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        <title type="main" level="a">Slavistica e comparatistica letteraria</title>
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          <persName n="1" ref="https://orcid.org/0000-0002-4630-5374" type="ORCID">
            <forename>Marcello</forename>
            <surname>Garzaniti</surname>
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          <resp>This is a section of <title>Gli studi slavistici in Italia nell’ultimo trentennio (1991-2021). Bilanci e prospettive</title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/979-12-215-0492-7</idno>) by </resp>
          <name>Rosanna Benacchio, Andrea Ceccherelli, Cristiano Diddi, Stefano Garzonio</name>
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        <publisher>Firenze University Press</publisher>
        <pubPlace>Florence</pubPlace>
        <date when="2024">2024</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/979-12-215-0492-7.05</idno>
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          <p>Available for academic research purposes</p>
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        <p>This is original content, published for academic research purposes</p>
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        <p>The article offers an overview of the scholarly publications by Italian Slavists that appeared during the period 1991-2021 on to the subject of Slavistics and literary comparatistics</p>
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            <item>Italian Slavic studies between 1991 and 2021; Slavistics and Slavic comparatistics</item>
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      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/979-12-215-0492-7.05<ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0492-7.05" /></p>
      <div><head>Slavistica e comparatistica letteraria</head><p rend="h1_author" ><hi rend="CharOverride-1">Marcello Garzaniti</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Negli ultimi decenni la slavistica italiana sembra sempre più orientata allo studio delle letterature nazionali, dei movimenti e degli esponenti che ne hanno segnato la storia, mentre l’approccio comparativo appare segnatamente in secondo piano. Questa tendenza è determinata in ambito accademico dalla necessità di specializzarsi in una letteratura particolare, o di concentrarsi su un solo periodo o autore, ma allo stesso tempo è favorita dal contesto culturale internazionale che nei decenni successivi alla caduta del muro di Berlino ha visto svilupparsi ulteriormente il processo centrifugo, manifestatosi già nel XX secolo, con la formazione di nuovi stati nazionali con le proprie lingue e letterature</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10193_xml_2024_6_65-79.html#footnote-014">1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. La slavistica dovrebbe dunque mostrare questo progressivo ridimensionamento della comparatistica letteraria, tenendo conto che la stessa comparatistica nel suo complesso, insieme alla teoria della letteratura, continua ad attraversare da decenni una crisi profonda</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10193_xml_2024_6_65-79.html#footnote-013">2</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. In realtà, come cercheremo di illustrare, l’approccio comparativo in ambito slavistico occupa ancora uno spazio rilevante e persino le ricerche dedicate a singoli autori e periodi delle diverse letterature nazionali evidenziano in realtà un orizzonte che abbraccia il mondo slavo, almeno parzialmente, o tocca le relazioni con la cultura italiana, e più in generale con le letterature europee e la </hi><hi rend="italic">Weltliteratur</hi><hi rend="CharOverride-1">. Non potremo naturalmente soffermarci sui singoli contributi, spesso comparsi nelle numerose </hi><hi rend="italic">Festschrift</hi><hi rend="CharOverride-1"> o negli studi in memoria dedicati a slavisti italiani, che per lo più contengono materiali eterogenei, ma daremo conto, pur sommariamente dell’attività convegnistica e seminariale, di cui si conservano gli atti, e delle monografie che mostrano un approccio comparativo. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La riflessione di Sante Graciotti sulla slavistica e la comparatistica letteraria, tenuta al Primo congresso della slavistica italiana (Seiano 1991), ci permette di evidenziare che la comparatistica slava in Italia per tradizione studia le relazioni «genetico-contattuali», anche se non mancano riflessioni che illustrano «affinità o analogie tipologiche» presenti in opere letterarie che appartengono a epoche e culture diverse (Graciotti 1994, 90). Nel nostro ambito accademico sembra dunque dominare una mentalità saldamente storicista, orientata a ricostruire legami e rapporti di carattere letterario e culturale, che ha ormai superato la polemica sull’’influssologia’, sviluppata negli anni fra le due guerre da Arturo Cronia</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10193_xml_2024_6_65-79.html#footnote-012">-1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Agli inizi degli anni Novanta, tuttavia, Graciotti temeva la deriva di un’interpretazione radicalmente strutturalista e funzionale. Così scriveva allora:</hi></p><quote rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">sui metodi si è sviluppata nei paesi slavi maggiormente debitori dell’occidente una polemica contro la ‘influssologia’, polemica che, nata dalla giusta esigenza di rimediare alle storture interpretative derivanti da una storia letteraria concepita come una storia delle correnti internazionali che discrimina tra grandi letterature normative e piccole letterature recettive, e interpreta lo sviluppo di queste alla luce delle dipendenze da quelle – finisce per arrivare a storture storiografiche ben più grandi: alla cancellazione dello studio delle relazioni genetico-contattuali e quindi alla perdita della considerazione per i rapporti interletterari, e alla concezione della letteratura europea (ci fermiamo a questa!) come di un sistema i cui sottosistemi (le letterature nazionali) hanno da essere interpretati nel loro sviluppo storico in base alla legge della analogia e nelle interrelazioni in base allo studio delle funzioni (che essi sottosistemi hanno all’interno di un processo unitario) (Graciotti 1994, 100-01). </hi></quote><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Fortunatamente la slavistica italiana ha ereditato una solida visione storica e culturale complessiva del mondo slavo, che ha dichiaratamente superato ogni visione colonialista, capace di ricostruire epoche e movimenti letterari, considerando le diverse opere delle letterature slave in un più ampio quadro mediterraneo ed europeo. Ne è stato promotore fin dagli anni Cinquanta soprattutto Riccardo Picchio, cui si deve peraltro l’iniziativa di Seiano. Le sue fondamentali ricerche, dalle riflessioni su Slavia romana (latina) e Slavia ortodossa, a lungo oggetto di dibattito (cfr. Garzaniti 2007b), che consentono di illuminare il percorso di acculturazione del mondo slavo medievale alla cultura mediterranea, fino allo studio della tradizione scrittoria slava ecclesiastica, sviluppando l’idea di una lingua sacra con un ruolo sovranazionale, funzionale a una visione religiosa e ideologica che aveva le sue radici nel cristianesimo bizantino. Da qui si sviluppò in seguito il suo progetto di ricerca dedicato alle lingue letterarie nella chiave della ‘questione della lingua’, dibattuta nell’Italia cinquecentesca, un progetto fondamentale per lo studio delle letterature nazionali, che ha avuto un’ampia eco internazionale. