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        <title type="main" level="a">Diritto del lavoro e diritto civile tra norme imperative e autonomia contrattuale. One size fits all?</title>
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            <forename>Mariella</forename>
            <surname>Magnani</surname>
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          <resp>This is a section of <title>Trasformazioni, valori e regole del lavoro</title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/979-12-215-0507-8</idno>) by </resp>
          <name>William Chiaromonte, Maria Luisa Vallauri</name>
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        <publisher>Firenze University Press</publisher>
        <pubPlace>Florence</pubPlace>
        <date when="2024">2024</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/979-12-215-0507-8.47</idno>
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          <p>Available for academic research purposes</p>
          <p>Open Access</p>
          <p>Copyright Author(s)</p>
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        <p>This is original content, published for academic research purposes</p>
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        <p>The paper deals with the relationship between labour law and civil (private) law. This relationship is a classic subject of reflection, even in common law systems, for labour lawyers who are searching for their own identity. It is often said that if civil law is the realm of individual autonomy and freedom of contract, then labour law is the realm of mandatory rules. Nevertheless, we have observed since the 1980s, on the one hand, the erosion of the principle of inderogability in the field of labour law and, on the other hand, protection techniques in the field of civil law that mimic those of labour law.
Starting from this analysis, the a. discusses the rationale behind the principle of inderogability in labour law and the debate, among Italian scholars and in the international literature, on the enhancement of contractual autonomy in the labour relationship.</p>
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            <item>Labour vs civil/private law</item>
            <item>contractual autonomy</item>
            <item>protection techniques</item>
            <item>role of mandatory rules</item>
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      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/979-12-215-0507-8.47<ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0507-8.47" /></p>
      <div><head>Diritto del lavoro e diritto civile tra norme imperative e autonomia contrattuale. <hi rend="italic">One size fits all</hi><hi >?</hi></head><p rend="h1_author" ><hi rend="CharOverride-1">Mariella Magnani</hi></p><div><head><hi>1. </hi><hi>Diritto del lavoro e diritto «civile»: un tema universale.</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nell’</hi><hi rend="CharOverride-1">ambito dell’annuale seminario internazionale organizzato dall’ISLSSL, significativamente dedicato </hi><hi rend="CharOverride-1">alle categorie del diritto del lavoro con un’accentuazione interrogativa («</hi><hi rend="CharOverride-1">esistono ancora le categorie del diritto del lavoro»?</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_61_775-782.html#footnote-016">1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">), mi è stato chiesto di discutere la relazione </hi><hi rend="CharOverride-1">tra diritto del lavoro e diritto civile.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Questa relazione è </hi><hi rend="CharOverride-1">ovunque, anche nei sistemi di </hi><hi rend="italic">common law</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_61_775-782.html#footnote-015">2</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, un tema classico</hi><hi rend="CharOverride-1"> di riflessione per i giuslavoristi, alla ricerca della loro identità</hi><hi rend="CharOverride-1">. Ed il tema ritorna ciclicamente, sebbene con diverse connotazioni.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Affronterò</hi><hi rend="CharOverride-1"> il tema dal punto di vista dell’ordinamento italiano perch</hi><hi rend="CharOverride-1">é è quello che conosco meglio, ma ritengo che buona parte delle </hi><hi rend="CharOverride-1">considerazioni che svolgerò si possano applicare a tutti i Paesi, </hi><hi rend="CharOverride-1">almeno quelli dell’Europa continentale.</hi></p></div><div><head><hi>2. Norme imperative e libertà </hi><hi>contrattuale</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il moderno diritto del lavoro, che intendo qua come </hi><hi rend="CharOverride-1">comprensivo del diritto del rapporto di lavoro e di quello </hi><hi rend="CharOverride-1">delle relazioni collettive, nasce da una posizione polemica e protestataria </hi><hi rend="CharOverride-1">nei confronti del diritto civile, vale a dire contro la </hi><hi rend="CharOverride-1">riduzione delle relazioni di lavoro alla categoria dei contratti commerciali, </hi><hi rend="CharOverride-1">che considerano il lavoro come bene di mercato. Nel rapporto </hi><hi rend="CharOverride-1">di lavoro il prestatore di lavoro mette in gioco non </hi><hi rend="CharOverride-1">solo il suo patrimonio ma anche la sua persona, data </hi><hi rend="CharOverride-1">l’inseparabilità della stessa dall’attività lavorativa oggetto del contratto.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Proprio l’immanenza della persona del lavoratore nel contenuto del rapporto esige una </hi><hi rend="CharOverride-1">disciplina speciale che tenga conto dell’inseparabilità del lavoro dalla </hi><hi rend="CharOverride-1">persona umana e, quindi, assoggetti l’autonomia individuale a particolari </hi><hi rend="CharOverride-1">limiti, nella misura richiesta dalla necessità di tutela del prestatore </hi><hi rend="CharOverride-1">di lavoro.