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        <title type="main" level="a">Una nota storiografica</title>
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            <forename>Andrea</forename>
            <surname>Zorzi</surname>
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          <resp>This is a section of <title>Migrazioni, forme di inte(g)razione, cittadinanze nell’Italia del tardo medioevo</title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/979-12-215-0426-2</idno>) by </resp>
          <name>Gian Maria Varanini, Andrea Zorzi</name>
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        <publisher>Firenze University Press</publisher>
        <pubPlace>Florence</pubPlace>
        <date when="2024">2024</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/979-12-215-0426-2.04</idno>
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          <p>Available for academic research purposes</p>
          <p>Open Access</p>
          <p>Copyright Author(s)</p>
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        <p>This is original content, published for academic research purposes</p>
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        <p>The author outlines the framework of the studies moving from the twentieth-century perspective centered on demographic studies up to the attention dedicated by the most recent research to citizenship and the dynamics of belonging and exclusion from communities.</p>
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            <item>Demography</item>
            <item>migrations</item>
            <item>citizenship</item>
            <item>Italy</item>
            <item>historiography</item>
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      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/979-12-215-0426-2.04<ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0426-2.04" /></p>
      
      <div><head>Una nota storiografica</head><p rend="h1_author" ><hi rend="CharOverride-1">Andrea Zorzi</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Lo scopo di questa breve nota è quello di richiamare, senza ambizioni di esaustività, alcuni momenti salienti degli studi che – limitatamente all’Italia del tardo medioevo – sono stati dedicati ai fenomeni migratori, ai processi di integrazione e alle </hi><hi rend="CharOverride-1">definizioni di cittadinanza, vale a dire agli assi di indagine assunti a riferimento dal convegno di cui questo volume raccoglie gli atti.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Come è noto la demografia storica cominciò a svilupparsi come disciplina tra gli anni sessanta e settanta del secolo scorso, sollecitando anche per la storia italiana una nuova attenzione per lo studio storico della popolazione</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-032">1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. A proporsi come fonte privilegiata per l’età tardo medievale fu in primo luogo la documentazione cittadina di natura fiscale che, là dove conservata in nuclei seriali coerenti, fu oggetto di indagini sistematiche. La Tavola delle possessioni fatta redigere dal comune di Siena tra il 1316 e il 1320, una delle più precoci imprese di definizione catastale generale nelle città europee, offrì per esempio la possibilità di ricostruire lo spazio urbano, gli insediamenti rurali e le strutture patrimoniali e sociali di città e comunità di villaggio a un’équipe di ricerca coordinata da Giovanni Cherubini</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-031">2</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">; mentre il catasto di Firenze e del suo dominio territoriale redatto nel 1427 fu oggetto di un progetto di ricerca internazionale coordinato da David Herlihy e Christiane Klapisch-Zuber che, avvalendosi anche di pionieristiche tecnologie informatiche, ricostruì le strutture familiari, i patrimoni, le attività economiche e i caratteri demografici della Toscana fiorentina, dando forma alla prima vera indagine di demografia storica applicata a una città italiana</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-030">3</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Analogamente, anche altre fonti amministrative quali gli elenchi distinti per parrocchie degli abitanti atti a portare le armi cominciarono a essere utilizzate per ricostruire l’evoluzione demografica, come nel caso di Bologna indagato da Antonio Ivan Pini e Roberto Greci</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-029">4</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Un momento importante di snodo negli studi fu costituito dal convegno dedicato a </hi><hi rend="italic">Strutture familiari, epidemie, migrazioni nell’Italia medievale</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-028">5</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, organizzato nel 1983 da Rinaldo Comba, Gabriella Piccinni e Giuliano Pinto, che si proposero sin da allora tra i principali protagonisti di quella temperie storiografica</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-027">6</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Le questioni della storia demografica nell’Italia medievale furono riformulate ampliando l’orizzonte dai temi classici delle strutture familiari e delle epidemie alla questione delle migrazioni e della condizione dei migrati nelle città</hi><hi rend="CharOverride-1">. L’obiettivo era quello di integrare i risultati delle precedenti stagioni di studio sull’immigrazione dalle campagne e sui processi di inurbamento</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-026">7</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1"> a nuove prospettive tese a cogliere il fenomeno più ampio delle migrazioni, ponendo attenzione alle aree di emigrazione e alle condizioni economiche e sociali di chi migrava</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-025">8</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">In quegli anni le ricerche vennero concentrandosi principalmente sulla condizione degli stranieri nelle città. Il riferimento è ad alcuni volumi collettanei esito di convegni e di</hi><hi rend="CharOverride-1"> seminari organizzati da iniziative