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        <title type="main" level="a">5. Come procedere per istituire una Biblioteca Pubblica (1969)</title>
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            <forename>Luigi</forename>
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          <resp>This is a section of <title>Scritti di biblioteconomia</title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/979-12-215-0488-0</idno>) by </resp>
          <name>Luigi Balsamo, Alberto Salarelli</name>
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        <publisher>Firenze University Press</publisher>
        <pubPlace>Florence</pubPlace>
        <date when="2024">2024</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/979-12-215-0488-0.10</idno>
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        <p>Il breve intervento si focalizza sulle mosse da compiere per istituire una biblioteca pubblica ipotizzando un'azione sinergica messa in atto da cittadini volonterosi, in grado di coinvolgere fattivamente gli amministratori comunali, unitamente al ruolo guida delle Soprintendenze sul piano tecnico e organizzativo.</p>
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            <item>Library science</item>
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            <item>library services</item>
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      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/979-12-215-0488-0.10<ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0488-0.10" /></p>
      <div><head>5. Come procedere per istituire una Biblioteca Pubblica (1969)<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi><ref target="OP10165_xml_13_79-85.html#footnote-002">-1</ref></hi></hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Una voce importante nel bilancio della vita di ogni uomo è rappresentata dal conto delle «idee» che ciascuno è riuscito a tradurre in pratica. Questo è il banco di prova più importante e più difficile per ciascuno di noi; è la prova della maturità e delle capacità di un individuo, come pure l’impegno più decisivo cui bisogna prepararsi con intelligenza e dedizione; soprattutto quando idee e progetti non riguardano soltanto interessi personali ma hanno dimensioni più vaste e rientrano in un ambito sociale, cioè interessano non solo gli individui ma la comunità. In genere nelle faccende personali esiste un assai più largo margine di sperimentazione; i tentativi possono essere ripetuti con una certa facilità, facendo tesoro delle esperienze precedenti, per cui anche gli insuccessi possono risultare utili nel senso che guidano a trovare la soluzione più calibrata, la via giusta. Quando, invece, una iniziativa coinvolge l’interesse e la partecipazione di altre persone allora le cose si presentano più complesse e delicate; non si può procedere a ragionare come in un affare privato, ma bisogna tener conto di tutte le componenti dell’impresa, preoccuparsi molto di più del risultato positivo, ovvero – ed è la stessa cosa – della eventualità di un insuccesso che coinvolgerebbe anche gli altri e soprattutto pregiudicherebbe le possibilità future di realizzare il progetto. Quando si entra nella dimensione sociale, voglio dire, le responsabilità aumentano, cambiano addirittura ed esigono un atteggiamento ed un’impostazione più rigorosa della nostra attività pratica.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Queste riflessioni mi sembrano indispensabili per chi vuole operare nel settore della diffusione della cultura, dell’educazione popolare, in attività cioè che comportano un preciso impegno sociale ed escono dalla sfera degli interessi individuali; tale è quello dell’organizzazione del servizio di lettura pubblica. L’esperienza insegna che il tentativo fallito di organizzare una biblioteca pubblica – a causa dell’improvvisazione, del mancato studio dell’ambiente, della programmazione insufficiente dei mezzi finanziari ed umani – provoca non solo uno scacco momentaneo, cioè il rinvio del progetto, ma danneggia l’idea stessa creando nell’opinione pubblica sfiducia, aggravando lo scetticismo che di solito in piccoli centri accoglie e rende difficile l’affermarsi di una novità. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Ricordo quando, studenti di ginnasio, accesi dal desiderio e convinti dell’esigenza di costituire una biblioteca almeno per i giovani, affrontammo l’impresa da soli, forti unicamente del nostro entusiasmo. Riuscimmo, è vero, ad ottenere un vecchio fondo librario che risaliva alla ottocentesca «Società operaia» del paese: spolverammo e ordinammo i libri cui andavano aggiungendosi volumi più recenti e nuovi, ma l’idea per quanto fascinosa e utile non brillò molto a lungo. L’impresa all’inizio elettrizzante, esplosa nel corso delle vacanze estive, si esaurì in poco più di un anno. Altri tempi, dirà qualcuno: in realtà le cose non sono cambiate a questo riguardo; aggiungerò che da allora, dopo la nostra generosa e improvvida esperienza, in quel paese non si sono fatti a tutt’oggi passi avanti, qualche tentativo sì – in alcuni decenni – ma rapidamente esaurito prima ancora di giungere all’attuazione pratica. E ho visto altri casi simili, a diversa latitudine e in tempi più vicini.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Con questo, ovviamente, non si vogliono scoraggiare progetti e propositi di coloro che intendono «fare qualcosa» dove non c’è nulla, bensì indicare il primo, fondamentale requisito di qualsiasi iniziativa, appunto per garantire ad essa un risultato positivo e durevole.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Ci sono manuali che guidano fin dall’inizio a preparare l’impresa: quello recentissimo della F.I.B.P. (</hi><hi rend="italic">La biblioteca pubblica</hi><hi rend="CharOverride-1">, Milano, 1968)</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10165_xml_13_79-85.html#footnote-001">-1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1"> non trascura, ad esempio, di richiamare l’attenzione del bibliotecario – o di chi aspira ad esserlo – sulla necessità di procurarsi «anzitutto una perfetta conoscenza degli elementi e dei problemi tipici di quell’ambiente» in cui deve operare. Per gli aspetti tecnici e culturali relativi all’organizzazione della biblioteca rimandiamo a questa guida pratica ed esperta che è alla portata di tutti. Ci sono però altri aspetti, altri problemi pratici che vengono prima: da dove cominciare, quali sono le prime mosse che deve fare chi vuole mettere in piedi una biblioteca efficace e funzionante? Quali, cioè, sono i primi passi per passare dall’idea alla pratica?</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Ecco il significato del nostro preambolo, le deduzioni da ricavare sotto forma di consigli pratici: innanzitutto non si deve essere soli, non si deve affrontare l’azione isolati rispetto alla comunità cui si vuole offrire un servizio così importante, anzi indispensabile. Bisogna raccogliere tutte le forze disponibili, suscitarne anche di nuove, sensibilizzare la comunità al progetto in modo da poter interessare, o impegnare, i legali rappresentanti della comunità stessa, cioè l’Amministrazione locale. Il gruppo promotore della Biblioteca deve stabilire contatti con le istituzioni culturali già esistenti, a cominciare dalla Scuola. Accordarsi con qualche insegnante intraprendente, col Direttore didattico o il Preside, dal momento che la Biblioteca vuole essere utile soprattutto ai ragazzi, per offrire loro quegli strumenti – libri, riviste, audiovisivi – indispensabili per approfondire i suggerimenti della scuola, per assolvere meglio l’impegno richiesto agli studenti come partecipazione personale all’attività di studio e apprendimento (le ricerche, ad esempio, proposte nella scuola media). Mettere in luce i legami stretti, e complementari, della Biblioteca pubblica con la Scuola è necessario sia per chiarire fin dall’inizio il programma dei servizi che si vogliono organizzare, sia per far comprendere meglio l’importanza delle funzioni che la biblioteca oggi è chiamata ad assolvere.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Allorché il gruppo di fautori e promotori sia divenuto così più numeroso e rappresentativo sarà opportuno avvicinare i rappresentanti del Comune, tramite qualche consigliere amico e sostenitore dell’idea, o esponendo direttamente al Sindaco il progetto per cercare di ottenerne l’adesione. Occorre, cioè, assicurarsi l’appoggio preventivo dell’Amministrazione locale, chiederne l’impegno di massima al fine di garantire alla istituenda Biblioteca i mezzi finanziari indispensabili alla continuità futura del funzionamento.