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        <title type="main" level="a">L’Obra Pía della ‘Nazione spagnola’ nella sociabilità dei cardinali-ambasciatori Francesco e Troiano Acquaviva d’Aragona a Roma</title>
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          <persName n="1" ref="https://orcid.org/0009-0000-5812-0943" type="ORCID">
            <forename>Roberto</forename>
            <surname>Ricci</surname>
            <placeName type="affiliation">CNR - ISEM, Institute of History of Mediterranean Europe, Italy</placeName>
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          <resp>This is a section of <title>Accademie e luoghi del sapere tra Italia e Spagna nel lungo Settecento / Academias y lugares del saber en el largo siglo XVIII entre Italia y España</title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/979-12-215-0989-2</idno>) by </resp>
          <name>Niccolò Guasti, Cinzia Recca, Mónica Bolufer Peruga, Fernando Durán López</name>
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        <publisher>Firenze University Press</publisher>
        <pubPlace>Florence</pubPlace>
        <date when="2026">2026</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/979-12-215-0989-2.26</idno>
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          <p>Available for academic research purposes</p>
          <p>Open Access</p>
          <p>Copyright Author(s)</p>
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            <p>Content licence CC BY 4.0</p>
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        <p>This is original content, published for academic research purposes</p>
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      <abstract xml:lang="en">
        <p>. Institutions such as the Church of Holy Mary in Monserrat of the Spaniards, San Giacomo degli Spagnoli, and the Confraternity of the Resurrection played a significant role in the extensive diplomatic and political activity carried out in Rome by Cardinals Francesco and Troiano Acquaviva d’Aragona.</p>
      </abstract>
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            <item>Rome</item>
            <item>diplomacy</item>
            <item>Obra Pía</item>
            <item>Francesco Acquaviva d’Aragona</item>
            <item>Troiano Acquaviva d’Aragona</item>
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      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/979-12-215-0989-2.26<ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0989-2.26" /></p>
<div><head>L’<hi rend="italic">Obra Pía</hi> della ‘Nazione spagnola’ nella sociabilità dei cardinali-ambasciatori Francesco e Troiano Acquaviva d’Aragona a Roma</head><p rend="h1_author ParaOverride-1">Roberto Ricci</p><div><head>1. Premessa</head><p rend="text"><hi rend="CharOverride-1">Un’importanza sempre maggiore riguarda l’attività dell’</hi><hi rend="italic">Obra Pía</hi><hi rend="CharOverride-1"> della ‘Nazione spagnola’ a Roma nel ’700, specialmente S. Maria di Monserrat, la casa e l’ospedale di S. Giacomo degli Spagnoli, la Confraternita della Resurrezione. Una funzione rilevante, variegata e complessa, attraverso l’articolazione specifica dell’</hi><hi rend="italic">Obra Pía</hi><hi rend="CharOverride-1"> e soprattutto la sua complementarietà nella storia della città del p</hi><hi rend="CharOverride-1">apa e negli antichi Stati italiani</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-1">(Barrio Gozalo 1994; 2000; 2001-2002; 2007; Fernández Alonso 1996; Hernando Sánchez 2007; Novi Chavarria 2020; Visceglia 2010).</hi></p><p rend="text"><hi rend="CharOverride-1">Una congiunzione che emerge nel dipanarsi della politica farnesiano-borbonica dei cardinali Francesco e Troiano Acquaviva d’Aragona, ambasciatori di Filippo V e Carlo di Borbone a palazzo di Spagna, a S. Cecilia in Trastevere, S. Maria Maggiore, S. Carlo ai Catinari, palazzo Farnese, gli Orti farnesiani, la Farnesina, Villa Madama, Palazzo di Caprarola.