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        <title type="main" level="a">Educare alle relazioni e alla sessualità: il ruolo della scuola nel promuovere il benessere e prevenire la violenza di genere e l’omofobia</title>
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          <persName n="1" ref="https://orcid.org/0000-0003-4338-0130" type="ORCID">
            <forename>Irene Dora Maria</forename>
            <surname>Scierri</surname>
            <placeName type="affiliation">University of Florence, Italy</placeName>
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          <resp>This is a section of <title>Quanti generi di diversità? </title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/979-12-215-0362-3</idno>) by </resp>
          <name>Irene Biemmi</name>
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        <publisher>Firenze University Press, USiena Press</publisher>
        <pubPlace>Florence</pubPlace>
        <date when="2023">2023</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/979-12-215-0362-3.10</idno>
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          <p>Available for academic research purposes</p>
          <p>Open Access</p>
          <p>Copyright Author(s)</p>
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        <p>This is original content, published for academic research purposes</p>
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      <abstract xml:lang="en">
        <p>The contribution illustrates the role of relationship and sexuality education in promoting health and well-being among young people and preventing gender-based violence and homophobia.</p>
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            <item>relationship education</item>
            <item>sexuality education</item>
            <item>health promotion</item>
            <item>gender-based violence</item>
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      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/979-12-215-0362-3.10<ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0362-3.10" /></p>
      
      
      
      
      <div><head>Educare alle relazioni e alla sessualità: il ruolo della scuola nel promuovere il benessere e prevenire la violenza di genere e l’omofobia</head><p rend="h1_author ParaOverride-1" ><hi rend="CharOverride-1">Irene Dora Maria Scierri</hi></p><p rend="epigraph_inscription_epigraph_2" ><hi rend="CharOverride-1">La scuola è perciò investita da una domanda che comprende, insieme, </hi></p><p rend="epigraph_inscription_epigraph_2" ><hi rend="CharOverride-1">l’apprendimento e “il saper stare al mondo”.</hi></p><p rend="epigraph_inscription_epigraph_2" ><hi rend="CharOverride-1">MIUR 2012</hi></p><div><head><hi>1. Educazione sessuale come diritto umano fondamentale</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nel corso del XX secolo, è emersa la consapevolezza della necessità per le giovani generazioni di acquisire conoscenze sulle questioni sessuali tramite l’istruzione formale. In Europa, alcuni paesi sono stati all’avanguardia nell’introduzione dell’educazione sessuale nei programmi scolastici, come la Svezia, che l’ha introdotta nel 1955. Successivamente, molti altri paesi europei hanno previsto un’educazione sessuale obbligatoria. A livello mondiale, secondo i dati UNESCO del 2023 relativi a 50 paesi, pochi hanno implementato quadri legislativi completi sull’educazione sessuale: solo il 20% ha una legge specifica, mentre il 39% ha una politica nazionale che affronta specificamente l’educazione alla sessualità. Tra gli assenti, l’Italia: uno dei pochi Stati membri dell’Unione europea in cui l’educazione sessuale non è obbligatoria e manca una legislazione nazionale sul tema. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Le differenze nei tempi e nelle scelte riguardo all’educazione sessuale dipendono principalmente dal rapporto di potere tra sfera pubblica e sfera privata (Sauerteing and Davidson 2009)</hi><hi rend="CharOverride-1">, tra i diritti dei genitori di educare i propri figli e figlie e il dovere dello Stato di garantire diritti fondamentali, preservando la salute e il benessere dei suoi cittadini e cittadine. L’educazione alla sessualità è infatti riconosciuta come parte integrante dei diritti sessuali:</hi></p><quote rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">I diritti sessuali comprendono diritti umani che sono già riconosciuti da leggi nazionali, dalle carte internazionali sui diritti umani e da altre dichiarazioni di consenso. Essi includono il diritto di tutte le persone, libere da coercizione, discriminazione e violenza, a: il più alto livello raggiungibile di salute sessuale, incluso l’accesso ai servizi di assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva; ricercare, ricevere e divulgare informazioni relative alla sessualità; l’educazione sessuale; il rispetto per l’integrità fisica; scegliere il proprio/la propria partner; decidere se essere o non essere sessualmente attivi; relazioni sessuali consensuali; matrimonio consensuale; decidere se, e quando, avere figli; ricercare una vita sessuale soddisfacente, sicura e piacevole (WHO 2006, 5).