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        <title type="main" level="a">La controversa questione della qualificazione giuridica del lavoro mediante piattaforma digitale e il fondamentale ruolo interpretativo della giurisprudenza</title>
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          <persName n="1" ref="https://orcid.org/0000-0002-0592-4611" type="ORCID">
            <forename>Carla</forename>
            <surname>Spinelli</surname>
            <placeName type="affiliation">University of Bari, Italy</placeName>
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          <resp>This is a section of <title>Trasformazioni, valori e regole del lavoro</title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/979-12-215-0507-8</idno>) by </resp>
          <name>William Chiaromonte, Maria Luisa Vallauri</name>
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        <publisher>Firenze University Press</publisher>
        <pubPlace>Florence</pubPlace>
        <date when="2024">2024</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/979-12-215-0507-8.66</idno>
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          <p>Available for academic research purposes</p>
          <p>Open Access</p>
          <p>Copyright Author(s)</p>
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        <p>The evolution of the Italian case law on the misclassification of platform workers is analysed in this article. The study highlights the fundamental role played by the jurisprudence in order to enhance working conditions and strengthen labour protections for platform workers. In this respect, the Italian experience, which is described in its fundamental stages, appears emblematic on the international scene and even pioneering with reference to the protection of collective interests. The recent approval of the EU Directive on Platform work, which introduces a rebuttable legal presumption of employment, does not seem sufficient in itself to downsize filing lawsuits for misclassification. As a consequence, the Courts rulings will still maintain full relevance for the protection of platform workers’ rights.</p>
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            <item>Platform work</item>
            <item>misclassification</item>
            <item>employment contract</item>
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      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/979-12-215-0507-8.66<ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0507-8.66" /></p>
      <div><head>La controversa questione della qualificazione giuridica del lavoro mediante piattaforma digitale e il fondamentale ruolo interpretativo della giurisprudenza</head><p rend="h1_author ParaOverride-1" ><hi rend="CharOverride-1">Carla Spinelli</hi></p><div><head><hi>1. Premessa</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nel suo contributo</hi><hi rend="CharOverride-1"> per il volume curato da A. Cipriani, A. Gramolati e</hi><hi rend="CharOverride-1"> G. Mari</hi><hi rend="italic"> </hi><hi rend="CharOverride-1">nel 2018, trattando della subordinazione tra lavoro 4</hi><hi rend="CharOverride-1">.0 e </hi><hi rend="italic">gig economy</hi><hi rend="CharOverride-1">, Riccardo Del Punta manifestava le sue</hi><hi rend="CharOverride-1"> perplessità sulla persistente capacità qualificatoria dell’eterodirezione classica, con riferimento</hi><hi rend="CharOverride-1"> alle esigenze regolative connesse alla trasformazione delle attività lavorative per</hi><hi rend="CharOverride-1"> effetto della digitalizzazione. Tuttavia, si dichiarava fiducioso nel ruolo interpretativo</hi><hi rend="CharOverride-1"> che avrebbe potuto svolgere la giurisprudenza al riguardo, in ragione</hi><hi rend="CharOverride-1"> della comprovata adattabilità di quest’ultima nel fare posto alle</hi><hi rend="CharOverride-1"> nuove realtà, ipotizzando, peraltro, che la strada da percorrere sarebbe</hi><hi rend="CharOverride-1"> stata probabilmente quella di assegnare «un crescente rilievo all’indice</hi><hi rend="CharOverride-1"> dell’inserimento organizzativo» (Del Punta 2018, 229). E su questo</hi><hi rend="CharOverride-1"> tema aveva poi preso posizione, annotando la sentenza della Corte</hi><hi rend="CharOverride-1"> di Appello di Torino sul caso dei ciclofattorini di Foodora</hi><hi rend="CharOverride-1"> (Del Punta 2019, 358 sgg.). Con lungimiranza, Riccardo aveva colto</hi><hi rend="CharOverride-1"> l’importanza che le decisioni dei giudici avrebbero assunto in</hi><hi rend="CharOverride-1"> materia, per cui mi è parso confacente in tale contesto</hi><hi rend="CharOverride-1"> onorarne la memoria ripercorrendo gli sviluppi e gli approdi di</hi><hi rend="CharOverride-1"> questa giurisprudenza.</hi></p></div><div><head><hi>2. La qualificazione dei rapporti di lavoro mediante</hi><hi> piattaforma digitale</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La qualificazione giuridica dei rapporti di lavoro per</hi><hi rend="CharOverride-1"> le piattaforme digitali è stata ampiamente dibattuta nelle aule giudiziarie</hi><hi rend="CharOverride-1">, in Europa come in molti altri paesi in tutto il</hi><hi rend="CharOverride-1"> mondo. Le piattaforme digitali dedite ai servizi di trasporto delle</hi><hi rend="CharOverride-1"> persone e di consegna di beni sono state, infatti, ripetutamente</hi><hi rend="CharOverride-1"> coinvolte nel contenzioso sull’appropriata classificazione dei lavoratori. Gli esiti</hi><hi rend="CharOverride-1"> giudiziari sono stati inizialmente disomogenei ed anche contrastanti, ma una</hi><hi rend="CharOverride-1"> tendenza si è andata progressivamente consolidando, quella alla demistificazione della</hi><hi rend="CharOverride-1"> narrativa sull’autonomia.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Come è noto, nella maggior parte dei</hi><hi rend="CharOverride-1"> casi i lavoratori su piattaforma digitale firmano termini e condizioni</hi><hi rend="CharOverride-1"> contrattuali che li individuano come lavoratori autonomi. Tuttavia, quasi ovunque</hi><hi rend="CharOverride-1"> questa pratica non ha impedito ai giudici di disattendere la</hi><hi rend="CharOverride-1"> volontà cartolare delle parti e di tener conto del dato</hi><hi rend="CharOverride-1"> fattuale e, quindi, delle modalità concrete di esecuzione della prestazione</hi><hi rend="CharOverride-1"> lavorativa, al fine di verificare se la maniera in cui</hi><hi rend="CharOverride-1"> i lavoratori sono organizzati dalla piattaforma corrisponda al </hi><hi rend="italic">modus operandi</hi><hi rend="CharOverride-1"> dei datori di lavoro o invece a quello dei committenti di prestatori d’opera (</hi><hi rend="CharOverride-1">De Stefano, Durri, Stylogiannis, Wouters 2021). Più di frequente, sono </hi><hi rend="CharOverride-1">state proprio le Corti superiori a riconoscere l’esistenza di </hi><hi rend="CharOverride-1">un rapporto di lavoro subordinato (si pensi, per esempio, a </hi><hi rend="italic">Cour de cassation, Chambre sociale</hi><hi rend="CharOverride-1">, 4 marzo 2020, n. 374, </hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1">https://www.courdecassation.fr/jurisprudence_2/chambre_sociale_576/374_</hi><hi rend="CharOverride-1">4_44522.html</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">; Donini 2020, 1 sgg.).