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        <title type="main" level="a">La tradizione romanza di Rorgone Fretello tra  Terre de Promission e Fazienda de Ultra Mar</title>
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          <persName n="1" ref="https://orcid.org/0000-0003-3311-7224" type="ORCID">
            <forename>Davide</forename>
            <surname>Battagliola</surname>
            <placeName type="affiliation">Southern Superior School, Italy</placeName>
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          <resp>This is a section of <title>&lt;i&gt;Hic abundant leones&lt;/i&gt;. Uomo e natura nei testi mediolatini e romanzi </title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/979-12-215-0602-0</idno>) by </resp>
          <name>Caterina Bellenzier, Carolina Borrelli, Matteo Cesena, Giandomenico Tripodi</name>
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        <publisher>Firenze University Press, USiena Press</publisher>
        <pubPlace>Florence</pubPlace>
        <date when="2024">2024</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/979-12-215-0602-0.23</idno>
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          <p>Available for academic research purposes</p>
          <p>Open Access</p>
          <p>Copyright Author(s)</p>
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            <p>Content licence CC BY-SA 4.0</p>
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        <p>This is original content, published for academic research purposes</p>
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        <p>This paper offers a preliminary analysis of the Romance tradition of Rorgo Fretellus’s Descriptio de locis sanctis, one of the major medieval Latin itineraries of the Holy Land. The study examines key passages from its Old French translation, known as Terre de Promission, and the Castilian Fazienda de Ultra Mar, which extensively draws on the Descriptio. Adopting a comparative perspective, my paper aims to show similarities and distinctions between the two works, with a particular focus on the role of geographical space and the cult of relics.</p>
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            <item>Holy Land</item>
            <item>Medieval itineraries</item>
            <item>Old French literature</item>
            <item>Old Castilian literature</item>
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      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/979-12-215-0602-0.23<ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0602-0.23" /></p>
      <p rend="h1_chapter" ><hi>La tradizione romanza di Rorgone Fretello tra </hi><hi rend="italic">Terre de Promission </hi><hi>e</hi><hi rend="italic"> Fazienda de Ultra Mar</hi></p><p rend="h1_author ParaOverride-1" ><hi rend="CharOverride-1">Davide Battagliola</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Descriptio de locis sanctis </hi><hi rend="CharOverride-1">di Rorgone Fretello rappresenta uno dei più importanti e fortunati trattati-itinerari medievali di Terra Santa. L’opera, risalente alla prima metà del XII secolo, offre una rassegna dei principali luoghi del Vicino Oriente, nonché degli episodi storici e biblici avvenuti in quei territori. Allo stato attuale, la </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Descriptio </hi><hi rend="CharOverride-1">si può leggere principalmente nell’edizione critica realizzata da Petrus Cornelis Boeren ([Fretellus] 1980), non esente da forti limiti. Notevoli passi avanti sono stati compiuti da Giulia Greco nell’ambito delle sue ricerche dottorali, che offrono, oltre a un accurato quadro dei rapporti ecdotici tra i manoscritti, un testo critico solidamente fondato (Greco 2021-22)</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="_0_29_203-212.html#footnote-011">1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Poco nota è anche una rara edizione ottocentesca curata da Michael Roesle (Roesle 1899), che, al netto di criteri editoriali quantomai discutibili (vedi </hi><hi rend="italic CharOverride-1">infra)</hi><hi rend="CharOverride-1">, risulta di particolare interesse per i romanisti: la </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Descriptio de locis sanctis </hi><hi rend="CharOverride-1">è infatti qui affiancata alla versione francese dell’opera, nota col titolo vulgato di </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Terre de Promission</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="_0_29_203-212.html#footnote-010">2</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Sempre in prospettiva romanza, non sono state finora indagate le dinamiche di rielaborazione e integrazione della </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Descriptio </hi><hi rend="CharOverride-1">nella castigliana </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Fazienda de Ultra Mar </hi><hi rend="CharOverride-1">(edita in Lazar 1965). Anche alla luce delle recenti acquisizioni e del rinnovato interesse in ambito mediolatino per Fretello, intendo proporre qui di seguito alcune considerazioni, in chiave comparatistica, delle versioni romanze della </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Descriptio,</hi><hi rend="CharOverride-1"> con l’intento di contribuire a gettar luce su quest’affascinante tradizione.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Tra le difficoltà che preliminarmente vanno affrontate rientra senza dubbio il problema dell’identificazione precisa dell’opera di Fretello. La stessa figura dell’autore risulta tutt’altro che definita: l’</hi><hi rend="italic CharOverride-1">idée reçue </hi><hi rend="CharOverride-1">che Fretello fosse cappellano di Nazareth ([Fretellus] 1980, IX-X) è stata da ultimo ridimensionata da parte di Greco (2021-22, 11-12); anche l’ipotesi (formulata in Hiestand 1994, 22) che, a partire dal 1137, Fretello fosse divenuto arcidiacono di Antiochia non trova supporti decisivi nei dati a nostra disposizione. Prudenzialmente ci limiteremo dunque a postulare che l’autore della </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Descriptio </hi><hi rend="CharOverride-1">fosse un chierico francese (pittavino, secondo Boeren, cfr. [Fretellus] 1980, VIII-IX) ben inserito nel contesto oltremarino e incaricato del ruolo di cancelliere presso Jocelyn I de Courtenay, principe di Galilea, e il suo successore Guillaume I de Bures (Trovato 2012, 250).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Ma la questione appare ben piu estesa: le forti affinità che caratterizzano i testi di Terra Santa (sia quelli di natura strettamente odeporica o itinerari in senso stretto, sia quelli di taglio maggiormente descrittivo o trattatistico) hanno spesso reso arduo stabilire i confini testuali e le relazioni tra i vari esponenti di questo frastagliato </hi><hi rend="italic CharOverride-1">corpus.