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        <title type="main" level="a">Terminologia e lessicografia: riflessioni sulla denominazione delle pratiche terminologiche nel XXI secolo</title>
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          <persName n="1" ref="https://orcid.org/0000-0001-8317-090X" type="ORCID">
            <forename>Claudio</forename>
            <surname>Grimaldi</surname>
            <placeName type="affiliation">University of Naples Parthenope, Italy</placeName>
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          <resp>This is a section of <title>Terminologie e vocabolari</title>(DOI: <idno type="DOI">10.36253/978-88-5518-364-2</idno>) by </resp>
          <name>Claudio Grimaldi, Maria Teresa Zanola</name>
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        <publisher>Firenze University Press</publisher>
        <pubPlace>Firenze</pubPlace>
        <date when="2021">2021</date>
        <idno type="DOI">https://doi.org/10.36253/978-88-5518-364-2.10</idno>
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          <p>Available for academic research purposes</p>
          <p>Open Access</p>
          <p>Copyright Author(s)</p>
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        <p>This is original content, published for academic research purposes</p>
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        <p>This contribution aims to propose a reflection that is inserted in a perspective of the history of lexicography, on the one hand, and of semantics, on the other. The first objective of this work is to retrace how the denominations generally attributed to lexicographic and terminographic practice have been structured and lexicalized over the centuries. In the second part of this work, the paper mainly reflects on the use of the names of lexicographic resources (“dictionary”, “glossary”, “vocabulary”) in terms of terminology. This investigation objective arises from the hypothesis of a improper use of these names in different fields of application, especially when non-linguists use these names for products that claim to be of a terminological nature.</p>
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            <item>diachronic terminology</item>
            <item>denomination</item>
            <item>semantic analysis</item>
            <item>lexicography</item>
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      <p>It is available online at https://doi.org/10.36253/978-88-5518-364-2.10<ref target="https://doi.org/10.36253/978-88-5518-364-2.10" /></p>
      
      
      <p rendition="simple:h1_chapter">Terminologia e lessicografia: riflessioni sulla denominazione delle pratiche terminologiche <lb/>nel XXI secolo</p><p rendition="simple:h1_author">Claudio Grimaldi</p><p rendition="simple:text">Il presente contributo mira a proporre una riflessione che si inserisce in una prospettiva di storia della lessicografia, da un lato, e di semantica, da un altro. Il primo obiettivo di questo lavoro è di ripercorrere come le denominazioni generalmente attribuite alla pratica lessicografica e terminografica si sono strutturate e lessicalizzate nel corso dei secoli. Per questa prima parte, saranno utilizzate come fonti lessicografiche le cinque edizioni del <hi rendition="simple:italic">Vocabolario</hi> dell’Accademia della Crusca e, dato che i nostri interessi di studio riguardano la linguistica francese, le otto edizioni del <hi rendition="simple:italic">Dictionnaire</hi> dell’Académie française. La scelta di prendere in considerazione le definizioni proposte dal <hi rendition="simple:italic">Dictionnaire </hi>è anche legata alla riflessione che nell’universo culturale francese è sempre stata condotta nei confronti di un approfondimento linguistico e metalinguistico sulla natura delle differenti risorse lessicografiche. </p><p rendition="simple:text">Nella seconda parte del presente lavoro, si rifletterà principalmente sull’uso delle denominazioni delle risorse lessicografiche («dizionario<hi rendition="simple:CharOverride-1">»</hi>, «glossario<hi rendition="simple:CharOverride-1">»</hi>, «vocabolario<hi rendition="simple:CharOverride-1">»</hi>) in chiave terminologica. Questo obiettivo di indagine nasce dall’ipotesi di un uso talvolta improprio di tali denominazioni in diversi campi di applicazione, soprattutto quando sono i non linguisti ad utilizzare tali denominazioni per prodotti che pretendono essere di natura terminologica.</p><p rendition="simple:h2">1. La nascita delle denominazioni «dizionario», «vocabolario», «glossario» e «lessico» nelle civiltà occidentali</p><p rendition="simple:text">La prima parte del presente lavoro intende proporre un breve excursus sull’utilizzo della pratica lessicografica nelle civiltà europee (cfr. Migliorini 1951; Massariello Merzagora 1982; Marello 1996; Della Valle, Patota 2016; Simone 2010; Aprile 2005; Serianni, Trifone 1993), pratica che si interseca nel corso del XX secolo in maniera diretta e inevitabile con la nascita della terminologia in quanto disciplina scientifica e campo di indagine in ambito accademico, che è diventata in pochi decenni un settore di ricerca fecondo che si è sviluppato a livello internazionale secondo differenti approcci e metodologie di indagine (teoria comunicativa della terminologia, terminologia cognitiva, socio-terminologia, terminologia testuale, per citarne soltanto alcuni), con un conseguente proliferarsi di centri di ricerca d’eccellenza a livello mondiale. </p><p rendition="simple:text">Le prime attività di natura lessicografica nascono con un intento principalmente pedagogico e didattico. In tal senso, si ricordano le prime liste di parole sotto forma di tavolette volte alla spiegazione di precisi caratteri nelle regioni di Akkad e Sumer in Mesopotamia, le liste di ideogrammi-parole classificate per materie in Egitto o i «libri di ideogrammi<hi rendition="simple:CharOverride-1">»</hi> della tradizione cinese (cfr. Rey 2006). L’Antichità greco-latina si pone, invece, altri obiettivi poiché i lessicografi dell’epoca operano in maniera diversa, estraendo da un corpus testuale le unità e i segni che non sono noti e creando dei glossari. In questo contesto, la lista più antica di parole conosciuta risale al V secolo avanti Cristo e riguarda il corpus testuale delle opere di Omero.