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        <title type="main" level="a">Il diritto di whistleblowing come leva di capability</title>
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            <forename>Paolo</forename>
            <surname>Tomassetti</surname>
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          <resp>This is a section of <title>Trasformazioni, valori e regole del lavoro</title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/979-12-215-0507-8</idno>) by </resp>
          <name>William Chiaromonte, Maria Luisa Vallauri</name>
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        <publisher>Firenze University Press</publisher>
        <pubPlace>Florence</pubPlace>
        <date when="2024">2024</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/979-12-215-0507-8.68</idno>
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          <p>Available for academic research purposes</p>
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          <p>Copyright Author(s)</p>
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            <p>Content licence CC BY 4.0</p>
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        <p>This is original content, published for academic research purposes</p>
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        <p>This article analyses the right to whistleblowing as a lever for workers’ capability. Drawing on Riccardo Del Punta’s conceptualization of the capability approach in labour law, this article offers a critical interpretation of domestic and EU legislation on the protection for whistleblowers. Such legislation shows that the centrality of the value of freedom specific to the capability approach is not antithetical to classical labour law egalitarian premises. Conversely, the capability approach to labour law works at a “higher plane” that helps explain why the bargaining power of the parties need to be equalized, including by means of non-retaliation. Following the final remarks, an annex with a personal memory of Professor Del Punta concludes the article.</p>
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            <item>Whistleblowing</item>
            <item>capability approach</item>
            <item>labour law</item>
            <item>freedom</item>
            <item>equality</item>
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      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/979-12-215-0507-8.68<ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0507-8.68" /></p>
      <div><head>Il diritto di <hi rend="italic">whistleblowing </hi>come leva di <hi rend="italic">capability</hi></head><p rend="h1_author ParaOverride-1" ><hi rend="CharOverride-1">Paolo Tomassetti</hi></p><div><head><hi>1. Premessa</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Questo articolo è dedicato</hi><hi rend="CharOverride-1"> alla memoria di Riccardo Del Punta. È un omaggio al</hi><hi rend="CharOverride-1"> contributo inestimabile del suo pensiero allo sviluppo del diritto del</hi><hi rend="CharOverride-1"> lavoro in Italia e non solo. Nella consapevolezza della complessità</hi><hi rend="CharOverride-1"> del tema scelto e senza alcuna pretesa di esaustività, la</hi><hi rend="CharOverride-1"> prima parte dell’articolo offrirà </hi><hi rend="italic">una </hi><hi rend="CharOverride-1">chiave di lettura sull</hi><hi rend="CharOverride-1">’apporto dottrinale di Del Punta alla razionalizzazione del </hi><hi rend="italic">capability approach</hi><hi rend="CharOverride-1"> (d’ora in avanti, CA) nel diritto del lavoro. Una chiave di lettura che, come si dirà tra </hi><hi rend="CharOverride-1">breve, si propone di valorizzare i profili di complementarità e </hi><hi rend="CharOverride-1">di continuità tra i presupposti egualitari del diritto del lavoro </hi><hi rend="CharOverride-1">classico e la centralità del valore della libertà propria del </hi><hi rend="CharOverride-1">CA. Sulla scorta di questa prospettiva analitica, i successivi paragrafi </hi><hi rend="CharOverride-1">saranno dedicati alla elaborazione di una proposta interpretativa del diritto </hi><hi rend="CharOverride-1">di whistleblowing in ottica di capability, ovvero come diritto capacitante </hi><hi rend="CharOverride-1">del senso civico della persona, della sua capacità trasformativa del </hi><hi rend="CharOverride-1">mercato e dell’ambiente sociale in cui vive, attraverso l’</hi><hi rend="CharOverride-1">esercizio critico della libertà di espressione, sancita dall’art. 10 </hi><hi rend="CharOverride-1">della Convenzione Europea dei diritti dell’uomo, dall’art. 11 </hi><hi rend="CharOverride-1">della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e dall’</hi><hi rend="CharOverride-1">art. 21 della Costituzione italiana. Le conclusioni dell’articolo sono seguite da una postilla, che riporta un ricordo personale del Professor Del Punta, condiviso dall’autore in occasione del convegno “Trasformazioni, valori e regole del lavoro. Convegno in ricordo di Riccardo Del Punta”.</hi></p></div><div><head><hi>2. Il contributo di Del </hi><hi>Punta alla razionalizzazione del capability approach nel diritto del lavoro</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Come per ogni spinta progressista che ambisca ad imprimere una svolta sostanziale</hi><hi rend="CharOverride-1"> rispetto ad una tradizione, la declinazione del CA nel discorso</hi><hi rend="CharOverride-1"> giuslavoristico pone questioni non poco divisive quando il tipo di</hi><hi rend="CharOverride-1"> rinnovamento prospettato, nel tentativo di promuovere una concezione del lavoro</hi><hi rend="CharOverride-1"> che ponga al centro la libertà della persona di compiere</hi><hi rend="CharOverride-1"> scelte significative nella sfera del mercato e della vita, investe</hi><hi rend="CharOverride-1"> i presupposti fondativi del diritto del lavoro e la sua</hi><hi rend="CharOverride-1"> stessa ragione d’essere sul piano epistemologico. Tra tutte, il</hi><hi rend="CharOverride-1"> profondo ripensamento delle premesse assiologiche e degli obiettivi selettivi del</hi><hi rend="CharOverride-1"> diritto del lavoro, tra i quali risaltano la tutela del</hi><hi rend="CharOverride-1"> lavoratore subordinato in quanto contraente debole e la funzione redistributiva</hi><hi rend="CharOverride-1"> di potere e risorse tra impresa e lavoro.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Si tratta</hi><hi rend="CharOverride-1"> di questioni che diventano tanto più divisive nel momento in</hi><hi rend="CharOverride-1"> cui il discorso di più immediato interesse teorico si traduce</hi><hi rend="CharOverride-1"> in scelte di politica del diritto e opzioni interpretative destinate</hi><hi rend="CharOverride-1"> ad incidere sulla realtà effettuale dei rapporti di produzione e</hi><hi rend="CharOverride-1"> lavoro. Con la conseguenza che le divergenti posizioni dottrinali finiscono</hi><hi rend="CharOverride-1"> per riprodurre la contrapposizione tra riformismo e conservatorismo (Del Punta</hi><hi rend="CharOverride-1"> 2013, 200 e 212), polarizzandosi secondo criteri ideologici che rendono</hi><hi rend="CharOverride-1"> più difficile il confronto sul senso che il CA può</hi><hi rend="CharOverride-1"> assumere nell’ambito di un più generale percorso di riallineamento</hi><hi rend="CharOverride-1"> della nostra materia ai mutamenti del sostrato economico e sociale</hi><hi rend="CharOverride-1"> che ne giustifica l’esistenza nella storia: senza giri di</hi><hi rend="CharOverride-1"> parole, il capitalismo e la divisione capitalistica del lavoro.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Tanto nel confronto internazionale quanto in quello interno, la posizione </hi><hi rend="CharOverride-1">che Del Punta ha assunto nel merito di questo dibattito </hi><hi rend="CharOverride-1">è molto più mite e problematizzante di quanto potrebbe apparire ad un primo confronto con i suoi </hi><hi rend="CharOverride-1">scritti. Nonostante il chiaro </hi><hi rend="italic">endorsement</hi><hi rend="CharOverride-1"> verso il potenziale di rinnovamento </hi><hi rend="CharOverride-1">che il CA può offrire al diritto del lavoro, le </hi><hi rend="CharOverride-1">conclusioni di Del Punta non si pongono mai nel segno </hi><hi rend="CharOverride-1">della rottura. E ciò, innanzitutto, in ragione del dialogo sempre </hi><hi rend="CharOverride-1">vivo che Del Punta non ha mai smesso di intrattenere </hi><hi rend="CharOverride-1">con chi si è mostrato più reticente nei confronti del </hi><hi rend="CharOverride-1">CA</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-053">1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, ovvero che alle istanze di cambiamento che questo approccio</hi><hi rend="CharOverride-1"> intende veicolare si è accostato con spirito critico e scetticismo</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-052">2</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, in maniera manifestatamente avversativa</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-051">3</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, fino al punto da considerarle del </hi><hi rend="CharOverride-1">tutto inutili o finanche regressive</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-050">4</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il contributo di Del Punta</hi><hi rend="CharOverride-1"> alla razionalizzazione del CA nel diritto del lavoro non ha</hi><hi rend="CharOverride-1"> mai alimentato la polarizzazione di questo dibattito. Anzi, ha concorso</hi><hi rend="CharOverride-1"> a ridimensionarla, pur nel fermo convincimento che la teoria della</hi><hi rend="CharOverride-1"> giustizia tradizionale si mostrasse oramai inadatta a fornire un solido</hi><hi rend="CharOverride-1"> fondamento alla materia (Del Punta 2016, 387). La centralità che</hi><hi rend="CharOverride-1"> la libertà viene ad assumere nel palcoscenico dei valori del</hi><hi rend="CharOverride-1"> diritto del lavoro, in Del Punta, non va riconosciuta e</hi><hi rend="CharOverride-1"> legittimata a detrimento dell’uguaglianza, che deve rimanere un principio</hi><hi rend="CharOverride-1"> fondamentale della materia (Del Punta 2016, 404). La capacità trasformativa</hi><hi rend="CharOverride-1"> del CA sta, semmai, nella possibilità di portare a sintesi</hi><hi rend="CharOverride-1"> e chiudere il cerchio tra le premesse normative del pensiero</hi><hi rend="CharOverride-1"> liberale e le istanze egualitarie proprie della socialdemocrazia</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-049">5</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, con </hi><hi rend="CharOverride-1">l’ambizione ultima di dare risposta alla crisi di effettività </hi><hi rend="CharOverride-1">del diritto del lavoro che, lontana dall’essere la conseguenza di una semplice disputa intellettuale, per</hi><hi rend="CharOverride-1"> una fascia sempre più ampia di lavoratori e lavoratrici assume</hi><hi rend="CharOverride-1">, oggi, i tratti di una moderna questione sociale</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-048">6</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nella </hi><hi rend="CharOverride-1">dottrina di Del Punta, la decostruzione dell’alternativa tra il </hi><hi rend="CharOverride-1">pensiero liberale e l’idea socialdemocratica di giustizia si sviluppa </hi><hi rend="CharOverride-1">su due piani: quello della </hi><hi rend="italic">complementarietà</hi><hi rend="CharOverride-1"> e quello della </hi><hi rend="italic">continuità</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="CharOverride-1">tra i presupposti normativi del diritto del lavoro tradizionale, da </hi><hi rend="CharOverride-1">un lato, e l’apertura cognitiva offerta dal CA, dall’</hi><hi rend="CharOverride-1">altro.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Sul piano della </hi><hi rend="italic">complementarietà</hi><hi rend="CharOverride-1">, Del Punta afferma che adottare </hi><hi rend="CharOverride-1">il CA come fondamento normativo del discorso giuslavoristico «non significa </hi><hi rend="CharOverride-1">che il diritto del lavoro debba cessare di contrastare la </hi><hi rend="CharOverride-1">mercificazione del lavoro, di ricercare un equilibrio nel potere contrattuale </hi><hi rend="CharOverride-1">del datore di lavoro e del lavoratore, e ancora di </hi><hi rend="CharOverride-1">svolgere una funzione redistributiva in favore dei lavoratori. Questi dovrebbero </hi><hi rend="CharOverride-1">rimanere obiettivi complementari, posto che il valore principale da perseguire </hi><hi rend="CharOverride-1">[…] dovrebbe essere la massima valorizzazione delle capabilities dei lavoratori» (Del Punta </hi><hi rend="CharOverride-1">2016, 388), da intendersi secondo la concezione filosofica elaborata da </hi><hi rend="CharOverride-1">Amartya Sen, ovvero come capacità di compiere scelte libere e </hi><hi rend="CharOverride-1">significative, secondo la propria volontà di essere e di fare (</hi><hi rend="CharOverride-1">Sen 2010, 241). L’incontro del diritto del lavoro con </hi><hi rend="CharOverride-1">il CA e con il valore della libertà, scrive Del </hi><hi rend="CharOverride-1">Punta, potrà essere fruttuoso nella misura in cui consentirà alla </hi><hi rend="CharOverride-1">nostra materia di riconciliarsi con l’orientamento sociale del pensiero </hi><hi rend="CharOverride-1">liberale, che rappresenta il «migliore candidato ad ereditare l’ideale </hi><hi rend="CharOverride-1">socialdemocratico, senza abbandonare in nessun modo il valore della responsabilità </hi><hi rend="CharOverride-1">sociale e, in particolare, la tradizione egualitaria che ha rappresentato per lungo tempo l’habitat naturale della </hi><hi rend="CharOverride-1">disciplina […]» (Del Punta 2016, 405).