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        <title type="main" level="a">L’inquadramento e la formazione continua nel contratto collettivo nazionale di lavoro dei metalmeccanici</title>
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          <persName n="1" ref="https://orcid.org/0000-0002-7796-847X" type="ORCID">
            <forename>Andrea</forename>
            <surname>Lassandari</surname>
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          <resp>This is a section of <title>Trasformazioni, valori e regole del lavoro</title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/979-12-215-0507-8</idno>) by </resp>
          <name>William Chiaromonte, Maria Luisa Vallauri</name>
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        <publisher>Firenze University Press</publisher>
        <pubPlace>Florence</pubPlace>
        <date when="2024">2024</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/979-12-215-0507-8.42</idno>
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          <p>Available for academic research purposes</p>
          <p>Open Access</p>
          <p>Copyright Author(s)</p>
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        <p>The essay provides an in-depth analysis of the recent renewal of the national collective agreement for the metalworking and plant installation industry, signed on 5 February 2021, with particular regard to the workers classification system and lifelong training measures.
As such, the article focuses on a variety of uncertain and controversial issues. More specifically, it deals with the following topics: the relevance of specific contexts and firm-level collective bargaining, when it comes to defining and implementing the new national collective agreement's provisions; how the new provisions impact on the obligation to work and the ius variandi.</p>
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            <item>Work</item>
            <item>collective agreement in the metalworking sector</item>
            <item>workers classification</item>
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      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/979-12-215-0507-8.42<ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0507-8.42" /></p>
      <div><head>L’inquadramento e la formazione continua nel contratto collettivo nazionale di lavoro dei metalmeccanici</head><p rend="h1_author ParaOverride-1" ><hi rend="CharOverride-1">Andrea Lassandari</hi></p><p rend="text_top" ><hi rend="CharOverride-1">1. </hi><hi rend="CharOverride-1">Riccardo Del Punta si è soffermato in molteplici occasioni</hi><hi rend="CharOverride-1">, soprattutto negli anni più recenti, sulle profonde innovazioni, organizzative e</hi><hi rend="CharOverride-1"> tecnologiche, che hanno inevitabilmente coinvolto (anche) le modalità di prestare</hi><hi rend="CharOverride-1"> l’opera, nel contesto socio-economico e politico della c</hi><hi rend="CharOverride-1">.d. «globalizzazione». Ciò è avvenuto attraverso un confronto con l</hi><hi rend="CharOverride-1">’opera di Bruno Trentin, anche attorno al rapporto tra lavoro e libertà, nella fase successiva </hi><hi rend="CharOverride-1">al fordismo/taylorismo; l’analisi dell’incidenza dei «modelli organizzativi </hi><hi rend="CharOverride-1">di impresa» sul diritto del lavoro e del lavoro nella «</hi><hi rend="CharOverride-1">quarta rivoluzione industriale»; la riflessione sulla funzione dei «diritti fondamentali»</hi><hi rend="CharOverride-1">, dei «diritti del lavoro» e finalmente del «diritto del lavoro», a fronte rispettivamente delle «trasformazioni </hi><hi rend="CharOverride-1">del diritto del lavoro», della «economia digitale», della «grande trasformazione»</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">È sembrato allora possibile un dialogo «ideale» con questa importante</hi><hi rend="CharOverride-1"> parte della produzione scientifica di Riccardo, pubblicando negli Scritti a</hi><hi rend="CharOverride-1"> lui dedicati un approfondimento sulla disciplina del più recente accordo</hi><hi rend="CharOverride-1"> di rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro per l</hi><hi rend="CharOverride-1">’industria metalmeccanica e della installazione di impianti, sottoscritto il 5</hi><hi rend="CharOverride-1"> febbraio 2021, concernente il sistema di inquadramento professionale e la</hi><hi rend="CharOverride-1"> formazione continua</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-056">1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Attraverso la quale il Ccnl ha in </hi><hi rend="CharOverride-1">effetti riservato importanza centrale alla professionalità dei lavoratori</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-055">2</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">D’altra</hi><hi rend="CharOverride-1"> parte questa regolamentazione ha oggettivamente assunto un rilievo strategico, nella</hi><hi rend="CharOverride-1"> definizione stessa del complessivo accordo di rinnovo del 2021. Perch</hi><hi rend="CharOverride-1">é così è stata «sbloccata» pure la trattativa sulla retribuzione, permettendo agli incrementi salariali di </hi><hi rend="CharOverride-1">andare oltre gli «scostamenti registrati nel tempo dall’indice dei </hi><hi rend="CharOverride-1">prezzi al consumo armonizzato per i paesi membri della Comunità </hi><hi rend="CharOverride-1">europea, depurato dalla dinamica dei prezzi dei beni energetici importati </hi><hi rend="CharOverride-1">come calcolati dall’Istat», secondo quanto stabilito dal c.d. «</hi><hi rend="CharOverride-1">patto della fabbrica», sottoscritto tra Confindustria, Cgil, Cisl e Uil il 9 marzo 2018. Infatti sempre qui viene</hi><hi rend="CharOverride-1"> pure previsto che «il contratto collettivo nazionale di categoria, in</hi><hi rend="CharOverride-1"> ragione dei processi di trasformazione e o di innovazione organizzativa</hi><hi rend="CharOverride-1">, potrà modificare il valore del TEM (trattamento economico minimo)»; mentre</hi><hi rend="CharOverride-1"> nel Ccnl corrispondentemente appunto si registra che «per la vigenza</hi><hi rend="CharOverride-1"> del presente contratto il TEM, oltre che per la dinamica</hi><hi rend="CharOverride-1"> dell’IPCA, è incrementato di una ulteriore componente in considerazione</hi><hi rend="CharOverride-1"> della rilevante innovazione organizzativa, determinata dalla riforma dell’inquadramento»</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-054">3</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Occorre infine considerare che l’implementazione concreta delle clausole sugli inquadramenti come </hi><hi rend="CharOverride-1">sulla formazione continua ha rilevanti connessioni, molte delle quali esplicite, </hi><hi rend="CharOverride-1">con dinamiche di carattere partecipativo, nelle imprese, nonché con la </hi><hi rend="CharOverride-1">contrattazione collettiva decentrata.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Si tratta di evoluzioni ed adeguamenti, attraverso </hi><hi rend="CharOverride-1">cui il contratto collettivo nazionale di lavoro, posto oggettivamente in </hi><hi rend="CharOverride-1">grande difficoltà, quanto allo svolgimento della sua storica funzione, proprio </hi><hi rend="CharOverride-1">dalle indicate modificazioni di contesto, tenta di conservare importanza ed </hi><hi rend="CharOverride-1">autorevolezza, di fronte a scenari che restano comunque assai complessi </hi><hi rend="CharOverride-1">da gestire.</hi></p><p rend="text_top" ><hi rend="CharOverride-1">2. </hi><hi rend="CharOverride-1">Il sistema di inquadramento professionale nel Ccnl </hi><hi rend="CharOverride-1">dei lavoratori metalmeccanici muta dunque in modo assai rilevante i </hi><hi rend="CharOverride-1">propri caratteri</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-053">4</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Dopo essere stato per circa mezzo secolo quasi</hi><hi rend="CharOverride-1"> immobile</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-052">5</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, nonostante i notevolissimi cambiamenti intervenuti quanto all’evoluzione </hi><hi rend="CharOverride-1">tecnologica, ai sistemi organizzativi, allo stesso ordinamento giuridico.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Non è </hi><hi rend="CharOverride-1">troppo complesso però comprenderne anche il perché, solo che si pensi all’importanza delle implicazioni e ricadute </hi><hi rend="CharOverride-1">sulla disciplina del rapporto di lavoro che ne possono derivare; </hi><hi rend="CharOverride-1">tali da far ritenere necessario maturasse quantomeno un clima di </hi><hi rend="CharOverride-1">relazioni intersindacali idoneo, con superamento delle «scorie» lasciate dalla stagione </hi><hi rend="CharOverride-1">non breve degli «accordi separati» (Bavaro et al. 2023, 20 </hi><hi rend="CharOverride-1">sgg.).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Secondo l’art. 1 della sezione quarta (dedicata alla </hi><hi rend="CharOverride-1">«Disciplina del rapporto individuale di lavoro»), titolo II (concernente la «Classificazione</hi><hi rend="CharOverride-1"> del personale e particolari tipologie di lavoratori»), del Ccnl, la</hi><hi rend="CharOverride-1"> cui rubrica reca «Classificazione dei lavoratori», il nuovo sistema di</hi><hi rend="CharOverride-1"> inquadramento «intende valorizzare il contributo atteso del lavoratore in termini</hi><hi rend="CharOverride-1"> di responsabilità ed autonomia proprie dei diversi ruoli aziendali attualizzando</hi><hi rend="CharOverride-1"> i contenuti di professionalità e la terminologia dell’attuale si</hi><hi rend="CharOverride-1">stema di inquadramento».</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La «responsabilità» ed «autonomia» dei prestatori di lavoro vengono quindi presentate come criteri fondanti il</hi><hi rend="CharOverride-1"> nuovo modello; precisandosi comunque che le medesime variano in connessione</hi><hi rend="CharOverride-1"> ai «diversi ruoli aziendali», innovativo riferimento in più casi individuato</hi><hi rend="CharOverride-1"> come vera e propria chiave di volta della regolamentazione</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-051">6</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">A proposito della responsabilità occorre tuttavia da subito segnalare come nel Ccnl convivano, non del tutto felicemente, sia</hi><hi rend="CharOverride-1"> la tradizionale «responsabilità gerarchico/funzionale» (così configurata nei nuovi «criteri</hi><hi rend="CharOverride-1"> di professionalità» come nel «glossario», di cui immediatamente si dirà</hi><hi rend="CharOverride-1">) che una accezione più generica del termine, volta piuttosto a sottolineare un coinvolgimento del lavoratore «rispetto al</hi><hi rend="CharOverride-1"> risultato della propria prestazione lavorativa» (presente invece in altre disposizioni</hi><hi rend="CharOverride-1"> e soprattutto nelle nuove declaratorie delle posizioni più elevate)</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-050">7</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La «classificazione» in ogni caso muta la propria struttura sotto</hi><hi rend="CharOverride-1"> i seguenti aspetti: i livelli di inquadramento si riducono a</hi><hi rend="CharOverride-1"> nove, mentre in precedenza erano dieci; le declaratorie di questi</hi><hi rend="CharOverride-1"> sono considerevolmente modificate, «sulla base dei seguenti criteri di professionalit</hi><hi rend="CharOverride-1">à: autonomia-responsabilità gerarchico/funzionale, competenza tecnico-specifica, competenze trasversali, polivalenza, </hi><hi rend="CharOverride-1">polifunzionalità, miglioramento continuo ed innovazione correlati ai nuovi sistemi integrati </hi><hi rend="CharOverride-1">di gestione» (ciascuno dei quali opportunamente definito, anche con esemplificazioni, </hi><hi rend="CharOverride-1">in specifico «glossario»</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-049">8</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">); i nove livelli ancora vengono «ricompresi </hi><hi rend="CharOverride-1">in quattro campi di responsabilità di ruolo» (si tratta dei </hi><hi rend="CharOverride-1">«ruoli operativi: livelli D1 e D2; ruoli tecnico specifici: livelli </hi><hi rend="CharOverride-1">C1, C2 e C3; ruoli specialistici e gestionali: livelli</hi><hi rend="CharOverride-1"> B1, B2 e B3; ruoli di gestione del </hi><hi rend="CharOverride-1">cambiamento e innovazione: livello A1»).