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      <titleStmt>
        <title type="main" level="a">Le novità della ricerca storica su Marco Polo e Venezia</title>
        <author>
          <persName n="1" ref="https://orcid.org/0000-0001-7596-7580" type="ORCID">
            <forename>Ermanno</forename>
            <surname>Orlando</surname>
            <placeName type="affiliation">University for Foreigners of Siena, Italy</placeName>
          </persName>
        </author>
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          <resp>This is a section of <title>Il &lt;i&gt;Milione&lt;/i&gt; nel tempo tra Asia ed Europa: Marco Polo nelle letterature medievali e contemporanee</title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/979-12-215-0883-3</idno>) by </resp>
          <name>Paola Mocella</name>
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      <publicationStmt>
        <publisher>Firenze University Press</publisher>
        <pubPlace>Florence</pubPlace>
        <date when="2025">2025</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/979-12-215-0883-3.07</idno>
        <availability>
          <p>Available for academic research purposes</p>
          <p>Open Access</p>
          <p>Copyright Author(s)</p>
          <licence source="text" target="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/legalcode">
            <p>Content licence CC BY-SA 4.0</p>
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            <p>Metadata licence CC0 1.0</p>
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        <p>This is original content, published for academic research purposes</p>
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      <abstract xml:lang="en">
        <p>The essay reviews the publishing projects and major new books produced to commemorate the 700th anniversary of Marco Polo’s death, focusing on Marco Polo and Venice. It is divided into three sections: a brief presentation of the Marco Polo’s Diplomatic Codex, a project coordinated by the Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, which aims to publish, both in print and in an open-access online edition, all known documentation concerning Marco Polo; the analysis of some new documents discovered by recent research; the presentation of studies on Marco Polo published in the last two years.</p>
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            <item>Marco Polo</item>
            <item>History of Venice</item>
            <item>Bibliographical Review</item>
            <item>Marco Polo’s Diplomatic Codex</item>
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      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/979-12-215-0883-3.07<ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0883-3.07" /></p>
      <div><head>Ermanno Orlando</head></div><div><head>Le novità della ricerca storica <lb/>su Marco Polo e Venezia<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi><ref target="xml_07.html#footnote-004">1</ref></hi></hi></head><div><head>1. Il Codice Diplomatico Poliano</head><p rend="text">Una delle iniziative più importanti legate all’occasione del settecentenario della morte di Marco Polo (9 gennaio 1324) è, sicuramente, il progetto di edizione del Codice Diplomatico Poliano (CDP), che ha come scopo la pubblicazione, secondo i più rigorosi standard scientifici odierni, di tutta la documentazione conosciuta riguardante la figura storica di Marco Polo. Il progetto è coordinato dall’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, sotto la direzione scientifica di Andrea Nanetti, e vede la partecipazione dell’Archivio di Stato di Venezia e della Biblioteca Nazionale Marciana. Sono previste sia una pubblicazione a stampa, nella collana “Monumenta”<hi rend="italic"> </hi>dell’Istituto, sia una edizione online ad accesso aperto<hi rend="notes_number CharOverride-1"><hi><ref target="xml_07.html#footnote-003">2</ref></hi></hi>.</p><p rend="text">La selezione dei documenti da editare risponde a due criteri: </p><list rend="numbered">