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nell’ordinamento internazionale, </hi><hi rend="CharOverride-1">la Raccomandazione OIL n. 198 del 2006 prevede espressamente il </hi><hi rend="CharOverride-1">principio della </hi><hi rend="italic">primacy of facts</hi><hi rend="CharOverride-1">, al fine di determinare la </hi><hi rend="CharOverride-1">sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato (ILO </hi><hi rend="italic">Employment Relationship </hi><hi rend="italic">Recommendation</hi><hi rend="CharOverride-1">, 2006, No. 198, par. II, 9), eppure non viene richiamata nelle argomentazioni a supporto delle decisioni giudiziarie, che piuttosto</hi><hi rend="CharOverride-1"> si riferiscono alle pronunce adottate in altri paesi (ILAW Network</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="italic">Taken for a ride: litigating the digital platform model, </hi><hi rend="CharOverride-1">2021</hi><hi rend="CharOverride-1">, 18-19; disponibile all’indirizzo: </hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1">https://www.ilawnetwork.com/issue</hi><hi rend="CharOverride-1">-briefs-reports/taken-for-a-ride-litigating-the-digital-platform</hi><hi rend="CharOverride-1">-model/</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">). In ambito europeo, il medesimo principio è in sintonia</hi><hi rend="CharOverride-1"> con la giurisprudenza della CGUE (Cfr. Risak, Dullinger</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="CharOverride-1">2018, Menegatti</hi><hi rend="CharOverride-1"> 2019, 71 sgg., Ales 2020, 31 sgg., Pacella 2020, 16</hi><hi rend="CharOverride-1"> sgg.), ma per la risoluzione delle controversie sulla qualificazione giuridica</hi><hi rend="CharOverride-1"> dei rapporti di lavoro si fa riferimento principalmente alle disposizioni</hi><hi rend="CharOverride-1"> interne e alla tradizione giuridica nazionale.</hi></p><div><head><hi>2.1. Il caso</hi><hi> Foodora</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il percorso evolutivo della giurisprudenza italiana non si discosta</hi><hi rend="CharOverride-1"> da questa linea di tendenza, come dimostra il </hi><hi rend="italic">leading case</hi><hi rend="CharOverride-1"> dei ciclofattorini di </hi><hi rend="italic">Foodora</hi><hi rend="CharOverride-1"> nel suo dipanarsi tra le tre fasi </hi><hi rend="CharOverride-1">della giurisdizione. Esso si caratterizza, altresì, per un dialogo proficuo </hi><hi rend="CharOverride-1">con il legislatore, attraverso la valorizzazione in quest’ambito della </hi><hi rend="CharOverride-1">norma sulle collaborazioni etero-organizzate, grazie all’apporto interpretativo offerto. </hi><hi rend="CharOverride-1">Addirittura la Cassazione ha ritenuto di dover rinviare la propria </hi><hi rend="CharOverride-1">decisione per attendere il varo della legge di conversione del </hi><hi rend="CharOverride-1">d.l. n. 101/2019, che introduceva modifiche all’art. </hi><hi rend="CharOverride-1">2, c. 1, d.lgs. 15 giugno 2015, n. 81, </hi><hi rend="CharOverride-1">e, pur dovendosi pronunciare su fatti antecedenti e interpretare la </hi><hi rend="CharOverride-1">normativa previgente, ne ha tenuto conto nel proprio ragionamento (l. </hi><hi rend="CharOverride-1">n. 128/2019).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Passando rapidamente in rassegna le suddette pronunce, </hi><hi rend="CharOverride-1">va ricordato che i Tribunali di primo grado di Torino (</hi><hi rend="CharOverride-1">tra i numerosi commenti si vedano, con diversi accenti critici: </hi><hi rend="CharOverride-1">Biasi 2018, 1227 sgg.; Del Conte, Razzolini 2018, 673 sgg.; </hi><hi rend="CharOverride-1">Ferrante 2018, 1196 sgg.; Forlivesi 2019, 112 sgg.; Gramano 2018, </hi><hi rend="CharOverride-1">609 sgg.; Ichino 2018, 294 sgg.; Recchia 2018, 726 sgg.; </hi><hi rend="CharOverride-1">Spinelli 2018, 371 sgg.; Tullini 2018, 1 sgg.) e Milano (</hi><hi rend="CharOverride-1">Spinelli 2019, 112 sgg., Forlivesi, </hi><hi rend="italic">op. cit</hi><hi rend="CharOverride-1">., 112 sgg.; Girgenti </hi><hi rend="CharOverride-1">2018, 16 sgg.; Biasi 2018, 1 sgg.) nel 2018 avevano </hi><hi rend="CharOverride-1">riconosciuto la legittimità dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa </hi><hi rend="CharOverride-1">firmati tra le parti, fondando le loro decisioni sul fatto </hi><hi rend="CharOverride-1">che i ricorrenti, potendo scegliere liberamente se e quando presentarsi </hi><hi rend="CharOverride-1">al lavoro, esercitassero così la propria autodeterminazione. La Corte d’</hi><hi rend="CharOverride-1">Appello di Torino, invece, aveva ritenuto di inquadrare la fattispecie </hi><hi rend="CharOverride-1">litigiosa come </hi><hi rend="italic">tertium genus</hi><hi rend="CharOverride-1">, intermedio tra autonomia e subordinazione, invocando </hi><hi rend="CharOverride-1">nel caso di specie l’applicabilità dell’art. 2, c. </hi><hi rend="CharOverride-1">1, d.lgs. n. 81/2015 sulle collaborazioni etero-organizzate, </hi><hi rend="CharOverride-1">in quanto la piattaforma aveva il potere di determinare – per </hi><hi rend="CharOverride-1">alcuni aspetti, quali il luogo e il tempo – il modo </hi><hi rend="CharOverride-1">in cui la prestazione lavorativa doveva essere svolta dagli stessi (</hi><hi rend="CharOverride-1">Carabelli, Spinelli 2019, 91 sgg.; Carinci 2019, 350 sgg.; De </hi><hi rend="CharOverride-1">Luca Tamajo 2019, 1 sgg.; Del Frate 2019, 937 sgg.; </hi><hi rend="CharOverride-1">Del Punta 2019, 358 sgg.; Faioli 2019; Martelloni 2019; Novella </hi><hi rend="CharOverride-1">2019, 83 sgg.; Spinelli 2019; Tullini 2019, 1 sgg.). Infine, </hi><hi rend="CharOverride-1">la sentenza della Cassazione (n. 1663/2020) ha operato un </hi><hi rend="CharOverride-1">cambiamento di prospettiva, adottando un approccio rimediale (su cui v. </hi><hi rend="CharOverride-1">almeno Treu 2017, 367 sgg.; Loi 2017, 259 sgg.; Biasi </hi><hi rend="CharOverride-1">2020, 1 sgg.; Lassandari, 2020, 123 sgg.; De Marco, Garilli </hi><hi