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        <title type="main" level="a">Diritto del lavoro e diritto civile: profili di confronto e di interazione</title>
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          <persName n="1" ref="https://orcid.org/0000-0001-7616-4886" type="ORCID">
            <forename>Pietro</forename>
            <surname>Lambertucci</surname>
            <placeName type="affiliation">University of L'Aquila, Italy</placeName>
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          <resp>This is a section of <title>Trasformazioni, valori e regole del lavoro</title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/979-12-215-0507-8</idno>) by </resp>
          <name>William Chiaromonte, Maria Luisa Vallauri</name>
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        <publisher>Firenze University Press</publisher>
        <pubPlace>Florence</pubPlace>
        <date when="2024">2024</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/979-12-215-0507-8.40</idno>
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          <p>Available for academic research purposes</p>
          <p>Open Access</p>
          <p>Copyright Author(s)</p>
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            <p>Content licence CC BY 4.0</p>
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        <p>This is original content, published for academic research purposes</p>
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        <p>The essay initiates a comparison between labor law and civil law under the aspect of differences regarding the role of contractual autonomy, the heteronomous intervention of the law and atypical negotiations, as well as the interaction with reference to the safety obligation, to the protection of confidentiality, to the protection of the individual, in his position as a "weak contractor". This last profile, therefore, creates a cross between labor law protection and private reflection on the "asymmetry" of contractual power (also, for example, within the discipline of intellectual professions).</p>
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            <item>Labor law</item>
            <item>civil right</item>
            <item>safety obligation</item>
            <item>privacy</item>
            <item>contractual asymmetry</item>
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      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/979-12-215-0507-8.40<ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0507-8.40" /></p>
      <div><head>Diritto del lavoro e diritto civile: profili di confronto e di interazione</head><p rend="h1_author" ><hi rend="CharOverride-1">Pietro Lambertucci</hi></p><p rend="text_top" ><hi rend="CharOverride-1">1. Il compianto</hi><hi rend="CharOverride-1"> Riccardo Del Punta, amico e studioso, raffinato indagatore dei profili</hi><hi rend="CharOverride-1"> valoriali del diritto del lavoro in una realtà produttiva in</hi><hi rend="CharOverride-1"> trasformazione, che deve, comunque, porre al centro della disciplina la</hi><hi rend="CharOverride-1"> tutela della persona che lavora (Del Punta 2020; cfr. anche</hi><hi rend="CharOverride-1"> Perulli 2020), offre l’opportunità di ritornare sul confronto tra</hi><hi rend="CharOverride-1"> diritto del lavoro e diritto civile, su due diversi versanti</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Sotto un primo versante il confronto va realizzato con l</hi><hi rend="CharOverride-1">’acquisizione che il diritto del lavoro è un ramo dell</hi><hi rend="CharOverride-1">’ordinamento giuridico, dotato di autonomia (sul piano didattico e scientifico) </hi><hi rend="CharOverride-1">e di un’oggettiva «specialità» (tra i primi, Scognamiglio 1996), </hi><hi rend="CharOverride-1">la quale lo ha progressivamente allontanato dal ceppo originario del </hi><hi rend="CharOverride-1">diritto dei privati, per approdare, attraverso la stessa Carta costituzionale, </hi><hi rend="CharOverride-1">in uno scenario più ampio, governato, per lo più, dalle </hi><hi rend="CharOverride-1">fonti eteronome della legge e dell’ordinamento sindacale.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Non è </hi><hi rend="CharOverride-1">un caso che un insigne Maestro, che ha individuato nell’analisi funzionale del negozio giuridico la</hi><hi rend="CharOverride-1"> più illuminante manifestazione dell’autoregolamentazione dei privati interessi (Scognamiglio 2008</hi><hi rend="CharOverride-1">), quando poi si è cimentato con la ricostruzione, in chiave</hi><hi rend="CharOverride-1"> di teoria generale, del diritto del lavoro, ha significativamente lamentato</hi><hi rend="CharOverride-1"> l’insufficienza della prospettiva contrattuale nel dar conto del nuovo</hi><hi rend="CharOverride-1"> fenomeno della subordinazione</hi><hi rend="italic">,</hi><hi rend="CharOverride-1"> sulla scorta di ben precise scelte </hi><hi rend="CharOverride-1">metodologiche e ricostruttive</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_51_677-685.html#footnote-021">1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Sotto il secondo versante, viceversa, si pu</hi><hi rend="CharOverride-1">ò instaurare un rapporto sinergico tra diritto del lavoro e diritto civile, sul piano dell’ausilio delle</hi><hi rend="CharOverride-1"> categorie civilistiche all’interno della disciplina del rapporto di lavoro</hi><hi rend="CharOverride-1"> (cfr. Santoro Passarelli 1992) e, viceversa, attingere dallo stesso dibattito</hi><hi rend="CharOverride-1"> giuslavoristico per una rivisitazione delle stesse tutele di taglio privatistico</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_51_677-685.html#footnote-020">2</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text_top" ><hi