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La scelta di eliminare la</hi><hi rend="CharOverride-1"> vecchia «categoria 1», con conseguente «riclassificazione» dei prestatori qui compresi</hi><hi rend="CharOverride-1"> nel livello D1, appare sotto più profili opportuna, considerata </hi><hi rend="CharOverride-1">la tutela dei neo-assunti, per lo più di giovane </hi><hi rend="CharOverride-1">età, che ne deriva; inoltre il fatto che in tal </hi><hi rend="CharOverride-1">modo si innalzi il minimo retributivo assoluto garantito dal Ccnl</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-048">9</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Le declaratorie – con i connessi «criteri di professionalità» – d’altra </hi><hi rend="CharOverride-1">parte costituiscono il nucleo più importante del nuovo assetto.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Queste </hi><hi rend="CharOverride-1">sono chiamate ad individuare, secondo l’art. 1.1., «le </hi><hi rend="CharOverride-1">competenze, le relative intensità e le aree di autonomia e </hi><hi rend="CharOverride-1">responsabilità» (che in tal modo tornano dunque ad essere menzionate) «</hi><hi rend="CharOverride-1">distintive dei ruoli che afferiscono allo stesso livello di inquadramento selezionate e</hi><hi rend="CharOverride-1"> graduate in funzione del contesto aziendale».</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Si precisa però immediatamente</hi><hi rend="CharOverride-1"> dopo che «i criteri di professionalità in cui sono articolate</hi><hi rend="CharOverride-1"> le declaratorie non sono necessariamente compresenti e concorrono tutti o</hi><hi rend="CharOverride-1"> in parte o con diverso peso, in funzione dello specifico</hi><hi rend="CharOverride-1"> contesto organizzativo e tecnologico che caratterizza l’impresa o la</hi><hi rend="CharOverride-1"> singola unità operativa/funzionale, tenendo conto dell’ampia articolazione su</hi><hi rend="CharOverride-1"> più comparti e varietà dimensionale del settore metalmeccanico e dell</hi><hi rend="CharOverride-1">’installazione d’impianti». Clausola da cui sembra corretto dedurre che finisca con l’assumere allora al riguardo rilievo molto </hi><hi rend="CharOverride-1">significativo – ed anzi centrale – lo «specifico contesto» d’impresa o </hi><hi rend="CharOverride-1">unità produttiva</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-047">10</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">: e dunque le prassi applicative qui esistenti.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">L</hi><hi rend="CharOverride-1">’opzione è comprensibile, considerate le grandi differenze tra «stabilimenti» ed «attività» per cui in astratto opera – e che</hi><hi rend="CharOverride-1"> applicano – il Ccnl (cfr. Centamore 2023), al cospetto degli assai</hi><hi rend="CharOverride-1"> articolati «criteri di professionalità» oggi introdotti. Non tale certo per</hi><hi rend="CharOverride-1">ò da facilitare la comprensione di quale sia il livello corretto di inquadramento per i singoli prestatori, come </hi><hi rend="CharOverride-1">meglio verrà precisato.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">D’altra parte la dialettica tra «declaratorie» </hi><hi rend="CharOverride-1">e «contesto aziendale» risulta costante nel sistema ora definito. Ecco </hi><hi rend="CharOverride-1">dunque di nuovo che secondo l’art. 1.2. «l’</hi><hi rend="CharOverride-1">applicazione del sistema sarà basato sul riconoscimento e la valorizzazione delle capacità professionali dei lavoratori in base alle </hi><hi rend="CharOverride-1">declaratorie professionali nell’ambito del contesto aziendale». Mentre nelle declaratorie </hi><hi rend="CharOverride-1">stesse è costantemente presente «una parte comune e di base, </hi><hi rend="CharOverride-1">che descrive le caratteristiche essenziali e le competenze comuni a </hi><hi rend="CharOverride-1">tutti i ruoli di quel livello»; accanto però ad una «</hi><hi rend="CharOverride-1">seconda parte che descrive possibili varianti aggiuntive o alternative», esplicitamente appunto introdotte «in</hi><hi rend="CharOverride-1"> funzione dei contesti aziendali» (Mattei 2023, 205).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">In prima battuta</hi><hi rend="CharOverride-1">, in ogni caso, ai sensi dell’art. 1.3., recante</hi><hi rend="CharOverride-1"> «Norme transitorie», la «riclassificazione» dei lavoratori avviene nel rispetto di</hi><hi rend="CharOverride-1"> una specifica tabella di comparazione, che vede i lavoratori gi</hi><hi rend="CharOverride-1">à inseriti nelle vecchie categorie 2, 3, 3S, 4, 5, 5S</hi><hi rend="CharOverride-1">, 6, 7, 8 confluire rispettivamente ora nei livelli D1, </hi><hi rend="CharOverride-1">D2, C1, C2, C3, B1, B2, B3</hi><hi rend="CharOverride-1">, A1 (si veda Alvino et al. 2022, 476).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Ebbene </hi><hi rend="CharOverride-1">per comprendere la differenza di impostazione tra sistemi di inquadramento </hi><hi rend="CharOverride-1">può essere utile paragonare la declaratoria di uno dei nuovi </hi><hi rend="CharOverride-1">livelli con quella della pregressa categoria corrispondente, secondo la clausola </hi><hi rend="CharOverride-1">contrattuale subito sopra considerata, che si riportano entrambe in nota</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-046">11</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Emerge in tal modo come le nuove descrizioni dei livelli</hi><hi rend="CharOverride-1"> registrino ed individuino una complessità di conoscenze, attitudini e capacità</hi><hi rend="CharOverride-1"> che vanno ben oltre i canoni utilizzati in passato, storicamente</hi><hi rend="CharOverride-1"> concentrati sulla «competenza tecnica, autonomia operativa e … responsabilità gerarchica»</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-045">12</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Così venendo edificato un sistema ben più in grado di tener conto delle profonde innovazioni di carattere tecnologico ed </hi><hi rend="CharOverride-1">organizzativo intervenute.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Anche però di estrema complessità. Infatti il Ccnl </hi><hi rend="CharOverride-1">rivolge notevole attenzione alla concreta e corretta applicazione della nuova «</hi><hi rend="CharOverride-1">classificazione»</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-044">13</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Con la individuazione innanzitutto, all’articolo 1.5., </hi><hi rend="CharOverride-1">di una «Esemplificazione di famiglie professionali aggregate per aree funzionali»</hi><hi rend="CharOverride-1">, che «potranno essere poi declinate in figure professionali articolate su diversi livelli contrattuali, in funzione degli effettivi contenuti di </hi><hi rend="CharOverride-1">ruolo e dei contesti aziendali sulla base delle declaratorie generali»: </hi><hi rend="CharOverride-1">tra le «famiglie professionali», per formulare un esempio, l’«addetto </hi><hi rend="CharOverride-1">macchine a controllo numerico» o anche il «saldatore», nell’area </hi><hi rend="CharOverride-1">funzionale «produzione logistica». Inoltre e soprattutto con una «Esemplificazione di profili professionali» – collocata all’art. 10 del titolo </hi><hi rend="CharOverride-1">II; volta ad individuare «esempi guida» utili alla Commissione nazionale </hi><hi rend="CharOverride-1">per l’inquadramento professionale, «per definire gli ulteriori profili professionali» </hi><hi rend="CharOverride-1">– distinta in relazione alle medesime aree funzionali di cui all’art. 1.5., la quale </hi><hi rend="CharOverride-1">mostra appunto quale debba essere il corretto inquadramento, ad es. </hi><hi rend="CharOverride-1">nell’ambito sempre della famiglia professionale dell’«addetto macchine a </hi><hi rend="CharOverride-1">controllo numerico», alla luce dei caratteri, nelle tabelle analiticamente descritti, </hi><hi rend="CharOverride-1">di ciascuno dei sei «criteri di professionalità»</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-043">14</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Esempi che </hi><hi rend="CharOverride-1">rendono in ogni caso evidente come «lo stesso profilo professionale»</hi><hi rend="CharOverride-1">, in applicazione dei nuovi «criteri di professionalità», possa oggi ben essere collocato in molteplici livelli</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-042">15</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Senza</hi><hi rend="CharOverride-1"> però dimenticare che l’operazione deve sempre avvenire – viene precisato</hi><hi rend="CharOverride-1"> ora nella «Nota metodologica delle esemplificazioni di profili professionali», di</hi><hi rend="CharOverride-1"> cui all’art. 1.6. – «in funzione dei contesti aziendali</hi><hi rend="CharOverride-1">».</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Per quel che riguarda invece il «ruolo», novità assoluta per il Ccnl</hi><hi rend="CharOverride-1"> dei metalmeccanici</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-041">16</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, credo sia corretto ribadire quanto già da </hi><hi rend="CharOverride-1">altri osservato: cioè che per un verso il termine viene </hi><hi rend="CharOverride-1">utilizzato, nell’art. 1, al posto di «qualifiche e mansione»</hi><hi rend="CharOverride-1">, così comunque il Ccnl cercando di descrivere in modo più adeguato compiti oggi </hi><hi rend="CharOverride-1">con sempre maggiore frequenza richiesti ai prestatori; sotto altro profilo </hi><hi rend="CharOverride-1">invece che «la ricomprensione in uno dei campi di responsabilità </hi><hi rend="CharOverride-1">e ruolo … è solo una conseguenza automatica» della classificazione nei </hi><hi rend="CharOverride-1">diversi livelli (Focareta 2023, 310). Senza nulla togliere alle «aperture»</hi><hi rend="CharOverride-1">, connesse soprattutto ad elaborazioni della «sociologia organizzativa», che l’impiego di questo concetto rivela</hi><hi rend="CharOverride-1"> (cfr. Focareta 2023, 308), non sembrerebbe in effetti semplice (se</hi><hi rend="CharOverride-1"> non possibile), almeno ad una prima lettura, attribuire al medesimo</hi><hi rend="CharOverride-1"> rilievo, quando ad effetti generati sulla disciplina del rapporto</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-040">17</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il sistema così configurato si completa infine con la costituzione </hi><hi rend="CharOverride-1">di una Commissione nazionale sull’inquadramento professionale, ai sensi dell’</hi><hi rend="CharOverride-1">art. 10 sempre del titolo secondo, con compiti innanzitutto di </hi><hi rend="CharOverride-1">monitoraggio della concreta applicazione delle nuove disposizioni. Alla Commissione è </hi><hi rend="CharOverride-1">richiesto di realizzare «una raccolta di profili professionali rilevanti», come già visto; proporre però anche «alle</hi><hi rend="CharOverride-1"> parti stipulanti aggiornamenti dell’esemplificazione delle figure professionali e progressioni</hi><hi rend="CharOverride-1"> nei livelli di professionalità»; ancora «fornire valutazioni ed indirizzi qualora</hi><hi rend="CharOverride-1"> si verifichino contenziosi sull’applicazione del nuovo sistema di inquadramento</hi><hi rend="CharOverride-1">»; infine «governare» «sperimentazioni di interventi» definiti di «adattamento inquadramentale»</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-039">18</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Si tratta di iniziative che, ai sensi dell’art</hi><hi rend="CharOverride-1">. 2, devono «essere condivise in sede aziendale con la Rsu</hi><hi rend="CharOverride-1"> d’intesa con le strutture territoriali delle organizzazioni sindacali stipulanti</hi><hi rend="CharOverride-1">» e nello stesso tempo progettate «nell’ambito dei principi di riferimento comune individuati </hi><hi rend="CharOverride-1">dal Ccnl» nonché di «linee guida» individuate appunto dalla nominata </hi><hi rend="CharOverride-1">Commissione. La quale è poi pure chiamata a monitorare queste </hi><hi rend="CharOverride-1">sperimentazioni ed «elaborare valutazioni e proposte» sulla base delle stesse.