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Picchio ha avuto il merito, in particolare, di mettere in evidenza il valore letterario della produzione medievale slava ecclesiastica (nella sua lunga durata), sottolineando soprattutto l’intertestualità biblica ed estendendo all’eredità medievale una visione, capace di valorizzare il più recente approccio strutturalista, ma ben ancorata a un più ampio orizzonte storico letterario, di cui è testimonianza la sua precisa definizione di ‘civiltà letteraria’. Così scriveva ancora in anni ormai lontani: «vorrei definire la civiltà letteraria come un insieme di atteggiamenti culturali funzionalmente comune ai produttori e agli utenti di testi letterari entro una determinata società. È importante notare, a questo proposito, che ciò che conta non è l’origine degli atteggiamenti culturali, bensì la loro funzione» (Picchio 1991, 10-11). Questo approccio ha dato origine alla </hi><hi rend="italic">Storia della civiltà letteraria russa</hi><hi rend="CharOverride-1">, curata insieme a Michele Colucci, la più importante impresa editoriale collettiva dedicata a una letteratura slava degli ultimi decenni in Italia (Picchio e Colucci 1997, in particolare per l’idea di «civiltà letteraria»: 3-4). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Sulla scia delle ricerche di Picchio sono stati sviluppati nel corso degli ultimi decenni una serie di studi dedicati alla funzione delle citazioni bibliche, all’innografia paleoslava e slava ecclesiastica, come pure all’agiografia medievale slava che hanno contribuito ad arricchire la nostra visione in chiave sovranazionale del patrimonio culturale della Slavia ortodossa, orientata al modello bizantino, ma che fin dal tardo medioevo dovette confrontarsi con il mondo latino germanico e slavo (Slavia latina), in una relazione in cui hanno giocato dei fattori ideologici, ma anche le migrazioni e invasioni dal continente asiatico. In questo ambito si collocano le iniziative delle Giornate cirillo-metodiane, promosse a Roma da Krassimir Stantchev fin dall’inizio degli anni Duemila (2003-), successivamente sviluppate nell’attività della Classe di Slavistica dell’Accademia Ambrosiana con una serie di convegni internazionali (2009-)</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10193_xml_2024_6_65-79.html#footnote-011">-1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Hanno rappresentato un appuntamento importante per la slavistica italiana le Letture romane cirillo-metodiane, promosse da Natalia N. Zapol’skaja (2011-), tenutesi ogni anno a Roma e in altre città italiane, che hanno visto la partecipazione di slavisti italiani ed europei</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10193_xml_2024_6_65-79.html#footnote-010">-1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Nell’ambito della funzione delle citazioni bibliche, dell’innografia paleoslava e slava ecclesiastica, come pure dell’agiografia medievale e dell’eredità patristica nella Slavia ortodossa si collocano ancora altre iniziative di seminari e convegni, fra cui, insieme ai </hi><hi rend="italic">panel</hi><hi rend="CharOverride-1"> organizzati nel corso dei congressi internazionali degli slavisti, si segnalano convegni e seminari che mostrano un approccio comparativo (cfr. Garzaniti 2003; Benvenuti e Garzaniti 2005; Stantchev e Parenti 2007, Boesch Gajano et al. 2013, Diddi e Nosilia 2018). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">In ambito medievistico si aggiungono la miscellanea di saggi curata da Mario Capaldo, a cui hanno contribuito eminenti studiosi italiani e stranieri che illustrano la produzione medievale slava nel suo complesso ai margini della produzione dell’occidente latino germanico (Capaldo 2006), ma anche il più recente manuale </hi><hi rend="italic">Gli slavi</hi><hi rend="CharOverride-1">, realizzato dallo scrivente con la collaborazione di giovani studiosi, che in una prospettiva storica culturale di ampio respiro, pur abbracciando l’intero arco storico della civiltà slava, si focalizza particolarmente sul periodo medievale e moderno (Garzaniti 2019b). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">L’approccio storico letterario non ha escluso tuttavia lo sviluppo di studi tipologici, che Picchio aveva già promosso nella sua trascurata raccolta </hi><hi rend="italic">Études littéraires slavo-romanes</hi><hi rend="CharOverride-1"> (1978), in particolare riflettendo sul tardo medioevo e discutendo l’idea di «prerinascimento slavo ortodosso»</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10193_xml_2024_6_65-79.html#footnote-009">-1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Certamente la comparazione fra esicasmo balcanico e diffusione della «revisione dei libri» con gli sviluppi dell’umanesimo italiano meriterebbe di essere approfondita e oggi sono a disposizione basi fattuali molto più solide grazie a più recenti studi sul Trecento slavo balcanico, a cui ha dato un contributo significativo la slavistica italiana (cfr. Alberti 2010, Scarpa 2012). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Della complessa questione della diffusione dell’umanesimo e del Rinascimento nel mondo slavo si è occupato a lungo e intensamente lo stesso Graciotti, promuovendo una straordinaria attività convegnistica, che ha visto la partecipazione di numerosi specialisti, impegnati a illustrare le relazioni culturali fra Italia e mondo slavo, e di cui ci ha lasciato una cospicua eredità con la pubblicazione di numerosi contributi. Insieme a Vittore Branca, Graciotti ha curato nel 1986 una miscellanea dedicata a </hi><hi rend="italic">Cultura e nazione in Italia e Polonia</hi><hi rend="CharOverride-1">, a cui è seguita la pubblicazione degli atti di </hi><hi rend="italic">La nascita dell’Europa. Per una storia delle idee fra Italia e Polonia </hi><hi rend="CharOverride-1">(Graciotti 1995)</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10193_xml_2024_6_65-79.html#footnote-008">-1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Graciotti ha messo poi a punto la raccolta di studi</hi><hi rend="italic"> Italia e Boemia nella cornice del Rinascimento europeo</hi><hi rend="CharOverride-1"> (Graciotti 1999), e con Jitka Křesálková ha curato la miscellanea </hi><hi rend="italic">Barocco in Italia, barocco in Boemia</hi><hi rend="CharOverride-1"> (Graciotti e Křesálková 2003). Nel frattempo, con la collaborazione di altri studiosi, era uscito il volume da lui cocurato </hi><hi rend="italic">Homo Adriaticus. Identità culturale e autocoscienza attraverso i secoli</hi><hi rend="CharOverride-1"> (Falaschini et al. 1998), a cui è seguita una sua raccolta di saggi dedicata ai racconti di viaggio in Dalmazia (Graciotti 2009). A queste miscellanee, che attraverso una serie di specifiche indagini offrono una prospettiva di lunga durata sulle relazioni con il nostro paese, non solo di carattere letterario, si è accompagnata una costante riflessione teorica, nonché specifici contributi</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10193_xml_2024_6_65-79.html#footnote-007">-1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nell’orizzonte di una ‘Repubblica