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        <title type="main" level="a">Un eroe, una battaglia, una storia: il nuovo allestimento del Museo Ferrucciano di Gavinana</title>
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            <forename>Alessandro</forename>
            <surname>Monti</surname>
            <placeName type="affiliation">Liceo scientifico “Agnoletti” di Sesto Fiorentino., Italy</placeName>
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          <resp>This is a section of <title>Florentia </title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/979-12-215-0376-0</idno>) by </resp>
          <name>Michele Nucciotti, Elisa Pruno</name>
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        <publisher>Firenze University Press</publisher>
        <pubPlace>Florence</pubPlace>
        <date when="2024">2024</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/979-12-215-0376-0.32</idno>
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          <p>Available for academic research purposes</p>
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          <p>Copyright Author(s)</p>
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        <p>The Ferrucciano Museum of Gavinana, in the municipality of San Marcello Piteglio (PT) is a small museum structure dedicated to the conservation of relics and the memory of the battle of Gavinana on 3 August 1530, during which the national hero Francesco Ferrucci met his death. Inaugurated in 1931, the museum had a new layout in the 1950s, which remained unchanged until it closed in 2017. While a delicate restoration and functional recovery project is currently underway for a reopening, the author – member of the scientific committee in charge of studying the new layout of the Museum – here traces a brief history of the museum collection and presents for the first time the guidelines that underlie the valorization project.</p>
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            <item>Ferrucciano Museum; Francesco Ferrucci; Siege of Florence; Battle of Gavinana; Italian wars of the sixteenth century.</item>
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      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/979-12-215-0376-0.32<ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0376-0.32" /></p>
      
      <p rend="h1_chapter" ><hi>Un eroe, una battaglia, una storia: il nuovo allestimento del Museo Ferrucciano di Gavinana</hi></p><p rend="h1_author" ><hi rend="CharOverride-1">Alessandro Monti</hi></p><p rend="h1_indexAbstract" ><hi rend="bold">Abstract</hi><hi>: The Ferrucciano Museum of Gavinana, in the municipality of San Marcello Piteglio (PT) is a small museum structure dedicated to the conservation of relics and the memory of the battle of Gavinana on 3 August 1530, during which the national hero Francesco Ferrucci met his death. Inaugurated in 1931, the museum had a new layout in the 1950s, which remained unchanged until it closed in 2017. While a delicate restoration and functional recovery project is currently underway for a reopening, the author – member of the scientific committee in charge of studying the new layout of the Museum – here traces a brief history of the museum collection and presents for the first time the guidelines that underlie the valorization project.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il Museo Ferrucciano di Gavinana, nel comune di San Marcello Piteglio (PT) è una piccola struttura museale dedicata alla conservazione dei cimeli e della memoria della battaglia di Gavinana del 3 agosto 1530, durante la quale trovò la morte l’eroe nazionale Francesco Ferrucci: un personaggio così caro al nostro Risorgimento da essere presente anche nelle strofe dell’inno di Mameli.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Come ho già ricordato in altre sedi (Monti 2007 e 2015) per quasi un secolo – tra gli anni Trenta dell’Ottocento e gli stessi anni del Novecento – i temi e i personaggi legati all’assedio di Firenze, e alla battaglia di Gavinana che ne fu l’ultimo atto, furono tra i preferiti dalla storiografia italiana, inseriti a pieno titolo tra quegli episodi-simbolo che andarono a formare il canone risorgimentale (insieme ai Vespri Siciliani, alla rivolta di Genova o alla disfida di Barletta), e che sembravano idealmente precorrere, in varie epoche e da Nord a Sud, l’aspirazione di tutto un popolo all’indipendenza nazionale</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP08975_xml_34_429-440.html#footnote-001">1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Già negli anni Trenta dell’Ottocento si era posto il problema di coltivare la memoria storica dell’eroe e della battaglia: nel 1840 fu Massimo d’Azeglio a farsi promotore e finanziatore del primo omaggio al Ferrucci, la lapide che è ancora oggi possibile vedere sulla facciata laterale della pieve di Santa Maria e che fu soltanto la prima di una lunga serie d’epigrafi poste nei luoghi legati alla battaglia e ai suoi protagonisti.