</p><p rendition="simple:text">Quest’attività lessicografica antica, anteriore alla pratica che si identifica oggi con la parola «lessicografia<hi rendition="simple:CharOverride-1">»</hi>, si basa su due diverse modalità di lavoro e due intenti distinti: una prima modalità di lavoro pratica, utilitaristica, ha intenti di natura lessicografica, enciclopedica, descrittiva e antropologica, con scopi retorici e pedagogici, ovvero comprendere le parole per saper padroneggiare i testi che sono il fondamento del sapere e della tradizione; una seconda modalità di lavoro nasce, invece, da Platone e dal suo <hi rendition="simple:italic">Cratilo</hi>, dove la parola «lessicologia<hi rendition="simple:CharOverride-1">»</hi> deve essere intesa nel senso di «etimologia<hi rendition="simple:CharOverride-1">»</hi>, ovvero la ricerca della verità nelle parole e attraverso le parole, approccio che fonderà poi la teologia.</p><p rendition="simple:text">Anche nell’Europa cristiana, la tradizione dello studio delle parole prende due direzioni distinte, una di natura più enciclopedica e un’altra che seleziona quale oggetto di studio i segni linguistici sconosciuti presenti nei testi per creare dei glossari. La seconda direzione è quella che in questa sede interessa maggiormente in quanto le pratiche sviluppate in questa prospettiva alimentano il passaggio dalla glossografia, ovvero lo studio delle glosse, cioè dei vocaboli rari (poetici, dialettali, arcaici), usati da scrittori e poeti e di non immediata comprensione<hi rendition="simple:notes_numbersimple:CharOverride-2"><hi xml:id="footnote-000-backlink"><ref target="OP05354_10.html#footnote-000">1</ref></hi></hi>, alla vera e propria lessicografia di epoca medievale. La lessicografia di questo periodo si inserisce naturalmente nella gestione linguistica della co-presenza del latino e delle lingue volgari prima, e delle varie lingue volgari poi, che convivono nello stesso spazio geografico. La creazione di queste liste di parole, oltre agli intenti indicati in precedenza, conduce alla presa di consapevolezza dell’esistenza di un’altra risorsa lessicografica, l’enciclopedia, il cui approccio di natura onomasiologica procede dalle cose esistenti nel modo ai segni linguistici e che nella classificazione delle parole procede talvolta per temi e non necessariamente in ordine alfabetico. È importante sottolineare che a fare da sfondo a queste liste di parole (anonime e semplici all’inizio, sempre più sofisticate in seguito) si percepiscono un clima culturale e la volontà di mettere ordine tra le parole e le idee.</p><p rendition="simple:text">Contrariamente a una tradizione storiografica che lascia apparire il vero dizionario nel XVI secolo, in Europa le liste di parole latine, prima monolingue e poi bilingue e/o trilingue, accompagnate da glosse o da equivalenti tradotti, conducono alla creazione di una prima opera di natura pedagogica e didattica nel corso del XIII e XIV secolo. Questo genere di raccolta lascia emergere da un corpus testuale un insieme di segni linguistici trattati o come nomi o come notazioni grafiche o delle parole (<hi rendition="simple:italic">vocabolarium</hi>) o come modi di dire (<hi rendition="simple:italic">dictiones</hi>, da cui deriva <hi rendition="simple:italic">dictionarius</hi>) o come degli elementi testuali che meritano una spiegazione (<hi rendition="simple:italic">glossae</hi>, da cui deriva <hi rendition="simple:italic">glossarium</hi>). Il carattere ibrido di ciò che si identifica oggi come dizionario non deve, quindi, nascondere l’antichità delle sue origini, pur essendo vero che la centralità sociale del dizionario in Occidente sarà soltanto raggiunta nel XVI secolo.</p><p rendition="simple:text">Per fornire un quadro completo alla nascita della pratica lessicografica, risulta imperativo citare anche il concetto di «enciclopedia», che, dietro la sua designazione greca di circolarità di un sapere che è insegnato, senso acquisito con ampio respiro nel corso del Rinascimento, è una delle opere di riferimento che mira a proporre la visione del mondo di una civiltà in un determinato periodo storico e con una finalità culturale ben precisa. Il concetto di «enciclopedia<hi rendition="simple:CharOverride-1">»</hi> si è distinto, talvolta in maniera netta talvolta in maniera ambigua, da quello di «dizionario<hi rendition="simple:CharOverride-1">»</hi>, che, invece, mira a descrivere gli elementi lessicali e la loro combinazione dal punto di vista linguistico. La differenza tra i due concetti è, pertanto, di natura puramente semantica: nel dizionario, l’oggetto di studio è un segno linguistico; nell’enciclopedia, una realtà che si presuppone al di fuori del linguaggio e i concetti che permettono di accedere a questa realtà. Risulta interessante menzionare, facendo riferimento alla cultura francese, l’impresa editoriale di rilievo condotta nel corso del XIX secolo dai fratelli Bescherelle, migliorata poi da Pierre Larousse, di creare un genere promettente, il <hi rendition="simple:italic">dictionnaire encyclopédique</hi>, che tratta in maniera classica, ma talvolta approssimativa, la semantica e l’uso delle parole di una lingua, riprendendo ogni unità linguistica e descrivendone il suo valore in un ambito del sapere. Questo progetto culturale si avvicina quindi a un’unione dei tre poli, talvolta percepiti come distinti, di dizionario, enciclopedia e terminologia.</p><p rendition="simple:text">Riprendendo quanto detto in precedenza, i concetti di «glossario», «dizionario», «vocabolario» e «lessico» si delineano con precisione nel corso dei secoli e, volendo ripercorrere la storia linguistica di tali denominazioni, l’unica possibilità di cui si dispone è quella di osservare l’evoluzione delle definizioni proposte dai dizionari, che, in un’ottica diacronica, consentono di analizzare gli aspetti semantici peculiari di queste unità linguistiche. Si propongono di seguito le definizioni di «dizionario», «vocabolario» e «lessico» contenute nelle differenti edizioni del <hi rendition="simple:italic">Vocabolario</hi> dell’Accademia della Crusca e del <hi rendition="simple:italic">Dictionnaire</hi> dell’Académie française.