come, per esempio, il Gruppo interuniversitario per la storia dell’Europa mediterranea: </hi><hi rend="italic">Forestieri e stranieri nelle città basso medievali</hi><hi rend="CharOverride-1">, che propose una prima ricognizione della varietà della condizione, non solo giuridica, quanto soprattutto sociale ed economica, dell’essere straniero</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-024">9</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">; </hi><hi rend="italic">Dentro la città. Stranieri e realtà urbane nell’Europa dei secoli XII-XVI</hi><hi rend="CharOverride-1">, che teneva insieme la storia dei gruppi sociali e delle loro relazioni con quella della mobilità degli uomini e delle idee, e delle realtà urbane, in una rete di relazioni internazionali tra area mediterranea e mondo transalpino</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-023">10</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">; e </hi><hi rend="italic">Comunità forestiere e «</hi><hi rend="italic">nationes» nell’Europa dei secoli XIII-XVI</hi><hi rend="CharOverride-1">, che allargando il raggio d’analisi, oltre alle rappresentanze mercantili e corporative, anche ad altri fenomeni associativi (come quello delle nazioni studentesche), cominciò ad esplorarne la natura ancipite di comunità forestiere e di realtà sovranazionali</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-022">11</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Tra i molti spunti emersi in quelle sedi, merita di essere ricordato come Giuliano Pinto avesse sottolineato con chiarezza come la condizione diffusa e prevalente di ‘straniero’ derivasse dal fatto che </hi><hi rend="CharOverride-1">tale nozione definiva la maggior parte delle persone nel tardo medioevo, dal momento che, varcati i confini della città di appartenenza, tutti erano considerati “forestieri”</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-021">12</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">; o come Gabriella Rossetti avesse evidenziato l’importanza di non porre attenzione solo ai fenomeni di accoglienza ma anche a quelli, altrettanto diffusi, di rifiuto degli stranieri</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-020">13</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Negli anni novanta gli studi medievali italiani di storia demografica raggiunsero il culmine della parabola di interesse</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-019">14</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, che può essere colta nel convegno di sintesi su </hi><hi rend="italic">Demografia e società nell’Italia medievale. Secoli IX-XIV</hi><hi rend="CharOverride-1">, curato da Rinaldo Comba e Irma Naso, che raccolse contributi su mobilità della popolazione, inurbamento delle popolazioni rurali, immigrazioni urbane e migrazioni di uomini d’affari</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-018">15</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">; in una raccolta di studi sulle trasformazioni indotte dai fenomeni migrazioni e dai tra gruppi nazionali, etnici e religiosi differenti sulle strutture architettoniche e urbanistiche delle più importanti città italiane curata da Donatella Calabi e Paola Lanaro</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-017">16</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">; </hi><hi rend="CharOverride-1">e nei saggi che Antonio Ivan Pini, un’altra delle figure maggiori di quella stagione storiografica, raccolse nel volume </hi><hi rend="italic">Città medievali e demografia storica</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-016">17</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, a suggello di un coerente percorso delle proprie ricerche, che avevano assunto il dato demografico in una prospettiva ‘globale’ per cogliere i nessi tra la consistenza della popolazione, la sua continua dialettica interna (indici di natalità, crisi di mortalità, movimenti migratori, struttura della famiglia, ecc.), e le situazioni economiche, le realtà climatiche, i condizionamenti politici, religiosi e culturali. Negli anni successivi l’interesse per la storia demografica dell’Italia tardo medievale venne invece declinando (a differenza di altri periodi e aree geografiche</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-015">18</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">). Solo in anni recenti si coglie qualche segnale incoraggiante di un riaccendersi dell’attenzione, come il volume su </hi><hi rend="italic">La popolazione italiana del Quattro e Cinquecento</hi><hi rend="CharOverride-1">, apparso nel 2016</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-014">19</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La declinazione delle ricerche si spostò allora su altri assi. Due monografie di rilievo possono essere assunte a</hi><hi rend="CharOverride-1"> testimonianza di questa transizione. Quella che nel 2008 Miriam Davide dedicò ai </hi><hi rend="italic">Lombardi in Friuli</hi><hi rend="CharOverride-1">, con l’intenzione di tornare a contribuire alla “storia delle migrazioni interne in Italia del Trecento”, che volgeva lo sguardo alla stagione novecentesca degli studi demografici: l’indagine ha ricostruito la capillarità della presenza lombarda che seguì l’assunzione del patriarcato di Aquileia da parte dei della Torre, non solo del clan familiare, ma anche del vasto seguito di persone che ebbero uffici nell’amministrazione patriarchina e nelle città friulane, nel clero, nelle attività creditizie, nelle milizie e nelle attività manifatturiere</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-013">20</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Viceversa, un altro grande interprete di questi studi, Reinhold Mueller, pubblicò nel 2010 una sintesi delle sue pluridecennali ricerche, sottolineando sin dal titolo, </hi><hi rend="italic">Immigrazione e cittadinanza nella Venezia medievale</hi><hi rend="CharOverride-1">, il taglio innovativo: l’analisi dei processi di inserimento e integrazione degli stranieri nella realtà urbana era esplicitamente collegata alla prospettiva della cittadinanza, vale a dire dei percorsi attraverso i quali un immigrato che ambiva a