<?xml version="1.0" encoding="utf-8" standalone="yes"?>
<TEI xmlns="http://www.tei-c.org/ns/1.0">
  <teiHeader>
    <fileDesc>
      <titleStmt>
        <title type="main" level="a">Gli studi statistici e demografici</title>
        <author>
          <persName n="1" ref="https://orcid.org/0000-0003-0761-1501" type="ORCID">
            <forename>Maria Silvana</forename>
            <surname>Salvini</surname>
            <placeName type="affiliation">University of Florence, Italy</placeName>
          </persName>
        </author>
        <respStmt>
          <resp>This is a section of <title>La Scuola di Scienze politiche “Cesare Alfieri” (1875-2025) </title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/979-12-215-0708-9</idno>) by </resp>
          <name>Fulvio Conti, Carlo Sorrentino</name>
        </respStmt>
      </titleStmt>
      <publicationStmt>
        <publisher>Firenze University Press</publisher>
        <pubPlace>Florence</pubPlace>
        <date when="2025">2025</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/979-12-215-0708-9.18</idno>
        <availability>
          <p>Available for academic research purposes</p>
          <p>Open Access</p>
          <p>Copyright Author(s)</p>
          <licence source="text" target="https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/legalcode">
            <p>Content licence CC BY 4.0</p>
          </licence>
          <licence source="metadata" target="https://creativecommons.org/publicdomain/zero/1.0/legalcode">
            <p>Metadata licence CC0 1.0</p>
          </licence>
        </availability>
      </publicationStmt>
      <sourceDesc>
        <p>This is original content, published for academic research purposes</p>
      </sourceDesc>
    </fileDesc>
    <encodingDesc>
      <appInfo>
        <application version="2.2" ident="Booksflow">
          <desc>Digital edition XML powered by Booksflow</desc>
        </application>
      </appInfo>
    </encodingDesc>
    <profileDesc>
      <abstract xml:lang="en">
        <p>A history of the social sciences over the last 100 years cannot ignore the relationship between scientific research and intellectual and academic debate on the one hand, and political events and ideologies on the other. In the broader context, Demography occupies a special place: it was born from official Statistics and then developed in the first half of the twentieth century, until it became autonomous. In the period between the two wars, Statistics and Demography continued their strong development, expansion and innovation and many Italian scholars achieved scientifically valid results. Their affiliation with the Faculty of Political Science and the Department of Statistics places the institutions at the forefront of Italian social science.</p>
      </abstract>
      <textClass>
        <keywords>
          <list>
            <item>Statistics</item>
            <item>Demography</item>
            <item>Faculty of Political Sciences</item>
            <item>Department of Statistics</item>
          </list>
        </keywords>
      </textClass>
    </profileDesc>
  </teiHeader>
  <text>
    <body>
      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/979-12-215-0708-9.18<ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0708-9.18" /></p>
      <div><head>Gli studi statistici e demografici</head><p rend="h1_author ParaOverride-1" ><hi rend="CharOverride-1">Silvana Salvini</hi></p><div><head><hi>1. Introduzione</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Dopo che Lorenzo il Magnifico nel 1472 trasferì lo Studium generale da Firenze a Pisa, lo spazio regionale dell’istruzione universitaria fu presidiato dalle Università di Pisa e Siena, mentre a Firenze, secoli dopo, in relazione continuativa con gli aritmetici politici europei, operò Marco Lastrí (1775), che ‘mise in carte’ le sue ricerche su oltre trecento anni di storia della popolazione fiorentina, e che propose anche la stesura di una tabella descrittiva dello stato del popolazione della città. Questo strumento avrebbe permesso di individuare il numero delle case sia abitate sia vuote, delle famiglie e degli abitanti, compresi gli impuberi e gli adulti, distinti per sesso, cattolici regolari e secolari, ebrei ed eterodossi. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">A Firenze non mancarono Accademie prestigiose che radicarono forti capacità di ricerca. L’istruzione universitaria pubblica tornò a Firenze con l’istituzione del Regio Istituto di studi superiori, pratici e di perfezionamento, che nel 1859 nacque con una forte impronta di autonomia dallo Stato e fu cofinanziato dal Comune e poi anche dalla Provincia di Firenze, estesa allora anche a Pistoia e Prato (Rogari 1991). L’Istituto, insieme a Filosofia, Filologia, Scienze naturali, Medicina e Chirurgia comprendeva anche Studi legali ma non Economia e Commercio (oggi semplicemente Economia). Nel 1875, separatamente dal primo, fu istituito il Regio Istituto di Scienze sociali e politiche “Cesare Alfieri”, al quale fu associata nel 1926 una Regia Facoltà di discipline economiche e commerciali che acquisì autonomia nel 1928 col nome di Regio Istituto superiore di scienze economiche e commerciali. Nel 1924, con la riforma Gentile, il primo Regio Istituto fu trasformato in Università degli studi di Firenze (Lotti 1984).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Una storia delle scienze sociali negli ultimi 100 anni non può prescindere dall’esaminare i rapporti tra la ricerca scientifica e il dibattito intellettuale e accademico da un lato e le vicende e le ideologie politiche dall’altro (Favero 2004). Nell’ambito più ampio, la Demografia occupa un posto a parte: nasce dalla Statistica ufficiale per poi svilupparsi nella prima metà del Novecento, fino a divenire autonoma (Lotti 1984; Rogari 1991; Bellandi et al. 2024). Nel periodo fra le due guerre, la Statistica e la Demografia hanno continuato il loro forte sviluppo, espansione e innovazione e molti studiosi italiani hanno raggiunto risultati scientificamente validi (Dalla Zuanna 2004).</hi></p></div><div><head><hi>2. Firenze e le sue istituzioni</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Firenze è stata un punto di raccolta di studiosi delle discipline statistiche e demografiche. Nel tempo sono state fondate società, riviste, corsi di laurea, che hanno dato il via a una rete di importanti basi riempiendo di significato le due parole, Statistica e Demografia, nel campo della ricerca e della didattica, formando generazioni di giovani studiosi.