rend="CharOverride-1">2021, 1 sgg.) per estendere le tutele del lavoro ai </hi><hi rend="italic">riders</hi><hi rend="CharOverride-1"> di </hi><hi rend="italic">Foodora</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">In primo luogo, la Suprema Corte ha respinto la qualificazione</hi><hi rend="CharOverride-1"> delle collaborazioni etero-organizzate come </hi><hi rend="italic">tertium genus</hi><hi rend="CharOverride-1"> adottata dalla Corte</hi><hi rend="CharOverride-1"> d’Appello. L’art. 2, c. 1 andrebbe interpretato, invece</hi><hi rend="CharOverride-1">, come norma di disciplina, coerentemente con l’approccio rimediale che</hi><hi rend="CharOverride-1"> la Cassazione dichiara di adottare, per cui il legislatore si</hi><hi rend="CharOverride-1"> sarebbe limitato «a valorizzare taluni indici fattuali ritenuti significativi (personalità</hi><hi rend="CharOverride-1">, continuità, etero-organizzazione) e sufficienti a giustificare l’applicazione della</hi><hi rend="CharOverride-1"> disciplina dettata per il rapporto di lavoro subordinato, esonerando da</hi><hi rend="CharOverride-1"> ogni ulteriore indagine il giudice che ravvisi la concorrenza di</hi><hi rend="CharOverride-1"> tali elementi nella fattispecie concreta e senza che questi possa</hi><hi rend="CharOverride-1"> trarre, nell’apprezzamento di essi, un diverso convincimento nel giudizio</hi><hi rend="CharOverride-1"> qualificatorio di sintesi». D’altro canto, contraddicendo in proposito proprio</hi><hi rend="CharOverride-1"> l’approccio rimediale dichiarato, la Suprema Corte non ha potuto</hi><hi rend="CharOverride-1"> sottrarsi alla necessità di prospettare una definizione del più controverso</hi><hi rend="CharOverride-1"> degli indici fattuali delle collaborazioni </hi><hi rend="italic">ex</hi><hi rend="CharOverride-1"> art. 2, c. 1</hi><hi rend="CharOverride-1">, d.lgs. n. 81/2015, ovvero l’etero-organizzazione, che</hi><hi rend="CharOverride-1"> la Corte ricostruisce, ma dal quale prende poi le distanze</hi><hi rend="CharOverride-1">. La pronuncia della Cassazione, lungi dal risolverlo, ha alimentato il</hi><hi rend="CharOverride-1"> vivace dibattito dottrinale sulla norma, polarizzato tra ricondurre le collaborazioni</hi><hi rend="CharOverride-1"> etero-organizzate nell’area della subordinazione o invece dell’autonomia</hi><hi rend="CharOverride-1">, neppure sopito dalle modifiche introdotte nel 2019 (Ballestrero 2020, 1</hi><hi rend="CharOverride-1"> sgg.; Cavallini 2020, 13 sgg.; D’Ascola 2020, 3 sgg</hi><hi rend="CharOverride-1">.; Battista 2021, 1455 sgg.; Ghera 2021, 553 sgg.; Pilati 2021</hi><hi rend="CharOverride-1">, 55 sgg.). La decisione della Cassazione si segnala, però, anche</hi><hi rend="CharOverride-1"> per le sue lacune, nel senso che, per un verso</hi><hi rend="CharOverride-1">, lascia spazio ad un’applicazione selettiva delle tutele previste per</hi><hi rend="CharOverride-1"> i lavoratori subordinati ai collaboratori etero-organizzati e, d’altra</hi><hi rend="CharOverride-1"> parte, non dice l’ultima parola sulla questione qualificatoria (Carabelli</hi><hi rend="CharOverride-1"> 2020, 17 sgg. e spec. 22 sgg.). La Corte precisa</hi><hi rend="CharOverride-1"> infatti, da ultimo, che la norma non intende – e neppure</hi><hi rend="CharOverride-1"> potrebbe, in ossequio al principio dell’indisponibilità del tipo – introdurre</hi><hi rend="CharOverride-1"> limiti all’accertamento giudiziale della sussistenza della subordinazione con riferimento</hi><hi rend="CharOverride-1"> alla concreta attuazione della relazione negoziale, ad ulteriore salvaguardia, peraltro</hi><hi rend="CharOverride-1">, della finalità anti-fraudolenta perseguita dal legislatore con la sua</hi><hi rend="CharOverride-1"> approvazione.</hi></p></div><div><head><hi>2.2. La svolta impressa dalla decisione del Tribunale</hi><hi> di Palermo</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nel varco lasciato aperto dalla Cassazione si è</hi><hi rend="CharOverride-1"> inserita la sentenza del Tribunale di Palermo di novembre 2020</hi><hi rend="CharOverride-1"> (tra i principali commenti si rinvia a: Barbieri 2020, 61</hi><hi rend="CharOverride-1"> sgg.; Carabelli 2021; Carinci 2021, 1 sgg.; Ferrante 2021, 214</hi><hi rend="CharOverride-1"> sgg.; con accenti critici, Perulli 2021, 37 ss; Scelsi 2021</hi><hi rend="CharOverride-1">, 59 sgg.). Il Tribunale ha reintegrato un ciclofattorino di </hi><hi rend="italic">Glovo</hi><hi rend="CharOverride-1"> e lo ha riqualificato come lavoratore subordinato a tempo pieno e indeterminato, da retribuire </hi><hi rend="CharOverride-1">secondo il contratto collettivo di lavoro per il settore logistica </hi><hi rend="CharOverride-1">e trasporti, ritenendo che la sua autonomia fosse meramente nominale. </hi><hi rend="CharOverride-1">La piattaforma, infatti, poteva organizzare l’esecuzione della prestazione lavorativa </hi><hi rend="CharOverride-1">attraverso rigorose istruzioni impartite dal sistema interno di prenotazione, nonché </hi><hi rend="CharOverride-1">esercitare una forma di potere disciplinare attraverso gli automatismi dell’</hi><hi rend="CharOverride-1">algoritmo stesso (penalizzazione nell’attribuzione delle consegne per il </hi><hi rend="italic">rider</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="CharOverride-1">che non si impegna adeguatamente nell’attività). Il giudice ha </hi><hi rend="CharOverride-1">concluso che la piattaforma conservasse una posizione di </hi><hi rend="italic">command and </hi><hi rend="italic">control</hi><hi rend="CharOverride-1"> sul lavoratore, che era sottoposto ai suoi poteri gestionali, </hi><hi rend="CharOverride-1">coerente con la nozione classica di subordinazione.