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        <title type="main" level="a">Il diritto alla storia: un bilancio dello stato degli studi in occasione del ventennale della Società italiana di storia dello sport (2004-2024)</title>
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            <forename>Eleonora</forename>
            <surname>Belloni</surname>
            <placeName type="affiliation">University of Siena, Italy</placeName>
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          <resp>This is a section of <title>Il diritto sportivo tra autonomia e antinomie</title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/979-12-215-0887-1</idno>) by </resp>
          <name>Roberto Borrello, Antonio Riviezzo</name>
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        <publisher>Firenze University Press, USiena Press</publisher>
        <pubPlace>Florence</pubPlace>
        <date when="2025">2025</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/979-12-215-0887-1.04</idno>
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          <p>Available for academic research purposes</p>
          <p>Open Access</p>
          <p>Copyright Author(s)</p>
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        <p>This is original content, published for academic research purposes</p>
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            <item>History of sport</item>
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            <item>Academic teaching</item>
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      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/979-12-215-0887-1.04<ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0887-1.04" /></p>
      <div><head>Il diritto alla storia: un bilancio dello stato degli studi in occasione del ventennale della Società italiana di storia dello sport (2004-2024)</head><p rend="h1_author">Eleonora Belloni</p><p rend="h1_indexAbstract" ><hi rend="bold">Abstract</hi>: Il contributo vuole tracciare il punto degli studi di storia dello sport in Italia prendendo spunto dal ventennale della nascita della Società italiana di storia dello sport (Siss). L’obiettivo è quello di capire quali sono le prospettive future per la storia dello sport – e per la storia del calcio in particolare – sia dal punto di vista degli allargamenti tematici e cronologici, sia dal punto di vista del pieno accreditamento della disciplina a livello accademico.</p><p rend="h1_indexAbstract ParaOverride-1" ><hi rend="bold">Parole chiave</hi>: storia dello sport, metodo, insegnamento</p><p rend="text">Nel 2024 la Società italiana di storia dello sport (Siss) ha celebrato il ventesimo anniversario della sua fondazione. Come spesso accade in corrispondenza di ricorrenze significative, tale occasione ha rappresentato un’opportunità per avviare una riflessione non solo sull’attività dell’associazione, ma più in generale sullo stato di salute degli studi di storia dello sport in Italia.</p><p rend="text">Il bilancio che ne è emerso appare decisamente positivo, soprattutto se confrontato con le criticità evidenziate, nell’ormai lontano 1989, da Stefano Pivato, con la sua celebre denuncia delle «pigrizie degli storici» e della misura in cui queste pesassero nel mantenere lo stato degli studi in una condizione di arretratezza rispetto ai più avanzati contesti europei, primi tra tutti quelli d’Oltralpe (Pivato 1989, 17-27).</p><p rend="text">Quei ritardi appaiono oggi superati, e lo sport sembra ormai aver vinto lo scetticismo da cui per anni è stato circondato, acquisendo piena legittimità anche accademica, a tal punto che la storia dello sport sembra semmai esposta al rischio opposto rispetto a quello affrontato dai pionieri: se un tempo gli studiosi erano percepiti come eccentrici, oggi la sfida consiste nell’evitare di apparire ridondanti, specie quando si affrontano tematiche fortemente inflazionate.