</p><p rendition="simple:quotation_b"><hi rendition="simple:CharOverride-1">Glossaire</hi></p><p rendition="simple:quotation_b"><hi rendition="simple:italic">Dictionnaire de l’Académie française</hi> (1694): Dictionnaire servant à l’explication des mots les plus obscurs d’une langue. </p><p rendition="simple:quotation_b"><hi rendition="simple:italic">Dictionnaire de l’Acadé</hi><hi rendition="simple:italic">mie française</hi> (1762): Dictionnaire servant à l’explication de certains mots moins connus d’une langue, par d’autres termes de la même langue plus connus. </p><p rendition="simple:quotation_b"><hi rendition="simple:italic">Dictionnaire de l’Académie française</hi> (1798): Dictionnaire servant à l’explication de certains mots moins connus d’une Langue, par d’autres termes de la même Langue plus connus. </p><p rendition="simple:quotation_b"><hi rendition="simple:italic" >Dictionnaire de l’Académie française</hi><hi > (1932-5): Dictionnaire servant à l’explication de certains mots obscurs d’une langue par d’autres termes de la même langue plus connus. </hi>Il se dit quelquefois d’un Simple vocabulaire.</p><p rendition="simple:quotations_quotation_b1"><hi rendition="simple:CharOverride-1">Glossario</hi></p><p rendition="simple:quotations_quotation_b2"><hi rendition="simple:italic">Vocabolario degli Accademici della Crusca</hi> (1729-1738): Dizionario, in cui le voci si spiegano con glose.</p><p rendition="simple:quotations_quotation_b3"><hi rendition="simple:italic">Vocabolario degli Accademici della Crusca</hi> (1863-1923): Dizionario in cui le voci e le locuzioni si spiegano con glose; e più determinatamente, Dizionario, o Appendice a dizionario, in cui si notano e si dichiarano le voci, le forme, i modi di dire, corrotti, antiquati, barbari, stranieri, e simili, di una lingua.</p><p rendition="simple:quotation_b"><hi rendition="simple:CharOverride-1" >Dictionnaire</hi></p><p rendition="simple:quotation_b"><hi rendition="simple:italic">Dictionnaire de l’Académie française</hi> (1694): Vocabulaire, recueil par ordre de tous les mots d’une langue. </p><p rendition="simple:quotation_b"><hi rendition="simple:italic">Dictionnaire de l’Académie française</hi> (1762): Vocabulaire. Recueil de tous les mots d’une Langue, mis par ordre. DICTIONNAIRE se dit aussi de divers autres recueils faits par ordre alphabétique sur des matières de Poësie, de Géographie, d’Histoire, &amp;c. Dictionnaire Poëtique. Dictionnaire Historique. Dictionnaire Géographique. Un Dictionnaire de Marine. Dictionnaire de rimes.</p><p rendition="simple:quotation_b"><hi rendition="simple:italic">Dictionnaire de l’Académie française</hi> (1798): Vocabulaire. Recueil de tous les mots d’une Langue, mis par ordre. Se dit aussi De divers autres recueils faits par ordre alphabétique sur des matières de Poésie, de Géographie, d’Histoire, etc. Dictionnaire Poétique. Dictionnaire Historique. Dictionnaire Géographique. Un Dictionnaire de Marine. Dictionnaire de rimes.</p><p rendition="simple:quotation_b"><hi rendition="simple:italic">Dictionnaire de l’Académie française</hi> (1835): Vocabulaire, recueil de tous les mots d’une langue, rangés dans un certain ordre, et expliqués dans la même langue, ou traduits dans une autre. DICTIONNAIRE se dit aussi de Divers recueils faits par ordre alphabétique sur des matières de littérature, de sciences ou d’arts. On dit mieux, Dictionnaire des termes de marine, de médecine, d’architecture, etc., lorsqu’il ne s’agit que D’une simple explication des termes propres à ces différents arts.</p><p rendition="simple:quotation_b"><hi rendition="simple:italic" >Dictionnaire de l’Académie française</hi><hi > (1932-5): Recueil de tous les mots d’une langue, rangés le plus souvent dans l’ordre alphabétique, et expliqués dans la même langue, ou traduits dans une autre. DICTIONNAIRE se dit aussi de Divers recueils faits par ordre alphab</hi><hi >étique sur des matières de littérature, de sciences ou d’arts. </hi></p><p rendition="simple:quotations_quotation_b1"><hi rendition="simple:CharOverride-1">Dizionario</hi></p><p rendition="simple:quotations_quotation_b2"><hi rendition="simple:italic">Vocabolario degli Accademici della Crusca</hi> (1691): Libro ove sian raccolte, e esposte varie dizioni; Vocabolario.</p><p rendition="simple:quotations_quotation_b2"><hi rendition="simple:italic">Vocabolario degli Accademici della Crusca</hi> (1729-1738): Libro, ove sono raccolte, e esposte varie dizioni, Vocabolario.</p><p rendition="simple:quotations_quotation_b2"><hi rendition="simple:italic">Vocabolario degli Accademici della Crusca</hi> (1863-1923): Libro ove sono raccolte, alfabeticamente o metodicamente, e dichiarate, varie dizioni di una lingua: ed oggi prendesi per Vocabolario. </p><p rendition="simple:quotations_quotation_b2">II. E in senso particolare, Dizionario dicesi a Qualsivoglia libro o opera in cui sieno brevemente esposti i termini proprj di alcun’arte, scienza, o parte di erudizione; ed altresì a Quello in cui sieno raccolti i nomi delle persone comecchessia più celebri, dei paesi, delle città ec., con un’acconcia notizia di essi, in servigio specialmente della storia.</p><p rendition="simple:quotations_quotation_b1"><hi rendition="simple:CharOverride-1">Vocabulaire</hi></p><p rendition="simple:quotations_quotation_b2"><hi rendition="simple:italic">Dictionnaire de l’Académie française</hi> (1694): Dictionnaire. Livre qui enseigne les mots d’une langue, &amp; leur signification. </p><p rendition="simple:quotations_quotation_b2"><hi rendition="simple:italic">Dictionnaire de l’Académie française</hi> (1762): Dictionnaire, recueil alphabétique des mots d’une Langue. </p><p rendition="simple:quotations_quotation_b2"><hi rendition="simple:italic">Dictionnaire de l’Académie française</hi> (1798): Liste de mots communément dans l’ordre alphabétique, et accompagnés d’une explication succincte. </p><p rendition="simple:quotations_quotation_b2"><hi rendition="simple:italic">Dictionnaire de l’Académie fran</hi><hi rendition="simple:italic">çaise</hi> (1835): Liste de mots, communément dans l’ordre alphabétique, et accompagnés d’une explication succincte. Il se dit aussi Des mots qui appartiennent particulièrement à une science, à un art. Le vocabulaire de la chimie, des mathématiques, des sciences, des arts, de la philosophie, etc. </p><p rendition="simple:quotations_quotation_b2"><hi rendition="simple:italic" >Dictionnaire de l’Académie française</hi><hi > (1932-5): Liste de mots, rangés habituellement dans l’ordre alphabétique et accompagnés d’une explication succincte. Il se dit aussi de l’Ensemble des mots employés par un peuple, par un groupe, par un écrivain, etc. Il se dit encore des Mots qui appartiennent particuliè</hi><hi >rement à une science, à un art. Le vocabulaire de la chimie, des mathématiques, des arts, de la philosophie.