</hi></p><p rend="text"><hi rend="CharOverride-1">Presenza peculiare propria della sociabilità dei cardinali-ambasciatori Acquaviva d’Aragona, tra loro stretti congiunti, che si specifica con l’</hi><hi rend="italic">Obra Pía</hi><hi rend="CharOverride-1"> nella prassi diplomatica e politica per l’affermazione del «Patronato regio» del nuovo regalismo borbonico. Un carattere rilevante nella duplice appartenenza al Papato e ai Borbone dei due presuli, nella relazione tra l’</hi><hi rend="CharOverride-1">antica nobiltà romana, napoletana e gli interessi di famiglia con la ‘Nazione spagnola’ a Roma e in Italia</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-1">(Ricci 2021).</hi></p><p rend="text"><hi rend="CharOverride-1">Si esplicita così il patrocinio dell’</hi><hi rend="italic">Obra Pía</hi><hi rend="CharOverride-1"> da parte di palazzo di Spagna attraverso momenti di autonomia ma soprattutto d’azione in comune nella cultura di corte del tempo, nella presenza e nella promozione della vita sociale, assistenziale, nelle accademie e nei circoli culturali. </hi></p><p rend="text"><hi rend="CharOverride-1">Sono soprattutto rilevanti e strettamente connessi i luoghi urbani della stessa sociabilità: piazza e palazzo di Spagna, sede dell’</hi><hi rend="CharOverride-1">ambasciata, S. Maria di Monserrat, proprio per l’</hi><hi rend="italic">Obra Pía</hi><hi rend="CharOverride-1"> S. Giacomo degli Spagnoli a piazza Navona, spazi straordinari per gli incontri, le feste, i ricevimenti e le rappresentazioni mondane</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-1">(Díez del Corral Corredoira 2017; Ricci 2019; Riga 2021; Tufano 2024). Momenti diversi che trovano una stretta relazione nell’attività diplomatica del cardinale Troiano Acquaviva d’Aragona, in particolare nell’ottenimento del cardinalato all</hi><hi rend="CharOverride-1">’infante D. Luis con l’arcivescovado di Toledo, nella rottura con il papa per il tumulto antispagnolo a Roma (1736) e la sua ricomposizione, nell’Investitura di re Carlo di Borbone del regno di Napoli e il successivo concordato (1738, 1741), anche nella protezione dell’Accademia delle Scienze di Napoli e nella pubblicazione della terza edizione della </hi><hi rend="italic">Scienza nuova</hi><hi rend="CharOverride-1"> di Giambattista Vico</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-1">(Barrio Gozalo 2013; 2017; 2018; Ricci 2022). </hi></p><p rend="text"><hi rend="CharOverride-1">All’interno dei passaggi complessivi della sua attività si inserisce il nuovo ‘regalismo’ borbonico del cardinale Acquaviva per il governo utile del potere ristretto dei ‘Quaranta’ </hi><hi rend="CharOverride-1">– il numero dei componenti la congregazione dell’arciconfraternita – e il prosieguo del progetto di riforma dei cardinali Luis Antonio Belluga y Moncada e dello stesso Acquaviva della Istituzione (1733-41)</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-1">(CEEE, AOP 894, c. 9</hi><hi rend="italic">r</hi><hi rend="CharOverride-1">-</hi><hi rend="italic">v</hi><hi rend="CharOverride-1">)</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p></div><div><head>2. La sociabilità dei cardinali-ambasciatori Francesco e Troiano Acquaviva d’Aragona: alcuni esempi significativi</head><p rend="text"><hi rend="CharOverride-1">In particolare, nella riunione convocata a casa di mons. Antonio Peralta (Roma, 15 aprile 1734), auditore e governatore dell’arciconfraternita, si inseriscono esponenti della nobiltà romana e italiana e si</hi><hi rend="CharOverride-1"> completa a ottanta il numero dei componenti la congregazione generale, tra i quali il cardinale Luis Antonio Belluga y Moncada – ministro e protettore dell</hi><hi rend="CharOverride-1">’arciconfraternita della Resurrezione –, il cardinale Troiano Acquaviva d’Aragona, ancora presenti il priore Francesco Barata, Martino de Barzia, Giacinto La Torre e Luis Cantelmo [Stuart] (CEEE, AOP 894, c. 10</hi><hi rend="italic">r</hi><hi rend="CharOverride-1">-</hi><hi rend="italic">v</hi><hi rend="CharOverride-1">).