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">In quegli stessi anni si formava, proprio a Gavinana, un primo nucleo di memorabilia ferrucciane, la collezione privata della famiglia Chelucci-Palmerini, che poi ebbe un peso determinante nella formazione della raccolta museale. Nella seconda metà dell’Ottocento, con l’Unità d’Italia e l’interesse storiografico per la storia patria, il problema della memoria delle eroiche gesta gavinanesi finì per articolarsi intorno a due linee di iniziative: quelle per l’erezione di un adeguato monumento all’eroe; e quello per l’istituzione di un museo che ne conservasse e custodisse i cimeli e le memorie, come monito alle generazioni future e prezioso tesoro culturale legato alla storia e alla libertà del paese.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La proposta di istituire a Gavinana un museo ferrucciano era stata avanzata già nel 1858, dall’ingegnere sanmarcellino Gaetano Niccoli, per edificare sulla piazza del paese «un Pantheon ove fossero raccolte tutte le armi, i trofei, gli scritti e quant’altro ricordasse il grande capitano della Repubblica Fiorentina» (Ricci 1920, 67). L’idea rimase però lettera morta, e iniziò a concretizzarsi effettivamente solo cinquant’anni dopo, nel settembre 1908, quando per iniziativa della Società Operaia «Francesco Ferrucci» di Gavinana si costituì un comitato per la costruzione del Museo (</hi><hi rend="CharOverride-3">Il dovere</hi><hi rend="CharOverride-1"> 1908). Questo primo e importante momento della vita dell’istituzione è a tutt’oggi molto poco conosciuto, e meriterebbe probabilmente più attente indagini documentarie; quel che appare evidente, tuttavia, è che l’interruzione della vita culturale causata dalla Prima guerra mondiale, sia a livello locale sia nazionale, consigliò di rimandare ogni progetto a tempi migliori.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">In un panorama sociale e politico assai mutato, già in piena età fascista, l’idea tornò d’attualità in vista dell’ormai imminente quattrocentenario dell’assedio di Firenze e della battaglia. Nell’agosto 1929 si costituì così a Firenze il Comitato Nazionale per le Onoranze a Francesco Ferrucci, sotto la presidenza dell’on. Lando Ferretti (1895-1977), un politico ancor giovane ma in piena ascesa, fino all’anno prima presidente del CONI e da poco nominato capo ufficio stampa della Presidenza del Consiglio e membro del Gran Consiglio del Fascismo (Lo Bianco 1977). Il programma che il Comitato si impegnò a realizzare, nei successivi dodici mesi, era decisamente ambizioso: oltre a una serie di conferenze, dibattiti e manifestazioni a Firenze, Volterra e Gavinana, erano previste l’edizione nazionale dell’epistolario del Ferrucci (che poi fu effettivamente portata a termine, a cura di Guido Mazzoni, e rimane ancor oggi un prezioso punto di riferimento degli studi); l’emissione di una serie di francobolli da parte delle Regie Poste; e soprattutto – per quanto riguarda il tema di questo contributo – l’acquisto e la ristrutturazione della casa ex-Battistini, sulla piazza principale di Gavinana, destinata a essere trasformata in un Museo dedicato alla memoria dell’eroe fiorentino (Figg. 1-2).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nella seduta del 5 luglio 1930, il Comitato deliberò l’erogazione di 70.000 lire, finalizzate all’acquisto dell’immobile e all’intervento di restauro, la cui progettazione fu affidata ad Ezio Cerpi (1868-1958), un affermato architetto di origini senesi che già aveva lavorato ad interventi importanti come quello sul campanile della Badia Fiorentina, sulla chiesa di Sant’Ambrogio a Firenze, ed era stato l’artefice della sistemazione museale dell’area archeologica di Fiesole (Vicentini 1979). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Le celebrazioni quattrocentenarie si chiusero il 4 agosto 1930, con una grande manifestazione organizzata a Gavinana, alla quale dedicò ampio spazio la stampa non solo locale (</hi><hi rend="CharOverride-3">L’Illustrazione Italiana</hi><hi rend="CharOverride-1"> 1930). Terminate le celebrazioni, rimase invece in attività la Commissione per il museo, che era nata come costola del Comitato Nazionale per le Onoranze. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La presidenza di questa commissione era stata assunta da Alessandro Pavolini, federale fascista di Firenze e futuro Ministro della Cultura Popolare, il famigerato MinCulPop. Accanto a lui sedevano nomi illustri dell’</hi><hi rend="CharOverride-3">establishment</hi><hi rend="CharOverride-1"> culturale fiorentino di allora, come Raffaello Bacci, grande esperto di storia fiorentina, che contribuì attivamente alla rinascita del Calcio Storico; Enrico Barfucci, giornalista e scrittore, generalmente ricordato per essere stato «l’ideatore» della prima autostrada italiana, la Firenze-Mare; lo storico dell’arte Nello Tarchiani, allora direttore della Galleria degli Uffizi, o il bibliografo Giuseppe Fumagalli; e naturalmente anche personaggi legati alla realtà locale, come l’allora podestà di San Marcello, Neri Farina Cini.