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        <title type="main" level="a">Principesse e cavalieri'? Rappresentazioni non dicotomiche e genderiste nella letteratura per young adult</title>
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            <forename>Federico</forename>
            <surname>Batini</surname>
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          <resp>This is a section of <title>Quanti generi di diversità? </title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/979-12-215-0362-3</idno>) by </resp>
          <name>Irene Biemmi</name>
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        <publisher>Firenze University Press, USiena Press</publisher>
        <pubPlace>Florence</pubPlace>
        <date when="2023">2023</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/979-12-215-0362-3.12</idno>
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          <p>Open Access</p>
          <p>Copyright Author(s)</p>
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        <p>The contribution analyses a recent editorial production of novels targeting young audiences that present complex, multifaceted and extremely realistic protagonists struggling with the difficult definition - or conquest - of their gender identity and sexual orientation.</p>
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            <item>gender identity</item>
            <item>sexual orientation</item>
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      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/979-12-215-0362-3.12<ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0362-3.12" /></p>
      
      
            <div><head>‘Principesse e cavalieri’? Rappresentazione non dicotomiche e genderiste nella letteratura <lb/>per young adult</head><p rend="h1_author ParaOverride-1" ><hi rend="CharOverride-1">Federico Batini</hi></p><div><head><hi>1. Introduzione: con Alicia, Julia, Ottobre</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nei giorni in cui lavoro a questo capitolo ho ‘dialogato’ </hi><hi rend="CharOverride-1">con tre giovani ragazze: Alice, Julia e Ottobre. I dialoghi hanno trasceso i limiti geografici perché si stanno svolgendo </hi><hi rend="CharOverride-1">in tre luoghi diversi: con Alice è difficile uscire di casa, con Julia siamo in un faro nelle Shetland, dove siamo arrivati dalla Cornovaglia, con Ottobre ho appena vissuto un brusco passaggio dalla foresta a Londra. Sono tre ragazze molto interessanti, molto diverse tra loro per vicende, interessi, condizione esistenziale, aspetto e temperamento. Sono le tre protagoniste di </hi><hi rend="italic">Il mondo tra di noi</hi><hi rend="CharOverride-1">, di Sarah Ann Juckes, edito da Rizzoli, di </hi><hi rend="italic">Julia e lo squalo</hi><hi rend="CharOverride-1">, di Kiran Millwood Hargrave e Tom De Freston, edito da Mondadori, e di </hi><hi rend="italic">Ottobre, Ottobre</hi><hi rend="CharOverride-1"> d</hi><hi rend="CharOverride-1">i Katya Balen e Angela Harding, edito da Einaudi ragazzi, tre romanzi che potremmo classificare come per adolescenti o, con la dizione più utilizzata oggi, young adult.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La letteratura più recente young adult propone modelli di sviluppo delle identità di tipo plurale. Identità, ruolo di genere, orientamenti sessuali vengono presentati in modo plurale attraverso il racconto di protagonistə complessə, articolatə, realistic</hi><hi rend="CharOverride-1">ə, positivə. Questo contributo si propone, attraverso l’esplorazione di alcuni romanzi recenti di costituire una proposta concreta e l’occasione per una riflessione sul ruolo della lettura di storie per la costruzione di percorsi educativi e di istruzione inclusivi.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La lettura, come è noto, consente</hi><hi rend="CharOverride-1"> l’esperienza vicaria delle vicende narrate in modo estremamente potente e, per il tramite dell’immersione e dell’immedesimazione (Batini 2023b), fa sì che le esperienze diventino, quasi, esperienze dirette e si insinu</hi><hi rend="CharOverride-1">ino nella vita quotidiana della lettrice, del lettore: le tre ragazze citate sono state straordinariamente presenti nella mia vita degli ultimi giorni. In alcuni momenti sono arrivato a pensare che, alcune decine di anni fa, avrei voluto tra le mie amicizie una delle tre protagoniste, in molti passaggi mi sono trovato a</hi><hi rend="CharOverride-1"> pensare che sarei stato contento se mia figlia o mio figlio ci avessero stretto amicizia. Mi sono scoperto a riflettere sulle soluzioni che le tre protagoniste potevano scovare per i loro problemi, a essere triste per le loro delusioni, a ‘fare il tifo’ per loro quando cercavano di affrontare e superare qualche ostacolo o difficoltà, quando </hi><hi rend="CharOverride-1">avevano a che fare con qualcuno che non le comprendeva, ad arrabbiarmi con chi si approfittava di loro o le prendeva in giro. Non è certo semplice per un maschio italiano, educato in modo tradizionale, che ha superato i cinquanta anni, assumere il punto di vista di tre ragazze dagli undici ai sedici anni, eppure in questi giorni ho visto il mondo con i loro occhi, non soltanto le vicende che le riguardavano e che autrici e autori hanno raccontato, un po’ del loro sguardo è finito nella mia vita quotidiana, ha interagito con la mia esperienza di vita, ha prodotto nuovi significati per me.</hi><hi rend="CharOverride-1"> I significati che ho ‘guadagnato’ sono, certo, relativi ai tre romanzi, ma anche alla mia esperienza pregressa e a ciò </hi><hi rend="CharOverride-1">che mi accade ogni giorno.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Mi scuso per aver attinto a un’esperienza autobiografica di lettura, la coincidenza mi è parsa favorevole. Le storie agiscono su di noi, ci aiutano a produrre significati, ad assumere punti di vista in un modo particolare.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Un passo indietro: la proposta di storie (giochi, oggetti)</hi><hi rend="CharOverride-1"> di principesse (Batini 2023a) connotate dall’inazione o da un numero limitato di azioni precise e ricorrenti (lavori domestici, cura del proprio aspetto) e di storie (giochi, oggetti) di cavalieri (Batini</hi><hi rend="CharOverride-1"> 2024), caratterizzati dalla capacità di sconfiggere avversari, nemici e mostri, dall’essere privi di paura o capaci di vincerla e, spesso, dal non esprimere emozioni sono gli emblemi e i simboli (poi rivisitati e proposti sotto mentite spoglie) di modelli educativi che professandosi neutri (o, peggio, ‘naturali’</hi><hi rend="CharOverride-1"> sovrapponendo natura a tradizione) propongono attivamente e in modo coerentissimo e insistente, valori e comportamenti dicotomici e fortemente normativi, con una serie di sanzioni sociali che, sole, sono sufficienti a legittimare l’adesione ai modelli sociali prevalenti (tema peraltro trattato da molti romanzi per adolescenti e giovani adulti)</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP08963_xml_13_101-118.html#footnote-005">1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Eppure la frequentazione di storie, quando si presta attenzione alla pluralità, è in grado di agire sulla nostra capacità di comprendere gli altri</hi><hi rend="CharOverride-1"> (compresi gli altri che percepiamo molto diversi da noi), ci abitua ed allena a cogliere punti di vista diversi nelle situazioni, contribuisce a ridurre gli stereotipi.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">L’esposizione alla lettura ad alta voce o la lettura di storie allena in ciascuno/a di noi, in modo reiterato, le capacità di assumere differenti punti di vista, per il tramite delle immedesimazioni. Attraverso la bibliovarietà (Batini</hi><hi rend="CharOverride-1"> 2022) negli interventi sistematici di lettura ad alta voce (specie secondo il metodo della lettura ad alta voce condivisa), con il ripetersi dei tentativi, l’esperienza diventa capacità: la capacità di cambiare punto di vista, di giungere, progressivamente, alla convinzione che </hi><hi rend="CharOverride-1">il proprio punto di vista non sia giocoforza il migliore o, al contrario, che abbia un qualche interesse, alla convinzione della legittimità del punto di vista di altre persone. Come abbiamo detto si traduce nella possibilità di far</hi><hi rend="CharOverride-1">e esperienze molteplici attraverso l’immedesimazione nei personaggi e nelle storie ascoltate, sviluppando così maggiori capacità di entrare in relazione, maggiore consapevolezza identitaria e, al tempo stesso, la coscienza di possibili mutamenti.