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      <titleStmt>
        <title type="main" level="a">Boccaccio, il Decameron e la Crusca: le fonti spogliate dagli Accademici</title>
        <author>
          <persName n="1">
            <forename>Canneti</forename>
            <surname>Caterina</surname>
            <placeName type="affiliation">University of Florence, Italy</placeName>
          </persName>
        </author>
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          <resp>This is a section of <title>Intorno a Boccaccio / Boccaccio e dintorni 2019</title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/978-88-5518-236-2</idno>) by </resp>
          <name>Giovanna Frosini</name>
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      <publicationStmt>
        <publisher>Firenze University Press</publisher>
        <pubPlace>Firenze</pubPlace>
        <date when="2020">2020</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/978-88-5518-236-2.13</idno>
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          <p>Available for academic research purposes</p>
          <p>Open Access</p>
          <p>Copyright Author(s)</p>
          <licence source="text" target="https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/legalcode">
            <p>Content licence CC BY 4.0</p>
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            <p>Metadata licence CC0 1.0</p>
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        </availability>
      </publicationStmt>
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        <p>This is original content, published for academic research purposes</p>
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          <desc>Digital edition XML powered by Booksflow</desc>
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    <profileDesc>
      <abstract xml:lang="en">
        <p>This survey concerns the lexicographic presence of Giovanni Boccaccio’s Decameron in the Vocabolario of the Accademici della Crusca (from the first to the fourth edition). Boccaccio is the author that counts 15.600 occurrences (considering also his others literary works) already in the first edition. This is a significant situation about Decameron, because we know that a lot of its passages went through modifications and censorship: all of these interventions on Boccaccio’s text would have had some influence on the quotations into the Vocabolario. Starting from the declarations of the Accademici, the study wants to investigate about the employment of Decameron’s sources during the works for the Vocabolario, involving editions, manuscripts and Accademici’s autograph papers.</p>
      </abstract>
      <textClass>
        <keywords>
          <list>
            <item>Decameron</item>
            <item>Accademia della Crusca</item>
            <item>Vocabolario</item>
            <item>Editions</item>
            <item>Manuscripts</item>
          </list>
        </keywords>
      </textClass>
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    <body>
      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/978-88-5518-236-2.13<ref target="https://doi.org/10.36253/978-88-5518-236-2.13" /></p>
      
      
      <p rend="h1_chapter">Boccaccio, il <hi rend="italic">Decameron</hi> e la Crusca:<hi rend="CharOverride-1"> </hi>le fonti spogliate dagli Accademici</p><p rend="h1_author">Caterina Canneti</p><p rend="h2">1. Premessa: Boccaccio e la Crusca</p><p rend="text">L’indagine qui proposta fa parte di un progetto più ampio incentrato sullo studio della presenza e dell’utilizzazione lessicografica di alcuni autori del Trecento nelle prime quattro impressioni del Vocabolario della Crusca<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-058-backlink"><ref target="14.html#footnote-058">1</ref></hi></hi>; in particolare saranno presentati i primi risultati emersi sulle occorrenze del <hi rend="italic">Decameron </hi>e sulle fonti utilizzate dagli Accademici. Insieme a Dante, Petrarca e Giovanni Villani, Boccaccio è stato uno dei primi autori a essere spogliato per il primo Vocabolario. Già Lionardo Salviati, tra il 1584 e il 1586, negli <hi rend="italic">Avvertimenti della lingua sopra’l Decamerone</hi> (pubblicati in due volumi, il primo a Venezia nel 1584, il secondo a Firenze nel 1586)<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-057-backlink"><ref target="14.html#footnote-057">2</ref></hi></hi>, aveva lasciato agli Accademici la sua ampia riflessione linguistica sull’opera, reduce dal grande lavoro di rassettatura che egli effettuò alcuni anni prima, oltre ai lavori precedenti di Vincenzio Borghini (<hi rend="italic">Annotationi e discorsi sopra alcuni luoghi del Decameron</hi>, Giunti, Firenze 1574). Boccaccio conta complessivamente con tutte le sue opere 15600 presenze già nella prima impressione contro le 9220 di Dante e le 5036 di Petrarca. In questa sede si prenderanno in considerazione alcuni casi significativi di allegazioni del <hi rend="italic">Decameron</hi>: a partire dalle dichiarazioni sulle fonti spogliate che gli Accademici riportano negli apparati del Vocabolario e dalle indicazioni rintracciate nelle carte autografe conservate presso l’Archivio dell’Accademia della Crusca, si cercherà di ricostruire e illustrare quali sono stati i manoscritti e le edizioni di riferimento per i compilatori del Vocabolario.</p><p rend="text">Per prima cosa si offre qui a seguire, per una prima valutazione quantitativa, una tabella riassuntiva sulla presenza del <hi rend="italic">Decameron</hi> nelle quattro impressioni:</p><table rend="tab1 _idGenTablePara-1" xml:id="table001">
				<!--<colgroup>-->
					<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-1">--><!--</col>-->
					<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-2">--><!--</col>-->
					<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-3">--><!--</col>-->
				<!--</colgroup>-->
				
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="tab1 top base _idGenCellOverride-1"/>
						<cell rend="tab1 top base _idGenCellOverride-1">
							<p rend="table ParaOverride-1">Voci</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 top base _idGenCellOverride-1">
							<p rend="table ParaOverride-1">Occorrenze</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-5">
						<cell rend="tab1 base_line base">
							<p rend="table">Crusca I</p>
							<p rend="table">(1612)</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base">
							<p rend="table">6078/25056</p>
							<p rend="table">(24,2%)</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base">
							<p rend="table">13023/62870 </p>
							<p rend="table">(20,7%)</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-5">
						<cell rend="tab1 base_line base">
							<p rend="table">Crusca II</p>
							<p rend="table">(1623)</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base">
							<p rend="table">6097/27626 </p>
							<p rend="table">(22,06%)</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base">
							<p rend="table">13097/70047 </p>
							<p rend="table">(18,6 %)</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-5">
						<cell rend="tab1 base_line base">
							<p rend="table">Crusca III</p>
							<p rend="table">(1691)</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base">
							<p rend="table">6333/38005 </p>
							<p rend="table">(16,6%)</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base">
							<p rend="table">14278/112549 </p>
							<p rend="table">(12,6%)</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-5">
						<cell rend="tab1 down_line base _idGenCellOverride-1">
							<p rend="table">Crusca IV</p>
							<p rend="table">(1729-1738)</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 down_line base _idGenCellOverride-1">
							<p rend="table">6399/51842 </p>
							<p rend="table">(12,3 %)</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 down_line base _idGenCellOverride-1">
							<p rend="table">29335/155249 </p>
							<p rend="table">(18,9 %)</p>
						</cell>
					</row>
				
			</table><p rend="text">Nella prima colonna si registra il numero di voci contenenti allegazioni del <hi rend="italic">Decameron</hi>, mentre i dati della seconda colonna riguardano le occorrenze dell’opera nelle quattro Crusche. Si può facilmente notare come la presenza del testo boccacciano nel corso delle impressioni subisca un’effettiva diminuzione: tale andamento si riscontra anche per altre opere con ampie attestazioni (quali la <hi rend="italic">Commedia</hi> di Dante e la <hi rend="italic">Cronica</hi> di Giovanni Villani)<hi > e può essere motivato considerando che i testi delle Tre Corone, insieme alla </hi><hi rend="italic">Cronica </hi>di Giovanni Villani, sono stati quelli sui quali i compilatori hanno cominciato i lavori di spoglio già negli anni ‘90 del Cinquecento. Si è poi confrontata la presenza del <hi rend="italic">Decameron</hi> nelle impressioni con quella delle altre opere volgari di Boccaccio: si indica, nella tabella, per ogni opera, il numero di voci che ne contengono le allegazioni (V) e il numero di occorrenze (O), dalla prima alla quarta impressione (I, II, III, IV) [vedi <hi rend="italic">Tavola dei testi citati</hi>]. </p><p rend="caption_table">Tavola dei testi citati </p><table rend="tab1 TableOverride-1" xml:id="table002">
						<!--<colgroup>-->
							<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-6">--><!--</col>-->
							<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-7">--><!--</col>-->
							<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-8">--><!--</col>-->
							<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-7">--><!--</col>-->
							<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-7">--><!--</col>-->
							<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-7">--><!--</col>-->
							<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-7">--><!--</col>-->
							<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-7">--><!--</col>-->
							<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-7">--><!--</col>-->
							<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-7">--><!--</col>-->
							<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-7">--><!--</col>-->
							<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-7">--><!--</col>-->
							<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-7">--><!--</col>-->
							<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-7">--><!--</col>-->
							<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-7">--><!--</col>-->
							<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-7">--><!--</col>-->
							<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-7">--><!--</col>-->
							<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-7">--><!--</col>-->
							<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-7">--><!--</col>-->
							<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-7">--><!--</col>-->
							<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-9">--><!--</col>-->
						<!--</colgroup>-->
						
