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        <title type="main" level="a">Lavoro e dinamica tecnologica: great reshuffle, great upgrade, work-life balance</title>
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            <forename>Mauro</forename>
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            <forename>Marika</forename>
            <surname>Macchi</surname>
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          <resp>This is a section of <title>Idee di lavoro e di ozio per la nostra civiltà</title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/979-12-215-0319-7</idno>) by </resp>
          <name>Giovanni Mari, Francesco Ammannati, Brogi Stefano, Tiziana Faitini, Arianna Fermani, Francesco Seghezzi, Annalisa Tonarelli</name>
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        <publisher>Firenze University Press</publisher>
        <pubPlace>Florence</pubPlace>
        <date when="2024">2024</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/979-12-215-0319-7.177</idno>
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          <p>Available for academic research purposes</p>
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          <p>Copyright Author(s)</p>
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        <p>This is original content, published for academic research purposes</p>
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        <p>The onset of concomitant global crises generates unexpected phenomena: “great resignation, great upgrade, reshuffle”, by people both with lower levels of education and low salaries, and with higher levels of education and retributions. Our contribution highlights some factors underlying these processes: 1) search for jobs with a greater degree of personal fulfilment. 2) Aspiration for a better balance between work and private life (better “work-life balance”). 3) Desire for a work environment free of "toxic company culture".
Consequently, job switching and reshuffling of work activities are cross-sectoral, taking on different forms in the various countries, including Italy. This leads to important challenges for the organizational models of firms and public labour policies.</p>
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            <item>great resignation</item>
            <item>great reshuffling</item>
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            <item>hustle culture</item>
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      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/979-12-215-0319-7.177<ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0319-7.177" /></p>
      
      <p rend="h1_chapter">Lavoro e dinamica tecnologica: <hi rend="italic">great reshuffle, great upgrade, work-life balance</hi></p><p rend="h1_author ParaOverride-1" ><hi rend="CharOverride-1">Mauro Lombardi, Marika Macchi</hi></p><p rend="h2" ><hi>1. Grandi dimissioni e abbandono silenzioso</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il biennio</hi><hi rend="CharOverride-1"> 2021-2022 tende a configurarsi sempre più come una sorta di</hi><hi rend="CharOverride-1"> spartiacque economico-culturale, innescato o forse solo accelerato dall’evento pandemico.</hi><hi rend="CharOverride-1"> Ci riferiamo alla cosiddetta </hi><hi rend="italic CharOverride-1">great resignation</hi><hi rend="CharOverride-1"> (‘grandi dimissioni’)</hi><hi rend="CharOverride-1"> dal posto di lavoro, anche in assenza di alternative già</hi><hi rend="CharOverride-1"> definite, rilevato innanzitutto negli Usa e successivamente in molti altri</hi><hi rend="CharOverride-1"> Paesi, tra cui l’Italia. Secondo una ricerca del PEW</hi><hi rend="CharOverride-1"> Research Center (Parker e Horowitz 2022) nel Novembre 2021 il</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">quit rate</hi><hi rend="CharOverride-1"> (‘tasso di abbandono del posto di lavoro</hi><hi rend="CharOverride-1">’) ha raggiunto negli USA il picco degli ultimi venti</hi><hi rend="CharOverride-1"> anni. I motivi principali di questa decisione sono: bassa remunerazione,</hi><hi rend="CharOverride-1"> assenza di opportunità di avanzamento di carriera, trattamento non rispettoso</hi><hi rend="CharOverride-1"> nell’ambiente di lavoro. Quasi la metà del campione indica</hi><hi rend="CharOverride-1"> anche il desiderio di avere maggiore cura della famiglia e</hi><hi rend="CharOverride-1"> dei propri figli. Queste valutazioni accomunano uomini e donne, ma</hi><hi rend="CharOverride-1"> vi sono significative differenze in base al livello di istruzione</hi><hi rend="CharOverride-1"> e alla composizione etnica. La probabilità di lasciare il lavoro</hi><hi rend="CharOverride-1"> è maggiore per gli adulti con bassi compensi e per</hi><hi rend="CharOverride-1"> coloro che hanno un minore livello d’istruzione, mentre le</hi><hi rend="CharOverride-1"> persone con livelli formativi più alti trovano occupazioni migliori e</hi><hi rend="CharOverride-1"> meglio retribuite, insieme a un migliore equilibrio tra lavoro e</hi><hi rend="CharOverride-1"> responsabilità familiari. Per quanto attiene alla composizione etnica, i non-bianchi</hi><hi rend="CharOverride-1"> indicano come ragioni del loro abbandono la mancanza di flessibilità</hi><hi rend="CharOverride-1"> sul lavoro, il desiderio di cambiare e andare altrove, le</hi><hi rend="CharOverride-1"> troppo poche ore di lavoro, infine, la richiesta di essere</hi><hi rend="CharOverride-1"> vaccinati.