</hi></p></div><div><head><hi>2. I pericoli di una ‘storia unica’</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Questo paragrafo prende il titolo da una conferenza del 2009 di Chimamanda Ngozi Adichie, scrittrice di origine nigeriana, progettata p</hi><hi rend="CharOverride-1">er le TED Lessons. La notissima conferenza, trasformata poi in un libro edito in moltissimi paesi (Ngozi Adichie 2020), ci aiuta a riflettere sul pericolo di avere una ‘sola storia</hi><hi rend="CharOverride-1">’ a proposito di qualcuno o qualcosa: «Raccontare un’unica storia crea stereotipi. E il problema degli stereotipi non è tanto che sono falsi, ma che sono incompleti. Trasformano una storia in un’unica storia». Un’unica storia su una persona, un’unica storia su un gruppo di persone, un’</hi><hi rend="CharOverride-1">unica storia su una ‘categoria’ di persone, un’unica storia su coloro che provengono da un paese o, addirittura, un’unica storia su tutti coloro che non condividono con noi costumi, modi di fare, usanze, valori, comportamenti ritenuti appropriati rispetto al sesso biologico di nascita, alla propria condizione, nascita, appartenenza, religione, identit</hi><hi rend="CharOverride-1">à, orientamento sessuale, provenienza geografica, cultura di riferimento, gusti, abitudini quotidiane. Raccontare un’unica storia significa raccontare tante versioni differenti della stessa storia cariche degli stessi valori, degli stessi giudizi o delle stesse caratteristiche nei personaggi e generare pregiudizi e stereotipi. Se i messicani sono rappresentati, in cartoni animati e media, sempre al maschile, come ‘amanti della siesta’, dotati dell’immancabile poncho e del sombrero, </hi><hi rend="CharOverride-1">di folti e lunghi baffi neri, questo può essere sufficiente, proprio in chi non ne ha conoscenza diretta, in chi non ha accesso a dati e informazioni attendibili, a rappresentarsi quel popolo come ‘</hi><hi rend="CharOverride-1">pigro’ e vestito in modo tradizionale.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">I/le bambinə sono recettivi già dalla prima infanzia nei confronti delle differenze individuali. Il genere costituisce precocemente un carattere di auto ed eteroidentificazione molto saliente</hi><hi rend="CharOverride-1"> e al genere si attribuiscono caratteristiche precise (ancora da chiarire il peso, senza dubbio rilevante, delle interazioni con soggetti adulti). Le altre categorie ascritte di differenziazione sociale (come la </hi><hi rend="CharOverride-1">diversità etnica, la provenienza geografica, le differenze culturali e linguistiche, le differenti abilità, le </hi><hi rend="CharOverride-1">diversità caratteriali…), pur essendo presenti e visibili fin da quando i bambini sono molto piccoli, dal punto di vista percettivo vengono lette in modo fluido, non sono inizialmente </hi><hi rend="CharOverride-1">etichettate né connotate positivamente o negativamente, ma ciò accade, pochi anni più tardi, quando le differenze interpersonali sono utilizzate come strumenti definitori del sé</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP08963_xml_13_101-118.html#footnote-004">2</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p></div><div><head><hi>3. </hi><hi>Il fallimento del modello educativo tradizionale</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">I modelli educativi tradizionali ancora oggi maggioritari, veicolano giudizi di valore espliciti e impliciti e propongono storie che presentano e confermano l’unicità di un approccio dicotomico e genderista</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP08963_xml_13_101-118.html#footnote-003">3</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1"> alla sessualità venendo meno a una delle fondamentali garanzie sui quali l’esperienza di ciasunə nel sistema di istruzione dovrebbe fondarsi: l’essere riconosciuti e legittimati per come si è, in altre parole «riconoscendo il diritto fondamentale alla salute e al benessere di tutti» </hi><hi rend="CharOverride-1">(come ben spiega, in questo volume, Irene Scierri, anche sulla base di riferimenti a documenti ufficiali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’Unesco) I modelli educativi e i curricoli, proposti in maniera indifferenziata e senza intenzionalità necessaria sono, di fatto, pensati e rivolti a soggetti biologicamente maschi e che, in quanto tali, debbono corrispondere a determinate attese. I soggetti nati biologicamente femmine spesso sono spettatrici-pa</hi><hi rend="CharOverride-1">rtecipanti in percorsi di istruzione che sono pensati non prevedendo la loro presenza e in cui sono definite per differenza. Burgio ha parlato a questo proposito di «ingiunzione a un’asfissiante normatività </hi><hi rend="CharOverride-1">di genere» (Burgio 2023, 234). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Questa normatività maschile e maschilista informa di sé l’intero processo educativo e richiede l’espressione pubblica di condotte performative di virilità che si traducono spesso in comportamenti e linguaggi stigmatizzant</hi><hi rend="CharOverride-1">i per le donne e per le categorie non eteronormate (Burgio 2012; Batini e Scierri 2021). Le percentuali di omofobia e di razzismo superiori </hi><hi rend="CharOverride-1">in letteratura negli adolescenti maschi rispetto alle coetanee mostrano gli esiti di questo percorso (Batini e Scierri 2021).</hi></p></div><div><head><hi>4. La letteratura per young adult come possibilità</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La riflessione sull’assenza di</hi><hi rend="CharOverride-1"> uno studio sistematico e accademico della letteratura per giovani adulti, seppure in un contesto storico felice per ciò che concerne i suoi risultati, crescenti, di produzione e vendita che ne certificano la rilevanza sociale, è ormai così nota agli addetti ai lavori da non poterne più parlare senza essere ripetitivi è dunque </hi><hi rend="CharOverride-1">non è nemmeno il caso (ancora), di una «disciplinarizzazione a dominanza secondaria», come spiega Simone Giusti, coniato da Hofstetter e Schneuwly (2014) che fa riferimento a quelle discipline che a partire da un campo professionale preesistente hanno trovato una loro costituzione in ambito universitario (Giusti 2023b)</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP08963_xml_13_101-118.html#footnote-002">4</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La letteratura per giovani adulti, </hi><hi rend="CharOverride-1">invece, ha trovato nelle pratiche di alcuni insegnanti, di esperti ed esperte, di pochi metodi in relazione con il mondo della ricerca, degli attrattori capaci di generare un grande seguito, vie di diffusione e ingresso nei curricoli scolastici, inizialmente quasi in silenzio. L’emersione di alcuni metodi quali </hi><hi rend="italic">la lettura ad alta voce condivisa</hi><hi rend="CharOverride-1"> o il </hi><hi rend="italic">Tell me</hi><hi rend="CharOverride-1"> o il </hi><hi rend="italic">writing and reading workshop</hi><hi rend="CharOverride-1"> hanno consentito la diffusione di quella letteratura. Alcuni di questi metodi danno una rilevanza fondamentale al confronto sulle storie lette, all’espressione dei punti di vista, fino a configurare un paradigma interattivo e trasformativo della lettura ad alta voce (Fialho and Kuzmicova 2019; Batini and </hi><hi rend="CharOverride-1">De Carlo in press).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La rilevanza assunta e la funzione educativa fondamentale che la letteratura per giovani adulti riveste, specie quella proposta all’interno del paradigma sopra richiamato, sarebbe dunque condizione sufficiente per occuparsene dal punto di vista pedagogico ma lo è ancora di più la possibilità offerta, di utilizzare storie capaci di entrare in dialogo con l’esperienza di ragazzi e ragazze. L’utilizzo didattico ed educativo di queste storie, condotto in</hi><hi rend="CharOverride-1"> modo sistematico, ha mostrato negli ultimi decenni un forte potenziale equitativo, di empowerment e apprenditivo e la capacità di favorire percorsi in cui ciascunə trovi spazio, riconoscimento e possa sviluppare gli strumenti e le abilità necessarie a</hi><hi rend="CharOverride-1"> interagire con gli altri e rispettarli (Batini 2024).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Scopo di questa piccola e parziale proposta e rassegna è semplicemente quello di prefigurare la capacit</hi><hi rend="CharOverride-1">à da parte di alcuni i romanzi della letteratura young adults di una rappresentazione plurale delle identità non strettamente ‘obbedienti’ al dettato genderista, dicotomizzante, eteronormativo, abilista, sessista, razzista. «L’apprendimento servirebbe quindi a educare chi studia alla pratica della libertà, piuttosto che al mantenimento di strutture di dominio esistenti»</hi><hi rend="CharOverride-1"> (bell hooks 2022, 82).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Una ricerca esplorativa condotta su 55 libri illustrati per bambini, che presentano protagonisti o narratori transgender, gender expansive o genderqueer, pubblicati tra il 2008 e il 2018, intendeva determinare come questo genere di letteratura per l’infanzia supporti e sfidi quattro ‘assunzioni di genere’</hi><hi rend="CharOverride-1">: il binarismo di genere, l’essenzialismo di genere, la congruenza dicotomica sesso/genere e la stabilità di genere. L’analisi critica ha esplorato oltre al misgendering, i temi del rifiuto e dell’accettazione sociale.