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Fermo però restando – è stato correttamente sottolineato in dottrina – che «le </hi><hi rend="CharOverride-1">iniziative sperimentali non potranno sovvertire il sistema di classificazione generale»</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-038">19</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Le importanti novità introdotte inducono infine le parti stipulanti </hi><hi rend="CharOverride-1">a sostituire il regime di sotto-inquadramento già presente per </hi><hi rend="CharOverride-1">il contratto di apprendistato professionalizzante «con quello basato sulle percentuali </hi><hi rend="CharOverride-1">che saranno pari all’85%, 90%, 95% della retribuzione del </hi><hi rend="CharOverride-1">livello di inquadramento dei tre periodi di eguale durata previsti»</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-037">20</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">In questo contesto la mansione, punto di riferimento centrale per l’individuazione dei contenuti dell’obbligo ricadente sui lavoratori</hi><hi rend="CharOverride-1"> già nel codice civile</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-036">21</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, comunque non scompare. Ciò non </hi><hi rend="CharOverride-1">accade secondo la regolamentazione del Ccnl, visto che – se il </hi><hi rend="CharOverride-1">nuovo art. 1 «espelle» la antica nozione – alle mansioni continuano </hi><hi rend="CharOverride-1">a fare esplicito riferimento i successivi artt. 3-7 del </hi><hi rend="CharOverride-1">titolo secondo. Soprattutto non può giuridicamente e logicamente avvenire, perché </hi><hi rend="CharOverride-1">da un elemento concernente i caratteri fattuali della prestazione svolta dal lavoratore, in adempimento degli </hi><hi rend="CharOverride-1">obblighi stabiliti dal contratto individuale – denominata «mansione» o «ruolo» o </hi><hi rend="CharOverride-1">in altro modo poco in definitiva interessa – occorrerà evidentemente partire, </hi><hi rend="CharOverride-1">per comprendere quali siano, in conseguenza, il corretto livello e </hi><hi rend="CharOverride-1">conseguente «campo di responsabilità e ruolo» di appartenenza.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Si tratterà </hi><hi rend="CharOverride-1">però a questo punto di una mansione ben più articolata e ricca di contenuti professionali, </hi><hi rend="CharOverride-1">rispetto a quanto in precedenza avvenuto; la cui corretta descrizione </hi><hi rend="CharOverride-1">solo il livello e collegato «campo di responsabilità e ruolo» </hi><hi rend="CharOverride-1">sono in grado di realizzare. Perché si può essere appunto </hi><hi rend="CharOverride-1">ad es. un saldatore dei «ruoli operativi» ma anche dei «</hi><hi rend="CharOverride-1">ruoli tecnico specifici» e finanche dei «ruoli specialistici e gestionale»</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-035">22</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. </hi><hi rend="CharOverride-1">Con una significativa differenza anche di retribuzione evidentemente.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il Ccnl </hi><hi rend="CharOverride-1">non conferisce invece significativo rilievo alle «categorie legali» di cui </hi><hi rend="CharOverride-1">all’art. 2095 c.c., pur tornate ad esercitare una </hi><hi rend="CharOverride-1">qualche funzione, come ben noto, grazie all’evoluzione della normativa </hi><hi rend="CharOverride-1">di legge come della regolamentazione di alcuni contratti collettivi</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-034">23</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">L</hi><hi rend="CharOverride-1">’art. 1.1. del Ccnl si cimenta, probabilmente a causa di queste </hi><hi rend="CharOverride-1">novità, con la questione della definizione delle categorie di operaio </hi><hi rend="CharOverride-1">e impiegato, senza tuttavia particolare sforzo, originalità ed efficacia. Ecco </hi><hi rend="CharOverride-1">dunque che allo scopo «si considera la prevalenza di attività </hi><hi rend="CharOverride-1">manuale o operativa nell’esercizio del ruolo, indipendentemente dal livello </hi><hi rend="CharOverride-1">di inquadramento». Fermo quest’ultimo elemento, figlio dell’«inquadramento unico» </hi><hi rend="CharOverride-1">già introdotto nel lontano 1973</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-033">24</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, non sembrano in tal modo però emergere </hi><hi rend="CharOverride-1">elementi utili a distinguere le due «categorie», al cospetto delle </hi><hi rend="CharOverride-1">formidabili innovazioni tecnologiche ed organizzative intervenute, più volte ricordate</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-032">25</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text_top" ><hi rend="CharOverride-1">3</hi><hi rend="CharOverride-1">. </hi><hi rend="CharOverride-1">L’accordo di rinnovo contrattuale dedica pure grande attenzione all</hi><hi rend="CharOverride-1">’obiettivo di «aggiornare, perfezionare o sviluppare conoscenze e competenze professionali» dei prestatori di </hi><hi rend="CharOverride-1">lavoro. A partire – si precisa nell’articolo 7 sempre della </hi><hi rend="CharOverride-1">sezione quarta, ora titolo VI (dedicato ad «Assenze, permessi e </hi><hi rend="CharOverride-1">tutele»), del Ccnl – «da una campagna diffusa di recupero del </hi><hi rend="CharOverride-1">gap sulle competenze digitali, in stretta connessione con l’innovazione </hi><hi rend="CharOverride-1">tecnologica e organizzativa del processo produttivo e del lavoro e </hi><hi rend="CharOverride-1">di sensibilizzazione sui temi ambientali e della economia circolare».</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Ebbene </hi><hi rend="CharOverride-1">è stabilito che ciò fondamentalmente avvenga attraverso lo strumento della formazione continua, da analizzare prima di tutto</hi><hi rend="CharOverride-1"> in connessione al rinnovato sistema di inquadramento; anche però come</hi><hi rend="CharOverride-1"> strumento volto a rafforzare le possibilità di diverso impiego del</hi><hi rend="CharOverride-1"> prestatore</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-031">26</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">L’articolo 7 in effetti già prevedeva un «</hi><hi rend="CharOverride-1">diritto soggettivo» dei lavoratori a tempo indeterminato a fruire di «</hi><hi rend="CharOverride-1">percorsi di formazione continua della durata di 24 ore pro-capite … nell’arco di un </hi><hi rend="CharOverride-1">triennio», introdotto in occasione del rinnovo del 2016</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-030">27</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Oggi il</hi><hi rend="CharOverride-1"> diritto viene innanzitutto esteso pure ai prestatori assunti con contratto</hi><hi rend="CharOverride-1"> a tempo determinato, «laddove la durata del contratto sia compatibile</hi><hi rend="CharOverride-1"> e comunque non inferiore a nove mesi»</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-029">28</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Accanto a</hi><hi rend="CharOverride-1"> questo aspetto però c’è un sensibile rafforzamento della disciplina</hi><hi rend="CharOverride-1"> concernente l’istituto, visibile attraverso le numerose integrazioni inserite nell</hi><hi rend="CharOverride-1">’articolo 7; l’introduzione dell’articolo 6, recante «Formazione professionale», nella sezione prima (dedicata al «</hi><hi rend="CharOverride-1">Sistema di relazioni sindacali»); soprattutto i caratteri della regolamentazione stessa, </hi><hi rend="CharOverride-1">frutto di scelte che sembrano consapevoli e coerenti.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Sul presupposto </hi><hi rend="CharOverride-1">allora che la formazione continua – quale «strumento fondamentale per la </hi><hi rend="CharOverride-1">valorizzazione delle persone e per l’indispensabile incremento della competitività </hi><hi rend="CharOverride-1">dell’impresa» – costituisca un «valore condiviso la cui realizzazione rappresenta un impegno partecipativo», nell’articolo 6 viene intanto prefigurato</hi><hi rend="CharOverride-1"> un sistema assai articolato di commissioni paritetiche, specificamente rivolte alla</hi><hi rend="CharOverride-1"> formazione professionale, operanti al livello nazionale, territoriale ed aziendale</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-028">29</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. </hi><hi rend="CharOverride-1">Secondo il quale la «Commissione nazionale per la formazione professionale </hi><hi rend="CharOverride-1">e l’apprendistato», in raccordo con il fondo interprofessionale Fondimpresa</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-027">30</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, ha compiti di promozione di «azioni di sistema finalizzate alla formazione» di chi è impegnato nella organizzazione (anche</hi><hi rend="CharOverride-1">) della formazione continua</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-026">31</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">; di valutazione, «anche al fine di </hi><hi rend="CharOverride-1">un loro aggiornamento», dei criteri e delle «procedure di condivisione </hi><hi rend="CharOverride-1">dei piani settoriali»; di individuazione delle «specifiche esigenze formative del </hi><hi rend="CharOverride-1">settore metalmeccanico … analizzando in particolare i dati dei piani settoriali»</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Le «Commissioni territoriali per la formazione professionale e l’apprendistato» – formate «da massimo sei rappresentanti per ciascuno dei due</hi><hi rend="CharOverride-1"> gruppi di sindacati stipulanti»; che è stabilito si riuniscano «di</hi><hi rend="CharOverride-1"> norma trimestralmente o su richiesta di una delle parti» – sono</hi><hi rend="CharOverride-1"> invece chiamate a monitorare la normativa vigente (con particolare riferimento</hi><hi rend="CharOverride-1"> a «quella emanata a livello territoriale, al fine, tra l</hi><hi rend="CharOverride-1">’altro, di cogliere tempestivamente tutte le opportunità di volta in volta consentite</hi><hi rend="CharOverride-1"> dal sistema formativo e scolastico»); «individuare congiuntamente le specifiche esigenze</hi><hi rend="CharOverride-1"> formative del settore metalmeccanico»</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-025">32</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">; promuovere «aree tematiche», per orientare</hi><hi rend="CharOverride-1"> imprese e lavoratori «alla definizione di piani formativi», accanto ad</hi><hi rend="CharOverride-1"> iniziative formative sperimentali in materia ambientale e di sicurezza nonch</hi><hi rend="CharOverride-1">é «a favore delle fasce deboli e delle donne» (anche in connessione</hi><hi rend="CharOverride-1"> al «rientro dalla maternità»).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Le «Commissioni aziendali per la formazione</hi><hi rend="CharOverride-1"> professionale» infine – da costituire, «su richiesta di una delle parti</hi><hi rend="CharOverride-1">, nelle aziende che occupano almeno cinquecento dipendenti … presso una stessa</hi><hi rend="CharOverride-1"> unità produttiva», limite in precedenza invece fissato a mille lavoratori</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-024">33</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">; «formate da non più di tre componenti», in rappresentanza della</hi><hi rend="CharOverride-1"> direzione e della Rsu – devono esaminare «le specifiche esigenze» e</hi><hi rend="CharOverride-1"> «segnalare i fabbisogni formativi» emergenti nell’impresa; «valutare la realizzabilit</hi><hi rend="CharOverride-1">à … di progetti formativi per i lavoratori»; «contribuire a diffondere, in accordo con l’azienda, </hi><hi rend="CharOverride-1">la conoscenza tra i lavoratori delle iniziative di formazione continua </hi><hi rend="CharOverride-1">offerte dal territorio», «verificare a consuntivo il numero di iniziative </hi><hi rend="CharOverride-1">di formazione realizzate».</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nell’art. 6 d’altra parte è </hi><hi rend="CharOverride-1">pure contenuta l’importante novità rappresentata dal «Referente per la formazione professionale», che la Rsu «potrà </hi><hi rend="CharOverride-1">individuare al proprio interno … nelle unità produttive con oltre trecento </hi><hi rend="CharOverride-1">dipendenti». Si tratta di una figura descritta come specialistica «dell’</hi><hi rend="CharOverride-1">azienda sulla materia»; con «potere di firma per i piani condivisi, in coerenza con le norme previste per </hi><hi rend="CharOverride-1">il funzionamento di Fondimpresa e dei fondi interprofessionali per la </hi><hi rend="CharOverride-1">formazione»</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-023">34</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">; cui l’azienda deve consentire «la frequenza di </hi><hi rend="CharOverride-1">corsi formativi inerenti al ruolo» (sempre finanziati da Fondimpresa).