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">I sistemi automatizzati </hi><hi rend="CharOverride-1">di creazione di conoscenza e di decisione, che si basano </hi><hi rend="CharOverride-1">sugli algoritmi, hanno ristrutturato le modalità di esercizio delle attività </hi><hi rend="CharOverride-1">di gestione del personale, tanto nel settore privato quanto per </hi><hi rend="CharOverride-1">le pubbliche amministrazioni, sostituendo progressivamente le funzioni manageriali tradizionali, come </hi><hi rend="CharOverride-1">la selezione del personale, l’assegnazione delle mansioni, la valutazione </hi><hi rend="CharOverride-1">del lavoro svolto, l’incentivazione o l’irrogazione di sanzioni, </hi><hi rend="CharOverride-1">anche con effetti estintivi del rapporto di lavoro. Gli algoritmi </hi><hi rend="CharOverride-1">acuiscono il grado di asimmetria informativa e lo squilibrio di </hi><hi rend="CharOverride-1">potere tra le parti contraenti: l’esercizio del potere direttivo </hi><hi rend="CharOverride-1">si realizza attraverso dispositivi e applicazioni digitali, il lavoratore è </hi><hi rend="CharOverride-1">sottoposto a forme di controllo permanente e di supervisione continua </hi><hi rend="CharOverride-1">esercitati dal software e tutto ciò rende il datore di </hi><hi rend="CharOverride-1">lavoro onnipresente e le sue prerogative potenziate (v. per tutti </hi><hi rend="CharOverride-1">Aloisi, De Stefano 2020). In altri termini, l’introduzione delle </hi><hi rend="CharOverride-1">nuove tecnologie e dei nuovi modelli di organizzazione del lavoro </hi><hi rend="CharOverride-1">può avere l’effetto di scolorire il potere direttivo, senza </hi><hi rend="CharOverride-1">che per questo si elimini la subordinazione; semmai aumentano le </hi><hi rend="CharOverride-1">possibilità espressive del potere di controllo e, conseguentemente, se ne </hi><hi rend="CharOverride-1">accentua la rilevanza, che si spinge fino a contendere il </hi><hi rend="CharOverride-1">primato al potere di specificazione e conformazione della prestazione (v. </hi><hi rend="CharOverride-1">già Gaeta 1993, 129 sgg.; Carabelli 2004, 35-36. Con </hi><hi rend="CharOverride-1">riferimento alla </hi><hi rend="italic">smart factory</hi><hi rend="CharOverride-1"> si è parlato di «potere di </hi><hi rend="CharOverride-1">controllo direttivo», Tebano 2020, 251. Sulla riarticolazione dei poteri datoriali </hi><hi rend="CharOverride-1">nell’impresa digitale v. anche le osservazioni critiche di Novella </hi><hi rend="CharOverride-1">2021, 451 sgg., spec. parr. 4 e 5).</hi></p></div><div><head><hi>2.3. </hi><hi>Le pronunce di merito a favore della subordinazione</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">È parso </hi><hi rend="CharOverride-1">subito evidente che il percorso tracciato dal Tribunale siciliano potesse </hi><hi rend="CharOverride-1">assumere portata generale, almeno con riferimento alla struttura organizzativa tipica </hi><hi rend="CharOverride-1">delle piattaforme dedite alla consegna di beni (Allamprese, Carabelli, Loi, </hi><hi rend="CharOverride-1">Spinelli 2021, 621 sgg.). In effetti, altre sentenze di merito </hi><hi rend="CharOverride-1">hanno affermato che il rapporto di lavoro dei </hi><hi rend="italic">riders</hi><hi rend="CharOverride-1"> dovesse </hi><hi rend="CharOverride-1">essere ricondotto allo schema legale del lavoro subordinato, in ragione </hi><hi rend="CharOverride-1">delle numerose costrizioni organizzative riscontrabili nei sistemi operativi delle piattaforme </hi><hi rend="CharOverride-1">digitali, in grado di produrre un vero e proprio assoggettamento </hi><hi rend="CharOverride-1">al potere datoriale. Il contenzioso sulle piattaforme ha dunque portato </hi><hi rend="CharOverride-1">alla ribalta la questione della gestione algoritmica (Alosi, De Stefano, </hi><hi rend="italic">op. cit</hi><hi rend="CharOverride-1">.; Gaudio 2020, 22 sgg.; Prassl 2019, 41, 1 sgg</hi><hi rend="CharOverride-1">.), chiarendo che i poteri di direzione e controllo sui lavoratori</hi><hi rend="CharOverride-1">, anche quando esercitati esclusivamente attraverso mezzi tecnologici, come le </hi><hi rend="italic">app</hi><hi rend="CharOverride-1"> o altri dispositivi di intelligenza artificiale, sono del tutto equivalenti</hi><hi rend="CharOverride-1"> ai poteri datoriali esercitati in prima persona dal supervisore umano</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Così il Tribunale di Torino, decidendo con la sentenza del</hi><hi rend="CharOverride-1"> 18 novembre 2021 il caso dei </hi><hi rend="italic">riders</hi><hi rend="CharOverride-1"> di </hi><hi rend="italic">Uber Eats</hi><hi rend="CharOverride-1"> – già sottoposto a giudizio per il fenomeno di caporalato digitale</hi><hi rend="CharOverride-1"> a cui ha dato luogo, con il coinvolgimento di una</hi><hi rend="CharOverride-1"> società terza che stipulava contratti di lavoro autonomo occasionale con</hi><hi rend="CharOverride-1"> i ciclofattorini (Trib. Milano, sezione autonoma misure di prevenzione, 27</hi><hi rend="CharOverride-1"> maggio 2020, n. 9) – ha concluso per la natura subordinata</hi><hi rend="CharOverride-1"> dei rapporti di lavoro. Il giudice, peraltro, li ha ritenuti</hi><hi rend="CharOverride-1"> direttamente imputabili a </hi><hi rend="italic">Uber Eats</hi><hi rend="CharOverride-1">, in quanto da questa società</hi><hi rend="CharOverride-1"> pervenivano, tramite piattaforma, tutte le analitiche istruzioni operative sulla determinazione</hi><hi rend="CharOverride-1"> del luogo e delle modalità di esecuzione delle prestazioni di</hi><hi rend="CharOverride-1"> consegna, anche con atteggiamenti vessatori e indebite pressioni volte a</hi><hi rend="CharOverride-1"> compulsare il comportamento dei </hi><hi rend="italic">riders</hi><hi rend="CharOverride-1">, nonché le decisioni relative alla</hi><hi rend="CharOverride-1"> sospensione o disattivazione degli account a titolo sanzionatorio, a seconda</hi><hi rend="CharOverride-1"> della gravità ascritta ai casi di rifiuto della consegna (Trib</hi><hi rend="CharOverride-1">. Torino 18 novembre 2021, con nota di Garilli, De Marco 2022, confermata </hi><hi rend="CharOverride-1">da App. Torino 25 novembre 2022, con nota di Parodi </hi><hi rend="CharOverride-1">2023).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Analogamente, con la pronuncia del 20 aprile 2022, il </hi><hi rend="CharOverride-1">Tribunale di Milano ha riconosciuto la subordinazione piena di un </hi><hi rend="CharOverride-1">ciclofattorino di </hi><hi rend="italic">Deliveroo</hi><hi rend="CharOverride-1"> rilevando che l’autonomia nella fase genetica </hi><hi rend="CharOverride-1">del rapporto, dedotta dalla società convenuta, vale a dire la</hi><hi rend="CharOverride-1"> libertà formalmente riconosciuta al lavoratore di accettare o meno gli</hi><hi rend="CharOverride-1"> incarichi di consegna proposti di volta in volta dalla piattaforma</hi><hi rend="CharOverride-1">, quand’anche effettiva, non spiega alcun apprezzabile rilievo qualificatorio. Riprendendo</hi><hi rend="CharOverride-1"> un precedente orientamento di legittimità, maturato a ridosso del contenzioso</hi><hi rend="CharOverride-1"> promosso dagli addetti alla ricezione delle scommesse presso le agenzie</hi><hi rend="CharOverride-1"> ippiche (v. </hi><hi rend="italic">ex multis</hi><hi rend="CharOverride-1">, Cass. 13 febbraio 2018, n. 3457</hi><hi rend="CharOverride-1">; Cass. 11 ottobre 2017, n. 23846; Cass. 10 luglio 2017</hi><hi rend="CharOverride-1">, n. 17009), infatti, il giudice milanese ha ritenuto che tale</hi><hi rend="CharOverride-1"> elemento sia esterno al contenuto del rapporto</hi><hi rend="italic"> </hi><hi rend="CharOverride-1">«sul piano </hi><hi rend="CharOverride-1">non solo logico, bensì temporale (in quanto ne precede lo </hi><hi rend="CharOverride-1">svolgimento)» e, come tale, idoneo a incidere «sulla costituzione del </hi><hi rend="CharOverride-1">rapporto e sulla sua durata ma non sulla forma e </hi><hi rend="CharOverride-1">sul contenuto della prestazione (e pertanto sulla natura del rapporto)».