</hi></quote><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La salute sessuale è ivi definita come uno stato di benessere fisico, emotivo, mentale e sociale relativo all’ambito sessuale, che presuppone un approccio positivo e rispettoso alla sessualità, così come la possibilità di vivere esperienze sessuali appaganti e sicure, libere da coercizioni, discriminazioni e violenza. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">In linea con questa prospettiva, i contenuti dell’educazione sessuale si sono evoluti e ampliati nel tempo: dal focus sulla prevenzione delle gravidanze non intenzionali (anni ’60-’70), alla prevenzione dell’HIV (anni ’80), alla consapevolezza sugli abusi sessuali (anni ’90), fino a includere la prevenzione del sessismo, dell’omofobia e del bullismo (anni 2000), a cui si aggiunge il più recente tema del consenso e delle relazioni fondate sul rispetto reciproco.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Oggi l’educazione sessuale non è più considerata come una mera erogazione di informazioni, bensì un’opportunità per le giovani generazioni di esplorare le proprie identità e valori, di sviluppare abilità di comunicazione, negoziazione, presa di decisioni e assertività. In breve, si manifesta come un processo di empowerment delle persone, durante il quale vengono acquisite risorse e competenze per costruire relazioni sane per tutta la vita. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nonostante i passi avanti compiuti, solo una minoranza di bambine, bambini e giovani ha accesso a un’educazione sessuale adeguata. Le statistiche mondiali rilevano un fallimento nell’adempiere agli obblighi nei confronti di un’intera generazione riguardo ai diritti umani e alla parità di genere (UNESCO 2018). Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, annualmente circa 21 milioni di ragazze tra i 15 e i 19 anni rimangono incinte, con la metà di esse coinvolte in gravidanze non intenzionali (WHO 2023). Inoltre, quasi una su quattro ha subìto almeno una volta violenza fisica e/o sessuale da parte del partner (WHO 2021). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">In Italia, il 65% delle vittime minorenni di maltrattamenti e violenze sono di sesso femminile, con picchi che raggiungono il 90% nelle diverse forme di violenza sessuale (Terre des Hommes Italia 2023). Guardando al mondo adulto, sebbene negli ultimi anni si sia registrata una netta diminuzione degli omicidi maschili, il miglioramento per le donne è stato notevolmente più limitato, con un aumento nella proporzione di uccisioni commesse da familiari, partner o ex partner: dal 74% nel 2012, all’85,3% nel 2020 (ISTAT</hi><hi rend="CharOverride-1"> 2022).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Negli Stati Uniti, secondo l’ultima rilevazione biennale sul clima scolastico vissuto dalla comunità studentesca LGBT+, la percentuale di vittime di molestie è significativa: il 76,1% ha subìto molestie verbali basate sull’orientamento sessuale, sull’espressione di genere o sul genere; il 31,2% è stato molestato fisicamente; il 12,5% è stato aggredito (Kosciw, Clark and Menard 2022). In Italia, una ricerca analoga ha rilevato percentuali altrettanto elevate di appartenenti alla comunità studentesca LGBT+ vittime di molestie verbali e fisiche legate all’orientamento sessuale o all’espressione di genere. Nel dettaglio, il 62,5% ha subìto molestie verbali, l’80% fisiche e il 7,3% aggressioni a causa dell’orientamento sessuale. Per quanto riguarda l’espressione di genere, il 66,7% ha subìto molestie verbali, il 78,6% molestie fisiche e il 5,2% aggressioni (Centro Risorse LGBTI 2018).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">È evidente come le problematiche legate alla sessualità, alla violenza di genere e all’omofobia persistano su scala globale, compromettendo il benessere di bambine e bambini, adolescenti e giovani. Affrontare tali questioni richiede un approccio culturale e, nonostante il suo ruolo significativo, la famiglia da sola non è in grado di assolvere a questo compito, soprattutto nella complessità della società contemporanea. Pertanto, è fondamentale che la scuola assuma un ruolo centrale nell’offerta di un’educazione alle relazioni e alla sessualità di qualità (WHO Regional</hi><hi rend="CharOverride-1"> Office for Europe/BZgA 2010).