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Mentre </hi><hi rend="CharOverride-1">in una «dichiarazione comune» finale, ad ulteriore testimonianza della dimensione «</hi><hi rend="CharOverride-1">partecipativa» legata all’istituto, le parti condividono appunto «l’esigenza di rafforzare ed accrescere le reti </hi><hi rend="CharOverride-1">di collaborazione tra il mondo della formazione» (anche scolastica) «e </hi><hi rend="CharOverride-1">quello del lavoro»; dichiarano di «sostenere l’alternanza scuola lavoro»</hi><hi rend="CharOverride-1">, con attenzione al fatto che questa «possa … definirsi un’esperienza di qualità»; si propongono di diffondere</hi><hi rend="CharOverride-1"> «la conoscenza dei percorsi post diploma ITS (Istituti tecnici superiori</hi><hi rend="CharOverride-1">)» e monitorarli; precisano di sostenere e promuovere l’apprendistato professionalizzante</hi><hi rend="CharOverride-1"> «quale canale privilegiato di accesso al lavoro» come anche «l</hi><hi rend="CharOverride-1">’apprendistato duale (cioè di primo e terzo livello) quale strumento di formazione che</hi><hi rend="CharOverride-1"> combina il percorso di istruzione con un contratto di lavoro</hi><hi rend="CharOverride-1">», indubbiamente «ancora poco sviluppato»</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-022">35</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Viene formalizzato in tal modo</hi><hi rend="CharOverride-1"> un reticolo di vincoli di gestione condivisa, rispetto a fasi</hi><hi rend="CharOverride-1"> ed elementi fondamentali per l’organizzazione delle attività, almeno nelle</hi><hi rend="CharOverride-1"> imprese ed unità produttive dove operano le menzionate «Commissioni aziendali</hi><hi rend="CharOverride-1">», a partire dalla «formazione dei formatori»; dalla preventiva verifica dei bisogni formativi; dalla diffusione presso i</hi><hi rend="CharOverride-1"> lavoratori, con particolare attenzione ai «più deboli» sul mercato, delle</hi><hi rend="CharOverride-1"> informazioni sulle iniziative formative; dal monitoraggio di queste ultime.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">D</hi><hi rend="CharOverride-1">’altra parte nell’articolo 7 della sezione quarta – ribadita «l</hi><hi rend="CharOverride-1">’importanza dell’analisi del fabbisogno formativo, tenuto conto anche del bilancio delle competenze </hi><hi rend="CharOverride-1">acquisite … sulla cui base sarà elaborato il relativo piano formativo» – </hi><hi rend="CharOverride-1">per un verso sono definiti in modo più compiuto i </hi><hi rend="CharOverride-1">caratteri del diritto soggettivo già introdotto; sotto altro profilo vengono </hi><hi rend="CharOverride-1">precisati importanti elementi di processo e contenuti della formazione continua </hi><hi rend="CharOverride-1">da erogare.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">A proposito del diritto alla formazione continua, accanto </hi><hi rend="CharOverride-1">alla importante ricordata estensione a parte dei lavoratori assunti a </hi><hi rend="CharOverride-1">tempo determinato, si stabilisce allora oggi che «alla fine del </hi><hi rend="CharOverride-1">secondo anno del triennio ai lavoratori per i quali – in </hi><hi rend="CharOverride-1">virtù della formazione già effettuata o programmata nel terzo anno</hi><hi rend="CharOverride-1"> – non risultino utilizzate le 24 ore previste, </hi><hi rend="CharOverride-1">saranno riconosciute quelle mancanti per partecipare a iniziative di formazione </hi><hi rend="CharOverride-1">continua»</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-021">36</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Mentre «è previsto il trascinamento di sei mesi </hi><hi rend="CharOverride-1">nel triennio successivo delle ore non fruite». Con decadenza del </hi><hi rend="CharOverride-1">diritto al termine di questo periodo, salvo le ore «non </hi><hi rend="CharOverride-1">siano state fruite per esigenze tecnico-organizzative, compreso il superamento </hi><hi rend="CharOverride-1">della percentuale massima complessiva di assenza contemporanea» che sempre il </hi><hi rend="CharOverride-1">Ccnl individua.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il testo infatti dispone che «i lavoratori che </hi><hi rend="CharOverride-1">contemporaneamente potranno assentarsi per partecipare alle iniziative formative … salvo diversa </hi><hi rend="CharOverride-1">intesa aziendale … saranno di norma il 3% complessivo della forza </hi><hi rend="CharOverride-1">occupata nell’unità produttiva, coerentemente con le esigenze tecnico-organizzative» </hi><hi rend="CharOverride-1">(con arrotondamento all’unità superiore degli eventuali valori frazionari, nelle aziende </hi><hi rend="CharOverride-1">fino a 200 dipendenti; vedi Di Noia, 2023 667 sgg.).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Non è però stato indicato entro quando, nel caso previsto </hi><hi rend="CharOverride-1">da ultimo, il prestatore potrebbe fruire del diritto, ipotizzandosi in </hi><hi rend="CharOverride-1">dottrina che ciò debba avvenire «nell’arco del triennio successivo»</hi><hi rend="CharOverride-1"> (Di Noia 2023, 667).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Viene disposto comunque ancora che in via transitoria, ai lavoratori «che in tutto o in</hi><hi rend="CharOverride-1"> parte non abbiano fruito delle 24 ore di formazione di</hi><hi rend="CharOverride-1"> competenza del triennio 2017-2019» è concessa la possibilità di</hi><hi rend="CharOverride-1"> fruirne entro il 31 dicembre 2021.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Appare infine importante la</hi><hi rend="CharOverride-1"> previsione, secondo cui «i lavoratori di rientro da un’assenza</hi><hi rend="CharOverride-1"> continuativa pari o superiore a sei mesi, ridotti a cinque</hi><hi rend="CharOverride-1"> mesi nel caso di assenza per congedo di maternità, potranno</hi><hi rend="CharOverride-1"> esercitare il diritto … a partire dalla data di rientro in</hi><hi rend="CharOverride-1"> attività ovvero prioritariamente saranno inseriti, laddove coerente con la professionalit</hi><hi rend="CharOverride-1">à del lavoratore, in piani aziendali già programmati».</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Per quel che concerne invece le caratteristiche delle</hi><hi rend="CharOverride-1"> iniziative formative, il Ccnl sottolinea, in termini generali, che la</hi><hi rend="CharOverride-1"> fondamentale analisi del fabbisogno formativo «si inserisce all’interno di</hi><hi rend="CharOverride-1"> un processo ciclico, nel quale assumono rilevanza sia la pianificazione</hi><hi rend="CharOverride-1"> della formazione, al fine di valorizzare tutte le modalità di</hi><hi rend="CharOverride-1"> apprendimento, sia il monitoraggio dello stato di attuazione dell’azione</hi><hi rend="CharOverride-1"> formativa intrapresa, per il quale risulta strategica la registrazione della</hi><hi rend="CharOverride-1"> formazione effettuata». Mentre sono nello stesso tempo individuate e riportate</hi><hi rend="CharOverride-1"> in dettagliate tabelle sia le «aree tematiche da considerarsi prioritarie</hi><hi rend="CharOverride-1">», che alcune «esemplificazioni di percorsi formativi … al fine di orientare le aziende e i lavoratori».</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Inoltre si affida </hi><hi rend="CharOverride-1">a specifico «protocollo di regolamentazione tra le parti» la predisposizione </hi><hi rend="CharOverride-1">di «strategici» servizi per formazione, «al fine di agevolare l’</hi><hi rend="CharOverride-1">organizzazione della formazione, la pianificazione e la registrazione della stessa»</hi><hi rend="CharOverride-1">, nell’ambito di un lungo elenco di «macro aree»</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-020">37</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">; i quali risultano «finanziati, </hi><hi rend="CharOverride-1">nell’attuale vigenza contrattuale […] con un contributo aziendale </hi><hi rend="italic">una tantum</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="CharOverride-1">pari a 1,50 euro per dipendente […] gestito dalla Commissione nazionale».</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">I «</hi><hi rend="CharOverride-1">percorsi di formazione continua», oggetto del diritto dei lavoratori, secondo </hi><hi rend="CharOverride-1">il Ccnl sono d’altra parte frutto di «progetti aziendali </hi><hi rend="CharOverride-1">con il coinvolgimento della Rsu»</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-019">38</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1"> ovvero si inseriscono in </hi><hi rend="CharOverride-1">«progetti territoriali o settoriali, realizzabili secondo le seguenti modalità: aula, corsi </hi><hi rend="CharOverride-1">interni o esterni all’azienda; autoapprendimento con FAD; </hi><hi rend="italic">e-learning</hi><hi rend="CharOverride-1">; </hi><hi rend="CharOverride-1">partecipazione a convegni-seminari, </hi><hi rend="italic">workshop</hi><hi rend="CharOverride-1"> interni o esterni all’azienda; </hi><hi rend="italic">coaching</hi><hi rend="CharOverride-1">; </hi><hi rend="italic">action learning</hi><hi rend="CharOverride-1">; affiancamento; </hi><hi rend="italic">training on the job</hi><hi rend="CharOverride-1">», con esplicita </hi><hi rend="CharOverride-1">esclusione della «formazione in materia di sicurezza»</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-018">39</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Mentre si sottolinea </hi><hi rend="CharOverride-1">che il diritto soggettivo «sarà esigibile per iniziative formative impiegabili </hi><hi rend="CharOverride-1">nel contesto lavorativo dell’azienda, sulle quali l’azienda, d’</hi><hi rend="CharOverride-1">intesa con la Rsu ove presente, ha dato informazione ai </hi><hi rend="CharOverride-1">lavoratori o, in subordine, per partecipare a iniziative formative finalizzate </hi><hi rend="CharOverride-1">all’acquisizione di competenze trasversali, linguistiche, digitali, tecniche o gestionali»</hi><hi rend="CharOverride-1">. Con individuazione pure dei soggetti legittimati a realizzare le iniziative formative: cioè enti riconosciuti </hi><hi rend="CharOverride-1">dal Ministero del lavoro</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-017">40</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1"> nonché accreditati dai sistemi regionali di</hi><hi rend="CharOverride-1"> formazione professionale, con specifica certificazione di qualità; Università pubbliche e</hi><hi rend="CharOverride-1"> private, oltre a Fondazioni Its e Istituti tecnici; infine l</hi><hi rend="CharOverride-1">’azienda stessa</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-016">41</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Le attività formative svolte devono poi essere «</hi><hi rend="CharOverride-1">debitamente documentate dall’ente erogatore o dall’azienda e saranno registrate in applicazione della normativa vigente</hi><hi rend="CharOverride-1">» (Ciucciovino 2022, 93 sgg.).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Queste infine sono finanziate dall’azienda</hi><hi rend="CharOverride-1"> «anche integrando le risorse pubbliche e private a disposizione … fino</hi><hi rend="CharOverride-1"> a un massimo di 300 euro»: sul datore di lavoro</hi><hi rend="CharOverride-1"> in effetti oggi ricadono integralmente gli oneri economici connessi, anche</hi><hi rend="CharOverride-1"> quanto alla «retribuzione per le ore destinate alla formazione»</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-015">42</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">In ogni caso l’attuazione di quanto previsto dall’art. 7 deve </hi><hi rend="CharOverride-1">essere «oggetto di informativa alla Rsu e alle Commissioni territoriali». </hi><hi rend="CharOverride-1">Con coinvolgimento dei medesimi soggetti pure a fronte di «eventuali </hi><hi rend="CharOverride-1">divergenze circa l’osservanza delle condizioni specificate dal presente articolo»: </hi><hi rend="CharOverride-1">le quali infatti «saranno oggetto di esame congiunto tra la </hi><hi rend="CharOverride-1">Direzione e la Rsu. Nel caso in cui permangano divergenze […</hi><hi rend="CharOverride-1">] la risoluzione viene demandata – in unico grado – alla decisione della Commissione territoriale […] ovvero </hi><hi rend="CharOverride-1">delle parti competenti in sede territoriale. La decisione viene assunta </hi><hi rend="CharOverride-1">all’unanimità entro venti giorni dalla data di ricevimento della </hi><hi rend="CharOverride-1">istanza»</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-014">43</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">In tal modo viene dunque effettuato uno sforzo </hi><hi rend="CharOverride-1">molto significativo per favorire la diffusione di iniziative formative nei </hi><hi rend="CharOverride-1">luoghi di lavoro e la partecipazione ad esse del numero </hi><hi rend="CharOverride-1">più vasto possibile di lavoratori. Anche se l’operazione, considerata </hi><hi rend="CharOverride-1">di nuovo la forte eterogeneità dei contesti produttivi di riferimento, </hi><hi rend="CharOverride-1">è tutt’altro che semplice.