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La Commissione portò a compimento il proprio incarico il 2 agosto 1931, con l’inaugurazione del Museo (e della piccola Biblioteca Ferrucciana che vi era stata allestita dentro), che poi fu aperto al pubblico e alla visita dal 31 agosto successivo.</hi></p><p rend="h2" ><hi>1. L’allestimento Fumagalli (1931)</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La raccolta dei materiali destinati all’esposizione museale, così come la cura e la compilazione del primo catalogo, si devono al già citato Giuseppe Fumagalli (1863-1939), un intellettuale di prima grandezza nel panorama italiano a cavallo tra Otto e Novecento, il cui nome è ben noto a chiunque abbia alle spalle studi di biblioteconomia e bibliografia. Fondatore (e primo presidente) della Società Bibliografica Italiana, Fumagalli – che si era ritirato dal lavoro nel 1921 – era stato infatti, durante la sua carriera, in servizio in alcune tra le più importanti biblioteche storiche d’Italia, dalla Governativa di Lucca alla Riccardiana di Firenze, passando poi alla Nazionale Centrale di Roma, e quindi trasferito nei ruoli dirigenziali a reggere prima l’Alessandrina di Roma, poi l’Universitaria di Napoli, e infine la Braidense di Milano (dal 1896), dove era già stato come vicedirettore dal 1888 (Fagioli Vercellone 1998; Bottasso 2009, 208-10).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Fumagalli ordinò il Museo Ferrucciano secondo concetti puramente espositivi e di semplice documentazione storica (Fig. 3).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La raccolta museale, formatasi attraverso una serie di donazioni e depositi (tra i quali quello – assai consistente – della già citata famiglia Chelucci-Palmerini), custodiva secondo il catalogo curato da Fumagalli 149 numeri di inventario, per un totale di 198 pezzi articolati in 7 classi (cioè sezioni espositive). La prima classe era riservata alla </hi><hi rend="CharOverride-3">Iconografia del Ferruccio</hi><hi rend="CharOverride-1">; la seconda a una </hi><hi rend="CharOverride-3">Vita del Ferruccio illustrata da documenti</hi><hi rend="CharOverride-1">; la terza illustrava </hi><hi rend="CharOverride-3">Firenze ai tempi del Ferruccio</hi><hi rend="CharOverride-1">; la quarta i </hi><hi rend="CharOverride-3">Personaggi del tempo legati alla storia dell’Assedio</hi><hi rend="CharOverride-1">. Seguivano poi le sezioni dedicate all’</hi><hi rend="CharOverride-3">Assedio di Firenze: documenti, vedute, opere d’arte</hi><hi rend="CharOverride-1">; infine </hi><hi rend="CharOverride-3">La battaglia di Gavinana e la morte del Ferruccio</hi><hi rend="CharOverride-1"> e in ultimo i </hi><hi rend="CharOverride-3">Monumenti al Ferruccio e altre forme di onoranze</hi><hi rend="CharOverride-1">. Come una sorta di istituzione dentro l’istituzione, uno status a parte aveva la Biblioteca Ferrucciana, raccolta in una «decorosa vetrina» (come scrisse Fumagalli nel catalogo), che si componeva al momento dell’inaugurazione di 47 volumi e 41 opuscoli, oltre a numeri di riviste e giornali con articoli di argomento ferrucciano.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Su iniziativa della commissione promotrice del Museo venne anche costituita una biblioteca circolante destinata all’istruzione e all’elevazione culturale del popolo. Intitolata sempre al nome di Francesco Ferrucci, ma fisicamente collocata a San Marcello, si componeva di 183 volumi, distribuita tra testi di «Letteratura e lettura amena», «Politica e storia» (con particolare riguardo alla storia della Grande Guerra), «</hi><hi rend="CharOverride-1">Scienze agrarie», «Opere di volgarizzazione scientifica e viaggi» (Fumagalli 1931, 39, 47). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Gli anni della Seconda guerra mondiale furono all’insegna dell’incuria e dell’abbandono per la piccola struttura museale di Gavinana: il paese, collocato sulla Linea Gotica, vide passare esponenti degli opposti eserciti e decine di sfollati, gli uni e gli altri in molti casi accampati nella stessa sede del Museo. Non c’è quindi da meravigliarsi se la collezione museale si presentasse, negli anni immediatamente seguenti il conflitto, in condizioni pressoché disastrose di conservazione, per tacere dei pezzi che ne furono trafugati – come si evince facilmente dal confronto incrociato degli inventari storici, come diremo in dettaglio più avanti. I primi anni post-bellici non cambiarono di molto la situazione: troppo complesso il contesto nazionale e internazionale per dedicare tempo ed energie ad una istituzione che pareva legarsi così a doppio filo col passato regime.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">A riportare l’attenzione sul Museo Ferrucciano intervenne però una casuale scoperta.