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il contributo si propone di illustrare il ruolo dell’educazione alle relazioni e alla sessualità nel promuovere la salute e il benessere nel mondo giovanile e nel prevenire la violenza di genere e l’omofobia. A tale scopo, verranno esaminati alcuni aspetti delle più recenti linee guida internazionali</hi><hi rend="CharOverride-1">, partendo da quelle promosse dall’UNESCO fino agli standard nazionali europei e statunitensi, oltre alle caratteristiche dei programmi che si sono rivelati efficaci. Il saggio si conclude con una riflessione sull’attuale situazione nel contesto italiano.</hi></p></div><div><head><hi>2. </hi><hi>Definizioni, concetti chiave e linee guida internazionali</hi></head><div><head><hi>2.1 Un processo educativo multidimensionale</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nella letteratura e nei programmi internazionali, diversi termini vengono impiegati per definire l’educazione sessuale, tra cui </hi><hi rend="italic">sexuality education</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">sex education</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">holistic sexuality education</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">sexual and reproductive</hi><hi rend="italic"> health</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">relationships and sex education</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">sexual health/education</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">comprehensive sex/sexual education/health education</hi><hi rend="CharOverride-1">. Il termine più ampiamente adottato risulta essere «</hi><hi rend="CharOverride-1">sexuality education» (Leent et al. 2023). Tuttavia, gli approcci più recenti si distinguono per una prospettiva ampia sull’educazione sessuale, evidenziata nella scelta di denominazioni specifiche, come la </hi><hi rend="italic">Comprehensive Sexuality Education </hi><hi rend="CharOverride-1">(CSE) e la </hi><hi rend="italic">Relationships and Sex Education</hi><hi rend="CharOverride-1"> (RSE). La prima enfatizza l’importanza di comprendere una pluralità di aspetti e dimensioni nell’educazione sessuale, trattandoli in modo approfondito e globale durante l’intero percorso educativo. La seconda pone l’attenzione sull’ambito della capacità di gestire relazioni e, più in generale, sulle competenze socio-emotive. Le due accezioni risultano comunque sovrapponibili nel loro significato complessivo e nella proposta di contenuti da affrontare.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">L’ONU utilizza il termine </hi><hi rend="italic">Comprehensive Sexuality</hi><hi rend="italic"> Education </hi><hi rend="CharOverride-1">come riferimento per le migliori pratiche, definendola come</hi></p><quote rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">un processo basato sul curriculum di insegnamento e apprendimento che riguarda gli aspetti cognitivi, emotivi, fisici e sociali della sessualità. Il suo obiettivo è fornire alle giovani generazioni conoscenze, competenze, atteggiamenti e valori che li doteranno della capacità di: realizzare la propria salute, benessere e dignità; sviluppare relazioni sociali e sessuali rispettose; considerare come le proprie scelte influenzino il proprio benessere e quello degli altri; e comprendere ed assicurare la tutela dei propri diritti per tutta la durata della loro vita (UNESCO 2018, 16).</hi></quote><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il modello di educazione alle relazioni e alla sessualità che emerge dalla definizione dell’UNESCO, e da altri fonti della letteratura sul tema (cfr. Leent et al. 2023), si presenta come un approccio completo e ben strutturato, con le seguenti caratteristiche distintive:</hi></p><list type="unordered">
				<item><hi rend="italic">Prende le mosse dalla prospettiva dei diritti umani</hi><hi rend="CharOverride-1">: si fonda sul principio che le persone hanno il diritto di conoscere la sessualità e il diritto all’autodeterminazione nelle questioni legate alla propria sessualità.</hi></item>
				<item><hi rend="italic">È basato sul curriculum</hi><hi rend="CharOverride-1">: fornisce un insieme articolato di obiettivi di apprendimento, concetti e messaggi chiave che si sviluppano progressivamente seguendo un ordine incrementale e a spirale.</hi></item>
				<item><hi rend="italic">È adeguato all’età, allo sviluppo e alla cultura</hi><hi rend="CharOverride-1">: è progettato per essere appropriato a diverse fasce d’età e considera le diversità nello sviluppo, mantenendo una sensibilità alle differenze culturali.</hi></item>
				<item><hi rend="italic">Si estende per tutta la vita</hi><hi rend="CharOverride-1">: inizia nell’infanzia, attraversa l’adolescenza e prosegue nell’età adulta, promuovendo l’empowerment lungo tutto il corso della vita.</hi></item>
				<item><hi rend="italic">È scientificamente fondato</hi><hi rend="CharOverride-1">: fornisce informazioni accurate e basate su evidenze riguardanti il comportamento sessuale, la salute riproduttiva e altri aspetti della sessualità.</hi></item>