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Per tutto il 2021 si sono susseguiti analisi e </hi><hi rend="CharOverride-1">workshop sul fenomeno in questione, anche perché le imprese hanno </hi><hi rend="CharOverride-1">iniziato a scorgere il rischio di una carenza di manodopera </hi><hi rend="CharOverride-1">nell’industria, specialmente di giovani. In un incontro con manager, </hi><hi rend="CharOverride-1">organizzato dal Financial Times, è emerso che già dal 2018</hi><hi rend="CharOverride-1"> erano avanzate previsioni di carenza di lavoratori per il 2030,</hi><hi rend="CharOverride-1"> pari a 2,4 milioni. L’aspetto più interessante ai nostri</hi><hi rend="CharOverride-1"> fini però è un altro: la convergenza degli intervenuti circa</hi><hi rend="CharOverride-1"> il possibile ‘segnale di allarme’ che la pandemia ha</hi><hi rend="CharOverride-1"> introdotto nel modo di concepire il lavoro, per cui si</hi><hi rend="CharOverride-1"> è consolidato il </hi><hi rend="italic CharOverride-1">quit rate</hi><hi rend="CharOverride-1">. Il fenomeno viene denominato </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Re-evaluation of working life</hi><hi rend="CharOverride-1"> ed è sintetizzato in queste nuove </hi><hi rend="CharOverride-1">esigenze e parametri di valutazione del tempo di vita e </hi><hi rend="CharOverride-1">di lavoro: più autonomia, maggiore riconoscimento del proprio impegno lavorativo, </hi><hi rend="CharOverride-1">più giorni di ferie, aspettative di elementi che rendano la </hi><hi rend="italic CharOverride-1">working life </hi><hi rend="CharOverride-1">più piacevole. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il trend delineato dalla </hi><hi rend="italic CharOverride-1">great resignation </hi><hi rend="CharOverride-1">è ormai considerato come un elemento duraturo nel modo di </hi><hi rend="CharOverride-1">concepire il lavoro e l’equilibrio tra tempo di lavoro </hi><hi rend="CharOverride-1">e tempo di vita extra-lavorativa, come indicano numerose ricerche, riferite </hi><hi rend="CharOverride-1">essenzialmente agli USA (Combs 2021; Curtis 2021; Sull D. et </hi><hi rend="CharOverride-1">al. 2022). Queste analisi, che contengono dati e interpretazioni formulate </hi><hi rend="CharOverride-1">nell’ambito di numerosi centri e riviste, tra cui Forbes </hi><hi rend="CharOverride-1">e MIT-Sloan Management Review, mettono in luce i seguenti aspetti </hi><hi rend="CharOverride-1">innovativi: 1) ripensamento del proprio modello di vita e lavoro</hi><hi rend="CharOverride-1"> durante e dopo la pandemia (Combs 2021); 2) tendenziale </hi><hi rend="CharOverride-1">superamento della separazione tra vita e lavoro, quindi ricerca di </hi><hi rend="CharOverride-1">migliorare entrambe anche mediante la flessibilità del posto di lavoro </hi><hi rend="CharOverride-1">(Curtis 2021); 3) monito per i datori di lavoro a</hi><hi rend="CharOverride-1"> cambiare la prospettiva verso l’’umanizzazione del lavoro’ (Curtis </hi><hi rend="CharOverride-1">2021); 4) trasversalità settoriale, per cui il trend verso </hi><hi rend="CharOverride-1">le dimissioni riguarda, sia pure in varia misura, tutti i </hi><hi rend="CharOverride-1">settori ed anche imprese tecnologiche (ad es. SpaceX, Tesla, NVIDIA, </hi><hi rend="CharOverride-1">Netflix ed altre meno note) e finanziarie (Goldman Sachs, quella </hi><hi rend="CharOverride-1">più nota). La cultura prevalente nell’impresa è diventata </hi><hi rend="italic CharOverride-1">reliable </hi><hi rend="italic CharOverride-1">predictor</hi><hi rend="CharOverride-1"> del logoramento del rapporto di lavoro e quindi delle </hi><hi rend="CharOverride-1">dimissioni, soprattutto alla luce della </hi><hi rend="italic CharOverride-1">corporate toxic culture</hi><hi rend="CharOverride-1">, che si</hi><hi rend="CharOverride-1"> ha quando non si promuovono diversità, equità e inclusione, e</hi><hi rend="CharOverride-1"> quando manca il rispetto nell’ambiente di lavoro e si</hi><hi rend="CharOverride-1"> consolida un comportamento non etico (Sull D. et al. 2022).</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Un dato molto interessante è che nelle imprese altamente innovative</hi><hi rend="CharOverride-1"> il tasso di abbandono è più alto, proprio perché ivi</hi><hi rend="CharOverride-1"> l’attività si svolge in condizioni di maggiore stress: maggior</hi><hi rend="CharOverride-1"> numero di ore di lavoro,</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> </hi><hi rend="CharOverride-1">ritmo più intenso delle prestazioni,</hi><hi rend="CharOverride-1"> accentuata tensione psicologica anche in relazione alle possibilità di carriera.</hi><hi rend="CharOverride-1"> Questa prospettiva ha portato alla creazione del fenomeno denominato YOLO</hi><hi rend="CharOverride-1"> (</hi><hi rend="italic CharOverride-1">you live only once</hi><hi rend="CharOverride-1">), acronimo inventato dal rapper Drake</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP08885_int_online_chapter_253_1609-1616.html#footnote-006">1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1"> una decina di anni or sono, che in un </hi><hi rend="CharOverride-1">suo tweet su Linkedin ha stimolato decine di persone a </hi><hi rend="CharOverride-1">raccontare le svolte sul piano personale, riassumibili in «The pandemic </hi><hi rend="CharOverride-1">changed my priorities, and I realized I didn’t have </hi><hi rend="CharOverride-1">to live like this». È opportuno precisare che nel caso </hi><hi rend="CharOverride-1">di YOLO prevalgono narrazioni diffuse di lavoratori, prevalentemente giovani della </hi><hi rend="CharOverride-1">Generazione Z e con professionalità medio-alte, che non incontrano molti </hi><hi rend="CharOverride-1">problemi a ridurre la loro partecipazione lavorativa nelle imprese, anche </hi><hi rend="CharOverride-1">perché con la flessibilità acquisita e la loro competenze possono </hi><hi rend="CharOverride-1">integrare diminuzioni di reddito da lavoro dipendente con complementari attività </hi><hi rend="CharOverride-1">sporadiche, oltre ad essere competenze con un domanda in espansione </hi><hi rend="CharOverride-1">continua e flessibile.