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Livio Livi ha fondato la SIEDS, la Società italiana di Economia, Demografia e Statistica, di cui fu presidente fino al 1942 (SIEDS 1989), ancora adesso un pilastro delle discipline nel titolo, che ha una propria rivista, la Rivista Italiana di Economia, Demografia e Statistica, e che ogni anno organizza Congressi adesso anche internazionali. Nel febbraio 1937, Livio Livi dava vita a Firenze al Comitato di consulenza per gli studi sulla popolazione, un’emanazione della Scuola di Statistica dell’Università di Firenze, di cui era il direttore</hi><hi rend="italic"> </hi><hi rend="CharOverride-1">(SIEDS 1989)</hi><hi rend="italic">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Anche negli anni della guerra l’attività della società si mantenne viva. Infatti nel dicembre del 1940 si tenne a Firenze una riunione scientifica, seguita da quella di Roma nell’aprile del 1941 e da quella di Milano del 1942. Gli avvenimenti bellici impedirono di effettuare il convegno programmato per il 1943; tuttavia le comunicazioni presentate dai soci per quella riunione furono pubblicate in un volume che vide la luce nel 1944.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La costituzione e il rigoglioso iniziale sviluppo della Società Italiana di Economia, Demografia e Statistica dovettero essere di stimolo per quegli statistici italiani, che non ne condividevano pienamente lo spirito, a dar vita alla Società Italiana di Statistica (Leti 2008).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nel 1977 nasce, sempre a Firenze, la Società Italiana di Demografia Storica (SIDES), con Presidente Athos Bellettini. Le iniziative di questa società sono state da allora moltissime, in termini di pubblicazioni, mostre, congressi che hanno visto il coinvolgimento di storici della popolazione ma non solo: anche storici economici, antropologi e demografi in senso lato aderiscono alla società e nuovi modelli di analisi di nuovi dati sono emersi nel tempo. La ricerca attraverso dati aggregati e microdati si sostanzia in metodi che conferiscono autonomia anche a questa branca della Demografia, che a poco a poco assume autonomia nell’insegnamento accademico in svariate università italiane ed europee. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La storia delle popolazioni si arricchisce di nuovi e accesi dibattiti con ampia partecipazione degli studiosi fiorentini. </hi></p></div><div><head><hi>3. Un focus sul primo dopoguerra</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La storia della Demografia nasce di fatto con il primo congresso internazionale di Demografia tenuto a Parigi nel 1878. È l’evento che sancisce il definitivo distacco della giovane disciplina dalla Statistica nella quale sempre di più si era andato affermando l’indirizzo metodologico. La lettura dei dati della Statistica ufficiale con la lente demografica si accentua nell’ultimo ventennio dell’Ottocento per poi evolversi sempre di più nel nuovo secolo, quando appaiono i protagonisti che, se all’inizio sono soltanto gli statistici della popolazione, divengono i demografi, anche se la denominazione della disciplina appena nata per qualche tempo rimane «la scienza statistica della popolazione».</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">In un’epoca in cui in Italia dominava la figura di Corrado Gini</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="W00204_XML24_23_247-257.html#footnote-001">1</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">, sia per la sua notorietà scientifica sia per il prestigio internazionale, a Firenze spicca Livio Livi, che entra nel 1933 nel Consiglio superiore dell’Istat per poi, nel 1940, divenire vice-presidente dell’International Union for the Scientific Study of Population, IUSSP (De Sandre 2004; Rettaroli 2012). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Sempre a Firenze dirige l’Istituto Superiore di Scienze Sociali e Politiche “Cesare Alfieri”, fonda il Centro per la Statistica Aziendale (CSA) ed è membro del Consiglio Nazionale di Economia e Lavoro. Demografo e sostenitore di un moderno indirizzo di sociologia generale positiva, pone in risalto l’influenza che le stesse caratteristiche biologiche di specie hanno nel condizionare le formazioni sociali. Nel 1955 l’Accademia dei Lincei gli assegna il Premio Feltrinelli per le Scienze Economiche e Sociali.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Veniamo alla storia di Giuseppe Parenti, che ha dato il suo nome al Dipartimento di Statistica di Firenze. Negli anni Trenta a Firenze stimoli e suggerimenti non formano quell’ampia e variegata gamma di cui i giovani delle generazioni più recenti possono disporre. Ed è anche da pensare che i giovani che passavano nelle due aule dell’Istituto Superiore di Scienze Economiche e Commerciali, al quale si era iscritto diciottenne Giuseppe Parenti, fossero alla ricerca di quella solida preparazione che ne assicurasse il successo nelle carriere tecniche e professionali e un posto sicuro nella società. Ma non questo cercava l’ancora giovane studioso, che finì col laurearsi nel 1932 con una tesi sullo sviluppo logistico delle popolazioni umane: un tema ricco di implicazioni per il suo legame diretto con la teoria malthusiana e stabile, e riportato al centro del dibattito scientifico da biologi, matematici e demografi – da Alfred Lotka a Raymond Pearl a Vito Volterra. </hi></p><quote rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">La preparazione della tesi mi avvicinò al professor Marsili Libelli – sono sue parole – uomo straordinariamente ricco di umanità e di dottrina dal quale appresi molto più della Statistica per la mia formazione intellettuale e umana. </hi></quote><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La buona valutazione della tesi di laurea gli consentì di ottenere nell’anno accademico successivo il posto di assistente incaricato. La carriera di Parenti culminò prima con la nomina a Preside della Facoltà di Economia e Commercio, dal 1968 al 1973 e subito dopo a Rettore dell’Università di Firenze. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Con il nascere e svilupparsi della Scuola di Statistica di Firenze, alla quale insegnano molti ricercatori e docenti formati a Firenze, si diffonde sempre di più la cultura quantitativa, così come le possibilità di lavoro dei giovani diplomati della Scuola, che in non pochi casi si laureano successivamente in Statistica, in Economia e Commercio e Scienze politiche.</hi></p></div><div><head><hi>4. Trasversalità e interdisciplinarietà delle strutture: riviste e convegni</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Le caratteristiche che accomunano l’Istituto di Scienze Politiche o Facoltà di Scienze Politiche (oggi Scuola di Scienze Politiche “Cesare Alfieri”) e il Dipartimento di Statistica, oggi di Statistica, Informatica, Applicazioni “Giuseppe Parenti” (DiSIA) sono la trasversalità e l’interdisciplinarietà che si intrecciano fino dai decenni passati. La Statistica, la Demografia, la Statistica economica, la Statistica giudiziaria, l’Antropologia, la Sociologia sono tutte discipline che si sono ritrovate nei corsi di studio di cui si è fatto promotore sia il Cesare Alfieri sia il Giuseppe Parenti, con le centinaia di studenti che hanno attraversato i percorsi didattici laureandosi in materie giuridiche, economiche, statistiche e sociologiche.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Accanto alla didattica, molteplici i progetti di ricerca che hanno unito le due strutture, in cui Statistica e Demografia si sono unite attraverso la collaborazione di numerosi studiosi. Negli ultimi decenni Massimo Livi Bacci e Gustavo De Santis (entrambi ordinari di Demografia, aderenti al DiSIA e appartenenti alla Scuola di Scienze Politiche) hanno guidato numerosi progetti di ricerca, ad esempio sul tema delle migrazioni, culminati in articoli e libri davvero importanti. Il tema delle migrazioni, tra l’altro, riveste numerose sfaccettature che rispecchiano l’interdisciplinarietà della Statistica e della Demografia e delle due strutture.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nel 2007, sempre a Firenze, Massimo Livi Bacci e Gustavo De Santis, insieme ad altri studiosi di popolazione, danno vita a Neodemos, un’associazione che si propone l’obiettivo di diffondere e divulgare le analisi sulle tendenze demografiche, e discutere le loro implicazioni per le politiche sociali, la coesione sociale, lo sviluppo (Neodemos 2024).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Oltre all’attività editoriale del sito, l’associazione </hi><hi rend="CharOverride-1">Neodemos</hi><hi rend="CharOverride-3"> </hi><hi rend="CharOverride-1">organizza periodicamente incontri scientifici, convegni e concorsi di idee. Il primo convegno risale al 2010 e ha come titolo “Europa 2020: politica dell’immigrazione e della </hi><hi rend="CharOverride-1">cittadinanza”; l’ultimo, nel 2024, ha avuto come tema Demografia e Fantascienza.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Neodemos, inoltre collabora con la IUSSP (Unione internazionale per lo studio scientifico della popolazione), per conto della quale cura il blog a uscite settimanali </hi><hi rend="italic">N-Iussp</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p></div><div><head><hi>5. I congressi internazionali e nazionali</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">A Firenze si sono svolti molti congressi – nazionali e internazionali, statistici e demografici – che hanno visto una folta partecipazione di docenti del Cesare Alfieri e del Dipartimento di Statistica.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Fra quelli internazionali ricordiamo in particolare il Congresso dell’Istituto Internazionale di Statistica (ISI) del 1993 e l’International Population Conference della IUSSP tenuta nel 1985.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Fra le iniziative nazionali, per quanto riguarda quelle in campo statistico si citano le Riunioni scientifiche della Società Italiana di Statistica, le più importanti occasioni di ritrovo e scambio tra gli studiosi di tutta Italia, che si tengono negli anni pari</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi><ref target="W00204_XML24_23_247-257.html#footnote-000">2</ref></hi></hi><hi rend="CharOverride-1">. La XL edizione, quella del 2000, ha avuto luogo a Firenze.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Iniziative di interesse prevalentemente nazionale in campo demografico sono le Giornate di Studio della Popolazione (PopDays), riunioni scientifiche a cura prima del Gruppo di coordinamento per la Demografia e poi dell’Associazione italiana per gli studi di Popolazione (AISP). Anche queste si tengono ogni due anni e hanno l’obiettivo di alimentare un confronto tra studiosi sui temi demografici e sociali attraverso un approccio transdisciplinare. Vale forse anche la pena segnalare che, negli ultimi anni, l’AISP ha preso a invitare rappresentanti di associazioni demografiche di altri paesi, conferendo così agli incontri un carattere internazionale. Queste giornate si sono svolte anche a Firenze, nel 1999 e nel 2017, e hanno visto la partecipazione di demografi, scienziati politici, storici, sociologi e studiosi di altre discipline affini (AISP 2024). </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La partecipazione dei giovani è andata via via aumentando anche a causa della politica delle Società che, con l’abbassamento delle quote di iscrizione e l’introduzione di premi per presentazioni e poster, ha cercato di attrarre le generazioni più recenti di studiosi.