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nel pensiero di Del Punta, </hi><hi rend="CharOverride-1">il CA è funzionale a questo progetto scientifico e culturale. </hi><hi rend="CharOverride-1">Quello di Sen, infatti, si presenta in Del Punta come </hi><hi rend="CharOverride-1">il tentativo «più accreditato di rivisitare e riqualificare […] l’idea </hi><hi rend="CharOverride-1">di eguaglianza, rendendola compatibile con la nuova centralità del valore </hi><hi rend="CharOverride-1">della libertà» (Del Punta 2013, 201). Sicché la prospettiva delle </hi><hi rend="italic">capabilities</hi><hi rend="CharOverride-1"> e il rilievo che il valore della libertà assume sul piano normativo devono </hi><hi rend="CharOverride-1">considerarsi integrativi rispetto alle acquisizioni classiche del diritto del lavoro, </hi><hi rend="CharOverride-1">nella direzione di razionalizzare la complessità e la pluralità del </hi><hi rend="CharOverride-1">lavoro nel XXI secolo che le chiavi interpretative proprie della </hi><hi rend="CharOverride-1">dottrina giuslavoristica ortodossa faticano a decifrare.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il discorso sulla </hi><hi rend="italic">continuità</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="CharOverride-1">appare invece più complesso. Sia per la non pacifica traduzione </hi><hi rend="CharOverride-1">di un passaggio chiave che Del Punta dedica a questo </hi><hi rend="CharOverride-1">aspetto nel saggio del 2016, sia perché lo sviluppo dello </hi><hi rend="CharOverride-1">stesso è rimandato ad ulteriori sforzi di ricerca. Del Punta </hi><hi rend="CharOverride-1">è tuttavia esplicito nel sostenere che «adottare l’approccio delle capability non è soltanto una questione di rimpiazzare</hi><hi rend="CharOverride-1"> i tradizionali presupposti normativi con una nuova e possibilmente più</hi><hi rend="CharOverride-1"> seducente alternativa, posto che tanto le premesse assiologiche quanto le</hi><hi rend="CharOverride-1"> metodologie di analisi e misurazione proprie di questo approccio potrebbero</hi><hi rend="CharOverride-1"> essere intimamente correlate. La elaborazione (chiaramente problematica) di questo aspetto</hi><hi rend="CharOverride-1"> richiederebbe un ulteriore sforzo di ricerca, che presuppone la esistenza</hi><hi rend="CharOverride-1"> di alcune premesse normative condivise» (Del Punta 2016, 384). Questa</hi><hi rend="CharOverride-1"> precisazione può essere intesa, ancora, nel senso della complementarità. Ma</hi><hi rend="CharOverride-1"> può intendersi altresì nel senso che gli stessi presupposti normativi</hi><hi rend="CharOverride-1"> del diritto del lavoro classico possano essere riletti in chiav</hi><hi rend="CharOverride-1">e di </hi><hi rend="italic">capability</hi><hi rend="CharOverride-1">, nella misura in cui concorrano a promuovere la libertà di scelta e l’emancipazione della</hi><hi rend="CharOverride-1"> persona al lavoro. Del resto, osserva Del Punta, laddove le</hi><hi rend="CharOverride-1"> capacità o libertà sostanziali siano limitate da ostacoli economico-sociali</hi><hi rend="CharOverride-1">, che possono essere rappresentati anche dall’esistenza di relazioni di</hi><hi rend="CharOverride-1"> potere, esse implicano l’esigenza che, parafrasando il secondo comma</hi><hi rend="CharOverride-1"> dell’art. 3 della Cost. italiana, «tali ostacoli siano rimossi</hi><hi rend="CharOverride-1"> tramite un’appropriata azione pubblica» (Del Punta 2013, 208).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Utile</hi><hi rend="CharOverride-1"> al riguardo appare un passaggio di </hi><hi rend="italic">Lo sviluppo è libertà</hi><hi rend="CharOverride-1"> in cui Sen spiega che, rispetto all’obiettivo di rendere libera la persona, il</hi><hi rend="CharOverride-1"> mercato non è una istituzione criticabile in sé: lo diventa</hi><hi rend="CharOverride-1"> nel momento in cui consente il «ricorso (non soggetto a</hi><hi rend="CharOverride-1"> vincoli) ad attività che permettono ai più forti di capitalizzare</hi><hi rend="CharOverride-1"> il proprio vantaggio asimmetrico». Questo problema, conclude Sen, non si</hi><hi rend="CharOverride-1"> affronta «sopprimendo i mercati, ma mettendoli in condizione di funzionare</hi><hi rend="CharOverride-1"> meglio, con più equità e in presenza di integrazioni adeguate</hi><hi rend="CharOverride-1">» (Sen 2014, 146). Del Punta ha contribuito a sistematizzare le implicazioni giuslavoristiche di questa acquisizione non </hi><hi rend="CharOverride-1">solo sul piano più confortevole del diritto del mercato del </hi><hi rend="CharOverride-1">lavoro, ma su quello decisamente più inclinato del contratto e </hi><hi rend="CharOverride-1">del rapporto di lavoro, rispetto al quale si registrano le </hi><hi rend="CharOverride-1">maggiori resistente dottrinali verso ogni tentativo di revisione epistemologica che </hi><hi rend="CharOverride-1">ponga al centro il valore della libertà. Da qui l’</hi><hi rend="CharOverride-1">opportunità di integrare il CA con la teoria sulla libertà </hi><hi rend="CharOverride-1">come non-dominio propria del neo-repubblicanesimo</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-047">7</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, che Del Punta</hi><hi rend="CharOverride-1"> coltiverà ampiamente negli scritti più recenti, nei quali non mancher</hi><hi rend="CharOverride-1">à di sottolineare come quella stessa teoria avesse già ricevuto </hi><hi rend="CharOverride-1">la benedizione di Sen, riconoscendola in sostanziale armonia con la </hi><hi rend="CharOverride-1">propria idea di giustizia (Del Punta 2016, 394-395; Del </hi><hi rend="CharOverride-1">Punta 2019, 93; in questo senso, anche Perulli 2020, 779). </hi><hi rend="CharOverride-1">In questa prospettiva, le norme che vietano le varie forme </hi><hi rend="CharOverride-1">di abuso di potere da parte del datore di lavoro, </hi><hi rend="CharOverride-1">che continuano a rappresentare il nucleo centrale del diritto del </hi><hi rend="CharOverride-1">lavoro, «possono essere funzionali </hi><hi rend="italic">a salvaguardare le capabilities dei lavoratori</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="CharOverride-1">le quali si espandono in proporzione alla retrocessione (seppur parziale) </hi><hi rend="CharOverride-1">di quei poteri» (Del Punta 2019, 94).</hi></p></div><div><head><hi>3. La funzione </hi><hi>capacitante del diritto di </hi><hi rend="italic">whistleblowing</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">All’analisi del problema della </hi><hi rend="CharOverride-1">complementarità e della continuità tra il CA e i fondamenti </hi><hi rend="CharOverride-1">normativi del diritto del lavoro classico si presta, con particolare </hi><hi rend="CharOverride-1">forza esemplificativa, la disciplina euro-unitaria del diritto di whistleblowing, </hi><hi rend="CharOverride-1">per come recepita nel d.lgs. 10 marzo 2023, n. </hi><hi rend="CharOverride-1">24 (d’ora in avanti, d.lgs. n. 24/2023)</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-046">8</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Del Punta annovera espressamente il diritto di </hi><hi rend="italic">voice</hi><hi rend="CharOverride-1"> nella tassonomia di sua elaborazione sui diritti funzionali a promuovere</hi><hi rend="CharOverride-1"> le </hi><hi rend="italic">capabilities</hi><hi rend="CharOverride-1"> dei lavoratori e delle lavoratrici (Del Punta 2016</hi><hi rend="CharOverride-1">, 392). Tale diritto viene tuttavia declinato nella sua dimensione collettiva</hi><hi rend="CharOverride-1">, quale equivalente funzionale della libertà sindacale, consistente nella possibilità del</hi><hi rend="CharOverride-1"> lavoratore di aderire (o non aderire) ad un sindacato e</hi><hi rend="CharOverride-1"> partecipare (o non partecipare) all’azione collettiva in difesa dei</hi><hi rend="CharOverride-1"> propri interessi. Ma in realtà anche l’esercizio individuale dei</hi><hi rend="CharOverride-1"> diritti di </hi><hi rend="italic">voice</hi><hi rend="CharOverride-1"> può essere interpretato in chiave di </hi><hi rend="italic">capability</hi><hi rend="CharOverride-1"> e, in questa prospettiva, il diritto di whistleblowing presenta profili di notevole interesse</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-045">9</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Sen richiama a più</hi><hi rend="CharOverride-1"> riprese la centralità dell’etica e della libertà di espressione</hi><hi rend="CharOverride-1"> nella lotta alla corruzione (Sen 2014, 274-278 e </hi><hi rend="italic">passim</hi><hi rend="CharOverride-1">), mettendo in evidenza l’importanza di istituzioni «che aiutino gli</hi><hi rend="CharOverride-1"> individui ad essere cittadini partecipi», in modo da promuovere una</hi><hi rend="CharOverride-1"> idea «dell’opinione pubblica come forza attiva di cambiamento, anzich</hi><hi rend="CharOverride-1">é oggetto passivo e docile di istruzioni, o di un’assistenza elargita </hi><hi rend="CharOverride-1">dall’alto» (Sen 2014, 281). In uno scritto comparso sull’</hi><hi rend="italic">International Labor Review</hi><hi rend="CharOverride-1">, lo stesso Sen ci ricorda che le </hi><hi rend="CharOverride-1">vite dei lavoratori sono «condizionate dalle regole e dagli accordi </hi><hi rend="CharOverride-1">che ne governano l’impiego e il lavoro, ma sono </hi><hi rend="CharOverride-1">anche influenzate, in ultima istanza, dalle libertà che essi esprimono </hi><hi rend="CharOverride-1">in quanto cittadini dotati di una </hi><hi rend="italic">voice</hi><hi rend="CharOverride-1"> che gli consenta </hi><hi rend="CharOverride-1">di incidere sulle decisioni politiche e persino sulle scelte istituzionali» (</hi><hi rend="CharOverride-1">Sen 2000, 125). In questa chiave, il diritto di whistleblowing </hi><hi rend="CharOverride-1">può essere concettualizzato come architrave di un modello di «solidarietà </hi><hi rend="CharOverride-1">cooperativa», funzionale all’emancipazione etica delle persone e alla loro partecipazione democratica alla vita pubblica</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-044">10</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Non</hi><hi rend="CharOverride-1"> desta stupore che, mentre la giurisprudenza della Corte europea dei</hi><hi rend="CharOverride-1"> diritti dell’uomo ha riconosciuto al diritto di whistleblowing una</hi><hi rend="CharOverride-1"> posizione centrale nello sviluppo delle società democratiche</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-043">11</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, in dottrina </hi><hi rend="CharOverride-1">sia stata data una lettura di questo diritto esattamente in </hi><hi rend="CharOverride-1">questi termini: in termini, cioè, di valorizzazione del principio di </hi><hi rend="CharOverride-1">solidarietà sociale (Pizzuti 2019, 202-209), ovvero come forma di </hi><hi rend="CharOverride-1">collaborazione dei lavoratori alla gestione delle aziende (art. 46, Cost.) </hi><hi rend="CharOverride-1">e all’obiettivo che l’attività produttiva non si svolga </hi><hi rend="CharOverride-1">in contrasto con l’utilità sociale (art. 41, c. 2, </hi><hi rend="CharOverride-1">Cost.), nella direzione di promuovere la elevazione del lavoro in </hi><hi rend="CharOverride-1">armonia con le esigenze della produzione (Corso 2020, 85-87).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Questa lettura trova riscontro nella Direttiva (UE) 2019/1937 che ha impresso all</hi><hi rend="CharOverride-1">’istituto una impronta finalistica a vocazione pubblicistica e universale, sensibilmente</hi><hi rend="CharOverride-1"> innovativa rispetto alla previgente disciplina interna. Ai sensi della Direttiva</hi><hi rend="CharOverride-1">, il diritto di whistleblowing si sostanzia nella segnalazione di una</hi><hi rend="CharOverride-1"> violazione del diritto dell’Unione europea</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-042">12</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, che si sia </hi><hi rend="CharOverride-1">verificata o che potrebbe verificarsi nell’ambito del contesto lavorativo. </hi><hi rend="CharOverride-1">La portata universalistica di questo diritto si evince, innanzitutto, sotto </hi><hi rend="CharOverride-1">il profilo dell’ambito di applicazione soggettivo. Si tratta di </hi><hi rend="CharOverride-1">un campo di applicazione dalla portata vastissima, che eccede di </hi><hi rend="CharOverride-1">gran lunga sia l’area della subordinazione, su cui insiste </hi><hi rend="CharOverride-1">il diritto del lavoro classico, sia l’area del lavoro </hi><hi rend="CharOverride-1">autonomo</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-041">13</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1"> che, in ragione della presunta uguaglianza di potere contrattuale</hi><hi rend="CharOverride-1"> tra committente e prestatore d’opera, è rimasta tradizionalmente esclusa</hi><hi rend="CharOverride-1"> dall’applicazione delle tutele giuslavoristiche</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-040">14</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. La titolarità del diritto </hi><hi rend="CharOverride-1">di segnalare illeciti senza subire ritorsioni è riconosciuta in capo </hi><hi rend="CharOverride-1">alla persona, prima che al lavoratore. Ciò che conta non </hi><hi rend="CharOverride-1">è la qualificazione contrattuale del rapporto di lavoro, ma il </hi><hi rend="CharOverride-1">«contatto» (Vitaletti 2020, </hi><hi rend="italic">passim</hi><hi rend="CharOverride-1">) ovvero il «collegamento» (Boscati 2020, 1067) della persona con l’organizzazione</hi><hi rend="CharOverride-1"> in cui si è verificata la violazione.