				<item><hi rend="italic">È non giudicante</hi><hi rend="CharOverride-1">: adotta un approccio privo di giudizi morali, consentendo agli individui di esplorare apertamente i propri valori e atteggiamenti.</hi></item>
				<item><hi rend="italic">Promuove lo sviluppo di competenze decisionali e comunicative</hi><hi rend="CharOverride-1">: favorisce lo sviluppo di competenze per prendere decisioni informate e comunicare in modo efficace su tematiche legate alla sessualità.</hi></item>
				<item><hi rend="italic">È olistico e integrato</hi><hi rend="CharOverride-1">: affronta in modo ampio e profondo diverse dimensioni della sessualità, inclusi aspetti biologici, sociologici e psicologici, integrando anche aspetti positivi come l’amore e le relazioni basate sul rispetto reciproco e sull’uguaglianza.</hi></item>
				<item><hi rend="italic">Ha la finalità di preparare a una cittadinanza responsabile, sana e produttiva</hi><hi rend="CharOverride-1">: si propone di istruire sulle relazioni umane e l’ambito sessuale, promuovendo comportamenti responsabili, sani e rispettosi per il benessere individuale e collettivo.</hi></item>
			</list><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">In sintesi, l’educazione alle relazioni e alla sessualità si configura come un processo educativo multidimensionale, ampio e articolato, che coinvolge tutte le età e si protrae per l’intera durata della vita, che richiede un approccio curricolare e scientificamente fondato, il coinvolgimento attivo e partecipativo delle persone coinvolte e il contributo di tutte le figure interessate nella loro educazione. È un percorso che mira a preparare le persone a comprendere e gestire consapevolmente la sessualità e le relazioni, promuovendo nel contempo uno stato duraturo di salute e benessere, e incoraggiando comportamenti responsabili verso sé e gli altri.</hi></p></div><div><head><hi>2.2 Il quadro di riferimento internazionale</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il principale riferimento a livello mondiale</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-1">per</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-1">l’educazione sessuale è l’</hi><hi rend="italic">International Technical Guidance on Sexuality Education</hi><hi rend="CharOverride-1"> (di seguito Linee Guida), pubblicato dall’UNESCO nel 2009 e successivamente aggiornato nel 2018. Sono disponibili anche Standard nazionali specifici, come gli Standard sull’Educazione Sessuale in Europa (WHO Regional Office for Europe/</hi><hi rend="CharOverride-1">BZgA 2010) e gli Standard Nazionali per l’Educazione Sessuale degli USA (Future of Sex Education Initiative 2020). Un’altra pubblicazione importante è </hi><hi rend="italic">It’s all one curriculum</hi><hi rend="CharOverride-1"> (International Sexuality and HIV Curriculum Working Group 2009), che propone un curriculum unico che integri le tematiche relative alla sessualità, al genere, ai diritti umani e all’HIV/AIDS, concentrandosi sui bisogni educativi della fascia adolescenziale.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Le Linee Guida costituiscono un fondamentale quadro di riferimento per la progettazione di programmi di educazione sessuale, mirando a sostenere le autorità nazionali nell’elaborare curricula completi in grado di influire positivamente sulla salute e sul benessere delle giovani generazioni. In senso più ampio, le Linee Guida rappresentano una risorsa educativa applicabile a livello globale e adattabile nei differenti contesti.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">All’interno delle Linee Guida sono inclusi concetti chiave, argomenti e obiettivi di apprendimento esemplificativi, relativi a conoscenze, atteggiamenti e competenze, destinati a una fascia d’età che va dai 5 ai 18 anni e oltre. Gli argomenti sono trattati seguendo un approccio iterativo e progressivo, attraverso un curriculum a spirale che affronta le tematiche con crescente complessità. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La Tabella 1 illustra gli otto concetti chiave e i relativi argomenti, da sviluppare in maniera graduale in base all’età e allo sviluppo delle persone coinvolte. </hi></p><p rend="caption_table" ><hi rend="CharOverride-1">Tabella 1 – Concetti chiave e argomenti per un curriculum di educazione alle relazioni e alla sessualità (adattato da UNESCO 2018).</hi></p><table rend="Nessuno-stile-tabella" xml:id="table001">
				<!--<colgroup>-->
					<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-1">--><!--</col>-->
					<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-2">--><!--</col>-->
				<!--</colgroup>-->
				
					<row role="label" rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-3">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella top CellOverride-1">
