<?xml version="1.0" encoding="utf-8" standalone="yes"?>
<TEI xmlns="http://www.tei-c.org/ns/1.0">
  <teiHeader>
    <fileDesc>
      <titleStmt>
        <title type="main" level="a">Ricerche archeologiche recenti nelle città medievali della Puglia centrale. Il caso di Canosa e Bari</title>
        <author>
          <persName n="1" ref="https://orcid.org/0000-0002-6322-3223" type="ORCID">
            <forename>Donatella</forename>
            <surname>Nuzzo</surname>
            <placeName type="affiliation">University of Bari, Italy</placeName>
          </persName>
        </author>
        <respStmt>
          <resp>This is a section of <title>Florentia </title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/979-12-215-0376-0</idno>) by </resp>
          <name>Michele Nucciotti, Elisa Pruno</name>
        </respStmt>
      </titleStmt>
      <publicationStmt>
        <publisher>Firenze University Press</publisher>
        <pubPlace>Florence</pubPlace>
        <date when="2024">2024</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/979-12-215-0376-0.34</idno>
        <availability>
          <p>Available for academic research purposes</p>
          <p>Open Access</p>
          <p>Copyright Author(s)</p>
          <licence source="text" target="https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/legalcode">
            <p>Content licence CC BY 4.0</p>
          </licence>
          <licence source="metadata" target="https://creativecommons.org/publicdomain/zero/1.0/legalcode">
            <p>Metadata licence CC0 1.0</p>
          </licence>
        </availability>
      </publicationStmt>
      <sourceDesc>
        <p>This is original content, published for academic research purposes</p>
      </sourceDesc>
    </fileDesc>
    <encodingDesc>
      <appInfo>
        <application version="2.2" ident="Booksflow">
          <desc>Digital edition XML powered by Booksflow</desc>
        </application>
      </appInfo>
    </encodingDesc>
    <profileDesc>
      <abstract xml:lang="en">
        <p>The contribution intends to present the study of an unpublished fragment of an inscribed ciborium, found during excavations conducted in 2001 by the then Archaeological Superintendence for Puglia in the area of the former Historical Museum, near the Basilica of San Nicola. Between the end of the 9th century and in the 11th century this sector of the city of Bari (which has been the subject of our research for years) welcomed the structures of the Byzantine administration, the Praetorium, a fortified citadel located inside of the urban space and overlooking the sea, including, in addition to the Catapano palace, an environment for the troops, housing and craft structures, small cultivated fields, cemetery areas and several churches. The small ciborium, whose text presumably came from one of them written seems to refer to a space with a baptismal function.</p>
      </abstract>
      <textClass>
        <keywords>
          <list>
            <item>Central Apulia</item>
            <item>Middle Ages</item>
            <item>Archaeological Excavations</item>
            <item>San Sabino</item>
            <item>San Nicola</item>
          </list>
        </keywords>
      </textClass>
    </profileDesc>
  </teiHeader>
  <text>
    <body>
      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/979-12-215-0376-0.34<ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0376-0.34" /></p>
      
      <p rend="h1_chapter" ><hi>Ricerche archeologiche recenti nelle città medievali della Puglia centrale. Il caso di Canosa e Bari</hi></p><p rend="h1_author" ><hi rend="CharOverride-1">Donatella Nuzzo</hi></p><p rend="h1_indexAbstract" ><hi rend="bold">Abstract</hi><hi rend="CharOverride-2">: The contribution intends to present the study of an unpublished fragment of an inscribed ciborium, found during excavations conducted in 2001 by the then Archaeological Superintendence for Puglia in the area of the former Historical Museum, near the Basilica of San Nicola. Between the end of the 9th century and in the 11th century this sector of the city of Bari (which has been the subject of our research for years) welcomed the structures of the Byzantine administration, the Praetorium, a fortified citadel located inside of the urban space and overlooking the sea, including, in addition to the Catapano palace, an environment for the troops, housing and craft structures, small cultivated fields, cemetery areas and several churches. The small ciborium, whose text presumably came from one of them written seems to refer to a space with a baptismal function.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-3">Le ricerche archeologiche condotte negli ultimi vent’anni a Canosa e a Bari possono contribuire ad arricchire il dibattito sulle città medievali in Italia meridionale (Nuzzo 2022).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-3">A Canosa le indagini avviate nel 2001 hanno interessato due settori del suburbio meridionale, dove sorgevano le chiese di San Leucio e di San Pietro, e l’area adiacente il battistero di San Giovanni, posto nell’area nord della città. Il ruolo istituzionale di Canosa, capoluogo della provincia </hi><hi rend="CharOverride-4">Apulia et Calabria </hi><hi rend="CharOverride-3">dopo la riforma di Diocleziano, l’importanza dell’episcopato soprattutto nel VI secolo all’epoca del vescovo Sabino e la consistenza dei resti monumentali di committenza cristiana hanno indirizzato le indagini verso le fasi tardoantiche</hi><hi rend="notes_number CharOverride-5"><hi><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-023">1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-3">. Tuttavia, nel corso delle ricerche sono emersi dati di notevole interesse riguardo la città altomedievale, in particolare nel periodo del gastaldato, attestato a partire dal 747 (Caggiano 1982, 364-67). A tale periodo si deve riferire anche la redazione della </hi><hi rend="CharOverride-4">Vita Sabini</hi><hi rend="CharOverride-3">, commissionata dal vescovo longobardo Pietro, </hi><hi rend="CharOverride-4">cognatus </hi><hi rend="CharOverride-3">di Grimoaldo IV (806-817), in occasione della traslazione del corpo di Sabino dal complesso suburbano di San Pietro all’attuale chiesa cattedrale</hi><hi rend="notes_number CharOverride-5"><hi><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-022">2</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-3">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-3">La chiesa di San Leucio, che secondo la </hi><hi rend="CharOverride-4">Vita </hi><hi rend="CharOverride-3">il vescovo Sabino intitolò ai Santi Cosma e Damiano</hi><hi rend="notes_number CharOverride-5"><hi><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-021">3</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-3">, un edificio a doppio tetraconco, ha restituito fasi d’uso altomedievali. Probabilmente nell’VIII secolo la basilica fu ridedicata a San Leucio, dopo che le sue reliquie furono traslate a Trani e verosimilmente nella stessa Canosa, in seguito alla conquista longobarda di Brindisi</hi><hi rend="notes_number CharOverride-5"><hi><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-020">4</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-3">. Le reliquie del santo furono forse poste all’interno del tardo vano absidato addossato al muro meridionale della basilica solo nell’alto Medioevo (Pensabene 2012, 444)</hi><hi rend="notes_number CharOverride-5"><hi><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-019">5</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-3">, che ha restituito sepolture coeve</hi><hi rend="notes_number CharOverride-5"><hi><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-018">6</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-3">. L’ulteriore traslazione delle reliquie a Benevento, nel IX secolo (Falla Castelfranchi 1991, 55), dovette segnare l’abbandono e il lento degrado della basilica canosina. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-3">Pure a una traslazione di reliquie si deve collegare il radicale cambiamento d’uso del complesso ecclesiastico di San Pietro. Anch’esso fu fondato dal vescovo Sabino, come hanno chiaramente dimostrato gli scavi benché la sua committenza non sia riportata nella </hi><hi rend="CharOverride-4">Vita</hi><hi rend="CharOverride-3">, ed era composto da una serie di edifici: la basilica a tre navate con nartece e atrio antistante, a cui erano collegati alcuni vani con funzione residenziale e un ambiente absidato. A sud del complesso sono stati individuati un’ampia sala absidata, una </hi><hi rend="CharOverride-4">domus</hi><hi rend="CharOverride-3"> e due fornaci, una delle quali in uso nello stesso periodo del complesso religioso. L’ambiente absidato accessibile dall’atrio si ritiene possa essere il luogo della sepoltura di Sabino, collocata verosimilmente in un sarcofago posto nell’abside. La sepoltura vescovile determinò il sistematico sfruttamento funerario degli ambienti adiacenti, inizialmente non adibiti a questo scopo. Nella seconda metà del VII secolo la duchessa Teoderada, moglie di Romualdo I (663-687), dovette intervenire nella basilica, verosimilmente nello stesso ambiente absidato, se come attesta la </hi><hi rend="CharOverride-4">Vita Sabini</hi><hi rend="CharOverride-3"> ella fece costruire sulla tomba del santo una </hi><hi rend="CharOverride-4">ecclesia</hi><hi rend="CharOverride-3"> e un altare</hi><hi rend="notes_number CharOverride-5"><hi><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-017">7</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-3">. Il vano, profondamente rimaneggiato in funzione delle trasformazioni altomedievali a scopo abitativo, non conserva elementi riferibili con evidenza all’intervento di Teoderada; nel corso delle indagini sono state, però, intercettate le basi di due pilastrini in muratura, addossati posteriormente nel punto di innesto del muro absidale in posizione simmetrica, che potrebbero essere collegati a una fase di monumentalizzazione della parte absidata del piccolo ambiente. Secondo il racconto agiografico la tomba del vescovo era da tempo in rovina</hi><hi rend="notes_number CharOverride-5"><hi><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-016">8</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-3">, riflettendo in realtà lo stato della basilica al momento della redazione dello scritto. Infatti, le indagini di scavo, lo studio delle iscrizioni</hi><hi rend="notes_number CharOverride-5"><hi><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-015">9</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-3">, nonché l’analisi preliminare dei reperti (Volpe et al. 2007; Monno 2018; Nuzzo 2020a), consentono di datare le sepolture in un periodo compreso tra la seconda metà del VI e tutto il VII secolo, e dimostrano, dunque, la perfetta funzionalità della basilica all’epoca di Teoderada. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-3">Al di sopra dei livelli pavimentali con le sepolture di VI-VII secolo i primi strati di accumulo documentano l’assenza di manutenzione dell’edificio e segnano l’avvio di un processo di degrado e di riuso con una diversa destinazione. Le strutture del complesso, infatti, furono frazionate e sistematicamente rioccupate per istallarvi ambienti residenziali o legati ad attività lavorative o di servizio, realizzati in pietra, legno o terra (Fig. 1), e per poche sepolture (Volpe et al. 2007, 1134-139). Ritengo che la radicale trasformazione del complesso, seguita a un lento abbandono nel corso dell’VIII secolo, debba ascriversi a un periodo, anche immediatamente, successivo alla traslazione del corpo di Sabino nella nuova cattedrale avvenuta agli inizi del IX secolo, nel momento in cui effettivamente la frequentazione della chiesa suburbana sarebbe stata del tutto priva di significato data l’assenza delle spoglie oggetto di venerazione.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-3">Gli scavi condotti nell’area di Piano San Giovanni hanno portato al rinvenimento della basilica menzionata nella </hi><hi rend="CharOverride-4">Vita</hi><hi rend="CharOverride-3">, la </hi><hi rend="CharOverride-4">ecclesia beatissimae et semper Virginis Dei Genitricis Mariae</hi><hi rend="CharOverride-3">, della quale sono stati portati alla luce parte delle navate adiacenti alla facciata e del portico antistante la chiesa. Si tratta del più antico edificio di culto cristiano canosino, probabile sede episcopale primitiva, datato nel corso del V secolo in base alla superstite pavimentazione musiva. L’edificio fu ristrutturato dal vescovo, che attuò un’opera di ampliamento, estendendo il complesso verso nord con la costruzione del battistero e dell’avancorpo porticato, e di ripavimentazione musiva (Giuliani, Leone e Volpe 2013, 1220-229)</hi><hi rend="CharOverride-3">. Nell’atrio, tra VII e VIII secolo, dopo il crollo parziale delle ali porticate fu costruita una chiesa a tre navate con abside a est (Fig. 2). L’edificio è stato giustamente identificato con il </hi><hi rend="CharOverride-4">templum</hi><hi rend="CharOverride-3"> dedicato al Salvatore menzionato nella </hi><hi rend="CharOverride-4">Vita </hi><hi rend="CharOverride-3">e attribuito dall’autore al vescovo Sabino. È indubbia, tuttavia, la posteriorità della chiesa all’atrio sabiniano, la quale, come è stato sottolineato, si deve invece attribuite «alla fase di rilancio dell’edilizia religiosa promossa a Canosa dai nuovi dominatori longobardi», come attesta anche la dedica al Salvatore. Si può ritenere, pertanto, che «l’autore della </hi><hi rend="CharOverride-4">Vita</hi><hi rend="CharOverride-3"> abbia consapevolmente incluso tra le opere di Sabino un intervento evidentemente successivo», appropriandosi in tal modo della memoria del vescovo (Giuliani, Leone e Volpe 2013, 1230-235). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-3">In base a indagini recenti si è potuto ipotizzare un ulteriore intervento sabiniano, pertinente, questa volta, al centro della città. L’attuale cattedrale di San Sabino sembra avere utilizzato parzialmente un edificio preesistente, i cui resti sono stati individuati nell’area della cupola centrale, dove, oltre a paramenti murari in listato coerenti con la tecnica tipica dell’architettura sabiniana, sono stati ritrovati a posto laterizi bollati con il monogramma del vescovo. La chiesa, dedicata secondo la </hi><hi rend="CharOverride-4">Vita</hi><hi rend="CharOverride-3"> ai santi Giovanni e Paolo, doveva essere a croce latina con le cupole in asse, simile per esempio a quella di San Giovanni a Efeso</hi><hi rend="notes_number CharOverride-5"><hi><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-014">10</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-3">. L’edificio accolse le reliquie del vescovo in seguito alla loro traslazione dal complesso suburbano di San Pietro. Le notizie sulla traslazione sembrano avere riscontro nel ritrovamento, nei primi anni del Novecento, sotto il piano pavimentale della navata destra della chiesa, di una cassa realizzata con materiale di spoglio compresa all’interno di una struttura in muratura sopraelevata a formare un altare a blocco, internamente intonacata e decorata con croci latine. La datazione degli elementi reimpiegati e la qualità del manufatto e della decorazione dipinta ne hanno suggerito la relazione con la sistemazione </hi><hi rend="CharOverride-4">in camera subdus altare beatissimorum martyrum Iohannis et Pauli</hi><hi rend="CharOverride-3"> delle reliquie di Sabino</hi><hi rend="notes_number CharOverride-5"><hi><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-013">11</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-3">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-3">Nel tempio romano di Giove Toro, in particolare all’interno del portico, fu introdotto verosimilmente un piccolo edificio di culto absidato attribuito, per via soprattutto del rinvenimento di laterizi con il monogramma di Sabino, al VI secolo; l’ambiente e le aree circostanti furono frequentati, come attesta il ritrovamento di monete del IX-X secolo, ancora nel Medioevo quando presumibilmente si realizzarono alcune tombe infantili, piccoli sarcofagi in tufo e laterizio (Cassano 1992).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-3">Ė noto dalle fonti, in ultimo, un monastero benedettino attestato dalla metà del X secolo</hi><hi rend="notes_number CharOverride-5"><hi><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-012">12</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-3">, da identificare, forse, con i ruderi visti nel Settecento dal Tortora, che non ne specifica però l’ubicazione (Tortora 1758, 56-7). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-3">Nel corso del Medioevo, dunque – benché manchino ancora molti dati e sia necessario approfondire per questo periodo la ricerca archeologica –, si può constatare a Canosa la progressiva riduzione dell’area urbana, conseguente all’abbandono o piuttosto, come nel caso di San Pietro, alla radicale trasformazione d’uso degli edifici suburbani ormai eccentrici, accompagnato dalla traslazione delle reliquie in essi conservate, e la concentrazione dell’abitato nel settore centrale della città, soprattutto nell’area attuale Cattedrale, in un processo che si può definire di riorganizzazione urbana. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-3">Le vicende di Canosa nel Medioevo appaiono strettamente legate a quelle di Bari. In effetti, il ridimensionamento di Canosa in chiave politica deve essere collegato al ruolo che la città di Bari, sede di un tardo gastaldato e successivamente di un emirato arabo (847-871) (Martin 1993, 229 e Loré 2012, 272)</hi><hi rend="notes_number CharOverride-5"><hi><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-011">13</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-3">, assunse a partire dal momento della formazione del Thema di Longobardia nella seconda metà del IX secolo e poi con l’istituzione del catepanato d’Italia da parte di Niceforo II Foca (963-969), quando la città divenne il capoluogo della provincia e la sede dei governatori bizantini in Italia meridionale. Inoltre, come capitale di una provincia dell’Impero orientale, Bari ottenne anche la preminenza del suo vescovo, metropolita di una vasta regione ed erede di Sabino di Canosa, di cui poteva rivendicare ormai anche il possesso del corpo. Tale ruolo trovò pieno riconoscimento nel 1089 con il privilegio di Urbano II in favore della chiesa di Bari </hi><hi rend="CharOverride-4">qui et canosine dicitur</hi><hi rend="CharOverride-3"> e del suo potente vescovo Elia (cfr. CDB I 33</hi><hi rend="CharOverride-3">, 61-3).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-3">In effetti, come è stato osservato (Fonseca 2002; Campione 2012, 374-75), uno degli strumenti di affermazione della supremazia barese fu certamente il possesso delle reliquie di Sabino, che si concretizzò nel 1091 con il rinvenimento delle stesse negli ambienti sottostanti la chiesa cattedrale di Bari da parte di Elia</hi><hi rend="notes_number CharOverride-5"><hi><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-010">14</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-3">. A Bari l’occasione dell’</hi><hi rend="CharOverride-4">inventio </hi><hi rend="CharOverride-3">favorì la redazione di una nuova </hi><hi rend="CharOverride-4">Vita </hi><hi rend="CharOverride-3">del vescovo canosino, questa volta in forma metrica, datata alla fine dell’XI secolo</hi><hi rend="notes_number CharOverride-5"><hi><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-009">15</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-3"> e la coeva produzione di una epigrafe che ricordava l’evento (Pierno 2009). A Canosa, d’altra parte, allo scopo di rivendicare l’origine del culto sabiniano, tra la fine dell’XI e gli inizi del XII secolo furono incise e poste nella chiesa cattedrale alcune iscrizioni oggi sistemate nella cripta: l’epigrafe commemorativa della traslazione compiuta dal vescovo Pietro</hi><hi rend="notes_number CharOverride-5"><hi><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-008">16</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-3"> (Fig. 3) e due blocchi iscritti, con funzione di architrave, che ricordano la presenza in passato del corpo del vescovo nella chiesa (Pierno 2011). Inoltre, nel 1102 la stessa cattedrale fu dedicata a san Sabino alla presenza del papa Pasquale II (CDB II 1**, 211-12).