</hi></p><p rendition="simple:quotation_b"><hi rendition="simple:CharOverride-1">Vocabolario</hi></p><p rendition="simple:quotation_b"><hi rendition="simple:italic">Vocabolario degli Accademici della Crusca</hi> (1612): &gt; vocabolo.</p><p rendition="simple:quotation_b"><hi rendition="simple:italic">Vocabolario degli Accademici della Crusca</hi> (1623): &gt; vocabolo</p><p rendition="simple:quotation_b"><hi rendition="simple:italic">Vocabolario degli Accademici della Crusca</hi> (1691): Raccolta di vocaboli, notati colla spiegazione del loro significato, quali appunto è di questo libro.</p><p rendition="simple:quotation_b"><hi rendition="simple:italic">Vocabolario degli Accademici della Crusca</hi> (1729-1738): Raccolta di vocaboli notati colla spiegazione del loro significato.</p><p rendition="simple:quotations_quotation_b1"><hi rendition="simple:CharOverride-1">Lexique</hi></p><p rendition="simple:quotations_quotation_b2"><hi rendition="simple:italic">Dictionnaire de l’Académie française</hi> (1762): Mot emprunté du Grec, pour dire, Un Dictionnaire. </p><p rendition="simple:quotations_quotation_b2"><hi rendition="simple:italic">Dictionnaire de l’Académie franç</hi><hi rendition="simple:italic">aise</hi> (1798): Mot emprunté du Grec, pour dire, Un Dictionnaire. </p><p rendition="simple:quotations_quotation_b2"><hi rendition="simple:italic">Dictionnaire de l’Académie française</hi> (1835): Mot qui est emprunté du grec, et qui signifie, Dictionnaire. </p><p rendition="simple:quotations_quotation_b2"><hi rendition="simple:italic">Dictionnaire de l’Académie française</hi> (1932-5): Dictionnaire abrégé. Il se dit aussi d’un Dictionnaire des locutions et formes propres à certains auteurs. Le lexique de Platon. Le lexique de Cicéron. Le lexique de Corneille.</p><p rendition="simple:quotations_quotation_b1"><hi rendition="simple:CharOverride-1">Lessico</hi></p><p rendition="simple:quotations_quotation_b3"><hi rendition="simple:italic">Vocabolario degli Accademici della Crusca</hi> (1863-1923): Libro nel quale sono alfabeticamente, o con altro ordine, registrate le voci e le locuzioni di una lingua, di una scienza, o di un autore, con le loro dichiarazioni; e intendesi propriamente di lingue o di autori antichi; Dizionario.</p><p rendition="simple:text">Riassumendo le informazioni contenute nelle risorse lessicografiche consultate, si evincono i seguenti dati utili:</p><table rendition="simple:Nessuno-stile-tabellasimple:TableOverride-1" xml:id="table001">
				<!--<colgroup>-->
					<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-1">--><!--</col>-->
					<!--<col
  class="_idGenTableRowColumn-1">--><!--</col>-->
				<!--</colgroup>-->
				
					<row rendition="simple:Nessuno-stile-tabellasimple:_idGenTableRowColumn-2">
						<cell rendition="simple:Nessuno-stile-tabellasimple:CellOverride-1">
							<p rendition="simple:text_NOindent"><hi rendition="simple:italic" >Dictionnaire de l’Acadé</hi><hi rendition="simple:italic" >mie française</hi></p>
						</cell>
						<cell rendition="simple:Nessuno-stile-tabellasimple:CellOverride-2">
							<p rendition="simple:text_NOindent"><hi rendition="simple:italic">Vocabolario dell’Accademia della Crusca</hi></p>
						</cell>
					</row>
					<row rendition="simple:Nessuno-stile-tabellasimple:_idGenTableRowColumn-3">
						<cell rendition="simple:Nessuno-stile-tabellasimple:CellOverride-1">
							<p rendition="simple:text_NOindent"><hi >- </hi><hi rendition="simple:italic" >glossaire</hi><hi > &gt; </hi><hi rendition="simple:italic" >dictionnaire</hi><hi >; da 1932, anche </hi><hi rendition="simple:italic" >simple vocabulaire</hi></p>
							<p rendition="simple:text_NOindent"><hi >- </hi><hi rendition="simple:italic" >dictionnaire</hi><hi > &gt; </hi><hi rendition="simple:italic" >vocabulaire</hi><hi > </hi><hi >fino a 1932; da 1762, anche </hi><hi rendition="simple:italic" >recueil de termes</hi></p>
							<p rendition="simple:text_NOindent"><hi >- </hi><hi rendition="simple:italic" >vocabulaire</hi><hi > &gt; </hi><hi rendition="simple:italic" >dictionnaire</hi><hi > fino a 1798; da 1798 è </hi><hi rendition="simple:italic" >liste de mots</hi><hi >; da 1835 anche </hi><hi rendition="simple:italic" >mots de disciplines</hi></p>
							<p rendition="simple:text_NOindent"><hi >- </hi><hi rendition="simple:italic" >lexique</hi><hi > &gt; </hi><hi rendition="simple:italic" >dictionnaire</hi></p>
						</cell>
						<cell rendition="simple:Nessuno-stile-tabellasimple:CellOverride-2">
							<p rendition="simple:text_NOindent">- glossario &gt; dizionario</p>
							<p rendition="simple:text_NOindent">- dizionario &gt; vocabolario; da 5a ed. raccolta di termini</p>
							<p rendition="simple:text_NOindent">- vocabolario &gt; raccolta di vocaboli</p>
							<p rendition="simple:text_NOindent">- lessico &gt; dizionario </p>
						</cell>
					</row>
				