</p><p rend="text">La storia del calcio è sicuramente tra queste. Eppure, analizzare questo fenomeno sociale – che continua a catalizzare l’attenzione collettiva, mobilitare risorse e suscitare emozioni – conserva un’indiscutibile rilevanza. È, infatti, innegabile che in un paese come l’Italia lo sport come fenomeno sociale continui a parlare soprattutto la lingua del calcio<hi rend="notes_number CharOverride-1"><hi><ref target="xml_04.html#footnote-004">1</ref></hi></hi>. Questo ha fatto e fa ancora oggi del gioco del pallone, e di tutto ciò che vi gravita attorno, un punto di osservazione privilegiato per leggere la storia della contemporaneità, delle vicende che hanno interessato il paese e i suoi abitanti, in ultima analisi dell’identità italiana. Se è vero, per riprendere la celebre espressione di Marc Bloch, che lo storico, come l’orco delle fiabe, individua la sua preda là dove fiuta carne umana (Bloch 1950, 41), allora lo sport, e in particolare il calcio, si configura come uno dei terreni più fertili per l’analisi storica delle trasformazioni sociali.</p><p rend="text">Uno dei motivi della popolarità del calcio è in fondo proprio il suo essere riuscito a intercettare il processo di modernizzazione del paese e le sue dinamiche, anche contraddittorie: basti pensare alla misura in cui la narrazione del calcio, ma anche la sua fruizione, sono legate agli sviluppi del settore della comunicazione e dei trasporti. Se da una parte, infatti, i miglioramenti nel modello di mobilità hanno reso possibile l’internazionalizzazione, e poi la globalizzazione, delle competizioni calcistiche, dall’altra l’evoluzione dei media – dalla radio, alla televisione, fino ai nuovi ambienti digitali – ha modificato radicalmente le modalità di fruizione e di narrazione dell’evento calcistico. Ma, a ben vedere, è l’intera storia del calcio a intercettare il processo di modernizzazione, dai suoi albori nella società industriale inglese fino alle attuali dinamiche di finanziarizzazione e mercificazione, riflettendo i cambiamenti strutturali della società contemporanea e del capitalismo neoliberista. È, questa, una delle ragioni che fa della storia del calcio uno strumento di lettura non banale e sempre attuale della società, una piccola storia attraverso cui leggere la macro-storia.</p><p rend="text">Se, dunque, sembrano molteplici le ragioni che legittimano la storia del fenomeno sportivo – anche nei suoi aspetti più inflazionati – come strumento di lettura della società contemporanea, altrettanto urgenti appaiono quelle che richiamano, oggi più di ieri, a una restituzione alla storia del fenomeno sportivo, e in particolare di quello calcistico. Di fronte alla sovrabbondanza di voci che ruotano attorno al fenomeno calcistico e alla sua narrazione – da quelle provenienti dai media a quelle prodotte dal mondo delle tifoserie, con i rischi di distorsione facilmente intuibili – l’impressione è quella che sempre più impellente sia il bisogno di «storia», di portare, cioè, e di rendere udibile, tra le tante voci che ruotano attorno al calcio, anche quella della disciplina storica, capace di fornire un’interpretazione critica e di lungo periodo, scevra da mitizzazioni o distorsioni memorialistiche. In caso contrario, c’è il pericolo concreto di lasciare la storia del calcio a ricostruzioni di parte, a «invenzioni della tradizione» da parte di tifoserie, società, istituzioni sportive o anche semplicemente di una memorialistica tanto abbondante quanto, a volte, confusa. </p><p rend="text">Uno studio del fenomeno sportivo, dunque, non solo oggi più di ieri quanto mai opportuno nel rispondere a una domanda di storia che la società attuale avverte urgente e pressante, ma ormai pienamente legittimato all’interno del mondo accademico. Lo dimostra, in anni recenti, il dialogo sempre più intenso tra la Siss e la Società italiana per lo studio della storia contemporanea (Sissco), che ha dato vita a importanti e ripetute iniziative sulla storia del calcio. Nel 2019 è stato promosso un ciclo di Seminari (Bologna, Siena, Palermo, Cagliari e Firenze) sul tema «L’Italia e il calcio: prospettive storiografiche», realizzatisi tra il febbraio 2020 e il maggio 2021. I seminari hanno voluto indagare, attraverso una suddivisione tematica