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Studi riguardanti l’Australia (Andrews et al. 2019)</hi><hi rend="CharOverride-1"> e l’Inghilterra (CIPD 2022) illustrano il fenomeno in crescita</hi><hi rend="CharOverride-1"> nei rispettivi Paesi dal 2020 in poi, mettendo però in</hi><hi rend="CharOverride-1"> risalto come il cambiamento di lavoro (</hi><hi rend="italic CharOverride-1">switching jobs</hi><hi rend="CharOverride-1">) abbia</hi><hi rend="CharOverride-1"> comportato un aumento della produttività in Australia, mentre è diventato</hi><hi rend="CharOverride-1"> fattore esplicativo della lenta produttività in Inghilterra</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP08885_int_online_chapter_253_1609-1616.html#footnote-005">2</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Per quanto</hi><hi rend="CharOverride-1"> riguarda l’Italia, il fenomeno delle ‘grandi dimissioni’ sembra</hi><hi rend="CharOverride-1"> emergere in ritardo e con motivazioni ancora parziali rispetto a</hi><hi rend="CharOverride-1"> quelle già indicate per gli altri Paesi. Un primo </hi><hi rend="CharOverride-1">contributo di Armillei (2022) indica che nel terzo trimestre del </hi><hi rend="CharOverride-1">2021 si è avuto un forte incremento delle dimissioni volontarie </hi><hi rend="CharOverride-1">rispetto al trimestre precedente (+37%), +85% rispetto al II trimestre </hi><hi rend="CharOverride-1">2020, +19% se comparato I trimestre 2019, ma ritiene prematuro </hi><hi rend="CharOverride-1">valutarne la natura, perché altre motivazioni potrebbero esserne alla base. </hi><hi rend="CharOverride-1">In un successivo contributo lo stesso autore (Armilleri 2022) mette </hi><hi rend="CharOverride-1">in luce che il 2021 è stato l’anno delle </hi><hi rend="CharOverride-1">grandi dimissioni anche in Italia, ma al tempo stesso evidenzia </hi><hi rend="CharOverride-1">come i dati non consentano ancora di confermare per il </hi><hi rend="CharOverride-1">nostro Paese il trend verso il </hi><hi rend="italic CharOverride-1">great reshuffling</hi><hi rend="CharOverride-1">, anche perché</hi><hi rend="CharOverride-1"> le motivazioni alla base delle grandi dimissioni italiane si configurano</hi><hi rend="CharOverride-1"> un po’ differenti da quelle emerse nelle ricerche a </hi><hi rend="CharOverride-1">livello internazionale, ma alcune affinità sono a nostro avviso significative. </hi><hi rend="CharOverride-1">L’indagine dell’Osservatorio HR Innovation Practice del Politecnico di </hi><hi rend="CharOverride-1">Milano (2022), eseguita per conoscere le ragioni che spingono le</hi><hi rend="CharOverride-1"> persone a lasciare il posto di lavoro, mette in luce</hi><hi rend="CharOverride-1"> i seguenti aspetti: il 46% di che cambia lavoro persegue</hi><hi rend="CharOverride-1"> incrementi retributivi; il 35% cerca migliori posizionamenti di carriera; il</hi><hi rend="CharOverride-1"> 18% intende svolgere attività più coerenti con le ‘proprie </hi><hi rend="CharOverride-1">passioni personali’ e, in percentuale analoga, si prefigge una maggiore</hi><hi rend="CharOverride-1"> flessibilità del lavoro. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Prevale l’auspicio di migliorare la propria</hi><hi rend="CharOverride-1"> retribuzione, ma è altresì significativo che le altre motivazioni non</hi><hi rend="CharOverride-1"> sono molto dissimili da quelle descritte dalle ricerche internazionali. Molto</hi><hi rend="CharOverride-1"> probabilmente le specificità del mercato del lavoro italiano e la</hi><hi rend="CharOverride-1"> dinamica dei rapporti sociali negli ultimi decenni condiziona la priorità</hi><hi rend="CharOverride-1"> assegnata agli incrementi retributivi. Tuttavia riteniamo attendibile l’ipotesi che,</hi><hi rend="CharOverride-1"> sia pure a livello ancora embrionale, anche in Italia sia</hi><hi rend="CharOverride-1"> in atto una ridefinizione delle priorità nella prospettiva del </hi><hi rend="italic CharOverride-1">wo</hi><hi rend="italic CharOverride-1">rk-life balance</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">In sostanza, dalla letteratura sviluppata fino ad ora,</hi><hi rend="CharOverride-1"> sono individuabili precise tendenze di fondo, che emergono nel periodo</hi><hi rend="CharOverride-1"> post-pandemico, ma che possiamo considerare come preesistenti. In questa fase,</hi><hi rend="CharOverride-1"> (1) gli occupati intendono arricchire la loro vita lavorativa (e</hi><hi rend="CharOverride-1"> non) di nuovi contenuti, per cui l’aspetto monetario risulta</hi><hi rend="CharOverride-1"> meno rilevante. (2) È chiara l’aspirazione a dare un</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">meaningful purpose </hi><hi rend="CharOverride-1">alla propria esistenza e (3) inizia a diffondersi</hi><hi rend="CharOverride-1"> una forte sensibilità verso valori di equità, inclusività, pregnanza della</hi><hi rend="CharOverride-1"> propria attività. Sostanzialmente quello a cui si aspira sono (4)</hi><hi rend="CharOverride-1"> la ricerca di un nuovo equilibrio tra tempo di </hi><hi rend="CharOverride-1">vita e di lavoro, quindi un lavoro che si caratterizzi </hi><hi rend="CharOverride-1">per (5) sicurezza, flessibilità e rispetto.</hi></p><p rend="h2" ><hi>2. La fine della </hi><hi rend="italic">hustle </hi><hi rend="italic">culture</hi><hi>?</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Un’ultima tendenza da monitorare nel prossimo futuro </hi><hi rend="CharOverride-1">è quella che ha preso il nome di ‘quiet quitting</hi><hi rend="CharOverride-1">’, ovvero la «rinuncia a compiti che vanno oltre i</hi><hi rend="CharOverride-1"> doveri codificati nel contratto di lavoro» (Klotz e Bolino 2022,</hi><hi rend="CharOverride-1"> trad. nostra), quindi l’astenersi da impegni aggiuntivi di qualsiasi natura.</hi><hi rend="CharOverride-1"> La causa del fenomeno in questione rimane il rifiuto di</hi><hi rend="CharOverride-1"> essere sottoposti a «constant pressure, overtime and stress at work»</hi><hi rend="CharOverride-1"> (Williams A., 2022), ma rappresenta sicuramente un cambiamento radicale rispetto</hi><hi rend="CharOverride-1"> al fenomeno della cosiddetta </hi><hi rend="italic CharOverride-1">hustle culture</hi><hi rend="CharOverride-1">, una condizione che </hi><hi rend="CharOverride-1">ha colpito soprattutto nella Generazione dei Millenial (Griffith 2019; Cohen 2019) e che</hi><hi rend="CharOverride-1"> ha esaltato il lavoro come principale mezzo per la realizzazione</hi><hi rend="CharOverride-1"> personale, anche a scapito del proprio benessere. Il </hi><hi rend="italic CharOverride-1">quiet quitting</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> </hi><hi rend="CharOverride-1">sembra una reazione opposta a quella ‘dipendenza’ creata dalle</hi><hi rend="CharOverride-1"> nuove tecnologie che, di fatto, hanno offuscato i confini tra</hi><hi rend="CharOverride-1"> la vita