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Di qui il </hi><hi rend="italic">corpus</hi><hi rend="CharOverride-1"> normativo che va sotto </hi><hi rend="CharOverride-1">il nome di diritto del lavoro, caratterizzato dall’inderogabilità </hi><hi rend="italic">in</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic">peius</hi><hi rend="CharOverride-1"> di gran parte delle norme che lo compongono. Se il diritto civile è il regno della norma dispositiva e</hi><hi rend="CharOverride-1"> della libertà di contratto, il diritto del lavoro è il</hi><hi rend="CharOverride-1"> regno delle norme imperative, di legge o di contratto collettivo</hi><hi rend="CharOverride-1">, che in principio sono inderogabili </hi><hi rend="italic">in</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic">peius </hi><hi rend="CharOverride-1">per il lavoratore</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Naturalmente, ad un livello minore di astrazione si possono individuare</hi><hi rend="CharOverride-1">, a cascata, una serie di ulteriori profili, o se vogliamo</hi><hi rend="CharOverride-1"> di altre angolazioni, che segnano il </hi><hi rend="italic">proprium </hi><hi rend="CharOverride-1">della materia</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_61_775-782.html#footnote-014">3</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. </hi><hi rend="CharOverride-1">Ma quello segnalato è il profilo fondante la sua autonomia.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nel diritto del lavoro moderno, peraltro, il quadro è più complesso di quello rappresentato perché le regole imperative che </hi><hi rend="CharOverride-1">governano il rapporto di lavoro sono in misura sempre maggiore </hi><hi rend="CharOverride-1">affidate non alla legge, ma al contratto collettivo.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Questa è </hi><hi rend="CharOverride-1">un’ulteriore connotazione del diritto del lavoro: l’assetto pluralistico </hi><hi rend="CharOverride-1">delle fonti, perché accanto alla legge vi sono i contratti </hi><hi rend="CharOverride-1">collettivi. Qui si innesta l’affascinante capitolo di quello che </hi><hi rend="CharOverride-1">viene chiamato diritto sindacale, che ha al suo centro l’</hi><hi rend="CharOverride-1">ibrida figura del contratto collettivo, ad un tempo contratto e atto normativo. Ovviamente mi sto riferendo all’Europa</hi><hi rend="CharOverride-1"> continentale dove per molti giuristi è (o forse era) il</hi><hi rend="CharOverride-1"> diritto sindacale il </hi><hi rend="italic">proprium</hi><hi rend="CharOverride-1"> del diritto del lavoro e così</hi><hi rend="CharOverride-1"> è stato (Gran Bretagna) ed ancora è (USA) nei Paesi</hi><hi rend="CharOverride-1"> anglosassoni, in coerenza con la concezione procedurale del diritto tipica</hi><hi rend="CharOverride-1"> di quei sistemi.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">È significativo che negli Stati Uniti la</hi><hi rend="CharOverride-1"> denominazione «</hi><hi rend="italic">Labor Law</hi><hi rend="CharOverride-1">» sia riservata alla normativa che regola le</hi><hi rend="CharOverride-1"> organizzazioni sindacali e la loro caratteristica attività. Il centro dell</hi><hi rend="CharOverride-1">’</hi><hi rend="italic">American</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic">Labor Law</hi><hi rend="CharOverride-1"> è il processo della contrattazione collettiva: esso, dunque, più che le disposizioni sostanziali, contiene</hi><hi rend="CharOverride-1"> le disposizioni procedurali per la fissazione delle regole che governano</hi><hi rend="CharOverride-1"> il rapporto di lavoro.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La teoria del pluralismo industriale anglosassone</hi><hi rend="CharOverride-1"> concepisce (o meglio, concepiva, essendo essa sorpassata nella realtà) le</hi><hi rend="CharOverride-1"> relazioni industriali come un autogoverno, nel quale il </hi><hi rend="italic">management</hi><hi rend="CharOverride-1"> e</hi><hi rend="CharOverride-1"> il </hi><hi rend="italic">labor</hi><hi rend="CharOverride-1"> agiscono come partiti politici in una democrazia rappresentativa</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">In questo modello, la contrattazione collettiva rappresenta un autonomo «reame</hi><hi rend="CharOverride-1">», resistente alle intrusioni dei diritti previsti per legge, e ciò spiega come il </hi><hi rend="CharOverride-1">modello della protezione legislativa dei singoli (che si è diffuso </hi><hi rend="CharOverride-1">negli Stati Uniti a partire dal 1980, sotto le amministrazioni </hi><hi rend="CharOverride-1">di Reagan e di Bush) sia visto come alternativo al </hi><hi rend="CharOverride-1">modello della protezione dei diritti collettivi (e in particolare al </hi><hi rend="CharOverride-1">processo della contrattazione collettiva). È la stessa difficoltà avvertita in </hi><hi rend="CharOverride-1">Inghilterra nel momento in cui, a partire dagli anni ’60 </hi><hi rend="CharOverride-1">del secolo scorso, si sono inserite nel modello di rapporto </hi><hi rend="CharOverride-1">di lavoro robuste iniezioni di disciplina legislativa, viste per un </hi><hi rend="CharOverride-1">lungo periodo come estranee ad esso; tant’è che, addirittura, </hi><hi rend="CharOverride-1">risultava difficile fondare sul contratto i diritti derivanti dalla legislazione </hi><hi rend="CharOverride-1">protettiva, con la conseguenza che la loro violazione, piuttosto che </hi><hi rend="CharOverride-1">come inadempimento contrattuale, veniva trattata come un </hi><hi rend="italic">tort</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Diversamente, invece, </hi><hi rend="CharOverride-1">è avvenuto nell’Europa continentale, in Italia in particolare, dove da sempre legge e contratto collettivo si integrano </hi><hi rend="CharOverride-1">ai fini della regolazione dei rapporti di lavoro; e questo </hi><hi rend="CharOverride-1">può essere considerato uno degli elementi caratterizzanti il modello sociale </hi><hi rend="CharOverride-1">europeo.