delle lettere’ che abbraccia progressivamente l’intero mondo slavo a cominciare dall’epoca rinascimentale e barocca, superando dicotomie culturali e confini confessionali, si collocano una serie di seminari e ricerche più recenti, cominciando dall’incontro sull’umanesimo boemo di lingua latina (Cadorini e Špička 2007) e sulla </hi><hi rend="italic">latinitas</hi><hi rend="CharOverride-1"> in area polacco-lituana (Siedina 2014)</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10193_xml_2024_6_65-79.html#footnote-006">-1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, fino al seminario internazionale dedicato a Marino Darsa, il drammaturgo più notevole dell’umanesimo dalmata, in cui spiccano i contributi di Rosanna Morabito (Pinelli 2010). Si aggiungono le prime conferenze italiane dedicate a Massimo il Greco, formatosi nel mondo umanistico italiano e a lungo attivo in Russia, coordinati dallo scrivente (Garzaniti e Romoli 2010) e da Francesca Romoli (Romoli e Alberti 2019), a cui è seguita la sua recente monografia, con una ricca analisi di documenti (Romoli 2021), e infine la riflessione sul rinascimento nel mondo slavo, organizzato da Giovanna Siedina (Siedina 2020)</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10193_xml_2024_6_65-79.html#footnote-005">-1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, che aprono a una riconsiderazione della diffusione dell’umanesimo e del rinascimento in Russia. In questo ambito assumono un rilievo significativo le ricerche di Vittorio S. Tomelleri nell’ambito delle traduzioni dal latino che circolavano a Novgorod e nella Moscovia</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10193_xml_2024_6_65-79.html#footnote-004">-1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nella creazione di una rete letteraria europea, capace di abbracciare anche il mondo slavo orientale, assume un ruolo chiave la cultura e la produzione letteraria barocca, al cui studio la slavistica italiana ha dato un rilevante contributo internazionale. Le ricerche di Giovanna Brogi, esordite con una serie di studi sulla storiografia rinascimentale e barocca</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10193_xml_2024_6_65-79.html#footnote-003">-1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, hanno segnato una tappa significativa nella ricostruzione di un panorama generale, grazie soprattutto al volume collettaneo dedicato alle letterature dei paesi slavi in epoca barocca (Brogi Bercoff 1996). Proprio queste ricerche hanno ispirato nuove iniziative dedicate alla produzione letteraria delle terre rutene e specificamente dell’Ucraina, di cui sono testimonianza convegni e seminari, che in particolare mettono in luce il ruolo ruteno nella mediazione della cultura barocca nel mondo ortodosso. In particolare, i convegni di Gargnano (Brogi Bercoff et al. 1999) e di Roma (Ciccarini, Żaboklicki 1999) hanno rappresentato uno stimolo importante per la riflessione sulle pratiche di traduzione e rielaborazione e sul plurilinguismo letterario in area polacca, russa e ucraina</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10193_xml_2024_6_65-79.html#footnote-002">-1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, ma si debbono ricordare anche i convegni dell’Associazione di Studi Ucraini, organizzati a Venezia da Gianfranco Giraudo fin dagli anni Novanta. La prospettiva comparatistica in chiave letteraria e culturale è evidente soprattutto nel IV Congresso Italiano di Studi Ucraini, “Miti antichi e moderni tra Italia ed Ucraina” (Kostantynenko et al. 2000), ma la chiave comparativa slava emerge anche in un successivo convegno dedicato al ‘testo culturale’ di Kiev e Leopoli (Bartolini e Brogi Bercoff 2007). La produzione barocca, con i suoi apparati visivi, ci rammenta ancora le relazioni fra scrittura e immagine e l’interpretazione della scrittura stessa come immagine, tematiche che percorrono l’intera produzione scrittoria e letteraria, a cominciare dai primi alfabeti slavi fino alle sperimentazioni delle avanguardie e alle stampe popolari</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10193_xml_2024_6_65-79.html#footnote-001">-1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Lo sguardo retrospettivo sul Cinquecento e Seicento inevitabilmente assume i contorni di una visione comparativa, mostrando la compresenza di diverse confessioni, culture e produzioni letterarie in lingue diverse, evidente nelle terre rutene, ma anche nel mondo balcanico, come testimonia la miscellanea dedicata alla presenza dei francescani nei Balcani (Nosilia e Scarpa 2011). Queste realtà ben difficilmente si inquadrano nei rigidi schemi dei canoni letterari elaborati in epoca contemporanea, che sono stati inevitabilmente messi alla prova in questi decenni seguiti alla fine della Guerra fredda. In un’epoca di potenti spinte alla globalizzazione, a cui hanno corrisposto in seguito inevitabili reazioni conservatrici, la slavistica italiana ha iniziato a riflettere sui problemi della periodizzazione delle letterature slave, anche in relazione ai paradigmi più o meno consolidati delle letterature occidentali, fin dal secondo Congresso Italiano di Slavistica nel 1998 (Brogi Bercoff 1999). Rispetto alle letterature europee occidentali emerge in primo luogo che le letterature slave nella loro fase più antica seguono in genere una scansione diversa rispetto alle letterature occidentali, prolungando la durata del medioevo fino alle soglie dell’Illuminismo, facendo riferimento soprattutto al medium linguistico, ma con l’adozione di periodizzazioni diverse al loro interno, dovute alle peculiari storie nazionali.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nelle più recenti storie delle letterature nazionali, che hanno visto la luce nel nostro paese, si manifesta la tendenza a uscire dal rigido paradigma ‘nazione – lingua – letteratura’, che ricalca i modelli ottocenteschi, e si manifesta la tendenza a considerare lingue e culture diverse presenti in un medesimo territorio e ricorrenti fenomeni di contaminazione e ibridismo, come si può constatare leggendo i contributi dedicati alle singole letterature in questo volume. Per l’epoca contemporanea in ambito comparatistico si può segnalare la riflessione </hi><hi rend="italic">Letteratura e nazione nell’Europa centrale</hi><hi rend="CharOverride-1"> di Francesco M. Cataluccio, che affronta alcuni snodi fondamentali delle letterature dei paesi dell’Europa centro-orientale nel volume, saldamente centrato sul mondo occidentale, </hi><hi rend="italic">Mappe della letteratura europea e mediterranea </hi><hi rend="CharOverride-1">(Cataluccio 2001).