<?xml version="1.0" encoding="utf-8" standalone="yes"?>
<TEI xmlns="http://www.tei-c.org/ns/1.0">
  <teiHeader>
    <fileDesc>
      <titleStmt>
        <title type="main" level="a">Introduzione</title>
        <author>
          <persName n="1" ref="https://orcid.org/0000-0001-6012-2964" type="ORCID">
            <forename>Luigi</forename>
            <surname>Mastronardi</surname>
            <placeName type="affiliation">University of Molise, Italy</placeName>
          </persName>
        </author>
        <respStmt>
          <resp>This is a section of <title>Metodologie, percorsi operativi e strumenti per lo sviluppo delle cooperative di comunità nelle aree interne italiane</title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/978-88-5518-168-6</idno>) by </resp>
          <name>Luca Romagnoli, Luigi Mastronardi</name>
        </respStmt>
      </titleStmt>
      <publicationStmt>
        <publisher>Firenze University Press</publisher>
        <pubPlace>Firenze</pubPlace>
        <date when="2020">2020</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/978-88-5518-168-6.01</idno>
        <availability>
          <p>Available for academic research purposes</p>
          <p>Open Access</p>
          <p>Copyright Author(s)</p>
          <licence source="text" target="https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/legalcode">
            <p>Content licence CC BY 4.0</p>
          </licence>
          <licence source="metadata" target="https://creativecommons.org/publicdomain/zero/1.0/legalcode">
            <p>Metadata licence CC0 1.0</p>
          </licence>
        </availability>
      </publicationStmt>
      <sourceDesc>
        <p>This is original content, published for academic research purposes</p>
      </sourceDesc>
    </fileDesc>
    <encodingDesc>
      <appInfo>
        <application version="2.2" ident="Booksflow">
          <desc>Digital edition XML powered by Booksflow</desc>
        </application>
      </appInfo>
    </encodingDesc>
    <profileDesc>
      <abstract xml:lang="en">
        <p>The present chapter introduces the concepts and the issues about Italian inner areas, as defined by the Strategia nazionale per le Aree Interne (National Strategy for Inner Areas – SNAI). In particular, it focuses on a new enterprise model called Community-based cooperatives; they play a fundamental role in the regional development process, from economic, social and environmental points of view. Finally, the key elements of these new cooperatives are highlighted.</p>
      </abstract>
      <textClass>
        <keywords>
          <list>
            <item>Italian inner areas; SNAI; Community-based cooperatives; regional development</item>
          </list>
        </keywords>
      </textClass>
    </profileDesc>
  </teiHeader>
  <text>
    <body>
      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/978-88-5518-168-6.01<ref target="https://doi.org/10.36253/978-88-5518-168-6.01" /></p>
      
      
      <p rend="h1_paratext">Introduzione</p><p rend="h1_author">Luigi Mastronardi</p><p rend="h2">1. Aree interne e cooperative di comunità</p><p rend="text">Le aree interne sono contesti territoriali distanti dai principali poli di offerta di servizi essenziali (salute, istruzione, mobilità) (DPS, 2014). </p><p rend="text">In Italia, le politiche per le aree interne hanno una lunga tradizione (Mantino e Lucatelli, 2016) e possono essere ricondotte alla necessita di attuare – ante litteram – una politica di coesione per le aree definite dell’«osso» (Rossi Doria, 1958). Tale politica ha avuto come ambito d’intervento le aree montane e rurali, ottenendo risultati piuttosto limitati in termini di crescita sociale ed economica (Marino <hi rend="italic">et al.