rend="CharOverride-1">2. </hi><hi rend="CharOverride-1">Il punto di partenza può essere rinvenuto nella </hi><hi rend="CharOverride-1">stessa sistematica del codice civile del 1942, laddove, non a </hi><hi rend="CharOverride-1">caso, rispetto alla disciplina generale del contratto e dei singoli </hi><hi rend="CharOverride-1">contratti nominati (libro IV), un ruolo autonomo assume la regolamentazione </hi><hi rend="CharOverride-1">del lavoro subordinato nell’impresa (libro V). Dalla scelta operata </hi><hi rend="CharOverride-1">dai compilatori del codice civile del 1942 – nella quale possono </hi><hi rend="CharOverride-1">rintracciarsi, peraltro, venature organicistiche ed istituzionalistiche – traspare la consapevolezza dell’</hi><hi rend="CharOverride-1">irriducibilità del fenomeno del lavoro subordinato all’interno della disciplina contrattuale, perlomeno con riguardo</hi><hi rend="CharOverride-1"> alla sua regolamentazione.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">A tal riguardo possiamo rinvenire una prima</hi><hi rend="CharOverride-1"> linea di distinzione tra i contratti di diritto civile, che</hi><hi rend="CharOverride-1"> realizzano il programma negoziale delineato dalle parti contraenti, le quali</hi><hi rend="CharOverride-1"> si trovano su un piano di parità (perlomeno formale) e</hi><hi rend="CharOverride-1"> il contratto di lavoro, che attiene alla </hi><hi rend="italic">fase costitutiva </hi><hi rend="CharOverride-1">del</hi><hi rend="CharOverride-1"> rapporto di lavoro (ora anche con riferimento al rapporto di</hi><hi rend="CharOverride-1"> lavoro pubblico «privatizzato») ma non alla sua </hi><hi rend="italic">fase regolativa</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_51_677-685.html#footnote-019">3</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Infatti, la struttura articolata e complessa del rapporto di lavoro (</hi><hi rend="CharOverride-1">subordinato) non si esaurisce nel momento di conclusione del contratto </hi><hi rend="CharOverride-1">di lavoro, laddove altre fonti eteronome (legge e contrattazione collettiva) </hi><hi rend="CharOverride-1">intervengono sulla sua regolamentazione, sul presupposto che lo stato di «</hi><hi rend="CharOverride-1">soggezione» del lavoratore, in posizione di «dipendenza» da altri (Scognamiglio 2005, 64), per soddisfare le proprie esigenze personali </hi><hi rend="CharOverride-1">e familiari, postula la necessità di apprestare a quest’ultimo </hi><hi rend="CharOverride-1">una «stampella» di tutela, quelle assicurata dalla legge e dall’</hi><hi rend="CharOverride-1">attività delle organizzazioni sindacali.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Pertanto il momento della conclusione del contratto di lavoro appare significativo </hi><hi rend="italic">solo</hi><hi rend="CharOverride-1"> sul piano dell’instaurazione del rapporto di lavoro e questo</hi><hi rend="CharOverride-1"> costituisce il riscontro della sostanziale svalutazione del momento dello scambio</hi><hi rend="CharOverride-1"> dei consensi, che si realizza nel contratto. Viceversa, il consenso</hi><hi rend="CharOverride-1"> delle parti assume un ruolo centrale nella disciplina dei contratti</hi><hi rend="CharOverride-1"> di diritto civile, orientata a garantire la valida manifestazione del</hi><hi rend="CharOverride-1"> consenso e il rispetto dei requisiti essenziali del contratto (art</hi><hi rend="CharOverride-1">. 1325 c.c.) e a individuare i casi di nullità</hi><hi rend="CharOverride-1"> ed annullabilità di quest’ultimo.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">D’altronde nel contratto di</hi><hi rend="CharOverride-1"> lavoro – a differenza degli altri contratti di diritto civile – una</hi><hi rend="CharOverride-1"> limitata rilevanza assumono vizi del consenso, ai fin dell’annullabilit</hi><hi rend="CharOverride-1">à del contratto, e lo stesso inserimento del contratto di lavoro </hi><hi rend="CharOverride-1">nei «contratti di scambio» (tra prestazione di lavoro dovuta dal </hi><hi rend="CharOverride-1">lavoratore e retribuzione corrisposta dal datore di lavoro), appare ben </hi><hi rend="CharOverride-1">più articolata, in quanto lo «scambio contrattuale» appare ben più </hi><hi rend="CharOverride-1">complesso, laddove quest’ultimo deve assolvere anche l’ obbligo di «</hi><hi rend="CharOverride-1">sicurezza» (</hi><hi rend="italic">ex</hi><hi rend="CharOverride-1"> art. 2087 c.c.) nei confronti del lavoratore, in ragione dell’implicazione delle</hi><hi rend="CharOverride-1"> sue energie fisiche o intellettuali nella prestazione lavorativa</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_51_677-685.html#footnote-018">4</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Altro </hi><hi rend="CharOverride-1">profilo di differenza con il diritto civile attiene alla mancanza </hi><hi rend="CharOverride-1">di requisiti essenziali per la riconoscibilità del «tipo contrattuale», che, </hi><hi rend="CharOverride-1">alla stregua della disciplina del codice civile, comporta la nullità </hi><hi rend="CharOverride-1">del contratto (artt. 1325 e 1418, co.2, c.c.),</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Ora nello «scambio contrattuale», che si realizza nel contratto di lavoro, la retribuzione costituisce un requisito</hi><hi rend="CharOverride-1"> essenziale</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_51_677-685.html#footnote-017">5</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, per cui una rigorosa applicazione dei principi civilistici </hi><hi rend="CharOverride-1">condurrebbe alla nullità del contratto; viceversa, già il codice civile, </hi><hi rend="CharOverride-1">orientato alla conservazione del rapporto di lavoro, consente l’intervento </hi><hi rend="CharOverride-1">di un terzo (il giudice) nella determinazione della retribuzione (</hi><hi rend="italic">ex</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="CharOverride-1">art. 2099, co,.2, c.c.) con una patente deviazione </hi><hi rend="CharOverride-1">dalle regole generali dei contratti.