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Non sono frequenti, comunque, le riflessioni sul piano teorico. In questo ambito si segnala la feconda collaborazione fra lo studioso slovacco Dionýz Ďurišin, autore di una serie di studi comparatistici, con Armando Gnisci, eminente comparatista, dedicate alla ‘regione mediterranea’, sulla base dei concetti di ‘centrismo interletterario’ e di ‘rete interletteraria’, in cui si offre ampio spazio alle relazioni con letterature slave (soprattutto slovacca, ceca e russa). In questa prospettiva emerge il ruolo fondamentale delle traduzioni e più in generale della ricezione dei singoli autori o dei movimenti letterari in una determinata letteratura, nell’ottica dello scambio e del dialogo. Piuttosto che registrare l’influenza della cultura straniera nel proprio paese, si auspica lo sviluppo di ricerche che sottolineino la partecipazione alla ‘rete interletteraria’ mediterranea «all’interno della trama più larga delle relazioni intraeuropee» e quindi alla formazione della letteratura mondiale</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10193_xml_2024_6_65-79.html#footnote-000">-1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Un primo tentativo di riflessione teorica nell’ambito delle letterature slave è stato proposto da Giovanna Moracci nel Forum “Prospettive di comparatistica nello studio delle letterature slave”, promosso dalla rivista </hi><hi rend="italic">Studi Slavistici </hi><hi rend="CharOverride-1">(Moracci 2005). La discussione ha visto gli interventi di autorevoli studiosi, slavisti e non slavisti – Hans Rothe, Rosalba Maletta, Aleksander Naumow, Marina Ciccarini, Armando Gnisci e Franca Sinopoli –, che hanno risposto ad alcune domande sulla crisi dello strutturalismo, su questioni relative al canone e al genere, sulle relazioni fra società, cultura e letteratura. Più recentemente il volume </hi><hi rend="italic">Inna komparatystyka</hi><hi rend="CharOverride-1"> è ritornato a un approccio più marcatamente strutturalista, orientato all’idea di costruire un sistema culturale e letterario (Brogi Bercoff et al. 2017). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Rimane il fatto che rispetto alla riflessione teorica di marca strutturalista con le sue radici formaliste e a quella più tarda semiotica, che hanno avuto grande eco in Occidente, nei paesi slavi hanno prevalso sia durante i regimi socialisti, come pure dopo il crollo del muro le tradizionali spinte alla costruzione dei canoni nazionali delle singole letterature, spesso in chiave antagonistica fra loro. Lo abbiamo constatato già in passato, scrivendo</hi><hi rend="italic"> </hi><hi rend="CharOverride-1">la voce </hi><hi rend="italic">Politica e canoni letterari nell’Europa centro-orientale </hi><hi rend="CharOverride-1">per l’enciclopedia Treccani </hi><hi rend="italic">XXI secolo. Comunicare e rappresentare</hi><hi rend="CharOverride-1"> (Garzaniti 2009), le cui tesi principali erano state illustrate alcuni anni prima (Garzaniti 2005).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Un risvolto metodologico comparatistico mostrano senza dubbio le ricerche di Michele Colucci, che spaziano da Dante a Majakovskij (Colucci 2007), come lo potrebbero avere specifici confronti fra autori, come le analisi dedicate a N. Gogol’ e E.T.A. Hoffmann (De Lotto e Bush 2010) o al faustismo nel Novecento russo (Di Leo 2015). Dell’importanza riservata a Dante nella critica letteraria e nelle letterature slave è testimonianza la recente versione italiana di A.N. Veselovskij, con ampi saggi di Roberta De Giorgi e Renzo Rabboni (De Giorgi e Rabboni 2017). Alla poetica storica del menzionato critico russo si richiama la miscellanea dedicata al sonetto nelle letterature slave, curata da Mario Capaldo (1999). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nell’ambito delle letterature slave degli ultimi tre secoli la produzione critica si ampia talmente che risulta difficile mettere in evidenza quei contributi, che pur occupandosi di autori e movimenti delle letterature nazionali seguono un approccio comparativo. Del resto, appare difficile ridurre all’ambito prettamente nazionale l’attività di scrittori che hanno vissuto in contesti che vedevano la produzione letteraria svilupparsi a livello europeo e internazionale, mentre circolavano sempre più numerose le traduzioni e si ampliava a dismisura la cerchia dei lettori. Già per il Settecento lo mostrano i nuovi studi su Dositej Obradović o le ricerche sulla produzione letteraria dell’impero russo, né si può trascurare l’orizzonte europeo e internazionale della letteratura ottocentesca, a cominciare dai grandi poeti vate fino ai classici delle diverse letterature slave. Questa prospettiva più ampia appare già evidente nel convegno </hi><hi rend="italic">Puškin europeo</hi><hi rend="CharOverride-1">, organizzato da Graciotti alla Fondazione Cini (Graciotti 2001).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">In ambito comparatistico una pagina non trascurabile, come in passato, è dedicata a scandagliare le relazioni letterarie dei paesi slavi con l’Italia, anche se oramai, lo si deve sottolineare, sempre di più in collaborazione con studiosi stranieri, talvolta con pubblicazioni a doppio titolo, e in una prospettiva più ampiamente culturale. Nell’ambito delle relazioni con la Russia in epoca settecentesca si segnala la miscellanea </hi><hi rend="italic">Tra Italia e Russia, nel Settecento</hi><hi rend="CharOverride-1"> (Dodero e Bragone 2002), ma anche la raccolta di studi di Maria Di Salvo (2011), a cui si aggiungono le memorie di Filippo Balatri, curate dalla medesima (Balatri 2020), mentre per l’Ottocento ci limitiamo a ricordare la “Roma di Gogol’”, illustrata da Rita Giuliani (2002). Riguardo al Novecento proseguono le ricerche di Cesare G. De Michelis nell’ambito del futurismo (De Michelis 2009), che hanno oramai superato le diatribe sulla primogenitura del movimento letterario e hanno aperto la strada a riflessioni in un orizzonte più vasto, europeo e avanguardista, come testimonia la miscellanea curata da Giovanna Tomassucci e Massimo Tria (2010). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Per lo studio delle relazioni culturali e letterarie con il nostro paese hanno assunto un ruolo di primo piano le ricerche legate al progetto “Russi in Italia”, promosso da Antonella d’Amelia, Elda Garetto, Stefano Garzonio e Daniela Rizzi, che ha dato vita a un portale dedicato, con il coinvolgimento di numerosi collaboratori, e ha promosso la pubblicazione dei ponderosi volumi dell’Archivio russo-italiano, ricchi di materiali, come pure una serie di seminari e convegni, di cui sono usciti gli atti nella Collana Europa Orientalis. Fra questi si devono ricordare: </hi><hi rend="italic">Pietroburgo capitale della cultura russa </hi><hi rend="CharOverride-1">(d’Amelia 2004), </hi><hi rend="italic">“Le Muse inquietanti”: per una storia dei rapporti culturali russo-italiani nei secoli XVIII-XX</hi><hi rend="CharOverride-1"> (d’Amelia 2011), </hi><hi rend="italic">Emigrazione russa in Italia: periodici, editoria e archivi (1900-1940)</hi><hi rend="CharOverride-1"> (Garzonio e Sulpasso 2015), e </hi><hi rend="italic">Dalla Russia in Italia. Intellettuali e artisti a Roma (XVIII e XIX secolo)</hi><hi rend="CharOverride-1"> (Androsov et al. 2015), che tocca anche le relazioni artistiche con la Russia, su cui non ci possiamo soffermare. Meritano una menzione le iniziative del Centro Studi Vjačeslav Ivanov (Roma), dedicate a una figura fondamentale dell’emigrazione russa in Italia. Rimane ancora da tracciare comunque un quadro generale di questo variegato e complesso panorama culturale e letterario novecentesco.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Delle relazioni culturali e letterarie con la Russia si era già a lungo occupato Vittorio Strada, di cui ricordiamo </hi><hi rend="italic">I Russi e l’Italia</hi><hi rend="CharOverride-1"> (Strada 1995), a cui fa eco una recente miscellanea (Berti et al. 2020). Per le tematiche religiose si segnala un convegno napoletano (Milano 2009), mentre ad anniversari particolari sono dedicate le miscellanee su Pietroburgo (Pavan e Alberti 2003, d’Amelia 2004) e su Maksim Gor’kij (Böhmig et al. 2020). Una prospettiva italiana e occidentale sulla ricezione della letteratura dei lager e del dissenso è stata sviluppata nei seminari promossi da Claudia Pieralli (Jurgenson e Pieralli 2019, Pieralli et al. 2019, e con coordinate temporali più estese Pieralli et al. 2017). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Se il peso più rilevante lo assumono le relazioni con la Russia, non si debbono trascurare gli studi sulla Polonia e l’Italia, cui abbiamo già fatto riferimento e al cui studio la rivista </hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="italic">pl.it</hi></ref><hi rend="italic"> / rassegna italiana di argomenti polacchi</hi><hi rend="CharOverride-1"> ha dato fin dalla sua fondazione un contributo importante. Ci limitiamo a segnalare i volumi, con titolo bilingue, testimoni di una collaborazione internazionale, dedicati soprattutto al Novecento (Masi et al. 2017; Miziołek et al. 2019), ma anche i materiali del convegno dei polonisti italiani dedicato ad </hi><hi rend="italic">Avanguardie e tradizioni nel XX e XXI secolo: fra Polonia, Italia e Europa </hi><hi rend="CharOverride-1">(Ciccarini et al. 2013). Per l’area adriatica, sempre in una prospettiva di collaborazione internazionale l’attenzione si concentra su tematiche particolari, dalle città, a cominciare da Venezia, al paesaggio e alla natura (Ajdačić e Lavarević Di Ðakomo 2011, Šeatović Dimitrijević et al. 2013; Banjanin et al. 2017; Lazarević Di Giacomo e Leto 2011 e 2019), mentre per le relazioni con il mondo balcanico orientale si segnala la miscellanea </hi><hi rend="italic">La rinascita nazionale bulgara e la cultura italiana</hi><hi rend="CharOverride-1">, curata da Giuseppe Dell’Agata (1995). Assume una prospettiva comparativa anche la questione particolarmente complessa delle ‘letterature minori’ o ‘piccole letterature’ del mondo slavo, che abbraccia soprattutto aree che in epoca contemporanea hanno vissuto un processo di frammentazione anche in relazione alla formazione dei recenti stati nazionali. Per la letteratura bulgara, in chiave comparativa è disponibile il Forum</hi><hi rend="italic"> </hi><hi rend="CharOverride-1">“Piccole letterature, grandi letterature e mercato globale. Traduzione e comunicazione come dono” (Ljuckanov e Brogi Bercoff 2014), mentre per la letteratura macedone contemporanea si può leggere il Forum</hi><hi rend="italic"> </hi><hi rend="CharOverride-1">“Alla scoperta della nuova letteratura macedone (1989-2009)” (Brogi Bercoff e </hi><hi rend="CharOverride-3">Ǵ</hi><hi rend="CharOverride-1">určinova 2009), entrambi pubblicati su </hi><hi rend="italic">Studi Slavistici</hi><hi rend="CharOverride-1">. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Non possono infine mancare in questa breve carrellata le riflessioni su singole tematiche, come testimonia la raccolta di saggi </hi><hi rend="italic">Disappartenenze. Figure del distacco e altre solitudini nelle letterature dell’Europa centro-orientale</hi><hi rend="CharOverride-1"> (Banjanin et al. 2016) o su singoli generi, come nel volume </hi><hi rend="italic">Giallo rosa slavo</hi><hi rend="CharOverride-1"> sulla giallistica contemporanea slava al femminile in Russia, Bielorussia, Polonia, Ucraina e Serbia (Dickinson et al. 2010) e nel numero speciale di </hi><hi rend="italic">eSamizdat</hi><hi rend="CharOverride-1">, dedicato a </hi><hi rend="italic">La letteratura di viaggio in area slavofona</hi><hi rend="CharOverride-1"> (Cugnata et al. 2016). In quest’ultimo ambito ci limitiamo a segnalare la presenza di diversi saggi di tema slavistico nella collana del C.I.R.V.I. (Centro Interuniversitario di Ricerche sul ‘Viaggio in Italia’), di cui è stato presidente Piero Cazzola, cui si devono numerosi studi sui russi in Italia e più in generale sulle loro relazioni con il nostro paese (Cazzola 1996, 2013). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nell’ambito della letteratura di genere si segnala il numero speciale “Lingue e Linguaggi” </hi><hi rend="italic">La riscrittura al femminile del mito nel panorama letterario slavo del XX-XXI secolo</hi><hi rend="CharOverride-1"> (Politi e Shylnikova 2020)</hi><hi rend="italic">.</hi><hi rend="CharOverride-1"> Riguardo al paradigma epistemologico del colonialismo e del postcolonialismo, sulla scia della critica letteraria occidentale, applicato in ambito ucraino, è uscito il saggio </hi><hi rend="italic">Narrazioni ibride post-sovietiche </hi><hi rend="CharOverride-1">di Marco Puleri (2016), mentre sulla questione delle traduzioni si deve menzionare la miscellanea </hi><hi rend="italic">Autotraduzione e riscrittura</hi><hi rend="CharOverride-1">, curata da Andrea Ceccherelli, Gabriella Imposti e Monica Perotto, che tocca un tema fondamentale nelle letterature slave contemporanee (Ceccherelli et al. 2013).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nel complesso si può constatare che negli ultimi trent’anni la slavistica italiana, nonostante le forti tendenze alla separazione tra le diverse letterature, non ha abbandonato l’approccio comparativo che l’aveva caratterizzata nel periodo precedente, e, nonostante le forti spinte ad occuparsi della letteratura novecentesca, soprattutto russa, si è conservato un interesse per tutte le letterature anche quelle ritenute minori. Rimane fondamentale in questa nostra tradizione di studi comparatistici l’approccio storico genetico che tuttavia ha saputo coniugarsi con l’interpretazione strutturalista del fenomeno letterario. In questa prospettiva rimane ancora fondamentale quel nucleo della produzione scrittoria medievale che si sviluppa dall’epoca cirillo-metodiana, anche se un’attenzione maggiore si rivolge ormai alle epoche successive. Continuano a svilupparsi gli studi sull’epoca rinascimentale e barocca con una particolare attenzione all’area polacca, ucraina e russa. Si sviluppano ampiamente gli studi novecenteschi di respiro internazionale. Rimane fondamentale, come nel passato, lo studio delle relazioni culturali e letterarie con il mondo italiano, che offre nuovi materiali e nuove prospettive di ricerca, ancora in attesa di ricostruzioni più complessive e di chiavi di lettura generali. </hi></p><div><head><hi>Bibliografia</hi></head><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Ajdačić, Dejan, e Persida Lavarević Di Ðakomo, edited by. 2011. </hi><hi rend="italic">Venecija i slovenske knjievnosti</hi><hi rend="CharOverride-1">. </hi><hi rend="italic">Zbornik radova</hi><hi rend="CharOverride-1">. Beograd: SlovoSlavia.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Alberti, Alberto. 2010. </hi><hi rend="italic">Ivan Aleksandăr (1331-1371). Splendore e tramonto del secondo impero bulgaro</hi><hi rend="CharOverride-1">. Firenze: Firenze University Press.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Androsov, Sergej, Tat’jana Musatova, Antonella d’Amelia, e Rita Giuliani, a cura di. 2015. </hi><hi rend="italic">Dalla Russia in Italia. Intellettuali e artisti a Roma (XVIII e XIX secolo)</hi><hi rend="CharOverride-1">. Salerno: Europa Orientalis.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Balatri, Filippo. 2020. </hi><hi rend="italic">Vita e viaggi</hi><hi rend="CharOverride-1">, a cura di Maria Di Salvo. Alessandria: Edizioni dell’Orso.