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        <title type="main" level="a">Traiettorie narrative e geografiche: l’impatto imprevedibile della natura sul cammino dell’ambasciatore Bernard de Rosier (XV s.)</title>
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          <persName n="1" ref="https://orcid.org/0000-0002-7802-4753" type="ORCID">
            <forename>Gavino</forename>
            <surname>Scala</surname>
            <placeName type="affiliation">University of Geneva, Switzerland</placeName>
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          <resp>This is a section of <title>&lt;i&gt;Hic abundant leones&lt;/i&gt;. Uomo e natura nei testi mediolatini e romanzi </title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/979-12-215-0602-0</idno>) by </resp>
          <name>Caterina Bellenzier, Carolina Borrelli, Matteo Cesena, Giandomenico Tripodi</name>
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        <publisher>Firenze University Press, USiena Press</publisher>
        <pubPlace>Florence</pubPlace>
        <date when="2024">2024</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/979-12-215-0602-0.20</idno>
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          <p>Available for academic research purposes</p>
          <p>Open Access</p>
          <p>Copyright Author(s)</p>
          <licence source="text" target="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/legalcode">
            <p>Content licence CC BY-SA 4.0</p>
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        <p>This is original content, published for academic research purposes</p>
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        <p>The aim of the present communication is to investigate and present the different nuances of the natural contingency recounted within the historical and literary production of the Toulousain canonist and ambassador Bernard de Rosier, active in the south of France in the first half of the 15th century. In particular, the focus will be put on two texts, the Ambaxiatorum Brevilogus and the Acta legationis, showing the difficulties caused by natural events during a legation, possible solutions to them and the ambassador’s attempt to universally classify and categorise such events.</p>
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            <item>Bernard de Rosier</item>
            <item>manuscripts</item>
            <item>ambassadors</item>
            <item>legation</item>
            <item>natural disturbances</item>
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      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/979-12-215-0602-0.20<ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0602-0.20" /></p>
      <p rend="h1_chapter" ><hi>Traiettorie narrative e geografiche: l’impatto imprevedibile della natura sul cammino dell’ambasciatore Bernard de Rosier (XV s.)</hi></p><p rend="h1_author ParaOverride-1" ><hi rend="CharOverride-1">Gavino Scala</hi></p><p rend="text_NOindent" ><hi rend="CharOverride-1">1. L’obiettivo della presente comunicazione è quello di offrire una serie di spunti di riflessione intorno al tema delle calamità naturali all’interno della produzione, di carattere storico-letterario (l’</hi><hi rend="italic CharOverride-1">Ambaxiatorum Brevilogus </hi><hi rend="CharOverride-1">e gli </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Acta legationis</hi><hi rend="CharOverride-1">)</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2" ><hi><ref target="_0_25_181-188.html#footnote-007">1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, del canonista e ambasciatore tolosano Bernard de Rosier, operante nel sud della Francia nella prima metà del XV secolo: si presenteranno, quindi, alcuni passaggi testuali delle due opere dove si evincono le difficoltà pratiche di una legazione</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2" ><hi><ref target="_0_25_181-188.html#footnote-006">2</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1"> causate dall’imprevisto naturale ma si analizzeranno anche le possibili soluzioni e il tentativo dell’ambasciatore di classificare e categorizzare universalmente tali eventi.