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Sappiamo che non è facile propagandare un’idea sulla carta: quando si parla di progetti da realizzare senza poter offrire qualche dimostrazione pratica di funzionamento si incontra per lo più diffidenza o solo platonici incoraggiamenti. Perciò è importante saper illustrare l’idea con convinzione e anche con dati precisi concernenti esperienze altrui, risultati ottenuti in centri vicini; e meglio ancora cercare di rendere la discussione pubblica, aperta a tutti in modo da poter controbattere le obiezioni, chiarire i dubbi, smuovere l’indifferenza. Ottimo mezzo appare in proposito una discussione al Consiglio Comunale: rappresenta già un risultato positivo far includere nell’ordine del giorno dell’organo amministrativo locale il problema della Biblioteca. È questa la via per ottenere, prima di ogni altra cosa, una decisione favorevole, un riconoscimento cioè dell’importanza sociale e dell’utilità pubblica dell’istituto della Biblioteca da parte delle locali autorità. In questo modo si sarà ottenuto un impegno comunitario, una garanzia cioè più ampia e solida della semplice iniziativa di un gruppo ristretto di volonterosi.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Sarà giunto il momento, quindi, di estendere i contatti e di cercare la collaborazione di altri Enti, direi di inserire il proprio progetto in un ambito più esteso di quello del Comune, collegandosi ad iniziative o programmi di più vasta portata territoriale. Per affrontare, ad esempio, il problema prioritario del regolamento della Biblioteca, sarà bene prendere contatto con la Soprintendenza Bibliografica regionale. È questo un organo periferico del Ministero della Pubblica Istruzione, che ha compiti non solo di tutela e vigilanza ma anche di collaborazione tecnica, di sostegno per le iniziative intese ad estendere il servizio di lettura pubblica. Dai funzionari della Soprintendenza Bibliografica si possono avere consigli sulla stesura del Regolamento, sulle procedure da seguire per farlo approvare dall’autorità tutoria ed anche sulle modalità dell’attuazione pratica del progetto. La Soprintendenza Bibliografica potrà intervenire, ad esempio, presso il Comune per suggerire le soluzioni più opportune ai fini dell’apprestamento di una sede adeguata; per suggerire che si costituisca fin dall’inizio una Sezione – meglio ancora una Sala apposita – per i ragazzi. Alla Soprintendenza Bibliografica si può chiedere che venga inserito il vostro programma nel «Piano di sviluppo del Servizio Nazionale di lettura»</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="OP10165_xml_13_79-85.html#footnote-000">-1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, per il quale il Ministero P.I. dispone di finanziamenti </hi><hi rend="CharOverride-1">appositi da impiegare appunto a sostegno delle iniziative degli Enti locali che intendono istituire la Biblioteca Pubblica.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">È ovvio che il contributo dello Stato viene concesso, su proposta della Soprintendenza Bibliografica, solo quando esistano garanzie sulla solidità dell’istituzione e sulla piena rispondenza della Biblioteca alle esigenze di tutta la comunità; vale a dire che da una parte il Comune deve inserire un’apposita voce nel bilancio, che assicuri i mezzi indispensabili (acquisto libri, personale), dall’altra che la Biblioteca svolge un servizio utile a tutti i gruppi comunitari e a tutti i cittadini, senza alcuna discriminazione e senza impostazioni particolaristiche. La Biblioteca Pubblica, non bisogna dimenticarlo, non può essere un circolo culturale per gruppi limitati di amici o persone fra loro particolarmente affiatate; non può limitarsi, cioè, a servire solo un’</hi><hi rend="italic">élite</hi><hi rend="CharOverride-1"> o una parte della popolazione, perché essa è costituita e sostenuta col denaro pubblico cioè di tutti. La partecipazione del Comune significa proprio questo: che la Biblioteca è un patrimonio comune, è un servizio adatto e accessibile a tutti come gli altri servizi pubblici, come quello che porta l’acqua in tutte le case, la luce nelle strade, le strade in tutti i centri abitati, come la scuola o il servizio postale.