							<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-10">
								<cell rend="tab1 top base CellOverride-1"/>
								<cell rend="tab1 top base CellOverride-2" >
									<p rend="table ParaOverride-1">Decameron</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 top base CellOverride-2" >
									<p rend="table ParaOverride-1">Ameto</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 top base CellOverride-2" >
									<p rend="table ParaOverride-1">Am.</p>
									<p rend="table ParaOverride-1">Visione</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 top base CellOverride-2" >
									<p rend="table ParaOverride-1">Lett. a Pino</p>
									<p rend="table ParaOverride-1">De’Rossi</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 top base CellOverride-2" >
									<p rend="table ParaOverride-1">Comm.  sopra</p>
									<p rend="table ParaOverride-1">Dante</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 top base CellOverride-2" >
									<p rend="table ParaOverride-1">Teseide</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 top base CellOverride-2" >
									<p rend="table ParaOverride-1"><ref target="http://El.di">El.di</ref> Madonna Fiammetta</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 top base CellOverride-2" >
									<p rend="table ParaOverride-1">Filocolo</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 top base CellOverride-2" >
									<p rend="table ParaOverride-1">Filostrato</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 top base CellOverride-3" >
									<p rend="table ParaOverride-1">Corbaccio</p>
								</cell>
							</row>
							<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-11">
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-1 _idGenCellOverride-2"/>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2 _idGenCellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">V</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2 _idGenCellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">O</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2 _idGenCellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">V</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2 _idGenCellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">O</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2 _idGenCellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">V</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2 _idGenCellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">O</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2 _idGenCellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">V</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2 _idGenCellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">O</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2 _idGenCellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">V</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2 _idGenCellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">O</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2 _idGenCellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">V</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2 _idGenCellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">O</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2 _idGenCellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">V</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2 _idGenCellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">O</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2 _idGenCellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">V</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2 _idGenCellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">O</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2 _idGenCellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">V</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2 _idGenCellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">O</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2 _idGenCellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">V</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-4 _idGenCellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">O</p>
								</cell>
							</row>
							<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-11">
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-1">
									<p rend="table">I</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">6078</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">13023</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">261</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">284</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">1</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">1</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">224</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">647</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">4</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">4</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">1</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">1</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">342</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">591</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">620</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">635</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">29</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">40</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">856</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-4">
									<p rend="table ParaOverride-1">1802</p>
								</cell>
							</row>
							<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-11">
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-1">
									<p rend="table">II</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">6097</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">13097</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">265</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">275</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">1</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">1</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">223</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">610</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">5</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">5</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">1</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">2</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">341</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">571</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">622</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">637</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">30</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">41</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">859</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-4">
									<p rend="table ParaOverride-1">2708</p>
								</cell>
							</row>
							<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-11">
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-1">
									<p rend="table">III</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">6333</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">14278</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">938</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">1176</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">7</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">7</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">236</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">527</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">12</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">14</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">33</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">40</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">462</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">845</p>
								</cell>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2"/>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2"/>
								<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-2">
									<p rend="table ParaOverride-1">30 </p>
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					</table><p rend="text">Il <hi rend="italic">Decameron</hi> si dimostra l’opera di Boccaccio più presente nel Vocabolario (come del resto la <hi rend="italic">Commedia </hi>per Dante); segue il <hi rend="italic">Corbaccio</hi>, oltre a <hi rend="italic">Filocolo</hi>, <hi rend="italic">Elegia di Madonna Fiammetta</hi>, <hi rend="italic">Lettera a Pino de’ Rossi</hi> e <hi rend="italic">Ameto</hi>. Non oltre 60 le occorrenze del <hi rend="italic">Filostrato</hi> e ancora minore la presenza delle <hi rend="italic">Esposizioni sopra la Commedia</hi>, dell’<hi rend="italic">Amorosa visione </hi>e del <hi rend="italic">Teseida</hi>,<hi rend="italic"> </hi>anche se in Crusca IV le attestazioni di quest’ultimo testo boccacciano aumentano in misura significativa. Il quadro finora delineato fornisce un’idea ben precisa dell’importanza che il <hi rend="italic">Decameron </hi>ebbe per gli Accademici lessicografi. Così si legge, infatti, nell’Avviso ai lettori della prima impressione: </p><p rend="quotation_b">Nel raccoglier le voci degli scrittori, da alcuni de’ più famosi, e ricevuti comunemente da tutti, per esser l’opere loro alle stampe, che si potrebbon dir della prima classe, i quali sono Dante, Boccaccio, Petrarca, Giovan Villani, e simili, abbiamo tolto indifferentemente tutte le voci, e, per lo più, postavi la loro autorità nell’esemplo<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-056-backlink"><ref target="14.html#footnote-056">3</ref></hi></hi>.</p><p rend="text">Boccaccio, dunque, è considerato uno degli autori «che si potrebbon dir della prima classe»<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-055-backlink"><ref target="14.html#footnote-055">4</ref></hi></hi>, del quale gli Accademici dichiarano di aver preso <hi >«</hi>indifferentemente tutte le voci<hi >»</hi><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-054-backlink"><ref target="14.html#footnote-054">5</ref></hi></hi>. Ecco quanto scrive Giovanni Gaetano Bottari nell’Avviso ai lettori per la quarta impressione:</p><p rend="quotation_b">Perciò non istimiamo mal fatto l’aver posto la V. Buonissimo corredata coll’autorità del Bembo, e Bonissimo con quella del Boccaccio, donde appare la prima tenere alquanto del forestiero, dove la seconda è più nostrale, e migliore<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-053-backlink"><ref target="14.html#footnote-053">6</ref></hi></hi>.</p><p rend="text">L’autorità linguistica delle Tre Corone è da sempre stata ben presente agli Accademici e, fin dai primi lavori del Vocabolario, Dante, Petrarca e, in questo caso, Boccaccio hanno costituito la base principale per le voci e per le allegazioni.</p><p rend="h2">2. Le fonti degli Accademici</p><p rend="text">Per individuare e ragionare sulle fonti spogliate per il <hi rend="italic">Decameron</hi>, è opportuno ripartire delle indicazioni dei compilatori del 1612 contenute nella Tavola delle abbreviature della prima impressione:</p><p rend="quotation_b">Decamerone di M. Gio. Boccacci corretto dal Cavalier Lionardo Salviati, stampato in Firenze: citasi a numero delle novelle, contando da una infino a cento. I numeri son posti di dieci in dieci versi, cominciando da ogni novella, e da ogni altra parte principale di quell’opera, come dal proemio, dall’introduzione, da’ principi, da’ fini delle giornate, e dalla conclusione<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-052-backlink"><ref target="14.html#footnote-052">7</ref></hi></hi>.</p><p rend="text">L’unica fonte che i primi Accademici dichiarano di aver utilizzato per gli spogli della loro impressione è l’edizione rassettata da Lionardo Salviati, l’Accademico Infarinato, uscita in quattro ristampe: due nell’anno 1582, una del mese di agosto, stampata a Venezia, l’altra, del mese di novembre, stampata a Firenze (= Dec. Giunti 1582)<hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi xml:id="footnote-051-backlink"><ref target="14.html#footnote-051">8</ref></hi></hi>, una nel 1585 (= Dec. Giunti 1585)<hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi xml:id="footnote-050-backlink"><ref target="14.html#footnote-050">9</ref></hi></hi> e una nel 1587 (= Dec. Giunti 1587)<hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi xml:id="footnote-049-backlink"><ref target="14.html#footnote-049">10</ref></hi></hi>. Gli Accademici, però, non specificano nella Tavola quali tra le edizioni di Salviati siano state poi realmente sfruttate nel corso dei loro lavori. Nella Tavola della seconda impressione si riporta quanto già dichiarato nell’edizione precedente. Nella terza impressione, i compilatori effettuano alcune modifiche alle loro dichiarazioni, non aggiungendo comunque ulteriori informazioni sulle fonti utilizzate. Più ampie, invece, le dichiarazioni dei compilatori della quarta impressione:</p><p rend="quotation_b">OPERE DI MESSER GIOVANNI BOCCACCIO, cioè: Decamerone. Si cita l’esemplare corretto dal Cav. Lionardo Salviati a ciò espressamente deputato dal Granduca Francesco, e stampato in Firenze da’ Giunti l’anno 1587. Tutte le Novelle sono citate pel numero loro da una fino a cento. Il secondo numero, che si trova negli esempi tratti da quest’Opera, indica i numeri per maggior comodo posti a mano di dieci in dieci versi nell’esemplare, di cui si servirono gli antichi Compilatori (29) così in ciascheduna Novella, come in ogni altra parte principale di quest’Opera, cioè nel Proemio, nell’Introduzione, nel principio, e nel fine di ciascheduna Giornata, e nella Conclusione. I due numeri posti agli esempli tratti dalle Canzoni significano la Giornata, nella quale è posta la Canzone, e la stanza della Canzone. L’abbreviatura tit. che si trova talora in vece del secondo numero, significa, che quell’esempio è tratto non dal corpo della Novella, ma dal titolo di essa. Ma perciocchè l’INFARINATO giudicò di dover tralasciare, o alterare vari luoghi di quest’Opera, negli esempli da noi allegati abbiamo supplito cotali mancanze, e variazioni per lo più colla moderna edizione, che ha la data d’Amsterdam dell’anno 1718. in due volumi in 8. e talvolta ancora col celebratissimo Testo a penna scritto di mano di FRANCESCO D’AMARETTO MANNELLI, che di presente si conserva nella Libreria di San Lorenzo al Banco XLI. segnato col num. 1. e molte volte ne abbiamo avvertito i Lettori con una parentesi dopo l’esempio, lo che abbiamo anche praticato in qualche luogo più sospetto, o oscuro, dove la lezione del Testo del Mannelli è stata da noi creduta più sicura dell’esemplare corretto dall’INFARINATO. </p><p rend="quotation_b">(29) Questo esemplare è ancor di presente tra i libri dell’Accademia<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-048-backlink"><ref target="14.html#footnote-048">11</ref></hi></hi>.</p><p rend="text">Tali informazioni costituiranno il punto di partenza per le indagini successive, tenendo conto del fatto che potrebbero non essere del tutto veritiere riguardo al reale andamento degli spogli dell’opera. </p><p rend="h3">2.1 L’edizione Giunti del 1587</p><p rend="text">Gli Accademici, dunque, specificano nelle loro dichiarazioni di aver considerato un esemplare dell’edizione di Salviati del 1587, stampata a Firenze presso i Giunti, all’interno del quale sono stati segnati a mano i numeri di riga (di dieci in dieci) e che, almeno ai tempi della realizzazione della Tavola delle abbreviature (compilata da Rosso Antonio Martini tra il 1735 e il 1736), si trovava tra i libri dell’Accademia. A questo proposito, presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze si conserva un esemplare di Dec. Giunti 1587, segnato Magl. III.I.26, mancante delle prime pagine, ma contenente l’etichetta a stampa dell’Accademia (1783)<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-047-backlink"><ref target="14.html#footnote-047">12</ref></hi></hi>, l’indicazione (a mano) dei numeri di riga (di dieci in dieci) e la numerazione (sempre a mano) delle Novelle del <hi rend="italic">Decameron</hi> da 1 a 100. Dunque, vista la corrispondenza con quanto indicato nelle Tavole, <hi >è altamente probabile </hi>che si tratti dell’esemplare utilizzato dai compilatori durante i lavori di spoglio. La descrizione dell’edizione di riferimento per gli spogli offerta da Rosso Antonio Martini, l’Accademico Ripurgato, nel suo <hi rend="italic">Catalogo</hi> del 1747, al n. 17 della sezione IV (relativa ai <hi rend="italic">Libri toscani stampati</hi>), offre un’ulteriore conferma:</p><p rend="quotation_b">Decameron di Messer Giovanni Boccaccio, mancante in principio, e in fine, e tutto lineato, perché ha servito per lo spoglio degli esempli nelle antiche impressioni del Vocabolario<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-046-backlink"><ref target="14.html#footnote-046">13</ref></hi></hi>.</p><p rend="text">Altre testimonianze che confermano quanto già visto finora si rintracciano tra le carte d’Archivio dell’Accademia (d’ora in poi, AACF): nel fascicolo 119, sono presenti i documenti di lavoro del Ripurgato, tra i quali le carte preparatorie della Tavola delle abbreviature (cartella 31). Proprio in questo fascicolo, a pagina 16, si trova la bozza dei lavori di Martini per la Tavola, con le sue annotazioni e le sue correzioni, segni del suo continuo lavoro di revisione. Riporto quanto fatto da Martini relativamente a passi cancellati, aggiunte e note, ponendo le integrazioni tra parentesi quadre (i passi che sono stati cancellati dal Ripurgato e che non compaiono nella versione pubblicata delle Tavole, sono preceduti dal simbolo ^; le aggiunte di Martini sono precedute dal simbolo *): </p><p rend="quotation_b">Opere di Ms. Giovanni Boccacci, cioè Decamerone [^ di Messer Giovanni Boccaccio]. Citasi l’esemplare stampato [* stampato da’ Giunti] corretto dal Cav. Leonardo Salviati nostro Accademico detto l’Infarinato a ciò espressamente deputato dal Granduca Francesco [* di Toscana, e stampato in Firenze da’ Giunti l’anno 1587]. Tutte le Novelle sono citate pel numero loro da una fino a cento. Il secondo numero, che si trova negli esempi tratti da quest’Opera, indica i numeri [* per maggior comodo] posti a mano di dieci in dieci versi nell’esemplare di cui servirono gli antichi compilatori [*Questo esemplare esiste ancora tra i libri di nostra Accademia] così in ciascheduna Novella, come in ogni altra parte principale di quest’Opera, cioè nel Proemio, nell’Introduzione, ne’ principj, [* nelle finali, ne’ fini] di ciascheduna giornata, e nella Conclusione. I due numeri posti agli esempi tratti dalle Canzoni significano [^ il primo] la Giornata, nella quale è posta la Canzone, e [^ il secondo] la stanza della Canzone. La parola Tit. che si trova talora invece del secondo numero, significa che quell’esempio è tratto non dal corpo della Novella, ma dal titolo di essa<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-045-backlink"><ref target="14.html#footnote-045">14</ref></hi></hi>.</p><p rend="text">Le revisioni di Martini sembrano, quindi, confermare l’individuazione di Magl. III.I.26 quale fonte per i compilatori del Vocabolario per il testo del <hi rend="italic">Decameron</hi>: il Ripurgato parla qui, infatti, di un esemplare che proprio in quegli anni si trovava tra i libri dell’Accademia, il quale verrà citato, nella Tavola delle abbreviature, alla nota 29, aggiunta da Martini proprio in occasione di questa revisione:</p><p rend="quotation_b">(29) Questo esemplare è ancor di presente tra i libri dell’Accademia<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-044-backlink"><ref target="14.html#footnote-044">15</ref></hi></hi>.</p><p rend="text">Rispetto agli elementi già individuati, dunque, si potrebbe ulteriormente confermare che gli Accademici potrebbero aver avuto a disposizione, fin dalla prima edizione del Vocabolario, proprio quest’esemplare di Dec. Giunti 1587 conservato alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.</p><p rend="h3">2.2 L’edizione settecentesca e le altre questioni editoriali</p><p rend="text">Nella Tavola delle abbreviature di Crusca IV i compilatori dichiarano di aver spogliato anche un’edizione moderna: si tratta della stampa del 1718 (= Dec. Amst. 1718)<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-043-backlink"><ref target="14.html#footnote-043">16</ref></hi></hi>, utilizzata per supplire alle presunte mancanze di Dec. Giunti 1587. Non si è riusciti purtroppo a individuare l’esemplare spogliato dai compilatori. Si tratta, infatti, di un’edizione illegale, curata dal giureconsulto napoletano Lorenzo Ciccarelli e mandata alle stampe con la falsa indicazione di Amsterdam (stampata, in realtà, a Napoli). Come spiega Eugenio Salvatore, erano tempi in cui «l’azione della censura inquisitoriale era ancora fortemente invasiva, e non concesse agli intellettuali settecenteschi aperture significative rispetto alle limitazioni imposte ai Deputati e a Salviati nella seconda metà del Cinquecento»<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-042-backlink"><ref target="14.html#footnote-042">17</ref></hi></hi>. All’epoca, dunque, l’unico modo di far circolare nuove edizioni di testi (vista la difficoltà nell’ottenere la licenza per pubblicare) era l’indicazione di un falso luogo di stampa. </p><p rend="text">Tra le carte d’Archivio di nuovo si rintracciano annotazioni interessanti di Martini, sempre in AACF 119, in corrispondenza delle dichiarazioni sul <hi rend="italic">Decameron</hi>, in merito a Dec. Amst. 1718. Nelle già citate bozze delle Tavole delle abbreviature della quarta impressione, si trova la seguente nota che il Ripurgato pone a piè di pagina:</p><p rend="quotation_b">Di certissimo, che per riscontro degli esempi, e per supplergli ed amendargli ci siamo anche talora serviti dell’edizione fatta l’anno 1718. in Napoli in 8. […] dimando, se di essa si dee far menzione, p(er)che sebbene è delle più corrette, non di meno non va esente da qualche errore<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-041-backlink"><ref target="14.html#footnote-041">18</ref></hi></hi>.</p><p rend="text">Martini, dunque, si rende conto della presenza di molti errori nell’edizione settecentesca e si chiede qui se sia il caso di citarla tra i testi spogliati per le allegazioni del <hi rend="italic">Decameron</hi>. La sua opinione traspare anche da un’altra sua nota:</p><p rend="quotation_b">In Napoli fu fatta una baronata da uno stampatore, che ristampò il Decamerone colla stessa data del 1718 in Amsterdam, nella stessa forma e collo stesso carattere, sicché non si distingue così alla prima. Ma poi leggendolo si trova pienissimo d’errori e la carta si vede pessima. Lor. Ciccarelli, che accudì alla sua stampa, se ne dolse, e fece stampare una lista di errori che era di due fogli<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-040-backlink"><ref target="14.html#footnote-040">19</ref></hi></hi>.</p><p rend="text">Gli errori dell’edizione di Ciccarelli, considerata dal Ripurgato una ‘baronata’, erano quindi ben presenti ai compilatori della quarta impressione. Si veda anche la carta sciolta conservata nella cartella 9 dello stesso fascicolo 119, nella quale Martini pone una serie di dubbi da sottoporre al collega Bottari (l’intestazione della carta, infatti, è «Si domandi al Bottari»)<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-039-backlink"><ref target="14.html#footnote-039">20</ref></hi></hi>. Tra questi, si legge il seguente quesito, seguito dalla risposta di Bottari:</p><p rend="quotation_b">Se si debba dire, che per citare il Decamerone oltre il Salviati, e il testo d(e)l Mannelli, ci siamo serviti anche dell’edizione di Napoli d(e)l 1718 […]: Si dica.</p><p rend="text">Tale scrittura potrebbe essere anteriore al periodo della stesura della Tavola delle abbreviature (1735/1736) e compare insieme ad altre della stessa tipologia, molto probabilmente risalenti a una fase di raccolta di informazioni sul materiale spogliato. Come si può vedere, in questo caso Martini si riferisce a Dec. Amst. 1718 con «l’edizione di Napoli»<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-038-backlink"><ref target="14.html#footnote-038">21</ref></hi></hi> e non di Amsterdam. Bottari, nonostante la presunta scorrettezza di quest’edizione, si dimostra comunque d’accordo nel menzionarla nelle Tavole delle abbreviature della quarta impressione.</p><p rend="h3">2.3 Il testo del manoscritto copiato dal Mannelli</p><p rend="text">Proseguendo l’analisi relativa alle fonti per il <hi rend="italic">Decameron</hi>, è necessario prendere in considerazione, oltre agli stampati, anche i manoscritti. Si riprende qui di seguito quanto si legge nelle Tavole:</p><p rend="quotation_b">e talvolta ancora col celebratissimo Testo a penna scritto di mano di FRANCESCO D’AMARETTO MANNELLI, che di presente si conserva nella Libreria di San Lorenzo al Banco XLI. segnato col num. 1. e molte volte ne abbiamo avvertito i Lettori con una parentesi dopo l’esempio, lo che abbiamo anche praticato in qualche luogo più sospetto, o oscuro, dove la lezione del Testo del Mannelli è stata da noi creduta più sicura dell’esemplare corretto dall’INFARINATO<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-037-backlink"><ref target="14.html#footnote-037">22</ref></hi></hi>.</p><p rend="text">Il «celebratissimo testo a penna scritto di mano di Francesco d’Amaretto Mannelli»<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-036-backlink"><ref target="14.html#footnote-036">23</ref></hi></hi> <hi >è il ms. Plut. ٤٢.١ conservato alla Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze</hi> (chiamato anche ‘codice (o Testo) Mannelli’)<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-035-backlink"><ref target="14.html#footnote-035">24</ref></hi></hi>. Gli Accademici riportano nella Tavola una segnatura errata ed è proprio Martini che modifica nella sua bozza quanto invece era riportato correttamente<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-034-backlink"><ref target="14.html#footnote-034">25</ref></hi></hi>. Molto probabilmente il cambiamento di segnatura proposto da Martini è avvenuto in seguito a quanto si rintraccia nella cartella 7 di AACF 119, alla c. 1r, in cui il Ripurgato, relativamente a un elenco di testi, «desidera sapere in qual banco, e con qual numero sieno segnati i Codici seguenti della Libreria di S. Lorenzo»<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-033-backlink"><ref target="14.html#footnote-033">26</ref></hi></hi>. Si ritrova, quindi, il richiamo al codice in questione (con riferimento anche al <hi rend="italic">Corbaccio</hi>): «Decamerone, e Laberinto di mano del Mannelli Banco XLI num. 1»<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-032-backlink"><ref target="14.html#footnote-032">27</ref></hi></hi>. La segnatura qui riportata è stata molto probabilmente aggiunta in seguito da un’altra presunta mano coeva, da qualcuno che forse Martini aveva incaricato delle ricerche alla Laurenziana nel periodo in cui stava compilando la Tavola delle abbreviature del quarto Vocabolario. Il codice Mannelli ebbe una grande fortuna già tra coloro che operarono la prima rassettatura del <hi rend="italic">Decameron</hi>. Ne scrive Vincenzio Borghini nelle <hi rend="italic">Annotationi</hi>, prima nell’avviso ai lettori (dove per la prima volta il testo acquisisce la definizione di <hi >«</hi>Ottimo<hi >»</hi>)<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-031-backlink"><ref target="14.html#footnote-031">28</ref></hi></hi> e ne parla Lionardo Salviati nei suoi <hi rend="italic">Avvertimenti</hi><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-030-backlink"><ref target="14.html#footnote-030">29</ref></hi></hi><hi rend="italic">.</hi> Il ms. Laur. Plut. 42.1, al quale gli Accademici si riferiscono nelle allegazioni con «T. Mannelli», è stato quindi oggetto di analisi in quest’indagine, nei raffronti tra Vocabolario e fonti del <hi rend="italic">Decameron</hi> che si proporranno nelle prossime pagine. Il codice, già ritenuto di grandissimo rilievo nella tradizione dell’opera, <hi >è datato </hi>al 13 agosto 1384<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-029-backlink"><ref target="14.html#footnote-029">30</ref></hi></hi>.</p><p rend="h3">2.4 Altri testimoni manoscritti e a stampa</p><p rend="text">Oltre alle fonti citate dagli Accademici nelle Tavole e considerate nelle pagine precedenti, si è scelto di ampliare le indagini anche ad altri esemplari che, per ragioni legate alla loro storia e ai loro possessori, potrebbero essere passati tra le mani dei compilatori del Vocabolario. Per quanto riguarda le stampe, oltre alla già citata edizione dei Giunti del 1587, si sono considerate anche le altre due edizioni della rassettatura di Salviati, la fiorentina del 1582 (= Dec. Giunti 1582) e quella del 1585 (= Dec. Giunti 1585). Si è scelto, poi, di coinvolgere nel confronto anche l’edizione della rassettatura dei Deputati e di Borghini (= Dec. Giunti 1573)<hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi xml:id="footnote-028-backlink"><ref target="14.html#footnote-028">31</ref></hi></hi>, oltre alla precedente edizione giuntina del 1527 (= Dec. Giunti 1527)<hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi xml:id="footnote-027-backlink"><ref target="14.html#footnote-027">32</ref></hi></hi>, di cui il Priore degli Innocenti possedeva un esemplare<hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi xml:id="footnote-026-backlink"><ref target="14.html#footnote-026">33</ref></hi></hi>. Tra le altre edizioni cinquecentesche, si sono consultate anche l’edizione Dolfin del 1516 (= Dec. Dolfin 1516)<hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi xml:id="footnote-025-backlink"><ref target="14.html#footnote-025">34</ref></hi></hi> posseduta da Bembo<hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi xml:id="footnote-024-backlink"><ref target="14.html#footnote-024">35</ref></hi></hi>, l’edizione stampata da Aldo Manuzio nel 1522 (= Dec. Aldo 1522)<hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi xml:id="footnote-023-backlink"><ref target="14.html#footnote-023">36</ref></hi></hi>, l’edizione di Lodovico Dolce del 1552 (= Dec. Dolce 1552)<hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi xml:id="footnote-022-backlink"><ref target="14.html#footnote-022">37</ref></hi></hi> e l’ultima edizione di Girolamo Ruscelli (= Dec. Ruscelli 1557)<hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi xml:id="footnote-021-backlink"><ref target="14.html#footnote-021">38</ref></hi></hi>. Sempre tra gli stampati, si sono considerate anche altre fonti (più antiche) del <hi rend="italic">Decameron</hi>: l’incunabolo del 1470, la prima edizione a stampa dell’opera (avvenuta probabilmente a Napoli), la cosiddetta <hi rend="italic">Deo gratias</hi> (= Deo Gratias 1470)<hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi xml:id="footnote-020-backlink"><ref target="14.html#footnote-020">39</ref></hi></hi>, posseduta anche dai Deputati<hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi xml:id="footnote-019-backlink"><ref target="14.html#footnote-019">40</ref></hi></hi> e l’incunabolo del 1483, stampato a Firenze presso la stamperia di Ripoli (= Dec. Ripoli 1483)<hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi xml:id="footnote-018-backlink"><ref target="14.html#footnote-018">41</ref></hi></hi>. Per i manoscritti, oltre all’Ottimo, si sono considerati i seguenti codici: l’Hamilton 90 della Staatsbibliotek di Berlino (= SB Ham. 90), autografo risalente al 1370<hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi xml:id="footnote-017-backlink"><ref target="14.html#footnote-017">42</ref></hi></hi>; il ms. Italiano 482 della Bibliothèque Nationale de France (= Par. It. 482), copiato da Giovanni d’Agnolo Capponi nel settimo decennio del Trecento (forse sotto il controllo di Boccaccio), discendente da un perduto autografo della prima redazione dell’opera<hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi xml:id="footnote-016-backlink"><ref target="14.html#footnote-016">43</ref></hi></hi>; i mss. laurenziani Plut. 90 sup. 106 I e II (= Laur. Plut. 90 sup. 106 I e II), posseduti dai Deputati<hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi xml:id="footnote-015-backlink"><ref target="14.html#footnote-015">44</ref></hi></hi>; il ms. <ref target="http://II.II">II.II</ref>.20 della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (= BNCF <ref target="http://II.II">II.II</ref>.20) di provenienza Strozzi<hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi xml:id="footnote-014-backlink"><ref target="14.html#footnote-014">45</ref></hi></hi>; il ms. Banco rari 37, sempre della Nazionale (= BNCF B.R. 37), appartenuto ad Anton Francesco Marmi<hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi xml:id="footnote-013-backlink"><ref target="14.html#footnote-013">46</ref></hi></hi>; il ms. laurenziano Plut. 42.6 (= Laur. Plut. 42.6), consultato da Borghini e dai Deputati<hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi xml:id="footnote-012-backlink"><ref target="14.html#footnote-012">47</ref></hi></hi>; il ms. Pal. 24 della Biblioteca Palatina di Parma (= BPP Pal. 24), contenente una nota che rimanda agli Accademici e al Vocabolario<hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi xml:id="footnote-011-backlink"><ref target="14.html#footnote-011">48</ref></hi></hi>. </p><p rend="h2">3. Il <hi rend="italic">Decameron</hi> tra fonti e allegazioni</p><p rend="text">In questa sezione si entrerà nel vivo delle indagini sul <hi rend="italic">Decameron</hi> nelle impressioni, proponendo alcuni esempi di confronto tra Vocabolario e fonti. A questo scopo, si prenderanno qui in considerazione tre principali tipologie di allegazioni del Vocabolario: 1) le allegazioni contenenti indicazioni degli Accademici; 2) le allegazioni tratte da edizioni non censurate; 3) le allegazioni contenenti lezioni non rintracciate nella tradizione manoscritta e a stampa<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-010-backlink"><ref target="14.html#footnote-010">49</ref></hi></hi>.</p><p rend="text">Gli esempi, nei paragrafi che seguiranno, saranno disposti in tabelle, nelle quali le allegazioni del Vocabolario saranno messe a confronto con le fonti individuate nella presente analisi. I passi sono posti in ordine cronologico (dal ms. Par. It. 482, datato al 1361, all’edizione di Ciccarelli del 1718). </p><p rend="text">Per un confronto più proficuo con le allegazioni e per permettere al lettore di apprezzare meglio le scelte dei compilatori per il Vocabolario rispetto agli esemplari da loro consultati, i passi ripresi dalle fonti manoscritte (in particolare) e a stampa sono stati riportati secondo il criterio della trascrizione diplomatica. Si è scelto, dunque, in linea di principio, di evitare ogni normalizzazione, nello specifico:</p><list type="unordered">
				<item>si è mantenuta inalterata la mancata distinzione tra le parole, così come l’<hi rend="italic">h</hi> etimologica, il nesso -<hi rend="italic">ti</hi>- per -<hi rend="italic">zi-,</hi> la grafia <hi rend="italic" >ç</hi> per l’affricata alveolare sorda [<hi rend="italic">tz</hi>], il nesso latineggiante <hi rend="italic">-ct-</hi>, il nesso -<hi rend="italic">gl</hi>- per -<hi rend="italic">gli</hi>- e -<hi rend="italic">sci</hi>- per -<hi rend="italic">sc</hi>-;</item>
				<item>si è mantenuto, quando presente, l’utilizzo della congiunzione <hi rend="italic">et</hi> per <hi rend="italic">e</hi>;</item>
				<item>anche per quanto riguarda le maiuscole, gli accenti, gli eventuali apostrofi e la punteggiatura, si è scelto di non intervenire;</item>
				<item>non si sono segnalati i cambi di pagina e la fine delle righe;</item>
				<item>le abbreviazioni e i <hi rend="italic">tituli</hi> sono stati sciolti tra parentesi tonde.</item>
			</list><p rend="text">Nelle tabelle che seguono, si trovano, nella prima colonna, le allegazioni del Vocabolario (quando presenti, si riportano in corsivo le indicazioni degli Accademici). Le altre due colonne riguardano i passi tratti dalle fonti manoscritte e a stampa. Le lezioni oggetto del confronto sono individuate in grassetto quando compaiono in più fonti (potrebbe trattarsi, dunque, delle lezioni rintracciate più frequentemente nella tradizione, come dimostrano gli ulteriori confronti con le edizioni contemporanee)<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-009-backlink"><ref target="14.html#footnote-009">50</ref></hi></hi>; si è scelto, invece, di sottolineare le lezioni meno frequenti, che potrebbero comparire in una sola fonte o in poche fonti e che costituiscono, nell’ambito della presente analisi, il termine di paragone più significativo. Per ogni allegazione, si riporta tra parentesi quadre il corrispondente riferimento topografico moderno (e.g. [<hi rend="italic">Dec</hi>. V 5, 33]).</p><p rend="h3">3.1 Le indicazioni degli Accademici</p><p rend="text">Non è raro che gli Accademici (soprattutto nella quarta Crusca) abbiano commentato alcune allegazioni con annotazioni riguardanti le fonti utilizzate. Per il <hi rend="italic">Decameron</hi>, tale fatto è segnalato nelle Tavole delle abbreviature, quando i compilatori avvertono così i lettori (a proposito dell’utilizzo del testo copiato dal Mannelli):</p><p rend="quotation_b">e molte volte ne abbiamo avvertito il Lettore con una parentesi dopo l’esempio, lo che abbiamo anche praticato in qualche luogo più sospetto, o oscuro, dove abbiamo creduta la lezione del T. del Mannelli più sicura dell’esemplare corretto dall’Infarinato<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-008-backlink"><ref target="14.html#footnote-008">51</ref></hi></hi>.</p><p rend="text"><hi >È importante sottolineare che in alcuni casi le annotazioni inserite dagli Accademici si sono rivelate significative poiché hanno permesso di comprendere l</hi>’effettivo utilizzo delle fonti durante la compilazione del Vocabolario. Si propongono qui di seguito alcuni esempi:</p><table rend="tab1" xml:id="table003">
				<!--<colgroup>-->
					<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-12">--><!--</col>-->
					<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-13">--><!--</col>-->
					<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-14">--><!--</col>-->
				<!--</colgroup>-->
				