</hi></p><p rend="text_top" ><hi rend="CharOverride-1">2. Canonista di formazione, tolosano di nascita, Bernard de Rosier (1400-1475)</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2" ><hi><ref target="_0_25_181-188.html#footnote-005">3</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1"> studia e insegna a Tolosa, dove sarà poi nominato, tra le altre cariche, arcivescovo. I suoi molteplici interessi, legati all’ambiente ecclesiastico e diplomatico del sud della Francia, gli conferiscono una certa importanza, tanto che parteciperà attivamente al dibattito storico-politico del suo tempo (Arabeyre 1990, 291-92). Durante l’estate del 1427, mentre Bernard ricopre il ruolo di cancelliere della Chiesa di Tolosa, il cardinale Pierre de Foix </hi><hi rend="italic CharOverride-1">l’Ancien </hi><hi rend="CharOverride-1">lo convoca come suo segretario personale durante la difficile legazione (per la quale era stato incaricato dal Papa Martino V) presso il re Alfonso V d’Aragona, il cui scopo era quello di risolvere e concludere gli strascichi e le tracce lasciati dalla rinuncia dell’antipapa Clemente VIII e dalla conclusione ufficiale dello scisma d’Occidente (Arabeyre 1990, 298). Tale legazione dura circa tre anni e uno dei compiti di de Rosier è quello di redigere un vero e proprio diario di bordo della spedizione: il testo prende il nome di </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Acta legationis </hi><hi rend="CharOverride-1">ed è trasmesso da sette manoscritti e pubblicato parzialmente in un’edizione di annali del diciassettesimo secolo (Bzovius 1622, 658-739). Sulla base delle ricerche effettuate e della bibliografia pregressa (in particolare Ehrle 1900), sembra tuttavia opportuno leggere il testo a partire dal manoscritto conservato agli Archivi del Vaticano, AA Arm. I-XVIII, 6459 (d’ora in poi semplicemente V), manoscritto</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2" ><hi><ref target="_0_25_181-188.html#footnote-004">4</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1"> che, secondo lo stesso Ehrle (1900), sarebbe diretta copia dell’originale, oltre a essere l’unico testimone della tradizione a trasmettere il testo in forma completa</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2" ><hi><ref target="_0_25_181-188.html#footnote-003">5</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Gli </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Acta </hi><hi rend="CharOverride-1">ricoprono un ruolo centrale per poter effettivamente comprendere e commentare le difficoltà di una legazione durante le varie tappe dell’itinerario: de Rosier copia gli atti ufficiali scambiati tra le due parti e li inserisce in una vera e propria cornice narrativa, presentata con tatto storico e con una prosa pulita e dettagliata, ma scevra di artifici retorici e morali, tipici delle trattazioni cronachistiche a esso contemporanee (Ehrle 1900, 430). L’importanza di tale testo sta nella capacità dell’ambasciatore di fungere da testimone oculare di eventi e vicissitudini, di cui egli stesso è parte attiva, e di raccontare le tappe geografiche e diplomatiche di un lungo percorso, sempre con occhio critico, imparziale e attento.</hi></p><p rend="text_top" ><hi rend="CharOverride-1">3. La sua attività di ambasciatore e segretario di legazione sarà la base pratica per un secondo testo che de Rosier scriverà in seguito e che rappresenta un autentico manuale didattico sulla figura dell’ambasciatore secolare. In tale opera, denominata </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Ambaxiatorum brevilogus</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2" ><hi><ref target="_0_25_181-188.html#footnote-002">-1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, l’ambasciatore intreccia la sua esperienza diretta e personale e le sue conoscenze giuridiche e politiche in materia di diplomazia. L’opera, in realtà, rientra all’interno di una commissione del conte Jean IV d’Armagnac che ordina a de Rosier, nel 1435, di confezionare una raccolta di testi da consegnare in dono al re di Castiglia con lo scopo di ristabilire la pace tra i due signori (Arabeyre 1990, 300.). Il </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Brevilogus </hi><hi rend="CharOverride-1">viene quindi prodotto in occasione di questa raccolta, trasmessa da un unico manoscritto, Paris, Bibliothèque nationale de France, lat. 6020 (da questo momento semplicemente P), datato al 1466 circa. Il codice, che si può considerare a ragione come una sorta di opuscolo di propaganda, comprende sei diverse opere a sfondo storico, politico e giuridico</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2" ><hi><ref target="_0_25_181-188.html#footnote-001">-1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Secondo Patrick Arabeyre, che ha a lungo studiato la produzione di de Rosier, il codice, finemente ornato, sarebbe stato in realtà una copia diretta dell’originale, voluta e sorvegliata dallo stesso de Rosier. Il testo è stato pubblicato in un’edizione da Vladimir Hrabar nel 1906 ma manca di criteri filologici solidi, nonché di un commento storico-narrativo. Pertanto, è in corso una nuova edizione, anche con lo scopo di inquadrare il testo nella produzione manualistica in termini di diplomazia. È infatti proprio con de Rosier che si ritrova per la prima volta la consapevolezza del ruolo pubblico dell’ambasciatore secolare, l’</hi><hi rend="italic CharOverride-1">officium publicum</hi><hi rend="CharOverride-1">:</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> </hi><hi rend="CharOverride-1">tale carica conferisce prestigio e