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-3">L’importanza di Bari nel Medioevo emerge chiaramente dai molto documenti relativi al periodo della dominazione bizantina raccolti nel Codice Diplomatico Barese, dalle fonti annalistiche, cronachistiche e agiografiche, che informano della presenza in città di un Pretorio, del porto, di numerose chiese, oltre a contenere riferimenti all’edilizia abitativa, agli spazi coltivati, a impianti artigianali e di conservazione di derrate alimentari. In sostanza, l’immagine della città nel periodo catapanale risulta estremamente vitale, caratterizzata da un sensibile incremento demografico e dal suo coinvolgimento in traffici marittimi di livello internazionale</hi><hi rend="notes_number CharOverride-5"><hi><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-007">17</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-3"> (Fig. 4).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-3">Tuttavia l’evidenza materiale della città bizantina era limitata ad alcuni edifici di culto e aree cimiteriali, a qualche resto di struttura residenziale poco valorizzato, oltre che – come è ben noto – alla chiesa episcopale. Si è avviato pertanto nel 2010 un Progetto di ricerca sulla città bizantina, rivolto in particolare al settore occupato dal Pretorio che, lo attestano con chiarezza le fonti, corrispondeva al sito in cui fu costruita la basilica di San Nicola dopo l’arrivo delle reliquie del santo di Myra</hi><hi rend="notes_number CharOverride-5"><hi><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-006">18</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-3"> (Fig. 5) e sul processo di formazione della Cittadella Nicolaiana (</hi><hi rend="CharOverride-3">Nuzzo 2020b). In effetti, con la costruzione della basilica di San Nicola, a partire dal 1089, nell’area del Pretorio si avviò una profonda trasformazione topografica e funzionale. Il quartiere destinato ad accogliere le strutture dell’amministrazione bizantina diventava, invece, il luogo di uno dei santuari più importanti d’Occidente. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-3">Il Pretorio bizantino doveva avere la conformazione di un recinto fortificato posto all’interno dello spazio urbano e prospiciente il mare, la cui immagine non è semplice da ricostruire ed è ad oggi, anche in considerazione della limitata estensione delle aree indagate, ancora molto parziale. Tuttavia, alcuni dati sono emersi con chiarezza. L’area era occupata nel X-XI secolo da gruppi sepolture, al momento apparentemente slegati tra di loro, da riferire alle diverse chiese presenti nell’area catapanale. Inoltre, gli scavi hanno portato al rinvenimento di ambienti che sembrano avere rivestito una funzione abitativa, in particolare un edificio costruito in pietra con portico antistante, un sistema di deflusso delle acque piovane e una struttura funzionale allo smaltimento domestico dei resti organici e inorganici. I resti individuati sembrano rimandare a una </hi><hi rend="CharOverride-4">domus solariata</hi><hi rend="CharOverride-3"> o </hi><hi rend="CharOverride-4">orreata</hi><hi rend="CharOverride-3">, cioè a due piani, costruita in pietra (almeno nel piano inferiore), con il portico e uno spazio antistante adibito forse a cortile. Si è rivelato interessante lo scavo dei depositi formatisi all’interno della fossa di smaltimento, che hanno restituito materiali di natura eterogenea relativi all’ultima fase di formazione dello scarico, la cui datazione si può stabilire tra la seconda metà del XIII e gli inizi XIV secolo</hi><hi rend="notes_number CharOverride-5"><hi><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-005">19</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-3">. Ciò significa che gli edifici del Pretorio, sebbene in buona parte abbattuti </hi><hi rend="CharOverride-4">usque ad solum</hi><hi rend="CharOverride-3">, erano ancora in qualche modo utilizzati, almeno nell’area a sud della basilica dove abbiamo avuto modo di indagare. Sul piano di frequentazione raggiunto in seguito alla demolizione del Pretorio si continuò a operare per più di un secolo, almeno fino alla metà del Trecento, riutilizzando le strutture preesistenti per attività legate anche al lungo cantiere edilizio della vicina basilica. Solo in seguito, come si dirà, si procedette alla obliterazione delle strutture più antiche con l’interro e il livellamento dell’area, per formare un ampio cortile scoperto in qualche modo analogo a quello attualmente visibile.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-3">Qualche anno dopo la conquista della città, come attesta un documento del 1087, il duca normanno Ruggiero donò la Corte del Catapano all’arcivescovo di Bari, Ursone, con la possibilità di edificarvi la chiesa di San Nicola (CDB I 32, 59-61). I lavori di costruzione procedettero con celerità e nel 1105 nella bolla di Pasquale II, con cui le si concedevano diritti e privilegi, si affermava che la fabbrica </hi><hi rend="CharOverride-4">congrua iam aedificatione perfecta est</hi><hi rend="CharOverride-3"> (CDB V 44, 79-80)</hi><hi rend="notes_number CharOverride-5"><hi><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-004">20</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-3">. La basilica fu presto affiancata da alcuni edifici destinati al funzionamento del santuario, edifici che costituirono il primo nucleo della futura Cittadella Nicolaiana, un contesto, nella prima metà del XII secolo, in via di trasformazione, con il cantiere della chiesa e degli edifici circostanti ancora in funzione. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-3">Fino al 1105, anno in cui ad Elia succede l’abate Eustazio, e anche in seguito, tutte le donazioni e le compravendite erano gestite dagli abati della basilica, responsabili del suo funzionamento e dei beni via via dalla stessa acquisiti. Nessun documento menziona la fondazione di un monastero e nessuna costruzione ne attesta per ora l’esistenza, ma sembra logico pensare che la basilica fosse affiancata da una struttura residenziale per gli stessi abati e per coloro, monaci e chierici, che prestavano servizio al suo interno</hi><hi rend="notes_number CharOverride-5"><hi><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-003">21</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-3">. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-3">Nell’area della basilica trovarono presto sistemazione le tombe di coloro che ambivano a una sepoltura vicina alle reliquie di San Nicola. Il diritto alla sepoltura presso la basilica era stato acquisito anche dai marinai che avevano portato a Bari le reliquie del Santo: le iscrizioni funerarie di alcuni di essi, incise sui muri perimetrali della chiesa, ne attestano l’avvenuta deposizione nell’area esterna al santuario (Bressan 1996; 2000; più di recente, Ambriola 2018). Il privilegio di una sepoltura presso le reliquie del santo spettò anche all’abate Elia nel 1105 (cfr. Cioffari 2006, 31-2). La sua tomba fu collocata, però, all’interno della chiesa, lungo una delle scale che conducevano alla cripta (vedi Cassano 1987, 304-06). Quasi alla fine del XII secolo la ricerca di spazi per le sepolture di devozione e la necessità di assegnare un luogo riservato ai priori della basilica portò alla trasformazione della torre sud-ovest della facciata in cappella dei Santi Pietro e Paolo con funzione di ossario (Belli D’Elia 1985, 119; 2003, 112). Solo ai primi del Trecento la richiesta di tombe all’interno della basilica, riservate a personaggi di rango, portò alla formazione di vere e proprie cappelle gentilizie ricavate in seguito allo spostamento dei muri di tompagno delle arcate dall’interno all’esterno (Belli D’Elia 1985, 143)</hi><hi rend="notes_number CharOverride-5"><hi><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-002">22</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-3">. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-3">Alla basilica si affiancarono presto alcuni edifici destinati al funzionamento del santuario. La prima struttura documentata è l’ospizio per i pellegrini (Cioffari 2007, 9-12): nel 1095 Goffredo, </hi><hi rend="CharOverride-4">dominator loci Noe</hi><hi rend="CharOverride-3">, offriva</hi><hi rend="CharOverride-4"> in ospitali sancti Nicolay confessoris </hi><hi rend="CharOverride-3">una chiesa di Sant’Angelo (CDB V, framm. 3, 287-88)</hi><hi rend="notes_number CharOverride-5"><hi><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-001">23</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-3">. L’edificio è menzionato in numerosi documenti successivi, che ne attestano il buon funzionamento grazie anche a ulteriori donazioni. Non si hanno elementi sicuri a proposito dell’esatta collocazione dell’edificio. Tradizionalmente esso è collocato presso il cortile a nord della basilica, nel sito dell’ex Museo Storico o, piuttosto, in quello dell’attuale edificio scolastico San Nicola (cfr. Sada e Papa 1988, 240-43; Cioffari 2007, 9-12). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-3">Come si diceva, la basilica si caratterizzò sin dal momento della sua costruzione per la funzione di santuario e per tale motivo fu risparmiata dalla violenta distruzione della città operata da Guglielmo I nel 1156. La posizione privilegiata lungo la viabilità, la presenza del porto e l’importanza del santuario nicolaiano garantirono a Bari un posto di assoluto privilegio, non più solo come tappa logistica nei percorsi di pellegrinaggio, ma anche come destinazione carica di uno specifico carattere devozionale</hi><hi rend="notes_number CharOverride-5"><hi><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-000">24</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-3"> (Fig. 6). Come presso i più importanti santuari d’Occidente, anche vicino alla basilica di San Nicola si dovettero stabilire ambienti funzionali alla produzione e alla vendita delle insegne di pellegrinaggio. Nel corso delle nostre indagini è stata ritrovata una quadrangola, in piombo, sulla quale è raffigurato San Paolo, databile tra l’XI e il XII secolo (Fig. 7). L’insegna barese testimonia evidentemente il passaggio a San Nicola di un pellegrino che aveva già visitato Roma e i santuari apostolici (</hi><hi rend="CharOverride-3">Nuzzo 2020b, 219-21). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-3">Tra le attività che si svolgevano nei cortili della Cittadella sono da ricordare anche le fiere nicolaiane che avevano luogo a maggio e a dicembre, in coincidenza delle feste a commemorazione della traslazione e della morte di san Nicola, legate pertanto anche alla presenza di pellegrini in città (Cioffari 1987, 167-68; Melchiorre 1987). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-3">I luoghi preposti al commercio erano i cortili che si andavano definendo intorno alla basilica (Papagna e Russo 1991, 221-26). Le nostre indagini hanno consentito di specificare, almeno per ciò che riguarda il cortile meridionale, che solo nella tarda età angioina tale settore si configurò come spazio recintato e pavimentato con un battuto di terra, obliterando definitivamente le strutture che in precedenza avevano occupato l’area. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-3">La Cittadella Nicolaiana, dunque, si costituì a partire dall’avvio del cantiere di costruzione della basilica: essa si andò formando e ampliando nel tempo in conseguenza delle costruzione delle strutture finalizzate al funzionamento dello spazio santuariale e di pellegrinaggio (le sepolture </hi><hi rend="CharOverride-4">ad sanctum</hi><hi rend="CharOverride-3">, la probabile residenza dei monaci preposti alla basilica, l’ospizio per i pellegrini, le botteghe per la produzione di oggetti devozionali, i luoghi per le fiere), fino a costituire uno spazio urbano in qualche modo distinto, racchiuso da una propria una cinta muraria, una vera e propria ‘città/santuario’. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-3">Presto, peraltro, con una bolla diretta all’abate Eustazio, datata nel 1105, il papa Pasquale II dichiarava la basilica soggetta all’autorità della Sede romana (CDB V 44, 79-80), sottolineando il carattere specifico del santuario come realtà insediativa differenziata e autonoma sul piano istituzionale dalla città in cui esso era posto.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-3">Le trasformazioni delle città pugliesi dopo la fine dell’antichità, ancora in buona parte da approfondire ma che appaiono piuttosto chiare almeno nelle tendenze generali, mostrano la necessità di progetti di indagine mirati alla individuazione dei settori urbani utili al recupero delle tracce archeologiche della città altomedievale, talvolta (come si sa) di scarsa evidenza monumentale, e di una lettura delle evidenze archeologiche alla luce dei cambiamenti istituzionali che nel Medioevo, in un rapporto di causa-effetto, modificarono gli equilibri istituzionali creandone di nuovi.</hi></p><p rend="h2" ><hi>Riferimenti bibliografici</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Ambriola, V. 2018. “‘Manufatti parlanti’ di Puglia. Alcune considerazioni sulle iscrizioni del prospetto nord della basilica di San Nicola a Bari.” </hi><hi rend="CharOverride-4">Temporis Signa</hi><hi rend="CharOverride-3"> XII: 99-108.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Antolini, S. et al.</hi><hi rend="CharOverride-4"> </hi><hi rend="CharOverride-3">2019. “La prima attestazione del culto dei santi Cosma e Damiano nell’Epirus Vetus dagli scavi della fortificazione di Palokastra (Valle del Drino, Albania).” </hi><hi rend="CharOverride-4">Annuario della Scuola Archeologica di Atene e delle Missioni Italiane in Oriente </hi><hi rend="CharOverride-3">97: 295-310.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Belli D’Elia, P. 1985. </hi><hi rend="CharOverride-4">La basilica di S. Nicola a Bari. Un monumento nel tempo</hi><hi rend="CharOverride-3">. Galatina: Congedo Editore.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Belli D’Elia, P. 2003. </hi><hi rend="CharOverride-4">Puglia romanica</hi><hi rend="CharOverride-3">. Milano: Jaka Book.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Belli D’Elia, P. 2009. “Le radici della cattedrale.” In </hi><hi rend="CharOverride-4">Le radici della cattedrale. Lo studio ed il restauro del succorpo nel contesto della fabbrica della cattedrale di Bari</hi><hi rend="CharOverride-3">, a cura di P. Belli D’Elia, ed E. Pellegrino, 197-215. Bari: Edipuglia.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Bertelli, G. 1994. </hi><hi rend="CharOverride-4">Santa Maria que est episcopio. La cattedrale di Bari dalle origini al 1034</hi><hi rend="CharOverride-3">. Bari: Edipuglia.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Bertelli, G. 2001. “Le reliquie di s. Sabino da Canosa da Canosa a Bari: tra tradizione e archeologia.” In </hi><hi rend="CharOverride-4">La tradizione barese di s. Sabino di Canosa</hi><hi rend="CharOverride-3">, a cura di S. Palese, 57-77. Bari: Edipuglia. </hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Bertelli, G. 2002</hi><hi rend="CharOverride-6">. </hi><hi rend="CharOverride-4">Le diocesi della Puglia centro settentrionale: Aecae, Bari, Bovino, Egnathia, Herdonia, Lucera, Siponto, Trani, Vieste</hi><hi rend="CharOverride-3">, Corpus della scultura altomedievale 15. Spoleto: Fondazione Centro italiano di studi sull’alto medioevo.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Bertelli, G. 2009. “L’edificio paleocristiano; una rivisitazione e alcune considerazioni.” In </hi><hi rend="CharOverride-4">Le radici della cattedrale. Lo studio ed il restauro del succorpo nel contesto della fabbrica della cattedrale di Bari</hi><hi rend="CharOverride-3">, a cura di P. Belli D’Elia, ed E. Pellegrino, 121-37. Bari: Edipuglia.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Bressan, L. 1996. “Le iscrizioni dei marinai di San Nicola.” </hi><hi rend="CharOverride-4">Studi bitontini</hi><hi rend="CharOverride-3"> 62: 21-44.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Bressan, L. 2000. “Le iscrizioni nella Bari medievale. Un itinerario da scoprire.” In </hi><hi rend="CharOverride-4">Studi in onore di Giosuè Musca</hi><hi rend="CharOverride-3">, a cura di C. D. Fonseca, e V. Sivo, 63-4. Bari: Edizioni Dedalo.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Caggiano, A. 1982. “L’amministrazione periferica longobarda in Puglia: gastaldi e gastaldati.” </hi><hi rend="CharOverride-4">Vetera christianorum</hi><hi rend="CharOverride-3"> 19: 361-72.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Campione, A. 2012. “La Vita di Sabino, vescovo di Canosa: un exemplum di agiografia longobarda.” In </hi><hi rend="CharOverride-4">Bizantini, Longobardi e Arabi in Puglia nell’alto medioevo</hi><hi rend="CharOverride-3">. Atti del XX Congresso internazionale di studio sull’alto medioevo (Savelletri di Fasano (Br), 3-6 novembre 2011), 365-403. Spoleto: Fondazione Centro italiano di studi sull’alto medioevo.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Cassano, R. 1987 “L’antico nella Basilica.” In </hi><hi rend="CharOverride-4">San Nicola di Bari e la sua basilica. Culto, arte, tradizione</hi><hi rend="CharOverride-3">, 304-06. Milano: Electa.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Cassano, R. 1992. “Il tempio di Giove Toro.” In </hi><hi rend="CharOverride-4">Principi imperatori vescovi. Duemila anni di storia a Canosa</hi><hi rend="CharOverride-3">, a cura di R. Cassano, 741-58. Venezia: Marsilio.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Cassano, R. 2008. “Nuove acquisizioni sull’architettura canosina al tempo del vescovo Sabino.” In </hi><hi rend="CharOverride-4">Storia e archeologia della Daunia. In ricordo di Marina Mazzei</hi><hi rend="CharOverride-3">. Atti delle Giornate di studio (Foggia, 19-21 maggio 2005), a cura di G. Volpe, M. J. Strazzulla, e D. Leone, 305-26. Bari: Edipuglia.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">CDB I (</hi><hi rend="CharOverride-4">Codice Diplomatico Barese I</hi><hi rend="CharOverride-3">).</hi><hi rend="CharOverride-4"> </hi><hi rend="CharOverride-3">1867.</hi><hi rend="CharOverride-4"> Le pergamene del Duomo di Bari (952-1264)</hi><hi rend="CharOverride-3">, a cura di G. B. Nitto De Rossi, e F. Nitti. Bari: Società di storia patria per la Puglia.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">CDB II</hi><hi rend="CharOverride-4"> </hi><hi rend="CharOverride-3">(</hi><hi rend="CharOverride-4">Codice Diplomatico Barese II</hi><hi rend="CharOverride-3">). 1899.</hi><hi rend="CharOverride-4"> Le pergamene del Duomo di Bari (1266-1309)</hi><hi rend="CharOverride-3">, in appendice </hi><hi rend="CharOverride-4">Le pergamene di Giovinazzo, Canosa e Putignano sino al 1266</hi><hi rend="CharOverride-3">, a cura di G. B. Nitto De Rossi, e F. Nitti. Trani: Società di storia patria per la Puglia.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">CDB V</hi><hi rend="CharOverride-4"> </hi><hi rend="CharOverride-3">(</hi><hi rend="CharOverride-4">Codice Diplomatico Barese V</hi><hi rend="CharOverride-3">).</hi><hi rend="CharOverride-4"> </hi><hi rend="CharOverride-3">1902.</hi><hi rend="CharOverride-4"> Le pergamene di S. Nicola di Bari. Periodo normanno (1075-1194)</hi><hi rend="CharOverride-3">, a cura di F. Nitti Di Vito. Bari: Società di storia patria per la Puglia.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Cioffari, G. 1984. </hi><hi rend="CharOverride-4">Storia della Basilica di S. Nicola di Bari</hi><hi rend="CharOverride-3">. I. </hi><hi rend="CharOverride-4">L’epoca normanno-sveva</hi><hi rend="CharOverride-3">. Bari: Centro Studi Nicolaiani.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Cioffari, G. 1987. “Dalle origini a Bona Sforza.” In </hi><hi rend="CharOverride-4">San Nicola di Bari e la sua basilica. Culto, arte, tradizione</hi><hi rend="CharOverride-3">, 140-73. Milano: Electa.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Cioffari, G. 2006. </hi><hi rend="CharOverride-4">L’Abate Elia. Il benedettino che costruì la Basilica di S. Nicola</hi><hi rend="CharOverride-3">. Matera: Giuseppe Barile Editore.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Cioffari, G. 2007. </hi><hi rend="CharOverride-4">I pellegrinaggi a S. Nicola nella storia. </hi><hi rend="CharOverride-3">I.</hi><hi rend="CharOverride-4"> Il medioevo</hi><hi rend="CharOverride-3">. Bari: Centro Studi Nicolaiani.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">D’Alessio, A. et al.</hi><hi rend="CharOverride-4"> </hi><hi rend="CharOverride-3">2012. “La basilica di San Leucio a Canosa di Puglia. Fasi edilizie, apparati musivi e necropoli.” In </hi><hi rend="CharOverride-4">Martiri, santi, patroni: per una archeologia della devozione</hi><hi rend="CharOverride-3">. Atti del X Congresso nazionale di Archeologia cristiana (Università della Calabria, 15-18 settembre 2010), 677-85. Rossano (Cs): Consenso.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">D’Angela, C. 1981. “Una scoperta altomedievale nella cattedrale di Canosa.” </hi><hi rend="CharOverride-4">Taras</hi><hi rend="CharOverride-3"> 1: 255-78.