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-15">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-5" >
							<p rend="table ParaOverride-2">[<hi rend="italic">Dec.</hi> V 5, 33]</p>
							<p rend="table ParaOverride-2">s.v. GLI</p>
							<p rend="table ParaOverride-2">Crusca IV (Giunte): Bocc. nov. 45. 14. Si ricordò lei dovere avere una margine a guisa d’una crocetta sopra l’orecchia sinistra, stata d’una nascenza, che fatta gli avea poco davanti a <hi rend="CharOverride-3">questo</hi> accidente tagliare (<hi rend="italic">così si legge nel T. del Mannelli, ed anche nelle migliori stampe</hi>)</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Par. It. 482</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">siricordo lei dovere avere una margine adguisa duna crocetta sovra lorecchia sinistra stata duna nasce(n)ça chefatta loaveva poco davanti ad<hi rend="CharOverride-4">quello</hi> accide(n)te taglare</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-15">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">SB Ham. 90</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">si ricordo lei dovere avere unamargine adguisa duna crocetta sovra lorecchia sinistra stata duna nasciença chefacta gliavea poco davanti ad <hi rend="CharOverride-4">quello</hi> accidente tagliato</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-15">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Laur. Plut. 42.1</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">siricordo lei dovere avere una margine adguisa duna crocetta sopra lorechia sinistra stata duna nascenza che facta gliavea poco davanti ad<hi rend="CharOverride-4">quello</hi> accidente taglare</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-15">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Dec. Dolfin 1516</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">si ricordo lei dovere haver una margine a guisa duna crocetta sovra l’orecchia sinistra stata d’una nascenza; che fatta le havea poco davanti a <hi rend="CharOverride-4">quello</hi> accidenti tagliare</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-15">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Dec. Aldo 1522</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">si ricordo lei dovere havere una margine a guisa d’una crocetta sovra l’orecchia sinistra stata d’una nascenza; che fatta le havea poco davanti a <hi rend="CharOverride-4">quello</hi> accidenti tagliare</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-15">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Dec. Giunti 1527</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">si ricordò lei dovere havere una margine a guisa d’una crocetta sovra l’orecchia sinistra, stata d’una nascenza, che fatta gli havea poco davanti a <hi rend="CharOverride-4">quello</hi> accidente tagliare</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-15">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Dec. Giunti 1573</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">si ricordò lei dovere havere una margine a guisa d’una crocetta sopra l’orecchia sinistra, stata d’una nascenza, che fatta gli havea poco davanti a <hi rend="CharOverride-4">quello</hi> accidente tagliare</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-15">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Dec. Giunti 1582</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">si ricordò lei dovere havere una margine a guisa d’una crocetta sopra l’orecchia sinistra, stata d’una nascenza, che fatta gli havea poco davanti a <hi rend="CharOverride-4">quello</hi> accidente tagliare</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-15">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Dec. Giunti 1585</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">si ricordò lei dovere havere una margine a guisa d’una crocetta sopra l’orecchia sinistra, stata d’una nascenza, che fatta gli havea poco davanti a <hi rend="CharOverride-4">quello</hi> accidente tagliare</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-16">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Dec. Giunti 1587</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">si ricordò, lei dovere havere una margine, a guisa d’una crocetta, sopra l’orecchio sinistra, stata d’una nascenza, che fatta gli havea, poco davanti a <hi rend="CharOverride-4">quello</hi> accidente, tagliare</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-15">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Dec. Amst. 1718</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">si ricordò lei dovere havere una margine à guisa d’una crocetta sopra l’orecchia sinistra stata d’una nascenza, che fatta gli havea, poco davanti à <hi rend="CharOverride-4">quello</hi> accidente, tagliare</p>
						</cell>
					</row>
				