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il mondo della Statistica e della Demografia è cambiato moltissimo dalla metà del secolo scorso. Dai pochi studiosi, da un élite che basava i propri studi sulle statistiche ufficiali e amministrative e censuarie, si è passati agli studi di microdati, con tecniche statistiche avanzate e in un’ottica longitudinale piuttosto che trasversale. Dai dati aggregati alle storie individuali dunque, favorite da computer sempre più potenti e da strumenti di analisi più sofisticati. </hi></p></div><div><head><hi>6. L’attività scientifica</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Si è già introdotto il progetto che ha portato alla pubblicazione di Neodemos, con i suoi articoli sulle svariate tematiche di popolazione, sia sui paesi sviluppati sia su quelli in via di sviluppo. Molti di questi trattano di Cina e India, i due giganti demografici, raccolti in un volume assieme ad articoli sugli Stati Uniti, anch’esso pubblicato online con il titolo </hi><hi rend="italic">I tre giganti: Cina India Stati Uniti</hi><hi rend="CharOverride-1">. Nell’introduzione si legge </hi></p><quote rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">Eppure la statura dei 3G non è stabile nel tempo; la graduatoria delle loro dimensioni varia; i distacchi si allungano e si riducono nel lungo periodo in modo sorprendente. La loro popolazione combinata (2,1 miliardi), nel 1980, valeva quasi la metà (46%) della popolazione mondiale; nonostante il forte aumento (2,9 miliardi nel 2010), la loro incidenza è scesa oggi a meno del 42%. Nel 2100 (secondo le proiezioni delle Nazioni Unite), la popolazione dei 3 giganti sfiorerebbe i 3,1 miliardi, quasi invariata rispetto al 2010, ma l’ulteriore crescita del resto del mondo determinerebbe un forte alleggerimento – al 29% – del loro peso relativo. Anche la loro posizione in graduatoria muta: nel 2024 la Cina ha ceduto all’India il posto in testa al gruppo; la sua popolazione era il quadruplo di quella americana nel 1980, ma si ridurrà al doppio alla fine del secolo. La Cina resterà, nel 2100, un gigante mondiale, ma con una statura notevolmente diminuita (300 milioni in meno) rispetto ad oggi (Livi Bacci e De Santis 2013).</hi></quote><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Svariati convegni fiorentini di Neodemos hanno avuto luogo a cura del DiSIA e di Scienze politiche, mostrando così le interazioni fra le strutture.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il DiSIA è uno dei 180 ‘dipartimenti di eccellenza’ in Italia selezionati dal MIUR per la qualità della ricerca. Si tratta di un importante riconoscimento, che conferma l’eccellenza della ricerca prodotta dai suoi ricercatori (DiSIA 2025).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il finanziamento per il quinquennio 2018-2022 ha permesso di realizzare un progetto di sviluppo strategico per valorizzare e rafforzare il ruolo del DiSIA quale centro di riferimento per il trattamento, l’analisi e la valutazione dei dati a struttura complessa nell’ottica della </hi><hi rend="italic">Data Science</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il DiSIA ha intrapreso un percorso di sviluppo di metodi e strumenti di analisi </hi><hi rend="CharOverride-1">innovativi che integrano metodologie statistiche avanzate, algoritmi computazionalmente efficienti e sofisticati strumenti di tipo informatico. Il Dipartimento intende così supportare e ampliare le competenze tecniche e metodologiche dei suoi ricercatori in settori come la gestione dei dati, i metodi computazionali, la modellazione statistica e l’inferenza causale.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il rafforzamento dell’attività di ricerca di base ha portato a ricadute determinanti per la ricerca applicata in settori strategici, quali la salute pubblica, le scienze socio-demografiche, l’economia e la finanza, l’industria, fornendo impianti metodologici e di gestione dei dati innovativi.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Per la seconda volta il DiSIA è stato selezionato dal Miur come dipartimento d’eccellenza; il secondo progetto di eccellenza riguarda il periodo 2023-2027 e ha come titolo: </hi><hi rend="italic">Rethinking Data Science (ReDS): advances in causal inference and Statistical learning across domains</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">ReDS è il progetto di eccellenza 2023-2027, con il quale il DiSIA intende superare i limiti di modelli di analisi ormai datati e dare un ulteriore impulso alla propria attività di ricerca e didattica per diventare un hub internazionale per l’analisi causale e l’analisi Statistica per dati complessi e la formazione di una nuova generazione di Data Scientist.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Gli obiettivi di ricerca ruotano attorno allo sviluppo di metodi statistici per dati complessi e per l’inferenza causale che siano utilizzabili come strumenti di supporto alle decisioni in domini specifici, che garantiscano ottime capacità predittive e siano interpretabili, quantificando chiaramente l’incertezza. Tali metodi forniranno un supporto completo per la conoscenza e la scoperta scientifica nei domini di interesse del Dipartimento quali i fenomeni socio-demografici, quelli economici, la medicina e l’epidemiologia.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il principale obiettivo formativo concerne il potenziamento dell’offerta didattica di elevata qualificazione e la formazione di ricercatori di eccellenza. ReDS persegue gli obiettivi di trasferimento delle conoscenze con lo scopo di contribuire attivamente ai processi di innovazione e di sviluppo tecnologico del contesto economico e sociale di cui il Dipartimento fa parte. A tal fine, ReDS favorisce anche la formazione professionale promuovendo e stimolando le interazioni tra i ricercatori del DiSIA e tutti gli interessati alle tematiche progettuali, appartenenti al mondo accademico e non.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Nel dipartimento sono nati progetti finanziati dal Miur e dall’Unione Europea, fra i quali si rammenta in primo luogo il progetto Eu-Fer acronimo del titolo “Incertezza economica e fecondità in Europa”, finanziato dall’ERC (European Research Center) e in secondo luogo il progetto Florence Ageing Research Center (s.d.) guidati da Daniele Vignoli, docente anche a Scienze politiche con la disciplina Metodi Quantitativi per gli Studi di Popolazione e nella Laurea Magistrale: Sociologia e Sfide Globali (Scuola di scienze politiche), che è stato ed è a capo di varie ricerche anche internazionali.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il primo progetto tratta dell’incertezza economica come causa di bassa fecondità, ed è una lunga ricerca adesso conclusa che ha messo in relazione i due fenomeni, studiando le tendenze europee degli ultimi decenni. La fecondità in Europa è da lungo tempo in calo. Lo è nelle aree tradizionalmente a fecondità più bassa come quelle mediterranee, ma, più recentemente, anche nei Paesi del nord, che erano invece stati tradizionalmente caratterizzati da fecondità più alta. L’Italia, in questo quadro, rientra nella fascia più bassa in assoluto nel mondo, con una media di 1,2 figli per donna: pochi altri Stati (per esempio la Corea del Sud) hanno una più bassa natalità.