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Banjanin, Liljana, Krystyna Jaworska, e Massimo Maurizio, a cura di. 2016. </hi><hi rend="italic">Disappartenenze. Figure del distacco e altre solitudini nelle letterature dell’Europa centro-orientale</hi><hi rend="CharOverride-1">. Bari: Stilo Editrice.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Banjanin, Liljana, Persida Lazarević Di Giacomo, Sanja Roić, e Svetlana Šeatović, a cura di. 2017. </hi><hi rend="italic">Il SoleLuna presso gli slavi meridionali</hi><hi rend="CharOverride-1">. Alessandria: Edizioni dell’Orso.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Bartolini, Maria Grazia. </hi><hi rend="CharOverride-1" >2017. “Judging a book by its cover: Meditation, Memory and Invention in Seventeenth-century Ukrainian Title Pages.” </hi><hi rend="italic">Canadian Slavonic Papers</hi><hi rend="CharOverride-1"> 59, 2: 21-55.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Bartolini, Maria Grazia, e Giovanna Brogi Bercoff, a cura di. 2007. </hi><hi rend="italic">Kiev e Leopoli: il testo culturale</hi><hi rend="CharOverride-1">. Firenze: Firenze University Press.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Benacchio Rosanna, e Monica Fin, a cura di. 2019. </hi><hi rend="italic">Arturo Cronia. L’eredità di un Maestro a cinquant’anni dalla scomparsa</hi><hi rend="CharOverride-1">. Padova: Esedra editrice.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Benvenuti Anna, e Marcello Garzaniti, a cura di. 2005. </hi><hi rend="italic">Il tempo dei santi tra Oriente e Occidente. Liturgia e agiografia dal tardo antico al Concilio di Trento. </hi><hi rend="CharOverride-1">Atti del IV Convegno di studio dell’Associazione italiana per lo studio della santità, dei culti e dell’agiografia. Firenze 26-28 ottobre 2000. Roma: Viella.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Berti, Francesco, Adriano Dell’Asta, e Olga Strada, a cura di. 2020. </hi><hi rend="italic">La Russia e l’Occidente. Visioni, riflessioni e codici ispirati a Vittorio Strada</hi><hi rend="CharOverride-1">. Venezia: Marsilio.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Böhmig, Michaela, Lucia Tonini, Donatella Di Leo, e Olga Trukhanova, a cura di. 2020: </hi><hi rend="italic">Maksim Gor’kij: ideologie russe e realtà italiana. </hi><hi rend="CharOverride-1">Atti del convegno per il 150° anniversario della nascita di Maksim Gor’kij. Roma: Universitalia.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Boesch Gajano, Sofia, Edoardo G. Farrugia, Maria Pliukhanova. a cura di. 2013. </hi><hi rend="italic">I testi cristiani nella storia e nella cultura. Prospettive di ricerca tra Russia e Italia. </hi><hi rend="CharOverride-1">Atti del convegno di Perugia-Roma, 2-6 maggio 2006 e del seminario di San Pietroburgo, 22-24 settembre 2009, Roma: Edizioni Orientalia Christiana.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Brogi Bercoff, Giovanna, a cura di. 1996. </hi><hi rend="italic">Il barocco letterario nei paesi slavi</hi><hi rend="CharOverride-1">. </hi><hi rend="CharOverride-1" >Roma: Carocci.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Brogi Bercoff, Giovanna. 1998. </hi><hi rend="italic">Królestwo Słowian. Historiografia Renesansu i Baroku w krajach Słowiańskich</hi><hi rend="CharOverride-1" >. </hi><hi rend="CharOverride-1">Izabelin: Świat Literacki.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Brogi Bercoff, Giovanna, a cura di. 1999. </hi><hi rend="italic">Le letterature dei paesi slavi: storia e problemi di periodizzazione.</hi><hi rend="CharOverride-1"> Milano. Associazione Italiana degli Slavisti.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Brogi Bercoff, Giovanna, Marina Ciccarini, e Mikołaj Sokołowski, a cura di. 2017. </hi><hi rend="italic">Inna komparatystyka. Od dokumentu do wyobraźni</hi><hi rend="CharOverride-1" >. Warszawa: IBL PAN.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Brogi Bercoff, Giovanna, Maria Di Salvo, e Luigi Marinelli, a cura di. 1999. </hi><hi rend="italic">Traduzione e rielaborazione nelle letterature di Polonia, Ucraina e Russia XVI-XVIII sec.</hi><hi rend="CharOverride-1"> Alessandria: Edizioni dell’Orso.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Brogi Bercoff, Giovanna, e Anastasija </hi><hi rend="CharOverride-3">Ǵ</hi><hi rend="CharOverride-1">určinova, a cura di. 2009.</hi><hi rend="italic"> </hi><hi rend="CharOverride-1">“Alla scoperta della nuova letteratura macedone (1989-2009).” </hi><hi rend="italic">Studi Slavistici</hi><hi rend="CharOverride-1"> 6: 327-99.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Brogi Bercoff, Giovanna, e Roland Marti, a cura di. 2018. </hi><hi rend="italic">La Riforma protestante nei Paesi slavi</hi><hi rend="CharOverride-1">. Milano: Centro Ambrosiano.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Cadorini, Giorgio, e Jiří Špička, a cura di. 2007: </hi><hi rend="italic">Humanitas latina in Bohemis</hi><hi rend="CharOverride-1">. Treviso: Albis.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Capaldo, Mario. 1999, a cura di. “Il sonetto nelle letterature slave. Un capitolo di poetica storica.” </hi><hi rend="italic">Europa Orientalis </hi><hi rend="CharOverride-1">18, 1-2.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Capaldo, Mario, a cura di. 2006. </hi><hi rend="italic">Lo spazio letterario del medioevo. 3. Le culture circostanti</hi><hi rend="CharOverride-1">,</hi><hi rend="italic"> </hi><hi rend="CharOverride-1">vol. 3:</hi><hi rend="italic"> Le culture slave</hi><hi rend="CharOverride-1">. Roma: Salerno editrice.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Cataluccio, Francesco M., a cura di. 2001. “Letteratura e nazione nell’Europa centrale.” In </hi><hi rend="italic">Mappe della letteratura europea e mediterranea</hi><hi rend="CharOverride-1">, vol. 3 </hi><hi rend="italic">Da Gogol’ al Postmoderno</hi><hi rend="CharOverride-1">, a cura di G.M. Anselmi, 83-159. Milano, Bruno Mondadori.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Cazzola Piero. 1996. </hi><hi rend="italic">Viaggiatori russi a Torino nell’Ottocento</hi><hi rend="CharOverride-1">. Torino: Paravia/Scriptorium.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Cazzola Piero. </hi><hi rend="CharOverride-1" >2013. </hi><hi rend="italic">Russkij P’emont. </hi><hi rend="CharOverride-1">Moskva: Staraja Basmannaja.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Ceccherelli, Andrea, Gabriella E. Imposti, e Monica Perotto, a cura di. 2013. </hi><hi rend="italic">Autotraduzione e riscrittura</hi><hi rend="CharOverride-1">. Bologna: Bononia University Press.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Ciccarini, Marina, Leszek Kuk, e Luigi Marinelli, a cura di. 2013. </hi><hi rend="italic">Avanguardie e tradizioni nel XX e XXI secolo: fra Polonia, Italia e Europa. </hi><hi rend="CharOverride-1">Atti del Convegno dei polonisti italiani, 22-23 aprile 2010. Roma: Accademia Polacca delle Scienze Biblioteca e Centro di Studi a Roma.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Ciccarini, Marina, e Krzysztof Żaboklicki, a cura di. 1999: </hi><hi rend="italic">Plurilinguismo letterario in Ucraina, Polonia e Russia tra XVI e XVIII secolo</hi><hi rend="CharOverride-1">. Varsavia, Roma: Accademia Polacca delle Scienze Biblioteca e Centro di Studi a Roma.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Colucci, Michele. 2007. </hi><hi rend="italic">Tra Dante e Majakovskij. Saggi di letterature comparate slavo-romanze</hi><hi rend="CharOverride-1">, a cura di Rita Giuliani. Roma: Carocci.