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        <title type="main" level="a">Ingegneria e radioastronomia a Firenze</title>
        <author>
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            <forename>Pietro</forename>
            <surname>Bolli</surname>
            <placeName type="affiliation">Arcetri Astrophysical Observatory - INAF, Italy</placeName>
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            <forename>Renzo</forename>
            <surname>Nesti</surname>
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            <forename>Giuseppe</forename>
            <surname>Pelosi</surname>
            <placeName type="affiliation">University of Florence, Italy</placeName>
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            <forename>Gianni</forename>
            <surname>Tofani</surname>
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          <resp>This is a section of <title>Ingegneria Industriale &amp; Ingegneria dell’Informazione per il territorio fiorentino </title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/979-12-215-0975-5</idno>) by </resp>
          <name>Stefano Selleri, Alberto Tesi, Enrico Vicario</name>
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        <publisher>Firenze University Press</publisher>
        <pubPlace>Florence</pubPlace>
        <date when="2026">2026</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/979-12-215-0975-5.09</idno>
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          <p>Available for academic research purposes</p>
          <p>Open Access</p>
          <p>Copyright Author(s)</p>
          <licence source="text" target="https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/legalcode">
            <p>Content licence CC BY 4.0</p>
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            <p>Metadata licence CC0 1.0</p>
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        <p>This is original content, published for academic research purposes</p>
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      <abstract xml:lang="en">
        <p>Radioastronomy research at the Arcetri Astrophysical Observatory in Florence has been a major scientific activity since the 1960s. In collaboration with the University of Florence, research focuses on the electromagnetic design and optimization of antennas, receivers, and microwave components for radiotelescopes. These efforts support major international projects such as the Sardinia Radio Telescope, ALMA, SKA, and ESA’s Planck mission.</p>
      </abstract>
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        <keywords>
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            <item>Radioastronomy</item>
            <item>Radiotelescopes</item>
            <item>Electromagnetic Design</item>
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      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/979-12-215-0975-5.09<ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0975-5.09" /></p>
<p rend="h1_chapter">Ingegneria e radioastronomia a Firenze</p><p rend="h1_author"><hi rend="italic">Pietro Bolli, Renzo Nesti, Giuseppe Pelosi, Gianni Tofani </hi></p><p rend="text">L’attività di ricerca sulla Radioastronomia presso l’Osservatorio Astrofisico di Arcetri, che oggi fa parte dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), rappresenta una ‘eccellenza’ fiorentina, che si innesta, a partire dagli anni ’60, con la direzione di Guglielmo Righini, su una lunga tradizione scientifica nell’ambito dell’Astronomia, che ebbe le sue origini a Firenze con la costruzione della ‘Specola’, il primo osservatorio astronomico, annesso al Regio Museo di Fisica e Storia Naturale, costruito alla fine del XIX secolo su volere del granduca Pietro Leopoldo di Lorena.</p><p rend="text">La Radioastronomia, che ha assunto sempre maggiore rilievo per lo studio dei meccanismi di formazione delle stelle, e dell’origine e formazione dell’universo visibile, della dinamica e dell’evoluzione delle galassie, si basa sull’analisi della radiazione elettromagnetica emessa dai corpi celesti nel dominio delle radiofrequenze (nel <hi rend="italic">range</hi> di frequenze che va da pochi MHz alle ‘microonde’). Larga parte di questa radiazione penetra attraverso l’atmosfera terrestre e può essere misurata a terra con i radiotelescopi, ovvero telescopi operanti nelle bande radio, la cui tecnologia è basata largamente su tecniche usate anche nei campi delle telecomunicazioni.</p><p rend="text">Nella progettazione di un radiotelescopio assume particolare importanza l’accoppiamento fra l’antenna, in genere una superficie di raccolta della radiazione, ed il sistema di ricevitore, che permette l’analisi del segnale. Le perdite di disadattamento o di assorbimento nei componenti passivi, nonché le non perfette condizioni geometriche di superficie di raccolta della radiazione, sono un campo d’indagine di particolare interesse nel bilancio dell’efficienza di un radiotelescopio i cui costi complessivi sono dell’ordine dei milioni di euro.</p><p rend="text">Da alcuni anni si è consolidata la conoscenza e l’utilizzo di metodi di indagine, mediante analisi elettromagnetica complessa, per la progettazione di sistemi di collettori di radiazione nella zona focale di antenne variamente strutturate. Nel sistema di ricevitore, di normale utilizzo nella catena di un radiotelescopio, anche gli elementi passivi di trasmissione e combinazione del segnale richiedono una fase di progettualità e ottimizzazione complessa per minimizzare le perdite d’inserzione, controllare la larghezza di banda passante e migliorare la purezza di polarizzazione.