</hi><hi rend="CharOverride-1"> In questo senso, un contributo decisivo è venuto da Paolo Trovato (2012), che traccia un quadro convincente dei rapporti tra l’opera fretelliana e altri trattati consimili. Ai fini del presente contributo, andrà sottolineata in particolare la conferma dell’esistenza di due redazioni della </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Descriptio,</hi><hi rend="CharOverride-1"> denominate a partire dai rispettivi destinatari: la “redazione Henry-Sdyck” (edita per l’appunto in [Fretellus] 1980) e la “redazione-comte-R” (o C-R). Al primo, vescovo della città boema di Olomouc, fu dedicata la </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Descriptio </hi><hi rend="CharOverride-1">in occasione del secondo dei suoi pellegrinaggi in Terra Santa tra 1137 e 1138 ([Fretellus] 1980, XIV-XVII); meno chiara l’identità del secondo destinatario, identificato ora con Raimondo V di Tolosa (Boeren 1980, XVIII-XX), ora, più probabilmente, con Rodrigo González de Lara, conte di Toledo (Hiestand 1994, 29-30). Ai fini di una migliore definizione della fisionomia testuale della </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Descriptio,</hi><hi rend="CharOverride-1"> Trovato ha poi il merito di dimostrare che l’opera del fantomatico Eugesippo, talvolta associata in maniera aleatoria a quella di Fretello</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="_0_29_203-212.html#footnote-009">-1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, risulta pressoché coincidente con la redazione C-R della </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Descriptio </hi><hi rend="CharOverride-1">(Trovato 2012, 263-65)</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="_0_29_203-212.html#footnote-008">-1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il quadro qui sinteticamente delineato ha trovato conforto dalle ultime ricerche di Greco 2021-22, che conferma l’esistenza di due redazioni, ora denominate più semplicemente H (= Henri Sdyck) e R (già C-R). Della redazione R, in particolare, si sottolinea la diffusione di gran lunga maggiore rispetto a H, testimoniata da soli sei manoscritti. Un dato da tenere a mente alla luce del fatto che, come vedremo, la redazione R offre un testo fortemente indiziato di essere il modello da cui hanno preso le mosse sia la </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Fazienda de Ultra Mar </hi><hi rend="CharOverride-1">sia la </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Terre de Promission.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Fazienda de Ultra Mar </hi><hi rend="CharOverride-1">rappresenta un testo ben noto agli iberisti, anche per il fatto di essere stato a lungo annoverata tra le prime manifestazioni della letteratura castigliana. A partire dall’edizione critica procurata nel 1965 da Moshé Lazar, l’opera è stata infatti collocata in un arco cronologico che andrebbe dal 1126 al 1152, con conseguente promozione a testo in prosa più antico redatto in castigliano. Diversi studi successivi hanno fortemente ridimensionato l’affermazione di Lazar, sostenendo una più cauta datazione attorno al 1220 (Deyermond 1978, 149; Lapesa 1981, 233); Sanchis Calvo (1991, 570), autrice di un accurato studio linguistico dell’opera</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="_0_29_203-212.html#footnote-007">-1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, propone in particolare un lasso di tempo che va dal 1210 al 1235.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Tramandata da un testimone unico (Salamanca, Biblioteca de la Universidad, 1997), la </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Fazienda </hi><hi rend="CharOverride-1">si pone a metà strada tra </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Biblia romanceada </hi><hi rend="CharOverride-1">e </hi><hi rend="italic CharOverride-1">itinéraire biblique,</hi><hi rend="CharOverride-1"> come opportunamente rilevato fin dal titolo dell’edizione Lazar. A tal proposito, non si può non rilevare come la tradizione critica si sia concentrata principalmente sul rapporto tra la </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Fazienda </hi><hi rend="CharOverride-1">e le Sacre Scritture: anche postulando una datazione più bassa rispetto a quella avanzata da Lazar, l’opera resta in effetti una testimonianza alquanto notevole nel panorama delle traduzioni della Bibbia in ambito iberoromanzo</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="_0_29_203-212.html#footnote-006">-1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">; ci si è inoltre a più riprese interrogati su quale fonte biblica (ebraica o latina?) sia stata utilizzata per la realizzazione della </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Fazienda</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="_0_29_203-212.html#footnote-005">-1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Tutto ciò a discapito del </hi><hi rend="italic CharOverride-1">côté</hi><hi rend="CharOverride-1"> odeporico dell’opera, che in questa sede si intende invece valorizzare</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="_0_29_203-212.html#footnote-004">-1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Più in particolare, il debito della </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Fazienda de Ultra Mar </hi><hi rend="CharOverride-1">nei confronti di Fretello, completamente ignorato da Lazar e riconosciuto soltanto in tempi relativamente recenti da Kedar 1995</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="_0_29_203-212.html#footnote-003">-1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, non è mai stato oggetto di approfondimento.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Per quanto riguarda invece la traduzione antico-francese di Fretello, comunemente denominata </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Terre de Promission, </hi><hi rend="CharOverride-1">essa ha goduto di attenzione certamente minore rispetto alla </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Fazienda.</hi><hi rend="CharOverride-1"> A differenza dell’opera castigliana, il volgarizzamento presenta una tradizione pluritestimoniale:</hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">A = Augsburg, Universitätsbibliothek, I. 4. 2° 1, cc. 106</hi><hi rend="italic CharOverride-1">ra</hi><hi rend="CharOverride-1">-110</hi><hi rend="italic CharOverride-1">vb</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">D = Dublin, Trinity College Library, 951, cc. 57</hi><hi rend="italic CharOverride-1">r-</hi><hi rend="CharOverride-1">73</hi><hi rend="italic CharOverride-1">v.</hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">F = Firenze, Biblioteca Riccardiana, 2756, cc. 58</hi><hi rend="italic CharOverride-1">vb</hi><hi rend="CharOverride-1">-67</hi><hi rend="italic CharOverride-1">ra</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">P1 = Paris, Bibliothèque nationale de France, fr. 1036, cc. 109</hi><hi rend="italic CharOverride-1">vb</hi><hi rend="CharOverride-1">-120</hi><hi rend="italic CharOverride-1">vb</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">P2 = Paris, Bibliothèque nationale de France, fr. 2464, cc. 114</hi><hi rend="italic CharOverride-1">r-</hi><hi rend="CharOverride-1">133</hi><hi rend="italic CharOverride-1">v.</hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">P3 = Paris, Bibliothèque nationale de France, fr. 12581, cc. 360</hi><hi rend="italic CharOverride-1">rb</hi><hi rend="CharOverride-1">-366</hi><hi rend="italic CharOverride-1">ra</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">P4 = Paris, Bibliothèque nationale de France, nouv. acq. fr. 10554, cc. 44</hi><hi rend="italic CharOverride-1">r-</hi><hi rend="CharOverride-1">56</hi><hi rend="italic CharOverride-1">r.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Come anticipato nell’introduzione, l’opera è attualmente leggibile solo attraverso l’edizione procurata da Michael Roesle, affiancata sinotticamente al testo latino secondo la lezione del codice München, Bayerische Staatsbibliothek, Clm 5307, testimone della redazione R, siglato Mu in Greco 2021-22. I criteri editoriali adottati da Roesle appaiono quantomai discutibili: i primi 22 capitoli in cui è diviso il testo critico si basano, con minimi interventi, sulla lezione trasmessa dal codice P1; a partire dal capitolo 23, Roesle utilizza invece il codice A, acefalo e mutilo; dal capitolo 118 fino alla conclusione dell’opera, l’editore riprende infine il codice parigino (P1). Risulta dunque evidente che, di fronte a un’operazione ricostruttiva di questo genere, sia indubbiamente necessario fornire una nuova edizione condotta secondo i moderni princìpi della critica testuale.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">L’indebita combinazione delle lezioni dei due manoscritti appare particolarmente grave alla luce dei risultati ottenuti dalla collazione completa dei testimoni, da me compiuta: in effetti il codice A sembrerebbe esibire affinità coi codici P2 e P4, laddove il codice P1 presenta una fisionomia testuale molto vicina a F e P3. Non è questa la sede per approfondire le questioni ecdotiche relative alla </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Terre de Promission,</hi><hi rend="CharOverride-1"> ma allo stato attuale delle mie ricerche saremmo di fronte a due gruppi di manoscritti: essi appaiono peraltro distinguibili macroscopicamente in ragione di un diverso ordinamento dei luoghi menzionati, laddove A, P2 e P4 seguono fedelmente il modello latino.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Sembra comunque possibile stabilire l’esistenza di un archetipo, dal momento che tutti i testimoni (con l’eccezione di D, per cui cfr. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">infra)</hi><hi rend="CharOverride-1"> condividono un errore significativo in corrispondenza del seguente passaggio: «Sichem est ore appellé Naples. Autant sonne Naples comme vendue cité» (P4, c. 50</hi><hi rend="italic CharOverride-1">r)</hi><hi rend="CharOverride-1">. Già Roesle aveva ritenuto opportuno intervenire sul testo critico correggendo in </hi><hi rend="italic CharOverride-1">neuve cité,</hi><hi rend="CharOverride-1"> anche sulla base del testo latino: «Sichem hys diebus Neapolis dicitur i. e. nova civitas» (Roesle 1899, 18; Fretellus 1980, 28)</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="_0_29_203-212.html#footnote-002">-1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. Il fatto che il vero senso del toponimo grecizzante </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Neapolis </hi><hi rend="CharOverride-1">sia sfuggito ai copisti ci permette di formulare diverse considerazioni. In primo luogo, il modello da cui si è diramata tutta la tradizione doveva necessariamente essere già un testo francese: difficile infatti credere che a partire dall’aggettivo latino </hi><hi rend="italic CharOverride-1">nova </hi><hi rend="CharOverride-1">si possa arrivare direttamente all’errore </hi><hi rend="italic CharOverride-1">vendue.</hi><hi rend="CharOverride-1"> Postulando un intermediario francese, invece, l’errore risulta facilmente riconducibile a ragioni paleografiche: possiamo infatti ipotizzare che la lezione originale </hi><hi rend="italic CharOverride-1">neuue </hi><hi rend="CharOverride-1">sia stata confusa in </hi><hi rend="italic CharOverride-1">uenue </hi><hi rend="CharOverride-1">e da qui definitivamente travisata in</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> uendue.</hi><hi rend="CharOverride-1"> Errore che può definirsi a buon diritto non solo congiuntivo, ma anche separativo, dal momento che un copista senza alcuna competenza di greco non sarebbe stato probabilmente in grado di ricostruire la lezione originale.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nel quadro di un confronto con la </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Fazienda,</hi><hi rend="CharOverride-1"> il testo castigliano manifesta qui una piena comprensione del testo di Fretello: nel manoscritto di Salamanca leggiamo infatti «Delant Samaria es Naples, a parte de meridie. Naples, ço diz “cibdat nueva” […]» (Lazar 1965, 136). Al di là del passaggio specifico, ciò appare sintomatico di una competenza decisamente migliore dell’autore della </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Fazienda </hi><hi rend="CharOverride-1">rispetto al volgarizzatore francese. La solida conoscenza delle Scritture e l’attenzione al dato etimologico nella descrizione dei luoghi sacri conferiscono alla </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Fazienda </hi><hi rend="CharOverride-1">il carattere di un prodotto culturale di buon livello, che si muove con abilità tra le fonti utilizzate (tra cui il nostro Fretello). Fatto tanto più notevole se si pensa che l’attenzione dell’autore non è focalizzata esclusivamente sullo spazio geografico (elemento invece centrale nella </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Terre de Promission)</hi><hi rend="CharOverride-1">: come sottolineato da Marti (2021, 7), «el recorrido geográfico es un artificio narrativo, una herramienta generadora de sentidos», che fa da sfondo ai fatti compiuti dai grandi personaggi biblici, veri protagonisti della </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Fazienda de Ultra Mar.