</hi></p><p rend="text_top" ><hi rend="CharOverride-1">3. </hi><hi rend="CharOverride-1">Un profilo di più </hi><hi rend="CharOverride-1">marcata differenziazione può ravvisarsi nella determinazione giudiziale della retribuzione sufficiente (</hi><hi rend="italic">ex</hi><hi rend="CharOverride-1"> art. 36, co</hi><hi rend="CharOverride-1">.1, Cost.).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Alla stregua della disciplina dei contratti, laddove siano</hi><hi rend="CharOverride-1"> presenti gli elementi essenziali del contratto e quest’ultimo rientri</hi><hi rend="CharOverride-1"> nei contratti nominati dal codice civile o risponda ad interessi</hi><hi rend="CharOverride-1"> meritevoli di tutela (</hi><hi rend="italic">ex</hi><hi rend="CharOverride-1"> art. 1322, co. 2, c.c</hi><hi rend="CharOverride-1">.), il contratto ha forza di legge tra le parti (ex</hi><hi rend="CharOverride-1"> art. 1372, co.1, c.c.). In coerenza con le</hi><hi rend="CharOverride-1"> regole generali enunciate, se le parti hanno convenuto nel contratto</hi><hi rend="CharOverride-1"> individuale di lavoro un trattamento economico, tanto basterebbe per rendere</hi><hi rend="CharOverride-1"> il contratto valido ed efficace tra le stesse.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Tuttavia la</hi><hi rend="CharOverride-1"> necessità di osservare i principi di proporzionalità e sufficienza della</hi><hi rend="CharOverride-1"> retribuzione contenuti nella norma costituzionale ad efficacia precettiva (art. 36</hi><hi rend="CharOverride-1"> Cost.) ha condotto la giurisprudenza ad interpretare </hi><hi rend="italic">praeter legem</hi><hi rend="CharOverride-1"> l</hi><hi rend="CharOverride-1">’art. 2099 del codice civile, nel senso di estenderne il campo applicativo anche all’ipotesi nella quale sia</hi><hi rend="CharOverride-1"> comunque presente la clausola retributiva, ma quest’ultima debba essere</hi><hi rend="CharOverride-1"> «vagliata», in via giudiziale, alla stregua dei segnalati principi costituzionali</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Si realizza, in tal modo, un’integrazione del contratto (1374</hi><hi rend="CharOverride-1"> c.c.) ad opera dell’intervento del giudice, che, dichiarando</hi><hi rend="CharOverride-1"> «nulla» la clausola retributiva, in quanto non conforme al precetto</hi><hi rend="CharOverride-1"> costituzionale, la sostituisce con una clausola retributiva rispettosa di quest</hi><hi rend="CharOverride-1">’ultimo, attingendo, sul punto, normalmente ai minimi salariali previsti dai contratti collettivi nazionali di categoria</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_51_677-685.html#footnote-016">6</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Già </hi><hi rend="CharOverride-1">l’intervento sostitutivo di un terzo (nella specie il giudice) </hi><hi rend="CharOverride-1">all’interno dell’assetto contrattuale si connota come un’indubbia </hi><hi rend="CharOverride-1">deviazione rispetto all’autoregolamentazione degli interessi delle parti. In ogni </hi><hi rend="CharOverride-1">caso, come è stato autorevolmente sottolineato, non ci troviamo nell’</hi><hi rend="CharOverride-1">ambito della limitazione </hi><hi rend="italic">ab estrinseco</hi><hi rend="CharOverride-1"> dell’autonomia contrattuale, pure considerata, nella disciplina dei contratti, dal codice civile (ad esempio</hi><hi rend="CharOverride-1">, l’inserzione automatica di clausole, prezzi di beni e di</hi><hi rend="CharOverride-1"> servizi </hi><hi rend="italic">ex</hi><hi rend="CharOverride-1"> art. 1339 c.c. ovvero le clausole d</hi><hi rend="CharOverride-1">’uso </hi><hi rend="italic">ex</hi><hi rend="CharOverride-1"> art.1340 c.c.), bensì dinanzi «.alla progressiva</hi><hi rend="CharOverride-1"> ed effettiva sostituzione della tradizionale fonte contrattuale con altri mezzi</hi><hi rend="CharOverride-1"> di disciplina, principalmente i contratti collettivi, che soltanto si palesano</hi><hi rend="CharOverride-1"> idonei alla funzione di determinare la retribuzione in misura equ</hi><hi rend="CharOverride-1">a» (vedi, in tal senso, Scognamiglio 1976, 128).</hi></p><p rend="text_top" ><hi rend="CharOverride-1">4. </hi><hi rend="CharOverride-1">Altro profilo, </hi><hi rend="CharOverride-1">di particolare interesse, attiene all’atipicità» dei contratti, che nel </hi><hi rend="CharOverride-1">diritto civile, secondo la traiettoria indicata dall’art. 1322, co.</hi><hi rend="CharOverride-1">2, del codice civile, consente alle parti di concludere contratti </hi><hi rend="CharOverride-1">anche non rientranti in quelli disciplinati dal codice, purché «diretti </hi><hi rend="CharOverride-1">a realizzare interessi meritevoli di tutela secondo l’ordinamento giuridico.</hi><hi rend="CharOverride-1">»</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nel diritto dei privati (civile e commerciale) le parti, nell’esercizio della</hi><hi rend="CharOverride-1"> loro autonomia privata, possono concludere contratti innominati (atipici e</hi><hi rend="CharOverride-1"> misti), secondo una logica che parte dagli interessi delle parti</hi><hi rend="CharOverride-1"> individuali, per poi sfociare in un successivo consolidamento normativo (paradigmatica</hi><hi rend="CharOverride-1">, sul punto, è l’esperienza dei contratti di distribuzione; per</hi><hi rend="CharOverride-1"> tutti: Pardolesi 1988).