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        <title type="main" level="a">Introduzione. Sulla necessità di parlare di omotransfobia in accademia</title>
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          <persName n="1" ref="https://orcid.org/0000-0002-7918-3860" type="ORCID">
            <forename>Irene</forename>
            <surname>Biemmi</surname>
            <placeName type="affiliation">University of Florence, Italy</placeName>
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          <resp>This is a section of <title>Quanti generi di diversità? </title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/979-12-215-0362-3</idno>) by </resp>
          <name>Irene Biemmi</name>
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        <publisher>Firenze University Press, USiena Press</publisher>
        <pubPlace>Florence</pubPlace>
        <date when="2023">2023</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/979-12-215-0362-3.03</idno>
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          <p>Available for academic research purposes</p>
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          <p>Copyright Author(s)</p>
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        <p>The introduction intends to focus on the importance of raising awareness in the academic community about the various forms of discrimination related to sexual orientation and gender identity, to understand the dynamics that give rise to them and identify possible concrete actions and good practices to combat them.</p>
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            <item>awareness</item>
            <item>discrimination</item>
            <item>sexual orientation</item>
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      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/979-12-215-0362-3.03<ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0362-3.03" /></p>
      
      
      <div><head>Introduzione</head></div><div><head>Sulla necessità di parlare di omotransfobia <lb/>in accademia</head><p rend="h1_author ParaOverride-1" ><hi rend="CharOverride-1">Irene Biemmi</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il volume </hi><hi rend="italic">Quanti generi di diversità? Promuovere nuovi linguaggi, rappresentazioni e saperi per educare alle differenze e prevenire l’omofobia e la transfobia</hi><hi rend="CharOverride-1"> si colloca all’interno della collana editoriale “Politiche e strategie per l’uguaglianza di genere e l’inclusione. Temi, ricerche e prospettive dei CUG delle Università di Siena e Firenze” che prende avvio nel 2023 grazie alla proficua collaborazione tra i Comitati Unici di Garanzia per le pari opportunità, la non discriminazione e il benessere di chi lavora (CUG) delle Università </hi><hi rend="CharOverride-1">degli studi di Siena e di Firenze. La collana, sancita da un protocollo di intesa tra i due Atenei, ha come obiettivo fondativo quello di sensibilizzare l’intera comunità accademica alle tematiche che stanno al centro dell’azione dei CUG: sviluppare una cultura di genere e delle pari opportunità, combattere le discriminazioni di genere sul luogo di lavoro, </hi><hi rend="CharOverride-1">valorizzare e promuovere il benessere lavorativo di chi studia o lavora all’università, promuovere l’utilizzo di un linguaggio di genere, incoraggiare azioni di contrasto alla violenza e alle molestie sessuali.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il presente progetto editoriale nasce dalle riflessioni scaturite da un convegno molto partecipato organizzato dal CUG dell’Università di Firenze in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia che si è tenuto presso il Dipartimento di Formazione, Lingue, Intercultura, Letterature e Psicologia dell’Università degli Studi di Firenze il 17 maggio 2023.</hi><hi rend="CharOverride-1"> Nell’incontro – a cui ha partecipato un pubblico ampio e variegato composto da studenti/studentesse, personale docente e tecnico amministrativo, giovani ricercatrici e ricercatori, nonché comuni cittadini/e – sono state approfondite le varie forme di discriminazione legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere, per comprendere le dinamiche che le originano e individuare possibili azioni concrete e buone pratiche per contrastarle. Valore aggiunto del volume è il taglio interdisciplinare (pedagogico, psicologico, linguistico, sociologico, </hi><hi rend="CharOverride-1">giuridico) che consente di analizzare la tematica con molteplici sguardi e dà modo a lettrici e lettori di affinare la capacità di leggere criticamente e consapevolmente il quadro complesso che riguarda le discriminazioni omotransfobiche.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il volume si divide in due parti. La prima parte – </hi><hi rend="italic">Identità di genere e orientamenti sessuali: tra discriminazioni e nuovi linguaggi</hi><hi rend="CharOverride-1"> – propone un quadro di riferimento teorico che ha l’obiettivo di alfabetizzare al tema anche un pubblico di non specialisti/e. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">In apertura il saggio di Barbara Mapelli, pedagogista e saggista, dal titolo </hi><hi rend="italic">Pensieri, emozioni, incontri: come si forma la conoscenza. Quanto insegnano le minoranze</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="CharOverride-1">abbracciando il metodo autobiografico-narrativo discute l’ampia problematica della formazione della conoscenza incrociandola al tema delle diversità, in particolare delle identità sessuali; a seguire si propone un’analisi sintetica dei significati di ogni singola lettera che forma l’acronimo LGBTQIA+</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP08963_xml_4_13-16.html#footnote-000">1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, sottolineando la cautela con cui deve essere usato e tenendo conto del suo valore relativo e restrittivo, come ogni altra classificazione tendenzialmente impoverente e distorcente. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Margherita Graglia, psicologa, psicoterapeuta e sessuologa, nel suo saggio </hi><hi rend="italic">Varianze di genere e di orientamento sessuale. Discriminazioni e impatto sulla salute</hi><hi rend="CharOverride-1">, offre </hi><hi rend="italic">in primis</hi><hi rend="CharOverride-1"> un utile glossario che contiene alcune espressioni chiave di cui è necessario padroneggiare il corretto significato per non incorrere in fraintendimenti linguistici e concettuali: </hi><hi rend="CharOverride-1">occorre dunque distinguere con cura espressioni quali «sesso biologico», «identità di genere», «espressione di genere», «orientamento sessuale» che costituiscono le quattro dimensioni dell’identità sessuale. La trattazione di Graglia </hi><hi rend="CharOverride-1">prosegue esaminando le traiettorie di sviluppo dei bambini e delle bambine con varianza di genere e degli/delle adolescenti omosessuali per concludersi con l’analisi delle discriminazioni e delle violenze che possono impattare sulla salute delle persone LGBT</hi><hi rend="CharOverride-1">+. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Paolo Gusmeroli, sociologo esperto in studi di genere, delle pratiche famigliari e della sessualità, nel saggio</hi><hi rend="CharOverride-3"> </hi><hi rend="italic">Come si rende visibile l’omo-lesbo-bi-transfobia? Nodi critici, sfide e riflessioni a partire da una ricerca empirica</hi><hi rend="CharOverride-1">, riflette attorno al tentativo, da parte della ricerca sociale in Italia, di rendere visibili violenza e discriminazione contro le persone LGBT+. L’analisi poggia principalmente su due recenti lavori di ricerca empirica: il primo focalizzato sull’analisi critica del discorso sull’omofobia in Italia, sia in ambito scientifico che nel dibattito pubblico; il secondo volto a indagare, con un’indagine </hi><hi rend="italic">mixed methods</hi><hi rend="CharOverride-1">, violenza e discriminazioni determinate da orientamento sessuale e identità di genere in Emilia-Romagna. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Chiude la prima parte un prezioso contributo di Vera Gheno, linguista, saggista e attivista, </hi><hi rend="italic">Linguaggio ampio: una possibile strada verso la convivenza delle differenze </hi><hi rend="CharOverride-1">che invita ad utilizzare l’espressione «linguaggio ampio» (preferibile rispetto a «</hi><hi rend="CharOverride-1">linguaggio inclusivo» o «rappresentativo») argomentando la sua rilevanza sociale, culturale e di riflessione metacognitiva, ma mettendo al tempo stesso in guarda dai possibili rischi derivanti dal suo utilizzo normativo. Usando le parole dell’autrice: </hi></p><quote rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">Il linguaggio ampio non può, e non dovrebbe, diventare una serie di prescrizioni. Dovrebbe aprire, problematizzare, non chiudere e normare. Dovrebbe proporre, non imporre. Per questo non possono esistere manuali definitivi: è una visione della lingua e della sua connessione con la società, e forse proprio per questo non deve puntare, a mio avviso, a diventare parte della norma.</hi></quote><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La seconda parte del volume </hi><hi rend="italic">Educare le nuove generazioni al rispetto e al contrasto delle discriminazioni di genere e omotransfobiche</hi><hi rend="CharOverride-1"> propone alcune piste pedagogico-educative (saggi di </hi><hi rend="CharOverride-1">Scierri, Biemmi, Batini) e buone pratiche, sia nella comunicazione massmediatica (saggio Mammini) che nella legislazione universitaria (saggio Fabbri) per attivare processi di cambiamento sociale che vadano nella direzione di una cultura del rispetto, della comunicazione non violenta e del riconoscimento del pluralismo degli orientamenti sessuali e delle identità di genere.