							<p rend="table" ><hi rend="CharOverride-1">Concetto chiave</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella top">
							<p rend="table ParaOverride-4" ><hi rend="CharOverride-1">Argomenti</hi></p>
						</cell>
					</row>
				
				
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line CellOverride-1 _idGenCellOverride-1">
							<p rend="table" ><hi rend="CharOverride-1">1. Relazioni</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line _idGenCellOverride-1">
							<p rend="table ParaOverride-4" ><hi rend="CharOverride-1">1.1 Famiglie</hi></p>
							<p rend="table ParaOverride-4" ><hi rend="CharOverride-1">1.2 Amicizia, amore e relazioni romantiche</hi></p>
							<p rend="table ParaOverride-4" ><hi rend="CharOverride-1">1.3 Tolleranza, inclusione e rispetto</hi></p>
							<p rend="table ParaOverride-4" ><hi rend="CharOverride-1">1.4 Impegni a lungo termine e genitorialità</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-5">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line CellOverride-1">
							<p rend="table" ><hi rend="CharOverride-1">2. Valori, diritti, cultura e sessualità</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-4" ><hi rend="CharOverride-1">2.1 Valori e sessualità</hi></p>
							<p rend="table ParaOverride-4" ><hi rend="CharOverride-1">2.2 Diritti umani e sessualità</hi></p>
							<p rend="table ParaOverride-4" ><hi rend="CharOverride-1">2.3 Cultura, società e sessualità</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-5">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line CellOverride-1">
							<p rend="table" ><hi rend="CharOverride-1">3. Comprensione del genere</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-4" ><hi rend="CharOverride-1">3.1 La costruzione sociale del genere e norme di genere</hi></p>
							<p rend="table ParaOverride-4" ><hi rend="CharOverride-1">3.2 Parità di genere, stereotipi e preconcetti</hi></p>
							<p rend="table ParaOverride-4" ><hi rend="CharOverride-1">3.3 Violenza di genere</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line CellOverride-1">
							<p rend="table" ><hi rend="CharOverride-1">4. Violenza e sicurezza</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-4" ><hi rend="CharOverride-1">4.1 Violenza</hi></p>
							<p rend="table ParaOverride-4" ><hi rend="CharOverride-1">4.2 Consenso, privacy e integrità fisica</hi></p>
							<p rend="table ParaOverride-4" ><hi rend="CharOverride-1">4.3 Uso sicuro delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC)</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-6">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line CellOverride-1">
							<p rend="table" ><hi rend="CharOverride-1">5. Competenze per la salute e il benessere</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-4" ><hi rend="CharOverride-1">5.1 Norme e influenza dei pari sul comportamento sessuale</hi></p>
							<p rend="table ParaOverride-4" ><hi rend="CharOverride-1">5.2 Presa di decisioni</hi></p>
							<p rend="table ParaOverride-4" ><hi rend="CharOverride-1">5.3 Abilità di comunicazione, rifiuto e negoziazione</hi></p>
							<p rend="table ParaOverride-4" ><hi rend="CharOverride-1">5.4 Media literacy e sessualità</hi></p>
							<p rend="table ParaOverride-4" ><hi rend="CharOverride-1">5.5 Trovare aiuto e supporto</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line CellOverride-1">
							<p rend="table" ><hi rend="CharOverride-1">6. Il corpo umano e lo sviluppo</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-4" ><hi rend="CharOverride-1">6.1 Anatomia e fisiologia sessuale e riproduttiva</hi></p>
							<p rend="table ParaOverride-4" ><hi rend="CharOverride-1">6.2 Riproduzione</hi></p>
							<p rend="table ParaOverride-4" ><hi rend="CharOverride-1">6.3 Pubertà</hi></p>
							<p rend="table ParaOverride-4" ><hi rend="CharOverride-1">6.4 Immagine del corpo</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-7">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line CellOverride-1">
							<p rend="table" ><hi rend="CharOverride-1">7. Sessualità e comportamento sessuale</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line">
							<p rend="table ParaOverride-4" ><hi rend="CharOverride-1">7.1 Sesso, sessualità e ciclo di vita sessuale</hi></p>
							<p rend="table ParaOverride-4" ><hi rend="CharOverride-1">7.2 Comportamento sessuale e risposta sessuale</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella down_line CellOverride-1">
							<p rend="table" ><hi rend="CharOverride-1">8. Salute sessuale e riproduttiva</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella down_line">
							<p rend="table ParaOverride-4" ><hi rend="CharOverride-1">8.1 Gravidanza e prevenzione della gravidanza</hi></p>
							<p rend="table ParaOverride-4" ><hi rend="CharOverride-1">8.2 Stigma, cura, trattamento e supporto per l’HIV e l’AIDS</hi></p>