privilegi concreti e a esenzioni fiscali (nelle attività locali e nella produzione di beni destinati all’esportazione) poteva “naturalizzarsi” come </hi><hi rend="italic">civis</hi><hi rend="italic"> venetus</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-012">21</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Al tema della cittadinanza avevano prestato attenzione fino ad allora principalmente gli storici del diritto</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-011">22</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Si deve, come è noto, a Pietro Costa, una sintesi lucida e di lunga prospettiva cronologica sulla </hi><hi rend="italic">Storia della cittadinanza in Europa</hi><hi rend="CharOverride-1">, che ha assunto come punto di partenza il periodo della civiltà comunale</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-010">23</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. L’autore ha evidenziato</hi><hi rend="CharOverride-1"> l’assenza di un concetto generale ed astratto di cittadinanza, e il dispiegarsi, invece, di una pluralità di condizioni soggettive differenziate, di un viluppo di pratiche e di discorsi difficilmente riducibile ad un profilo giuridico-formale; la cittadinanza medievale non costituiva uno status uniforme perché i suoi contenuti erano determinati da parametri volta a volta diversi che davano luogo a complicate tipologie: cittadini originari o acquisiti, </hi><hi rend="italic">cives ex privilegio</hi><hi rend="CharOverride-1"> o </hi><hi rend="italic">de gratia</hi><hi rend="CharOverride-1">, cittadini di antica o recente immigrazione; cittadini che abitavano prevalentemente in città o cittadini residenti per lungo tempo fuori città, e allora dotati di minore tutela. Nei fatti, il medioevo giuridico dei secoli XIV e XV poteva dichiarare tranquillamente che era cittadino di una città soltanto chi la città riconosceva come tale a partire da un insieme di caratteristiche variabili, e il cui significato dipendeva non tanto dal luogo di nascita, ma piuttosto dalla collocazione socio-familiare dell’individuo nella città.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">L’indagine di Costa ha esercitato un’indubbia influenza sugli storici delle città italiane del basso medioevo, che sono venuti ponendo finalmente un’attenzione specifica al</hi><hi rend="CharOverride-1">le pratiche della cittadinanza. Lo scorso decennio, in particolare, ha visto svilupparsi un’inedita stagione di studi dedicati alla variegata esperienza delle cittadinanze urbane, da una pluralità di punti di approccio. Quello economico e sociale, in primo luogo, con le ricerche confluite in alcuni importanti volumi di messa a fuoco delle nuove prospettive, apparsi in un breve torno d’anni.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Una sezione monografica dell’annata 2013 dei «Mélanges de l’Ecole française de Rome. Moyen-Age» ha raccolto una serie di contributi su </hi><hi rend="italic">Cittadinanza e disuguaglianze economiche: le origini storiche di un problema europeo (XIII-XVI secolo)</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-009">24</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. In particolare Giacomo Todeschini, richiamando come la cittadinanza medievale, sia quella commentata dai giuristi sia quella messa in pratica dalle legislazioni locali, fosse un mosaico alquanto</hi><hi rend="CharOverride-1"> precario di condizioni di appartenenza, ha sottolineato come fosse molto difficile rientrare nel gruppo dei veri cittadini senza che la ricchezza, il rilievo sociale della famiglia, la religione della quale si faceva parte, la pubblica reputazione, “fossero riconoscibili e cioè visibili in una persona e nei suoi comportamenti”. Riprendendo l’osservazione di Costa sulla natura “fondamentalmente esclusiva” della cittadinanza medievale, Todeschini ha evidenziato come Tommaso d’Aquino avesse stabilito che la cittadinanza piena significava diritto di partecipazione al governo politico della città e dello Stato, e che, di conseguenza, da questo tipo di partecipazione completa erano e dovevano essere esclusi quanti si dedicavano ad attività lavorative; il ruolo economico, la professione o il mestiere, in altri termini, rimandavano, anche secondo molte legislazioni statutarie italiane del Due, del Tre e del Quattrocento, alla condizione sociale e politica dei soggetti che abitavano la città, cioè alla loro identità servile o padronale, subalterna o dominante</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-008">25</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nel 2014 sono stati pubblicati invece gli atti del convegno su </hi><hi rend="italic">Credito e cittadinanza nell’Europa mediterranea tra medioevo ed età moderna</hi><hi rend="CharOverride-1"> organizzato dal Centro studi </hi><hi rend="CharOverride-1">“Renato Bordone” sui Lombardi, sul credito e sulla banca di Asti, che ha rivisitato il tema classico degli studi sulle comunità mercantili, individuando intorno ad alcuni nuclei di questioni – fiscalità, debito pubblico, gestione dei flussi creditizi, evoluzione delle tecniche bancarie – i percorsi di selezione e di integrazione degli operatori e di loro inclusione o esclusione dalla cittadinanza</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-007">26</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. All’iniziativa di Beatrice Del Bo si devono invece due sillogi: la prima, del 2014, centrata su </hi><hi rend="italic">Cittadinanza e mestieri. Radicamento urbano e integrazione nelle città bassomedievali (secc. XIII-XVI)</hi><hi rend="CharOverride-1">, riallacciandosi programmaticamente alla stagione novecentesca di attenzione per il tema degli stranieri ha proposto una serie di contributi focalizzati sulla cittadinanza e sui mestieri come strumenti</hi><hi rend="CharOverride-1"> del radicamento dei forestieri e della loro integrazione, indagando le modalità di inserimento degli immigrati nel tessuto politico, sociale ed economico delle città di età signorile</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-006">27</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">; la seconda, del 2017, focalizzata su </hi><hi rend="italic">La cittadinanza e gli intellettuali (XIV-XV secc.)