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        <title type="main" level="a">Contrastare l’odio on-line contro le persone LGBTQIA+: un’attività a portata di click</title>
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            <forename>Matteo</forename>
            <surname>Mammini</surname>
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          <resp>This is a section of <title>Quanti generi di diversità? </title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/979-12-215-0362-3</idno>) by </resp>
          <name>Irene Biemmi</name>
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        <publisher>Firenze University Press, USiena Press</publisher>
        <pubPlace>Florence</pubPlace>
        <date when="2023">2023</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/979-12-215-0362-3.13</idno>
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          <p>Available for academic research purposes</p>
          <p>Open Access</p>
          <p>Copyright Author(s)</p>
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            <p>Content licence CC BY-SA 4.0</p>
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        <p>This is original content, published for academic research purposes</p>
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        <p>This essay analyses the hatred that permeates social networks and presents some valid linguistic and narrative strategies to dismantle the basis of hatred by breaking down prejudices and stereotypes and deconstructing fake news that targets specific categories of people (including gay people).</p>
      </abstract>
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            <item>social networks</item>
            <item>hatred</item>
            <item>linguistic strategies</item>
            <item>stereotypes</item>
            <item>fake news</item>
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      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/979-12-215-0362-3.13<ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0362-3.13" /></p>
      
      
      <div><head>Contrastare l’odio on-line contro le persone LGBTQIA+: una guida pratica a portata di click</head><p rend="h1_author ParaOverride-1" ><hi rend="CharOverride-1">Matteo Mammini</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">L’odio corre in rete attraverso i social network e spesso ci troviamo inermi di fronte all’astio con il quale vengono veicolate false notizie create </hi><hi rend="italic">ad hoc</hi><hi rend="CharOverride-1"> per attaccare duramente, gruppi sociali ben individuati. Esistono degli accorgimenti che tutte le persone possono adottare per smontare le cosiddette ‘bufale’</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP08963_xml_14_119-128.html#footnote-018">1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1"> e ricondurre il tono ad un livello umano, destrutturando, così, le basi dell’hate speech (Faloppa 2020).</hi><hi rend="CharOverride-1"> Contrastare l’odio on-line contro le persone LGBTQIA+ (Aperocho et al. 2023; Amnesty International-Sezione Italiana 2020) è un’attività che, potenzialmente, chiunque può fare: è un’attività ‘a portata di click’. L’idea</hi><hi rend="CharOverride-1"> del presente saggio è quella di offrire un breve prontuario d’uso per contrastare l’hate speech on-line che nasce soprattutto dall’esperienza maturata da chi scrive all’interno della </hi><hi rend="italic">Task Force Hate Speech</hi><hi rend="CharOverride-1"> della sezione italiana di Amnesty International</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP08963_xml_14_119-128.html#footnote-017">2</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><div><head><hi>1. I social come strumento d’odio</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">L’utilizzo dei social network come pagine personali ha permesso a chiunque di condividere pensieri ed opinioni, foto o video, indipendentemente dalla preparazione sull’argomento: le competenze non sono più rilevabili e rilevanti, ogni opinione viene assunta con una presunzione di verità o, al contrario, vengono ritenute tutte notizie false (c.d. negazionismo o ‘terrapiattismo’). Diventa difficile distinguere il vero dal falso e questo diventa il terreno ideale per le bufale mediatiche e per la propagazione dell’odio: l’ignoranza sul tema è la prima causa della diffusione dello sdegno che scatena l’hate speech. I social network diventano strumento più o meno (in)consapevolmente utilizzato per divulgare e infiammare l’odio on-line, grazie, anche, all’anonimato</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP08963_xml_14_119-128.html#footnote-016">3</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Vi sono diverse modalità attraverso cui l’odio è veicolato: l’utilizzo dei sistemi automatici (cosiddetti ‘bot’)</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP08963_xml_14_119-128.html#footnote-015">4</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1"> che simulano la conversazione umana; l’attività organizzata di gruppi di persone accomunate da ideali discriminatori, antisociali oppure addirittura remunerate a tale scopo</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP08963_xml_14_119-128.html#footnote-014">5</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">; l’attività </hi><hi rend="CharOverride-1">istituzionalizzata</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP08963_xml_14_119-128.html#footnote-013">6</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, soprattutto durante le campagne elettorali che si avvalgano dei social network per aumentare lo sdegno popolare (sul punto </hi><hi rend="italic">Il barometro dell’odio</hi><hi rend="CharOverride-1"> e la Rete Nazionale per il contrasto ai discorsi ed ai fenomeni d’odio)</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP08963_xml_14_119-128.html#footnote-012">7</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">; l’odio veicolato da concittadini che credono fortemente in un’idea discriminatoria.</hi></p></div><div><head><hi>2. Le specifiche per il discorso d’odio avverso la comunità LGBTQIA+</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Dal punto di vista del diritto non esiste, in Italia, alcuna norma che preveda una specifica punibilità avverso il discorso d’odio contro le persone per il loro orientamento sessuale o identità di genere.