</hi>, 2017).</p><p rend="text">Attualmente, le politiche per le aree interne trovano il loro perno nella Strategia Nazionale (SNAI) (DPS, 2014), incentrata sull’approccio <hi rend="italic">Place-Based</hi> (Barca, 2009; 2015). </p><p rend="text">La SNAI assume l’obiettivo di invertire il trend demografico negativo che affligge le aree interne. A tal fine, essa reca «una strategia a lungo termine finalizzata ad affrontare la persistente sottoutilizzazione di risorse e a ridurre la persistente esclusione sociale in specifici luoghi attraverso interventi esterni e una governance multilivello» (DPS, 2014).</p><p rend="text">Le cooperative hanno avuto un ruolo chiave nel processo di sviluppo sociale ed economico delle aree interne italiane (Borzaga et al., 2010¸ Censis, 2012; Euricse, 2015). </p><p rend="text">Di recente, nelle aree interne italiane sono nate nuove imprese, definite cooperative di comunità (Borzaga e Zandonai, 2015; Sanna e De Bernardo, 2015; Bandini et al. 2015). L’assenza di una normativa nazionale ad hoc per queste nuove imprese non permette di contestualizzare con riferimenti temporali e statistici la diffusione delle cooperative di comunità.</p><p rend="text">La cooperativa di comunità (CdC) offre beni e servizi che incidono in modo stabile e duraturo sulla qualità della vita, apportando vantaggi a favore della comunità locale (Legacoop, 2011). Gli elementi essenziali di queste cooperative sono: 1) il perseguimento dell’interesse generale; 2) il riferimento alla comunità locale; 3) la dimensione economica dell’attività esercitata; 4) la creazione di partnership (Teneggi, 2014; Calvaresi, 2016). </p><p rend="text">In Italia, la cooperativa di comunità ha, in ogni caso, origini remote (Mori, 2013). Già nel passato, alcune organizzazioni cooperative si proponevano di agire nell’interesse generale come, ad esempio, le cooperative sociali (Borzaga e Defourny, 2011) e le cooperative energetiche (Spinicci, 2011).</p><p rend="text">Tuttavia, il numero delle cooperative di comunità è aumentato a decorrere dal 2011, in seguito alla stipula del protocollo di intesa fra Legacoop, l’Associazione Borghi Autentici di Qualità e Legambiente, accordo finalizzato allo sviluppo di queste organizzazioni. </p><p rend="text">Le nuove CdC presentano tuttavia delle specificità rispetto alle esperienze pregresse, differenze riconducibili alla mission (Matacena, 2009), alla composizione della base sociale, ai settori di attività e ai modelli organizzativi, alla governance (Mori, 2015). </p><p rend="text">Le cooperative di comunità possono contribuire alla rivitalizzazione delle aree interne creando opportunità di lavoro e di reddito, attraverso il riconoscimento e la valorizzazione delle potenzialità del proprio territorio e facendo leva sul protagonismo dei cittadini al fine di dare risposta ai bisogni collettivi (Carrosio, 2013). La cooperativa di comunità, infatti, consente di costruire e consolidare relazioni significative tra persone diverse per provenienza, esperienza, capacità, problematiche e prospettive, contribuendo alla crescita del capitale sociale e del territorio (Arena e Iaione, 2012).