</hi><hi rend="CharOverride-1">, dove invece il centro di attenzione è quello dell’indagine sulle ragioni della avvenuta o mancata naturalizzazione degli intellettuali, intesi in un’accezione ampia a includere non solo gli universitari (medici e astronomi, professionisti del diritto), i notai, gli umanisti e i maestri di scuola, ma anche pittori, musici, bibliofili e ingegneri che si spostarono tra le città italiane del XIV e XV secolo contribuendo alla loro crescita urbana</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-005">28</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Sempre nel 2017 è apparso infine un volume, curato da Sara Menzinger, sulle </hi><hi rend="italic">Cittadinanze medievali. Dinamiche di appartenenza a un corpo comunitario</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-004">29</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1"> che si è concentrato invece sulle forme di aggregazione e funzionamento dei corpi comunitari senza mettere al centro dell’attenzione la questione della migrazione</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-003">30</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi><hi rend="CharOverride-1"> Il punto di partenza è sempre quello dell’inesistenza di un concetto univoco di cittadinanza nell’Occidente medievale, per esplorare la varietà di categorie ibride di cittadinanza, caratterizzate da una distribuzione graduata dei diritti: dal nesso tra appartenenza alla collettività e contribuzione economica dei singoli alla coesistenza di livelli diversi di partecipazione alla vita pubblica di un corpo comunitario, e alle forme di esclusione sociali, religiose e politiche, e alle pratiche di reintegrazione parziali nel tessuto comunitario. In quella sede Massimo Vallerani ha evidenziato come le forme di appartenenza alla comunità cittadina, che definivano una persona come un membro riconosciuto destinatario di diritti e di specifici doveri (in primo luogo pagare le imposte per essere protetto nella persona e nei beni), non equivalessero alle forme di partecipazione, che isolavano una parte dei residenti come soggetti anche di diritti politici; due facce diverse della </hi><hi rend="italic">civilitas</hi><hi rend="CharOverride-1">, che non costituiva uno status giuridico definitivo ma si risolveva pragmaticamente in un insieme elastico di diritti</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-002">31</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Va evidenziato come l’attenzione recente per la storia delle condizioni di cittadinanza abbia connotato specificamente gli studi dedicati alla storia italiana rispetto a quelli che – secondo una prospettiva più legata alla tradizione degli studi – si sono continuati a condurre sul tema delle migrazioni</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-001">32</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. La recente stagione di rinnovato interesse sembra fecondare anche altri ambiti di ricerca, nei quali comincia ad essere prestata attenzione ai temi della mobilità (prima che della migrazione), come per esempio, nelle ricerche sugli ordini religiosi</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-000">33</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il nostro convegno si</hi><hi rend="CharOverride-1"> è proposto di contribuire a consolidare le ricerche su questi temi, riannodando la prospettiva novecentesca degli studi demografici, sulla migrazione e sui processi di integrazione nelle comunità cittadine, con quella più recente delle ricerche sulla cittadinanza e sulle dinamiche di appartenenza e di esclusione dalle comunità. Ciò anche perché alla varietà dei temi indagati – la presenza de</hi><hi rend="CharOverride-1">i forestieri e degli stranieri, l’accoglienza e il rifiuto dei migranti, il radicamento urbano delle comunità forestiere, l’integrazione delle minoranze, i diritti e i privilegi di cittadinanza, il rapporto tra diseguaglianze economiche e cittadinanza, tra cittadinanza e mestieri, etc. – non è sempre corrisposta la ricerca di un nesso di relazioni tra fenomeni migratori, processi di integrazione e definizioni di cittadinanza.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Focalizzandosi sul rapporto tra migrazione, integrazione e cittadinanza nell’Italia del tardo medioevo </hi><hi rend="CharOverride-1">sono stati indagati alcuni aspetti dei processi di interazione e integrazione nelle città, rivisitando alcuni temi classici come l’immigrazione dalle campagne e l’integrazione dei rustici nelle comunità urbane, o la disparità di condizioni tra i migranti marginali e quelli portatori di competenze professionali; proponendo analisi su prospettive meno frequentate dagli studi come l’insediamento nelle aree suburbane e la formazione di identità di quartiere; mettendo in evidenza l’importanza delle reti di incontro, protezione e integrazione offerte dalle confraternite, dalle associazioni professionali e dai legami matrimoniali; ponendo attenzione alle sfaccettature dei diritti di cittadinanza e alle forme di accesso regolato e agli oneri per sostenerla.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Ai relatori era stato chiesto di tenere presenti </hi><hi rend="CharOverride-1">– là dove possibile – alcuni nuclei trasversali di questioni: la situazione del migrante prima della partenza, i capitali economici, sociali e culturali utilizzati per la mobilità e l’integrazione successiva, le cause dell’emigrazione a seconda delle epoche, della situazione politica/economica, delle appartenenze sociali, le strategie dispiegate per realizzarla con successo; le differenze di genere nei processi di migrazione, di integrazione e di accesso differenziato alla cittadinanza; il nesso non immediato, anzi, più spesso, lo iato tra integrazione sociale e cittadinanza politica.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Certamente anche altri temi avrebbero potuto entrare nell’agenda delle questioni: l’accertamento dell’identità, le politiche di respingimento, la lingua degli immigrati tra alienazione e integrazione, la mobilità sociale degli immigrati, le comunità religiose, per limitarsi ad alcuni esempi. M</hi><hi rend="CharOverride-1">a limiti di spazio e in qualche caso anche carenza di ricerche in corso hanno contribuito a definire il programma del convegno nell’articolazione riflessa dagli atti raccolti in questo volume.