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nell’aprile 1950, durante lavori di demolizione di ruderi della villa Apiciana, di proprietà della famiglia Chelucci-Palmerini, fu rinvenuto un tesoretto di 156 monete d’argento di epoca granducale lorenese, che venne immediatamente affidato in custodia al parroco del paese. Come si evince dai carteggi intercorsi tra la Soprintendenza alle Gallerie di Firenze e Antonino Zahami, all’epoca comandante la stazione dei Carabinieri di San Marcello, agli scopritori fu più tardi riconosciuto un premio di 30.000 lire, in cambio del deposito del quarto loro spettante presso il Museo, dove per decisione del Ministero della Pubblica Istruzione sarebbe stato ricomposto (ed esposto al pubblico) il piccolo tesoro settecentesco (Masini 2019, 189-93).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La vicenda amministrativa si trascinò fino all’agosto 1952, con un piccolo strascico alcuni anni dopo: ma al di là della sua collocazione – fuori contesto, rispetto al principale nucleo tematico del Museo – rimane comunque il fatto che il fortunato ritrovamento dei «Francesconi» (così vengono chiamate le preziose monete d’argento, del valore nominale di 10 paoli) costituì con ogni probabilità lo stimolo alla riorganizzazione e al riallestimento dell’intera esposizione museale.</hi></p><p rend="h2" ><hi>2. L’allestimento Chiarelli (1957)</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nel 1956, per iniziativa dell’allora sindaco di San Marcello, Savonarola Signori, fu deciso di procedere a un complessivo riordinamento della collezione, che venne integrata da nuovi materiali richiesti in deposito dalle Gallerie Fiorentine.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">L’allestimento venne affidato a Renzo Chiarelli (1915-2000), allora funzionario della Soprintendenza fiorentina, che fin dal 1944 si era impegnato a fondo nel recupero e nel restauro dei danni di guerra e aveva tra l’altro progettato il riordino di altri musei toscani, tra i quali quello della prestigiosa Accademia Etrusca di Cortona (Senatore Gondola e Bolla 2017, 16-20).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Sebbene manchino, fino a questo momento, notizie certe che permettano di ricostruire in dettaglio le attività che portarono al nuovo allestimento, Chiarelli e i suoi collaboratori (l’architetto Albino Secchi, della Soprintendenza ai Monumenti di Firenze, e i signori Sergio Boni, Luciano Bracci e Roberto Salvestrini, della Soprintendenza alle Gallerie) impostarono il lavoro seguendo criteri tematici. Tra l’autunno del 1956 e l’estate del 1957 la precedente disposizione fu radicalmente sovvertita; la raccolta venne divisa in quattro sale e due corridoi; i materiali furono valorizzati curandone il restauro diretto (pulitura delle stampe e fotografie, integrazioni pittoriche per i dipinti), la valorizzazione (nuove cornici), e nei limiti del possibile l’illuminazione, sia naturale sia artificiale. Secondo quanto scrisse poi lo stesso Chiarelli, nel nuovo ordinamento trovarono posto pressoché tutti gli oggetti preesistenti, «salvo alcuni pochissimi che si è ritenuto di dover togliere, o perché superflui o inadatti, o perché in condizioni di non recuperabilità» (Chiarelli 1957, 11). Purtroppo, allo stato della ricerca, non esiste memoria di dove siano finiti i materiali non esposti nel nuovo ordinamento, né se furono conservati. Confrontando i numeri di inventario del catalogo Fumagalli del 1931 con quello curato dal Chiarelli, i pezzi mancanti nel nuovo percorso museale del 1957 sono ben 51, oltre a 22 pubblicazioni scomparse dalla piccola Biblioteca Ferrucciana. Per la maggior parte si tratta in effetti di materiali di scarso valore e significato, soprattutto riproduzioni fotografiche; all’appello mancano però anche oggetti assai più pregiati, per i quali si può solo ipotizzare che siano scomparsi durante i travagliati momenti della Seconda guerra mondiale, che altrimenti non si capisce perché non avrebbero dovuto finire in mostra. Basti qui ricordare una stampa raffigurante Giulia Aldobrandini che rifiuta di ballare col Maramaldo; un disegno a china di Elizabeth Benoit; due disegni a pastello su tela; e un gruppo bronzeo di Mario Moschi. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il ‘nuovo’ Museo, nell’allestimento che con qualche piccola modifica è arrivato fino ai giorni nostri, fu quindi inaugurato il 4 agosto 1957. «La modestia dell’ambiente (quattro salette e due corridoi) suggerì di mantenere allo stesso un carattere fra rustico e militare, senza preziosità eccessive</hi><hi rend="CharOverride-1">», scrisse lo stesso curatore, introducendo il piccolo catalogo che in occasione dell’inaugurazione fu stampato a spese dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di San Marcello (Chiarelli 1957, 10).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il percorso, tutto giocato su un unico piano dell’edificio, permise a Chiarelli e ai suoi collaboratori di esporre quasi completamente la collezione museale, che nel frattempo si era anche arricchita di nuove acquisizioni soprattutto grazie ad alcuni depositi dai musei fiorentini (e in particolare dal Museo del Bargello). Dopo l’ingresso, il </hi><hi rend="CharOverride-3">primo corridoio</hi><hi rend="CharOverride-1"> introduceva infatti la figura di Francesco Ferrucci, raccogliendo i ricordi più strettamente legati ai luoghi dove si svolsero la sua attività politica e le sue imprese militari: sulla parete di sfondo spiccava la statua in terracotta colorita in bronzo del Ferrucci, uno dei pezzi più iconici dell’intera esposizione.