</hi></p><p rend="text"><hi rend="CharOverride-1">Una continuità amministrativa con la nuova presenza di S. Giacomo di Monserrat voluta a suo tempo dal cardinale Francesco Acquaviva d’Aragona, a seguito della Guerra di </hi><hi rend="CharOverride-1">successione spagnola e l’effettiva riapertura dell’ambasciata di Spagna a Roma (1715). Indicativa rimane anche la lettera inviata il 25 febbraio 1716 da mons. Molines al re Filippo V di Borbone per cercare i quaranta aragonesi necessari secondo l</hi><hi rend="CharOverride-1">’antico Statuto </hi><hi rend="italic">Sobre Monserrate </hi><hi rend="CharOverride-1">[…] </hi><hi rend="italic">por a’ su antiguo splendor </hi><hi rend="CharOverride-1">[…] (CEEE, AOP 393, c. 16</hi><hi rend="italic">r</hi><hi rend="CharOverride-1">-</hi><hi rend="italic">v</hi><hi rend="CharOverride-1">).</hi></p><p rend="text"><hi rend="CharOverride-1">Una grande incidenza assume la «Visita istituzionale e la riabilitazione regalista» dell’arciconfraternita della Resurrezione (1721) proprio da parte del cardinale Francesco Acquaviva d’Aragona, un disegno </hi><hi rend="CharOverride-1">che si amplierà con il cardinale Troiano Acquaviva d’Aragona anche negli anni successivi</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-1">(Calvo Gómez 2023). </hi></p><p rend="text"><hi rend="CharOverride-1">Un particolare rilievo a palazzo di Spagna spetta a José García Del Pino nel suo ruolo di notaio e archivista </hi><hi rend="CharOverride-1">al servizio del cardinale Troiano Acquaviva nel governo della stessa </hi><hi rend="italic">Obra Pía</hi><hi rend="CharOverride-1">, attraverso la sua funzione amministrativa e politica e nella compilazione e nella trascrizione dei manoscritti dell’ambasciata e pure della </hi><hi rend="italic">Obra Pía</hi><hi rend="CharOverride-1"> a palazzo di Spagna</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-1">(Pou y Martí 1925). </hi></p><p rend="text"><hi rend="CharOverride-1">Nello specifico della sua multiforme attività a palazzo Monaldeschi va compresa la dubbia ricostruzione storica della fondazione di S. Giacomo degli Spagnoli</hi><hi rend="italic"> </hi><hi rend="CharOverride-1">(1755)</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-1">(</hi><hi rend="CharOverride-1">CEEE, Pou y Martí, ms. 29, cc. 1</hi><hi rend="italic">r</hi><hi rend="CharOverride-1">-214</hi><hi rend="italic">v</hi><hi rend="CharOverride-1">), che un attento esame dei documenti presi in considerazione dimostra un</hi><hi rend="CharOverride-1">’utile rielaborazione sulla scia degli interessi dello scomparso cardinale</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-1">(Nieto Soria 1998).</hi></p><p rend="text"><hi rend="CharOverride-1">Riveste così un particolare interesse la formazione complessiva delle memorie storiche e storiografiche in funzione politica, specialmente a seguito dell’incendio dell’archivio di palazzo di Spagna e il suo riordino per ordine </hi><hi rend="CharOverride-1">del cardinale Troiano affidato in precedenza (1738) proprio a Del Pino (CEEE, Pou y Martí, ms. 1, cc. 1</hi><hi rend="italic">r</hi><hi rend="CharOverride-1">-71</hi><hi rend="italic">v</hi><hi rend="CharOverride-1">). Un ruolo primario anche nello stretto rapporto altalenante e controverso con la congregazione di Monserrat per l’ottenimento del suo </hi><hi rend="CharOverride-1">salario, unitamente a quella del maestro di cappella (1713-27)</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-1">Severo De Luca (CEEE, AOP 894, c. 121</hi><hi rend="italic">r</hi><hi rend="CharOverride-1">-</hi><hi rend="italic">v</hi><hi rend="CharOverride-1">).