dei cinque incontri, aspetti quali la storiografia del calcio; il rapporto tra calcio e società, e tra calcio e territorio; le dinamiche del governo del calcio; la divulgazione e la narrazione della storia del gioco del pallone. Si devono inoltre segnalare i panel tematici accolti in occasione di alcuni Cantieri di storia (i tradizionali convegni Sissco). Nel 2019 ben due panel hanno avuto come tema il calcio: <hi rend="italic">La storia del calcio in Italia: attori e istituzioni</hi>, coordinato da Riccardo Brizzi; e <hi rend="italic">Provinciali di lusso. Politica, passioni, icone del calcio nel secondo dopoguerra</hi>, coordinato da Fulvio Conti. L’esperienza si è rinnovata in occasione dei Cantieri di storia 2021, con un panel dal titolo <hi rend="italic">Football Cities in Global Sport Clubs, Shaping of Identities and Urban Divides</hi>, coordinato da Vanni d’Alessio e Lorenzo Venuti.</p><p rend="text">Gli spazi riservati alla storia del calcio all’interno di questi importanti appuntamenti accademici confermano che sulla storia dello «sport degli italiani» c’è ancora molto da dire. Come del resto ha dimostrato l’iniziativa dell’incontro «L’ordinamento calcistico italiano nel XXI secolo: una prospettiva multidisciplinare» – promosso dal Dipartimento di scienze politiche e internazionali dell’Università di Siena – da cui questa pubblicazione ha preso abbrivio. </p><p rend="text">La pubblicazione, nel 1993, di <hi rend="italic">Storia sociale del calcio in Italia</hi>, a cura di Antonio Papa e Guido Panico (1993; poi 2002), ha segnato uno spartiacque nella storia del calcio, ma più in generale nella storia sociale dello sport in Italia<hi rend="notes_number CharOverride-1"><hi><ref target="xml_04.html#footnote-003">2</ref></hi></hi>. Da quell’ormai lontano 1993 molto è stato scritto sulla storia del calcio italiano<hi rend="notes_number CharOverride-1"><hi><ref target="xml_04.html#footnote-002">3</ref></hi></hi>. La ricerca pionieristica di Papa e Panico rimane, tuttavia, per molti aspetti insuperata, restituendo su alcuni temi (le origini del calcio in Italia, la periodizzazione, l’intreccio delle vicende calcistiche con alcune cesure storiche nazionali) un punto compiuto di analisi. Non si tratta, quindi, di ‘rivedere’ quella storia, quanto piuttosto di prendere atto che, in una società profondamente mutata e in un ambiente della ricerca storica anch’esso mutato, sia possibile oggi andare oltre, ampliando l’indagine ad aspetti che erano rimasti esclusi da quel volume e che, almeno in parte, lo sono rimasti anche dalle indagini successive. </p><p rend="text">Un ampliamento in parte necessario per motivi cronologici. Ci sono, infatti, fenomeni relativamente recenti che attendono ancora di essere indagati. Basti pensare ai mutamenti introdotti dalle profonde e inarrestabili evoluzioni tecnologiche che hanno del tutto mutato il modo di fruire e raccontare il calcio, investito dalla rivoluzione mediatica che in pochi anni ha visto la televisione privata affiancarsi a quella pubblica, la <hi rend="italic">pay-tv</hi> affiancarsi alla televisione in chiaro, e infine internet e social media affiancarsi alla televisione. È ovvio che da questo punto di vista l’analisi di trent’anni fa richieda necessariamente di essere aggiornata. Ma c’è anche l’esigenza di capire chi sono i nuovi spettatori. Ovviamente questo non è sempre facile, perché la fruizione dello sport da dispositivi mobili rende più difficile tracciare ‘il pubblico’ rispetto ai vecchi sistemi di rilevazione dell’audience dei programmi televisivi.</p><p rend="text">Parlando di dinamiche relativamente recenti, o comunque in piena evoluzione, non si può poi non accennare al ‘fenomeno’ tifo, molto studiato dagli approcci sociologici, molto meno dal punto di vista della metodologia storica: eppure, il tifo rappresenta non solo un aspetto fondamentale degli intrecci tra calcio e società ma anche una forma di mercificazione della passione calcistica che, come tale, può costituire un punto di osservazione privilegiato per studiare le dinamiche economico-sociali più recenti.