				<item>documenti relativi alla figura del Marco Polo storico e della sua famiglia stretta (in sostanza il padre Nicolò, lo zio Matteo/Maffio, compresi i relativi figli e figlie); </item>
				<item>documenti già pubblicati, in qualsiasi forma (edizione critica, trascrizione, riassunto, citazione). </item>
			</list><p rend="text">Il codice si compone, pertanto, di un centinaio di documenti, che vanno dal 1280 al 1388, la maggior parte dei quali conservati in Archivio di Stato a Venezia. A ciascun documento edito è premesso un triplice regesto, in italiano, cinese e inglese. Nella edizione online, per ciascun documento vengono dati anche la relativa foto/immagine ad alta definizione ed eventuale cartografia di riferimento in 3D.</p><p rend="text">Il codice è correlato di indice dei nomi, dei luoghi e delle cose notevoli. Nella edizione online i lemmi sono tradotti in infografiche interattive per geolocalizzare e visualizzare criticamente i nomi dei luoghi, identificare persone e cose degne di nota e cercare dinamicamente pubblicazioni, immagini e video, correlati al lemma o pertinenti a eventuali <hi rend="italic">query</hi> impostate dall’utente. Inoltre, l’edizione online è concepita, a differenza di quella a stampa, come un progetto aperto, e dunque predisposto per integrare all’occorrenza eventuali documenti ancora inediti o ancora da identificare, o per intervenire con le necessarie modifiche su edizioni consolidate (Nanetti et al. 2023).</p></div><div><head>2. Documentazione riedita o inedita sul Marco Polo storico</head><p rend="text">Uno dei promotori del CDP è stato Attilio Bartoli Langeli, che ne ha lanciato l’idea in occasione della presentazione presso la Biblioteca Marciana di Venezia del volume collattaneo <hi rend="italic">Il testamento di Marco Polo </hi>(Plebani 2019). Il volume, contenente l’edizione critica del testamento a cura dello stesso Bartoli Langeli, corredata di saggi relativi al testatore, al contesto di redazione e al documento, ha dato l’abbrivio non solo all’operazione di riedizione della documentazione poliana poi sfociata nel CDP, ma anche alla nuova stagione di studi sul Marco Polo storico coincisa con il centenario. Peraltro, l’attenta e illuminante rilettura del testamento fattane da Bartoli Langeli ha contribuito a rianimare il dibattito su alcune questioni che sembravano consolidate, quali per esempio la data di morte del testatore o la provenienza dello schiavo Pietro emancipato nell’occasione.</p><p rend="text">Secondo una lunga e inveterata tradizione Marco sarebbe deceduto l’8 gennaio 1324, sulla base di una<hi rend="italic"> cedula bombicina</hi> autografa di Marco Bragadin, genero di Marco, che riporta come data del trapasso l’8 gennaio. Il testamento, invece, data inequivocabilmente al 9 gennaio 1324. Lo conferma un documento emesso dalla «curia di petizion» il successivo 8 febbraio, con cui si dava inizio – a trenta giorni esatti dal decesso, come volevano le leggi – alle pratiche di successione. Si è cercato di sanare l’antinomia tra la <hi rend="italic">cedula</hi> e il testamento adducendo come spiegazione il fatto che Marco sarebbe effettivamente morto la sera dell’8 gennaio, come riportato dal Bragadin, ma a tramonto inoltrato, quando ormai per tutti, compreso l’estensore del testamento, si era già entrati nel giorno successivo, da cui la discrepanza di datazione. Si tratta di una spiegazione debole, oramai dai più rigettata. Sempre nel testamento, Marco dispose l’emancipazione di un suo schiavo, Pietro, «de genere tartarorum», a cui destinò anche la bella somma di cento lire di denari. Anche qui tradizione vuole che Pietro fosse stato acquistato da Marco nei lontani mercati asiatici e che lo avesse accompagnato, quale suo fedele servitore, nei suoi fantastici viaggi orientali. Ma Bartoli Langeli invita a non scartare l’ipotesi, ben più prosaica, che Pietro fosse stato comprato nell’emporio di Rialto solo dopo il ritorno del viaggiatore in patria.