</hi></p><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-032-backlink">1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Cfr. </hi><hi rend="CharOverride-3">M.L. Bacci</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">Una disciplina in rapido sviluppo: la demografia storica</hi><hi rend="CharOverride-1">, «Quaderni storici», 6 (1971), pp. 279-298; e il profilo di </hi><hi rend="CharOverride-3">A. Bellettini</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">La popolazione italiana dall’inizio dell’era volgare ai giorni nostri. Valutazioni e tendenze</hi><hi rend="CharOverride-1">, in </hi><hi rend="italic">Storia d’Italia</hi><hi rend="CharOverride-1">, V, </hi><hi rend="italic">I documenti</hi><hi rend="CharOverride-1">, Torino 1975; </hi><hi rend="CharOverride-3">L. Del Panta</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">Le epidemie nella storia demografica italiana (secoli XIV-XIX)</hi><hi rend="CharOverride-1">, Torino 1980. Gli autori furono tra i fondatori della Società Italiana di Demografia Storica nel 1977. Questa nuova stagione marcò una discontinuità e una ripresa dell’interesse per la storia della popolazione che era stato sviluppato inizialmente nella storiografia economico giuridica del primo Novecento e poi in quella del regime fascista.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-031-backlink">2</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Cfr. </hi><hi rend="CharOverride-3">G. Cherubini</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">La tavola delle possessioni del Comune di Siena</hi><hi rend="CharOverride-1">, «Rivista di storia dell’agricoltura», XIV (1974), pp. 5-14; </hi><hi rend="italic">I proprietari di beni immobili e di terre a Siena intorno al 1320 (dalla Tavola delle possessioni)</hi><hi rend="CharOverride-1">, a cura di Id., «Ricerche storiche», V (1975), pp. 355-510; </hi><hi rend="CharOverride-3">D. Balestracci</hi><hi rend="CharOverride-1"> e </hi><hi rend="CharOverride-3">G. Piccinni</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">Siena nel Trecento. Assetto urbano e strutture edilizie</hi><hi rend="CharOverride-1">, Firenze 1977.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-030-backlink">3</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-3">D. Herlihy</hi><hi rend="CharOverride-1"> e </hi><hi rend="CharOverride-3">Ch. </hi><hi rend="CharOverride-3" >Klapisch-Zuber</hi><hi rend="CharOverride-1" >, </hi><hi rend="italic">Les Toscans et leurs familles. </hi><hi rend="italic">Une étude du Catasto florentin de 1427</hi><hi rend="CharOverride-1">, Paris 1978. Cfr. anche </hi><hi rend="CharOverride-3">D. Herlihy</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">The population of Verona in the first century of Venetian rule</hi><hi rend="CharOverride-1">, in </hi><hi rend="italic">Renaissance Venice</hi><hi rend="CharOverride-1">, a cura di J.R. Hale, London 1973, pp. 91-120; e le ricerche di </hi><hi rend="CharOverride-3">B. Casini</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">Il catasto di Pisa del 1428-29</hi><hi rend="CharOverride-1">, Pisa 1964; </hi><hi rend="CharOverride-3">Id.</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">Il catasto di Livorno del 1427-29</hi><hi rend="CharOverride-1">, Pisa 1984.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-029-backlink">4</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-3">A.I. Pini</hi><hi rend="CharOverride-1"> e </hi><hi rend="CharOverride-3">R. Greci</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">Una fonte per la demografia storica medievale: le “venticinquine” bolognesi (1247-1404)</hi><hi rend="CharOverride-1">, «Rassegna degli Archivi di Stato», 36 (1976), pp. 337-417.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-028-backlink">5</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="italic">Strutture familiari, epidemie, migrazioni nell’Italia medievale</hi><hi rend="CharOverride-1">, a cura di R. Comba, G. Piccinni e G. Pinto, Napoli 1984.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-027-backlink">6</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Cfr. anche </hi><hi rend="CharOverride-3">R. Comba</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">La demografia nel Medioevo</hi><hi rend="CharOverride-1">, in </hi><hi rend="italic">La storia. I grandi problemi dal medioevo all’età contemporanea</hi><hi rend="CharOverride-1">, 1, </hi><hi rend="italic">Il Medioevo. I quadri generali</hi><hi rend="CharOverride-1">, Torino 1988, pp. 3-28; </hi><hi rend="CharOverride-3">G. Piccinni</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">I “villani incittadinati” nella Siena del XIV secolo</hi><hi rend="CharOverride-1">, «Bullettino senese di storia patria», 82/83 (1975/1976), pp. 158-219; Ead., </hi><hi rend="italic">Il numero degli italiani</hi><hi rend="CharOverride-1">, in </hi><hi rend="italic">Vita civile degli italiani. Società, economia, cultura materiale</hi><hi rend="CharOverride-1">, 1, </hi><hi rend="italic">Uomini, terre e città nel Medioevo</hi><hi rend="CharOverride-1">, Milano 1986, pp. 11-19; G. </hi><hi rend="CharOverride-3">Pinto,</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic">Dalla tarda antichità alla metà del XVI secolo</hi><hi rend="CharOverride-1">, in </hi><hi rend="CharOverride-3">L. Del Panta</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic">et alii</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">La popolazione italiana dal Medioevo a oggi</hi><hi rend="CharOverride-1">, Roma-Bari 1996, pp. 16-71; </hi><hi rend="CharOverride-3">Id.</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">L’Italie. </hi><hi rend="italic">Le Moyen Age</hi><hi rend="CharOverride-1" >, in </hi><hi rend="italic">Histoire des populations de l’Europe</hi><hi rend="CharOverride-1" >, a cura di J.-P. Bardet e J. Dupaquier, Paris 1997, vol. </hi><hi rend="CharOverride-1">I, pp. 485-508.