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">I risultati principali </hi><hi rend="CharOverride-1">evidenziano la tendenza di questi albi illustrati a consentire una certa non conformità di genere ai protagonisti e ai narratori, tuttavia, la maggior parte dei libri parrebbe perdere l’opportunità di esplorare più a fondo le possibilità plurali relative al </hi><hi rend="CharOverride-1">genere. Tre sono i temi principali toccati da questa rassegna: la letteratura come specchio possibile per gli studenti LGBTQ, come una finestra per (e su) gli studenti cisgender e come strumento per la costruzione dell’identit</hi><hi rend="CharOverride-1">à. Lo studio sottolinea l’importanza di includere narrativa LGBTQ nel curriculum scolastico per promuovere un ambiente educativo più accogliente e supportivo per gli studenti LGBTQ, affrontando, attraverso la mediazione delle storie, temi spesso considerati ‘tabù’ e promuovendo spazi per discussioni e riflessioni significative sulla diversità di genere e sull</hi><hi rend="CharOverride-1">’accettazione (Capuzza 2020). Altre ricerche concordano sulla funzione della letteratura per bambini e per giovani adulti di supporto allo sviluppo di competenze relazionali, emotive e per la capacità di proporre il genere in termini non normativi e adottare prospettive plurali (Duggan 2022; Meixner and Scupp 2020</hi><hi rend="CharOverride-1">), combattendo gli stereotipi (Abi Villanueva 2022).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La letteratura per giovani adulti rappresenta, senza dubbio, uno scarto in avanti rispetto agli scambi e alle pratiche in uso normalmente nella nostra società e nel sistema di istruzione. Tutte le storie sono, per definizione, il luogo della possibilità. In questa letteratura la possibilità si eleva al quadrato e, visto il pubblico a cui si rivolge, non può essere che così</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p></div><div><head><hi>5. Un primo piccolo percorso</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nemmeno varrebbe la pena di dire che la scelta è assolutamente incompleta e parziale. Queste proposte vogliono costituire esclusivamente un’occasione di riflessione, un accesso possibile </hi><hi rend="CharOverride-1">e un invito alla esplorazione e ricerca per colleghe e colleghi che ancora non conoscono la potenzialità di questa letteratura e per insegnanti che ne possano ipotizzare la lettura condivisa affrontando così, con la mediazione delle storie, tematiche altrimenti difficilmente trattate.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La speranza è di contribuire all’interesse, all’allarga</hi><hi rend="CharOverride-1">mento e alla valorizzazione di quest’area di ricerca e contribuire alla diffusione di pratiche didattiche al cui centro ci sia una ricca proposta di storie (Batini 2023b)</hi><hi rend="CharOverride-1"> per favorire l’apertura alle/agli altrə (bell hooks 2022) vista l’efficacia mostrata, come sottolineato, nel favorire lo sviluppo di competenze interpersonali, di comprensione degli altri e prosocialit</hi><hi rend="CharOverride-1">à (Jones, Brown and Lawrence Aber 2011; Brokamp, Houtveen and van de Grift 2019) specie negli utilizzi arricchiti da confronti liberi</hi><hi rend="CharOverride-1"> e discussioni (Mumper and Gerrig 2017), anche in termini di riduzione degli stereotipi e pregiudizi (Vezzali et al. 2015).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La domanda</hi><hi rend="CharOverride-1"> di ricerca, esplorativa, alla quale si è tentato di rispondere riguarda la possibilità di reperire facilmente esempi di romanzi young adult da </hi><hi rend="CharOverride-1">proporre come testi che coniughino all’apprezzamento del pubblico di riferimento, un valore letterario ed estetico, il riconoscimento degli addetti ai lavori e includano rappresentazioni non stereotipate dei soggetti non rispondenti al dettato genderista-eteronormativo?</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La necessità di questa rappresentazione plurale diventa oggi irrimandabile: le autodichiarazioni relative all’orientamento sessuale, e ai comportamenti degli/delle adolescenti, compresi quelli dichiarati (Savin Wi</hi><hi rend="CharOverride-1">lliams and Vrangalova 2013; Vrangalova and Savin-Williams 2014) sono molto più compositi e differenziati, anche nel nostro paese </hi><hi rend="CharOverride-1">(Batini 2014) e l’implicita gerarchia tra gli orientamenti sessuali a livello globale sta erodendosi (Anderson and McCormack 2018; Anderson</hi><hi rend="CharOverride-1"> 2013; Anderson and Adams 2011). Le forme concrete dell’esistenza ci invitano, dunque, a rimettere in discussione la nostra rappresentazione della realtà. Vediamo ancora un mondo che già non esiste più.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Riconoscersi nelle storie che vengono proposte nel sistema di istruzione, </hi><hi rend="italic">esistere</hi><hi rend="CharOverride-1"> all’interno del proprio percorso di apprendimento </hi><hi rend="CharOverride-1">è un livello minimo che dobbiamo garantire a tuttə. Ciascuna differenza d’altronde consente a chi è conforme alla maggioranza di godere di una maggiore apertura, gli offre la possibilità di assumere più punti di vista in un contesto protetto, di diventare capace di relazione e gli permette di scoprire, nella e oltre la propria conformit</hi><hi rend="CharOverride-1">à, la propria unicità.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">I romanzi qui sinteticamente presentati, permettono di osservare caratteristiche </hi><hi rend="CharOverride-1">dei personaggi non caricaturali né stereotipate e consentono, semplicemente di ‘aprire’ a modalità di rappresentazione ed espressione del ruolo di genere, </hi><hi rend="CharOverride-1">dell’identità di genere, dell’orientamento sessuale. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">I romanzi sono stati selezionati, come precondizione, per l’essere coerenti con il tematismo del contributo e quindi presentare modelli, </hi><hi rend="CharOverride-1">seppur non assolutamente originali, almeno eterodossi rispetto a quelli imperanti nei media e nelle narrazioni sociali maggioritarie che confermano modelli eteronormativi e dicotomici, spesso attraverso la riduzione a rappresentazioni stereotipiche dei soggetti non conformi </hi><hi rend="CharOverride-1">agli stessi. I romanzi sono stati selezionati, per prima cosa, in relazione ai protagonisti e a come venivano presentati. I romanzi dovevano, inoltre, superare tre criteri di elezione:</hi></p><list type="unordered">
				<item><hi rend="CharOverride-1">romanzi presenti nel mercato editoriale italiano, pubblicati (o ripubblicati), nella traduzione italiana, negli ultimi cinque anni;</hi></item>
				<item><hi rend="CharOverride-1">con vittoria di premi (o finalista a premi) italiani o internazionali dedicati a narrativa young adults;</hi></item>
				<item><hi rend="CharOverride-1">romanzi </hi><hi rend="CharOverride-1">la cui scelta è stata confermata da almeno tre esperti di lettura per young adults</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP08963_xml_13_101-118.html#footnote-001">5</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></item>
			</list><p rend="caption_table" ><hi rend="CharOverride-1">Tabella </hi><hi rend="CharOverride-1">1 – I romanzi selezionati.</hi></p><table rend="Nessuno-stile-tabella TableOverride-1" xml:id="table001">
				<!--<colgroup>-->
					<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-1">--><!--</col>-->
					<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-2">--><!--</col>-->
					<!--<col
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					<!--<col
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					<!--<col
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				<!--</colgroup>-->
				
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						<cell rend="Nessuno-stile-tabella top CellOverride-1">
							<p rend="table" ><hi rend="CharOverride-1">Titolo</hi></p>
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							<p rend="table" ><hi rend="CharOverride-1">Autrice, autore</hi></p>
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							<p rend="table" ><hi rend="CharOverride-1">Anno <lb/>ed. italiana</hi></p>
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							<p rend="table" ><hi rend="CharOverride-1">Casa editrice ed. italiana</hi></p>
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							<p rend="table ParaOverride-3" ><hi rend="italic">Un ragazzo è quasi niente</hi></p>
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							<p rend="table" ><hi rend="CharOverride-1">Lisa Balavoine</hi></p>
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						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line CellOverride-4 _idGenCellOverride-1">
							<p rend="table" ><hi rend="CharOverride-1">2023</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line CellOverride-4 _idGenCellOverride-1">
							<p rend="table" ><hi rend="CharOverride-1">Terre di Mezzo</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line CellOverride-3 _idGenCellOverride-1">