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Falla Castelfranchi, M. 1984. “Un monastero benedettino inedito a Canosa San Quirico. Con un’appendice su alcune questioni topografiche di Canosa in particolare relazione con le traslazioni delle reliquie di San Sabino.” In </hi><hi rend="CharOverride-4">L’esperienza monastica benedettina e la Puglia</hi><hi rend="CharOverride-3">. Atti del Convegno di studio organizzato in occasione del XV centenario della nascita di San Benedetto (Bari, 6-10 ottobre 1980), a cura di C. D. Fonseca, 286-300. Galatina: Congedo Editore.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Falla Castelfranchi, M. 1991. “Il culto di San Leucio in Puglia, Abruzzo e Molise, il periodo longobardo e il ruolo di Benevento alla luce delle fonti cronachistiche e agiografiche.” In</hi><hi rend="CharOverride-4"> San Leucio d’Alessandria e l’Occidente</hi><hi rend="CharOverride-3">. Atti del secondo convegno nazionale su “Il santo patrono” (Brindisi, 10-11 novembre 1984), 37-62. Brindisi: Amici della A. De Leo.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Falla Castelfranchi, M. 2014. “San Sabino vescovo di Canosa (514-66) e le traslazioni del suo corpo. Con particolare attenzione alle nuove scoperte nella cattedrale.” In </hi><hi rend="CharOverride-4">L’évêque, l’image et la mort. Identité et mémoire au Moyen Âge</hi><hi rend="CharOverride-3">, édité par N. Bock, I. Foletti, et M. Tomasi, 467-80. Roma: Viella.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Fonseca, C. D. 2002. “Culto sabiniano e conflitti giurisdizionali tra Canosa e Bari.” In </hi><hi rend="CharOverride-4">San Sabino. Uomo di dialogo e di pace tra Oriente e Occidente</hi><hi rend="CharOverride-3">. Atti del Convegno di Studi in occasione del XII Centenario della translazione del corpo di San Sabino e per i 900 anni di dedicazione della Chiesa Cattedrale di Canosa (Canosa, 26-28 ottobre 2001), a cura di L. Bertoldi Lenoci, 13-20. Trieste: Edizioni Università di Trieste.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Giuliani, R., Leone D., e G. Volpe. 2013. “Il complesso episcopale di Canosa nell’area di S. Giovanni dalle origini all’alto medioevo: una rilettura della topografia cristiana della città alla luce delle più recenti ricerche archeologiche.” In </hi><hi rend="CharOverride-4">Episcopus, Civitas, Territorium. </hi><hi rend="CharOverride-3">Acta XV Congressus Internationalis Archaeologiae Christianae (Toleti, 8-12.9.2008), 1217-240. Città del Vaticano: Pontificio istituto di Archeologia cristiana.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Graffeo, V., e B. Vivino. 2012. “Il complesso a nord-est della basilica di San Leucio (saggio IV).”</hi><hi rend="CharOverride-4"> Scienze dell’antichità</hi><hi rend="CharOverride-3"> 18: 457-68.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">ICI XIII. 2011. </hi><hi rend="CharOverride-4">Inscriptiones christianae Italiae septimo saeculo antiquiores. Nova series XIII, Regio II. Apulia et Calabria</hi><hi rend="CharOverride-3">, introduzione, edizione e commento a cura di D. Nuzzo. Bari.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">La Manna, F. 2019. “L’evergetismo religioso di Teoderada nelle fonti storiche e agiografiche.” In </hi><hi rend="CharOverride-4">Teodolinda. I Longobardi all’alba dell’Europa</hi><hi rend="CharOverride-3">. Atti del Secondo convegno internazionale di studio (Monza, Gazzada, Castelseprio-Torba, Cairate, 2-7 dicembre 2015), a cura di G. Archetti, 311-19. Spoleto: Fondazione Centro italiano di studi sull’alto medioevo.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Loré, V. 2012. “I gastaldi nella Puglia longobarda.” In </hi><hi rend="CharOverride-4">Bizantini, Longobardi e Arabi in Puglia nell’alto medioevo</hi><hi rend="CharOverride-3">. Atti del XX Congresso internazionale di studio sull’alto medioevo (Savelletri di Fasano (Br), 3-6 novembre 2011), 249-73. Spoleto: Fondazione Centro italiano di studi sull’alto medioevo.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Manganelli, L. 2010. “La necropoli di San Leucio.” In </hi><hi rend="CharOverride-4">Canosa. Ricerche storiche 2009</hi><hi rend="CharOverride-3">. Atti del Convegno di Studio (Canosa, 12-15 febbraio 2009), a cura di L. Bertoldi Lenoci, 151-76. Martina Franca (Ta): Edizioni Pugliesi.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Martin, J.-M. 1987. “Note sur la Vie de saint Sabin de Canosa et le prince de Bénévent Grimoald IV.” </hi><hi rend="CharOverride-4">Vetera christianorum</hi><hi rend="CharOverride-3"> 24: 399-405.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Martin, J.-M. 1993. </hi><hi rend="CharOverride-4">La Pouille du VI</hi><hi rend="CharOverride-7">e</hi><hi rend="CharOverride-4"> au XII</hi><hi rend="CharOverride-7">e </hi><hi rend="CharOverride-4">siècle</hi><hi rend="CharOverride-3">. Rome: École Française de Rome.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Melchiorre, V. A. 1987. “I pellegrinaggi alla Basilica.” In </hi><hi rend="CharOverride-4">San Nicola di Bari e la sua basilica. Culto, arte, tradizione</hi><hi rend="CharOverride-3">, 339-45. Milano: Electa.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Milella, N. 1987. “Storia dei restauri.” In </hi><hi rend="CharOverride-4">San Nicola di Bari e la sua basilica. Culto, arte, tradizione</hi><hi rend="CharOverride-3">, 212-257. Milano: Electa.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Monno, V. 2018. “La ceramica in Puglia tra tarda Antichità e alto Medioevo: produzioni locali e manufatti di importazione dal complesso episcopale di S. Pietro a Canosa (saggio I, scavi 2001-2004).” In Atti dell’VIII Congresso Nazionale di Archeologia Medievale (Matera, 12-15 settembre 2018), a cura di F. Sogliani et al., 345-49. Firenze: All’Insegna del Giglio.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Musca, G. 1964. </hi><hi rend="CharOverride-4">L’emirato di Bari. 847-871</hi><hi rend="CharOverride-3">. Bari. Edizioni Dedalo.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Nuzzo, D. 2018. “L’organizzazione della rete ecclesiastica nel territorio di Bari in età bizantina (IX-XI secolo).” In </hi><hi rend="CharOverride-4">Conversano nel Medioevo. Storia, arte e cultura del territorio tra IX e XIV secolo. Saggi di storia dell’arte</hi><hi rend="CharOverride-3">, a cura di G. Curzi et al., 73-80. Roma: Campisano Editore. </hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Nuzzo, D. 2020a. “Un primo sguardo ai corredi sepolcrali del complesso ecclesiastico di San Pietro a Canosa di Puglia. Le tombe dell’atrio e degli ambienti adiacenti.” In </hi><hi rend="CharOverride-4">Taccuino per Anna Maria Giuntella. Piccoli scritti di archeologia cristiana e medievale</hi><hi rend="CharOverride-3">, a cura di F. Bisconti, e G. Ferri, 237-43. Todi: Tau.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Nuzzo, D. 2020b. “Bari dal praetorium bizantino alla Cittadella nicolaiana: le trasformazioni di un’area urbana alla luce delle fonti scritte e della documentazione archeologica.” In </hi><hi rend="CharOverride-4">Oltre l’alto medioevo: etnie, vicende, culture nella Puglia normanno-sveva</hi><hi rend="CharOverride-3">. Atti del XXII Congresso internazionale di studio sull’alto medioevo (Savelletri di Fasano (Br), 21-24 novembre 2019), 203-25. Spoleto: Fondazione Centro italiano di studi sull’alto medioevo.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Nuzzo, D. 2022. “Le città dell’Italia meridionale nell’alto medioevo: riflessioni sullo stato della ricerca archeologica”. </hi><hi rend="CharOverride-4">In In Itinere, con Letizia Pani Ermini. La città altomedievale in Italia</hi><hi rend="CharOverride-3">. Giornata di studi (Sapienza, Università di Roma, 4 aprile 2019), </hi><hi rend="CharOverride-4">Temporis Signa </hi><hi rend="CharOverride-3">VII: 131-146.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Nuzzo, D. 2023. “San Leucio di Brindisi: il culto a Roma e in Italia meridionale tra tarda antichità e alto medioevo”. in A Bremenkamp, T. Michalsky, N. Zimmermann (Hrsg.), </hi><hi rend="CharOverride-4">Importreliquien in Rom von Damasus I. bis Paschalis I</hi><hi rend="CharOverride-3">. Akten der Internationale Konferenz Deutsches Archäologisches Institut Rom – Bibliotheca Hertziana, Max-Planck Institut für Kunstgeschichte, 12.-14 October 2020), 89-100. Wiesbaden:Harrassowitz Verlag.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Nuzzo, D. et al. 2018. “Indagini archeologiche nell’area del Pretorio bizantino di Bari. Primi dati dalla campagna di scavo nel cortile dell’Abate Elia e dalle ricognizioni subacquee lungo il litorale della Basilica di S. Nicola (2017).” In Atti dell’VIII Congresso Nazionale di Archeologia Medievale (Matera, 12-15 settembre 2018), a cura di F. Sogliani et al., 238-43. Firenze: All’Insegna del Giglio.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Nuzzo, D., e G. Disantarosa. 2019. “Nuove osservazioni sul porto antico di Bari: documenti di archivio e indagini archeologiche tra terra e mare.” In </hi><hi rend="CharOverride-4">Know the sea to live the sea – Conoscere il mare per vivere il mare</hi><hi rend="CharOverride-3">. Atti al Convegno di Studi (Cagliari, 7-9 marzo 2019), a cura di R. Martorelli, 127-49. Perugia: Morlacchi Editore.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Paoli, E. 2003. “Tradizioni agiografiche dei ducati di Spoleto e Benevento.” In </hi><hi rend="CharOverride-4">I Longobardi dei ducati di Spoleto e Benevento</hi><hi rend="CharOverride-3">. Atti del XVI Congresso internazionale di studi sull’alto medioevo (Spoleto, 20-23 ottobre 2002; Benevento, 24-27 ottobre 2002), 289-315. Spoleto: Fondazione Centro italiano di studi sull’alto medioevo. </hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Papagna, E., e S. Russo. 1991. “Mercanti e pellegrini all’ombra della basilica.” In </hi><hi rend="CharOverride-4">Storia di Bari nell’Antico Regime</hi><hi rend="CharOverride-3">, a cura di A. Massafra, e F. Tateo, I, 219-50. Roma-Bari: Laterza.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Pensabene, P. 2012. “Architettura e mosaici della basilica tetraconca di San Leucio.” </hi><hi rend="CharOverride-4">Scienze dell’antichità</hi><hi rend="CharOverride-3"> 18: 429-46.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Pierno, M. 2009. “Le iscrizioni murate nell’altare della cripta.” In </hi><hi rend="CharOverride-4">Le radici della cattedrale. Lo studio ed il restauro del succorpo nel contesto della fabbrica della cattedrale di Bari</hi><hi rend="CharOverride-3">, a cura di P. Belli D’Elia, ed E. Pellegrino, 227-29. Bari: Edipuglia.