</p><p rend="text">Ma si pensi anche a fenomeni quali gli scandali che hanno interessato il calcio italiano o, dall’altra parte, l’esplosione del calcio femminile, che introduce sicuramente una nuova variabile e che forse impone una riflessione che vada a ricostruire le basi storiche su cui il fenomeno poggia.</p><p rend="text">Ci sono poi gli aspetti economici, la storia dell’ingresso nel calcio degli aspetti finanziari, che hanno finito per prevalere fino a prendere il sopravvento: anche in questo caso l’Italia sembra presentare un percorso ‘nazionale’, per certi aspetti peculiare e forse anche precoce, che richiede ancora di essere studiato, probabilmente con un approccio interdisciplinare. Sono aspetti, questi, che intrecciano in modo importante la storia nazionale recente: basti pensare che due dei più noti scandali finanziari che hanno occupato le cronache italiane di un passato relativamente recente – il caso Cirio e il caso Parmalat – hanno avuto importanti risvolti calcistici.</p><p rend="text">È evidente come tutti questi temi, sui quali esistono già delle ricerche di grande interesse, ma su cui si rendono necessari ulteriori approfondimenti, richiedano un’apertura cronologica almeno agli anni Ottanta e Novanta del Novecento.</p><p rend="text">Dall’altra parte, il quadro sembra maturo per introdurre indagini che scendano più nel particolare, ricostruendo, ad esempio, la storia (lontana da ogni agiografia) dei club, e più in generale guardando alla dimensione locale del fenomeno calcistico e ai suoi rapporti con il territorio. Questo permetterebbe di avere un quadro più chiaro su un tema come quello delle origini del calcio in Italia, su cui la ricerca di Papa e Panico offre una ricostruzione esemplare, ma che sicuramente potrebbe avvantaggiarsi di una ricomposizione del puzzle nazionale offerta dall’incastro dei molteplici casi locali. Questa prospettiva di ricerca, trascurata nella fase iniziale per esigenze sistematiche, si presenta oggi come un passo necessario per arricchire la comprensione del fenomeno.</p><p rend="text">Oltre all’ampliamento tematico e cronologico, appare imprescindibile l’apertura interdisciplinare della ricerca. Nel già citato articolo del 1989, Stefano Pivato ammoniva in modo lungimirante sui rischi che la storia dello sport si auto-ghettizzasse (Pivato 1989). Quel rischio è, oggi più che mai, attuale, e può essere aggirato solamente attraverso l’apertura di un dialogo costante con altre discipline, dalla sociologia alla filosofia, dalle discipline economiche a quelle giuridiche.</p><p rend="text">L’aspetto giuridico, in particolare, si rivela un elemento imprescindibile per comprendere appieno le trasformazioni dello sport contemporaneo. Le questioni legate alla contrattualistica, ai diritti televisivi, agli illeciti sportivi e, più in generale, alla regolamentazione del settore, impongono un dialogo costante tra storia e diritto.</p><p rend="text">In tal senso merita segnalare l’iniziativa presa nel 2019 dalla Federazione italiana giuoco calcio, nella figura del suo presidente Gabriele Gravina, di istituire una commissione storica (formata da docenti e ricercatori appartenenti al mondo accademico) incaricata di far luce sul fenomeno dei cosiddetti «scudetti contesi»<hi rend="notes_number CharOverride-1"><hi><ref target="xml_04.html#footnote-001">4</ref></hi></hi>. La questione rimanda ad alcuni titoli del campionato italiano di calcio la cui assegnazione è stata oggetto di dispute, ricorsi legali o polemiche nel corso della storia. I casi più noti sono quelli relativi ai campionati 1914-15 (assegnato al Genoa nel 1919 ma rivendicato dalla Lazio), del 1924-25 (vinto dal Bologna ma rivendicato dal Genoa) e del 1926-27 (vinto dal Torino ma poi revocato e non riassegnato a nessuna squadra). Se è vero che la questione dell’eventuale revisione di questi casi ‘contesi’ attiene prettamente al quadro giuridico, è però interessante (ed emblematico della necessità di dialogo interdisciplinare) che la Figc abbia ritenuto opportuno richiedere una ricostruzione esterna, supportata da un rigoroso ricorso alle fonti, dei quadri storici che hanno fatto da cornice alle specifiche vicende sportive.