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-026-backlink">7</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Cfr. </hi><hi rend="CharOverride-3">G. Pardi</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">Disegno della storia demografica di Firenze</hi><hi rend="CharOverride-1">, «Archivio storico italiano», 74 (1916), pp. 3-84; </hi><hi rend="CharOverride-3">J. Plesner</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">L’émigration de la campagne à la ville libre de Florence au XIIIè siècle</hi><hi rend="CharOverride-1">, København 1934; </hi><hi rend="CharOverride-3">G. Luzzatto</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">L’inurbamento delle popolazioni rurali in Italia nei secoli XII e XIII</hi><hi rend="CharOverride-1">, in </hi><hi rend="italic">Studi di storia e diritto in onore di Enrico Besta</hi><hi rend="CharOverride-1">, Milano 1939, vol. II, pp. 183-203.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-025-backlink">8</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Oltre all’inquadramento generale offerto da </hi><hi rend="CharOverride-3">R. Comba</hi><hi rend="CharOverride-1">, E</hi><hi rend="italic">migrare nel Medioevo. Aspetti economico-sociali della mobilità geografica nei secoli XI-XVI</hi><hi rend="CharOverride-1">, in </hi><hi rend="italic">Strutture familiari, epidemie, migrazioni nell’Italia medievale</hi><hi rend="CharOverride-1">, pp. 45-74, si vedano, nel medesimo volume, anche i contributi dedicati all’immigrazione in ambito urbano di G. Bonfiglio Dosio, Ph. Braunstein, L. Carratori, P. Corrao, N. Coulet e G. Petralia.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-024-backlink">9</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="italic">Forestieri e stranieri nelle città basso-medievali</hi><hi rend="CharOverride-1">, Firenze 1988.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-023-backlink">10</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="italic">Dentro la città. Stranieri e realtà urbane nell’Europa dei secoli XII-XVI</hi><hi rend="CharOverride-1">, a cura di G. Rossetti, Napoli 1989.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-022-backlink">11</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="italic">Comunità forestiere e “nationes” nell’Europa dei secoli XIII-XVI</hi><hi rend="CharOverride-1">, a cura di G. Petti Balbi, Napoli 2001.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-021-backlink">12</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-3">G. Pinto</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">Gli stranieri nelle realtà locali dell’Italia bassomedievale: alcuni percorsi tematici</hi><hi rend="CharOverride-1">, in </hi><hi rend="italic">Dentro la città</hi><hi rend="CharOverride-1">, pp. 23-32.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-020-backlink">13</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-3">G. Rossetti</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">Accoglienza e rifiuto nel Medioevo europeo</hi><hi rend="CharOverride-1">, in </hi><hi rend="italic">Dentro la città</hi><hi rend="CharOverride-1">, nuova edizione, Napoli 1999, pp. 315-326.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-019-backlink">14</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	In quegli stessi anni, a livello internazionale, i risultati delle ricerche si coagularono in volumi importanti come gli atti della XXV settimana dell’Istituto Internazionale di Storia Economica “F. Datini”, dedicata a </hi><hi rend="italic">Le migrazioni in Europa. Secc. XIII-XVIII</hi><hi rend="CharOverride-1">, Firenze 1994 (con contributi sulle città italiane di B. Doumerc, A. Esposito, R.K. Marshall, L. Molà e R.Ch. Mueller, e K. Schulz), e </hi><hi rend="italic">Les immigrants et la ville. Insertion, intégration, </hi><hi rend="italic">discrimination (XIIe-XXe siècle)</hi><hi rend="CharOverride-1">, a cura di D. Menjot e J.-L. Pinol, Paris 1996, che pur in una lunga prospettiva cronologica dedicò attenzione ai problemi di inserimento degli immigrati nelle organizzazioni professionali, religiose e politiche delle città del medioevo. Sempre di quegli anni sono da tenere presenti gli studi sulla mobilità alpina: </hi><hi rend="italic">Mobilite spatiale et frontieres</hi><hi rend="CharOverride-1">, a cura di Th. Busset, J. Mathieu, in </hi><hi rend="italic">Histoire des</hi><hi rend="italic"> Alpes</hi><hi rend="CharOverride-1">, vol. III, Zurich 1998; e </hi><hi rend="italic">La montagna mediterranea: una fabbrica d’uomini? Mobilità e migrazione in una prospettiva comparata (secoli XV-XX)</hi><hi rend="CharOverride-1">, a cura di D. Albera e P. Corti, Cavallermaggiore 2000.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-018-backlink">15</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="italic">Demografia e società nell’Italia medievale. Secoli IX-XIV</hi><hi rend="CharOverride-1">, a cura di R. Comba e I. Naso, Cuneo 1994, con contributi dedicati all’immigrazione in ambito urbano di R. Bordone e L. Castellani, P. Corraratti, R. Greci, P. Grillo, É. Hubert, R. Mucciarelli e F. Panero.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-017-backlink">16</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="italic">La città italiana e i luoghi degli stranieri. XIV-XVIII secolo</hi><hi rend="CharOverride-1">, a cura di D. Calabi e P. Lanaro, Roma-Bari 1998, con contributi sulle città tardo medievali di Ph. Braunstein, S. Moretti, R.Ch. Mueller e H. Porfyriou.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-016-backlink">17</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-3">A.I. Pini</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">Città medievali e demografia storica. Bologna, Romagna, Italia (secc. XIII-XV)</hi><hi rend="CharOverride-1">, Bologna 1996.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-015-backlink">18</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Come emerge anche dall’informata rassegna di </hi><hi rend="CharOverride-3">M. Binasco</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">Migrazioni nel mondo mediterraneo durante l’età moderna. Il case-study storiografico italiano</hi><hi rend="CharOverride-1">, «RiMe. Rivista dell’Istituto di Storia dell’Europa Mediterranea», 6 (2011), pp. 45-113. Per gli studi di Irene Barbiera e Gianpiero Dalla Zuanna rinvio ai riferimenti nel loro contributo a questo volume.