			</table><p rendition="simple:text">Appare chiaro che, nelle definizioni proposte dalle risorse consultate, storicamente le parole «dizionario» e «vocabolario» si sono contraddistinte come iperonimi per includere gran parte delle tipologie di risorse lessicografiche esistenti, anche se «dizionario» ha, rispetto a «vocabolario», un significato più esteso. Tuttavia, emerge una certa sovrapposizione di dati tali da creare una confusione nei limiti che contraddistinguono una risorsa dall’altra.</p><p rendition="simple:text">In tal senso è interessante riprendere un approfondimento proposto dal <hi rendition="simple:italic">Dictionnaire</hi> di Emile Littré all’entrata <hi rendition="simple:italic">vocabulaire</hi>, che fornisce dei dettagli interessanti relativi all’uso sinonimico delle denominazioni delle pratiche lessicografiche, in un momento storico che è generalmente associato all’era dei dizionari in termini di quantità di pubblicazioni editoriali e di qualità degli stessi.</p><p rendition="simple:quotation_b">DICTIONNAIRE, VOCABULAIRE, GLOSSAIRE, LEXIQUE. Ils signifient en général tout ouvrage où un grand nombre de mots sont rangés suivant un certain ordre, pour les retrouver plus facilement quand on en a besoin; mais il y a cette différence: 1° que vocabulaire et glossaire ne s’appliquent guère qu’à de purs dictionnaires de mots, au lieu que dictionnaire, en général, comprend non-seulement les dictionnaires de langues, mais encore les dictionnaires historiques, et ceux des sciences et des arts; 2° que dans un vocabulaire les mots peuvent n’être pas distribués par ordre alphabétique, et peuvent même n’être pas expliqués ou ne l’être qu’en un seul mot, sans raisonnement; 3° que glossaire ne s’applique guère qu’aux dictionnaires de mots peu connus, barbares ou surannés […]; 4° que lexique, qui s’appliquait dans l’antiquité à un dictionnaire de mots rares et de formes difficiles, désigne aujourd’hui surtout un recueil des mots d’un auteur, par exemple le lexique d’Homère, et que, dans les classes, lexique se dit des abrégés des dictionnaires de mots.</p><p rendition="simple:text">Tale approfondimento risulta di particolare interesse in quanto si evidenzia l’uso sinonimico delle denominazioni che sono oggetto del presente studio e allo stesso tempo se ne sottolineano le differenze non solo dal punto di vista delle parole interessate nella pratica lessicografica, ma nei criteri di ordine delle parole all’interno delle opere stesse. Il rapporto tra risorse lessicografiche e termini è sottolineato in relazione al concetto di «dizionario», quando si afferma che i dizionari possono essere anche «ceux des sciences et des arts», mentre, nelle entrate citate in precedenza, anche il concetto di <hi rendition="simple:italic">vocabulaire</hi> è in relazione con la terminologia in quanto una delle accezioni rinvia a «des mots qui appartiennent particulièrement à une science, à un art».</p><p rendition="simple:text">L’excursus finora proposto ha consentito di mettere in luce una serie di sovrapposizioni concettuali e semantiche che sussistono nell’identificazione delle risorse lessicografiche in generale. È stato evidenziato che, per quanto riguarda le pratiche strettamente terminologiche, i due concetti di «dizionario» e «vocabolario» sono quelli che, almeno dal punto di vista definitorio, sono associati all’attività di recensire i termini di una determinata disciplina, anche se oggi vengono indicate con il nome di «glossario» anche le raccolte in ordine alfabetico di voci non comuni o appartenenti a specifici settori tecnici, corredate di spiegazione, e con il nome di «lessico» delle raccolte di termini scientifici. </p><p rendition="simple:h2">2. Le denominazioni della pratica lessicografica in ambito terminologico</p><p rendition="simple:text">Per incrociare i dati raccolti con quanto in vigore in ambito terminologico oggi, si propone qui una lettura degli standard proposti dall’ISO, l’Organizzazione internazionale per la normalizzazione, che è la più importante organizzazione a livello mondiale per la definizione di norme tecniche.</p><p rendition="simple:text">È interessante notare il parallelismo che sussiste dal punto di vista cronologico tra la nascita dell’ISO nel 1947 e il configurarsi della terminologia come disciplina autonoma, basata su solide teorie di fondo che nel corso del XX secolo e ancora oggi sono oggetto di studio e di approfondimento in ambito linguistico (a livello teorico, basti citare qui Zanola 2018; Rey 1979). Da un lato, il crescente interesse sulla terminologia in quanto disciplina è la testimonianza di una riflessione profonda e necessaria su alcuni fenomeni lessicali, discorsivi e testuali intrinsecamente legati all’oggetto di studio della terminologia, ovvero i termini; dall’altro, il crescente numero di diversificate risorse terminologiche, disponibili in formato cartaceo ed elettronico e che talvolta non nascono da un’attività di ricerca scientifica condotta a livello istituzionale e accademico, denota una chiara esigenza di sistematizzazione dei termini in chiave comunicativo-discorsiva non soltanto in ambiti di alta professionalità, ma anche in contesti comunicativi che non coinvolgono unicamente gli specialisti o i professionisti di un settore.</p><p rendition="simple:text">Nell’ambito delle norme ISO, con relazione alle pratiche terminologiche, la norma 1087-1:2000 – attualmente in corso di revisione e che sarà sostituita dalla norma ISO/FDIS 1087 – propone maggiori informazioni sull’attività terminologica. All’interno della 1087-1:2000, sono presenti le seguenti informazioni relative ai prodotti terminologici:</p><p><graphic url="OP05354_10-web-resources/image/10.jpg" rendition="simple:imgsimple:_idGenObjectAttribute-1" mimeType="image/jpeg"/></p><p rendition="simple:text">In chiave terminologica, pur essendo presenti nella norma evocata, il «vocabolario» e il «glossario» si distinguono per la presenza delle definizioni nel vocabolario e unicamente delle designazioni in una o più lingue nel glossario.</p><p rendition="simple:text">Si precisa, in tal senso, che, in chiave non strettamente terminologica, le denominazioni di nostro interesse sono presenti anche nelle norme seguenti:</p><p rendition="simple:quotation_b"><hi rendition="simple:CharOverride-1">ISO 24613:2008(en) - Language resource management - Lexical markup framework (LMF)</hi></p><p rendition="simple:quotation_b"><hi rendition="simple:CharOverride-1">3.28</hi></p><p rendition="simple:quotation_b"><hi rendition="simple:CharOverride-1">lexicon</hi></p><p rendition="simple:quotation_b">resource comprising <hi rendition="simple:CharOverride-1">lexical entries </hi>(3.26) for a given language.