</hi></p></div><div><head><hi>3. L’erosione del principio dell’inderogabilità nel diritto </hi><hi>del lavoro italiano</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nel sistema italiano, dagli anni ’80 dello </hi><hi rend="CharOverride-1">scorso secolo, abbiamo assistito ad una erosione del principio di </hi><hi rend="CharOverride-1">inderogabilità sia diretta sia indiretta. In molti casi il legislatore </hi><hi rend="CharOverride-1">ha affidato alla contrattazione collettiva il compito di flessibilizzare le </hi><hi rend="CharOverride-1">norme inderogabili in specifici ambiti (ad es. in materia di </hi><hi rend="CharOverride-1">trasferimento di azienda, contratti di lavoro a tempo parziale, contratti </hi><hi rend="CharOverride-1">a tempo determinato, ferie annuali, lavoro temporaneo, licenziamento collettivo ecc.</hi><hi rend="CharOverride-1">); si è ritenuto possibile derogare in sede arbitrale quanto meno alle disposizioni dei contratti collettivi (cfr. Magnani</hi><hi rend="CharOverride-1"> 1999); la possibilità per le parti di stipulare contratti diversi</hi><hi rend="CharOverride-1"> dal contratto di lavoro a tempo pieno ed indeterminato, in</hi><hi rend="CharOverride-1"> particolare a termine, è stata ampliata.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Ovviamente l’ampliamento della</hi><hi rend="CharOverride-1"> possibilità per le parti di dare ingresso a contratti </hi><hi rend="italic">non</hi><hi rend="italic"> standard</hi><hi rend="CharOverride-1"> non costituisce un diretto attacco al principio di inderogabilit</hi><hi rend="CharOverride-1">à. Tuttavia, non c’è dubbio che, sebbene non ad un livello formale, l’ampia</hi><hi rend="CharOverride-1"> facoltà di stipulare contratti di lavoro flessibili rompe il carattere</hi><hi rend="CharOverride-1"> monolitico della norma inderogabile</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_61_775-782.html#footnote-013">4</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Inoltre, a seguito della profonda </hi><hi rend="CharOverride-1">crisi che ha attraversato l’Italia nel 2011, con una </hi><hi rend="CharOverride-1">norma molto controversa e oggetto di dubbi di legittimità costituzionale, </hi><hi rend="CharOverride-1">cioè l’art. 8 della l. n 148/2011, si </hi><hi rend="CharOverride-1">è consentito ai contratti collettivi aziendali e territoriali stipulati dai sindacati comparativamente più </hi><hi rend="CharOverride-1">rappresentativi di derogare non solo ai contratti collettivi nazionali, ma </hi><hi rend="CharOverride-1">anche alle disposizioni inderogabili di legge in un ampio novero </hi><hi rend="CharOverride-1">di materie. Gli unici limiti previsti dalla legge consistono nel </hi><hi rend="CharOverride-1">fatto che questi contratti perseguano ‘specifiche’ finalità (incrementare ovvero tutelare </hi><hi rend="CharOverride-1">l’occupazione, aumentare la qualità dei contratti di lavoro, far </hi><hi rend="CharOverride-1">emergere il lavoro irregolare, incrementare la competitività e il salario </hi><hi rend="CharOverride-1">ecc.) e che, soprattutto, rispettino le disposizioni della Costituzione italiana, nonché i vincoli derivanti dalle normative comunitarie e dalle</hi><hi rend="CharOverride-1"> convenzioni internazionali sul lavoro.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Si tratta di una disposizione molto</hi><hi rend="CharOverride-1"> controversa perché, secondo alcuni, essa avrebbe rovesciato la gerarchia delle</hi><hi rend="CharOverride-1"> fonti del diritto del lavoro, dal momento che i contratti</hi><hi rend="CharOverride-1"> aziendali prevalgono sui contratti collettivi nazionali e i contratti collettivi</hi><hi rend="CharOverride-1"> aziendali e territoriali prevalgono sulla legge nell’ampio ambito delle</hi><hi rend="CharOverride-1"> materie cui la disposizione si applica. È da sottolineare che</hi><hi rend="CharOverride-1"> tale potere di derogare alla legge è attribuito solo al</hi><hi rend="CharOverride-1"> livello più basso di contrattazione collettiva, non ai contratti nazionali</hi><hi rend="CharOverride-1">, così esprimendo una sorta di preferenza per il livello decentrato</hi><hi rend="CharOverride-1"> di contrattazione. E questo è accaduto in altri paesi dell</hi><hi rend="CharOverride-1">’Europa continentale.</hi></p></div><div><head><hi>4. Tecniche civilistiche di protezione nei contratti ‘asimmetrici’</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">D’altro canto, neppure il diritto </hi><hi rend="CharOverride-1">civile è rimasto fermo: in esso possiamo osservare tecniche di </hi><hi rend="CharOverride-1">tutela che, sebbene non identiche, imitano quelle del diritto del </hi><hi rend="CharOverride-1">lavoro, soprattutto nella regolamentazione della protezione dei consumatori (si veda </hi><hi rend="CharOverride-1">il codice del consumo), ma anche dei contratti stipulati tra </hi><hi rend="CharOverride-1">imprenditori dotati di impari forza contrattuale (si veda ad esempio </hi><hi rend="CharOverride-1">il caso della subfornitura).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Si parla di «contratti asimmetrici» con </hi><hi rend="CharOverride-1">riferimento a contratti in cui, per asimmetrie informative o altri </hi><hi rend="CharOverride-1">fattori di debolezza, un’impresa soffre strutturalmente di un </hi><hi rend="italic">deficit</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="CharOverride-1">di forza contrattuale nel rapporto con un’impresa dominante (cfr. Roppo 2019). L’impulso per</hi><hi rend="CharOverride-1"> il cambiamento viene qui principalmente dalle istituzioni europee. </hi><hi rend="CharOverride-1" >Ad esempio</hi><hi rend="CharOverride-1" > nel «Green paper»,elaborato dalla Commissione europea</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_61_775-782.html#footnote-012">5</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1" > tra il </hi><hi rend="CharOverride-1" >2006 e il 2007, si legge: «some business such as </hi><hi rend="CharOverride-1" >individual entepreneurs and small business may sometimes be in a </hi><hi rend="CharOverride-1" >similar position as consumer when they buy certain goods or services, </hi><hi rend="CharOverride-1" >which raises the question wether they should benefit to a </hi><hi rend="CharOverride-1" >certain extent from the same protection provided for the consumers».