</hi><hi rend="CharOverride-1"> Con riguardo al momento esecutivo della prestazione, poi, è emersa la piena </hi><hi rend="CharOverride-1">soggezione del lavoratore ai tradizionali poteri datoriali, a mente del </hi><hi rend="CharOverride-1">riscontro di attività di sorveglianza e monitoraggio, pre-determinazione e </hi><hi rend="CharOverride-1">imposizione delle modalità di svolgimento della prestazione, ivi incluso l’</hi><hi rend="CharOverride-1">obbligo di recarsi nella zona assegnata e di eseguire il </hi><hi rend="italic">login </hi><hi rend="CharOverride-1">sull’applicazione della piattaforma per poter iniziare a lavorare (</hi><hi rend="CharOverride-1">Trib. Milano 20 aprile 2022, con note di Bellavista 2022, </hi><hi rend="CharOverride-1">2; Capponi 2022; Ingrao 2022, 55 sgg. In chiave del </hi><hi rend="CharOverride-1">tutto critica, invece, v. nota di Puccetti 2022, 1 sgg.).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">È ancora il Tribunale di Torino, con la decisione del </hi><hi rend="CharOverride-1">16 novembre 2022, ad accogliere il ricorso per l’accertamento </hi><hi rend="CharOverride-1">della </hi><hi rend="CharOverride-1">natura subordinata </hi><hi rend="CharOverride-1">del rapporto di lavoro instaurato per la </hi><hi rend="CharOverride-1">consegna di cibo a domicilio</hi><hi rend="CharOverride-1"> in favore della nota </hi><hi rend="CharOverride-1">piattaforma </hi><hi rend="italic">Glovo</hi><hi rend="CharOverride-1">, avendo riscontrato in concreto l’esercizio da parte </hi><hi rend="CharOverride-1">della società dei </hi><hi rend="CharOverride-1">poteri datoriali</hi><hi rend="CharOverride-1"> tipici</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_89_1069-1082.html#footnote-006">1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Secondo il giudice torinese</hi><hi rend="CharOverride-1">, infatti, sono prive di rilievo circostanze di fatto come la</hi><hi rend="CharOverride-1"> facoltà di </hi><hi rend="CharOverride-1">scegliere se e quando lavorare</hi><hi rend="CharOverride-1">, la facoltà di</hi><hi rend="CharOverride-1"> rifiutare i singoli ordini o l’assenza di un obbligo</hi><hi rend="CharOverride-1"> di esclusiva nei confronti della piattaforma</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_89_1069-1082.html#footnote-005">2</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, se viene raggiunta </hi><hi rend="CharOverride-1">la prova che quest’ultima esercita i poteri </hi><hi rend="CharOverride-1">direttivo</hi><hi rend="CharOverride-1">, di </hi><hi rend="CharOverride-1">controllo </hi><hi rend="CharOverride-1">e </hi><hi rend="CharOverride-1">disciplinare </hi><hi rend="CharOverride-1">che costituiscono, per giurisprudenza costante, i criteri discretivi per individuare un rapporto di lavoro </hi><hi rend="CharOverride-1">subordinato.</hi></p></div><div><head><hi>2.4. L’accertamento «incidenter tantum» della subordinazione</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">In </hi><hi rend="CharOverride-1">tempi più recenti, poi, alcune pronunce di merito hanno superato </hi><hi rend="CharOverride-1">le resistenze, emerse in precedenza, a operare una qualificazione incidentale </hi><hi rend="CharOverride-1">del rapporto nell’ambito di ricorsi promossi in via cautelare, </hi><hi rend="CharOverride-1">in particolare in sede di repressione di condotta antisindacale (art. </hi><hi rend="CharOverride-1">28, l. n. 300/1970), pur necessaria ai fini dell’</hi><hi rend="CharOverride-1">accertamento della titolarità del diritto di azione in capo al </hi><hi rend="CharOverride-1">sindacato ricorrente (Trib. Firenze, ord. 9 febbraio 2021, con nota </hi><hi rend="CharOverride-1">di Martelloni 2021, 130 sgg.).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">In un primo momento, la </hi><hi rend="CharOverride-1">questione preliminare è stata risolta attraverso il ricorso all’art. </hi><hi rend="CharOverride-1">2, c. 1, d.lgs. n. 81/2015, ritenuto compatibile </hi><hi rend="CharOverride-1">con la cognizione sommaria del giudice nella prima fase del </hi><hi rend="CharOverride-1">procedimento (Trib. Firenze, 24 novembre 2021, con nota di Piglialarmi </hi><hi rend="CharOverride-1">2022, 241 sgg.; v. anche note di Falsone 2021, 1035 </hi><hi rend="CharOverride-1">sgg.; Martelloni (1) 2021, 170 sgg.; Monda 2021, 663 sgg.).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nelle decisioni del Tribunale di Torino del 5 agosto 2023 e del Tribunale </hi><hi rend="CharOverride-1">Milano datata 28 settembre 2023 (con nota di Gravinese 2024; </hi><hi rend="CharOverride-1">confermata da Trib. Milano 11 marzo 2024), invece, si è </hi><hi rend="CharOverride-1">riconosciuta, sia pure in via incidentale, la titolarità in capo </hi><hi rend="CharOverride-1">alle </hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1">oo.ss</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">. del diritto a ricorrere ai sensi dell’</hi><hi rend="CharOverride-1">art. 28 St. Lav., in forza della riconducibilità all’art. </hi><hi rend="CharOverride-1">2094 c.c. dei rapporti di lavoro dei ciclofattorini da </hi><hi rend="CharOverride-1">queste rappresentati.</hi></p></div></div><div><head><hi>3. La presunzione di subordinazione nella Proposta di </hi><hi>Direttiva UE Platform work</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il rilievo della questione qualificatoria è </hi><hi rend="CharOverride-1">stato riconosciuto anche dal legislatore eurounitario, che si è proposto </hi><hi rend="CharOverride-1">di intervenire in materia, al fine di rafforzare le tutele </hi><hi rend="CharOverride-1">per i lavoratori delle piattaforme digitali.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">L’adozione della </hi><hi rend="italic">Proposta </hi><hi rend="italic">di Direttiva relativa al miglioramento delle condizioni di lavoro nel </hi><hi rend="italic">lavoro mediante piattaforme digitali</hi><hi rend="CharOverride-1"> è stata salutata prevalentemente con favore </hi><hi rend="CharOverride-1">negli ambienti istituzionali, dalle parti sociali e anche tra gli </hi><hi rend="CharOverride-1">studiosi, pur non essendo mancati rilievi critici, espressi fin da </hi><hi rend="CharOverride-1">subito con riferimento alla scelta di adottare una misura specifica </hi><hi rend="CharOverride-1">per questo settore del lavoro digitale, oltre che sui singoli </hi><hi rend="CharOverride-1">contenuti del provvedimento. Questi si articolano si articolano su tre assi fondamentali: </hi><hi rend="CharOverride-1">la presunzione di subordinazione, la gestione algoritmica dei rapporti di </hi><hi rend="CharOverride-1">lavoro, le misure di trasparenza delle piattaforme.