</p><p rendition="simple:quotation_b">Note 1 to entry: A special language lexicon or a lexicon prepared for a specific NLP application can comprise a specific subset of language.</p><p rendition="simple:quotation_b"><hi rendition="simple:CharOverride-1">ISO 5127:2017(en) - Information and documentation — Foundation and vocabulary</hi></p><p rendition="simple:quotation_b"><hi rendition="simple:CharOverride-1">3.5.5.02</hi></p><p rendition="simple:quotation_b"><hi rendition="simple:CharOverride-1">dictionary</hi></p><p rendition="simple:quotation_b"><hi rendition="simple:CharOverride-1">reference work </hi>(3.5.5.01) consisting of individual <hi rendition="simple:CharOverride-1">entries </hi>(3.2.1.32) in alphabetical or systematic <hi rendition="simple:CharOverride-1">order </hi>(3.1.1.14).</p><p rendition="simple:quotation_b">EXAMPLE: Dictionary of film titles; dictionary of artist’s names; <hi rendition="simple:CharOverride-1">language dictionary </hi>(3.5.5.03).</p><p rendition="simple:quotation_b"><hi rendition="simple:CharOverride-1">3.5.5.03</hi></p><p rendition="simple:quotation_b"><hi rendition="simple:CharOverride-1">language dictionary</hi></p><p rendition="simple:quotation_b"><hi rendition="simple:CharOverride-1">dictionary </hi>(3.5.5.02) being a systematic <hi rendition="simple:italic">list (3.4.5.25)</hi> of <hi rendition="simple:CharOverride-1">words (1) &lt;orthographic word&gt; </hi>(3.1.4.15) whose explanations follow an overall uniform pattern and give linguistic explanations of these words (1) &lt;orthographic word&gt; in the given <hi rendition="simple:CharOverride-1">language </hi>(3.1.5.01) or provide the equivalents of the words (1) &lt;orthographic word&gt; in another language.</p><p rendition="simple:quotation_b">Note 1 to entry: Early <hi rendition="simple:italic">language dictionaries</hi>, especially in the classical European languages, were often called a <hi rendition="simple:italic">“thesaurus”</hi>, e.g. “Thesaurus linguae latinae”.</p><p rendition="simple:quotation_b"><hi rendition="simple:CharOverride-1">3.5.5.04 </hi></p><p rendition="simple:quotation_b"><hi rendition="simple:CharOverride-1">glossary</hi></p><p rendition="simple:quotation_b"><hi rendition="simple:CharOverride-1">document </hi>(3.1.1.38) or part of a document which contains a selected <hi rendition="simple:CharOverride-1">list </hi>(3.4.7.25) of <hi rendition="simple:CharOverride-1">words (1) &lt;orthographic word&gt; </hi>(3.1.5.18) from one or a few given <hi rendition="simple:CharOverride-1">texts </hi>(3.2.1.05) which are deemed to require punctiform explanation but which explanations do not necessarily follow a uniform pattern.</p><p rendition="simple:quotation_b"><hi rendition="simple:CharOverride-1">3.5.5.06</hi></p><p rendition="simple:quotation_b"><hi rendition="simple:CharOverride-1">vocabulary</hi></p><p rendition="simple:quotation_b"><hi rendition="simple:CharOverride-1">dictionary </hi>(3.5.5.03) which contains <hi rendition="simple:CharOverride-1">designations </hi>(3.1.5.24) and <hi rendition="simple:CharOverride-1">definitions </hi>(3.1.5.59) from one or more specific <hi rendition="simple:CharOverride-1">subject fields </hi>(3.1.2.07)</p><p rendition="simple:quotation_b">Note 1 to entry: The <hi rendition="simple:italic">vocabulary</hi> may be monolingual, bilingual or multilingual.</p><p rendition="simple:quotation_b">[SOURCE: ISO 1087-1:2000, definition 3.7.2, modified].</p><p rendition="simple:text">Appare evidente che le norme ISO prese in esame, proprio per loro stessa configurazione, rinviano l’una all’altra, il che, salvo alcune sfumature legate al fatto che certe norme si applicano a pratiche non strettamente terminologiche, conduce a definizioni che sono quasi totalmente sovrapponibili.</p><p rendition="simple:text">Un ultimo dato utile che può contribuire alla riflessione generale che si intende proporre nel presente lavoro riguarda la distribuzione delle denominazioni «dizionario», «vocabolario» e «glossario» nei testi recensiti da Google Books, attraverso il software Google Books Ngram Viewer, dove sono presenti testi pubblicati dal XVI secolo, comprendenti vari generi testuali quali romanzi, letteratura scientifica, magazine, fumetti, saggi, articoli di giornale e altro ancora. In particolare, il corpus disponibile è stato investigato in italiano, inglese e francese, attraverso una ricerca per le seguenti parole chiave: «dizionario/<hi rendition="simple:italic">dictionary</hi>/<hi rendition="simple:italic">dictionnaire</hi>», «glossario/<hi rendition="simple:italic">glossary</hi>/<hi rendition="simple:italic">glossaire</hi>» e «vocabolario/<hi rendition="simple:italic">vocabulary</hi>/<hi rendition="simple:italic">vocabulaire</hi>». I risultati sono stati condotti sulle singole denominazioni, ma anche sulle denominazioni e sulle possibili combinazioni con altri elementi linguistici dai quali le denominazioni sono seguite. Si riporta di seguito un esempio di risultato ottenuto dal riscontro effettuato su Google Books.</p><p><graphic url="OP05354_10-web-resources/image/Fig._1-_Grimaldi.jpg" rendition="simple:imgsimple:_idGenObjectAttribute-1" mimeType="image/jpeg"/></p><p rendition="simple:caption_figure">Figura 1 – Google Books Ngram Viewer, risultati ottenuti per la parola «dizionario»</p><p rendition="simple:text">I risultati ottenuti, pur essendo completamente parziali e da dover interpretare con le dovute precauzioni, mettono in evidenza che in inglese e francese le denominazioni <hi rendition="simple:italic">dictionary</hi> e <hi rendition="simple:italic">vocabulaire</hi> sono quelle più diffuse nell’intero arco temporale e sono anche quelle che non subiscono variazioni quando si effettua una ricerca ampliata anche a quanto segue la denominazione. In merito all’italiano, invece, la ricerca fornisce risultati stranamente contrastanti in quanto «vocabolario» è la denominazione che è in assoluto più frequente all’interno del corpus, mentre «dizionario» è quella che, seguita da un altro elemento linguistico (ad esempio, «dizionario enciclopedio» e «dizionario di….»), è la più diffusa.