</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Ed è interessante notare che una protezione simile a quella accordata alle imprese</hi><hi rend="CharOverride-1"> con squilibrato potere contrattuale, in alcuni ordinamenti, è stata estesa</hi><hi rend="CharOverride-1"> ai lavoratori autonomi.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Questo è il caso dell’Italia, con</hi><hi rend="CharOverride-1"> il cd. Statuto del lavoratore autonomo (l. n. 81/2017</hi><hi rend="CharOverride-1">), che protegge il lavoratore autonomo nelle transazioni commerciali, vietando l</hi><hi rend="CharOverride-1">’abuso di dipendenza economica e prevedendo la nullità delle clausole</hi><hi rend="CharOverride-1"> da essa risultante.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Possiamo aggiungere la legge (l. n. 49</hi><hi rend="CharOverride-1">/2023), che ha modificato la precedente legge n. 172/2017</hi><hi rend="CharOverride-1">, sull’equo compenso per i professionisti che contrattano con banche</hi><hi rend="CharOverride-1"> ed imprese di assicurazione o con imprese con più di</hi><hi rend="CharOverride-1"> 50 lavoratori o con ricavi annui superiori a 10 milioni</hi><hi rend="CharOverride-1"> di euro o con la pubblica amministrazione, sul presupposto di</hi><hi rend="CharOverride-1"> uno squilibrio nel potere contrattuale.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Incidentalmente, la stessa Commissione europea</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_61_775-782.html#footnote-011">6</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, al fine di riconoscere il diritto alla contrattazione collettiva, è orientata ad </hi><hi rend="CharOverride-1">individuare come una specifica categoria – distinta dai «falsi lavoratori autonomi» </hi><hi rend="CharOverride-1">come definiti dalla Corte di giustizia</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_61_775-782.html#footnote-010">7</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1"> – i «solo self-employed</hi><hi rend="CharOverride-1"> workers» perché essi possono mancare di sufficiente potere contrattuale</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_61_775-782.html#footnote-009">8</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">L’obiettivo della menzionata legislazione è di preservare i benefici derivanti dal contratto per </hi><hi rend="CharOverride-1">la parte debole: le clausole inique sono nulle, mentre il </hi><hi rend="CharOverride-1">contratto rimane per il resto valido. E questa è una </hi><hi rend="CharOverride-1">tecnica già sperimentata nel diritto del lavoro.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">È interessante osservare </hi><hi rend="CharOverride-1">che, secondo la dottrina civilistica, queste previsioni, in particolare la </hi><hi rend="CharOverride-1">previsione della nullità delle clausole abusive, così come valutate dal </hi><hi rend="CharOverride-1">giudice, non sono da considerare contrapposte all’autonomia contrattuale delle </hi><hi rend="CharOverride-1">parti, essendo al contrario dirette a garantirne l’effettivo esercizio.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Come la dottrina civilistica osserva (cfr. Albanese 2022; D’Amico 2019), al fine di salvaguardare l’autonomia contrattuale, la</hi><hi rend="CharOverride-1"> legge non può limitarla </hi><hi rend="italic">ex ante</hi><hi rend="CharOverride-1">, ma deve rimettere al</hi><hi rend="CharOverride-1"> giudice il compito di valutarne </hi><hi rend="italic">ex post</hi><hi rend="CharOverride-1"> il concreto esercizio</hi><hi rend="CharOverride-1">, per verificare l’equilibrio dell’assetto che le parti hanno</hi><hi rend="CharOverride-1"> dato ai reciproci interessi.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">In sostanza, diversamente dal diritto del</hi><hi rend="CharOverride-1"> lavoro, nei rapporti governati dal diritto civile la «giustizia contrattuale</hi><hi rend="CharOverride-1">» si realizza mediante un intervento del giudice volto a rimuovere </hi><hi rend="italic">ex post</hi><hi rend="CharOverride-1"> i pregiudizi che possano </hi><hi rend="italic">in concreto</hi><hi rend="CharOverride-1"> derivare dagli </hi><hi rend="CharOverride-1">abusi del potere negoziale.</hi></p></div><div><head><hi>5. Le rationes dell’inderogabilità lavoristica</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">L’obiettivo di tutelare la parte più debole che emerge </hi><hi rend="CharOverride-1">nel diritto civile ci induce ad approfondire le ragioni dell’</hi><hi rend="CharOverride-1">inderogabilità lavoristica.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Ebbene, anche se spesso vengono confuse, le ragioni </hi><hi rend="CharOverride-1">dell’inderogabilità delle norme giuslavoristiche sono due: una ‘soggettiva’, legata </hi><hi rend="CharOverride-1">allo squilibrio del potere contrattuale; l’altra ‘oggettiva’, legata alla </hi><hi rend="CharOverride-1">rilevanza dei beni e degli interessi coinvolti nel rapporto (ad </hi><hi rend="CharOverride-1">esempio la tutela della salute e della sicurezza del lavoratore</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_61_775-782.html#footnote-008">9</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">) che non sono negoziabili</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_61_775-782.html#footnote-007">10</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Ciò giustifica il ripensamento del vero e proprio paradigma </hi><hi rend="CharOverride-1">del diritto del lavoro – la sua inderogabilità – e la tendenza </hi><hi rend="CharOverride-1">a distinguere le norme che devono rimanere inderogabili, perché poste </hi><hi rend="CharOverride-1">a presidio della persona del lavoratore, e quelle poste a </hi><hi rend="CharOverride-1">tutela del contraente debole, che possono invece essere derogate là </hi><hi rend="CharOverride-1">dove venga meno l’asimmetria di potere contrattuale, magari anche </hi><hi rend="CharOverride-1">grazie alla contrattazione collettiva.