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Pierno, M. 2011. “Le iscrizioni della cripta della Cattedrale di Canosa.” In </hi><hi rend="CharOverride-4">Canosa. Ricerche storiche. Decennio 1999-2009</hi><hi rend="CharOverride-3">. Atti del Convegno di Studio (12-13 febbraio 2010), a cura di L. Bertoldi Lenoci, 665-76. Martina Franca (Ta): Edizioni Pugliesi.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Sada, L., e A. Papa. 1988. </hi><hi rend="CharOverride-4">L’Hospitium Sancti Nicolai di Bari</hi><hi rend="CharOverride-3">. Bari: Centro Studi Nicolaiani.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Sivo, V. 2002. “Giovanno Arcidiacono e il culto di San Sabino. La Vita metrica (B.H.L. 7444).”</hi><hi rend="CharOverride-4"> </hi><hi rend="CharOverride-3">In </hi><hi rend="CharOverride-4">San Sabino. Uomo di dialogo e di pace tra Oriente e Occidente.</hi><hi rend="CharOverride-3"> Atti del Convegno di Studi in occasione del XII Centenario della translazione del corpo di San Sabino e per i 900 anni di dedicazione della Chiesa Cattedrale di Canosa (Canosa, 26-28 ottobre 2001), a cura di L. Bertoldi Lenoci, 25-45. Trieste: Edizioni Università di Trieste.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Stella, F. 2012. “Poesia latina della Puglia altomedievale: sondaggi intertestuali e rapporti interculturali in epigrafi, agiografie e nei «Gesta Roberti Wiscardi</hi><hi rend="CharOverride-4">»</hi><hi rend="CharOverride-3">.” In </hi><hi rend="CharOverride-4">Bizantini, Longobardi e Arabi in Puglia nell’alto medioevo</hi><hi rend="CharOverride-3">. Atti del XX Congresso internazionale di studio sull’alto medioevo (Savelletri di Fasano (Br), 3-6 novembre 2011), 455-86. Spoleto: Fondazione Centro italiano di studi sull’alto medioevo.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Tortora, A. A. 1758. </hi><hi rend="CharOverride-4">Relatio status sanctae primatialis ecclesiae canusinae</hi><hi rend="CharOverride-3">. Roma: Typographia Komarek.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Urso, C. 2019. “Teodolinda, Romilda e Teoderada … una storia al femminile?” In </hi><hi rend="CharOverride-4">Teodolinda. I Longobardi all’alba dell’Europa</hi><hi rend="CharOverride-3">. Atti del Secondo convegno internazionale di studio (Monza, Gazzada, Castelseprio-Torba, Cairate, 2-7 dicembre 2015), a cura di G. Archetti, 815-53. Spoleto: Fondazione Centro italiano di studi sull’alto medioevo.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Violante, F. 2018. “Note topografiche sull’Apulia medievale nell’Iter de Londinio in Terram Sanctam di Matthew Paris.” In </hi><hi rend="CharOverride-4">Storia e archeologia globale dei paesaggi rurali in Italia fra tardoantico e medioevo</hi><hi rend="CharOverride-3">, a cura di G. Volpe, 207-18. Bari: Edipuglia.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-3">Volpe, G. et al.</hi><hi rend="CharOverride-4"> </hi><hi rend="CharOverride-3">2007. “Il complesso sabiniano di S. Pietro a Canosa.” In </hi><hi rend="CharOverride-4">La cristianizzazione in Italia tra tardo antico e alto medioevo</hi><hi rend="CharOverride-3">.</hi><hi rend="CharOverride-4"> </hi><hi rend="CharOverride-3">Atti del IX convegno nazionale di archeologia cristiana (Agrigento, 20-25 novembre 2004), a cura di R. M. Bonacasa Carra, ed E. Vitale, 1114-165. Palermo: Saladino.</hi></p><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="CharOverride-8"><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-023-backlink">1</ref></hi><hi rend="CharOverride-3">	Per le indagini nel complesso di San Pietro vedi Volpe et al. 2007; per gli scavi a Piano San Giovanni vedi Giuliani, Leone e Volpe 2013, e per San Leucio vedi D’Alessio et al. 2012 e Pensabene 2012.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="CharOverride-8"><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-022-backlink">2</ref></hi><hi rend="CharOverride-3">	Cfr. </hi><hi rend="CharOverride-4">Historia vitae inventionis translationis s. Sabini episcopi</hi><hi rend="CharOverride-3"> (AA.SS.</hi><hi rend="CharOverride-4"> Febr.</hi><hi rend="CharOverride-3">, II, 323-28) (= </hi><hi rend="CharOverride-4">Vita</hi><hi rend="CharOverride-3">). Cfr. Martin 1987 e, più di recente, Paoli 2003, 312-14 e Campione 2012, 365-403. </hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="CharOverride-8"><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-021-backlink">3</ref></hi><hi rend="CharOverride-3">	Il culto dei santi Cosma e Damiano, originario di Cirro in Siria settentrionale, è ben attestato a partire dalla seconda metà del V secolo d.C. e si diffuse in Occidente soprattutto in età giustinianea data la particolare devozione dell’imperatore nei confronti dei due santi guaritori (Antolini et al. 2019, in part. 302-05). Non è improbabile che Sabino abbia potuto recuperare le reliquie dei santi e inserirle nella basilica da lui edificata, chiaramente ispirata a prestigiosi modelli architettonici orientali.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="CharOverride-8"><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-020-backlink">4</ref></hi><hi rend="CharOverride-3">	Paolo Diacono nel </hi><hi rend="CharOverride-4">Liber de episcopis mettensibus</hi><hi rend="CharOverride-3"> associa san Leucio all’attività romana di Pietro e ritiene sia stato lo stesso apostolo a mandarlo a Brindisi (MGH, SS, II, ed. G. H. Pertz, Hannoverae 1829, 261). Fu forse proprio il ruolo che la figura di San Leucio assunse nell’ambiente longobardo a indurre Paolo Diacono ad attribuire al personaggio il prestigio della missione apostolica diversamente da quanto tramandato dalla tradizione agiografica locale (cfr. Nuzzo 2023).</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="CharOverride-8"><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-019-backlink">5</ref></hi><hi rend="CharOverride-3">	Cfr. Falla Castelfranchi 1991, 40-4, 53.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="CharOverride-8"><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-018-backlink">6</ref></hi><hi rend="CharOverride-3">	Per le sepolture a San Leucio di Canosa vedi Manganelli 2010. A questo periodo si possono forse riferire anche i tratti di muri individuati nel saggio a nord-est della basilica interpretati in via del tutto ipotetica come parte di un sistema difensivo del santuario (Graffeo e Vivino 2012).</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="CharOverride-8"><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-017-backlink">7</ref></hi><hi rend="CharOverride-3">	AA.SS. </hi><hi rend="CharOverride-4">Febr.</hi><hi rend="CharOverride-3"> II, 328</hi><hi rend="CharOverride-4">.</hi><hi rend="CharOverride-3"> Cfr. Campione 2012, 385-89 e Falla Castelfranchi 2014, 470. Sulla figura di Teoderada vedi Urso 2019; La Manna 2019, in part. </hi><hi rend="CharOverride-3" >317-18.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="CharOverride-8"><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-016-backlink">8</ref></hi><hi rend="CharOverride-3">	</hi><hi rend="CharOverride-3" >AA.SS. </hi><hi rend="CharOverride-4" >Febr.</hi><hi rend="CharOverride-3" > II, 326-27.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="CharOverride-8"><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-015-backlink">9</ref></hi><hi rend="CharOverride-3">	</hi><hi rend="CharOverride-3" >ICI XIII, in part. nn. 11-12, 16 e 20, pp. 30-32, 39, 42-43.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="CharOverride-8"><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-014-backlink">10</ref></hi><hi rend="CharOverride-3">	</hi><hi rend="CharOverride-3" >AA.SS. </hi><hi rend="CharOverride-4" >Febr.</hi><hi rend="CharOverride-3" > </hi><hi rend="CharOverride-3">II, 328. Cassano 2008, 320-24; Falla Castelfranchi 2014, in part. 471-73.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="CharOverride-8"><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-013-backlink">11</ref></hi><hi rend="CharOverride-3">	Cfr. AA.SS. </hi><hi rend="CharOverride-4">Febr.</hi><hi rend="CharOverride-3">, II, 329. D’Angela 1981, 261-72. Per le lastre reimpiegate a formare il sarcofago vedi Bertelli 2002, 237-39 nota 244. </hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="CharOverride-8"><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-012-backlink">12</ref></hi><hi rend="CharOverride-3">	</hi><hi rend="CharOverride-4">Chronica monast. casinensis</hi><hi rend="CharOverride-3">, I, 59, in MGH, SS, VII, ed. G. H. Pertz, Hannoverae 1846, 622 (anno 943). Cfr. Falla Castelfranchi 1984, 287-90.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="CharOverride-8"><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-011-backlink">13</ref></hi><hi rend="CharOverride-3">	Sul gastaldato di Bari vedi anche Caggiano 1982, 367-68. Per il periodo dell’emirato vedi Musca 1964.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="CharOverride-8"><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-010-backlink">14</ref></hi><hi rend="CharOverride-3">	La risistemazione dell’area circostante l’altare del succorpo della cattedrale e forse l’impianto della stessa struttura al di sotto della cattedrale medievale può attribuirsi al momento dell’</hi><hi rend="CharOverride-4">inventio</hi><hi rend="CharOverride-3"> delle reliquie sabiniane e alla committenza dell’abate Elia (Belli D’Elia 2009, 201-04). Vedi anche Bertelli 1994, 30-41; 2001; e 2009, 131 e 134.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="CharOverride-8"><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-009-backlink">15</ref></hi><hi rend="CharOverride-3">	AA. SS. </hi><hi rend="CharOverride-4">Febr.</hi><hi rend="CharOverride-3">, II, 330-31. Cfr. Sivo 2002; Stella 2012, 465-71.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="CharOverride-8"><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-008-backlink">16</ref></hi><hi rend="CharOverride-3">	L’iscrizione è datata nell’XI secolo (D’Angela 1981, 272).</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="CharOverride-8"><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-007-backlink">17</ref></hi><hi rend="CharOverride-3">	Vedi, più di recente, Nuzzo 2018, 253-56.