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Irene Scierri, pedagogista sperimentale</hi><hi rend="CharOverride-1">, nel saggio </hi><hi rend="italic">Educare alle relazioni e alla sessualità: il ruolo della scuola nel promuovere il benessere e prevenire la violenza di genere e l’omofobia </hi><hi rend="CharOverride-1">illustra i principi su cui si fonda l’educazione alle relazioni e alla sessualità, gli obiettivi essenziali individuati dalle linee guida internazionali e i programmi che si sono rilevati efficaci, evidenziando, in particolar modo, gli esiti positivi sulla prevenzione della violenza di genere e dell’omofobia. A seguire, Il contributo di Irene Biemmi, pedagogista esperta di Pedagogia ed Educazione di genere, </hi><hi rend="italic">Educare a nuovi immaginari di genere: le nuove famiglie rappresentate nei libri per l’infanzia</hi><hi rend="CharOverride-1">, dopo una necessaria introduzione al concetto di ‘famiglia’, intesa come fatto socio-culturale e non come dato naturale, presenta i risultati di un’indagine su un corpus di albi illustrati per l’infanzia che propongono immaginari ampi e plurali delle famiglie contemporanee, in particolar modo </hi><hi rend="CharOverride-1">di quelle omogenitoriali. Federico Batini, pedagogista ed esperto di educazione alla lettura ad alta voce, prosegue il filone delle nuove rappresentazioni di genere nell’ambito della narrativa nel saggio </hi><hi rend="italic">Principesse e cavalieri? Rappresentazioni non dicotomiche e genderiste nella letteratura per </hi><hi rend="CharOverride-1">young adult. Il contributo analizza una recente produzione editoriale di romanzi destinati ad un pubblico giovanile che presentano protagonisti/e complessi, sfaccettati ed estremamente realistici, alle prese con la faticosa definizione – o conquista – della propria identità di genere e del proprio orientament</hi><hi rend="CharOverride-1">o sessuale. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Matteo Mammini, attivista e avvocato specializzato nella difesa dei diritti delle persone LGBTQIA+, propone un saggio di taglio divulgativo estremamente utile per decodificare odio on line e bufale mediatiche: </hi><hi rend="italic">Contrastare l’odio on-line contro le persone LGBTQIA+: un’attività a portata di click</hi><hi rend="CharOverride-1">. Alla fine del saggio vengono presentate alcune utili strategie linguistiche e narrative </hi><hi rend="CharOverride-1">per smontare le basi dell’odio che corre in rete smontando i pregiudizi e gli stereotipi e decostruendo le notizie false che hanno come bersaglio specifiche categorie di persone, divulgate spesso intenzionalmente per fomentare sospetto e odio nei loro confronti. Il volume si chiude con un contributo di Floriana Fabbri, referente amministrativa delle carriere alias dell’Università di Firenze, </hi><hi rend="italic">Chiamami con il mio nome: la carriera alias all’</hi><hi rend="italic">università</hi><hi rend="CharOverride-1">. Dopo aver definito la carriera alias e inquadrato il suo fondamento normativo, l’articolo commenta la sua diffusione nel contesto universitario italiano ed internazionale soffermandosi poi sul caso dell’Università di Firenze, discutendo l’evoluzione della carriera alias dalla sua istituzione all’adozione di un nuovo modello che privilegia il principio dell’autodeterminazione e consente agli studenti/alle studentesse di accedere al profilo senza l’obbligo di presentare diagnosi mediche.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nell’auspicio di chi scrive la lettura di questo libro a più voci, che affronta il tema dell’omo-lesbo-bi-transfobia in ottica inter e transdisciplinare, potrà risultare uno strumento utile per innalzare il livello di consapevolezza della comunità universitaria, e non solo, su tematiche per lungo tempo lasciate ai margini della ricerca accademica e dell’attenzione pubblica. L’augurio si rivolge in particolare agli studenti e alle studentesse, e ancora più in particolare, a chi tra loro si occuperà professionalmente di scuola, cultura, educazione dell’infanzia (educatori/trici, maestre/i, insegnanti): il loro ruolo sarà cruciale per diffondere alle future generazioni di bambine e bambini una cultura del rispetto, della valorizzazione delle differenze ponendo al centro il benessere delle persone. </hi></p><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08963_xml_4_13-16.html#footnote-000-backlink">1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Nel corso del volume è stata lasciata libertà ad autrici e autori di utilizzare varie etichette per riferirsi agli acronimi che identificano le minoranze sessuali (es. LGBTQ, LGBTQI, LGBTQIA, LGBTQIA+, LGBTQQIA+).</hi></p></item>
				</list><p rend="editorial_metadata_author">Irene Biemmi, University of Florence, Italy, <ref target="https://www.fupress.com">irene.biemmi@unifi.it</ref>, <ref target="https://www.fupress.com">0000-0002-7918-3860</ref></p><p rend="editorial_metadata_polices">Referee List (DOI 1<ref target="https://doi.org/10.36253/fup_referee_list">0.36253/fup_referee_list</ref>)</p><p rend="editorial_metadata_polices">FUP Best Practice in Scholarly Publishing (DOI <ref target="https://doi.org/10.36253/fup_best_practice">10.36253/fup_best_practice</ref>)</p><p rend="editorial_metadata_book">Irene Biemmi, <hi rend="italic">Introduzione. Sulla necessità di parlare di omotransfobia in accademia</hi>, © Author(s), <ref target="https://www.fupress.com">CC BY-SA</ref> 4.0, DOI <ref target="https://www.fupress.com">10.36253/979-12-215-0362-3.03</ref>, in Irene Biemmi (edited by), <hi rend="CharOverride-4">Quanti generi di diversità? Promuovere nuovi linguaggi, rappresentazioni e saperi per educare alle differenze e prevenire l’omofobia e la transfobia</hi>, pp. -5, 2023, published by Firenze University Press and USiena PRESS, ISBN 979-12-215-0362-3, DOI <ref target="https://www.fupress.com">10.36253/979-12-215-0362-3</ref></p></div>
      
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