</p><p rend="text">L’esperienza delle cooperative di comunità riguarda anche i nuovi modelli di agricoltura multifunzionale e sociale. Questi modelli prevedono un insieme di pratiche svolte sul territorio che coniugano l’utilizzo delle risorse agricole con le attività di tutela del territorio e sociali per ottenere delle buone prassi di sviluppo locale sostenibile socialmente, economicamente ed ecologicamente rispondendo a un più ampio sistema di welfare.</p><p rend="text">L’agricoltura multifunzionale e sociale riconosce e valorizza il patrimonio del settore primario, costituito dai beni naturali (terra, acqua, paesaggio, ecc.), dai beni materiali (attrezzi, edifici, varietà vegetali, razze animali) e dall’insieme delle conoscenze, dei valori, delle tradizioni (beni immateriali) che caratterizzato tale settore. Essa promuove e sostiene inoltre l’accesso alla terra nelle aree rurali e marginali, sottraendole all’abbandono e al degrado, favorendo così anche l’insediamento dei giovani. </p><p rend="text">Le attività di gestione del territorio sono funzionali alla tutela e alla valorizzazione del contesto ambientale che, in quanto habitat dell’uomo e sistema nel quale si intrecciano natura e storia, può essere considerato patrimonio culturale e bene comune. </p><p rend="text">In relazione a ciò, la cooperativa di comunità produce contestualmente cibo, beni relazionali e servizi collettivi mediante processi sostenibili. Essa, infatti, consente di costruire e consolidare relazioni significative tra persone diverse per provenienza, esperienza, capacità, problematiche e prospettive, contribuendo alla crescita del capitale sociale e del territorio. </p><p rend="h2">2. Obiettivi progettuali</p><p rend="text">La ricerca ha lo scopo di comprendere le potenzialità e le modalità di funzionamento delle cooperative di comunità che creano nuove forme di condivisione e co-producono beni e/o servizi e possono innervare dinamiche che apportano benefici a tutti i soggetti presenti sul territorio. </p><p rend="text">In questo scenario, il progetto si propone di concorrere allo sviluppo delle aree interne del Molise, mediante l’individuazione di percorsi di crescita basati sulla nascita di un nuovo soggetto economico, ovvero la cooperativa di comunità. </p><p rend="text">La ricerca mira a rafforzare il legame tra le realtà economiche e finanziarie da un lato e il territorio di riferimento dall’altro, con l’ausilio di strumenti non solo mutualistici, ma anche attraverso attività generatrici di reddito e di benessere per favorire un processo di sviluppo locale condiviso e sostenibile. </p><p rend="text">In sintesi, lo studio intende individuare le condizioni e gli ambiti per la costituzione e lo sviluppo delle cooperative di comunità, allo scopo di rigenerare i territori e creare i presupposti per l’espansione imprenditoriale e il rafforzamento e/o consolidamento del ruolo degli istituti finanziari.</p><p rend="text">Il lavoro ha, dunque, l’obiettivo di concorrere a definire un nuovo paradigma di sviluppo sociale ed economico basato su principi cooperativi, sperimentando, in modo particolare nelle aree rurali e interne, nuovi modelli d’impresa. Nello specifico, la ricerca si prefigge i seguenti obiettivi:</p><list type="unordered">
				<item>Promuovere lo sviluppo delle cooperative di comunità per migliorare la qualità della vita nelle zone rurali e interne attraverso la valorizzazione del potenziale endogeno;</item>
				<item>Migliorare la competitività del settore agricolo, forestale e delle attività tradizionali; </item>
				<item>Valorizzare l’ambiente e lo spazio rurale attraverso la gestione razionale del territorio.</item>