</p><p rend="text">Soprattutto Bartoli Langeli mette bene in luce alcune rigidità del testamento su cui invita a riflettere. L’orizzonte esclusivo del testamento di Marco è, infatti, il cerchio angusto dei suoi affetti domestici, il perimetro ristrettissimo dei suoi rapporti più intimi, declinati quasi tutti al femminile: la moglie, le figlie e poco altro. Dietro il ripiegamento pressoché esclusivo sui legami privati sembra di poter scorgere, più che la fragilità dell’uomo di fronte alla morte, l’estrema malinconia di un uomo solo, rassegnato, forse anche rancoroso. C’è qualcosa di duro e astioso in questa sua chiusura ai legami più ampi e per gran parte alla stessa città. Come se non fosse stato capito del tutto, o avesse dei risentimenti o qualcuno o qualcosa l’avesse deluso (Bartoli Langeli 2019).</p><p rend="text">Proprio in vista dell’allestimento del Codice Diplomatico Poliano, Vittorio Formentin, Alessandra Schiavon e Antonio Ciaralli hanno ripubblicato uno dei documenti più importanti per gli studi sul Marco Polo storico (Formentin et al. 2023), ossia la sentenza pronunciata il 13 luglio 1366 dai «giudici del Procurator» a favore di Fantina Polo, primogenita di Marco, in lite con i «Procuratori de citra canale» che amministravano l’eredità del marito defunto, Marco Bragadin. L’importanza del documento deriva dal fatto che esso contiene, in forma d’inserto, l’elenco dei beni mobili lasciati da Marco Polo nella sua casa di San Giovanni Grisostomo quando vi morì, redatto dallo stesso Marco Bragadin su due fogli di carta per servire da scrittura di servizio preliminare alla divisione dei beni fra le figlie Fantina, Bellela e Moreta, istituite eredi nel testamento paterno. Esso permette, infatti, di valutare la ricchezza di Marco e di ricostruirne gli interessi e le attività commerciali nell’ultimo periodo della sua vita, dopo il definitivo ritorno a Venezia nel 1295. Tra le altre cose la nuova edizione ha evidenziato un errore di trascrizione nelle precedenti all’origine di un equivoco poi meccanicamente ripetuto in storiografia, ossia «bocheta», da intendersi come gioiello d’oro e di gemme, in luogo di <hi rend="italic">boghta</hi>, che rimanda a uno smisurato copricapo mongolo di forma allungata in broccato d’oro e ornato di piume, gemme e perle (Formentin et al. 2023; Formentin e Schiavon 2024).</p><p rend="text">L’occasione del centenario ha anche portato alla luce documenti su Marco e sulla famiglia Polo sinora del tutto sconosciuti. In particolare, Marcello Bolognari, da tempo impegnato in una proficua attività di scavo archivistico nell’ambito del gruppo di ricerca dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, coordinato da Eugenio Burgio e Antonio Montefusco, sulla ricezione in ambito domenicano del <hi rend="italic">Devisement du Monde</hi> di Marco Polo<hi rend="notes_number CharOverride-1"><hi><ref target="xml_07.html#footnote-002">3</ref></hi></hi>, ha rinvenuto e fornito una edizione commentata di un paio di documenti, su cui vorrei velocemente soffermarmi. Il primo è il testamento di Agnese, moglie di Nicolò Calbo della parrocchia di San Giovanni Grisostomo, rogato nel luglio 1319. Il documento è importante perché la testatrice potrebbe essere una figlia illegittima di Marco Polo, avuta prima del matrimonio con Donata Badoer. È probabile, infatti, che prima di accasarsi con Donata, Marco avesse avuto una relazione illegittima con un’altra donna, del tutto ignota, da cui sarebbe nata Agnese. Non se ne fa menzione alcuna nel testamento stilato nel 1324; per il semplice motivo che, a quella data, Agnese doveva essere già defunta, avendo dettato le sue ultime volontà, come detto, nel luglio del 1319 (Bolognari 2021).