</p><p rendition="simple:text">Un’ultima parte del presente lavoro mira a investigare l’uso delle denominazioni studiate in relazione ad alcuni settori di conoscenza di nostro interesse, ovvero quello della smart city e quello della crisi migratoria. In questo paragrafo del lavoro, si propongono unicamente i risultati di una rapida ricerca condotta sulla lingua italiana a partire da un’indagine compiuta on-line cercando alcune risorse di natura lessicografica di ausilio alla comprensione di un lessico come quello della smart city e della crisi migratoria di non facile interpretazione. </p><p rendition="simple:text">I casi di studio che si propongono intendono essere soltanto un esempio di un uso sinonimico, talvolta improprio, delle denominazioni delle pratiche terminologiche sul web. Si segnalano in grassetto le denominazioni trovate.</p><p rendition="simple:quotation_b">Smart City. Il <hi rendition="simple:CharOverride-1">glossario</hi> della città intelligente</p><p rendition="simple:quotation_b">(&lt;<ref target="http://www.effettoterra.org/vocabolario-smart-city.html">http://www.effettoterra.org/vocabolario-smart-city.html</ref>&gt;)</p><p rendition="simple:quotation_b">Il <hi rendition="simple:CharOverride-1">vocabolario</hi> della Social Innovation</p><p rendition="simple:quotation_b">(&lt;<ref target="http://www.csrpiemonte.it/comunicazione/dwd/SI_vocabolario_web.pdf">http://www.csrpiemonte.it/comunicazione/dwd/SI_vocabolario_web.pdf</ref>&gt;)</p><p rendition="simple:quotations_quotation_b1">Smart City: uno strumento per le Comunità Intelligenti &gt; <hi rendition="simple:CharOverride-1">Glossario</hi> (&lt;<ref target="https://www.peacelink.it/ecologia/a/41970.html">https://www.peacelink.it/ecologia/a/41970.html</ref>&gt;)</p><p rendition="simple:quotations_quotation_b3">Il programma europeo per promuovere stili di vita, economie e modelli di “città intelligenti” per un futuro sostenibile: tecnologie, tematiche, obiettivi dalla A alla Z</p><p rendition="simple:quotation_b">Le parole del futuro: un utile <hi rendition="simple:CharOverride-1">glossario</hi></p><p rendition="simple:quotation_b">(&lt;<ref target="http://www.gruppohera.it/gruppo/com_media/dossier_smartcities/articoli/pagina34.html">http://www.gruppohera.it/gruppo/com_media/dossier_smartcities/articoli/pagina34.html</ref>&gt;)</p><p rendition="simple:quotation_b">Si parla di reti e città intelligenti spesso con termini inglesi. Difficile, però, districarsi tra tante espressioni nuove. Ecco un piccolo <hi rendition="simple:CharOverride-1">dizionario</hi> per capire il mondo che ci aspetta</p><p rendition="simple:quotation_b">Breve <hi rendition="simple:CharOverride-1">glossario</hi> sulle smart cities</p><p rendition="simple:quotation_b">(&lt;<ref target="http://www.perchebio.com/site/index.php/contenuti/ecocitta/citta-intelligenti/61-breve-glossario-sulle-smart-cities">http://www.perchebio.com/site/index.php/contenuti/ecocitta/citta-intelligenti/61-breve-glossario-sulle-smart-cities</ref>&gt;)</p><p rendition="simple:quotation_b">Il nostro diritto digitale alla città 10. <hi rendition="simple:CharOverride-1">Glossario</hi></p><p rendition="simple:quotation_b">(&lt;<ref target="https://www.openpolis.it/esercizi/glossario/">https://www.openpolis.it/esercizi/glossario/</ref>&gt;)</p><p rendition="simple:quotation_b">GREEN JOBS – Formazione e Orientamento – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali &gt; <hi rendition="simple:CharOverride-1">Glossario</hi></p><p rendition="simple:quotation_b">(<ref target="https://www.cliclavoro.gov.it/Progetti/Green_Jobs/Documents/Smart_City/Glossario.pdf">https://www.cliclavoro.gov.it/Progetti/Green_Jobs/Documents/Smart_City/Glossario.pdf</ref>)</p><p rendition="simple:quotation_b"><hi rendition="simple:CharOverride-1">Glossario</hi> EMN Migrazione e Asilo</p><p rendition="simple:quotation_b">(&lt;<ref target="http://www.integrazionemigranti.gov.it/Normativa/documenti/Documents/glossario.migrazione.e.asilo.pdf">http://www.integrazionemigranti.gov.it/Normativa/documenti/Documents/glossario.migrazione.e.asilo.pdf</ref>&gt;)</p><p rendition="simple:quotation_b">Il <hi rendition="simple:CharOverride-1">vocabolario</hi> dei migranti</p><p rendition="simple:quotation_b">Richiedenti asilo, rifugiati, profughi, migranti, clandestini: <hi rendition="simple:CharOverride-1">dizionario</hi> per capire di che cosa stiamo parlando</p><p rendition="simple:quotation_b">(&lt;<ref target="https://www.panorama.it/news/esteri/il-vocabolario-dei-migranti/#gallery-0=slide-4">https://www.panorama.it/news/esteri/il-vocabolario-dei-migranti/#gallery-0=slide-4</ref>&gt;)</p><p rendition="simple:quotation_b">Disarmare le parole: <hi rendition="simple:CharOverride-1">Dizionario</hi> sulla Migrazione</p><p rendition="simple:quotation_b">(<hi rendition="simple:CharOverride-1">&lt;</hi><ref target="https://www.pressenza.com/it/2015/01/disarmare-le-parole-dizionario-sulla-migrazione/">https://www.pressenza.com/it/2015/01/disarmare-le-parole-dizionario-sulla-migrazione/</ref>&gt;)</p><p rendition="simple:quotation_b">Parole della migrazione: piccolo <hi rendition="simple:CharOverride-1">glossario</hi> per orientarsi</p><p rendition="simple:quotation_b">(&lt;<ref target="http://www.eduka-itaslo.eu/uploads/analize_ita/uploadsanalize_ita21.pdf">http://www.eduka-itaslo.eu/uploads/analize_ita/uploadsanalize_ita21.pdf</ref>&gt;)</p><p rendition="simple:quotation_b">LE PAROLE DELLE MIGRAZIONI &gt; <hi rendition="simple:CharOverride-1">Glossario</hi></p><p rendition="simple:quotation_b">(&lt;<ref target="http://rewind.coopdedalus.org/glossario/">http://rewind.coopdedalus.org/glossario/</ref>&gt;)</p><p rendition="simple:quotations_quotation_b1"><hi rendition="simple:CharOverride-1">Glossario</hi> 2.0 sull’asilo e la migrazione</p><p rendition="simple:quotations_quotation_b2">(&lt;<ref target="https://ec.europa.eu/home-affairs/sites/homeaffairs/files/what-we-do/networks/european_migration_network/docs/emn-glossary-it-version.pdf">https://ec.europa.eu/home-affairs/sites/homeaffairs/files/what-we-do/networks/european_migration_network/docs/emn-glossary-it-version.pdf</ref>&gt;)</p><p rendition="simple:quotation_b"><hi rendition="simple:CharOverride-1">Glossario</hi> sull’Asilo e la Migrazione edizione italiana 2016</p><p rendition="simple:quotation_b">(&lt;<ref