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il procedimento legislativo </hi><hi rend="CharOverride-1">si è rivelato piuttosto accidentato, soprattutto con riferimento alla disciplina </hi><hi rend="CharOverride-1">della presunzione legale di esistenza di un rapporto di lavoro </hi><hi rend="CharOverride-1">subordinato.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La proposta della Commissione, presentata il 9 dicembre 2021</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_89_1069-1082.html#footnote-004">3</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, introduceva una presunzione semplice di subordinazione in presenza di almeno</hi><hi rend="CharOverride-1"> due criteri sui cinque individuati dalla norma, attestanti la sussistenza</hi><hi rend="CharOverride-1"> del controllo sull’esecuzione del lavoro da parte della piattaforma</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_89_1069-1082.html#footnote-003">4</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Veniva al contempo garantita la possibilità per ciascuna delle parti di confutare la suddetta presunzione legale </hi><hi rend="CharOverride-1">nei procedimenti giudiziari o amministrativi o in entrambi, assumendo che </hi><hi rend="CharOverride-1">il rapporto contrattuale in questione non fosse un rapporto di </hi><hi rend="CharOverride-1">lavoro quale definito dal diritto, dai contratti collettivi o dalle </hi><hi rend="CharOverride-1">prassi in vigore nello Stato membro, tenuto conto della giurisprudenza </hi><hi rend="CharOverride-1">della Corte di giustizia (Donini 2022, 38 sgg.; Ferrante 2022, </hi><hi rend="CharOverride-1">19 sgg.; Tosi 2022; Giubboni 2022; Barbieri 2021, Biasi 2022, </hi><hi rend="CharOverride-1">8 sgg.; Magnani 2022, 3 sgg.; Tullini 2022, 49 sgg.; </hi><hi rend="CharOverride-1">Olivieri 2022, 11 sgg.).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La posizione votata dal Parlamento Europeo </hi><hi rend="CharOverride-1">a dicembre 2022 sulla relazione Gualmini</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_89_1069-1082.html#footnote-002">5</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, discostandosene parzialmente, affidava agli</hi><hi rend="CharOverride-1"> Stati Membri, sia pure con alcune cautele, l’applicazione della</hi><hi rend="CharOverride-1"> presunzione semplice, qualora fosse risultata configurabile un’errata classificazione della prestazione</hi><hi rend="CharOverride-1"> lavorativa resa mediante la piattaforma digitale. Disponeva, infatti, l’espunzione</hi><hi rend="CharOverride-1"> degli indici denotativi della subordinazione dall’art. 4 della Proposta</hi><hi rend="CharOverride-1"> di Direttiva, che venivano spostati nel Considerando 25 e ampliati</hi><hi rend="CharOverride-1">, assumendo così una valenza meramente esemplificativa a beneficio dei decisori</hi><hi rend="CharOverride-1"> nazionali. Quanto alla possibilità di confutare la presunzione, questa veniva</hi><hi rend="CharOverride-1"> ancorata al soddisfacimento di due criteri, ovvero che il lavoratore</hi><hi rend="CharOverride-1"> fosse esente da qualsiasi forma di controllo e direzione da</hi><hi rend="CharOverride-1"> parte della piattaforma e che lo svolgimento del lavoro tramite</hi><hi rend="CharOverride-1"> piattaforme digitali consistesse in un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale</hi><hi rend="CharOverride-1"> (per una analitica disamina v. Passalacqua 2023, 246 sgg.).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il</hi><hi rend="CharOverride-1"> 13 dicembre 2023, a conclusione della procedura c.d. di</hi><hi rend="CharOverride-1"> «trilogo», le Istituzioni europee avevano raggiunto un accordo provvisorio, anche</hi><hi rend="CharOverride-1"> grazie all’azione promozionale svolta dalla Presidenza spagnola del Consiglio</hi><hi rend="CharOverride-1"> Europeo, che aveva prodotto un testo in gran parte simile</hi><hi rend="CharOverride-1"> alla proposta originaria della Commissione. Eppure, in seno al Comitato</hi><hi rend="CharOverride-1"> dei rappresentanti permanenti dei Governi (Coreper), organo preparatorio del Consiglio</hi><hi rend="CharOverride-1"> UE, non si è formata la maggioranza necessaria per la</hi><hi rend="CharOverride-1"> sua approvazione, a fronte dell’opposizione della Francia e dell</hi><hi rend="CharOverride-1">’Italia, insieme ad altri Stati Membri, e con l’astensione</hi><hi rend="CharOverride-1"> della Germania.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La Presidenza belga ha quindi riavviato i negoziati</hi><hi rend="CharOverride-1">, con il difficile compito di trovare un sostegno sufficiente per</hi><hi rend="CharOverride-1"> l’adozione della direttiva prima della fine del suo mandato</hi><hi rend="CharOverride-1"> a giugno, in coincidenza peraltro con le elezioni del Parlamento</hi><hi rend="CharOverride-1"> europeo (Aloisi, Rainone e Countouris 2024). In questo clima di</hi><hi rend="CharOverride-1"> incertezza, non ha mancato di farsi sentire la reazione della</hi><hi rend="CharOverride-1"> Confederazione Europea dei Sindacati, preoccupata della formulazione della proposta belga</hi><hi rend="CharOverride-1"> per la ripresa delle trattative, che prospettava un ulteriore indebolimento</hi><hi rend="CharOverride-1"> della regolazione della presunzione legale di subordinazione, tale da facilitarne</hi><hi rend="CharOverride-1">, nella valutazione della CES, l’aggiramento da parte delle piattaforme</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Neppure questo ulteriore testo</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_89_1069-1082.html#footnote-001">6</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, nel quale veniva rimessa integralmente </hi><hi rend="CharOverride-1">agli ordinamenti giuridici degli Stati membri la determinazione dei criteri </hi><hi rend="CharOverride-1">per l’operatività della presunzione legale relativa di subordinazione, superando </hi><hi rend="CharOverride-1">così il nodo problematico costituito dalla mancanza di una nozione </hi><hi rend="CharOverride-1">europea di lavoro subordinato e salvaguardando pienamente le tradizioni nazionali (</hi><hi rend="CharOverride-1">Alaimo 2022, 16 sgg.), ha ottenuto il necessario consenso da </hi><hi rend="CharOverride-1">parte del Coreper (16 febbraio 2024), per l’opposizione delle </hi><hi rend="CharOverride-1">forze liberali francesi, estoni e tedesche, unitamente al governo conservatore </hi><hi rend="CharOverride-1">greco.