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-014-backlink">19</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="italic">La popolazione italiana del Quattrocento e Cinquecento</hi><hi rend="CharOverride-1">, a cura di G. Alfani, A. Carbone, B. Del Bo e R. Rao, Udine 2016. Cfr. anche </hi><hi rend="CharOverride-3">F. Rossi</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">Famiglie e proprietà a Legnago (Verona) nel 1430. Collegamento di dati demografici e dati fiscali. Parte I: popolazione e famiglie</hi><hi rend="CharOverride-1">, «Popolazione e Storia», 14 (2013), 1, pp. 153-189, e </hi><hi rend="CharOverride-3">Id.</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">Parte II, Famiglie e denunce fiscali</hi><hi rend="CharOverride-1">, ivi, 2, pp. 75-126.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-013-backlink">20</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-3">M. Davide</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">Lombardi in Friuli. Per la storia delle migrazioni interne nell’Italia del Trecento</hi><hi rend="CharOverride-1">, Trieste 2008. Cfr. anche </hi><hi rend="CharOverride-3">E. Orlando</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">Migrazioni mediterranee. Migranti, minoranze e matrimoni a Venezia nel basso medioevo</hi><hi rend="CharOverride-1">, Bologna 2014, sulle modalità di inserimento degli stranieri, sulle loro strategie di adattamento alla città e sulla pluralità di interazioni tra la società di accoglienza e le sue minoranze.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-012-backlink">21</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-3">R.Ch. Mueller</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">Immigrazione e cittadinanza nella Venezia medievale</hi><hi rend="CharOverride-1">, Roma 2010. Si veda anche la banca dati </hi><hi rend="italic">CIVES: privilegi di cittadinanza veneziana, dalle origini all’anno 1500</hi><hi rend="CharOverride-1">, &lt;</hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1">https://www.civesveneciarum.net</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt;.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-011-backlink">22</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Sin dalle prospezioni pionieristiche di </hi><hi rend="CharOverride-3">D. Bizzarri</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">Ricerche sul diritto di cittadinanza nella costituzione comunale</hi><hi rend="CharOverride-1">, «Studi senesi», 32 (1916), pp. 19-136, e di </hi><hi rend="CharOverride-3">W. Ullmann</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">The Rebirth of the Citizen on the Eve of the Renaissance Period</hi><hi rend="CharOverride-1">, in </hi><hi rend="italic">Aspects of the Renaissance</hi><hi rend="CharOverride-1">, a cura di A.R. Lewis, Austin 1967, pp. 5-25. Cfr. Poi anche </hi><hi rend="CharOverride-3">W.M. </hi><hi rend="CharOverride-3">Bowsky</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">Medieval Citizenship: The Individual and the State in the commune of Siena, 1287-1355</hi><hi rend="CharOverride-1">, «Studies in Medieval and Renaissance history», 4 (1967), pp. 193-243; J</hi><hi rend="CharOverride-3">. Kirshner</hi><hi rend="CharOverride-1">, ‘</hi><hi rend="italic">Civitas Sibi Faciat</hi><hi rend="italic"> Civem’: Bartolus of Sassoferrato’s Doctrine on the Making of a Citizen</hi><hi rend="CharOverride-1">, «Speculum», 48 (1973), pp. 694-713; </hi><hi rend="CharOverride-3">P. Riesenberg</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">Citizenship at Law in Late Medieval</hi><hi rend="italic"> Italy</hi><hi rend="CharOverride-1">, «Viator», V (1974), pp. 333-346; </hi><hi rend="CharOverride-3">M. Ascheri</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">Lo straniero nella legislazione e nella letteratura giuridica del Tre-Quattrocento: un primo approccio</hi><hi rend="CharOverride-1">, in </hi><hi rend="italic">Forestieri e stranieri nelle città basso-medievali</hi><hi rend="CharOverride-1">, pp. 7-18; </hi><hi rend="CharOverride-3">D. Quaglioni</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">The legal definition of citizenship in the late Middle ages</hi><hi rend="CharOverride-1">, in </hi><hi rend="italic">City-States in </hi><hi rend="italic">classical antiquity and Medieval Italy</hi><hi rend="CharOverride-1">, a cura di A. Molho </hi><hi rend="italic">et alii</hi><hi rend="CharOverride-1">, Ann Arbor 1991, pp. 155-167; e </hi><hi rend="CharOverride-3">M. Ascheri</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">Un’altra cittadinanza: nei privilegi e nella fedeltà pre-comunali</hi><hi rend="CharOverride-1">, in </hi><hi rend="italic">La fiducia secondo i linguaggi del potere</hi><hi rend="CharOverride-1">, a cura di P. Prodi, Bologna 2007, pp. 311-323.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-010-backlink">23</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-3">P. Costa</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">Civitas. Storia della cittadinanza in Europa</hi><hi rend="CharOverride-1">, 1, </hi><hi rend="italic">Dalla civiltà comunale al Settecento</hi><hi rend="CharOverride-1">, Roma-Bari 1999, pp. 3-50 in particolare. Cfr. anche </hi><hi rend="CharOverride-3">Id.,</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic">Cittadinanza e comunità. Un ‘programma’ di indagine storiografica fra medioevo ed età moderna</hi><hi rend="CharOverride-1">, «Filosofia politica», 13 (1999), pp. 15-37; </hi><hi rend="CharOverride-3">Id.</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">Cittadini e non cittadini: la rappresentanza politica nella cultura medievale</hi><hi rend="CharOverride-1">, in </hi><hi rend="italic">“Amicitiae Pignus”. Studi in ricordo di Adriano Cavanna</hi><hi rend="CharOverride-1">, a cura di A. Padoa Schioppa </hi><hi rend="italic">et alii</hi><hi rend="CharOverride-1">, Milano 2003, pp. 637-654.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-009-backlink">24</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="italic">Cittadinanza e disuguaglianze economiche: le origini storiche di un problema europeo (XIII-XVI secolo)</hi><hi rend="CharOverride-1">, in «Mélanges de l’École française de Rome - Moyen Âge», 125 (2013), online.