</hi></p><p rend="text"><hi rend="CharOverride-1">Una peculiarità riveste poi </hi><hi rend="CharOverride-1">il governo dell’</hi><hi rend="italic">Obra Pía</hi><hi rend="CharOverride-1"> di Monserrat quando si esplicita il ripristino del commercio e la richiesta al vescovo di Maiorca di pagare la ‘p</hi><hi rend="CharOverride-1">ensione’ con il ricorso al re Filippo V «per influxo del card. Acquaviva» (1737), così nella variegata e ricca corrispondenza con Nicola Burdils canonico della stessa cattedrale</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-1">(CEEE, AOP 1098, cc. 33</hi><hi rend="italic">r</hi><hi rend="CharOverride-1">, 41-46</hi><hi rend="italic">r</hi><hi rend="CharOverride-1">-</hi><hi rend="italic">v</hi><hi rend="CharOverride-1">). </hi></p><p rend="text"><hi rend="CharOverride-1">Si ricorda nel tempo la bolla spedita a favore della casa con dispaccio del 21 luglio 1722 </hi><hi rend="CharOverride-1">di Filippo V di Borbone diretto al cardinale Francesco Acquaviva d’Aragona (CEEE, AOP 1098, c. 3</hi><hi rend="italic">r</hi><hi rend="CharOverride-1">), la richiesta ad Antonio Frias Salazar «thesoriero della Chiesa di Tarragona</hi><hi rend="CharOverride-1">» sulla presenza dei soldati spagnoli in ospedale in transito verso il regno di Napoli con la richiesta dei «148 scudi dovuti»</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-1">(CEEE, AOP 1098, c. 15</hi><hi rend="italic">v</hi><hi rend="CharOverride-1">), si raccomanda poi l’attività di Monserrat allo stesso Carlo di Borbone «a imitacion de sus gloriosos Predecessores» (16 luglio 1734), al </hi><hi rend="CharOverride-1">conte di Santisteban e al conte di Charmy (23 luglio 1734)</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-1">(CEEE, AOP 1098, cc. 18</hi><hi rend="italic">r</hi><hi rend="CharOverride-1">-19</hi><hi rend="italic">v</hi><hi rend="CharOverride-1">).</hi><hi rend="italic"> </hi><hi rend="CharOverride-1">Una continuità di governo poi trasmessa dal cardinale Francesco al cardinale</hi><hi rend="CharOverride-1"> Troiano specialmente per il rinnovo della ‘pensione’ di Maiorca dal 1722 al 1735</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-1">(CEEE, AOP 1098, cc</hi><hi rend="CharOverride-1">. 24</hi><hi rend="italic">v</hi><hi rend="CharOverride-1">-25</hi><hi rend="italic">v</hi><hi rend="CharOverride-1">). </hi></p><p rend="text"><hi rend="CharOverride-1">Soprattutto emerge un’amministrazione in continuità nel tempo con la conferma, nel 1731, al marchese di </hi><hi rend="CharOverride-1">La Paz del decreto</hi><hi rend="italic"> </hi><hi rend="CharOverride-1">di Filippo II (1605) per la casa e l’ospedale di Monserrat sui diritti ed emolumenti al consolato di Ripa rispetto alle mercanzie degli spagnoli presenti a</hi><hi rend="italic"> </hi><hi rend="CharOverride-1">Roma (</hi><hi rend="CharOverride-1">CEEE, AOP 1098, c. 2</hi><hi rend="italic">r</hi><hi rend="CharOverride-1">-</hi><hi rend="italic">v</hi><hi rend="CharOverride-1">).</hi></p><p rend="text"><hi rend="CharOverride-1">Sono gli stessi anni della lettera inviata il 25 giugno 1735 al duca di Gandía per il trasferimento dal Vaticano alla chiesa di Monserrat delle spoglie mortali dei papi Callisto III e Alessandro VI Borgia «</hi><hi rend="CharOverride-1">Al ornamento del Presbiterio de la Iglesia de Monserrate» (CEEE, AOP 1098, cc. 24-25</hi><hi rend="italic">v</hi><hi rend="CharOverride-1">).</hi></p><p rend="text"><hi rend="CharOverride-1">Invece nella lettera inviata il 20 agosto 1735 a Sebastián de la Cuadra</hi><hi rend="CharOverride-1">, segretario del «Patronato Real» a Madrid si rinnova la richiesta della ‘pensione’ di Maiorca, soprattutto si informa sul transito degli spagnoli verso Napoli e il problema dell’alloggiamento in </hi><hi rend="CharOverride-1">Ospedale con un’apposita informativa del cardinal Troiano allo stesso Patiño (CEEE, AOP c. 26</hi><hi rend="italic">v</hi><hi rend="CharOverride-1">).