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Risultano non del tutto tranquillizzanti, per </hi><hi rend="CharOverride-1">la qualità dell’offerta formativa, i riferimenti all’«affiancamento» ed </hi><hi rend="CharOverride-1">allo stesso «</hi><hi rend="italic">training on the job</hi><hi rend="CharOverride-1">», accompagnati dalla legittimazione dell’</hi><hi rend="CharOverride-1">«azienda» – senza alcun criterio selettivo, a quel che pare – come </hi><hi rend="CharOverride-1">soggetto erogatore delle iniziative formative</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-013">44</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Non sono però neanche pochi</hi><hi rend="CharOverride-1"> i contesti imprenditoriali in Italia, dove è realistico immaginare occorra</hi><hi rend="CharOverride-1"> un forte sforzo di sensibilizzazione, quanto all’applicazione di queste</hi><hi rend="CharOverride-1"> clausole: per cui dunque rappresenta un ragionevole obiettivo, nel breve</hi><hi rend="CharOverride-1"> e medio periodo, anche solo la presa di coscienza dell</hi><hi rend="CharOverride-1">’importanza dell’obiettivo formativo</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-012">45</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Ebbene in tali ambiti è </hi><hi rend="CharOverride-1">difficile immaginare si possa subito procedere molto oltre l’«affiancamento» ad es.</hi></p><p rend="text_top" ><hi rend="CharOverride-1">4. </hi><hi rend="CharOverride-1">Nel nuovo sistema di inquadramento</hi><hi rend="CharOverride-1"> contrattuale, come già sottolineato, «i criteri di professionalità in cui</hi><hi rend="CharOverride-1"> sono articolate le declaratorie non sono necessariamente compresenti e concorrono</hi><hi rend="CharOverride-1"> tutti o in parte o con diverso peso, in funzione</hi><hi rend="CharOverride-1"> dello specifico contesto organizzativo e tecnologico che caratterizza l’impresa</hi><hi rend="CharOverride-1"> o la singola unità operativa/funzionale». Si osservava in precedenza</hi><hi rend="CharOverride-1"> che se la soluzione ha comprensibili giustificazioni, non rende per</hi><hi rend="CharOverride-1">ò semplice applicare le nuove regole: in tal modo risulta in</hi><hi rend="CharOverride-1"> effetti non esattamente determinata la premessa maggiore del sillogismo, in</hi><hi rend="CharOverride-1"> cui si risolve (anche) l’operazione di riconduzione al livello</hi><hi rend="CharOverride-1"> di appartenenza. Salvo non risolvere integralmente – e dunque identificare – la</hi><hi rend="CharOverride-1"> medesima nelle prassi esistenti presso le imprese o unità produttive</hi><hi rend="CharOverride-1">, che costituiscono evidentemente riflesso dello «specifico contesto organizzativo e tecnologico</hi><hi rend="CharOverride-1">» qui esistente</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-011">46</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. A loro volta comunque non sempre né </hi><hi rend="CharOverride-1">così facilmente e incontrovertibilmente ricostruibili.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">A proposito della nuova disciplina </hi><hi rend="CharOverride-1">sul sistema di inquadramento, più questioni in effetti sembrano emergere.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Ci si chiede allora innanzitutto se la dimensione organizzativo-tecnologica dell</hi><hi rend="CharOverride-1">’impresa o unità produttiva – nel panorama nazionale, in non pochi</hi><hi rend="CharOverride-1"> casi, assai meno evoluta di quanto non risulti il modello</hi><hi rend="CharOverride-1"> preso a riferimento per l’introduzione delle descritte novità</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-010">47</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1"> – </hi><hi rend="CharOverride-1">possa legittimamente condurre alla eliminazione di gran parte o addirittura </hi><hi rend="CharOverride-1">della totalità delle medesime. Fino eventualmente a tornare al vecchio «</hi><hi rend="CharOverride-1">sistema» di inquadramento; salvi ovviamente i nove (invece che dieci) </hi><hi rend="CharOverride-1">livelli, la loro diversa denominazione, ancora il riferimento a «ruoli»</hi><hi rend="CharOverride-1">, a questo punto però ben poco significativo.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La risposta mi pare debba</hi><hi rend="CharOverride-1"> essere negativa. Perché il testo contrattuale, pur tenendo conto delle</hi><hi rend="CharOverride-1"> diversificate realtà imprenditoriali esistenti, sembra consentire alle imprese di «sterilizzare</hi><hi rend="CharOverride-1">» eventualmente alcuni dei nuovi criteri di professionalità, non la maggioranza</hi><hi rend="CharOverride-1"> o addirittura tutti essi. In linea peraltro con i limiti</hi><hi rend="CharOverride-1"> che le stesse sperimentazioni di «adattamento inquadramentale», da condividere ora</hi><hi rend="CharOverride-1"> con le Rsu e le organizzazioni sindacali territoriali, incontrano</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-009">48</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">D’altra parte nelle declaratorie, come già detto, è stata inserita, per tutti i livelli, una</hi><hi rend="CharOverride-1"> parte operante «in funzione dei contesti aziendali»: e plausibilmente solo</hi><hi rend="CharOverride-1"> in relazione ad essa sarà possibile intervenire nelle singole imprese</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Ne deriva allora la necessità, per molte di queste, di</hi><hi rend="CharOverride-1"> adeguare la propria organizzazione e/o arricchire le tecnologie impiegate</hi><hi rend="CharOverride-1">. Altrimenti presentandosi una situazione di sacrificio della professionalità dei prestatori</hi><hi rend="CharOverride-1">, che oggi non sembra consentita dalla disciplina del Ccnl</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-008">49</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Va da sé peraltro che sarebbe opportuno le modificazioni introdotte nei luoghi di lavoro, a proposito appunto dei criteri </hi><hi rend="CharOverride-1">di professionalità, fossero individuate e, per così dire, registrate da </hi><hi rend="CharOverride-1">contratti collettivi aziendali, per evidenti ragioni di certezza del diritto. </hi><hi rend="CharOverride-1">Mentre non vi è dubbio, più in generale, sul fatto </hi><hi rend="CharOverride-1">che la contrattazione aziendale e/o la «dimensione partecipativa o </hi><hi rend="CharOverride-1">propriamente bilaterale» siano fortemente sollecitate, proprio alla luce del rilievo </hi><hi rend="CharOverride-1">attribuito ai distinti contesti d’impresa, dalla nuova disciplina sugli </hi><hi rend="CharOverride-1">inquadramenti come sulla formazione continua (cfr. Focareta 2023, 323 sgg.)</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Non sembra però che l’intervento del contratto aziendale sia imposto dal Ccnl: non secondo la lettera del </hi><hi rend="CharOverride-1">testo; tantomeno se si considera come le imprese per cui </hi><hi rend="CharOverride-1">risulterebbe più complesso dare integrale applicazione alle clausole sul sistema </hi><hi rend="CharOverride-1">di inquadramento, siano anche quelle dove plausibilmente è meno frequente </hi><hi rend="CharOverride-1">la stipulazione di contratti collettivi aziendali (e la stessa presenza </hi><hi rend="CharOverride-1">di Rsu o Rsa). Ragion per cui occorrerà in concreto </hi><hi rend="CharOverride-1">verificare quali criteri di professionalità siano nei diversi contesti applicati: </hi><hi rend="CharOverride-1">operazione appunto tutt’altro che semplice.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Se invece le potenzialità </hi><hi rend="CharOverride-1">presenti nella nuova disciplina sull’inquadramento vengono pienamente sfruttate – nel senso che i nuovi «criteri di professionalità» assumono tutti </hi><hi rend="CharOverride-1">o in gran parte importanza anche nella descrizione del «</hi><hi rend="italic">facere</hi><hi rend="CharOverride-1"> […] </hi><hi rend="CharOverride-1">convenuto al momento dell’assunzione» (Alvino et al. 2022, 483)</hi><hi rend="CharOverride-1"> – è corretto il rilievo secondo cui l’obbligazione ricadente sul prestatore di</hi><hi rend="CharOverride-1"> lavoro si dilati (cfr. Focareta 2023, 315 sg.). Allo stesso</hi><hi rend="CharOverride-1"> modo però deve svilupparsi la protezione della connessa professionalità.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Non</hi><hi rend="CharOverride-1"> fino al punto da sovvertire la regola per cui «l</hi><hi rend="CharOverride-1">’inquadramento del lavoratore comunque avviene non già per le competenze/abilit</hi><hi rend="CharOverride-1">à che egli possiede, cioè per le sue qualità soggettive e potenzialmente utilizzabili, </hi><hi rend="CharOverride-1">bensì per quelle richieste ed in concreto espresse nell’esercizio </hi><hi rend="CharOverride-1">della responsabilità del ruolo attribuitagli»</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-007">50</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Anche se occorre sottolineare </hi><hi rend="CharOverride-1">come, con i nuovi «criteri di professionalità», risulti ben più </hi><hi rend="CharOverride-1">difficile distinguere queste due situazioni, usualmente ben separabili: proprio perché non è facile</hi><hi rend="CharOverride-1"> immaginare che «i requisiti di professionalità relazionali o attitudinali […] laddove</hi><hi rend="CharOverride-1"> posseduti dal singolo addetto, non siano sempre e comunque ‘agiti</hi><hi rend="CharOverride-1">’»</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-006">51</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Risulta però in ogni caso corretto ricostruire la professionalit</hi><hi rend="CharOverride-1">à richiesta, come anche tutelata, del prestatore di lavoro, in stretta connessione ai «</hi><hi rend="CharOverride-1">criteri» previsti dal Ccnl, se operanti in un determinato contesto </hi><hi rend="CharOverride-1">produttivo. Mentre lo </hi><hi rend="italic">ius variandi</hi><hi rend="CharOverride-1"> del datore di lavoro esattamente </hi><hi rend="CharOverride-1">da tale assetto deve muovere, ora nel rispetto di quanto </hi><hi rend="CharOverride-1">stabilito dall’art. 3 (sempre sezione quarta, titolo II), recante </hi><hi rend="CharOverride-1">appunto «Passaggio temporaneo di mansioni».</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">L’articolo risulta identico a </hi><hi rend="CharOverride-1">quello già presente nel Ccnl del 2008 (allora art. 2)</hi><hi rend="CharOverride-1"> (cfr. Lozito 2010, 329), salvo per la parte dedicata ai lavoratori siderurgici, ai </hi><hi rend="CharOverride-1">commi 5-7, oggi eleminata (Barbieri 2023b, 329). Inoltre per</hi><hi rend="CharOverride-1"> una integrazione del centrale comma primo, ove viene stabilito che</hi><hi rend="CharOverride-1"> «il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per</hi><hi rend="CharOverride-1"> le quali è stato assunto o a quelle corrispondenti al</hi><hi rend="CharOverride-1"> livello superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni equivalenti</hi><hi rend="CharOverride-1">, in coerenza con i criteri di professionalità di riferimento, alle</hi><hi rend="CharOverride-1"> ultime effettivamente svolte, senza alcuna diminuzione della retribuzione». Si tratta</hi><hi rend="CharOverride-1"> appunto dell’inciso «in coerenza con i criteri di professionalit</hi><hi rend="CharOverride-1">à di riferimento», a proposito della adibizione a «mansioni equivalenti».</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Resta dunque fermo nel Ccnl quel riferimento alla «equivalenza», </hi><hi rend="CharOverride-1">come ben noto invece eliminato, nel 2015, dal testo dell’</hi><hi rend="CharOverride-1">art. 2103 c.c.</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-005">52</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Salvo il dividersi, da parte </hi><hi rend="CharOverride-1">degli interpreti, sul significato da attribuire ad esso, proprio alla </hi><hi rend="CharOverride-1">luce della precisazione «in coerenza con i criteri di professionalità </hi><hi rend="CharOverride-1">di riferimento».</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Secondo una determinata lettura quest’ultima consentirebbe al datore di adibire il prestatore </hi><hi rend="CharOverride-1">a tutte le mansioni del medesimo livello: ciascuno «dei nove </hi><hi rend="CharOverride-1">livelli di inquadramento delineati dal sistema di classificazione adottato dal </hi><hi rend="CharOverride-1">Ccnl […] infatti costituisce un contenitore di ruoli che le parti </hi><hi rend="CharOverride-1">stipulanti hanno voluto equiparare ai fini dell’inquadramento e, per </hi><hi rend="CharOverride-1">la proprietà transitiva fissata dall’art. 2103, c. 1, c.