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nell’ultima edizione del </hi><hi rend="italic">Barometro dell’odio</hi><hi rend="CharOverride-1"> di Amnesty International Italia </hi><hi rend="CharOverride-1">(2018) emerge che circa un contenuto su tre (31%) sul tema dei diritti LGBTQIA+ risulta problematico: i temi più critici sono l’indottrinamento dei bambini e le famiglie omogenitoriali e le parole più ricorrenti nei contenuti ritenuti problematici risultano essere «bambini», «famiglia», «</hi><hi rend="CharOverride-1">madri», «figli», «gender», «fratelli», «genitori».</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Espressioni come </hi><hi rend="CharOverride-1">«i gay fanno schifo», «i travestiti devono morire», «quelli (riferito alle persone LGBTQIA+) sono malati», hanno lasciato spazio (pur rimanendo ancora presenti) ad un hate speech nascosto – ma altrettanto pervasivo – che viene messo in atto da chi giustifica l’odio affermando il diritto alla libera espressione (anche quando costituisce un vero e proprio </hi><hi rend="italic">hate speech</hi><hi rend="CharOverride-1">), o in espedienti come la presunta volontà di tutelare </hi><hi rend="CharOverride-1">tutela di bambine e bambini (si pensi all’uso di espressioni come «qualcuno pensi ai bambini, rimarrebbero traumatizzati da simili immagini») oppure di preservare la continuità della specie umana («se fossimo tutti gay il mondo si estinguerebbe, non potremo più fare figli» ecc.).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Combattere l’odio on-</hi><hi rend="CharOverride-1">line è evidentemente un’operazione assai complessa che si basa sulla messa in campo di strategie comunicative e di proposte di contro-narrazioni che devono adattarsi al caso specifico di odio che si intendere contrastare. È possibile offrire alcune indicazioni di massima che, basandosi sulle linee di Amnesty International già citate, si sono sviluppate, tentativo dopo tentativo, sul campo, riscontrando quale sono le modalità che funzionano e quali invece portano ad inutili scontri:</hi></p><p rend="box_box_tit1" ><hi>Il pensiero di base per una contro-narrazione efficace</hi></p><list type="ordered">
				<item><hi>L’approccio da tenere, essendo spesso persone comuni quelle che diffondono hate speech, mira a far capire che si è compresa la </hi><hi>loro posizione ma esiste un’altra realtà, un’altra visione, una verità scientifica che contraddice la loro opinione (ad esempio: «capisco da dove nasce la sua opinione, questo documento dell’OMS dice però che…</hi><hi rend="italic">»</hi><hi>);</hi></item>
				<item><hi>Il tono sarà di rispetto verso la parte con la quale si interloquisce sottolineando che ogni pensiero può essere espresso con modi diversi che non fomentino odio e indignazione (ad esempio usando un saluto rispettoso: «Salve/Buongiorno/Buonasera Sig./</hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi>Sig.ra</hi></ref><hi> scrivendo così pare che lei voglia giustificare la violenza contro le persone gay, mi sembra strano che davvero si possa volere la morte di una persone per il suo orientamento sessuale, posso chiederle di spiegarmi meglio la sua posizione?»);</hi></item>
				<item><hi>Evitare le contrapposizioni tra fazioni, ‘noi’, ‘voi</hi><hi>’, ‘loro’: non esistono gruppi antagonisti, siamo tutti esseri umani che cercano di entrare in comunicazione tra loro anche se hanno opinioni diverse. Occorre quindi non utilizzare lo stesso linguaggio dell’</hi><hi rend="italic">hater </hi><hi>(ad esempio «quello che penso io è che ogni persona ha un diritto uguale alle altre perché siamo tutti esseri umani</hi><hi rend="italic">»</hi><hi> oppure </hi><hi rend="italic">«</hi><hi>io esprimo la mia opinione, non faccio parte di un “noi” distinto da lei, signore, siamo tutte persone e come tali uguali</hi><hi rend="italic">»</hi><hi>);</hi></item>
				<item><hi>Veicolare emozioni positive per abbassare lo sdegno (ad esempio: «chissà come sarà contenta una persona che potrà essere se stessa</hi><hi rend="italic">»</hi><hi>);</hi></item>
				<item><hi>La finalità non è quella di far cambiare idea a chi ha scritto il commento d’odio ma di offrire a chi legge una versione vera dei fatti spiegata con rispetto.</hi></item>
			</list><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">A questi suggerimenti di base si aggiungono altre considerazioni specifiche per l’argomento LGBTQIA+ da tenere presenti quando si argomenta in contro-narrazione un hate speech:</hi></p><p rend="box_box_tit1 ParaOverride-6" ><hi>La contro-narrazione specifica sul tema LGBTQIA+</hi></p><p rend="box_box_tit2 ParaOverride-7" ><hi>1) 	</hi><hi rend="italic">Il d</hi><hi rend="italic">iritto di Essere.</hi><hi> </hi></p><p rend="box_box_textNOindent" ><hi>Talvolta, pensando di utilizzare una valida argomentazione, si usano espressioni come «ognuno è libero di amare chi preferisce», «l’amore è amore», «ti innamori della persona e non del sesso». I concetti possono essere giusti ma non colgono il punto: ognuno ha il diritto di essere ciò che è, di esistere e di vivere in sicurezza. Il diritto di essere è il diritto principale, primario, e abbraccia tutte le istanze delle persone LGBTQIA+</hi><hi rend="notes_number CharOverride-3"><hi><ref target="OP08963_xml_14_119-128.html#footnote-011">8</ref></hi></hi><hi>.</hi></p><p rend="box_box_tit2 ParaOverride-8" ><hi>2) 	</hi><hi rend="italic">Mostrare le similitudini tra realtà che sembrano diverse.</hi><hi> </hi></p><p rend="box_box_textNOindent" ><hi>Una strategia utile può essere per esempio quella di paragonare la vita dell’hater a quella delle persone LGBTQIA+, puntualizzando cosa hanno in comune</hi><hi rend="notes_number CharOverride-3"><hi><ref target="OP08963_xml_14_119-128.html#footnote-010">9</ref></hi></hi><hi>.</hi></p><p rend="box_box_tit2 ParaOverride-8" ><hi>3) 	</hi><hi rend="italic">Mantenere fermo l’oggetto della discussione.</hi></p><p rend="box_box_textNOindent" ><hi>Se parliamo di diritti LGBTQIA+, dobbiamo arginare i tentativi dell’</hi><hi rend="italic">hater </hi><hi>cambiare</hi><hi rend="italic"> </hi><hi>il focus </hi><hi>della discussione, depistando il discorso</hi><hi rend="notes_number CharOverride-3"><hi><ref target="OP08963_xml_14_119-128.html#footnote-009">10</ref></hi></hi><hi>.