							<p rend="table ParaOverride-4" ><hi rend="CharOverride-1">8.3 Comprensione, riconoscimento e riduzione del rischio delle malattie sessualmente trasmissibili, incluse l’HIV</hi></p>
						</cell>
					</row>
				
			</table><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Gli Standard nazionali europei e statunitensi sono in parte sovrapponibili alle Linee Guida dell’UNESCO. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Per quanto riguarda gli Standard Europei, una particolarità degna di nota è che si estendono alla fascia di età 0-4 anni, riconoscendo che l’educazione sessuale, sebbene spesso impartita in modo implicito, è parte integrante dell’educazione generale. L’importanza di un’educazione sessuale consapevole fin dalla prima infanzia è fondamentale, perché tale approccio</hi></p><quote rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">facilita lo sviluppo sensoriale del bambino/a, la percezione del proprio corpo/immagine corporea e contemporaneamente rafforza la sua fiducia in sé e contribuisce a sviluppare la capacità di auto-determinazione: il bambino/a acquisirà, così, la capacità di comportarsi responsabilmente verso sé e gli altri (WHO Regional Office for Europe/BZgA 2010, 35).</hi></quote><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Gli Standard Nazionali per l’Educazione Sessuale negli Stati Uniti, nella loro più recente revisione (Future of Sex Education Initiative 2020), introducono principi guida che costituiscono le fondamenta dell’esperienza educativa. Tra questi, emerge il principio di </hi><hi rend="italic">giustizia sociale ed equità</hi><hi rend="CharOverride-1">, che evidenzia l’importanza del riconoscimento delle diversità presenti nelle comunità studentesche – comprese quelle etniche, di genere, di orientamento sessuale, di abilità, socio-economiche e di capacità di apprendimento – e della promozione della comprensione e dell’apprezzamento della diversità e dell’inclusione (meglio definita come «convivenza delle differenze», cfr. Acanfora 2021). Un altro principio guida fondamentale è l’</hi><hi rend="italic">intersezionalità</hi><hi rend="CharOverride-1">, che considera le interconnessioni e sovrapposizioni delle identità sociali, soprattutto nelle minoranze, dando origine a una pluralità di oppressioni (Hill Collins and Bilge 2016). In questa prospettiva, tutte le parti coinvolte nell’educazione sono chiamate ad abbracciare l’intersezionalità come principio guida sia per l’educazione sessuale che per i programmi in generale che si allineano con gli Standard Nazionali. Un ulteriore </hi><hi rend="CharOverride-1">principio guida è l’adozione di un </hi><hi rend="italic">linguaggio inclusivo</hi><hi rend="CharOverride-1"> (meglio definito come «ampio», cfr. Gheno 2022), che rifletta la diversità di esperienze e identità presenti nelle comunità educative, anche rispettando i termini che le giovani generazioni scelgono per identificarsi.</hi></p></div></div><div><head><hi>3. Evidenze di efficacia: dai benefici sulla salute alla diminuzione del pregiudizio omofobico e della violenza di genere</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Molte revisioni sistematiche della letteratura hanno sostenuto l’efficacia di una educazione alle relazioni e alla sessualità olistica o globale, così come delineata dalle Linee Guida UNESCO (Goldfarb and</hi><hi rend="CharOverride-1"> Lieberman 2020; Kirby 2009; Pound et al. 2017; UNESCO 2018). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Tra gli effetti positivi, si registra un aumento della conoscenza su diversi aspetti della sessualità e il miglioramento di atteggiamenti e comportamenti legati alla salute sessuale e riproduttiva: ritardo nell’inizio dei rapporti sessuali e diminuzione della loro frequenza, riduzione del numero di partner sessuali, riduzione dei comportamenti a rischio, aumento dell’uso del preservativo e di contraccettivi (UNESCO 2016).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Anche se la maggior parte delle ricerche si concentra sugli esiti sulla salute, vi sono studi che testimoniano gli effetti su obiettivi più ampi come atteggiamenti più equi rispetto ai generi, la prevenzione e la riduzione della violenza di genere, l’aumento delle norme di equità di genere, nonché la costruzione di relazioni più solide e sane.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">In questa prospettiva, è significativa la rassegna condotta da Goldfarb e Lieberman (2020), che ha raccolto evidenze di efficacia dell’adozione di una educazione sessuale olistica negli USA e in altri paesi. Lo studio mostra l’efficacia su una serie di temi e sottotemi:</hi></p><list type="unordered">