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La prima sala, o </hi><hi rend="CharOverride-3">Sala d’Armi</hi><hi rend="CharOverride-1">, doveva il suo nome alle armi che vi erano custodite: corazze del XVI secolo, panciere e zuccotti, in deposito dalle collezioni del Museo Nazionale del Bargello di Firenze; alabarde e picche, alcune delle quali ritrovate sui luoghi della battaglia, e una spada italiana del XVI secolo. Al centro della sala, in una vetrinetta, trovarono invece posto le monete d’argento ritrovate nel 1950 (Fig. 4).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nel </hi><hi rend="CharOverride-3">secondo corridoio</hi><hi rend="CharOverride-1">, Chiarelli aveva raccolto le testimonianze legate alle celebrazioni e commemorazioni del Ferrucci tra Otto e Novecento, tra le quali alcuni dei cartoni originali realizzati da Dino Tofani per i francobolli del Centenario Ferrucciano, emessi dalle Regie Poste nel 1930. La </hi><hi rend="CharOverride-3">Sala Massimo D’Azeglio e della Battaglia</hi><hi rend="CharOverride-1"> venne dedicata al patriota, scrittore e uomo politico del XIX secolo, che da una sua visita a Gavinana trasse l’ispirazione per alcune pagine del romanzo storico </hi><hi rend="CharOverride-3">Niccolò de’ Lapi</hi><hi rend="CharOverride-1">. Del D’Azeglio, che fu pure discreto pittore, furono esposte in questa sala due tele (in deposito dall’Accademia di Belle Arti di Brera), e soprattutto il curioso abbozzo a matita della </hi><hi rend="CharOverride-3">Morte del Ferrucci</hi><hi rend="CharOverride-1"> realizzato sull’imposta di una finestra della «Locanda della Posta» di San Marcello Pistoiese, dove lo scrittore alloggiò per alcuni giorni nel 1840. Le altre due pareti di questa stanza, decorata con armi e armature provenienti come le altre dal Bargello, erano state invece dedicate alla battaglia di Gavinana.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La </hi><hi rend="CharOverride-3">Sala Francesco Ferrucci</hi><hi rend="CharOverride-1">, terza del percorso, veniva dedicata all’eroe fiorentino, raccogliendo – oltre a una ricca iconografia ferrucciana – incisioni, cimeli e riproduzioni fotografiche di documenti relativi alla sua persona: qui trovava posto anche la vetrina-libreria della </hi><hi rend="CharOverride-3">Biblioteca Ferrucciana</hi><hi rend="CharOverride-1">. La </hi><hi rend="CharOverride-3">Sala dell’Assedio e delle Bandiere</hi><hi rend="CharOverride-1"> presentava infine ritratti di personaggi e materiali relativi all’assedio: pezzi forti di quest’ultimo spazio erano la grande bandiera donata nel 1847 dal popolo di Roma a Gavinana, e i costumi e le bandiere del Calcio Storico fiorentino, in deposito dalla Società del Gioco del Calcio in Costume di Firenze (Monti 2009, 6-17).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">L’impianto espositivo del 1956/57 è arrivato fino a noi quasi inalterato. Sul finire degli anni Novanta, la più significativa acquisizione alle collezioni museali fu il grande plastico della battaglia. Si tratta di un grande diorama di 9 metri quadrati, realizzato da Ugo Barlozzetti con quasi 13.000 soldatini di piombo, che rappresenta visivamente alcuni dei momenti più salienti della battaglia. Nel 1997 venne collocato nelle sale al piano terra del Museo, al di fuori del percorso principale e visitabile su richiesta, ma le condizioni non ottimali degli ambienti, soprattutto a causa dell’elevato tasso di umidità, ne provocarono un significativo deterioramento, tanto che nel 2013 fu necessario sottoporlo a un delicato restauro: al termine del quale, dopo essere stato esposto in mostra a Firenze e a Poggio a Caiano, fu poi riportato all’interno del Museo.</hi></p><p rend="h2" ><hi>3. Far rinascere un museo</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nel 2015 l’acquisizione del secondo piano dell’edificio, raddoppiando la superficie teoricamente disponibile, apriva nuove prospettive per il futuro del piccolo museo di Gavinana. Un furto avvenuto nel luglio 2017, con la scomparsa di un dipinto ottocentesco, mise in evidenza però la necessità di un complessivo ripensamento del Museo Ferrucciano, sia dal punto di vista strutturale, impiantistico e funzionale, sia sotto l’aspetto gestionale e della sicurezza dei materiali esposti</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP08975_xml_34_429-440.html#footnote-000">2</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Nell’agosto di quello stesso anno l’ente proprietario (il comune di San Marcello Piteglio), preso atto dei numerosi problemi che affliggevano la struttura – per la vetustà dell’immobile, la mancata rispondenza degli impianti alle normative vigenti, la scarsa fruibilità degli spazi – ne dispose la chiusura al pubblico, impiegando poi i tre anni successivi per il lungo iter burocratico necessario all’elaborazione e al finanziamento degli interventi di riqualificazione.