target="https://immigrazione.it/docs/2017/glossario-asilo-migrazione.pdf">https://immigrazione.it/docs/2017/glossario-asilo-migrazione.pdf</ref>&gt;)</p><p rendition="simple:text">Negli esempi riportati, appare subito evidente che nelle risorse consultate on-line la denominazione «glossario» è quella più utilizzata ed è altrettanto evidente che in questo contesto tale denominazione non deve essere intesa in chiave terminologica. In effetti, tutte le risorse proposte intendono presentare una lista di termini da analizzare, ma questi non sono quasi mai estratti da testi, come invece è indicato nella definizione della norma ISO, e soprattutto sono presenti delle definizioni che mirano a spiegare i concetti che sono il fondamento di tali termini. In alcuni casi, le denominazioni oggetto del presente lavoro sono utilizzate in maniera sinonimica («Le parole del futuro: un utile glossario. […] Ecco un piccolo dizionario per capire il mondo che ci aspetta»; «Il vocabolario dei migranti. […] dizionario per capire di che cosa stiamo parlando») e anche in questo caso bisognerebbe ricorrere a un maggiore consenso tra i produttori di tali risorse per non incorrere in errori di compilazione ed essere chiari sulla strutturazione della risorsa che si intende creare. Risulta anche interessante notare come alcune di queste risorse non si configurano né come un vocabolario né come un dizionario né come un glossario: è il caso, per esempio, della risorsa «Breve glossario sulle smart cities» che in realtà è semplicemente un testo dove sono evidenziati in grassetto alcuni termini della città intelligente, ma senza che venga fornita una risorsa omogenea che raccolga le informazioni relative ai termini più complessi. Potrebbe forse in tal senso essere utile evocare che, escludendo la dimensione terminologica che sembra non essere adeguata alle risorse qui citate come esempi, la designazione «lessico», indicata nel <hi rendition="simple:italic">Vocabolario</hi> Treccani come «dizionario, vocabolario, come opera che registra alfabeticamente le parole di una lingua dando di ciascuna la spiegazione; non differisce sostanzialmente nel significato dagli altri due sinonimi, ma si usa preferibilmente per indicare vocabolarî di lingue antiche, classiche e del vicino Oriente, o dizionari di scienze speciali», potrebbe essere probabilmente la scelta più corretta. Un’altra soluzione potrebbe essere semplicemente quella di dettagliare meglio nell’introduzione a tali risorse la prospettiva che si vuole adottare ed essere poi coerenti con quello che si presenterà nella sezione dei dati.</p><p rendition="simple:h2">3. Conclusioni</p><p rendition="simple:text">La riflessione proposta ha voluto presentare un excursus sulle denominazioni utilizzate per indicare le pratiche lessicografiche e quelle terminografiche. La prospettiva storica alla quale si è fatto ricorso nella prima parte del presente lavoro ha consentito di mettere in luce lo stratificarsi delle denominazioni oggetto di studio in due culture europee, quella francese e quella italiana, dalla forte tradizione storico-culturale in ambito lessicografico. Questo approccio ha consentito di far risaltare alcuni interrogativi sull’uso sinonimico delle denominazioni indagate, come nel caso del <hi rendition="simple:italic">Dictionnaire </hi>di Littré, ed è stato analizzato come le varie definizioni proposte dai dizionari si sono man mano arricchite di tratti semantici conservati in gran parte ancora oggi.</p><p rendition="simple:text">Nella seconda sezione del presente lavoro sono stati integrati alcuni dati di natura terminologica e terminografica. È stato sottolineato che le norme ISO, in particolare la 1087-1:2000, in questi anni in fase di revisione, fungono da ausilio all’uniformità della creazione degli strumenti e delle risorse terminologiche. Si può affermare che le definizioni delle denominazioni, delle quali è stata verificata la diffusione anche in Google Books attraverso il software Ngram Viewer, così come proposte dalle norme ISO e dai dizionari consultati, sono parzialmente sovrapponibili proprio perché in chiave terminologica le risorse devono necessariamente rispettare delle caratteristiche e dei canoni stringenti. È stato, infine, verificato che, almeno per la lingua italiana, quanto indicato dalle norme ISO in relazione a due campi della conoscenza specialistici come quelli della smart city e della crisi migratoria è poco rappresentato nella misura in cui le risorse consultate ricorrono quasi unicamente alla denominazione di «glossario», da non intendere in chiave terminologica, ma come una raccolta di parole dal significato poco chiaro, senza alcun riferimento ai testi che dovrebbero costituire il fondamento del glossario stesso. Pertanto, appare evidente che una maggiore sensibilità sull’uso di tali denominazioni in relazione a campi del sapere di natura specialistica sarebbe auspicabile in modo da volgere verso un’uniformità delle risorse lessicografiche e terminologiche create e verso un corretto uso di tali denominazioni che concorrono a garantire la sopravvivenza storica delle tradizioni linguistico-culturali.</p><p rendition="simple:h2">Riferimenti bibliografici</p><p rendition="simple:bib_indx_bib">Aprile, M. 2005. <hi rendition="simple:italic">Dalle parole ai dizionari</hi>. Bologna: il Mulino.</p><p rendition="simple:bib_indx_bib">Della Valle, V., Patota, G. 2016. <hi rendition="simple:italic">Lezioni di lessicografia. Storie e cronache di vocabolari</hi>. 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Roma: Carocci.</p><p rendition="simple:layout_notes"><hi rendition="simple:notes_numbersimple:_idGenCharOverride-1"><ref target="OP05354_10.html#footnote-000-backlink">1</ref></hi>	<hi >Si tratta di una pratica sorta già nel VI-V secolo avanti Cristo che si diffonde specialmente in età alessandrina, in relazione con il desiderio dei poeti dotti di adornare i loro scritti di parole ricercate. </hi></p>
      
      
      
      
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        <listBibl>
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      </div>
    </body>
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</TEI>