							<p rend="table ParaOverride-4" ><hi rend="CharOverride-1">Cinquina finalista del premio mare di libri 2024</hi></p>
						</cell>
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					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-7">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line CellOverride-3">
							<p rend="table ParaOverride-3" ><hi rend="italic">Polly</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line CellOverride-3">
							<p rend="table" ><hi rend="CharOverride-1">Fa</hi><hi rend="CharOverride-1">brice Melquiot</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line CellOverride-4">
							<p rend="table" ><hi rend="CharOverride-1">2023</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line CellOverride-4">
							<p rend="table" ><hi rend="CharOverride-1">Settenove</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line CellOverride-3">
							<p rend="table ParaOverride-4" ><hi rend="CharOverride-1">Prix Topffer Geneve 2021; Prix Pepites 2021; premio internazionale Bologna Prize Award 2022</hi></p>
						</cell>
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					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-6">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line CellOverride-3">
							<p rend="table ParaOverride-3" ><hi rend="italic">Neanderthal apre la porta all’universo </hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line CellOverride-3">
							<p rend="table" ><hi rend="CharOverride-1">Preston Norton</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line CellOverride-4">
							<p rend="table" ><hi rend="CharOverride-1">2020</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line CellOverride-4">
							<p rend="table" ><hi rend="CharOverride-1">Giunti</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line CellOverride-3">
							<p rend="table ParaOverride-4" ><hi rend="CharOverride-1" >Best Fiction for Young Adults, 2011-2024 (Top 10 2019)</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-8">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line CellOverride-3">
							<p rend="table ParaOverride-3" ><hi rend="italic">Ogni giorno</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line CellOverride-3">
							<p rend="table" ><hi rend="CharOverride-1">David Levithan</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line CellOverride-4">
							<p rend="table" ><hi rend="CharOverride-1">2019</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line CellOverride-4">
							<p rend="table" ><hi rend="CharOverride-1">BUR</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line CellOverride-3">
							<p rend="table" ><hi rend="CharOverride-1">Premio Mare di Libri 2014</hi></p>
						</cell>
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					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-8">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line CellOverride-3">
							<p rend="table ParaOverride-3" ><hi rend="italic">Cuore a razzo farfalle nello stomaco</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line CellOverride-3">
							<p rend="table" ><hi rend="CharOverride-1">Barry Jonsberg</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line CellOverride-4">
							<p rend="table" ><hi rend="CharOverride-1">2019</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line CellOverride-4">
							<p rend="table" ><hi rend="CharOverride-1">Il Battello a Vapore</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base_line CellOverride-3">
							<p rend="table ParaOverride-4" ><hi rend="CharOverride-1">Indie Book Award 2019</hi></p>
						</cell>
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					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-6">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella down_line CellOverride-3">
							<p rend="table ParaOverride-3" ><hi rend="italic">Mio fratello si chiama Jessica</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella down_line CellOverride-3">
							<p rend="table" ><hi rend="CharOverride-1">John Boyne</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella down_line CellOverride-4">
							<p rend="table" ><hi rend="CharOverride-1">2019</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella down_line CellOverride-4">
							<p rend="table" ><hi rend="CharOverride-1">Rizzoli</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella down_line CellOverride-3">
							<p rend="table ParaOverride-4" ><hi rend="CharOverride-1">Selezione Bologna Prize Award 2020, White Raven List</hi></p>
						</cell>
					</row>
				
			</table><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La presentazione dei romani segue una logica narrativo descrittiva ed è spesso accompagnata da piccoli brani tratti dai romanzi stessi.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="italic">Un ragazzo è quasi niente</hi><hi rend="CharOverride-1">, di Lisa Balavoine è uno straordinario testo misto </hi><hi rend="CharOverride-1">tra poesia e prosa, un prosimetro che tiene il ritmo e la forma della poesia e altre volte si distende in una prosa. La forma scelta è molto adatta alla frammentazione dei pensieri e dello stato d’animo del protagonista, Romeo, un ragazzo con una madre anaffettiva, con un corpo che cresce e cambia e c</hi><hi rend="CharOverride-1">he fa i conti con attese sociali ben precise nei confronti dei maschi e delle femmine. </hi><hi rend="italic">Al maschile</hi><hi rend="CharOverride-1"> è la poesia che ne parla:</hi></p><quote rend="quotations_quotation_b1" ><hi rend="CharOverride-1">Sono nato maschio</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">Non l’ho chiesto io</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">Non c’è un perché</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">Sono nato maschio</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">E ho capito presto</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">Che si aspettavano da me</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b1" ><hi rend="CharOverride-1">I maschi hanno corpi possenti</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">I maschi non piangono mai</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">I maschi sono dei combattenti</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">I maschi sono dei guerrafondai</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">I maschi premono il grilletto</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">I maschi prendono le cose di petto</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">I maschi devono essere sempre virili</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">I maschi provano sempre attrazione</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">I maschi non sono gracili</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">I maschi amano le ragazze facili</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">I maschi hanno sempre ragione</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">Sono nato maschio</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b3" ><hi rend="CharOverride-1">Ma non sono come loro (Balavoine 2023, 44)</hi></quote><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il romanzo è </hi><hi rend="CharOverride-1">una vera e propria apertura alla possibilità di interpretare il maschile in un modo diverso e, allo stesso tempo, esprime la fatica di farlo, come in </hi><hi rend="italic">Non sono</hi><hi rend="CharOverride-1">, una definizione al negativo con moltissimi echi:</hi></p><quote rend="quotations_quotation_b1" ><hi rend="CharOverride-1">Non sono il ragazzo che ci si immagina</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">Non sono il ragazzo che si crede</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">[…]</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">Non sono un ragazzo che fa sport</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">Non sono un ragazzo che frequenta i centri commerciali</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">Non sono un ragazzo che squatta sulle scale</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">Non sono un ragazzo che aspetta davanti ai portoni</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b3" ><hi rend="CharOverride-1">Non sono un ragazzo che tira al pallone (Balavoine 2023, 15).</hi></quote><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il maschile trova dunque nel dubbio e nella differenza nuove forme e si interroga sul ruolo sociale, sulla relazione con le ragazze e sulle motivazioni che rendono questa relazione così violenta in un caso di </hi><hi rend="italic">revenge porn</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP08963_xml_13_101-118.html#footnote-000">6</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="CharOverride-1">scolastico:</hi></p><quote rend="quotations_quotation_b1" ><hi rend="CharOverride-1">Penso a quella ragazza</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">Che ancora non ha cognizione</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">Che le sue foto faranno il giro della scuola</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">E che tutti rideranno</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">Della sua umiliazione.