			</table><p rend="text">Relativamente a quest’allegazione, rintracciata s.v. <hi rend="italic">gli</hi> nelle Giunte della quarta impressione, gli Accademici dichiarano di essersi riferiti al Laur. Plut. 42.1 e alle principali stampe. In realtà, nell’esempio del Vocabolario si legge l’aggettivo dimostrativo <hi rend="italic">questo</hi>, mentre in tutte le altre fonti si legge <hi rend="italic">quello</hi>. Dunque, le dichiarazioni dei compilatori non corrispondono in questo caso a quanto trasmesso dalla tradizione dichiaratamente presa a riferimento.</p><table rend="tab1" xml:id="table004">
				<!--<colgroup>-->
					<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-12">--><!--</col>-->
					<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-13">--><!--</col>-->
					<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-14">--><!--</col>-->
				<!--</colgroup>-->
				
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-5">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-7" >
							<p rend="table ParaOverride-2">[<hi rend="italic">Dec</hi>. VIII 2, 15]</p>
							<p rend="table ParaOverride-2">s.v. GOMBINA<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-007-backlink"><ref target="14.html#footnote-007">52</ref></hi></hi></p>
							<p rend="table ParaOverride-2">Crusca I: Bocc. n. 72. 6. Non t’esca di mente di dir loro, che mi rechino quelle <hi rend="CharOverride-4">gombine</hi>, per li coreggiati miei.</p>
							<p rend="table ParaOverride-2">Crusca II: Boccac. n. 72. 6. Non t’esca di mente di dir loro, che mi rechino quelle <hi rend="CharOverride-4">gombine</hi>, per li coreggiati miei.</p>
							<p rend="table ParaOverride-2">Crusca III: Boc. Nov. 72. 6. Non t’esca di mente di dir loro, che mi rechino quelle <hi rend="CharOverride-4">gombine</hi> per li coreggiati miei.</p>
							<p rend="table ParaOverride-2">Crusca IV: Bocc. nov. 72. 6. Non ti esca di mente di dir loro, che mi rechino quelle <hi rend="CharOverride-4">gombine</hi> per li coreggiati miei (<hi rend="italic">così leggono i Deputati, quantunque nel T. del Mannelli si legga </hi><hi rend="italic CharOverride-3">combine</hi>)</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Laur. Plut. 42.1</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">no(n) tesca dimente didir lor che mi rechino quelle <hi rend="CharOverride-3">combine</hi> p(er) li coreggiati miei</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-10">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Dec. Dolfin 1516</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Non t’esca di mente di dire loro; che mi rechino quelle <hi rend="CharOverride-4">gombine</hi> per gli correggiati miei</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-10">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Dec. Aldo 1522</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Non t’esca di mente di dire loro; che mi rechino quelle <hi rend="CharOverride-4">gombine</hi> per gli correggiati miei</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-10">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Dec. Giunti 1527</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Non t’esca di mente di dir loro; che mi rechino quelle <hi rend="CharOverride-4">gombine</hi> per gli correggiati miei</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-10">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Dec. Giunti 1573</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">non t’esca di mente di dir loro, che mi rechino quelle <hi rend="CharOverride-4">gombine</hi> per gli correggiati miei</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-10">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Dec. Giunti 1582</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">non t’esca di mente di dir loro che mi rechino quelle <hi rend="CharOverride-4">gombine</hi> per li coreggiati miei</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-10">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Dec. Giunti 1585</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">non t’esca di mente di dir loro che mi rechino quelle <hi rend="CharOverride-4">gombine</hi> per li coreggiati miei</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-10">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Dec. Giunti 1587</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">non t’esca di mente di dir loro, che mi rechino quelle <hi rend="CharOverride-4">gombine</hi> per li coreggiati miei</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-5">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Dec. Amst. 1718</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">non t’esca di mente di dir lor, che mi rechino quelle <hi rend="CharOverride-4">gombine</hi> per gli coreggiati miei.</p>
						</cell>
					</row>
				
			</table><p rend="text">In Crusca IV i compilatori dichiarano di essersi rifatti alla versione dei Deputati (Dec. Giunti 1573), non citata nelle Tavole, scegliendo la lezione messa a lemma (<hi rend="italic">gombine</hi> – presente comunque in tutte le edizioni confrontate). In questo caso, quanto affermato dagli Accademici trova riscontro nel Laur. Plut. 42.1, che riporta proprio la lezione <hi rend="italic">combine</hi>. </p><p rend="h3">3.2 Lezioni non purgate e lezioni censurate</p><p rend="text">Si considerano qui di seguito, a confronto con le edizioni a stampa, alcune allegazioni che nel corso delle prime quattro impressioni compaiono sia nella versione non purgata, sia nella versione censurata, molto spesso nell’ambito della stessa voce. </p><table rend="tab1" xml:id="table005">
				<!--<colgroup>-->
					<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-12">--><!--</col>-->
					<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-13">--><!--</col>-->
					<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-14">--><!--</col>-->
				<!--</colgroup>-->
				
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-15">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-5" >
							<p rend="table ParaOverride-2">[<hi rend="italic">Dec</hi>. II 3, 17]</p>
							<p rend="table ParaOverride-2">s.v. ABATE</p>
							<p rend="table ParaOverride-2">Crusca I: Bocc. nov. 13. 10. Di Bruggia, uscendo, vide n’usciva similmente un’<hi rend="CharOverride-4">Abate bianco</hi>, con molti monaci, e con molta salmería avanti.</p>
							<p rend="table ParaOverride-2">Crusca II: Bocc. nov. 13. 10. Di Bruggia, uscendo, vide n’usciva similmente un’<hi rend="CharOverride-4">Abate bianco</hi>, con molti monaci, e con molta salmería avanti.</p>
							<p rend="table ParaOverride-2">Crusca III: Bocc. Nov. 13. 10. Di Bruggia uscendo, vide n’usciva similmente un’<hi rend="CharOverride-4">Abate bianco </hi>con molti Monaci, e con molta salmerìa avanti.</p>
							<p rend="table ParaOverride-2">Crusca IV: Bocc. nov. 13. 10. Di Bruggia uscendo, vide n’usciva similmente un <hi rend="CharOverride-4">abate bianco</hi> con molti monaci ec. e con molta salmería avanti.</p>
							<p rend="table ParaOverride-2">s.v. FAMIGLIA</p>
							<p rend="table ParaOverride-2">Crusca IV: Bocc. nov. 13. 10. Vide n’usciva similmente uno <hi rend="CharOverride-4">abate bianco</hi> con monaci accompagnato, e con molta famiglia, e con gran salmería avanti.</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Dec. Dolfin 1516</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">di Bruggia uscendo un di vide uscire similmente uno <hi rend="CharOverride-4">abbate bianco</hi> con molti monaci accompagnato et con molta famiglia et con gran salmeria avanti </p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-15">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Dec. Aldo 1522</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">di Bruggia uscendo un di vide uscire similmente uno <hi rend="CharOverride-4">abbate bianco</hi> con molti monaci accompagnato et con molta famiglia et con gran salmeria avanti </p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-15">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Dec. Giunti 1527</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">di Bruggia uscendo, vide n’usciva similmente uno <hi rend="CharOverride-4">abate bianco</hi> con molti monaci accompagnato et con molta famiglia, e con gran salmeria avanti</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-15">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Dec. Giunti 1573</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">di Bruggia uscendo, vide n’usciva similmente uno <hi rend="CharOverride-4">abate bianco</hi> con molti monaci accompagnato et con molta famiglia, e con gran salmeria avanti</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-10">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Dec. Giunti 1582</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">di Bruggia uscendo, vide n’usciva similmente un <hi rend="CharOverride-3">giovane cavaliere</hi>, con molta famiglia, e con gran salmeria avanti</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-10">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Dec. Giunti 1585</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">di Bruggia uscendo, vide n’usciva similmente un <hi rend="CharOverride-3">giovane cavaliere</hi>, con molta famiglia, e con gran salmeria avanti</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-10">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Dec. Giunti 1587</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">di Bruggia uscendo, vide n’usciva similmente un <hi rend="CharOverride-3">giovane cavaliere</hi>, con molta famiglia, e con gran salmeria avanti</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-15">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Dec. Amst. 1718</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">di Bruggia uscendo indi vide n’usciva similmente uno <hi rend="CharOverride-4">abate bianco</hi> con molti monaci accompagnato, e con molta famiglia e con gran salmeria avanti</p>
						</cell>
					</row>
				
			</table><p rend="text">Riguardo al passo in questione, le uniche fonti da prendere in considerazione sono Dec. Giunti 1527 e Dec. Giunti 1573: tutti gli altri testi considerati riportano una versione purgata dell’esempio che non corrisponde con quanto si legge nelle allegazioni s.v. <hi rend="italic">abate</hi> e s.v. <hi rend="italic">famiglia</hi>.</p><table rend="tab1" xml:id="table006">
				<!--<colgroup>-->
					<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-12">--><!--</col>-->
					<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-13">--><!--</col>-->
					<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-14">--><!--</col>-->
				<!--</colgroup>-->
				