</hi></p><p rend="text"><hi rend="CharOverride-1">Anni di grande e complesso impegno dell’</hi><hi rend="italic">Obra </hi><hi rend="italic">Pía</hi><hi rend="CharOverride-1"> se il priore Francesco Barete, il 28 aprile 1736, invia «in regalo 496 ducati» a Juan Thomas Querí, agente di Monserrat a Madrid (CEEE, AOP c</hi><hi rend="CharOverride-1">. 5</hi><hi rend="italic">r</hi><hi rend="CharOverride-1">) e soprattutto si rappresentano al cardinale Troiano Acquaviva d’Aragona gli interessi della casa di Monserrat da tutelare nello stesso Stato della Chiesa,</hi><hi rend="italic"> </hi><hi rend="CharOverride-1">a</hi><hi rend="CharOverride-1">nche a seguito del tumulto del 1736 con la partenza degli spagnoli da Roma (16 maggio 1736)</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-1">(CEEE, AOP c. 7).</hi></p><p rend="text"><hi rend="CharOverride-1">Spetta poi al cardinale Troiano Acquaviva la pubblicazione del decreto di Filippo V per la nomina dei nuovi amministratori, per il «recupero» di cinquecento ducati con Napoli dovuti dai tempi di Carlo V «se escrive al Senor Cardenal Acquaviva y Monsignor Peralta</hi><hi rend="CharOverride-1">» (28 maggio 1736) e gli interventi successivi per il console spagnolo di Terracina e di Ripa</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-1">(CEEE, AOP 1190, c. 19</hi><hi rend="italic">v</hi><hi rend="CharOverride-1">).</hi></p><p rend="text"><hi rend="CharOverride-1">Una stretta relazione intercorre poi per la «Abertura del commercio a’ tenor de los Concordatos entre esta y nuestra Corte»</hi><hi rend="CharOverride-1"> (7 novembre 1737) su indicazione di Sebastián de la Cuadra e il riordino della casa e dell’ospedale di Monserrat</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-1">(CEEE, AOP 1190, 24</hi><hi rend="italic">r</hi><hi rend="CharOverride-1">-25</hi><hi rend="italic">r</hi><hi rend="CharOverride-1">).</hi></p><p rend="text"><hi rend="CharOverride-1">Ancora emerge l’impegno del cardinale Troiano Acquaviva e il favore del duca d’Atri Domenico, suo fratello, presente autorevolmente alla corte di Madrid, a Nicola Burdils</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-1">(CEEE, AOP 1190, c. 98</hi><hi rend="italic">r</hi><hi rend="CharOverride-1">-</hi><hi rend="italic">v</hi><hi rend="CharOverride-1">) e l’interessamento di Baldassarre Valenti Forteza comandante della «Piazza» militare di Maiorca a favore della casa e dell’ospedale di Monserrat (15 gennaio 1737)</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-1">(</hi><hi rend="CharOverride-1">CEEE, AOP 1190, c. 99</hi><hi rend="italic">r</hi><hi rend="CharOverride-1">).</hi></p><p rend="text"><hi rend="CharOverride-1">Allo stesso modo, importanti rimangono le provvidenze volute dal governatore mons. Antonio Peralta a favore degli artisti (13 marzo 1738)</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-1">(CEEE, </hi><hi rend="CharOverride-1">AOP 1190, c. 99</hi><hi rend="italic">r</hi><hi rend="CharOverride-1">) e le vicende legate alla vendita poi all’affitto delle vigne di Monte Mario e di S. Pancrazio, ai censi che danno poco frutto a Napoli (10 novembre 1741)</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-1">(CEEE, AOP 1190, c. 31</hi><hi rend="italic">r</hi><hi rend="CharOverride-1">-</hi><hi rend="italic">v</hi><hi rend="CharOverride-1">), sugli spagnoli che hanno domicilio a Roma «nos ean administrados» (25 gennaio 1742)</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-1">(CEEE, AOP 1190, c. 61</hi><hi rend="italic">r</hi><hi rend="CharOverride-1">-</hi><hi rend="italic">v</hi><hi rend="CharOverride-1">), la lettera a Salviano Matti, console di Terracina, «a comunicandole que debe 4 años a 40 escudos al año»</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-1">(CEEE, AOP 1190, c. 90</hi><hi rend="italic">v</hi><hi rend="CharOverride-1">).