			</list><p rend="text">Gli obiettivi progettuali sono in linea con il ruolo delle cooperative di comunità nello sviluppo delle aree interne. Le cooperative di comunità con l’ausilio delle realtà finanziarie locali sono consideratele protagoniste dei processi di sviluppo partecipati e condivisi; esse pertanto possono contribuire, mediante l’offerta di beni e servizi in grado di soddisfare diversi bisogni collettivi della comunità (sociali, sanitari, educativi, culturali, ecologici, ambientali, produttivi, ecc.), al conseguimento di obiettivi alquanto ambizioni, quali quelli di: 1. innervare modelli di crescita sostenibili; 2. invertire il processo di spopolamento in atto nelle aree marginali; 3. creare opportunità di reddito e di occupazione; 4. potenziare l’offerta di servizi essenziali; 5. tutelare e valorizzare il territorio. </p><p rend="text">Al riguardo, può essere utile ricordare che la cooperativa di comunità opera con un ampio spirito di cooperazione e inclusione verso tutti i cittadini e pone la comunità al centro del suo sistema di servizi e di produzione. Per questo, le sue attività sono sempre inserite in una progettualità più ampia, che coinvolge il territorio, con l’obiettivo di dare risposte alle esigenze dei singoli e allo stesso tempo produrre benessere e coesione sociale. </p><p rend="text">Le componenti di tale modello di cooperazione sono i fenomeni ritenuti più significativi in relazione alla scala della ricerca: i sistemi insediativi, i sistemi ambientali, le strutture sociali ed economiche.</p><p rend="text">In questo contesto, la ricerca, attraverso un’indagine analitica delle strutture territoriali, mira nello specifico a identificare criteri interpretativi per la costruzione di modelli di assetto cooperativo a servizio della comunità locale. </p><p rend="text">La ricerca si propone, infine, di fornire indirizzi idonei a individuare gli strumenti e le risorse utili a promuovere e supportare la costituzione e lo sviluppo di queste nuove forme imprenditoriali su base comunitaria.</p><p rend="text">Il paradigma entro cui si colloca la ricerca è del tipo <hi rend="italic">place-based</hi> che considera il ruolo, sia delle risorse territoriali (naturali, produttive, sociali e istituzionali), sia delle reti infrastrutturali e relazionali di connessione, nel processo di sviluppo locale.</p><p rend="text">Il contesto territoriale di riferimento della ricerca è quello del Molise, regione afflitta da un processo di spopolamento. Il Molise presenta le seguenti caratteristiche: a. numero rilevante di comuni di piccola dimensione; b. elevato tasso di ruralità; c. declino demografico; d. spopolamento delle aree interne; e. crisi economica e occupazionale; f. riduzione degli investimenti pubblici e privati; g. bassi livelli di reddito e di consumo; h. riduzione delle aziende e delle superfici agrarie; i. elevate caratteristiche ambientali e paesaggistiche; l. rischio idro-geologico.</p><p rend="h2">3. Articolazione del volume</p><p rend="text">Il volume è strutturato in quattro parti più le conclusioni. La prima parte è dedicata allo studio del quadro conoscitivo, ed è articolata in tre sezioni: le prime due delineano le tematiche storico-evolutive delle aree interne e delle cooperative di comunità, la terza affronta gli aspetti giuridici.</p><p rend="text">La seconda parte è di carattere metodologico. Essa descrive le fasi analitiche che conducono alla implementazione di un progetto di CdC e si caratterizza per un approccio multidisciplinare, che abbraccia metodi di analisi statistica multivariata, progettazione e realizzazione di una indagine campionaria, analisi di leggibilità, e metodi economici e aziendali.