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Viceversa, nel diritto del lavoro la differenziazione</hi><hi rend="CharOverride-1"> tipologica dei rapporti di lavoro subordinato corre su un piano</hi><hi rend="CharOverride-1"> inverso rispetto ai contratti atipici di diritto civile; come ci</hi><hi rend="CharOverride-1"> ha insegnato un compianto Maestro la tecnica utilizzata non è</hi><hi rend="CharOverride-1"> quella «del </hi><hi rend="italic">tipo naturale</hi><hi rend="CharOverride-1">, ma del </hi><hi rend="italic">tipo imposto</hi><hi rend="CharOverride-1">, ossia dell</hi><hi rend="CharOverride-1">’intervento dirigistico sul contratto attraverso la imputazione di effetti inderogabili e la sostituzione legale delle clausole </hi><hi rend="CharOverride-1">difformi» (D’Antona 2000, 81).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Ciò non esclude, poi, che </hi><hi rend="CharOverride-1">il legislatore, il quale ha arricchito, nel tempo, la «famiglia» </hi><hi rend="CharOverride-1">dei contratti di lavoro flessibili o atipici, demandi all’autonomia </hi><hi rend="CharOverride-1">delle parti individuali la possibilità di stabilire margini (più o </hi><hi rend="CharOverride-1">meno) ampi di disciplina del rapporto di lavoro, ma all’</hi><hi rend="CharOverride-1">interno di un quadro di riferimento disegnato dalla legge (si pensi, ad</hi><hi rend="CharOverride-1"> esempio, alla regolamentazione del lavoro a tempo parziale, contenuta ora</hi><hi rend="CharOverride-1"> nel d.lgs. n.81 del 2015, che apre un</hi><hi rend="CharOverride-1"> ampio spazio all’autonomia individuale).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Tale indicazione è del tutto</hi><hi rend="CharOverride-1"> coerente con la finalità protettiva della disciplina lavoristica, che richiede</hi><hi rend="CharOverride-1">, anche qui, un intervento legislativo volto a disegnare i diversi</hi><hi rend="CharOverride-1"> «tipi» di contratti di lavoro subordinato, con la possibilità di</hi><hi rend="CharOverride-1"> calibrare anche i ruoli dell’autonomia collettiva e dell’autonomia</hi><hi rend="CharOverride-1"> individuale, anche se occorre registrare, dopo il </hi><hi rend="italic">Job Act,</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="CharOverride-1">un’attenuazione della disciplina inderogabile, a fronte dell’espansione della capacità regolativa del </hi><hi rend="CharOverride-1">contratto individuale</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_51_677-685.html#footnote-015">7</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text_top" ><hi rend="CharOverride-1">5. </hi><hi rend="CharOverride-1">Il secondo versante dell’indagine ci presenta</hi><hi rend="CharOverride-1"> un’interazione tra diritto civile e diritto del lavoro, che</hi><hi rend="CharOverride-1"> può rintracciarsi nell’obbligo di sicurezza, alla cui stregua si</hi><hi rend="CharOverride-1"> impone al datore di lavoro di tutelare, secondo la particolarit</hi><hi rend="CharOverride-1">à del lavoro, l’esperienza e la tecnica, l’integrità </hi><hi rend="CharOverride-1">fisica e la personalità morale del lavoratore (art. 2087 c.</hi><hi rend="CharOverride-1">c.).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Innanzitutto, e come pacificamente riconosciuto dagli interpreti, l’obbligazione </hi><hi rend="CharOverride-1">di sicurezza del datore di lavoro, si colloca all’interno </hi><hi rend="CharOverride-1">del perimetro della responsabilità contrattuale</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_51_677-685.html#footnote-014">8</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1"> e ne segue gli sviluppi</hi><hi rend="CharOverride-1"> sul piano della ricostruzione sistematica, che, alla luce degli apporti</hi><hi rend="CharOverride-1"> della dottrina civilistica, mira, in via prioritaria, alla soddisfazione dell</hi><hi rend="CharOverride-1">’interesse dedotto in obbligazione</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_51_677-685.html#footnote-013">9</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1"> e rimane esclusa solo nel caso di impossibilità della prestazione derivante «da causa </hi><hi rend="CharOverride-1">a lui non imputabile» (art. 1218 c.c.).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Ora l’</hi><hi rend="CharOverride-1">obbligazione di sicurezza, come è stato puntualizzato da autorevole dottrina, </hi><hi rend="CharOverride-1">impone al datore di lavoro di attenersi non solo alle </hi><hi rend="CharOverride-1">fonti prevenzionistiche specifiche, ma anche, in loro assenza, ai criteri </hi><hi rend="CharOverride-1">individuati dallo stesso art. 2087 c.c. (Montuschi 2006, 6). </hi><hi rend="CharOverride-1">La norma del codice civile opera un rinvio alle specificità </hi><hi rend="CharOverride-1">dell’ambiente di lavoro, alla predisposizione delle misure tecniche di cautela esistenti nello specifico settore produttivo, nonché all’»esperienza», </hi><hi rend="CharOverride-1">per individuare le misure di contrasto di tutti i possibili </hi><hi rend="CharOverride-1">rischi anche a fronte di una ricerca scientifica non avvalorata </hi><hi rend="CharOverride-1">da soluzioni consolidate nello specifico settore.