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-5">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-5" >
							<p rend="table ParaOverride-2">[<hi rend="italic">Dec</hi>. I 2, 21]</p>
							<p rend="table ParaOverride-2">s.v. GOLOSITÀ<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-006-backlink"><ref target="14.html#footnote-006">53</ref></hi></hi></p>
							<p rend="table ParaOverride-2">Crusca I: Bocc. n. 2. 9. Avendo alla manifesta <hi rend="CharOverride-3">usura traffico</hi> posto nome, e, alla golosità, sostentazione. </p>
							<p rend="table ParaOverride-2">Crusca II: Bocc. n. 2. 9. Avendo alla manifesta <hi rend="CharOverride-3">usura traffico</hi> posto nome, e, alla golosità, sostentazione.</p>
							<p rend="table ParaOverride-2">GOLOSITÀ, GOLOSITADE, e GOLOSITATE</p>
							<p rend="table ParaOverride-2">Crusca III: Boc. Nov. 2. 9. Avendo alla manifesta <hi rend="CharOverride-3">usura traffico</hi> posto nome, e alla golosità sostentazione. </p>
							<p rend="table ParaOverride-2">Crusca IV: Bocc. nov. 2. 9. Avendo alla manifesta <hi rend="CharOverride-4">simonía</hi> proccurería posto nome, e alla golosità sustentazione.</p>
							<p rend="table ParaOverride-2">s.v. PROCCURERIA</p>
							<p rend="table ParaOverride-2">Crusca I: Bocc. n. 2. 9. Avendo alla manifesta <hi rend="CharOverride-4">simonía</hi> <hi rend="CharOverride-4">proccurería</hi> posto nome.</p>
							<p rend="table ParaOverride-2">Crusca II: Bocc. n. 2. 9. Avendo alla manifesta <hi rend="CharOverride-4">simonía</hi> <hi rend="CharOverride-4">proccurería</hi> posto nome. Qui proccurazione nel secondo significato.</p>
							<p rend="table ParaOverride-2">Crusca III: Boc. Nov. 2. 9. Avendo alla manifesta <hi rend="CharOverride-4">simonía</hi>, <hi rend="CharOverride-4">proccurería</hi> posto nome [qui proccurazione nel secondo significato]</p>
							<p rend="table ParaOverride-2">Crusca IV: Bocc. nov. 2. 9. Avendo alla manifesta <hi rend="CharOverride-4">simonía</hi> <hi rend="CharOverride-4">proccurería</hi> posto nome (quì forse nel secondo signific. di Proccurazione)</p>
							<p rend="table ParaOverride-2">s.v. SIMONIA</p>
							<p rend="table ParaOverride-2">Crusca I: Bocc. n. 2. 9. Avendo alla manifesta <hi rend="CharOverride-4">simonia</hi>, <hi rend="CharOverride-4">procurería</hi> posto nome. </p>
							<p rend="table ParaOverride-2">Crusca II: Bocc. n. 2. 9. Avendo alla manifesta <hi rend="CharOverride-4">simonia</hi>, <hi rend="CharOverride-4">proccurería</hi> posto nome.</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Dec. Dolfin 1516</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">havendo alla manifesta <hi rend="CharOverride-4">simonia procuraria</hi> posto nome, alla golosita sostentatione</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-5">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Dec. Aldo 1522</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">havendo alla manifesta <hi rend="CharOverride-4">simonia procuraria</hi> posto nome, alla golosita sostentatione</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-10">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Dec. Giunti 1527</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">havendo alla manifesta <hi rend="CharOverride-4">simonia procureria</hi> posto nome, et alla golosità sustentazioni</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-4">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Dec. Giunti 1573</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">[passo assente]</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-5">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Dec. Giunti 1582</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">havendo alla manifesta <hi rend="CharOverride-3">usura traffico</hi> posto nome, et alla golosità sustentazioni</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-5">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Dec. Giunti 1585</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">havendo alla manifesta <hi rend="CharOverride-3">usura traffico</hi> posto nome, et alla golosita sustentazioni</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-5">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Dec. Giunti 1587</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">avendo alla manifesta <hi rend="CharOverride-3">usura traffico</hi> posto nome, et alla golosità sustentazioni</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-17">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Dec. Amst. 1718</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">avendo alla manifesta <hi rend="CharOverride-4">simonia proccureria</hi> posto nome, ed alla golosità sustentazioni</p>
						</cell>
					</row>
				
			</table><table rend="tab1" xml:id="table007">
				<!--<colgroup>-->
					<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-12">--><!--</col>-->
					<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-13">--><!--</col>-->
					<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-14">--><!--</col>-->
				<!--</colgroup>-->
				
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-18">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-5">
							<p rend="table ParaOverride-2">Crusca III: Boc. Nov. 2. 9. Avendo alla manifesta <hi rend="CharOverride-4">simonía</hi>, <hi rend="CharOverride-4">proccurería </hi>posto nome. </p>
							<p rend="table ParaOverride-2">Crusca IV: Bocc. nov. 2. 9. Avendo alla manifesta <hi rend="CharOverride-4">simonía</hi> <hi rend="CharOverride-4">proccurería</hi> posto nome.</p>
							<p rend="table ParaOverride-2">s.v. SUSTENTAZIONE</p>
							<p rend="table ParaOverride-2">Crusca I: Bocc. n. 2. 9. Avendo alla manifesta <hi rend="CharOverride-4">simonía</hi>, <hi rend="CharOverride-4">proccurería</hi> posto nome, e alla golosità, sustentazione.</p>
							<p rend="table ParaOverride-2">Crusca II: Bocc. n. 2. 9. Avendo alla manifesta <hi rend="CharOverride-4">simonía, proccurería</hi> posto nome, e alla golosità, sustentazione.</p>
							<p rend="table ParaOverride-2">s.v. SUSTENTAZIONE, e SOSTENTAZIONE</p>
							<p rend="table ParaOverride-2">Crusca III: Bocc. Nov. 2. 9. Avendo alla manifesta <hi rend="CharOverride-4">simonía</hi>, <hi rend="CharOverride-4">proccurería</hi> posto nome, e alla golosità sustentazione.</p>
							<p rend="table ParaOverride-2">Crusca IV: Bocc. nov. 2. 9. Avendo alla manifesta <hi rend="CharOverride-4">simonía</hi> <hi rend="CharOverride-4">proccurería</hi> posto nome, e alla golosità sustentazione.</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6"/>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6"/>
					</row>
				
			</table><p rend="text"><hi >È interessante osservare, in questo caso, che la lezione non purgata </hi><hi rend="italic">simonia procureria</hi> è quella maggioritaria nelle voci considerate, probabilmente ripresa dall’edizione non rassettata (Dec. Giunti 1527) o dalle precedenti (Dec. Dolfin 1516 e Dec. Aldo 1522). I Deputati (Dec. Giunti 1573) eliminano questa parte di testo nella loro edizione, mentre Salviati sostituisce la lezione incriminata con <hi rend="italic">usura traffico</hi>, riportata s.v. <hi rend="italic">golosità</hi> e s.v. <hi rend="italic">golosità, golositade e golositate</hi> nelle prime tre impressioni. Relativamente a quest’ultima voce, si vede che in Crusca IV l’allegazione viene modificata dai compilatori e sostituita con la versione non purgata. </p><p rend="h3">3.3 Allegazioni tra manoscritti e stampe</p><p rend="text">In questa sezione saranno considerate le voci riportanti allegazioni con lezioni talvolta estranee alla tradizione manoscritta e a stampa. Per ogni caso analizzato, si opererà un confronto tra allegazioni del Vocabolario, edizioni a stampa e testi a penna. Mentre per alcuni casi si è trovato riscontro nei confronti effettuati, per alcune allegazioni non è stato possibile ipotizzare la fonte.</p><table rend="tab1" xml:id="table008">
				<!--<colgroup>-->
					<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-12">--><!--</col>-->
					<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-13">--><!--</col>-->
					<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-14">--><!--</col>-->
				<!--</colgroup>-->
				
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-5">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-5" >
							<p rend="table ParaOverride-2">[<hi rend="italic">Dec</hi>. I 5, 8]</p>
							<p rend="table ParaOverride-2">s.v. A (om. 35)<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-005-backlink"><ref target="14.html#footnote-005">54</ref></hi></hi></p>
							<p rend="table ParaOverride-2">Crusca I-II: Bocc. n. 5. 4. A dire alla donna, che, ec. l’<hi rend="CharOverride-3">aspettasse</hi> a desinare.</p>
							<p rend="table ParaOverride-2">Crusca III: Bocc. Nov. 5. 4. A dire alla donna, che, ec. l’<hi rend="CharOverride-3">aspettasse</hi><hi rend="CharOverride-4"> </hi>a desinare. </p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Par. It. 482</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">mando adire alla don(n)a chelaseguente mattina l<hi rend="CharOverride-4">attendesse</hi> adesinare</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-5">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">SB Ham. 90</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">mando addire alla donna che la seguente mattina l<hi rend="CharOverride-4">attendesse</hi> addesinare</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-5">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">BPP Pal. 24</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">mando adire alladonna chellaseguente mactina l<hi rend="CharOverride-4">actendesse</hi> adesinare</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-5">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Laur. Plut. 42.1</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">mando addire alla donna che la seguente mattina l<hi rend="CharOverride-4">attendesse</hi> addesinare</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-5">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">BNCF B.R. 37</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">ma(n)do adire alladonna chella seguente mattina l<hi rend="CharOverride-4">attendesse</hi> adesinare</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-5">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Laur. Plut. 90 sup. 106 I</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">mando adire alla donna chella segue(n)te mattina l<hi rend="CharOverride-4">attendesse</hi> adesinare</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-5">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Laur. Plut. 90 sup. 106 II</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">mando addire alla donna che laseguente mattina l<hi rend="CharOverride-4">atendesse</hi> adisenare</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-5">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Laur. Plut. 42.6</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">mando adire alla donna che laseghuente mattina l<hi rend="CharOverride-4">attendesse</hi> adesinare</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-5">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">BNCF <ref target="http://II.II">II.II</ref>.20</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">mando adire alla donna che laseguente mattina l<hi rend="CharOverride-4">attendesse</hi> adesinare</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-5">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Deo Gratias 1470</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">mandoe adire alladonna: che la seghuente mattina l<hi rend="CharOverride-3">aspetasse</hi> adesinare</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-5">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Dec. Ripoli 1483</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">ma(n)doe adire alla don(n)a: che la seque(n)te mattina l<hi rend="CharOverride-3">aspettassi</hi> a desinare</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-5">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Dec. Dolfin 1516</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">mandoe addire alla donna; chella seguente mattina l’<hi rend="CharOverride-4">attendesse</hi> a desinare</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-5">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Dec. Aldo 1522</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">mandoe addire alla donna; chella seguente mattina l’<hi rend="CharOverride-4">attendesse</hi> a desinare</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-5">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Dec. Giunti 1527</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">mandò a dire alla donna, che la seguente mattina l’<hi rend="CharOverride-4">attendesse</hi> a desinare</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-5">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Dec. Giunti 1573</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">mandò a dire alla donna, che la seguente mattina l’<hi rend="CharOverride-4">attendesse</hi> a desinare</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-5">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Dec. Giunti 1582</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">mandò a dire alla donna, che la seguente mattina l’<hi rend="CharOverride-4">attendesse</hi> a desinare</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-5">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Dec. Giunti 1585</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">mandò a dire alla donna, che la seguente mattina l’<hi rend="CharOverride-4">attendesse</hi> a desinare</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-5">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Dec. Giunti 1587</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">mandò a dire alla donna, che la seguente mattina l’<hi rend="CharOverride-4">attendesse</hi> a desinare</p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-5">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">Dec. Amst. 1718</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-6">
							<p rend="table ParaOverride-2">mandò a dire alla Donna, che la seguente mattina l’<hi rend="CharOverride-4">attendesse</hi> a desinare</p>
						</cell>
					</row>
				
			</table><p rend="text">Il passo in questione è presente nelle prime tre edizioni del Vocabolario con la lezione del verbo <hi rend="italic">aspettasse</hi>, rintracciata soltanto negli incunaboli (in particolare in Deo Gratias 1470, visto che in Dec. Ripoli 1483 si rintraccia la terza persona in -<hi rend="italic">i</hi>, <hi rend="italic">aspettassi</hi>). La maggior parte delle fonti manoscritte e a stampa verificate riporta invece la lezione <hi rend="italic">attendesse</hi>. In questo caso, quindi, si potrebbe pensare che l’<hi rend="italic">editio princeps </hi>del <hi rend="italic">Decameron</hi> sia stata la fonte degli Accademici. </p><table rend="tab1" xml:id="table009">
				<!--<colgroup>-->
					<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-12">--><!--</col>-->
					<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-13">--><!--</col>-->
					<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-14">--><!--</col>-->
				<!--</colgroup>-->
				
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-19">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-8" >
							<p rend="table">[<hi rend="italic">Dec</hi>. III 2, 30-31]</p>
							<p rend="table">s.v. ALTO (om. 1)<hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi xml:id="footnote-004-backlink"><ref target="14.html#footnote-004">55</ref></hi></hi></p>
							<p rend="table">Crusca I-II: Bocc. n. 22. 15. Quantunque di bassa condizion sia, assai ben mostra d’essere d’<hi rend="CharOverride-3">alto intelletto</hi>.</p>
							<p rend="table">Crusca III: Boc. Nov. 22. 15. Quantunque di bassa condizion sia, assai ben mostra d’essere d’<hi rend="CharOverride-3">alto intelletto</hi>.</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-8">
							<p rend="table">Par. It. 482</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-8">
							<p rend="table">qua(n)tu(n)que dibassa co(n)ditione sia assai ben mostra desser di <hi rend="CharOverride-3">molto </hi><hi rend="CharOverride-4">sen(n)o</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-19">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-8">
							<p rend="table">SB Ham. 90</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-8">
							<p rend="table">Qua(n)tu(n)que dibassa condition sia assai ben mostra dessere d<hi rend="CharOverride-4">alto senno</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-19">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-8">
							<p rend="table">BPP Pal. 24</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-8">
							<p rend="table">quantunque dibassa chondiçione sia assai ben dimostra dessere d<hi rend="CharOverride-4">alto senno</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-19">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-8">
							<p rend="table">Laur. Plut. 42.1</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-8">
							<p rend="table">quantunque dibassa condition sia assai ben mostra dessere d<hi rend="CharOverride-4">alto senno</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-19">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-8">
							<p rend="table">Laur. Plut. 90 sup. 106 I</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-8">
							<p rend="table">quantunque dibassa … sia assai bene mostra dessere d<hi rend="CharOverride-4">alto senno</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-19">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-8">
							<p rend="table">Laur. Plut. 42.6</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-8">
							<p rend="table">quantunche dibassa conditione sia assai ben mostra dessare d<hi rend="CharOverride-4">alto senno</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-19">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-8">
							<p rend="table">BNCF <ref target="http://II.II">II.II</ref>.20</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-8">
							<p rend="table">quantunque dibassa chondizione sia assai benmostradesser d<hi rend="CharOverride-4">alto senno</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-19">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-8">
							<p rend="table">Deo Gratias 1470</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-8">
							<p rend="table">quantunque dibassa condition sia assai bene mostra desser d<hi rend="CharOverride-4">alto</hi> <hi rend="CharOverride-3">sonno</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-19">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-8">
							<p rend="table">Dec. Ripoli 1483</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-8">
							<p rend="table">quantunque dibassa co(n)dition sia assai bene mostra desser d<hi rend="CharOverride-4">alto sen(n)o</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-19">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-8">
							<p rend="table">Dec. Dolfin 1516</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-8">
							<p rend="table">quantunque di bassa conditione sia; assai bene mostra di essere di <hi rend="CharOverride-4">alto senno</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-19">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-8">
							<p rend="table">Dec. Aldo 1522</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-8">
							<p rend="table">quantunque di bassa conditione sia; assai bene mostra di essere di <hi rend="CharOverride-4">alto senno</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-19">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-8">
							<p rend="table">Dec. Giunti 1527</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-8">
							<p rend="table">quantunque di bassa condizion sia, assai ben mostra d’essere d’<hi rend="CharOverride-4">alto senno</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-19">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-8">
							<p rend="table">Dec. Dolce 1552</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-8">
							<p rend="table">quantunque di bassa condizion sia, assai ben mostra d’essere d’<hi rend="CharOverride-4">alto senno</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-19">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-8">
							<p rend="table">Dec. Ruscelli 1557</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-8">
							<p rend="table">quantunque di bassa conditione sia; assai bene mostra di essere di <hi rend="CharOverride-4">alto senno</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-19">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-8">
							<p rend="table">Dec. Giunti 1573</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-8">
							<p rend="table">quantunque di bassa condizion sia, assai ben mostra d’essere d’<hi rend="CharOverride-4">alto senno</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-19">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-8">
							<p rend="table">Dec. Giunti 1582</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-8">
							<p rend="table">quantunque di bassa condizion sia, assai ben mostra d’essere d’<hi rend="CharOverride-4">alto senno</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-19">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-8">
							<p rend="table">Dec. Giunti 1585</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-8">
							<p rend="table">quantunque di bassa condizion sia, assai bene mostra di essere di <hi rend="CharOverride-4">alto senno</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-19">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-8">
							<p rend="table">Dec. Giunti 1587</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-8">
							<p rend="table">quantunque di bassa condizion sia, assai bene mostra di essere di <hi rend="CharOverride-4">alto senno</hi></p>
						</cell>
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					<row rend="tab1 _idGenTableRowColumn-19">
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-8">
							<p rend="table">Dec. Amst. 1718</p>
						</cell>
						<cell rend="tab1 base_line base CellOverride-8">
							<p rend="table">quantunque di bassa condizion sia, assai bene mostra d’essere di <hi rend="CharOverride-4">alto senno</hi></p>
						</cell>
					</row>
				