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Ma torniamo al passaggio relativo alla città di Sichem/Naples nella </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Terre de Promission.</hi><hi rend="CharOverride-1"> Come anticipato, il brano è assente nel codice D, che sembra trasmettere una redazione a sé stante: il testo tramandato da questo manoscritto appare molto più aderente alla fonte latina e generalmente più corretto rispetto al resto della tradizione; il dublinese è tuttavia acefalo e mancante di una carta in corrispondenza delle attuali cc. 63 e 64 (da cui la lacuna relativa alla città di Sichem/Naples). Quest’ultimo dato, interpretabile a prima vista come mero guasto meccanico, potrebbe invece nascondere motivazioni più profonde.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Hugh Shields, che ha fornito un dettagliato contributo sul codice dublinese, avanza l’ipotesi che la rimozione della carta sia dovuta al fatto che nella porzione testuale della carta attualmente perduta si menzionava (come possiamo ricavare dagli altri testimoni) il trasferimento della testa di San Giovanni nella chiesa di Saint-Jean-de-Maurienne a opera di Santa Tecla (Shields 1980, 68). Saremmo insomma di fronte a un atto di deliberata censura, che si inscrive nell’ampio tema del culto delle reliquie e soprattutto dell’accesa rivalità tra istituzioni religiose (e laiche) in relazione al loro possesso. All’interno della </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Terre de Promission </hi><hi rend="CharOverride-1">troviamo infatti costanti riferimenti a fenomeni di </hi><hi rend="italic CharOverride-1">translatio</hi><hi rend="CharOverride-1">, spesso da parte di sovrani: oltre alla testa di San Giovanni, si menziona infatti il fieno del presepe, la circoncisione di Cristo e la Santa Croce.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La questione di San Giovanni rappresenterebbe un utile indizio a conferma del fatto che la fonte latina della </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Terre de Promission </hi><hi rend="CharOverride-1">sia la redazione R anziché la redazione H. Se in quest’ultima, infatti, si fa chiaro riferimento alla traslazione del dito indice del Precursore, nella redazione R (o meglio in alcuni testimoni di essa, come spiegheremo a breve) troviamo per l’appunto la testa del santo:</hi></p><table rend="Nessuno-stile-tabella TableOverride-1" xml:id="table001">
				<!--<colgroup>-->
					<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-1">--><!--</col>-->
					<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-1">--><!--</col>-->
					<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-1">--><!--</col>-->
				<!--</colgroup>-->
				
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-2">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base CellOverride-1">
							<p rend="specolare ParaOverride-2" ><hi rend="CharOverride-1">Redazione H</hi></p>
							<p rend="specolare ParaOverride-2" ><hi rend="CharOverride-1">([Fretellus] 1980, 27)</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base CellOverride-2">
							<p rend="specolare ParaOverride-2" ><hi rend="CharOverride-1">Redazione R</hi></p>
							<p rend="specolare ParaOverride-2" ><hi rend="CharOverride-1">(Roesle 1899, 17)</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base CellOverride-3">
							<p rend="specolare ParaOverride-2" ><hi rend="italic CharOverride-1">Terre de Promission</hi></p>
							<p rend="specolare ParaOverride-2" ><hi rend="CharOverride-1">(Roesle 1899, 17)</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="Nessuno-stile-tabella _idGenTableRowColumn-3">
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base CellOverride-1">
							<p rend="specolare" ><hi rend="CharOverride-1">Assumptum ex inde postea corpus a Iuliano apostata eiusque iussu crematum fuisse perhibetur, datis vento cineribus, sed absque capite quod Alexandrieb ante translatum fuerat, postea Constantinopolim. Ad ultimum in Galliam, in pago Pictaviensi et absque indice, quo venientem ad baptismum Ihesum indicaverat, dicens: </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Ecce agnus Dei, ecce qui tollit peccata mundi. I</hi><hi rend="CharOverride-1">ndicem illum detulit secum inter Alpes virgo beata Tecla. Ibi sub maxima veneratione tenetur in ecclesia Morianensi.</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base CellOverride-2">
							<p rend="specolare" ><hi rend="CharOverride-1">Assumtum postea Corpus ejus a Juliano Apostata et ab ipso concrematum fuisse perhibetur, datis vento cineribus. Sed caput ejus Alexandrie ante translatum fuerat. Postea in Constantinopolim, postea in Galliam. (P. [= </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Patrologia Latina</hi><hi rend="CharOverride-1">] Inde illud beata virgo Thecla inter Alpes detulit, ubi sub maxima veneratione detinetur in ecclesia Morianensi.)</hi></p>
						</cell>
						<cell rend="Nessuno-stile-tabella base CellOverride-3">
							<p rend="specolare" ><hi rend="CharOverride-1" >Mais li chiés fu aportés en Alixandre et d’iluec en Constentinoble, et apres en Patras. Et puis vint Sains Cletes (Tecles), si le prist et le porta auec soi outre les mons de Mongieu et la est a moult grant honeur en une eglise de Moriene.</hi></p>
						</cell>
					</row>
				
			</table><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Come si può vedere, Roesle è costretto a integrare la lezione del manoscritto di Monaco con l’edizione della </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Descriptio </hi><hi rend="CharOverride-1">pubblicata nella </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Patrologia Latina </hi><hi rend="CharOverride-1">(</hi><hi rend="italic CharOverride-1">PL 1</hi><hi rend="CharOverride-1">55). Grazie alle ultime ricerche di Greco, possiamo ora spiegare con maggiore precisione le dinamiche testuali che interessano questo passaggio: la famiglia di manoscritti siglata π dalla studiosa sostituisce infatti il sintagma </hi><hi rend="italic CharOverride-1">et absque indice </hi><hi rend="CharOverride-1">con </hi><hi rend="italic CharOverride-1">ad ultimum Rome;</hi><hi rend="CharOverride-1"> inoltre, nel periodo conclusivo, troviamo </hi><hi rend="italic CharOverride-1">dicunt illud </hi><hi rend="CharOverride-1">in luogo di </hi><hi rend="italic CharOverride-1">indicem illum </hi><hi rend="CharOverride-1">(Greco 2021-22, 153). Il risultato di queste innovazioni è un testo sensibilmente differente, nel quale a essere traslato in Francia non è l’indice, ma il capo del santo (informazione che finisce per confluire nella traduzione francese). La </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Terre de Promission </hi><hi rend="CharOverride-1">però sembra aggiungere anche nuovi dati indipendentemente dal testo latino: prova ne sia il riferimento a </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Patras,</hi><hi rend="CharOverride-1"> nonché la menzione dell’attraversamento del Monginevro. Andrà peraltro sottolineato che, come già evidenziato in Boeren ([Fretellus] 1980, 27 nota 62), Fretello non sembrava essere a conoscenza della scoperta della testa del Battista avvenuta nel 1145 a Sebaste. La </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Terre de Promission,</hi><hi rend="CharOverride-1"> naturalmente posteriore a questa data, pare dunque voler aggiornare il testo e, soprattutto, ricondurre la reliquia entro i confini del territorio francese.