</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">Non capisco come si fa a diventare così</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">La società, la pubblicità, i papà, gli amici?</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">Mi disgusta</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">Mi riempie di rabbia</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">Mai chiederei</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">A nessuna, a nessuno</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">Di spogliarsi per me</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b3" ><hi rend="CharOverride-1">Per poi riderne in quel modo (Balavoine 2023, 66)</hi></quote><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nel progressivo dispiegarsi delle riflessioni del protagonista su ciò che gli accade si fa esplicita la consapevolezza di abitare una cultura intrisa di questa idea violenta di ‘maschilità’ e l’esplicito rifiuto di identificarcisi e di replicarne i comportamenti:</hi></p><quote rend="quotations_quotation_b1" ><hi rend="CharOverride-1">Cos’è </hi><hi rend="CharOverride-1">che a volte succede nella testa di un uomo? Cos’è quel bisogno di onnipotenza? Cos’è questa virilità brutale che si impossessa di lui fino a renderlo folle, violento, crudele? Chi sono questi uomini? […] In cosa il dominio è così essenziale? Ci rende più grandi? […] È ancora uomo chi fallisce? Si può avere il diritto di sbagliare? Di imparare ad ammettere i torti, riconoscerli, riparare? […] Si pu</hi><hi rend="CharOverride-1">ò ancora uscire dallo schema?</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">Vorrei avere il diritto</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b3" ><hi rend="CharOverride-1">Di non trasformarmi in questo (Balavoine 2023, 213-14)</hi></quote><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Romeo, anche oltre la vicenda di </hi><hi rend="italic">revenge porn</hi><hi rend="CharOverride-1"> raccontata nel romanzo e della sua vicenda personale, rappresenta un adolescente maschio eterosessuale che si pone domande sulla cultura in cui </hi><hi rend="CharOverride-1">è immerso, su ciò che è dato per scontato, che si fa normalmente e sulle attese riguardanti i gusti, i valori e i comportamenti di genere. In quella cultura non trova posto, a quella cultura, in certo senso, si ribella, attraverso la progressiva consapevolezza e un linguaggio e una struttura di pensiero che non corrisponde agli stereotipi. La storia, coinvolgente e raccontata in modo originale consente di riflettere sulle gabbie delle nostre matrici culturali per quanto riguarda i ruoli di genere e propone un diverso punto di vista maschile sulla cultura maschilista e patriarcale.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="italic">Polly</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="CharOverride-1">di Fabrice Melquiot, è una bellissima graphic novel, uscita a settembre 2023 per le edizioni Settenove (nel 2021, in Francia, per le edizioni de La joie de lire) ed è la storia di unə bambinə che nasce «con una pisellinə. Ovvero, qualcosa che non è né un pisellino né una pisellina ma l</hi><hi rend="CharOverride-1">’incontro dell’uno con l’altra» (Melquiot 2023, 13). Polly è intersex e la medicina ufficiale lə </hi><hi rend="CharOverride-1">vuole ‘aggiustare’ perché è ‘un errore della natura’ e, come dicono i medici «dobbiamo determinare il sesso secondo cui lo alleverete. Assegnarli un sesso biologico».</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">I medici premono per ‘riparare’ Polly come maschio. Nonostante numerosi interventi chirurgici ‘correttivi’ </hi><hi rend="italic">riusciti</hi><hi rend="CharOverride-1"> e nonostante pesanti cure di ormoni e pressioni a conformarsi ai modelli di maschilità, Polly non sembra trovare un proprio percorso tra quelli che la societ</hi><hi rend="CharOverride-1">à gli/le mette di fronte, nemmeno una relazione presentatasi quasi per caso, riesce a metterlo/a in condizione di essere pienamente se stessə. </hi></p><quote rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">Il mondo decide, definisce, determina, mette in ordine, organizza, classifica. Alla finestra, Polly guarda la cicatrice che gli stria la pancia. Ancora una volta, si chiede cosa sia successo lì dentro. E nella pancia di sua madre, quand’era un feto felice, che cos’è successo? E cosa nel desiderio dei suoi genitori? E sulla strada che porta dal grande nulla a questo piccolo mondo dove cammina da solo, sotto la pioggia? </hi><hi rend="CharOverride-1">Cosa?</hi></quote><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La sofferenza estrema di chi non trova, vittima dell’eterodefinizione di sé, una modalità per gestirsi, definirsi, identificarsi. L’allineamento del corpo alle attese sociali anziché all’identità è uno dei temi che emerge con forza e che rende evidente la violenza strutturale del controllo e del dominio sui corpi. Il dominio sul corpo ha lo scopo, secondo una concezione di identità biologicamente determinata e ‘riparabile</hi><hi rend="CharOverride-1">’, di normare di chi si può essere, e, di conseguenza i comportamenti corrispondenti. Come dice Barbara Mapelli nel suo saggio in questo volume, si interviene «</hi><hi rend="CharOverride-1">chirurgicamente per riprodurre una binarietà considerata normale e socialmente e culturalmente accettabile». Non serve ricordare Foucault per evidenziare come il dominio sul corpo e sul concetto di normalità arriva a normare, di fatto, qualsiasi esistenza individuale.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="italic">Neanderthal apre la porta all’universo</hi><hi rend="CharOverride-1">, di Preston Norton, è la storia di un ragazzo, Clifford, altissimo e grosso, un vero gigante, piuttosto goffo, soprannominato, appunto, </hi><hi rend="CharOverride-1">‘Neanderthal’. Clifford vive in una situazione piuttosto precaria con i suoi genitori in una casa mobile. </hi></p><quote rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">In effetti sono un colosso. Ho sedici anni, e sfondo per un pelo la barriera, diciamo così, dei centodieci chili. Vi sento già dire: Eh, addirittura! Secondo voi sono balle? Fatemelo dire con altre parole: peso più di un quintale. E a volte è già una bella sfiga anche solo non fare schifo in matematica. E non è che sono grasso e basta; sono grosso, in generale. Un metro e novantotto, precisi. Sono come un delfino umanoide semievoluto, testimonianza solenne di un darwinismo andato storto </hi><hi rend="CharOverride-1">(Norton 2020, 7).</hi></quote><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il padre del protagonista rappresenta pienamente e in modo credibile una tipologia ricorrente di maschilità tossica, caratterizzata dalla violenza. La madre ha </hi><hi rend="CharOverride-1">taciuto per moltissimo tempo di fronte alla violenza del padre sui figli. Suo fratello </hi><hi rend="CharOverride-1">maggiore, Shane, sicuro di sé e premiato da un successo sociale molto superiore al suo, si è ucciso ormai quasi da un anno e Clifford passa la maggior parte del tempo da solo, riesce, comunque, ad attirarsi dei guai, </hi><hi rend="CharOverride-1">visto che la sua mole non gli permette di passare inosservato. Nel corso di un confronto con McCaffrey, la consulente scolastica, Clifford riflette sul legame con il fratello scomparso.</hi></p><quote rend="quotations_quotation_b1" ><hi rend="CharOverride-1">C’entra qualcosa Shane, chiese McCaffrey.</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">Il mio desiderio di prendere parte a quella conversazione precipitò da zero a meno undici fantastiliardi.</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">So che per te è stato un anno difficile Cliff – continuò – ma è passato quasi un anno. Penso che tuo fratello vorrebbe che tu andassi avanti con la tua vita, Credi che questo – e mi indicò </hi><hi rend="CharOverride-1">– qualunque cazzo di cosa sia questo… credi che sia quello che avrebbe voluto che diventassi?</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b3" ><hi rend="CharOverride-1">A scuola, probabilmente, Shane aveva passato più ore dentro l’ufficio di McCaffrey che fuori. Lei conosceva bene Shane Hubbard, il delinquente minorile, quello che fumava erba e ne combinava di tutti i colori. Non conosceva affatto, però, l’unico vero amico che abbia mai avuto (Norton 2020, 17-8).</hi></quote><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il romanzo è davvero ricco di tematiche stimolanti e i personaggi sono davvero vari in quanto a identità e ruoli di genere e orientamento sessuale. Tra i personaggi principali del romanzo ci sono ragazzi omosessuali, ragazz</hi><hi rend="CharOverride-1">ə di genere non conforme, bisessuali, presentati nel libro ed è proprio la differenziazione delle caratteristiche, degli interessi, delle capacità e del successo relazionale indipendentemente da genere, identità e orientamento che favoriscono una rappresentazione plurale e di uscire dalla dimensione dello stereotipo.