</hi></p><p rend="text"><hi rend="CharOverride-1">Importante </hi><hi rend="CharOverride-1">rimane la relazione tra il cardinale Acquaviva e il cardinale Giovanni Battista Barni «internunzio» a Madrid, quando questi gli scrive tra il 1742 e il 1743 di aver dato ordine al «sub collettore» apostolico di pagare le </hi><hi rend="CharOverride-1">«pensioni» arretrate di Maiorca (CEEE, AOP 1190, c. 30</hi><hi rend="italic">r</hi><hi rend="CharOverride-1">-</hi><hi rend="italic">v</hi><hi rend="CharOverride-1">), la vicenda del lascito testamentario di Antonio de Heya y Muleta e la celebrazione delle </hi><hi rend="CharOverride-1">messe nella chiesa di Monserrat (1738, 1745)</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-1">(CEEE, AOP 1098, cc. 45</hi><hi rend="italic">v</hi><hi rend="CharOverride-1">-46</hi><hi rend="italic">r</hi><hi rend="CharOverride-1">). </hi></p><p rend="text"><hi rend="CharOverride-1">Per l’attività dell</hi><hi rend="CharOverride-1">’</hi><hi rend="italic">Obra Pía</hi><hi rend="CharOverride-1"> si chiede l’intervento del cardinale Troiano sui problemi di contabilità «sobre la memoria Pia di Pedro Marco Martinez» (7 maggio 1743)</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-1">(CEEE, AOP 1190, c. 103</hi><hi rend="italic">r</hi><hi rend="CharOverride-1">), sulla tassa imposta dalla Camera Apostolica per le rendite di guerra in occasione della battaglia di Velletri (4 agosto 1744)</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-1">(CEEE, AOP 1190, cc. 125</hi><hi rend="italic">v</hi><hi rend="CharOverride-1">-</hi><hi rend="CharOverride-1">126</hi><hi rend="italic">r</hi><hi rend="CharOverride-1">), ancora un intervento del cardinale Acquaviva per il rapporto tra il canonico Bru e il priore Raimondo Farenque «sobre il sequestro de los lugares» (2 settembre 1744)</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-1">(CEEE, AOP 1190, cc. 126</hi><hi rend="italic">r</hi><hi rend="CharOverride-1">-</hi><hi rend="CharOverride-1">127</hi><hi rend="italic">v</hi><hi rend="CharOverride-1">), la vendita dei censi a Napoli grazie all’impegno del cardinale Troiano «en su enagiacion seu tenida a iste Real Casa como Nacional Napolitana» (13 dicembre 1744)</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-1">(CEEE, AOP 1190, c. 134</hi><hi rend="italic">v</hi><hi rend="CharOverride-1">).</hi></p><p rend="text"><hi rend="CharOverride-1">Si specifica ancora una lettera del cardinale Acquaviva, inviata il 13 gennaio 1746 da palazzo di Spagna, la nomina dei nuovi amministratori al governo di Monserrat per l’Aragona, la Catalogna e Valencia</hi><hi rend="CharOverride-1">, a cui segue il 5 agosto 1746 la nota sul pagamento degli artisti con i soldi provenienti dalla Spagna (CEEE, AOP 1190, c. 155</hi><hi rend="italic">v</hi><hi rend="CharOverride-1">).</hi></p><p rend="text"><hi rend="CharOverride-1">Una sociabilità che si dispiega negli anni con l’uso frequente della </hi><hi rend="CharOverride-1">«patente di familiarità» a firma del governatore mons. Antonio Peralta per Tobia Iacoangeli, soprintendente della vigna di Monte Giove (1741)</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-1">(CEEE, AOP 1190, c. 1</hi><hi rend="italic">r</hi><hi rend="CharOverride-1">)</hi><hi rend="CharOverride-1">, per Giovanni Battista Polidori «vignaiolo della Vigna di S. Pancrazio» (1743)</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-1">(CEEE, AOP 1190, c. 2</hi><hi rend="italic">r</hi><hi rend="CharOverride-1">), per Domenico Antonio Crescimbeni «vignaiolo della Vigna di Montemario»</hi><hi rend="CharOverride-1"> (1743)</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-1">(CEEE, AOP 1190, c. 2</hi><hi rend="italic">r</hi><hi rend="CharOverride-1">). E, ancora,</hi><hi rend="italic"> </hi><hi rend="CharOverride-1">la nomina nel 1743 di Giuseppe Marchetti in qualità di architetto «</hi><hi rend="CharOverride-1">sia addetto et iscritto tra i ministri et Officiali della Regia Corte» e, due anni dopo, di Angelo Simonelli a «maestro di Cappella» della Chiesa di Monserrat (CEEE, AOP 1190, </hi><hi rend="CharOverride-1">c. 2</hi><hi rend="italic">r</hi><hi rend="CharOverride-1">).