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Tale orientamento si salda </hi><hi rend="CharOverride-1">con l’indicazione, ricorrente in giurisprudenza, che l’art. 2087 </hi><hi rend="CharOverride-1">c.c. si caratterizza come una norma di «chiusura» dell’</hi><hi rend="CharOverride-1">ordinamento antinfortunistico, estensibile a situazioni ed ipotesi non ancora espressamente considerate e valutate dal legislatore al momento della sua formulazione</hi><hi rend="CharOverride-1">, tanto da includervi anche le misure di sicurezza c.d</hi><hi rend="CharOverride-1">. </hi><hi rend="italic">innominate</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_51_677-685.html#footnote-012">10</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">A questo punto assistiamo alla dilatazione della responsabilità </hi><hi rend="CharOverride-1">civile del datore di lavoro, alla cui stregua, infatti, si </hi><hi rend="CharOverride-1">richiede al medesimo un comportamento particolarmente «diligente» ed avveduto; si </hi><hi rend="CharOverride-1">possono richiamare, in tal senso, le complesse vicende del decesso </hi><hi rend="CharOverride-1">di lavoratori a seguito dell’esposizione all’amianto, nonché dei </hi><hi rend="CharOverride-1">lavoratori, i quali hanno contratto gravi patologie a seguito della </hi><hi rend="CharOverride-1">prolungata esposizione alla sostanza tossica del c.d. uranio impoverito.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Se ci troviamo dinanzi, pur sempre, ad un obbligo di </hi><hi rend="CharOverride-1">comportamento, i rigorosi limiti nei quali opera la prova liberatoria (</hi><hi rend="italic">ex</hi><hi rend="CharOverride-1"> art. 1218 c.c.) può far dire agli interpreti che siamo ad un passo dalla responsabilità </hi><hi rend="CharOverride-1">oggettiva</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_51_677-685.html#footnote-011">11</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Ci collochiamo, pertanto, nel campo limitrofo, esplorato dalla dottrina</hi><hi rend="CharOverride-1"> civilistica, della responsabilità oggettiva</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_51_677-685.html#footnote-010">12</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, sul tema specifico della responsabilità </hi><hi rend="CharOverride-1">extracontrattuale, a seguito delle trasformazioni economiche che hanno ampliato la </hi><hi rend="CharOverride-1">sfera dei potenziali rischi, con la necessità di approntare conseguenti </hi><hi rend="CharOverride-1">forme di tutela, come si rinviene in altri ambiti normativi (</hi><hi rend="CharOverride-1">si pensi ai danni all’ambiente, alla salute, al consumatore).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">L’apporto più fecondo della giurisprudenza civile in materia di responsabilità aquiliana si è realizzato con l’innesto, all’interno</hi><hi rend="CharOverride-1"> dell’art. 2087 c.c., di taglio precipuamente prevenzionistico, della</hi><hi rend="CharOverride-1"> tutela risarcitoria. Nello specifico la giurisprudenza riconosce che la violazione</hi><hi rend="CharOverride-1"> dell’art. 2087 c.c. consente al lavoratore di accedere</hi><hi rend="CharOverride-1"> a qualsisia tipo di danno lamentato, in quanto l’ampia</hi><hi rend="CharOverride-1"> locuzione della norma del codice civile assicura il diretto accesso</hi><hi rend="CharOverride-1"> alla tutela di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_51_677-685.html#footnote-009">13</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, con un particolare ampliamento alla tutela di danni non patrimoniali in </hi><hi rend="CharOverride-1">ambito contrattuale</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_51_677-685.html#footnote-008">14</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. In tal modo la giurisprudenza del lavoro si</hi><hi rend="CharOverride-1"> avvale degli apporti della giurisprudenza civile in materia di danno</hi><hi rend="CharOverride-1"> alla persona (danno biologico, morale ed esistenziale)</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_51_677-685.html#footnote-007">15</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text_top" ><hi rend="CharOverride-1">6. </hi><hi rend="CharOverride-1">Un</hi><hi rend="CharOverride-1"> altro aspetto, nel quale riscontriamo un confronto tra diritto civile</hi><hi rend="CharOverride-1"> e diritto del lavoro, riguarda la tutela della riservatezza dell</hi><hi rend="CharOverride-1">’individuo, che trova ora una disciplina generale, quella delineata dal</hi><hi rend="CharOverride-1"> Codice della </hi><hi rend="italic">privacy</hi><hi rend="CharOverride-1"> (d.lgs. n. 196 del 2003), alla</hi><hi rend="CharOverride-1"> luce del regolamento comunitario n. 679 del 2016, con riferimento</hi><hi rend="CharOverride-1"> al trattamento dei dati personali e, per il rapporto di</hi><hi rend="CharOverride-1"> lavoro, una regolamentazione specifica delineata dallo Statuto dei lavoratori.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Si</hi><hi rend="CharOverride-1"> tratta di due blocchi normativi che partono dai presupposti diversi</hi><hi rend="CharOverride-1"> del diritto civile e del diritto del lavoro. Nel trattamento</hi><hi rend="CharOverride-1"> dei dati personali dell’individuo si valorizza il consenso dello</hi><hi rend="CharOverride-1"> stesso e il «controllo» del medesimo sul trattamento e circolazione</hi><hi rend="CharOverride-1"> dei propri dati (che peraltro si rafforza in presenza di</hi><hi rend="CharOverride-1"> dati c.d. sensibili), mentre, con riferimento al lavoratore, l</hi><hi rend="CharOverride-1">’irrilevanza del suo consenso porta il legislatore dello Statuto a disegnare una rete protettiva che si avvale </hi><hi rend="CharOverride-1">di norme inderogabili, nonché, nei casi specifici dei controlli a </hi><hi rend="CharOverride-1">distanza (art. 4 St. lav.) e delle perquisizioni personali (art. </hi><hi rend="CharOverride-1">6 St. lav.), della mediazione sindacale o amministrativa.