</p><p rend="text">Un ulteriore esempio paradigmatico della fecondità del dialogo interdisciplinare tra storia e diritto è costituito dall’analisi dei nessi tra la questione di genere e lo sport. L’evoluzione storica dei rapporti tra donne e pratica sportiva riflette un processo caratterizzato tanto da ritardi culturali, quanto da carenze sul piano normativo. Si tratta di un percorso complesso e stratificato, nel corso del quale si è giunti, a un certo punto, a una fase di riconoscimento formale – e talvolta giuridico – dei diritti della donna nello sport, pur continuando a persistere un problema di «battaglia culturale tra diritto e rappresentatività» (Porro 2019, 525-53), e tra rappresentanza e rappresentazione. La ricostruzione e l’interpretazione di tali dinamiche potrebbero, dunque, trarre significativo giovamento dal confronto e dall’integrazione dei rispettivi approcci disciplinari.</p><p rend="text">Un’ultima considerazione. L’introduzione di nuovi temi, e l’apertura alla interdisciplinarità, pongono inevitabilmente il problema delle fonti e della metodologia, su cui parimenti appare necessario aprire una riflessione<hi rend="notes_number CharOverride-1"><hi><ref target="xml_04.html#footnote-000">5</ref></hi></hi>. La storia del calcio, ad esempio, potrebbe avvantaggiarsi di un utilizzo più sistematico di dati quantitativi e fonti orali, ancora scarsamente impiegate. Occorre, inoltre, interrogarsi sulle modalità di disseminazione dei risultati della ricerca, attraverso strumenti di <hi rend="italic">public history</hi>, musealizzazione e divulgazione, così da colmare il divario che separa l’Italia da contesti esteri più avanzati.</p><p rend="text">Un bilancio sullo stato di salute della storia dello sport in Italia non può, infine, tacere un tema che per alcuni aspetti rimane critico: quello dell’inserimento strutturale della disciplina all’interno dell’offerta formativa universitaria. Nonostante i progressi compiuti sul piano della legittimazione scientifica, permane una carenza di spazi didattici specifici, per la storia (ma anche per il diritto) dello sport. Non è un punto secondario, perché la didattica rappresenta il terreno su cui coltivare la futura ricerca. Ancora più valore assume, quindi, l’iniziativa promossa dal Dipartimento di scienze politiche e internazionali con la giornata di studi da cui è scaturita questa pubblicazione collettanea. Il Dipartimento ormai da alcuni anni ha coltivato e sta coltivando, con competenze e sensibilità diverse e in una prospettiva realmente multidisciplinare, un percorso di riflessione sul fenomeno sportivo e le sue complessità, accreditandolo a tutti gli effetti come oggetto di studio della contemporaneità. Ed è naturale e giusto che sia così, per un dipartimento che si pone l’obiettivo di fornire alle sue studentesse e ai suoi studenti gli strumenti per leggere a tutto tondo la realtà che li circonda.</p><div><head>Bibliografia</head><p rend="bib_indx_bib">Agosti, Aldo, e Giovanni De Luna. 2019. <hi rend="italic">Juventus, storia di una passione italiana. Dalle origini ai giorni nostri</hi>. Milano: Utet.</p><p rend="bib_indx_bib">Allotti, Pierluigi. 2018. <hi rend="italic">Andare per stadi</hi>. Bologna: Il Mulino.</p><p rend="bib_indx_bib">Archambault, Fabien. <hi >2012. </hi><hi rend="italic">Le contrôle du ballon: les catholiques, les communistes et le football en Italie de 1943 au tournant des années 1980</hi><hi >. </hi>Rome: École française de Rome.</p><p rend="bib_indx_bib">Battente, Saverio, Mancuso, Claudio, e Nicola Sbetti, a cura di. 2024. <hi rend="italic">Campanili e palloni: per una storia locale del calcio in Italia</hi>. Ospedaletto (PI): Pacini.</p><p rend="bib_indx_bib">Bloch, Marc. 1950. <hi rend="italic">Apologia della storia. O mestiere di storico</hi>. Torino: Einaudi.</p><p rend="bib_indx_bib">Brizzi, Riccardo, e Nicola Sbetti. 2018. <hi rend="italic">Storia della coppa del mondo di calcio (1930-2018). Politica, sport, globalizzazione</hi>.