			</table><p rend="text">L’allegazione considerata compare nelle prime tre impressioni, s.v. <hi rend="italic">alto (om. 1)</hi>, con la lezione <hi rend="italic">alto intelletto</hi>. Nelle fonti manoscritte e a stampa consultate, però, si legge <hi rend="italic">alto senno</hi> (<hi rend="italic">molto senno</hi> in BNF It. 482 e <hi rend="italic">alto sonno</hi>, forse un errore, in Deo Gratias 1470). Non è chiaro, dunque, da dove sia stata ripresa la forma <hi rend="italic">intelletto</hi>: i compilatori potrebbero aver posseduto un’altra fonte contenente questa lezione, oppure potrebbero aver preferito <hi rend="italic">intelletto</hi> a <hi rend="italic">senno</hi>.</p><p rend="h2">4. Brevi considerazioni sui dati raccolti</p><p rend="text">Le osservazioni effettuate finora riguardo alla presenza delle Novelle di Boccaccio nelle prime quattro impressioni del Vocabolario dimostrano l’importanza che il <hi rend="italic">Decameron</hi> ha avuto per i compilatori. L’indagine sulle fonti spogliate ha cercato di fare luce su quanto l’opera di Boccaccio sia stata effettivamente utilizzata dagli Accademici. I riscontri proposti dimostrano che il più delle volte i compilatori si sono affidati alle edizioni a stampa: in particolare, in molti casi sono state proprio le edizioni rassettate a essere scelte come fonti per le allegazioni del <hi rend="italic">Decameron</hi>. Non sono pochi comunque i casi in cui gli Accademici hanno scelto di rifarsi alle edizioni non purgate, quali la Dolfin del 1516, l’Aldina del 1522, ma soprattutto l’edizione Giunti del 1527, importantissima per gli intellettuali del Settecento, poiché, prima delle rassettature cinquecentesche, essa ha rappresentato l’ultimo tentativo di portare alle stampe una versione incensurata del <hi rend="italic">Decameron</hi>. Si sente, infatti, l’<hi >«</hi>esigenza da parte dei cruscanti di ricorrere a testi non censurati al fine di non privare il loro Vocabolario di lezioni originali del Boccaccio recentemente cadute sotto la scure dell’Inquisizione, e non lasciare a stampe precedenti questo appannaggio<hi >»</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi xml:id="footnote-003-backlink"><ref target="14.html#footnote-003">56</ref></hi></hi>: perciò, «serviva bene la ventisettana, che fiorentina era […] e che poco era stata sfruttata dal Salviati<hi >»</hi><hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi xml:id="footnote-002-backlink"><ref target="14.html#footnote-002">57</ref></hi></hi>. Non è raro, quindi, che gli Accademici abbiano riportato nelle voci anche alcuni passi che l’azione censoria ha voluto eliminare nelle stampe ufficiali (talvolta troncando alcune parti incriminate), soprattutto nel quarto Vocabolario. Come segnalato, infatti, da Eugenio Salvatore, </p><p rend="quotation_b">nella quarta impressione i limiti censori vennero superati apertamente e senza scrupoli, ponendosi come scopo la resa autentica dei testimoni citati, spesso irraggiungibile in ambito editoriale a causa della censura subita dalle stampe dell’epoca […]. Se dunque fino al 1691 si tentò di celare negli apparati, più ‘controllabili’ rispetto agli articoli, la realtà del lavoro filologico, nel 1729-38 questo scrupolo cadde. Le ragioni di una svolta tanto notevole sono più d’una, ma le principali sono rappresentate dall’evoluzione del rapporto tra istituzioni, intellettuali e clero tra Seicento e Settecento, e dallo spessore filologico degli accademici settecenteschi<hi rend="notes_number CharOverride-2"><hi xml:id="footnote-001-backlink"><ref target="14.html#footnote-001">58</ref></hi></hi>.</p><p rend="text">La valutazione linguistica delle Novelle e la scelta degli esempi per il Vocabolario doveva quindi spingersi oltre qualsiasi contenuto, così da permettere una fruizione diversa del testo di Boccaccio, incentrata principalmente sulla lingua. Per queste motivazioni, l’azione degli Accademici si è improntata all’utilizzo di fonti che contenessero una versione dell’opera nella quale poter ritrovare in massima parte la creatività e la ricchezza linguistica del Certaldese. Secondo Durante, infatti, la citazione del solo testo di Salviati come fonte del <hi rend="italic">Decameron</hi> nelle Tavole delle abbreviature della prima impressione (e nelle due successive) <hi >«ha il sapore di doverosa, e quasi obbligata, avvertenza, piuttosto che oggettivo rimando </hi>bibliografico (una doverosa avvertenza richiesta dalla legittimità di quella edizione, approvata dalla Congregazione dell’Indice dopo il postumo rifiuto della prima rassettatura del ’73)»<hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><hi xml:id="footnote-000-backlink"><ref target="14.html#footnote-000">59</ref></hi></hi>.</p><p rend="text">Non mancano infine casi di allegazioni riportanti lezioni estranee alla tradizione manoscritta e a stampa: in queste situazioni, si può ipotizzare che gli Accademici abbiano riportato l’allegazione a memoria, oppure che davvero abbiano avuto tra le mani una fonte che riportasse una lezione non rintracciata nella tradizione principale del testo. Le ipotesi, dunque, restano aperte: è certo che l’indagine sulle allegazioni del <hi rend="italic">Decameron</hi> di Boccaccio spinge lo studioso ad addentrarsi in questioni non solo linguistiche e lessicografiche, ma anche filologiche ed editoriali.</p><p rend="h2">Bibliografia</p><p rend="bib_indx_bib">[Borghini V.] <hi rend="italic">Annotationi et discorsi sopra alcuni luoghi del «Decameron» di M. Giovanni Boccacci </hi>[…]<hi rend="italic"> fatte dalli molto magnifici sig. Deputati</hi>, Giunti, Firenze 1574.</p><p rend="bib_indx_bib">Barbi M., <hi rend="italic">Sul testo del «Decameron»</hi>, «Studi di Filologia italiana», 1, 1927, pp. 9-68.</p><p rend="bib_indx_bib">Belloni G., <hi rend="italic">Sui prodromi del primo «Vocabolario»</hi>, in L. Tomasin (a cura di), <hi rend="italic">Il «Vocabolario degli accademici della Crusca» (1612) e la storia della Lessicografia italiana</hi>, Atti del X Convegno ASLI, Franco Cesati, Firenze 2013, pp. 73-89.</p><p rend="bib_indx_bib">[Boccaccio G.] <hi rend="italic">Decamerone</hi>, Terentius, Napoli [1470].</p><p rend="bib_indx_bib">Boccaccio G., <hi rend="italic">Decamerone</hi>, Stamperia di Ripoli, Firenze 1483.</p><p rend="bib_indx_bib">Boccaccio G., <hi rend="italic">Decameron</hi>, 2 voll., A.F. Massèra (a cura di), Laterza, Bari 1927.</p><p rend="bib_indx_bib">Boccaccio G., <hi rend="italic">Il Decameron</hi>, 2 voll., C.S. Singleton (a cura di), Laterza, Bari 1955.</p><p rend="bib_indx_bib">Boccaccio G., <hi rend="italic">Decameron. Edizione critica secondo l’autografo Hamiltoniano</hi>, V. Branca (a cura di), presso l’Accademia della Crusca, Firenze 1976.</p><p rend="bib_indx_bib">Boccaccio G., <hi rend="italic">Il Decameron</hi>, A. Rossi (a cura di), Cappelli, Bologna 1977.</p><p rend="bib_indx_bib">Boccaccio G., <hi rend="italic">Decameron</hi>, A. Quondam <hi rend="italic">et al.</hi> (a cura di), BUR Biblioteca Universale Rizzoli, Milano 2013.</p><p rend="bib_indx_bib">Branca V., <hi rend="italic">Per il testo del «Decameron». La prima diffusione del «Decameron»</hi>, «Studi di Filologia italiana», 8, 1950, pp. 29-143.</p><p rend="bib_indx_bib">Branca V.,<hi rend="italic"> Rapporti tra l’autografo e le testimonianze più affini (Dg, Mn, P)</hi>, in G. Boccaccio, <hi rend="italic">Decameron. Edizione critica secondo l’autografo Hamiltoniano</hi>, V. Branca (a cura di), presso l’Accademia della Crusca, Firenze 1976.</p><p rend="bib_indx_bib">Branca V., <hi rend="italic">Studi sulla tradizione del testo del «Decameron»</hi>, «Studi sul Boccaccio», 13, 1981-1982, pp. 21-160.</p><p rend="bib_indx_bib">Branca V., <hi rend="italic">Tradizione delle opere di Giovanni Boccaccio. Un secondo elenco di manoscritti e studi sul testo del «Decameron» con due appendici</hi>, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 1991.</p><p rend="bib_indx_bib">Breschi G., <hi rend="italic">Il ms. Parigino It. 482 e le vicissitudini editoriali del «Decameron»</hi>.<hi rend="italic"> Postilla per Aldo Rossi</hi>, in «Medioevo e Rinascimento», 15, 2004, pp. 77-119.</p><p rend="bib_indx_bib">Cursi M., <hi rend="italic">Produzione, tipologia, diffusione del </hi><hi rend="italic" >«Decameron» </hi><hi rend="italic">fra Tre e Quattrocento. Note paleografiche e codicologiche</hi>, «Nuova Rivista di letteratura italiana», I (2), 1998, pp. 463-551.</p><p rend="bib_indx_bib">Cursi M., <hi rend="italic">Ghinozzo di Tommaso Allegretti e altri copisti ‘a prezzo’ di testi volgari (XIV-XVsec.)</hi>, «Scrittura e civiltà», 23, 1999, pp. 213-252.</p><p rend="bib_indx_bib">Cursi M.<hi rend="CharOverride-5">, </hi><hi rend="italic">Il «Decameron»: scritture, scriventi, lettori. Storia di un testo</hi>, Viella, Roma 2007.</p><p rend="bib_indx_bib">Cursi M., <hi rend="italic">Il codice Ottimo del «Decameron» di Francesco d’Amaretto Mannelli</hi>, in T. De Robertis <hi rend="italic">et al.</hi> (a cura di), <hi rend="italic">Boccaccio autore e copista</hi>, Catalogo della Mostra di Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, 10 ottobre 2013-11 gennaio 2014, Mandragora, Firenze 2013.</p><p rend="bib_indx_bib">Cursi M., Fiorilla M., <hi rend="italic">Giovanni Boccaccio</hi>, in<hi rend="italic"> </hi>G. Brunetti <hi rend="italic">et al.</hi> (a cura di), <hi rend="italic">Autografi dei Letterati Italiani. Le origini e il Trecento, </hi>I, Salerno editrice, Roma 2013, pp. 43-103.</p><p rend="bib_indx_bib">Cursi M., Fiorilla M., <hi rend="italic">Fisionomia del manoscritto ed ecdotica: Boccaccio e Mannelli copisti del «Decameron»</hi>, in A. Mazzucchi e E. Malato (a cura di), <hi rend="italic">La critica del testo. Problemi di metodo ed esperienze di lavoro. Trent’anni dopo in vista del Settecentenario della morte di Dante</hi>, Atti del Convegno Internazionale (Roma, 23-26 ottobre 2017), Salerno, Roma 2019.</p><p rend="bib_indx_bib"><hi rend="italic">Del Decamerone di messer Giovanni Boccacci cittadino fiorentino</hi>, Amsterdam [Napoli] 1718.</p><p rend="bib_indx_bib">Durante M., <hi rend="italic">Il «Decameron» dentro la prima Crusca</hi>, «Studi sul Boccaccio», 30, 2002, pp. 169-192.</p><p rend="bib_indx_bib"><hi rend="italic">Il Decamerone di m. Giovanni Boccaccio</hi> […], Gregori, Venezia 1516.</p><p rend="bib_indx_bib"><hi rend="italic">Il Decamerone di m. Giovanni Boccaccio novamente corretto con tre novelle aggiunte</hi>, nelle case d’Aldo, Venezia 1522.</p><p rend="bib_indx_bib"><hi rend="italic">Il Decamerone di m. Giovanni Boccaccio nuovamente corretto et con diligentia stampato </hi>[…], Giunta, Firenze 1527<hi rend="italic">.</hi></p><p rend="bib_indx_bib"><hi rend="italic">Il Decamerone di m. Giovanni Boccaccio. Nuovamente alla sua vera lettione ridotto da M. Lod. Dolce </hi>[…], appresso Gabriele Giolito de’ Ferrari et fratelli, Venezia 1552.</p><p rend="bib_indx_bib"><hi rend="italic">Il Decamerone di m. Giovan Boccaccio, alla sua intera perfettione ridotto, et con dichiarationi et avvertimenti illustrato, per Girolamo Ruscelli </hi>[…],<hi rend="italic"> </hi>Valgrisi, Venezia 1557.</p><p rend="bib_indx_bib"><hi rend="italic">Il Decameron di messer Giovanni Boccacci cittadino fiorentino ricorretto in Roma et emendato secondo l’ordine del Sacro Conc. di Trento </hi>[…], Giunti, Firenze 1573.</p><p rend="bib_indx_bib"><hi rend="italic">Il Decameron di messer Giovanni Boccacci cittadin fiorentino, di nuovo ristampato, e riscontrato in Firenze con testi antichi, &amp; alla sua vera lezione ridotto dal caualier Lionardo Salviati </hi>[…], Giunti, Firenze 1582.</p><p rend="bib_indx_bib"><hi rend="italic">Il Decameron di messer Giovanni Boccacci cittadin fiorentino. Di nuovo ristampato, e riscontrato in Firenze con testi antichi e alla sua vera lezione ridotto dal cavalier Lionardo Saluiati </hi>[…], Giunti, Venezia 1585.</p><p rend="bib_indx_bib"><hi rend="italic">Il Decameron di messer Giovanni Boccacci cittadin fiorentino, di nuovo ristampato, e riscontrato in Firenze con testi antichi, &amp; alla sua vera lezione ridotto dal cavalier Lionardo Salviati </hi>[…], Giunti, Firenze 1587.</p><p rend="bib_indx_bib">Maino P.M.G., <hi rend="italic">L’uso dei testimoni del «Decameron» nella rassettatura di Lionardo Salviati</hi>, «Aevum», 86, 2012, pp. 1005-1030.</p><p rend="bib_indx_bib">Martini R.A., <hi rend="italic">Catalogo de’ libri e delle scritture dell’Accademia della Crusca compilato dal Ripurgato l’anno 1747</hi>.</p><p rend="bib_indx_bib">Pulsoni C., <hi rend="italic">Postillati cinquecenteschi del «Decameron»</hi>, «Aevum», 83, 2009, pp. 832-833.</p><p rend="bib_indx_bib">Ragionieri D., <hi rend="italic">La Biblioteca dell’Accademia della Crusca. Testi e documenti</hi>, Accademia della Crusca-Vecchiarelli, Firenze-Manziana 2015.</p><p rend="bib_indx_bib">Salvatore E.A., <hi rend="italic">La fortuna del «Decameron» nella Firenze di primo Settecento</hi>, in G. Frosini e S. Zamponi (a cura di), <hi rend="italic">Intorno a Boccaccio. Boccaccio e dintorni</hi>,<hi rend="italic"> </hi>Firenze University Press, Firenze 2015.</p><p rend="bib_indx_bib">Salvatore E.A., <hi rend="italic">Citazioni testuali e censura nel «Vocabolario della Crusca»</hi>, «Studi di Lessicografia italiana», 32, 2015, pp. 83-107.</p><p rend="bib_indx_bib">[Salviati L.] <hi rend="italic">Avvertimenti della lingua sopra ’l Decamerone volume primo del Cavalier Lionardo Salviati</hi>, presso Domenico &amp; Gio. Battista Guerra, Venezia 1584; <hi rend="italic">Del secondo volume degli avvertimenti della lingua sopra il Decamerone</hi>, Giunti, Firenze 1586.</p><p rend="bib_indx_bib">Scarola G., <hi rend="italic">La Libreria di Elisa e Felice Baciocchi: un’ipotesi di ricostruzione</hi>, «Crisopoli. Bollettino del Museo Bodoniano di Parma», 2007-2010, Grafiche Step, Parma 2011, pp. 189-205.</p><p rend="bib_indx_bib">Vecce C., <hi rend="italic">Bembo, Boccaccio e due varianti al testo delle «Prose»</hi>, «Aevum», 69, 1995, pp. 521-531.</p><p rend="bib_indx_bib"><hi rend="italic">Vocabolario degli Accademici della Crusca</hi>, appresso Giovanni Alberti, Venezia 1612.</p><p rend="bib_indx_bib"><hi rend="italic">Vocabolario degli Accademici della Crusca</hi>, 6 voll., presso Domenico Maria Manni, Firenze 1729-1738.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-058-backlink">1</ref></hi>	Si tratta del lavoro di ricerca svolto per la tesi di Dottorato in <hi rend="italic">Linguistica storica, Linguistica educativa e Italianistica. L’italiano, le altre lingue e culture</hi> (ciclo XXXII) presso l’Università per Stranieri di Siena sotto la guida della prof.ssa Giovanna Frosini, che ringrazio molto. Per la revisione e per i preziosi consigli riguardo al presente contributo, ringrazio il prof. Maurizio Fiorilla.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-057-backlink">2</ref></hi>	<hi rend="italic">Avvertimenti della lingua sopra ‘l Decamerone volume primo del Cavalier Lionardo Salviati</hi>, presso Domenico &amp; Gio. Battista Guerra, Venezia 1584; <hi rend="italic">Del secondo volume degli avvertimenti della lingua sopra il Decamerone</hi>, Giunti, Firenze 1586.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="14.html#footnote-056-backlink">3</ref></hi>	<hi rend="italic">Vocabolario degli Accademici della Crusca</hi>, appresso Giovanni Alberti, Venezia 1612, p. 6. Per i brani presenti da qui in poi, si è deciso di adottare la trascrizione diplomatica (senza la segnalazione di fine riga o di cambio pagina). Come si vedrà anche più avanti, tale scelta è motivata dalla volontà di riportare i testi nella maniera più fedele possibile, in particolare per quanto riguarda le allegazioni del Vocabolario e i passi tratti dai manoscritti: in questo modo, nei riscontri che seguiranno, si è voluto segnalare al lettore l’effettiva situazione in cui si sono ritrovati gli Accademici relativamente ai testi che hanno avuto a disposizione, per comprendere e valutare meglio i loro comportamenti. Lo stesso criterio è stato adottato per i passi tratti dalle Tavole del Vocabolario, dalle carte degli Accademici e dai testi a stampa (cfr. i criteri forniti alle pp. 257-258).</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-055-backlink">4</ref></hi>	<hi rend="italic">Ibidem.</hi></p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-054-backlink">5</ref></hi>	<hi rend="italic">Ibidem.</hi></p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-053-backlink">6</ref></hi>	<hi rend="italic">Vocabolario degli Accademici della Crusca</hi>, 6 voll., presso Domenico Maria Manni, Firenze 1729-1738, vol. I, p. 360. </p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-052-backlink">7</ref></hi>	<hi rend="italic">Vocabolario degli Accademici della Crusca </hi>(1612), p. 16.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-051-backlink">8</ref></hi>	<hi rend="italic">Il Decameron di messer Giovanni Boccacci cittadin fiorentino, di nuovo ristampato, e riscontrato in Firenze con testi antichi, &amp; alla sua vera lezione ridotto dal caualier Lionardo Salviati </hi>[…], Giunti, Firenze 1582.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-050-backlink">9</ref></hi>	<hi rend="italic">Il Decameron di messer Giovanni Boccacci cittadin fiorentino. Di nuovo ristampato, e riscontrato in Firenze con testi antichi e alla sua vera lezione ridotto dal cavalier Lionardo Salviati </hi>[…], Giunti, Venezia 1585.