</hi></p><p rend="box_box_tit2 ParaOverride-8" ><hi>4) 	</hi><hi rend="italic">Il mondo è naturalmente vario. </hi></p><p rend="box_box_textNOindent" ><hi>In buona fede quando si parla di natura si paragonano le persone LGBTQIA+ alla vita degli animali (es. «l’omosessualità è naturale perché in Madagascar due bonobi maschi hanno creato una famiglia»). L’orientamento sessuale e l’identità di genere sono naturali: lo ha sancito l’Organizzazione Mondiale della Sanità il 17 maggio 1990 (OMS, International Statistical </hi><hi>Classification of Diseases and Related Health Problems)</hi><hi rend="notes_number CharOverride-3"><hi><ref target="OP08963_xml_14_119-128.html#footnote-008">11</ref></hi></hi><hi>.</hi></p><p rend="box_box_tit2 ParaOverride-8" ><hi>5) 	</hi><hi rend="italic">Non si ‘metabolizzano’ i diritti umani.</hi><hi> </hi></p><p rend="box_box_textNOindent" ><hi>Come per ogni diritto umano, anche i diritti delle persone LGBTQIA+ esistono in quanto esistono persone LGBTQIA+. Questi diritti non devono essere </hi><hi>‘capiti’, ‘metabolizzati’, ‘accettati’ (ad esempio espressioni come «dobbiamo darci tempo per metabolizzare le unioni civili» vanno evitate, sostituendole con altre espressioni</hi><hi rend="notes_number CharOverride-3"><hi><ref target="OP08963_xml_14_119-128.html#footnote-007">12</ref></hi></hi><hi>.</hi></p><p rend="box_box_tit2 ParaOverride-8" ><hi>6) 	</hi><hi rend="italic">Attenzione all’uso di un linguaggio ampio.</hi></p><list type="unordered">
				<item><hi>Usare varianti fonetiche (ad esempio lo schwa ɘ/ɜ) o grafiche (*, U) per dimostrare l’utilizzo di un linguaggio ampio può portare ad un irrigidimento della persona che ha scritto il commento d’odio. È preferibile dunque usare altri stratagemmi: ad esempio utilizzare «persona/persone» oppure trovare sinonimi che non indichino un genere</hi><hi rend="notes_number CharOverride-3"><hi><ref target="OP08963_xml_14_119-128.html#footnote-006">13</ref></hi></hi><hi>;</hi></item>
				<item><hi>l’orientamento sessuale e l’identità di genere possono trovare un utilizzo come aggettivo ma non come sostantivo: è corretto scrivere «omicidio avvenuto ai danni di una persona omosessuale/trans/gay/lesbica, ecc.» ma non «trovato il corpo del gay, della lesbica, del/della trans, ecc.».</hi></item>
			</list><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Vi sono poi delle parole delle quali occorre conoscere il significato peculiare e altre proprio da evitare:</hi></p><p rend="box_box_tit1" ><hi>Affermazione di genere e omogenitorialità</hi><hi rend="notes_number CharOverride-3"><hi><ref target="OP08963_xml_14_119-128.html#footnote-005">14</ref></hi></hi><hi>: parole chiave per concetti specifici</hi></p><list type="unordered">
				<item><hi>se trattiamo l’identità di genere utilizzare preferibilmente «persona trans» (o «persona transgender», a seconda di cosa vogliamo esprimere) termine più ampio rispetto a </hi><hi>«transessuale»; è sbagliato utilizzare come sinonimo «travestito», «drag», ecc.;</hi></item>
				<item><hi>il nome o il genere di una persona trans prima della rettifica dei dati anagrafici è il «nome/genere assegnato alla nascita»</hi><hi> e non «il nome che aveva prima» o «quando era uomo/quando era donna» (dibattuta l’espressione ‘</hi><hi rend="italic">dead name</hi><hi>’</hi><hi rend="notes_number CharOverride-3"><hi><ref target="OP08963_xml_14_119-128.html#footnote-004">15</ref></hi></hi><hi> perché una persona trans potrebbe far riferimento al suo nome assegnato alla nascita come parte del proprio percorso personale);</hi></item>
				<item><hi>le famiglie composte da persone dello stesso genere sono «famiglie omogenitoriali» </hi><hi>(da preferire a «famiglie arcobaleno» che indica l’associazione più grande e importante di famiglie omogenitoriali presente in Italia);</hi></item>
				<item><hi>utilizzare l’espressione «figli e le figlie con genitori dello stesso genere» e non «figli arcobaleno»</hi><hi> dato che in Italia quest’ultima espressione viene utilizzata per riferirsi alle nascite dopo la perdita di una gravidanza o di una nascita;</hi></item>
				<item><hi>«Gestazione Per Altri/e» o «Gestazione per altre persone» (spesso abbreviata nell’acronimo GPA) è quanto da utilizzare per indicare la tecnica riproduttiva di fecondazione assistita in cui una donna porta avanti una gravidanza per conto delle persone che poi diventeranno i genitori del bambino/della bambina che nascerà</hi><hi>. Il neologismo, tutto italiano, di «utero in affitto» è un termine d’odio: si tratta infatti di un’espressione sia tecnicamente scorretta, sia connotata da concetti estremamente discriminatori, che svalutano l’essere umano in quanto tale:</hi><list type="unordered"><item><hi>si riduce la persona che porta a termine la gravidanza ad una parte del proprio corpo, l’utero appunto, negandole soggettività;</hi></item><item><hi>viene data per scontata la completa incapacità di autodeterminarsi, dando per certo lo sfruttamento;</hi></item><item><hi>non tutte le procedure di GPA sono a titolo oneroso, né la persona che sceglie liberamente di portare a termine una gravidanza lo fa per sola necessità o a fini economici;</hi></item><item><hi>«affitto» fa intendere che metta sotto locazione </hi><hi>se stessa, riducendosi ad un oggetto, senza poter essere considerata e rispettata come essere umano;</hi></item><item><hi>il termine inglese</hi><hi rend="italic"> surrogate</hi><hi> (che non ha in inglese un’accezione negativa) è stato tradotto in italiano con «surrogazione di maternità» e «madre Surrogata» (entrambe espressioni erronee perché sottendono l’equivalenza ‘madre = gravidanza’</hi><hi>)</hi><hi rend="notes_number CharOverride-3"><hi><ref target="OP08963_xml_14_119-128.html#footnote-003">16</ref></hi></hi><hi>. Da preferire il termine «persona che porta a termine la gravidanza» o «persona che porta a termine la gravidanza per altre persone».</hi></item></list></item>