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="CharOverride-8"><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-006-backlink">18</ref></hi><hi rend="CharOverride-3">	Il Progetto, coordinato da chi scrive, ha lo scopo di recuperare le evidenze archeologiche della città bizantina in base all’analisi delle aree interessate dal complesso catapanale. Contestualmente alla revisione delle ricerche archeologiche precedenti sono state condotte (per ora) due campagne di scavo (2017-2018). Ad esse si sono affiancati gli scavi subacquei nello specchio di mare prospiciente la basilica di San Nicola (vedi in sintesi Nuzzo e Disantarosa 2019).</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="CharOverride-8"><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-005-backlink">19</ref></hi><hi rend="CharOverride-3">	Per questa struttura vedi Nuzzo et al. 2018, 238-41.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="CharOverride-8"><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-004-backlink">20</ref></hi><hi rend="CharOverride-3">	Cfr. Cioffari 1984, 111-16. </hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="CharOverride-8"><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-003-backlink">21</ref></hi><hi rend="CharOverride-3">	Di questo parere sembra anche Cioffari 1987, 140.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="CharOverride-8"><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-002-backlink">22</ref></hi><hi rend="CharOverride-3">	Vedi anche Milella 1987, 222.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="CharOverride-8"><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-001-backlink">23</ref></hi><hi rend="CharOverride-3">	Per l’autenticità del documento vedi Cioffari 2007, 10 nota 8.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="CharOverride-8"><ref target="OP08975_xml_36_461-478.html#footnote-000-backlink">24</ref></hi><hi rend="CharOverride-3">	Vedi per es. l’itinerario di Matthew Paris, monaco di St. Albans del XIII secolo, in cui Bari è raffigurata come la città di san Nicola (cfr. Violante 2018).</hi></p></item>
				</list><p rend="editorial_metadata_author" ><hi>Donatella Nuzzo, University of Bari, Italy, </hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi>donatella.nuzzo@gmail.com</hi></ref><hi>, </hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi>0000-0002-6322-3223</hi></ref></p><p rend="editorial_metadata_polices" ><hi>Referee List (DOI 1</hi><ref target="https://doi.org/10.36253/fup_referee_list"><hi>0.36253/fup_referee_list</hi></ref><hi>)</hi></p><p rend="editorial_metadata_polices" ><hi>FUP Best Practice in Scholarly Publishing (DOI </hi><ref target="https://doi.org/10.36253/fup_best_practice"><hi>10.36253/fup_best_practice</hi></ref><hi>)</hi></p><p rend="editorial_metadata_book" ><hi>Donatella Nuzzo, </hi><hi rend="italic">Ricerche archeologiche recenti nelle città medievali della Puglia centrale. Il caso di Canosa e Bari</hi><hi>, © Author(s), </hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi>CC BY 4.0</hi></ref><hi>, </hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi>DOI 10.36253/979-12-215-0376-0.</hi></ref><hi>34, in Michele Nucciotti, Elisa Pruno (edited by), </hi><hi rend="CharOverride-9">Florentia. Studi di archeologia. Vol. 5 - Numero speciale - Studi in onore di Guido Vannini</hi><hi>, pp. -</hi><hi>19</hi><hi>, 2024, published by Firenze University Press, ISBN 979-12-215-0376-0, </hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi>DOI 10.36253/</hi></ref><hi>979-12-215-0376-0</hi></p><p><graphic url="OP08975_xml_36_461-478-web-resources/image/figura_1.jpg" rend="img _idGenObjectAttribute-1" mimeType="image/jpeg"/></p><p rend="caption_figure" ><hi rend="CharOverride-3">Figura 1 – Canosa, complesso ecclesiastico di San Pietro. Tracce delle capanne dell’atrio (foto D. Nuzzo).</hi></p><p><graphic url="OP08975_xml_36_461-478-web-resources/image/figura_2.jpg" rend="img _idGenObjectAttribute-1" mimeType="image/jpeg"/></p><p rend="caption_figure" ><hi rend="CharOverride-3">Figura 2 – Canosa, chiese di Santa Maria e del Salvatore nella fase altomedievale (da Giuliani, Leone e Volpe 2013).</hi></p><p><graphic url="OP08975_xml_36_461-478-web-resources/image/figura_3.jpg" rend="img _idGenObjectAttribute-1" mimeType="image/jpeg"/></p><p><graphic url="OP08975_xml_36_461-478-web-resources/image/figura_4.jpg" rend="img _idGenObjectAttribute-1" mimeType="image/jpeg"/></p><p rend="caption_figure" ><hi rend="CharOverride-3">Figura 4 – Disegno ricostruttivo di Bari nell’XI sec. (dis. F. Sanseverino).</hi></p><p rend="caption_figure ParaOverride-1" ><hi rend="CharOverride-3">Figura 3 – Iscrizione commemorativa del vescovo Pietro (da &lt;</hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-3">www.inaap.uniba.it</hi></ref><hi rend="CharOverride-3">&gt;).</hi></p><p rend="caption_figure" ><hi rend="CharOverride-3">Figura 5 – Bari, settori di scavo nell’area della Basilica di San Nicola (1982-2018) (rielaborazione da dis. F. Sanseverino).</hi></p><p><graphic url="OP08975_xml_36_461-478-web-resources/image/figura_5.jpg" rend="img _idGenObjectAttribute-1" mimeType="image/jpeg"/></p><p><graphic url="OP08975_xml_36_461-478-web-resources/image/figura_7.jpg" rend="img _idGenObjectAttribute-1" mimeType="image/jpeg"/></p><p rend="caption_figure" ><hi rend="CharOverride-3">Figura 6 – Cambridge, Corpus Christi College, ms. 26, f. IIIr. (particolare), Matthew Paris, </hi><hi rend="CharOverride-4">Iter de Londinio in Terram Sanctam </hi><hi rend="CharOverride-3">(1254-1255 circa) (da Violante 2018).</hi></p><p rend="caption_figure" ><hi rend="CharOverride-3">Figura 7 – Bari, Cortile dell’abate Elia, scavo 2018, insegna di San Paolo (foto G. Disantarosa, disegno V. Acquafredda).</hi></p><p><graphic url="OP08975_xml_36_461-478-web-resources/image/figura_6.jpg" rend="img _idGenObjectAttribute-1" mimeType="image/jpeg"/></p>
      
      <div>
        <listBibl>
          <head>References</head>
          <bibl n="160669">Antolini S. et al. 2019, La prima attestazione del culto dei santi Cosma e Damiano nell’Epirus Vetus dagli scavi della fortificazione di Palokastra (Valle del Drino, Albania), &amp;#171;Annuario della Scuola Archeologica di Atene e delle Missioni Italiane in Oriente&amp;#187;, 97, pp. 295-310.</bibl>
          <bibl n="160984">Ambriola V. 2018, ‘Manufatti parlanti’ di Puglia.&amp;#160;Alcune considerazioni sulle iscrizioni del prospetto nord&amp;#160;della basilica di San Nicola a Bari,&amp;#160;&amp;#171;Temporis Signa&amp;#187;, XII,&amp;#160;pp. 99-108.</bibl>
          <bibl n="161733">Belli D’Elia P. 2003, Puglia romanica, Jaka Book, Milano.</bibl>
          <bibl n="160739">Belli D’Elia P. 2009, Le radici della cattedrale, in Belli D’Elia P., Pellegrino E. (a cura di), Le radici della cattedrale. Lo studio ed il restauro del succorpo nel contesto della fabbrica della cattedrale di Bari, Edipuglia, Bari, pp. 197-215.</bibl>
          <bibl n="161491">Belli D’Elia P.1985, La basilica di S. Nicola a Bari. Un monumento nel tempo, Congedo Editore, Galatina.</bibl>
          <bibl n="161445">Bertelli G. 1994, Santa Maria que est episcopio. La cattedrale di Bari dalle origini al 1034, Edipuglia, Bari.</bibl>
          <bibl n="160890">Bertelli G. 2001, Le reliquie di s. Sabino da Canosa da Canosa a Bari: tra tradizione e archeologia, in Palese S. (a cura di), La tradizione barese di s. Sabino di Canosa, Edipuglia, Bari, pp. 57-77.</bibl>
          <bibl n="160747">Bertelli G. 2002, Le diocesi della Puglia centro settentrionale: Aecae, Bari, Bovino, Egnathia, Herdonia, Lucera, Siponto, Trani, Vieste, Corpus della scultura altomedievale 15, Fondazione Centro italiano di studi sull’alto medioevo, Spoleto.</bibl>
          <bibl n="160649">Bertelli G. 2009, L’edificio paleocristiano; una rivisitazione e alcune considerazioni, in P. Belli D’Elia, E. Pellegrino (a cura di), Le radici della cattedrale. Lo studio ed il restauro del succorpo nel contesto della fabbrica della cattedrale di Bari, Edipuglia, Bari, pp. 121-137.</bibl>
          <bibl n="161590">Bressan L. 1996, Le iscrizioni dei&amp;#160;marinai&amp;#160;di&amp;#160;San&amp;#160;Nicola, &amp;#171;Studi bitontini&amp;#187;,&amp;#160;62, pp. 21-44.</bibl>
          <bibl n="160957">Bressan L. 2000, Le iscrizioni nella Bari medievale. Un itinerario da scoprire, in Fonseca C. D., Sivo V. (a cura di), Studi in onore di Giosu&amp;#232; Musca, Edizioni Dedalo, Bari, pp. 63-64.</bibl>
          <bibl n="161289">Caggiano A. 1982, L’amministrazione periferica longobarda in Puglia: gastaldi e gastaldati, &amp;#171;Vetera christianorum&amp;#187;, 19, pp. 361-372.</bibl>
          <bibl n="161290">Caggiano A. 1982, L’amministrazione periferica longobarda in Puglia: gastaldi e gastaldati, &amp;#171;Vetera christianorum&amp;#187;, 19, pp. 361-372.</bibl>
          <bibl n="160547">Campione A. 2012, La Vita di Sabino, vescovo di Canosa: un exemplum di agiografia longbarda, in Bizantini, Longobardi e Arabi in Puglia nell’alto medioevo. Atti del XX Congresso internazionale di studio sull’alto medioevo (Savelletri di Fasano (Br), 3-6 novembre 2011), Fondazione Centro italiano di studi sull’alto medioevo, Spoleto, pp. 365-403.</bibl>
          <bibl n="161259">Cassano R. 1987, L’antico nella Basilica, in San Nicola di Bari e la sua basilica. Culto, arte, tradizione, Electa, Milano, pp. 304-306.</bibl>
          <bibl n="161074">Cassano R. 1992, Il tempio di Giove Toro, in Cassano R. (a cura di), Principi imperatori vescovi. Duemila anni di storia a Canosa, Marsilio, Venezia, pp. 741-758.</bibl>
          <bibl n="161376">Cioffari G. 1984, Storia della Basilica di S. Nicola di Bari. I. L’epoca normanno-sveva, Centro Studi Nicolaiani, Bari.</bibl>
          <bibl n="161213">Cioffari G. 1987, Dalle origini a Bona Sforza, in San Nicola di Bari e la sua basilica. Culto, arte, tradizione, Electa, Milano, pp. 140-173.</bibl>
          <bibl n="161391">Cioffari G. 2006, L’Abate Elia. Il benedettino che costru&amp;#236; la Basilica di S. Nicola, Giuseppe Barile Editore, Matera.</bibl>
          <bibl n="161472">Cioffari G. 2007, I pellegrinaggi a S. Nicola nella storia. I. Il medioevo, Centro Studi Nicolaiani, Bari.</bibl>
          <bibl n="160568">D. Nuzzo, G. Disantarosa 2019, Nuove osservazioni sul porto antico di Bari: documenti di archivio e indagini archeologiche tra terra e mare, in Martorelli R. (a cura di), Know the sea to live the sea – Conoscere il mare per vivere il mare. Atti al Convegno di Studi (Cagliari, 7-9 marzo 2019), Morlacchi Editore, Perugia, pp. 127-149.</bibl>