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il contributo dello Stato sarà altresì proporzionato alle esigenze locali ma anche all’intervento dell’Amministrazione Comunale. Se il Comune procura una sede adatta, spaziosa, si può chiedere alla Soprintendenza Bibliografica di ottenere dallo Stato l’arredamento, scaffali metallici e schedari, magari anche tavoli per la lettura; se il Comune provvede a compensare in maniera continua personale capace, se istituisce la «Sala ragazzi» si potrà chiedere un contributo per le spese di impianto, specie per l’acquisto del fondo librario iniziale che richiede uno sforzo assai oneroso, a volte troppo grave per le finanze locali.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Com’è noto si potrà anche ottenere l’assistenza tecnica e l’aiuto di Enti particolari, che si prefiggono istituzionalmente di assistere e sostenere le biblioteche minori, ad esempio fornendo libri con sconti sensibili, spesso donando addirittura gruppi di pubblicazioni: questo fanno, tra l’altro, la Federazione Italiana Biblioteche Popolari (Milano) ed anche l’Ente Nazionale Biblioteche Popolari e Scolastiche (Roma) a favore delle biblioteche associate.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Tale associazione è soprattutto utile per costituire legami e rapporti con altre Biblioteche, e comunità, che hanno gli stessi problemi da affrontare, analoghe difficoltà da superare: l’esperienza comune, lo scambio di idee e la collaborazione che si possono instaurare attraverso i legami associativi offrono possibilità più ampie di coordinamento, di azione comune, di reciproco sostegno.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Sulla opportunità di superare l’isolamento in cui si trovano di solito molte biblioteche di piccoli centri è superfluo qui dilungarsi; l’argomento è stato illustrato negli ultimi tempi in molte sedi, anche negli </hi><hi rend="italic">standards</hi><hi rend="CharOverride-1"> dell’Associazione Italiana Biblioteche. Il principio della coordinazione dei servizi bibliotecari su aree abbastanza estese da consentire un più efficace impiego dei mezzi disponibili, ad esempio attraverso «sistemi» provinciali e comprensoriali, è stato recepito anche nel «Piano di sviluppo» già citato ed ora in corso di attuazione. Si vuole, cioè, far sì che gli interventi degli Enti locali (Comune, Provincia e Regione) e dello Stato siano coordinati in modo tale da consentire un servizio ugualmente efficace e completo anche nei centri rurali, nei Comuni minori, oltre che nelle grandi città che dispongono solitamente di maggiori risorse.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Anche da questo punto di vista ci si può valere dell’opera della Soprintendenza Bibliografica, al fine di conoscere i programmi esistenti, le possibilità di inserimento in progetti di coordinamento del servizio bibliotecario nella propria provincia o regione. Qualora esista nella propria area provinciale una «Rete di prestito» si potrà chiedere che la Biblioteca di nuova istituzione vi sia allacciata, per ottenere un’alimentazione – cioè un rifornimento periodico di libri – così da alleggerire l’onere dell’aggiornamento o da consentire, ad esempio, di concentrare per un certo periodo i mezzi finanziari disponibili esclusivamente a favore di un fondo di consultazione abbastanza ricco. La Rete di prestito, e il sistema, fornirà frattanto libri di informazione, di narrativa, di studio, così da soddisfare ugualmente le molteplici esigenze dei lettori.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Se non esiste alcuna di tali forme organizzative, qualora siano in certo numero le Biblioteche minori di una certa zona a richiedere una cooperazione, la Soprintendenza Bibliografica potrà raccogliere queste esigenze, coordinarle e interessare gli Enti locali per promuovere l’istituzione di un sistema facente capo ad una Biblioteca di un centro maggiore, ad esempio il Capoluogo di Provincia. Anche in questo caso l’iniziativa delle singole biblioteche e dei singoli Comuni potrà essere sostenuta con interventi integrativi dello Stato, sotto forma di sussidi, di forniture di arredi, di libri o di contributi alle spese di gestione.