			</list></div><div><head><hi>3. Bufale Mediatiche</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Stando alla definizione fornita da Treccani</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP08963_xml_14_119-128.html#footnote-002">17</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1"> per «bufala mediatica» intendiamo una </hi></p><quote rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">notizia falsa che viene ripresa e amplificata dai media. Il saper riconoscere una notizia non rispondente al vero è una delle basi del giornalismo, ma le tecnologie digitali di comunicazione hanno molto accelerato la diffusione di una bufala mediatica. L’espressione può indicare anche, impropriamente, fenomeni come la voce (rumor) e la leggenda metropolitana. La b. m. può diffondersi intenzionalmente o per errore, in ragione della carenza di verifiche sulle fonti della notizia, e la concorrenza fra i media può accentuarne gli effetti. Essa può anche mettere in luce le debolezze e la scarsa affidabilità del sistema dei media, nonché le imprevedibili conseguenze, dato che la successiva dimostrazione della non veridicità di una notizia non necessariamente ne arresta la diffusione (Treccani 2012). </hi></quote><p rend="box_box_tit1" ><hi rend="italic">Genitore 1 e Genitore 2 </hi></p><list type="unordered">
				<item><hi>Ansa 09/04/2024. Titolo:</hi><hi rend="italic"> In cdm informativa Piantedosi su dicitura ‘genitore 1 e 2’. Verso il ricorso dopo la sentenza della Corte d’</hi><hi rend="italic">Appello di Roma</hi></item>
			</list><p rend="box_box_text" ><hi>La notizia è vera: in alcuni moduli vengono sostitute le parole «padre» e «madre» con quella di genitori. La bufala sta nella narrazione della notizia: non sono le famiglie omogenitoriali ad imporre questo cambiamento ma l’economia amministrativa che, invece di stampare tre modelli (madre/madre; padre/padre; padre/madre) ne ha solo uno per lo stesso documento. Perdipiù risulterebbe un falso atto pubblico indicare un padre sotto la dizione di madre e viceversa.</hi></p><p rend="box_box_text" ><hi>Nel box sottostante vengono forniti una serie di esempi di bufale mediatiche:</hi></p><p rend="box_box_tit2" ><hi rend="italic">I bambini comprati e l’utero in affitto</hi></p><list type="unordered">
				<item><hi>Panorama 23/03/2023. Titolo: </hi><hi rend="italic">Ci siamo comprati una mamma surrogata ed un bambino, in un’ora, via mail</hi></item>
				<item><hi>Ansa 12/04/2024. Titolo: </hi><hi rend="italic">Meloni, utero in affitto disumano, sia presto reato universale ‘Sostengo la proposta di legge per cui diventi reato universale’</hi></item>
			</list><p rend="box_box_text" ><hi>Il termine «utero in affitto», come già detto, costituisce un neologismo che fomenta l’odio. Su questa espressione viene costruita la notizia, completamente falsa, dell’‘acquisto’ di figli e figlie da parte delle persone omosessuali: l’immagine che viene offerta, anche laddove solo suggestiva, è quella di due uomini che ‘comprano’ il figlio. La fake news consiste nella suggestione: non vi è un mercato di bambini ma costi (ad es. i rimborsi delle spese ulteriori che chi porta a termine la gravidanza deve sostenere) che affrontano i genitori per la tecnica della GPA. Nessuna persona vende, e nessun genitore compra, un figlio attraverso la GPA.</hi></p><p rend="box_box_text" ><hi>Altra bufala suggestiva è che la gestazione per altre persone sia una procedura esclusivamente riservata alle persone gay. In Italia le famiglie omosessuali non possono ricorrere all’adozione ordinaria e nel mondo dal 90% al 98% delle persone che ricorrono alla gestazione per altre persone sono famiglie eterosessuali (dal 2% al 10% complessivamente uomini e donne single eterosessuali, uomini e donne single omosessuali, famiglie composte da donne o da uomini omosessuali (Imrie</hi><hi> and Jadva 2014).</hi></p><p rend="box_box_text" ><hi>Infine, vi è una crescita malsana quando avviene in una famiglia omogenitoriale. Ancora una suggestione che fomenta l’odio anche se smentita sia dalla giurisprudenza</hi><hi rend="notes_number CharOverride-3"><hi><ref target="OP08963_xml_14_119-128.html#footnote-001">18</ref></hi></hi><hi>, per la quale l’orientamento sessuale non incide sulla capacità genitoriale, che dalle ricerche psico-cliniche che hanno osservato come, tendenzialmente, la prole delle famiglie omogenitoriali cresca come tutte le altre, anzi in modo un poco migliore dimostrando una maggiore apertura verso il prossimo (Carone 2018).</hi></p><p rend="box_box_tit2" ><hi rend="italic">La teoria del gender e l’indottrinamento</hi></p><list type="unordered">
				<item><hi>La Stampa 08/04/2024. Titolo: </hi><hi rend="italic">Il Vaticano: rispettare le persone omosessuali ma “la teoria gender è pericolosissima”. La gestazione per altri “sia proibita a livello universale”</hi></item>
			</list><p rend="box_box_text" ><hi>‘</hi><hi>La teoria del gender’, così come descritta nei precedenti articoli, non esiste ma è stata creata per indicare negativamente gruppi di persone esperte che parlano nelle scuole di orientamento sessuale e identità di genere (Cannito, Tomatis e Mercuri 2022): il vero scopo degli interventi scolastici è informare ed evitare il bullismo basato su questi fattori di discriminazione, quanto viene loro falsamente attribuito è il voler convincere le giovani persone ad essere LGBTQIA+. Una manipolazione del concetto di ‘gender studies’ che crea una falsa notizia. Esistono, invece, luoghi e gruppi, disconosciuti dalla comunità scientifica, perché dannosi, dove si ritiene l’omosessualità o la varianza di genere una malattia e promuovono una cura con dei sistemi inumani chiamati «terapie riparative» o «terapie di conversione» o «</hi><hi>terapia di riorientamento sessuale» (Carpinelli 2013).</hi></p><p rend="box_box_tit2" ><hi rend="italic">Tanto ci sono le unioni civili</hi></p><list type="unordered">
				<item><hi>Wired Italia 28/07/2016. Titolo: </hi><hi rend="italic">Smettetela di scrivere che i gay italiani si sposano</hi></item>
			</list><p rend="box_box_text" ><hi>La notizia distorta è che le unioni civili equivalgono al matrimonio, così ponendo fine alla rivendicazione di tutti i diritti per le persone LGBTQIA+. Legalmente i due istituti sono molto diversi e, ad ogni modo, il diritto al matrimonio egualitario non esaurisce le rivendicazioni delle persone LGBTQIA+.</hi></p><p rend="box_box_tit2" ><hi rend="italic">Il Gay Pride è osceno/una carnevalata</hi></p><list type="unordered">
				<item><hi>La Stampa 15/06/2019. Titolo: </hi><hi rend="italic">Il Pride? Una carnevalata, non ci vado. Anche i comunisti dicono no all’utero in affitto</hi></item>