</hi></p></div><div><head><hi>6. Gli impulsi verso la «personalizzazione» </hi><hi>regolativa ed il cambiamento di mentalità riguardo alla autonomia individuale</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Vi sono oggi nell’ordinamento italiano segnali di valorizzazione dell’autonomia individuale, precedentemente tentata senza successo con la cd. riforma</hi><hi rend="CharOverride-1"> Biagi</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_61_775-782.html#footnote-006">11</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Si pensi alla facoltà del lavoratore di derogare </hi><hi rend="CharOverride-1">alla disciplina legale delle mansioni e della tutela della professionalità, </hi><hi rend="CharOverride-1">in presenza di interessi definiti dalla legge (sulla cui sindacabilità </hi><hi rend="CharOverride-1">da parte del giudice si può discutere) e con l’</hi><hi rend="CharOverride-1">assistenza di un soggetto terzo che ne garantisca la genuinità </hi><hi rend="CharOverride-1">del consenso (art. 2103 c.c.). Spesso si aggiunge, come esempio emblematico di valorizzazione dell’autonomia individuale, l’accordo</hi><hi rend="CharOverride-1"> individuale appunto che dà ingresso al lavoro agile</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_61_775-782.html#footnote-005">12</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1"> e </hi><hi rend="CharOverride-1">che disciplina l’esecuzione della prestazione lavorativa svolta all’esterno </hi><hi rend="CharOverride-1">dei locali aziendali, anche con riguardo alle forme di esercizio </hi><hi rend="CharOverride-1">del potere direttivo del datore di lavoro e agli strumenti </hi><hi rend="CharOverride-1">utilizzati dal lavoratore, nonché con riguardo ai tempi di riposo </hi><hi rend="CharOverride-1">e ai mezzi tecnici e organizzativi per garantire la disconnessione </hi><hi rend="CharOverride-1">del lavoratore (art. 19, l. n. 81/2017).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Potrebbe anche </hi><hi rend="CharOverride-1">aggiungersi come esempio di accomodamento ragionevole della disciplina legale agli </hi><hi rend="CharOverride-1">interessi del datore e del lavoratore la pattuizione che consente </hi><hi rend="CharOverride-1">al primo, dietro corrispettivo e sempre con l’assistenza di </hi><hi rend="CharOverride-1">una terza parte, di variare in aumento le ore di </hi><hi rend="CharOverride-1">lavoro o la loro collocazione temporale (cd. clausole elastiche nel </hi><hi rend="CharOverride-1">lavoro part-time) (art. 7, d.lgs. n. 81/2015).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Siamo lontani dal riconoscimento della libertà di contratto</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_61_775-782.html#footnote-004">13</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1"> o dalla</hi><hi rend="CharOverride-1"> facoltà generalizzata di derogare a norme di legge o di</hi><hi rend="CharOverride-1"> contratto collettivo (neppure con l’assistenza di una terza parte</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_61_775-782.html#footnote-003">14</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">); siamo piuttosto nel campo di una «personalizzazione regolativa» in </hi><hi rend="CharOverride-1">specifiche materie, come il tempo di lavoro, che rinuncia alla </hi><hi rend="CharOverride-1">standardizzazione derivante dalle norme inderogabili. Una personalizzazione regolativa di cui </hi><hi rend="CharOverride-1">in verità non vi sono ancora molti segnali, ma auspicata </hi><hi rend="CharOverride-1">da una parte consistente della dottrina. In effetti, una parte </hi><hi rend="CharOverride-1">rilevante di studiosi inizia a chiedere un cambiamento di mentalità</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_61_775-782.html#footnote-002">15</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1"> e alcune filosofie politiche (come il </hi><hi rend="italic">capability approach</hi><hi rend="CharOverride-1"> e il </hi><hi rend="italic">non – domination approach</hi><hi rend="CharOverride-1">), </hi><hi rend="CharOverride-1">discusse anche nel nostro ordinamento, mi sembrano portare alla necessità </hi><hi rend="CharOverride-1">di una maggiore autonomia contrattuale.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Vi è un’interessante discussione </hi><hi rend="CharOverride-1">nella letteratura internazionale sui fondamenti filosofici del diritto del lavoro. </hi><hi rend="CharOverride-1">Questa discussione dal mondo anglosassone (cfr. Collins, Lester, Mantouvalou 2018) </hi><hi rend="CharOverride-1">si sta trasferendo nei paesi dell’Europa continentale e segnatamente </hi><hi rend="CharOverride-1">in Italia, ma assumendo, a mio avviso, una connotazione diversa.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nel mondo anglosassone, dove la libertà di contratto dovrebbe essere la regola e la dottrina </hi><hi rend="CharOverride-1">economica neoliberale è dominante, essa è finalizzata ad individuare la </hi><hi rend="CharOverride-1">giustificazione del diritto del lavoro. Invece, in paesi come l’</hi><hi rend="CharOverride-1">Italia, dove il diritto del lavoro, composto da regole inderogabili </hi><hi rend="CharOverride-1">di legge e di contratto collettivo, è ben radicato, mi </hi><hi rend="CharOverride-1">sembra che porti, paradossalmente, all’affermazione della necessità di aumentare </hi><hi rend="CharOverride-1">gli spazi di autonomia individuale.</hi></p></div><div><head><hi>7. La questione dei mezzi </hi><hi>e dei modi per conciliare eguaglianza e libertà nel diritto </hi><hi>del lavoro</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Argomenti a favore di quello che ho chiamato «</hi><hi rend="CharOverride-1">cambiamento di mentalità» riguardo all’autonomia contrattuale non sono nuovi nella dottrina italiana.