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Bisogna, dunque, stabilire rapporti sostanziali di collaborazione – non solo formali o puramente burocratici – con quegli organi tecnici dello Stato che sono le Soprintendenze Bibliografiche, presentando le proprie necessità e progetti organici che prevedono uno sviluppo e un consolidamento della Biblioteca; chiedendo l’intervento e l’assistenza di tali uffici al fine di inserire la Biblioteca in programmi di coordinamento su base provinciale o regionale, così da evitare quell’isolamento che è nefasto, e preclusivo di sviluppo, tanto all’individuo singolo – o a un piccolo gruppo di persone – quanto all’istituto stesso della Biblioteca.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La cooperazione fra enti e comunità rafforza ciascuno di essi, moltiplica le possibilità in quanto le risorse di tutti vanno a vantaggio di ognuno: ciò è reso possibile, nel caso specifico delle biblioteche, dal fatto che i sistemi bibliotecari – in particolare – accentrano i servizi tecnici, riducono i costi, consentono di fruire dell’esperienza e dei mezzi di tutti i consociati; se non esiste ancora alcuna organizzazione, la cooperazione faciliterà fin dall’inizio – meglio, sarà la condizione indispensabile – per realizzare nuove iniziative.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il discorso fatto fin qui può risultare abbastanza generico; le situazioni particolari sono tante che è difficile prevederle tutte costruendo una casistica d’altra parte pressoché inesauribile. Si è voluto indicare soprattutto alcune linee d’azione, sottolineare le possibilità di assistenza e aiuto – ad esempio da parte dello Stato – non sempre ben conosciute o sfruttate. È logico che ognuno dovrà adattare il proprio programma alle particolari condizioni ambientali. Se, ad esempio, in qualche caso risulterà difficile ottenere prima l’adesione concreta dell’Amministrazione locale ci si potrà rivolgere subito alla Soprintendenza Bibliografica e chiederne l’intervento, proprio per ottenere la partecipazione del Comune, per convincerlo della necessità di adottare un Regolamento che assicuri il futuro della Biblioteca, e così via.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">All’opposto, quando il Comune abbia la volontà di procedere all’attuazione di un programma preciso e concreto, potrà essere il Sindaco stesso ad intervenire presso la Soprintendenza Bibliografica per conoscere le possibilità esistenti, per chiedere aiuti e sostegno alla propria impresa.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">In una società democratica, come la nostra, occorre sollecitare tutti gli organi che hanno compiti e doveri pubblici allorché vogliamo realizzare iniziative che vanno a favore ed interesse della comunità; è doveroso informarsi sulle possibilità di fruire delle provvidenze disposte dallo Stato.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Come esempio concreto ricordo di nuovo che una Biblioteca già esistente, o in fase di costituzione, la quale decida di creare una «Sala ragazzi» potrà ottenere dal Ministero P.I., tramite la Soprintendenza Bibliografica, un buon contributo per le spese d’impianto, sufficiente cioè a dotare questa sezione speciale – per molti aspetti la più importante per una Biblioteca pubblica – di un grosso nucleo di libri adatti a lettori più giovani e rispondenti non solo alle esigenze di svago ma soprattutto di info</hi><hi rend="CharOverride-1">rmazione e di studio a livello della scuola d’obbligo.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Può essere questo l’avvio più promettente, perché è sui giovani che la biblioteca deve soprattutto puntare. Sono essi il pubblico più aperto, più bisognoso – ed esigente – di strumenti per la formazione culturale; essi, gli adulti di domani, rappresentano il nostro futuro e la società deve preoccuparsi in modo particolare della loro formazione civica ed intellettuale.