			</list><p rend="box_box_text" ><hi>L’utilizzo di immagini provocatorie prese e decontestualizzate dalla manifestazione Pride (e non Gay Pride perché è un momento di rivendicazione di tutta la comunità LGBTQIA+ e vi partecipano tutte persone indipendentemente dall’orientamento sessuale e identità di genere) mira a darne un’immagine poco seria («</hi><hi>una carnevalata») o non giusta (l’oscenità). Il Pride è in realtà una manifestazione legittima, una delle poche, se non l’unica, manifestazione non violenta, caratterizzata dalla creazione di un momento dove esprimere il proprio diritto di essere. La sentenza della Corte di cassazione n. 24110/2013 afferma: «unitamente al costume sessuale che esso rappresenta, è in sé del tutto lecito e privo di qualsivoglia profilo di intrinseca negatività».</hi></p><p rend="box_box_tit2" ><hi rend="italic">Non esiste l’odio per la comunità LGBTQIA+ esiste la lobby gay</hi></p><p rend="box_box_text" ><hi>Diversamente dalle fake news precedenti, spesso veicolate dai media, questa convinzione rientra nel campo dei negazionisti ma che, al pari delle altre bufale mediatiche, ciclicamente torna alla ribalta: smentita dai fatti di cronaca, chi cerca di negare l’odio vede nelle notizie la manovra di una ‘lobby gay’ (un fantomatico gruppo di estremo potere composto da persone omosessuali) che, attraverso la manipolazione delle notizie, determina le sorti del mondo e si scaglia contro le persone che non fanno parte della comunità LGBTQIA+. Non esiste alcun gruppo siffatto: non vi sono notizie di persone discriminati o che hanno subito violenza solo perché eterosessuali e/o cisgender; esiste invece, </hi><hi rend="italic">l’omobilesbotransfobia</hi><hi>:</hi></p><list type="unordered">
				<item><hi>Corriere Fiorentino 01/03/2023. Titolo: </hi><hi rend="italic">Lajatico, Forza Nuova diffonde volantini anti gay: «Lajatico ha bisogno di figli, non di omosessuali. Sindaco dimettiti»</hi></item>
				<item><hi>Leggo 24/05/2023. Titolo: </hi><hi rend="italic">Trans fermata e picchiata dai vigili fuori da scuola: «Importunava i bambini». Botte, taser e manganellate: video choc</hi></item>
			</list></div><div><head><hi>4. Rispondere all’articolo o commentare? Ad ogni scelta un diverso risvolto</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Rispondere ad un commento d’odio, darà maggior visibilità al commento stesso (ad esempio verrà messo per primo come anteprima dei commenti sotto la notizia).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Scegliere di scrivere un commento direttamente sotto la notizia comporta</hi><hi rend="CharOverride-1"> il rischio di ricevere molti commenti d’odio.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La scelta dipenderà dall’articolo, dal livello d’odio nei commenti, e da quali sono le informazioni in nostro possesso.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Alcuni esempi nel box di seguito</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP08963_xml_14_119-128.html#footnote-000">19</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="box_box_textNOindent" ><hi>Il Manifesto 08/04/2023. Titolo: </hi><hi rend="italic">La commissione Ue fa causa all’Ungheria per la legge contro le persone Lgbt, definita «vergognosa» da Ursula von der Leyen. Quindici paesi insieme al parlamento europeo si schierano con lei ma il governo Meloni preferisce, ancora una volta, difendere Orbán</hi></p><p rend="box_box_text" ><hi>Commento:</hi></p><p rend="box_box_text" ><hi>«La Von der Leyen sta schiacciando i diritti di tutti i cittadini in Europa e difende quelli degli lgbtq. La dissonanza cognitiva è un optional per molti».</hi></p><p rend="box_box_text" ><hi>Esempio di commento ad un commento:</hi><hi rend="italic"> </hi><hi>«Salve Sig./</hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi>Sig.ra</hi></ref><hi> X, la nostra stessa Presidente del Consiglio, pur schierandosi dalla parte dell’Ungheria, ha dichiarato che quella legge usa dei toni molto forti. La legge in questione limita la libertà di espressione non potendo rappresentare le persone omosessuali o trans neppure in film o pubblicità. Direi una bella limitazione del diritto di parola e di informazione, non crede?».</hi></p><p rend="box_box_textNOindent" ><hi>RomaToday 13/04/2023. Titolo: “</hi><hi rend="italic">Basta all’imposizione Lgbt”</hi><hi rend="italic">, fascisti rivendicano e attaccano manifesti fuori alla sede di ArciGay</hi></p><p rend="box_box_text" ><hi>Commento:</hi></p><list type="unordered">
				<item><hi>«Quando quel pederasta di Zan dice che bisogna aiutare i bambini a cambiare sesso la chiamate libertà e se qualcuno si oppone con dei manifesti la chiamate violenza? Ma limortaccivostri e de ‘sti schifosi».</hi></item>
			</list><p rend="box_box_text" ><hi>Esempio di commento sotto la notizia: «Non mi pare che in Italia le persone “LGBT” siano riuscite ad imporre qualcosa, mi pare che chi “LGBT” non è non abbia avuto alcun limite o risvolto negativo dalla rivendicazione dei diritti. Non è un diritto veicolare false notizie, come quella dell’imposizione, come mettere a tacere chi cerca di ottenere gli stessi diritti umani delle altre persone. In realtà questa censura sui diritti veniva fatta in Italia intorno al 1920 e poi circa vent’anni dopo»</hi><hi>.</hi></p><p rend="box_box_textNOindent" ><hi>La Repubblica 19/09/2023. Titolo: </hi><hi rend="italic">La scuola superiore che prevede la carriera alias per studenti transgender</hi></p><p rend="box_box_text" ><hi>Commento:</hi></p><list type="unordered">
				<item><hi>«fantastico. Oggi mi sento un unicorno e quindi non ho bisogno del green pass per accedere allo stadio».</hi></item>
			</list><p rend="box_box_text" ><hi>Esempio di commento ad un commento: «Salve, il percorso di affermazione di genere in Italia è lungo e non esiste svegliarsi la mattina, di punto in bianco, con un’altra identità di genere, questo è un fatto. Ho capito la sua opinione e, ciononostante, non riesco a vedere come permettere ad una persona trans, giovane e che studia, di poter farsi chiamare a scuola assecondando la propria identità sia un male: trattandosi di un percorso lungo è una scelta ben consapevole e non estemporanea. I suoi figli hanno avuto problemi? La scuola che frequentano prevede già la carriera alias? Laddove non ci sono solo benefici non capisco che problema c’è».</hi></p><p rend="box_box_textNOindent" ><hi>La Repubblica 19/07/2021. Titolo: </hi><hi rend="italic">Omofobia, ragazze lesbiche cacciate dalla spiaggia a Napoli: “Disturbano i bambini”</hi></p><p rend="box_box_text" ><hi>Commento:</hi></p><list type="unordered">