onore a chi la ricopre poiché gli ambasciatori mirano a produrre benefici per il bene pubblico</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2" ><hi><ref target="_0_25_181-188.html#footnote-000">-1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Costruito su una successione di trenta capitoli, introdotti da un breve prologo, l’</hi><hi rend="italic CharOverride-1">Ambaxiatorum Brevilogus </hi><hi rend="CharOverride-1">si interessa all’ambiente istituzionale dell’ambasciata, al comportamento dell’ambasciatore (compresa la sua dimensione psicologica) ma anche ai privilegi, alle prerogative e alle immunità a esso accordati. L’opera non contiene nessuna citazione diretta, né tantomeno riferimenti giuridici: si tratta di un opuscolo didattico e pratico, dove non mancano riflessioni sulla parola e sulla condotta; esso si pone l’obiettivo di guidare l’attività diplomatica nei suoi limiti legittimi e di istruire le future generazioni di ambasciatori.</hi></p><p rend="text_top" ><hi rend="CharOverride-1">4. È parso quindi pertinente e interessante leggere sinotticamente i due testi, gli </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Acta </hi><hi rend="CharOverride-1">e il </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Brevilogus,</hi><hi rend="CharOverride-1"> in modo da comprendere le connessioni, letterarie e storiche, tra l’aspetto pratico e quello teorico. In questo modo si sono rintracciati i materiali che passano dai registri e dagli atti della missione ai capitoli teorici del manuale: effettivamente de Rosier utilizza in alcuni casi lo stesso lessico e le stesse formule, anche se la sua prosa latina (soprattutto quella del </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Brevilogus</hi><hi rend="CharOverride-1">), talvolta, è ostica e complessa da districare. Potendo condurre l’analisi sinottica dei due testi sulla base di molteplici nuclei tematici, in questo contesto si è scelto di argomentare il rapporto tra l’ambasciatore (o meglio, l’ambasciata) e la natura, sia quando la legazione sembra aver il pieno controllo dell’ambiente circostante, sia quando sopraggiungono imprevisti naturali. E di conseguenza si darà rilievo ai momenti in cui sono documentati gli spostamenti e gli itinerari percorsi. Viceversa, meno pertinenti in questa sede appaiono le situazioni in cui l’autore descrive minuziosamente i periodi in cui l’ambasciata è stazionata in un posto e racconta soprattutto le vicende diplomatiche, le negoziazioni, le consultazioni; qui l’azione della natura è pressoché assente e si lascia posto a una narrazione incentrata sulle trattative, sui personaggi, sulle comunicazioni e sugli eventi. Già dai primi paragrafi del testo si constata il rapporto diretto con l’elemento naturale e il suo peso specifico sul progredire dell’ambasciata:</hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">Applicuit igitur dominus legatus cum tota sua familia circa finem mensis julii villam Organham, Urgellensis diocesis, ubi paucis stetit diebus et exinde dietis continuatis de mense augusti sua persona generosa cunctisque suis intollerabilibus ardoribus et caloribus expositis, rectori via et breviori transseundo per terras aridas et inaquosas, singulis diebus ad praeveniendum intollerabiles estus, a media nocte usque ad horam terciarum, cum facibus et intorticiis submictendo personas et equos, viarum periculosissimarum infinitis discriminibus et periculis, cum anelo continuo et indefesso labore (ms. V = </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Acta,</hi><hi rend="CharOverride-1"> c. 50</hi><hi rend="italic CharOverride-1">v/</hi><hi rend="CharOverride-1">131</hi><hi rend="italic CharOverride-1">v)</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Siamo nell’attuale Organyà, in Spagna, città dove il cardinale Pierre de Foix stabilisce il quartier generale durante il periodo che precede le negoziazioni con il re d’Aragona. L’ambasciata vi arriva partendo da Bearn, nel sud della Francia, dove il cardinale aveva fatto visita alla madre. Le parole del nostro testimone oculare sono cariche di sofferenza come si nota, linguisticamente, dai binomi sinonimici (es. «ardoribus et caloribus») e dalla ripetizione dell’aggettivo «intollerabilis»: il caldo estivo è, insomma, il primo grande nemico della legazione, costretta, pertanto, a viaggiare di notte. Questo tipo di prosa articolata e ricca di dettagli e sottigliezze non la si ritrova in tutte le sezioni degli </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Acta </hi><hi rend="CharOverride-1">ma soltanto nella seconda parte dell’opera. La spiegazione sta nelle vicende storiche della legazione: infatti, la missione presso Alfonso d’Aragona inizia l’8 gennaio 1425 ma il nostro Bernard sarà convocato soltanto nel luglio del 1427, circa due anni dopo. La prima parte del giornale di bordo (cc. 1-49 in V) è quindi una storia degli eventi avvenuti negli