</hi></p><p rend="text"><hi rend="CharOverride-1">Infine, riveste un valore paradigmatico la visita di Benedetto XIV e la celebrazione della «Messa bassa» a S. Giacomo degli Spagnoli nel giorno </hi><hi rend="CharOverride-1">della festa del santo (25 luglio 1745) e l’attenta descrizione dell’evento da parte di José García Del Pino:</hi></p><quote rend="quotation_b">Allo scender della carrozza fu ricevuto dal Sig. cardinale Acquaviva in Abito che inchinatolo gli porse l’aspersorio… avendo il Papa terminata la Messa si accostò il Sig. Cardinale Acquaviva a’ Nostro Signore, facendogli un complimento e lo invitò a prendere cioccolata alla sagrestia»<hi rend="CharOverride-3"> </hi>(CEEE, Pou y Martí, ms. 394, cc. 225<hi rend="italic">r</hi>-228<hi rend="italic">v</hi>).</quote><p rend="text"><hi rend="CharOverride-1">Per l’arciconfraternita della Resurrezione </hi><hi rend="CharOverride-1">si specifica specialmente nel tempo la congregazione particolare tenuta a casa del governatore Tommaso Ratto y Ottonelli per la nomina dei nuovi componenti secondo lo Statuto quali José García Del Pino vice priore, Tom</hi><hi rend="CharOverride-1">ás Núñez Flores auditore della Sacra Rota per la corona di Castiglia e governatore della congregazione e della casa di Santiago e dell’o</hi><hi rend="CharOverride-1">spedale, mons. Troiano Acquaviva d’Aragona governatore di Ancona «para Governator», Félix Cornejo, Marino Caracciolo di Santo Bono, Antonio Fuster gentiluomo del cardinale </hi><hi rend="CharOverride-1">Polignac (Roma, 7 dicembre 1723)</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-1">(CEEE, AOP 894, cc. 9</hi><hi rend="italic">v</hi><hi rend="CharOverride-1">-10</hi><hi rend="italic">r</hi><hi rend="CharOverride-1">-</hi><hi rend="italic">v</hi><hi rend="CharOverride-1">).</hi></p><p rend="text"><hi rend="CharOverride-1">Sempre nella congregazione tenuta nella casa di Santiago si comunica il </hi><hi rend="CharOverride-1">decreto del cardinale Troiano Acquaviva d’Aragona da palazzo di Spagna per l’amministrazione dei beni e delle rendite dell’arciconfraternita (Roma, 8 maggio 1736)</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-1">(CEEE, AOP 894, c</hi><hi rend="CharOverride-1">. 142</hi><hi rend="italic">r</hi><hi rend="CharOverride-1">-</hi><hi rend="italic">v</hi><hi rend="CharOverride-1">), ancora nella congregazione fatta a casa di mons. Antonio Peralta auditore e governatore si stabiliscono le disposizioni e le «</hi><hi rend="CharOverride-1">reintegrazioni» a seguito del concordato tra Roma e Madrid (Roma, 11 febbraio 1738)</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-1">(CEEE, AOP 894, c. 145</hi><hi rend="italic">r</hi><hi rend="CharOverride-1">-</hi><hi rend="italic">v</hi><hi rend="CharOverride-1">). Un interesse particolare riveste la lunga memoria che </hi><hi rend="CharOverride-1">José García Del Pino invia in qualità di archivista per la richiesta di emolumenti che permette la storia organica dell’arciconfraternita</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-1">(CEEE, AOP 2212, fsc. 6, c. s. n.)</hi><hi rend="CharOverride-1">.</hi></p><p rend="text"><hi rend="CharOverride-1">Ancor più quando la casa di Santiago rappresenta a Filippo V di Borbone i «concordati» stabiliti sulle rendite ecclesiastiche della dataria apostolica tra re Fernando VI e la S. Sede «por ser Casa fundada da por el Infante D. Henrique hijo de el Santo Rey D. Fernando</hi><hi rend="CharOverride-1">» da destinarsi sempre a Santiago per «conseguir su Real favorable decreto» con un apposito atto stipulato nel 1744 da José García Del Pino (CEEE, </hi><hi rend="CharOverride-1">AOP 2212, fsc. 6, c. s. n.).