				<item><hi>«la cosa pubblica che diventa cosa privata. spero questa gente venga punita».</hi></item>
			</list><p rend="box_box_text" ><hi>Esempio di commento ad un commento: «Gentile </hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi>Sig.ra</hi></ref><hi> Y, ho cercato la notizia su altri giornali ed è emerso che le due ragazze si sono scambiate un bacio in spiaggia. Un bacio fa così paura? Lo chiedo perché tutte le volte in spiaggia ho visto un sacco di coppie abbracciate scambiarsi un bacio, capitava lo facessero anche i miei genitori e nessuno ha mai detto niente. Il punto, allora, è che erano due ragazze e questa si chiama effettivamente discriminazione e omofobia».</hi></p><p rend="box_box_textNOindent" ><hi>Open 01/07/2021. Titolo: </hi><hi rend="italic">«Il Gay Pride? Un ritrovo di disadattati e schizoidi», l’attacco nel Milanese della consigliera di Forza Italia Antonia Parisotto</hi></p><p rend="box_box_text" ><hi>Commento:</hi></p><list type="unordered">
				<item><hi>«Ma le opinioni non sono libere? Ho letto che scrivete di frase omofobia? Non è forse un’opinione e un’offesa gratuita come dare degli schizoidi? O ci sono giudizi più giusti o solo opinioni diverse … non so se istiga all’odio più l’assessora o l’articolo una riflessione magari da entrambi non guasterebbe</hi><hi>».</hi></item>
			</list><p rend="box_box_text" ><hi>Esempio di commento sotto la notizia: «In realtà la nostra Corte di cassazione ha sancito esattamente il contrario ritenendo il Pride una manifestazione legittima; anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito che l’orientamento sessuale come l’identità di genere non sono malattie».</hi></p><p rend="box_box_textNOindent" ><hi>Il Giornale 10/03/2021. Titolo: </hi><hi rend="italic">Figli e coppie gay, la Consulta: “La politica scriva una legge”</hi></p><p rend="box_box_text" ><hi>Commento:</hi></p><list type="unordered">
				<item><hi>«Una legge che consideri l’utero in affitto come crimine contro l’umanità».</hi></item>
			</list><p rend="box_box_text" ><hi>Esempio di commento ad un commento: «Mi scusi Sig. Z mi vuol dire che solo chi genera un figlio ne è il genitore? Allora le persone che adottano secondo lei non sono genitori? Se all’estero sono previste delle tecniche di riproduzione medicalmente assistita ed i figli vengono riconosciuti da due genitori è giusto che questo avvenga anche in Italia indipendentemente dal loro sesso. Il diritto del bambino a vedersi riconosciuto chi conosce come propri genitori, che non per forza sono chi lo ha generato biologicamente (altrimenti, come dicevo non esisterebbe l’adozione), deve essere garantito ovunque, lo prevede anche la Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza».</hi></p><p rend="box_box_text" ><hi>Questi sono alcuni esempi di come poter contrastare l’odio on-line espresso contro le persone LGBTQIA+, non è sicuramente l’unica modalità ne possiamo prendere un modo di contrastarlo e uniformarlo o elevarlo a paradigma. </hi></p><p rend="box_box_text" ><hi>La cosa indubbia è che l’attività di ostacolare l’insorgere di discriminazioni, violenza, indignazione che ha il solo scopo di fomentare l’hate speech è un’attività che può essere svolta pochi minuti al giorno e che ha un beneficio potenzialmente eterno: se una persona fa la differenza, molte persone costituiscono un cambiamento radicale… è un’attività così immediata, è un’attività a portata di click.</hi></p></div><div><head><hi>Riferimenti bibliografici</hi></head><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Amnesty International-Sezione Italiana. 2018. </hi><hi rend="italic">Conta fino a 10. Barometro dell’odio in campagna elettorale</hi><hi rend="CharOverride-1"> &lt;</hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1">https://d21zrvtkxtd6ae.cloudfront.net/public/uploads/2018/02/16105254/report-barometro-odio.pdf</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt; (2024-05-14).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Amnesty International-Sezione Italiana. </hi><hi rend="CharOverride-1">2020. </hi><hi rend="italic">Hate Speech. Conoscerlo e contrastarlo. Guida breve per combattere i discorsi on-line</hi><hi rend="CharOverride-1"> &lt;</hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1">https://d21zrvtkxtd6ae.cloudfront.net/public/uploads/2021/02/Amnesty-Manuale-hate-speech-2020-con-logo-1.pdf#gf_162</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt; (2024-05-14).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Aperocho, Maico Demi, Aliñabon Gianelli, Camia Kenneth, and Aerol Jay</hi><hi rend="CharOverride-1"> Tenorio. </hi><hi rend="CharOverride-1" >2023 “Exploring the Hate Language: An Analysis of Discourses Against the LGBTQIA+ Community.”</hi><hi rend="italic"> Psychology and Education. A Multidisciplinary Journal</hi><hi rend="CharOverride-1" > 8: 729-37.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Bachini, Viola,</hi><hi rend="CharOverride-1"> e Maurizio Tesconi. 2020. </hi><hi rend="italic">Fake people. Storie di social bot e bugiardi digitali</hi><hi rend="CharOverride-1">”. Torino: Codice</hi><hi rend="CharOverride-4">.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Baiocco, Roberto, Carone Nicola, Ioverno Salvatore, e Vittorio Lingiardi. </hi><hi rend="CharOverride-1" >2018. </hi><hi rend="CharOverride-1" >“Same-Sex and Different-Sex Parent Families in Italy: Is Parents’ Sexual Orientation Associated with Child Health Outcomes and Parental Dimensions?” </hi><hi rend="italic">Journal of Developmental &amp; Behavioral Pediatrics</hi><hi rend="CharOverride-1"> 39, 7: 555-63.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Cannito, Maddalena, Tomatis Francesca, e</hi><hi rend="CharOverride-1"> Eugenia Mercuri. 2022. </hi><hi rend="italic">Cancel culture e ideologia gender: fenomenologia di un dibattito pubblico</hi><hi rend="CharOverride-1">. Torino: Rosenberg &amp; Sellier.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Carpinelli, Luca. 2013. “Voler “guarire” la natura: le terapie riparative.</hi><hi rend="CharOverride-1">” &lt;</hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1">https://www.sinapsi.unina.it/terapieriparative_bullismoomofobico</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt; (2024-05-14).