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nell’imminenza delle elezioni per il Parlamento europeo risultava </hi><hi rend="CharOverride-1">difficile non pensare che si fossero ormai consegnati al fallimento </hi><hi rend="CharOverride-1">due anni di trattative tese a contrastare il fenomeno del </hi><hi rend="CharOverride-1">falso lavoro autonomo per le piattaforme digitali di autisti, ciclofattorini </hi><hi rend="CharOverride-1">e lavoratori domestici così da assicurare loro maggiori tutele, definendo uno </hi><hi rend="italic">European level playing field.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">E invece, l’11 marzo 2024 i Ministri del lavoro degli Stati Membri hanno approvato</hi><hi rend="CharOverride-1"> l’accordo politico che la Presidenza belga aveva raggiunto con</hi><hi rend="CharOverride-1"> i legislatori dell’UE all’inizio di febbraio</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_89_1069-1082.html#footnote-000">7</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Due </hi><hi rend="CharOverride-1">paesi che fino ad allora avevano rifiutato di condividere il </hi><hi rend="CharOverride-1">testo – Estonia e Grecia – hanno modificato la loro posizione e </hi><hi rend="CharOverride-1">lo hanno sostenuto; la Germania, che si è astenuta, e </hi><hi rend="CharOverride-1">la Francia, che ha continuato a esprimere riserve, sono state </hi><hi rend="CharOverride-1">le ultime resistenze. La Proposta, dunque, è passata con un’</hi><hi rend="CharOverride-1">atipica maggioranza formatasi fra gli Stati Membri, che ha contrastato </hi><hi rend="CharOverride-1">le posizioni di Francia e Germania.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Terminato l’iter procedurale </hi><hi rend="CharOverride-1">per l’adozione della Direttiva, entro i successivi tre anni, </hi><hi rend="CharOverride-1">gli Stati membri saranno tenuti ad adottare una presunzione legale </hi><hi rend="CharOverride-1">relativa di subordinazione per i lavoratori delle piattaforme, che non </hi><hi rend="CharOverride-1">equivarrà, evidentemente, ad una loro riclassificazione automatica come dipendenti, ma </hi><hi rend="CharOverride-1">risulterà in uno strumento procedurale per facilitare la determinazione dello </hi><hi rend="CharOverride-1">status occupazionale, conformemente alla legislazione nazionale e ai contratti collettivi, </hi><hi rend="CharOverride-1">tenendo conto anche della giurisprudenza della Corte di Giustizia UE.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">È importante sottolineare che questa presunzione confutabile dello status di </hi><hi rend="CharOverride-1">lavoratore subordinato dovrà basarsi su «</hi><hi rend="italic">fatti</hi><hi rend="CharOverride-1"> che indicano la sussistenza </hi><hi rend="CharOverride-1">di poteri di controllo e direzione» e non su criteri </hi><hi rend="CharOverride-1">o indicatori legali, come nel caso dei testi precedenti della </hi><hi rend="CharOverride-1">Commissione e del Consiglio, garantendo così l’accesso ai diritti </hi><hi rend="CharOverride-1">del lavoro per coloro che sono di fatto dipendenti, anche </hi><hi rend="CharOverride-1">se i loro contratti individuali li qualificano diversamente. Invocare la </hi><hi rend="CharOverride-1">presunzione consentirà ai lavoratori delle piattaforme di rivendicare più agevolmente </hi><hi rend="CharOverride-1">la riqualificazione, spettando alla piattaforma digitale dimostrare che non ricorrono </hi><hi rend="CharOverride-1">quei poteri di direzione e controllo che caratterizzano la subordinazione (</hi><hi rend="CharOverride-1">Aloisi, De Stefano 2024, 3-4; Todolì 2024, 2).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">I </hi><hi rend="CharOverride-1">tribunali dovranno verificare concretamente le condizioni di lavoro dei lavoratori </hi><hi rend="CharOverride-1">delle piattaforme al momento di decidere sulla qualificazione giuridica del </hi><hi rend="CharOverride-1">rapporto, indipendentemente da come esso risulterà denominato negli eventuali accordi </hi><hi rend="CharOverride-1">stipulati tra le parti. Ciò significa che resterà ancora per </hi><hi rend="CharOverride-1">altro tempo consegnato alla «comprovata adattabilità» della giurisprudenza nazionale nella </hi><hi rend="CharOverride-1">sua funzione interpretativa, a cui faceva appello Riccardo, il compito </hi><hi rend="CharOverride-1">di presidiare la corretta qualificazione giuridica del lavoro mediante piattaforma </hi><hi rend="CharOverride-1">digitale.</hi></p></div><div><head><hi>Riferimenti bibliografici</hi></head><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Alaimo, A. 2022. “Il pacchetto di misure </hi><hi rend="CharOverride-1">sul lavoro nelle piattaforme: dalla proposta di Direttiva al progetto </hi><hi rend="CharOverride-1">di Risoluzione del Parlamento europeo. Verso un incremento delle tutele?”</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic">Labour Law Issues</hi><hi rend="CharOverride-1"> 8, 1.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Ales, E. 2020. “‘Worker’ (and) ‘Mobility’ in the Case Law of the Court of </hi><hi rend="CharOverride-1">Justice EU on Free Movement: A Critical Appraisal.” In </hi><hi rend="italic">Festschrift </hi><hi rend="italic">für Wolfgang Portmann</hi><hi rend="CharOverride-1">, a cura di R.A. Müller, R Rudolph, A.K. Schnyder, A</hi><hi rend="CharOverride-1">. Von Kaenel, e B. Waas, 31-50. Basel.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Allamprese, A</hi><hi rend="CharOverride-1">., Carabelli, U., Loi, P. 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(1) 2022. “La </hi><hi rend="CharOverride-1">nozione di lavoro subordinato nella dir. 2019/1152 e nella </hi><hi rend="CharOverride-1">proposta di direttiva europea rivolta a tutelare i lavoratori «delle </hi><hi rend="CharOverride-1">piattaforme».” </hi><hi rend="italic">Centre for study of European Labour Law Massimo D’</hi><hi rend="italic">Antona, WP CSDLE-INT</hi><hi rend="CharOverride-1"> 158.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Forlivesi, M. 2019. “Nuovi lavori, </hi><hi rend="CharOverride-1">vecchie interpretazioni? Note a margine di una recente sentenza del </hi><hi rend="CharOverride-1">Tribunale di Milano sulla qualificazione giuridica dei c.d. «riders».”</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic">Labor</hi><hi rend="CharOverride-1"> 1: 112-20.