</p><p rend="text">Il secondo riguarda il testamento di Marco Grisoni, detto Bonpledo, della parrocchia di San Leonardo, del febbraio 1324, da cui risulta un prestito su pegno di dieci soldi di grossi concesso in una data imprecisata da Marco Polo al Grisoni e al momento del testamento non ancora saldato. Peraltro, l’editore ha messo bene in evidenza come il prestito su pegno fosse una forma di investimento molto praticata dal viaggiatore (nonostante una certa riprovazione della Chiesa che lo equiparava all’usura), come indirettamente testimoniato dall’inventario già citato redatto dopo il suo decesso, in cui diversi degli oggetti censiti risultano essere detenuti a titolo di pegno (Bolognari 2023).</p><p rend="text">Altri nuovi documenti poliani sono emersi dalle ricerche di Luca Molà, da tempo impegnato a studiare la figura del mercante, specie dopo il suo ritorno definitivo a Venezia nel 1295. Alcuni di questi sono stati recentemente pubblicati nelle pagine di <hi rend="italic">Archivio Veneto</hi> (Molà 2023): tre istrumenti di colleganza – la forma di investimento commerciale più utilizzata al tempo dei Polo, apprezzata per la sua natura di finanziamento elastico e pienamente funzionale al commercio marittimo internazionale, vista la sua capacità di frazionare i rischi e le attività ma anche di garantire ritmi rapidi di arricchimento e proficui dividendi – databili al 1317. Tra questi, il finanziamento concesso da Marco a Giovanni Naia, della parrocchia di San Geremia, per commerciare a suo piacere per un anno sul mercato di Rialto, ascendente alla notevole cifra di quaranta lire di grossi, corrispondente a quattrocento ducati (Molà 2023).</p><p rend="text">Ma nella stessa sede Luca Molà ha anche curato l’edizione di una pergamena che lui stesso definisce enigmatica: una quietanza di pagamento rilasciata il 13 luglio 1314 da Elena, supposta madre di Marco. Al di là del documento in sé, ciò che interessa è proprio l’identità dell’attrice, che si qualifica come «mater Marci Polo». Dobbiamo supporre che Elena fosse la madre del nostro Marco e che a tale data, in piena contraddizione con quanto narrato nel <hi rend="italic">Milione</hi>,<hi rend="italic"> </hi>fosse ancora viva? Quel poco che sappiamo della madre di Marco, infatti, lo deduciamo proprio dal <hi rend="italic">Milione</hi>, laddove l’autore, intento a raccontare il ritorno dei fratelli Nicolò e Matteo Polo dal loro primo fantastico viaggio in Cina nel 1269 ricorda, quasi di sfuggita, come Nicolò, padre di Marco, avesse solo allora scoperto che la moglie era nel frattempo deceduta, lasciandogli «uno figliuolo di .XV. anni, ch’avea nome Marco» (Bertolucci Pizzorusso<hi rend="CharOverride-2"> </hi>1975, 14). Di quella donna non conosciamo nient’altro, nemmeno il nome. Sempre durante il soggiorno veneziano, durato un paio d’anni, Nicolò, una volta superato lo sconforto della morte prematura della prima moglie, si era affrettato a risposarsi con una giovane di buona famiglia, Fiordelise Trevisan, da cui ebbe un secondo figlio maschio, Matteo (fratellastro del nostro Marco). Allo stato attuale delle nostre conoscenze, troppi elementi escluderebbero l’identificazione di Elena con la madre naturale e legittima di Marco: il passo del <hi rend="italic">Milione </hi>che ne attesta la morte al 1269; il fatto che Nicolò, padre di Marco, si fosse successivamente risposato, evenienza possibile solo in caso di sua successiva vedovanza o in quello, ben più difficile da dimostrare, di annullamento del primo matrimonio per un qualche legittimo impedimento. Mi pare, peraltro, poco condivisibile, oltre