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La storia intera costringe, attraverso la scoperta finale circa le motivazioni del suicidio di Shane, a prendere una distanza sufficiente da poter osservare interamente gli effetti letali della pressione familiare e sociale mediante </hi><hi rend="CharOverride-1">attese eteronormative esplicite o implicite.</hi></p><quote rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">Sono tre anni che vengo a scuola qui e non ho mai visto altro che un branco di adolescenti che si comportano in maniera terribile gli uni verso gli altri, con le cerchie e le chiacchiere, il bullismo e le cattiverie, i pregiudizi e l’odio. Non so voi, ma io mi rifiuto di accettare l’idea che, semplicemente, le persone siano fatte così. Forse non c’è una soluzione facile. Forse, però, la risposta è anche più semplice di quanto pensiamo. Forse dobbiamo solo provarci (Norton 2020, 370).</hi></quote><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La storia, per quanto attraversata da eventi tragici riesce nell’impresa di essere divertente. Motore dell’azione è un’improbabile alleanza tra Clifford e Aaron. Clifford è appena sopra la soglia della povertà, goffo, non popolare, Aaron, al contrario è una leggenda della scuola e riunisce insieme tutte le caratteristiche che servono a essere un riferimento per i pari, l’emblema del successo sociale, Clifford ed Aaron, che si sono picchiati selvaggiamente all’inizio del romanzo</hi><hi rend="CharOverride-1">, devono completare, insieme, un’assurda lista di cose da fare.</hi></p><quote rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">Le cose da fare sono:</hi></quote><quote rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">1. Convincere Niko a smettere di fare il bullo; </hi></quote><quote rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">2. Costringere i TG a pentirsi; </hi></quote><quote rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">3. Ricordare al prof. Spinelli perché ha scelto di fare l’insegnante; </hi></quote><quote rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">4. Mostrare alla banda di Frankie che un’altra vita è possibile; </hi></quote><quote rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">5. Trovare Hal, e fermarlo.</hi></quote><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La lista l’avrebbe consegnata Dio </hi><hi rend="CharOverride-1">in persona ad Aaron, che ha avuto un incidente, cambiando personalità, riuscire a completarla migliorerebbe la vita di tutti nella loro scuola. L’indagine conosce alterne vicende e finisce per coinvolgere moltissime persone nell’aiutare la strana coppia, ma porterà anche alla scoperta di cosa ha spinto Shane a uccidersi e le certezze eteronormative vengono, ancora una volta, messe in crisi.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Con </hi><hi rend="italic">Ogni giorno</hi><hi rend="CharOverride-1">, di David Levithan, primo episodio </hi><hi rend="CharOverride-1">di una serie di incredibile successo incontriamo, dopo il corpo ingombrante di Cliff, al contrario, l’impossibilità di avere un corpo. La storia raccontata nel romanzo è quella di una ‘coscienza’</hi><hi rend="CharOverride-1">, di un’identità, un ‘io’, che ogni giorno si sveglia in un corpo diverso, maschio, femmina, bellissimo, bruttissimo, magro, grasso, istruito o no, caratterizzato, più o meno, dalla stessa età anagrafica. La sottrazione dell’identità dal corpo è, nella civilt</hi><hi rend="CharOverride-1">à occidentale, una vera minaccia per l’identità stessa che è basata sul sentimento di continuità. Seppur normato, come strettamente legato alla definizione di sé, il corpo o la sua assenza </hi><hi rend="CharOverride-1">può essere una delle chiavi del romanzo. L’interrogativo che sembra risuonare è relativo alla consistenza delle nostre identità: chi siamo veramente, noi? Cosa fa di noi davvero noi, privati delle nostre sembianze? Nei volumi successivi si attenuerà fortemente </hi><hi rend="CharOverride-1">l’aspetto di indefini</hi><hi rend="CharOverride-3">zione dell’io narrante, ma l’esperienza di lettura di questo romanzo travolge il lettore in un meccanismo di identificazione plurale in cui il romanzo lo trascina.</hi></p><quote rend="quotation_b ParaOverride-5" ><hi rend="CharOverride-4">Mi sveglio. Devo immediatamente capire chi sono. E non mi riferisco solo al corpo. Non basta aprire gli occhi e scoprire se la carnagione del mio braccio è chiara o scura, se ho i capelli lunghi o corti, se sono grasso o magro, maschio o femmina, se ho cicatrici o una pelle liscia e vellutata. Il corpo è la cosa più </hi><hi rend="CharOverride-4">semplice a cui adattarsi quando si è abituati ad averne uno nuovo a ogni risveglio. È la vita, il contesto attorno al corpo, che a volte è difficile comprendere. Ogni giorno sono una persona diversa. Sono me stesso – so di essere me stesso – ma nello stesso tempo sono qualcun altro (Levithan 2019, 9).</hi></quote><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-3">Non è difficile comprendere la ragione dell’eccezionale risposta in termini di lettori di una storia come questa per la metafora identitaria potente che propone. L’adolescenza è </hi><hi rend="CharOverride-3">un’età di identificazioni plurali e slegarla dal corpo, e dalla dicotomia che il sesso biologico attraverso il corpo quasi sempre rappresenta, consente di favorire discussioni e confronti non banali sulle differenti identità.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="italic">Cuore a razzo farfalle nello stomaco</hi><hi rend="CharOverride-3">, di Barry Jonsberg è la storia di Rob,</hi><hi rend="CharOverride-3"> tredicenne, narratore in prima persona, che apre il romanzo chiedendo informazioni alla madre sull’amore. </hi></p><quote rend="quotations_quotation_b1 ParaOverride-6" ><hi rend="CharOverride-4">“Mamma? Quando guardi papà ti si dilatano le pupille? Diventi rossa e senti le farfalle nello stomaco?” […]</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b3 ParaOverride-7" ><hi rend="CharOverride-4">“Non so se sono farfalle ma a volte in effetti lo stomaco mi si rivolta”. </hi></quote><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-3">La prima risposta della madre è ironica (non quanto la descrizione fisica del padre da parte di Rob</hi><hi rend="CharOverride-3">) come gran parte del libro, ma poi, resasi conto dell’importanza della domanda, prova a dare una risposta più seria ed articolata: </hi></p><quote rend="quotation_b ParaOverride-5" ><hi rend="CharOverride-4">L’amore è più di questo. Ha a che fare con la fiducia, l’affetto, con il sapere cosa passa per la testa dell’altro senza che te lo dica. Ha a che fare con il condividere con qualcuno di speciale le faccende della vita di tutti giorni. Si lavano i piatti insieme, si pagano le bollette, si guarda la televisione, si ride. Ridere è fondamentale. L’amore non è scintillante, lo trovi nelle cose monotone</hi><hi rend="CharOverride-4">.</hi></quote><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-3">Rob è un ragazzo molto timido e insicuro che ha un rapporto straordinario con un nonno decisamente sopra le righe, Pop. Rob deve fare scelte importanti, deve accettarsi davvero e deve definire e affermare la propria identità con gli altri. Trova un misterioso supporto in una serie di sfide che qualcuno gli manda attraverso criptici messaggi. </hi></p><quote rend="quotations_quotation_b1 ParaOverride-6" ><hi rend="CharOverride-4">- </hi><hi rend="CharOverride-4">La fiducia in se stessi è la chiave per sconfiggere la timidezza. Ti darò una serie di sfide, una alla volta. Che ne dici? Sei disposto a dimostrare che sei degno di Destry Camberwick? Ma soprattutto, sei disposto a piacere a te stesso e a riconoscere le tue qualità? -</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b3 ParaOverride-7" ><hi rend="CharOverride-4">[…] Avevo passato la maggior parte della vita a cercare di essere più piccolo che potevo, sgattaiolando inosservato per il mondo. Il mittente dei messaggi stava pro</hi><hi rend="CharOverride-1">vando a farmi fare nuove esperienze, mi incoraggiava a mettermi al centro dell’attenzione per darmi prova del fatto che non avevo alcuna ragione di sentirmi a disagio.</hi></quote><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Sino al colpo di scena finale. Un altro modo di diventare uomo. Alla fine del romanzo sarà chiaro il processo di transizione che Rob sta affrontando, quando rivelerà</hi><hi rend="CharOverride-1">, per la prima volta, il suo nome per esteso. Il romanzo è indubbiamente sorprendente, ironico, bello e coinvolgente. Interessante la scelta dell’autore di farci conoscere Rob e farci affezionare a lui e al suo punto di vista prima di svelarci il percorso che sta compiendo e la sua identità all’anagrafe.