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il carattere personalistico</hi><hi rend="CharOverride-1"> del diritto di whistleblowing si pone in linea di continuità</hi><hi rend="CharOverride-1"> con la nozione di </hi><hi rend="italic">lavoro personale</hi><hi rend="CharOverride-1"> abbracciata dall’Unione europea</hi><hi rend="CharOverride-1"> in alcuni ambiti normativi (Perulli 2023), nonché in sostanziale sintonia</hi><hi rend="CharOverride-1"> con la dottrina che ha utilizzato il CA per giustificare</hi><hi rend="CharOverride-1"> letture estensive del campo di applicazione del diritto del lavoro</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-039">15</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. I soggetti legittimati all’esercizio del diritto di whistleblowing, difatti, non</hi><hi rend="CharOverride-1"> necessariamente operano sul mercato in una condizione strutturale di squilibrio</hi><hi rend="CharOverride-1"> contrattuale nei confronti della controparte. Neppure reclamano, in linea di</hi><hi rend="CharOverride-1"> massima, misure protettive e redistributive del tipo di quelle previste</hi><hi rend="CharOverride-1"> per il lavoro subordinato. L’estensione del campo di applicazione</hi><hi rend="CharOverride-1"> del diritto di whistleblowing, ben al di là dell’ambito</hi><hi rend="CharOverride-1"> soggettivo già individuato dalla previgente normativa interna</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-038">16</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, sembra piuttosto </hi><hi rend="CharOverride-1">collegarsi all’obiettivo di promuovere una concezione della libertà di </hi><hi rend="CharOverride-1">espressione come manifestazione del dovere di solidarietà sociale (Pizzuti 2019, </hi><hi rend="CharOverride-1">202-209), rispetto alla quale la posizione professionale del soggetto </hi><hi rend="CharOverride-1">segnalante si pone in termini strumentali e non costitutivi del </hi><hi rend="CharOverride-1">diritto (Vitaletti 2020, 449 e 455).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La tutela della libertà </hi><hi rend="CharOverride-1">di espressione attraverso il diritto di whistleblowing è, a sua </hi><hi rend="CharOverride-1">volta, strumentale alla tutela di un interesse di natura superindividuale</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-037">17</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Trattasi di un diritto ascrivibile alle fattispecie normative caratterizzate da un «rapporto di </hi><hi rend="italic">strumentalità mediata</hi><hi rend="CharOverride-1"> tra la realizzazione dell</hi><hi rend="CharOverride-1">’interesse individuale e la soddisfazione dell’interesse generale» (De Luca</hi><hi rend="CharOverride-1"> Tamajo 1976, 27). Il legislatore europeo è invero esplicito nel</hi><hi rend="CharOverride-1"> collegare l’esercizio del diritto di whistleblowing non già alla</hi><hi rend="CharOverride-1"> tutela di un interesse individuale del prestatore di lavoro, bensì</hi><hi rend="CharOverride-1"> alla tutela di un interesse generale e alla conseguente salvaguardia</hi><hi rend="CharOverride-1"> di quello che la Direttiva qualifica come «benessere della societ</hi><hi rend="CharOverride-1">à»</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-036">18</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Sebbene il rapporto tra interesse individuale e interesse generale resti controverso, in ragione della inevitabile porosità</hi><hi rend="CharOverride-1"> tra le due dimensioni (Carinci 2014, 12; Papa 2022, 184</hi><hi rend="CharOverride-1">), tanto la Direttiva quanto il d.lgs. n. 24/2023</hi><hi rend="CharOverride-1"> contribuiscono a rendere maggiormente nitido il rilievo pubblicistico del diritto</hi><hi rend="CharOverride-1"> e, di riflesso, il suo profilo funzionale. Oltre all’elenco</hi><hi rend="CharOverride-1"> dettagliato dei comportamenti, degli atti o delle omissioni che devono</hi><hi rend="CharOverride-1"> considerarsi lesivi dell’interesse pubblico</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-035">19</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, indicativo in tal senso </hi><hi rend="CharOverride-1">è l’art. 1, c. 2, lett. a), d.lgs. </hi><hi rend="CharOverride-1">n. 24/2023, in forza del quale il diritto di </hi><hi rend="CharOverride-1">whistleblowing non si applica alle contestazioni, rivendicazioni o richieste legate </hi><hi rend="CharOverride-1">ad un interesse di carattere personale della persona segnalante che </hi><hi rend="CharOverride-1">attengano esclusivamente al proprio rapporto di lavoro.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Sia la copertura </hi><hi rend="CharOverride-1">del campo di applicazione che la finalizzazione ultima della tutela </hi><hi rend="CharOverride-1">ci portano ad inquadrare il diritto di whistleblowing nel quadro </hi><hi rend="CharOverride-1">dei diritti funzionali a promuovere le </hi><hi rend="italic">capabilities</hi><hi rend="CharOverride-1"> della persona nel </hi><hi rend="CharOverride-1">contesto lavorativo. La persona del lavoratore in quanto cittadino è </hi><hi rend="CharOverride-1">sollecitata a svolgere una funzione di presidio di un interesse </hi><hi rend="CharOverride-1">pubblico che, in ossequio al principio di legalità, viene a </hi><hi rend="CharOverride-1">coincidere con la corretta applicazione del diritto dell’Unione europea </hi><hi rend="CharOverride-1">e del diritto interno. Per contro, il tipo di diritto </hi><hi rend="CharOverride-1">in questione appare, sotto il profilo teleologico, difficilmente riconducibile ai </hi><hi rend="CharOverride-1">fondamenti normativi del diritto del lavoro classico. Il riconoscimento del </hi><hi rend="CharOverride-1">diritto di whistleblowing si giustifica, invece, in relazione alla opportunità </hi><hi rend="CharOverride-1">che, attraverso l’esercizio della libertà di espressione, la persona possa concorrere liberamente alla promozione di</hi><hi rend="CharOverride-1"> un interesse generale senza che questo comporti una lesione dei</hi><hi rend="CharOverride-1"> propri interessi professionali. Il diritto di whistleblowing è pensato per</hi><hi rend="CharOverride-1"> agire, dunque, in chiave capacitante della libertà di espressione della</hi><hi rend="CharOverride-1"> persona nel contesto lavorativo.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Interpretato in questo modo, il diritto</hi><hi rend="CharOverride-1"> di whistleblowing svolge anche una funzione di tutela della concorrenza</hi><hi rend="CharOverride-1">, sul presupposto che tanto la violazione del diritto dell’Unione</hi><hi rend="CharOverride-1"> europea quanto la violazione di disposizioni nazionali possano comportare distorsioni</hi><hi rend="CharOverride-1"> della stessa. Non solo. L’esercizio del diritto di whistleblowing</hi><hi rend="CharOverride-1"> può essere funzionale alla promozione finanche di un interesse aziendale</hi><hi rend="CharOverride-1"> o dell’amministrazione</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-034">20</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1"> quando, non di rado</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-033">21</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, la segnalazione</hi><hi rend="CharOverride-1"> riguardi ipotesi di illeciti compiuti da altri lavoratori (Pizzuti 2019</hi><hi rend="CharOverride-1">, 250-253). Secondo uno studio che la Commissione europea ha</hi><hi rend="CharOverride-1"> affidato al centro di ricerca Inner City Fund (ICF), in</hi><hi rend="CharOverride-1"> preparazione della proposta di Direttiva, il diritto di whistleblowing può</hi><hi rend="CharOverride-1"> generare vantaggi competitivi per i datori di lavoro e pu</hi><hi rend="CharOverride-1">ò avere effetti positivi sulla libertà d’impresa, nella misura </hi><hi rend="CharOverride-1">in cui consenta di individuare tempestivamente irregolarità e pratiche fraudolente, </hi><hi rend="CharOverride-1">così da attuare i rimedi necessari ad evitare danni reputazionali </hi><hi rend="CharOverride-1">e/o finanziari (Inner City Fund 2017, 138). In questo </hi><hi rend="CharOverride-1">senso, oltre a decostruire le categorie oppositive capitale-lavoro, mettendo </hi><hi rend="CharOverride-1">in discussione il retroterra conflittuale proprio del diritto del lavoro </hi><hi rend="CharOverride-1">classico, il diritto di whistleblowing e il relativo statuto protettivo </hi><hi rend="CharOverride-1">sono esemplificativi di come il riconoscimento di tutele in capo </hi><hi rend="CharOverride-1">alla persona possa «considerarsi, perlomeno a certe condizioni, come </hi><hi rend="italic">market </hi><hi rend="italic">friendly</hi><hi rend="CharOverride-1">, ovvero come un fattore abilitante del mercato e non </hi><hi rend="CharOverride-1">come una fuga dallo stesso» (Del Punta 2016, qui 397; </hi><hi rend="CharOverride-1">Del Punta 2019, 101).</hi></p></div><div><head><hi>4. Dall’universale al selettivo, e </hi><hi>ritorno: i profili sostanziali della tutela del whistleblower</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Se è </hi><hi rend="CharOverride-1">vero che dal punto di vista teleologico il diritto di whistleblowing è strumentale al raggiungimento di obiettivi non immediatamente</hi><hi rend="CharOverride-1"> riconducibili ai tradizionali fondamenti normativi del diritto del lavoro, lo</hi><hi rend="CharOverride-1"> stesso non può certo dirsi per il fascio di diritti</hi><hi rend="CharOverride-1"> (e obblighi) coessenziali all’effettivo esercizio del diritto di segnalazione</hi><hi rend="CharOverride-1">. Senza addentrarsi nell’analisi sistematica degli stessi, particolare rilevanza assume</hi><hi rend="CharOverride-1"> il divieto di qualsiasi forma di ritorsione nei confronti della</hi><hi rend="CharOverride-1"> persona segnalante, in assenza del quale la libertà e la</hi><hi rend="CharOverride-1"> dignità del lavoratore sarebbero esposte ad un serio pregiudizio, posto</hi><hi rend="CharOverride-1"> che «i potenziali informatori sono spesso poco inclini a segnalare</hi><hi rend="CharOverride-1"> inquietudini e sospetti nel timore di ritorsioni»</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-032">22</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">L’art</hi><hi rend="CharOverride-1">. 19 della Direttiva e l’art. 17, c. 4, d</hi><hi rend="CharOverride-1">.lgs. n. 24/2023 esemplificano le fattispecie ritorsive censurate, alcune</hi><hi rend="CharOverride-1"> delle quali riguardano la posizione professionale dei lavoratori subordinati (licenziamento</hi><hi rend="CharOverride-1">, sanzioni disciplinari conservative, mutamento di mansioni, mancato rinnovo del contratto</hi><hi rend="CharOverride-1"> ecc.), altre sono riferibili a categorie di soggetti esclusi dalla</hi><hi rend="CharOverride-1"> tutela giuslavoristica, i quali, insieme ai primi, versano in una</hi><hi rend="CharOverride-1"> comune condizione di vulnerabilità nei confronti del soggetto denunciato (dan</hi><hi rend="CharOverride-1">ni reputazionali, inserimento nelle black list, annullamento di una licenza ecc.). Per quanto riguarda i lavoratori subordinati, residuano pochi </hi><hi rend="CharOverride-1">dubbi che la disciplina del divieto di ritorsione concorra al </hi><hi rend="CharOverride-1">perseguimento di obiettivi di tipo selettivo, rivolti alla tutela contrattuale </hi><hi rend="CharOverride-1">degli interessi professionali del soggetto segnalante. Ma lo stesso divieto </hi><hi rend="CharOverride-1">opera al contempo alla stregua di un fattore abilitante le </hi><hi rend="italic">capabilities</hi><hi rend="CharOverride-1"> del lavoratore in quanto persona che, in assenza di </hi><hi rend="CharOverride-1">quella tutela, non sarebbe libera di esprimere appieno la propria </hi><hi rend="CharOverride-1">soggettività, di cui l’esercizio della libertà di espressione rappresenta </hi><hi rend="CharOverride-1">un elemento costitutivo. Sebbene la tutela selettiva riconosciuta ai soggetti </hi><hi rend="CharOverride-1">segnalanti incida sulla loro posizione contrattuale, dunque, essa non è </hi><hi rend="CharOverride-1">finalizzata alla promozione di un astratto e generico principio ugualitario: </hi><hi rend="CharOverride-1">è finalizzata alla concreta tutela di quel principio in funzione </hi><hi rend="CharOverride-1">di garantire la libertà sostanziale della persona coinvolta nel contesto </hi><hi rend="CharOverride-1">lavorativo. Da qui l’estensione della tutela anti-ritorsiva anche </hi><hi rend="CharOverride-1">in favore di soggetti che non lavorano in regime di </hi><hi rend="CharOverride-1">subordinazione.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Ad analoghe conclusioni si giunge se si considerano le </hi><hi rend="CharOverride-1">previsioni riguardanti il diritto di riservatezza del soggetto segnalante, nonché </hi><hi rend="CharOverride-1">le disposizioni in materia di trattamento dei dati personali, la cui disamica sistematica, tuttavia, poco aggiungerebbe</hi><hi rend="CharOverride-1"> al nostro discorso</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-031">23</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Merita piuttosto sottolineare come il passaggio </hi><hi rend="CharOverride-1">dal formale riconoscimento del diritto di whistleblowing alla previsione di </hi><hi rend="CharOverride-1">forme di tutela sostanziali apra il problema cruciale del rapporto </hi><hi rend="CharOverride-1">tra libertà e uguaglianza, rispetto al quale si legittima (o, </hi><hi rend="CharOverride-1">per taluni, si delegittima)</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-030">24</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1"> la capacità persuasiva del CA </hi><hi rend="CharOverride-1">nei riguardi delle giustificazioni classiche del diritto del lavoro. Nel </hi><hi rend="CharOverride-1">merito, Del Punta osserva che, tradizionalmente, l’obiettivo di compensare </hi><hi rend="CharOverride-1">lo squilibrio di potere contrattuale attraverso interventi protettivi da parte </hi><hi rend="CharOverride-1">della legge e della contrattazione collettiva, è stato giustificato attraverso </hi><hi rend="CharOverride-1">una valutazione empirica che, a ben guardare, è foriera di </hi><hi rend="CharOverride-1">contraddizioni. Sebbene il fondamento empirico di questa convinzione rifletta in </hi><hi rend="CharOverride-1">larga parte la realtà del lavoro in numerosi contesti, ogni </hi><hi rend="CharOverride-1">valutazione di segno opposto tende ad essere stigmatizzata, con la </hi><hi rend="CharOverride-1">conseguenza che la debolezza contrattuale del prestatore di lavoro non </hi><hi rend="CharOverride-1">solo viene ad essere presupposta sempre e comunque, quale attributo </hi><hi rend="CharOverride-1">strutturale del mercato e del rapporto di lavoro, ma assurge </hi><hi rend="CharOverride-1">a principio normativo non falsificabile. Ne deriva, conclude Del Punta, </hi><hi rend="CharOverride-1">che ogni proposito di riallineare il dato empirico della realtà </hi><hi rend="CharOverride-1">effettuale del lavoro con il dato normativo tende ad essere considerato come manipolativo, ovvero come </hi><hi rend="CharOverride-1">tentativo di screditare l’identità e le ragioni fondative della </hi><hi rend="CharOverride-1">materia (Del Punta 2016, 386; Del Punta 2019, 99).