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nel giugno 2020 l’incarico di progettazione per la ristrutturazione, l’ampliamento e il recupero del Museo Ferrucciano è stato affidato alla Microscape Architecture Urban Design Architetti Associati di Lucca, che ha poi presentato il suo progetto preliminare nel febbraio 2021.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il valore degli interventi di riqualificazione, per restituire la fruibilità piena e ampliata del museo, ammonta ad oltre 700 mila euro, reperiti attraverso disponibilità comunali e regionali, un finanziamento della Cassa di Risparmio di Pistoia e l’accensione di un mutuo trentennale.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">A completamento del progetto, l’amministrazione comunale ha compreso inoltre, in maniera assai lungimirante, l’importanza di realizzare un allestimento museale che sia non solo tecnicamente e funzionalmente adeguato, ma che sia anche storicamente e socialmente contestualizzato, ai fini di una valorizzazione completa dell’edificio ed una sua restituzione alla più ampia fruizione pubblica.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">A questo scopo, nel novembre 2021 si è quindi insediato il comitato scientifico del Museo, composto – oltre che da chi scrive – da Jacopo Pessina e Alessandro Lo Bartolo, ai quali nell’ottobre dell’anno seguente si è unito il museologo Claudio Rosati.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il comitato ha indirizzato fin da subito il proprio lavoro tracciando alcune linee-guida ispirate da idee di </hi><hi rend="CharOverride-3">public history</hi><hi rend="CharOverride-1">: nelle intenzioni, il ‘nuovo’ Museo Ferrucciano dovrà essere un luogo vivo in rapporto con la comunità nella quale si inserisce, con un percorso museale aperto, integrato nel complesso della proposta museale e culturale del territorio, e capace di dialogare con l’esterno attraverso il web e i </hi><hi rend="CharOverride-3">social media </hi><hi rend="CharOverride-1">(Comitato Scientifico del Museo Ferrucciano 2021a). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Per quanto riguarda l’allestimento museale propriamente detto, le collezioni saranno esposte su sei sale, disposte sui due piani dell’edificio e intervallate da tre corridoi. La prima sala sarà dedicata all’assedio di Firenze e alle guerre d’Italia, il contesto storico nel quale si inserì l’epopea ferrucciana. La seconda sala sarà invece dedicata alla biografia di Francesco Ferrucci e all’arte bellica nella prima età moderna. Al piano superiore, la terza sala narrerà la battaglia di Gavinana; la quarta sarà dedicata alla costruzione del mito risorgimentale; la quinta alla sua interpretazione post-unitaria; la sesta e ultima, infine, analizzerà il rapporto simbiotico tra Gavinana e il Ferruccio durante il Novecento, dal fascismo ai giorni nostri.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Elemento qualificante di questa distribuzione degli spazi sarà la nuova Biblioteca Ferrucciana: collocata nell’ex-</hi><hi rend="CharOverride-3">Sala d’Armi</hi><hi rend="CharOverride-1"> ospiterà la collezione specializzata del museo, ma offrirà anche alcune postazioni di studio a disposizione del pubblico (soprattutto dei più giovani, studenti superiori o universitari), usufruibili a prescindere dall’accesso o meno alle sale espositive, per un museo che sia anche un luogo ‘aperto’ e di aggregazione.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il progetto di allestimento prevede l’esposizione di circa il 50% dei materiali già presenti nelle raccolte del museo, e un piano di nuove acquisizioni mirate – sia per quanto riguarda la collezione museale sia per quella libraria (Comitato Scientifico del Museo Ferrucciano 2021b). Per la maggior parte dei materiali che non finiranno in mostra è prevista la digitalizzazione, per renderli comunque fruibili o per mezzo delle postazioni multimediali che saranno predisposte in alcune sale o attraverso la piattaforma web del museo (nel frattempo già messa online nel luglio 2023, all’url &lt;https://museoferrucciano.it&gt;): tutte le operazioni di scansione e acquisizione in digitale dei materiali si svolgeranno </hi><hi rend="CharOverride-3">in situ</hi><hi rend="CharOverride-1">, nel laboratorio che sarà allestito in una stanza al piano terra del museo. Maxischermi, postazioni audio e realtà aumentata completeranno poi l’offerta digitale del nuovo allestimento, per coinvolgere maggiormente il visitatore e agevolare la comprensione del contesto storico nel quale si inseriscono le opere esposte; nella convinzione che – anche attraverso l’uso delle tecnologie digitali – in una piccola struttura come quella di Gavinana possano comunque trovare piena attuazione quegli obiettivi di educazione, studio e diletto che dovrebbero costituire le finalità ultime di ogni museo.