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Anche sotto questo punto di vista, sembra trovare ulteriore conferma il carattere culto della </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Fazienda de Ultra Mar.</hi><hi rend="CharOverride-1"> Nonostante qualche occasionale menzione di oggetti sacri (in particolare della Santa Croce) sia presente nell’opera, manca una vera attenzione per questo aspetto. Proprio il passaggio della </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Fazienda </hi><hi rend="CharOverride-1">dedicato a San Giovanni, che riporto integralmente qui di seguito, risulta particolarmente significativo se paragonato al corrispettivo francese:</hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">[A]qui en Samaria fo soterrado sant Juan babtista y Heliseus e Abdias. Herodes tetrarca lo descabeço allent del flum Jordan en el castiello de Macheronta. Vinieron los discipulos, prisieron el cuerpo e soterraron le en Samaria que a nombre Sabast. Alli fueron soterrados so padre e su madre, Zacarias e Elisabet. Depues a tiempo veno Julianus apostom e fizo traher de la fuessa el cuerpo de sant Juan e fizo lo quemar e depues benlar contra los cielos, mas no y era la cabeça ni el dedo con el que amostro a Ihesu Cristo e dixo: ecce agnus Dei (Lazar 1965, 135-36).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Dopo la menzione della sepoltura del santo a Samaria, nella sezione finale trova spazio l’empia cremazione e successiva dispersione dei suoi resti da parte di Giuliano l’Apostata; il rapido accenno al mancato reperimento della testa e dell’indice (che sottende indirettamente a una loro </hi><hi rend="italic CharOverride-1">translatio </hi><hi rend="CharOverride-1">da parte dei discepoli) pare rappresentare la massima concessione dell’autore della </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Fazienda </hi><hi rend="CharOverride-1">nei confronti del culto delle reliquie.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Emerge poi nella </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Fazienda de Ultra Mar,</hi><hi rend="CharOverride-1"> se non una vera resistenza, certo un marcato disinteresse nei confronti del dato antropico. Il testo castigliano omette completamente i passaggi relativi al campo di terra rossa (venduta come spezia pregiata in Egitto) presso Ebron ([Fretellus] 1980, 9; Roesle 1899, 2), così come allo sfruttamento di allume, zolfo e bitume da parte dei popoli che vivono sul Mar Morto ([Fretellus] 1980, 11; Roesle 1899, 3), nonché alle attività commerciali presso Medan ([Fretellus] 1980, 22; Roesle 1899, 10).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Particolarmente degna di nota risulta dunque la menzione delle presunte proprietà curative attribuite alla quercia di Mamre (la cui scorza sarebbe in grado di guarire i cavalli affetti da podagra), che in latino suona: «Que licet arida medicabilis tamen esse probatur in hoc quod, si aliquid de ea equitans quisquam diu secum detulerit, animal suum non infundit» ([Fretellus] 1980, 10). Nella </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Fazienda </hi><hi rend="CharOverride-1">troviamo un «passage très corrompu», come rilevava già Lazar</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="_0_29_203-212.html#footnote-001">-1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">:</hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">aquella enzina que fue en Mambre, fue al tiempo de Theodosio el Enperador, assi como Sant Jheronimo lo testimonia, fue cara mientre tenuda e era melezinable cosa provada, que ya omne que da quel arbor su bestia ovieste ya no se aguarie (Lazar 1965, 46).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Andrà comunque sottolineato come, malgrado la sintassi poco chiara della </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Fazienda,</hi><hi rend="CharOverride-1"> si possano rilevare interessanti differenze a livello di soluzioni traduttive tra francese e castigliano. Il verbo latino </hi><hi rend="italic CharOverride-1">infundit </hi><hi rend="CharOverride-1">pertiene al lessico specifico della mascalcia ed è utilizzato in riferimento al cavallo affetto da podagra (malattia analoga alla gotta che colpisce gli arti inferiori dell’animale); nelle due traduzioni romanze, laddove il francese utilizza il calco </hi><hi rend="italic CharOverride-1">effondre,</hi><hi rend="CharOverride-1"> il castigliano presenta invece il verbo </hi><hi rend="italic CharOverride-1">aguar </hi><hi rend="CharOverride-1">(con chiaro riferimento al ristagno dei liquidi nelle zampe: DRAE, s.v. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">aguar,</hi><hi rend="CharOverride-1"> acc. 7).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">A ideale conclusione di questo mio saggio, intendo qui presentare un passo particolarmente utile per comprendere i differenti orizzonti di attesa delle due opere. Siamo nel capitolo dedicato alla città di Gerico, in particolare in corrispondenza dell’episodio relativo al profeta Eliseo, sbeffeggiato da alcuni ragazzi per la sua calvizie. In accordo con la fonte scritturale (II </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Rg </hi><hi rend="CharOverride-1">2, 23-24), il poeta maledice i fanciulli, che vengono quindi divorati da due orsi:</hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">Ex qua et pueri qui beatum Helyseum Iherosolimis ascendentem deriserunt exclamantes: «Ascende calve!» Maledictionem cuius et obtatu a duobus ursis ex eis fere quinquaginta devorati fuerunt ([Fretellus] 1980, 41)</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="_0_29_203-212.html#footnote-000">-1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Fazienda de Ultra Mar </hi><hi rend="CharOverride-1">recita, nel passaggio corrispondente:</hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">En aques logar subie Heliseus el propheta e salieron los ninios de Jherusalem e escarniele e dizienle: «Sub, calvo, sub», e el maledixoles en monte del Criador. Salieron .ii. osos de la montanna e mataron .xl. e .ii. ninnos (Lazar 1965, 207).