lavorativa e quella privata</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP08885_int_online_chapter_253_1609-1616.html#footnote-004">3</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, fino all’estremizzazione</hi><hi rend="CharOverride-1"> creatasi durante il periodo pandemico. Il fenomeno dell’</hi><hi rend="italic CharOverride-1">hustle culture</hi><hi rend="CharOverride-1">, infatti, come sottolinea un articolo di Maize del 2020,</hi><hi rend="CharOverride-1"> si è diffuso tra i Millennial, che presto si sono</hi><hi rend="CharOverride-1"> abituati a notti insonni a studiare durante gli anni dell</hi><hi rend="CharOverride-1">’università e hanno portato questa abitudine nei loro luoghi di</hi><hi rend="CharOverride-1"> lavoro</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP08885_int_online_chapter_253_1609-1616.html#footnote-003">4</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, ma si è poi ampliato a tutta la</hi><hi rend="CharOverride-1"> sfera lavorativa, che ha ‘beneficiato’ dell’introduzione del </hi><hi rend="italic CharOverride-1">lavoro agile</hi><hi rend="CharOverride-1">. La tendenza sembra essere arrivata ad uno spartiacque</hi><hi rend="CharOverride-1"> con un video diventato virale su TikTok, con 17 milioni</hi><hi rend="CharOverride-1"> di visualizzazioni, in cui </hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">tu non stai lasciando il tuo</hi><hi rend="CharOverride-1"> lavoro, ma abbandoni l’idea di andare sempre e comunque</hi><hi rend="CharOverride-1"> “oltre” il tuo dovere, continui a svolgere le tue mansioni</hi><hi rend="CharOverride-1"> e ad adempiere ai tuoi doveri, ma non sottoscrivi più</hi><hi rend="CharOverride-1"> una </hi><hi rend="italic CharOverride-1">hustle culture </hi><hi rend="CharOverride-1">in cui il lavoro deve essere la</hi><hi rend="CharOverride-1"> tua vita. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Alcuni interpretano questa scelta come una ‘disillusione </hi><hi rend="CharOverride-1">dei giovani’ tra i 18-24 anni, la Generazione Z, che</hi><hi rend="CharOverride-1"> esprime preoccupazioni per quanto riguarda temi quali sicurezza, salute, finanza,</hi><hi rend="CharOverride-1"> relazioni sociali (Masterson 2022), mentre di tutt’altro avviso </hi><hi rend="CharOverride-1">sono commentatori come Sarah O’Oconnor, che sul Financial Times </hi><hi rend="CharOverride-1">ha stigmatizzato il profluvio di articoli sul quiet quitting, (sollevando </hi><hi rend="CharOverride-1">non pochi e fondati dubbi metodologici e interpretativi) sottolineando come </hi><hi rend="CharOverride-1">«Se il tuo staff si presenta ogni giorno e fa </hi><hi rend="CharOverride-1">esattamente quello che chiedi loro, non si stanno “licenziando silenziosamente</hi><hi rend="CharOverride-1">”, ma stanno “lavorando”»</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP08885_int_online_chapter_253_1609-1616.html#footnote-002">5</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Indipendentemente da quale </hi><hi rend="CharOverride-1">sia la motivazione che spinge questo cambiamento sostanziale nell’etica </hi><hi rend="CharOverride-1">lavorativa è bene però iniziare a comprendere quali possano essere </hi><hi rend="CharOverride-1">le conseguenze che essa richiede al sistema produttivo e come </hi><hi rend="CharOverride-1">questo possa avere ripercussioni sulle relazioni lavorative.</hi></p><p rend="h2" ><hi>3. Nuovi modelli organizzativi</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">quiet quitting</hi><hi rend="CharOverride-1"> può essere considerata come una risposta</hi><hi rend="CharOverride-1"> del singolo lavoratore, che non trova piena soddisfazione </hi><hi rend="CharOverride-1">nella propria collocazione lavorativa o a cui questa ingenera un </hi><hi rend="CharOverride-1">malessere tale da sfociare in forme più acute (</hi><hi rend="italic CharOverride-1">burnout</hi><hi rend="CharOverride-1">), per </hi><hi rend="CharOverride-1">cui decide </hi><hi rend="italic CharOverride-1">nell’immediato</hi><hi rend="CharOverride-1"> di lasciare il proprio posto di </hi><hi rend="CharOverride-1">lavoro. Tuttavia, se questo malessere non è quello di un </hi><hi rend="CharOverride-1">singolo individuo, ma diventa, come sembra essere oggi, il sintomo </hi><hi rend="CharOverride-1">di un cambiamento sistemico nella visione del lavoro e dei</hi><hi rend="CharOverride-1"> bisogni dei lavoratori, allora è necessario che si cerchino risposte</hi><hi rend="CharOverride-1"> strutturali, che contemperino tanto il benessere degli individui, quanto </hi><hi rend="CharOverride-1">la sostenibilità delle organizzazioni produttive. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Un recente lavoro dell’ILO </hi><hi rend="CharOverride-1">(2023) ha messo in luce come uno dei primi </hi><hi rend="CharOverride-1">elementi da considerare nella ridefinizione della domanda di lavoro sia </hi><hi rend="CharOverride-1">il fattore ‘tempo’. In particolare, il rapporto pone </hi><hi rend="CharOverride-1">l’attenzione su due aspetti principali che regolano i contratti:</hi><hi rend="CharOverride-1"> il monte-ore lavorate, e l’organizzazione dell’orario di lavoro.</hi><hi rend="CharOverride-1"> Nel primo caso il rapporto mette in evidenza un’</hi><hi rend="CharOverride-1">enorme diseguaglianza tra Paesi (e all’interno di essi),</hi><hi rend="CharOverride-1"> in cui a fronte di ampie fasce dalla popolazione che</hi><hi rend="CharOverride-1"> lavorano per periodi molto superiori alle 40 ore, con </hi><hi rend="CharOverride-1">un problema di sovraoccupazione, si registrano altrettante fasce che lavorano </hi><hi rend="CharOverride-1">molto al di sotto delle 30 ore, evidenziando un problema</hi><hi rend="CharOverride-1"> di povertà lavorativa. Nel secondo punto, l’Organizzazione Internazionale del</hi><hi rend="CharOverride-1"> Lavoro si focalizza su luci ed ombre che le diverse</hi><hi rend="CharOverride-1"> modalità di organizzazione dell’orario di lavoro portano con sé</hi><hi rend="CharOverride-1">: giornata classica o lavoro a turni, lavoro part-time o </hi><hi rend="CharOverride-1">orario flessibile, settimana compressa o progettazione multiperiodale dell’orario. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Per quanto riguarda il monte-ore lavorate, le prassi adottate durante</hi><hi rend="CharOverride-1"> la crisi sindemica legata al Covid-19 hanno evidenziato l’</hi><hi rend="CharOverride-1">utilità di politiche di condivisione del lavoro, che hanno incoraggiato</hi><hi rend="CharOverride-1"> le aziende a rispondere alla riduzione della domanda dei loro</hi><hi rend="CharOverride-1"> prodotti e servizi riducendo l’orario di lavoro, invece </hi><hi rend="CharOverride-1">di tagliare posti di lavoro. In alcuni Paesi, come la</hi><hi rend="CharOverride-1"> Germania, questa politica non appartiene solo alla crisi pandemica, ma</hi><hi rend="CharOverride-1"> in generale è prassi adottata anche durante altre contrazioni del</hi><hi rend="CharOverride-1"> mercato. In Germania, ad esempio, l’utilizzo del </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Kurzarbeit</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="CharOverride-1">che rappresenta un programma di previdenza sociale in base al </hi><hi rend="CharOverride-1">quale i datori di lavoro riducono l’orario di lavoro </hi><hi rend="CharOverride-1">dei propri dipendenti invece di licenziarli, e in cui il</hi><hi rend="CharOverride-1"> governo tedesco normalmente fornisce un ‘tasso di sostituzione’ del</hi><hi rend="CharOverride-1"> reddito del 60%, precede la pandemia (IMF 2020). Tuttavia,</hi><hi rend="CharOverride-1"> questa è una risposta temporanea, condizionata dalle politiche di </hi><hi rend="CharOverride-1">spesa pubblica, e basata sul presupposto di riduzione della </hi><hi rend="CharOverride-1">produzione. In questi ultimi anni si stanno però profilando anche</hi><hi rend="CharOverride-1"> sperimentazioni che cercano di ridurre la settimana lavorativa in maniera</hi><hi rend="CharOverride-1"> strutturale, aumentando la produttività del lavoro e mantenendo i </hi><hi rend="CharOverride-1">livelli salariali. Il progetto pilota attualmente più conosciuto è quello</hi><hi rend="CharOverride-1"> effettuato nel 2022 in UK</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP08885_int_online_chapter_253_1609-1616.html#footnote-001">6</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1"> dalla community senza </hi><hi rend="CharOverride-1">scopo di lucro 4Day Week Global, che non solo sembra</hi><hi rend="CharOverride-1"> aver corrisposto alle aspettative economiche delle imprese coinvolte ma, contemporaneamente,</hi><hi rend="CharOverride-1"> ha migliorato il bilanciamento vita-lavoro, ha aumentato il benessere dei</hi><hi rend="CharOverride-1"> lavoratori e ha diminuito del 57% l’abbandono del posto</hi><hi rend="CharOverride-1"> di lavoro</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP08885_int_online_chapter_253_1609-1616.html#footnote-000">7</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Passando invece alle nuove modalità organizzative, </hi><hi rend="CharOverride-1">nate per rispondere al problema sanitario ma che hanno contribuito </hi><hi rend="CharOverride-1">a riaccendere il dibattito sul bilanciamento vita-lavoro, l’elemento più</hi><hi rend="CharOverride-1"> innovativo è sicuramente rappresentato dalla diffusione del telelavoro, che</hi><hi rend="CharOverride-1"> ha aiutato a mantenere occupazione e creato nuovi spazi</hi><hi rend="CharOverride-1"> per l’autonomia dei dipendenti. Al di là della possibilità</hi><hi rend="CharOverride-1"> tecnologica offerta dalle piattaforme digitali, il ricorso al lavoro </hi><hi rend="italic CharOverride-1">agile</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> </hi><hi rend="CharOverride-1">ha aperto un confronto non scontato sulla desiderabilità di</hi><hi rend="CharOverride-1"> promuovere il ‘lavoro da casa’. Senza nascondere infatti </hi><hi rend="CharOverride-1">la necessità di regolamentare questo tipo di occupazione (si pensi </hi><hi rend="CharOverride-1">ad esempio al diritto alla disconnessione), da un recente lavoro</hi><hi rend="CharOverride-1"> di Aksoy et al. (2022) emerge la preferenza per un</hi><hi rend="CharOverride-1"> modello misto, per cui la parte della settimana in </hi><hi rend="CharOverride-1">presenza permetterebbe di mantenere i benefici relazionali del lavoro in </hi><hi rend="CharOverride-1">sede, mentre la giornata (o le giornate) in cui si </hi><hi rend="CharOverride-1">attivano le pratiche di </hi><hi rend="italic CharOverride-1">work from home</hi><hi rend="CharOverride-1"> riducono in maniera </hi><hi rend="CharOverride-1">significativa i disagi del pendolarismo di medio-lungo raggio e favoriscono </hi><hi rend="CharOverride-1">la conciliazione con gli impegni familiari.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Infine, in maniera complementare a</hi><hi rend="CharOverride-1"> quanto visto fino ad ora, il terzo elemento che, </hi><hi rend="CharOverride-1">al di là delle condizioni contrattuali di lavoro, può fare </hi><hi rend="CharOverride-1">la differenza nella percezione del proprio impiego è la </hi><hi rend="CharOverride-1">leadership organizzativa. Questo non significa banalmente parlare di e-leadership (capacità</hi><hi rend="CharOverride-1"> di gestire processi attraverso le nuove tecnologie), ma rifondare profondamente</hi><hi rend="CharOverride-1"> l’ambiente lavorativo attraverso un management che sappia coordinare, gestire</hi><hi rend="CharOverride-1"> e valorizzare un lavoro realmente </hi><hi rend="italic CharOverride-1">smart</hi><hi rend="CharOverride-1">. Come sottolineato da </hi><hi rend="CharOverride-1">Zenger e Folkman (2022), la fiducia costruita dai livelli </hi><hi rend="CharOverride-1">dirigenziali e basata sulla creazione di buone relazioni, sulla </hi><hi rend="CharOverride-1">coerenza e sulla competenza dei manager è uno degli elementi </hi><hi rend="CharOverride-1">che da un lato favorisce il </hi><hi rend="italic CharOverride-1">committment</hi><hi rend="CharOverride-1"> dei lavoratori e </hi><hi rend="CharOverride-1">dall’altra diminuisce lo stress collegato al lavoro. La possibilità</hi><hi rend="CharOverride-1"> di sviluppare ‘relazioni comunitarie’ e ‘scambio sociale’, </hi><hi rend="CharOverride-1">unitamente a una comunicazione trasparente (Chen e Sriphon 2021), cementano </hi><hi rend="CharOverride-1">la fiducia e sviluppano modelli organizzativi non basati su relazioni </hi><hi rend="CharOverride-1">gerarchie, ma su </hi><hi rend="italic CharOverride-1">cross-functional networks of teams</hi><hi rend="CharOverride-1"> (‘reti inter-funzionali</hi><hi rend="CharOverride-1"> di team’) (Alexander et al. 2020).