</hi></p><p rend="h2" ><hi>Riferimenti bibliografici</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Bottasso, E. 2009. </hi><hi rend="CharOverride-3">Dizionario dei bibliotecari e bibliografi italiani dal XVI al XX secolo</hi><hi rend="CharOverride-1">. Montevarchi: Accademia Valdarnese del Poggio.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Chiarelli, R. 1957. </hi><hi rend="CharOverride-3">Il Museo Ferrucciano di Gavinana. Catalogo-itinerario</hi><hi rend="CharOverride-1">. San Marcello Pistoiese: Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Comitato Scientifico del Museo Ferrucciano. 2021a. </hi><hi rend="CharOverride-3">Il recupero del Museo Ferrucciano di Gavinana: linee guida per la valorizzazione e il riallestimento</hi><hi rend="CharOverride-1">, working paper.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Comitato Scientifico del Museo Ferrucciano. 2021b. </hi><hi rend="CharOverride-3">Ripensare il Museo Ferrucciano di Gavinana: idee e proposte per il riallestimento</hi><hi rend="CharOverride-1">, working paper.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Fagioli Vercellone, G. 1998. “Fumagalli, Giuseppe” </hi><hi rend="CharOverride-3">Dizionario Biografico degli Italiani</hi><hi rend="CharOverride-1"> 50 &lt;https://www.treccani.it/enciclopedia/giuseppe-fumagalli_%28Dizionario-Biografico%29/&gt; (12/21).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Fumagalli. G. 1931. </hi><hi rend="CharOverride-3">Catalogo del Museo Ferrucciano in Gavinana</hi><hi rend="CharOverride-1">. Firenze: Tipografia Classica.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Il dovere</hi><hi rend="CharOverride-1">. 1908. “Una nobile iniziativa.” 11 ottobre.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">L’Illustrazione Italiana</hi><hi rend="CharOverride-1">. 1930. “Il centenario del Ferruccio celebrato a Gavinana.” 57, 32 (10 agosto): 199-201.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Lo Bianco, L. 1977. “Ferretti, Lando” </hi><hi rend="CharOverride-3">Dizionario Biografico degli Italiani</hi><hi rend="CharOverride-1"> 47 &lt;https://www.treccani.it/enciclopedia/lando-ferretti_(Dizionario-Biografico)&gt; (12/21).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Masini, M. 2019. </hi><hi rend="CharOverride-3">Archivi in biblioteca: le carte di Filippo Rossi e del conte Carlo Gamba</hi><hi rend="CharOverride-1">. Tricase: Youcanprint.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Monti, A. 2007. </hi><hi rend="CharOverride-3">La guerra dei Medici. Firenze e il suo dominio nei giorni dell’assedio (1529-1530): uomini, fatti, battaglie</hi><hi rend="CharOverride-1">. Firenze: Settemari.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Monti, A. 2009. “Sulle orme di Francesco Ferrucci.” In </hi><hi rend="CharOverride-3">Il Museo Ferrucciano di Gavinana</hi><hi rend="CharOverride-1">, 6-17. Pistoia: Comune di San Marcello Pistoiese.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Monti, A. 2015. </hi><hi rend="CharOverride-3">L’assedio di Firenze (1529-1530). Politica, diplomazia e conflitto durante le guerre d’Italia</hi><hi rend="CharOverride-1">. Pisa: University Press.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Ricci, M. 1920. </hi><hi rend="CharOverride-3">Per la gloria di Francesco Ferrucci</hi><hi rend="CharOverride-1">. Pistoia: Pacinotti.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Senatore Gondola, V., e M. Bolla, a cura di. 2017. </hi><hi rend="CharOverride-3">Renzo Chiarelli, una vita per l’arte tra Toscana e Veneto</hi><hi rend="CharOverride-1">. Atti del convegno svoltosi in Palazzo Erbisti a Verona il 17 marzo 2017. Verona: Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Vicentini, P. 1979. “Cerpi, Ezio” </hi><hi rend="CharOverride-3">Dizionario Biografico degli Italiani</hi><hi rend="CharOverride-1"> 23 &lt;https://www.treccani.it/enciclopedia/ezio-cerpi_%28Dizionario-Biografico%29/&gt; (12/21).</hi></p><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="CharOverride-4"><ref target="OP08975_xml_34_429-440.html#footnote-001-backlink">1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Per avere un’idea di quale fosse la dimensione del mito ferrucciano, basti dire che facendo una stima (probabilmente parziale e al ribasso) delle sole opere a stampa, tra il 1830 e il 1850, si contano almeno 80 titoli, tra romanzi, studi, edizioni di fonti, poesie e tragedie specificatamente dedicate al Ferrucci, all’assedio di Firenze e alla battaglia di Gavinana – senza contare le citazioni indirette o quelle inserite in opere generali o miscellanee.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="CharOverride-4"><ref target="OP08975_xml_34_429-440.html#footnote-000-backlink">2</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Si trattava del secondo furto avvenuto nel piccolo museo nel giro di un decennio: nel 2007 era stata infatti trafugata una lettera risalente al 1847 del patriota romano Angelo Brunetti, meglio noto come Ciceruacchio.</hi></p></item>