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Gaeta, L. 1993. </hi><hi rend="italic">Lavoro a distanza e </hi><hi rend="italic">subordinazione</hi><hi rend="CharOverride-1">. 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					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_89_1069-1082.html#footnote-006-backlink">1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Evidenziando, peraltro, già la sufficienza di</hi><hi rend="CharOverride-1"> una condizione di «doppia alienità» dei mezzi e del risultato</hi><hi rend="CharOverride-1"> produttivo, coerentemente con il dettato della Corte Cost. nella sentenza</hi><hi rend="CharOverride-1"> n. 30/1996, a collocare le relazioni </hi><hi rend="italic">de quo</hi><hi rend="CharOverride-1"> nell</hi><hi rend="CharOverride-1">’area della subordinazione.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_89_1069-1082.html#footnote-005-backlink">2</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Relativamente alla circostanza che il </hi><hi rend="italic">rider </hi><hi rend="CharOverride-1">possa in astratto lavorare contemporaneamente per più piattaforme committenti, il Tribunale ha escluso che questa possa fungere da</hi><hi rend="CharOverride-1"> indicatore della sua autonomia, poiché questi, in assenza di una</hi><hi rend="CharOverride-1"> clausola di esclusiva, è tenuto al rispetto del solo obbligo</hi><hi rend="CharOverride-1"> di fedeltà di cui all’art. 2105 c.c., ben</hi><hi rend="CharOverride-1"> potendo, in orari compatibili, prestare la propria attività per più</hi><hi rend="CharOverride-1"> datori di lavoro.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_89_1069-1082.html#footnote-004-backlink">3</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Proposta di Direttiva del Parlamento </hi><hi rend="CharOverride-1">Europeo e del Consiglio relativa al miglioramento delle condizioni di </hi><hi rend="CharOverride-1">lavoro nel lavoro mediante piattaforme digitali COM/2021/762 final.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_89_1069-1082.html#footnote-003-backlink">4</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Ai sensi dell’art. 4, par. 2 della Proposta</hi><hi rend="CharOverride-1"> di Direttiva, gli indici della subordinazione erano così identificati: a</hi><hi rend="CharOverride-1">) determinazione effettiva del livello della retribuzione o fissazione dei limiti</hi><hi rend="CharOverride-1"> massimi per tale livello; b) obbligo, per la persona che</hi><hi rend="CharOverride-1"> svolge un lavoro mediante piattaforme digitali, di rispettare regole vincolanti</hi><hi rend="CharOverride-1"> specifiche per quanto riguarda l’aspetto esteriore, il comportamento nei</hi><hi rend="CharOverride-1"> confronti del destinatario del servizio o l’esecuzione del lavoro</hi><hi rend="CharOverride-1">; c) supervisione dell’esecuzione del lavoro o verifica della qualità</hi><hi rend="CharOverride-1"> dei risultati del lavoro, anche con mezzi elettronici; d) effettiva</hi><hi rend="CharOverride-1"> limitazione, anche mediante sanzioni, della libertà di organizzare il proprio</hi><hi rend="CharOverride-1"> lavoro, in particolare della facoltà di scegliere l’orario di</hi><hi rend="CharOverride-1"> lavoro o i periodi di assenza, di accettare o rifiutare</hi><hi rend="CharOverride-1"> incarichi o di ricorrere a subappaltatori o sostituti; e) effettiva</hi><hi rend="CharOverride-1"> limitazione della possibilità di costruire una propria clientela o di</hi><hi rend="CharOverride-1"> svolgere lavori per terzi.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_89_1069-1082.html#footnote-002-backlink">5</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Si tratta del </hi><hi rend="italic">Progetto </hi><hi rend="italic">di Relazione sulla Proposta di Direttiva del Parlamento europeo e </hi><hi rend="italic">del Consiglio relativa al miglioramento delle condizioni di lavoro nel </hi><hi rend="italic">lavoro mediante piattaforme digitali</hi><hi rend="CharOverride-1"> (COM(2021)0762 C9-0454/2021</hi><hi rend="CharOverride-1"> 2021/0414(COD)), Relatrice Elisabetta Gualmini del 3.5.2022</hi><hi rend="CharOverride-1">. Cfr. Euractive Italia, </hi><hi rend="italic">Rider e piattaforme digitali: le proposte del</hi><hi rend="italic"> Parlamento europeo</hi><hi rend="CharOverride-1">, 13 giugno 2022, disponibile all’indirizzo </hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1">https://euractiv</hi><hi rend="CharOverride-1">.it/section/digitale/news/rider-e-piattaforme-digitali-le-proposte</hi><hi rend="CharOverride-1">-del-parlamento-europeo</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_89_1069-1082.html#footnote-001-backlink">6</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Per una sintesi v. </hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1">https://</hi><hi rend="CharOverride-1">www.etui.org/news/provisional-deal-reached-platform-work-directive</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_89_1069-1082.html#footnote-000-backlink">7</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	Reperibile on line </hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1">https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-7212-2024-INIT/en/pdf</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p></item>
				</list><p rend="editorial_metadata_author">Carla Spinelli, University of Bari, Italy, <ref target="https://www.fupress.com">carla.spinelli@uniba.it</ref>, <ref target="https://www.fupress.com">0000-0002-0592-4611</ref></p><p rend="editorial_metadata_polices">Referee List (DOI 1<ref target="https://doi.org/10.36253/fup_referee_list">0.36253/fup_referee_list</ref>)</p><p rend="editorial_metadata_polices">FUP Best Practice in Scholarly Publishing (DOI <ref target="https://doi.org/10.36253/fup_best_practice">10.36253/fup_best_practice</ref>)</p><p rend="editorial_metadata_book">Carla Spinelli, <hi rend="italic">La controversa questione della qualificazione giuridica del lavoro mediante piattaforma digitale e il fondamentale ruolo interpretativo della giurisprudenza,</hi> © Author(s), <ref target="https://www.fupress.com">CC BY 4.0</ref>, DOI <ref target="https://www.fupress.com">10.36253/979-12-215-0507-8.66</ref>, in William Chiaromonte, Maria Luisa Vallauri (edited by), <hi rend="italic">Trasformazioni, valori e regole del lavoro. Scritti per Riccardo Del Punta</hi>, pp. -15, 2024, published by Firenze University Press, ISBN 979-12-215-0507-8, DOI <ref target="https://www.fupress.com">10.36253/979-12-215-0507-8</ref></p></div></div>
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