anni precedenti: l’autore qui racconta indirettamente le vicende, copiando gli atti ufficiali scambiati tra le due parti (Ehrle 1900, 430). Lo stesso Bernard è nominato per la prima volta soltanto alla c. 50</hi><hi rend="italic CharOverride-1">r,</hi><hi rend="CharOverride-1"> quando appunto entra in scena, proprio in occasione della visita del cardinale a sua madre a Bearn. Da questo momento in poi, come si evince dalla precedente citazione, segue una narrazione differente, chiara e dettagliata, che rivela una storicità scrupolosa ed esaustiva, e nella quale si integrano le fonti storiche ufficiali (gli atti) e il suo racconto di contorno, una cornice nella quale essi si incastrano. Analizzando il </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Brevilogus,</hi><hi rend="CharOverride-1"> non si ritrova un passo dove si passano in rassegna specificamente le situazioni di meteo avverso; tuttavia, si riporta di seguito un passaggio testuale che rivela la consapevolezza dell’autore riguardo le avversità possibili del viaggio:</hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">Potest interpres aliter assumere hoc nomen ambacxiator a cursu officii, si quidem precipui quid laboris, quia per propero gressu ad loca diversa transiens, ambire videtur acxem orbis, sic quod ad loca quelibet, quemadmodum gerendorum opportunitati captate, convenit; pretextu laboris uel telluris asperi pedem non retrahit, nec se constituit fastidiosum aut difficilem, ne hoc pretextu ambaxiator ipse efficiatur exosus (ms. P = </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Brevilogus,</hi><hi rend="CharOverride-1"> c. 46</hi><hi rend="italic CharOverride-1">r-v)</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Siamo nel primo capitolo del </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Brevilogus,</hi><hi rend="CharOverride-1"> dove l’autore cerca di spiegare l’etimologia del termine «ambasciatore»: l’ultima delle ipotesi appare molto fantasiosa ma mette in risalto soprattutto l’aspetto materiale del cammino, ovvero il fatto che l’ambasciatore non deve ritrarre il piede, né deve considerare il cammino ostico e faticoso, nonostante l’</hi><hi rend="italic CharOverride-1">aspera tellus,</hi><hi rend="CharOverride-1"> cioè la terra avversa. Probabilmente questi asserti teorici trovano l’antecedente pratico proprio nelle lunghe e faticose notti in viaggio verso Organyà: tuttavia, non si teorizza l’imprevisto naturale, né si fornisce una panoramica dei rimedi nel corso del manuale.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">E le intemperie e le difficoltà naturali, ovviamente, non si limitano solo al caldo iberico. Troviamo infatti anche i pericoli del mare:</hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">Intravit mare dominus ipse legatus post medium mensis novembris cum domino Adurensis episcopo et aliis electis de sua familia, usque ad numerum triginta et ultra, in tempore indisposito navigandi non timens maris subire pericula pro Dei Ecclesia. […] Sic proceditur usque ad fremitum Yberis in Dertusa, ubi passi sunt turbaciones maris et grandia naufragii pericula. Ita quod carchesie, id est pertice, ex transverso posite in summitate arboris navis cum velis, alterius galearum in qua dominus archiepiscopus Terraconensis, qui associabat dominum legatum usque ad Barchimonam erat et multi de domini legati familia, impetu turbinis fracte fuere, cum magno tremore existencium in ea, quos Deus subito a periculo liberavit, deditque transquilla maria (ms. V = </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Acta,</hi><hi rend="CharOverride-1"> c. 63</hi><hi rend="italic CharOverride-1">r-v/</hi><hi rend="CharOverride-1">144</hi><hi rend="italic CharOverride-1">r-v</hi><hi rend="CharOverride-1">).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Mentre l’ambasciata affronta il viaggio via mare da Valencia ad Avignone è sorpresa da una violenta e improvvisa tempesta, i cui danni spaventano la delegazione a bordo; ben presto, tuttavia, la calma viene ristabilita, quasi per ordine divino. Nonostante ciò, i danni alle imbarcazioni sono notevoli e, pertanto, nelle frasi successive de Rosier ci informa che la delegazione sarà comunque costretta a rifermarsi sulle coste spagnole, a Terragona, per sbrigare alcune pratiche diplomatiche ma soprattutto per riparare le navi e fare rifornimenti. Nel </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Brevilogus </hi><hi rend="CharOverride-1">echi di questi bisogni si ritrovano al capitolo V, dove si esplicano le modalità di equipaggiamento e preparazione alla partenza:</hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">Qui autem habilis est onus hoc suscipiens cum honore iuxta sui statum, a mittente </hi><hi rend="CharOverride-1">debet esse provisus de commeatu, eveccionibus et expensis, sic ut larga manu eius a quo mittitur possit et sui ipsius ubique servare honorem; et sine dampno sui procul ab incomodis letus eat, itinerum perferendo labores. Est indiscretus qui aliter suscipit onus atque sua perdit fructum sepius et honorem (ms. P = </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Brevilogus,</hi><hi rend="CharOverride-1"> c. 48</hi><hi rend="italic CharOverride-1">v</hi><hi rend="CharOverride-1">).