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il </hi><hi rend="CharOverride-1">processo di razionalizzazione del diritto di whistleblowing nel quadro dell’</hi><hi rend="italic">acquis </hi><hi rend="CharOverride-1">euro-unitario si presta ad una valutazione di segno </hi><hi rend="CharOverride-1">al meno in parte diverso, tanto sul piano del metodo </hi><hi rend="CharOverride-1">che del merito. L’iniziativa legislativa della Commissione, infatti, è </hi><hi rend="CharOverride-1">stata ampiamente informata da ricerche empiriche di taglio sociologico-giuridico </hi><hi rend="CharOverride-1">che hanno tentato di mettere in luce le cause della </hi><hi rend="CharOverride-1">reticenza delle persone a segnalare illeciti nel contesto lavorativo. I </hi><hi rend="CharOverride-1">risultati di queste ricerche indicano che, a prescindere dalla qualificazione </hi><hi rend="CharOverride-1">contrattuale del lavoratore, la carenza di segnalazioni sembra essere determinata </hi><hi rend="CharOverride-1">da un insieme di fattori socioculturali, in particolare da percezioni </hi><hi rend="CharOverride-1">profondamente radicate nei potenziali informatori che producono effetti dissuasivi. Nella </hi><hi rend="CharOverride-1">consultazione condotta dalla Commissione nel 2017, ad esempio, il timore </hi><hi rend="CharOverride-1">di conseguenze legali e finanziarie è stata la ragione più </hi><hi rend="CharOverride-1">frequentemente addotta per la mancata segnalazione di illeciti da parte </hi><hi rend="CharOverride-1">dei lavoratori, insieme al timore di una cattiva reputazione. Secondo </hi><hi rend="CharOverride-1">il già richiamato studio che la Commissione europea ha affidato </hi><hi rend="CharOverride-1">al centro di ricerca ICF, la minore propensione alla segnalazione </hi><hi rend="CharOverride-1">sarebbe in molti casi condizionata dallo scetticismo circa la utilità </hi><hi rend="CharOverride-1">della denuncia, nonché da una cultura di lealtà nei confronti del proprio datore di lavoro che</hi><hi rend="CharOverride-1"> limita l’esercizio dei diritti di </hi><hi rend="italic">voice</hi><hi rend="CharOverride-1"> (Inner City Fund</hi><hi rend="CharOverride-1"> 2017, 28).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Purtuttavia, il medesimo studio non manca di rilevare</hi><hi rend="CharOverride-1"> come, guardando alle cause profonde del problema, la maggior parte</hi><hi rend="CharOverride-1"> delle motivazioni addotte dai soggetti intervistati possano ascriversi ad un</hi><hi rend="CharOverride-1"> generale timore di ritorsione della persona segnalante. La reticenza nei</hi><hi rend="CharOverride-1"> confronti della denuncia, in altre parole, è sempre (più o</hi><hi rend="CharOverride-1"> meno) direttamente riconducibile allo squilibrio di potere tra segnalante e</hi><hi rend="CharOverride-1"> segnalato, su cui incide in maniera significativa la condizione di</hi><hi rend="CharOverride-1"> vulnerabilità e/o dipendenza economica del primo rispetto al secondo</hi><hi rend="CharOverride-1">. Si tratta di una acquisizione fatta propria dall’</hi><hi rend="italic">impact assesment</hi><hi rend="CharOverride-1"> che ha accompagnato la presentazione della proposta di Direttiva. Richiamando la Raccomandazione del Consiglio Europeo in materia, nella</hi><hi rend="CharOverride-1"> quale la condizione di vulnerabilità economica del soggetto segnalante assurgeva</hi><hi rend="CharOverride-1"> a motivo giustificativo di un intervento pubblicistico di tutela</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-029">25</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="CharOverride-1">la Commissione svela, con un ragionamento controfattuale, la </hi><hi rend="italic">ratio legis</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="CharOverride-1">della Direttiva per quanto concerne il divieto di ritorsione e </hi><hi rend="CharOverride-1">il relativo statuto protettivo: «quando non c’è uno squilibrio </hi><hi rend="CharOverride-1">di potere tra il soggetto segnalante e il soggetto segnalato, </hi><hi rend="CharOverride-1">non c’è bisogno di protezione contro la ritorsione»</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-028">26</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p></div><div><head><hi>5. Ulteriori forme di tutela in favore dei soggetti segnalanti</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Ciò vale, in modo particolare, con riferimento al rapporto di lavoro subordinato, rispetto al </hi><hi rend="CharOverride-1">quale la continuità tra tutele selettive e promozione delle </hi><hi rend="italic">capabilities</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="CharOverride-1">del lavoratore affiora con tutta evidenza. Più una persona si </hi><hi rend="CharOverride-1">confronta con un deficit di potere in una relazione strutturata </hi><hi rend="CharOverride-1">e gerarchica quale è il rapporto di lavoro subordinato, osserva </hi><hi rend="CharOverride-1">Del Punta, «minori saranno le capabilities che quella persona possiederà </hi><hi rend="CharOverride-1">in quel contesto. Ne consegue che proteggere e promuovere le </hi><hi rend="CharOverride-1">capabilities del lavoratore implica necessariamente proibire tutte le forme di </hi><hi rend="CharOverride-1">abuso da parte del datore di lavoro […]. Le capabilities che </hi><hi rend="CharOverride-1">ne derivano saranno direttamente proporzionate a quella (parziale) limitazione di </hi><hi rend="CharOverride-1">potere» (Del Punta 2016, qui 395; Del Punta 2019, 90-</hi><hi rend="CharOverride-1">94; Del Punta 2013, 214). Ma nel momento in cui </hi><hi rend="CharOverride-1">«la soggezione a un potere sia una condizione incapacitante» (Del Punta 2013, 214), il CA suggerisce</hi><hi rend="CharOverride-1"> di giustificare forme di tutela sostanziali e procedurali anche in</hi><hi rend="CharOverride-1"> favore di soggetti che, pur non operando nella condizione di</hi><hi rend="CharOverride-1"> squilibrio contrattuale tipica del lavoro subordinato, sono comunque esposti a</hi><hi rend="CharOverride-1"> determinate condizioni di vulnerabilità potenzialmente limitative della loro libertà. Una</hi><hi rend="CharOverride-1"> volta abbracciato l’obiettivo di concorrere allo sviluppo delle </hi><hi rend="italic">capabilities</hi><hi rend="CharOverride-1"> della persona, in effetti, per la razionalità giuslavoristica non appare</hi><hi rend="CharOverride-1"> più giustificabile «non occuparsi della tutela di tutte le forme</hi><hi rend="CharOverride-1"> di lavoro, che siano subordinate o autonome, formali o informali</hi><hi rend="CharOverride-1">» (Del Punta 2016, 400).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Di fianco al generale divieto di ritorsione, in questa prospettiva deve essere inquadrata la </hi><hi rend="CharOverride-1">disposizione del d.lgs. n. 24/2023, in forza della </hi><hi rend="CharOverride-1">quale le rinunce e le transazioni, integrali o parziali, che </hi><hi rend="CharOverride-1">abbiano per oggetto i diritti e le tutele previsti per </hi><hi rend="CharOverride-1">il soggetto segnalante non sono valide, salvo che siano effettuate </hi><hi rend="CharOverride-1">nelle sedi protette di cui all’art. 2113, c. 4, </hi><hi rend="CharOverride-1">Codice civile. Come precisato dalle linee guida dell’ANAC, la </hi><hi rend="italic">ratio</hi><hi rend="CharOverride-1"> sottesa a questa disposizione è «evitare che il segnalante </hi><hi rend="CharOverride-1">e gli altri soggetti considerati dalla disciplina possano essere esposti </hi><hi rend="CharOverride-1">al rischio di dismettere alcuni diritti […] con il solo scopo </hi><hi rend="CharOverride-1">di salvaguardare o ottenere l’occupazione, in assenza di una </hi><hi rend="CharOverride-1">piena consapevolezza circa le norme di legge e i propri </hi><hi rend="CharOverride-1">diritti o per via di una situazione di squilibrio o «</hi><hi rend="CharOverride-1">timore», anche sotto il profilo di eventuali ritorsioni»</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-027">27</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Posto </hi><hi rend="CharOverride-1">che questo rischio non attiene esclusivamente alla posizione del lavoratore subordinato</hi><hi rend="CharOverride-1"> è ragionevole riconoscere la tutela anche in favore di altre</hi><hi rend="CharOverride-1"> categorie di lavoratori.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Se questa previsione si pone in un</hi><hi rend="CharOverride-1"> rapporto di specialità e integrazione rispetto alla norma generale sulle</hi><hi rend="CharOverride-1"> rinunzie e transazioni di cui all’art. 2113 del Codice</hi><hi rend="CharOverride-1"> civile, in ragione della applicabilità della tutela anche ai whistleblowers</hi><hi rend="CharOverride-1"> coinvolti in rapporti non riconducibili alle fattispecie di cui all</hi><hi rend="CharOverride-1">’art. 409 del Codice di procedura civile</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-026">28</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, profili di </hi><hi rend="CharOverride-1">ulteriore eccezionalità assume la disposizione che, nell’ambito di procedimenti </hi><hi rend="CharOverride-1">giudiziari aventi ad oggetto l’accertamento dei comportamenti, atti o </hi><hi rend="CharOverride-1">omissioni di natura ritorsiva, pone a carico del soggetto che </hi><hi rend="CharOverride-1">ha adottato tali condotte l’onere di provare che le </hi><hi rend="CharOverride-1">stesse siano state motivate da ragioni estranee alla segnalazione</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-025">29</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Si</hi><hi rend="CharOverride-1"> tratta del meccanismo processuale già introdotto dalla L. 30 novembre</hi><hi rend="CharOverride-1"> 2017, n. 179 (Pizzuti 2019, 154-156; Peruzzi 2020) sia</hi><hi rend="CharOverride-1"> per il pubblico impiego</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-024">30</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1"> che per l’impiego privato</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-023">31</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, in base al quale una volta che la persona segnalante abbia dimostrato la consequenzialità temporale tra un danno subito</hi><hi rend="CharOverride-1"> e la segnalazione effettuata in conformità ai dettami della normativa</hi><hi rend="CharOverride-1"> vigente, l’onere della prova si sposta sul soggetto che</hi><hi rend="CharOverride-1"> ha compiuto la presunta azione pregiudizievole, al quale spetta dimostrare</hi><hi rend="CharOverride-1"> che il provvedimento adottato non era in alcun modo connesso</hi><hi rend="CharOverride-1"> all’esercizio del diritto di whistleblowing. Non è da escludersi</hi><hi rend="CharOverride-1"> in effetti la circostanza che, per giustificare la legittimità del</hi><hi rend="CharOverride-1"> comportamento adottato, in sede giudiziale vengano addotti motivi diversi dalla</hi><hi rend="CharOverride-1"> segnalazione</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-022">32</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, nel qual caso può essere difficile per le </hi><hi rend="CharOverride-1">persone segnalanti, quale che sia il loro status contrattuale, «dimostrare </hi><hi rend="CharOverride-1">il nesso tra la segnalazione e la ritorsione, mentre gli </hi><hi rend="CharOverride-1">autori delle ritorsioni possono disporre di maggiori poteri e risorse </hi><hi rend="CharOverride-1">per documentare le loro azioni e le loro ragioni»</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-021">33</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">L’accertamento del carattere ritorsivo del provvedimento censurato e della relativa consequenzialità temporale con</hi><hi rend="CharOverride-1"> la segnalazione di un illecito è affidato all’ANAC, l</hi><hi rend="CharOverride-1">’Autorità Nazionale Anticorruzione. Ma come ulteriormente precisato dalle linee guida</hi><hi rend="CharOverride-1"> della stessa Autorità, l’intento ritorsivo si presume e, trattandosi</hi><hi rend="CharOverride-1"> di una presunzione di responsabilità, «è necessario che le prove</hi><hi rend="CharOverride-1"> in senso contrario emergano nel contraddittorio con ANAC»</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-020">34</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Una</hi><hi rend="CharOverride-1"> volta accertate l’ammissibilità della comunicazione e la natura ritorsiva</hi><hi rend="CharOverride-1"> dei comportamenti o delle omissioni, ne consegue la loro nullit</hi><hi rend="CharOverride-1">à e l’ANAC avvia il procedimento sanzionatorio, applicando le sanzioni amministrative pecuniarie di cui all’art. 21, </hi><hi rend="CharOverride-1">d.lgs. n. 24/2023. Spetterà poi al giudice ordinario </hi><hi rend="CharOverride-1">adottare le misure, anche cautelari</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-019">35</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, a tutela del soggetto segnalante</hi><hi rend="CharOverride-1">, incluso il risarcimento del danno, l’ordine di cessazione della</hi><hi rend="CharOverride-1"> condotta posta in essere in violazione del divieto di ritorsioni</hi><hi rend="CharOverride-1"> e la dichiarazione di nullità degli atti adottati, dalla quale</hi><hi rend="CharOverride-1"> scaturisce, in caso di licenziamento, l’ordine di reintegro. In</hi><hi rend="CharOverride-1"> linea con le acquisizioni già sedimentate sul piano dell’elaborazione</hi><hi rend="CharOverride-1"> dottrinale</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-018">36</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, infatti, l’art. 24, c. 3, d.lgs. </hi><hi rend="CharOverride-1">n. 24/2023, ha opportunamente modificato l’art. 4, l. </hi><hi rend="CharOverride-1">15 luglio 1966, n. 604, prevedendo, tra i licenziamenti nulli, </hi><hi rend="CharOverride-1">anche quelli conseguenti all’esercizio del diritto di whistleblowing. Il </hi><hi rend="CharOverride-1">medesimo decreto ha previsto, all’art. 19, c. 3, che </hi><hi rend="CharOverride-1">i lavoratori licenziati a causa della segnalazione, della divulgazione pubblica </hi><hi rend="CharOverride-1">o della denuncia abbiano diritto a essere reintegrati nel posto </hi><hi rend="CharOverride-1">di lavoro, ai sensi dell’art. 18, l. 20 maggio </hi><hi rend="CharOverride-1">1970, n. 300 o dell’art. 2, d.lgs. 4 </hi><hi rend="CharOverride-1">marzo 2015, n. 23.