</p><p rend="text">Nella terza parte viene illustrata l’applicazione dei metodi messi a punto nella sezione precedente, con riferimento al caso studio del Molise.</p><p rend="text">La quarta parte delinea i principali strumenti a supporto della costituzione e sviluppo delle CdC.</p><p rend="text">Nelle conclusioni vengono elaborate alcune mappe concettuali riassuntive delle teorie presentate e dei risultati emersi; la loro portata è di carattere generale e quindi i concetti in esse contenuti possono essere applicati ad altri contesti territoriali.</p><p rend="h2">Riferimenti bibliografici</p><p rend="bib_indx_bib">Arena G. e Iaione C. (a cura di) (2015), <hi rend="italic">L’età della condivisione. La collaborazione fra cittadini e amministrazione per i beni comuni</hi>, Carocci, Roma.</p><p rend="bib_indx_bib"><hi >Barca F. (2009), </hi><hi rend="italic" >An agenda for a reformed Cohesion Policy. A place-based approach to meeting European Union challenges and expectations, Indipendent Report</hi><hi >, European Parliament, Bruxelles.</hi></p><p rend="bib_indx_bib">—	(2015), <hi rend="italic">Un progetto per le Aree Interne dell‘Italia</hi>, in Meloni B. (a cura di), <hi rend="italic">Aree interne e progetti d’area</hi>, Rosenberg &amp; Sellier, Torino: 29-35.</p><p rend="bib_indx_bib">Bodini R., Borzaga C., Mori P., Salvatori G., Sforzi J. e Zandonai F. (2016)<hi rend="italic">, Libro bianco, La cooperazione di comunità, Azioni e politiche per consolidare le pratiche e sbloccare il potenziale di imprenditoria comunitaria,</hi> Euricse, Trento.</p><p rend="bib_indx_bib">Borzaga C., Depedri S. e Galera G. (2010), <hi rend="italic">L’interesse delle cooperative per la comunità</hi>, in Bagnoli L. (a cura di), <hi rend="italic">La funzione sociale della cooperazione. Teorie, esperienze e prospettive</hi>, Carocci, Roma.</p><p rend="bib_indx_bib">Borzaga C. e Zandonai F. (2015), <hi rend="italic">Oltre la narrazione, fuori dagli schemi: i processi generativi delle imprese di comunità</hi>, «Impresa Sociale», 5: 1-7.</p><p rend="bib_indx_bib"><hi >Borzaga C. e Defourny J. (a cura di) (2001), </hi><hi rend="italic" >The Emergence of Social Enterprise</hi><hi >, Routledge, London.</hi></p><p rend="bib_indx_bib">Calvaresi C. (2016),<hi rend="italic"> Innovazioni dal basso e imprese di comunità: i segnali di futuro delle aree interne</hi>, «Agriregionieuropa», 45, &lt;<ref target="https://agriregionieuropa.univpm.it/">https://agriregionieuropa.univpm.it/</ref>&gt; (09/19).</p><p rend="bib_indx_bib">Carrosio G. (2013), <hi rend="italic">Reti sociali e nuovi abitanti nelle aree rurali marginali</hi>, «Scienze del Territorio», 1: 201-210.</p><p rend="bib_indx_bib">Censis (a cura di) (2012). <hi rend="italic">Primo rapporto sulla cooperazione in Italia</hi>, Roma.</p><p rend="bib_indx_bib">DPS – Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica (2014), <hi rend="italic">Strategia Nazionale per le Aree Interne</hi>, &lt;<ref target="http://www.dps.gov.it">http://www.dps.gov.it</ref>&gt; (06/19).</p><p rend="bib_indx_bib">Euricse 2015, <hi rend="italic">Economia Cooperativa. Rilevanza, evoluzione e nuove frontiere della cooperazione italiana</hi>, Terzo rapporto Euricse 2015, Euricse, Trento.</p><p rend="bib_indx_bib">Irecoop (2016)<hi rend="italic">, Lo sviluppo delle Cooperative di Comunità, Studio di Fattibilità – Report Finale, </hi>Roma.</p><p rend="bib_indx_bib">Legacoop (2011), <hi rend="italic">Guida alle cooperative di comunità</hi>, Officine Cantelmo, Lecce.