che tutta da provare, la suggestione ventilata dall’editore del documento di una ipotetica causa di annullamento del matrimonio intentata da detta Elena durante la prolungata assenza del marito da Venezia sulla base di una sua presunta morte. Per il diritto canonico, infatti, la presunzione di morte non era motivo valido e sufficiente di scioglimento del sacramento, una volta legittimamente formato; ma se anche fosse stato concesso in base al presupposto di una <hi rend="italic">probabilis certitudo mortis </hi>del marito da troppi anni lontano da casa, il legame originario si sarebbe automaticamente ripristinato con la sua successiva ricomparsa, precludendo, di fatto, a Nicolò di convolare a seconde nozze con Fiordelise Trevisan.</p></div><div><head>3. Novità bibliografiche</head><p rend="text">Il grande interesse suscitato dall’anniversario poliano ha, invece, avuto, mi pare, una ricaduta per ora limitata in termini bibliografici, in un panorama peraltro saturo, che ha conosciuto l’ennesima accelerazione storiografica in seguito alle letture negazioniste dell’ultima decade del secolo scorso, in particolare il noto volume di Frances Wood, <hi rend="italic">Did Marco Polo go to China?</hi>, che hanno messo in dubbio la veridicità del viaggio e hanno tacciato di falso <hi rend="italic">Il Milione </hi>(Wood 1995). Il risultato è stato, innanzitutto, una serie di lavori fondamentali per ristabilire indubitabilmente la storicità del viaggio poliano, a partire dai saggi di Igor de Rachewiltz (1997), Ugo Tucci (1997) e soprattutto di Ulrich Hans Vogel (2013). Quindi, sulla loro scia, si è registrato un profluvio di nuovi e più approfonditi studi filologici e storici sul testo poliano e la comparsa di innumerevoli biografie, per lo più basate sullo stesso <hi rend="italic">Milione</hi>, vista la scarsità di documenti di prima mano sulla vita del veneziano<hi rend="notes_number CharOverride-1"><hi><ref target="xml_07.html#footnote-001">4</ref></hi></hi>.</p><p rend="text">Venendo, dunque, agli studi su Marco Polo usciti nell’ultimo biennio mi soffermerei velocemente su un paio, perché contenenti anche approfondimenti storiografici sul Marco Polo storico e sul suo rapporto con Venezia<hi rend="notes_number CharOverride-1"><hi><ref target="xml_07.html#footnote-000">5</ref></hi></hi>. Nel volume collettaneo <hi rend="italic">Marco Polo. Storia e mito di un viaggio e di un libro </hi>(Simion e Burgio 2024), una prima sezione, comprendente i saggi di Marina Montesano, “Prima del<hi rend="italic"> Devisement dou monde</hi>”, e di Paolo Chiesa, “Le relazioni dei viaggi <hi rend="italic">ad Tartaros</hi> (XIII-XIV secolo) fra tradizione letteraria ed esperienza diretta”, è dedicata ai contesti: l’Oriente, l’Asia mongola, lo spazio fantastico e immaginario e la conoscenza del mondo. Ma è in particolare il saggio che apre la sezione II, <hi rend="italic">Gli uomini</hi>, dal titolo “Una famiglia veneziana di mercanti fra Due e Trecento: i Polo e Marco”<hi rend="italic"> </hi>(Bolognari e Simion 2024), a condurci direttamente nel mondo di Marco e nella dimensione mercantile della sua famiglia. Il saggio si snoda in particolare attorno a quattro punti (Bolognari e Simion 2024): </p><list rend="numbered">
				<item>la famiglia Polo; </item>
				<item>il palazzo della fraterna Polo a San Giovanni Grisostomo; </item>
				<item>le figlie di Marco e la questione, già vista, della lunga lite giudiziaria che scongiurò il trasferimento dell’eredità di Fantina nell’asse ereditario dei Bragadin; </item>
				<item>l’inventario del patrimonio di Marco redatto, come detto, dopo il suo decesso.</item>