          <bibl n="160578">D’Alessio A. et al. 2012, La basilica di San Leucio a Canosa di Puglia. Fasi edilizie, apparati musivi e necropoli, in Martiri, santi, patroni: per una archeologia della devozione. Atti del X Congresso nazionale di Archeologia cristiana (Universit&amp;#224; della Calabria, 15-18 settembre 2010), Consenso, Rossano (Cs), pp. 677-685.</bibl>
          <bibl n="161548">
            <bibl>D’Angela C. 1981, Una scoperta altomedievale nella cattedrale di Canosa, &amp;#171;Taras&amp;#187;, 1, pp. 255-278.</bibl>
            <idno type="DOI">10.4475/790</idno>
          </bibl>
          <bibl n="160507">Falla Castelfranchi M. 1984, Un monastero benedettino inedito a Canosa San Quirico. Con un’appendice su alcune questioni topografiche di Canosa in particolare relazione con le traslazioni delle reliquie di San Sabino, in Fonseca C. D. (a cura di), L’esperienza monastica benedettina e la Puglia. Atti del Convegno di studio organizzato in occasione del XV centenario della nascita di San Benedetto (Bari, 6-10 ottobre 1980), Congedo Editore, Galatina, pp. 286-300.</bibl>
          <bibl n="160538">Falla Castelfranchi M. 1991, Il culto di San Leucio in Puglia, Abruzzo e Molise, il periodo longobardo e il ruolo di Benevento alla luce delle fonti cronachistiche e agiografiche, in San Leucio d’Alessandria e l’Occidente. Atti del secondo convegno nazionale su “Il santo patrono” (Brindisi, 10-11 novembre 1984), Amici della A. De Leo, Brindisi, pp. 37-62.</bibl>
          <bibl n="160616">Falla Castelfranchi M. 2014, San Sabino vescovo di&amp;#160;Canosa&amp;#160;(514-66) e le traslazioni del suo corpo. Con particolare attenzione alle nuove scoperte nella cattedrale, in Bock N., Foletti I., Tomasi M. (a cura di), L&amp;#39;&amp;#233;v&amp;#234;que, l&amp;#39;image et la mort. Identit&amp;#233; et m&amp;#233;moire au Moyen &amp;#194;ge, Viella, Roma, pp. 467-480.</bibl>
          <bibl n="160515">Fonseca C. D. 2002, Culto sabiniano e conflitti giurisdizionali tra Canosa e Bari, in Bertoldi Lenoci L. (a cura di), San Sabino. Uomo di dialogo e di pace tra Oriente e Occidente. Atti del Convegno di Studi in occasione del XII Centenario della translazione del corpo di San Sabino e per i 900 anni di dedicazione della Chiesa Cattedrale di Canosa (Canosa, 26-28 ottobre 2001), Edizioni Universit&amp;#224; di Trieste, Trieste, pp. 13-20.</bibl>
          <bibl n="160514">Giuliani R., Leone D., Volpe G. 2013, Il complesso episcopale di Canosa nell’area di S. Giovanni dalle origini all’alto medioevo: una rilettura della topografia cristiana della citt&amp;#224; alla luce delle pi&amp;#249; recenti ricerche archeologiche, in Episcopus, Civitas, Territorium. Acta XV Congressus Internationalis Archaeologiae Christianae (Toleti, 8-12.9.2008), Pontificio istituto di Archeologia cristiana, Citt&amp;#224; del Vaticano, pp. 1217-1240.</bibl>
          <bibl n="160536">La Manna F. 2019, L’evergetismo religioso di Teoderada nelle fonti storiche e agiografiche, in Archetti G. (a cura di) Teodolinda. I Longobardi all’alba dell’Europa. Atti del Secondo convegno internazionale di studio (Monza, Gazzada, Castelseprio-Torba, Cairate, 2-7 dicembre 2015), Fondazione Centro italiano di studi sull’alto medioevo, Spoleto, pp. 311-319.</bibl>
          <bibl n="160605">Lor&amp;#233; V. 2012, I gastaldi nella Puglia longobarda, in Bizantini, Longobardi e Arabi in Puglia nell’alto medioevo. Atti del XX Congresso internazionale di studio sull’alto medioevo (Savelletri di Fasano (Br), 3-6 novembre 2011), Fondazione Centro italiano di studi sull’alto medioevo, Spoleto, pp. 249-273.</bibl>
          <bibl n="161240">Martin J.-M. 1987, Note sur la Vie de saint Sabin de Canosa et le prince de B&amp;#233;n&amp;#233;vent Grimoald IV, &amp;#171;Vetera christianorum&amp;#187;, 24, pp. 399-405.</bibl>
          <bibl n="161624">Martin J.-M. 1993, La Pouille du VIe au XIIe si&amp;#232;cle, &amp;#201;cole Fran&amp;#231;aise de Rome, Rome.</bibl>
          <bibl n="161161">Melchiorre V. A. 1987, I pellegrinaggi alla Basilica, in San Nicola di Bari e la sua basilica. Culto, arte, tradizione, Electa, Milano, pp. 339-345.</bibl>
          <bibl n="161300">Milella N. 1987, Storia dei restauri, in San Nicola di Bari e la sua basilica. Culto, arte, tradizione, Electa, Milano, p. 212-257.</bibl>
          <bibl n="160532">Monno V. 2018, La ceramica in Puglia tra tarda Antichit&amp;#224; e alto Medioevo: produzioni locali e manufatti di importazione dal complesso episcopale di S. Pietro a Canosa (saggio I, scavi 2001-2004), in Sogliani F. et al. (a cura di), Atti dell’VIII Congresso Nazionale di Archeologia Medievale (Matera, 12-15 settembre 2018), All’Insegna del Giglio, Firenze, pp. 345-349.</bibl>
          <bibl n="161710">Musca G. 1964, L’emirato di Bari. 847-871, Edizioni Dedalo, Bari.</bibl>
          <bibl n="160638">Nuzzo D. 2018, L’organizzazione della rete ecclesiastica nel territorio di Bari in et&amp;#224; bizantina (IX-XI secolo), in Curzi G. et al. (a cura di), Conversano nel Medioevo. Storia, arte e cultura del territorio tra IX e XIV secolo. Saggi di storia dell’arte, Campisano Editore, Roma, pp. 73-80.</bibl>
          <bibl n="160583">Nuzzo D. 2020a, Un primo sguardo ai corredi sepolcrali del complesso ecclesiastico di San Pietro a Canosa di Puglia. Le tombe dell’atrio e degli ambienti adiacenti, in Bisconti F., Ferri G. (a cura di), Taccuino per Anna Maria Giuntella. Piccoli scritti di archeologia cristiana e medievale, Tau, Todi, pp. 237-243.</bibl>
          <bibl n="160509">Nuzzo D. 2020b, Bari dal&amp;#160;praetorium&amp;#160;bizantino alla Cittadella nicolaiana: le trasformazioni di un&amp;#39;area urbana alla luce delle fonti scritte e della documentazione archeologica, in&amp;#160;Oltre l’alto medioevo: etnie, vicende, culture nella Puglia normanno-sveva. Atti del XXII Congresso internazionale di studio sull’alto medioevo (Savelletri di Fasano (Br), 21-24 novembre 2019), Fondazione Centro italiano di studi sull’alto medioevo, Spoleto, pp. 203-225.</bibl>
          <bibl n="160707">Nuzzo D. cs.a, Le citt&amp;#224; dell’Italia meridionale nell’alto medioevo: riflessioni sullo stato della ricerca archeologica, in In Itinere, con Letizia Pani Ermini. La citt&amp;#224; altomedievale in Italia. Giornata di studi (Sapienza, Universit&amp;#224; di Roma, 4 aprile 2019).</bibl>
          <bibl n="160690">Nuzzo D. cs.b, San Leucio di Brindisi: il culto a Roma e in Italia meridionale tra tarda antichit&amp;#224; e alto medioevo, in Importreliquien in Rom von Damasus I. bis Paschalis I. (Rom, Bibliotheca Hertziana – Deutsches Arch&amp;#228;ologisches Institut, 12.-13.-14 october 2020).</bibl>
          <bibl n="160520">Nuzzo D. et al. 2018, Indagini archeologiche nell’area del Pretorio bizantino di Bari. Primi dati dalla campagna di scavo nel cortile dell’Abate Elia e dalle ricognizioni subacquee lungo il litorale della Basilica di S. Nicola (2017), in Sogliani F. et al. (a cura di), Atti dell’VIII Congresso Nazionale di Archeologia Medievale (Matera, 12-15 settembre 2018), All’Insegna del Giglio, Firenze, pp. 238-243.</bibl>
          <bibl n="160574">Paoli E. 2003, Tradizioni agiografiche dei ducati di Spoleto e Benevento, in I Longobardi dei ducati di Spoleto e Benevento. Atti del XVI Congresso internazionale di studi sull’alto medioevo (Spoleto, 20-23 ottobre 2002; Benevento, 24-27 ottobre 2002), Fondazione Centro italiano di studi sull’alto medioevo, Spoleto, pp. 289-315.</bibl>
          <bibl n="160963">Papagna E., Russo S. 1991, Mercanti e pellegrini all’ombra della basilica, in Massafra A., Tateo F. (a cura di), Storia di Bari nell’Antico Regime, I, Laterza, Roma-Bari, pp. 219-250.</bibl>
          <bibl n="161334">Pensabene P. 2012, Architettura e mosaici della basilica tetraconca di San Leucio, &amp;#171;Scienze dell’antichit&amp;#224;&amp;#187;, 18, pp. 429-446.</bibl>
          <bibl n="161335">Pensabene P. 2012, Architettura e mosaici della basilica tetraconca di San Leucio, &amp;#171;Scienze dell’antichit&amp;#224;&amp;#187;, 18, pp. 429-446.</bibl>
          <bibl n="160706">Pierno M. 2009, Le iscrizioni murate nell’altare della cripta, in Belli D’Elia P., Pellegrino E. (a cura di), Le radici della cattedrale. Lo studio ed il restauro del succorpo nel contesto della fabbrica della cattedrale di Bari, Edipuglia, Bari, pp. 227-229.</bibl>
          <bibl n="161599">Sada L., Papa A. 1988, L&amp;#39;Hospitium Sancti Nicolai di Bari, Centro Studi Nicolaiani, Bari.</bibl>
          <bibl n="160513">Sivo V. 2002, Giovanno Arcidiacono e il culto di San Sabino. La Vita metrica (B.H.L. 7444), in Bertoldi Lenoci L. (a cura di), San Sabino. Uomo di dialogo e di pace tra Oriente e Occidente. Atti del Convegno di Studi in occasione del XII Centenario della translazione del corpo di San Sabino e per i 900 anni di dedicazione della Chiesa Cattedrale di Canosa (Canosa, 26-28 ottobre 2001), Edizioni Universit&amp;#224; di Trieste, Trieste, pp. 25-45.</bibl>
          <bibl n="160517">Stella F. 2012, Poesia latina della Puglia altomedievale: sondaggi intertestuali e rapporti interculturali in epigrafi, agiografie e nei &amp;#171;Gesta Roberti Wiscardi&amp;#187;, in Bizantini, Longobardi e Arabi in Puglia nell’alto medioevo. Atti del XX Congresso internazionale di studio sull’alto medioevo (Savelletri di Fasano (Br), 3-6 novembre 2011), Fondazione Centro italiano di studi sull’alto medioevo, Spoleto, pp. 455-486.</bibl>
          <bibl n="161514">Tortora A. A. 1758, Relatio status sanctae primatialis ecclesiae canusinae, Typographia Komarek, Roma.</bibl>
          <bibl n="160533">Urso C. 2019, Teodolinda, Romilda e Teoderada … una storia al femminile?, in Archetti G. (a cura di), Teodolinda. I Longobardi all’alba dell’Europa. Atti del Secondo convegno internazionale di studio (Monza, Gazzada, Castelseprio-Torba, Cairate, 2-7 dicembre 2015), a cura di G. Archetti, Fondazione Centro italiano di studi sull’alto medioevo, Spoleto, pp. 815-853.</bibl>
          <bibl n="160710">Violante F. 2018, Note topografiche sull’Apulia medievale nell’Iter de Londinio in Terram Sanctam di Matthew Paris, in Volpe G. (a cura di), Storia e archeologia globale dei paesaggi rurali in Italia fra tardoantico e medioevo, Edipuglia, Bari, pp. 207-218.</bibl>
          <bibl n="160606">Volpe G. et al. 2007, Il complesso sabiniano di S. Pietro a Canosa, in Bonacasa Carra R. M., Vitale E. (a cura di), La cristianizzazione in Italia tra tardo antico e alto medioevo. Atti del IX convegno nazionale di archeologia cristiana (Agrigento, 20-25 novembre 2004), Saladino, Palermo, pp. 1114-1165.</bibl>
        </listBibl>
      </div>
    </body>
  </text>
</TEI>