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">I due </hi><hi rend="CharOverride-1">blocchi normativi si congiungono sul terreno dell’esercizio, da parte </hi><hi rend="CharOverride-1">del datore di lavoro, del potere di controllo, il quale </hi><hi rend="CharOverride-1">ora trova i suoi limiti non solo nella regolamentazione dello </hi><hi rend="CharOverride-1">Statuto, ma anche, come un ulteriore «limite», nel rispetto dei </hi><hi rend="CharOverride-1">principi contenuti nel Codice della </hi><hi rend="italic">privacy,</hi><hi rend="CharOverride-1"> con le incertezze interpretative</hi><hi rend="CharOverride-1"> che accompagnano normative scaturite in contesti diversi</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_51_677-685.html#footnote-006">16</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Tuttavia l’</hi><hi rend="CharOverride-1">attività interpretativa del Garante per il trattamento dei dati personali e l’esperienza applicativa della legge</hi><hi rend="CharOverride-1"> hanno favorito una «lettura integrata» dei due nuclei normativi</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_51_677-685.html#footnote-005">17</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="CharOverride-1">che, in estrema sintesi, ora impone al datore di lavoro </hi><hi rend="CharOverride-1">non solo di non conoscere e trattare dati personali afferenti </hi><hi rend="CharOverride-1">a fatti estranei all’esecuzione della prestazione lavorativa, ma anche </hi><hi rend="CharOverride-1">di veicolare il trattamento dei dati relativi alla disciplina del </hi><hi rend="CharOverride-1">rapporto di lavoro (soprattutto di quelli c.d. sensibili), secondo </hi><hi rend="CharOverride-1">i principi di correttezza, trasparenza, finalità, necessità, pertinenza ed adeguatezza (</hi><hi rend="CharOverride-1">c. d. minimizzazione dei dati), individuati nell’art. 5 del </hi><hi rend="CharOverride-1">regolamento comunitario del 2016.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il circuito osmotico che si produce </hi><hi rend="CharOverride-1">ora richiede al datore di lavoro uno sforzo ulteriore, anche </hi><hi rend="CharOverride-1">sul piano culturale: quello di dotarsi di un regolamento di </hi><hi rend="italic">policy</hi><hi rend="CharOverride-1"> aziendale, che sia idoneo a contemperare le esigenze organizzative e produttive dell’impresa con</hi><hi rend="CharOverride-1"> la tutela della dignità e riservatezza dei lavoratori.</hi></p><p rend="text_top" ><hi rend="CharOverride-1">7. </hi><hi rend="CharOverride-1">Come</hi><hi rend="CharOverride-1"> è noto le esigenze di tutela del lavoro «in tutte</hi><hi rend="CharOverride-1"> le forme ed applicazioni» </hi><hi rend="italic">(ex</hi><hi rend="CharOverride-1"> art. 35, co. 1, </hi><hi rend="CharOverride-1">della Costituzione) viene a travalicare l’ambito del lavoro subordinato </hi><hi rend="CharOverride-1">e, in tale contesto, si collocano, per un verso, l’</hi><hi rend="CharOverride-1">iniziale disciplina assicurata dalla legge n. 81 del 2017 in materia di tutela del lavoro autonomo non</hi><hi rend="CharOverride-1"> imprenditoriale, nonché, per altro verso, la prima regolamentazione delle collaborazioni</hi><hi rend="CharOverride-1"> autonome realizzate attraverso l’utilizzo di piattaforme digitali (i c</hi><hi rend="CharOverride-1">.d. </hi><hi rend="italic">riders</hi><hi rend="CharOverride-1">), ai sensi della legge n. 128 del 2019</hi><hi rend="CharOverride-1">. Si tratta allora di riscontrare l’esistenza di un «lavoro</hi><hi rend="CharOverride-1"> autonomo economicamente debole»</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_51_677-685.html#footnote-004">18</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, sul quale possono allocarsi le istanze</hi><hi rend="CharOverride-1"> di tutela assicurate dal diritto del lavoro</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_51_677-685.html#footnote-003">19</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Su questo </hi><hi rend="CharOverride-1">terreno e sulla scia dell’orientamento giuslavoristico, che pone l’</hi><hi rend="CharOverride-1">attenzione sulla tutela del lavoro, senza ulteriori aggettivazioni, sul presupposto della sussistenza della «debolezza contrattuale», si</hi><hi rend="CharOverride-1"> comincia a sviluppare un orientamento della dottrina privatistica, la quale</hi><hi rend="CharOverride-1"> valorizza il dato unificante dell’asimmetria di potere contrattuale al</hi><hi rend="CharOverride-1"> fine di giustificare la costruzione di un impianto di tutela</hi><hi rend="CharOverride-1">, di taglio civilistico, volto ad individuare criteri di valutazione delle</hi><hi rend="CharOverride-1"> singole posizioni contrattuali (ad esempio all’interno della disciplina delle</hi><hi rend="CharOverride-1"> professioni intellettuali)</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_51_677-685.html#footnote-002">20</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Allo stesso modo, con riguardo allo stesso</hi><hi rend="CharOverride-1"> contratto d’opera, si valorizza il criterio della meritevolezza (ex</hi><hi rend="CharOverride-1"> art 1322, co.2, c. c.), da declinare come valido</hi><hi rend="CharOverride-1"> criterio rimediale anche in relazione ai contratti tipici, al fine</hi><hi rend="CharOverride-1"> di entrare all’interno del programma negoziale, con le opportune</hi><hi rend="CharOverride-1"> correzioni delle regole pattizie (anche sancendone, se necessario, l’invalidità</hi><hi rend="CharOverride-1">), per riequilibrare le asimmetrie nel potere negoziale</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_51_677-685.html#footnote-001">21</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text_top" ><hi rend="CharOverride-1">8. </hi><hi rend="CharOverride-1">Dai profili esaminati emerge un</hi><hi rend="CharOverride-1"> quadro complesso, che, se