			</list><p rend="text">Anche nel volume curato da Marcello Bolognari e Antonio Montefusco, <hi rend="italic">Pratiche di scrittura e contesti culturali intorno a Marco Polo </hi>(2025), alcuni saggi sono più marcatamente di carattere storiografico. Il volume, infatti, si apre con una istantanea, agile ma efficace, sulla giovinezza veneziana di Marco Polo e sulla sua educazione, ricostruite, in assenza per gran parte di documentazione diretta, allargando necessariamente lo sguardo all’ambiente, all’entourage, alla famiglia e a quella civiltà di mercanti, di cui era intrinsecamente parte, alla base della grandezza e della potenza di Venezia fra Due e Trecento. Ne esce l’immagine, peraltro già consolidata in letteratura, di una formazione eminentemente mercantile e civica, tutta orientata ai commerci e alla navigazione: a tal punto connotante e condizionante da influenzare e vincolare, a detta dell’autore, la stessa genesi del <hi rend="italic">Milione</hi>, che va, dunque, necessariamente letta anche alla luce di un tale sistema educativo (Tanase 2025). Di interesse storiografico anche alcuni saggi dedicati ai contesti culturali, in particolare il saggio di Marco Pozza sulla cancelleria veneziana (Pozza 2025) e quello di Marcello Bolognari sul convento dei Santi Giovanni e Paolo (Bolognari 2025), che si stava allora proponendo come centro di studi specializzato sull’Oriente, fungendo da ricettacolo dei maggiori orientalisti attivi in città, tra cui Paolino Veneto, Pietro Vesconte, Marin Sanudo Torsello e, appunto, lo stesso Marco Polo (Bolognari 2025).</p><p rend="text">Permettetemi, tuttavia, di concludere questa breve ricognizione con il mio <hi rend="italic">Le Venezie di Marco Polo </hi>(Orlando 2023). Del tutto in controtendenza, quanto si è voluto fare nel libro è stato ribaltare la prospettiva, ossia capire quali presupposti culturali e quali retroterra ambientali permisero a un mercante di Venezia di intraprendere un viaggio per molti versi fantastico. Si discute ancora molto su cosa sia <hi rend="italic">Il Milione</hi>: un diario di viaggi, un libro di mercatura, un portolano, una memoria, o tutte queste cose insieme. Lo stesso vale per il volume: che è un po’ biografia, un po’ diario, ma soprattutto una storia di Venezia e del Mediterraneo al tempo dei Polo. Il dato biografico e il racconto dei viaggi fanno da spunto iniziale e da contrappunto costante. Ma la narrazione è poi incentrata sui veri protagonisti del volume: i mercanti, la civiltà di Venezia e il mare. Infatti, è proprio di Venezia, della sua civiltà, dell’ambiente in cui Marco era cresciuto e si era formato e di quel mondo di mercanti che spunta con veemenza da ogni pagina dell’opera, che si occupa per lo più il libro. Per una volta tanto Marco resta sullo sfondo, lasciando che sia Venezia a prendersi per intero la scena.</p><p rend="text">Il libro interseca diversi piani di lettura, diverse sequenze narrative: nei prologhi con cui si apre ciascuna delle quattro parti del volume, scorre il racconto della vita di Marco, dei suoi viaggi e delle sue avventure; nei capitoli si sofferma, invece, su Venezia e sui diversi quartieri veneziani – le altre Venezie, o la Venezia diffusa – disseminati tra Mediterraneo orientale, Mar Nero, Ponto, Siria e Persia, ossia in quell’area che faceva da cerniera tra l’Occidente europeo e il continente asiatico. Il libro è anche una sorta di viaggio. Un viaggio che inizia nella Venezia dei Polo, nella città da cui Marco era salpato giovane e in cui tornerà solo uomo maturo, per poi proseguire proprio toccando i quartieri veneziani ubicati in Levante: Soldaia, Tana, Trebisonda, Tabriz, Laiazzo, San Giovanni d’Acri e, ovviamente, Costantinopoli. Un viaggio effettuato anche facendo tesoro delle suggestioni derivanti dalle <hi rend="italic">Città invisibili </hi>di Italo Calvino, con riferimento specifico al passo in cui lo scrittore fa dire a Marco, incalzato dal khan Qubilay che vuole sentirlo parlare della sua città natale, che di fatto, ogni volta che gli aveva descritto una delle tante città incontrate nei suoi lunghi viaggi, in fondo non aveva fatto altro che svelargli qualcosa della sua Venezia: «ogni volta che descrivo una città dico qualcosa di Venezia» (Calvino 2022, 86).