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Cugnata, Cristina, Anita Frison, e Chiara Rampazzo, a cura di. 2016. “La letteratura di viaggio in area slavofona”. </hi><hi rend="italic">eSamizdat</hi><hi rend="CharOverride-1"> 11.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">De Giorgi, Roberta, e Renzo Rabboni, a cura di. 2017. “Aleksandr Nikolaevič Veselovskij. Studi su Dante.”</hi><hi rend="italic"> La parola del testo. Rivista internazionale di letteratura italiana e comparata </hi><hi rend="CharOverride-1">21, 1-2.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">d’Amelia, Antonella, a cura di. 2004. </hi><hi rend="italic">Pietroburgo capitale della cultura russa. </hi><hi rend="CharOverride-1">Atti del convegno internazionale organizzato dall’Università di Salerno il 28-31 ottobre 2003, 2 voll. Salerno: Europa Orientalis.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">d’Amelia, Antonella, a cura di. 2011. </hi><hi rend="italic">“Le Muse inquietanti”: per una storia dei rapporti culturali russo-italiani nei secoli XVIII-XX</hi><hi rend="CharOverride-1">, 2 voll. Salerno: Europa Orientalis. </hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Dell’Agata, Giuseppe, a cura di. 1995. </hi><hi rend="italic">La rinascita nazionale bulgara e la cultura italiana. </hi><hi rend="CharOverride-1">Atti del Quinto Convegno Italo-bulgaro, Pisa, 24-28 settembre 1990. Roma: La Fenice.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">De Lotto, Cinzia, e Walter Bush, a cura di. 2010: “Strategie di deformazione intorno a N. Gogol’ e E.T.A. Hoffmann.” </hi><hi rend="italic">Nuovi quaderni del CRIER</hi><hi rend="CharOverride-1"> 7.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">De Michelis, Cesare G. 2009. </hi><hi rend="italic">L’avanguardia trasversale. Il futurismo in Italia e in Russia</hi><hi rend="CharOverride-1">, Venezia: Marsilio.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Di Leo, Donatella. 2015. </hi><hi rend="italic">Travestimenti del desiderio. Motivi faustiani nel Novecento letterario russo</hi><hi rend="CharOverride-1">, Bari: Stilo.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Di Salvo, Maria. 2011. </hi><hi rend="italic">Italia, Russia e mondo slavo. Studi filologici e letterari</hi><hi rend="CharOverride-1">. Firenze: Firenze University Press.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Di Salvo, Maria, e Giorgio Ziffer, a cura di. 2016. </hi><hi rend="italic">Traduzioni e rapporti interculturali degli slavi con il mondo circostante</hi><hi rend="CharOverride-1">. Milano, Roma: Biblioteca Ambrosiana, Bulzoni. </hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Dickinson, Sara, Claudio Macagno, e Lilia Skomorochova, a cura di. 2010. </hi><hi rend="italic">Giallo rosa slavo</hi><hi rend="CharOverride-1">. Genova: Edizioni ETS.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Diddi, Cristiano, e Viviana Nosilia, a cura di. 2018. </hi><hi rend="italic">La tradizione patristica nelle culture slave: ricezione e continuità</hi><hi rend="CharOverride-1">. Salerno: Europa Orientalis.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Dodero, Maria Luisa, e Maria Cristina Bragone, a cura di. 2002: </hi><hi rend="italic">Tra Italia e Russia, nel Settecento. </hi><hi rend="CharOverride-1">Atti del convegno, Genova 25-26 novembre 1999, Facoltà di Lingue e Letterature Straniere. Bergamo: Massimo Valdina Coffee House Adv. </hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Ďurišin, Dionýz, e Armando Gnisci, a cura di. 2000. </hi><hi rend="italic">Il Mediterraneo. Una rete interletteraria</hi><hi rend="CharOverride-1">. Roma: Bulzoni.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Falaschini, Nadia, Sante Graciotti, e Sergio Sconocchia, a cura di. 1998. </hi><hi rend="italic">Homo Adriaticus. Identità culturale e autocoscienza attraverso i secoli</hi><hi rend="CharOverride-1">. Reggio Emilia: Diabasis.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Garzaniti, Marcello, a cura di. 2003. </hi><hi rend="italic">Biblical Quotations in Slavonic Literature.</hi><hi rend="CharOverride-1" > XIII International Congress of Slavists (Ljubljana, 15-21 August 2003). </hi><hi rend="CharOverride-1">Panel. Papers. Pisa: Associazione Italiana degli Slavisti 2003 (reprint Firenze University Press 2014).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Garzaniti, Marcello. 2005. “Le radici nazionali dalla semiosfera al postmodernismo. Continuità e trasformazioni della critica letteraria nel mondo slavo contemporaneo.” </hi><hi rend="italic">Moderna. Semestrale di teoria e critica della letteratura</hi><hi rend="CharOverride-1"> 7, 1: 97-106.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Garzaniti, Marcello. 2007a. “Requiem per la filologia slava? Riflessioni sul Medioevo slavo e le sue tradizioni scrittorie.” In </hi><hi rend="italic">Gli studi slavistici in Italia oggi</hi><hi rend="CharOverride-1">, a cura di Roberta De Giorgi, Stefano Garzonio, Giorgio Ziffer, 315-31. Udine: Forum.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Garzaniti, Marcello. 2007b. “Slavia latina e Slavia ortodossa. Per un’interpretazione della civiltà slava nell’Europa medievale.” </hi><hi rend="italic">Studi Slavistici</hi><hi rend="CharOverride-1"> 4: 29-64.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Garzaniti, Marcello. 2009. Politica e canoni letterari nell’Europa centro-orientale, 127-34. In </hi><hi rend="italic">XXI secolo. Comunicare e rappresentare</hi><hi rend="CharOverride-1">. 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Milano: Banco Ambrosiano Veneto.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Tomelleri, Vittorio S. 2004. </hi><hi rend="italic">Il Salterio commentato di Brunone di Würzburg in area slavo-orientale. Fra traduzione e tradizione (Con un’appendice di testi)</hi><hi rend="CharOverride-1">. München: Otto Sagner.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Tomelleri, Vittorio S., e Inna Verner, a cura di. 2018: Latinitas </hi><hi rend="italic">in the Slavonic World. Nine case studies</hi><hi rend="CharOverride-1">. Berlin: Peter Lang. </hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Tomassucci, Giovanna, e Massimo Tria, a cura di. 2010. </hi><hi rend="italic">Gli altri futurismi. Futurismi e movimenti d’avanguardia in Russia, Polonia, Cecoslovacchia, Bulgaria e Romania</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi><hi rend="italic"> </hi><hi rend="CharOverride-1">Pisa: Plus.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Toscano, Silvia. 2012. “Ancora sul (Pre)Rinascimento slavo.” </hi><hi rend="italic">Ricerche Slavistiche</hi><hi rend="CharOverride-1"> N. S. 10 (56): 289-303.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Zapol’skaja, Natalja N., a cura di 2018. </hi><hi rend="italic">Rimskie kirillo-mefodievskie </hi><hi rend="italic">čtenija</hi><hi rend="italic">. Selecta. </hi><hi rend="italic">Slavjanskoe srednevekov’e. Bogosluženie. Knižnosť. Jazyk</hi><hi rend="CharOverride-1">. Moskva: Indrik.</hi></p><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10193_xml_2024_6_65-79.html#footnote-014-backlink">1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Per una riflessione sulla filologia slava, sempre in una prospettiva simile, rimandiamo al nostro contributo al IV Congresso Italiano di Slavistica “Gli studi slavistici oggi in Italia e nel mondo” (2006) (Garzaniti 2007a). </hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10193_xml_2024_6_65-79.html#footnote-013-backlink">2</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Per un quadro generale della disciplina e dei suoi sviluppi cfr.