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il nesso fra questa tendenza e le vicende economiche e sociali, come lavoro precario o disoccupazione, è stato indagato appunto dal progetto “Eu-Fer” Daniele Vignoli ha coordinato un pool multidisciplinare (demografi, sociologi, economisti, psicologi sociali) che hanno analizzato dati, confrontato tendenze, studiato se e come narrazioni diverse del contesto economico e delle prospettive future possano influenzare i comportamenti delle giovani coppie. Ed è giunto a dimostrare che effettivamente le varie incertezze degli ultimi anni, e il modo spesso negativo in cui i media ne hanno trattato (per esempio, il modo tipicamente cupo di presentare le notizie), hanno spinto i giovani a fare meno figli non solo rispetto al passato, ma anche rispetto ai loro stessi desideri. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La situazione è stata improvvisamente aggravata dall’epidemia di Covid-19, il cui impatto si è risentito non solo in un innalzamento della mortalità ma anche sull’incertezza del futuro e quindi sulla progettualità a fare famiglia. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il progetto Florence Ageing Research Center si propone di formare a Firenze un polo scientifico internazionale per la ricerca sull’invecchiamento, un ‘laboratorio empirico’ che rappresenti lo standard di riferimento in campo socio-economico, biomedico e tecnologico per costruire una società inclusiva per tutte le età. L’obiettivo generale del progetto è di rendere l’Italia paese leader nella ricerca sull’invecchiamento. Tra gli altri, ricercatori del DiSIA e di Scienze politiche partecipano a questo grande progetto (cfr. Age-It. s.d.). Le aree tematiche di Age-It identificano dieci importanti sfide che promuovono un invecchiamento attivo e in salute e lo sviluppo di una società inclusiva a tutte le età. Queste sfide si suddividono in 6 aree tematiche (orizzontali) e 4 aree di integrazione interdisciplinare (verticali).</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il progetto trae origine dalle grandi tendenze demografiche che stanno modellando la nostra società. La prima sfida è quindi la comprensione dei fattori demografici micro e macro dell’invecchiamento, attraverso un approccio di Data Science al processo decisionale.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Le sfide tematiche sono integrate da tre ulteriori sfide transdisciplinari: sugli interventi e le tecnologie per ridurre il peso di malattie e disabilità legate all’età anziana, sugli sviluppi tecnologici per soddisfare i (nuovi) bisogni delle persone anziane, sulla riorganizzazione e il ripensamento delle politiche legate all’invecchiamento.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Questa importante ricerca della durata di tre anni, e giunta adesso alla fine, dà luogo a uno spin off, il Centro sull’invecchiamento, che dovrebbe invece essere permanente.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Di recente il Cesare Alfieri è stato alla ribalta per un importante Convegno: sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica si è svolto nel dicembre 2024 il convegno “150 anni di studi giuridici al “Cesare Alfieri””.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Il convegno esamina la storia e lo sviluppo del “Cesare Alfieri”, la prima Scuola di Scienze Sociali d’Italia. Fin dalla sua fondazione, nel lontano 1875, essa è stata luogo elevato di formazione di una nuova classe dirigente, in particolare quella avviata verso la carriera diplomatica ed amministrativa, di stampo liberale, anticentralista e laica. L’obiettivo dell’iniziativa è ricostruire le varie fasi storiche che la Scuola (poi divenuta Facoltà di Scienze Politiche) ha attraversato e ricordare le autorevolissime personalità che hanno guidato e influenzato fino ai giorni nostri i vari settori scientifici dell’area giuridica. Focus del Convegno sono infatti, gli insegnamenti giuridici al “Cesare Alfieri”. Nella prospettiva multidisciplinare, la componente giuridica, meno nota rispetto alle tradizionali materie storico-politologiche e sociologiche, è stata in realtà da sempre considerata essenziale. Ciò è dimostrato dal grandissimo prestigio unanimemente riconosciuto a tanti dei suoi docenti. La prima sessione ripercorre il periodo del “Cesare Alfieri” dalle origini alla caduta del fascismo. La seconda e la terza sessione si riferiscono al periodo successivo. </hi></p></div><div><head><hi>7. Attività didattiche e istituzionali</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Per lungo tempo, a Firenze sono stati presenti il Dottorato in Demografia (con sede a rotazione con Roma e Padova) e quello di Statistica. Da molti anni ormai, a Firenze opera il Dottorato di Ricerca in Statistica che attualmente è parte del Dottorato in Matematica, Informatica, Statistica dell’Università di Firenze in consorzio tra gli Atenei di Firenze, Perugia, l’Istituto Nazionale di Alta Matematica “F. Severi” (INdAM) e il Consorzio interuniversitario per l’Alta formazione in Matematica (CIAFM) con tre curricula, fra cui quello di Statistica. I curricula sono distinti, ma permettono importanti collegamenti interdisciplinari. Inoltre, il DiSIA contribuisce, sia a livello di didattica che di partecipazione al collegio dei docenti a svariati altri dottorati.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Accanto a questo, negli ultimissimi anni è nato anche il DIN – Dottorato di Interesse Nazionale in Life Course Research, con sede amministrativa presso l’Università degli Studi di Firenze, che si pone l’ambizioso obiettivo di fornire ai dottorandi in demografia di tutta Italia una base di conoscenze comune, e anche di favorire la conoscenza e la collaborazione tra di loro, futuri motori della ricerca nazionale in questo campo</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Accanto a questi successi didattici e scientifici ci sono quelli accademici. Dopo 50 anni, un altro statistico fiorentino, dopo Giuseppe Parenti, è salito al podio di Rettore, anzi, di Rettrice. Alessandra Petrucci, professoressa ordinaria di Statistica sociale dal 2015, docente al Cesare Alfieri, è rettrice dell’Università di Firenze dal 1º settembre 2021 per il periodo 2021-2027, dopo avere ricoperto numerosi incarichi quali l’appartenenza al Consiglio di amministrazione, la direzione del dipartimento, aver fatto parte del CUN e dell’ANVUR e della giunta della Conferenza dei rettori delle Università Italiane (CRUI).