</hi></p></div><div><head><hi>6. Strumenti a presidio della effettività </hi><hi>del diritto</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La discussione dei profili sostanziali del diritto di </hi><hi rend="CharOverride-1">whistleblowing conferma, insomma, che il riconoscimento di diritti soggettivi resta </hi><hi rend="CharOverride-1">un passaggio fondamentale non solo per garantire la libertà di </hi><hi rend="CharOverride-1">scelta delle persone, ma anche per promuovere il suo effettivo </hi><hi rend="CharOverride-1">esercizio (Del Punta 2013, 211). Un passaggio fondamentale ma non </hi><hi rend="CharOverride-1">sufficiente, ci ricorda Del Punta. Perché nella prospettiva del CA, </hi><hi rend="CharOverride-1">più che il formale riconoscimento dei diritti, ciò che conta </hi><hi rend="CharOverride-1">è il dato della loro effettività (Del Punta 2016, 389, </hi><hi rend="CharOverride-1">392 e 399; Del Punta 2019, 98). Da qui la </hi><hi rend="CharOverride-1">rilevanza di istituti, procedure e meccanismi istituzionali di tipo promozionale </hi><hi rend="CharOverride-1">che, valorizzando una declinazione attiva del principio di sussidiarietà, contribuiscano </hi><hi rend="CharOverride-1">a «mobilitare la conoscenza e il comportamento degli attori coinvolti» </hi><hi rend="CharOverride-1">(Del Punta 2016, 400).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Accanto alle specifiche competenze para-giudiziali affidate all’ANAC, a questo</hi><hi rend="CharOverride-1"> scopo concorrono talune previsioni di carattere procedurale, tra cui particolare</hi><hi rend="CharOverride-1"> importanza riveste l’obbligo per imprese ed enti pubblici di</hi><hi rend="CharOverride-1"> istituire canali di segnalazione interna</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-017">37</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1"> e per le autorità </hi><hi rend="CharOverride-1">pubbliche di istituire canali di segnalazione esterna</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-016">38</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Si tratta di</hi><hi rend="CharOverride-1"> procedure e canali istituzionali coessenziali non solo all’effettivo esercizio</hi><hi rend="CharOverride-1"> del diritto di whistleblowing, ma anche alla sua legittima fruizione</hi><hi rend="CharOverride-1">. Da essi dipende infatti la possibilità di assicurare la riservatezza</hi><hi rend="CharOverride-1"> dell’identità della persona segnalante e delle persone menzionate nella</hi><hi rend="CharOverride-1"> segnalazione, nonché del contenuto della segnalazione e della relativa documentazione</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-015">39</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Trattasi invero di dispositivi attraverso cui il legislatore euro-</hi><hi rend="CharOverride-1">unitario persegue l’obiettivo di contemperare il diritto del soggetto </hi><hi rend="CharOverride-1">segnalante e della collettività con gli interessi patrimoniali (reputazionali, di </hi><hi rend="CharOverride-1">concorrenza ecc.) del soggetto pubblico o privato oggetto di segnalazione</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-014">40</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, sul presupposto che la stessa possa dare luogo a un</hi><hi rend="CharOverride-1"> danno ingiusto (di immagine e di mercato) quando non fosse</hi><hi rend="CharOverride-1"> veritiera</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-013">41</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Lo stesso </hi><hi rend="italic">favor</hi><hi rend="CharOverride-1"> del legislatore euro-unitario verso </hi><hi rend="CharOverride-1">la gestione interna della segnalazione, rispetto alle segnalazioni esterne</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-012">42</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1"> e</hi><hi rend="CharOverride-1"> alle divulgazioni pubbliche</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-011">43</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, risponde ad una logica di sussidiarietà </hi><hi rend="CharOverride-1">che si può presumere essere maggiormente funzionale al bilanciamento dei </hi><hi rend="CharOverride-1">diversi interessi in gioco, tra i quali particolare rilievo assume </hi><hi rend="CharOverride-1">il rapporto tra segreto aziendale e obbligo di fedeltà, da </hi><hi rend="CharOverride-1">un lato, e libertà di pensiero, dall’altro (Ghera, Valente </hi><hi rend="CharOverride-1">2021). Non solo. Il Considerando 47 della Direttiva precisa che </hi><hi rend="CharOverride-1">il favore verso l’utilizzo dei canali di segnalazione interni </hi><hi rend="CharOverride-1">è un principio volto a promuovere «una cultura della buona comunicazione e della </hi><hi rend="CharOverride-1">responsabilità sociale d’impresa all’interno delle organizzazioni nel cui </hi><hi rend="CharOverride-1">ambito le persone segnalanti sono considerate elementi che contribuiscono in </hi><hi rend="CharOverride-1">modo significativo all’autocorrezione e all’eccellenza». È questa una </hi><hi rend="CharOverride-1">tecnica legislativa di tipo promozionale che si pone in sintonia </hi><hi rend="CharOverride-1">con la logica del CA, le cui premesse assiologiche tendono </hi><hi rend="CharOverride-1">a ridimensionare il presupposto conflittuale delle relazioni tra impresa e </hi><hi rend="CharOverride-1">lavoro, assegnando pari importanza agli elementi della fiducia e della </hi><hi rend="CharOverride-1">collaborazione (Del Punta 2019, 95). Ciò non significa disconoscere la </hi><hi rend="CharOverride-1">componente conflittuale delle relazioni di lavoro, da intendere in termini </hi><hi rend="CharOverride-1">di conflitto di interessi tra le parti del contratto e </hi><hi rend="CharOverride-1">del rapporto. Significa, piuttosto, relativizzarla, riconoscendo e promuovendo la possibilità </hi><hi rend="CharOverride-1">di modelli organizzativi nel contesto dei quali si possa realizzare </hi><hi rend="CharOverride-1">un equilibrio, se non un allineamento, tra obiettivi economici e </hi><hi rend="CharOverride-1">sviluppo della persona, ferma restando la prospettiva che, ove ciò </hi><hi rend="CharOverride-1">non avvenga, possano intervenire in via sussidiaria dispositivi normativi di natura</hi><hi rend="CharOverride-1"> correttiva. Esemplificative in tal senso sono le previsioni che abilitano</hi><hi rend="CharOverride-1"> il ricorso alla segnalazione esterna e alla divulgazione pubblica qualora</hi><hi rend="CharOverride-1"> «la persona segnalante abbia fondati motivi di ritenere che, se</hi><hi rend="CharOverride-1"> effettuasse una segnalazione interna, alla stessa non sarebbe dato efficace</hi><hi rend="CharOverride-1"> seguito ovvero che la stessa segnalazione possa determinare il rischio</hi><hi rend="CharOverride-1"> di ritorsione»</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-010">44</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Come evidenziato nello Staff Working Document della</hi><hi rend="CharOverride-1"> Commissione, d’altro canto, l’intervento legislativo non è di</hi><hi rend="CharOverride-1"> per sé sufficiente ad assicurare l’effettività del diritto di</hi><hi rend="CharOverride-1"> whistleblowing: occorrono misure di sostegno che promuovano l’esercizio di</hi><hi rend="CharOverride-1"> questo diritto azionando le leve della conoscenza, della informazione e</hi><hi rend="CharOverride-1"> della trasparenza</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-009">45</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. In questa prospettiva si inquadrano le disposizioni </hi><hi rend="CharOverride-1">del d.lgs. n. 24/2023 che prevedono obblighi di </hi><hi rend="CharOverride-1">informazione in capo alle imprese e agli enti pubblici sul </hi><hi rend="CharOverride-1">canale, sulle procedure e sulle condizioni per effettuare le segnalazioni</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-008">46</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. L’ANAC è deputata a fornire informazioni sull’uso dei canali di segnalazione, nonché sulle misure di protezione</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-007">47</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Le</hi><hi rend="CharOverride-1"> medesime informazioni devono essere pubblicizzate sul proprio sito internet, in</hi><hi rend="CharOverride-1"> una sezione dedicata, facilmente identificabile ed accessibile</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-006">48</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Non minore </hi><hi rend="CharOverride-1">importanza rivestono, in un’ottica di </hi><hi rend="italic">capability</hi><hi rend="CharOverride-1">, le risorse economiche </hi><hi rend="CharOverride-1">e professionali necessarie a garantire un efficiente funzionamento della infrastruttura </hi><hi rend="CharOverride-1">istituzionale preposta alla promozione del diritto di whistleblowing. Del Punta </hi><hi rend="CharOverride-1">riporta sovente l’esempio dei servizi per l’impiego, osservando </hi><hi rend="CharOverride-1">come «l’efficienza dei servizi per chi cerca lavoro è </hi><hi rend="CharOverride-1">più importante di ogni solenne proclamazione del diritto al lavoro» </hi><hi rend="CharOverride-1">(Del Punta 2016, qui 399; Del Punta 2013, 210 e 214). </hi><hi rend="CharOverride-1">Ma a conclusioni analoghe si giunge con riferimento al diritto </hi><hi rend="CharOverride-1">di whistleblowing</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-005">49</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Si giustificano in questa prospettiva le disposizioni relative</hi><hi rend="CharOverride-1"> alla specifica formazione del personale addetto alla gestione dei canali</hi><hi rend="CharOverride-1"> di segnalazione interna ed esterna</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-004">50</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, nonché la previsione di </hi><hi rend="CharOverride-1">una integrazione della dotazione organica dell’ANAC finalizzata ad «assicurare </hi><hi rend="CharOverride-1">un presidio costante delle procedure e delle attività delineate dal </hi><hi rend="CharOverride-1">presente decreto»</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-003">51</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Non solo. Ai sensi dell’art. 20, </hi><hi rend="CharOverride-1">c. 1, della Direttiva, ai soggetti segnalanti va garantito l’</hi><hi rend="CharOverride-1">accesso ad una serie di misure di sostegno, tra cui </hi><hi rend="CharOverride-1">informazioni e consulenze esaustive, indipendenti, gratuite e facilmente accessibili al </hi><hi rend="CharOverride-1">pubblico sulle procedure e sui mezzi per la protezione dalle </hi><hi rend="CharOverride-1">ritorsioni e sui diritti della persona coinvolta (lettera a); patrocinio </hi><hi rend="CharOverride-1">a spese dello Stato nell’ambito di ulteriori procedimenti e </hi><hi rend="CharOverride-1">consulenze legali o altri tipi di assistenza legale (lettera c). </hi><hi rend="CharOverride-1">Nel dare parziale attuazione a questa previsione, l’art. 18, </hi><hi rend="CharOverride-1">d.lgs. n. 24/2023 ha disposto che, a queste </hi><hi rend="CharOverride-1">misure possono concorrere gli enti del Terzo Settore che abbiano </hi><hi rend="CharOverride-1">stipulato convenzioni con ANAC.