</hi><hi rend="CharOverride-1">c., anche dello </hi><hi rend="italic">ius variandi</hi><hi rend="CharOverride-1">» (Alvino et al. 2022, 481)</hi><hi rend="CharOverride-1">. In tal modo la disciplina del Ccnl replicherebbe dunque perfettamente la normativa</hi><hi rend="CharOverride-1"> di legge.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Altri invece ha criticato l’opinione ora indicata</hi><hi rend="CharOverride-1">, anche osservando che se il Ccnl avesse voluto uniformare la</hi><hi rend="CharOverride-1"> propria disciplina a quella legale, lo avrebbe esplicitamente stabilito</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-004">53</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. </hi><hi rend="CharOverride-1">Ed in effetti non sarebbe esente da aspetti quantomeno tortuosi </hi><hi rend="CharOverride-1">la tecnica utilizzata, se l’intenzione fosse stata davvero quella </hi><hi rend="CharOverride-1">di riproporre, </hi><hi rend="italic">sic et simpliciter</hi><hi rend="CharOverride-1">, il disposto normativo.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Chi scrive </hi><hi rend="CharOverride-1">ritiene corretto confrontarsi con entrambi gli elementi presenti nel testo: </hi><hi rend="CharOverride-1">e cioè ricostruire il concetto di «equivalenza», a partire appunto </hi><hi rend="CharOverride-1">dal rilievo assunto dai criteri di professionalità introdotti dal Ccnl</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-003">54</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Con una verifica in concreto.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Di conseguenze se, in ipotesi, la mansione (o, se si preferisce, il ruolo, secondo </hi><hi rend="CharOverride-1">l’art. 1) cui il lavoratore risultava adibito mostrava complessità (</hi><hi rend="CharOverride-1">quanto al criterio delle «competenza»), implicava responsabilità di budget (in </hi><hi rend="CharOverride-1">relazione al criterio di «autonomia-responsabilità gerarchico/funzionale»), prevedeva il </hi><hi rend="CharOverride-1">coordinamento di lavori di gruppo (a proposito del criterio delle «</hi><hi rend="CharOverride-1">competenze trasversali») e contribuiva all’implementazione delle soluzioni tecniche (secondo il criterio del «miglioramento continuo»), anche </hi><hi rend="CharOverride-1">la nuova mansione – in armonia con la lettera come anche </hi><hi rend="CharOverride-1">la </hi><hi rend="italic">ratio</hi><hi rend="CharOverride-1"> del testo oggi introdotto – deve garantire identiche o </hi><hi rend="CharOverride-1">analoghe espressioni di professionalità. Né può essere sostenuto – proprio alla </hi><hi rend="CharOverride-1">luce delle notevolissime variabili emergenti nei singoli contesti produttivi; dell’</hi><hi rend="CharOverride-1">importanza inoltre riconosciuta pure ai requisiti di professionalità relazionali e attitudinali, se agiti – che tutte le mansioni o</hi><hi rend="CharOverride-1"> i ruoli inseriti nel medesimo livello abbiano, per definizione, caratteristiche</hi><hi rend="CharOverride-1"> identiche o analoghe a quella attribuita al momento della assunzione</hi><hi rend="CharOverride-1"> (o successivamente).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Mentre pure l’obbligo di formazione ricadente sul</hi><hi rend="CharOverride-1"> datore di lavoro, ai sensi dell’art. 2103 c.c</hi><hi rend="CharOverride-1">., nel momento in cui esercita lo </hi><hi rend="italic">ius variandi</hi><hi rend="CharOverride-1">, sembra poter</hi><hi rend="CharOverride-1"> essere rispettato con modalità ben più semplici ed idonee di</hi><hi rend="CharOverride-1"> quanto in generale non accada, alla luce delle previsioni sulla</hi><hi rend="CharOverride-1"> formazione continua già descritte. Il mancato adempimento esponendo dunque il</hi><hi rend="CharOverride-1"> datore in modo più significativo.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il declassamento in conseguenza d</hi><hi rend="CharOverride-1">’altra parte si verifica, nel sistema prefigurato dal Ccnl, quando la </hi><hi rend="CharOverride-1">nuova mansione sacrifica la professionalità del lavoratore, anche in relazione </hi><hi rend="CharOverride-1">ad uno solo dei criteri già in concreto rilevanti, rispetto </hi><hi rend="CharOverride-1">alle mansioni svolte in precedenza.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Ai sensi dell’art. 3 </hi><hi rend="CharOverride-1">tuttavia questo non viene ora regolato ed anzi neanche nominato. </hi><hi rend="CharOverride-1">Poiché tale assetto è stato confermato dal Ccnl pure dopo </hi><hi rend="CharOverride-1">l’entrata in vigore del nuovo art. 2013 c.c., </hi><hi rend="CharOverride-1">se ne è convincentemente dedotto che le fattispecie di cui </hi><hi rend="CharOverride-1">ai commi 2 e 4 dell’art. 2103 c.c. </hi><hi rend="CharOverride-1">non sarebbero operative, presso le imprese che applicano il Ccnl</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-002">-1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Ove si ritenga tuttavia che a questo esito il silenzio del Ccnl sul tema non </hi><hi rend="CharOverride-1">permetta di far giungere, sembra possibile affermare il divieto di </hi><hi rend="CharOverride-1">declassamento, sempre nelle ipotesi di cui ai commi 2 e </hi><hi rend="CharOverride-1">4 dell’art. 2103 c.c., se la nuova mansione </hi><hi rend="CharOverride-1">appartiene a «campo di responsabilità di ruolo» differente. È noto </hi><hi rend="CharOverride-1">come questo sia stabilito dalla legge, a proposito della categoria </hi><hi rend="CharOverride-1">legale. Appare tuttavia sostenibile, in via interpretativa, che la disposizione </hi><hi rend="CharOverride-1">preclusiva debba essere estesa pure al «ruolo», considerato il ben </hi><hi rend="CharOverride-1">più pregnante significato che al medesimo viene riconosciuto dal Ccnl</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-001">-1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La nuova mansione attribuita dovrà infine essere considerata superiore, secondo il Ccnl, solo se </hi><hi rend="CharOverride-1">per tutti i «criteri di professionalità» che assumono rilievo nello </hi><hi rend="CharOverride-1">specifico contesto produttivo l’esito sia raggiunto. Anche a proposito </hi><hi rend="CharOverride-1">della regolamentazione di tale aspetto, in ogni caso, le previsioni </hi><hi rend="CharOverride-1">del Ccnl risultano migliorative di quelle legali</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_55_699-718.html#footnote-000">-1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><div><head><hi>Riferimenti bibliografici</hi></head><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Alessi, C. 2004. </hi><hi rend="italic">Professionalità e contratto di lavoro</hi><hi rend="CharOverride-1">. Milano: Giuffrè.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Alvino, I. et al. 2022. “Ccnl metalmeccanici 2021: il rinnovamento compiuto … alla prova dell’applicazione.” </hi><hi rend="italic">DLRI</hi><hi rend="CharOverride-1">, 457 </hi><hi rend="CharOverride-1">sgg.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Balletti, E. 2011. “Assenteismo.” In Carinci F., a cura </hi><hi rend="CharOverride-1">di</hi><hi rend="italic">, Da Pomigliano a Mirafiori: la cronaca si fa storia</hi><hi rend="CharOverride-1">. </hi><hi rend="CharOverride-1">Milano: Ipsoa. Gruppo Wolters Kluwer.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Barbieri, M. 2023a. “Iniziative sperimentali</hi><hi rend="CharOverride-1">.” In Bavaro V., Focareta F., Lassandari A., Scarpelli F., a cura di, </hi><hi rend="italic">Commentario al contratto collettivo nazionale dei metalmeccanici</hi><hi rend="CharOverride-1">. Roma: Futura, 325 sgg.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Barbieri, M. 2023b. “Passaggio temporaneo </hi><hi rend="CharOverride-1">di mansioni.” In Bavaro V., Focareta F., Lassandari A., Scarpelli </hi><hi rend="CharOverride-1">F., a cura di, </hi><hi rend="italic">Commentario al contratto collettivo nazionale dei </hi><hi rend="italic">metalmeccanici</hi><hi rend="CharOverride-1">. Roma: Futura, 329 sgg.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Bavaro, V. 2017. “Il contratto </hi><hi rend="CharOverride-1">nazionale dei metalmeccanici 2016: una prospettiva sulle relazioni industriali italiane.”</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic">DLRI</hi><hi rend="CharOverride-1">, 729 sgg.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Bavaro, V. 2023a. “Premessa.” In Bavaro V., Focareta F., Lassandari A., Scarpelli F</hi><hi rend="CharOverride-1">., a cura di, </hi><hi rend="italic">Commentario al contratto collettivo nazionale dei metalmeccanici</hi><hi rend="CharOverride-1">. Roma: Futura, 20 sgg.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Bavaro, V. et al. 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Torino: Giappichelli.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Ciucciovino</hi><hi rend="CharOverride-1">, S. 2022. “La formazione continua nel settore metalmeccanico: dal diritto</hi><hi rend="CharOverride-1"> soggettivo alla formazione a sistema dell’apprendimento permanente.” In Treu</hi><hi rend="CharOverride-1"> T., a cura di, </hi><hi rend="italic">Commentario al contratto collettivo dei metalmeccanici</hi><hi rend="CharOverride-1">. Torino: Giappichelli, 83 sgg.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">D’Onghia, M. 2023a. “Apprendistato.</hi><hi rend="CharOverride-1">” In Bavaro V., Focareta F., Lassandari A., Scarpelli F., a cura di, </hi><hi rend="italic">Commentario al contratto collettivo nazionale dei metalmeccanici</hi><hi rend="CharOverride-1">. Roma: Futura, 846 sgg.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">D’Onghia, M. 2023b. “Disciplina </hi><hi rend="CharOverride-1">dell’apprendistato professionalizzante nell’industria metalmeccanica e nella installazione di </hi><hi rend="CharOverride-1">impianti.” In Bavaro V., Focareta F., Lassandari A., Scarpelli F., </hi><hi rend="CharOverride-1">a cura di, </hi><hi rend="italic">Commentario al contratto collettivo nazionale dei metalmeccanici</hi><hi rend="CharOverride-1">. </hi><hi rend="CharOverride-1">Roma: Futura, 846 sgg.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">D’Onghia, M. 2023c. “Disciplina dell</hi><hi rend="CharOverride-1">’apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale il</hi><hi rend="CharOverride-1"> diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione</hi><hi rend="CharOverride-1"> tecnica superiore. Disciplina dell’apprendistato di alta formazione e ricerca</hi><hi rend="CharOverride-1">.” In Bavaro V., Focareta F., Lassandari A., Scarpelli F., a cura di, </hi><hi rend="italic">Commentario al </hi><hi rend="italic">contratto collettivo nazionale dei metalmeccanici</hi><hi rend="CharOverride-1">. Roma: Futura, 874 sgg.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Di </hi><hi rend="CharOverride-1">Noia, F. 2023. “Formazione continua.” In Bavaro V., Focareta F., </hi><hi rend="CharOverride-1">Lassandari A., Scarpelli F., a cura di, </hi><hi rend="italic">Commentario al contratto </hi><hi rend="italic">collettivo nazionale dei metalmeccanici</hi><hi rend="CharOverride-1">. Roma: Futura, 662 sgg.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Faioli, M. </hi><hi rend="CharOverride-1">2018). </hi><hi rend="italic">Mansioni e macchina intelligente</hi><hi rend="CharOverride-1">. Torino: Giappichelli.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Faioli, M. 2022. “</hi><hi rend="CharOverride-1">Istituzioni paritetiche e procedimenti partecipativi nella contrattazione collettiva dei meccanici.” In Treu T., a cura di, </hi><hi rend="italic">Commentario al</hi><hi rend="italic"> contratto collettivo dei metalmeccanici</hi><hi rend="CharOverride-1">. Torino: Giappichelli, 111 sgg.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Ferluga, L</hi><hi rend="CharOverride-1">. 2012. </hi><hi rend="italic">Tutela del lavoratore e disciplina delle mansioni. Innovazioni tecnologiche</hi><hi rend="italic"> e vincoli normativi</hi><hi rend="CharOverride-1">. 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Torino: Giappichelli.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Zoli, C. 2015. </hi><hi rend="CharOverride-1">“La disciplina delle mansioni.” In Fiorillo L, Perulli A. a cura di (2015), </hi><hi rend="italic">Tipologie contrattuali </hi><hi rend="italic">e disciplina delle mansioni</hi><hi rend="CharOverride-1">. Torino: Giappichelli, 333 sgg.</hi></p><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-056-backlink">1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Il</hi><hi rend="CharOverride-1"> contributo è parte di un saggio, scritto assieme a Giulio</hi><hi rend="CharOverride-1"> Centamore, Federico Martelloni e Valeria Nuzzo, pubblicato sul n. 4</hi><hi rend="CharOverride-1">/2023 del </hi><hi rend="italic">Giornale di diritto del lavoro e di relazioni</hi><hi rend="italic"> industriali</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-055-backlink">2</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Cfr. almeno Alessi 2004; Carabelli 2004; Minervini 1986; Napoli 2004. Vedi da ultimo Mattei 2023.