</p></div><div><head>Riferimenti bibliografici</head><p rend="bib_indx_bib">Bartoli Langeli, Attilio. 2019. “Leggere un testamento.” In <hi rend="italic">Il testamento di Marco Polo. Il documento, la storia e il contesto</hi>, a cura di Tiziana Plebani, 77-106. <hi >Milano: Unicopli. </hi></p><p rend="bib_indx_bib">Bertolucci Pizzorusso, Valeria, a cura di. 1975. Marco Polo, <hi rend="italic">Milione. Versione toscana del Trecento</hi>, indice ragionato a cura di Giorgio R. Cardona. Milano: Adelphi.</p><p rend="bib_indx_bib">Bianchi, Vito. 2007. <hi rend="italic">Marco Polo. Storia del mercante che capì la Cina</hi>. Roma-Bari: Laterza.</p><p rend="bib_indx_bib">Bolognari, Marcello. 2021. “«Agnes uxor Nicolai Calbo de confinio Sancti Iohannis Grisostomi»: un nuovo documento inedito sulla famiglia Polo.” <hi rend="italic">Studi Medievali</hi> 3, 62, 2: 745-58.</p><p rend="bib_indx_bib">Bolognari, Marcello. 2023. “Marco Polo «habet pignus»: il testamento di Marco Grisoni, detto Bonpledo (Venezia, 1324).” <hi rend="italic">Spolia. Annual Journal of Medieval Studies</hi> 19, 9: 1-11.</p><p rend="bib_indx_bib">Bolognari, Marcello. 2025. “I frati Predicatori veneziani tra spiritualità e progetto culturale.” In <hi rend="italic">Pratiche di scrittura e contesti culturali intorno a Marco Polo</hi>, a cura di Marcello Bolognari, e Antonio Montefusco, 121-42. Venezia: Edizioni Ca’ Foscari.</p><p rend="bib_indx_bib">Bolognari, Marcello, e Antonio Montefusco, a cura di. 2025.<hi rend="italic"> Pratiche di scrittura e contesti culturali intorno a Marco Polo</hi>. Venezia: Edizioni Ca’ Foscari.</p><p rend="bib_indx_bib">Bolognari, Marcello, e Samuela Simion. 2024.<hi rend="italic"> </hi>“Una famiglia veneziana di mercanti fra Due e Trecento: i Polo e Marco.” In <hi rend="italic">Marco Polo. Storia e mito di un viaggio e di un libro</hi>, a cura di Samuela Simion, ed Eugenio Burgio, 63-91. Roma: Carocci.</p><p rend="bib_indx_bib">Busi, Giulio. 2018. <hi rend="italic">Marco Polo. Viaggio ai confini del Medioevo</hi>. Milano: Mondadori. </p><p rend="bib_indx_bib">Calvino, Italo. 2022. <hi rend="italic">Le città invisibili</hi>. Milano: Mondadori.</p><p rend="bib_indx_bib">Curatola, Giovanni, e Chiara Squarcina, a cura di. 2024.<hi rend="italic"> I mondi di Marco Polo. Il viaggio di un mercante veneziano del Duecento</hi>. Arezzo: Magonza.</p><p rend="bib_indx_bib">Formentin, Vittorio, Alessandra Schiavon, e Antonio Ciaralli. 2023. “L’inventario dei beni mobili lasciati da Marco Polo (Venezia 1324).” <hi rend="italic">Lingua e Stile</hi> 58: 167-202.</p><p rend="bib_indx_bib">Formentin, Vittorio, e Alessandra Schiavon. 2024. “Una sentenza memorabile (Venezia, 13 luglio 1366).” <hi rend="italic">Reti medievali</hi> 25, 1: 1-39.</p><p rend="bib_indx_bib"><hi >Larner, John. 1999. </hi><hi rend="italic">Marco Polo and the Discovery of the World</hi><hi >. New Haven and London: Yale University Press. </hi></p><p rend="bib_indx_bib">Molà, Luca. 2023.<hi rend="italic"> </hi>“Tre documenti inediti su Marco Polo (1317) e una pergamena enigmatica (1314). Con una nota di Paola Benussi.” <hi rend="italic">Archivio Veneto</hi> 6, 26: 53-69.</p><p rend="bib_indx_bib">Montefusco, Antonio, a cura di. 2024. <hi rend="italic">Marco Polo</hi>. Roma: Treccani. </p><p rend="bib_indx_bib">Montesano, Marina. 