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">A riprova dell’originalità nel processo di rielaborazione della </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Fazienda,</hi><hi rend="CharOverride-1"> l’autore aggiunge poi il seguente passaggio, del tutto assente nel testo latino: «Tod esto fue por figura, que a los .xl. e .ii. annos de la pasion de Christo vinieron Tytus e Vespesianus en Jerusalem e destruyeron la cibdad e lo que y trobaron» (Lazar 1965, 207). Una precisa interpretazione figurale dell’episodio, che rende ancora più netto lo scarto rispetto a quanto troviamo nella </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Terre de Promission.</hi><hi rend="CharOverride-1"> Se nei codici A e P4 (P2 è illeggibile) manca alcun riferimento alla comparsa degli orsi, nei codici F, P1 e P3 leggiamo:</hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">De Jeriquo furent li enfant qui gaboient Elyseum le prophete, qui fu deciples de Helye le prophete. Quant il aloit en Iherusalem et li disoient: «Montes chauf, montes chauf!». Et il les maudit et il devindrent tout erramment pors (P1, c. 120</hi><hi rend="italic CharOverride-1">r)</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La clamorosa metamorfosi qui descritta non trova riscontro, a mia conoscenza, in nessuna fonte relativa alla figura del profeta. Un eventuale travisamento </hi><hi rend="italic CharOverride-1">o(u)rs </hi><hi rend="CharOverride-1">/ </hi><hi rend="italic CharOverride-1">pors </hi><hi rend="CharOverride-1">non sarebbe comunque sufficiente a spiegare come si sia potuto arrivare addirittura a una trasformazione dei fanciulli.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Credo sia allora lecito postulare la possibile influenza di un passaggio che si legge in un vangelo apocrifo dedicato all’infanzia di Cristo. Prendiamo in particolare una versione anglo-normanna, nota col titolo di </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Enfaunces de Jesu Crist </hi><hi rend="CharOverride-1">(edita in Boulton 1985): il piccolo Gesù vorrebbe giocare con i bambini di Gerico, ma i loro genitori, diffidenti nei confronti di Cristo, decidono di nasconderli in un forno («Tuz lé Gius, petiz e granz / urent mis tuz lur enfanz / en un furneis ben tenanz», come si legge in Boulton 1985, 64). Gesù tuttavia, vedendo il forno, sospetta di essere stato ingannato:</hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">As Gius ad dunc demandé:</hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">«E ki sunt ci enfermé?»</hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">Les Gius firent serement</hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">ke pors furent verrément.</hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">Jesu dist dunc a cele gent:</hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">«E pors serrunt certeinement»</hi></p><p rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">(Boulton 1985, 65).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">A questo punto, i bambini escono dal loro nascondiglio orrendamente trasformati in maiali: «Ausitost cum ço disoit, / checun dunc pors esteit / e cume porc checun mangoit / e ausi tut dis groinoit» (Boulton 1985, 65). Un miracolo grottesco, di chiara matrice antisemita, che presenta molti elementi (tra cui, si noti, il riferimento a Gerico) tali da indurci a credere che i tre codici francesi siano stati influenzati da questa bizzarra narrazione apocrifa.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">L’esempio permette di menzionare un problema che meriterà sicuramente ulteriori approfondimenti, ovvero l’identificazione del pubblico della </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Terre de Promission:</hi><hi rend="CharOverride-1"> laddove, come anche dimostrato dagli esempi proposti in questa sede, il destinatario ideale della </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Fazienda de Ultra Mar </hi><hi rend="CharOverride-1">sembra essere «un clérigo versado en lecturas y exégesis bíblicas» (Gómez Redondo 1998, 122), il testo francese presuppone un pubblico decisamente meno raffinato e interessato a un’edificazione spicciola, senza particolare attenzione per gli aspetti dottrinali. Si tratta di una questione evidentemente aperta, in vista della pubblicazione di una nuova edizione critica della </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Terre de Promission;</hi><hi rend="CharOverride-1"> un’edizione che adotterà necessariamente una prospettiva comparatistica di ampio raggio, non solo aperta al confronto con altre lingue romanze, ma anche in continuo dialogo con la filologia mediolatina.</hi></p><p rend="h2" ><hi rend="CharOverride-1">Bibliografia</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Arbesú Fernández, David. 2023. “El antígrafo castellano de la </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Fazienda de Ultramar.”</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Anuario de Estudios Medievales </hi><hi rend="CharOverride-1">53: 21-47. </hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1">https://doi.org/10.3989/aem.2023.53.1.02</hi></ref></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Boulton, Maureen. </hi><hi rend="CharOverride-1" >1985. </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Les Enfaunces de Jesu Crist.</hi><hi rend="CharOverride-1" > </hi><hi rend="CharOverride-1">London: Anglo-Norman Text Society.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Deyermond, Alan D. 1978. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Historia de la literatura española.</hi><hi rend="CharOverride-1"> Volume</hi><hi rend="italic CharOverride-1"> I: La Edad Media.</hi><hi rend="CharOverride-1"> Barcelona: Ariel.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">DRAE = Real Academia Española, </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Diccionario de la lengua española,</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1">https://dle.rae.es/</hi></ref><hi rend="CharOverride-1"> (ultima consultazione: 07/10/2024).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >[Fretellus, Rorgo] 1980. </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Rorgo Fretellus de Nazareth et sa description de la Terre Sainte. </hi><hi rend="CharOverride-1" >Histoire et édition du texte par Petrus C. Boeren. Amsterdam-Oxford-New York: North-Holland publishing company.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Gómez Redondo, Fernando. </hi><hi rend="CharOverride-1">1998. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Historia de la prosa medieval castellana,</hi><hi rend="CharOverride-1"> volume I: </hi><hi rend="italic CharOverride-1">La creación del discurso prosístico: el entramado cortesano.</hi><hi rend="CharOverride-1"> Madrid: Cátedra.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Greco, Giulia. 2021-22. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">La Descriptio de locis sanctis di Rorgone Fretello. Analisi della tradizione manoscritta e edizione critica.</hi><hi rend="CharOverride-1"> Tesi di dottorato, Università di Trento.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Guéret-Laferté, Michèle, e Laurence Harf-Lancner. 2023. </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Le Livre de Jean de Mandeville.</hi><hi rend="CharOverride-1" > Paris: Champion.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Hiestand, Rudolf. 1994. “Un centre intellectuel en Syrie du Nord? Notes sur la personnalité d’Aimeri d’Antioche, Albert de Tarse et Rorgo Fretellus.” </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Le Moyen Âge. Revue d’histoire et de philologie </hi><hi rend="CharOverride-1" >100: 7-36.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Kedar, Benjamin Z. 1995. “Sobre la génesis de la </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Fazienda de Ultramar.”</hi><hi rend="CharOverride-1" > </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Anales de historia antigua y medieval </hi><hi rend="CharOverride-1" >28: 131-36.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Lapesa, Rafael. 1981</hi><hi rend="CharOverride-3">9</hi><hi rend="CharOverride-1">. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Historia de la lengua española.</hi><hi rend="CharOverride-1"> Madrid: Gredos.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Lazar, Moshé. 1965. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">La Fazienda de Ultra Mar.</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Biblia Romanceada et itinéraire biblique en prose castillane du XII</hi><hi rend="italic CharOverride-3" >e</hi><hi rend="italic CharOverride-1" > siècle.</hi><hi rend="CharOverride-1" > Salamanca: Filosofía y Letras.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Marti, Melisa. 2021. “Geografía e imaginario bíblico medieval. Estudio y edición de </hi><hi rend="italic CharOverride-1">La fazienda de Ultramar.”</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Medievalista </hi><hi rend="CharOverride-1">30: 387-402. </hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1">https://doi.org/10.4000/medievalista.4583</hi></ref></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">McDougall, Dave. 2023. “The </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Fazienda de Ultramar </hi><hi rend="CharOverride-1">and the Contribution of the Vulgate.” </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Anuario de Estudios Medievales </hi><hi rend="CharOverride-1">53: 49-65. </hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1">https://doi.org/10.3989/aem.2023.53.1.03</hi></ref></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Morreale, Margherita. 1960. “Apuntes bibliográficos para la iniciación al estudio de las Biblias medievales en castellano.” </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Sefarad </hi><hi rend="CharOverride-1">20: 66-109.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="italic CharOverride-1">PL </hi><hi rend="CharOverride-1">155 = Fretelli Archidiaconi </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Liber Locorum Sanctorum Terrae Jerusalem.</hi><hi rend="CharOverride-1"> In </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Patrologia Latina.</hi><hi rend="CharOverride-1"> Volume CLV (1854), coll. 1037-1054.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Pueyo Mena, Francisco Javier, e Andrés Enrique-Arias. 2013. “Los romanceamientos castellanos de la Biblia hebrea compuestos en la Edad Media: manuscritos y traducciones.” </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Sefarad </hi><hi rend="CharOverride-1" >73: 165-224. </hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1" >https://doi.org/10.3989/sefarad.013.006</hi></ref></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Roesle, Michael. 1899. </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >La Terre de Promission (Das Land der Verheissung).</hi><hi rend="CharOverride-1" > Landshut: Druck der Rietsch’schen Buchdruckerei.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Röhricht, Reinhold. 1890. </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Bibliotheca Geographica Palaestinae.</hi><hi rend="CharOverride-1" > Berlin: H. Reuther’s Verlagsbuchhandlung.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Sanchis Calvo, María del Carmen. 1991. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">El lenguaje de la Fazienda de Ultramar.</hi><hi rend="CharOverride-1"> Madrid: Real Academia Española.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Sanchis Calvo, María del Carmen. </hi><hi rend="CharOverride-1" >1996. “Influencias galorromances y del oriente peninsular en el léxico de la</hi><hi rend="italic CharOverride-1" > Fazienda de Ultramar”</hi><hi rend="CharOverride-1" >. In </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >Actas del III Congreso Internacional de Historia de la Lengua Española,</hi><hi rend="CharOverride-1" > Salamanca, 22-27 de noviembre de 1993, editadas por Alegría Alonso González </hi><hi rend="italic CharOverride-1" >et al.,</hi><hi rend="CharOverride-1" > volume II, 1573-82. Madrid: Arco Libros.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1" >Shields, Hugh. 1980. “Légendes religieuses en ancien français (MS. 951 de la Bibliothèque de Trinity College à Dublin).” </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Scriptorium </hi><hi rend="CharOverride-1">34: 59-71. </hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1">https://doi.org/10.3406/scrip.1980.1156</hi></ref></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Trovato, Paolo. 2012. “Sulla genealogia e la cronologia di alcuni testi di età crociata. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Rorgo Fretellus </hi><hi rend="CharOverride-1">e dintorni (l’</hi><hi rend="italic CharOverride-1">alte Compendium,</hi><hi rend="CharOverride-1"> Eugesippus, l’</hi><hi rend="italic CharOverride-1">Innominatus </hi><hi rend="CharOverride-1">VI o pseudo-Beda, la </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Descriptio locorum circa Hierusalem adiacentium)</hi><hi rend="CharOverride-1">.” </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Annali Online di Ferrara - Lettere </hi><hi rend="CharOverride-1">7: 247-68. </hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1">https://doi.org/10.15160/1826-803X/292</hi></ref></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Varvaro, Alberto. 