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Accanto alla scuola, la biblioteca rappresenta nella società moderna un’istituzione di base, determinante per la formazione delle nuove generazioni.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Per questo, istituire una nuova biblioteca è un’impresa delicata e impegnativa: bisogna evitare di sprecare le occasioni, preparare con cura i programmi, valersi di tutte le risorse esistenti e cercare la collaborazione e la cooperazione di tutti.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La Biblioteca Pubblica è un servizio per la comunità: nella comunità deve quindi affondare le sue radici e dalla comunità deve essere sostenuta, rafforzata, quale espressione e garanzia di una società effettivamente democratica.</hi></p><div><head><hi>Bibliografia</hi></head><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Castiglioni, Elena, ed Ezio Chichiarelli (a cura di). 1968. </hi><hi rend="italic">La biblioteca pubblica. Manuale ad uso del bibliotecario</hi><hi rend="CharOverride-1">. Milano: Federazione Italiana delle Biblioteche Popolari.</hi></p><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10165_xml_13_79-85.html#footnote-002-backlink">-1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Luigi Balsamo, “Come procedere per istituire una biblioteca pubblica,” </hi><hi rend="italic">La cultura popolare</hi><hi rend="CharOverride-1"> XLI (1969): 43-48.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10165_xml_13_79-85.html#footnote-001-backlink">-1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Ci si riferisce a Castiglioni, Chichiarelli 1968. A questo manuale Balsamo collaborò con la stesura del capitolo “Principi generali di ordinamento e di amministrazione della Biblioteca”, riprodotto in questo volume al n. 4. [N.d.C.]</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="OP10165_xml_13_79-85.html#footnote-000-backlink">-1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	La legge 31 ottobre 1966, n. 942 (Finanziamento del piano di sviluppo della scuola nel quinquennio dal 1966 al 1970) prevedeva al capo II (Biblioteche e diffusione della cultura) l’erogazione di notevoli stanziamenti sia per il personale delle biblioteche statali e delle soprintendenze bibliografiche che per il funzionamento delle biblioteche, i contributi alle biblioteche non statali e il Servizio nazionale di lettura. I piani di sviluppo pluriennale della scuola - in cui si inserisce questa disposizione di finanziamento - erano uno degli obiettivi della più ampia riforma scolastica ideata dal ministro democristiano Luigi Gui (1914-2010) che resse il dicastero della Pubblica istruzione dal febbraio 1962 al giugno 1968. [N.d.C.]</hi></p></item>
				</list><p rend="editorial_metadata_author">Luigi Balsamo</p><p rend="editorial_metadata_author">Alberto Salarelli, University of Parma, Italy, <ref target="https://www.fupress.com">alberto.salarelli@unipr.it</ref>, <ref target="https://www.fupress.com">0000-0001-7352-1702</ref></p><p rend="editorial_metadata_polices">Referee List (DOI 1<ref target="https://doi.org/10.36253/fup_referee_list">0.36253/fup_referee_list</ref>)</p><p rend="editorial_metadata_polices">FUP Best Practice in Scholarly Publishing (DOI <ref target="https://doi.org/10.36253/fup_best_practice">10.36253/fup_best_practice</ref>)</p><p rend="editorial_metadata_book">Luigi Balsamo, <hi rend="italic">Come procedere per istituire una Biblioteca Pubblica (1969),</hi> © Author(s), <ref target="https://www.fupress.com">CC BY 4.0</ref>, DOI <ref target="https://www.fupress.com">10.36253/979-12-215-0488-0.10</ref>, in Luigi Balsamo, <hi rend="italic">Scritti di biblioteconomia</hi>, edited by Alberto Salarelli, pp. -8, 2024, published by Firenze University Press, ISBN 979-12-215-0488-0, DOI <ref target="https://www.fupress.com">10.36253/979-12-215-0488-0</ref></p></div></div>
      
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          <bibl n="167410">Castiglioni, Elena, ed Ezio Chichiarelli (a cura di). 1968. La biblioteca pubblica. Manuale ad uso del bibliotecario. Milano: Federazione Italiana delle Biblioteche Popolari.</bibl>
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