				</list><p rend="editorial_metadata_author" ><hi>Alessandro Monti, Liceo scientifico “Agnoletti” di Sesto Fiorentino, Italy, </hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi>alessandro.monti@iisagnoleti.it</hi></ref><hi>, </hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi>0000-0002-3633-4315</hi></ref></p><p rend="editorial_metadata_polices" ><hi>Referee List (DOI 1</hi><ref target="https://doi.org/10.36253/fup_referee_list"><hi>0.36253/fup_referee_list</hi></ref><hi>)</hi></p><p rend="editorial_metadata_polices" ><hi>FUP Best Practice in Scholarly Publishing (DOI </hi><ref target="https://doi.org/10.36253/fup_best_practice"><hi>10.36253/fup_best_practice</hi></ref><hi>)</hi></p><p rend="editorial_metadata_book" ><hi>Alessandro Monti, </hi><hi rend="italic">Un eroe, una battaglia, una storia: il nuovo allestimento del Museo Ferrucciano di Gavinana</hi><hi>, © Author(s), </hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi>CC BY 4.0</hi></ref><hi>, </hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi>DOI 10.36253/979-12-215-0376-0.</hi></ref><hi>32, in Michele Nucciotti, Elisa Pruno (edited by), </hi><hi rend="CharOverride-5">Florentia. Studi di archeologia. Vol. 5 - Numero speciale - Studi in onore di Guido Vannini</hi><hi>, pp. -439, 2024, published by Firenze University Press, ISBN 979-12-215-0376-0, </hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi>DOI 10.36253/</hi></ref><hi>979-12-215-0376-0</hi></p><p><graphic url="OP08975_xml_34_429-440-web-resources/image/Figura_1.jpg" rend="img _idGenObjectAttribute-1" mimeType="image/jpeg"/></p><p rend="caption_figure" ><hi rend="CharOverride-1">Figura 1 – Il Museo Ferrucciano di Gavinana alla fine del 2021 (foto A. Monti).</hi></p><p><graphic url="OP08975_xml_34_429-440-web-resources/image/Figura_2.png" rend="img _idGenObjectAttribute-1" mimeType="image/png"/></p><p rend="caption_figure" ><hi rend="CharOverride-1">Figura 2 – La piazza di Gavinana con il monumento equestre e il Museo in una foto d’epoca.</hi></p><p><graphic url="OP08975_xml_34_429-440-web-resources/image/Figura_3.png" rend="img _idGenObjectAttribute-1" mimeType="image/png"/></p><p rend="caption_figure" ><hi rend="CharOverride-1">Figura 3 – Una delle sale dell’allestimento Fumagalli del 1931.</hi></p><p><graphic url="OP08975_xml_34_429-440-web-resources/image/Figura_4.jpg" rend="img _idGenObjectAttribute-1" mimeType="image/jpeg"/></p><p rend="caption_figure" ><hi rend="CharOverride-1">Figura 4 – La Sala d’Armi nell’allestimento Chiarelli del 1957 (foto A. Monti).</hi></p>
      
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        <listBibl>
          <head>References</head>
          <bibl n="161257">Bottasso E. 2009, Dizionario dei bibliotecari e bibliografi italiani dal XVI al XX secolo, Montevarchi, Accademia Valdarnese del Poggio.</bibl>
          <bibl n="161239">Chiarelli R. 1957, Il Museo Ferrucciano di Gavinana. Catalogo-itinerario, San Marcello Pistoiese, Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo.</bibl>
          <bibl n="161722">Dovere 1908, Una nobile iniziativa, &amp;#171;Il dovere&amp;#187;, 11 ottobre.</bibl>
          <bibl n="160903">Fagioli Vercellone G. 1998, Fumagalli, Giuseppe, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 50, &amp;lt;https://www.treccani.it/enciclopedia/giuseppe-fumagalli_%28Dizionario-Biografico%29/&amp;gt; (12/21).</bibl>
          <bibl n="161578">Fumagalli G. 1931, Catalogo del Museo Ferrucciano in Gavinana, Firenze, Tipografia Classica.</bibl>
          <bibl n="161024">Lo Bianco L. 1977, Ferretti, Lando, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 47, &amp;lt;https://www.treccani.it/enciclopedia/lando-ferretti_(Dizionario-Biografico)&amp;gt; (12/21).</bibl>
          <bibl n="161438">Masini M. 2019, Archivi in biblioteca: le carte di Filippo Rossi e del conte Carlo Gamba, Tricase, Youcanprint.</bibl>
          <bibl n="161193">Monti A. 2007, La guerra dei Medici. Firenze e il suo dominio nei giorni dell’assedio (1529-1530): uomini, fatti, battaglie, Firenze, Settemari.</bibl>
          <bibl n="161273">Monti A. 2009, Sulle orme di Francesco Ferrucci, in Il Museo Ferrucciano di Gavinana, Pistoia, Comune di San Marcello Pistoiese : 6-17.</bibl>
          <bibl n="161282">Monti A. 2015, L’assedio di Firenze (1529-1530). Politica, diplomazia e conflitto durante le guerre d’Italia, Pisa, University Press.</bibl>
          <bibl n="161685">Ricci M. 1920, Per la gloria di Francesco Ferrucci, Pistoia, Pacinotti.</bibl>
          <bibl n="160773">Senatore Gondola V.; Bolla M. (a cura di) 2017. Renzo Chiarelli, una vita per l’arte tra Toscana e Veneto. Atti del convegno svoltosi in Palazzo Erbisti a Verona il 17 marzo 2017, Verona, Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere.</bibl>
          <bibl n="161046">Vicentini P. 1979, Cerpi, Ezio, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 23, &amp;lt;https://www.treccani.it/enciclopedia/ezio-cerpi_%28Dizionario-Biografico%29/&amp;gt; (12/21).</bibl>
        </listBibl>
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    </body>
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