</hi><hi rend="CharOverride-1" > Claudio Guillén, </hi><hi rend="italic">L</hi><hi rend="italic">’uno e il molteplice. Introduzione alla letteratura comparata</hi><hi rend="CharOverride-1">. Bologna: Mulino 2008 (ed. rivista; ed. or. 1992), ma anche Enza Biagini, </hi><hi rend="italic">Saggi di Teoria della letteratura: percorsi tematici</hi><hi rend="CharOverride-1">, Firenze: Firenze University Press 2016.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10193_xml_2024_6_65-79.html#footnote-012-backlink">-1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Per una riflessione sull’approccio di Cronia alla letteratura dalmata nella chiave dell’influsso della cultura italiana cfr. Benacchio e Fin 2019.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10193_xml_2024_6_65-79.html#footnote-011-backlink">-1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Insieme ai volumi della serie “Slavica Ambrosiana”, fra cui spiccano le miscellanee dedicate al “Libro manoscritto e libro a stampa nel mondo slavo (XV-XX secc.)” (Marti e Pesenti 2015), a Clemente di Ocrida (Stantchev e Calusio 2017) e alla</hi><hi rend="italic"> </hi><hi rend="CharOverride-1">Riforma protestante nei paesi slavi (Brogi Bercoff e Marti 2018), si segnala la raccolta di saggi dedicata soprattutto alla questione dell’alfabeto (Stantchev e Ziffer 2015).</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10193_xml_2024_6_65-79.html#footnote-010-backlink">-1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	I materiali di alcuni seminari sono stati pubblicati nella serie “Slavia Christiana: jazyk, tekst, obraz” (Mosca), fra cui ricordiamo in particolare il volume </hi><hi rend="italic">Selecta</hi><hi rend="CharOverride-1"> (Zapol’skaja 2018). Nella medesima collana sono apparse miscellanee di contributi di alcuni assidui partecipanti ai seminari, fra cui il volume di Aleksandr Naumow (2020), che riprende una precedente raccolta in italiano (2004), e la raccolta di saggi dello scrivente, dedicato alle citazioni bibliche nella tradizione scrittoria slava ecclesiastica (Garzaniti 2014).</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10193_xml_2024_6_65-79.html#footnote-009-backlink">-1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Per una discussione sulla questione cfr. Toscano 2012, Garzaniti 2019a.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10193_xml_2024_6_65-79.html#footnote-008-backlink">-1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Ne rappresenta un ulteriore sviluppo la pubblicazione degli atti di un successivo convegno: Marinelli et al. 1997.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10193_xml_2024_6_65-79.html#footnote-007-backlink">-1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Ci limitiamo a segnalare, di Graciotti, oltre a un noto, fondamentale, saggio teorico sul Rinascimento nei paesi slavi del 1988, un contributo monografico sul petrarchismo dalmata (Graciotti 2005). Nell’ambito del petrarchismo è opportuno segnalare qui un doppio numero della rivista </hi><hi rend="italic">In Forma di Parole</hi><hi rend="CharOverride-1">, dedicato a “Petrarca in Europa” (4 tomi, 2004), in cui figurano contributi sui poeti di area croata, polacca e russa e traduzioni con testo a fronte, curati da Stefano Garzonio, Andrzej Litwornia, Rita Leto, Antonio Mario Raffo.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10193_xml_2024_6_65-79.html#footnote-006-backlink">-1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	In questo ambito si segnala anche l’edizione delle elegie latine di Jan Kochanowski a cura di Francesco Cabras uscita per Firenze University Press nel 2019. </hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10193_xml_2024_6_65-79.html#footnote-005-backlink">-1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Alla conferenza veronese è legata l’idea di una mappatura dell’umanesimo e rinascimento nel mondo slavo, come annunciava il titolo del convegno “Towards an Atlas of Humanistic and Renaissance Literary Civilization and Its Spread in the Slavic World (15th-17th century)”. </hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10193_xml_2024_6_65-79.html#footnote-004-backlink">-1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Insieme al capitolo pubblicato in Capaldo 2006, 499-520, si deve ricordare la monografia dedicata alla versione slava del</hi><hi rend="italic"> </hi><hi rend="CharOverride-1">Salterio commentato di Brunone di Würzburg (Tomelleri 2004), ma anche una miscellanea che esamina alcuni casi di studio (Tomelleri e Verner 2018).</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10193_xml_2024_6_65-79.html#footnote-003-backlink">-1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Le sue ricerche in ambito storiografico sono state raccolte e pubblicate in versione polacca (Brogi Bercoff 1998).</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10193_xml_2024_6_65-79.html#footnote-002-backlink">-1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Più recentemente si deve aggiungere un convegno dell’Accademia Ambrosiana sempre sul tema della traduzione, in una prospettica cronologica e spaziale più ampia (Di Salvo e Ziffer 2016).</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10193_xml_2024_6_65-79.html#footnote-001-backlink">-1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Riguardo al barocco abbiamo un esempio di analisi nello studio dei frontespizi illustrati dell’oratoria sacra ucraina in chiave comparativa (Bartolini 2017), mentre per le stampe che circolavano nell’impero russo cfr. Pesenti 2011.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10193_xml_2024_6_65-79.html#footnote-000-backlink">-1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Cfr. il volume miscellaneo, ricco di contributi internazionali, Ďurišin e Gnisci 2000.</hi></p></item>
				</list><p rend="editorial_metadata_author">Marcello Garzaniti, University of Florence, Italy, <ref target="https://www.fupress.com">marcello.garzaniti@unifi.it</ref>, <ref target="https://www.fupress.com">0000-0002-4630-5374</ref></p><p rend="editorial_metadata_polices">Referee List (DOI 1<ref target="https://doi.org/10.36253/fup_referee_list">0.36253/fup_referee_list</ref>)</p><p rend="editorial_metadata_polices">FUP Best Practice in Scholarly Publishing (DOI <ref target="https://doi.org/10.36253/fup_best_practice">10.36253/fup_best_practice</ref>)</p><p rend="editorial_metadata_book">Marcello Garzaniti, <hi rend="italic">Slavistica e comparatistica letteraria,</hi> © Author(s), <ref target="https://www.fupress.com">CC BY 4.0</ref>, DOI <ref target="https://www.fupress.com">10.36253/979-12-215-0492-7.05</ref>, in Rosanna Benacchio, Andrea Ceccherelli, Cristiano Diddi, Stefano Garzonio (edited by), <hi rend="italic">Gli studi slavistici in Italia nell’ultimo trentennio (1991-2021). Bilanci e prospettive. Contributi presentati al VII Congresso Italiano di Slavistica. Volume II</hi>, pp. -16, 2024, published by Firenze University Press, ISBN 979-12-215-0492-7, DOI <ref target="https://www.fupress.com">10.36253/979-12-215-0492-7</ref></p></div></div>
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