</hi></p></div><div><head><hi>7. Conclusioni</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">In una amichevole ma </hi><hi rend="CharOverride-1">pungente critica alla lettura che Del Punta ha offerto del </hi><hi rend="CharOverride-1">CA, Davidov ha posto in evidenza come la stessa, anziché </hi><hi rend="CharOverride-1">offrire un solido fondamento normativo al diritto del lavoro, rischi di rappresentare nulla più che una griglia descrittiva dei</hi><hi rend="CharOverride-1"> diritti esistenti nella disciplina giuslavoristica, con l’aggiunta della parola</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic">capability</hi><hi rend="CharOverride-1"> (Davidov 2019, 60). Nell’economia di questo scritto non</hi><hi rend="CharOverride-1"> è possibile rivolgere a questa autorevole critica l’attenzione che</hi><hi rend="CharOverride-1"> merita. All’esito dell’analisi proposta, è tuttavia possibile concludere</hi><hi rend="CharOverride-1"> che non è certo questo il caso per il diritto</hi><hi rend="CharOverride-1"> di whistleblowing. Per come disciplinato nel quadro del diritto euro</hi><hi rend="CharOverride-1">-unitario, questo diritto non può essere interamente razionalizzato secondo la</hi><hi rend="CharOverride-1"> prospettiva giuslavoristica tradizionale. Riprova ne sono tanto l’ampiezza del</hi><hi rend="CharOverride-1"> campo di applicazione del diritto e del relativo apparato protettivo</hi><hi rend="CharOverride-1">, quanto la finalizzazione ultima della tutela, quanto le tecniche attraverso</hi><hi rend="CharOverride-1"> cui la stessa si concretizza.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">D’altro canto, l’analisi</hi><hi rend="CharOverride-1"> della disciplina euro-unitaria del diritto di whistleblowing mostra come</hi><hi rend="CharOverride-1"> l’utilità del CA stia nel giustificare la dimensione pi</hi><hi rend="CharOverride-1">ù dinamica del diritto del lavoro, cioè quella che riconosce e promuove la soggettività del lavoratore attraverso </hi><hi rend="CharOverride-1">l’esercizio delle sue libertà fondamentali (Del Punta 2019, 99; </hi><hi rend="CharOverride-1">Langille 2019, 130). E nella misura in cui queste libertà </hi><hi rend="CharOverride-1">si connettono ad un interesse pubblico generale, il loro esercizio </hi><hi rend="CharOverride-1">deve essere garantito e promosso al livello più alto, attraverso </hi><hi rend="CharOverride-1">un mix di tutele che, a prescindere dalla qualificazione della </hi><hi rend="CharOverride-1">natura contrattuale del rapporto, vanno dalla tecnica della inderogabilità a </hi><hi rend="CharOverride-1">dispositivi di tipo promozionale e incentivante l’esercizio delle libertà </hi><hi rend="CharOverride-1">sostanziali del lavoratore come persona</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-002">52</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Con la conseguenza che, da</hi><hi rend="CharOverride-1"> un lato, l’intervento della norma inderogabile di legge e</hi><hi rend="CharOverride-1"> contrattazione collettiva diventa un mezzo sussidiario allo sviluppo delle </hi><hi rend="italic">capabilities</hi><hi rend="CharOverride-1">, dall’altro, «la disparità di potere perde il rango di base fondazionale del diritto del lavoro, e viene </hi><hi rend="CharOverride-1">derubricata ad </hi><hi rend="italic">ostacolo da rimuovere in vista del massimo sviluppo </hi><hi rend="italic">delle capacità dei lavoratori</hi><hi rend="CharOverride-1">» (Del Punta 2013, 215).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il diritto </hi><hi rend="CharOverride-1">di whistleblowing è ovviamente solo un esempio, del quale resta </hi><hi rend="CharOverride-1">tutto da verificare il riscontro sul piano della realtà effettuale </hi><hi rend="CharOverride-1">delle relazioni di lavoro. Ma è un esempio che, pur </hi><hi rend="CharOverride-1">nella limitatezza e specificità del caso, vale a dare concretezza </hi><hi rend="CharOverride-1">alla convinzione per cui l’innovazione che il CA può </hi><hi rend="CharOverride-1">offrire alla cultura giuslavoristica sia da ricercare nello sviluppo di una nuova idea di giustizia, che </hi><hi rend="CharOverride-1">trovi fondamento nell’impegno attivo dei lavoratori e delle lavoratrici, </hi><hi rend="CharOverride-1">i quali non siano più considerati soltanto come soggetti deboli </hi><hi rend="CharOverride-1">da tutelare, bensì come persone capaci di mobilitare la loro </hi><hi rend="CharOverride-1">autonomia e la loro responsabilità coniugando la dimensione dei diritti </hi><hi rend="CharOverride-1">con quella dei doveri (Del Punta 2016, 401; Routh 2019, </hi><hi rend="CharOverride-1">118). In altre parole, come persone dotate di senso civico, </hi><hi rend="CharOverride-1">delle quali «l’azione pubblica e quella collettiva debbono sostenere </hi><hi rend="CharOverride-1">le competenze, lo spirito di iniziativa, la capacità di fare </hi><hi rend="CharOverride-1">scelte, ergo l’autonomia collegata alla responsabilità» (Del Punta 2020, </hi><hi rend="CharOverride-1">qui 53).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Se si risale alle origini antiche del diritto </hi><hi rend="CharOverride-1">di whistleblowing si ritrova esattamente questo: l’obiettivo di «combattere </hi><hi rend="CharOverride-1">l’illegalità facendo leva sul senso di appartenenza alla collettività </hi><hi rend="CharOverride-1">dei cittadini e sulla loro disponibilità a divenire non solo esecutori passivi delle norme, bensì protagonisti attuatori </hi><hi rend="CharOverride-1">dei princìpi cardinali dell’ordinamento» (Pizzuti 2019, XIII). Da qui </hi><hi rend="CharOverride-1">l’idea del diritto di whistleblowing come leva di </hi><hi rend="italic">capability</hi><hi rend="CharOverride-1">, </hi><hi rend="CharOverride-1">che si pone in perfetta consonanza con una lettura costituzionalmente </hi><hi rend="CharOverride-1">orientata di questo diritto, tesa a riscoprire e valorizzare il </hi><hi rend="CharOverride-1">rapporto di </hi><hi rend="italic">complementarità</hi><hi rend="CharOverride-1"> e </hi><hi rend="italic">continuità</hi><hi rend="CharOverride-1"> tra i valori di libertà </hi><hi rend="CharOverride-1">e di uguaglianza sostanziale proclamati all’art. 3, c. 2, Cost., «dei quali il </hi><hi rend="CharOverride-1">principio seniano (</hi><hi rend="italic">rectius</hi><hi rend="CharOverride-1">, di derivazione seniana) di «</hi><hi rend="italic">eguale capacità</hi><hi rend="CharOverride-1">» può </hi><hi rend="CharOverride-1">considerarsi una sintesi» (Del Punta 2013, 217). Questi due valori, </hi><hi rend="CharOverride-1">nella lettura qui proposta del pensiero di Del Punta, sono </hi><hi rend="CharOverride-1">due semicerchi della medesima circonferenza nella quale è racchiusa la </hi><hi rend="CharOverride-1">ragione d’essere del diritto del lavoro. Per quasi un </hi><hi rend="CharOverride-1">secolo, nel discorso giuslavoristico il principio di libertà sostanziale è </hi><hi rend="CharOverride-1">rimasto in filigrana</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-001">53</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">: il </hi><hi rend="italic">capability approach</hi><hi rend="CharOverride-1"> ha consentito a Del</hi><hi rend="CharOverride-1"> Punta non solo di gettare luce sulla parte in ombra</hi><hi rend="CharOverride-1"> della circonferenza, ma di porre le basi per costruire un</hi><hi rend="CharOverride-1"> ponte tra il passato e il futuro del diritto del</hi><hi rend="CharOverride-1"> lavoro.</hi></p></div><div><head><hi>8. Postilla. Ricordi del dialogo con il Professor Del</hi><hi> Punta</hi><hi rend="notes_number CharOverride-3"><hi><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-000">-1</ref></hi></hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il mio incontro con il Professor Del Punta </hi><hi rend="CharOverride-1">risale al gennaio del 2017.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">In realtà avevo già incontrato </hi><hi rend="CharOverride-1">il Professore in diverse occasioni, e avevo avuto modo di </hi><hi rend="CharOverride-1">conoscerlo più da vicino nel suo ruolo di revisore della </hi><hi rend="italic">DRI (Diritto delle relazioni industriali</hi><hi rend="CharOverride-1">), quando ero redattore capo di </hi><hi rend="CharOverride-1">quella rivista. Ma lo scambio era rimasto per lo più </hi><hi rend="CharOverride-1">su un piano formale, sebbene la corrispondenza con lui fosse stata in </hi><hi rend="CharOverride-1">quel periodo davvero intensa. Del Punta, del resto, era uno </hi><hi rend="CharOverride-1">dei revisori più sollecitati dalla direzione della rivista. Sia per </hi><hi rend="CharOverride-1">il grande numero di proposte di pubblicazione su tematiche di </hi><hi rend="CharOverride-1">sua stretta competenza che i direttori ricevevano all’indomani della </hi><hi rend="CharOverride-1">c.d. riforma Fornero e nella stagione post </hi><hi rend="italic">Jobs Act</hi><hi rend="CharOverride-1">. </hi><hi rend="CharOverride-1">Sia per la qualità, la puntualità e lo spirito costruttivo </hi><hi rend="CharOverride-1">che caratterizzavano i suoi referaggi. Referaggi che anche quando restituivano </hi><hi rend="CharOverride-1">giudizi severi e negativi, non erano mai un «esercizio di </hi><hi rend="CharOverride-1">potere»: profondamente rispettosi del pluralismo dottrinale, rappresentavano per l’autore </hi><hi rend="CharOverride-1">una opportunità di riflessione e miglioramento.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">L’occasione dell’incontro </hi><hi rend="italic">scientifico</hi><hi rend="CharOverride-1"> con Del Punta era stata creata da Michele Tiraboschi. </hi><hi rend="CharOverride-1">Al Professor Tiraboschi avevo sottoposto a revisione le bozze dei </hi><hi rend="CharOverride-1">primi capitoli della mia monografia su diritto del lavoro e </hi><hi rend="CharOverride-1">ambiente (Tomassetti 2018). Tiraboschi sapeva della mia ammirazione verso Del </hi><hi rend="CharOverride-1">Punta e aveva visto in lui un interlocutore privilegiato per </hi><hi rend="CharOverride-1">il successivo sviluppo del mio libro. Del Punta non esitò </hi><hi rend="CharOverride-1">ad accettare, aprendo subito uno spazio di dialogo su un argomento di reciproco interesse, di cui lui era stato</hi><hi rend="CharOverride-1"> un precursore. A Del Punta si deve infatti il primo</hi><hi rend="CharOverride-1"> saggio seminale su tutela della sicurezza sul lavoro e questione</hi><hi rend="CharOverride-1"> ambientale comparso proprio sulla </hi><hi rend="italic">DRI </hi><hi rend="CharOverride-1">nel 1999 (Del Punta 1999</hi><hi rend="CharOverride-1">). Un saggio che ha rappresentato la stella polare del mio</hi><hi rend="CharOverride-1"> lavoro monografico e che ancora oggi è considerata una pietra</hi><hi rend="CharOverride-1"> miliare per chi continua a cimentarsi sul tema.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Ma non</hi><hi rend="CharOverride-1"> solo per questo Del Punta è stato per me una</hi><hi rend="CharOverride-1"> fonte di ispirazione. Da giovane studioso del diritto del lavoro</hi><hi rend="CharOverride-1"> ero attratto dalla sua instancabile ricerca di un orizzonte di</hi><hi rend="CharOverride-1"> senso della nostra materia. Come per molti giuslavoristi della mia</hi><hi rend="CharOverride-1"> generazione, ero particolarmente affascinato dalla prospettiva filosofica della sua più</hi><hi rend="CharOverride-1"> recente produzione scientifica. Ricordo ancora l’emozione quando il Professore</hi><hi rend="CharOverride-1"> accettò l’invito a presentare, per la prima volta in</hi><hi rend="CharOverride-1"> Italia, il saggio sul </hi><hi rend="italic">capability approach</hi><hi rend="CharOverride-1"> (Del Punta 2016) alla</hi><hi rend="CharOverride-1"> scuola di dottorato di ADAPT, a Bergamo. Fu quella l</hi><hi rend="CharOverride-1">’occasione in cui emerse chiaramente la comune fiducia nelle capacità</hi><hi rend="CharOverride-1"> e nelle possibilità trasformative del diritto del lavoro. Una fiducia</hi><hi rend="CharOverride-1"> non certo velleitaria, ma anzi fondata sul principio di realt</hi><hi rend="CharOverride-1">à e fortemente condizionata dalla corretta identificazione dell’agenda della materia, o se si vuole, «dei luoghi stessi dove </hi><hi rend="CharOverride-1">si produce il diritto», come amava dire il Professore, avendo </hi><hi rend="CharOverride-1">in mente il ruolo della contrattazione collettiva, soprattutto decentrata.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il </hi><hi rend="CharOverride-1">seminario di Bergamo fu anche l’occasione per discutere di </hi><hi rend="CharOverride-1">un’altra comune convinzione: quella che l’analisi tecnica del </hi><hi rend="CharOverride-1">diritto del lavoro non possa prescindere da una riflessione più </hi><hi rend="CharOverride-1">ampia sul senso della nostra materia. Sulla funzione del diritto </hi><hi rend="CharOverride-1">del lavoro nella storia. E quindi sul problema della sua </hi><hi rend="CharOverride-1">effettività. Sulla effettività delle regole e delle istituzioni che governano </hi><hi rend="CharOverride-1">il mercato del lavoro e i rapporti tra persona e </hi><hi rend="CharOverride-1">impresa. Da qui lo sforzo di razionalizzazione del </hi><hi rend="italic">capability approach</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="CharOverride-1">nel diritto del lavoro, che in fondo ha rappresentato in </hi><hi rend="CharOverride-1">Del Punta il principale tentativo di dare risposta alla crisi </hi><hi rend="CharOverride-1">di effettività delle istituzioni e delle categorie fondative della nostra </hi><hi rend="CharOverride-1">materia (Del Punta 2013; Del Punta 2016; Del Punta 2019).