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-008-backlink">25</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-3">G. Todeschini</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">Introduzione</hi><hi rend="CharOverride-1">, ivi.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-007-backlink">26</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="italic">Credito e cittadinanza nell’Europa mediterranea dal medioevo all’età moderna</hi><hi rend="CharOverride-1">, a cura di E.C. Pia, Asti 2014.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-006-backlink">27</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="italic">Cittadinanza e mestieri. Radicamento urbano e integrazione nelle città bassomedievali (secc. XIII-XVI)</hi><hi rend="CharOverride-1">, a cura di B. Del Bo, Roma 2014.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-005-backlink">28</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="italic">La cittadinanza e gli intellettuali (XIV-XV secc.)</hi><hi rend="CharOverride-1">, a cura di B. Del Bo, Milano 2017.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-004-backlink">29</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="italic">Cittadinanze medievali. Dinamiche di appartenenza a un corpo comunitario</hi><hi rend="CharOverride-1">, a cura di S. Menzinger, Roma 2017.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-003-backlink">30</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Si segnalano anche la sintesi di </hi><hi rend="CharOverride-3">M. Prak</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">Citizens without Nations. Urban Citizenship in Europe and the World, c.1000-1789</hi><hi rend="CharOverride-1">, Cambridge 2018, per la rivalutazione del ruolo delle associazioni di quartiere, delle corporazioni artigiane, delle confraternite e delle milizie civiche nel processo di definizione delle comunità urbane; e l’intervento di </hi><hi rend="CharOverride-3">A. Zannini</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">The City, the State, the Foreigner: Italian Renaissance Cities and the Building of New Social Borders (15th-­17th Centuries)</hi><hi rend="CharOverride-1">, «Società e storia», 181 (2023), pp. 567-595, per una proiezione sulla prima età moderna che rivaluta il ruolo dei processi migratori ed epidemici sulla definizione della cittadina.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-002-backlink">31</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-3">M. Vallerani</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">La cittadinanza pragmatica. Attribuzione e limitazione della “civilitas” nei comuni italiani fra XIII e XV secolo</hi><hi rend="CharOverride-1">, ivi, pp. 113-144.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-001-backlink">32</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Felici eccezioni sono il volume </hi><hi rend="italic">Arriver en ville. </hi><hi rend="italic">Les migrants en milieu urbain au Moyen Âge</hi><hi rend="CharOverride-1" >, a cura di Cédric Quertier </hi><hi rend="italic">et alii</hi><hi rend="CharOverride-1" >, Paris 2013 – </hi><hi rend="CharOverride-1" >che ospita contributi di R. Chilà, É. Hubert, C. Quertier, M. Scherman e G. Tasini dedicati all’Italia del</hi><hi rend="CharOverride-1" > tardo medioevo – e la raccolta di saggi su </hi><hi rend="italic">Hospitalité de l’étranger au Moyen Âge et à l’époque moderne: entre charité, contrôle et utilité sociale. Italie Europe</hi><hi rend="CharOverride-1" >, a cura di N. Ghermani e I. Taddei, «Mélanges de l’École française de Rome - Moyen Âge», CXXXI (2019), pp. 403-515 – </hi><hi rend="CharOverride-1">che ospita contributi di O. </hi><hi rend="CharOverride-1">Adankpo-Labadie, B. Del Bo, A. Esposito, V. Fiorelli, F. Franceschi, M. Gazzini, C. Quertier, C. Santus e C. Troadec, anche in questo caso dedicati alle città italiane nella prospettiva dell’inserimento e dell’integrazione nel tessuto sociale urbano.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10149_xml_5_11-19.html#footnote-000-backlink">33</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Si veda il recente volume su </hi><hi rend="italic">Les mobilités monastiques en Orient et en Occident de l’Antiquité tardive au Moyen Âge (IVe-XVe siècle)</hi><hi rend="CharOverride-1">, a cura di O. Delouis </hi><hi rend="italic">et alii</hi><hi rend="CharOverride-1">, Roma 2019, che si è proposto di studiare sul lungo periodo i movimenti di circolazione, gli scambi e le influenze monastiche, per meglio comprendere come questo tratto monastico apparentemente paradossale (che scaturiva dalla tensione tra la disposizione al viaggio e la vocazione di rinuncia a priori a ogni cambiamento di scenario, a parte quello offerto dal chiostro) fosse condannato, tollerato o incoraggiato, e formasse una realtà molto concreta.</hi></p></item>
				</list><p rend="editorial_metadata_author">Andrea Zorzi, University of Florence, Italy, <ref target="https://www.fupress.com">andrea.zorzi@unifi.it</ref>, <ref target="https://www.fupress.com">0000-0002-3245-2904</ref></p><p rend="editorial_metadata_polices">Referee List (DOI 1<ref target="https://doi.org/10.36253/fup_referee_list">0.36253/fup_referee_list</ref>)</p><p rend="editorial_metadata_polices">FUP Best Practice in Scholarly Publishing (DOI <ref target="https://doi.org/10.36253/fup_best_practice">10.36253/fup_best_practice</ref>)</p><p rend="editorial_metadata_book">Andrea Zorzi, <hi rend="italic">Una nota storiografica</hi>, © Author(s), <ref target="https://www.fupress.com">CC BY 4.0</ref>, DOI <ref target="https://www.fupress.com">10.36253/979-12-215-0426-2.04</ref>, in Gian Maria Varanini, Andrea Zorzi (edited by), <hi rend="CharOverride-4">Migrazioni, forme di inte(g)razione, cittadinanze nell’Italia del tardo medioevo. Atti del XVII Convegno di studi San Miniato 21-23 ottobre 2021</hi>, pp. -10, 2024, published by Firenze University Press, ISBN 979-12-215-0426-2, DOI <ref target="https://www.fupress.com">10.36253/979-12-215-0426-2</ref></p></div>
      
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