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-054-backlink">3</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Così l’art. 5, del titolo IV, Sezione quarta, del Ccnl.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-053-backlink">4</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Cfr. Alvino et al</hi><hi rend="CharOverride-1">. 2022; Barbieri 2023a; Carrieri 2021, XXI; Focareta 2023; Preteroti, </hi><hi rend="CharOverride-1">Cairoli 2021; Maresca 2022; Tomassetti 2022, 194.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-052-backlink">5</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Cfr. sull</hi><hi rend="CharOverride-1">’assetto originario, risalente al 1973, Bavaro, Sinopoli 2010. Vedi invece</hi><hi rend="CharOverride-1"> Alvino et al. 2022, 464, a proposito della successiva introduzione</hi><hi rend="CharOverride-1"> dei livelli 3 super, 5 super e 7. Quanto ai</hi><hi rend="CharOverride-1"> caratteri della contrattazione aziendale, sempre in materia di inquadramento professionale</hi><hi rend="CharOverride-1">, nel settore metalmeccanico, si veda ancora Imberti, Moia 2020, nonché</hi><hi rend="CharOverride-1">, con diverse valutazioni, Barbieri 2023a, 327 e Preteroti, Cairoli 2021, 144. Vedi più in </hi><hi rend="CharOverride-1">generale Tomassetti 2022, 195 sgg.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-051-backlink">6</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Vedi i</hi><hi rend="italic">nfra</hi><hi rend="CharOverride-1"> in </hi><hi rend="CharOverride-1">questo paragrafo. Cfr. Alvino et al. 2022, 462, 468, 471; </hi><hi rend="CharOverride-1">Faioli 2022, 118; Maresca 2022, 40 sgg.; Mattei 2023, 202 </hi><hi rend="CharOverride-1">sgg.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-050-backlink">7</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Così Focareta 2023, 320 sgg., che comunque ritiene</hi><hi rend="CharOverride-1"> prevalente il primo significato. Tendono invece a valorizzare soprattutto la</hi><hi rend="CharOverride-1"> seconda accezione Alvino et al. 2022, 472 e Maresca 2022</hi><hi rend="CharOverride-1">, 39 sgg. Il fatto che della responsabilità, come da ultimo</hi><hi rend="CharOverride-1"> intesa, si faccia menzione solo nelle declaratorie dei livelli pi</hi><hi rend="CharOverride-1">ù elevati, sembra però confermare la tesi per cui è la «responsabilità gerarchico/funzionale» a costituire elemento</hi><hi rend="CharOverride-1"> informatore dell’intero sistema di inquadramento.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-049-backlink">8</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Vedi l’</hi><hi rend="CharOverride-1">art. 1.4. del titolo secondo. Cfr. Alvino et al. </hi><hi rend="CharOverride-1">2022, 477; Preteroti, Cairoli 2021, 150 sgg.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-048-backlink">9</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Cfr. Focareta 2023, 311. I lavoratori coinvolti vedono in conseguenza riconosciuto </hi><hi rend="CharOverride-1">un incremento retributivo di «oltre 150 euro in più, al </hi><hi rend="CharOverride-1">lordo degli incrementi salariali disposti nel rinnovo»: così Preteroti, Cairoli </hi><hi rend="CharOverride-1">2021, 145.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-047-backlink">10</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Cfr. Alvino et al. 2022, 462, 468, 471, 475; Focareta 2023, 311 sgg. e 322 sgg.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-046-backlink">11</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Esemplificativamente si considera il livello C3 del nuovo sistema</hi><hi rend="CharOverride-1"> di inquadramento, secondo cui «Appartengono a questo livello: i lavoratori</hi><hi rend="CharOverride-1"> che hanno responsabilità sullo svolgimento ed i risultati di specifiche</hi><hi rend="CharOverride-1"> attività produttive, tecniche, amministrative o di servizio con le opportune</hi><hi rend="CharOverride-1"> autonomie di iniziativa nell’ambito delle previsioni aziendali a fronte</hi><hi rend="CharOverride-1"> delle variabilità dei processi. Nell’ambito di tale autonomia di</hi><hi rend="CharOverride-1"> iniziativa, in base alle definizioni organizzative guidano e controllano gruppi</hi><hi rend="CharOverride-1"> o squadre articolate di altri lavoratori con eventuale interfaccia verso</hi><hi rend="CharOverride-1"> altre unità e funzioni. Possiedono complete ed articolate competenze delle</hi><hi rend="CharOverride-1"> tecnologie e delle discipline specifiche che permettono di affrontare autonomamente</hi><hi rend="CharOverride-1"> operazioni e lavori completi e di elevata difficoltà, anche non</hi><hi rend="CharOverride-1"> ricorrenti, ed effettuano diagnosi e definiscono metodi e strumenti nell</hi><hi rend="CharOverride-1">’ambito di direttive generali, con l’utilizzo di dispositivi ed applicazioni digitali, specialistiche </hi><hi rend="CharOverride-1">e complesse non predeterminate. Svolgono con autonomo contributo di diagnosi </hi><hi rend="CharOverride-1">ed analisi, adattamento, manutenzione e regolazione di sistemi complessi, comunicando </hi><hi rend="CharOverride-1">gli avanzamenti operativi, le anomalie e le soluzioni identificate nei </hi><hi rend="CharOverride-1">modi adeguati anche utilizzando strumenti di comunicazione, reperimento dell’informazione </hi><hi rend="CharOverride-1">ed elaborazione digitale. In funzione dei contesti aziendali coordinano le </hi><hi rend="CharOverride-1">attività con definizione delle priorità operative a fronte delle esigenze </hi><hi rend="CharOverride-1">di clienti e fornitori, anche esterni, con adeguato utilizzo della </hi><hi rend="CharOverride-1">lingua straniera in uso. Operano su una famiglia di processi </hi><hi rend="CharOverride-1">con elevata consapevolezza interdisciplinare ed in interazione con altre funzioni </hi><hi rend="CharOverride-1">aziendali e con i clienti e fornitori esterni. Tali lavoratori </hi><hi rend="CharOverride-1">guidano iniziative o attività riferite ai sistemi di miglioramento assicurando </hi><hi rend="CharOverride-1">la scelta ed il corretto utilizzo delle metodologie nell’ambito </hi><hi rend="CharOverride-1">delle direttive generali». Questo viene appunto accostato alla categoria 5 </hi><hi rend="CharOverride-1">della pregressa classificazione, secondo cui, menzionando soli i primi tre </hi><hi rend="CharOverride-1">«alinea» della declaratoria: «Appartengono a questa categoria: – i lavoratori che, oltre a possedere tutte le caratteristiche indicate nel primo</hi><hi rend="CharOverride-1"> alinea della declaratoria della 4° categoria, compiono, con maggiore autonomia</hi><hi rend="CharOverride-1"> esecutiva e con l’apporto di particolare e personale competenza</hi><hi rend="CharOverride-1"> operazioni su apparati o attrezzature complessi, che presuppongono la conoscenza</hi><hi rend="CharOverride-1"> della tecnologia specifica del lavoro e del funzionamento degli apparati</hi><hi rend="CharOverride-1"> stessi, – i lavoratori che senza possedere i requisiti di cui</hi><hi rend="CharOverride-1"> all’alinea seguente, guidano e controllano con apporto di adeguata</hi><hi rend="CharOverride-1"> competenza tecnico-pratica un gruppo di altri lavoratori, esercitando un</hi><hi rend="CharOverride-1"> certo potere di iniziativa per la condotta ed i risultati</hi><hi rend="CharOverride-1"> delle lavorazioni, – i lavoratori che, con specifica collaborazione, svolgono attività</hi><hi rend="CharOverride-1"> amministrative o tecniche caratterizzate da adeguata autonomia operativa, nei limiti</hi><hi rend="CharOverride-1"> dei principi, norme e procedure valevoli per il campo di</hi><hi rend="CharOverride-1"> attività in cui operano, e che richiedono un diploma di</hi><hi rend="CharOverride-1"> scuole medie superiori o corrispondente conoscenza ed esperienza». Vedi sul</hi><hi rend="CharOverride-1"> pregresso sistema di inquadramento Bavaro, Sinopoli 2010, 314 sgg.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-045-backlink">12</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Così Alvino et al. 2022, 461. Vedi pure Focareta 2023, 314.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-044-backlink">13</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Cfr. Alvino et al. 2022, 471 e 477; Focareta 2023, 319.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-043-backlink">14</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Si</hi><hi rend="CharOverride-1"> suppone in questo modo che le espressioni «figura» e «profilo</hi><hi rend="CharOverride-1">» professionale siano nel Ccnl impiegati come sinonimi. Sulla Commissione nazionale </hi><hi rend="CharOverride-1">per l’inquadramento professionale vedi </hi><hi rend="italic">infra</hi><hi rend="CharOverride-1"> la nota 24. Cfr. </hi><hi rend="CharOverride-1">Laforgia, Coppola 2023, 414.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-042-backlink">15</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Cfr. Focareta 2023, 319; Laforgia</hi><hi rend="CharOverride-1">, Coppola 2013, 415; Preteroti, Cairoli 2021, 147 e 155. Vedi</hi><hi rend="CharOverride-1"> pure la nota 22.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-041-backlink">16</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Quanto invece alle innovative </hi><hi rend="CharOverride-1">soluzioni introdotte più recentemente in Ccnl diversi dal metalmeccanico cfr. </hi><hi rend="CharOverride-1">Alvino et al. 2022, 469; Focareta 2023, 306 sgg. e </hi><hi rend="CharOverride-1">310; Mattei 2023, 203; Tomassetti 2023, 194 sgg. Sui processi </hi><hi rend="CharOverride-1">organizzativi che conducono a tale esito vedi Alvino et al. </hi><hi rend="CharOverride-1">2022, 463 sgg.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-040-backlink">17</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Vedi però </hi><hi rend="italic">infra</hi><hi rend="CharOverride-1"> la nota 56.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-039-backlink">18</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Cfr. Faioli 2022, 119; Laforgia, Coppola 2023, 412.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-038-backlink">19</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Così Alvino et al. 2022, 478 sgg. Cfr. pure Barbieri 2023a, 325 nonché Focareta 2023, 323.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-037-backlink">20</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Così l’accordo di rinnovo. Vedi poi l’art. 8 della «Disciplina dell’apprendistato professionalizzante nell’industria metalmeccanica </hi><hi rend="CharOverride-1">e nella installazione di impianti», contenuta sempre nel Ccnl, su </hi><hi rend="CharOverride-1">cui si veda D’Onghia, 2023b, 862 sgg.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-036-backlink">21</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Cfr. Giugni 1963 e Scognamiglio 1983. Si veda pure, più recentemente, Bettini</hi><hi rend="CharOverride-1"> 2014; Ferluga 2012; Faioli 2018.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-035-backlink">22</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Questo emerge in </hi><hi rend="CharOverride-1">modo molto chiaro – per l’insieme delle famiglie professionali e </hi><hi rend="CharOverride-1">non solo per il saldatore, qui considerato in via esemplificativa – </hi><hi rend="CharOverride-1">secondo lo schema contenuto nell’accordo di rinnovo, recante «esemplificazione </hi><hi rend="CharOverride-1">delle figure professionali e articolazione dei livelli di professionalità». Cfr. </hi><hi rend="CharOverride-1">pure la nota 15.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-034-backlink">23</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Sul rilievo della «categoria legale</hi><hi rend="CharOverride-1">» nel nuovo testo dell’art. 2013 c.c., cfr. da ultimo Gramano 2022, 100 sgg. e</hi><hi rend="CharOverride-1"> Mattei 2023, 59 sgg. Quanto invece alle distinzioni tra impiegati</hi><hi rend="CharOverride-1"> ed operai nella regolamentazione normativa della malattia, tornate ad emergere</hi><hi rend="CharOverride-1"> dopo i contratti collettivi sottoscritti dalla Fiat nel 2010, cfr</hi><hi rend="CharOverride-1">. Balletti 2011. Sulla progressiva perdita di importanza, nel settore metalmeccanico</hi><hi rend="CharOverride-1">, delle mansioni operaie, a vantaggio di quelle impiegatizie, in connessione</hi><hi rend="CharOverride-1"> alle evoluzioni di carattere organizzativo e tecnologico, cfr. Alvino et</hi><hi rend="CharOverride-1"> al. 2022, 467.