</hi></p></div><div><head><hi>8. Conclusioni</hi></head><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">La Statistica e la Demografia costituiscono discipline importanti. Molti secoli fa, i conteggi della popolazione si hanno a Firenze, con la Nuova Cronica di Giovanni Villani, là ove descrive una stima indiretta della popolazione della città. Molto nota — almeno fra i demografi — è la regolarità del rapporto dei sessi alla nascita, riferita da Villani (ben prima che si iniziasse a tenere i registri dei battesimi e delle sepolture, a Firenze, fra il 1336 e il 1338, nel Battistero di San Giovanni vi era l’uso di accantonare una fava nera per ogni bambino battezzato e una bianca per ogni bambina). Successivamente, come ricorda Lastri (1755), fu tentata l’introduzione della registrazione delle nascite e delle morti, che, limitata all’inizio per le nascite al solo Battistero di San Giovanni, venne estesa alla fine del Quattrocento alle altre diocesi (Livi Bacci, Blangiardo e Golini 1994). Sono i presupposti della misura degli eventi demografici, della Demografia, insomma. Scrive Enzo Lombardo (1994) in </hi><hi rend="italic">Evoluzione diacronica della demografia</hi><hi rend="CharOverride-1">: </hi></p><quote rend="quotation_b" ><hi rend="CharOverride-1">Dal periodo che va dall’inizio del nostro secolo sino alla seconda guerra mondiale il dibattito scientifico e la definizione di linee di ricerca in campo demografico, ma potremmo asserire, più in generale, in campo statistico, risultano talmente ricche che non si riesce a fissare il contributo di ogni singolo studioso se non all’interno di grandi linee di orientamento della ricerca scientifica. </hi></quote><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Firenze, come abbiamo visto, è stata al centro della storia della Statistica e della Demografia e il Cesare Alfieri ha rappresentato il nucleo da cui sono poi nate generazioni di studiosi. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Dopo anni di evoluzione e la nascita di conteggi e censimenti, nascono le associazioni improntate allo studio e alla comunione di intenti che ancora oggi sviluppano le conoscenze e le ricerche demografiche e statistiche, come la SIS, la SIEDS, la SIDES, che annoverano oggi tanti soci di cui molti giovani studiosi.</hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Anche se nasce come scienza quantitativa, nella Demografia ci sono, a cavallo con la sociologia e con la scienza della politica, aspetti qualitativi e interpretativi dei fenomeni che hanno relazioni con altre discipline, dapprima la giurisprudenza e l’antropometria, poi la sociologia e l’economia e indubbiamente la storia. Alla fine del secolo scorso nasce l’Event History Analysis che studia longitudinalmente le storie individuali portando innovazioni nei risultati anche dal punto di vista causale. Le ricadute in termini scientifici e operativi sono molte. Si sono compiuti passi da gigante negli ultimi decenni e ancora molto possiamo aspettarci per il futuro. </hi></p><p rend="text" ><hi rend="CharOverride-1">Per concludere, si può ricordare una prestigiosa consuetudine: la Lettura “Cesare Alfieri” ha una lunga tradizione ed è stata tenuta a partire dal 1993 da personalità italiane e straniere del mondo accademico e delle istituzioni. Dal 2010 la Lettura viene anche pubblicata in una collana della Firenze University Press.</hi></p></div><div><head><hi>Riferimenti bibliografici</hi></head><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Age-It. s.d. “La Vision di Age-It.” &lt;</hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1">https://ageit.eu/wp/v-i-s-i-o-n/</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt;. (2024-12-31).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">AISP. 2024. “Cosa sono i POPDAYS, AISP, SIS.” &lt;</hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1">https://aisp-sis.com/cosa-sono-i-popdays/#</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">:~:text=Le%20Giornate%20di%20Studio%20sulla,sociali%20attraverso%20un%20approccio%20transdisciplinare&gt; (2024-12-31).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Bellandi, M., G. Nigro, A. Paci, e I. Stolzi. 2024. “I mondi dell’economia, del diritto e delle professioni.” In </hi><hi rend="italic">Firenze e l’Università. Passato, presente e futuro</hi><hi rend="CharOverride-1">, edited by Comitato per le celebrazioni dei 100 anni dell’Ateneo fiorentino, 383-98. Firenze: Firenze University Press &lt;</hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1">https://media.fupress.com/files/pdf/24/14223/39029</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt;.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Corsini, C. A., a cura di. 1989. </hi><hi rend="italic">Da osservazione sperimentale a spiegazione razionale. Per una storia della Statistica in Italia</hi><hi rend="CharOverride-1">. Ospedaletto (Pisa): Pacini Editore.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Dalla Zuanna, G., a cura di. 2004, </hi><hi rend="italic">Numeri e potere. Statistica e Demografia nella cultura italiana fra le due guerre</hi><hi rend="CharOverride-1">. Napoli: L’ancora del Mediterraneo.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">De Sandre, P. 2004. “Demografia politica e politiche di popolazione nella cultura italiana del ventennio.” In </hi><hi rend="italic">Numeri e potere. Statistica e Demografia nella cultura italiana fra le due guerre</hi><hi rend="CharOverride-1">, a cura di G. Dalla Zuanna, 118-123. Napoli: L’ancora del Mediterraneo.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">DiSIA. 2025. “Dipartimento di eccellenza.” &lt;</hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1">www.disia.unifi.it/vp-273-dipartimento-di-eccellenza.html</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt; (2024-12-31).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Favero, G. 2004. “Reazioni ai tre interventi introduttivi.” In </hi><hi rend="italic">Numeri e potere. Statistica e Demografia nella cultura italiana fra le due guerre</hi><hi rend="CharOverride-1">, a cura di G. Dalla Zuanna, 43-68. Napoli: L’ancora del Mediterraneo.