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nonostante l’incoraggiamento verso la sperimentazione, l’innovazione e il contatto </hi><hi rend="CharOverride-1">con altre discipline, Del Punta ha sempre cercato di sensibilizzarmi </hi><hi rend="CharOverride-1">sulla opportunità di ricercare spazi di convergenza e continuità tra </hi><hi rend="CharOverride-1">le istanze di rinnovamento della materia e i presupposti fondativi </hi><hi rend="CharOverride-1">del diritto del lavoro. La sua stessa enfasi dottrinale sulla </hi><hi rend="CharOverride-1">libertà della persona, del resto, non si è mai posta </hi><hi rend="CharOverride-1">in contraddizione con il valore dell’uguaglianza (si veda, in </hi><hi rend="CharOverride-1">particolare, Del Punta 2013). Dal dialogo su questi aspetti è </hi><hi rend="CharOverride-1">derivata l’intuizione di leggere il rapporto lavoro e ambiente </hi><hi rend="CharOverride-1">in un’ottica di </hi><hi rend="italic">capability</hi><hi rend="CharOverride-1">, valorizzando il dato della libertà </hi><hi rend="CharOverride-1">di scelta della persona, come istanza normativa attraverso cui decostruire </hi><hi rend="CharOverride-1">la contrapposizione tra tutela del lavoro e tutela dell’ambiente, </hi><hi rend="CharOverride-1">ma riconoscendo al contempo che quando quella contrapposizione si manifesta, </hi><hi rend="CharOverride-1">ci troviamo di fronte alla più drammatica espressione della comune </hi><hi rend="CharOverride-1">condizione di mercificazione della persona e della natura.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">È impossibile </hi><hi rend="CharOverride-1">condensare in poche parole il debito scientifico che ho nei </hi><hi rend="CharOverride-1">confronti di Del Punta. Pur non essendo stato un suo </hi><hi rend="CharOverride-1">allievo, il Professor Del Punta è stato per me un maestro. Un esempio di leadership. Un punto </hi><hi rend="CharOverride-1">di riferimento, capace non già di indicare un percorso prescritto </hi><hi rend="CharOverride-1">o una meta da raggiungere. Ma una persona in grado </hi><hi rend="CharOverride-1">di innanzitutto di ascoltare. Di ascoltare e di facilitare ciascuno </hi><hi rend="CharOverride-1">a trovare il proprio percorso, infondendo fiducia, motivazione e passione.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">A proposito di passione. Conservo con grande nostalgia e commozione </hi><hi rend="CharOverride-1">il ricordo di un seminario al quale partecipammo insieme nell’</hi><hi rend="CharOverride-1">ambito di una conferenza del </hi><hi rend="italic">Labour Law Research Network</hi><hi rend="CharOverride-1"> (LLRN) </hi><hi rend="CharOverride-1">a Santiago del Chile. Eravamo seduti distanti ma uno di </hi><hi rend="CharOverride-1">fronte all’altro. Era un seminario intitolato «labour of love» – </hi><hi rend="CharOverride-1">il lavoro che si fa per passione, per amore. L’</hi><hi rend="CharOverride-1">acceso dibattito verteva sulla zona grigia che esiste tra quello </hi><hi rend="CharOverride-1">che, come ricercatori, scegliamo di fare per interesse e passione </hi><hi rend="CharOverride-1">e le scelte obbligate che ci vengono imposte dall’essere </hi><hi rend="CharOverride-1">parte dell’ordinamento accademico. Dall’essere parte di un percorso </hi><hi rend="CharOverride-1">professionale privilegiato ma anche fortemente competitivo. Dove spesso si ha </hi><hi rend="CharOverride-1">l’impressione che «chi si ferma è perduto». Un percorso </hi><hi rend="CharOverride-1">fatto di compromessi, rinunce, grandi soddisfazioni ma altrettanto grandi frustrazioni.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Anche in quella occasione con il Professore avevamo condiviso una lettura </hi><hi rend="CharOverride-1">del problema in chiave di antropologia positiva. Una lettura che </hi><hi rend="CharOverride-1">senza rifuggire dal confronto sui grandi temi del precariato e </hi><hi rend="CharOverride-1">dello sfruttamento del lavoro in università, mettesse al centro del </hi><hi rend="CharOverride-1">discorso, ancora una volta, lo sviluppo della persona e il </hi><hi rend="CharOverride-1">senso del lavoro: il fine ultimo del nostro percorso, perché </hi><hi rend="CharOverride-1">lo percorriamo e insieme a chi. Del Punta vedeva nel </hi><hi rend="CharOverride-1">senso del lavoro non solo il principale canale di umanizzazione </hi><hi rend="CharOverride-1">e liberazione della persona, ma anche una bussola per orientare </hi><hi rend="CharOverride-1">le nostre scelte e il nostro impegno accademico.</hi></p></div><div><head><hi>Riferimenti bibliografici</hi></head><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Allamprese, A., Tonelli, R. 2023. “«Nuove tutele» e occasioni perdute: </hi><hi rend="CharOverride-1">alcune osservazioni sul d.lgs. n. 24/2023 in materia </hi><hi rend="CharOverride-1">di whistleblowing.” </hi><hi rend="italic">Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale </hi><hi rend="CharOverride-1">3: 447-460.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Boscati, A. 2020. “La disciplina del whistleblowing nel settore privato nella </hi><hi rend="CharOverride-1">prospettiva dell’attuazione della direttiva comunitaria.” </hi><hi rend="italic">Argomenti di diritto del </hi><hi rend="italic">lavoro</hi><hi rend="CharOverride-1"> 5: 1056-1081.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Cabrelli, D., Zahn, R. 2017. “Theories </hi><hi rend="CharOverride-1">of domination and labour law: an alternative conception for intervention?.” </hi><hi rend="italic">International Journal of Comparative Labour Law and Industrial Relations</hi><hi rend="CharOverride-1"> 1: </hi><hi rend="CharOverride-1">339-364.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Carinci, M.T. 2014. “Whistleblowing in Italy: rights </hi><hi rend="CharOverride-1">and protections for employees.” </hi><hi rend="italic">WP C.S.D.L.E. “</hi><hi rend="italic">Massimo D’Antona”.INT – 106/2014</hi><hi rend="CharOverride-1">: 1-25.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Collins, H. </hi><hi rend="CharOverride-1">2019. “What Sen’s capability approach offer to labour law?.” </hi><hi rend="CharOverride-1">In </hi><hi rend="italic">The capability approach to labour law</hi><hi rend="CharOverride-1">, a cura di, Brian Langille, 21-</hi><hi rend="CharOverride-1">41. 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Milano: Mondadori.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Sen, A</hi><hi rend="CharOverride-1">. 2007. </hi><hi rend="italic">La libertà individuale come impegno sociale</hi><hi rend="CharOverride-1">. Roma-Bari: Laterza</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Sen, A. 2000. “Work and rights.” </hi><hi rend="italic">International Labour Review</hi><hi rend="CharOverride-1">, 2: 119-128.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Tomassetti, P. 2018. </hi><hi rend="italic">Diritto</hi><hi rend="italic"> del lavoro e ambiente</hi><hi rend="CharOverride-1"> (Bergamo: Adapt University Press).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Vallebona, A</hi><hi rend="CharOverride-1">. 2011. “Giustizia sociale: Eraclito surclassa Sen.” </hi><hi rend="italic">Argomenti di diritto del lavoro</hi><hi rend="CharOverride-1"> 3: 481-483.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Vitaletti, </hi><hi rend="CharOverride-1">M. 2020. “La direttiva europea in materia di whistleblowing. Effetti </hi><hi rend="CharOverride-1">e ricadute sulla tutela della «persona» nel diritto del lavoro.</hi><hi rend="CharOverride-1">” </hi><hi rend="italic">Massimario di giurisprudenza del lavoro</hi><hi rend="CharOverride-1"> 2: 447-465.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Vitaletti, M. 2019. “Il </hi><hi rend="CharOverride-1">lavoratore «segnalante» nell’impresa privata. Il perimetro della tutela del «</hi><hi rend="CharOverride-1">whistleblower».” </hi><hi rend="italic">Diritto delle relazioni industriali</hi><hi rend="CharOverride-1"> 2: 492-512.</hi></p><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-053-backlink">1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Davidov</hi><hi rend="CharOverride-1"> 2016, 65-67. Criticismo costruttivo, anche in dialogo con lo</hi><hi rend="CharOverride-1"> stesso Del Punta, affiora in Davidov 2019, 57-59.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-052-backlink">2</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Collins 2019, con cui Del Punta entra in dialogo nel contributo comparso sullo stesso</hi><hi rend="CharOverride-1"> volume. Sulla scorta di Collins, cfr. Giubboni 2023.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-051-backlink">3</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Emblematico è il confronto tra Del Punta, Caruso (2016) e </hi><hi rend="CharOverride-1">Mariucci (2016), in occasione del trentennale di </hi><hi rend="italic">Lavoro e diritto</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-050-backlink">4</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Vallebona 2011, a cui Del Punta dedica una breve ma durissima nota critica (Del Punta 2013, 198).</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-049-backlink">5</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">La stessa concezione seniana di capability «si può considerare, con </hi><hi rend="CharOverride-1">qualche licenza, il frutto della sintesi tra gli storici concetti </hi><hi rend="CharOverride-1">[…] di libertà e di eguaglianza» (Del Punta 2013, 206), cui </hi><hi rend="italic">adde</hi><hi rend="CharOverride-1"> Del</hi><hi rend="CharOverride-1"> Punta 2019, 99-100 e Del Punta 2020, 36. Di</hi><hi rend="CharOverride-1"> particolare interesse, in questa prospettiva, è la concezione della libertà</hi><hi rend="CharOverride-1"> individuale come impegno sociale (Sen 2007, </hi><hi rend="italic">passim</hi><hi rend="CharOverride-1"> e Sen 2014</hi><hi rend="CharOverride-1">, 6, 282, 284 e </hi><hi rend="italic">passim</hi><hi rend="CharOverride-1">), su cui Perulli 2020, </hi><hi rend="italic">passim</hi><hi rend="CharOverride-1">. </hi><hi rend="italic">Contra</hi><hi rend="CharOverride-1">, Giubboni 2023, che segnala l’assenza nel modello originario </hi><hi rend="CharOverride-1">del CA della «dimensione assiologico-sostanziale, attenta ai valori sociali </hi><hi rend="CharOverride-1">e solidaristici di cui è intessuto il diritto del lavoro».</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-048-backlink">6</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">In questi termini, Routh 2019, 104. Lo stesso Routh</hi><hi rend="CharOverride-1"> aveva già avuto modo di evidenziare come il CA e</hi><hi rend="CharOverride-1">, più in generale, l’idea di giustizia di Sen non</hi><hi rend="CharOverride-1"> siano affatto in contrasto con il principio di eguaglianza, che</hi><hi rend="CharOverride-1"> anzi ne rappresenta il presupposto (2014, 157-158).</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-047-backlink">7</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Pettit 1997 e Lovet 2010. Sulla teoria della libertà come non-dominio nell’ambito del diritto del lavoro, </hi><hi rend="CharOverride-1">oltre agli scritti di Del Punta già citati, cfr. Perulli </hi><hi rend="CharOverride-1">2020, nonché Cabrelli, Zahn 2017 e i contributi comparsi sul </hi><hi rend="CharOverride-1">medesimo fascicolo.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-046-backlink">8</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Per un primo commento sul d.lgs</hi><hi rend="CharOverride-1">. n. 24/2023, si vedano Allamprese, Tonelli 2023. Commenti sulla</hi><hi rend="CharOverride-1"> Direttiva sono presenti già nelle monografie di Pizzuti 2019, 69</hi><hi rend="CharOverride-1">-83 e Corso 2020, 323-350, nonché in Vitaletti 2020</hi><hi rend="CharOverride-1"> e Boscati 2020, 1064-1079. Per un primo tentativo di</hi><hi rend="CharOverride-1"> concettualizzazione del diritto di whistleblowing nell’ordinamento italiano, basato sui</hi><hi rend="CharOverride-1"> principi deducibili dalla Costituzione, dal Codice civile, dal diritto antidiscriminatorio</hi><hi rend="CharOverride-1"> e dalla legislazione giuslavoristica, cfr. Carinci 2014.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-045-backlink">9</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Una </hi><hi rend="CharOverride-1">interpretazione del diritto di whistleblowing in chiave di </hi><hi rend="italic">voice</hi><hi rend="CharOverride-1"> è </hi><hi rend="CharOverride-1">offerta da Papa 2022, 181-183.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-044-backlink">10</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Parafrasando Perulli 2020, 779 e 795.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-043-backlink">11</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Da ultimo, Sentenza della </hi><hi rend="CharOverride-1">Grande camera, Halet vs Lussemburgo, ricorso n. 21884/18, 14 </hi><hi rend="CharOverride-1">febbraio 2023. Ma vedi già Sentenza Guja vs Moldavia, ricorso </hi><hi rend="CharOverride-1">n. 14277/04, 4, 12 febbraio 2008.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-042-backlink">12</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">La normativa</hi><hi rend="CharOverride-1"> italiana di recepimento, ovviamente, menziona anche il diritto nazionale. Sul</hi><hi rend="CharOverride-1"> campo di applicazione oggettivo della Direttiva, nonché sulla interpretazione della</hi><hi rend="CharOverride-1"> nozione di «violazione», cfr. Vitaletti 2020, 453-454.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-041-backlink">13</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">In favore del whistleblower lavoratore autonomo, la dottrina italiana aveva già dedotto un sistema </hi><hi rend="CharOverride-1">di tutele contro le ritorsioni dalla normativa antidiscriminatoria (Carinci 2014, </hi><hi rend="CharOverride-1">23-25).</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-040-backlink">14</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Ma si veda la «nuova tendenza espansiva</hi><hi rend="CharOverride-1"> del diritto del lavoro» segnalata, tra gli altri, da Perulli</hi><hi rend="CharOverride-1"> 2021 e Perulli, Treu 2022.