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Dagli anni ‘</hi><hi rend="CharOverride-1">90 del secolo scorso abbiamo assistito a tentativi di valorizzare </hi><hi rend="CharOverride-1">l’autonomia individuale contro la «colonizzazione» dell’individuo da parte </hi><hi rend="CharOverride-1">degli apparati e delle strutture del </hi><hi rend="italic">Welfare State</hi><hi rend="CharOverride-1">. Si può </hi><hi rend="CharOverride-1">menzionare, ad esempio, lo studio seminale di Massimo d’Antona del 1991</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_61_775-782.html#footnote-001">-1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, sulle </hi><hi rend="CharOverride-1">orme di Spiros Simitis (1990).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Tuttavia, il dibattito dottrinale non </hi><hi rend="CharOverride-1">è mai realmente progredito da allora a causa, da una </hi><hi rend="CharOverride-1">parte, dell’opposizione della dottrina più radicale che vede in </hi><hi rend="CharOverride-1">questa «sfida» un ritorno neoliberale al contratto; ma anche, d’</hi><hi rend="CharOverride-1">altra parte, della difficoltà di trovare </hi><hi rend="italic">modi </hi><hi rend="CharOverride-1">e</hi><hi rend="italic"> mezzi </hi><hi rend="CharOverride-1">per conciliare eguaglianza e libertà</hi><hi rend="CharOverride-1">. E come conciliare eguaglianza e libertà è la questione centrale</hi><hi rend="CharOverride-1"> sottostante al riconoscimento dell’autonomia individuale nel diritto del lavoro</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Quali sono dunque questi </hi><hi rend="italic">modi</hi><hi rend="CharOverride-1"> e questi </hi><hi rend="italic">mezzi</hi><hi rend="CharOverride-1">? La derogabilit</hi><hi rend="CharOverride-1">à assistita è un modello generalizzabile, come da qualcuno suggerito (cfr. Viscomi 2012)? Oppure va accompagnata con </hi><hi rend="CharOverride-1">un catalogo di diritti assolutamente irrinunciabili (si veda Sunstein 2001; </hi><hi rend="CharOverride-1">Estlund 2006)?</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">E quali sono questi diritti? E le loro </hi><hi rend="CharOverride-1">fonti? Sotto questo profilo, l’art. 8 della legge italiana </hi><hi rend="CharOverride-1">n. 148/2011 suggerisce una possibile strada?</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Insomma, i giuristi </hi><hi rend="CharOverride-1">dovrebbero andare oltre il piano dell’</hi><hi rend="italic">an</hi><hi rend="CharOverride-1"> e impegnarsi sul </hi><hi rend="CharOverride-1">piano del </hi><hi rend="italic">quomodo</hi><hi rend="CharOverride-1">; come mi sembra che avvenga nel mondo </hi><hi rend="CharOverride-1">anglosassone dove, se si discute sui fondamenti filosofici del diritto del lavoro, e </hi><hi rend="CharOverride-1">proprio grazie a questo dibattito, si discute anche del confine </hi><hi rend="CharOverride-1">della protezione imperativa</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_61_775-782.html#footnote-000">-1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p></div><div><head><hi>Riferimenti bibliografici</hi></head><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Albanese, A. 2022. “L’</hi><hi rend="CharOverride-1">uguaglianza formale e sostanziale nel mercato tra libertà e giustizia «</hi><hi rend="CharOverride-1">contrattuale».” In </hi><hi rend="italic">Per i cento anni dalla nascita di Renato </hi><hi rend="italic">Scognamiglio</hi><hi rend="CharOverride-1">, a cura di AA.VV, 3 sgg. Napoli: Jovene.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Caruso, B., Zappalà, L. 2022. “Il diritto del lavoro «tridimensionale»: valori e tecniche di fronte ai mutamenti </hi><hi rend="CharOverride-1">dei luoghi di lavoro.” In </hi><hi rend="italic">Valori e tecniche nel diritto </hi><hi rend="italic">del lavoro</hi><hi rend="CharOverride-1">, a cura di R. Del Punta, pp. 29 </hi><hi rend="CharOverride-1">sgg. Firenze: Firenze University Press.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Collins, H. 2015. “Contractual Autonomy.”</hi><hi rend="CharOverride-1"> In </hi><hi rend="italic">The Autonomy of Labour Law</hi><hi rend="CharOverride-1">, a cura di A. Bogg, C. Costello, A. Davies, J. Prassl, </hi><hi rend="CharOverride-1">45 sgg. London: Hart Publishing.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Collins, H., Lester, G., Mantouvalou, </hi><hi rend="CharOverride-1">V. (a cura di). 2018. </hi><hi rend="italic">Philosophical Foundations of Labour Law</hi><hi rend="CharOverride-1">. </hi><hi rend="CharOverride-1">Oxford: Oxford University Press.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">D’Amico, G. 2019. “Giustizia contrattuale </hi><hi rend="CharOverride-1">e contratti asimmetrici.” </hi><hi rend="italic">EDP</hi><hi rend="CharOverride-1">, 1 sgg.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">D’Antona, M. 1991. “</hi><hi rend="CharOverride-1">L’autonomia individuale e le fonti del diritto del lavoro.</hi><hi rend="CharOverride-1">” </hi><hi rend="italic">DLRI</hi><hi rend="CharOverride-1">, 455 sgg.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Davidov, G. 2020. “Non-waivability in Labour Law.” </hi><hi rend="italic">Oxford Journal of Legal Studies</hi><hi rend="CharOverride-1"> 40, 3: 482 </hi><hi rend="CharOverride-1">sgg.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Del Punta, R. 2022. “Labour Law e Capability Approach.</hi><hi rend="CharOverride-1">” </hi><hi rend="italic">IJCLLIR</hi><hi rend="CharOverride-1">, 383 sgg.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Estlund, C. 2006. “Between Rights and Contract: Arbitration Agreements and Non-Compete Covenants as a</hi><hi rend="CharOverride-1"> Hybrid Form of Employment Law.” </hi><hi rend="italic">University of Pennsylvania Law Review</hi><hi rend="CharOverride-1">, 379 sgg.