</hi></p><p rend="h2" ><hi>4. Considerazioni conclusive</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">L’analisi presentata ha consentito di mettere in rilievo alcuni </hi><hi rend="CharOverride-1">tratti emergenti, che ci aiutano a delineare una nuova morfologia</hi><hi rend="CharOverride-1"> del mondo del lavoro. Nuove tendenze, sia pure a </hi><hi rend="CharOverride-1">livello embrionale, stanno imponendosi all’attenzione, evidenziando un mondo fisico-cibernetico </hi><hi rend="CharOverride-1">di flussi informativi globali, organizzati e controllati secondo modalità oligopolistiche, </hi><hi rend="CharOverride-1">le quali impongono condizioni-limite all’erogazione delle prestazioni lavorative. Queste </hi><hi rend="CharOverride-1">condizioni, come abbiamo visto, hanno due elementi primari che l’</hi><hi rend="CharOverride-1">organizzazione aziendale e le politiche del lavoro devono considerare: il </hi><hi rend="CharOverride-1">primo è dato dall’assegnazione di task e performance secondo </hi><hi rend="CharOverride-1">parametri stringenti, definiti da sistemi intelligenti su basi metodologiche </hi><hi rend="CharOverride-1">lontane dalla </hi><hi rend="italic CharOverride-1">human-centered Artificial Intelligence</hi><hi rend="CharOverride-1">; il secondo, dall’utilizzo di</hi><hi rend="CharOverride-1"> strumenti di controllo sistematico e pervasivo dei comportamenti individuali, il</hi><hi rend="CharOverride-1"> terzo dalla sempre crescente difficoltà di separare il lavoro dalla</hi><hi rend="CharOverride-1"> propria vita privata.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">In un orizzonte di questo tipo, la </hi><hi rend="CharOverride-1">natura del lavoro dipenderà quindi da due sfere di interazione </hi><hi rend="CharOverride-1">tra lavoratore-impresa-istituzioni. La prima è quella del ripensamento del ruolo </hi><hi rend="CharOverride-1">del lavoro al tempo presente. Fenomeni quali </hi><hi rend="italic CharOverride-1">great resignation</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic CharOverride-1">reshuffle</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic CharOverride-1">quiet quitting </hi><hi rend="CharOverride-1">possono essere interpretati infatti come indicatori di </hi><hi rend="CharOverride-1">possibili tendenze di lungo periodo: 1) profondo ripensamento di sé </hi><hi rend="CharOverride-1">stessi nella ricerca di un nuovo equilibrio tra tempo di </hi><hi rend="CharOverride-1">vita e di lavoro (</hi><hi rend="italic CharOverride-1">work-life balance</hi><hi rend="CharOverride-1">). 2) Riflessione critica </hi><hi rend="CharOverride-1">sul proprio ambiente di lavoro sul piano spaziale e culturale. </hi><hi rend="CharOverride-1">3) Ridefinizione delle priorità dal punto di vista delle prospettive </hi><hi rend="CharOverride-1">personali, che tendono ad essere incentrate su aspirazioni ad una </hi><hi rend="CharOverride-1">vita con un maggiore grado di realizzazione. 4) Necessità di </hi><hi rend="CharOverride-1">un cambiamento nei modelli organizzativi e di governance.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La seconda sfera</hi><hi rend="CharOverride-1"> di interazione è quella volta a gettare le basi sul</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">lavoro del futuro</hi><hi rend="CharOverride-1">. L’</hi><hi rend="italic CharOverride-1">IA</hi><hi rend="CharOverride-1"> sta cambiando il nostro </hi><hi rend="CharOverride-1">accesso alle conoscenze e alla loro rielaborazione e questo inevitabilmente </hi><hi rend="CharOverride-1">porterà ad un ripensamento all’integrazione delle nuove possibilità aperte </hi><hi rend="CharOverride-1">dall’IA con nuove opportunità di lavoro. Come per il </hi><hi rend="CharOverride-1">passato, riteniamo infatti sia impossibile (e magari neanche desiderabile) arrestare </hi><hi rend="CharOverride-1">l’applicazione di nuove possibilità offerte dalla tecnologia, ma diventerà </hi><hi rend="CharOverride-1">cruciale comprendere come avvalersi dell’IA per creare forse un </hi><hi rend="CharOverride-1">nuovo tipo di ‘valore aggiunto’, che parta dai risultati</hi><hi rend="CharOverride-1"> dell’IA per lo sviluppo di nuove </hi><hi rend="italic CharOverride-1">human capabilities</hi><hi rend="CharOverride-1">. </hi></p><p rend="h2" ><hi>Riferimenti bibliografici</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Aksoy, C. G., Barrero, J. M., Bloom, N., Davis</hi><hi rend="CharOverride-1">, S. J., Dolls, M., and P. Zarate. 2022. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Working from home around the world</hi><hi rend="CharOverride-1"> (No. w30446).</hi><hi rend="CharOverride-1"> National Bureau of Economic Research.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Alexander, A., De Smet, A., and </hi><hi rend="CharOverride-1">M. Mysore. 2020. “Reimagining the postpandemic workforce.” </hi><hi rend="italic CharOverride-1">McKinsey Quarterly</hi><hi rend="CharOverride-1">. &lt;</hi><ref target="0"><hi rend="CharOverride-1">https://www.mckinsey.com/capabilities/people-and-organizational-performance/our-insights/reimagining-the-postpandemic-workforce#/</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt; (2024-03-11).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Andrews, D. et al. 2019. “Wage Growth in Australia: </hi><hi rend="CharOverride-1">Lessons from Longitudinal Microdata, Australian Government.” </hi><hi rend="italic CharOverride-1">The Treasury</hi><hi rend="CharOverride-1">, July 19.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Armillei, F. </hi><hi rend="CharOverride-1">2021. “Si apre la stagione delle grandi dimissioni?” </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Lavoce.info</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="CharOverride-1">5 ottobre.