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Faloppa, Federico. 2020. </hi><hi rend="italic">#Odio: manuale di resistenza alla violenza delle parole</hi><hi rend="CharOverride-1">. Torino: UTET.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Imrie, Susan, and Vasanti Jadva. </hi><hi rend="CharOverride-1" >2014. “The long-term experiences of surrogates: relationships and contact with surrogacy families in genetic and gestational surrogacy arrangements.” </hi><hi rend="italic">Reproductive BioMedicine Online</hi><hi rend="CharOverride-1"> 29, 4: 424-35.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Rete Nazionale per il Contrasto ai D</hi><hi rend="CharOverride-1">iscorsi e ai Fenomeni d’Odio. 2023a. </hi><hi rend="italic">Rispettare l’identità di genere a partire dal linguaggio: linee guida</hi><hi rend="CharOverride-1"> &lt;</hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1">https://www.retecontrolodio.org/2024/04/03/rispettare-identita-genere-partire-linguaggio-linee-guida/</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt; (2024-05-14).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Rete Nazionale per il Contrasto ai Discorsi e ai Fenomeni d’</hi><hi rend="CharOverride-1">Odio. 2023b. </hi><hi rend="italic">Famiglie omogenitoriali: il Vademecum</hi><hi rend="CharOverride-1"> &lt;</hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1">https://www.retecontrolodio.org/2023/08/03/famiglie-omogenitoriali-vademecum/</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt; (2024-05-14).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Treccani. 2012. </hi><hi rend="italic">Lessico del XXI Secolo</hi><hi rend="CharOverride-1"> &lt;</hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1">https://www.treccani.it/enciclopedia/bufala-mediatica_(Lessico-del-XXI-Secolo)/</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt; (2024-05-14).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >WHO (World Health Organization). </hi><hi rend="CharOverride-1" >1990. </hi><hi rend="italic">ICD</hi><hi rend="CharOverride-1" > &lt;</hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1" >https://www.who.int/standards/classifications/classification-of-diseases</hi></ref><hi rend="CharOverride-1" >&gt; (2024-05-14).</hi></p><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08963_xml_14_119-128.html#footnote-018-backlink">1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Per «bufala» si intende una notizia inventata o una notizia vera raccontata in modo così diverso da allontanarsi dalla realtà. </hi></p></item>
				</list><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08963_xml_14_119-128.html#footnote-017-backlink">2</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	&lt;</hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1">https://www.amnesty.it/entra-in-azione/task-force-attivismo/</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt; (2024-05-14).</hi></p></item>
				</list><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08963_xml_14_119-128.html#footnote-016-backlink">3</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Non approfondiamo in questa sede la legislazione che, in Italia, sottende i canali social, la difficoltà di far coincidere l’identità del profilo con quella reale, la complessità di ottenere un indirizzo IP, l’impossibilità di punire l’hate speech come tale. P</hi><hi rend="CharOverride-1">ossiamo solo osservare che l’anonimato garantisce una certa impunibilità. I social network, come ad esempio Facebook, hanno sede negli Stati Uniti che negano alla Polizia Giudiziaria l’indirizzo IP del singolo profilo non riconoscendo il reato: il primo emendamento degli Stati Uniti d’America, garantisce, tra le altre cose, la terzietà della legge rispetto al culto della religione e il suo libero esercizio, nonché la libertà di parola e di stampa, il diritto di riunirsi pacificamente. Il ‘ruolo terzo’ della legge rispetto alla libertà di parola è il motivo per il quale non viene fornito l’indirizzo IP di un profilo social che si traduce nell’impossibilità per lo Stato estero dove sia previsto l’</hi><hi rend="italic">hate speech </hi><hi rend="CharOverride-1">come crimine di poter avere prova inconfutabile che quel discorso d’odio, veicolato attraverso quello specifico profilo social, sia legato ad un preciso strumento telematico e all’identificazione certa di chi lo ha utilizzato. </hi></p></item>
				</list><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08963_xml_14_119-128.html#footnote-015-backlink">4</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	I </hi><hi rend="italic">social bot</hi><hi rend="CharOverride-1"> o semplicemente </hi><hi rend="italic">bot</hi><hi rend="CharOverride-1">, sono programmi automatizzati, programmati per simulare il comportamento umano on-line: tanto più sono ben programmati, tanto più sarà impossibile distinguere la loro interazione con noi da quella messa in atto da un essere umano (Bachini e Tesconi 2020).</hi></p></item>
				</list><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08963_xml_14_119-128.html#footnote-014-backlink">5</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Proprio per ostacolare l’azione di questi gruppi, nello stesso periodo nasce la Task Force Hate Speech della sezione italiana di Amnesty International, uno dei primi gruppi al mondo, eterogeneo per caratteristiche personali, composto da persone che, a titolo completamente gratuito, contrastano l’odio.</hi></p></item>
				</list><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08963_xml_14_119-128.html#footnote-013-backlink">6</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Si intende ‘istituzionale’ e ‘istituzionalizzato</hi><hi rend="CharOverride-1">’ l’odio che fa parte di campagne partitiche sui social network.</hi></p></item>
				</list><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08963_xml_14_119-128.html#footnote-012-backlink">7</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	&lt;</hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1">https://www.amnesty.it/barometro-odio/</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt; e &lt;</hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1">https://www.retecontrolodio.org/</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt; (2024-05-14).</hi></p></item>
