: Mondadori. </hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Calvino, Italo. </hi><hi rend="CharOverride-1">2000. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Lettere 1940-1985 </hi><hi rend="CharOverride-1">(</hi><hi rend="italic CharOverride-1">L</hi><hi rend="CharOverride-1">), a cura di Luca Baranelli. Milano:</hi><hi rend="CharOverride-1"> Mondadori.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Calvino, Italo. 2012. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Sono nato in America…</hi><hi rend="CharOverride-1">, a cura di Luca Baranelli. Milano:</hi><hi rend="CharOverride-1"> Mondadori.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Calvino, Italo. 2023. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Il libro dei risvolti</hi><hi rend="CharOverride-1">, a cura di Luca Baranelli, e Chiara Ferrero. Milano: Mondadori.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Di Nicola, Laura. 2024. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Un’idea di Calvino. Letture critiche e ricerche sul campo</hi><hi rend="CharOverride-1">. Roma: Carocci.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Falaschi, Giovanni. 2019. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Una lunga fedeltà a Italo Calvino. Con lettere edite e inedite</hi><hi rend="CharOverride-1">. Perugia: Aguaplano.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Ferretti, Gian Carlo. 1989. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Le capre di Bikini. Calvino giornalista e saggista 1945-1985</hi><hi rend="CharOverride-1">. Roma: Editori Riuniti.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Ferretti, Gian </hi><hi rend="CharOverride-1">Carlo. 2017. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">L’editore Cesare Pavese</hi><hi rend="CharOverride-1">. Torino: Einaudi.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Mario, Anna. 2017. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Quale </hi><hi rend="CharOverride-1">autore</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> laggiù attende la fine?</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="CharOverride-1">Firenze: Firenze University Press.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Mc Laughlin, Martin. 1996. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Italo Calvino</hi><hi rend="CharOverride-1">. Edimburg: Edimburg University Press.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Milanini, Claudio.</hi><hi rend="CharOverride-1"> 1990.</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> L’utopia discontinua. Saggio su Italo Calvino</hi><hi rend="CharOverride-1">. Milano: Garzanti.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Perrella, Silvio. 1999 (2010</hi><hi rend="superscript CharOverride-2">2</hi><hi rend="CharOverride-1">). </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Calvino</hi><hi rend="CharOverride-1">. Roma-Bari: Laterza.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Rubini, Francesca. 2023. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Italo Calvino nel mondo. Opere, lingue, paesi (1955-2020)</hi><hi rend="CharOverride-1">. Roma: Carocci.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Scarpa, Domenico. 1999. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Italo Calvino</hi><hi rend="CharOverride-1">. Milano: </hi><hi rend="CharOverride-1">Bruno Mondadori.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Scarpa, Domenico. 2023. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Calvino fa la conchiglia. La costruzione di uno scrittore</hi><hi rend="CharOverride-1">. Milano: Hoepli.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Serra, Francesca. 2006. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Calvino</hi><hi rend="CharOverride-1">. Roma: Salerno. 2006.</hi></p>  
      