</p><p><graphic url="xml_07_3-web-resources/image/image9_1.jpg" rend="img _idGenObjectAttribute-1" mimeType="image/jpeg"/></p><p rend="caption_figure">Figura 14 – <hi rend="italic">Array </hi>esagonale di sette antenne a tromba per il ricevitore in banda Q (33-50 GHz) del <hi rend="italic">Sardinia Radio Telescope</hi> (SRT) realizzato dalla CLOEMA, una officina meccanica di precisione di Bagno a Ripoli (Firenze).</p><p rend="text">Lo sviluppo dei metodi di analisi elettromagnetica sopramenzionati è una delle attività principali dell’Osservatorio di Arcetri, che in questo ambito, ormai da circa vent’anni, ha stretto una proficua collaborazione con il Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni (adesso Ingegneria dell’Informazione), attraverso il gruppo di ricerca in RF, Microonde ed Elettromagnetismo. Questo filone di ricerca ha dato vita, negli anni, a numerosi progetti scientifici per lo studio, l’ottimizzazione e la realizzazione dei diversi dispositivi elettromagnetici che costituiscono un sistema di antenna per applicazioni di radioastronomia, a partire dai <hi rend="italic">feed</hi> per le antenne a riflettore, fino ad arrivare ai dispositivi passivi a microonde, che costituiscono i primi stadi del ricevitore di un radiotelescopio. Su queste tematiche il Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni insieme all’Osservatorio di Arcetri hanno partecipato attivamente alla ricerca e sviluppo di tecnologie elettromagnetiche nelle bande radio, anche attraverso i vari progetti nazionali, coordinati dall’INAF, e i grandi progetti internazionali, coordinati da consorzi stabiliti <hi rend="italic">ad hoc</hi> (progetti ALMA, Atacama Large Millimeter Array, e SKA, Square Kilometre Array) o guidati da agenzie spaziali (progetto Planck dell’Agenzia Spaziale Europea).</p><p rend="text">I gruppi di ricerca dell’INAF, che si occupano di radioastronomia, hanno una <hi rend="italic">leadership, </hi>riconosciuta a livello internazionale – dall’ESA (European Space Agency), dalla NASA (National Aeronautics and Space Administration) e dall’ESO (European Southern Observatory) – per il progetto, la modellizzazione e le misure di sistemi ottici complessi. Una tale ‘eccellenza’, oltre a rappresentare un motivo di orgoglio per la ricerca italiana, consente di irrobustire e migliorare le competenze dell’industria nazionale, attraverso la stretta collaborazione tra gli enti di ricerca e le realtà manifatturiere locali, con le quali si è stabilito un continuo scambio di <hi rend="italic">know-how</hi> e trasferimento tecnologico, per la produzione su piccola scala di componentistica (<hi rend="italic">feed</hi>, polarizzatori, filtri in guida, accoppiatori) a frequenze fino a circa 200 GHz.</p><p><graphic url="xml_07_3-web-resources/image/image10_1.jpg" rend="img _idGenObjectAttribute-1" mimeType="image/jpeg"/></p><p rend="caption_figure">Figura 15 – Veduta aerea del Chajnantor Plateau, l’altipiano situato a 5000 m di altitudine sulle Ande Cilene che ospita l’array di antenne di ALMA [Clem &amp; Adri Bacri-Normier (<ref target="http://wingsforscience.com">wingsforscience.com</ref>)/ESO].</p><p rend="text">A questo proposito vale la pena citare l’ottima esperienza italiana nelle tecniche di elettroformatura, che consentono la realizzazione ad elevata precisione meccanica di dispositivi passivi con prestazioni spinte (larghezza di banda passante istantanea tipicamente maggiore del 20%, purezza di polarizzazione, massa e dimensioni contenute), operanti a frequenze di lavoro sempre maggiori. Nell’area locale vale la pena citare le ditte Pasquali Microwave Systems e CLOEMA.</p><p rend="text">Queste competenze sono state utilizzate per ricevitori montati su radiotelescopi sia italiani che internazionali, come ad esempio ALMA, i cui collettori, per le antenne realizzate sotto responsabilità ESO, saranno forniti dalla ditta Media Lario Technologies, nata di fatto da uno <hi rend="italic">spin-off</hi> di istituti INAF per la realizzazione degli specchi della missione XMM (<hi rend="italic">X-ray Multi-Mirror</hi>).</p><p rend="editorial_metadata_author">Pietro Bolli, Arcetri Astrophysical Observatory - INAF, Italy, <ref target="mailto:pietro.bolli@inaf.it">pietro.bolli@inaf.it</ref>, <ref target="https://orcid.org/0000-0001-8770-8316">0000-0001-8770-8316</ref></p><p rend="editorial_metadata_author">Renzo Nesti, Arcetri Astrophysical Observatory - INAF, Italy, <ref target="mailto:renzo.nesti@inaf.it">renzo.nesti@inaf.it</ref>, <ref target="https://orcid.org/0000-0003-0303-839X">0000-0003-0303-839X</ref></p><p rend="editorial_metadata_author">Giuseppe Pelosi, University of Florence, Italy, <ref target="mailto:Giuseppe.Pelosi@unifi.it">Giuseppe.pelosi@unifi.it</ref>, <ref target="https://orcid.org/0000-0002-6826-0955">0000-0002-6826-0955</ref></p><p rend="editorial_metadata_author">Gianni Tofani, Arcetri Astrophysical Observatory - INAF, Italy</p><p rend="editorial_metadata_polices">Referee List (DOI 1<ref target="https://doi.org/10.36253/fup_referee_list">0.36253/fup_referee_list</ref>)</p><p rend="editorial_metadata_polices">FUP Best Practice in Scholarly Publishing (DOI <ref target="https://doi.org/10.36253/fup_best_practice">10.36253/fup_best_practice</ref>)</p><p rend="editorial_metadata_book">Pietro Bolli, Renzo Nesti, Giuseppe Pelosi, Gianni Tofani, <hi rend="italic">Ingegneria e radioastronomia a Firenze</hi>, © Author(s), <ref target="http://creativecommons.org/licenses/by/4.0/legalcode">CC BY 4.0</ref>, DOI <ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0975-5.07">10.36253/979-12-215-0975-5.09</ref>, in Stefano Selleri, Alberto Tesi, Enrico Vicario (edited by), <hi rend="CharOverride-1">Ingegneria Industriale &amp; Ingegneria dell’Informazione per il territorio fiorentino – 2. Ingegneria dell’Informazione</hi>, pp. -40, 2026, published by Firenze University Press, ISBN 979-12-215-0975-5, DOI <ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0975-5">10.36253/979-12-215-0975-5</ref></p>
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