</hi></p><p rend="text"><hi rend="CharOverride-1">Infine, per la casa di Santiago rimangono significative due lettere prodotte in diversi tempi: la prima (Napoli, 17 novembre 1736) del cardinale Troiano Acquaviva che comunica a seguito della</hi><hi rend="CharOverride-1"> scomparsa dell’architetto Camillo Palladini, sostituito da Antonio Canevari, la nomina di Ferdinando Fuga (CEEE, AOP 2212, fsc. 6, c. s. n.);</hi><hi rend="CharOverride-1"> l’altra successiva (2 aprile 1772)</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-1">di Ferdinando Fuga a mons. Guerra, «Primicerio» di S. Giacomo degli Spagnoli, che</hi><hi rend="CharOverride-1"> «Le rappresenta di aver avuto l’onore per trenta e più anni di servire personalmente codesta Venerabile Chiesa […] </hi><hi rend="CharOverride-1">supplica pertanto di degnarsi sostituire di lui mancanza l’architetto Giuseppe Pannini genero del supplicante Professore di somma abilità ed onoratezza» (CEEE, AOP 2212, fsc. 6, c. s. n.).</hi></p></div><div><head>3. Per una conclusione</head><p rend="text"><hi rend="CharOverride-1">Spetta così ai cardinali Francesco e Troiano Acquaviva d’Aragona, ambasciatori di Filippo V e Carlo di Borbone, la nuova presenza dell’</hi><hi rend="italic">Obra Pía</hi><hi rend="CharOverride-1"> </hi><hi rend="CharOverride-1">della ‘Nazione spagnola’ a Roma nella più ampia attività diplomatica della politica farnesiano-borbonica a palazzo di Spagna. Un protagonismo dei due presuli che si manifesta nella ambivalenza tra il papa, i Borbone e gli interessi di famiglia nel ’700 romano e lo stretto </hi><hi rend="CharOverride-1">rapporto con Madrid e Napoli</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-1">(Ricci 2022). </hi></p><p rend="text"><hi rend="CharOverride-1">Emerge una funzionalità dell’</hi><hi rend="italic">Obra Pía</hi><hi rend="CharOverride-1"> con l’incidenza dei Caracciolo di Santo Bono legati da vincoli parentali ai due presuli di Atri e pure dei </hi><hi rend="CharOverride-1">Cantelmo Stuart, il ruolo importante svolto nell’amministrazione e nella compilazione delle memorie esercitato da Tommaso Ratto y Ottonelli e da José Garc</hi><hi rend="CharOverride-1">ía Del Pino, la presenza tra gli altri di Antonio Fuster, Giacinto La Torre, Ferdinando Fuga e Antonio Pannini. Si assiste,</hi><hi rend="CharOverride-1"> in definitiva, al rinnovato regalismo borbonico dei due presuli d’Acquaviva a palazzo Monaldeschi e dal ruolo concomitante esercitato a Madrid da Domenico Acquaviva duca d’Atri, </hi><hi rend="CharOverride-1">fratello del cardinale Troiano. </hi></p><p rend="text"><hi rend="CharOverride-1">Un’ambivalenza di ruoli tra Italia e Spagna con una concordante visione d’interessi tra Roma, Napoli e Madrid, specialmente di famiglia per la conservazione dello «Stato d</hi><hi rend="CharOverride-1">’Atri»</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-1">(Ricci 2023). Momenti diversi e complementari che preludono alla nuova attività della istituzione romana tra Spagna e Italia in particolare attraverso la successiva presenza diplomatica a Roma di “</hi><hi rend="CharOverride-1">interino” da parte di Alfonso Clemente di Aróstegui, poi del cardinale Joaquín Fernández de Portocarrero con la nascita della Reale </hi><hi rend="CharOverride-1">Accademia di S. Fernando e della Reale Accademia di storia, nel tempo</hi><hi rend="CharOverride-2"> </hi><hi rend="CharOverride-1">(Barrio Gozalo 2015) diventata l</hi><hi rend="CharOverride-1">’attuale Centro Superiore Spagnolo di Studi Ecclesiastici annesso alla Chiesa Nazionale Spagnola di via Giulia a Roma.</hi></p></div><div><head>Fonti manoscritte</head><p rend="bib_indx_bib">CEEE: Archivo Obra Pía [AOP], ff. 393, 894, 1098, 1190, 2212 fsc. 6. 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Scienze, arti, letteratura, politica e sociabilità / Academias y lugares del saber en el largo siglo XVIII entre Italia y España. Ciencias, artes, literatura, política y sociabilidad</hi>, pp. -272, 2026, published by Firenze University Press, ISBN 979-12-215-0989-2, DOI <ref target="https://doi.org/10.36253/979-12-215-0989-2">10.36253/979-12-215-0989-2</ref></p></div></div>
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