				<item><hi rend="italic">Apprezzamento della diversità sessuale</hi><hi rend="CharOverride-1">: riduzione dell’omofobia e del bullismo omofobico; ampliamento della comprensione del genere e delle norme di genere; riconoscimento dell’equità di genere, dei diritti e della giustizia sociale. </hi></item>
				<item><hi rend="italic">Violenza sessuale e tra partner intimi</hi><hi rend="CharOverride-1">: miglioramento delle conoscenze e delle percezioni sulla violenza sessuale e tra partner intimi, nonché dell’atteggiamento nei loro confronti, della loro segnalazione e dei comportamenti di chi assiste; riduzione della perpetrazione e della vittimizzazione di violenza sessuale e tra partner intimi. </hi></item>
				<item><hi rend="italic">Relazioni sane</hi><hi rend="CharOverride-1">: aumento delle conoscenze, degli atteggiamenti e delle competenze nell’ambito delle relazioni e della comunicazione. </hi></item>
				<item><hi rend="italic">Abuso sessuale sui minori</hi><hi rend="CharOverride-1">: miglioramento delle conoscenze, delle percezioni, delle competenze e degli esiti socio-emotivi legati alla sicurezza personale e al contatto fisico; miglioramento delle competenze e dei comportamenti di divulgazione. </hi></item>
				<item><hi rend="italic">Altri esiti</hi><hi rend="CharOverride-1">: apprendimento socio-emotivo; media literacy.</hi></item>
			</list><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">In questo contesto, è utile evidenziare alcune caratteristiche dei programmi che hanno registrato un’efficacia sulle dimensioni della diversità sessuale e della violenza di genere.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">In relazione alla </hi><hi rend="italic">riduzione dell’omofobia</hi><hi rend="CharOverride-1">, si tratta di programmi progettati sia nell’ambito specifico dell’educazione sessuale che in tutto il resto del curriculum. Questi programmi si sono dimostrati efficaci a tutti i livelli di scuola, con una molteplicità di approcci: ad esempio, incontri con persone della comunità LBGT+ per condividere storie personali (Eick et al. 2016; Richard et al. 2015) e utilizzo di opere letterarie con personaggi omosessuali (Helmer 2015, 2016; Schall and Kauffmann 2003; si veda anche il saggio</hi><hi rend="CharOverride-1"> di Batini nel presente volume). Tali approcci hanno portato a una riduzione degli atteggiamenti e degli insulti omofobici e degli stereotipi legati all’espressione di genere e a una maggiore empatia per chi fa coming out. Inoltre, i curricola inclusivi di tutti gli orientamenti sessuali e le identità/espressioni di genere si sono dimostrati efficaci nella riduzione del bullismo omofobico e nell’aumento della sicurezza per la comunità studentesca LGBT+ (Baams, Dubas and van Aken 2017; Snapp et al. 2015).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">In relazione al tema della </hi><hi rend="italic">comprensione del genere e delle norme di genere</hi><hi rend="CharOverride-1">, gli studi mostrano l’importanza di utilizzare una letteratura per l’infanzia che sfidi gli stereotipi di genere. La semplice accessibilità di tale letteratura a bambine e bambini potrebbe però non essere sufficiente, è necessario un loro coinvolgimento in discussioni critiche per aiutarli ad ampliare le loro vedute sul genere e creare un ambiente sicuro che consenta di sfidare e superare questi stereotipi </hi><hi rend="CharOverride-1">(Dutro 2001; Hermann-Wilmarth, Lannen and Ryan 2017; Rice 2002; Ryan, Patraw and Bednar 2013).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">I programmi volti alla</hi><hi rend="italic"> prevenzione della violenza nei rapporti di coppia</hi><hi rend="CharOverride-1"> mostrano di ottenere risultati positivi a lungo termine (Foshee et al. 2004). Gli approcci più promettenti si sono concentrati sull’apprendimento socio-emotivo (</hi><hi rend="CharOverride-1">Crooks et al. 2015) e sull’affrontare stereotipi e/o norme di genere (Kervin and Obinna 2010). È infatti importante notare che la violenza contro le donne e le ragazze non si verifica in un vuoto sociale; essa ha radici in un contesto di disuguaglianza di genere e norme sociali sulle relazioni di genere, supportate in gran parte sia dagli uomini che dalle donne (Jewkes, Flood and Lang 2015).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">In generale, esistono prove solide che l’educazione sessuale risulti più efficace quando inizia precocemente, ben prima dell’inizio dell’attività sessuale, e quando l’insegnamento è strutturato in programmi di lunga durata. Questi elementi sono fondamentali per lo sviluppo a lungo termine delle conoscenze, delle attitudini e delle competenze che supportano una sessualità sana (Goldfarb and Lieberman 2020).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nonostante le prove dell’efficacia di un’educazione sessuale olistica, questa non è ancora adeguatamente adottata nelle scuole (</hi><hi rend="CharOverride-1">Ketting and Ivanova 2018; UNESCO 2023). Inoltre, in relazione alle iniziative presenti, sembra che prevalga l’incertezza e la frammentazione rispetto alle iniziative complete e coordinate (Leent et al. 2023).