      <div>
        <listBibl>
          <head>References</head>
          <bibl n="146128">Baranelli, Luca, a cura di. 2007. Bibliografia degli scritti di Italo Calvino. Pisa: Scuola Normale Superiore.</bibl>
          <bibl n="147113">Barenghi, Mario. 2007. Italo Calvino, le linee e i margini. Bologna: il Mulino.</bibl>
          <bibl n="144344">Barenghi, Mario, a cura di. 2023. Favoloso Calvino. Il mondo come opera d’arte: Carpaccio, De Chirico, Gnoli, Melotti e gli altri. Roma, Scuderie del Quirinale, 13 ottobre 2023-14 febbraio 2024. Milano: Hoepli.</bibl>
          <bibl n="146918">Belpoliti, Marco. 2006. L’occhio di Calvino. Nuova edizione ampliata. Torino: Einaudi.</bibl>
          <bibl n="146971">Bertone, Giorgio. 1994. Italo Calvino. Il castello della scrittura. Torino: Einaudi.</bibl>
          <bibl n="145494">Bonsi, Claudia. 2013. “Dal “Taccuino industriale” a “La linea gotica” di Ottiero Ottieri: un viaggio testuale.” Autografo 9: 37-57.</bibl>
          <bibl n="146761">Bucciantini, Massimo. 2023. Pensare l’universo. Italo Calvino e la scienza. Roma: Donzelli.</bibl>
          <bibl n="146863">Calvino, Italo. 1947. “Sherwood Anderson scrittore artigiano.” l’Unit&amp;#224;, 4 novembre 1947.</bibl>
          <bibl n="147596">Calvino, Italo. 1962. “La sfida al labirinto.” Il Menab&amp;#242; 5.</bibl>
          <bibl n="147637">Calvino, Italo. 1964. “L’antitesi operaia.” Il Menab&amp;#242; 7.</bibl>
          <bibl n="144651">Calvino, Italo. 1991-1995. Romanzi e Racconti, 3 voll. (RRI, RRII e RRIII), edizione diretta da Claudio Milanini; a cura di Mario Barenghi, e Bruno Falcetto. Milano: Mondadori.</bibl>
          <bibl n="146472">Calvino, Italo. 1995. Album Calvino, a cura di Luca Baranelli, e Ernesto Ferrero. Milano: Mondadori.</bibl>
          <bibl n="146327">Calvino, Italo. 1995. Saggi 1945-1985, 2. voll. (SI e SII), a cura di Mario Barenghi. Milano: Mondadori.</bibl>
          <bibl n="146820">Calvino, Italo. 2000. Lettere 1940-1985 (L), a cura di Luca Baranelli. Milano: Mondadori.</bibl>
          <bibl n="146821">Calvino, Italo. 2012. Sono nato in America…, a cura di Luca Baranelli. Milano: Mondadori.</bibl>
          <bibl n="146231">Calvino, Italo. 2023. Il libro dei risvolti, a cura di Luca Baranelli, e Chiara Ferrero. Milano: Mondadori.</bibl>
          <bibl n="146570">Di Nicola, Laura. 2024. Un’idea di Calvino. Letture critiche e ricerche sul campo. Roma: Carocci.</bibl>
          <bibl n="146168">Falaschi, Giovanni. 2019. Una lunga fedelt&amp;#224; a Italo Calvino. Con lettere edite e inedite. Perugia: Aguaplano.</bibl>
          <bibl n="146046">Ferretti, Gian Carlo. 1989. Le capre di Bikini. Calvino giornalista e saggista 1945-1985. Roma: Editori Riuniti.</bibl>
          <bibl n="147374">Ferretti, Gian Carlo. 2017. L’editore Cesare Pavese. Torino: Einaudi.</bibl>
          <bibl n="146795">Mario, Anna. 2017. Quale autore laggi&amp;#249; attende la fine? Firenze: Firenze University Press.</bibl>
          <bibl n="147151">Mc Laughlin, Martin. 1996. Italo Calvino. Edimburg: Edimburg University Press.</bibl>
          <bibl n="146822">Milanini, Claudio. 1990. L’utopia discontinua. Saggio su Italo Calvino. Milano: Garzanti.</bibl>
          <bibl n="147574">Perrella, Silvio. 1999 (20102). Calvino. Roma-Bari: Laterza.</bibl>
          <bibl n="146536">Rubini, Francesca. 2023. Italo Calvino nel mondo. Opere, lingue, paesi (1955-2020). Roma: Carocci.</bibl>
          <bibl n="147517">Scarpa, Domenico. 1999. Italo Calvino. Milano: Bruno Mondadori.</bibl>
          <bibl n="146537">Scarpa, Domenico. 2023. Calvino fa la conchiglia. La costruzione di uno scrittore. Milano: Hoepli.</bibl>
          <bibl n="147678">Serra, Francesca. 2006. Calvino. Roma: Salerno. 2006.</bibl>
        </listBibl>
      </div>
    </body>
  </text>
</TEI>