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-049-backlink">10</ref></hi>	<hi rend="italic">Il Decameron di messer Giovanni Boccacci cittadin fiorentino, di nuovo ristampato, e riscontrato in Firenze con testi antichi, &amp; alla sua vera lezione ridotto dal cavalier Lionardo Salviati </hi>[…], Giunti, Firenze 1587.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-048-backlink">11</ref></hi>	<hi rend="italic">Vocabolario degli Accademici della Crusca </hi>(1729-1738), vol. VI, p. 16. La nota 29, scritta dai compilatori e presente nella Tavola delle abbreviature, si dimostra particolarmente significativa per confermare l’esemplare spogliato dagli Accademici. Cfr. più avanti nel testo.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-047-backlink">12</ref></hi>	«Si può ipotizzare che il patrimonio archivistico e librario della Crusca che confluì nella Magliabechiana coincida quasi del tutto con i documenti, sia manoscritti che a stampa, descritti da Rosso Antonio Martini nel suo catalogo redatto nel 1747, ma con aggiornamenti fino al 1778, ovvero solo cinque anni prima della soppressione. Sugli esemplari che giunsero alla Biblioteca Magliabechiana fu apposta un’etichetta con la dicitura “dell’Accademia della Crusca 1783”, ancora visibile sia su quelli che tornarono nel patrimonio di Crusca, sia su quelli che restarono nella Magliabechiana al momento della ricostituzione dell’Accademia» (D. Ragionieri, <hi rend="italic">La Biblioteca dell’Accademia della Crusca. Testi e documenti</hi>, Accademia della Crusca-Vecchiarelli editore, Firenze-Manziana 2015, p. 47).</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-046-backlink">13</ref></hi>	R.A. Martini, <hi rend="italic">Catalogo de’ libri e delle scritture dell’Accademia della Crusca compilato dal Ripurgato l’anno 1747</hi>, p. 169.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-045-backlink">14</ref></hi>	AACF 119, cart. 31, p. 16.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-044-backlink">15</ref></hi>	<hi rend="italic">Vocabolario degli Accademici della Crusca </hi>(1729-1738), vol. VI, p. 16.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-043-backlink">16</ref></hi>	<hi rend="italic">Del Decamerone di messer Giovanni Boccacci cittadino fiorentino</hi>, Amsterdam [Napoli] 1718.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-042-backlink">17</ref></hi>	E. A. Salvatore, <hi rend="italic">La fortuna del «Decameron» nella Firenze di primo Settecento</hi>, in G. Frosini e S. Zamponi (a cura di), <hi rend="italic">Intorno a Boccaccio. Boccaccio e dintorni</hi>,<hi rend="italic"> </hi>Firenze University Press, Firenze 2015, p. 13.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-041-backlink">18</ref></hi>	AACF 119, cart. 31, p. 16.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-040-backlink">19</ref></hi>	<hi rend="italic">Ibidem.</hi></p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-039-backlink">20</ref></hi>	AACF 119, cart. 9, c. 1r.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-038-backlink">21</ref></hi>	<hi rend="italic">Ibidem.</hi></p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-037-backlink">22</ref></hi>	<hi rend="italic">Vocabolario degli Accademici della Crusca</hi> (1729-1738), cit., vol. VI, p. 16.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-036-backlink">23</ref></hi>	<hi rend="italic">Ibidem.</hi></p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="14.html#footnote-035-backlink">24</ref></hi>	Il codice poteva trovarsi nella Biblioteca Medicea Laurenziana già dal 1560 (cfr. V. Branca, <hi rend="italic">Tradizione delle opere di Giovanni Boccaccio. Un secondo elenco di manoscritti e studi sul testo del «Decameron» con due appendici</hi>, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 1991, p. 77). Per altre notizie sul manoscritto cfr. almeno:<hi rend="CharOverride-5"> </hi>M. Cursi<hi rend="CharOverride-5">, </hi><hi rend="italic">Il «Decameron»: scritture, scriventi, lettori. Storia di un testo</hi>, Viella, Roma 2007, pp. 47-52 e 180-182 (scheda 15); Id., <hi rend="italic">Il codice Ottimo del «Decameron» di Francesco d’Amaretto Mannelli</hi>, in <hi rend="CharOverride-6">T. De Robertis </hi><hi rend="italic CharOverride-6">et al.</hi><hi rend="CharOverride-6"> (a cura di), </hi><hi rend="italic CharOverride-6">Boccaccio autore e copista</hi><hi rend="CharOverride-6">, </hi>Catalogo della Mostra di Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, 10 ottobre 2013-11 gennaio 2014, Mandragora, Firenze 2013, pp. 140-142 (scheda 24). Vd. poi M. Cursi, M. Fiorilla,<hi rend="italic"> Fisionomia del manoscritto ed ecdotica: Boccaccio e Mannelli copisti del «Decameron»</hi>, in A. Mazzucchi e E. Malato (a cura di), <hi rend="italic">La critica del testo. Problemi di metodo ed esperienze di lavoro. Trent’anni dopo in vista del Settecentenario della morte di Dante</hi>, Atti del Convegno Internazionale (Roma, 23-26 ottobre 2017), Salerno, Roma 2019, pp. 229-274. </p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-034-backlink">25</ref></hi>	Cfr. AACF 119, cart. 31, p. 16.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-033-backlink">26</ref></hi>	AACF 119, cart. 7, c. 1r.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-032-backlink">27</ref></hi>	<hi rend="italic">Ibidem.</hi></p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-031-backlink">28</ref></hi>	Cfr. <hi rend="italic">Annotationi et discorsi sopra alcuni luoghi del «Decameron» di M. Giovanni Boccacci </hi>[…]<hi rend="italic"> fatte dalli molto magnifici sig. Deputati</hi>, Giunti, Firenze 1574, cc. 1v-2r.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-030-backlink">29</ref></hi>	Cfr. <hi rend="italic">Avvertimenti della lingua sopra ’l «Decamerone»</hi>, cit., p. 7. </p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-029-backlink">30</ref></hi>	Cfr. V. Branca<hi rend="italic">, Rapporti tra l’autografo e le testimonianze più affini (Dg, Mn, P)</hi>, in G. Boccaccio, <hi rend="italic">Decameron. Edizione critica secondo l’autografo Hamiltoniano</hi>, V. Branca (a cura di), presso l’Accademia della Crusca, Firenze 1976, pp. LIV-XCIII; Cursi, <hi rend="italic">Il «Decameron»: scritture, scriventi, lettori</hi>,<hi rend="italic"> </hi>cit., p. 51; Id., <hi rend="italic">Il codice Ottimo del «Decameron»</hi>, cit., p. 142.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-028-backlink">31</ref></hi>	<hi rend="italic">Il Decameron di messer Giovanni Boccacci cittadino fiorentino ricorretto in Roma et emendato secondo l’ordine del Sacro Conc. di Trento </hi>[…], Giunti, Firenze 1573.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-027-backlink">32</ref></hi>	<hi rend="italic">Il Decamerone di m. Giovanni Boccaccio nuovamente corretto et con diligentia stampato </hi>[…], Giunta, Firenze 1527<hi rend="italic">.</hi></p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-026-backlink">33</ref></hi>	Si tratta di BNCF Rari 22.A.5.18, l’esemplare di Dec. Giunti 1527 contenenti interessanti annotazioni di Vincenzio Borghini relative alle fonti servite per la rassettatura dei Deputati.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-025-backlink">34</ref></hi>	<hi rend="italic">Il Decamerone di m. Giovanni Boccaccio</hi> […], Gregori, Venezia 1516.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number CharOverride-2"><ref target="14.html#footnote-024-backlink">35</ref></hi>	Cfr. C. Vecce, <hi rend="italic">Bembo, Boccaccio e due varianti al testo delle «Prose»</hi>, «Aevum», 69, 1995, pp. 521-531 e C. Pulsoni, <hi rend="italic">Postillati cinquecenteschi del «Decameron»</hi>, «Aevum», 83, 2009, pp. 832-833.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-023-backlink">36</ref></hi>	<hi rend="italic">Il Decamerone di m. Giovanni Boccaccio novamente corretto con tre novelle aggiunte</hi>, nelle case d’Aldo, Venezia 1522.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-022-backlink">37</ref></hi>	<hi rend="italic">Il Decamerone di m. Giovanni Boccaccio. Nuovamente alla sua vera lettione ridotto da M. Lod. Dolce </hi>[…], appresso Gabriele Giolito de’ Ferrari et fratelli, Venezia 1552.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-021-backlink">38</ref></hi>	<hi rend="italic">Il Decamerone di m. Giovan Boccaccio, alla sua intera perfettione ridotto, et con dichiarationi et avvertimenti illustrato, per Girolamo Ruscelli </hi>[…]<hi rend="italic">, </hi>Valgrisi, Venezia 1557.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-020-backlink">39</ref></hi>	<hi rend="italic">Decamerone</hi>, Terentius, Napoli [1470].</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-019-backlink">40</ref></hi>	Cfr.<hi rend="CharOverride-5"> </hi><hi rend="italic">Annotationi et discorsi</hi>, cit.<hi rend="italic">,</hi> cc. 8v-9r e P.M.G. Maino, <hi rend="italic">L’uso dei testimoni del «Decameron» nella rassettatura di Lionardo Salviati</hi>, «Aevum», 86, 2012, pp. 1005-1030: 1006. </p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-018-backlink">41</ref></hi>	G. Boccaccio, <hi rend="italic">Decamerone</hi>, Stamperia di Ripoli, Firenze 1483.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-017-backlink">42</ref></hi>	Per notizie sul codice cfr.: C. Singleton, <hi rend="italic">Nota</hi>, in G. Boccaccio, <hi rend="italic">Il Decameron</hi>, 2 voll., C.S. Singleton (a cura di), Laterza, Bari 1955, p. 335; V. Branca, <hi rend="italic">L’autografo della redazione del 1370</hi> circa, in Boccaccio, <hi rend="italic">Decameron. Edizione critica secondo l’autografo Hamiltoniano</hi>, V. Branca (a cura di), cit., pp. XVII-LIII; M. Cursi, <hi rend="italic">Il «Decameron»: scritture, scriventi, lettori</hi>, cit., pp. 39-45 e 161-164 (scheda 1); vd. anche M. Cursi, M. Fiorilla, <hi rend="italic">Giovanni Boccaccio</hi>, in<hi rend="italic"> </hi>G. Brunetti <hi rend="italic">et al.</hi> (a cura di), <hi rend="italic">Autografi dei Letterati Italiani. Le origini e il Trecento</hi>,<hi rend="italic"> </hi>I, Salerno, Roma 2013, pp. 43-103, a p. 48 (scheda 1); M. Cursi, <hi rend="italic">L’autografo berlinese del «Decameron»</hi>, in <hi rend="CharOverride-6">De Robertis </hi><hi rend="italic CharOverride-6">et al.</hi><hi rend="CharOverride-6"> (a cura di), </hi><hi rend="italic CharOverride-6">Boccaccio autore e copista</hi><hi rend="CharOverride-6">,</hi><hi rend="italic"> </hi>cit., pp. 137-138 (scheda 22).</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-016-backlink">43</ref></hi>	Per notizie sul manoscritto (con la bibliografia precedente) cfr. almeno: G. Breschi, <hi rend="italic">Il ms. Parigino It. 482 e le vicissitudini editoriali del «Decameron»</hi>.<hi rend="italic"> Postilla per Aldo Rossi</hi>, «Medioevo e Rinascimento», 15, 2004, pp. 77-119; M. Cursi<hi rend="CharOverride-5">, </hi><hi rend="italic">Il «Decameron»: scritture, scriventi, lettori. Storia di un testo</hi>, Viella, Roma 2007, pp. 47-52 e 180-182 (scheda 15); Id., <hi rend="italic">Il codice Ottimo del «Decameron» di Francesco d’Amaretto Mannelli</hi>, cit., pp. 140-142 (scheda 24). Vd. poi (con altra bibliografia) Cursi, Fiorilla,<hi rend="italic"> Fisionomia del manoscritto ed ecdotica</hi>, cit., pp. 229-274. </p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-015-backlink">44</ref></hi>	Cfr. Singleton, <hi rend="italic">Nota</hi>, cit., pp. 340-341; Cursi, <hi rend="italic">Il «Decameron»: scritture, scriventi, lettori</hi>,<hi rend="italic"> </hi>cit., pp. 95-97 e pp. 190-194 (schede 23-25); Maino, <hi rend="italic">L’uso dei testimoni</hi>, cit., p. 1007.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-014-backlink">45</ref></hi>	Cfr. M. Barbi, <hi rend="italic">Sul testo del «Decameron»</hi>, «Studi di Filologia italiana», 1, 1927, pp. 9-68: 31 sgg.; V. Branca, <hi rend="italic">Per il testo del «Decameron». La prima diffusione del «Decameron»</hi>, «Studi di Filologia italiana», 8, 1950, pp, 29-143: 84-85, 138; V. Branca, <hi rend="italic">Studi sulla tradizione del testo del «Decameron»</hi>, «Studi sul Boccaccio», 13, 1981-1982, pp. 21-160: 54, n. 60; Cursi, <hi rend="italic">Il «Decameron»: scritture, scriventi, lettori, </hi>cit., 197-198 (scheda 28).</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-013-backlink">46</ref></hi>	Cfr. Singleton, <hi rend="italic">Nota</hi>, cit., pp. 342-343; Cursi, <hi rend="italic">Il «Decameron»: scritture, scriventi, lettori</hi>,<hi rend="italic"> </hi>cit., pp. 74-76 e pp. 193-194 (scheda 25).</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-012-backlink">47</ref></hi>	Per qualche notizia sul codice, cfr.: Singleton, <hi rend="italic">Nota</hi>, cit., p. 339; Cursi, <hi rend="italic">Il «Decameron»: scritture, scriventi, lettori</hi>, cit., pp. 93-94 e pp. 187-188 (scheda 20).</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-011-backlink">48</ref></hi>	Relativamente a questo codice, cfr. in particolare: M. Cursi, <hi rend="italic">Produzione, tipologia, diffusione del </hi><hi rend="italic" >«Decameron» </hi><hi rend="italic">fra Tre e Quattrocento. Note paleografiche e codicologiche</hi>, «Nuova Rivista di letteratura italiana», I (2), 1998, pp. 463-551: 510-513; M. Cursi, <hi rend="italic">Ghinozzo di Tommaso Allegretti e altri copisti ‘a prezzo’ di testi volgari (XIV-XVsec.)</hi>, «Scrittura e civiltà», 23, 1999, pp. 213-252; Cursi, <hi rend="italic">Il «Decameron»: scritture, scriventi, lettori</hi>,<hi rend="italic"> </hi>cit., pp. 226-227 (scheda 50) e alla tav. 31; G. Scarola, <hi rend="italic">La Libreria di Elisa e Felice Baciocchi: un’ipotesi di ricostruzione</hi>, «Crisopoli. Bollettino del Museo Bodoniano di Parma», 2007-2010, Grafiche Step, Parma 2011, pp. 189-205: 194 e 199.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-010-backlink">49</ref></hi>	Per questi ultimi due filoni di indagine considerati, si rimanda a M. Durante, <hi rend="italic">Il «Decameron» dentro la prima Crusca</hi>, «Studi sul Boccaccio», 30, 2002, pp. 169-192.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-009-backlink">50</ref></hi>	Ai fini di un’ulteriore verifica, si sono consultate le seguenti edizioni moderne: G. Boccaccio, <hi rend="italic">Decameron</hi>, 2 voll., A.F. Massèra (a cura di), Laterza, Bari 1927 (= Dec. Massèra 1927); Boccaccio, <hi rend="italic">Il Decameron</hi>, 2 voll., C.S. Singleton (a cura di), cit. (= Dec. Singleton 1955); Boccaccio, <hi rend="italic">Decameron. Edizione critica secondo l’autografo Hamiltoniano</hi>, V. Branca (a cura di), cit. (= Dec. Branca 1976); G. Boccaccio, <hi rend="italic">Il Decameron</hi>, A. Rossi (a cura di), Cappelli, Bologna 1977 (= Dec. Rossi 1977); G. Boccaccio, <hi rend="italic">Decameron</hi>, A. Quondam <hi rend="italic">et al</hi>. (a cura di), BUR Biblioteca Universale Rizzoli, Milano 2013 (= Dec. Alfano-Fiorilla-Quondam 2013). Le lezioni proposte dagli Accademici coincidono in linea di massima con le scelte operate nelle ricostruzioni filologiche moderne del testo del <hi rend="italic">Decameron</hi>, ad eccezione di alcuni casi, segnalati in nota nel corso delle successive analisi. Dalle tavole di collazione di Massèra e Singleton e dagli apparati di Branca e Rossi non si ricavano attestazioni delle lezioni singolari proposte dagli Accademici.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-008-backlink">51</ref></hi>	AACF 119, cart. 31, p. 16.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-007-backlink">52</ref></hi>	Anche le edizioni moderne (Dec. Massèra 1927, Dec. Singleton 1955, Dec. Branca 1976, Dec. Rossi 1977, Dec. Alfano-Fiorilla-Quondam 2013) riportano la lezione <hi rend="italic">combine</hi>.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-006-backlink">53</ref></hi>	Anche le edizioni moderne (Dec. Massèra 1927, Dec. Singleton 1955, Dec. Branca 1976, Dec. Rossi 1977, Dec. Alfano-Fiorilla-Quondam 2013), in accordo con le fonti a stampa consultate dagli Accademici, riportano la lezione <hi rend="italic">simonia procureria</hi>.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-005-backlink">54</ref></hi>	Anche in questo caso, le edizioni moderne (Dec. Massèra 1927, Dec. Singleton 1955, Dec. Branca 1976, Dec. Rossi 1977, Dec. Alfano-Fiorilla-Quondam 2013), in accordo con la tradizione, riportano la lezione <hi rend="italic">attendesse</hi>.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-004-backlink">55</ref></hi>	Di nuovo, la scelta degli Accademici non trova riscontro nemmeno nelle edizioni moderne (Dec. Massèra 1927, Dec. Singleton 1955, Dec. Branca 1976, Dec. Rossi 1977, Dec. Alfano-Fiorilla-Quondam 2013), le quali riportano la lezione <hi rend="italic">alto senno</hi>.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-003-backlink">56</ref></hi>	G. Belloni, <hi rend="italic">Sui prodromi del primo «Vocabolario»</hi>, in L. Tomasin (a cura di), <hi rend="italic">Il «Vocabolario degli accademici della Crusca» (1612) e la storia della Lessicografia italiana</hi>, Atti del X Convegno ASLI, Franco Cesati editore, Firenze 2013, pp. 73-89, alle pp. 84-85.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-002-backlink">57</ref></hi>	<hi rend="italic">Ibidem.</hi></p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-001-backlink">58</ref></hi>	E. Salvatore, <hi rend="italic">Citazioni testuali e censura nel «Vocabolario della Crusca»</hi>, «Studi di Lessicografia italiana», 32, 2015, pp. 83-107: 84.</p><p rend="layout_notes"><hi rend="notes_number _idGenCharOverride-1"><ref target="14.html#footnote-000-backlink">59</ref></hi>	Durante, <hi rend="italic">Il «Decameron» dentro la prima Crusca</hi>, cit., p. 170.</p>
      