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-039-backlink">15</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Il riferimento è </hi><hi rend="CharOverride-1">a Freedland, Kountouris 2011, 29-36 e </hi><hi rend="italic">passim</hi><hi rend="CharOverride-1">. Ma si </hi><hi rend="CharOverride-1">vedano anche Langille 2019, 129 e Routh 2019, 114-115, </hi><hi rend="CharOverride-1">il quale tuttavia rimprovera a Freedland e Kountouris di avere </hi><hi rend="CharOverride-1">escluso l’area del lavoro riproduttivo dalla loro ridefinizione dell’</hi><hi rend="CharOverride-1">ambito di applicazione del diritto del lavoro, il che appare </hi><hi rend="CharOverride-1">paradossale nella prospettiva del CA.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-038-backlink">16</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">In argomento, cfr. Pizzuti 2019, spec. 141-147 e Vitaletti 2019, 497-499.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-037-backlink">17</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Per una tassonomia delle relazioni tra interesse generale e interesse dei soggetti</hi><hi rend="CharOverride-1"> cui le norme giuslavoristiche si rivolgono, d’obbligo il rinvio</hi><hi rend="CharOverride-1"> a De Luca Tamajo 1976, 24-39.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-036-backlink">18</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Considerando 1, Direttiva.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-035-backlink">19</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Art. 2 e allegato al d.lgs. n. 24/2023.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-034-backlink">20</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Il combinato disposto tra l’</hi><hi rend="CharOverride-1">art. 1, c. 1, e l’art. 2, c. 1, </hi><hi rend="CharOverride-1">lett. a), d.lgs. n. 24/2023, è chiaro al </hi><hi rend="CharOverride-1">riguardo: la protezione del whistleblower è riconosciuta anche alle persone </hi><hi rend="CharOverride-1">che segnalino comportamenti, atti od omissioni che ledano «l’integrità </hi><hi rend="CharOverride-1">dell’amministrazione pubblica o dell’ente privato».</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-033-backlink">21</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Si vedano</hi><hi rend="CharOverride-1">, ad esempio, Tribunale di Milano, Sentenza del 3 febbraio 2022</hi><hi rend="CharOverride-1"> e Tribunale di Milano, Sentenza del 20 agosto 2023.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-032-backlink">22</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Considerando 1, Direttiva.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-031-backlink">23</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">In argomento, si rimanda a Corso</hi><hi rend="CharOverride-1"> 2020, 277-301, Pizzuti 2019, 157-159, Boscati 2020, 1075</hi><hi rend="CharOverride-1">-1076 e Papa 2020, 175-177.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-030-backlink">24</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Cfr. Mariucci, </hi><hi rend="CharOverride-1">per il quale il CA si presenta come un «tentativo </hi><hi rend="CharOverride-1">improbabile di ricercare ennesime vie semplici della difficile coniugazione tra </hi><hi rend="CharOverride-1">libertà e uguaglianza […]» (2016, 595).</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-029-backlink">25</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Council of Europe, </hi><hi rend="italic">Protection</hi><hi rend="italic"> of whistleblowers. Recommendation CM/Rec(2014)7 and explanatory memorandum</hi><hi rend="CharOverride-1">, Recommendation CM/Rec(2014)7, 25.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-028-backlink">26</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">European Commission, </hi><hi rend="italic">Impact assessment accompanying the document «Proposal for </hi><hi rend="italic">a Directive of the European Parliament and of the Council </hi><hi rend="italic">on the protection of persons reporting on breaches of Union </hi><hi rend="italic">law»</hi><hi rend="CharOverride-1">, SWD(2018) 116 final, 8.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-027-backlink">27</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">ANAC, </hi><hi rend="italic">Linee </hi><hi rend="italic">guida in materia di protezione delle persone che segnalano violazioni </hi><hi rend="italic">del diritto dell’Unione e protezione delle persone che segnalano </hi><hi rend="italic">violazioni delle disposizioni normative nazionali</hi><hi rend="CharOverride-1">, Delibera n°311 del 12 </hi><hi rend="CharOverride-1">luglio 2023, 48-49.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-026-backlink">28</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">La disposizione si applica, infatti</hi><hi rend="CharOverride-1">, a tutti i soggetti rientranti nel campo di applicazione soggettivo</hi><hi rend="CharOverride-1"> del d.lgs. n. 24/2023, art. 3, c. 3</hi><hi rend="CharOverride-1">, inclusi lavoratori autonomi, liberi professionisti, consulenti, azionisti ecc.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-025-backlink">29</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Art. 17, c. 2, d.lgs. n. 24/2023 e art. 21, punto 5, Direttiva.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-024-backlink">30</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Art. 54-bis, c. 7, d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-023-backlink">31</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Art. 6, c. 2-quater, d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-022-backlink">32</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Tribunale di Bergamo, Sentenza del 7 gennaio 2022.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-021-backlink">33</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Considerando 93, Direttiva.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-020-backlink">34</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Punto 2, terza parte, linee guida ANAC.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-019-backlink">35</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Il primo provvedimento cautelare d’urgenza reso a favore di un whistleblower</hi><hi rend="CharOverride-1"> è rinvenibile in Tribunale di Milano, Ordinanza del 20 agosto</hi><hi rend="CharOverride-1"> 2023, sebbene il giudice abbia applicato la tutela cautelare generale</hi><hi rend="CharOverride-1"> ex art. 700 c.p.c. e non quella speciale</hi><hi rend="CharOverride-1"> ex art. 19, c. 4, d.lgs. n. 24/2023</hi><hi rend="CharOverride-1">, poiché tutte le segnalazioni del ricorrente erano antecedenti alla data</hi><hi rend="CharOverride-1"> di entrata in vigore del decreto.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-018-backlink">36</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Tra i </hi><hi rend="CharOverride-1">primi contributi in tal senso, cfr. Carinci 2014, 19-20.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-017-backlink">37</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Artt. 4-5, d.lgs. n. 24/2023.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-016-backlink">38</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Art. 7, d.lgs. n. 24/2023.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-015-backlink">39</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Art. 7, c. 1, d.lgs. n. 24/2023.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-014-backlink">40</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Sul problema del bilanciamento degli interessi sottesi all’esercizio del diritto di whistleblowing, cfr. Carinci 2014, 6-</hi><hi rend="CharOverride-1">8 e, diffusamente, Corso 2020, </hi><hi rend="italic">passim</hi><hi rend="CharOverride-1"> e Pizzuti 2019, 165-</hi><hi rend="CharOverride-1">193, nonché Ghera, Valente 2021.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-013-backlink">41</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Art. 16, c. 1, lett. a), d.lgs. n. 24/2023.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-012-backlink">42</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Ai </hi><hi rend="CharOverride-1">sensi dell’art. 6, d.lgs. n. 24/2023, è </hi><hi rend="CharOverride-1">possibile effettuare una segnalazione esterna soltanto se ricorrono una serie </hi><hi rend="CharOverride-1">di circostanze (lettere a-d) che impediscono o rendono non </hi><hi rend="CharOverride-1">effettiva la segnalazione interna.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-011-backlink">43</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Ai sensi dell’art. 15</hi><hi rend="CharOverride-1">, d.lgs. n. 24/2023, la persona che effettua una</hi><hi rend="CharOverride-1"> divulgazione pubblica beneficia della protezione contro le ritorsioni qualora abbia</hi><hi rend="CharOverride-1"> previamente effettuato una segnalazione interna o esterna, ovvero se ricorrano</hi><hi rend="CharOverride-1"> altre circostanze (lettere b e c) che impediscono o rendono</hi><hi rend="CharOverride-1"> non effettiva la segnalazione tramite i predetti canali.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-010-backlink">44</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Art. 6, lett. c), d.lgs. n. 24/2023, con riferimento alle condizioni per l’effettuazione della </hi><hi rend="CharOverride-1">segnalazione esterna.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-009-backlink">45</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">European Commission, </hi><hi rend="italic">Impact assessment accompanying the document</hi><hi rend="italic"> «Proposal for a Directive of the European Parliament and of</hi><hi rend="italic"> the Council on the protection of persons reporting on breaches</hi><hi rend="italic"> of Union law»</hi><hi rend="CharOverride-1">, SWD(2018) 116 final, punto 2.</hi><hi rend="CharOverride-1">4, lett. c).</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-008-backlink">46</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Art. 5, c. 1, lett. e), d.lgs. n. 24/2023.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-007-backlink">47</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Art. 8, c. 1, lett. a), d.lgs. n. 24/2023.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-006-backlink">48</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Art. 9, c. 1, d.lgs. n. 24/2023.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-005-backlink">49</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Analizzando la previgente disciplina del whistleblowing nel pubblico impiego, Papa segnalava il </hi><hi rend="CharOverride-1">rischio di ineffettività del diritto, a causa della mancanza di </hi><hi rend="CharOverride-1">specifiche dotazioni economiche e organiche (2020, 185).</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-004-backlink">50</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Artt. 4, cc. 2 e 8, d.lgs. n. 24/2023.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-003-backlink">51</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Art. 11, c. 1, d.lgs. n. 24/2023.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-002-backlink">52</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Il che diventa tanto più rilevante se si considera</hi><hi rend="CharOverride-1"> il dato della tendenziale erosione di uno dei presupposti teleologici</hi><hi rend="CharOverride-1"> della norma inderogabile, ovvero quello «della necessaria coincidenza tra interessi</hi><hi rend="CharOverride-1"> dei lavoratori e interessi generali» (Novella 2009, 399).</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-001-backlink">53</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Ma beninteso, è sempre stato lì, se è vero che «i diritti del lavoro sono la radice </hi><hi rend="CharOverride-1">più profonda dei diritti di libertà» (Mariucci 2020, 15). Considerazioni </hi><hi rend="CharOverride-1">analoghe sono presenti in Perulli 2020.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="export_91_1093-1114.html#footnote-000-backlink">-1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">La postilla riporta</hi><hi rend="CharOverride-1"> l’intervento tenuto dall’Autore al convegno «Trasformazioni, valori e</hi><hi rend="CharOverride-1"> regole del lavoro. Convegno in ricordo di Riccardo Del Punta</hi><hi rend="CharOverride-1">», svoltosi a Firenze, presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche, Università</hi><hi rend="CharOverride-1"> degli Studi di Firenze, il 26 gennaio 2024, nella sessione</hi><hi rend="CharOverride-1"> intitolata «Il contributo alla formazione di studiosi e studiose».</hi></p></item>
				</list><p rend="editorial_metadata_author">Paolo Tomassetti, University of Milan, Italy, <ref target="https://www.fupress.com">paolo.tomassetti@unimi.it</ref></p><p rend="editorial_metadata_polices">Referee List (DOI 1<ref target="https://doi.org/10.36253/fup_referee_list">0.36253/fup_referee_list</ref>)</p><p rend="editorial_metadata_polices">FUP Best Practice in Scholarly Publishing (DOI <ref target="https://doi.org/10.36253/fup_best_practice">10.36253/fup_best_practice</ref>)</p><p rend="editorial_metadata_book">Paolo Tomassetti, <hi rend="italic">Il diritto di </hi>whistleblowing<hi rend="italic"> come leva di </hi>capability<hi rend="italic">,</hi> © Author(s), <ref target="https://www.fupress.com">CC BY 4.0</ref>, DOI <ref target="https://www.fupress.com">10.36253/979-12-215-0507-8.68</ref>, in William Chiaromonte, Maria Luisa Vallauri (edited by), <hi rend="italic">Trasformazioni, valori e regole del lavoro. Scritti per Riccardo Del Punta</hi>, pp. -23, 2024, published by Firenze University Press, ISBN 979-12-215-0507-8, DOI <ref target="https://www.fupress.com">10.36253/979-12-215-0507-8</ref></p></div></div>
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