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Armillei, F. 2022. “Dove sono andati a finire i</hi><hi rend="CharOverride-1"> lavoratori che si sono dimessi?” </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Lavoce.info</hi><hi rend="CharOverride-1">, 5 maggio.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Chen, J. K., and T.</hi><hi rend="CharOverride-1"> Sriphon. 2021. “Perspective on COVID-19 pandemic factors impacting organizational leadership.</hi><hi rend="CharOverride-1">” </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Sustainability</hi><hi rend="CharOverride-1"> 13, 6: 3230.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">CIPD, The Chartered Institute of Personnel </hi><hi rend="CharOverride-1">and Development. 2022. “The great resignation-fact or fiction?”. &lt;</hi><ref target="0"><hi rend="CharOverride-1">https://www.cipd.org/uk/views-and-insights/thought-leadership/cipd-voice/great-resignation-fact-fiction/</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt; (2022-02-21).</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Clark, P. 2021. “Money isn’t everything in the</hi><hi rend="CharOverride-1"> Great-Re-evaluation.” </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Financial Times</hi><hi rend="CharOverride-1">. &lt;</hi><ref target="0"><hi rend="CharOverride-1">https://www.ft.com/content/411faba8-3d75-4c71-86d2-5b1b308dfc9a</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt; (2021-10-03).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Cohen, R. 2019. “The Harm in Hustle Culture.” </hi><hi rend="italic CharOverride-1">New</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">York</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Times</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="CharOverride-1">February 1.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Combs, V., 2021. “3 signs the Great Resignation is</hi><hi rend="CharOverride-1"> still going strong.” </hi><hi rend="italic CharOverride-1">TechRepublic</hi><hi rend="CharOverride-1">, October 1, 2021.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Curtis, L. 2021. “Why The</hi><hi rend="CharOverride-1"> Big Quit Is Happening And Why Every Boss Should Embrace</hi><hi rend="CharOverride-1"> It.” </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Forbes</hi><hi rend="CharOverride-1">, June 30.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Griffith, E. 2019. “Why Are Young People Pretending to Love Work?” </hi><hi rend="italic CharOverride-1">New</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">York</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Times</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="CharOverride-1">January 26. </hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">ILO. 2023. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Working Time and Work-Life Balance Around the World</hi><hi rend="CharOverride-1">, &lt;</hi><ref target="0"><hi rend="CharOverride-1">https://www.ilo.org/global/publications/books/WCMS_864222/lang--it/index.htm</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt; (2023-01-06).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">IMF. </hi><hi rend="CharOverride-1">2020. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Kurzarbeit: Germany’s Short-Time Work Benefit</hi><hi rend="CharOverride-1">. &lt;</hi><ref target="0"><hi rend="CharOverride-1">https://www.imf.org/en/News/Articles/2020/06/11/na061120-kurzarbeit-germanys-short-time-work-benefit#</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">:~:text=features%20of%20Kurzarbeit%3F-,Kurzarbeit%20is%20a%20social%20insurance%20program%20whereby%20employers%20reduce%20their,more%20for%20workers%20with%20children</hi><hi rend="CharOverride-1">&gt; (2020-06-15).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Klotz, A., and M. C. Bolino. </hi><hi rend="CharOverride-1">2022. “When Quiet Quitting is Worse The Real Things.” </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Harvard</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Business</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Review</hi><hi rend="CharOverride-1">,</hi><hi rend="CharOverride-1"> September 15.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Masterson, V. 2022. “What is quiet quitting.” </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Word</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Economic</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Forum</hi><hi rend="CharOverride-1">, September 2.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Osservatorio HR Innovation Practice. </hi><hi rend="CharOverride-1">2022. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Mercato</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">del</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">lavoro:</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">le</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Grandi</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Dimissioni</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">portano</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">nuove</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">sfide</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">per</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">le</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Direzioni</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">HR</hi><hi rend="CharOverride-1">. &lt;</hi><ref target="0"><hi rend="CharOverride-1">https://www.osservatori.net/it/ricerche/comunicati-stampa/mercato-lavoro-italia-risorse-umane</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt; (2024-03-11).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Parker, K., J. M Horowitz. 