2014. <hi rend="italic">Marco Polo. Un esploratore veneziano sulla Via della Seta: il primo europeo alla scoperta dell’Asia</hi>. Roma: Salerno Editrice. </p><p rend="bib_indx_bib">Nanetti, Andrea, Paola Benussi, Andrea Erboso, and Niyato Dusuit. <hi >2023. “Blockchain Technology for Participatory Publication of Archival Documents. Marco Polo’s Diplomatic Codex as a Showcase.” In </hi><hi rend="italic">Culture and Computing, 11</hi><hi rend="italic">th</hi><hi rend="italic"> International Conference, C&amp;C 2023 Held as Part of the 25</hi><hi rend="italic">th</hi><hi rend="italic"> HCI International Conference, HCII 2023, Copenhagen, Denmark, July 23-28</hi><hi >, </hi><hi rend="italic">2023</hi><hi >, </hi><hi rend="italic">Proceedings</hi><hi >, edited by </hi><hi >Matthias Rauterberg, 548-58. </hi>Cham: Springer.</p><p rend="bib_indx_bib">Orlando, Ermanno. 2023. <hi rend="italic">Le Venezie di Marco Polo. 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Tubingen: Tubingen Library Publishing. </hi></p><p rend="bib_indx_bib"><hi >Wood, Frances. 1995. </hi><hi rend="italic">Did Marco Polo go to China? </hi><hi >London: Secker &amp; Warburg.</hi></p><list rend="numbered">
					<item><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="xml_07.html#footnote-004-backlink">1</ref></hi> Si ripropone qui, con la sola aggiunta delle note e una piccola integrazione al paragrafo 3, il testo presentato al Seminario “700 anni di Marco Polo. Le novità della ricerca internazionale”, Firenze, Accademia Toscana di Scienze e Lettere “La Colombaria”, 11 dicembre 2024.</p></item>
					<item><p rend="layout_notes ParaOverride-3"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="xml_07.html#footnote-003-backlink">2</ref></hi> L’edizione online del CDP, in fase di perfezionamento e ultimazione, in &lt;<ref target="https://engineeringhistoricalmemory.com/CDP.php">https://engineeringhistoricalmemory.com/CDP.php</ref>&gt; (2025-09-25).</p></item>
					<item><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="xml_07.html#footnote-002-backlink">3</ref></hi> Titolo originario dell’opera, poi <hi rend="italic">Milione</hi> nella tradizione italiana.</p></item>
					<item><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="xml_07.html#footnote-001-backlink">4</ref></hi> Tra le quali ricordo solo: Larner 1999; Bianchi 2007; Montesano 2014; Tanase 2016; Busi 2018; Ortalli 2021.</p></item>
					<item><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="xml_07.html#footnote-000-backlink">5</ref></hi> Tra cui: Montefusco 2024; Vogel e Theobald 2024; Curatola e Squarcina 2024.</p></item>
				</list><p rend="editorial_metadata_author" >Ermanno Orlando, University for Foreigners of Siena, Italy, <ref target="mailto:orlando@unistrasi.it">orlando@unistrasi.it</ref>, <ref target="https://orcid.org/0000-0001-7596-7580">0000-0001-7596-7580</ref></p><p rend="editorial_metadata_polices" >Referee List (DOI 1<ref target="https://doi.org/10.36253/fup_referee_list">0.36253/fup_referee_list</ref>)</p><p rend="editorial_metadata_polices" >FUP Best Practice in Scholarly Publishing (DOI <ref target="https://doi.org/10.36253/fup_best_practice">10.36253/fup_best_practice</ref>)</p><p rend="editorial_metadata_book" >Ermanno Orlando, <hi rend="italic">Le novità della ricerca storica su Marco Polo e Venezia,</hi> © Author(s), <ref target="https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/legalcode">CC BY-SA 4.0</ref>, DOI <ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0883-3.07">10.36253/979-12-215-0883-3.07</ref>, in Paola Mocella (edited by), <hi rend="italic">Il </hi>Milione<hi rend="italic"> nel tempo tra Asia ed Europa: Marco Polo nelle letterature medievali e contemporanee. Atti del Convegno Internazionale (Siena, 7–8 novembre 2024) e del Seminario “700 anni di Marco Polo” (Firenze, 11 dicembre 2024)</hi>, pp. -54, 2025, published by Firenze University Press and USiena PRESS, ISBN 979-12-215-0883-3, DOI <ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0883-3">10.36253/979-12-215-0883-3</ref></p></div></div>
      
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