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il discorso si sposta qui più sul piano retorico e moraleggiante dato che, al pari delle fatiche del viaggio da sopportare, l’ambasciatore deve elargire le proprie risorse in modo da rendere onore a se stesso ma soprattutto al suo mandante. Le fatiche del viaggio e lo sforzo fisico vanno quindi assecondate del tutto per poter compiere l’</hi><hi rend="italic CharOverride-1">officium </hi><hi rend="CharOverride-1">pubblico nel nome della volontà divina:</hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">Legatus idem reverendissimus dominus Petrus cardinalis de Fuxo mense et anno prescriptis, die vicesima de urbe recessit ad partes legacionis sue hujusmodi, per roperos dirigens suos gressus, quem ab itinere nec yemis intemperata aquarum inundacio nec viarum discrimina potuerunt retrahere a progressu, nec generose persone sue nobilis condicio lassessita, tepescuit, quin potius sue familie lassos, verbo, vultu et opere, commonitione melliflua et jocunda reddidit forciores, ut nec ymbrium jugis agitacio, pluviarum cothidie ab urbe Avinione fere continuata aggressio, iumentorum itineris et temporum asperitate a fortuna superveniens perdicio suos potuerit retardare progressus continuos et anelos affectus perficiendi negocia Dei et universalis Ecclesie sacrosancte (ms. V = </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Acta,</hi><hi rend="CharOverride-1"> c. 66</hi><hi rend="italic CharOverride-1">r-v/</hi><hi rend="CharOverride-1">147</hi><hi rend="italic CharOverride-1">r-v</hi><hi rend="CharOverride-1">).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">In questo caso si sta descrivendo il viaggio verso l’odierna Malaucène, poco distante da Carpentras, nel sud della Francia: la delegazione vi arriva e vi sosta </hi><hi rend="CharOverride-1">per festeggiare la Santa Pasqua. Nonostante le enormi difficoltà negli spostamenti </hi><hi rend="CharOverride-1">causate da caldo, inondazioni e tempeste, l’avversità maggiore che emerge dalle pagine di de Rosier è sicuramente la peste, descritta a più riprese, soprattutto in relazione al fatto che le sue conseguenze ritardarono di parecchio le trattative:</hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">Et propter distanciam terrarum domini regis Aragonum ad urbe et pestem que in Roma viguit multo tempore, in qua dominus cardinalis de Fuxo plurimos perdidit familiares, percussos pestilencia vita functos et ipsum absentare opportuit hinc inde per loca et castra peragrare, dilatata sunt hec negocia conclusionem optatam recipere usque ad festa Nathalis domini anni domini millesimi .</hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1">cccc.mi</hi></ref><hi rend="CharOverride-1"> .xx. noni (ms. V = </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Acta,</hi><hi rend="CharOverride-1"> c. 65</hi><hi rend="italic CharOverride-1">v/</hi><hi rend="CharOverride-1">146</hi><hi rend="italic CharOverride-1">v</hi><hi rend="CharOverride-1">).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Infatti nel </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Brevilogus </hi><hi rend="CharOverride-1">l’evenienza degli affari ritardati per cause improvvise viene fatta presente ma non si riferisce nello specifico alle grandi epidemie. Come per i casi precedenti, l’autore resta quindi piuttosto generico sulle cause, naturali e non, che potrebbero causare un ritardo nelle trattative (capitolo XVII):</hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">Quia negociorum grata conclusio missos optatum perducit ad finem, letos ad mittentes reducit illos, acceptos parit effectus; summa cum diligencia laborare debent ambaxiatores ut conclusionem debitam cum hiis ad quos missi sunt accipiant quanto cicius poterunt congruenter, ne frustra laborasse reperiantur, nec in pendulo diu, segniori dilatu prepedire, notentur agenda, seu deferre non clusa (ms. P = </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Brevilogus,</hi><hi rend="CharOverride-1"> c. 56</hi><hi rend="italic CharOverride-1">r</hi><hi rend="CharOverride-1">).