2022</hi><hi rend="CharOverride-1">. “Majority of workers who quit a job in 2021 cite</hi><hi rend="CharOverride-1"> low pay, no opportunities for advancement, feeling disrespected.” </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Pew</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Research</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Center</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="CharOverride-1">March 9. </hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Roose, R. 2021. “Welcome to the YOLO Economy.” </hi><hi rend="italic CharOverride-1">The</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">New</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">York</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Times</hi><hi rend="CharOverride-1">, April 21.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Roslanski, R. 2021. “Navigating the Great Reshuffle.” &lt;</hi><ref target="0"><hi rend="CharOverride-1">https://www.linkedin.com/pulse/navigating-great-reshuffle-ryan-roslansky/</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt; (2021-09-09</hi><hi rend="CharOverride-1">).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Sull, D., Sull, C., and B. Zweig. 2022. “Toxic Culture </hi><hi rend="CharOverride-1">Is Driving the Great Resignation.” </hi><hi rend="italic CharOverride-1">MIT</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Sloan</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Management</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Review</hi><hi rend="CharOverride-1">, January 1.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="italic CharOverride-1">The</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Economist</hi><hi rend="CharOverride-1">. 2016. “</hi><hi rend="CharOverride-1">Automation and anxiety. Will smarter machines cause mass unemployment?” 25 </hi><hi rend="CharOverride-1">June.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Williams, A. 2022. “How quiet quitters gain from doing less</hi><hi rend="CharOverride-1"> work.” </hi><hi rend="italic CharOverride-1">DW</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Deutsche</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Welle</hi><hi rend="CharOverride-1"> (international broadcast), September 14. </hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Zenger, J., and J. Folkman </hi><hi rend="CharOverride-1">2022. “Quiet Quitting Is About Bad Bosses, Not Bad Employees.” </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Harvard Business Review</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08885_int_online_chapter_253_1609-1616.html#footnote-006-backlink">1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	L’acronimo è stato poi ripreso da Kevin </hi><hi rend="CharOverride-1">Roose sul New York Times (2021) e successivamente divenuto un </hi><hi rend="CharOverride-1">meme tra gli stock trader su Reddit e altre tipologie </hi><hi rend="CharOverride-1">di professionisti in vari tipi di attività.</hi></p></item>
				</list><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08885_int_online_chapter_253_1609-1616.html#footnote-005-backlink">2</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Haldane, ex chief</hi><hi rend="CharOverride-1"> economist della Banca d’Inghilterra e ora chief executive della</hi><hi rend="CharOverride-1"> Royal Society for Arts., in uno speech del 2019 </hi><hi rend="CharOverride-1">(“Climbing the Jobs Ladder”) ha sostenuto che il </hi><hi rend="CharOverride-1">mancato </hi><hi rend="italic CharOverride-1">switching jobs</hi><hi rend="CharOverride-1"> spiega la ‘persa decade’ di bassa </hi><hi rend="CharOverride-1">produttività dopo la grande depressione, seguita alla crisi del 2008-2009.</hi></p></item>
				</list><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08885_int_online_chapter_253_1609-1616.html#footnote-004-backlink">3</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Si pensi che si è dovuto sancire il ‘diritto </hi><hi rend="CharOverride-1">alla disconnessione’ con la Legge 81/2017.</hi></p></item>
				</list><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08885_int_online_chapter_253_1609-1616.html#footnote-003-backlink">4</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Si veda il sito: &lt;</hi><ref target="0"><hi rend="CharOverride-3">https://www.maize.io/magazine/rise-grind-hustle-culture/</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt; (2020-01-20). </hi><hi rend="CharOverride-1">Molti imprenditori di successo hanno esposto le loro centinaia di </hi><hi rend="CharOverride-1">migliaia (a volte milioni) di follower a una comunicazione incessante </hi><hi rend="CharOverride-1">che celebrava l’orario di lavoro come una sorta di </hi><hi rend="CharOverride-1">liberazione (si pensi alle 80-100 ore di lavoro promosse da </hi><hi rend="CharOverride-1">Elon Musk) riassumibile nell’hashtag #thankgoditsmonday, un modo per dire </hi><hi rend="CharOverride-1">che l’ ozio della domenica era finalmente finito.</hi></p></item>
				</list><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08885_int_online_chapter_253_1609-1616.html#footnote-002-backlink">5</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Si veda il sito: &lt;</hi><ref target="0"><hi rend="CharOverride-3">https://www.ft.com/content/a09a2ade-4d14-47c2-9cca-599b3c25a33f</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt; (2022-09-12).</hi></p></item>
				</list><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08885_int_online_chapter_253_1609-1616.html#footnote-001-backlink">6</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Il progetto ha coinvolto 61 imprese e un totale di 2.900 lavoratori: &lt;https://www.4</hi><ref target="0"><hi rend="CharOverride-1">dayweek.com/</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt; (2024-03-11).</hi></p></item>
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					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08885_int_online_chapter_253_1609-1616.html#footnote-000-backlink">7</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	«Il</hi><hi rend="CharOverride-1"> 90% dei lavoratori vuole continuare la settimana di 4 giorni</hi><hi rend="CharOverride-1"> lavorativi, il 55% afferma di aver migliorato le proprie abilità</hi><hi rend="CharOverride-1"> al lavoro e il 15% dichiara che nessun aumento salariale lo convincerebbe a tornare ai 5 giorni lavorativi».</hi></p></item>
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