in alcuni ambiti può delineare un</hi><hi rend="CharOverride-1"> confronto tra la disciplina dei contratti di diritto civile e</hi><hi rend="CharOverride-1"> la fenomenologia delle fonti di regolamentazione del rapporto di lavoro</hi><hi rend="CharOverride-1">, in molti snodi delicati di quest’ultimo assistiamo ad un</hi><hi rend="CharOverride-1"> processo di interazione con le stesse categorie civilistiche (come, ad</hi><hi rend="CharOverride-1"> esempio, in materia di sicurezza, di tutela della riservatezza, nonché</hi><hi rend="CharOverride-1">, ai fini del controllo degli stessi poteri datoriali, attraverso l</hi><hi rend="CharOverride-1">’utilizzo delle clausole generali della buona fede e correttezza), nella</hi><hi rend="CharOverride-1"> constatazione, peraltro, come è stato limpidamente notato, che lo stesso</hi><hi rend="CharOverride-1"> diritto del lavoro, ormai permeato dai valori della tutela della</hi><hi rend="CharOverride-1"> dignità della persona, della solidarietà e della non discriminazione pu</hi><hi rend="CharOverride-1">ò, altresì, offrire un prezioso contributo per l’aggiornamento delle stesse categorie del diritto civile</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_51_677-685.html#footnote-000">-1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><div><head><hi>Riferimenti</hi><hi> bibliografici</hi></head><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Albi, P. 2008. </hi><hi rend="italic">Adempimento dell’obbligo di sicure</hi><hi rend="CharOverride-1">zza. 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Napoli: Jovene.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Scognamiglio, R. </hi><hi rend="CharOverride-1" >2008. </hi><hi rend="italic">Contributo alla teoria del negozio giuridico</hi><hi rend="CharOverride-1" >. Napoli: Edizioni Scientifiche </hi><hi rend="CharOverride-1" >Italiane.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Scognamiglio, R. 2010. “Responsabilità contrattuale ed extracontrattuale.” In R. </hi><hi rend="CharOverride-1" >Scognamiglio, </hi><hi rend="italic">Responsabilità civile e danno</hi><hi rend="CharOverride-1" >, 94 sgg. Torino: Giappichelli.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Trimarchi, P. 1961. </hi><hi rend="italic">Rischio e responsabilità oggettiva</hi><hi rend="CharOverride-1" >. Milano: Giuffrè.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Tullini, P. 2007. “A rischio amianto?” </hi><hi rend="italic">RIDL</hi><hi rend="CharOverride-1" > I: 453 sgg.</hi></p><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_51_677-685.html#footnote-021-backlink">1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Sempre R. Scognamiglio, le cui </hi><hi rend="CharOverride-1">prime riflessioni sono sistematizzate in </hi><hi rend="italic">Diritto del lavoro, Parte generale</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="CharOverride-1">Bari, 1976, 17 il quale opportunamente rileva la divergenza «tra </hi><hi rend="CharOverride-1">il contratto come strumento dell’autoregolamentazione dei propri interessi da </hi><hi rend="CharOverride-1">parte di soggetti che versano in condizioni di libertà e </hi><hi rend="CharOverride-1">di uguaglianza formale, e il rapporto di lavoro, che si </hi><hi rend="CharOverride-1">attua al contrario attraverso la messa alle altrui dipendenze dei </hi><hi rend="CharOverride-1">prestatori d’opera».</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_51_677-685.html#footnote-020-backlink">2</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Si veda </hi><hi rend="italic">infra </hi><hi rend="CharOverride-1">n. 7.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_51_677-685.html#footnote-019-backlink">3</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Come conclude anche la dottrina civilistica più avvertita «La costituzione dipende, </hi><hi rend="CharOverride-1">ed esclusivamente, dall’incontro delle loro volontà, ancorché la disciplina </hi><hi rend="CharOverride-1">di esso dipenda da fonti estranee al contratto, dalla legge, </hi><hi rend="CharOverride-1">dalla norma collettiva, dal regolamento d’impresa» (Santoro Passarelli 1977, </hi><hi rend="CharOverride-1">122).</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_51_677-685.html#footnote-018-backlink">4</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Per una rimeditazione della nozione di causa si veda Santoro Passarelli </hi><hi rend="CharOverride-1">2018a, 169 il quale sottolinea che nel contenuto nel contratto</hi><hi rend="CharOverride-1"> di lavoro «penetrano valori costituzionali come dignità, solidarietà, discriminazione, pari</hi><hi rend="CharOverride-1"> opportunità in generale e non solo con riferimento al sesso</hi><hi rend="CharOverride-1">».</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_51_677-685.html#footnote-017-backlink">5</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Per l’onerosità quale caratteristica essenziale ed indifettibile del rapporto di lavoro si veda già Scognamiglio 1976, 133.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_51_677-685.html#footnote-016-backlink">6</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Come osserva Giugni 1977, 115 ci troviamo dinanzi alla «</hi><hi rend="CharOverride-1">sostanziale recezione della volontà collettiva espressa dall’ordinamento intersindacale.»</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_51_677-685.html#footnote-015-backlink">7</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Cfr., per la c.d. «flessibilità assistita» in materia di mansioni, Santoro Passarelli 2018a, 164.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_51_677-685.html#footnote-014-backlink">8</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Vedi, per tutti, Montuschi 1989, 71 e 75; da ultimo Albi 2008, 149 e 159.