<hi rend="italic"> </hi>Firenze: Le Monnier.</p><p rend="bib_indx_bib">Brizzi, Riccardo, e Nicola Sbetti. 2022. <hi rend="italic">La diplomazia del pallone: storia politica dei mondiali di calcio (1930-2022)</hi>. Firenze: Le Monnier.</p><p rend="bib_indx_bib">Cervelli, Massimo. 2024. <hi rend="italic">L’allenatore di calcio in Italia: storia socioculturale di una professione</hi>. Milano: Biblion.</p><p rend="bib_indx_bib">Damiani, Concetta. 2020. “Internet e polverosi faldoni. Le fonti per la storia del calcio in Italia.” In <hi rend="italic">Visioni di gioco. Calcio e società da una prospettiva interdisciplinare</hi>, a cura di Maurizio Lupo, e Antonella Emina, 25-41. Bologna: Il Mulino.</p><p rend="bib_indx_bib">De Ianni, Nicola. 2015. <hi rend="italic">Il calcio italiano 1898-1981: economia e potere</hi>. Soveria Mannelli: Rubbettino.</p><p rend="bib_indx_bib">Dietschy, Paul, e Stefano Pivato. 2019. <hi rend="italic">Storia dello sport in Italia</hi>. Bologna: Il Mulino.</p><p rend="bib_indx_bib">Dietschy, Paul. 1997. <hi rend="italic">Football et société à Turin, 1920-1960: these de doctorat d’histoire</hi>. Lyon: Université Lumière Lyon II.</p><p rend="bib_indx_bib">Fabrizio, Felice. 1976. <hi rend="italic">Sport e fascismo: la politica sportiva del regime 1924-1936</hi>. Rimini-Firenze: Guaraldi.</p><p rend="bib_indx_bib">Foot, John. 2011. <hi rend="italic">Calcio 1898-2010: storia dello sport che ha fatto l’</hi><hi rend="italic">Italia</hi>. Milano: BUR.</p><p rend="bib_indx_bib">Ghirelli, Antonio. 1954. <hi rend="italic">Storia del calcio in Italia</hi>. Torino: Einaudi.</p><p rend="bib_indx_bib">Giuntini, Sergio. 2011. <hi rend="italic">I calciatori delle palestre: football e società ginnastiche in Italia</hi>, Torino: Bradipolibri.</p><p rend="bib_indx_bib">Giuntini,<hi rend="italic"> </hi>Sergio. 2017. <hi rend="italic">Calcio e letteratura in Italia (1892-2015)</hi>. Milano: Biblion.</p><p rend="bib_indx_bib">Guasco, Alberto. 2016. <hi rend="italic">Spagna’82: storia e mito di un mondiale di calcio</hi>. Roma: Carocci.</p><p rend="bib_indx_bib">Lanfranchi, Pierre. 1992. <hi rend="italic">Il calcio e il suo pubblico</hi>. Napoli: Edizioni scientifiche italiane.</p><p rend="bib_indx_bib">Lupo, Maurizio, e Antonella Emina, a cura di. 2020. <hi rend="italic">Visioni di gioco. Calcio e società da una prospettiva interdisciplinare</hi>. Bologna: Il Mulino.</p><p rend="bib_indx_bib">Lupo, Maurizio, Emina, Antonella, e Igor Benati, a cura di. 2022. <hi rend="italic">Visioni di gioco. Calcio e società da una prospettiva interdisciplinare</hi>, vol. 2. Bologna: Il Mulino.</p><p rend="bib_indx_bib">Lupo, Maurizio, Emina, Antonella, e Igor Benati, a cura di. 2024. <hi rend="italic">Visioni di gioco. Calcio e società da una prospettiva interdisciplinare</hi>, vol. 3. Bologna: Il Mulino.</p><p rend="bib_indx_bib">Martin,<hi rend="italic"> </hi>Simon. 2006. <hi rend="italic">Calcio e fascismo: lo sport nazionale sotto Mussolini</hi>. Milano: Oscar Mondadori.</p><p rend="bib_indx_bib">Molinari, Alberto, e Gioacchino Toni. 2023. <hi rend="italic">I migranti del pallone. I calciatori stranieri in Italia: un secolo di storia</hi>. Firenze: Le Monnier.</p><p rend="bib_indx_bib">Papa, Antonio, e Guido Panico. 1993. <hi rend="italic">Storia sociale del calcio in Italia: dai club dei pionieri alla nazione sportiva (1887-1945)</hi>. Bologna: Il Mulino.</p><p rend="bib_indx_bib">Papa, Antonio, e Guido Panico. 2002. <hi rend="italic">Storia sociale del calcio in Italia</hi>. Bologna: Il Mulino.</p><p rend="bib_indx_bib">Pivato, Stefano. 1989. “Le pigrizie dello storico. Lo sport tra ideologia, storia e rimozioni.”<hi rend="italic"> Italia contemporanea</hi> 174: 17-27.</p><p rend="bib_indx_bib">Porro, Eugenia. 2019. “La pratica sportiva femminile nell’Italia postbellica”. In <hi rend="italic">Donna e sport</hi>, a cura di Maria Canella, Giuntini, Sergio, e Ivano Granata, 525-53. Milano: FrancoAngeli.</p><list type="ordered">