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="italic">Mio fratello si chiama Jessica</hi><hi rend="CharOverride-1">, di John Boyne</hi><hi rend="CharOverride-1"> è la storia della sconfinata ammirazione di un fratello minore, Sam, 13 anni, nei confronti di Jason, suo fratello diciassettenne che compare subito nell’incipit del libro:</hi></p><quote rend="quotations_quotation_b1" ><hi rend="CharOverride-1">C’è una storia che ho sentito un milione di volte su come mio fratello Jason si è fatto la cicatrice che gli corre proprio sopra l’occhio sinistro, quasi parallela al sopracciglio. Quando sono nato, Jason aveva quattro anni e fin da quando riusciva a ricordare avrebbe voluto un fratello, una sorella o un cane, ma mamma e papà gli avevano sempre detto di no.</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">«Un figlio basta e avanza» </hi><hi rend="CharOverride-1">insisteva papà. «Il pianeta è già sovrappopolato così com’è. Ma lo sai che nella via qui accanto vive una famiglia che ha sette figli sotto i sei anni?»</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">«Com’è possibile?» gli chiedeva mio fratello Jason, che sar</hi><hi rend="CharOverride-1">à pure stato un bambino, ma una qualche idea di come andasse il mondo ce l’aveva già.</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">«Due coppie di gemelli» rispondeva papà con una risata.</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">«E i cani bisogna portarli fuori di continuo» aggiungeva mamma. «Non dire che lo faresti tu, perché tanto lo sappiamo che adesso lo dici, ma alla fine la fatica dovremmo farla soprattutto io o tuo padre.»</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">«Ma…»</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">«Per non parlare della confusione che portano» diceva mio padre.</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b2" ><hi rend="CharOverride-1">«Chi?» domandava mio fratello Jason. «I cani o i fratelli?»</hi></quote><quote rend="quotations_quotation_b3" ><hi rend="CharOverride-1">«Tutti e due.»</hi></quote><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Jason lo ha amato sin da prima che nascesse, Jason </hi><hi rend="CharOverride-1">è il suo modello di comportamento, il riferimento ideale, il porto sicuro, l’esempio. Jason piace a tutti, è il capitano della squadra sportiva ma… Jason improvvisamente (improvvisamente per Sam) annuncia che è diventato Jessica </hi><hi rend="CharOverride-1">e che quindi Sam deve considerarlo sua sorella, non suo fratello. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Sam all’inizio è semplicemente disorientato, poi è arrabbiato, infuriato con suo fratello che non vuole, a nessun costo, chiamare sorella e tantomeno con il nome di Jessica. Ci vorrà del tempo perché la rabbia ceda il posto all’amore e all’accettazione del percorso che Jessica sta compiendo.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il romanzo rappresenta in modo efficace non soltanto un percorso di transizione ma le reazioni e le emozioni delle persone che si muovono attorno.</hi></p></div><div><head><hi>6. Conclusioni</hi><hi> (provvisorie)</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La selezione dei sei romanzi qui presentata presenta indubbiamente storie di qualità, ben scritte, coinvolgenti. Più che incompleta si potrebbe definire senza alcuna pretesa di completezza e assolutamente soggettiva,</hi><hi rend="CharOverride-1"> seppur rispondente ai criteri indicati. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Lo scopo di questo contributo è quello di indicare la presenza di un deposito pressoché inesauribile </hi><hi rend="CharOverride-1">di ‘materiale’, in continua reintegrazione. Il materiale, costituito dalla letteratura per young adult, rivela le proprie potenzialità mostrandosi capace di affrontare e percorrere tematiche che difficilmente trovano altrimenti cittadinanza. Questi romanzi possono costituire uno stimolo e un’occasione ma sono, al contempo, strumenti di inclusione. Rappresentare, condividere protagonisti non conformi è </hi><hi rend="CharOverride-1">fondamentale. Questa letteratura già risulta rivoluzionaria semplicemente riconoscendo l’esistenza di persone non conformi all’idea binaria, genderista ed eteronormativa dello sviluppo delle identità. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Non tutta la letteratura young adults offre letture aperte e plurali, ma si può intravedere una maggiore apertura alla rappresentazione della realtà e la messa in discussione di modelli conservativi che ancora oggi, la societ</hi><hi rend="CharOverride-1">à e il sistema di istruzione, ammantando tutto di apertura alla differenza, propongono. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Le storie agiscono attraverso la varietà e la pluralità dei contesti, dei protagonisti, delle sfide, delle avventure. Le storie </hi><hi rend="CharOverride-1">devono essere molte, attrattive, non devono spiegare, ma raccontare. La storia è autosufficiente, consente l’elaborazione autonoma e di far reagire il magmatico materiale della storia con la propria esperienza. Le storie di persone</hi><hi rend="CharOverride-1"> che sono, che tentano di essere per come sono, che cercando di essere se stesse, diventano storie credibili, efficaci e veicolano aperture se si presentano come plurali e varie. Tutte le identit</hi><hi rend="CharOverride-1">à devono trovarsi in questi spazi sentendosi rappresentati con rappresentazioni plurali e non stereotipiche.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Le storie non devono fornire risposte devono, semmai, sollecitare domande, fornire materiale per riflettere e pensare, consentire di assumere più punti di vista e di legittimare i diversi modi di essere se stessə.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">L</hi><hi rend="CharOverride-1">e storie che l’attuale letteratura young adult ci propone possono costituire un importante contributo alla costruzione di didattiche che, sfruttando la loro potenzialità, </hi><hi rend="CharOverride-1">generino confronti e discussioni, posizionamenti e ripensamenti, idee e valori e messa in discussione, anche parziale e provvisoria, degli stessi nell’accoglienza e nel rispetto di tuttə.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Utilizzare le storie nel quadro di una progettualità pedagogica democratica significa, per esempio attraverso la sistematizzazione della lettura ad alta voce, favorire immedesimazioni e assunzioni plurali di punti di vista, favorire pratiche di socializzazione e condivi</hi><hi rend="CharOverride-1">sione libere con i soli confini del rispetto reciproco (bell hooks 2022). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Occorre che tutte e tutti trovino spazio e riconoscimento, occorre potersi rispecchiare, perlomeno in una storia. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Per favorire questi processi occorre esercitare sulle proprie scelte bibliografiche un certo grado di controllo: quel tanto di controllo che ci permetta di scegliere romanzi sufficientemente vari da rappresentare la varietà delle identità </hi><hi rend="CharOverride-1">disponibili e da permettere a tuttə di sentirsi pienamente accolti, legittimati, valorizzati.</hi></p></div><div><head><hi>Riferimenti bibliografici </hi></head><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Abi Villanueva, Sara. 2022. “Kapow! </hi><hi rend="CharOverride-1" >Bam! Wham! Shattering Adolescent Stereotypes and Promoting Social Change Making in Comic Books. Study &amp; Scrutiny.”</hi><hi rend="CharOverride-1" > </hi><hi rend="italic">Research on Young Adult Literature</hi><hi rend="CharOverride-1" > 5, 2: 220-40.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Aboud, Francis E., Tredoux C., Tropp L. R., Brown C. S., Niens U., Noor N. 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Le narrazioni come strumento di costruzione del futuro</hi><hi rend="CharOverride-1">. Napoli: Liguori.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Batini, Federico. 2014. </hi><hi rend="italic">Identità sessuale: un’assenza ingiustificata Ricerca, strumenti e informazioni per la prevenzione del bullismo omofobico a scuola</hi><hi rend="CharOverride-1">. Torino. Loescher.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Batini, Federico., </hi><hi rend="CharOverride-1">a cura di. 2021. </hi><hi rend="italic">Ad alta voce. La lettura che fa bene a tutti</hi><hi rend="CharOverride-1">. Firenze: GUS (Giunti).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Batini, Federico. 2022. </hi><hi rend="italic">Lettura</hi><hi rend="italic"> ad alta voce.</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic">Ricerche e strumenti per educatori, insegnanti e genitori</hi><hi rend="CharOverride-1">. Roma:</hi><hi rend="italic"> </hi><hi rend="CharOverride-1">Carocci.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Batini, Federico. 