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-033-backlink">24</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Prima delle novità introdotte dal </hi><hi rend="CharOverride-1">Ccnl del 2021 tuttavia la professionalità di impiegati e operai </hi><hi rend="CharOverride-1">era descritta «con paragrafi diversi indicati col termine tecnico ‘alinea’»</hi><hi rend="CharOverride-1">. Mentre solamente ora risulta possibile per gli operai accedere ai livelli </hi><hi rend="CharOverride-1">di inquadramento più elevati. Cfr. Alvino et al. 2022, rispettivamente </hi><hi rend="CharOverride-1">463 e 469.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-032-backlink">25</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Vedi pure Focareta 2023, 312 sgg. e Mattei 2023, 205.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-031-backlink">26</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Vedi Alvino et al. </hi><hi rend="CharOverride-1">2022, 462, 471, 484; Ciucciovino 2022, 96 sgg.; Di Noia </hi><hi rend="CharOverride-1">2023; Faioli 2022, 115; Focareta 2023, 316; Maresca 2021, 372; </hi><hi rend="CharOverride-1">Martelloni, Nuzzo 2023, 79 sgg.; Mostarda 2021; Tomassetti 2022, 205; </hi><hi rend="CharOverride-1">Treu 2021, 65 e 2022, 5 sgg.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-030-backlink">27</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Cfr. Bavaro 2017, 734. Vedi pure Mattei 2023, 115 sgg.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-029-backlink">28</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Vedi Di Noia 2023, 666.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-028-backlink">29</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Vedi Martelloni, Nuzzo 2023, 79 sgg. </hi><hi rend="CharOverride-1">Sull’intervento già realizzato nel Ccnl del 2016, si veda </hi><hi rend="CharOverride-1">invece Bavaro 2017, 729 sgg.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-027-backlink">30</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Nell’accordo di rinnovo</hi><hi rend="CharOverride-1"> viene fatto riferimento pure alla attivazione di «altri canali di</hi><hi rend="CharOverride-1"> finanziamento». Cfr. Mostarda 2021, 127. Fondimpresa è un fondo paritetico</hi><hi rend="CharOverride-1"> interprofessionale per la formazione continua dei lavoratori, nato con l</hi><hi rend="CharOverride-1">’accordo interconfederale del 18 gennaio 2002, sottoscritto da Cgil, Cisl.Uil e Confindustria. Vedi pure la nota 34</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-026-backlink">31</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Vengono in particolare innanzitutto menzionate le «parti sociali</hi><hi rend="CharOverride-1">, anche relativamente all’analisi del fabbisogno, promozione e monitoraggio della</hi><hi rend="CharOverride-1"> formazione continua dei lavoratori»; quindi «d’intesa con le Commissioni</hi><hi rend="CharOverride-1"> territoriali, … i componenti del Comitato consultivo di partecipazione», da costituire</hi><hi rend="CharOverride-1"> ai sensi dell’art. 3, «sezione prima», «nelle aziende che</hi><hi rend="CharOverride-1"> occupano complessivamente più di 1000 dipendenti e con almeno una</hi><hi rend="CharOverride-1"> unità produttiva con più di 500 dipendenti»: cfr. Martelloni, Nuzzo</hi><hi rend="CharOverride-1"> 2023, 76 sgg.; ancora i «componenti dei comitati di pilotaggio</hi><hi rend="CharOverride-1"> indicati negli accordi di condivisione dei piani formativi settoriali».</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-025-backlink">32</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Grazie a «rilevazioni </hi><hi rend="italic">ad hoc</hi><hi rend="CharOverride-1"> predisposte sul territorio … dalle aziende</hi><hi rend="CharOverride-1"> e da progetti interaziendali, ovvero da </hi><hi rend="italic">Academy</hi><hi rend="CharOverride-1"> aziendali presenti sul</hi><hi rend="CharOverride-1"> territorio, università, </hi><hi rend="italic">Competence center</hi><hi rend="CharOverride-1"> e centri di formazione».</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-024-backlink">33</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Vedi Alvino et al. 2022, 485; Martelloni, Nuzzo 2023, 79.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-023-backlink">34</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Sui fondi paritetici interprofessionali cfr. Ciucciovino 2012, 79 sgg.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-022-backlink">35</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Cfr. Martelloni, Nuzzo 2023, 83</hi><hi rend="CharOverride-1">. Sull’apprendistato si veda D’Onghia 2023a, 2023b, 2023</hi><hi rend="CharOverride-1">c.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-021-backlink">36</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Viene pure stabilito che «al fine della fruizione</hi><hi rend="CharOverride-1"> del diritto soggettivo, durante il terzo anno del triennio, il</hi><hi rend="CharOverride-1"> lavoratore farà richiesta scritta entro dieci giorni lavorativi prima dell</hi><hi rend="CharOverride-1">’inizio dell’attività formativa alla quale intende partecipare, producendo, su</hi><hi rend="CharOverride-1"> richiesta dell’azienda, la documentazione necessaria all’esercizio del diritto</hi><hi rend="CharOverride-1"> soggettivo di cui al presente articolo». Vedi pure Alvino et</hi><hi rend="CharOverride-1"> al. 2022, 485; Di Noia 2023, 666.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-020-backlink">37</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Si </hi><hi rend="CharOverride-1">tratta delle seguenti: «creazione di una Piattaforma nazionale per l’</hi><hi rend="CharOverride-1">industria metalmeccanica e dell’installazione di impianti con particolare attenzione alle peculiarità delle pmi; pianificazione e registrazione della formazione mediante</hi><hi rend="CharOverride-1"> tecnologia </hi><hi rend="italic">Block chain</hi><hi rend="CharOverride-1">; offerta di pillole formative; piani di rafforzamento</hi><hi rend="CharOverride-1"> delle competenze digitali; formazione su competenze trasversali </hi><hi rend="italic">ad hoc</hi><hi rend="CharOverride-1"> per</hi><hi rend="CharOverride-1"> apprendisti; supporto alla realizzazione di percorsi di alternanza scuola lavoro</hi><hi rend="CharOverride-1">; definizione di nuovi criteri e modalità di condivisione dei piani</hi><hi rend="CharOverride-1"> formativi settoriali multi-regionali da presentare a Fondimpresa». Il Protocollo</hi><hi rend="CharOverride-1"> è poi stato sottoscritto, con la costituzione di «MetApprendo», nella</hi><hi rend="CharOverride-1"> forma giuridica di associazione non riconosciuta, gestita da rappresentanti di</hi><hi rend="CharOverride-1"> tutte le organizzazioni sindacali firmatarie del Ccnl, e contemporanea creazione</hi><hi rend="CharOverride-1"> di una omonima «piattaforma digitale per la programmazione, realizzazione e</hi><hi rend="CharOverride-1"> registrazione delle attività formative». Così Di Noia 2023, 669. Vedi</hi><hi rend="CharOverride-1"> in particolare Ciucciovino 2022, 90 sgg. e Faioli 2022, 116</hi><hi rend="CharOverride-1">. Cfr. pure Martelloni, Nuzzo 2023, 82; Mostarda 2021, 127.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-019-backlink">38</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Cfr. Ciucciovino 2022, 89 e Faioli 2022, 116.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-018-backlink">39</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Vedi Ciucciovino 2022, 88 e Di Noia 2023, 663 sgg.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-017-backlink">40</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Ai sensi dell’articolo 1 della legge 40/87.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-016-backlink">41</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Sul ruolo attribuito agli Istituti tecnici superiori cfr., in particolare Di. Noia 2023, 665.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-015-backlink">42</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Vedi Ciucciovino, 2022, 84; Di Noia, 2023, 668.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-014-backlink">43</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Vedi Di Noia 2023, 670; Faioli 2022, 116; Martelloni, Nuzzo 2023, 82.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-013-backlink">44</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Cfr. Ciucciovino 2022, 86. Vedi pure Di Noia 2023, 664.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-012-backlink">45</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Alvino </hi><hi rend="CharOverride-1">et al. 2022, 465, sostengono in effetti che circa il </hi><hi rend="CharOverride-1">70% delle imprese metalmeccaniche «continua a competere con i vecchi </hi><hi rend="CharOverride-1">modelli di business centrati sui costi, sugli standard e sulla ‘</hi><hi rend="CharOverride-1">via bassa’». Vedi pure Tomassetti 2022, 203 sgg.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-011-backlink">46</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Così, a quel che pare, Alvino et al. 2022, 480 sgg.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-010-backlink">47</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Vedi la nota 45. Cfr. pure Tomassetti 2022, 201.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-009-backlink">48</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Vedi la nota 19.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-008-backlink">49</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Alvino et al. 2022, 472, parlano di «</hi><hi rend="CharOverride-1">indirizzo e proposta, quasi con una funzione pedagogica». Si ritiene </hi><hi rend="CharOverride-1">tuttavia che dal sistema introdotto emerga qualche cosa di più </hi><hi rend="CharOverride-1">prescrittivo di un mero ‘indirizzo’ o addirittura ‘proposta’.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-007-backlink">50</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Così Alvino et al. 2022, 474 e Maresca 2022, 42.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-006-backlink">51</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Cfr. Focareta 2023, 317 sgg. Vedi pure Mattei 2023, 206 sgg.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-005-backlink">52</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Cfr. Brollo 2016; Gargiulo 2016; Garilli 2016; Pisani 2016; Zoli 2015. Vedi da ultimo Gramano 2022.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-004-backlink">53</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Cfr. Barbieri 2023, 331. Vedi pure Focareta 2023, 312.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-003-backlink">54</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Cfr. pure, se bene si è compreso, Mattei 2023, </hi><hi rend="CharOverride-1">206 sgg.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-002-backlink">-1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Così Barbieri 2023, 332. Vedi pure Focareta 2023, 314.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-001-backlink">-1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Vedipure la nota 17.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_55_699-718.html#footnote-000-backlink">-1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Cfr. Barbieri 2023, 332 sgg. e Preteroti, Cairoli 2021, 143.</hi></p></item>
				</list><p rend="editorial_metadata_author">Andrea Lassandari, University of Bologna, Italy, <ref target="https://www.fupress.com">andrea.lassandari@unibo.it</ref>, <ref target="https://www.fupress.com">0000-0002-7796-847X</ref></p><p rend="editorial_metadata_polices">Referee List (DOI 1<ref target="https://doi.org/10.36253/fup_referee_list">0.36253/fup_referee_list</ref>)</p><p rend="editorial_metadata_polices">FUP Best Practice in Scholarly Publishing (DOI <ref target="https://doi.org/10.36253/fup_best_practice">10.36253/fup_best_practice</ref>)</p><p rend="editorial_metadata_book">Andrea Lassandari, <hi rend="italic">L’inquadramento e la formazione continua nel contratto collettivo nazionale di lavoro dei metalmeccanici,</hi> © Author(s), <ref target="https://www.fupress.com">CC BY 4.0</ref>, DOI <ref target="https://www.fupress.com">10.36253/979-12-215-0507-8.42</ref>, in William Chiaromonte, Maria Luisa Vallauri (edited by), <hi rend="italic">Trasformazioni, valori e regole del lavoro. Scritti per Riccardo Del Punta</hi>, pp. -21, 2024, published by Firenze University Press, ISBN 979-12-215-0507-8, DOI <ref target="https://www.fupress.com">10.36253/979-12-215-0507-8</ref></p></div></div>
				
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