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">In conclusione, la riflessione che emerge da queste breve casistica di eventi naturali che ostacolano il cammino della nostra legazione si basa soprattutto sulla tendenza dell’autore a raccontare dettagliatamente eventi naturali, spesso problematici, che sorprendono e rallentano il viaggio: eventi meteorologici, epidemie ma anche attacchi di pirati e predatori lungo il cammino. Per essi, di volta in volta, come visto, si cercano soluzioni e rimedi immediati. Se negli </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Acta </hi><hi rend="CharOverride-1">ciò viene descritto con il tatto di un testimone oculare, che effettivamente vive in prima persona gli eventi e vi partecipa attivamente, nel </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Brevilogus </hi><hi rend="CharOverride-1">tale memoria pratica lascia posto a teorizzazioni più generiche, astratte e articolate, che si focalizzano sull’attività strettamente ufficiale dell’ambasciatore e del suo approccio alla legazione, tenendo quasi da parte (o menzionando in modo molto aleatorio) gli eventi improvvisi che, talvolta, la natura può riservare.</hi></p><p rend="h2" ><hi rend="CharOverride-1">Bibliografia</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Arabeyre, Patrick. 1990. “Un prélat languedocien au milieu du XV</hi><hi rend="CharOverride-3" >e</hi><hi rend="CharOverride-1" > siècle: Bernard de Rosier, archevêque de Toulouse (1400-1475).” </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Journal des savants </hi><hi rend="CharOverride-1" >3-4, 291-326. </hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1" >https://doi.org/10.3406/jds.1990.1540</hi></ref><hi rend="CharOverride-1" > </hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Arabeyre, Patrick. 1992. “La France et son gouvernement au milieu du XV</hi><hi rend="CharOverride-3" >e</hi><hi rend="CharOverride-1" > siècle d’après Bernard de Rosier.” </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Bibliothèque de l’École des chartes </hi><hi rend="CharOverride-1" >150, 2: 245-85. </hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1" >https://doi.org/10.3406/bec.1992.450657</hi></ref><hi rend="CharOverride-1" > </hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Arabeyre, Patrick. 2008. “Une ébauche des Miranda de laudibus Francie de Bernard de Rosier († 1475) dans un recueil de consultations de la Bibliothèque nationale universitaire de Turin.” In </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Le Ciel sur cette terre: Dévotions, Église et religion au Moyen-Âge</hi><hi rend="CharOverride-1" >, a cura di Cassagnes-Brouquet, Sophie e Agnès Dubreil-Arcin, 251-62. Toulouse: Presses universitaires du Midi. </hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1" >https://doi.org/10.4000/books.pumi.41751</hi></ref><hi rend="CharOverride-1" > </hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Arabeyre, Patrick. 2011. “Bernard de Rosier et les premiers fragments d’une histoire légendaire de Toulouse au Moyen Âge.” In </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Ab urbe condita… Fonder et refonder la ville: récits et représentations (second Moyen Âge - premier XVI</hi><hi rend="italic CharOverride-3" >e</hi><hi rend="italic CharOverride-1" > siécle). Actes du colloque international de Pau (14-15-16 mai 2009),</hi><hi rend="CharOverride-1" > a cura di Lamazou-Duplan, Véronique, 241-60. Pau: Presses universitaires de Pau et des Pays de l’Adour.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Bzovius, Abraham. 1622. </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Annalium Ecclesiasticorum post illustriss. et Reverendiss. Dom. Caesarem Baronium S. R. E. Cardinalem Bibliothecarium.</hi><hi rend="CharOverride-1" > Colonia: Sumptibus Antonii Boetzeri.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Ehrle, Franz. 1900. “Der Cardinal Peter de Foix der Aeltere, die Acten seiner Legation in Aragonien und sein Testament.” </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Archiv für Literatur und Kirchengeschichte </hi><hi rend="CharOverride-1" >7, 422-514.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Fedele, Dante. 2017. </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Naissance de la diplomatie moderne (XIII</hi><hi rend="italic CharOverride-3" >e</hi><hi rend="italic CharOverride-1" >-XVII</hi><hi rend="italic CharOverride-3" >e</hi><hi rend="italic CharOverride-1" > siècles). L’ambassadeur au croisement du droit, de l’éthique et de la politique.</hi><hi rend="CharOverride-1" > </hi><hi rend="CharOverride-1">Baden-Baden: Nomos Verlag. </hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1">https://doi.org/10.5771/9783845284361</hi></ref><hi rend="CharOverride-1"> </hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Fubini, Riccardo. 1996. “L’ambasciatore nel XV secolo: due trattati e una biografia (Bernard de Rosier, Ermolao Barbaro, Vespasiano da Bisticci).” </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Mélanges de l’École française de Rome. Moyen-Age </hi><hi rend="CharOverride-1" >108, 2: 645-65. </hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1" >https://doi.org/10.3406/mefr.1996.3520</hi></ref><hi rend="CharOverride-1" > </hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Gilli, Patrick. 