2023a. “Come Biancaneve? </hi><hi rend="CharOverride-1">Modelli educativi di genere impliciti nelle fiabe classiche.” </hi><hi rend="italic">Women &amp; Education</hi><hi rend="CharOverride-1"> 1, 1: 60-4.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Batini, Federico, a cura di. 2023</hi><hi rend="CharOverride-1">b. La</hi><hi rend="italic"> lettura ad alta voce condivisa. 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La socialità nei contesti 0-6</hi><hi rend="CharOverride-1">. </hi><hi rend="CharOverride-1" >Roma: Carocci. </hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Beelmann, Andreas, and Kim Sarah Heinemann. 2014. “Preventing prejudice and improving intergroup attitudes: A meta-analysis of child and adolescent training programs.”</hi><hi rend="CharOverride-1" > </hi><hi rend="italic">Journal of Applied Developmental Psychology</hi><hi rend="CharOverride-1" > 35, 1: 10-24.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Bell Hooks. 2022. </hi><hi rend="italic">Insegnare comunit</hi><hi rend="italic">à. Una pedagogia della speranza</hi><hi rend="CharOverride-1">. Milano: Meltemi.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Biemmi, Irene, e Barbara Mapelli. 2023. </hi><hi rend="italic">Pedagogia di genere. Educare ed educarsi a vivere in un mondo sessuato</hi><hi rend="CharOverride-1">. 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Milano-Udine: Mimesis.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Burgio, Giuseppe. 2023. “Formare i docenti per insegnare la pluralit</hi><hi rend="CharOverride-1">à del maschile.” </hi><hi rend="italic">LLL (Lifelong, Lifwide Learning)</hi><hi rend="CharOverride-1" > 19, 42: 233-40.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Cameron, Lindsey,</hi><hi rend="CharOverride-1" > and Adam Rutland. 2006. “Extended contact through story reading in school: Reducing children’s prejudice towards the disabled.” </hi><hi rend="italic">Journal of Social Issues</hi><hi rend="CharOverride-1"> 62: 489-5</hi><hi rend="CharOverride-1">10.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Capuzza, Jamie C. 2020. ““T” is for “transgender”: An analysis of children’s picture books featuring transgender protagonists and narrators.” </hi><hi rend="italic">Journal of Children and Media</hi><hi rend="CharOverride-1" > 14, 3: 324-42.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Duggan, Jennifer. 2022</hi><hi rend="CharOverride-1" >. “Transformative readings: Harry Potter fan fiction, trans/queer reader response, and JK Rowling.” </hi><hi rend="italic">Children’s Literature in Education</hi><hi rend="CharOverride-1" > 53, 2: 147-68.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Fialho, Olivia, and Anezka Kuzmicova. 2019. “What is literature for? 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					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08963_xml_13_101-118.html#footnote-005-backlink">1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Si veda almeno, fresco di stampa: Holly Bourne (2024), </hi><hi rend="italic">Saresti così bella</hi><hi rend="CharOverride-1">, Camelozampa. In questo romanzo viene portato a livello di distopia (con però evidenti riferimenti all’attualit</hi><hi rend="CharOverride-1">à) la sottomissione delle donne e delle ragazze a un modello maschilista di bellezza e di comportamento femminile giunto a tal punto da far credere alle sottomesse che è ciò che desiderano. Il romanzo sollecita a discutere sui temi di genere.</hi></p></item>
				</list><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08963_xml_13_101-118.html#footnote-004-backlink">2</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Come ha segnalato Giordana Spuznar (in Batini 2023b): «Una meta-analisi del 2011 su 113 rapporti di ricerca in tutto il mondo che comprendono 121 studi trasversali e 7 studi longitudinali sulle differenze di età </hi><hi rend="CharOverride-1">nei pregiudizi etnici, razziali o nazionali tra bambini e adolescenti mostra che si assiste a un aumento di pregiudizio tra i 2 e i 4 anni raggiungendo un picco tra i 5 e i 7 anni per poi diminuire leggermente fino agli 8-10 anni (Raabe &amp; Beelmann, 2011). Gli studi recenti sullo sharing, sull’empatia e sui comportamenti prosociali nelle bambine e nei bambini mostrano che essi tendono a riconoscere le appartenenze etniche e ad esprimere un favoritismo per l’ingroup, ma nel momento in cui percepiscono una situazione di discriminazione, intervengono in favore dei soggetti marginalizzati». Nella letteratura di ricerca sono ancora residuali gli studi che comparano la comparsa di pregiudizi o meno in gruppi di bambini esposti a un numero rilevante di storie improntate alla bibliovarietà e gruppi di bambini esposti a storie più canoniche e gruppi non esposti o esposti in modo parziale e saltuario.</hi></p></item>
				</list><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08963_xml_13_101-118.html#footnote-003-backlink">3</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Si intende indicare, con il termine «genderismo»</hi><hi rend="CharOverride-1">, quella forma di pregiudizio che divide in maniera rigida e dicotomica le persone in maschi e femmine, a partire dal loro sesso biologico, stigmatizzando chi non rispetta tale binarismo dal punto di vista identitario (non riconoscendosi nel sesso biologico di nascita o in nessuno dei due tradizionali sessi biologici), dal punto di vista dei ruoli sociali di genere, dal punto di vista delle preferenze e dell’orientamento.</hi></p></item>
				</list><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08963_xml_13_101-118.html#footnote-002-backlink">4</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Giusti in questo importante contributo spiega poi come lo studio della letteratura abbia adottato una visione ristretta o segregazionista della letteratura, ancora modellata sul canone nazionale delle classi colte, che esclude di fatto la letteratura per l’infanzia e tutte le diverse forme di paraletteratura, oltre che la letteratura popolare e tutte le produzioni scritte delle classi subalterne e delle donne (Giusti 2023b, 64).</hi></p></item>
				</list><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08963_xml_13_101-118.html#footnote-001-backlink">5</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Un panel di esperti di letteratura per giovani adulti, utilizzato anche in ricerche precedenti, composto da sei esperte/i di letteratura per giovani adulti riconosciute/i ha integrato la prima lista di titoli fornita dallo scrivente composta da dieci titoli. L’elenco completo, dopo le integrazioni, era costituito da venticinque titoli. Questa lista è stata poi votata (ciascuno poteva esprimere 3 preferenze) dalle/dagli stesse/i esperte/i, separatamente. I titoli che hanno ricevuto almeno tre preferenze sono quelli nella Tabella.</hi></p></item>
				</list><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08963_xml_13_101-118.html#footnote-000-backlink">6</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Con l’espressione </hi><hi rend="italic">revenge porn</hi><hi rend="CharOverride-1">, si indica la diffusione, l’esposizione, la consegna, da parte di chi li ha realizzati o li ha sottratti e senza il consenso della persona cui si riferiscono, di immagini o video a contenuto sessualmente esplicito destinati a rimanere privati. Lo scopo è solitamente di tipo ‘vendicativo’, seppure non vi sia alcuna offesa da vendicare, per esempio nei confronti dell’ex partner che ha deciso di porre fine ad un rapporto amoroso. Altri scopi possono essere quelli di denigrare pubblicamente, ricattare, bullizzare o molestare. Questa pratica ha effetti drammatici a livello psicologico, sociale e anche materiale per la vita delle persone che ne sono vittima. </hi></p></item>
				</list><p rend="editorial_metadata_author">Federico Batini, University of Perugia, Italy, <ref target="https://www.fupress.com">federico.batini@unipg.it</ref>, <ref target="https://www.fupress.com">0000-0002-0513-1232</ref></p><p rend="editorial_metadata_polices">Referee List (DOI 1<ref target="https://doi.org/10.36253/fup_referee_list">0.36253/fup_referee_list</ref>)</p><p rend="editorial_metadata_polices">FUP Best Practice in Scholarly Publishing (DOI <ref target="https://doi.org/10.36253/fup_best_practice">10.36253/fup_best_practice</ref>)</p><p rend="editorial_metadata_book">Federico Batini, <hi rend="italic">‘Principesse e cavalieri’? Rappresentazione non dicotomiche e genderiste nella letteratura per young adult</hi>, © Author(s), <ref target="https://www.fupress.com">CC BY-SA</ref> 4.0, DOI <ref target="https://www.fupress.com">10.36253/979-12-215-0362-3.12</ref>, in Irene Biemmi (edited by), <hi rend="CharOverride-5">Quanti generi di diversità? Promuovere nuovi linguaggi, rappresentazioni e saperi per educare alle differenze e prevenire l’omofobia e la transfobia</hi>, pp. -19, 2023, published by Firenze University Press and USiena PRESS, ISBN 979-12-215-0362-3, DOI <ref target="https://www.fupress.com">10.36253/979-12-215-0362-3</ref></p></div></div>
      
      
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