1969. Rec. Lazar 1965. </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Romance Philology </hi><hi rend="CharOverride-1">23: 239-44.</hi></p><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="_0_29_203-212.html#footnote-011-backlink">1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">In attesa dell’auspicata pubblicazione del lavoro, mi sono potuto avvalere con profitto della tesi di Giulia Greco, a cui esprimo la mia gratitudine.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="_0_29_203-212.html#footnote-010-backlink">2</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Una nuova edizione della </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Terre de Promission</hi><hi rend="CharOverride-1"> è in corso di pubblicazione da parte di chi scrive.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="_0_29_203-212.html#footnote-009-backlink">-1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Ne derivano espressioni quali, per esempio, «Eugesippo-Fretello»: cfr. Röhricht 1890, 33-35 (citato in Trovato 2012, 252).</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="_0_29_203-212.html#footnote-008-backlink">-1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">La congruenza tra Fretello e Eugisippo, nonché la necessaria obliterazione di quest’ultimo, non è ancora stata pienamente recepita dalla comunità accademica. Le conseguenze appaiono notevoli, poiché ridimensionano la fortuna di Fretello in opere successive. In merito alla questione, certo meritevole di ulteriori approfondimenti, si noti, a titolo di esempio, che viene menzionato regolarmente Eugisippo (e mai Fretello) come fonte di Jean de Mandeville nella recente edizione del </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Livre </hi><hi rend="CharOverride-1">(Guéret-Laferté, Harf-Lancner 2023).</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="_0_29_203-212.html#footnote-007-backlink">-1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Per alcune interessanti considerazioni sulle influenze galloromanze nella </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Fazienda</hi><hi rend="CharOverride-1">, si veda Sanchis Calvo 1996. </hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="_0_29_203-212.html#footnote-006-backlink">-1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Per un quadro d’insieme di quest’ampia questione, si veda lo studio classico di Morreale 1960, da integrare con il più recente Pueyo Mena, Enrique-Arias 2013.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="_0_29_203-212.html#footnote-005-backlink">-1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Cfr. Lapesa 1981, 334: «La </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Fazienda de Ultramar</hi><hi rend="CharOverride-1"> traduce del hebreo los pasajes bíblicos, aunque tenga también en cuenta la Vulgata». La questione è stata recentemente ripresa e approfondita da Arbesú Fernández 2023 e McDougall 2023.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="_0_29_203-212.html#footnote-004-backlink">-1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">E proprio in questa direzione si sono mosse le ricerche di Melisa Marti nella sua tesi di dottorato (i cui risultati sono sintetizzati in Marti 2021).</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="_0_29_203-212.html#footnote-003-backlink">-1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Allo studioso si deve anche la definitiva acquisizione che l’attribuzione dell’opera a Almerich Malafaida (o Aimery di Limoges) sia frutto della fantasia del compilatore della </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Fazienda</hi><hi rend="CharOverride-1"> (Kedar 1995, 136). Del resto, forti dubbi in merito erano già stati espressi nella severa recensione di Varvaro (1969, 240-41) all’edizione Lazar.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="_0_29_203-212.html#footnote-002-backlink">-1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">La città romana, fondata a poca distanza dall’antica Sichem, fu battezzata Flavia Neapolis dall’imperatore Tito attorno al 70 d.C.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="_0_29_203-212.html#footnote-001-backlink">-1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">L’editore, ignorando la fonte fretelliana, aggiungeva pure che il passaggio era assente nel testo biblico: cfr. Lazar 1965, 46 nota 20.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="_0_29_203-212.html#footnote-000-backlink">-1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">A proposito del sintagma </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Maledictionem cuius et obtatu</hi><hi rend="CharOverride-1">, Greco (2021-22, 95-96) sottolinea la plausibile erroneità del passo. La studiosa interviene dunque mettendo a testo la lezione congetturale </hi><hi rend="italic CharOverride-1">Maledictione cuius et obtutu</hi><hi rend="CharOverride-1"> (Greco 2021-22, 287).</hi></p></item>
				</list><p rend="editorial_metadata_author" ><hi>Davide Battagliola, Southern Superior School, Italy, davide.battagliola89@gmail.com, </hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi>0000-0003-3311-7224</hi></ref></p><p rend="editorial_metadata_polices" ><hi>Referee List (DOI 1</hi><ref target="https://doi.org/10.36253/fup_referee_list"><hi>0.36253/fup_referee_list</hi></ref><hi>)</hi></p><p rend="editorial_metadata_polices" ><hi>Best Practice in Scholarly Publishing (DOI </hi><ref target="https://doi.org/10.36253/fup_best_practice"><hi>10.36253/fup_best_practice</hi></ref><hi>)</hi></p><p rend="editorial_metadata_book" ><hi>Davide Battagliola, </hi><hi rend="italic">La tradizione romanza di Rorgone Fretello tra </hi><hi>Terre de Promission</hi><hi rend="italic"> e </hi><hi>Fazienda de Ultra Mar</hi><hi>, © Author(s), </hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi>CC BY-SA</hi></ref><hi>, DOI </hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi>10.36253/979-12-215-0602-0.23</hi></ref><hi>, in Caterina Bellenzier, Carolina Borrelli, Matteo Cesena, Giandomenico Tripodi (edited by), Hic abundant leones</hi><hi rend="CharOverride-4">. </hi><hi rend="italic">Uomo e natura nei testi mediolatini e romanzi. Atti del Convegno dottorale, Università degli Studi di Siena (27-28 settembre 2023)</hi><hi>, pp. -</hi><hi>11</hi><hi>, 2024, published by Firenze University Press and USiena PRESS, ISBN 979-12-215-0602-0, DOI </hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi>10.36253/979-12-215-0602-0</hi></ref></p>
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