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_51_677-685.html#footnote-013-backlink">9</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Si veda la lucida puntualizzazione di Scognamiglio 2010, 96 </hi><hi rend="CharOverride-1">sg.; cfr. anche Corsaro 2003.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_51_677-685.html#footnote-012-backlink">10</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Tra le tante, in</hi><hi rend="CharOverride-1"> giurisprudenza, Cass. ord. 1 giugno 2020, n., 10404, </hi><hi rend="italic">NGL,</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="CharOverride-1">2020, 455; Cass. 15 luglio 2020, n. 15105, </hi><hi rend="italic">ivi</hi><hi rend="CharOverride-1">, 2020, 569; </hi><hi rend="CharOverride-1">Cass. 4 dicembre 2020, n. 27913</hi><hi rend="italic">, ivi</hi><hi rend="CharOverride-1">, 2021, 176.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_51_677-685.html#footnote-011-backlink">11</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">V., in tal senso, Montuschi 2006, 9; cfr., anche Tullini</hi><hi rend="CharOverride-1"> 2007, 465 sg.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_51_677-685.html#footnote-010-backlink">12</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Per la teorizzazione della responsabilità oggettiva. Si veda per tutti, Trimarchi 1961; cfr. anche Comporti 2014.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_51_677-685.html#footnote-009-backlink">13</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Si veda Cass. sez., un., 24 marzo 2006, n. 6572, </hi><hi rend="italic">FI,</hi><hi rend="CharOverride-1"> 2006, I, c. 1544.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_51_677-685.html#footnote-008-backlink">14</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Si veda Cass. sez. un., 11 novembre 2008, n. 26973, </hi><hi rend="italic">RIDL,</hi><hi rend="CharOverride-1"> 2009, II, 465, con note di R. Scognamiglio e</hi><hi rend="CharOverride-1"> di R. Del Punta.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_51_677-685.html#footnote-007-backlink">15</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Cfr. anche Santoro Passarelli </hi><hi rend="CharOverride-1">2018a, 165; sul «dialogo» tra diritto civile e diritto del</hi><hi rend="CharOverride-1"> lavoro si inserisce la recente ricostruzione monografica di Biasi 2022</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_51_677-685.html#footnote-006-backlink">16</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Cfr., per tutti, Gragnoli 2010, 514.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_51_677-685.html#footnote-005-backlink">17</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Paradigmatica, sul punto, è la ricostruzione di Ingrao 2018.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_51_677-685.html#footnote-004-backlink">18</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Per uno «statuto» del lavoro autonomo economicamente debole si veda, per tutti, Santoro Passarelli 2018b, 377 </hi><hi rend="CharOverride-1">sgg.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_51_677-685.html#footnote-003-backlink">19</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Per una rassegna sistematica dei rapporti di lavoro</hi><hi rend="CharOverride-1"> diversi dal lavoro subordinato si veda sempre Santoro Passarelli 2022</hi><hi rend="CharOverride-1">, 581 sgg.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_51_677-685.html#footnote-002-backlink">20</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Si veda per tale prospettiva, Caroccia </hi><hi rend="CharOverride-1">2022, 1362, la quale propone la sostituzione della dicotomia cliente/</hi><hi rend="CharOverride-1">professionista con il binomio parte forte/parte debole «da individuare </hi><hi rend="CharOverride-1">volta per volta in base alle specifiche dinamiche contrattuali».</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_51_677-685.html#footnote-001-backlink">21</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Si veda Cervale 2024, 285.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_51_677-685.html#footnote-000-backlink">-1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Si veda, per tale conclusione, Santoro Passarelli 2018a, 177.</hi></p></item>
				</list><p rend="editorial_metadata_author">Pietro Lambertucci, University of L’Aquila, Italy, <ref target="https://www.fupress.com">pietro.lambertucci@univaq.it</ref>, <ref target="https://www.fupress.com">0000-0001-7616-4886</ref></p><p rend="editorial_metadata_polices">Referee List (DOI 1<ref target="https://doi.org/10.36253/fup_referee_list">0.36253/fup_referee_list</ref>)</p><p rend="editorial_metadata_polices">FUP Best Practice in Scholarly Publishing (DOI <ref target="https://doi.org/10.36253/fup_best_practice">10.36253/fup_best_practice</ref>)</p><p rend="editorial_metadata_book">Pietro Lambertucci, <hi rend="italic">Diritto del lavoro e diritto civile: profili di confronto e di interazione,</hi> © Author(s), <ref target="https://www.fupress.com">CC BY 4.0</ref>, DOI <ref target="https://www.fupress.com">10.36253/979-12-215-0507-8.40</ref>, in William Chiaromonte, Maria Luisa Vallauri (edited by), <hi rend="italic">Trasformazioni, valori e regole del lavoro. Scritti per Riccardo Del Punta</hi>, pp. -10, 2024, published by Firenze University Press, ISBN 979-12-215-0507-8, DOI <ref target="https://www.fupress.com">10.36253/979-12-215-0507-8</ref></p></div></div>
      
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    </body>
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</TEI>