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Florence Ageing Research Center. s.d. “Home.” &lt;</hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1">https://www.age-florence.it/</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt; (2024-12-31).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Ipsen, C. 2004. “Reazioni ai tre interventi introduttivi.” In </hi><hi rend="italic">Numeri e potere. Statistica e Demografia nella cultura italiana fra le due guerre</hi><hi rend="CharOverride-1">, a cura di G. Dalla Zuanna, pp Napoli: L’ancora del Mediterraneo.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Leti, G. 2008. “I contributi della società italiana di Statistica allo sviluppo della Statistica e alla conoscenza della società civile.” &lt;</hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1">https://www.sis-Statistica.it/old_upload/contenuti/files/pdf/2008/storia_letisips.pdf</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt; (2024-12-31).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Livi Bacci, M. 2004. “Giuseppe Parenti.” In </hi><hi rend="italic">L’Università degli Studi di Firenze fra Istituzioni e Cultura</hi><hi rend="CharOverride-1"> (11-12 Ottobre 2004). &lt;</hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1">https://www.disia.unifi.it/upload/sub/dipartimento/parenti.pdf</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt; (2024-12-31).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Livi Bacci, M., e G. De Santis. 2013. </hi><hi rend="italic">I tre giganti. Cina, India, Stati Uniti</hi><hi rend="CharOverride-1">. Roma: Neodemos.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Livi Bacci, M., G. C. Blangiardo e A. Golini, a cura di. 1994. </hi><hi rend="italic">Demografia</hi><hi rend="CharOverride-1">. Torino: Edizioni della Fondazione Giovanni Agnelli.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Lombardo, E. 1994. “Evoluzione diacronica della demografia.” In </hi><hi rend="italic">Demografia</hi><hi rend="CharOverride-1">, a cura di M. Livi Bacci, G. C. Blangiardo, e A. Golini. Torino: Edizioni della Fondazione Giovanni Agnelli.Lotti, L. 1984. “L’Ateneo fiorentino dopo l’Unità d’Italia: dall’Istituto di Studi Superiori all’Università degli Studi.” In </hi><hi rend="italic">Storia dell’Ateneo Fiorentino. Contributi di studio</hi><hi rend="CharOverride-1">, 21-5. Firenze: F&amp;F Parretti.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Miolli, A. 2019. “Corrado Gini.” </hi><hi rend="italic">LocusGlobus, Luogo e/è Mondo</hi><hi rend="CharOverride-1">. &lt;</hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1">https://www.locusglobus.it/index.php/personaggi/personaggi-in-primo-piano/gini-corrado/78-gini-corrado,%20Gini</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt; (2024-12-31).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="italic">N-Iussp</hi><hi rend="CharOverride-1">. s.d. “IUSSP’s online news magazine, Home.” &lt;</hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1">https://www.niussp.org/</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt; (2024-12-31).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Neodemos. 2024. “Cos’è Neodemos.” &lt;</hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1">https://www.neodemos.info/chi-siamo/</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt; (2024-12-31).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Nobile, A. 1989. “Per una storia dell’insegnamento della Demografia nelle università italiane (dalle origini al 1961).” In </hi><hi rend="italic">Da osservazione sperimentale a spiegazione razionale. Per una storia della Statistica in Italia</hi><hi rend="CharOverride-1">, a cura di C. A. Corsini, 27-61. Ospedaletto (Pisa): Pacini Editore.</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Rettaroli, R. 2012. “Scuola di demografia e statistica.” In </hi><hi rend="italic">Il Contributo italiano alla storia del Pensiero: Economia</hi><hi rend="CharOverride-1">. Roma: Treccani &lt;</hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1">https://www.treccani.it/enciclopedia/scuola-di-demografia-e-statistica_(Il-Contributo-italiano-alla-storia-del-Pensiero</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">:-Economia)/&gt; (2024-12-31).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Rogari, S. 1991. </hi><hi rend="italic">Cultura e istruzione superiore a Firenze, dall’Unità alla grande guerra</hi><hi rend="CharOverride-1">. Firenze: Centro Editoriale Toscano (I mondi dell’economia, del diritto e delle professioni).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">SIEDS. 1989. “Storia: Il comitato di consulenza per gli studi sulla popolazione e la società di Demografia e Statistica.” In Giuseppe Leti, </hi><hi rend="italic">Verso una Società nazionale di Statistica</hi><hi rend="CharOverride-1">. Atti del Convegno della Società Italiana di Statistica “Statistica e società”, Pisa, 9-10 ottobre 1989. Pisa: Società Italiana di Statistica. &lt;</hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1">http://www.sieds.it/index.php/storia</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt; (2024-12-31).</hi></p><p rend="bib_indx_bib" ><hi rend="CharOverride-1">Wikipedia. s.d. “Livio Livi.” &lt;</hi><ref target="https://www.fupress.com"><hi rend="CharOverride-1">https://it.wikipedia.org/wiki/Livio_Livi</hi></ref><hi rend="CharOverride-1">&gt; (2024-12-31).</hi></p><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="W00204_XML24_23_247-257.html#footnote-001-backlink">1</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">L’interesse per le statistiche ufficiali – soprattutto demografiche – è dimostrato dalla creazione dell’Istat (1926) presieduto energicamente da Gini dal 1926 al 1932.</hi></p></item>
					<item><p rend="layout_notes" ><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="W00204_XML24_23_247-257.html#footnote-000-backlink">2</ref></hi><hi rend="CharOverride-1">	</hi><hi rend="CharOverride-1">Una Riunione tipica vede la partecipazione di circa 500 Soci e la presentazione di circa 200 contributi organizzati in sessioni plenarie, specializzate e contributi spontanei. Essa si articola generalmente su tre giorni, eventualmente preceduta o seguita da Riunioni Satelliti. Generalmente, nella mattina ad una sessione plenaria susseguono tre sessioni specializzate e il pomeriggio è dedicato alle sessioni di contributi spontanei. Il quarto giorno è generalmente dedicato ad eventuali sessioni satellite su specifici argomenti di ampio interesse.</hi></p></item>