2015. “Bernard De Rosier et les débuts de la réflexion théorique sur les missions d’ambassade.” In </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >De l’ambassadeur: Les écrits relatifs à l’ambassadeur et à l’art de négocier du Moyen Âge au début du XIX</hi><hi rend="italic CharOverride-3" >e</hi><hi rend="italic CharOverride-1" > siècle</hi><hi rend="CharOverride-1" >, a cura di Andretta, Stefano, Péquignot, Stephane e Jean-Claude Waquet, 187-97. Roma: Publications de l’École française. </hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1" >https://doi.org/10.4000/books.efr.2907</hi></ref><hi rend="CharOverride-1" > </hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Hrabar, Vladimir. 1906. </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >De legatis et Legationibus Tractatus Varii.</hi><hi rend="CharOverride-1" > Dorpat: Mattiesen.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Moeglin, Jean-Marie e Stephane Péquignot, a cura di. 2017. </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Diplomatie et « relations internationales » au Moyen Âge (IX</hi><hi rend="italic CharOverride-3" >e</hi><hi rend="italic CharOverride-1" >-XV</hi><hi rend="italic CharOverride-3" >e</hi><hi rend="italic CharOverride-1" > siècle).</hi><hi rend="CharOverride-1" > Paris: PUF.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Perret, Noëlle-Laetitia. 2018. “Le Speculum legatorum de Guillaume Durand (c. 1279). Expérience personnelle et réflexion théorique dans la construction d’un discours normatif.” </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Zeitschrift der Savigny-Stiftung für Rechtsgeschichte: Kanonistische Abteilung </hi><hi rend="CharOverride-1" >104, 1: 410-23. </hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1" >https://doi.org/10.26498/zrgka-2018-1040110</hi></ref><hi rend="CharOverride-1" > </hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Scala, Gavino. 2024. “La tradizione manoscritta dello Speculum legatorum (c. 1279) di Guillaume Durand: prolegomena all’edizione critica.” </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Historia et ius </hi><hi rend="CharOverride-1" >25: 1-22. </hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1" >https://doi.org/10.32064/25.2024.08</hi></ref><hi rend="CharOverride-1" > </hi></p><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="_0_25_181-188.html#footnote-007-backlink">1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Le ricerche condotte si inseriscono nel quadro del progetto </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Les « traités d’ambassadeurs » : expérience personnelle et construction d’un discours normatif (XIII</hi><hi rend="italic CharOverride-3">e</hi><hi rend="italic CharOverride-1">-XVI</hi><hi rend="italic CharOverride-3">e</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> siècle),</hi><hi rend="CharOverride-1"> basato all’Università di Ginevra, finanziato dal Fondo Nazionale Svizzero (2019-2024) e diretto da Noëlle-Laetitia Perret.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="_0_25_181-188.html#footnote-006-backlink">2</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Sul tema delle legazioni e della diplomazia in generale si sono tenuti presenti: Moeglin e Péquignot 2017; Fedele 2017.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="_0_25_181-188.html#footnote-005-backlink">3</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">La bibliografia principale è formata soprattutto dai contributi di Patrick Arabeyre: Arabeyre 1990; 1992; 2008; 2011. Si vedano anche: Fubini 1996; Gilli 2015.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="_0_25_181-188.html#footnote-004-backlink">4</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Il codice è composto da due unità codicologiche: la prima (cc. 1-81) trasmette un riassunto degli </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Acta legationis,</hi><hi rend="CharOverride-1"> eseguito dal cardinale Confalonieri nel 1628; la seconda (cc. 82-212), trasmette gli </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Acta (</hi><hi rend="CharOverride-1">131 carte).</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="_0_25_181-188.html#footnote-003-backlink">5</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Nel corso delle ricerche condotte ci si è basati, quindi, sulla trascrizione di alcuni passaggi selezionati dell’opera: in particolare, si è tenuto conto soprattutto delle parti discorsive in cui de Rosier racconta le vicende dell’ambasciata, tenendo in secondo piano le copie degli atti ufficiali. Il testo trasmesso dal manoscritto del Vaticano è stato quindi confrontato con un secondo codice (incompleto): Toulouse, Bibliothèque d’Étude et du Patrimoine, 385. Quando i due codici sono confrontabili, la varianza tra i due si è rivelata minima ma saranno comunque annotati errori e lezioni divergenti nel corso dell’edizione critica, di prossima pubblicazione.