					<item><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="xml_04.html#footnote-004-backlink">1</ref></hi>	In realtà questo è vero soprattutto a partire dagli anni Cinquanta del Novecento, quando si è assistito al «sorpasso» del ciclismo da parte del calcio. In precedenza, il primo, e a lungo incontrastato, sport popolare in Italia è stato il ciclismo (Dietschy e Pivato 2019, 123-64). </p></item>
					<item><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="xml_04.html#footnote-003-backlink">2</ref></hi>	Lo studio di Papa e Panico andava in realtà ad aggiungersi ad alcuni studi pioneristici precedenti, tra cui merita ricordare almeno: Ghirelli 1954; Fabrizio 1976; Lanfranchi 1992. </p></item>
					<item><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="xml_04.html#footnote-002-backlink">3</ref></hi>	A titolo non esaustivo si devono segnalare: Dietschy 1997; Martin 2006; Foot 2011; Giuntini 2011; Archambault 2012; De Ianni 2015; Guasco 2016; Giuntini 2017; Allotti 2018; Brizzi e Sbetti 2018; Agosti e De Luna 2019; Lupo ed Emina 2020; Brizzi e Sbetti 2022; Lupo, Emina e Benati 2022; Molinari e Toni 2023; Battente, Mancuso e Sbetti 2024; Cervelli 2024; Lupo, Emina e Benati 2024. Da segnalare, inoltre, alcuni recenti numeri monografici di riviste, che pur non essendo sempre espressamente dedicati al calcio, contengono numerosi contributi sullo sport del pallone: Corte, Alice, Martin Lidia, e Alessandro Stoppoloni, a cura di. 2019. “Tifo. Conflitti, identità, trasformazioni”. <hi rend="italic">Zapruder. Rivista di storia della conflittualità sociale</hi> 48; Bassi, Jacopo, ed Eleonora Belloni, a cura di. 2020. “Più che un club. Tifoserie e identità storiche”. <hi rend="italic">Diacronie. Studi di storia contemporanea</hi> 42; Causarano, Pietro, Tacchi Francesca, e Lorenzo Venuti, a cura di. 2020. “Sport popolare e popolarità dello sport. Bilanci e prospettive”. <hi rend="italic">Passato e Presente</hi> 111; Serapiglia, Daniele, a cura di. 2021. “Sport e identità: narrazioni e rappresentazioni”. <hi rend="italic">Bibliomanie</hi> 52; Belloni, Eleonora, a cura di. 2021. “Calcio e società in Italia. Bilanci storiografici e nuove prospettive di ricerca”. <hi rend="italic">Storia e problemi contemporanei</hi> 86.</p></item>
					<item><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="xml_04.html#footnote-001-backlink">4</ref></hi>	<hi rend="italic">La Gazzetta dello Sport.</hi> 2019. “I vecchi scudetti contestati. Commissione Figc al lavoro”. 30 gennaio, 2019.</p></item>
					<item><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number CharOverride-1"><ref target="xml_04.html#footnote-000-backlink">5</ref></hi>	Alcune interessanti riflessioni recenti sul problema delle fonti si trovano in Agosti e De Luna, 2019, 9-14 e in Damiani 2020.</p></item>
				</list><p rend="editorial_metadata_author" >Eleonora Belloni, University of Siena, Italy, <ref target="mailto:eleonora.belloni@unisi.it">eleonora.belloni@unisi.it</ref></p><p rend="editorial_metadata_polices" >Referee List (DOI 1<ref target="https://doi.org/10.36253/fup_referee_list">0.36253/fup_referee_list</ref>)</p><p rend="editorial_metadata_polices" >FUP Best Practice in Scholarly Publishing (DOI <ref target="https://doi.org/10.36253/fup_best_practice">10.36253/fup_best_practice</ref>)</p><p rend="editorial_metadata_book" >Eleonora Belloni, <hi rend="italic">Il diritto alla storia: un bilancio dello stato degli studi in occasione del ventennale della Società italiana di storia dello sport (2004-2024),</hi> © Author(s), <ref target="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/legalcode">CC BY-SA</ref> 4.0, DOI <ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0887-1.04">10.36253/979-12-215-0887-1.04</ref>, in Roberto Borrello, Antonio Riviezzo (edited by), <hi rend="CharOverride-2">Il diritto sportivo tra autonomia e antinomie. Atti del seminario «Giornate senesi sullo sport», Siena, 22 maggio 2024</hi>, pp. -17, 2025, published by Firenze University Press and USiena PRESS, ISBN 979-12-215-0887-1, DOI <ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0887-1">10.36253/979-12-215-0887-1</ref></p></div></div>
      
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