				</list><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08963_xml_14_119-128.html#footnote-011-backlink">8</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Ad esempio: «mi scusi ma lei pensa sia corretto subire un’aggressione semplicemente per essere una persona trans? Solo per essere chi si è?</hi><hi rend="italic">».</hi></p></item>
				</list><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08963_xml_14_119-128.html#footnote-010-backlink">9</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Ad esempio: «Credo che ogni persona debba poter uscire di casa senza timore di essere aggredita. Se immagino le passeggiate al parco con la mia famiglia non posso pensare che ad alcune persone venga negata questa possibilità sulla base del loro orientamento sessuale…».</hi></p></item>
				</list><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08963_xml_14_119-128.html#footnote-009-backlink">10</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Ad esempio: «Condivido con lei, signora, i tanti problemi causati dall’emergenza sanitaria dei quali ha scritto; se a questa si aggiunge l’essere una persona discriminata per il proprio orientamento sessuale la situazione è aggravata. Tornando appunto all’argomento dell’articolo sulle persone gay…».</hi></p></item>
				</list><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08963_xml_14_119-128.html#footnote-008-backlink">11</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Ad esempio, risponderemo «l’omosessualità è naturale perché è una delle varianti naturali dell’orientamento sessuale, lo ha sancito l’Organizzazione Mondiale della Sanità il 17 maggio 1990».</hi></p></item>
				</list><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08963_xml_14_119-128.html#footnote-007-backlink">12</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	«Le unioni civili esistono dal 2016 e hanno finalmente dato alcuni diritti a famiglie che non ne avevano, discriminate solo sulla base dell’orientamento sessuale. La legge è davvero molto recente, vedremo come si evolverà in futuro…».</hi></p></item>
				</list><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08963_xml_14_119-128.html#footnote-006-backlink">13</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Ad esempio: «una persona trans deve affrontare un lungo percorso, in Italia, per affermare la propria identità di genere».</hi></p></item>
				</list><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08963_xml_14_119-128.html#footnote-005-backlink">14</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	&lt;</hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1">https://www.retecontrolodio.org/2023/08/03/famiglie-omogenitoriali-vademecum/</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt;</hi><hi rend="CharOverride-5">;</hi><hi rend="CharOverride-1"> &lt;</hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1">https://www.retecontrolodio.org/2024/04/03/rispettare-identita-genere-partire-linguaggio-linee-guida/</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt; (2024-05-14).</hi></p></item>
				</list><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08963_xml_14_119-128.html#footnote-004-backlink">15</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	In inglese «deadnaming» è il riferirsi a una persona trans con il nome assegnato alla nascita, nome che andrebbe a morire, spesso (ma non sempre) quando viene rettificato con il nome di elezione a seguito del percorso di affermazione di genere. </hi></p></item>
				</list><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08963_xml_14_119-128.html#footnote-003-backlink">16</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	L’adozione è un esempio di maternità svincolata dalla gravidanza, esistono gravidanze portate a termine da uomini trans e pertanto non possono essere definiti madri, tecnicamente gravidanza e maternità sono due momenti distinti anche per le persone che portano a termine la propria.</hi></p></item>
				</list><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08963_xml_14_119-128.html#footnote-002-backlink">17</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Consultabile al link: &lt;</hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1">https://www.treccani.it/enciclopedia/bufala-mediatica_(Lessico-del-XXI-Secolo)/</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt; (2024-05-14).</hi></p></item>
				</list><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08963_xml_14_119-128.html#footnote-001-backlink">18</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Già Tribunale per i Minorenni di Roma V.G. 429/2014 e poi Cort. Cost. n. 32 e 33 del 2021.</hi></p></item>
				</list><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP08963_xml_14_119-128.html#footnote-000-backlink">19</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Gli esempi riportati sono volutamente stati selezionati tra quelli che meno rendono eclatante l’hate speech nei confronti delle persone per il loro orientamento sessuale e la loro identità di genere.</hi></p></item>
				</list><p rend="editorial_metadata_author">Matteo Mammini, <ref target="https://www.fupress.com">avv.matteo.mammini@gmail.com</ref></p><p rend="editorial_metadata_polices">Referee List (DOI 1<ref target="https://doi.org/10.36253/fup_referee_list">0.36253/fup_referee_list</ref>)</p><p rend="editorial_metadata_polices">FUP Best Practice in Scholarly Publishing (DOI <ref target="https://doi.org/10.36253/fup_best_practice">10.36253/fup_best_practice</ref>)</p><p rend="editorial_metadata_book">Matteo Mammini, <hi rend="italic">Contrastare l’odio on-line contro le persone LGBTQIA+: una guida pratica a portata di click</hi>, © Author(s), <ref target="https://www.fupress.com">CC BY-SA</ref> 4.0, DOI <ref target="https://www.fupress.com">10.36253/979-12-215-0362-3.13</ref>, in Irene Biemmi (edited by), <hi rend="CharOverride-6">Quanti generi di diversità? Promuovere nuovi linguaggi, rappresentazioni e saperi per educare alle differenze e prevenire l’omofobia e la transfobia</hi>, pp. -11, 2023, published by Firenze University Press and USiena PRESS, ISBN 979-12-215-0362-3, DOI <ref target="https://www.fupress.com">10.36253/979-12-215-0362-3</ref></p></div></div>
      
      
      
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