				</list><p rend="editorial_metadata_author">Maria Silvana Salvini, University of Florence, Italy, mariasilvana.salvini@unifi.it, <ref target="https://www.fupress.com">0000-0003-0761-1501</ref></p><p rend="editorial_metadata_polices">Referee List (DOI 1<ref target="https://www.fupress.com">0.36253/fup_referee_list</ref>)</p><p rend="editorial_metadata_polices">FUP Best Practice in Scholarly Publishing (DOI <ref target="https://www.fupress.com">10.36253/fup_best_practice</ref>)</p><p rend="editorial_metadata_book">Silvana Salvini, <hi rend="italic">Gli studi statistici e demografici,</hi> © Author(s), <ref target="https://www.fupress.com">CC BY 4.0</ref>, DOI <ref target="https://www.fupress.com">10.36253/979-12-215-0708-9.18</ref>, in Fulvio Conti, Carlo Sorrentino (edited by), <hi rend="italic">La Scuola di Scienze politiche “Cesare Alfieri” (1875-2025)</hi>, pp. -12, 2025, published by Firenze University Press, ISBN 979-12-215-0708-9, DOI <ref target="https://www.fupress.com">10.36253/979-12-215-0708-9</ref></p></div></div>
      
      <div>
        <listBibl>
          <head>References</head>
          <bibl n="201800">Age-It. s.d. “La Vision di Age-It.” &amp;lt;https://ageit.eu/wp/v-i-s-i-o-n/&amp;gt;. (2024-12-31).</bibl>
          <bibl n="201801">AISP. 2024. “Cosa sono i POPDAYS, AISP, SIS.” &amp;lt;https://aisp-sis.com/cosa-sono- i-popdays/#:~:text=Le%20Giornate%20di%20Studio%20sulla,sociali%20 attraverso%20un%20approccio%20transdisciplinare&amp;gt; (2024-12-31).</bibl>
          <bibl n="201802">Bellandi, M., G. Nigro, A. Paci, e I. Stolzi. 2024. “I mondi dell’economia, del diritto e delle professioni.” In Firenze e l’Universit&amp;#224;. Passato, presente e futuro, edited by Comitato per le celebrazioni dei 100 anni dell’Ateneo fiorentino, 383-98. Firenz</bibl>
          <bibl n="201803">Corsini, C. A., a cura di. 1989. Da osservazione sperimentale a spiegazione razionale. Per una storia della Statistica in Italia. Ospedaletto (Pisa): Pacini Editore.</bibl>
          <bibl n="201804">Dalla Zuanna, G., a cura di. 2004, Numeri e potere. Statistica e Demografia nella cultura italiana fra le due guerre. Napoli: L’ancora del Mediterraneo.</bibl>
          <bibl n="201805">De Sandre, P. 2004. “Demografia politica e politiche di popolazione nella cultura italiana del ventennio.” In Numeri e potere. Statistica e Demografia nella cultura italiana fra le due guerre, a cura di G. Dalla Zuanna, 118-123. Napoli: L’ancora del Medit</bibl>
          <bibl n="201806">Favero, G. 2004. “Reazioni ai tre interventi introduttivi.” In Numeri e potere. Statistica e Demografia nella cultura italiana fra le due guerre, a cura di G. Dalla Zuanna, 43-68. Napoli: L’ancora del Mediterraneo.</bibl>
          <bibl n="201807">Florence Ageing Research Center. s.d. “Home.” &amp;lt;https://www.age-florence.it/&amp;gt; (2024-12-31).</bibl>
          <bibl n="201808">Ipsen, C. 2004. “Reazioni ai tre interventi introduttivi.” In Numeri e potere. Statistica e Demografia nella cultura italiana fra le due guerre, a cura di G. Dalla Zuanna, pp Napoli: L’ancora del Mediterraneo.</bibl>
          <bibl n="201809">Leti, G. 2008. “I contributi della societ&amp;#224; italiana di Statistica allo sviluppo della Statistica e alla conoscenza della societ&amp;#224; civile.” &amp;lt;https://www.sis-Statistica.it/old_upload/ contenuti/files/pdf/2008/storia_letisips.pdf&amp;gt; (2024-12-31).</bibl>
          <bibl n="201810">Livi Bacci, M. 2004. “Giuseppe Parenti.” In L’Universit&amp;#224; degli Studi di Firenze fra Istituzioni e Cultura (11-12 Ottobre 2004). &amp;lt;https://www.disia.unifi.it/upload/sub/ dipartimento/parenti.pdf&amp;gt; (2024-12-31).</bibl>
          <bibl n="201811">Livi Bacci, M., e G. De Santis. 2013. I tre giganti. Cina, India, Stati Uniti. Roma: Neodemos.</bibl>
          <bibl n="201812">Livi Bacci, M., G. C. Blangiardo e A. Golini, a cura di. 1994. Demografia. Torino: Edizioni della Fondazione Giovanni Agnelli.</bibl>
          <bibl n="201813">Lombardo, E. 1994. “Evoluzione diacronica della demografia.” In Demografia, a cura di M. Livi Bacci, G. C. Blangiardo, e A. Golini. Torino: Edizioni della Fondazione Giovanni Agnelli.Lotti, L. 1984. “L’Ateneo fiorentino dopo l’Unit&amp;#224; d’Italia: dall’Istitut</bibl>
          <bibl n="201814">Miolli, A. 2019. “Corrado Gini.” LocusGlobus, Luogo e/&amp;#232; Mondo. &amp;lt;https://www. locusglobus.it/index.php/personaggi/personaggi-in-primo-piano/gini-corrado/78- gini-corrado,%20Gini&amp;gt; (2024-12-31).</bibl>
          <bibl n="201815">N-Iussp. s.d. “IUSSP’s online news magazine, Home.” &amp;lt;https://www.niussp.org/&amp;gt; (2024-12-31).</bibl>
          <bibl n="201816">Neodemos. 2024. “Cos’&amp;#232; Neodemos.” &amp;lt;https://www.neodemos.info/chi-siamo/&amp;gt; (2024-12-31).</bibl>
          <bibl n="201817">Nobile, A. 1989. “Per una storia dell’insegnamento della Demografia nelle universit&amp;#224; italiane (dalle origini al 1961).” In Da osservazione sperimentale a spiegazione razionale. Per una storia della Statistica in Italia, a cura di C. A. Corsini, 27-61. Osp</bibl>
          <bibl n="201818">Rettaroli, R. 2012. “Scuola di demografia e statistica.” In Il Contributo italiano alla storia del Pensiero: Economia. Roma: Treccani &amp;lt;https://www.treccani.it/enciclopedia/ scuola-di-demografia-e-statistica_(Il-Contributo-italiano-alla-storia-del-Pensiero</bibl>
          <bibl n="201819">Rogari, S. 1991. Cultura e istruzione superiore a Firenze, dall’Unit&amp;#224; alla grande guerra. Firenze: Centro Editoriale Toscano (I mondi dell’economia, del diritto e delle professioni).</bibl>
          <bibl n="201820">SIEDS. 1989. “Storia: Il comitato di consulenza per gli studi sulla popolazione e la societ&amp;#224; di Demografia e Statistica.” In Giuseppe Leti, Verso una Societ&amp;#224; nazionale di Statistica. Atti del Convegno della Societ&amp;#224; Italiana di Statistica “Statistica e soc</bibl>
          <bibl n="201821">Wikipedia. s.d. “Livio Livi.” &amp;lt;https://it.wikipedia.org/wiki/Livio_Livi&amp;gt; (2024-12-31).</bibl>
        </listBibl>
      </div>
    </body>
  </text>
</TEI>