</p><p rend="bib_indx_bib">Mantino F. e Lucatelli S. (2016), <hi rend="italic">Le aree interne in Italia: un laboratorio per lo sviluppo locale</hi>, «Agriregionieuropa», 45: 1-3.</p><p rend="bib_indx_bib">Marino D., Giaccio V., Giannelli A. e Mastronardi L. (2017), <hi rend="italic">Le politiche per le aree interne nella dinamica dello sviluppo territoriale italiano</hi>, in Marchetti M., Panunzi S. e Pazzagli R. (a cura di), <hi rend="italic">Aree interne. Per una rinascita dei territori rurali e montani</hi>, Rubbettino, Soveria Mannelli: 111-123.</p><p rend="bib_indx_bib">Matacena A. (2009), <hi rend="italic">La responsabilità sociale dell’impresa: dal capitalismo ‘dell’età dell’oro’ al ‘turbocapitalismo’?</hi>, in Del Baldo M. (a cura di), <hi rend="italic">Responsabilità sociale d’impresa e territorio. L’esperienza delle piccole e medie imprese marchigiane</hi>, Franco Angeli, Milano: 29-61.</p><p rend="bib_indx_bib"><hi >Mori P.A. (2013), </hi><hi rend="italic" >Customer Ownership of Public Utilities: New Wine in Old Bottles</hi><hi >, </hi>«<hi >Journal of Entrepreneurial and Organizational Diversity</hi>»<hi >, 2: 54-74.</hi></p><p rend="bib_indx_bib">—	(2015a), <hi rend="italic">Comunità e cooperazione: l’evoluzione delle cooperative verso nuovi modelli di partecipazione democratica dei cittadini alla gestione dei servizi pubblici</hi>, Euricse Working Papers, 77, 15: 1-25.</p><p rend="bib_indx_bib">—	(2015b), <hi rend="italic">Le cooperative di comunità, Economia cooperativa. Rilevanza, evoluzione e nuove frontiere della cooperazione italiana</hi>, Terzo Rapporto Euricse, Trento: 246-267.</p><p rend="bib_indx_bib">Rossi-Doria M. (1958), <hi rend="italic">Dieci anni di politica agraria</hi>, Laterza, Bari.</p><p rend="bib_indx_bib">Sanna F. e De Bernardo V. (a cura di) (2015), <hi rend="italic">Sviluppo locale e cooperazione sociale. Beni comuni, territorio, risorse e potenzialità da connettere e rilanciare</hi>, Ecra, Roma.</p><p rend="bib_indx_bib">Spinicci F. (2011), <hi rend="italic">Le cooperative di utenza in Italia e in Europa</hi>, Euricse, Trento.</p><p rend="bib_indx_bib">Teneggi G. (2014), <hi rend="italic">Imprese rabdomanti di storie e luoghi per ritrovare comunità</hi>, «Animazione Sociale», 282: 101-104.</p>
      
      
      <div>
        <listBibl>
          <head>References</head>
          <bibl n="20354">Arena G. e Iaione C. (a cura di) (2015), L’et&amp;#224; della condivisione. La collaborazione fra cittadini e amministrazione per i beni comuni, Carocci, Roma.</bibl>
          <bibl n="20355">Barca F. (2009), An agenda for a reformed Cohesion Policy. A place-based approach to meeting European Union challenges and expectations, Indipendent Report, European Parliament, Bruxelles.</bibl>
          <bibl n="20356">— (2015), Un progetto per le Aree Interne dell‘Italia, in Meloni B. (a cura di), Aree interne e progetti d’area, Rosenberg &amp;amp; Sellier, Torino: 29-35.</bibl>
          <bibl n="20357">Bodini R., Borzaga C., Mori P., Salvatori G., Sforzi J. e Zandonai F. (2016), Libro bianco, La cooperazione di comunit&amp;#224;, Azioni e politiche per consolidare le pratiche e sbloccare il potenziale di imprenditoria comunitaria, Euricse, Trento.</bibl>
          <bibl n="20358">Borzaga C., Depedri S. e Galera G. (2010), L’interesse delle cooperative per la comunit&amp;#224;, in Bagnoli L. (a cura di), La funzione sociale della cooperazione. Teorie, esperienze e prospettive, Carocci, Roma.</bibl>