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Magnani, M. 1999. “Conciliazione e arbitrato nelle controversie</hi><hi rend="CharOverride-1"> di lavoro dopo il d.lgs. n 80/1998.” </hi><hi rend="italic">MGL</hi><hi rend="CharOverride-1">, 684 sgg.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Magnani, M. 2005. </hi><hi rend="italic">Il diritto del lavoro e</hi><hi rend="italic"> le sue categorie. Valori e tecniche nel diritto del lavoro</hi><hi rend="CharOverride-1">. Padova: Cedam.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Mazzotta</hi><hi rend="CharOverride-1">, O. 1994. “Diritto del lavoro e categorie civilistiche.” In O. Mazzotta, </hi><hi rend="italic">Diritto del lavoro </hi><hi rend="italic">e diritto civile: i temi di un dialogo</hi><hi rend="CharOverride-1">, 14 sgg. </hi><hi rend="CharOverride-1">Torino: Giappichelli.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Mengoni, L. 1990. “L’influenza del diritto del </hi><hi rend="CharOverride-1">lavoro sul diritto civile.” </hi><hi rend="italic">DLRI</hi><hi rend="CharOverride-1">, 5 sgg.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Perulli, A. 2019. “«</hi><hi rend="CharOverride-1">La soggettivazione regolativa» nel diritto del lavoro.” </hi><hi rend="italic">DRI</hi><hi rend="CharOverride-1">, 153 sgg.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Perulli, A. 2023. “Il «lavoro personale» nel prisma del </hi><hi rend="CharOverride-1">diritto dell’Unione Europea.” </hi><hi rend="italic">RIDL</hi><hi rend="CharOverride-1">, 63 sgg.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Roppo, E. 2019. “</hi><hi rend="CharOverride-1">From Consumer Contracts to Asymmetric Contracts: a Trend in European Contract Law?” </hi><hi rend="italic">European Review of Contract Law</hi><hi rend="CharOverride-1">, 304 sgg</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Simitis, S. 1990. “Il diritto del lavoro e la riscoperta</hi><hi rend="CharOverride-1"> dell’individuo.” </hi><hi rend="italic">DLRI</hi><hi rend="CharOverride-1">, 87 sgg.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Sunstein, C. R. 2001. “Human</hi><hi rend="CharOverride-1"> Behavior and the Law of Work.” </hi><hi rend="italic">Virginia Law Review</hi><hi rend="CharOverride-1"> 87</hi><hi rend="CharOverride-1">, 2: 205 sgg.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Viscomi, A. 2012. “Autonomia privata tra funzione e</hi><hi rend="CharOverride-1"> utilità sociale: prospettive giuslavoristiche.” </hi><hi rend="italic">DLM</hi><hi rend="CharOverride-1">, 441 sgg.</hi></p><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_61_775-782.html#footnote-016-backlink">1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Si </hi><hi rend="CharOverride-1">tratta del seminario svoltosi a Venezia nei giorni 28 maggio – </hi><hi rend="CharOverride-1">1° giugno 2023 dal titolo </hi><hi rend="italic">Labour Law in the mirror: </hi><hi rend="italic">categories, values, interlocutors. Do the categories of labour law still </hi><hi rend="italic">exist? </hi><hi rend="CharOverride-1">Il mio intervento, qui riprodotto, e corredato di note, </hi><hi rend="CharOverride-1">è stato largamente ispirato dalle riflessioni di Riccardo Del Punta sul </hi><hi rend="italic">Capability Approach </hi><hi rend="CharOverride-1">e puntualmente dal saggio</hi><hi rend="CharOverride-1"> citato a nt. 15. Lo scritto è già stato pubblicato</hi><hi rend="CharOverride-1"> in WP C.S.D.L.E. «Massimo D’Antona</hi><hi rend="CharOverride-1">».IT – 475/2023.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_61_775-782.html#footnote-015-backlink">2</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">E allora sarà bene contrapporre il termine «labour law» a «private law» o, meglio</hi><hi rend="CharOverride-1"> ancora, «general law of contract»: si veda in proposito Collins</hi><hi rend="CharOverride-1"> 2015.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_61_775-782.html#footnote-014-backlink">3</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Si veda, ad esempio, Mazzotta 1994. Non mi occuperò del ruolo del</hi><hi rend="CharOverride-1"> contratto come mezzo tecnico che legittima e, allo stesso tempo</hi><hi rend="CharOverride-1">, limita il potere imprenditoriale. Rispetto alle tesi che vedono nel</hi><hi rend="CharOverride-1"> contratto di lavoro la consacrazione della inferiorità del lavoratore, propendo</hi><hi rend="CharOverride-1"> per la tesi che propugna i vantaggi del contratto come</hi><hi rend="CharOverride-1"> fonte dei limiti della subordinazione: recentemente si veda Viscomi 2012</hi><hi rend="CharOverride-1">; ma ricordo anche l’insegnamento di Mengoni 1990.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_61_775-782.html#footnote-013-backlink">4</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Sulla scelta di diversi tipi di contratto e sulle sue </hi><hi rend="CharOverride-1">implicazioni, anche nei sistemi anglosassoni, si veda Davidov 2020.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_61_775-782.html#footnote-012-backlink">5</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Commissione europea, Libro verde </hi><hi rend="italic">Revisione dell’Acquis relativo ai consumatori</hi><hi rend="CharOverride-1">, 8 febbraio 2007, COM (2006) 744 definitivo, Bruxelles.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_61_775-782.html#footnote-011-backlink">6</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Si veda Comunicazione della Commissione 30 settembre 2022 (2022/C 374/02). </hi><hi rend="italic">Orientamenti sull’applicazione </hi><hi rend="italic">del diritto della concorrenza dell’Unione agli accordi collettivi concernenti </hi><hi rend="italic">le condizioni di lavoro dei lavoratori autonomi individuali</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_61_775-782.html#footnote-010-backlink">7</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">C</hi><hi rend="CharOverride-1">. giust. 