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">In ultima analisi, l’impatto dell’educazione alle relazioni e alla sessualità a scuola dipende non solo dalla qualità dei processi implementati – che coinvolgono la competenza del corpo docente, l’adeguatezza degli approcci pedagogici e la qualità dei materiali didattici utilizzati – ma anche dalla qualità dell’intero ambiente scolastico (UNESCO 2018). Gli studi evidenziano che le modalità e il contesto in cui si offre un’educazione sessuale olistica sono altrettanto importanti quanto il contenuto. Per essere efficace, l’educazione sessuale deve svolgersi in un ambiente sicuro e protetto, in cui le giovani generazioni si sentano a loro agio e dove l’etica scolastica rifletta i principi a cui l’educazione sessuale fa riferimento (Pound et al. 2017). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">In questa prospettiva, l’educazione alle relazioni e alla sessualità deve essere concepita come un progetto educativo trasversale. Ciò implica, tra le altre cose, un’adeguata integrazione tra i vari elementi che la compongono, una formazione specifica dei docenti, un ripensamento generale dei saperi e del linguaggio, e una particolare attenzione alle life skills.</hi></p></div><div><head><hi>4. Tra assenze e iniquità: la realtà dell’educazione sessuale nelle scuole italiane</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Attualmente in Italia manca una legge nazionale che regolamenti l’educazione sessuale nelle scuole, lasciando a regioni, dirigenti scolastici e docenti la responsabilità di una scelta non facile, considerata la controversia che circonda questo tema. Questa situazione ha generato una significativa disparità, con circa la metà della popolazione studentesca che non ha mai partecipato a corsi o incontri sui temi </hi><hi rend="CharOverride-1">della sessualità, nonostante il diffuso desiderio di ricevere un’educazione in questo ambito a scuola (Azzollini, Scierri e Batini 2022; Pizzi et al. 2020). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Le poche attività formative proposte dalle scuole italiane sono molto eterogenee, dalla durata circoscritta, e raramente adottano un approccio olistico; inoltre, sono prevalentemente concentrate nelle città metropolitane e nelle regioni centro-settentrionali del paese (Chinelli et al. 2022). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Questa situazione è concomitante, presumibilmente non casualmente, con una limitata conoscenza della sessualità e della salute riproduttiva da parte del mondo giovanile (Pizzi et al. 2020), un aumento di alcune malattie sessualmente trasmissibili, la cui incidenza è più elevata tra i 15 e i 24 anni (Salfa et al. 2023), e alti livelli di violenza di genere (ISTAT 2022) e di omotransfobia (Osservatorio diritti 2019).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Rendere obbligatoria e in linea con gli standard europei l’educazione alle relazioni e alla sessualità garantirebbe esperienze uniformi su tutto il territorio nazionale, riconoscendo il diritto fondamentale alla salute e al benessere di tutti coloro che frequentano le scuole italiane. I benefici di un’educazione alle relazioni e alla sessualità di tipo olistico, come presentato in questo contributo, si concretizzerebbero non solo in una riduzione dei rischi associati a comportamenti sessuali poco responsabili, ma anche in una maggiore consapevolezza e autodeterminazione personale, favorendo la capacità di instaurare e gestire relazioni sociali, affettive e sessuali basate sul riconoscimento e sul rispetto delle diversità e delle individualità.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">È importante sottolineare che l’obbligatorietà, sebbene sia una precondizione, non garantisce automaticamente l’efficacia dell’educazione sessuale (UNESCO 2018). Il cammino verso un’educazione sessuale efficace è parte di un processo più ampio di cambiamento culturale che richiede un impegno costante da parte di istituzioni, docenti, educatori/educatrici, esperte/i, genitori e della società nel suo complesso. Tuttavia, l’adozione di una normativa nazionale, conforme ai principi e alle caratteristiche di un’educazione sessuale olistica, rappresenterebbe un significativo passo avanti.</hi></p></div><div><head><hi>Riferimenti bibliografici</hi></head><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Acanfora, Fabrizio. 2021. </hi><hi rend="italic">In altre parole.</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic">Dizionario minimo di diversità</hi><hi rend="CharOverride-1">. Firenze: effequ.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Azzollini, Chiara, Scierri Irene D. 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