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="_0_25_181-188.html#footnote-002-backlink">-1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Il testo è stato pubblicato in Hrabar 1906, 3-28: tuttavia, l’edizione merita un riaggiornamento, mancando soprattutto di un commento filologico-interpretativo e presentando alcuni problemi di natura grafica e testuale. Pertanto, è in corso una nuova edizione critica (a cura dello scrivente), corredata anche di una traduzione in francese (curata da N.-L. Perret e A. Schneider). L’edizione critica sarà, infatti, parte di una miscellanea (di prossima pubblicazione presso l’École Nationale de Chartes di Parigi) sulla figura di Bernard de Rosier (autori: P. Arabeyre, N.-L. Perret, G. Scala, A. Schneider).</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="_0_25_181-188.html#footnote-001-backlink">-1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Ovvero: </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Miranda de laudibus Franciae et de ipsius regimine regni,</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Liber armorum,</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Ambaxiatorum breuilogus,</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Liber de attemptato transportu personae Dalphini, unigeniti et haeredis coronae, factus domino Carolo VII. Francorum Regi,</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Liber pro ecclesiastica libertate, Gloria Francorum intitulatus,</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Ejusdem Bernardi arengae et orationes habitae coram Carolo VII. Francorum Rege.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="_0_25_181-188.html#footnote-000-backlink">-1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Il suo illustre precedente è lo </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Speculum legatorum </hi><hi rend="CharOverride-1">di Guillaume Durand composto un secolo prima, il cui obiettivo era soprattutto quello di connotare giuridicamente lo </hi><hi rend="italic CharOverride-1">status </hi><hi rend="CharOverride-1">di ambasciatore e legato; per un censimento bibliografico aggiornato e nuove riflessioni su tale testo e sulla relativa tradizione manoscritta si rimanda a Perret 2018 e a Scala 2024.</hi></p></item>
				</list><p rend="editorial_metadata_author" ><hi>Gavino Scala, University of Geneva, Switzerland, Gavino.Scala@unige.ch, </hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi>0000-0002-7802-4753</hi></ref></p><p rend="editorial_metadata_polices" ><hi>Referee List (DOI 1</hi><ref target="https://doi.org/10.36253/fup_referee_list"><hi>0.36253/fup_referee_list</hi></ref><hi>)</hi></p><p rend="editorial_metadata_polices" ><hi>Best Practice in Scholarly Publishing (DOI </hi><ref target="https://doi.org/10.36253/fup_best_practice"><hi>10.36253/fup_best_practice</hi></ref><hi>)</hi></p><p rend="editorial_metadata_book" ><hi>Gavino Scala, </hi><hi rend="italic">Traiettorie narrative e geografiche: l’impatto imprevedibile della natura sul cammino dell’ambasciatore Bernard de Rosier (XV s.)</hi><hi>, © Author(s), </hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi>CC BY-SA</hi></ref><hi>, DOI </hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi>10.36253/979-12-215-0602-0.20</hi></ref><hi>, in Caterina Bellenzier, Carolina Borrelli, Matteo Cesena, Giandomenico Tripodi (edited by), Hic abundant leones</hi><hi rend="CharOverride-4">. </hi><hi rend="italic">Uomo e natura nei testi mediolatini e romanzi. Atti del Convegno dottorale, Università degli Studi di Siena (27-28 settembre 2023)</hi><hi>, pp. -</hi><hi>9</hi><hi>, 2024, published by Firenze University Press and USiena PRESS, ISBN 979-12-215-0602-0, DOI </hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi>10.36253/979-12-215-0602-0</hi></ref></p>
      <div>
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            <idno type="DOI">10.3406/jds.1990.1540</idno>
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            <idno type="DOI">10.3406/bec.1992.450657</idno>
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            <idno type="DOI">10.4000/books.pumi.41751</idno>
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          <bibl n="181936">Arabeyre, Patrick. 2011. “Bernard de Rosier et les premiers fragments d&amp;#39;une histoire l&amp;#233;gendaire de Toulouse au Moyen &amp;#194;ge.” In Ab urbe condita... Fonder et refonder la ville: r&amp;#233;cits et repr&amp;#233;sentations (second Moyen &amp;#194;ge - premier XVIe si&amp;#233;cle). Actes du colloque international de Pau (14-15-16 mai 2009), a cura di Lamazou-Duplan, V&amp;#233;ronique, 241-60. Pau: Presses universitaires de Pau et des Pays de l’Adour.</bibl>
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            <idno type="DOI">10.32064/25.2024.08</idno>
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  </text>
</TEI>