4 dicembre 2014, C- 413/13/21, </hi><hi rend="italic">FVN Kunsten</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic">Informatie en Media </hi><hi rend="CharOverride-1">v </hi><hi rend="italic">Sttat der Nederlanden.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_61_775-782.html#footnote-009-backlink">8</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Il «</hi><hi rend="CharOverride-1">solo self- employed» come definito dalla Commissione europea è «una persona che non dispone di </hi><hi rend="CharOverride-1">un contratto di lavoro o che non ha in atto </hi><hi rend="CharOverride-1">un rapporto di lavoro e che, per prestare i servizi </hi><hi rend="CharOverride-1">in questione, ricorre principalmente al proprio lavoro personale». Sull’orientamento </hi><hi rend="CharOverride-1">della Commissione cfr. Perulli 2023.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_61_775-782.html#footnote-008-backlink">9</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Si potrebbe aggiungere la</hi><hi rend="CharOverride-1"> «dignità». Ma si aprirebbe un vaso di Pandora, dal momento</hi><hi rend="CharOverride-1"> che è difficile determinare i contenuti del concetto.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_61_775-782.html#footnote-007-backlink">10</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Ho argomentato più ampiamente sul punto in Magnani 2005; ma si veda anche Davidov 2020</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_61_775-782.html#footnote-006-backlink">11</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">È stato il cd. Libro bianco del 2001, </hi><hi rend="CharOverride-1">precedente alla riforma, che ha ravvisato la necessità di modificare </hi><hi rend="CharOverride-1">attraverso tecniche sofisticate (come, ad esempio, la contrattazione collettiva a </hi><hi rend="CharOverride-1">scelta multipla) l’esistente assetto normativo che inibisce «al datore </hi><hi rend="CharOverride-1">di lavoro e al lavoratore di concordare condizioni di lavoro </hi><hi rend="CharOverride-1">in deroga non solo alla legge ma anche ai contratti </hi><hi rend="CharOverride-1">collettivi, tranne che nel limite ambiguo delle condizioni più favorevoli»</hi><hi rend="CharOverride-1">: si veda Libro bianco sul mercato del lavoro in Italia. Proposte per una società attiva e </hi><hi rend="CharOverride-1">per un lavoro di qualità, Roma, ottobre 2001, p. 35.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_61_775-782.html#footnote-005-backlink">12</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">E in questo caso si ritiene anche che, poiché</hi><hi rend="CharOverride-1"> oggetto dell’accordo è pure il modo in cui il</hi><hi rend="CharOverride-1"> potere manageriale viene esercitato fuori dall’azienda, perfino la </hi><hi rend="italic">subordinazione</hi><hi rend="CharOverride-1"> diverrebbe il luogo di una negoziazione individuale in funzione della valorizzazione della capacità/libertà del lavoratore: si veda </hi><hi rend="CharOverride-1">Perulli 2019, che vede nel lavoro agile il riconoscimento di </hi><hi rend="CharOverride-1">una speciale formula di subordinazione.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_61_775-782.html#footnote-004-backlink">13</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Anche perché, come ho</hi><hi rend="CharOverride-1"> evidenziato nella monografia citata </hi><hi rend="italic">supra </hi><hi rend="CharOverride-1">nota 10, senza un nucleo</hi><hi rend="CharOverride-1"> di norme imperative il diritto del lavoro non sarebbe più</hi><hi rend="CharOverride-1"> riconoscibile come tale: si veda Magnani 2005, 69.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_61_775-782.html#footnote-003-backlink">14</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Come, ad esempio, proposto da Viscomi 2012.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_61_775-782.html#footnote-002-backlink">15</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Si veda Del Punta 2022; Perulli 2019; Caruso, Zappalà 2022.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_61_775-782.html#footnote-001-backlink">-1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Si veda </hi><hi rend="CharOverride-1">D’Antona 1991; nello stesso ordine di idee si veda </hi><hi rend="CharOverride-1">recentemente Viscomi 2012.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_61_775-782.html#footnote-000-backlink">-1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Si veda Davidov 2020, ove un</hi><hi rend="CharOverride-1">’interessante riflessione sui vantaggi e sulle condizioni di «tailored arrangements</hi><hi rend="CharOverride-1">» che dovrebbero rimpiazzare il «one size fits all system».</hi></p></item>
				</list><p rend="editorial_metadata_author">Mariella Magnani, University of Pavia, Italy, <ref target="https://www.fupress.com">mariella.magnani@unipv.it</ref>, <ref target="https://www.fupress.com">0000-0002-2974-1051</ref></p><p rend="editorial_metadata_polices">Referee List (DOI 1<ref target="https://doi.org/10.36253/fup_referee_list">0.36253/fup_referee_list</ref>)</p><p rend="editorial_metadata_polices">FUP Best Practice in Scholarly Publishing (DOI <ref target="https://doi.org/10.36253/fup_best_practice">10.36253/fup_best_practice</ref>)</p><p rend="editorial_metadata_book">Mariella Magnani, <hi rend="italic">Diritto del lavoro e diritto civile tra norme imperative e autonomia contrattuale. </hi>One size fits all<hi rend="italic">?,</hi> © Author(s), <ref target="https://www.fupress.com">CC BY 4.0</ref>, DOI <ref target="https://www.fupress.com">10.36253/979-12-215-0507-8.47</ref>, in William Chiaromonte, Maria Luisa Vallauri (edited by), <hi rend="italic">Trasformazioni, valori e regole del lavoro. Scritti per Riccardo Del Punta</hi>, pp. -9, 2024, published by Firenze University Press, ISBN 979-12-215-0507-8, DOI <ref target="https://www.fupress.com">10.36253/979-12-215-0507-8</ref></p></div></div>
      
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