          <bibl n="20359">Borzaga C. e Zandonai F. (2015), Oltre la narrazione, fuori dagli schemi: i processi generativi delle imprese di comunit&amp;#224;, &amp;#171;Impresa Sociale&amp;#187;, 5: 1-7.</bibl>
          <bibl n="20360">Borzaga C. e Defourny J. (a cura di) (2001), The Emergence of Social Enterprise, Routledge, London.</bibl>
          <bibl n="20361">Calvaresi C. (2016), Innovazioni dal basso e imprese di comunit&amp;#224;: i segnali di futuro delle aree interne, &amp;#171;Agriregionieuropa&amp;#187;, 45, &amp;lt;https://agriregionieuropa.univpm.it/&amp;gt; (09/19).</bibl>
          <bibl n="20362">Carrosio G. (2013), Reti sociali e nuovi abitanti nelle aree rurali marginali, &amp;#171;Scienze del Territorio&amp;#187;, 1: 201-210.</bibl>
          <bibl n="20363">Censis (a cura di) (2012). Primo rapporto sulla cooperazione in Italia, Roma.</bibl>
          <bibl n="20364">DPS – Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica (2014), Strategia Nazionale per le Aree Interne, &amp;lt;http://www.dps.gov.it&amp;gt; (06/19).</bibl>
          <bibl n="20365">Euricse 2015, Economia Cooperativa. Rilevanza, evoluzione e nuove frontiere della cooperazione italiana, Terzo rapporto Euricse 2015, Euricse, Trento.</bibl>
          <bibl n="20366">Irecoop (2016), Lo sviluppo delle Cooperative di Comunit&amp;#224;, Studio di Fattibilit&amp;#224; – Report Finale, Roma.</bibl>
          <bibl n="20367">Legacoop (2011), Guida alle cooperative di comunit&amp;#224;, Officine Cantelmo, Lecce.</bibl>
          <bibl n="20368">Mantino F. e Lucatelli S. (2016), Le aree interne in Italia: un laboratorio per lo sviluppo locale, &amp;#171;Agriregionieuropa&amp;#187;, 45: 1-3.</bibl>
          <bibl n="20369">Marino D., Giaccio V., Giannelli A. e Mastronardi L. (2017), Le politiche per le aree interne nella dinamica dello sviluppo territoriale italiano, in Marchetti M., Panunzi S. e Pazzagli R. (a cura di), Aree interne. Per una rinascita dei territori rurali</bibl>
          <bibl n="20370">Matacena A. (2009), La responsabilit&amp;#224; sociale dell’impresa: dal capitalismo ‘dell’et&amp;#224; dell’oro’ al ‘turbocapitalismo’?, in Del Baldo M. (a cura di), Responsabilit&amp;#224; sociale d’impresa e territorio. L’esperienza delle piccole e medie imprese marchigiane, Fra</bibl>
          <bibl n="20371">Mori P.A. (2013), Customer Ownership of Public Utilities: New Wine in Old Bottles, &amp;#171;Journal of Entrepreneurial and Organizational Diversity&amp;#187;, 2: 54-74.</bibl>
          <bibl n="20372">— (2015a), Comunit&amp;#224; e cooperazione: l’evoluzione delle cooperative verso nuovi modelli di partecipazione democratica dei cittadini alla gestione dei servizi pubblici, Euricse Working Papers, 77, 15: 1-25.</bibl>
          <bibl n="20373">— (2015b), Le cooperative di comunit&amp;#224;, Economia cooperativa. Rilevanza, evoluzione e nuove frontiere della cooperazione italiana, Terzo Rapporto Euricse, Trento: 246-267.</bibl>
          <bibl n="20374">Rossi-Doria M. (1958), Dieci anni di politica agraria, Laterza, Bari.</bibl>
          <bibl n="20375">Sanna F. e De Bernardo V. (a cura di) (2015), Sviluppo locale e cooperazione sociale. Beni comuni, territorio, risorse e potenzialit&amp;#224; da connettere e rilanciare, Ecra, Roma.</bibl>
          <bibl n="20376">Spinicci F. (2011), Le cooperative di utenza in Italia e in Europa, Euricse, Trento.</bibl>
          <bibl n="20377">Teneggi G. (2014), Imprese rabdomanti di storie e luoghi per ritrovare comunit&amp;#224;, &amp;#171;Animazione Sociale&amp;#187;, 282: 101-104.</bibl>
        </listBibl>
      </div>
    </body>
  </text>
</TEI>