      
      
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        <listBibl>
          <head>References</head>
          <bibl n="30909">[Borghini V.] Annotationi et discorsi sopra alcuni luoghi del &amp;#171;Decameron&amp;#187; di M. Giovanni Boccacci […] fatte dalli molto magnifici sig. Deputati, Giunti, Firenze 1574.</bibl>
          <bibl n="30910">Barbi M., Sul testo del &amp;#171;Decameron&amp;#187;, &amp;#171;Studi di Filologia italiana&amp;#187;, 1, 1927, pp. 9-68.</bibl>
          <bibl n="30911">Belloni G., Sui prodromi del primo &amp;#171;Vocabolario&amp;#187;, in L. Tomasin (a cura di), Il &amp;#171;Vocabolario degli accademici della Crusca&amp;#187; (1612) e la storia della Lessicografia italiana, Atti del X Convegno ASLI, Franco Cesati, Firenze 2013, pp. 73-89.</bibl>
          <bibl n="30912">[Boccaccio G.] Decamerone, Terentius, Napoli [1470].</bibl>
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          <bibl n="30916">Boccaccio G., Decameron. Edizione critica secondo l’autografo Hamiltoniano, V. Branca (a cura di), presso l’Accademia della Crusca, Firenze 1976.</bibl>
          <bibl n="30917">Boccaccio G., Il Decameron, A. Rossi (a cura di), Cappelli, Bologna 1977.</bibl>
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